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  <title>Openpolis - Argomento: Gazzetta Ufficiale</title>
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  <updated>2010-10-20T00:00:00Z</updated>
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  <title>Massimo DONADI: «Calderoli si dimetta, ha abolito un reato per salvare 36 leghisti»</title>
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  <updated>2010-10-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>547205</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Il ministro ha mentito al Parlamento perché in un question time aveva detto che l'estinzione della norma sul reato di associazione militare, di cui erano accusati i militanti del Carroccio, era un errore materiale e lo avrebbe cancellato&quot;
&lt;p&gt;Mozione di sfiducia dell'Italia dei valori per il ministro della Semplificazione legislativa, Roberto Calderoli, che &quot;ha mentito&quot; sul lodo 'salva Lega', ovvero sulle norme che cancellano il reato di associazione militare per scopi politici, che entrate in vigore lo scorso 8 ottobre hanno determinato l'estinzione del processo a carico di 36 leghisti.
&lt;p&gt;

&quot;Il 3 ottobre il ministro della Difesa, attraverso il portavoce, - racconta Donadi - rilascia una nota stampa nella quale dice che l'inserimento del reato di associazione militare tra quelli da abrogare è un errore materiale e che il suo ministero si attiverà immediatamente per ottenere la rettifica in Gazzetta Ufficiale&quot;. A quel punto l'Idv nella stessa data presenta una richiesta di rettifica, ma arriva l'8 ottobre e il governo non fa nessuna rettifica, per cui la norma entra in vigore e il reato viene abrogato.&lt;br /&gt;
 Il ministro della Difesa è stato perciò politicamente ingannato dal ministro Calderoli&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Inoltre - continua Donadi - il consigliere Vito Poli, con un documento ufficiale del Consiglio di Stato, fa sapere che nel testo licenziato dalla commissione scientifica da lui presieduta questo reato non c'era, è stato inserito dopo al ministero della Semplificazione. Quindi -secondo il capogruppo Idv- una manina lesta lo ha inserito in un secondo tempo&quot;.
&lt;p&gt;

&quot;E' una vera 'porcata ministeriale' - denuncia Donadi che annuncia anche la presentazione di un esposto alla magistratura -, Calderoli ha mentito al Parlamento e agli italiani in diretta tv durante il question time alla Camera ed è probabilmente lui la 'manina' o l'ispiratore della manina che ha inserito il provvedimento nel testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e che poi ha bloccato la rettifica che era stata proposta dal ministero della Difesa&quot;.

&lt;p&gt;
Proprio in ragione della mancata rettifica e, quindi, del cosiddetto 'favor rei', nota Donadi, i leghisti che avevano in corso un processo a Verona &quot;la faranno franca, alla faccia dell'art. 18 della Costituzione che proibisce le associazioni che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare&quot;. 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/politica/2010/10/20/news/idv_contro_calderoli-8273712/?rss&quot;&gt;la Repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Donatella PORETTI: Raccolta cordone ombelicale: Una vicenda emblematica di proroghe, estromissione del Parlamento e uso ideologico di organismi tecnico-scientifici.</title>
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  <updated>2008-07-11T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>357734</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ieri il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella ha confermato in aula la volonta' di dare applicazione alla legge sulla conservazione del cordone ombelicale anche per uso autologo e all'apertura delle biobanche private, peccato che per far questo la legge che chiedeva un decreto attuativo da emanarsi entro il 30 giugno e' stata prorogata al febbraio 2009.&lt;br /&gt;


Un comportamento davvero curioso da parte di chi sostiene a parole di voler applicare una legge, ma che nel frattempo la proroga, e quindi non le da' attuazione. Comportamento bizzarro che per riprendere la vecchia legge e chiederne la proroga, la inserisce in un decreto copiando integralmente il testo, anche la data che intendeva prorogare e cosi' ci ritroviamo pubblicato, il &quot;30 giugno 2008&quot;, in Gazzetta Ufficiale il decreto n.113 che copia una legge gia' in vigore in cui si dice che entro il &quot;30 giugno 2008&quot; si deve emanare un decreto, mentre nella relazione spiega la necessita' di prendere tempo e di modificare questo &quot;30 giugno 2008&quot; con 28 febbraio 2009 per motivi tecnici!&lt;br /&gt;
 

Per rimediare al pasticcio si stralcia dal decreto questa parte e si inserisce come emendamento ad un altro decreto in conversione al Senato, estromettendo cosi' anche le commissioni competenti da un parere sul tema.&lt;br /&gt;


Il Governo, fin dal 2001, e' intervenuto in materia con ordinanze (atti su cui il Parlamento non ha poteri, neanche di parere) perché mancava una legge. Alla fine, pero', il Parlamento ha varato una legge, ma il Governo l'ha disfatta, prima con un'ordinanza ora con questo decreto di proroga. Vietando la conservazione autologa in biobanche private in Italia, si continua a non considerare lo sfascio del sistema della donazione:  in meno del 10% dei punti nascita e' possibile la raccolta. Nel 2007, a fronte di 570 mila parti, i cordoni conservati per la donazione in banche pubbliche sono solo 2.500, mentre sono oltre 5.000 quelli inviati all'estero in biobanche private.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;La proroga motivata dal sottosegretario Roccella per questioni tecniche e di necessita' di adeguamento della nostra struttura pubblica, e' un atto puramente ideologico. E' prendere tempo per decidere cosa fare in violazione della scelta gia' indicata dalla legge.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
Prendere otto mesi per emanare un decreto gia' scritto dagli organi tecnici del Centro Nazionale Sangue e Centro Nazionale Trapianti, e' semplicemente assurdo, a meno che non si pensi che quei due organi tecnici cambieranno un decreto attuativo della stessa legge solo perche' e' un Governo diverso a chiederglielo. Una possibilita' che pero' potrebbe divenire realta', perche' ieri sempre la  sottosegretaria Roccella ha reinviato le linee guida della legge 40 al Consiglio Superiore della Sanita', che si era gia' espresso solo qualche settimana fa: l'unica differenza era il mittente, il precedente era il ministro Livia Turco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



Voler utilizzare organismi tecnico-scientifici per dare concretezza alle proprie ideologie puo' essere molto rischioso e il primo passo verso uno Stato Etico.&lt;br /&gt;
 

C'e' ancora tempo per tornare indietro e -martedi' 15 luglio al Senato- votae a favore dell'emendamento della delegazione radicale nel Pd al Dl 575, ripristinare la legge attuale sul cordone e, al massimo, prendersi un paio di mesi di tempo per emanare  il decreto attuativo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



 

Qui il testo dell'interrogazione:&lt;br /&gt;


http://blog.donatellaporetti.it/?p=151&lt;br /&gt;


 

Qui il resoconto stenografico in corso di seduta dello svolgimento dell'interrogazione al Senato:&lt;br /&gt;


http://www.senato.intranet/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=hotresaula &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=126097&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio NAPOLITANO: &quot;Non potete farlo&quot;</title>
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  <updated>2008-07-01T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>357389</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Se sulla nostra legge c'è un giudizio politico, la nostra risposta sarà politica. E le conseguenze saranno quelle di chi non assolve ai propri doveri istituzionali&quot;. &lt;br /&gt;
Ecco il redde rationem, ecco la resa dei conti. Per il suo futuro e per il prosieguo della legislatura. Così domenica scorsa ne ha discusso con i presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini.&lt;br /&gt;
 &quot;Questa volta non transigo&quot;, ha ripetuto. E forse non è stato un caso che ieri gli inquilini di Montecitorio e Palazzo Madama abbiano chiesto un incontro &quot;urgente&quot; a Giorgio Napolitano. 
&lt;br /&gt;

&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Un colloquio&lt;/b&gt; - a tratti molto teso - per esporre le loro &quot;preoccupazioni&quot; sul parere che oggi il Consiglio Superiore della Magistratura dovrebbe esprimere sulla cosiddetta norma &quot;salva-premier&quot;. &lt;br /&gt;
Un summit organizzato in fretta e furia, con una procedura d'emergenza che ha sorpreso il presidente della Repubblica appena rientrato da Capri. Un appuntamento cui Schifani e Fini si sono presentati con una lettera. Poche righe per denunciare l'allarme legato all'&quot;invasione di campo&quot; del Csm. E sulle quali chiedevano l'avallo del capo dello Stato. 
&lt;br /&gt;

&quot;Il giudizio di costituzionalità - è il ragionamento svolto dai due sul Colle - è una prerogativa parlamentare, delle commissioni affari costituzionali e quindi della Corte costituzionale. Non del Csm che sta scavalcando i compiti delle Camere. E il Quirinale, come garante della Costituzione non può non tenerne conto&quot;. 
&lt;br /&gt;

Un faccia a faccia piuttosto nervoso, con toni cordiali ma con una sostanza ben poco diplomatica. Anche perché la risposta di &lt;b&gt;Napolitano&lt;/b&gt; è stata piuttosto ferma.&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;&quot;Io - è stato il suo discorso - non intervengo nell'attività di altri organi istituzionali&quot;.&lt;/b&gt; Soprattutto il presidente della Repubblica ha richiamato i suoi due interlocutori sui rischi della loro nota.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Uno &quot;scontro istituzionale&quot; senza precedenti tra poteri dello Stato.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Un conflitto tra Parlamento e Csm&lt;/b&gt; in grado di aprire una voragine nei rapporti tra Istituzioni. &lt;b&gt;&quot;Non potete&quot;&lt;/b&gt;, ha avvertito. Un confronto acceso, insomma, in cui alla fine &lt;b&gt;Fini&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Schifani&lt;/b&gt; hanno derubricato il loro documento con la nota diramata dagli uffici stampa. Ma incassando un impegno del Quirinale a &quot;intervenire&quot; nella vicenda. 

 
&lt;br /&gt;

E già, il punto di mediazione faticosamente raggiunto ieri è stato proprio questo. I presidenti di Camera e Senato adesso si aspettano un passo &quot;formale&quot; di Napolitano. La richiesta di uno slittamento del Plenum fissato per oggi pomeriggio o un richiamo del capo dello Stato a rispettare le competenze di tutti gli organi istituzionali. Anche Palazzo Chigi si attende una mossa di questo tipo da parte della più alta carica dello Stato. &lt;br /&gt;


Stamani, in effetti, ci dovrebbe essere un colloquio tra il presidente e il vice presidente del Csm, Nicola Mancino. Per valutare le diverse opzioni. Sebbene, al momento, non c'è un'indicazione precisa sulle scelte che compirà il capo dello Stato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Sta di fatto che Berlusconi&lt;/b&gt; aspetterà che si consumi questo passaggio per imboccare una strada o un'altra. &quot;Perché questa volta - ha fatto sapere attraverso i suoi &quot;ambasciatori&quot; al Colle - non transigo&quot;. Teme, infatti, che il parere del Csm induca Napolitano a non firmare il &quot;blocca-processi&quot;. Un'ipotesi che al momento nemmeno nel centrosinistra prendono in considerazione. Semmai, la firma potrebbe essere accompagnata da un messaggio &quot;critico&quot;. 
&lt;br /&gt;

Eppure a Via del Plebiscito, molti pensano il contrario. E del resto il premier ha messo ieri sul tavolo le sue carte. La &quot;missione&quot; di Fini e Schifani in qualche modo rispondeva a questa paura. Non solo. Il presidente del consiglio considera cruciali le prossime due settimane. Il parere del Csm, poi il voto a Montecitorio sul decreto sicurezza quasi in contemporanea con la decisione della Corte d'appello di Milano sulla ricusazione formulata nei confronti della presidente Gandus. E infine, appunto, la controfirma del Quirinale. 
&lt;br /&gt;

&quot;Se tutto si risolverà come temo - ha avvertito - allora anche Napolitano avrà fatto una scelta politica e la nostra risposta sarà politica&quot;. Se la Gandus non verrà ricusata e la legge non arriverà sulla Gazzetta ufficiale, l'affondo contro il Colle sarà senza tregua. &quot;Terremo conto di chi non ha assolto ai propri doveri istituzionali. E le conseguenze saranno riconducibili a questa mancanza&quot;. 
&lt;br /&gt;

Un riferimento nemmeno tanto implicito ai percorsi che la Costituzione traccia per le responsabilità della più alta carica dello Stato. Come minimo, allora, è il monito di Palazzo Chigi ci sarà la &quot;Scalfarizzazione&quot; (da Oscar Luigi Scalfaro) del settennato di Napolitano. E quindi la guerra aperta con i magistrati: &quot;Anche il capo dello Stato deve sapere che se andrà a finire così, noi non solo riformeremo il Csm, ma incideremo sulla gestione dei giudici. Separazione delle carriere, orario di lavoro con il tesserino da timbrare all'ingresso dei tribunali, ferie di 30 giorni come tutti i dipendenti pubblici e lo stipendio indicizzato ai contratti del pubblico impiego&quot;. 


&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=IKI6E&quot;&gt;Repubblica - Claudio Tito&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Rita BERNARDINI: Sanità penitenziaria: un decreto, l'ultimo lascito positivo del governo Prodi; ora toccherà al governo Berlusconi passare dalle parole ai fatti.</title>
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  <updated>2008-06-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>356607</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) - Assessore Provincia Avellino (Partito: Radicali italiani) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 30 maggio scorso il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1 aprile 2008 su “Modalita' e criteri per il trasferimento al Servizio sanitario nazionale delle funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie e delle attrezzature e beni strumentali in materia di sanita' penitenziaria.”&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 Il decreto in oggetto fornisce finalmente le gambe per camminare all’importante principio fissato nel decreto legislativo 22 giugno 1999, n. 230 sul riordino della medicina penitenziaria, il quale sancisce che non esistono più cittadini di serie A e cittadini di serie B (quelli reclusi), ma per tutti, nessuno escluso, il diritto alla salute (art. 32 Costituzione) deve essere garantito dal Servizio sanitario nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



Purtroppo, come accade per molte altre leggi dello Stato, il principio è rimasto tale, sulla carta, per dieci anni; sola l’ultima Legge Finanziaria ha disposto le procedure contabili per attribuire le risorse necessarie alle aziende sanitarie locali. &lt;br /&gt;
Il governo Prodi, in zona Cesarini, ha emanato il decreto ad hoc, che entrerà in vigore quindici giorni dopo la sua pubblicazione in Gazzetta, cioè il 14 giugno 2008.&lt;br /&gt;



E’ auspicabile che non si ripeta quanto successe dieci anni fa: il D.Lgs. 230/99, approvato dal governo D’Alema, fu poi sostanzialmente boicottato dal governo Berlusconi.&lt;br /&gt;
 Ora, però, il decreto Prodi fissa in maniera dettagliata i compiti di tutti e di ciascuno, Stato, Regioni, aziende sanitarie, amministrazione penitenziaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 


I radicali opereranno per la sua attuazione, essendo consapevoli che dietro gli articoli di legge, dietro gli stanziamenti di bilancio, ci sono persone concrete, in carne ed ossa, che devono essere tutelate nei loro diritti fondamentali, nell’interesse dell’intero pianeta carcere e di tutta la collettività.
&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=123579&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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