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  <title>Openpolis - Argomento: spese militari</title>
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  <updated>2012-04-30T00:00:00Z</updated>
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  <title>Angelo BONELLI: Tagliare le spese per le armi.</title>
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  <updated>2012-04-30T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626971</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lazio (Lista di elezione: Verdi) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
 «La spending review è l'alibi per nuovi ed irrazionali tagli alla scuola, alla sanità, alla sicurezza e al trasporto pubblico che sono servizi essenziali per i cittadini italiani. 
&lt;p&gt;Se Monti vuole rivedere la spesa pubblica tagli subito almeno 15 miliardi di euro dalle spese per l'acquisto di nuovi armamenti per i quali l'Italia ha impegnato più di 40 miliardi di euro.
&lt;p&gt; A pagare il conto della crisi non possono essere sempre pensionati, precari, lavoratori dipendenti e le famiglie mentre non è stata varata nessuna patrimoniale sui grandi patrimoni».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilmessaggero.it/stampa_articolo.php?id=193296&quot;&gt;Il Messaggero.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: Sabato 25 febbraio, in tutta Italia, iniziative contro l’acquisto degli F-35 </title>
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  <updated>2012-02-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625014</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Sabato 25 febbraio, in tutta Italia, si svolgeranno decine e decine di iniziative contro l’acquisto degli F-35 e per reclamare una radicale riduzione delle spese militari e dello stesso modello di difesa. La campagna è stata promossa dalla Rete per il disarmo, dalla Tavola della pace e da numerose associazioni, laiche e religiose.
&lt;p&gt;
Il Ministro-Ammiraglio Giampaolo Di Paola ha deciso di confermare l’acquisto di 90 cacciabombardieri nucleari F-35: una delle più micidiali armi da guerra mai costruite. Un solo aereo costa 120 milioni di euro, secondo la stima attuale di prezzo destinata però a crescere come annunciato dal Pentagono e dalla Lockeed Martin a seguito delle varie disdette e slittamenti di ordini arrivati. In tutto l’Italia finirà per impegnare più di 10 miliardi di euro ai quali se ne dovranno aggiungere altri 20-30 per la gestione e manutenzione dei velivoli.

&lt;p&gt;
Che senso ha spendere tutti questi soldi mentre si costringono milioni di italiani a fare enormi sacrifici e mancano i soldi per il lavoro, la scuola, la lotta alla povertà, i servizi degli enti locali, la protezione civile, la polizia e la giustizia?
&lt;p&gt;Sabato sarà un’occasione per raccogliere le firme sotto la petizione &lt;a href=&quot;http://www.disarmo.org/nof35/25-febbraio-2012-giornata-nazionale-di-mobilitazio&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;“Tagliamo le ali agli F-35″&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, e per chiedere a ciascun parlamentare di prendere posizione su una questione davvero strategica e che, francamente, non ci sembra meno rilevante delle liberalizzazioni o delle licenze dei taxi.
&lt;p&gt;

Eppure il dibattito, politico e mediatico, non sembra interessato a questi temi, del resto l’antipolitica  e la malapolitica si danno la mano nello scacciare dall’agenda le questioni che ripropongono i temi della democrazia internazionale, della corsa agli armamenti, del modello di sviluppo, del ruolo e della funzione degli apparati militari e delle loro connessioni con settori della finanza e dell’industrie collegate.

&lt;p&gt;
Qui non si tratta più di inveire contro le caste o di tagliare cento parlamentari, cosa per altro sacrosanta, ma di affrontare le oligarchie vere, i gruppi di interesse che stanno prendendo in ostaggio le democrazie e che perseguono l’obiettivo di un sostanziale commissariamento dei popoli, di una drastica riduzione delle distinzioni e dei conflitti sociali.
&lt;p&gt;

Per questo il tema degli F-35 resta sullo sfondo, perché evoca e suscita divisioni profonde, ripropone le divaricazioni tra destra e sinistra, determina schieramenti che non piacciono a chi, trasversalmente, vorrebbe mettere tra parentesi queste categorie.
&lt;p&gt;

Eppure sbagliano, perché questi temi stanno tornando al centro della attenzione in Francia, in Germania, persino negli Stati Uniti, dove si stanno interrogando con asprezza sugli errori commessi, sulle missioni fallite, sulle spese militari fuori controllo, sulla mancanza di risorse per finanziare i progetti di riduzione della povertà e di sostegno allo stato sociale. Perché mai la crisi dovrebbe imporre tagli durissimi ovunque e non dovrebbe invece comportare una drastica riduzione delle spese militari?
&lt;p&gt;

Non amiamo la demagogia, ma tra il 18, statuto dei lavoratori, e il 35, inteso come cacciabombardieri, non vi è dubbio alcuno che bisogna sopprimere il secondo numero.

Per questo voteremo e sottoscriveremo tutte le mozioni che chiederanno la soppressione o la immediata sospensione di questo progetto e di quelli che già si annunciano relativi all’acquisto dei nuovi modelli ancora più costosi e che potrebbero essere la vera ragione della annunciata e modesta riduzione dell’acquisto degli F-35 da parte del governo italiano.
&lt;p&gt;

Comunque la si pensi bisognerà sostenere questa campagna civile che, ricordiamolo, è stata promossa da quelle associazioni che diedero vita alle grandiosi manifestazioni contro la decisione del governo Berlusconi di appoggiare la disastrosa e non conclusa campagna irachena.&lt;br /&gt;


Furono accusati di essere estremisti, irresponsabili, fuori dal tempo e dalla storia. Avevano ragione loro, i cosìddetti realisti si sono dimostrati privi di capacità strategica, confusi, incapaci persino di elaborare una efficace strategia di ritirata.&lt;br /&gt;


Questo accade, e non solo in Iraq, quando la politica cede il comando agli apparati militari e agli interessi economici.

&lt;p&gt;
Per questo aderiamo alla campagna contro gli F-35 per questo ci sembra doveroso ospitare l’appello delle associazioni che hanno promosso l’iniziativa.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/02/24/giuseppe-giulietti-sabato-25-febbraio-in-piazza-per-tagliare-le-ali-ai-caccia-f-35/&quot;&gt;blog-micromega.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giampaolo Di Paola: Saranno acquistati 90 caccia F-35 invece dei 131 previsti</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/15/giampaolo-di-paola/saranno-acquistati-90-caccia-f-35-invece-dei-131-previsti/625013"></link>
  <updated>2012-02-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625013</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Difesa&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Saranno acquistati 90 caccia F-35 invece dei 131 previsti dal programma Joint Strike Fighter, con una riduzione di 40 unità. 
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Lo ha detto il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, alle commissioni Difesa congiunte di Senato e Camera.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;

Oggi ci sono 183mila militari e 30mila civili nella Difesa: occorre scendere progressivamente, verso 150mila militari e 20mila civili, con una riduzione di 43mila unità. 

&lt;p&gt;

&quot;L'obiettivo si potrà raggiungere in dieci anni o poco più attraverso la riduzione degli ingressi del 20-30%, la mobilità verso altre amministrazioni, l'applicazione di forme di part time''. Per ammiragli e generali, ha aggiunto, ''ci sarà una riduzione superiore del 30%'. E' un percorso doloroso ma inevitabile''. &quot;In 5-6 ci sarà anche una riduzione del 30% delle strutture della Difesa''.

&lt;p&gt;
&quot;La componente aerotattica è irrinunciabile: ora è assicurata da Tornado, Amx e Av-8B, che nell'arco di 15 anni usciranno per vetustà dalla linea operativa. Saranno sostituiti da Jsf, che è il miglior velivolo in linea di produzione, nei programmi di ben 10 Paesi''. ''L'Italia ha già investito 2,5 miliardi di euro. Ci eravamo impegnati ad acquistarne 131, ora il riesame del programma ci porta a ritenere perseguibile l'obiettivo di 90 velivoli, un terzo in meno''.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/di-paola-conferma-40-caccia-f35-in-meno-taglio-di-30mila-militari-1119475/&quot;&gt;blitzquotidiano.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Magda NEGRI: Ottimo Di Paola, Parlamento sia protagonista su riforma</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/15/magda-negri/ottimo-di-paola-parlamento-sia-protagonista-su-riforma/624419"></link>
  <updated>2012-02-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>624419</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Accolgo con soddisfazione, e lo ritengo estremamente positivo, l'annuncio del ministro Di Paola di voler investire il Parlamento, con un disegno di legge delega al governo, della riforma delle forze armate&quot;.
&lt;p&gt;
&lt;i&gt;E' quanto afferma la senatrice Magda Negri, membro della Commissione Difesa.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;
&quot;La riforma va inserita in un quadro geopolitico che richiede il rafforzamento della collaborazione euro - atlantica e il potenziamento della difesa comune europea. Si profila, e lo speriamo vivamente, che il parlamento sia protagonista di questa grande azione riformatrice in ambito militare, la prima dal 2000&quot;. 
&lt;p&gt;
&quot;E' stato saggio programmare gradualmente, in un arco temporale di dieci anni, questa trasformazione finalmente la difesa si colloca al centro del dibattito politico&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.senatoripd.it//gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=80414&quot;&gt;senatoripd.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio DI PIETRO: &quot;Troppi accordi sottobanco, noi così non ci stiamo&quot;  - INTERVISTA </title>
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  <updated>2011-12-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>622367</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Questa manovra è frutto di accordi sottobanco, la dimostrazione che ancora una volta Berlusconi s’è fatto pagare per lasciare il posto”. 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Onorevole Di Pietro, affermazione coraggiosa. Su cosa è basata?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“E’ stato calcolato che la deindicizzazione delle pensioni dai 935 euro in su, la misura più odiosa tra quelle decise perché umilia chi ha sempre lavorato e pesa sui consumi, produce una cassa di circa tre-quattro miliardi. Bene: era possibile ottenere subito la stessa cifra mettendo in vendita le frequenze tv. Si poteva raddoppiare l’una tantum sulle cifre scudate, portarla al tre per cento anziché uno e mezzo del totale evaso e condonato. Noi dell’IdV avevamo proposto il 10 per cento”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il ministro Fornero ha pianto domenica sera, la parola sacrifici le è rimasta in gola, non voleva uscire. Crede che non abbia condiviso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Credo che il ministro abbia vissuto in diretta e sulle sua pelle l’ingiustizia di quello che stava accadendo. Ha tutta la mia solidarietà. E però l’hanno fatto lo stesso”

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei ha molto criticato la manovra Monti&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Più che altro sono deluso. Bastava che i Professori che compongono il governo avessero riletto gli editoriali in cui nelle scorse settimane avevano indicato le possibili misure per ottenere un risultato migliore. Intendo più equo”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Appunto, critiche molto dure anche lunedì in aula. Però gli indici di borsa sono rimbalzati, lo spread è sceso a quattrocento, i Btp crollati sotto il 6 per cento. Ai mercati piace una manovra che fa cassa, interviene in modo strutturale sulle pensioni, s’impegna sulla crescita, pensa alle aziende, ai giovani e alle donne.&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
“Potevano essere prese decisioni ugualmente incisive ma non di macelleria sociale. Questo invece è un modo truffaldino di far quadrare i conti. L’IdV farà opposizione dura e costruttiva. Stiamo scrivendo la contromanovra. Proponiamo misure che ottengono gli stessi risultati ma sono di segno contrario”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Come il taglio degli armamenti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“E’ una rivisitazione delle spese militari. Una cosa è la missione - millantata - di pace che abbiamo in agenda da anni. Altro è acquistare caccia e bombardieri con un incremento di sospesa rispetto all’anno passato di 244 milioni su un totale di spesa corrente pari a tre miliardi e mezzo. Il taglio di queste spese sarà il cuore di uno dei nostri emendamenti”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei si aspettava qualcosa di più sul fronte della lotta all’evasione fiscale stimata intorno ai 160 miliardi l’anno?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Contro l’evasione è stato fatto molto poco. L’Idv propone una nuova ipotesi di reato di furto aggravato specifico per il datore di lavoro che non versa i contributi all’Inps. È un’evasione fiscale tra i due e i quattro miliardi l’anno. Se riusciamo a recuperare anche solo la metà, è un buon modo per fare cassa. Chiediamo anche il reinserimento del falso in bilancio contro la piaga della corruzione (60 miliardi l’anno, ndr) e la confisca dei beni non giustificabili sulla base della dichiarazione dei redditi. Chi ha il Ferrari, o lo spiega sulla base dei redditi, oppure viene confiscato il Ferrari. Bisogna invertire l’onere della prova”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Bce e Bruxelles chiedevano interventi strutturali sul nostro sistema pensioni. Il governo si è mosso in questa direzione. IdV ha alternative sul tema?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Siamo d’accordo sotto il profilo dell’allungamento dell’età pensionabile ma non bisognava intervenire sull’adeguamento di quelle di anzianità bensì sui privilegi accumulati da alcuni. Così come si doveva intervenire sugli stipendi dei manager pubblici, una misura che avrebbe avuto effetti immediati sulla cassa. Invece il governo Monti ha detto ok a una buonuscita di cinque milioni e mezzo per Guarguaglini.&lt;br /&gt;
 (l’ex presidente di Finmeccanica coinvolto in alcune inchieste per forde fiscale, ndr)”
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Voterete contro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“In Commissione faremo una serie di interventi mirati con cui individuiamo diverse tipologie di entrate ed uscite. Il governo deve riscrivere la manovra e accogliere alcune nostre proposte. Un governo sordo e cieco non è all’altezza della fama che l’ha accompagnato fin qui”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il segretario del Pd Bersani ha appena detto, al Tg3, che se ‘continuate così andrete per la vostra strada’. Vi sentite un po’ soli in questo ruolo di sentinelle?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Stupisce l'atteggiamento intimidatorio e ricattatorio dell'amico Bersani.  Dal governo Monti gli italiani si aspettavano misure eque, giuste e non norme dettate da banchieri, speculatori e proprietari dell'industria bellica. Invece di attaccare noi, che difendiamo le fasce sociali più deboli, provi a interpellare i suoi elettori e vedrà che è lui a rischiare l'isolamento dall'Italia reale che piange e soffre.  Abbiamo dato la fiducia a Monti per eliminare l’anomalia nell’anomalia che si chiamava Berlusconi. Abbiamo voluto un altro interlocutore ma questo non vuol dire che facciamo parte della sua maggioranza politica. Monti ci ha chiamati nel fine settimana per le consultazioni. Ho ringraziato ma ho spiegato che per rispetto del nostro reciproco ruolo il dibattito deve essere pubblico e trasparente. Non mi piacciono accordi preliminari per trovare punti di accordo al ribasso”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La foto di Vasto, l’alleanza Pd-Idv-Sel è sempre più sbiadita?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Non c’è alternativa a quell’alternativa là. Berlusconi ha aumentato la forbice tra poveri e ricchi, Vasto propone di ridurla e di ristabilire maggiore equità sociale. Questo piaccia o no è un governo di destra e di emergenza che deve far quadrare i conti ma non può risolvere tutte le emergenze. A quelle deve provvedere la politica. Quindi confido sul referendum sulla legge elettorale per andare a votare il prima possibile con regole nuove”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Bersani sente molto anche Casini che vuole la cabina di regia tra i partiti che hanno votato la fiducia.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Un conto è che Bersani chiami Casini. Ma qui con Casini c’è anche Berlusconi e l’IdV non si può incontrare con il Pdl, è contro natura. In un sistema bipolare maggioritario bisogna decidere, o stai da una parte o stai dall’altra”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=17WOA7&quot;&gt;l’Unità - Claudia Fusani&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: Primarie ma di programma e poi subito alle urne. Per uscire a sinistra dalla crisi  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-11-09T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>618003</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&quot;Il governo se ne andrà e per questo stasera brindiamo&quot;, esordisce Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista mentre i tg di prima serata danno conto di quanto avvenuto al Colle - l'ostinazione di Berlusconi ha demolito la credibilità non solo del governo ma più complessivamente della politica, della stessa democrazia. Sembra di assistere ad una Weimar al rallentatore, c'è una crisi palese del regime, della seconda repubblica.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;C'è anche un recentissimo sondaggio che conforta questa osservazione: due terzi degli intervistati ritiene che, per uscire dalla crisi economica la prima misura sia abbattere i costi della politica, solo un terzo crede che sia più utile una patrimoniale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

L'antipolitica - intesa come sfiducia radicale nella politica - ha ormai una dimensione di massa. In realtà noi abbiamo dinnanzi due ipotesi, che si alimentano a vicenda, di uscita a destra dalla crisi del governo e della democrazia. Da un lato il governo tecnico che sarebbe un governo tecnocratico, cioè il governo della Bce e non del popolo italiano. Pensa alla Grecia che non ha nemmeno potuto decidere di fare un referendum sulle sue politiche. Dall'altra l'ipotesi populista che ancora non ha dato il peggio di sè. Pensa se Berlusconi potesse uscire da questa situazione gridando al ribaltone. E pensa alla Lega che, finora, è rimasta imbrigliata nel governo e ha dovuto stare al gioco. Se l'esito dovesse essere il governo tecnico la Lega già ha detto che ne resterà fuori, possiamo immaginarci che tipo di campagna di nazionalismo secessionista e razzista potrebbe fare. Esiste il rischio di un'uscita ancora più a destra dalla crisi.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E' addirittura un passo indietro rispetto al quadro angusto dato dal bipolarismo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Infatti, la dialettica rischia di essere tra tecnocrati e populismo di destra. Per questo siamo contrarissimi ad un governo tecnico e proponiamo la via maestra delle elezioni. Di fronte ad una crisi politica occorre ridare la parola al popolo.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L'obiezione più gettonata è che questo sistema elettorale è improponibile.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Nessuna controindicazione, compreso il voto con il Porcellum è maggiore della controindicazione della ricostruzione di un governo di destra o del governo tecnocratico guidato da Monti o similari con il corollario di una opposizione razzista allo stesso. Occorre andare a votare il prima possibile per uscire dalla palude.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Viene molto utilizzata la suggestione della transizione di vent'anni fa tra prima e seconda repubblica. Si fa perfino il nome di Amato.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Beh, quella transizione è stata un disastro di cui ancora paghiamo le conseguenze e a cui Rifondazione comunista si è opposta con tutte le sue forze. Oggi sarebbe anche peggio perchè la crisi macina molto di più e perchè la crisi delle istituzioni è assai maggiore.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E come affrontare le urne in queste condizioni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Noi proponiamo un fronte democratico per battere le destre che veda l'alleanza della sinistra con il centrosinistra, senza i centristi. Pur non vedendo le condizioni per governare insieme al Pd, siamo interessati alla maggiore discontinuità possibile sia sul piano democratico che sociale. Nella realtà e nella percezione della nostra gente c'è la necessità di cacciare Berlusconi. Visto che il sistema elettorale è maggioritario noi dobbiamo stare in sintonia con questa necessità e questo sentimento e contribuire alla cacciata di Berlusconi. Parallelamente poniamo al centrosinistra il tema della democrazia e della partecipazione: per questo proponiamo le primarie di programma, per far decidere al popolo dell'opposizione non solo chi dovrà governare ma per fare cosa. Al rischio di uscita a destra dalla crisi - nelle sue varianti tecnocratiche e populiste - noi dobbiamo proporre una uscita da sinistra. Nel popolo del centrosinistra non la pensano tutti come Renzi: dobbiamo costruire una sponda politica per quei contenuti e attivare delle forme di partecipazione diffusa.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma così come si declina un'altra necessità, quella dell'autonomia politica della sinistra dal quadro dato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Allargando la sfera della democrazia. Ho detto delle primarie di programma. Dobbiamo costruire un referendum sui vincoli europei, anche in forma autogestita. Così come stiamo predisponendo con altre forze una campagna referendaria su cui raccogliere le firme a partire da gennaio. Esiste già un fronte ampio contro l'articolo 8. Stiamo discutendo anche sulla legge 30 e su quesiti che consentano di ripristinare il proporzionale. Se raccogliamo le firme a gennaio si voterebbe qui referendum un anno dopo le elezioni e questo sarebbe un modo assai efficace per intervenire dentro la politica da parte della società.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quindi con le elezioni determinare il quadro politico migliore possibile e poi nella società cambiare i rapporti di forza?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

E' chiaro che cacciare Berlusconi non risolverà il problema dell'alternativa, dunque le primarie, i referendum, l'azione dei movimenti determinerebbero la possibilità di interagire col quadro politico con una forza esterna. La dialettica parlamentare non può esaurire la ricerca della costruzione dell'alternativa, perciò dobbiamo costruire la forza nella società. Ma c'è anche una ragione di fondo nella ricerca di forme di democrazia diretta: dentro questa crisi economica c'è la crisi della democrazia rappresentativa. Nel neoliberismo, attraverso le politiche fatte dagli stati c'è stato un passaggio di poteri dagli stati alla finanza, dai parlamenti ai governi e da questi al direttorio Bce/Germania.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Anche da questo si percepisce come gli spazi per la politica siano strettissimi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

La politica, applicando politiche neoliberiste, ha scelto di non contare lasciando fare ai potentati economici. Da un lato c'è una crisi fortissima di legittimità, dall'altro, però, c'è una fortissima domanda di democrazia spesso deviata dai mass media in termini &quot;anti-casta&quot;. Noi invece dobbiamo saper riconoscere la domanda sociale come domanda di potere: in Molise, alle recenti regionali ha votato meno gente che ai referendum di giugno che hanno incarnato questa domanda sociale di partecipazione. Della stessa cosa ci parlano le esperienze della Val di Susa, della Fiom, del 15 ottobre che, al di là di tutto è stata in Italia la più grande piazza di quel giorno. Ma tutto ciò non ha uno sbocco politico. Che siano su Vendola, o sulla variante più di destra Renzi, le primarie sono una sussunzione di quella voglia di partecipazione dentro un meccanismo di iperdelega al leader carismatico. Dalla delega al partito alla delega al leader. Pensa che solo la Fds e il Pd non hanno il nome del capo sul simbolo elettorale. Le primarie di programma sono utili a individuare dei nodi - no alla guerra e alle spese militari, no alla precarietà, sì ai beni comuni e alle ripubblicizzazioni - da indicare al centrosinistra perchè si scelga non solo chi ma che cosa fare.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma come è possibile ricostruire spazi di democrazia partecipata ed efficace? Esiste il problema di &quot;un nuovo che non nasce&quot;?.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

I problemi sono tanti, occorre lavorarci in direzione della socializzazione della democrazia. Oggi i referendum non hanno più la sola valenza di fotografare lo scarto tra paese reale e paese formale. Oggi possono avere una valenza costituente di soggettività. Per questo seguiamo l'esperienza dei movimenti per l'acqua (parteciperemo alla manifestazione nazionale del 26 novembre e stiamo dentro a tutte le sperimentazioni di costruzione della soggettività della società civile con interessi antagonisti alla grande finanza. Ma per questo serve che si trovino forme persistenti di autorganizzazione, di contropotere dal basso. Penso che in tutta Italia si debba agire come si agisce in Val di Susa. E poi la politica va riconnessa al fare. &lt;br /&gt;
Ecco perchè siamo l'unico partito a spalare fango a Genova, l'unico a intervenire nel terremoto, a fare i Gap. Le condizioni per l'alternativa nascono nella densità sociale che si contribuisce a ricostruire.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma chi potrebbero essere gli interlocutori di questa ricerca?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Coloro che hanno fatto l'opposizione sociale in questi anni. A differenza di altre fasi storiche, l'elemento democratico è costituente. Nella sua crisi, il capitalismo cerca di restringere la partecipazione per restituire, come nell'Ottocento, il potere ai padroni e ai banchieri riducendo il conflitto sociale a problema di ordine pubblico. Noi, al contrario, dobbiamo favorire l'irruzione delle masse nello spazio pubblico. Noi vogliamo aggregare la sinistra di alternativa a partire dalla ricostruzione della soggettività, la sinistra che opera per rompere il senso di impotenza, che &quot;aiuta&quot; - come diceva Vittorio Foa - la gente a governarsi da sé. Per tutto questo la sinistra d'alternativa deve essere in grado di non subire, di non farsi sovradeterminare, dal falso movimento del bipolarismo che ci vorrebbe o marginali o allineati.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2011/11/9/17244-primarie-ma-di-programma-e-poi-subito-alle-urne-per-uscire/&quot;&gt;Liberazione - Checchino Antonini&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Furio COLOMBO: Gli smemorati che gli baciavano la mano </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/23/furio-colombo/gli-smemorati-che-gli-baciavano-la-mano/607911"></link>
  <updated>2011-08-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>607911</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Libia: la vicenda che si sta concludendo in questi giorni o in queste ore non si potrà elencare sotto il nome “vittoria militare” o “vittoria politica”. La troveremo alla voce “fallimento”, uno dei più squallidi fallimenti morali e politici della storia moderna. Perché valori come l’onore di un Paese e il valore della vita umana sono stati tranquillamente e formalmente offerti a un dittatore furbo e folle (che tutti conoscevano come furbo e folle) in cambio di danaro e petrolio.

&lt;p&gt;
Cominciamo dall’Italia. Esattamente tre anni fa, e in piena consapevolezza delle conseguenze tragiche che sarebbero ricadute su tanti esseri umani (migliaia o decine di migliaia, tra prigionieri senza scampo e morti in mare?) il Parlamento italiano ha ratificato a grandissima ed entusiasta maggioranza trasversale, un trattato di vero e proprio gemellaggio tra Libia e Italia, con pagamento di immense somme da parte dell’Italia, stretta alleanza militare, disponibilità di basi italiane a protezione della Libia, scambi di segreti militari e di alta tecnologia. Intanto l’Inghilterra, truccando sentenze e cartelle mediche, restituiva alla Libia, con tutti gli onori, uno degli assassini di Lockerbie (aereo americano abbattuto da terroristi libici sopra la Scozia) in modo che potesse presenziare alle feste Berlusconi-Gheddafi, mentre aerei militari italiani tracciavano segni tricolore nel cielo di Tripoli (Gheddafi e Berlusconi li volevano verdi come il colore della Jamahiriya ma il comandante delle Frecce tricolori si è rifiutato).

&lt;p&gt;
E poi c’è stato il celebre baciamano di Berlusconi a Gheddafi, sigillo di affari pubblici e privati felicemente conclusi (non dimenticando il ruolo decisivo “dell’azionista libico” ieri in Fiat e oggi in Unicredit). Cominciano a sbugiardare, uno per uno, i deputati italiani grandi e piccoli, celebri e ignoti, che avevano esaltato nell’aula del Parlamento italiano Gheddafi e il suo tetro regime. A quel punto entra sulla scena politica del Nord Africa in tumulto la Francia, entra l’America, entra la Nato. Berlusconi e Frattini mentono a lungo, fanno gli improbabili pacifisti. Poi sono comandati dentro il conflitto. Offrono le basi già offerte alla Libia e bombardano con gli aerei che avevano fatto festa sopra Gheddafi. Berlusconi e Frattini mentono ancora.

&lt;p&gt;
Appena due settimane fa, insieme alla Lega, il nobile partito italiano che in Gheddafi aveva trovato un boia per i disperati che tentano di emigrare, avevano parlato di “finire la guerra”, ovvero di sottrarsi al compito assegnato dalla Nato. Adesso, come nelle migliori farse, sono pronti a dire “abbiamo vinto”, senza neppure sapere o immaginare chi governerà e come.

&lt;p&gt;
Sperano che sia gentaglia, così si potrà firmare subito, “per ragioni storiche” un nuovo trattato di sottomissione, in cambio di danaro, petrolio e vite umane (migranti da affondare). Lo faranno a larga maggioranza trasversale.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=13FIJU&quot;&gt;Il Fatto Quotidiano&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Umberto BOSSI: «Siamo diventati una colonia francese»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/26/umberto-bossi/%C2%ABsiamo-diventati-una-colonia-francese%C2%BB/560068"></link>
  <updated>2011-04-26T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>560068</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) -  Ministro  Riforme per il Federalismo (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Non è dicendo sempre di sì che si acquisisce peso internazionale. Siamo diventati una colonia francese&quot;, aggiunge riferendosi al caso libico ma anche alle scalate delle aziende italiane. E, dopo aver ribadito il no della Lega ai raid, Bossi aggiunge: &quot;Le conseguenze saranno gravissime, verremo invasi dai profughi. Senza contare che l'intervento costerà 700 milioni in tre mesi&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/esteri/2011/04/26/news/napolitano_bombardare_naturale_sviluppo-15389026/&quot;&gt;la Repubblica&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: «Uscire da questa crisi? Si può fare. Da sinistra»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/02/12/paolo-ferrero/%C2%ABuscire-da-questa-crisi-si-pu%C3%B2-fare-da-sinistra%C2%BB-intervista/557979"></link>
  <updated>2011-02-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>557979</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Occorre uscire dalla politica di palazzo e dalla discussione morbosamente centrata su Berlusconi per rimettere al centro la questione sociale. «La decisione di fare una campagna di massa sulle questioni sociali nasce da qui: occorre dare una risposta praticabile di uscita a sinistra dalla crisi e su questo costruire un movimento di massa», spiega a Liberazione Paolo Ferrero in un’intervista incastonata all’indomani di un’importante riunione di direzione e alla vigilia di un convegno a Roma sui vent’anni del partito.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Dopo i segnali degli studenti e dei metalmeccanici, però, le opposizioni parlamentari sembrano incapaci di muoversi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
In questi mesi l’opposizione ha privilegiato l’azione di palazzo, infatti. Prima inseguendo l’idea di un governo tecnico e ora con la proposta di D’Alema di andare alle elezioni con Fli e Udc, che è la continuazione della manovra di palazzo. Tutto ciò, però, non costruisce mica l’alternativa al berlusconismo ed esiste il rischio che Berlusconi riesca a restare in piedi. Ma in quello scenario le cose non resterebbero invariate. Succederebbe come all’indomani del delitto Matteotti che, non essendo riusciti a farlo cadere, Mussolini ne uscì rafforzato.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma è possibile in questo quadro che l’opposizione cambi terreno prima che la crisi eroda quel che rimane delle conquiste del Novecento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Noi lavoriamo per questo. Per prima cosa si deve passare da una discussione tutta assorbita sul versante del palazzo a una discussione nella società. La direzione di ieri, appunto, è stato un primo momento di elaborazione per una campagna di massa sulla questione sociale che si ponga obiettivi praticabili e capaci di cambiare il segno ai processi. In gioco c’è la costruzione di una alternativa a Berlusconi e Marchionne, cioè alla gestione capitalistica alla crisi.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Dov’è la novità rispetto a strade percorse finora?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Noi proponiamo una piattaforma chiara e praticabile. Una redistribuzione del reddito verso il basso, la creazione di nuovi posti di lavoro con la riconversione ambientale, il blocco delle delocalizzazioni, il rilancio di scuola, università e cultura. Tutte cose attuabili con una tassa patrimoniale al di sopra degli 800mila euro - oggi l’1% della popolazione possiede il 13% delle ricchezze e il 60% si spartisce il 13% - con la lotta all’evasione fiscale, tagliando le grandi opere, recuperando i soldi pubblici dati alle imprese che delocalizzano, tagliando di un quinto le spese militari. La novità sta nel tentativo di andare oltre il livello della propaganda episodica costruendo su queste proposte concrete e immediatamente praticabili, una vera e propria campagna fatta di volantini, dibattiti, proposte di legge regionali, delibere consiliari, costruzione di vertenze concrete con i disoccupati e i lavoratori. Una campagna per dire che dalla crisi si può uscire e noi avanziamo proposte concrete, denunciando che i soldi ci sono, è solo un problema di volontà politica distribuirli. Una campagna di massa - collegata alla richiesta di sciopero generale e alle campagne per i no ai referendum - per battere il senso di impotenza che attanaglia la nostra gente.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma come si batte elettoralmente Berlusconi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Su questo piano bisogna sconfiggere la proposta neocentrista del Pd proponendo al contrario un fronte democratico, che unisca Pd e forze di sinistra, e che sia fondato sul rispetto e lo sviluppo della Costituzione e sul superamento del bipolarismo. Senza Fli e Udc quindi. Il Cln non fu costituito dai gerarchi fascisti che avevano defenestrato Mussolini nel gran consiglio del fascismo del luglio ’43; il Cln lo hanno costituito i partiti antifascisti. Il Pd dovrebbe ricordarsene prima di cercare di imbarcare Fini che ha condiviso tutti i peggiori provvedimenti del governo Berlusconi. Ma l’aggregazione tra il Pd e le sinistre deve riuscire a definirsi perché se si creasse solo come risulta del rifiuto di altri quell’alleanza non diventerebbe senso comune. Ecco, la campagna sociale che vogliamo far partire serve anche a questo, a dialogare, a sintonizzarsi con quanti si sono schierati con la Fiom - penso a Uniticontrolacrisi - a trovare una piattaforma comune. Perché uno schieramento che escluda le forze che hanno cinguettato con Berlusconi non è ancora l’alternativa al Berlusconismo. Mezzo Pd, come sai, sta con Marchionne.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Certo che i vent’anni del percorso di Rifondazione e il prossimo congresso non potevano cadere in una fase più complicata.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Finora la nostra storia è stata scritta dagli altri, in particolare da chi ha fatto le diverse scissioni. Vogliamo cominciare a fare noi la nostra storia, vogliamo fare un bilancio del nostro percorso, anche degli errori compiuti, che ci aiuti a fare un passo in avanti nel processo della rifondazione comunista. Vogliamo rileggere la nostra storia – di cui non ci vergogniamo – per andare avanti, non per restare girati indietro. Anche il congresso dovrà quindi porsi un duplice obiettivo. Da un lato l’obiettivo di fare un passo in avanti concreto nella rifondazione comunista, cioè nell’elaborazione di un pensiero e di una pratica comunista efficace. Dall’altra di fare un passo in avanti sulla strada di costruire un polo autonomo della sinistra anticapitalista: la federazione. Noi vogliamo fare un congresso che elabori una proposta di fase, con cui dialogare con tutti i comunisti e a tutte le comuniste comunque collocate, per ricercare un percorso unitario. L’unità deve essere ricercata a partire da una proposta politica chiara e – si spera – efficace. Vogliamo quindi costruire un congresso di proposta e unitario, che superi ogni tendenza all’autoconservazione.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sembra già una risposta a chi ha annunciato l’uscita dal Prc per andare a fare il partito dei comunisti. Penso all’appello firmato da Giannini.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Al di là delle sua scarsa rilevanza numerica contenuta, il senso di quell’appello è un attacco frontale al partito della rifondazione comunista e al suo progetto. Così come l’Arcobaleno aveva abbandonato il comunismo in nome di una sinistra senza aggettivi, così questo appello sceglie di abbandonare la rifondazione in nome di un comunismo senza aggettivi. Se vuoi è assolutamente simmetrico, speculare, al percorso vendoliano: separare il comunismo dalla rifondazione. Si tratta quindi della ripetizione di un errore grave che va combattuto. Il nostro problema è di fare un partito rivoluzionario; a tal fine serve una analisi di fase e una proposta politica chiara, non una suggestione.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?view=article&amp;catid=39&amp;id=11797&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&amp;option=com_content&amp;Itemid=68&quot;&gt;Liberazione - Francesco Ruggeri&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio LA RUSSA: Portare in cinque anni il bilancio della Difesa dall'attuale 0,9% del Pil all'1,25%</title>
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  <updated>2008-06-01T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
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  <id>356458</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Difesa (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;a Russa spiega allora quale sia il suo &quot;sogno&quot;, oltre all'obiettivo concreto di &quot;portare in cinque anni il bilancio della Difesa dall'attuale 0,9% del Pil all'1,25%&quot;: &quot;Trovare l'occasione per cui tutti i giovani che lo desiderino possano, tra i 18 e i 25 anni, passare un mese e mezzo, magari delle loro vacanze, facendo vita militare, addestrandosi militarmente ma soprattutto moralmente, per l'amore della Patria, per il rispetto della gerarchia, per tutti quei sentimenti che vengono dalle Forze armate&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/politica/la-russa-militari/la-russa-militari/la-russa-militari.html&quot;&gt;repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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