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  <title>Openpolis - Argomento: Fao</title>
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  <updated>2011-10-15T00:00:00Z</updated>
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  <title>Patrizia TOIA: L’obiettivo della Giornata Mondiale dell’Alimentazione è quello di garantire cibo a sufficienza, sicuro e accessibile per tutti</title>
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  <updated>2011-10-15T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“L’obiettivo della Giornata Mondiale dell’Alimentazione non è più solo quello di combattere la fame nel mondo dando a tutti da mangiare ma, oggi, è diventato quello di avere la garanzia che per il futuro ci sia cibo a sufficienza, sicuro e accessibile per tutti. E ciò non è affatto scontato: sempre più gente, infatti, vuol mangiare di più e, quindi, crescerà moltissimo la domanda alimentare mentre l’offerta si va riducendo per ragioni tecniche ed ambientali”. Lo afferma &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;, deputata europea del Partito Democratico e membro della Commissione Cooperazione e Sviluppo al Parlamento Europeo.
&lt;p&gt;

“La ‘colpa’ di ciò è di tre grandi nuove sfide in passato sconosciute, che sono: la speculazione finanziaria, che ‘gioca’ sui prezzi e sull’assicurazione delle materie prime anche a scapito del prodotto cibo; il cambiamento climatico, che genera la desertificazione di molte parti del mondo e, infine, un distorto sostegno ai biocarburanti, che rende più conveniente usare intere colture come fonti di energia anziché mandarle sul mercato agroalimentare. E poi c’è un più recente fenomeno - che anche dall’Europa stiamo cercando di contrastare – che è il land grabbing, cioè l’accaparramento delle terre che alcuni grandi privati e anche alcuni Stati (tra cui Cina e Paesi Arabi) stanno facendo, acquistando - in condizioni spesso non trasparenti - enormi quantità di terreno in Africa, in America Latina e in altre aree del mondo, sfruttando la debolezza dei responsabili politici locali” – prosegue Toia.
&lt;p&gt;

“Si calcola che nei Paesi in via di sviluppo, dal 2001 ad oggi, secondo i dati presentati dal rapporto Oxfam, circa 227 milioni di ettari di terre (un’area grande quanto l’Europa orientale) siano state vendute o affittate a investitori internazionali, così che la proprietà dei terreni agricoli tende a concentrarsi in poche mani e gli agricoltori locali e le loro famiglie sono forzatamente allontanate e viene loro negato ogni diritto” – dice ancora Toia.
&lt;p&gt;

“Proprio in questi giorni al Parlamento Europeo stiamo impostando la nuova politica di cooperazione allo sviluppo e la riforma delle politiche agricole dell’Unione Europea secondo indirizzi e criteri che pretendono la vocazione agricola dell’Europa, dell’Africa e degli altri continenti attraverso una corretta politica di accordi commerciali. 
Occorre, infatti, tener viva l’agricoltura in tutte le regioni del mondo a seconda delle diverse vocazioni per assicurarci sufficiente quantità di cibo; occorre organizzare la logistica per trasportarlo e assicurare corretti rapporti commerciali e un forte sostegno alla cooperazione e allo sviluppo; e, infine, occorre combattere la speculazione finanziaria sul cibo e regolamentare le grandi transazioni di terra a livello internazionale. Solo così potremmo assicurare un vero rispetto del diritto al cibo e garantire la sicurezza alimentare per il mondo di domani”. 

&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.it&quot;&gt;patriziatoia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: «Siamo con la Chiesa. Forte comunanza vedute tra Italia e Santa Sede».</title>
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  <updated>2008-06-06T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>356615</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Clima cordiale, 40 minuti di colloquio. All'udienza anche Letta&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
ROMA - Ampia identità e comunanza di vedute, e speciale sintonia tra Italia e Santa Sede.&lt;br /&gt;
 Lo sottolinea il
comunicato diffuso da palazzo Chigi dopo l'udienza di 40 minuti concessa questa mattina al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi da Benedetto XVI e il successivo colloquio tra il premier, che era accompagnato dal sottosegretario Gianni Letta, e il segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone. &lt;br /&gt;
La nota definisce gli incontri «lunghi e cordialissimi».&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Il colloquio.&lt;/b&gt; Nell'incontro sono stati affrontati i principali temi dell'attualità internazionale, la situazione in Libano, l'andamento del processo di pace in Medio Oriente ed i rapporti con la Russia e con la Cina, registrando ampie identità di vedute.&lt;br /&gt;
 Un'attenzione particolare è stata dedicata al tema dell'emergenza alimentare.&lt;br /&gt;

L'esame dei principali temi internazionali - continua il comuinicato - ha confermato la speciale sintonia tra gli indirizzi dell'Italia e gli obiettivi morali e religiosi della Chiesa cattolica nel mondo.&lt;br /&gt;
 Anche sulle varie questioni bilaterali tra Italia e Santa Sede è stata constatata con soddisfazione una forte comunanza di vedute. &lt;br /&gt;
Il presidente Berlusconi - conclude il comunicato - ha confermato al Santo Padre la priorità attribuita dal governo italiano, nella sua azione sul piano interno ed internazionale, ai valori di libertà e tolleranza ed alla sacralità della persona umana e della famiglia. &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;«L'attività del governo non può che compiacere il Papa e la sua Chiesa»&lt;/b&gt;, aveva detto Berlusconi un'ora prima dell'udienza dal Papa, intervenendo telefonicamente su Canale 5. &lt;br /&gt;
Il premier ha ringraziato «l'apprezzamento che il Papa ha voluto dare al nuovo clima politico creatosi dopo l'avvento della nostra parte politica al governo». Del resto - ha aggiunto - rappresentiamo il partito dei popoli europei».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;«Siamo dalla parte della chiesa».&lt;/b&gt; «Noi siamo dalla parte della Chiesa, crediamo nei valori della tradizione cristiana, nel valore irrinunciabile della vita, nel ruolo e nel valore della famiglia e nella difesa dei diritti umani.&lt;br /&gt;
 Crediamo sopratututto nel rispetto e nell'amore verso i più deboli, come i malati, i bambini, gli anziani e gli emarginati. Riteniamo che la nostra visione del rapporto tra Stato e Chiesa - ha dichiarato ancora Berlusconi - sia rispettosa dei principi liberali contenuti nella nostra Costituzione, nel senso che riteniamo che tra Stato e Chiesa sia possibile ogni dialogo e su ogni argomento». &lt;br /&gt;
Il premier ha continuato dicendo «siamo sullo stesso piano in cui opera la Chiesa» difendendo comunque il concetto di «Stato laico». &lt;br /&gt;
«Credo che il Vaticano - ha concluso il premier - apprezzi molto il fatto che in Italia governo una forza che si richiama in Europa ai Partiti popolari». &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;L'udienza in Vaticano&lt;/b&gt; è durata circa 40 minuti, dalle 11.07 circa alle 11.40. &lt;br /&gt;
Si è svolta nella biblioteca privata del Papa ed è durata dieci minuti più del previsto. &lt;br /&gt;
Il premier in doppiopetto blu scuro, è arrivato in anticipo nell'appartamento pontificio, tempo trascorso tra chiacchiere e risate, insieme al prefetto della Casa Pontificia, mons. James Harvey. &lt;br /&gt;
Il saluto del Papa («Signor presidente, buongiorno»), inchino e baciamano del premier a Ratzinger. &lt;br /&gt;
Il pontefice si è rivolto a Letta in maniera più informale, dicendogli: «Saluto un vecchio amico, giovane ma vecchio...».&lt;br /&gt;
 Il tutto in un clima di grande cordialità, tra sorrisi e battute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 

All'inizio dell'udienza, a porte ancora aperte, il Papa e Berlusconi hanno ricordato la mamma del premier recentemente scomparsa. &lt;br /&gt;
Nell'agenda dell'incontro c'erano anche i finanziamenti pubblici alle scuole cattoliche, l'immigrazione, il sostegno alle famiglie e gli sgravi fiscali per chi ha figli, l'attenzione ai temi etici.&lt;br /&gt;
 Affrontati anche argomenti internazionali, come la crisi mediorientale e l'emergenza alimentare discussa nel recente vertice della Fao.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Poi lo scambio di doni.&lt;/b&gt; Il Cavaliere ha regalato al Pontefice una croce da pettorale, in oro tempestato di diamanti e topazi, raffigurante episodi della storia della Chiesa.&lt;br /&gt;
 Benedetto XVI ha ricambiato con una penna commemorativa dei 500 anni della Basilica Vaticana. &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;L'incontro con Bertone.&lt;/b&gt; La delegazione di Palazzo Chigi è poi passata a colloquio con il segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone, durato altri 40 minuti. Berlusconi ha quindi lasciato il Vaticano alle 12.35 circa. &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;La battuta.&lt;/b&gt; Presentando al Papa il suo capo di cerimoniale, Eugenio Ficorilli, il Cavaliere non ha rinunciato alla battuta: «Non ha ancora imparato ad allacciarsi 
i bottoni».&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;«E adesso lavorate di più, con più passione e più entusiasmo»,&lt;/b&gt; ha detto Berlusconi rivolgendosi alla sua delegazione davanti al Pontefice al termine del colloquio in Vaticano. 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilmessaggero.it/stampa_articolo.php?id=25483&quot;&gt;Il Messaggero.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: «Gli Ogm per battere la fame».</title>
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  <updated>2008-06-06T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>356612</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Nel parlare di un argomento che a prima vista riguarda soltanto altro, Silvio Berlusconi ha già mandato un regalo a George W. Bush, il presidente degli Stati Uniti in visita a Roma da mercoledì prossimo.&lt;br /&gt;
 In un'intervista a Radio Vaticana, canale ascoltato da un variegato mondo che ha più di una riserva in materia, il presidente del Consiglio ha indicato nella diffusione degli organismi geneticamente modificati un elemento indispensabile per sconfiggere la fame nel mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;





&lt;b&gt;«Il futuro si risolve solo con maggiore formazione, con una più ampia messa a disposizione delle varie tecnologie, con il ricorso agli Ogm in tutti quei Paesi dove si deve arrivare a una possibilità di sopperire autonomamente alle proprie esigenze alimentari»,&lt;/b&gt; ha affermato Berlusconi.&lt;br /&gt;
 Una tesi che va incontro alla linea perseguita da anni dalla Casa Bianca e sostenuta mentre a Roma era in corso la conferenza della Fao sulla sicurezza alimentare durante la quale il ministro degli Esteri Franco Frattini, mercoledì, aveva deplorato una «chiusura dogmatica» su ricerca e Ogm.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;




Berlusconi ne ha parlato nel giorno in cui il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia si è visto a tu per tu con il segretario all'Agricoltura mandato alla Fao da Bush, Ed Schafer.&lt;br /&gt;
 Colloquio dopo il quale Zaia ha giudicato «parzialmente risolto » il problema dei rischi di un blocco per l'esportazione di Brunello negli Usa.&lt;br /&gt;
 La promozione del ricorso agli Ogm è una delle priorità dell'ambasciata americana a Roma.&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;L'opposizione più consistente è considerata quella che ci fu quando era ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno tra 2001 e 2006, in particolare all'inizio.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;Nell'ultimo governo Prodi, il ministro Paolo De Castro non era un nemico degli Ogm. &lt;br /&gt;
La differenza è che il governo Berlusconi IV sembra farsene quasi promotore.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;«Sono tecnologia e conoscenza brevettata, di proprietà di poche multinazionali e dai costi troppo elevati per chi, nei Paesi poveri, non ha soldi per procurarsi una sufficiente razione di cibo», ha obiettato Roberto Burdese, portavoce dello schieramento «ItaliaEuropa- Liberi da Ogm» appoggiato da Acli, Coldiretti, Confartigianato.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ermete Realacci&lt;/b&gt;, ministro dell'Ambiente nel «governo ombra» del Partito democratico, &lt;b&gt;non è contrario in assoluto&lt;/b&gt; alle tecniche genetiche («producono anche l'insulina») e dice che «vanno evitate posizioni ideologiche, bisogna valutare caso per caso e Paese per Paese »: «Certo gli Ogm non servono all'Italia, che esporta meglio puntando sulla qualità della sua agricoltura. &lt;br /&gt;
Per la quale, nel mondo, non avere Ogm è una griffe».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=IBRYW&quot;&gt;Corriere della Sera - Maurizio Caprara&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: &quot;La Rai deve formare, non è privata&quot;.</title>
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  <updated>2008-06-05T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>356566</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Il premier accusa la tv di Stato di essere &quot;commerciale&quot;. &quot;Bisogna introdurre un cambiamento se non globale, almeno limitato, destinando anche programmi di formazione, ma non nelle ore impossibili&quot;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
Roma - &lt;b&gt;&quot;Le funzioni della televisione privata, commerciale e della televisione pubblica dovrebbero essere assolutamente diverse&quot;.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 In un’intervista congiunta alla Radio vaticana e all'Osservatore romano il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha spiegato che la televisione privata &quot;dovrebbe avere come prima funzione quella di formare, poi quella di informare e infine, magari, anche quella di divertire&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 

La televisione pubblica &quot;C’è una carenza della nostra radio e della nostra televisione nazionale, che è pagata attraverso il canone e quindi con i soldi di tutti e che invece è diventata una televisione commerciale come le televisioni private, pur usufruendo del canone da parte dei cittadini, di una tassa che i cittadini sono costretti a pagare&quot;. &lt;br /&gt;
Il presidente del Consiglio ha spiegato che le funzioni della televisione privata, commerciale e della televisione pubblica dovrebbero essere &quot;assolutamente diverse&quot;: &quot;La televisione privata dovrebbe avere tra le sue funzioni quella di divertire, come seconda funzione quella di informare e soltanto successivamente, quella di formare.&lt;br /&gt;
 La televisione pubblica e la radio pubblica dovrebbero invece esattamente fare il contrario: dovrebbero avere come prima funzione quella di formare, poi quella di informare e infine, magari, anche quella di divertire&quot;.&lt;br /&gt;
 Secondo il presidente del Consiglio, infatti, la televisione pubblica italiana &quot;è esattamente una televisione commerciale come tutte le altre televisioni commerciali&quot;. &lt;br /&gt;
E ha aggiunto: &lt;b&gt;&quot;Dovremo introdurre un cambiamento se non globale, almeno limitato, destinando anche programmi di formazione, ma non nelle ore impossibili, oltre la mezzanotte, alla mattina prestissimo, eccetera: anche in ore centrali della giornata&quot;.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Il contributo alla Fao L’Italia aumenterà il suo contributo per il 2008 alla Fao da 60 a 190 milioni di euro.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
&quot;La lotta alla fame ha due momenti: l’emergenza e la speculazione che si è infilata in questo varco&quot;, ha spiegato Berlusconi aggiungendo che l'Italia e l'Onu non possono &quot;assistere senza fare nulla all’impennata dei prezzi&quot;. &lt;br /&gt;
&quot;Se c’è qualcuno che paga di più, c’è anche qualcuno che incassa di più - ha continuato il premier - bisognerebbe chiedere agli Stati, dove ci sono i produttori che hanno questi utili, di tassarli. &lt;br /&gt;
Il sovrapprezzo speculativo dei produttori venga destinato in parte ad aiuti immediati. &lt;br /&gt;
Poi l’Onu può chiedere un contributo ai Paesi produttori di petrolio, che incassano ogni giorno utili straordinari&quot;. Berlusconi ha, quindi, ribadito l’ok di Zapatero e Sarkozy alla proposta italiana di non inserire nel computo dei parametri di Maastricht sul rapporto deficit/pil &quot;le somme che i singoli Stati destineranno agli aiuti alimentari&quot;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



Chiesa come ricchezza Tra Stato e Chiesa &quot;è possibile ogni dialogo su ogni argomento&quot;. &lt;br /&gt;
&quot;La Costituzione italiana - ha aggiunto il premier - è molto chiara a questo riguardo, quindi non ci possono essere preclusioni alla manifestazione di opinioni e di principi da parte di alcuno e la Chiesa e le sue organizzazioni hanno tutto il diritto di esprimere le proprie valutazioni e lo Stato laico esprimerà un suo giudizio e potrà servirsi e seguire queste valutazioni nella sua azione politica&quot;. &lt;br /&gt;
&quot;Ritengo - ha proseguito il capo dell’esecutivo - che sarebbe una perdita significativa di libertà per lo Stato escludere o soffocare la manifestazione di queste convinzioni e di qualsiasi convinzione. Sono convinto che per la sua millenaria esperienza, per il suo contatto con tutte le fasce sociali, a cominciare dalle fasce sociali più deboli, la Chiesa rappresenti una ricchezza per lo Stato, e lo Stato, volendo restare laico, deve fuggire dal pericolo di diventare ideologico, settario e alla fine addirittura totalitario&quot;.&lt;br /&gt;
 &quot;Perciò - ha concluso Berlusconi - il dialogo che precede il rapporto tra Stato e Chiesa come organismi giuridici è assolutamente positivo, risiede nella natura stessa della società, e dimostra la libertà e la pluralità della società&quot;. 

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=266799&amp;PRINT=S&quot;&gt;Il Giornale.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LUCA ZAIA: Zaia: Azzardato usare crisi alimentare per giustificare ogm</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/06/04/luca-zaia/zaia-azzardato-usare-crisi-alimentare-per-giustificare-ogm/356598"></link>
  <updated>2008-06-04T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Vicepres. Regione Veneto (Partito: Lega) - Assessore Regione Veneto (Partito: Lega) -  Ministro  Politiche Agricole e Forestali (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Usare l’argomento della fame nel mondo per giustificare gli organismi geneticamente modificati mi sembra azzardato”.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=559166&quot;&gt;Il Velino&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LUCA ZAIA: Contro il blocco Usa sul Brunello si mobilita il Governo</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/06/03/luca-zaia/contro-il-blocco-usa-sul-brunello-si-mobilita-il-governo/356593"></link>
  <updated>2008-06-03T00:00:00Z</updated>
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  <id>356593</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Vicepres. Regione Veneto (Partito: Lega) - Assessore Regione Veneto (Partito: Lega) -  Ministro  Politiche Agricole e Forestali (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La difesa del Brunello resta al centro dell'agenda del Ministro delle Politiche Agricole, Luca Zaia.

&quot;Sarà molto interessante, speriamo proficuo, ha dichiarato il ministro Zaia - incontrare il Ministro dell'Agricoltura americano e con lui verificare la possibilità di non far chiudere le frontiere di quel mercato così importante ad una delle 'produzioni-vetrina' nazionali&quot;. &quot;Il Brunello merita tutta l'attenzione del Ministro - conclude Zaia - che sta lavorando con i funzionari del ministero ad un progetto articolato a difesa del marchio&quot;.

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.intoscana.it/intoscana/imprese_in_toscana.jsp?id_categoria=16&amp;id=173900&amp;id_sottocategoria=137&amp;language=it&quot;&gt;InToscana&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco PERDUCA: Iran: se in Italia si conoscessero violazioni diritti umani manifestazione contro Ahmadinejad vedrebbe milioni di partecipanti.</title>
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  <updated>2008-06-03T00:00:00Z</updated>
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  <id>356508</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;• Dichiarazione di Marco Perduca, eletto al Senato nelle liste del PD:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Mai come in questi giorni di grande dibattito sull'Iran, in cui il ministro Frattini sostiene che &quot;l'Italia potrebbe dare un contributo importante nell'evoluzione del negoziato&quot; senza rendere noto il perché, nonché sui prezzi dei generi alimentari in connessione al vertice della FAO a Roma e' necessario che la RAI dia seguito alle promesse dei mesi scorsi di dedicare un appuntamento fisso in prima serata ai diritti umani. &lt;br /&gt;
Solo con una costante attenzione alle violazioni dello stato di diritto a livello internazionale e a chi si batte per affermare il principio di legalità a livello globale ci potrà essere una radicale inversione di marcia negli affari internazionali oltre che milioni di persone mobilitate contro le tirannie del terzo millennio.&lt;br /&gt;
 Il servizio pubblico radiotelevisivo, che continua a vivere anche grazie al contributo economico di milioni di cittadini italiani, lanci immediatamente un &quot;format&quot; sui diritti umani tenendo presente delle professionalità radicali all'interno dell'azienda.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=123482&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Franco Frattini: «Sui clandestini decidiamo noi a Parigi Londra è già reato». - Intervista</title>
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  <updated>2008-06-03T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Affari Esteri (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ministro Frattini, l’Onu condanna l’Italia per il reato di immigrazione clandestina. Che si fa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «E’ una condanna che riguarda, Francia, Germania, Svezia, Regno Unito. &lt;br /&gt;
Paesi che già hanno un reato di immigrazione clandestina.&lt;br /&gt;
 Per l’Italia non c’è nessuna condanna da parte dell’Onu perché da noi l’immigrazione non è ancora reato».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Lo sarà.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Vedremo. C’è una proposta e si aprirà un dibattito in Parlamento e decideremo.&lt;br /&gt;
 Per ora prendo atto della condanna dell’Onu a Francia e Germania che hanno già il reato. &lt;br /&gt;
Se c’è un rimprovero preventivo all’Italia, ancor più c’è per i paesi che hanno già questa fattispecie giuridica. Grande rispetto per questo signore che non conosco e che rappresenta l’Alto commissario per i diritti umani, ma la condanna non ci riguarda». &lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Però il governo ha già licenziato il disegno di legge.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


 «Sì ma come è noto anche all’Alto commissario una legge diventa tale solo quando è approvata dal Parlamento.&lt;br /&gt;
 Mi associo invece alla condanna delle violenze contro i rom che invece sono state compiute da persone che hanno compiuto atti illegali. &lt;br /&gt;
Trovo però sorprendente l’accostamento tra una decisione del governo di far rispettare la legalità ad azioni che violano la legalità». &lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Condivide il reato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Se la legge dovesse essere approvata io mi sento in ottima compagnia visto che la norma, che noi non abbiamo ancora, paesi importanti dell’Unione l’hanno già da anni.&lt;br /&gt;
 Forse un quadro comparativo della legislazione europea e non solo, sarebbe utile». &lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Come pensate di gestire l’ingombrante ospite che stamane prenderà parte al vertice della Fao?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


«La visita a Roma del presidente iraniano Ahmadinejad è dedicata al vertice della Fao. &lt;br /&gt;
Non ci sono state richieste di protocollo per incontri bilaterali con il nostro governo.&lt;br /&gt;
 L’agenda non l’avrebbe permesso e inoltre sarebbe servita ben altra preparazione. &lt;br /&gt;
Ivi compreso il chiarimento su alcune posizioni che non si possono improvvisare».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Ovvero?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«Prima di un incontro sarebbe servito un chiarimento da parte di Teheran sul muro di Israele e su Israele, nonché sul negoziato nucleare. &lt;br /&gt;
Argomenti che non possono essere ignorati nè sui quali si può sorvolare. &lt;br /&gt;
Noi sin dall’inizio abbiamo pensato che non ci fossero le condizioni per un incontro tra Berlusconi e Ahinadinejad e poiché la diplomazia iraniana sa giocare accuratamente con le regole della diplomazia, non ha chiesto bilaterali». &lt;br /&gt;


 
&lt;b&gt;
Pensa che l’isolamento del regime iraniano da parte della comunità internazionale produrrà effetti anche interni?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«Il governo italiano è convinto che quando ci sono delle regole queste vanno applicate. E per questo che sulle sanzioni dell’Onu noi siamo pronti ad andare sino in fondo».&lt;br /&gt;
 

 
&lt;b&gt;
L’Italia però su questo punto ha mostrato qualche dubbio. Colpa dei troppi interessi commerciali?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«Non c’è dubbio che il nostro Paese è arrivato tardi, forse per responsabilità passate. &lt;br /&gt;
Ora il governo Berlusconi è invece intenzionato ad essere in linea con i colleghi europei». 
&lt;br /&gt;

 

&lt;b&gt;Ahmadinejad non è stato invitato alla cena a villa Madama, ma la delegazione d’affari iraniana che lo accompagna non ha disdetto nessuno degli incontri in agenda con i colleghi italiani.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Noi siamo un governo democratico e liberale che non può permettersi di dare istruzioni alle imprese.&lt;br /&gt;
 Si tratta di incontri di aziende private che operano in Iran sulle quali non possiamo certo intervenire. &lt;br /&gt;
Le opinioni di tutti sono ampiamente libere. Per quanto riguarda la diplomazia italiana noi abbiamo un nostro ambasciatore che ha più volte incontrato il suo collega iraniano spiegando che l’Italia è un paese al quale piace negoziare ma che non intende prendere posizioni differenti dall’Europa e dal principale alleato americano».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Negoziare, ma come?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«Dipende dall’Iran fare il primo passo. Prima di tutto invitando l’inviato europeo Solana a Teheran per ascoltare la controproposta europea e avere ragguagli sul programma nucleare iraniano, specie dopo l’ultimo rapporto dell’agenzia atomica delle Nazioni Unite.&lt;br /&gt;
 Inoltre Teheran deve dire in modo chiaro che intende sospendere il programma di arricchimento dell’uranio. &lt;br /&gt;
Il secondo passo concerne il rispetto dei diritti umani».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Non temete di dover affrontare oggi nuove provocazioni di Ahmadinejad contro Israele?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«Ci auguriamo di no e che il presidente iraniano venga a Roma per discutere dei temi proposti dalla Fao.&lt;br /&gt;
 Se poi dovesse accadere, ancora una volta tutta la comunità internazionale sarà ferma nella condanna, perchè non ci possono essere &quot;se e &quot;ma&quot; sul riconoscimento di Israele e sui suoi diritti. &lt;br /&gt;
Noi comunque rimaniamo fermi sulle nostre posizioni e chiediamo ai nostri amici europei di applicare sino in fondo le sanzioni decise dall’Onu».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Gli &quot;amici europei&quot;, Berlino in testa, però non vogliono l’Italia al tavolo del negoziato con l’Iran sul nucleare. Come si risolve?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«La posizione della Germania è nota e non riguarda il ruolo dell’Italia nel negoziato.&lt;br /&gt;
 Berlino in questi due anni si è guadagnata un ruolo in questi ultimi due anni proprio perché l’Italia si era un po’ distaccata dai partner europei e sì è inserita in un formato che prevede i membri permanenti del consiglio di sicurezza più la Germania. &lt;br /&gt;
Un formato un po’ curioso che però si giocava su una scusa molto facile per tener fuori l’Italia».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Colpa dei suoi due ultimi predecessori?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


«Beh il ragionamento che si faceva era un po’ questo: come facciamo a tener dentro l’Italia che è il ventre molle&quot;. &lt;br /&gt;
Oggi l’Italia non lo è più. Io sono arrivato alla Farnesina da quindici giorni. Non pretendevo di poter cambiare subito corso e scelte dovute ad un’Italia titubante.&lt;br /&gt;
 Io sono arrivato ieri. Quando ero ministro degli esteri avevo a che fare con un altro Iran, c’era Khatami e io sono stato a Teheran due volte per incontrarlo.&lt;br /&gt;
 Comunque, ho affrontato il problema già con Condoleezza Rice. Occorre alzare il livello politico del tavolo e presto sarò in Germania per affrontare il tema con il mio collega. Altrettanto farà Berlusconi con la Merkel.&lt;br /&gt;
 Gli Stati Uniti sono al nostro fianco e anche la Gran Bretagna». &lt;br /&gt;

 

 
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=IAHDV&quot;&gt;Il Messaggero - Marco Conti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco PANNELLA: «Stringere la mano? Tanto poi fanno affari con i peggiori dittatori» - Intervista</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/06/03/marco-pannella/%C2%ABstringere-la-mano-tanto-poi-fanno-affari-con-i-peggiori-dittatori%C2%BB-intervista/356488"></link>
  <updated>2008-06-03T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>356488</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Marco Pannella, ha sentito cosa ripete Mahmoud Ahmadinejad?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Sta arrivando a Roma, sta per prendere parte al vertice della Fao e ancora insiste, minaccia, ripete che «lo Stato di Israele, presto, verrà eliminato dalle carte geografiche».&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«Le sembra una novità?».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Non è una novità, ma ciò che dice resta grave.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


«La cosa veramente grave è l'atteggiamento che si continua ad avere nei confronti dell'Iran e del suo leader: con atteggiamenti analoghi, nel secolo scorso, furono fecondati il nazismo e il comunismo ».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Oggi comunque Ahmadinejad incontrerà altri capi di Stato e...&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


«E lei si pone, sicuramente, un interrogativo vecchio, barboso, come sono i dubbi che abbiamo sul sesso degli angeli... sarà opportuno stringergli la mano, sì o no?».&lt;br /&gt;
 

 
&lt;b&gt;
Sì o no? Lei che dice, Pannella?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


«Dico che, intanto, c'è un aspetto, come dire?, protocollare».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Quindi formale.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


«E la forma, in ambito diplomatico, ha un suo peso.&lt;br /&gt;
 Perciò è chiaro che se ti ritrovi seduto a un tavolo dove siede pure il capo di uno Stato che tu, in qualche modo, non riconosci per gli atti che compie, coerenza vorrebbe che non ci fossero strette di mano. Però...». &lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;C'è un però.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«C'è che la conferenza della Fao è anche e soprattutto un evento politico.&lt;br /&gt;
 E la politica vive di comunicazione, di simbologie precise.&lt;br /&gt;
 E perciò io non escludo che poi le strette di mano ci saranno. &lt;br /&gt;
Saluteranno il leader iraniano e, scommetto, anche il presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;E comunque sarebbe facile non stringere la mano a Mugabe. Un po' più complicato è non stringerla...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«Al rappresentante cinese? Certo, al rappresentante cinese, tanto per fare un esempio, sarebbe assai meno facile».&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Perché?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«Perché, forza, diciamolo, scriviamolo con chiarezza che con certi Paesi, a volte, si fanno persino affari commerciali e quindi poi è un bel po' più difficile, mettersi lì, a fare improvvisamente la faccia dura e indignata».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Le mani si stringono per calcolo, per pura convenienza politica ed economica.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


«Esatto. E sa qual è il problema di fondo? ». &lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Qual è?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


«Sia l'Unione Europea che le Nazioni Unite fanno ormai sistematicamente finta di niente e chiudono tutti gli occhi possibili, e fingono di non sapere, di non vedere, di non sentire in quanti Paesi i diritti umani non vengono più rispettati».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Parole gravi.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


«Non lo sanno all'Onu il genere di comportamento che il Vietnam ha rispetto alle minoranze religiose ed etniche?&lt;br /&gt;
 Oppure, prendiamo il Laos: è così faticoso riconoscere nel suo governo un regime di purissimo stampo comunista? &lt;br /&gt;
E lasciamo stare Cuba, perché ci stiamo a ragionare da sessant'anni... Ma Chavez?&lt;br /&gt;
 Ce ne siamo accorti sì o no che quella del Venezuela non è più una dittatura isolata anche grazie a certe aperture fatte, concesse dal presidente brasiliano Lula, molto democratico e persino ex sindacalista?».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Franco Venturini, sul «Corriere», ha sostenuto però che un «cambio di strategia è maturo» e, a tal proposito, ha portato l'esempio di Israele, «che esplora una tregua con Hamas attraverso la mediazione egiziana e tratta con la Siria grazie alla mediazione turca... ».&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


«Guardi, le trattative ci sono sempre state. Anni fa criticai uno slancio ottimistico che Andreotti, da ministro degli Esteri, aveva avuto nei confronti della Siria.&lt;br /&gt;
 Mi replicarono sostenendo che lo stesso Israele, magari non attraverso i canali diplomatici ma per tramite di qualche generale, da tempo già trattava e che perciò...».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Non pochi osservatori sostengono che Giulio Andreotti sia stato un grande ministro degli Esteri. È d'accordo?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


«Io dico che è stato il migliore. Non dimentico che, insieme al Craxi premier, si impegnò a fondo per dare all'Europa una forte identità politica, capace di incidere e di intervenire sulle grandi questioni che non riguardano solo il bacino del Mediterraneo, ma tutto il pianeta». &lt;br /&gt;
 

 
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=IAH94&quot;&gt; Corriere della Sera - Fabrizio Roncone&lt;/a&gt;</summary>
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