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  <title>Openpolis - Argomento: tasse</title>
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  <updated>2012-05-05T00:00:00Z</updated>
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  <title>GIUSEPPE BORTOLUSSI: Famiglie: negli ultimi 10 anni il gettito delle tasse locali è aumentato dell’86%</title>
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  <updated>2012-05-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>627158</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: Altro) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Nel 2012 il gettito delle principali tasse locali in capo alle famiglie italiane sfiorerà i 35 miliardi di euro. Ma ad impressionare ancor di più è la variazione di crescita del gettito registrata negli ultimi 10 anni: + 86, 4%. Sempre nello stesso periodo di tempo, la crescita del carico fiscale locale su ciascuna famiglia italiana è aumentata del 69,3%.
&lt;p&gt;

    A queste cifre è giunta la CGIA di Mestre che ha analizzato il gettito delle principali imposte locali che ha gravato nell’ultimo decennio sui bilanci delle famiglie italiane. Le tre imposte prese in esame sono l’addizionale regionale Irpef, l’addizionale comunale Irpef e l’Ici/Imu.
&lt;p&gt;

    La CGIA di Mestre stima che per l’anno in corso, in particolar modo per l’applicazione dell’Imu sulla prima casa e per l’aumento delle addizionali regionali Irpef, l’impennata sarà molto decisa: su ciascuna famiglia italiana  peserà un carico fiscale locale aggiuntivo medio pari a 575 euro, che alzerà la quota totale sino a toccare un valore medio di 1.390 euro. 
&lt;p&gt;

    “In buona sostanza – esordisce il segretario della CGIA &lt;b&gt;Giuseppe Bortolussi&lt;/b&gt; – nel 2012 ciascuna famiglia italiana verserà alla sua Regione e al Comune di residenza un importo medio pari ad uno stipendio mensile. Va sottolineato che questi risultati a cui siamo giunti sono sottostimati, visto che nel conteggio abbiamo mantenuto il gettito dell’addizionale comunale Irpef pari a quello incassato l’anno scorso. In realtà sappiamo benissimo che non sarà così, visto che per il 2012 molti Sindaci hanno deciso di rivederne all’insù l’aliquota”.


&lt;p&gt;

    Peccato, prosegue, che tutto ciò non abbia nulla a che vedere con il federalismo fiscale. 
&lt;p&gt;

    “Avviato concretamente nella prima fase di questa legislatura– conclude Bortolussi – il federalismo fiscale è una riforma che dovrebbe essere ripresa in mano e portata a compimento. Invece, prima di cancellarla dalla sua agenda politica, il Governo Monti ne ha modificato un tassello importante: l’Imu. Inizialmente ne ha cambiato la metodologia di applicazione, poi ne ha anticipato di un anno l’entrata in vigore, con il risultato di favorire, in grande misura, le casse dello Stato centrale a svantaggio di quelle dei Comuni. Risultato: obbiettivo originario completamente rovesciato”.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;LE PRINCIPALI IMPOSTE LOCALI PAGATE DALLE FAMIGLIE&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Dati in milioni di euro
&lt;p&gt;


Addizionale regionale IRPEF 2003 =  6.166  &lt;br /&gt;

Addizionale regionale IRPEF 2012 = 10.616 | Variazione% + 72,2%
&lt;p&gt;
Addizionale comunale  IRPEF 2003 =  1.571 &lt;br /&gt;
Addizionale comunale  IRPEF 2012 =  2.913  | Variazione% + 85,4%

&lt;p&gt;	
ICI/IMU 2003 = 11.035 &gt;&gt;&gt; ICI/IMU 2012 = 21.455 | Variazione% + 94,4%	
&lt;p&gt;
TOTALE  2003 = 18.772 &gt;&gt;&gt; TOTALE 2012  = 34.984 | Variazione% + 86,4%
&lt;p&gt;
A famiglia (importi in euro) Nel 2003 = 821 | Nel 2012 = 1.390 | Variazione% + 69,3%&lt;br /&gt;

	

 
	


	


	


 
	




	

 
	


	

 
	


	


	

 
	


	

	

 
	&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.cgiamestre.com/2012/05/famiglie-negli-ultimi-10-anni-il-gettito-delle-tasse-locali-e-aumentato-dell86/&quot;&gt;CGIA Mestre&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GRAZIANO DELRIO: «Addio al pugno duro di Equitalia, i Comuni faranno un’altra società»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/05/04/graziano-delrio/%C2%ABaddio-al-pugno-duro-di-equitalia-i-comuni-faranno-un%E2%80%99altra-societ%C3%A0%C2%BB-intervista/627110"></link>
  <updated>2012-05-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>627110</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Reggio nell'Emilia (RE) (Partito: Cen-sin) - Consigliere  Consiglio Comunale Reggio nell'Emilia (RE) (Lista di elezione: Cen-sin) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Non è più tempo del pugno duro dì Equitalia, l’episodio di Bergamo racconta lo stato di ordinaria disperazione in cui viviamo. Abbiamo una proposta alternativa. Apriremo una società di riscossione dei tributi locali al servizio esclusivo dei Comuni, gestita e partecipata dall’Anci nazionale. Un’agenzia meno costosa, che distingua i contribuenti in base al reddito, che adotterà pesi diversi a seconda che si tratti di un evasore o di un pensionato in bolletta». 
&lt;p&gt;

E per come la immagina il suo ideatore, Graziano Delrio, presidente dell’Associazione nazionale dei comuni italiani, sarà anche no profit.
&lt;p&gt;&lt;b&gt; Delrio, come sarà composta questa società?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«L’Anci nazionale avrà la quota di maggioranza e il controllo. Ma non sarà tutta in house. Attraverso un bando di gara individueremo uno o più operatori privati, soggetti che forniranno il know how organizzativo. Noi porteremo in dote l’esperienza sul campo e la rete dei comuni che abbiamo creato in questi anni».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L’agenzia dell’Anci si occuperà solo della riscossione ordinaria?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«No, faremo anche quella coattiva, quindi il recupero dei crediti per multe e tasse non pagate». 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Perché dovrebbe essere diversa da Equitalia, l’esattore statale che serve oggi più di 7 mila comuni?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Noi partiamo da un principio diverso. Non si può trattare allo stesso modo il pensionato che ha un appartamento di 80 mq e l’ imprenditore che ha lo stesso tipo di alloggio. Distingueremo i contribuenti in base al reddito. Prima di mettere in campo delle azioni per il recupero crediti verificheremo se si tratta di un lavoratore dipendente o di un cassintegrato. Non metteremo certo ganasce fiscali per debiti da 1000 euro, come abbiamo visto accadere». 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Così però si rischiano sperequazioni tra contribuenti.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Eviteremo questo rischio usando criteri fissi e trasparenti per valutare le situazioni, così come facciamo cori le categorie di reddito».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quanto costerà al cittadino tanta premura, cioè quanto sarà l’aggio che andrà alla vostra società?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Sarà flessibile, varierà a seconda della difficoltà della pratica. Sicuramente però sarà inferiore rispetto al 9 per cento praticato da Equitalia».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Visto che dal primo gennaio prossimo per legge i comuni non si potranno più servire di Equitalia, non è che l’Anci si vuole arricchire facendo l’esattore?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«No. Tutto l’incassato che non serve alla copertura delle spese lo investiremo per migliorare il servizio. L’obiettivo della società non è fare utili. È più una no profit».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Equitalia considera la disdetta anticipata del contratto decisa in questi giorni da molti sindaci &quot;pretestuosa&quot;, perché appunto è prevista per legge tra alcuni mesi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non voglio criminalizzare Equitalia, anche se è vero che si sono verificate situazioni spiacevoli. Il tema della riscossione però esiste».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La causa principale delle 65 mila cartelle contestate nell’ultimo anno e mezzo è, secondo Equitalia, l’inefficienza dei comuni nel comunicare pagamenti già effettuati. È così?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non mi risulta questo dato, ho cifre inferiori. Di sicuro anche noi abbiamo fatto degli errori». 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sull’Imu lei dice di non approvare l’appello alla disobbedienza fiscale lanciato dalla Lega, però ha fissato per il 24 maggio a Venezia una mobilitazione nazionale. Il messaggio è ambiguo, non crede?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«L’Imu oggi è una patrimoniale mascherata che ci lascia in mutande. Sulla prima casa i comuni incasseranno 3,2 miliardi di euro, ma lo Stato ha tagliato della stessa cifra i trasferimenti. Poi si prende anche 9 miliardi di compartecipazione all’Imu seconda casa. Allo Stato quindi vanno 12 dei 21 miliardi complessivi. La conseguenza è che con Imo le amministrazioni locali incasseranno il 30 per cento in meno».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Come volete modificarla?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il regolamento dell’Imu deve essere stabilito dai comuni. Al governo chiediamo di convocare un tavolo dopo la prima rata per ridiscutere questa tassa».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1EHCF2&quot;&gt;La Repubblica - Fabio Tonacci&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Elio LANNUTTI: «Il governo tutela solo le banche»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-05-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>627109</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il Governo non parla. Il sottosegretario Gianfranco Polillo ammette: «Sull’argomento Equitalia preferiamo tacere». Eppure, Equitalia sta diventando un problema sociale. Elio Lannutti, senatore Idv e presidente dell’Adusbef, scuote la testa sconsolato davanti alle notizie che arrivano da Bergamo: «Il governo non parla perché Equitalia è un nervo scoperto; non vogliono togliere ad Equitalia i poteri speciali che gli ha dato Tremonti e che non hanno neppure i magistrati che sono organi costituzionali. Il dramma è che il governo è complice di questa deriva e nulla fa presagire che possa andare meglio...».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Che impressione si è fatto della volontà del governo di venire incontro ai cittadini limitando il raggio d’azione di Equitalia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Pessima. D’altra parte, quando si vede il governo che vuol favorire le banche con il tentativo di depenalizzare la frode fiscale, come si legge all’articolo 9 della delega fiscale, un reato che la Cassazione, nella sentenza «Dolce e Gabbana» ha classificato come odioso da combattere, allora si capisce che esiste una giustizia fiscale a due velocità: da una parte le banche, che il governo tutela, dall’altra i cittadini, che il governo spreme fino al midollo. Noi faremo barricate per i cittadini».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Avete tentato, in Senato, di costringere il governo a rivedere le norme che danno a Equitalia il potere di mettere ipoteche sulla prima casa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Senza nessun risultato. Così come abbiamo tentato di mandare avanti la proposta di far cancellare, in autotutela, le cartelle pazze, ma a dirci che lo Stato non si voleva prendere carico di annullare gli errori commessi dalle Entrate è stato il sottosegretario Vieri Ceriani, che viene dalla Banca D’Italia. Il meccanismo infernale ormai è complicatissimo da fermare».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Avevate anche proposto una moratoria per consentire a chi aveva debiti di riprendere fiato...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Vista la situazione che sta assumendo i risvolti di un’emergenza nazionale, la questione della moratoria andrebbe rispolverata, così come bisogna poter compensare i crediti verso lo Stato, come ha proposto il Pdl per gli imprenditori. Certo, sui pignoramenti ci batteremo strenuamente; l’anno scorso sono stati pignorati 50mila appartamenti, è sparita una città come Monza, mentre il governo si autocommissaria con uno come Bondi, che per risanare Parmalat ha preso 38 milioni di euro e poi l’ha regalata ai francesi. È un governo che vive scollato dalla realtà».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1EHESN&quot;&gt;Giorno/Resto/Nazione - Elena G. Polidori&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: «I ricavi della lotta all’evasione vadano a chi è senza reddito» - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-05-01T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>627166</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;«I tagli lineari di Tremonti sono stati la sconfitta della politica, ora è tempo di scegliere. Basta colpire la scuola, subito un allentamento del patto di stabilità dei Comuni».
&lt;p&gt;


Dobbiamo cambiare prospettiva: è dalle fasce sociali più basse, i poveri, che bisogna partire. Questo è un Paese dove la povertà assoluta è in aumento, quindi prima di aiutare gli italiani con i redditi più bassi dobbiamo aiutare quelli che i redditi non li hanno affatto». E sulla spending review avverte: scuola e spesa sociale non possono subire ulteriori tagli. «Questo è il momento di fare delle scelte».&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Franceschini, mentre parliamo il ministro Giarda sta per illustrare laspending review per evitare l’aumento dell’IVA. Secondo alcuni è un pannicello caldo. &lt;/b&gt; &lt;p&gt;
«È giusto che il governo affronti questo problema. Noi abbiamo sempre contrastato la linea dei tagli lineari di Berlusconi e Tremonti che colpiva indiscriminatamente cose utili e cose inutili. Quella è stata una fase di sconfitta della politica perché in alcuni momenti c’è bisogno di scegliere, di dire “qui si taglia, qui non si tocca un euro”». &lt;p&gt;
&lt;b&gt;Eppure Tremonti è tornato a difendere i tagli lineari. Dice anche che i veri risultati si ottengono tagliando stipendi, salari, diritti dei cittadini... &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«Vuole drammatizzare la situazione. È evidente che in Italia ci sono degli sprechi, ma non si può tagliare sulla scuola, dove invece si deve investire. Né si può pensare, in un momento come questo, di tagliare la spesa sociale. Noi preferiamo aspettare di vedere nel dettaglio la spending review e poi avanzare le nostre proposte anziché fare critiche a priori».&lt;p&gt;
&lt;b&gt;L’obiettivo è quello di “sterilizzare” l’aumento di due punti di IVA per contrastare la recessione. Sarà sufficiente? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«È un primo passo importante ma adesso è il momento di stabilire delle gerarchie dei bisogni e dei problemi, questo è il compito della politica. Per uscire dalla crisi intanto bisogna ripartire dall’edilizia che ha sempre creato posti di lavoro. Da tempo diciamo al governo che è fondamentale estinguere il debito dello Stato verso le imprese: è immorale questo blocco dei pagamenti verso chi ha fornito servizi e opere allo Stato. Inoltre va allentato, almeno in parte, il Patto di stabilità che impedisce ai Comuni, pur avendo i soldi in cassa, di avviare tutta una serie di opere in grado di rimettere in moto il mercato del lavoro e quindi anche l’economia. Altro dato: l’aumento degli introiti derivanti dalla lotta all’evasione. È un fatto molto positivo, meritorio e progressista del governo Monti, ma quei soldi vanno destinati a chi è senza reddito prima di ridurre l’aliquota dei redditi bassi. Si devono prevedere ammortizzatori sociali, per i disoccupati senza cassa integrazione e sostegni per quei quasi 4 milioni di italiani che vivono nella povertà assoluta. Oltretutto quei soldi non andrebbero a finire in banca ma in consumi e quindi rientrerebbero in parte il giorno dopo in termini di IVA».&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Intanto il consenso verso il governo cala e c’è chi parla di elezioni anticipate, anche se tutti smentiscono di volerle. Il PdL dice che siete voi del Pd a volere andare alle urne. &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«Il Pd non ha alcuna intenzione di andare al voto prima del 2013. Non so il PdL cosa voglia fare davvero, ma il mandato che il Parlamento ha affidato a Monti è di arrivare a fine legislatura».&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Pd e PdL vivono un periodo di “tregua” ma i sospetti reciproci restano. Lei ha detto: se entro maggio non si va alla prima lettura delle riforme costituzionali non se ne farà nulla. Teme che il PdL voglia prendere tempo? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«La mia è una constatazione: per fare una riforma costituzionale ci sono tempi precisi, quindi o la si approva in prima lettura a maggio oppure salta. Adesso aspetto di vedere cosa succede, è una corsa contro il tempo, ma continuo a temere che il percorso che vuole il PdL porti a non fare le riforme costituzionale e neanche la legge elettorale. Non ce lo possiamo permettere e vorrei evitare il rischio che qualcuno cerchi di far saltare tutto e poi dire che è colpa di tutti».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Tutto sommato a Berlusconi converrebbe votare con il Porcellum. &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«È quello che temo. Mi rendo conto che per il PdL sarebbe conveniente, potrebbero nominare i parlamentari e la Lega sarebbe obbligata ad allearsi con loro. Ma sarebbe un enorme errore che gli elettori farebbero pagare caro. Noi dobbiamo renderci conto che il problema oggi non è il calo del consenso a Monti, perché girando per il Paese quello che viene fuori è che le persone si rendono conto della grave crisi economica e della necessità di interventi anche pesanti. Il vero problema è che gli italiani non si fidano più dei dirigenti politici: non fare le riforme, da quella dei partiti a quelle istituzionali, vuol dire alimentare la sfiducia».&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Un primo segnale arriverà dalle elezioni della prossima settimana. Qui, per le amministrative e in Europa, con le elezioni francesi. Segneranno un cambio di passo? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«Il vero cambio di passo dell’Europa cambierà la nostra vita quotidiana. Se vince Hollande può cambiare la politica europea, che non è detto debba essere soltanto di austerità e rigore. Ma se nel 2013 vinciamo noi in Italia allora sì che può formarsi un asse tra i progressisti per invertire la rotta».&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Eppure come provate a parlare di alleanze c’è un pezzo di PD che minaccia di andarsene. Gli elettori prima o poi vorranno sapere con quale alleanza volete governare. Secondo lei? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«Dobbiamo prima fare la legge elettorale e poi, anche sulla base di quella, decidere le alleanze per vincere e riuscire a governare».&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=7164&quot;&gt;L'Unità - Maria Zegarelli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LUCA DE CARLO: Licenziata Equitalia. «A Calalzo di Cadore lo sceriffo di Nottingham non lo vogliamo»</title>
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  <updated>2012-04-26T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626920</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Calalzo di Cadore (BL) (Partito: LISTA CIVICA) - Consigliere  Consiglio Comunale Calalzo di Cadore (BL) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;“Esodare” Equitalia. Da oggi in poi la riscossione dei tributi e dei debiti dei cittadini sarà “fatta in casa”.
&lt;p&gt;
«In un momento di crisi e difficoltà per le famiglie, abbiamo cercato di umanizzare il servizio disumano da sceriffo di Nottingham adottato da Equitalia, risparmiando per di più ben 13 mila euro all’anno».
&lt;p&gt;Ciò è stato possibile in base a una pratica basata sulla legge 166/2011, che il sindaco ha deciso di applicare. La scelta di soppiantare Equitalia è datata novembre 2011, e richiama la normativa che sancisce il diritto dei Comuni di non servirsi direttamente della società creata da Agenzia delle Entrate e Inps per riscuotere le imposte locali. L'opzione, finora, non era mai stata messa in pratica. Con questa disposizione, invece, il sindaco della cittadina bellunese ha stabilito di estromettere Equitalia non solo dalla riscossione delle tasse ordinarie, come l’imposta comunale sui rifiuti, ma anche da quella coattiva dei crediti insoluti.

&lt;p&gt;
«Equitalia non fa differenza alcuna tra un poveretto che non ce la fa a pagare le tasse ed i furbetti del quartierino. Ho affidato quindi la riscossione di tasse e crediti insoluti direttamente ai servizi comunali, per avere un rapporto più diretto, generoso ed umano con i cittadini (prendendo decisioni in base alle situazioni economiche effettive dei contribuenti), rispetto alla freddezza calcolatrice di Equitalia. Ed i soldi risparmiati dalla dismissione di Equitalia sono finiti in servizi sociali erogati a favore della popolazione!».&lt;br /&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/notizia/Welfare/2012/4/26/21980-lo-sceriffo-di-nottingham-non-lo-vogliamo-a-calalzo-di/&quot;&gt;controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>FRANCO MIRABELLI: Dimezzata l'IMU per Aler e Proprietà Indivisa </title>
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  <updated>2012-04-26T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626908</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lombardia (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Grazie all’impegno di tanti e alla mobilitazione di queste settimane si è ottenuto un risultato importante e positivo a proposito dell’IMU per chi vive in una casa a proprietà indivisa (10mila persone solo a Milano di cui buona parte nella nostra zona) e per le case Aler&quot;. Lo scrive il consigliere regionale Pd della Lombardia, &lt;b&gt;Franco Mirabelli&lt;/b&gt;.
&lt;p&gt;

&quot;In un primo tempo il governo, nel decreto che reintroduceva l’imposta sulla casa, aveva considerato le case in cooperativa a proprietà indivisa e le case Aler alla stregua di abitazioni secondarie, applicando quindi l’aliquota dello 0,76% anziché lo 0,46%. Facendo ciò si trascurava non solo la funzione sociale di Aler e cooperative a proprietà indivisa, uniche opportunità per avere case in affitto a canoni contenuti ed accessibili, ma anche il fatto che per avere un appartamento in proprietà indivisa occorre risiedere lì e che quindi quella è necessariamente l’abitazione principale e che con l’Imu così alta le Aler e i comuni proprietari avrebbero dovuto togliere risorse per le manutenzioni e le gestioni per pagare la nuova tassa.&quot; - prosegue &lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt; - &quot;Grazie alla mobilitazione di molti e come richiesto dall’ordine del giorno presentato dal PD ed approvato in Regione Lombardia, il 24 aprile è stato approvata la legge sulla semplificazione fiscale che introduce importanti correttivi e risolve le due questioni. In sintesi il Governo, pur continuando a considerare in entrambi i casi ai fini del calcolo dell’Imu le case aler e a proprietà indivisa come seconde abitazioni mantenendo l’aliquota del lo 0,76%, rinuncia al 50% degli introiti che sono di spettanza dello stato, in questo modo l’aliquota base si dimezza e il gettito va interamente ai comuni. In pratica per queste abitazioni si parte dallo 0,38%&quot;.
&lt;p&gt;

&quot;Al di là del principio che vorrebbe che queste tipologie abitative fossero considerate a tutti gli effetti abitazioni principali e che continua a non essere riconosciuto, dal punto di vista concreto si è raggiunto un risultato importante che evita, in una fase già tanto difficile, ulteriori aggravi per le famiglie interessate. Fissata di fatto l’aliquota base allo 0,38% sarà il Comune a dover decidere quanto concretamente tassare queste case e credo che questo possa significare o, meglio, debba significare, far pagare alle Aler  e a chi abita in affitto in cooperativa ciò che pagano per la prima casa tutti gli altri. L’altra buona notizia riguarda il fatto che sia la detrazione per la prima casa di 200 euro  sia quelle previste di 50% per i figli a carico saranno applicate  anche per la proprietà indivisa&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://francomirabelli.it/html/comunicati-stampa/465-dimezzata-limu-per-aler-e-proprieta-indivisa&quot;&gt;francomirabelli.it&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Francesco BOCCIA: «Si tassi il contante per far emergere il nero»  - INTERVISTA </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/19/francesco-boccia/%C2%ABsi-tassi-il-contante-per-far-emergere-il-nero%C2%BB-intervista/626821"></link>
  <updated>2012-04-19T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626821</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Prof. Francesco Boccia (Pd), crede veramente che la proposta di tassare il denaro contante abbia una logica?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «La mia proposta non punta tanto sulla tassazione, quanto a creare un sistema deterrente per far emergere il nero. Non si può dire che ci sono 150 miliardi di euro in nero e poi non fare nulla. In tutte le case degli italiani, quando arriva un idraulico, un elettricista, un geometra, chiaramente senza generalizzare, ci si trova dinanzi al dilemma con fattura o senza fattura. Non può più essere così. Senza parlare del nero che entra in banca frutto di attività criminali. I controlli ci sono tramite la Finanza e l'Agenzia delle entrate ma finora non ci sono stati grandi effetti, anche perchè non superano l'1,5%. Per ottenere la deducibilitá totale occorre avere la copertura finanziaria. Diverso è se il controllo è fatto dai cittadini, occorre creare un contrasto di interessi. Abbiamo proposto una tassazione alta sia sui prelievi che sui contanti, secondo noi con un tetto di 1000 euro». 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Se lo scopo è quello di combattere l'evasione, va rilevato che i livelli di tracciabilità nel corso del tempo si sono abbassati, ma l'evasione non è calata. È così?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «La tracciabilità vera è in vigore da un anno. Nel 2007 la mise Padoa Schioppa ma Tremonti prima la tolse per poi reintrodurla, e poi Monti l'ha ribadita. In realtà è in vigore da alcuni mesi. La rintracciabilità offre risultati nel medio termine. Servono i controlli». 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E gli oneri bancari per carte di credito e simili?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Il sistema deve essere gratuito, senza questo aspetto la proposta non regge».
&lt;p&gt; 

&lt;b&gt;Ma se le banche hanno fatto muro contro l'eliminazione delle commissioni bancarie, come può sperare che accettino l'idea di fornire servizi gratuitamente?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Occorre fare una battaglia culturale. Ricordo che con questo sistema entrerebbero nelle casse dello Stato 100 miliardi dal nero e illegalità. Ci sarà molta gente che pagherà le tasse e oggi non lo fa». 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il malaffare, in tutte le sue manifestazioni, non usa il bancomat. Questa misura non finirebbe per creare in circuito parallelo del contante?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Ma non avrebbero più valore i soldi in contanti. Chi li ha cosa se ne fa? Se li dà ad altri, questi cosa se ne fa, se valgono di meno? È chiaro che tutto questo ha senso se si accompagna con sanzioni penali a chi non rispetta la legge. È un sistema estremo, ma l'Italia è in una condizione estrema. Ma le persone normali mica portano in tasca 5 o 6.000 euro». 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non sarebbero danneggiati solo gli onesti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Le persone oneste, cioè la stragrande maggioranza dei cittadini, userebbe la carta di credito senza problemi, a maggiore ragione se è senza commissioni. E a tutti coloro che pensano che la pressione fiscale sia altissima, ricordo che se non si fa una lotta assidua all'evasione fiscale, le tasse non calano». 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il Paese dell'uso esclusivo delle carte di credito è lontano dalla realtá. Che diciamo agli anziani che per comprare un chilo di pane devono usare la carta di credito?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Il problema non è il chilo di pane, e poi si può discutere sul tetto. Non è che scompare la moneta. Certo se l'anziano va dall'avvocato o dal medico è suo interesse pagare con la carta di credito».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Si può pensare alla riduzione del contante in un solo Paese?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Negli Usa l'uso della carte di credito è triplo rispetto all'Italia, in Francia e Inghilterra è il doppio. Ci sarà un motivo? Con chi vogliamo confrontarci, con la Tunisia? L'utilizzo del contante in Italia è un'anomalia italiana. Certo questo meccanismo e l'abolizione dei costi in banca devono andare insieme». 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Questa proposta sembra poco riformista e molto massimalista. Che dice?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Ci sono momenti della storia in cui servono iniziative massimalistiche e radicali per essere riformisti. Il caso del sommerso e del nero è la prova più evidente che questo approccio in alcuni casì è necessario».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1DTDYT&quot;&gt;La Gazzetta del Mezzogiorno - Michele Cozzi&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Renato Balduzzi: “Non vogliamo fare cassa ma mandare un messaggio, il cibo sano fa risparmiare”  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/16/renato-balduzzi/%E2%80%9Cnon-vogliamo-fare-cassa-ma-mandare-un-messaggio-il-cibo-sano-fa-risparmiare%E2%80%9D-intervista/626733"></link>
  <updated>2012-04-16T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626733</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Salute&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Prima la salute, poi la cassa”. Il ministro Renato Balduzzi crede nella tassa di scopo sul junk food ma non vuole che si pensi solo ad un modo di raccogliere risorse per un sistema sanitario in difficoltà economica.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;A cosa servono queste tasse, ministro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Il primo segnale riguarda la necessità di migliorare le abitudini alimentari. Mandiamo un messaggio ai consumatori, vogliamo farli risparmiare in termini di salute, cosa che poi si traduce in un risparmio anche per il sistema sanitario nazionale. Del resto ci sono molte dimostrazioni scientifiche sul collegamento tra certe patologie e una cattiva alimentazione”.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Come userete i soldi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Ricordo che si tratta di una piccola imposta e che dobbiamo finire di concordarla con le Regioni, che comunque mi sembrano d’accordo su questa impostazione. Per ora stiamo pensando di utilizzare il denaro per migliorare le strutture sanitarie, dal punto di vista delle attrezzature. Si tratta di un settore molto in sofferenza. Quando le risorse sono limitate come in questo momento è più difficile aprire agli investimenti”.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Teme che a qualcuno potrebbero non piacere queste nuove tasse?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Per quanto riguarda i superalcolici introdurle è soprattutto un segnale e non credo che si possa avere da ridire. Del resto, e questo vale ancora di più per le bevande analcoliche, stiamo parlando di una tassazione molto modesta, che visti i numeri del consumo ci permette comunque di avere a disposizione una certa quantità di denaro. Mai! nostro primo obiettivo, ripeto, non è quello di fare cassa. Ritengo importante che su questi temi si apra un dibattito, averlo avviato è già una partita vinta”.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E per alimenti come merendine e snack che provvedimenti prenderete?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Stiamo discutendo con le aziende perché si ottimizzi e migliori la qualità delle produzioni, specialmente quelle dolciarie. Qui al momento non ci muoviamo con la leva fiscale ma cerchiamo l’accordo. Del resto l’industria di alto livello ha interesse a tenere gli standard elevati. Vogliamo arrivare a una qualità maggiore dei cibi e allo stesso tempo aiutare il consumatore ad orientarsi e a scegliere in modo consapevole. Per questo lavoriamo anche sulle etichette”.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Basta ridurre il consumo di junk food per sconfiggere l’obesità?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Certo che no e infatti il ministero ha già fatto e farà nuove campagne di prevenzione per promuovere una vita sana e soprattutto l’attività fisica, che è molto importante. Esiste un programma, “Guadagnare salute”, che è stato avviato nel 2007 e andrà avanti”.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quali sono i tempi di introduzione delle tasse?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Li valuteremo con le Regioni. La partita del “patto per la salute”, in cui vanno inserite queste nuove tasse, deve trovare una sua definizione entro autunno ma i provvedimenti legati agli alimenti potrebbero essere anticipati, visto che sul tema noi e le amministrazioni locali la vediamo in modo simile”. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1DN6XK&quot;&gt;la Repubblica&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Corrado Passera: «La rotta del governo non va modificata»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/15/corrado-passera/%C2%ABla-rotta-del-governo-non-va-modificata%C2%BB-intervista/626690"></link>
  <updated>2012-04-15T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626690</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Sviluppo e infrastrutture&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ministro, il clima però è peggiorato. La sensazione crescente è che i veti incrociati possano bloccare l’azione del Governo. Quanto potrete andare avanti nella palude dei veti incrociati?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Io invece sono convinto che l'azione riformatrice del Governo Monti possa e debba andare avanti. Finora abbiamo portato a casa tutto ciò che abbiamo proposto e in più occasioni con dei miglioramenti da parte del Parlamento. Per rilanciare il nostro Paese le riforme devono continuare, la rotta impostata non deve essere modificata anche se il mare è molto mosso. Insieme al Parlamento e alle parti sociali abbiamo già superato scogli difficilissimi e varato riforme impensabili solo qualche mese fa. Questo lavoro continuerà, ne sono certo, soprattutto a favore della crescita. Dobbiamo creare le condizioni per cui si creino posti di lavoro: il lavoro è la prima delle preoccupazioni della gente e deve essere la prima preoccupazione della politica».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma se vi impedissero di lavorare non dovreste prenderne atto e andare a casa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non vedo e non mi aspetto comportamenti di questo genere. Al di là degli interessi di questa o quella parte politica o sociale, vi è una diffusa convinzione che siamo già andati vicino al disastro una volta e che solo con grande determinazione e senso di responsabilità possiamo evitare di ritrovarci tutti nella stessa situazione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;I dati sull'economia sono brutti e con conseguenze drammatiche, da gennaio 23 imprenditori si sono uccisi a causa della crisi...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Casi umani drammatici che dobbiamo comprendere fino in fondo, perché rappresentano le situazioni più diverse. I dati dell’economia sono quelli che ci aspettavamo e sulla base dei quali abbiamo costruito il piano di salvataggio e l’agenda della crescita. Stiamo avvicinandoci al momento più difficile perché oggi si sommano gli effetti della recessione, gli effetti psicologici e finanziari nelle tasche dei cittadini del riassetto dei conti pubblici, gli effetti di una gestione del tutto inadeguata della crisi a livello europeo, mentre in pochi mesi non si possono ancora avere gli effetti né della spending review, né del recupero dell’evasione, o di eventuali privatizzazioni. Dobbiamo accelerare tutte le riforme e tutti gli interventi per uscire dalla recessione partendo dalle priorità della gente e delle imprese. Possiamo uscire dalla recessione prima di quanto pensino i pessimisti valorizzando le indubbie forze del sistema Italia».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Finora sembrano emergere debolezze, quali forze intende?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ci confermiamo uno dei Paesi più forti e in crescita in tema di esportazione e continuiamo ad avere migliaia di aziende che crescono in tutto il mondo, complessivamente famiglie e imprese non sono sovra indebitate e non dobbiamo smaltire bolle finanziarie e immobiliari. Abbiamo inoltre un sistema di protezione sociale che la gran parte dei cittadini del mondo si sognerebbero».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Perché allora in questi ultimi dieci anni siamo cresciuti meno di tutti gli altri e continuiamo ad avere la maglia nera della crescita? Cosa proporrà al vertice di martedì con i leader della maggioranza?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Quel vertice serve per fare il punto delle cose fatte, dei progetti in corso di realizzazione e di quelli che andremo a realizzare. I dati medi del Paese, come sa, nascondono opposti in tutti i campi. Abbiamo regioni e province - non solo al Nord - al top della classifica europea dell’attività economica, della ricerca, dell’internazionalizzazione, della sanità ed altre in fondo alla classifica. L'Agenda per la crescita, che è già parte integrante del Salva-Italia, Cresci-Italia e mercato del lavoro, intende incidere strutturalmente su tutti i fattori di forza e di debolezza del nostro Paese e su ogni capitolo le azioni concrete sono già in corso: dalle liberalizzazioni alle regole sul lavoro, dall’innovazione - dove stiamo ridisegnando gli incentivi - alla internazionalizzazione - dove si sta completando il rilancio dell'Ice - dai costi dell’energia alle semplificazioni. Ma oltre agli interventi strutturali che portano crescita sostenibile nel medio periodo vogliamo far affluire risorse nell’economia anche nel breve termine».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E come?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Innanzitutto accelerando infrastrutture grandi e piccole: dalle autostrade ai porti, dalle metropolitane alle reti di telecomunicazione di nuova generazione, dal piano casa al piano scuola. Aver sbloccato circa 25 miliardi di cantieri - chiaramente identificati e con la possibilità di seguirne l'evoluzione, uno a uno, su un sito dedicato del ministero on line tra pochi giorni - è stata una operazione non facile. I 25 miliardi - dei quali oltre dieci al Sud - diventano almeno 50 entro l’anno. In molti casi abbiamo dovuto risolvere problemi di risorse, in altri casi stiamo risolvendo problemi procedurali e di contenzioso infiniti. Prenda ad esempio il caso della nuova Pontina: i soldi ci sono, dobbiamo risolvere il contenzioso che li blocca da anni e far partire i lavori».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ci sono anche il gravissimo problema delle banche che non finanziano le imprese e quello della pubblica amministrazione che non paga le aziende fornitrici. Lei ha convocato i banchieri giovedì...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E infatti un’altra macro operazione riguarda il credito e lo scaduto: 20 miliardi di garanzie di credito alle piccole e medie imprese sono state tra i primi interventi del Salva Italia insieme ai 13 miliardi di riduzioni fiscali per le aziende che aumentano le loro risorse patrimoniali e che crescono. Sul rientro dello scaduto - sia tra privati che tra Pubblica Amministrazione e privati - siamo già intervenuti normativamente su tutta la filiera dell’agroalimentare, adotteremo in anticipo sulle scadenze europee la direttiva che costringerà tutti a pagare entro 30-60 giorni, pubblico compreso, e abbiamo già messo a disposizione 6 miliardi per cominciare a pagare i debiti delle Amministrazioni centrali. Con il Tesoro e l’Abi puntiamo ad aiutare le piccole e medie imprese a rientrare dal debito forzoso dovuto allo scaduto per almeno qualche decina di miliardi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L'effetto delle liberalizzazioni quando si vedrà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Certi interventi avranno effetti a breve, altri più a lungo. La separazione di Snam da Eni, che contribuirà all’apertura del mercato del gas, è questione di pochi mesi. L'obbiettivo è di ridurre in prospettiva la bolletta degli Italiani. La liberalizzazione del trasporto pubblico locale è destinato a rivoluzionare un intero settore che tocca la qualità della vita e del lavoro di decine di milioni di italiani ogni giorno e che oggi, per inefficienze e pigrizie politiche accumulate, costa più di 10 miliardi alle casse pubbliche, e quindi al contribuente. Alcune gare si svolgeranno già quest'anno nelle Regioni più virtuose. Mi aspetto la partecipazione dei migliori operatori europei. In campo ferroviario abbiamo in corso anche un rinnovamento del materiale rotabile circa 3 miliardi, ma siamo solo all’inizio».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma tutto questo come si finanzia? Nuove tasse? Siete il governo che ha già portato ai massimi la pressione fiscale...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Le tasse sono già molto alte, per chi le paga, e appena possibile - anche facendole pagare a tutti - l’obbiettivo sarà, se mai, di ridurle. L'agenda per la crescita deve finanziarsi soprattutto con recupero di evasione, riduzione di sprechi e di spese meno utili, valorizzazione di attivi pubblici, attrazione di fondi privati sui progetti infrastrutturali, miglior uso dei fondi europei».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non si può utilizzare il tesoretto della lotta all’evasione fiscale per abbassare le tasse?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«L’uso del tesoretto - quando ci sarà - verrà deciso dal presidente Monti e dal Consiglio dei ministri. Ma è ovvio che uno dei modi più intelligenti di usare il ricavato della lotta all’evasione è quello di ridurre le tasse a chi ne paga già tante e ai redditi più bassi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E’ possibile allentare la pressione fiscale con in Pil in picchiata che rende già arduo il pareggio di bilancio nel 2013?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«L’obiettivo degli obiettivi è garantire al mondo che noi manterremo il bilancio in pareggio. Questo è irrinunciabile, altrimenti finiamo in una situazione come la Grecia. Se perdiamo la credibilità di avere i conti sotto controllo, schizza in alto lo spread e con lui gli interessi che tutti paghiamo, famiglie, imprese e Stato, l’Italia non riceve più credito e qualsiasi agenda per la crescita diventa impossibile. Ma è chiaro che appena avremo le risorse punteremo anche ad abbassare le tasse».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Qual è il capitolo della sua agenda per la crescita al quale tiene di più?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Forse quello delle start up. Mettere in condizione giovani - e meno giovani - di creare nuove imprese, di realizzare loro sogni, di innovare sfruttando le enormi possibilità che la web economy crea in tutti i settori, significa tirar fuori il dinamismo latente che la nostra società ha sempre prodotto e continua a produrre. Abbiamo messo insieme alcune delle persone più in gamba e con più esperienza per individuare e introdurre in pochi mesi quei cambiamenti che servono per rendere più facile fare impresa».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Punta tanto sulla spending review. Proviamo a dare sostanza a questo intervento sui conti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Dalle grandi cose: oggi quasi ogni amministrazione ha suoi sistemi informativi con centuplicazione di spese che si potrebbero mettere in sinergia, oppure spendiamo oltre 10 miliardi di affitti mentre abbiamo migliaia di immobili di proprietà pubblica malamente utilizzati, ma sono solo esempi. Alle piccole cose che però moltiplicate per cento o per mille potrebbero fare la differenza. Nel ridisegnare le strutture di mia diretta pertinenza nei due ministeri che dirigo abbiamo ridotto del 30% gli addetti e del 50% le automobili».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Di valorizzazione di attivi pubblici hanno parlato in tanti in passato con pochi risultati.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il lavoro in corso sta per dare risultati molto concreti e vede la Cassa depositi e prestiti svolgere ruoli importanti. Ma quando si parla di attivi pubblici si parla anche, per esempio, di frequenze».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il famoso addio al «beauty contest». Mediaset non l’ha presa bene.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Abbiamo messo a punto una soluzione equilibrata che evita di cedere gratuitamente beni pubblici di valore e ci permetterà di chiudere una infrazione europea che dura da troppi anni».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Basteranno 13 mesi per completare la riforma del Paese? Oppure servirà un vostro impegno anche dopo le elezioni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«In oltre un anno di lavoro comune si possono impostare e realizzare tante riforme e mettere in moto un percorso virtuoso dell’economia. E’ chiaro che per ricostruire tutte le condizioni per la crescita in un Paese che da 10 anni non cresce, bisognerà impegnarsi per molti anni ancora. E questo sarà l’impegno di chiunque avrà le leve del governo nei prossimi anni».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Potreste essere ancora voi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La politica non è sostituibile da nessuna forma di tecnocrazia».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;C’è chi sostiene che il montismo rappresenti la resa dei partiti, incapaci di riformare il Paese perché assillati dalla ricerca del consenso. E’ d’accordo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Questo governo composto da tecnici nasce su iniziativa del Presidente Napolitano per affrontare una grave emergenza, in un momento di forte difficoltà della politica. Il nostro Paese deve fare riforme da troppo tempo rimandate e bisogna farle con ottica di bene comune, senza guardare a scadenze elettorali».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il bipolarismo può avere aggravato la sindrome populista?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Da cittadino e non da ministro credo si possa dire che forzare il sistema politico a creare coalizioni di governo troppo disomogenee tra di loro non ha aiutato la governabilità».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei è un lombardo. La crisi del berlusconismo e della Lega lasciano senza rappresentanza la questione settentrionale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La politica deve sapere interpretare le energie del Nord e molti partiti non sono riusciti in questa missione. L'Italia è fatta di situazioni diversissime. E' una nostra forza per certi versi, certamente è fonte di complessità gestionali e di governo. Disegnare un federalismo efficace rientra, a mio parere, tra le priorità. Il caso di molte regioni, province e città del Nord, del Centro e del Sud dimostrano che l'Italia nel suo insieme ha un enorme spazio di miglioramento sia al Nord, che al Centro che al Sud. L'assetto politico certamente anomalo che ci siamo dati per questo periodo difficile va sfruttato fino in fondo». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilmessaggero.it/stampa_articolo.php?idapp=47414&quot;&gt;Il Messaggero.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Massimo DONADI: Di questo passo tasseranno anche l'aria</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/13/massimo-donadi/di-questo-passo-tasseranno-anche-laria/626677"></link>
  <updated>2012-04-13T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626677</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Di questo passo il governo Monti tasserà anche l'aria. La riorganizzazione della Protezione Civile era necessaria, ma non si puo' pensare di continuare a finanziare la spesa pubblica con nuove tasse, perchè è una ricetta economica sbagliata che alimenta la recessione e comprime i consumi. E' necessario, invece, avviare una grande dismissione di patrimonio pubblico non essenziale per le finalità dello Stato e ridurre la cattiva spesa pubblica, che vale parecchie finanziarie ogni anno. Se continueranno a imporre nuove tasse raggiungeremo forse il pareggio di bilancio, ma il Paese si troverà gambe all'aria''.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-Protezione_civile__Donadi%28Idv%29__di_questo_passo_tasseranno_anche_l_aria-1144372-POL.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Massimo D'ALEMA: &quot;La cancelliera Merkel  rappresenta l'Europa più egoista&quot;  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/12/massimo-dalema/la-cancelliera-merkel-rappresenta-leuropa-pi%C3%B9-egoista-intervista/627173"></link>
  <updated>2012-04-12T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>627173</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;




&lt;b&gt;L’Italia, alla fine del 2011, ha fatto tremare l’Eurozona. Da allora sta risalendo lentamente la china al prezzo però di pesanti sacrifici. Un piano di austerità, l’aumento delle tasse, la riforma delle pensioni e oggi una riforma del lavoro che prevede incentivi per le assunzioni ma anche licenziamenti più facili. Per un uomo di sinistra quale Lei è, sono misure valide?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;



“Devo dire che l’Italia ha fatto un passo in avanti molto importante: voglio dire che non abbiamo più il governo Berlusconi e sia per l’Italia sia per l’Eurozona si tratta di un’ottima notizia perché, a mio avviso, non era l’Italia era il governo Berlusconi ad esserne responsabile”.

&lt;p&gt;


&lt;b&gt;Ma su ciò che viene fatto oggi, soprattutto questa riforma del lavoro…secondo Lei, introducendo maggiore flessibilità senza necessariamente rafforzare la rete di sicurezza, in un Paese in cui non esiste il salario minimo o dove le indennità di disoccupazione sono molto limitate e gli ammortizzatori sociali funzionano male, non è un rischio enorme?&lt;/b&gt;


&lt;p&gt;

“Il problema era la drammatica frattura, nel mercato del lavoro, tra i lavoratori più protetti e i giovani precari, che non hanno alcun diritto, alcuna protezione. La riforma ha due facce: da un lato il lavoro diventa più flessibile per coloro che erano più protetti, ma dall’altro porterà maggiore protezione per i giovani e i precari. A mio avviso il problema drammatico delle divisioni all’interno del mercato del lavoro, non posso dire che verrà risolto, ma con questa riforma sarà possibile fare un passo avanti”.
&lt;p&gt;


&lt;b&gt;L’Italia in generale non è troppo maltrattata dai mercati ma di recente i tassi d’interesse stanno tornando a crescere. Inoltre l’Italia ha un debito al 120% del Pil ed è in recessione. Lei, malgrado tutto, è convinto che siete fuori dalla crisi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;



“No, io penso che occorra considerare che abbiamo un problema europeo e non soltanto italiano. Ed è questo che negli ultimi giorni si sta verificando sui mercati europei”.
&lt;p&gt;



&lt;b&gt;Ma l’Italia fa parte delle maglie più fragili.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;



“Certo, l’Italia è parte del problema. Ma occorre sottolineare due cose. Prima di tutto che l’Italia è un Paese ricco e che la ricchezza degli italiani è molto, molto più alta del debito. Ciò significa che abbiamo delle risorse interne al Paese. Secondo: nel passato abbiamo dimostrato, con i governi di Prodi e di Ciampi, con il centrosinistra, che è possibile ridurre la spesa pubblica. Noi abbiamo ridotto la spesa pubblica di cinque punti rispetto al governo di destra e senza toccare i diritti sociali fondamentali. E per il dopo occorre preparare un governo di centrosinistra”.
&lt;p&gt;



&lt;b&gt;Ci saranno delle elezioni nel Suo Paese l’anno prossimo. Esattamente come in Germania. A breve si terranno anche in Francia. Lei crede in un’alternanza in questi tre Paesi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;



“Certo che sì. So che i mercati non amano molto le elezioni, giusto? A volte sembra perfino che la democrazia sia un peso insostenibile per i mercati finanziari ma penso che non spetti ai mercati decidere dei destini dei popoli. Sì, penso che occorra
un cambiamento perché i tre grandi Paesi europei, Francia, Italia e Germania, rappresentano duecento milioni di cittadini europei sui trecentotrenta milioni
della zona euro. Tre Paesi, ma ‘di peso’ potremmo dire”.
&lt;p&gt;



&lt;b&gt;E ciò basterà in un’Europa che rimarrà dominata da governi di destra?.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;


“Questo non è vero. Secondo me le cose stanno cambiando. In Slovacchia, che è un piccolo Paese, la sinistra ha vinto. Anche in Slovenia la sinistra ha vinto. Voglio dire: sì l’Europa è dominata dalla destra e…vediamo tutti il risultato! Abbiamo bisogno di una strategia europea per la crescita, il che vuol dire investimenti europei, eurobond. Abbiamo bisogno di una garanzia europea sul debito. Il che non significa che ogni Paese debba pagare questo debito. Ma la forza dell’Europa può far abbassare i tassi d’interesse e liberare delle risorse per la crescita e senza regalare troppi soldi alla speculazione finanziaria”.
&lt;p&gt;



&lt;b&gt;Quindi qualcosa di irrealizzabile fin tanto che la Merkel rimarrà al suo posto…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

“Sì. Penso che la signora Merkel abbia avuto un ruolo molto negativo per l’Europa. Devo dirlo con molta sincerità. Davanti alla crisi ha un po’ rappresentato questa Europa egoista”.
&lt;p&gt;



&lt;b&gt;“Una domanda su un tema completamente diverso. Un anno fa sessantatre persone in fuga dalla Libia sono morte di fame e di sete in un’imbarcazione alla deriva perché nessuno ha prestato loro soccorso. L’Italia ne era al corrente e non è intervenuta. Questo almeno è quel che dice un rapporto del Consiglio d’Europa che accusa anche la Nato. Com‘è che siamo arrivati a lasciar morire le persone pur di non doverle accogliere?”&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

“Penso, e lo dicevo già all’epoca, che la politica sull’immigrazione condotta dal governo Berlusconi sia stata davvero una pagina nera della nostra storia così come l’accordo (per il rimpatrio dei clandestini) tra l’Italia e il regime di Gheddafi. I clandestini possono essere rimpatriati. Ma il problema è che prima di rimpatriarli occorre controllare se ci sono dei rifugiati che hanno il diritto di essere accolti”.
&lt;p&gt;



&lt;b&gt;“Più in generale, non c‘è una divergenza sempre più evidente tra i discorsi che fa l’Europa, i valori che dice di portare avanti e il modo in cui tratta i migranti, i richiedenti asilo? L’Italia è in prima linea. Lei la vede questa contraddizione?”&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;



“Sì, sono d’accordo con Lei. E in più abbiamo bisogno degli immigrati. Perché se vogliamo mantenere un certo equilibrio tra i giovani e i pensionati, nei prossimi anni avremo sempre più bisogno di immigrati. La stessa Commissione europea ha dichiarato che nei prossimi quindici anni avremo bisogno all’incirca di una trentina di milioni d’immigrati. Io penso che sarebbe meglio avere una politica europea per l’immigrazione. Al momento non ce l’abbiamo. Lei parla dell’Italia ma io potrei dirle che la responsabilità è di Malta. Non hanno mai accolto nessuno. Quando intercettano un’imbarcazione, la sola cosa che fanno è indicarle la rotta per l’Italia”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://it.euronews.com/2012/04/12/d-alema-la-cancelliera-merkel-rappresenta-l-europa-piu-egoista/&quot;&gt;euronews - Audrey Tilve&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Cesare DAMIANO: «Caro Monti, ora basta con le tasse»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/06/cesare-damiano/%C2%ABcaro-monti-ora-basta-con-le-tasse%C2%BB-intervista/626605"></link>
  <updated>2012-04-06T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626605</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«La riforma del lavoro c'è, gli ammortizzatori sociali cambieranno, ma a pagare il conto saranno ancora una volta gli italiani. Che per finanziare le misure messe in campo dal premier Mario Monti e dal ministro Elsa Fornero dovranno mettere mano al portafogli. Per sborsare, ad esempio, due euro di tassa aeroportuale di imbarco in più o, nel caso di proprietari di immobili che non abbiano scelto la cedolare secca del 20% sui redditi da affitto, per vedersi applicare una maggiorazione del 10% dell'imponibile. 
&lt;p&gt;Oppure per assistere alla riduzione della deducibilità delle polizze assicurative Rc auto. Tasse, insomma, e ancora tasse, come anche Cesare Damiano, responsabile lavoro dei Democratici e già ministro nell'ultimo governo guidato da Romano Prodi, ammette chiaramente. «Monti si è insediato e ha promesso rigore, sviluppo ed equità. Il primo si è visto anche troppo, ma per lo sviluppo e l'equità il ritardo comincia a essere sensibile», dice a ItaliaOggi. «Bisogna quindi fare rotta con decisione sulla crescita economica., altrimenti il cocktail di tagli alla spesa, di maggiori tasse, di riduzione della domanda di beni di consumo e di aumento della disoccupazione produrrà effetti micidiali».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Teme che il governo Monti finirà, con le sue cure drastiche, per uccidere l'economia italiana?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Uccidere è una parola grossa, e comunque mi auguro che nessuno possa mai riuscirci. Aggiungo che il governo non vuole certo distruggere l'economia. Detto questo, non si può certo continuare all'infinito con l'aumento della pressione fiscale e con il rigore cieco dei tagli lineari.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;A proposito di fisco. Una delle misure di copertura del ddl lavoro firmato oggi (ieri per chi legge, ndr) dal presidente della repubblica Giorgio Napolitano prevede per i proprietari di immobili che non abbiano scelto la cedolare secca, un aumento del 10% dell'imponibile Irpef per i redditi da locazione. Che ne pensa?
&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
In linea di principio sono d'accordo sulla necessità di colpire chi non paga le tasse. Ma se il proprietario di una casa in affitto non è un evasore, e ha scelto di versare la sua imposta non la cedolare secca del 20% ma con la denuncia dei redditi, non si vede perché dovremmo obbligarlo a optare per la prima soluzione. Insomma, la cedolare secca conviene, ma costringere ad adottarla anche chi non ha convenienza mi sembra una forzatura impropria.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma da qualche parte comunque i soldi bisognerà pur trovarli per finanziare questa riforma. O no?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Certo, finanziare lo stato sociale è indispensabile e trovare le risorse per farlo funzionare è doveroso se si vuole rilanciare lo sviluppo dell'economia. Ma, ripeto, non si può pensare di farlo con continui aumenti di tasse o con i tagli lineari stile Giulio Tremonti. Ci vuole altro, e Monti deve mettere in campo tutto quello che può per rilanciare la crescita. Finora rimasta purtroppo in ombra nella sua azione di governo. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1D9IJO&quot;&gt;Italia Oggi - Giampiero Di Santo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Franca RAME: CARO MONTI, BASTA CON LE PURGHE</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/04/franca-rame/caro-monti-basta-con-le-purghe/626575"></link>
  <updated>2012-04-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626575</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Gentile prof. Monti,presidente del Consiglio del nostro governo,
&lt;p&gt;

gli italiani, quelli cosiddetti visibili al fisco, hanno accettato i sacrifici imposti dal Suo governo, ma ora avrebbero diritto a qualche soddisfazione. Invece non ci arriva nulla di buono.
&lt;p&gt;

Vero che, appena si è accomodato sulla poltrona di comando, Lei, reincarnazione di Berlusconi con la faccia onesta (solo la faccia…), s’è trovato  a nuotare in un debito pubblico di tutto rispetto, quasi 2 mila miliardi di euro. Ma non sarebbe stato meglio, in clima di sacrifici, se avesse drasticamente ridotto i costi della politica, invece di tarellare sulla testa i pensionati lasciandoli tramortiti e senza respiro?

&lt;p&gt;
Tra Camera e Senato, il nostro Paese (60 milioni di abitanti) può vantare 945 parlamentari con uno stipendio intorno ai 20.000 euro mensili. Gli Stati Uniti (310 milioni di abitanti) invece devono accontentarsi di 535 parlamentari, con uno stipendio  intorno ai 17.000 euro. E che dire dei cosiddetti “rimborsi elettorali”, se non che sono un insulto per la gente per bene?
&lt;p&gt;

Le famiglie italiane vivono una crisi furiosa, tant’è che in quest’ultimo anno c’è stata una diminuzione del 10% di consumo di benzina. In compenso i carburanti sono aumentati del 20%. Per Pasqua, ci dicono gli albergatori, milioni di famiglie hanno rinunciato a godersi qualche giorno di vacanza, le strutture turistiche sono in forte crisi. Sono stracolmi soltanto i ristoranti frequentati dagli “intoccabili”. &lt;br /&gt;
La crisi per loro è solo un fastidioso problema altrui.
&lt;p&gt;

E la burocrazia? Un macigno che colpisce milioni di persone: migliaia d’imprese che non riescono a bloccare il pericolo di fallimento… progetti che non si  concretizzano… posti di lavoro che sfumano.
&lt;p&gt;

Suicidi: si sono tolti la vita solo nel Nord-Est 30 imprenditori finanziariamente rovinati.
&lt;p&gt;

Sull’evasione fiscale: 13 miliardi di euro recuperati (o, meglio, accertati: il recupero è un’altra cosa) dalla Finanza negli ultimi mesi sono un buon risultato. Ma ce ne sono almeno altri 120-130 all’anno sui quali mettere le mani. E, per farlo, non bastano i blitz tipo Cortina. Bisognerebbe avere il coraggio di instaurare il sistema fiscale americano: tanto guadagno, tanto spendo, tanto detraggo ed ecco l’utile su cui pago le tasse. Già, ma poi si scontenta la borghesia… la classe dominante… quindi…giù calci nelle genvive…
&lt;p&gt;

Le grandi industrie straniere non si sentono attratte dall’idea di investire nel nostro Paese per le difficoltà imposte dalla nostra burocrazia, dal pericolo della mafia e dalla corruzione.
&lt;p&gt;

Un imprenditore che avesse l’idea di importare merce o macchinari dall’estero è spesso costretto ad anticipare l’intero pagamento.&lt;br /&gt;


Agl’italiani non si fa credito anche perché, in caso di contestazione, i commercianti stranieri sono spaventati dall’idea di impelagarsi nella nostra rete giudiziaria, lentissima e colma di sorprese metafisiche.&lt;br /&gt;


Aggiunga poi, gentile presidente, che ogni uomo d’affari straniero è bene al corrente del fatto che il mercato e lo Stato italiano perdono 60 miliardi all’anno causa la corruzione. Come può dar fiducia un Paese del genere?
&lt;p&gt;

Capisco che Lei, tentando di presentare una legge che funzioni veramente contro i corrotti, si trovi un’opposizione violenta da parte di tutta la destra, Pdl in testa. Ma non si può accettare il ricatto di chi a ogni votazione ripete la solita minaccia: o fai come dico o ti stacco la spina. Anche perché in questo caso, il danno economico diretto è solo una parte del disastro: la corruzione non aumenta solo i costi, uccide le imprese oneste causando un degrado della loro qualità etica, e colpisce pure la professionalità del Sistema Italia: chi è bravo a corrompere difficilmente è anche capace di far bene il suo mestiere.
&lt;p&gt;

Importanti economisti liberali avvertono che, se non si cambia programma a partire dalle tasse che ricadono quasi esclusivamente sul lavoro, rischiamo di suscitare gesti incontrollabili tra le categorie più vessate. E la recessione si avvita su se stessa. Invece voi siete sempre lì blaterare sull’articolo 18.  Ma, invece di trovare il modo di facilitare ancor di più i licenziamenti, perché non vi occupate di facilitare le assunzioni? Per esempio mettendo mano alla madre di tutti gli sprechi: quello energetico. L’ha detto persino Squinzi, prossimo presidente di Confindustria: “Non è l’articolo 18 a fermare lo sviluppo del Paese, ma la burocrazia, la mancanza di infrastrutture, il costo eccessivo dell’energia”. 
&lt;p&gt;E’ ridicolo che l’Italia abbia un decimo dei pannelli solari per l’acqua calda della Germania (che ha molto meno sole di noi). Se non si promuove una vera e propria cultura del risparmio energetico e delle energie alternative, a cominciare dalle scuole, dalle imprese e dalle famiglie, non si potrà mai realizzare il vantaggio che porterebbe una simile azione globale: cioè arrivare a risparmiare più di 100 miliardi l’anno.
&lt;p&gt;

L’assurdo poi è che già oggi siamo il quinto paese in Europa nell’uso di tecnologie alternative. Nel 2010 l’Italia abbiamo prodotto circa il 22% del fabbisogno nazionale lordo di elettricità da fonti rinnovabili. Quindi i presupposti per cambiare drasticamente il modo di organizzare la ripresa ci sono eccome. Bisogna solo convincere voi, pregiati tecnici, di incentivarla.

&lt;p&gt;
E che dire dei 90 cacciabombardieri Lockheed F-35, detti “distruttori immediati”, ordinati dal megalomane Berlusconi e da Lei lasciati sul collo dei contribuenti italiani? Ci costeranno 12 miliardi, più il doppio per la gestione e la manutenzione. Col denaro previsto per uno solo di questi sofisticati mostri volanti, risolveremmo i problemi di migliaia di cassintegrati, pensionati, precari, detenuti, laureandi in cerca di lavoro.
&lt;p&gt;

Ho ascoltato a Report la ministra Fornero, sempre elegante nei suoi completini (quella che piange, ma non sorride mai): “Non siamo stati chiamati per distribuire caramelle”. E m’è venuto voglia di risponderle: “Signora ministra, le sue caramelle non ci interessano… Lei ha già dato molto al popolo italiano: pasticche purgative in abbondanza… siamo tutti accomodati sulla tazza in bagno, con una dissenteria inarrestabile, pensando a lei! Grazie”.
&lt;p&gt;

Gentile prof. Monti, il Suo governo è arrivato al punto in cui o ha il coraggio di fare qualche cosa di concreto per rilanciare l’economia, facendo pagare la crisi a chi non paga mai anziché a chi paga sempre, oppure dovrà subire la giusta ira delle piazze.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1D59YX&quot;&gt;il Fatto Quotidiano &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIUSEPPE BORTOLUSSI: Imu: più tasse per oltre 1.500 euro ad azienda</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/02/giuseppe-bortolussi/imu-pi%C3%B9-tasse-per-oltre-1-500-euro-ad-azienda/626460"></link>
  <updated>2012-04-02T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626460</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: Altro) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;


“Con l’Imu le imprese manifatturiere artigiane e quelle industriali pagheranno quest’anno oltre 1.500 euro in più all’anno per ogni azienda. Andrà invece un po’ meglio, si fa per dire, per gli uffici e per i negozi commerciali. Per i primi l’aumento medio in capo agli studi professionali sarà di 949 euro, per i secondi il maggior prelievo che graverà sui commercianti sarà di 569 euro. Complessivamente, comunque, l’applicazione dell’Imu provocherà  una salassata che rischia di mettere in ginocchio l’intero sistema produttivo Paese.”

&lt;p&gt;
 

La denuncia è del segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi, che ha curato uno studio sugli effetti economici che l’Imu “provocherà” sui bilanci delle aziende italiane. Secondo quanto previsto dalla nuova normativa, l’Imu, a partire da quest’anno, sostituirà l’Ici sugli immobili strumentali (vale a dire i negozi commerciali, i laboratori artigianali, gli uffici e i capannoni industriali). Alla luce di questo cambiamento legislativo, la CGIA ha voluto capire quale sarà l’eventuale aumento/diminuzione delle tasse in capo alle imprese proprietarie degli immobili in cui vengono svolte le attività imprenditoriali.
&lt;p&gt;

 

Per fare questa comparazione, sottolineano dalla CGIA, si è ipotizzato che nel 2012 l’aliquota Imu – applicata agli uffici, ai negozi commerciali o ai capannoni produttivi presenti su tutto il territorio nazionale – sarà del 7,6 per mille (cosi come previsto dal decreto sul federalismo fiscale). Per l’Ici, invece, si è deciso di far ricorso all’aliquota media nazionale applicata dai Comuni nel 2009, ovvero il 6,4 per mille. Inoltre, si è tenuto conto anche della rivalutazione dei coefficienti moltiplicatori che verranno applicati alle rendite catastali che, per effetto del decreto “salva-Italia”, sono passati da 34 a 55 per i negozi e le botteghe, da 50 a 80 per gli uffici e gli studi privati, da 100 a 140 per i laboratori artigianali e da 50 a 60 per i capannoni industriali e gli alberghi.
&lt;p&gt;

 

Prendendo in considerazione solo gli immobili produttivi di proprietà delle aziende – anche se tra quelli di proprietà delle persone fisiche ci sono molti piccoli imprenditori artigiani, commercianti o liberi professionisti – l’applicazione dell’Imu, rispetto alla situazione odierna, darà luogo ad un aggravio della tassazione su questi immobili per un valore complessivo di 1,57 miliardi di € (pari ad un aumento medio per ciascuna azienda di 1.159 € l’anno) così suddiviso: 219,5 milioni di € in capo ai negozianti (aumento pro azienda pari a 569 €); 262 milioni di euro tra i liberi professionisti (+949 € per ciascun proprietario); 1,09 miliardi di euro tra gli industriali e gli artigiani (incremento annuo per ciascun imprenditore pari a 1.566 €).

&lt;p&gt;
 

“Il risultato – conclude Giuseppe Bortolussi – è condizionato dalla scelta dell’aliquota da applicare su tutta la platea degli immobili ad uso strumentale presenti nel Paese. In questo caso/studio la decisione di far coincidere l’aliquota applicata con quella ordinaria del 7,6 per mille ci è sembrata la più equilibrata. Il risultato emerso da questa elaborazione ha confermato la grande preoccupazione  sollevata in questi giorni da molti osservatori, ovvero che lo scambio tra l’Ici e l’Imu rischia di non portare alcun vantaggio alle imprese. Fortunatamente, sembra che per le attività agricole siano previste delle novità che alleggeriranno il peso della nuova imposta. Pertanto, c’è la necessità anche per gli altri settori produttivi di rivederne l’impatto economico”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.cgiamestre.com/2012/04/imu-piu-tasse-per-oltre-1-500-euro-ad-azienda/&quot;&gt;CGIA Mestre&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Elio LANNUTTI: «Lo Stato vuole il nostro sangue. Moratoria per chi è sul lastrico»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/29/elio-lannutti/%C2%ABlo-stato-vuole-il-nostro-sangue-moratoria-per-chi-%C3%A8-sul-lastrico%C2%BB-intervista/626376"></link>
  <updated>2012-03-29T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626376</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Elio Lannutti, presidente dell`Adusbef e senatore dell`Italia dei Valori, ieri mattina ha sbattuto i pugni sul tavolo, pronunciando anche parole forti, non appena la sua segreteria lo ha avvertito che a Bologna un artigiano si era dato fuoco per non essere riuscito a far fronte a un debito con il fisco. Lannutti da anni è in prima linea nella difesa dei consumatori e ha fatto della battaglia contro Equitalia un punto d`onore del suo mandato parlamentare.
&lt;p&gt;

«Mi metterei a piangere dalla rabbia - ci dice al telefono con la voce ancora incrinata dall`emozione - perché questo Governo che pensa che il Paese non sia all`altezza della sua caratura, non sta facendo nulla e mostra la più spietata insensibilità di fronte ai reiterati tentativi, miei e di altri senatori, di dare il via ad una moratoria per quelli che non riescono a pagare i debiti con il Fisco. C`abbiamo provato più volte, nel decreto semplificazioni, ma il sottosegretario Vieri Ceriani ha bocciato sempre tutto a nome del Governo...»
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Intanto la pressione fiscale aumenta..&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Va sempre peggio. Al Governo, però, non importa assolutamente nulla, sembrano scollati completamente dal Paese reale, a loro non interessa niente se uno arriva, come a Bologna a fare gesti estremi. Casomai perché Equitalia gli ha tolto la possibilità di accesso al credito o gli ha messo sotto fermo amministrativo i mezzi di lavoro. Ma mi spiegate come fa un libero professionista a cui viene tolta la possibilità di lavorare a rifondere un debito? Questo Governo si inginocchia solo al volere delle banche dalle quali, per altro, non riesce neppure ad ottenere l`annullamento delle commissioni dopo avergli regalato 15 milioni di nuovi correntisti, ossia i pensionati italiani. Lo trovo scandaloso».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Monti, però, qualcosa ha fatto, ha concesso la rateizzazione del debito e tolto la possibilità di inserire ipoteche fino a 20mila euro...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non è sufficiente. Quello che ci vuole è una moratoria di un anno per chi è sul lastrico e non è in grado di pagare; non ci sono altri metodi. Il Fisco vuole il sangue e per ottenerlo usa metodi che non esito a definire delinquenziali, perché metterti un`ipoteca sulla casa senza avvertirti o sequestrarti il trattore se fai l`agricoltore non può essere definito diversamente. Questi sono i modi classici con cui si uccide la ripresa economica, con una miopia enorme rispetto a quello che invece sarebbe necessario per far ripartire il Paese. Ma a Monti interessano solo le banche...».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Che, per altro, se sei moroso con il fisco ti chiudono il credito.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Certo. E dobbiamo pensare che le banche di cui parliamo hanno recentemente ottenuto dalla Bce 251 miliardi ad un tasso dell`1 per cento e non hanno pensato neanche un minuto a rimettere sul mercato questo denaro attraverso agevolazioni del credito a imprese e famiglie per consentirgli di tirare il fiato. Niente. E poi dobbiamo vedere consumarsi tragedie come quella di Bologna perché qualcuno non ce l`ha fatta più. Sono riusciti solo ad aumentare la pressione fiscale, ma non hanno mai dato nulla in cambio. Monti ha commissariato l`Italia e se continua così, assisteremo ad altre tragedie come quella di Bologna. Nella sovrana indifferenza del premier e dei suoi ministri, che pensano che il Paese non sia alla loro altezza...».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1CV5K8&quot;&gt;Quotidiano.net - Elena G. Polidori&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
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  <title>GIUSEPPE BORTOLUSSI: Pressione fiscale “reale” record: ormai al 54,5%</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/13/giuseppe-bortolussi/pressione-fiscale-%E2%80%9Creale%E2%80%9D-record-ormai-al-545/626378"></link>
  <updated>2012-03-13T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626378</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: Altro) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Se nel 2012 la pressione fiscale ufficiale è prevista al 45%, quella reale, sempreché sia confermato l’ulteriore aumento dell’Iva previsto per il prossimo autunno, dovrebbe toccare il 54,5%. Un record che, purtroppo, non ha eguali al mondo”.
&lt;p&gt;
 
Dopo le dichiarazioni rilasciate dal Presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, sul carico fiscale record che peserà quest’anno sui contribuenti italiani, il segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi, ha voluto puntualizzare che, come riportato più sopra, una cosa è la pressione fiscale ufficiale e un’altra cosa è quella “reale”.
&lt;p&gt;
 
La CGIA di Mestre, che da anni fa un monitoraggio molto puntuale sull’andamento della pressione fiscale “reale”, è giunta a questo risultato ricordando  che il nostro Pil nazionale, include anche la cifra imputabile all’economia sommersa prodotta dalle attività irregolari che, non essendo conosciute al fisco, non pagano né tasse né contributi. Secondo l’Istat, l’economia in nero si aggirerebbe tra i 255 e i 275 mld di € l’anno.  Ricordando che la pressione fiscale ufficiale è data dal rapporto tra le entrate fiscali/contributive ed il Pil prodotto in un anno, nel 2012 la pressione fiscale ufficiale dovrebbe attestarsi sul 45%.
&lt;p&gt;
 
Tuttavia, se “storniamo” dalla ricchezza prodotta la quota addebitabile al sommerso economico che non produce nessun gettito per l’Erario, il Pil diminuisce (quindi si “contrae” il denominatore) e, pertanto, aumenta il risultato che emerge dal rapporto. Quindi, la pressione fiscale “reale” che grava su coloro che pagano correttamente le tasse è molto superiore a quella ufficiale che viene calcolata dall’Istat che, è bene sottolinearlo, rispetta fedelmente le disposizioni metodologiche previste dall’Eurostat.
&lt;p&gt;
 
Ebbene, se nel 2011 la pressione fiscale “reale” che pesa sui contribuenti italiani ha sfiorato una ipotesi massima del 52%, con gli effetti delle manovre estive di Berlusconi e gli interventi del Governo Monti, il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2013 farà impennare il carico fiscale sui contribuenti onesti sino ad una ipotesi massima del 54,5%.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.cgiamestre.com/2012/03/pressione-fiscale-%E2%80%9Creale%E2%80%9D-record-ormai-al-545/&quot;&gt;CGIA Mestre&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIUSEPPE BORTOLUSSI: Tasse: siamo sbilanciati su quelle dirette</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/29/giuseppe-bortolussi/tasse-siamo-sbilanciati-su-quelle-dirette/625476"></link>
  <updated>2012-02-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625476</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: Altro) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Tra i grandi dell’Ue l‘Italia è tra i paesi che presentano il livello di tassazione sulle imposte dirette più elevato. La CGIA di Mestre ha verificato il peso delle tasse (siano esse dirette od indirette) sui contribuenti di tutta Europa.
&lt;p&gt;“L’idea di spostare il carico fiscale sulle indirette è sicuramente una ipotesi da prendere seriamente in considerazione, tuttavia non va nemmeno trascurata la tesi di coloro che sostengono che un eventuale aumento delle aliquote sulle indirette potrebbe avere degli effetti negativi sulla propensione agli acquisti degli italiani”.
&lt;p&gt;l’Italia presenta un livello di tassazione sulle imposte dirette (Irpef, Ires, etc.) pari al 14,5% del Pil,  mentre le indirette (Iva, accise, imposta di registro, etc.) incidono, sulla ricchezza prodotta, per il 13,9%. Solo la Danimarca (29,6%), la Svezia (19,4%) e il Regno Unito (15,6%) registrano a livello europeo dati relativi al peso delle dirette superiori al nostro.

&lt;p&gt;
Tra i paesi che hanno invece deciso di tassare in  misura superiore i propri contribuenti con le indirette,  segnaliamo l’Austria la Francia, l’Olanda, la Germania e la Spagna. In termini percentuali sul Pil, i francesi subiscono un carico fiscale addebitabile alle indirette pari al 14,9%, gli austriaci al 14,5%, gli olandesi al 12,1%,  i tedeschi all’11,1% e gli spagnoli al 10,3%.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.cgiamestre.com/2012/02/tasse-siamo-sbilanciati-su-quelle-dirette/&quot;&gt;CGIA Mestre&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: Se tutti pagassero le tasse in Italia come in Europa</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/29/patrizia-toia/se-tutti-pagassero-le-tasse-in-italia-come-in-europa/625254"></link>
  <updated>2012-02-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625254</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Proprio nel giorno in cui l'Italia lancia una task force contro l'evasione fiscale, il nostro gruppo presenta uno studio sull'evasione fiscale in Europa. I dati sono allarmanti: un trilione di euro che viene perso ogni anno nei Paesi dell’Unione. E l'Italia ha purtroppo la maglia nera con 180,257 milioni di euro persi in mancati introiti. Una situazione a cui occorre assolutamente porre rimedio.” – afferma &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;, deputata europea del partito Democratico e vicepresidente del gruppo S&amp;D.  
&lt;p&gt;

“Il nostro gruppo in Europa, attraverso il Presidente Hannes Swoboda propone due battaglie per rilanciare a livello europeo la lotta contro l'evasione fiscale: un'azione congiunta, attraverso norme comuni a livello europeo con l'obiettivo di recuperare risorse preziose (si stima infatti che con un'azione incisiva l'Unione Europea potrebbe in 8-9 anni ripianare tutto il debito pubblico), un'azione congiunta per un accordo di tutta l'Unione Europea con la Svizzera al fine di superare le barriere dei &quot;segreti bancari&quot; relativamente a risorse esportate in Svizzera in modo illegale. Il  gruppo S&amp;D lancia questa proposta a tutti gli altri gruppi parlamentari presenti al Parlamento Europeo dicendo che noi siamo pronti e ci aspettiamo lotta comune. ” – prosegue &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;. 

&lt;p&gt;
&quot;L'evasione è una grande perdita per i bilanci pubblici e significa meno risorse per i cittadini e per le imprese, meno crescita e meno lavoro&quot; - conclude &lt;b&gt;Toia&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.it&quot;&gt;patriziatoia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIUSEPPE BORTOLUSSI: Allarme Irap: le imprese rischiano una stangata da 3,5 miliardi</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/14/giuseppe-bortolussi/allarme-irap-le-imprese-rischiano-una-stangata-da-35-miliardi/625474"></link>
  <updated>2012-02-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625474</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: Altro) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Lo sblocco delle addizionali locali previsto dal decreto sulle semplificazioni rischia di tramutarsi in una vera e propria stangata per le imprese del Centro-Nord.
&lt;p&gt;

“Lo sblocco dei tributi locali e regionali previsto per l’anno di imposta 2012 dal recente decreto sulle semplificazioni fiscali rischia di tramutarsi in una vera e propria stangata per le imprese del Centro-Nord”.
&lt;p&gt;

Dopo aver letto la Relazione illustrativa che accompagna il decreto sulle semplificazioni fiscali, l’Ufficio studi della  CGIA di Mestre  ha fatto un po’ di calcoli ed è giunto a queste conclusioni:
&lt;p&gt; “Se le Regioni, ormai sempre più a corto di risorse finanziarie, decideranno di aumentare l’aliquota Irap di un punto, portandola al limite massimo del 4,82% – prosegue Bortolussi – l’aggravio fiscale sulle imprese sarà di 3,5 miliardi di euro”.
&lt;p&gt;

 

Tra le 19 Regioni e le due Provincie autonome di Trento e Bolzano non tutte potranno eventualmente mettere mano agli aumenti.  Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia  non possono farlo, visto che già da tempo hanno dovuto portare l’aliquota al livello massimo per “comprimere” il disavanzo sanitario maturato in passato. Molise, Campania e Calabria sono andate addirittura oltre: non essendo state in grado di rispettare il piano di rientro imposto dal tavolo di monitoraggio guidato dal ministero dell’Economia e da quello della Sanità, sono state costrette ad applicare un aliquota aggiuntiva dello 0,15%. Pertanto, i probabili aumenti interesseranno solo le imprese ubicate nelle Regioni del Centro-Nord.

&lt;p&gt;
 &lt;b&gt;Purtroppo, le brutte notizie non finiscono qui.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; “Lo sblocco delle tasse locali non riguarderà solo l’Irap – conclude Bortolussi – ma,  anche il bollo auto, l’addizionale regionale sul gas metano e l’imposta regionale sostitutiva, i tributi ambientali provinciali, l’imposta di pubblicità, l’imposta sull’occupazione degli spazi pubblici ed altri tributi minori. Vista la difficoltà che stanno vivendo le Regioni e gli Enti locali non è da escludere che per i cittadini e le imprese il peso delle tasse locali sia destinato ad aumentare a dismisura. Speriamo che Sindaci e Governatori non approfittino di questo sblocco per fare cassa, altrimenti gli effetti della crisi sono destinati ad aumentare”.



&lt;br /&gt;




 



 


 


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.cgiamestre.com/2012/03/allarme-irap-le-imprese-rischiano-una-stangata-da-35-miliardi/&quot;&gt;CGIA Mestre&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARINA STACCIOLI: Con Locci: “La credibilità si riconquista solo con i fatti”</title>
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  <updated>2012-02-13T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>624303</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Toscana (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Dichiarazione congiunta col consigliere Dario Locci:“Ecco perché ci siamo astenuti”.
&lt;p&gt;

“Finché non avremo ridotto il numero dei consiglieri, non avremo abolito la norma che impedisce ai consiglieri stessi di essere anche assessori, evitando duplicazioni di cariche e indennità, e non avremo preso di petto la questione della casta dei burocrati, non avremo diritto di indignarci nei confronti degli attacchi della stampa”. 
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Così Dario Locci, presidente del Gruppo Misto, spiega la propria astensione, insieme alla collega Marina Staccioli, sulla proposta di risoluzione presentata oggi in Consiglio. Al centro della seduta odierna l’attacco della stampa locale ai costi della Regione Toscana.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt; “E’ inutile nascondersi dietro una difesa d’ufficio delle Istituzioni e dare la colpa ai giornali. Qui non sono le Istituzioni ad essere sotto attacco, ma un metodo sbagliato di fare politica, diretto a mantenere i propri privilegi. Un metodo che non ci sentiamo di condividere né tantomeno di difendere”. 
&lt;p&gt;“Non possiamo condividere un attestato di buon funzionamento della ‘macchina’nel momento stesso in cui l’apparato amministrativo-burocratico si gonfia e si ingolfa sempre di più. La politica non può più permettersi di chiedere sacrifici ai cittadini se non è in grado di dare il buon esempio”. 
&lt;p&gt;“La credibilità si acquista con i fatti, non con le promesse. Per questo – concludono i consiglieri – abbiamo deciso di non firmare”. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.consiglio.regione.toscana.it/politica/comunicati-stampa-dei-gruppi-politici/comunicato/testo_comunicato.asp?id=8957&amp;filtro=&quot;&gt;Consiglio Regionale della Toscana&lt;/a&gt;</summary>
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