<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xml:lang="en">
  <title>Openpolis - Argomento: assenteismo</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/"></link>
  <link rel="self" href="http://politici.openpolis.it/feed/tagDeclarations/194"></link>
  <id>http://www.openpolis.it/</id>
  <updated>2010-05-24T00:00:00Z</updated>
<entry>
  <title>Massimo Cacciari: No a Sgarbi sovrintendente al Polo museale di Venezia.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/24/massimo-cacciari/no-a-sgarbi-sovrintendente-al-polo-museale-di-venezia/500789"></link>
  <updated>2010-05-24T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>500789</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;Il ministro Bondi dovrebbe valutare la lunga vicenda sulla Sovrintendenza regionale.
&lt;p&gt;
Una &quot;scelta profondamente sbagliata, indipendentemente da qualsiasi giudizio su Sgarbi&quot;. Cacciari ritiene che quel ruolo sia &quot;assolutamente in grado di svolgerlo nel modo più adeguato un preparatissimo storico dell’arte come Fabrizio Magani. Non c’è nessun motivo per cambiare l’orientamento attuale e quanto a Sgarbi, il ministro Bondi dovrebbe valutare la lunga vicenda sulla Sovrintendenza regionale&quot;. 

&lt;p&gt;
Cacciari non lo esplicita, ma il riferimento è alla condanna definitiva di Vittorio Sgarbi per &quot;assenteismo&quot; quando era funzionario della Sovrintendenza ai beni artistici e storici del Veneto. Nel ’96 la Cassazione confermò la sentenza di condanna del critico d’arte a sei mesi e 10 giorni per falso e truffa ai danni dello Stato, decisa proprio dalla magistratura di Venezia.  &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://nuovavenezia.gelocal.it/stampa-articolo/2030060&quot;&gt;la Nuova Venezia&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Lucio STANCA: «Politici, giù le mani dall'Expo». &quot;Doppio incarico&quot; per 100 parlamentari. L'incompatibilità svanisce.  [Link =&gt; doppio incarico]</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/25/lucio-stanca/%C2%ABpolitici-gi%C3%B9-le-mani-dallexpo%C2%BB-doppio-incarico-per-100-parlamentari-lincompatibilit%C3%A0-svanisce-link-doppio-incarico/446553"></link>
  <updated>2009-11-25T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>446553</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;

Sono circa un centinaio i politici che siedono in Parlamento e svolgono qualche altra funzione, magari di tipo istituzionale, per esempio sindaco o presidente di un’amministrazione provinciale. Con tanti saluti alle norme sull’incompatibilità tra il mandato di parlamentare e incarichi in società pubbliche e private o nei Comuni con oltre 20 mila abitanti e le Province. Tanto che qualcuno incassa il  &lt;a href=&quot;http://www.openpolis.it/dichiarazione/437501&quot;&gt;&lt;b&gt;doppio incarico&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; addirittura dopo essere entrato in Parlamento. 
&lt;p&gt;«&lt;b&gt;Politici,&lt;/b&gt; &lt;a href=&quot;http://www.ilgiornale.it/interni/expo_2015_stanca_incoronato_ad/10-04-2009/articolostampa-id=342787-page=1-comments=1&quot;&gt;&lt;b&gt;giù le mani dall’Expo&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;». Se questa frase non fosse stata pubblicata a pagina intera il 26 ottobre sul Giornale con tanto di gigantografia dell’autore, si stenterebbe a credere che a pronunciare il minaccioso avvertimento sia stato proprio lui: un politico in servizio permanente effettivo da otto anni. 
&lt;p&gt;Nel 2001 Lucio Stanca entrò nel governo di Silvio Berlusconi come ministro dell'Innovazione. Poi senatore e nel 2008 deputato. Quando l'hanno designato amministratore delegato dell'Expo 2015 il presidente del comitato parlamentare per le incompatibilità Pino Pisicchio ha diligentemente sollevato il problema del doppio incarico, chiedendo le dimissioni. Ma la sua tesi non è passata. La maggioranza compatta gli ha fatto marameo, accogliendo l'argomentazione difensiva di Stanca. Quale? Che la legge del 1953, nello stabilire l'incompatibilità fra mandato parlamentare e incarichi in società pubbliche e private, ha concesso la deroga per gli enti fiera. E siccome l'Expo 2015 è una fiera... Il Parlamento è sovrano e va bene così. Del resto, il suo collega di Camera e di partito Maurizio Lupi non è forse amministratore delegato di Fiera Milano congressi? Anche se gli incarichi non sono certo paragonabili: l'Expo 2015 gestirà 15 miliardi di euro. Ed è lecito interrogarsi su come Stanca riuscirà a far fronte a due impegni così gravosi. Ma volete mettere la comodità di gestire un’azienda con uno schermo parlamentare?

&lt;p&gt;
C’è da dire che lui non si mostra affatto preoccupato, seguendo l'esempio di altri suoi impavidi colleghi. Basta ricordare il senatore Vincenzo Galioto già amministratore dell'Amia, disastrata azienda municipalizzata per i rifiuti di Palermo. O Dario Fruscio, per due anni senatore e consigliere d’amministrazione dell’Eni (130 mila euro di appannaggio). O ancora Pietro Fuda, che durante il suo biennio a Palazzo Madama era amministratore unico della società che gestisce l’aeroporto di Reggio Calabria.

&lt;p&gt;
C’è stato chi, fra deduzioni e controdeduzioni, in barba alle regole è riuscito a tirare avanti pure per cinque anni.&lt;br /&gt;
 E con questi precedenti l’incompatibilità è ormai una faccenda all’acqua di rose. Tanto che qualcuno incassa il doppio incarico addirittura dopo essere entrato in Parlamento. Claudio Fazzone, per esempio. Ex capo della scorta di Nicola Mancino, è senatore del Pdl nonché punto di riferimento politico per il centrodestra a Fondi, dove il ministro dell'Interno Roberto Maroni aveva chiesto lo scioglimento del consiglio comunale per presunte infiltrazioni criminali. Fazzone è presidente di Acqualatina, società che gestisce il servizio idrico, controllata dagli enti locali dell’area pontina: nominato dopo il suo ingresso a Palazzo Madama, nel 2006, è stato riconfermato il 10 luglio 2009, oltre un anno dopo le successive elezioni politiche. In entrambi i casi senza battere ciglio.
&lt;p&gt;
Si dirà che molti dei 22 doppi incarichi in società pubbliche che il comitato di Pisicchio ha dovuto affrontare dall’inizio della legislatura (da Viviana Beccalossi, già presidente del consiglio regionale della Lombardia e consigliera dell'Agea, ad Antonino Foti, vicepresidente della Borsa elettrica) non portano via che poche ore l'anno. Sicuramente meno impegnativi del secondo incarico della parlamentare Rosy Mauro, vicepresidente del Senato e presidente del sindacato leghista Sinpa. A parte s'intende, ogni considerazione circa l'opportunità. Come la mettiamo invece con i doppi incarichi istituzionali?

&lt;p&gt;
Perché un conto è partecipare una volta al mese a un consiglio di amministrazione, altro conto è fare insieme il parlamentare e il vicesindaco di Roma (Mauro Cutrufo) o di Milano (Riccardo De Corato), il sindaco di Catania (Raffaele Stancanelli), Brescia (Adriano Paroli) e Afragola (Vincenzo Nespoli), il presidente della Provincia di Asti (Maria Teresa Armosino), Foggia (Antonio Pepe) e Napoli (Luigi Cesaro). Se poi il sindaco, come il ministro Altero Matteoli (Orbetello), o il presidente di Provincia, come il sottosegretario Daniele Molgora (Brescia), o l’assessore, come il viceministro Paolo Romani (Monza) è pure al governo, la faccenda si complica ancora.

&lt;p&gt;
Nonostante ciò i doppi incarichi istituzionali in Parlamento sono proliferati fino a circa un centinaio perché la norma che vieta la sovrapposizione fra il Parlamento e i Comuni oltre 20 mila abitanti e le Province non viene più rispettata. Ma come fanno, non avendo il dono dell’ubiquità? Il sindaco di Viterbo Giulio Marini, pur di non mancare alle sedute del Senato si è trasformato in Speedy Gonzalez: «In due anni con la mia Cinquecento ho fatto ottantamila chilometri avanti e indietro per la Cassia».&lt;br /&gt;
 Ma Viterbo è a 93 chilometri da Roma. Bergamo, invece, è a 612. Infatti la scorsa estate un deputato della Lega, Nunziante Consiglio, è stato pizzicato a votare anche per Ettore Pirovano, fresco presidente della Provincia di Bergamo. Si è giustificato dicendo che il collega stava per arrivare. Ma quando gli è stato fatto notare che quel lunedì a Bergamo c’era la giunta provinciale e Pirovano stava lì, ha sgranato gli occhi: «Lunedì? Non è martedì?»
 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=OEI1T&quot;&gt;Corriere della Sera - Sergio Rizzo&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Lucio STANCA: «Doppio incarico con doppio stipendio? Altissimo tasso di assenze in Parlamento? Su questo non rispondo a Repubblica»   [Link =&gt; Openpolis]</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/24/lucio-stanca/%C2%ABdoppio-incarico-con-doppio-stipendio-altissimo-tasso-di-assenze-in-parlamento-su-questo-non-rispondo-a-repubblica%C2%BB-link-openpolis/437501"></link>
  <updated>2009-11-24T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>437501</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;a href=&quot;http://parlamento.openpolis.it/parlamentare/1731&quot;&gt;sito di approfondimento &lt;b&gt;Openpolis&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, misurando la sua &quot;attività parlamentare&quot;, lo classifica al 581esimo posto (su 630 deputati). 
&lt;p&gt;
Doppio incarico con doppio stipendio? Altissimo tasso di assenze in Parlamento? Su questi temi l'amministratore delegato di Expo 2015, il deputato Pdl Lucio Stanca, ha le idee chiare: &quot;Devo rispondere ai miei elettori e al gruppo Pdl, non certo a Repubblica&quot;.
&lt;p&gt; Una replica secca, arrivata ieri mattina, a margine di un'occasione ufficiale. L'onorevole Stanca ha risposto così a chi gli chiedeva delle sue presenze in Parlamento, drasticamente calate dopo che, in aprile, era stato nominato al vertice della società che gestisce l'Esposizione universale.

&lt;p&gt;
Da inizio legislatura e fino ad allora, infatti, Stanca era stato un deputato-modello (con tassi di partecipazione al voto fino al 98,26 per cento). Dopo, raccontano i dati ufficiali della Camera, tutto è cambiato: ad aprile - in contemporanea con la nomina in Expo - Stanca ha partecipato solo al 13,54 per cento delle votazioni. A ottobre il tasso di assenze è stato del 95,78 per cento.

&lt;p&gt;
Insomma, man mano che crescono gli impegni nella società con sede a Milano, cala la presenza in aula a Roma (ma in tutta la legislatura l'onorevole non ha mai fatto interventi, interrogazioni o interpellanze). Il suo nome è anche finito nell'elenco dei deputati Pdl da &quot;richiamare all'ordine&quot; per l'assenza ingiustificata del 2 ottobre, quando il governo ha rischiato di essere battuto sullo scudo fiscale.
&lt;p&gt; Il sito di approfondimento  &lt;a href=&quot;http://parlamento.openpolis.it/parlamentare/1731&quot;&gt;&lt;b&gt;Openpolis&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, misurando la sua &quot;attività parlamentare&quot;, lo classifica al 581esimo posto (su 630 deputati).
&lt;p&gt;
Sul doppio incarico di Stanca la polemica è aperta da tempo. Poco dopo la sua nomina - voluta da Berlusconi e accolta dal sindaco Moratti - il Consiglio comunale, a maggioranza, gli aveva chiesto di scegliere tra le due poltrone. &quot;Sono convinto non vi sia incompatibilità&quot;, aveva risposto Stanca. Una posizione rinsaldata quando, il mese scorso, la giunta per le elezioni di Montecitorio, con i voti di Pdl e Lega, ha deciso di considerare compatibili le due cariche.

&lt;p&gt;
Ma un attacco, su questo, arriva dall'europarlamentare e consigliere comunale leghista Matteo Salvini: &quot;La Lega ha già sottolineato che l'ad di un evento come Expo dovrebbe fare solo quello: se anche Stanca fosse sempre presente in aula sarebbe opportuno si facesse da parte&quot;.

&lt;p&gt;
Resta ancora un nodo: quello del doppio stipendio. A quello da parlamentare (oltre 13mila euro mensili), si somma quello da amministratore delegato e consigliere di Expo: 330mila euro lordi l'anno, più altri 150mila come parte variabile (per il 2009 Stanca ha rinunciato a questa seconda quota).
&lt;p&gt;
Per il deputato del Pd Vinicio Peluffo, &quot;il problema rimane:&lt;br /&gt;
 l'&lt;a href=&quot;http://www.cgiltoscana.it/area_categorie/silp/Normative/DocWeb-Leggi/Legge%201261-1965.htm&quot;&gt;&lt;b&gt;art. 3 della legge 1261/1965 vieta di percepire due stipendi&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; &quot;. Quella legge, mai abrogata, recita: &quot;con l'indennità parlamentare non possono cumularsi assegni o indennità [...] derivanti da incarichi di carattere amministrativo conferiti dallo Stato, da enti pubblici, da enti privati con azionariato statale e da enti privati aventi rapporti di affari con lo Stato, le regioni, le province e i comuni&quot;. Commenta Peluffo: &quot;Anche se l'onorevole Stanca non risponde alle domande scomode, la realtà resta la stessa&quot;.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=ODNP5&quot;&gt;La Repubblica -  Alessia Gallone; Oriana Liso&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Luca Giorgio BARBARESCHI: «Le mie assenze non sono giustificate. Il mio impegno nel prossimo futuro sarà di ridurle quanto più è possibile».</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/06/luca-giorgio-barbareschi/%C2%ABle-mie-assenze-non-sono-giustificate-il-mio-impegno-nel-prossimo-futuro-sar%C3%A0-di-ridurle-quanto-pi%C3%B9-%C3%A8-possibile%C2%BB/418762"></link>
  <updated>2009-11-06T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>418762</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;La risposta di Gian Antonio Stella alla replica del deputato-attore.
&lt;p&gt;
Dispiace che un professionista come Gian Antonio Stella faccia affidamento su di una intervista pubblicata su Il Fatto Quotidiano del 31 ottobre, manipolata in modo evidente in cui non ho mai dichiarato che lo stipendio di politico non mi basta, così come non mi aspettavo che si continuasse la prassi giornalistica di estrapolare alcune affermazioni dal contesto nel quale erano inserite. Quest’anno, come deputato, ho presentato 5 proposte di legge, tre sulla pedofilia, una contro la pirateria e una sullo spettacolo, ottenendo una legge che istituisce la giornata nazionale contro la pedofilia, uno dei pochissimi (purtroppo) disegni di legge di iniziativa parlamentare andati a buon fine. La mia lotta per i fondi per lo spettacolo è stata appoggiata da uno schieramento bipartisan, così come la mia attività di imprenditore dello spettacolo porta lavoro a decine di donne e uomini che lavorano in campo culturale, in un Paese ancora incapace di valorizzare appieno il proprio patrimonio e le proprie eccellenze. Impegni antecedenti la mia candidatura hanno ostacolato per brevi periodi la mia presenza in aula. Questo non giustifica le mie assenze, che sono al 50%, e per questo il mio impegno nel prossimo futuro sarà di ridurle quanto più è possibile. Forse il momento sarebbe maturo per non cedere a facili populismi, a favore di un impegno concreto e reale per il miglioramento del nostro Paese, come nel mio piccolo sto cercando di fare.

&lt;p&gt;
Luca Barbareschi&lt;br /&gt;

Roma&lt;br /&gt;


&lt;p&gt;
Posso capire l’imbarazzo di Barbareschi. Ma che mi rinfacci di aver riportato una frase uscita su un altro giornale che poi lui stesso ha ribadito (&lt;b&gt;«tolte tutte le spese, i collaboratori messi in regola e così via, non è che lo stipendio di parlamentare mi basti»&lt;/b&gt;) in una sua telefonata a me martedì pomeriggio è curioso. &lt;br /&gt;
Si chiederà il lettore:&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; come mai Barbareschi ha telefonato a Stella&lt;/b&gt; &lt;a href=&quot;http://www.openpolis.it/dichiarazione/418703&quot;&gt;&lt;b&gt;mentre scriveva la rubrica su di lui?&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;
 &lt;br /&gt;
La curiosità è anche mia. Anzi, giriamola a Gianfranco Fini: come mai la mia richiesta di informazioni sulle presenze in commissione dell’onorevole Barbareschi rivolta all’ufficio stampa della Camera (dove stanno dipendenti pubblici pagati con soldi pubblici e tenuti a dare informazioni pubbliche) non solo è rimasta senza risposta («i dati non ci sono») ma è magicamente arrivata nel giro di tre minuti alle orecchie dell’attore-deputato? Il presidente Fini trova questo normale? E lui, Barbareschi, dopo essere stato eletto anche sull’onda delle polemiche feroci della destra contro la sinistra additata come simbolo della «casta», trova normale invitare oggi a «non cedere a facili populismi» chi sottolinea il suo monte assenze del 52,3%?
&lt;p&gt;

Gian Antonio Stella &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/09_novembre_05/barbareschi-stella-botta-risposta_d70bc37c-c9e7-11de-9720-00144f02aabc_print.html&quot;&gt;Corriere.it - Luca Barbareschi - Gian Antonio Stella&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Gianfranco FINI: Se a Barbareschi non basta lo stipendio:  «È impensabile che un deputato e un senatore pensino di lavorare da lunedì mattina a giovedì sera. Biso­gna lavorare di più»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/04/gianfranco-fini/se-a-barbareschi-non-basta-lo-stipendio-%C2%AB%C3%A8-impensabile-che-un-deputato-e-un-senatore-pensino-di-lavorare-da-luned%C3%AC-mattina-a-gioved%C3%AC-sera-biso%C2%ADgna-lavorare-di-pi%C3%B9/418703"></link>
  <updated>2009-11-04T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>418703</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Camera   (Lista di elezione: PdL) - Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot; http://www.openpolis.it/dichiarazione/418639
&quot;&gt;&lt;b&gt;Quando 23.000 euro al mese non bastano&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;
&lt;p&gt;
«Si immagini il nostro stupore, mettendoci se­duti, nel vedere che decine di posti erano vuoti, che le tribune a sbalzo erano presso­ché deserte e che nessuno di quei pochi si­gnori presenti stava ascoltando il Presiden­te. (...)&lt;br /&gt;
 I senatori parlavano fra di loro e al cellulare con estrema naturalezza, generando un fastidiosissimo brusio. (...) &lt;br /&gt;
Molti altri entrano ed escono, leggono e scrivono, ci guardano e sorridono. (...)&lt;br /&gt;
 Come si può governare bene un Paese se non ci si siede quasi mai in quelle tribune?».
&lt;p&gt;

Occupatissimo a fare l’attore, il regista e un mucchio di altre cose (il ministro Bondi gli ha affidato un incarico in più: «Consigliere per lo studio e l’approfondimento delle possibili iniziative volte alla promozione ed alla valorizza­zione del patrimonio culturale ed artistico italiano nel terri­torio del Consiglio di Cooperazione per gli Stati Arabi del Golfo») è possibile che il deputato Luca Barbareschi non abbia molto tempo per leggere i giornali.&lt;br /&gt;
 Quindi non ha probabilmente letto la lettera su citata di sconcerto inviata il 3 gennaio scorso al capo dello Stato da un gruppo di studenti del liceo Scientifico «XXV Aprile» di Pontedera pubblicata da La Stampa. Ma come: i professori li avevano portati in uno dei templi della democrazia, l’aula del Senato, e cosa avevano vi­sto? Una specie di circolo delu­xe in linea con un’antica battuta attribuita ora a Guido Gonella, ora ad Attilio Piccioni: «Ozio senza riposo, fatica senza lavo­ro» .

&lt;p&gt;
Non bastasse, l’attore non ha probabilmente letto quanto tuo­nò l’uomo cui riconosce lui stes­so di dovere la carriera politica, Gianfranco Fini: «È impensabile che un deputato e un senatore pensino di lavorare da lunedì mattina a giovedì sera. Biso­gna lavorare di più». &lt;br /&gt;
Né ha avuto il tempo di soffermarsi sulle parole dette alla vigilia delle Europee da un altro lea­der di cui afferma (a modo suo: «È uno statista di livello mondiale. L’ultimo ad avere altrettanta visibilità e rispetto era stato Mussolini») di avere stima, Berlusconi. Il quale at­taccò i candidati avversari («maleodoranti e malvestiti») di­cendo che a destra volevano «rinnovare la classe politica con persone che siano colte, preparate e che garantiscano la loro presenza a tutte le votazioni...». 
&lt;p&gt;Bene: ignaro di tutto, Luca Barbareschi non solo non con­testa (non può: i numeri sono numeri) i dati del suo assen­teismo in aula (52,3% di sedute bucate) ma al cronista de Il Fatto che gli ricorda come uno stipendio lordo di 23 mila euro al mese più benefit dovrebbe spingerlo a essere più presente, risponde che non ha alternative: impegni pregres­si. E poi, confessa: «Non ce la farei ad andare avanti con il solo stipendio da politico».
&lt;p&gt; Tema: qual è il messaggio ai dipendenti pubblici che da mesi sono sotto scopa per tassi di assenteismo che sono quasi sempre molto, ma molto, ma molto più bassi?
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/09_novembre_04/barbareschi_stipendio_stella_e2246808-c911-11de-a52f-00144f02aabc_print.html&quot;&gt;Corriere della Sera - Gian Antonio Stella&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Luca Giorgio BARBARESCHI: «La paga da deputato di 23.000mila euro lordi al mese non mi basta. Mi tocca lavorare»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/10/31/luca-giorgio-barbareschi/%C2%ABla-paga-da-deputato-di-23-000mila-euro-lordi-al-mese-non-mi-basta-mi-tocca-lavorare%C2%BB-intervista/418639"></link>
  <updated>2009-10-31T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>418639</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Non faccio niente. Ma con un impegno della madonna...&quot;, recita  Luca Barbareschi nel suo ultimo lavoro teatrale.&lt;br /&gt;
 Lui è regista e primo attore di un musical nato da un'idea di Giorgio Gaber. Gira l'Italia. Ancona, Roma, Napoli, Crotone e ancora...
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Mi scusi, come concilia un impegno del genere con la sua attività di parlamentare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Beh, non capisco la domanda: ho oltre l'80% di presenze&quot;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sicuro? I dati ufficiali della Camera raccontano di un 47,70%...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Ah si. Vabbè, è quasi la metà. E' la stessa cosa&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non proprio...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Senta, io lavoro molto più di lei (è la prima volta che ci parliamo, n.d.r.). Dormo quattro ore a notte, sono in piedi dalle sei del mattino e sono in grado di organizzare il lavoro&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Però dalla commissione Trasporti, della quale lei è vice-presidente, lamentano le continue assenze...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Saranno i suoi amici a dire certe cose. In un anno e mezzo ho presentato quattro proposte di legge e ne ho portato a casa una. Sono uno dei più efficienti!&quot;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Bene. Lei però, ha spesso denunciato il malaffare italiano, il lassismo politico: non crede che la complessità della macchina statale meriterebbe un po' più di attenzione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Nooo. Eppoi non potrei permettermelo: non ce la farei ad andare avanti con il solo stipendio da politico&quot;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma sono circa 23.000mila euro lordi al mese, più tutti i benefit...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;E allora? Non sono mica nato da una famiglia ricca. Nessuno mi ha lasciato niente&quot;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Per lei, Montecitorio è un secondo lavoro...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;E' facile parlare per voi! Voi giornalisti siete la vera casta, la feccia. Ora avete chiamato me come se fossi il male assoluto&quot;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Eravamo incuriositi dalla sua poliedricità...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;No! I nemici sono i giornalisti ladri. Sono la maggior parte, solo che non li becca mai nessuno&quot;. Intoccabili. Inoltre i problemi della vita sono altri...&quot;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quali?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;I ladri, i farabutti e tutti quelli come loro&quot;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma proprio non vede la necessità di un maggiore impegno parlamentare?
&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;In Israele chi fa il deputato deve lasciare ogni altro lavoro&quot;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Appunto...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Da noi non è così. Ho anche un'attività imprenditoriale da mandare avanti...&quot;
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Pure...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Sì. E sono bravissimo. Mi basta un'ora per dare le direttive giuste e farle eseguire&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sarà stanchissimo...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Cosa? Non ho capito...&quot;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sento la sua voce molto affaticata...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;


&quot;Ah! Lo ripeto: mi sveglio presto, lavoro, e poi alle cinque vado a teatro per le prove. Anzi, la saluto, devo andare. Saluti Travaglio, mi piace molto come lavora&quot;
&lt;p&gt;

&lt;i&gt;Sì, sono le 16:30, è ora di correre al Quirino di Roma. Sono gli ultimi giorni, poi via per una lunga tournee, lontano dalla Capitale. Buon viaggio, e non si stanchi troppo, onorevole Barbareschi.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=NVIXV&quot;&gt;il Fatto Quotidiano - Alessandro Ferrucci&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>LUCIO TIOZZO: «Per colpa della litigiosità del centrodestra si continua a tenere bloccata l’approvazione del Piano regionale di tutela delle acque»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/10/09/lucio-tiozzo/%C2%ABper-colpa-della-litigiosit%C3%A0-del-centrodestra-si-continua-a-tenere-bloccata-l%E2%80%99approvazione-del-piano-regionale-di-tutela-delle-acque%C2%BB/418110"></link>
  <updated>2009-10-09T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>418110</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: L'  Ulivo) - Consigliere  Consiglio Comunale Chioggia (VE) (Lista di elezione: DS) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il Piano regionale di tutela delle acque non è ancora stato approvato e le spiagge rischiano la chiusura. Dopo la querelle per i canoni demaniali con le concessione che, per colpa di una normativa Ue, potrebbero non essere più automaticamente rinnovate, arriva sugli operatori turistici un’altra tegola.
&lt;p&gt;Secondo il consigliere regionale del Pd Lucio Tiozzo la colpa in Regione è tutta del centrodestra: «Gli arenili – afferma - rappresentano un’irrinunciabile risorsa per l’economia turistica della nostra Regione: è inaccettabile che per colpa della litigiosità del centrodestra si continui a tenere bloccata l’approvazione del Piano regionale di tutela delle acque, strumento indispensabile per consentire la balneazione lungo le nostre coste».&lt;br /&gt;
 «Il piano - prosegue l’esponente del Pd - è stato licenziato dalla commissione competente addirittura il 2 dicembre 2008 ed è da allora che attende di approdare all’esame del consiglio regionale. Per caso la maggioranza di centrodestra con in testa il presidente Galan, ormai assenteista cronico, intende far chiudere tutte le spiagge venete provocando così un danno economico gigantesco?».
&lt;p&gt; Tiozzo chiama a raccolta le Amministrazioni locali: «Queste, assieme alle categorie economiche, devono battere un colpo pretendendo la convocazione di un tavolo istituzionale con tutti i gruppi che siedono in Consiglio regionale, in modo che si svelino finalmente le reali intenzioni di questa sgangherata maggioranza di governo del Veneto».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://carta.ilgazzettino.it/MostraOggetto.php?TokenOggetto=858863&amp;Data=20091009&amp;CodSigla=VE&quot;&gt;Il Gazzettino - VeneziaMestre&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Antonello SORO: «Vergogna, è la legge peggiore di Berlusconi. Mi vergogno, ma qualcuno pagherà. Gaglione deve dimettersi»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/10/03/antonello-soro/%C2%ABvergogna-%C3%A8-la-legge-peggiore-di-berlusconi-mi-vergogno-ma-qualcuno-pagher%C3%A0-gaglione-deve-dimettersi%C2%BB-intervista/417988"></link>
  <updated>2009-10-03T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>417988</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il capogruppo alla Camera: Gaglione deve dimettersi.

&lt;p&gt;

«Sono amareggiato e indignato, mi vergogno».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Per le assenze dei deputati del Pd, onorevole Soro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Di tutto. E innanzitutto perché questa legge è il peggior prodotto del governo Berlusconi e utilizza il pretesto del rimpatrio dei capitali per condonare ogni porcheria consumata da furbi e criminali sulle spalle dei cittadini onesti».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Potevate fermarla e invece siete rimasti a casa.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«No, guardi. L’idea che si possa accostare l’opposizione con questa legge mi offende nel profondo. Ma dopo una settimana di battaglia parlamentare, con centinaia di interventi in aula, colleghi che hanno lavorato di giorno e di notte, ci sono stati alcuni, pochi irresponsabili, che hanno consentito di allungare un’ombra su di noi. Eravamo presenti con il 9O% dei deputati. Dei 22 assenti, 12 erano malati. In una battaglia però non possono esserci defezioni».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Giustifica gli assenti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Considero che nessun altro impegno poteva essere giudicato prevalente rispetto a quello di stare in aula. Ci saranno sanzioni differenziate, per qualcuno molto gravi, a seconda che si tratti di chi è abitualmente presente o di chi è sempre assente. &lt;br /&gt;
Per Antonio Gaglione avanzerò la richiesta di dimissioni dalla Camera e diversamente la sospensione dal gruppo. Ma nessuna sanzione è sufficiente a bilanciare il danno che abbiamo ricevuto, anche se — proprio per i rapporti numerici — non avremmo potuto impedire l’approvazione della legge».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Di Pietro fa un’opposizione dura e voi vi fate autogol?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«In questa legislatura, il mio gruppo ha avuto la percentuale più alta di presenze. La cosa più stupida è lucrare qualche vantaggio in una inutile competizione dentro l’opposizione».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=NKGQU&quot;&gt;La Repubblica - (g.c.)&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Pier Ferdinando CASINI: Scudo fiscale. Lettera ai deputati assenti in Aula  -  [Gli assenti U.d.C.]</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/10/03/pier-ferdinando-casini/scudo-fiscale-lettera-ai-deputati-assenti-in-aula-gli-assenti-u-d-c/417985"></link>
  <updated>2009-10-03T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>417985</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Caro/a,&lt;br /&gt;

come ti è noto lo “Scudo fiscale” è passato alla Camera per soli 20 voti. La tua assenza, in alcun modo giustificata né preannunciata, rappresenta una grave mancanza di responsabilità nell’esercizio del mandato parlamentare e nella disciplina di Gruppo.
&lt;p&gt;

Sottoporrò agli organi del Gruppo la questione per l’eventuale applicazione di sanzioni pecuniarie per le assenze ingiustificate e ti richiamo per il futuro ad un maggior rispetto dei tuoi doveri.
&lt;p&gt;
Cordialmente

&lt;p&gt;
Pier Ferdinando Casini
&lt;p&gt;
__________&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Gli assenti erano: Francesco Bosi, Amedeo Ciccanti, Giuseppe Drago, Mauro Libè, Michele Pisacane, Salvatore Ruggeri. 
&lt;p&gt;Fonte: La Repubblica.it 02/10/2009&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.pierferdinandocasini.it/2009/10/02/scudo-fiscale-lettera-ai-deputati-assenti-in-aula/&quot;&gt;Sito web personale - P. Casini&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Dario FRANCESCHINI: &quot;Sanzioni molto severe per i deputati assenti al momento del voto sullo scudo fiscale&quot;  -    [Gli assenti Pd]</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/10/03/dario-franceschini/sanzioni-molto-severe-per-i-deputati-assenti-al-momento-del-voto-sullo-scudo-fiscale-gli-assenti-pd/417984"></link>
  <updated>2009-10-03T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>417984</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Un errore grave&quot;. Cosi' Dario Franceschini definisce quanto e' accaduto ieri in aula alla Camera dove, al momento del voto sul dl che contiene lo scudo fiscale, sono stati oltre 20 i deputati del Pd assenti. 
&lt;p&gt;&quot;Occorrera' provvedere a senzioni molto severe per quei deputati che non hanno una giustificazione incontestabile&quot;, sottolinea il segretario del Pd.
&lt;p&gt;
_________________&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Gli assenti Pd:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Ileana Argentin, Paola Binetti, Gino Bucchino, Angelo Capodicasa, Enzo Carra (motivi di salute), Lucia Coldurelli, Stefano Esposito, Giuseppe Fioroni, Sergio D'Antoni (che fa sapere di essere ricoverato in ospedale), Antonio Gaglioni, Dario Ginefra, Oriano Giovanelli, Gero Grassi, Antonio La Forgia, Marianna Madia (anche per lei motivi di salute), Margherita Mastromauro. Ed ancora: Lapo Pistelli con Linda Lanzillotta e Giovanna Melandri (&quot;eravamo a Madrid per il Pd&quot;), Massimo Pompili, Fabio Porta, Giacomo Portas.

&lt;p&gt;Fonte: La Repubblica.it 02/10/2009&lt;br /&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/ext/printNews.php?sec=News&amp;cat=Politica&amp;loid=3.0.3839794116&quot;&gt;Adnkronos/IGN&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>GIOCONDO TALAMONTI: Sms Anti Assenze. Condotta dei figli, i genitori informati al cellulare.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/10/01/giocondo-talamonti/sms-anti-assenze-condotta-dei-figli-i-genitori-informati-al-cellulare/417957"></link>
  <updated>2009-10-01T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>417957</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Terni (TR) (Gruppo: Federazione della Sinistra) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;


Terni – La tecnologia tanto amata dai giovani questa volta, proprio per loro, potrebbe trasformarsi in un’arma a doppio taglio. Perché se il fenomeno delle assenze “incontrollate”, nelle scuole superiori, sta assumendo forme sempre più rilevanti, cellulari e internet possono diventare validi “alleati” di insegnanti e famiglia.
&lt;p&gt;

E così alcuni degli istituti superiori della Conca hanno adottato un metodo veloce ed efficace per comunicare con i genitori: un sms che ogni fine settimana viene spedito ai telefonini dei genitori che ne fanno richiesta per verificare le presenze a scuola del proprio figlio. Un progetto, questo, già partito al professionale “Casagrande” – dove quasi la totalità delle famiglie ne usufruiscono-, ma che verrà esteso a breve anche all’stituto commerciale “Cesi” e all’istituto tecnico-professionale “Pertini-Allievi”.
&lt;p&gt;



Un provvedimento questo che piace anche al preside dell’ Allievi-Pertini, Giocondo Talamonti: “Già al “Pertini” abbiamo deciso di informare sempre le famiglie dopo dieci giorni di assenza dello studente – spiega -, ora con l’accorpamento degli istituti stiamo valutando di introdurre in entrambe le scuole il servizio di sms. Ne discuteremo con le famiglie, valutando anche il rapporto costo-benefici, ma credo che potrebbe avere risultati positivi.”&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://talamontigiocondo.blogspot.com/2009/10/sms-anti-assenze-condotta-dei-figli-i.html&quot;&gt;Giornale dell’Umbria - Federica Liberotti&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Renato BRUNETTA: Brunetta: &quot;Ora risorse al lavoro autonomo&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/07/23/renato-brunetta/brunetta-ora-risorse-al-lavoro-autonomo/401882"></link>
  <updated>2009-07-23T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>401882</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  PA e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;L'avvitamento della crisi è finito. Il peggio sembra passato e siamo entrati in una fase di stallo. È la fase più delicata. Per questo il governo ha messo in campo misure forti come il piano casa e il decreto anticrisi. Ed è forse è il momento di dedicare più attenzione al lavoro autonomo e cioè a quella parte del sistema produttivo formato da artigiani, commercianti, piccole imprese, agricoltori e co.co.co (lavoratori a progetto ndr)&quot; spiega a Il Tempo, il ministro dell'Innovazione nella Funzione Pubblica, Renato Brunetta
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

E le risorse dove si trovano?&lt;br /&gt;

«Se, come penso, il trend dell'occupazione nel lavoro dipendente andrà verso la stabilizzazione, e anzi comincerà a migliorare, potremmo riutilizzare parte degli otto miliardi di euro stanziati dal governo per gli ammortizzatori sociali per la cassa integrazione ordinaria e straordinaria. Una volta fatta la proiezione statistica delle effettive necessità per il 2009 e il 2010 e, accantonate le somme necessarie, si potrebbero liberare subito i fondi per incentivare e aiutare gli autonomi».
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Un ragionamento che contrasta con i dati del Cnel (Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro) che danno a rischio circa 500 mila posti a fine anno?&lt;br /&gt;

«Non lo sa nessuno che tipo di conseguenze può avere questa crisi. È facile dare i numeri: 100, 200 o 300 mila persone senza lavoro. Ma, ripeto, nessuno può avere una capacità previsiva in un contesto del genere. Al contrario è un momento in cui bisogna far ritornare la fiducia tra i cittadini e gli operatori economici».
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Torniamo al suo progetto a favore degli autonomi. È praticabile?&lt;br /&gt;

«Lo proporrò al governo con la motivazione che è l'ora di far ripartire il circolo virtuoso anche in questo settore. Stimolando e incentivando il lavoro autonomo, infatti, aumentano i consumi e il reddito. Il circuito produttivo si mette in moto e diminuisce ulteriormente il ricorso agli ammortizzatori».
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Tra gli impulsi dati al sistema economico è arrivato anche il piano casa. In parte deriva da una sua intuizione. &lt;br /&gt;
«Parto dal presupposto che come ho detto all'inizio del 2009, quando nessuno lo diceva, che il potere d'acquisto delle famiglie con un reddito fisso sarebbe aumentato o al massimo stabile. I risparmi si sono creati ma non sono stati utilizzati per acquistare beni di consumo durevoli. Il piano casa va in questa direzione. Anzi abbiamo ora tre piani casi che agiscono contemporaneamente. Quello che prevede la rottamazione delle vecchie abitazioni, quello per la costruzione di 100 mila nuovi alloggi popolari e quello per l'acquisto delle case a canone sociale con una formula di riscatto a 15 anni da parte degli inquilini. Mi riconosco la paternità di quest'ultimo pezzo del piano casa messo nella Finanziaria del 2006».
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

 Sarà la soluzione per rilanciare l'economia?&lt;br /&gt;

«Contribuirà ad assorbire la montagna di liquidità che paradossalmente la crisi finanziaria ha creato. E darà un forte impulso al sistema produttivo perché l'edilizia è un comparto con un coefficiente di attivazione dell'economia molto elevato. Costruire case significa arredamento, ferro, cemento e tanti altri fattori produttivi che si mettono in movimento».
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Passiamo alla sua missione ministeriale. Siamo vicini all'obiettivo di una trasformazione radicale della pubblica amministrazione?&lt;br /&gt;

«Faccio parlare i numeri. Abbiamo recuperato con la lotta all'assenteismo 14 milioni di giornate di lavoro. L'equivalente di 70 mila occupati in più. Abbiamo riportato al fronte un esercito che non ne voleva sapere di andare in guerra. Abbiamo realizzato un'operazione «trasparenza» che ha dato buoni frutti. Penso alle consulenze e ai distacchi sindacali che entro pochi mesi saranno ridotti alla metà. Stiamo predisponendo la pubblicazione dei curricula e stipendi di dirigenti pubblici e già reso disponibili quelli dei manager delle aziende di servizi pubblici. Abbiamo rinnovato i contratti e avviato il sistema della customer satisfaction compresa la class action.
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

I prossimi progetti già in rampa di lancio?&lt;br /&gt;

«Dopo un anno di start-up in autunno partirà l'implementazione della sanità, della giustizia, della scuola e della burocrazia elettronica. Un'iniziativa che prevede di eliminare la carta e portare tutti i flussi di informazioni e i servizi sulla rete entro il 2012».
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Cosa manca ancora perché sia soddisfatto del suo operato?&lt;br /&gt;

«L'aumento della produttività del settore pubblico. È un assedio che facciamo alla fortezza dell'insensibilità. Ho fatto un conto e cioè che alla fine della legislatura possiamo aumentare la produttività del 50%. Significa il 50% in più di scuola, università e giustizia e altro. Tutto questo a costo zero potrà portare un aumento del 20-30% del tasso percentuale di Pil. Possiamo colmare un gap con gli altri paesi. Quando noi crescevamo al 2% gli altri crescevano al 3%. Con questa riforma possiamo aumentare la ricchezza prodotta al livello dei nostri partner».
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

 I cittadini sono dalla sua parte. I dipendenti un po' meno. Ce la farà a riconquistarli?&lt;br /&gt;

«Mi basta avere dalla mia parte 60 milioni di italiani che sono i miei clienti e i finanziatori con le loro tasse. Sono anche i controllori a cui sto dando voce». E i lavoratori? «Dai sondaggi risulta che dei 3,6 milioni di statali il 50% sta con me. Sono i più bravi e meritevoli. Dell'altro 50% una metà è recuperabile. L'altra metà è a perdere. Si tratterà di dare premi alla prima parte, convincere chi è rimasto a guardare e stanare i renitenti».
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Ma come sarà misurata la produttività&lt;br /&gt;

«La mia legge prevede l'istituzione di un'agenzia autonoma per la valutazione che utilizzerà parametri assolutamente oggettivi. Il 50% delle risorse andrà ai migliori e cioè al 25% dei dipendenti più bravi. E per essere promossi bisognerà restare tra i migliori per tre anni consecutivi
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Parliamo dei dirigenti. L'uscita dopo 40 anni di lavoro considerati anche i contributi figurativi non è piaciuta a molti di loro. Qualcuno ha parlato di una forma di spoil systems.&lt;br /&gt;

«Non è una rottamazione. Con la disposizione si esce al massimo tre anni prima rispetto alla data massima di pensionamento. Tra l'altro la legge prevede che le amministrazioni predispongano piani per l'utilizzo di quella che resta una facoltà. Se un'amministrazione ha dei bravi dipendenti se li può tenere. Se invece pensa che sia necessario ripianare sacche di eccedenza e vuole far ripartire il ricambio generazionale lo può fare, ma con piani e regole valide per tutti, e non solo per alcuni di loro. Insomma non è un'arma per consentire regolamenti di conti tra i vari capi degli uffici».
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Se si scorrono gli elenchi telefonici di ministeri. università e aziende sanitarie i cognomi spesso si ripetono. Ha in mente qualcosa per sconfiggere il nepotismo nelle carriere pubbliche?&lt;br /&gt;

«Non dipende da me. Per mettere alle strette questa pratica bisogna aumentare la trasparenza e la meritocrazia. Ad esempio mettendo sotto pressione il sistema pubblicando in rete nomi, cognomi e curricula dei dirigenti. Lo farò da settembre. La gente potrà vedere dove si annida il nepotismo».
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Vedere ma non agire?&lt;br /&gt;

«L'unico modo per combattere i raccomandati è rendere corrette e pulite le procedure di concorso, a partire da quelli in magistratura. Metterò in rete chi sono i commissari d'esame, chi ha vinto le selezioni, i voti e quant'altro, per consentire un controllo a tutti. La trasparenza è la chiave per battere il fenomeno.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/07/23/1050964-brunetta_risorse.shtml&quot;&gt;Il Tempo&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>GIOVANNI GALLO: Piano Casa. &quot;PDL e Lega proseguono la guerra. E il Veneto va alla deriva&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/25/giovanni-gallo/piano-casa-pdl-e-lega-proseguono-la-guerra-e-il-veneto-va-alla-deriva/391711"></link>
  <updated>2009-06-25T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391711</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: L'  Ulivo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Anche dopo le elezioni la musica non è cambiata: PdL e Lega proseguono con la loro spietata guerra di potere e intanto il Veneto continua ad andare alla deriva”.
Questo il commento del capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Giovanni Gallo, dopo l’interruzione della seduta odierna e il rinvio a domani dell’esame sul piano casa.

&lt;p&gt;
“Per ben tre volte in una mattinata i consiglieri di maggioranza e, come sempre primo tra tutti, il presidente-fantasma della Regione, Giancarlo Galan, hanno fatto saltare il numero legale con le loro assenze di massa. Eppure - sottolinea l’esponente democratico - si doveva decidere delle sorti di un provvedimento, il piano casa, ritenuto di estrema urgenza dallo stesso centrodestra. E’ il segnale di un abbandono totale dell’istituzione e del governo regionale”.

&lt;p&gt;
“In attesa che la maggioranza si materializzi, ribadiamo comunque i nostri punti fermi: sì agli ampliamenti di cubatura per la prima casa; sì ai premi per chi costruisce secondo tecniche di bio-edilizia e fonti di energia rinnovabili; no agli ampliamenti nei centri storici. Il PD – conclude Gallo - è comunque disponibile a ragionare sull’ipotesi di ampliamenti per gli impianti produttivi collocati esclusivamente in aree proprie, ovvero industriali e artigianali”.

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=866&quot;&gt;pdveneto.org&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Roberto MARONI: Tensioni nel Pdl. «Franchi tiratori in azione perché nel Pdl sono alla resa dei conti»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/05/07/roberto-maroni/tensioni-nel-pdl-%C2%ABfranchi-tiratori-in-azione-perch%C3%A9-nel-pdl-sono-alla-resa-dei-conti%C2%BB/391181"></link>
  <updated>2009-05-07T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391181</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) -  Ministro  Interni (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Giornata di forte tensione a Montecitorio tra la Lega e gli alleati&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non dice che c`è una faida dentro il Pdl. Ma il concetto è quello. Bobo Maroni si sfoga e accusa. Sa già alle quattro del pomeriggio che la fiducia, o meglio le tre fiducie, al disegno di legge sulla sicurezza slitteranno a martedì prossimo: non ci stanno né Gianfranco Fini né i capigruppo del Popolo della libertà e neppure i ministri Elio Vito e Angelino Alfano a cedere alla fretta della Lega di votare subito. Però il ministro dell`Interno e leader lumbàrd finge che la partita sui tempi sia ancora tutta da giocare. Insiste:&lt;br /&gt;


«Nulla osta che le tre fiducie si votino subito, i tre maxiemendamenti sono pronti». 
&lt;p&gt;
E contemporaneamente attacca:&lt;br /&gt;


«Abbiamo fatto non bene ma benissimo a mettere la fiducia sulla sicurezza». Avete visto cosa è accaduto in mattinata sulla ratifica del Trattato di Prum, in quella parte che riguardava il prelievo forzoso del Dna? Governo battuto, maggioranza sotto, sette franchi tiratori del centrodestra ed è niente in confronto ai novanta parlamentari assenti del Pdl. Tanto che il capogruppo del partito, Fabrizio Cicchitto viene criticato per la gestione dell`indisciplinato gruppone.

&lt;p&gt;
Denuncia Maroni: «Non c'entrava il contenuto della norma, dipende tutto dai malumori che ci sono in quella parte della maggioranza e che escono fuori solo in presenza dei voti segreti perché non si ha il coraggio di metterci la faccia...».
&lt;p&gt;

Colpa insomma della resa dei conti tra gli ex Forza ltalia e gli ex An sulle liste, della tensione elettorale, «Lega esclusa», che secondo il ministro del Carroccio, c'è da sperare passino una volta superate «le turbolenze della fusione e la composizione delle liste». Forse a quel punto «tornerà il sereno», ma per dire come stanno andando le cose adesso, Maroni conteggia almeno «cinquanta voti segreti contro» se il ddl sicurezza non fosse stato blindato dalla Lega con la fiducia.

&lt;p&gt;
Non è vero.  Sarebbero potuti essere molti di più. Non solo per la resa dei conti interna nel Pdl, come pretende il Carroccio, ma per l`avversione di molti pidielle verso i diktat di Bossi e i suoi. Si vede con la questione della fiducia immediata. Maroni afferma che è necessaria per non fare uscire 250 clandestini dal centri di identificazione. &lt;br /&gt;
Gli alleati mormorano che è tutta una manfrina per sventolare la bandiera anti immigrati agli Stati generali della Lega che si tengono venerdì e sabato a Vicenza.

&lt;p&gt;
E poi, ci sono le liste elettorali da chiudere entro fine settimana, di accelerare sulla fiducia non se ne parla.

&lt;p&gt;
Il presidente della Camera, Fini - che ha vinto facendo cancellare la norma sui presidi spia - avverte: «I tre maxiemendamenti e l`intero provvedimento sono complessi quindi ritengo che bisogna prendere tutto il tempo necessario per valutarli». &lt;br /&gt;
Doccia fredda sul pressing del capogruppo Iumbàrd Roberto Cota. I leghisti fanno buon viso a cattivo gioco. &lt;br /&gt;
Umberto Bossi in mattinata era certo di averla spuntata anche sul voto di fiducia oggi.

&lt;p&gt;
Luciano Dussin sbotta: «Qui bisogna riparlare della questione della presenza in aula. I sottosegretari ad esempio, potrebbero lasciare il Parlamento e fare entrare i primi dei non eletti. C'è troppa gente in missione.

&lt;p&gt;
Si è visto. Alessandra Mussolini, che ha capitanato la rivolta dei 101 parlamentari del Pdl contro la norma del Carroccio sui medici delatori, ce l`ha con la fiducia: «Si sarebbe potuta raggiungere lo stesso un`intesa politica...». &lt;br /&gt;
Si sa che è stato il premier Berlusconi a trovare «la quadra», come la chiama Bossi, sulla fiducia.&lt;br /&gt;


Doppia. Sul ddl sicurezza, come è certo. E sul ddl sulle intercettazioni, come è molto probabile.

Uno scambio tra ciò che sta a cuore alla Lega e quello che vuole Berlusconi? Maroni liquida:&lt;br /&gt;


«Stronzate». Però senza fiducia, la Mussolini ad esempio non avrebbe votato l'introduzione del reato di immigrazione clandestina. «Chissà quanti come me. Perché si rischia di creare l`invisibilità dei clandestini , è disastroso non solo dal punto di vista dei diritti ma proprio per le conseguenze.

Io non sono favorevole a fare di un clandestino un reo, a quel punto pure un prete potrebbe denunciarlo».&lt;br /&gt;
 Maroni e i lumbàrd vanno perciò al contrattacco.

&lt;p&gt;
È un equilibrio sul filo di lana dentro la maggioranza.&lt;br /&gt;


Si passa da una riunione a un vertice di maggioranza: la Lega vuole la tolleranza zero e pensa di avere già dato.&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/LS6/LS6ZW.pdf&quot;&gt;La Repubblica - Giovanna Casadio&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Vincenzo CUOMO: Il sindaco si difende: &quot;I truffati siamo noi&quot; - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/03/18/vincenzo-cuomo/il-sindaco-si-difende-i-truffati-siamo-noi-intervista/390695"></link>
  <updated>2009-03-18T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>390695</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Portici (NA) (Partito: DL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
È sveglio dall’alba. Una giornata intensa, a seguire gli sviluppi dell’inchiesta sui dipendenti comunali al lavoro nella sede distaccata dell’ex Ferrero. Il sindaco Vincenzo Cuomo è nel suo ufficio, lo cercano molti giornalisti per un commento. Lui non si sottrae.
&lt;br&gt;
&lt;b&gt;Sindaco, qual è il suo stato d’animo?&lt;/b&gt; &lt;br&gt;
«Amarezza. Ma anche sconcerto perchè, su questa vicenda, devo leggere commenti a caldo che non mi sarei mai aspettato». &lt;br&gt;
&lt;b&gt;A chi si riferisce?&lt;/b&gt;&lt;br&gt;
«Al ministro Renato Brunetta, solitamente attento, che si è lasciato andare a dichiarazioni di faziosità politica su vicende di cui non conosce gli atti. Si è lasciato andare a giudizi sommari, che mi hanno dispiaciuto». &lt;br&gt;
&lt;b&gt;Quali giudizi non condivide?&lt;/b&gt; &lt;br&gt;
«La confusione strumentale tra comportamenti illeciti penalmente perseguibili e atti illeciti da sanzioni disciplinari. In questa vicenda, per essere più chiari, noi siamo parte lesa. Siamo di fronte a reati di truffa e falso, non a comportamenti in cui non c’è stato controllo. Il Comune e la sua dirigenza, insomma, è stato raggirato. Non è certo complice». &lt;br&gt;
&lt;b&gt;Come si è comportato con i 36 dipendenti arrestati?&lt;/b&gt;&lt;br&gt;
 «Li abbiamo subito sospesi anche dagli emolumenti retributivi. Non potevamo fare diversamente». 
&lt;b&gt;&lt;br&gt;In questi anni, avete disposto mai sanzioni disciplinari?&lt;/b&gt;&lt;br&gt;
 «Certamente, in almeno una settantina di casi. Gli ultimi due sono stati al centro di dibattiti e polemiche con l’opposizione. Si trattava di un licenziamento e una sospensione per tre mesi dal servizio per gravi omissioni in servizio». &lt;br&gt;
&lt;b&gt;Cosa si sente di dire, ora, a tutti i dipendenti comunali?&lt;/b&gt;&lt;br&gt;
 «Che nella maggioranza sono dotati di grande professionalità e competenza. Ci hanno consentito nel tempo di raggiungere importanti obiettivi. Siamo il Comune che attua il 50 per cento di raccolta differenziata dei rifiuti. Poi, forniamo servizi all’avanguardia, per non parlare delle politiche sociali. Insomma, non sarà quest’inchiesta a farmi cambiare l’idea positiva che ho sui dipendenti del Comune». 
&lt;b&gt;&lt;br&gt;Cosa farete se il procedimento penale andrà avanti, vi costituirete parte civile?&lt;/b&gt; &lt;br&gt;
«Abbiamo sempre seguito una prassi, che terremo presente anche in questo caso. Se e quando qualcuno degli indagati sarà rinviato a giudizio, l’amministrazione comunale si costituirà parte civile nel dibattimento». &lt;br&gt;
&lt;b&gt;Avete già trasmesso i dati dell’assenteismo negli uffici comunali al governo nazionale?&lt;/b&gt;&lt;br&gt;
 «Certamente, abbiamo rispettato la legge, che dal 2001 ci obbliga, insieme con gli altri enti pubblici, a trasmettere relazioni annuali al ministero del Tesoro. In linea con la tendenza nazionale, abbiamo registrato un decremento delle assenze per malattia».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://sfoglia.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20090318&amp;ediz=NAZIONALE&amp;npag=34&amp;file=obj_580.xml&amp;type=STANDARD&quot;&gt;Il Mattino - Gigi De Fiore&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Vincenzo CUOMO: Fannulloni al Comune: &quot;Gli arresti non offuschino quanto fatto finora&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/03/17/vincenzo-cuomo/fannulloni-al-comune-gli-arresti-non-offuschino-quanto-fatto-finora/390697"></link>
  <updated>2009-03-17T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>390697</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Portici (NA) (Partito: DL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L’indagine che ha portato all’emissione delle misure cautelari non può certamente offuscare il prezioso lavoro che la stragrande maggioranza dei circa 450 dipendenti dell’Ente svolge con dedizione e professionalità, e che ha consentito alla città di Portici di raggiungere risultati e traguardi di eccellenza, ad esempio attraversando indenne l’intero periodo dell’emergenza rifiuti e distinguendosi nella raccolta differenziata, che a febbraio ha superato la percentuale del 50%. Ho avuto modo questa mattina di esprimere personalmente il mio apprezzamento alla magistratura e alle forze dell’ordine, nelle quali abbiamo piena fiducia per il lavoro che stanno svolgendo. Più volte la stessa Amministrazione Comunale ha effettuato periodici controlli interni tesi a rimuovere talune incrostazioni che sono state effettivamente rimosse con sanzioni disciplinari, anche di una certa durezza, comminate nell’esclusivo interesse di tutti i cittadini che chiedono servizi adeguati e dei tantissimi dipendenti comunali che svolgono appieno il proprio dovere. Naturalmente c’è rammarico, sul piano umano e personale, per quanto sta accadendo, ma al tempo stesso assoluta fermezza nei confronti di chi si è reso responsabile di comportamenti illeciti: saremo inflessibili e rigorosi nell’applicazione dei provvedimenti del caso. Sono già stati firmati i provvedimenti di sospensione dal servizio e dagli emolumenti retributivi per i dipendenti colpiti da ordinanza di custodia cautelare, così come prevede la legge.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;LA NOTIZIA DALL'ORA VESUVIANA&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
PORTICI - Trentasei dipendenti del Comune di Portici (Napoli) sono stati arrestati all´alba dalla polizia per assenteismo, in esecuzione di un´ordinanza di custodia cautelare emessa dalla magistratura. A tutti e´ stato concesso il beneficio degli arresti domiciliari. Questo il commento a caldo del Ministro Brunetta. “E’ un fallimento della politica locale, ma anche della dirigenza e del sindacato locale”. Nel corso dell´operazione sono stati anche notificati altri 58 avvisi di conclusione indagini ad altrettanti dipendenti del Comune. I provvedimenti, emessi su richiesta della sezione reati contro la Pubblica Amministrazione della procura della Repubblica di Napoli, sono stati eseguiti dagli agenti del commissariato di Polizia Portici-Ercolano, della squadra Mobile e della Digos. Le indagini, condotte dagli agenti del commissariato di polizia Portici-Ercolano dall´ottobre 2007, hanno interessato i dipendenti del Comune di Portici che prestavano servizio presso l´ufficio elettorale, matrimonio e leva, stato civile, immigrazione, emigrazione, ufficio relazioni con il pubblico. E ancora, cuomo1anagrafe, ufficio carte di identita´, ufficio richiesta documenti, ufficio tributi (ICIAP, ICI, TARSU, TOSAP) ufficio commercio e professioni. Una telecamera posta nel retro della machina marcatempo ha permesso di scovare il fenomeno dell´assenteismo nel comune di Portici con l´arresto di 36 dipendenti comunali. Gli inquirenti hanno appurato che i dipendenti, al centro dei provvedimenti restrittivi, erano soliti farsi marcare il badge all´entrata o all´uscita dall´orario di lavoro. Le indagini partite nell´ottobre del 2007 hanno riguardato dipendenti degli uffici Tributi, Commercio, Anagrafe nello stabile di traversa Melloni. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://loravesuviana.wordpress.com/2009/03/17/operazione-della-polizia-36-arresti-al-comune-di-portici-e-58-avvisi-di-conclusione-indagini-nuovi-per-altrettanti-dipendenti-comunali/#more-5067&quot;&gt;L'Ora Vesuviana Online&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Luca Giorgio BARBARESCHI: «La Camera è un parco buoi. Inutile ascoltare i deliri Idv»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/03/09/luca-giorgio-barbareschi/%C2%ABla-camera-%C3%A8-un-parco-buoi-inutile-ascoltare-i-deliri-idv%C2%BB-intervista/390597"></link>
  <updated>2009-03-09T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>390597</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;All’accusa di assenteismo l’attore-deputato Luca Barbareschi replica: &quot;Il lavoro più importante è in Commissione, in aula si perde tempo&quot; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

La scena si svolge alla periferia di Torino in una roulotte. All’interno, Luca Barbareschi, 52 anni, aitante attore e deputato del Pdl. Sulla viuzza si affaccia la scuola che ospita la troupe impegnata nelle riprese di una fiction Rai.
 È la pausa pranzo e le maestranze si godono un pallido sole. Intorno, le Alpi innevate. Barbareschi, dopo una mattinata di «ciak», siede davanti a un vassoietto. Piatti e posate sono di plastica, i cibi chiusi nel cellophane. Tra un’ora, l’attore riprende a girare. Alle 18, sale sulla sua Mercedes e corre a Milano. Entro le 20 deve essere al Teatro Manzoni dove alle 20.45 recita Il caso di Alessandro e Maria, commedia di Giorgio Gaber. Alle 23.30, Barbareschi si riprecipiterà a Torino, violando l’intero codice della strada. Domani ripeterà la giornata di oggi e farà altrettanto per tutta la settimana.&lt;br /&gt;


Mentre questo martire di Talia dissigilla il vassoietto con una perizia che denuncia la lunga pratica con i precotti, emerge nella penombra della roulotte un tizio col blocchetto in mano. È il vostro cronista intenzionato a cavare dalla bocca piena del divo-deputato riflessioni e confidenze.
&lt;br /&gt;

«Con tanto attivismo quand’è che onora il suo mandato parlamentare?», lo colpevolizzo nell’istante esatto in cui infila nelle fauci la prima fettina di prosciutto.
&lt;br /&gt;

«Effettivamente, da un mesetto mi faccio vedere poco a Montecitorio», minimizza.
&lt;br /&gt;

«La sua è tra le più basse presenze in aula: 60,5 per cento».
&lt;br /&gt;

«Avrò abbassato la media in questi mesi di sovraccarico sulla scena. Ho però uno staff parlamentare di prim’ordine, attraverso cui agisco. In un anno, ho presentato cinque proposte di legge».
&lt;br /&gt;

«Quattro volte su dieci, lei è assente», insisto.
&lt;br /&gt;

«Per me, il lavoro si fa in Commissione. Non riesco a perdere tempo in aula per ascoltare 60 persone che dicono le stesse cose».
&lt;br /&gt;

«&lt;b&gt;Craxi diceva dell’aula&lt;/b&gt;: è un parco buoi».
&lt;br /&gt;

«Ha ragione. Preferisco fare all’esterno. Ho già organizzato due convegni, uno dei quali sulle malattie rare. È più utile che scaldare il banco ascoltando il delirio di uno dell’Italia dei valori. Andrebbe fatta chiarezza».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;«Cioè?».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«O, come alla Knesset (Parlamento di Israele, ndr), vietiamo per legge al deputato qualsiasi attività estranea o ci nascondiamo dietro una foglia di fico. Tanto tutti fanno altro. Chi l’avvocato, chi il medico ecc. Ma io sono l’unico che non è pagato quando lavora», dice e per il dispetto infila contemporaneamente in bocca una cucchiaiata di minestra e una forchettata di insalata.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;«Gira gratis la fiction?».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Per una strana regola non scritta, il deputato che compare in un programma Rai, talk show o fiction, non riceve compensi. Ma io vivo di questo. L’indennità parlamentare mi serve solo per pagare i collaboratori».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;«Lavori per Mediaset».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Mi piacerebbe. Ma da anni non ho la fortuna di lavorare per Mediaset. Per di più, approfittando di questa regola di lana caprina, un parlamentare della mia stessa parte politica, mi sta mettendo i bastoni tra le ruote».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;«In che senso?».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Come sa, ho una casa di produzione, la Casanova. Quell’individuo, con mani in pasta nella Rai, boicotta me per favorire un altro produttore a lui caro. Gliel’ho anche detto a brutto muso. Ma intanto il mio lavoro ne risente».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;«Chi è il brutalone?».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Prima che a lei, farò il suo nome alla Procura della Repubblica. Il tempo di raccogliere le prove testimoniali», dice Barbareschi con un cipiglio reso più terribile dalla barba saracena e gli occhi chiari scintillanti.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;«Par di capire che si sente ostacolato dai colleghi del centrodestra».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Pensavo potessero servire la mia preparazione e la mia intelligenza. Appena arrivato, ho avuto strette di mano e promesse di ogni genere. Fai questo, fai quello. Poi, sono spariti tutti».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;«È il genio incompreso».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Ho un solo interlocutore: Sandro Bondi. In lui ho scoperto un amico e un uomo leale. Sembriamo il buon dio e il diavolo. Lui, garbato e timido. Io, guascone ed esuberante».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;«Farà fagotto in anticipo?».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Chi mi stima dice: “Vattene”. Ma non do questa soddisfazione a nessuno. Con pazienza, stupirò tutti. Soprattutto con la mia attività fuori dal Parlamento».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;«In un anno alla Camera, la sua sola dichiarazione memorabile è quella a favore di nozze e adozioni gay».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Ho detto solo che il problema va affrontato in modo laico. Non sopporto i ricatti della Chiesa. Né le uscite di chi, nato radicale per morire clericale, leggi Rutelli, le fa per raccattare quattro voti».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;«Pensa davvero che un bimbo sia ben allevato da genitori unisex?».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«No. Penso che abbia bisogno di una mamma e di un papà. Sono però aperto alla possibilità di genitori gay, poiché il 90 per cento dei matrimoni etero sono un disastro».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;«Lei stesso ne ha uno fallito alle spalle».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«E ho visto quanto hanno sofferto le mie tre figlie. Si sottovalutano le fatiche del matrimonio. Per pilotare un jumbo si studia due anni. Poi, in cinque minuti di distrazione, si mette al mondo un figlio», dice e, concluso il pasto con una mela, ricompone i resti con minuzia riavvolgendoli nel cellophane.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Figlio di separati, allevato da sua nonna, ha avuto un’educazione religiosa. Ma a scuola dai gesuiti ha subito abusi sessuali.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Tra i 9 e i 12 anni. Avevo bisogno di attenzioni e un cinquantenne ha sfruttato con facilità la mia sensibilità di ragazzino».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E il gesuita pedofilo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«È morto. Ma ha avuto il tempo di fare male a me e ai miei compagni. Bastava guardarlo. Ci adocchiava con la bava dall’angolo della bocca. E non era il solo. Il satirismo talare era diffusissimo».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Come l’'ha cambiata l’'esperienza?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Forse è stato il motore del mio desiderio di autoaffermazione: fare, leggere, viaggiare. Il bisogno di sentirsi utile, perché ti sentivi nulla».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ora, però, sembra strasicuro di sé.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«In realtà, sono fragile e ipersensibile. Frequento solo persone con cui mi capisco. Vado d’accordo con Maurizio Sacconi, uomo positivo e intelligente».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Il ministro del Welfare è un laico ma ha preso una posizione ecclesiale su Eluana Englaro.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Rispetto la sua posizione. Mi ha parlato dei suoi dubbi. Lo ha fatto con passione. Un esponente dell’epicità della vita, in un Paese in cui l’epicità è bandita».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Il gesuita le ha fatto perdere la fede?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Sì. Le mie figlie sono cresciute senza religione, ma con un’educazione spirituale. Io ho invece un legame con l’ebraismo, per parte di madre».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ha fatto però sesso senza tabù.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Ho amato molto. Talmente innamorato da rompere il matrimonio. Oggi, forse, direi a mia moglie: parliamone, facciamo terapia di coppia. Ma il punto è che dopo 20 anni - stavamo insieme dai 14 anni e lo siamo rimasti fino a 35 - l’appetito sessuale scompare. Ah, se ci fosse una formula per durare. Che so, lo scambio di coppie o altro».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ha una compagna?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Sono single, purtroppo. Fino a due anni fa, ho anche pensato di avere ancora un figlio. Ora so che il tempo non è dalla mia parte».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Ha messo l’occhio su qualche parlamentare?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Ce ne sono di molto carine, grazie al Cav. La Prestigiacomo, bella ed elegante. La Lanzillotta, del Pd, che ha una testa strepitosa».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Be’, ma con la testa...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Io parto dalla testa che porta il resto. Per cominciare da altrove, sono troppo vecchio».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Lei ha posato nudo sul «Venerdì».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Potevo evitarlo. Ma siccome avevano già posato Sgarbi e Benetton, coprendosi però con le mani, mi sono detto: sono ben fatto, faccio un nudo integrale».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Con che effetto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Il mio amico Gigi Magni ha detto: “Hai presunto troppo, non sei Rocco Siffredi”».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ha difeso la bisessualità. Bisex come Pecoraro?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«L’ho difesa per partito preso. Comunque, è pratica diffusa. Tanto che ci sono più trans che prostitute. È nella natura umana. Mi irrita invece la gaytudine fatta di mossette. Mai capito perché i gay scimmiottino le donne».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Lei era craxiano.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«L’unico modernizzatore dell’Italia. Fa rabbia vederlo riabilitato dagli stessi che lo hanno impiccato».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Tra Bobo nel Pd e Stefania nel Pdl?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Mi addolora vederli litigare per un cognome che appartiene al padre, invece di farsi un nome per conto loro».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ora è un finiano di An.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Preferirei essere del Pdl. Se si farà. Ma vedo nubi. Ringrazio però Fini che mi ha voluto. Ne apprezzo le posizioni sgradite ai suoi e alla Chiesa».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Il Cav?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Gli voglio molto bene, ma non lo sento altrettanto interessato a me».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Che idea ne ha?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Statista di livello mondiale. L’ultimo ad avere altrettanta visibilità e rispetto era stato Mussolini. Non ho mai visto, come con lui, leader di tutto il mondo andare a casa sua per condividerne le strategie».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Lei ha detto: «In teatro non mi batte nessuno». E i mostri sacri, Albertazzi, Lavia, Proietti?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Mostri sacri? Bravi attori. Proietti è il fuoriclasse vero. Lavia, un grande artigiano del teatro. Di Albertazzi non dico nulla. Con me è stato scorretto».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;L’ho beccata sul set, anziché in aula. Lei è eletto in Sardegna, gente che non perdona. Come si giustifica?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«So che tengono la leppa (coltello a serramanico, ndr) pronta. Eviterò che la usino lavorando: per loro e per tutti; dentro e fuori dall’aula». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=L0CHR&quot;&gt;Il Giornale - Giancarlo Perna&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Renato BRUNETTA: Strasburgo e gli assenteisti</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/16/renato-brunetta/strasburgo-e-gli-assenteisti/388240"></link>
  <updated>2009-01-16T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388240</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  PA e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Nell’articolo «Battaglia anti-assenteisti a Strasburgo, il Pdl vota no» (Corriere, 15 gennaio) Gian Antonio Stella scrive che, «accusato da un sito Internet di essere stato un po’ discolo a Strasburgo», ho fatto fuoco e fiamme «spiegando» di aver partecipato negli ultimi anni al 66,9% delle sedute. Simpaticamente discolo è stato invece il giornalista, con il quale proprio su questo punto avevo avuto mesi or sono un diverbio durante una diretta radiofonica. Rispondendo alle falsità pubblicate sul sito «Fai notizia» e riprese il giorno dopo da Il Piccolo, ho infatti a suo tempo non «spiegato» ma resi pubblici tutti i dati delle mie presenze così come mi erano stati forniti dall’unica fonte ufficiale disponibile: la Cassa del Parlamento europeo (per tramite del citato segretario generale Harald Romer). Ho insomma realizzato anzitempo e mea sponte quell’operazione di trasparenza e di verità che il Parlamento europeo, con una risoluzione che avrebbe visto anche il mio voto favorevole, ha deciso adesso di estendere a tutti I deputati di Strasburgo. Da sempre, infatti, sostengo che a una totale trasparenza e conoscibilità dell’attività degli eletti corrisponda un maggior prestigio e credito di tutta quanta la politica. Per questo mi inorgoglisce l’essere stato premiato dall’Associazione Civicum per «l’impegno senza precedenti dimostrato nel diffondere la cultura della trasparenza nella Pubblica amministrazione».    

 

&lt;p&gt;
 

&lt;i&gt;Prendiamo atto con piacere della precisazione del Ministro. Tanto più che contiene un dettaglio che balza agli occhi e va sottolineato: se fosse stato ancora a Strasburgo, dice Brunetta, avrebbe votato a favore della risoluzione di Cappato contro l’assenteismo degli euro-parlamentari. È una dissociazione importante, rispetto alla scelta del Popolo delle Libertà, al quale appartiene, di votare contro. È esattamente quanto sostenevamo noi del Corriere: non si possono fare battaglie politiche importanti come quella contro i fannulloni e poi decidere che i tornelli valgono per tutti ma non per i deputati a Strasburgo. (g.a.s.)&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KGUM5&quot;&gt;Corriere della Sera - Renato Brunetta -  (g.a.s.)&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Renato BRUNETTA: «La Chiesa? Pensa troppo all'immagine»  -   INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/29/renato-brunetta/%C2%ABla-chiesa-pensa-troppo-allimmagine%C2%BB-intervista/383274"></link>
  <updated>2008-12-29T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>383274</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  PA e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Rispetto il Vaticano ma si poteva fare di più. Quei soldi li dà lo Stato&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ministro Brunetta, la Chiesa ha aperto un fondo di solidarietà da un milione di euro. Ma, secondo lei, poteva fare di più. Una tirata d’orecchi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Io non sono credente. Ho però un grandissimo rispetto per la funzione che la Chiesa svolge a vantaggio dei giovani, degli anziani, dei diversamente abili. E apprezzo anche molto questa iniziativa di istituire un fondo di solidarietà. Mi limito a rilevare che qualcosa in più si poteva fare, dato che quei soldi la Chiesa li riceve comunque dallo Stato. Ognuno, secondo me, dovrebbe tornare a fare il proprio mestiere e la Chiesa il suo lo fa molto bene, ma qualche volta sembra voler investire un po’ troppo su operazioni di mera immagine».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Inedito: un ministro italiano che se la prende con la Chiesa.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Dico solo l’ovvio, e cioè che non è possibile che lo Stato possa essere il bersaglio di qualunque critica, come se fosse il ricettacolo di tutti i mali, e nessuno possa mai dire alcunché della Chiesa. Adottiamo un criterio di reciprocità, che è poi quello evangelico della pagliuzza e della trave. O no?»&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Alla Chiesa non deve essere piaciuta molto la sua proposta di legge sulle famiglie di fatto. A che punto è?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«La proposta non è sulle famiglie di fatto ma sui diritti e doveri dei conviventi. Comunque: ha ricevuto oltre 80 firme in Parlamento, tra cui molte di esponenti dell’opposizione. Come finirà non lo so, perché non dipende più da me».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Passiamo ad altro. Come ripartiranno i consumi se - stando ai dati della Cgil - gli stipendi sono fermi da un anno?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Secondo la Cgil gli aumenti sarebbero stati azzerati dall’inflazione. Quindi vuol dire che il potere d’acquisto se non è cresciuto non è neppure diminuito. Senza dire che il fenomeno riguarda solo i dipendenti del privato, perché per quelli pubblici un aumento c’è stato. Con questo non voglio dire che il problema non esista, sia chiaro. Anzi, dico che c’è e che ne è responsabile soprattutto la Cgil che, tra i due livelli di contrattazione, nazionale e locale, ha sempre puntato sul primo, quando è del tutto evidente che solo il potenziamento del secondo livello può incrementare produttività e salari».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Sempre la Cgil, ma anche il Pd, propongono un taglio serio della pressione. Le sembra una via praticabile?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Un taglio delle tasse minimo, avrebbe un costo di almeno 10 miliardi. Questi soldi oggi non ci sono, e se ci fossero sarebbero comunque spesi male. Ciò che deve cambiare è la modalità di erogazione salariale. Serve insomma quel nuovo modello contrattuale a cui la Cgil si oppone».
&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;I soldi non ci sono. Ma altri paesi (gli Usa, ma anche Francia e Inghilterra) stanno pensando a maxi-investimenti in deficit, qui, invece, sembra far premio solo l'input del ministro del Tesoro: conti in riga e basta.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Il problema non è il deficit, perché in questa situazione, se sforassimo i parametri di Maastricht di qualche decimo non ce lo impedirebbero l’Europa e la burocrazia di Bruxelles, ma i mercati. Con un debito pari al 105% del Pil che costa in interessi 70 miliardi l’anno, che credibilità avremmo se esasperassimo questo fenomeno. Inoltre incontreremmo difficoltà a ricollocare questo debito sul mercato e dovremmo aumentare i rendimenti. La pezza, dunque, sarebbe peggiore dello strappo».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Ma esiste o no una sorta di superpotere del ministro del Tesoro e una conseguente insofferenza di molti suoi colleghi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Tremonti ricorda semplicemente una regola sgradevole, ma pur sempre regola, che è quella che ho appena illustrato: i mercati, cioè, non ci consentono leggerezze di sorta. Quanto alle insofferenze di alcuni ministri, queste non sono contro Tremonti, ma semmai contro la burocrazia cieca e sorda della Ragioneria, che agisce in maniera piatta, senza alcuna capacità selettiva».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Si dice che recuperare risorse sia difficile. Ma non si parla più né di abolizione delle province né di tagli alla politica.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Risorse possono essere recuperate soprattutto dai settori protetti, cioè la pubblica amministrazione e le public utilities (le aziende che gestiscono acqua, gas, luce). La macchina dello Stato vale in Italia quanto il manufatturiero. Ci vuole un piano industriale per il suo rilancio, e in due anni si potrà recuperare il 30-40%. Lo stesso vale per le public utilities. Poi, nella seconda parte della legislatura, quando sarà passato anche il federalismo, si potrà affrontare tutta la filiera degli enti locali. Per il resto, so che togliere soldi ai parlamentari è molto popolare. Ma posso dire una cosa? Il costo annuo del Senato è pari alla liquidazione ottenuta da un giovane banchiere romano».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Lei è diventato molto popolare conducendo una battaglia contro l’assenteismo. Però non ha osato toccare gli statali in divisa. Nelle amministrazioni militari i tornelli ci sono, ma solo per i civili.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Lo so, e vale anche per le forze dell’ordine e i magistrati. Ci sono settori che avrebbero bisogno di importanti riforme che non ricadono nelle mie competenze. Ad altri spetta metterci mano».
		
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KB67P&quot;&gt;La Stampa - Raffaello Masci&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>BEATRICE DRAGHETTI: Brunetta &quot;calpesta la verità&quot;. E lui si scusa</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/11/28/beatrice-draghetti/brunetta-calpesta-la-verit%C3%A0-e-lui-si-scusa/382150"></link>
  <updated>2008-11-28T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>382150</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Provincia Bologna (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Pres. Giunta Provincia Bologna&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href=&quot;http://www.beatricedraghetti.org/public/2008-10-28%20carlino%20Brunetta.pdf&quot;&gt;Brunetta &quot;calpesta la verità&quot;. E lui si scusa&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.beatricedraghetti.org/public/2008-10-28%20carlino%20Brunetta.pdf&quot;&gt;Il Resto del Carlino&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
</feed>
