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  <title>Openpolis - Argomento: legge 194</title>
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  <updated>2012-03-15T00:00:00Z</updated>
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  <title>Magda NEGRI: Agghiacciante e incomprensibile decisione su feti</title>
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  <updated>2012-03-15T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625867</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Agghiacciante, a quanto s'apprende da informazioni di stampa che speriamo incomplete, la decisione della Giunta del Comune di Firenze di prevedere in uno specifico cimitero la sepoltura dei feti e del prodotto del concepimento. Incomprensibile il riferimento a un'eventuale opzione di libertà da parte delle famiglie. Stupisce che una provvedimento più volte ipotizzato da amministrazioni comunali di ben altro segno politico e culturale possa attuarsi in una realtà come Firenze.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://beta.partitodemocratico.it/doc/232625/firenze-negri-agghiacciante-e-incomprensibile-decisione-su-feti.htm&quot;&gt;partitodemocratico.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DAMIANO ZOFFOLI: Aborto, &quot;Il protocollo Forlì resta operativo&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/02/22/damiano-zoffoli/aborto-il-protocollo-forl%C3%AC-resta-operativo/558834"></link>
  <updated>2011-02-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>558834</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Cesenatico (FC) (Lista di elezione: Ulivo) - Consigliere Regione Emilia Romagna (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Qual'è il punto qualificante del Protocollo? L'impostazione del rapporto con la donna non è basato sulla certificazione passiva della richiesta di IVG, ma su un percorso di integrazione &quot;socio-sanitaria&quot; che prevede che le donne che contattano il consultorio pubblico abbiano un primo colloquio con un'assistente sociale per approfondire - in un clima di fiducia, libertà e riservatezza - le cause che le inducono a chiedere l'aborto ed eventualmente ricevere una serie di aiuti e sostegni, pubblici e privati, al fine di rimuoverle, come del resto prevede l'articolo 5 della Legge 194.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.romagnaoggi.it/cesena/2011/2/22/186188/&quot;&gt;www.romagnaoggi.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Maria Antonietta FARINA COSCIONI: &quot;Anche questo attacco alla 194 fallirà&quot;  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-01-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>549548</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“È un altro chiaro attacco alla legge 194 sull’aborto che fallisce, uno dei tanti di questo Governo e del presidente lombardo Roberto Formigoni che anche questa volta sui temi della bioetica esce sconfitto, come quando tentò di bloccare l’interruzione dell’alimentazione artificiale ad Eluana Englaro”.
&lt;p&gt;
Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale, non nasconde la soddisfazione per la bocciatura da parte del Tar della delibera della Regione Lombardia che considera in parte come una sua vittoria.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;
Perché?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“A suo tempo avevamo avvertito che era inaccettabile che una materia così delicata come l’aborto fosse disciplinata differentemente tra le Regioni. Abbiamo dovuto attendere tre anni e l’intervento del Tar che finalmente ha ripristinato legalità e buon senso. La delibera nasce però da un documento scientifico approvato da un pool di ginecologi. Troppo facile in quella Regione indirizzare presunti documenti scientifici verso la direzione che si vuole. &lt;br /&gt;
In Lombardia, dove la Sanità vale un sacco di soldi tra accreditamenti e convenzioni, c’è un clima difficile per l’applicazione della legge 194.”
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In che senso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“La Regione Lombardia vanta il record di obiettori di coscienza tra i medici e il numero più alto di associazioni anti-abortiste che rende difficile per le donne poter decidere liberamente senza condizionamenti. Ma è indubbio che le tecnologie abbiano accresciuto la sopravvivenza dei bimbi molto prematuri. Questo è solo un pretesto. Mi chiedo allora come mai non vada bene anche l’avanzamento scientifico per l’aborto segnato dall’avvento della pillola abortiva RU486 che evita l’intervento chirurgico, ma che viene ostacolato da questi presunti difensori del progresso in tutti i modi.”
&lt;p&gt;


&lt;b&gt;Ma non è d’accordo che è necessario rianimare un prematuro nato vivo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Il punto non è questo. Il punto è che per evitare gli aborti bisogna dare più informazioni e puntare sulla prevenzione, con l’educazione sessuale e la contraccezione, magari agevolando l’utilizzo della pillola del giorno dopo.&lt;br /&gt;
 Il Governo è pronto a inviare delle linee guida alle Regioni riproponendo i paletti di Formigoni. Sono sicura che sarà un insuccesso. Le Regioni non faranno passare un documento illegittimo e illegale.”&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lucacoscioni.it/anche-questo-attacco-alla-194-fallir&quot;&gt;www.lucacoscioni.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Livia TURCO: «La 194 va applicata non interpretata» </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/01/03/livia-turco/%C2%ABla-194-va-applicata-non-interpretata%C2%BB/549425"></link>
  <updated>2011-01-03T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>549425</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Il Tar ha ragione, non si possono mettere sotto tutela le donne e la loro libertà di scelta»
&lt;p&gt; 
Per fortuna che in questo Paese c'è chi sa interpretare ancora le leggi». Livia Turco, parlamentare del Pd e membro della Commissione Affari sociali di Montecitorio non nasconde la propria soddisfazione per le tesi adottate dal Tribunale amministrativo regionale contro le linee guida della Regione Lombardia sull'aborto. 
&lt;p&gt;
«La 194 - spiega Livia Turco - non ha necessità di essere interpretata ma va solo applicata. Ricordo che da ministro della Salute proposi un atto di indirizzo in Conferenza Stato-Regioni proprio finalizzato a favorire al meglio l'applicazione della legge 194, ma in quella circostanza Roberto Formigoni si oppose e non se ne fece nulla. In quell'occasione - ricorda l'ex ministro - prevalse lo scontro ideologico e quindi quelle linee guida furono vanificate. 
&lt;p&gt;Oggi il Tar rimette finalmente ordine dimostrando che non si possono mettere sotto tutela le donne e la loro libertà di scelta sulla falsa idea, smentita dai fatti, che possano essere inclini all'aborto». &lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=WGNHE&quot;&gt;La Stampa - Paolo Festina&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Maria Antonietta FARINA COSCIONI: Le linee di Formigoni sull'aborto sono illegittime. Lo dice il Tar della Lombardia.</title>
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  <updated>2011-01-03T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>549424</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
A suo tempo avevamo debitamente avvertito con interrogazioni che le linee guida varate tre anni fa dalla regione Lombardia, fortissimamente volute dal suo presidente Roberto Formigoni erano un accrocco illegittimo e illegale:&lt;br /&gt;
 che era inaccettabile che una materia così delicata come l’aborto potesse essere disciplinata differentemente sul territorio individuale e che le Regioni potessero stabilire le condizioni per l’accesso alle tecniche abortive.

&lt;p&gt;
Si trattava, e l’abbiamo detto inascoltati, di linee guida in evidente contraddizione con la legge 194 sull’aborto. Alle nostre interrogazioni e ai nostri atti parlamentari non è mai stata data risposta, comportamento usuale per un governo “latitante”; così abbiamo dovuto attendere tre anni e l’intervento del TAR che finalmente ha ripristinato legalità e il buon senso.
&lt;p&gt;La sentenza del TAR è inequivocabile: il termine fissato dalla giunta Formigoni delle 22 settimane contrasta con la legge nazionale. Ora ci attendiamo le consuete geremiadi degli esponenti del centro-destra, che denunceranno una inesistente “invasione di campo”; prima hanno “tradito” la legge, ora si scaglieranno contro chi quella legge la vuole applicata secondo lo spirito del legislatore. Speculatori prima, speculatori ora. Per parte nostra, un grazie agli avvocati Vittorio Angiolini, Ileana D’Alesso e Marilisa D’Amico, che con ammirevole costanza e caparbietà lodevole conducono da tempo battaglie a favore dei diritti di tutti contro gli abusi, le prepotenze e le arroganze degli zuavi pontifici professionisti in servizio permanente attivo.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://notizie.radicali.it/articolo/2011-01-03/editoriale/le-linee-di-formigoni-sullaborto-sono-illegittime-lo-dice-il-tar-dell&quot;&gt;Notizie Radicali&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Maria Antonietta FARINA COSCIONI: I miei “sì” contro il regime del dolore e della sofferenza senza speranza</title>
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  <updated>2010-12-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548860</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Signor Presidente, voto «sì» alla mozione di sfiducia perché questo Governo blocca i fondi per i livelli essenziali di assistenza e l'aggiornamento del nomenclatore degli ausili e delle protesi, privando malati e disabili della necessaria assistenza.
&lt;p&gt;
Voto «sì» perché non dimentico che lei, signor Presidente del Consiglio, ha avuto l'impudenza ed il cattivo gusto di affermare che Eluana Englaro poteva procreare.
&lt;p&gt; Voto «sì» perché questo Governo ha avuto l'improntitudine di proclamare come giornata della vita il giorno in cui Eluana Englaro è morta.
&lt;p&gt; Voto «sì» perché, anche di recente, due scienziati, la Cattaneo e Corbellini, ci hanno ricordato che il Ministero della salute ha pubblicato un bando di finanziamento sulle cellule staminali contro l'articolo 33 della Costituzione che protegge la libertà di scienza e di ricerca. Voto «sì» perché questo Governo ostacola la corretta applicazione della legge n. 194 del 1978.
&lt;p&gt; Voto «sì» perché questo Governo assiste inerte alla strage di diritto e di vite umane per quel che riguarda le vittime dell'amianto.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://notizie.radicali.it/articolo/2010-12-15/editoriale/i-no-radicali-ai-capaci-di-tutto-e-ai-buoni-nulla&quot;&gt;Notizie Radicali&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARIA GEMMA AZUNI: RU486: solidarietà alle donne della CGIL</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/06/16/maria-gemma-azuni/ru486-solidariet%C3%A0-alle-donne-della-cgil/501884"></link>
  <updated>2010-06-16T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>501884</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;
&lt;p&gt;Manifesto la mia solidarietà e la mia vicinanza alle donne della CGIL di Roma e del Lazio che stamattina alle 9.30 parteciperanno al presidio davanti alla Regione Lazio, insieme a rappresentanti della sanità, dell’associazionismo e della società civile, per chiedere il rispetto della legge 194 e della libertà delle donne di poter scegliere, anche nell’utilizzo della pillola RU486.&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

I ritardi che la Regione Lazio, utilizzando come alibi cavilli burocratici ed attese legate all’individuazione di fantomatiche strutture appositamente dedicate, fa pesare sugli operatori sanitari e sulle pazienti che ad oggi hanno difficoltà nel reperimento e nella somministrazione della pillola RU486, non sono più tollerabili, e ancora una volta si riflettono sulla pelle delle donne, costrette, come troppo spesso accade, a fare i conti con barriere ideologiche oltre che insopportabili carenze strutturali e organizzative.&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

Non potro’ partecipare al presidio in quanto impegnata in Consiglio Comunale, ma assicuro a tutte le donne di Roma e del Lazio, come sempre, la mia disponibilità ad operare sempre nel loro interesse e per la tutela della libertà, della salute e della dignità delle donne.
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;


Alla Presidente Polverini chiedo di assumersi chiaramente le proprie responsabilità e di definire una volta per tutte le modalità di fruizione e somministrazione della pillola RU486 negli ospedali di Roma e del Lazio.
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;


Maria Gemma Azuni&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gemmazuni.it/home/item/253-ru486-solidariet%C3%A0-donne-della-cgil&quot;&gt;www.gemmazuni.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio Roberto Maria MARINO: «Una scelta ideologica sulla RU486»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/28/ignazio-roberto-maria-marino/%C2%ABuna-scelta-ideologica-sulla-ru486%C2%BB-intervista/452398"></link>
  <updated>2009-11-28T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>452398</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il tanto atteso parere del governo sull’introduzione in Italia delle pillola abortiva è arrivato ieri sera. Dice che l’aborto farmacologico deve avvenire “in regime di ricovero ordinario” sotto “specifica sorveglianza” e che “la donna deve essere trattenuta fino all’espulsione dell’embrione”. &lt;br /&gt;
Ora l’Aifa dovrà nuovamente valutare, così auspica il ministro Sacconi, “la delibera adottata”. E i settecento giorni che ci sono voluti per arrivare a una decisione sono destinati a crescere ancora.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Senatore Marino, che ne pensa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il fatto che sia necessaria una vigilanza clinica dopo l’assunzione del farmaco è scritto da ormai due decenni nella letteratura scientifica. La sorveglianza è fondamentale e può essere realizzata con la permanenza in ospedale o con altri meccanismi, come un day hospital o un numero verde attivo 24 ore al giorno. Il punto è che si tratta di criteri che non può stabilire la politica: li definisce un medico, sulla base delle sue conoscenze scientifiche e del rapporto che ha con il paziente.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Nulla di forzato e obbligatorio, quindi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ovviamente no. Mi pare che questa maggioranza stia imboccando la strada dei trattamenti sanitari obbligatori sempre e comunque, e che scriva leggi che non si occupano delle cure ma dei comportamenti delle persone. Lo abbiamo già visto con l’idratazione e nutrizione. Siamo di fronte a volontà di carattere ideologico e non scientifico: la RU486 è stata utilizzata da un milione e mezzo di donne. La Food&amp;Drug Administration ha analizzato 500mila casi clinici in diversi paesi del mondo. Sono stati effettuati 39 studi clinici, poi c’è stato il controllo dell’Emea e infine quello dell’Aifa. Le pare che ci sia bisogno del parere di senatrici e senatori?
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Parliamo di donne. Cosa cambierebbe con l’aborto farmacologico?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
C’è uno studio secondo il quale l’aborto farmacologico consente una maggiore partecipazione del partner: con l’aborto chirurgico spesso una donna va in ospedale da sola, la RU486 permette all’uomo di offrire un sostegno di maggiore intensità.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Con l’obbligo di ricovero ordinario, cambierebbe tutto.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
La legge 194 prevede che l’interruzione di gravidanza avvenga in strutture ospedaliere pubbliche e così sarà anche con la RU486, che non si comprerà in farmacia ma verrà somministrata in ospedale. Non possiamo non introdurre un farmaco nel nostro sistema sanitario solo perché c’è la possibilità che la donna esca dall’ospedale: sarebbe come se io non eseguissi un trapianto perché ho paura che il paziente se ne vada contro la mia volontà.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Nessuna questione di deontologia, dunque.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Quando una donna arriva dal medico, la decisione di abortire è già stata presa. Mettiamo il caso di una donna che in passato ha subito complicazioni in un’operazione sotto anestesia ed è finita in rianimazione. É un dovere del medico o no dirle che può interrompere la gravidanza senza anestesia?
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Tre mesi a discutere della pillola. Che ci siamo persi nel frattempo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Chieda agli abitanti di Mazzarino, dove un ragazzo è morto dissanguato dopo un incidente, se a loro interessa di più questo dibattito sulla RU486 o l’ammodernamento della rete ospedaliera. Ci sarebbe da discutere di tante cose: io avevo chiesto sei milioni di euro per un progetto che dotasse di defibrillatori i luoghi pubblici come le stazioni, i campi sportivi, gli aeroporti. Il governo ha deciso di stanziarne solo quattro: per risparmiare, non si salvano 20-30 mila vite, perché quando si verifica un arresto cardiaco l’uso del defibrillatore dimezza il tasso di mortalità.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Per quanto tempo ne avete discusso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Per illustrare il progetto in Aula mi hanno concesso sessanta secondi. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=OH14O&quot;&gt;Il Fatto Quotidiano - Paola Zanca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Luigi BERSANI: «Detrazioni fiscali per le fasce deboli subito»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/09/24/pier-luigi-bersani/%C2%ABdetrazioni-fiscali-per-le-fasce-deboli-subito%C2%BB-intervista/417870"></link>
  <updated>2009-09-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>417870</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Lo scudo? Una vergogna. Tremonti è un incantatore»
&lt;p&gt;
Paradosso. Oppure paradossale. Dunque, «ciò che sembra o è assurdo, illogico, stravagante». Pier Luigi Bersani ricorre spesso, in questa intervista, all’uno o all’altro termine per dire come alcune delle faccende in discussione gli paiano, appunto, stravaganti (quando non del tutto incomprensibili). Paradossale è, per esempio - a proposito di Tremonti e della sua Finanziaria - «che il non far nulla sia diventato un merito»; ed è certo un paradosso - riferito alla discussione intorno alla pillola RU486 e alle polemiche per la posizione assunta da Dorina Bianchi - «che si contestino tecniche abortive meno invasive e previste dalla stessa legge 194». E andando avanti, è di sicuro stravagante che nel Pd si litighi sul tasso di antiberlusconismo di questo o di quell’altro «dimenticando che, al di là di chi strilla di più, il nostro dovere - oltre a opporci - è offrire agli elettori un’alternativa, altrimenti strillare non serve a nulla».&lt;br /&gt;


Ma non è di Pd che Bersani vuol parlare, quanto - piuttosto - delle ultime mosse del governo in materia di economia. Alla vicenda congressuale riserva poche battute: ma non irrilevanti. Per esempio, dice sì al confronto a tre chiesto da Marino e accettato da Dario Franceschini: «Io non ho problemi - spiega -. Discutiamone pure. Tenendo presente, però, due cose. La prima, è che abbiamo un meccanismo congressuale già molto competitivo; la seconda, è che dovremmo cercare di ragionare tenendo sempre d’occhio gli interessi dell’intera ditta».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non è, però, che preferisce parlare di Tremonti per evitare di versar sale su certe ferite aperte nel Pd?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«A parte che è sempre saggio evitare di farsi del male da soli, non è questa la ragione. E’ per le cose che le dicevo all’inizio: siamo nella situazione che, per il governo, non far nulla è diventato un merito. E’ un paradosso, certo: ma è quel che accade. Il malato è grave e lo si cura con placebo e palliativi. Se riesce, altro che economia: a Tremonti daranno il Nobel per la medicina... Si spostano i soldi da qua a là, come era per i carrarmati di Mussolini, ma risorse nuove non se ne vedono. E non è l’unico aspetto paradossale di questa vicenda».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L’altro qual è?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Che pur non avendo alcuna nostalgia delle vecchie Finanziarie, una domanda vorrei farla: ma tra Finanziarie che non ci sono e mini-decreti mensili dove e quando in questo Paese si parla di manovra economica? Il peggio della crisi ce l’abbiamo davanti, e Tremonti l’incantatore dice: “La Finanziaria non c’è e comunque, se necessario, gli aggiustamenti poi li faccio io”. Col Pil che cede e il deficit che aumenta, invece, alcune cose andrebbero fatte subito».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Finga di essere al governo: concretamente, che farebbe?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Subito detrazioni fiscali per le fasce più deboli, lasciando un po’ di soldi in tasca a chi non ne ha, così da spingere i consumi; e per i Comuni la possibilità di avviare tanti piccoli cantieri: con la facoltà per chi in 6 mesi bandisce le gare e appalta i lavori, di sforare il patto di stabilità. Invece, nulla di tutto questo. Hanno solo prorogato le detrazioni per chi ristruttura la casa: il che va bene, ma è una misura che avevamo introdotto noi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Un po’ di soldi potrebbero arrivare con lo scudo fiscale, che al Pd però non piace...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Dire non piace è poco: il mio giudizio è che sia una vergogna. Non solo è uno schiaffo a chi paga le tasse, ma è anche un vero e proprio indulto per gravi reati fiscali e finanziari. In più, lo scudo è destinato a produrre danni anche in prospettiva».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Berlusconi direbbe: ecco i soliti spargitori di pessimismo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E allora al nostro premier faccio una domanda: chi è quell’imprenditore sano di mente che, in un quadro così, dovrebbe investire nella sua azienda? Se gli va male, dal governo alle banche non c’è nessuno che lo aiuta; se gli va bene, gli tocca pagare il 40% di tasse. Allora conviene portare i soldi all’estero, tanto poi rientrano praticamente esentasse. Senza contare che quando si parte con i condoni, poi si continua sulla stessa via: al fondo della quale c’è un aumento delle tasse per chi le paga».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;A proposito di stessa via: anche il Pd marcia sempre sulla stessa via, litigando - com’è accaduto al Senato - sulla pillola RU486 e sul sì espresso da Dorina Bianchi, capogruppo in commissione Sanità, ad un’indagine conoscitiva. Che le pare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Innanzitutto, che lascerei ad ognuno il proprio lavoro: è un tema di verifica scientifica, e comunque non è accettabile l’obiezione di chi dice “così diventa troppo facile abortire”. Bisogna avere più fiducia nella maturità e nella responsabilità delle donne, come del resto dimostra il calo di interruzioni di gravidanza dall’entrata in vigore della 194. E poi davvero non capisco il no a tecniche meno invasive, previste per altro dalla stessa legge che regola l’aborto...».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sta eludendo la domanda, però. E allora mettiamola così: lei è per favorire oppure no, su temi così, l’obiezione di coscienza da parte di parlamentari del Pd?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Detto con chiarezza: vedo l’esigenza di disciplinare il ricorso all’obiezione. Nella mia mozione propongo che sia un organismo statutario a definire ambiti e confini, perché un parlamentare non può pensare solo alla propria coscienza».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Scusi, siamo all’obiezione di coscienza decisa dal partito?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ma nemmeno per idea. Credo l’obiezione di coscienza sia da considerare uno strumento limite, visto che si parla di politica e di parlamentari, e quindi di mestieri non obbligatori. Se uno li fa, sa di dover ragionare anche per la coscienza degli altri. Il Paese aspetta dalla politica delle decisioni».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;A proposito di politica, un’ultima domanda. A differenza di quanto sostenuto da D’Alema, secondo Franceschini il Pd non soffre di un eccesso di antiberlusconismo: lei come la vede?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Che il mestiere dell’opposizione è certo quello di opporsi - perfino con più vigore di quanto non accada oggi - ma anche costruire e offrire un’alternativa al Paese. Il problema non è chi strilla di più, altrimenti Berlusconi sarebbe già a casa: e invece il suo consenso regge proprio perché i cittadini non vedono ancora un’alternativa chiara. A me, insomma, questa discussione non piace. Così come non mi piace, però, un’opposizione che stia sempre e solo appesa al suo contendente».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=NH7PK&quot;&gt;La Stampa - Federico Geremicca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Emma BONINO: Vogliono colpire i diritti delle donne</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/07/31/emma-bonino/vogliono-colpire-i-diritti-delle-donne/401981"></link>
  <updated>2009-07-31T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>401981</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
E se si fosse trattato di un farmaco innovativo per la cura della prostata anziché della RU486, avremmo avuto tutto questo fuoco di sbarramento?&lt;br /&gt;
 Credo proprio di no.&lt;br /&gt;
 Ma quando si tratta della donna, allora predomina ancora una cultura che impone per noi dolore e sofferenza fisica. Come nel caso dell’aborto, nonostante la legge 194 già prevedesse per gli enti ospedalieri di tener conto del progresso tecnologico e delle nuove tecniche meno intrusive e violente. 
&lt;p&gt;L’Italia è davvero un paese bizzarro. La politica entra in settori che non dovrebbero riguardarla. &lt;br /&gt;
Ed infatti questo farmaco è stato vietato in Italia proprio per veti della politica di stampo più clericale, quella che si arroga il diritto per esempio di stabilire se si possono e devono impiantare 3 o 5 ovociti, se idratazione e alimentazione forzata siano un intervento sanitario o meno... In questo caso, per condizionare l’Agenzia del farmaco si è risorti pure ad una discutibile contabilità dei morti, la cui &quot;presunta connessione&quot; con la RU486 sembra valere solo in Italia. &lt;br /&gt;
In nessun altro paese questo ha rappresentato un ostacolo alla registrazione del farmaco e il dossier completo è noto da tempo. 
&lt;p&gt;Insomma invece di limitarsi a stabilire il quadro normativo, la politica entra nel merito delle cure o delle terapie, normalmente nel tentativo di svuotarne i contenuti e comunque di limitare la libertà di scelta delle persone e delle donne in particolare. 
&lt;p&gt;Il risultato di tante interferenze politiche, e non, è che il via libera alla RU486 arriva in Italia con venti anni di ritardo rispetto a Francia, Svezia e Regno Unito, con dieci rispetto agli Usa. 
&lt;p&gt;L’EMEA, l’Agenzia europea del farmaco, ha approvato già nel 2007 la nuova scheda tecnica della RU486: a questo punto la decisione dell’Aifa è al limite un atto dovuto. &lt;br /&gt;
Se si vuole ridurre davvero il ricorso all’aborto allora la strada maestra è quella di promuovere la contraccezione e i metodi per la procreazione responsabile, realizzando specifiche campagne informative e pubblicitarie. &lt;br /&gt;
Certo, se poi c’è chi si oppone anche a questo, compresa la pillola del giorno dopo, allora la strada diventa tutta in salita. Insomma ogni giorno peggio, scomunica compresa. Bisogna quindi reagire riprendendo con forza le battaglie laiche (e per questo profondamente religiose) per la libertà di scelta delle persone compresa quella di cura e di terapia. &lt;br /&gt;
A partire dall’imminente passaggio alla Camera dell’incredibile testo &quot;etico&quot; varato dal Senato. O si appresta il PD a ripetere le contorsioni già viste in base all’ &quot;opinione prevalente&quot; delegando ai radicali un’appassionata e netta battaglia parlamentare?&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=145281&quot;&gt;l'Unità.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MERCEDES BRESSO: «La Chiesa invita a non rispettare la legge. Non può farlo»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/23/mercedes-bresso/%C2%ABla-chiesa-invita-a-non-rispettare-la-legge-non-pu%C3%B2-farlo%C2%BB-intervista/388393"></link>
  <updated>2009-01-23T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388393</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Piemonte (Partito: PD) - Consigliere Regione Piemonte (Gruppo: DS) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il resoconto del botta e risposta andato avanti per tutto il giorno è copioso. Il cardinal Severino Poletto ha detto che sul caso Englaro i medici devono fare obiezione di coscienza. La legge di uno Stato non può andare contro la legge di Dio. Mercedes Bresso ha replicato che «non viviamo in una Repubblica di ayatollah».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Presidente, Mantovano definisce «incivile» la sua replica al cardinal Poletto. Perché ha pensato agli ayatollah?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

L’obiezione di coscienza, non esiste nell’ordinamento, vale solo per la legge 194, quindi quello del cardinal Poletto è un invito a non rispettare la legge vigente. Tuttavia sono convinta che nessuno possa essere obbligato a compiere azioni contrarie alla propria coscienza. Per questo una legge sul testamento biologico deve prevedere l’obiezione di coscienza che, ne sono certa, i medici adotterebbero con grande cautela. Sappiamo tutti per esperienza personale che i medici, cattolici e non, continuamente prendono decisioni insieme alla famiglia su quando interrompere le terapie. Soltanto la politica, nell’ipocrisia di questo dibattito, fa finta di non saperlo.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Quindi non è stato esagerato usare quel termine?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

La parola ayatollah non è un insulto, indica i capi religiosi che per un insieme di circostanze hanno ottenuto il potere temporale e hanno fatto coincidere la legge religiosa con quella politica. L’appello lanciato da Poletto non va in quella direzione?&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Sul caso di Eluana Englaro la politica sta scrivendo fiumi di parole. Non è incivile anche questo atteggiamento?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

La confusione fra Stato e Chiesa provoca solo danni. Il dibattito politico da un lato è incivile perché non tiene conto della discrezione che si dovrebbe avere in un caso del genere e del fatto che in uno Stato di diritto vanno rispettate le sentenze, dall’altro perché mira a criminalizzare chiunque ritenga - in questo caso la famiglia Englaro - di essere titolare di un diritto.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Il ministro Sacconi dice di aver fatto riferimento, tra l’altro, alla Convenzione delle Nazioni unite.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Il centrodestra, come è nel suo stile, sta modificando uno stato di fatto. Sacconi parla di Eluana come di una disabile e sta insinuando che il padre vuole ucciderla, quando tutti sappiamo che la vita di Eluana è artificiale. Si sostiene che alimentazione e idratazione non sono trattamenti medici e questo è un falso voluto,, al punto che Sacconi considera questi trattamenti nei Livelli Essenziali di Assistenza, cioè nelle cure, le stesse che il paziente può rifiutare, ma noi, istituzioni, no.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;C’è una sentenza che rischia di restare inattuata a causa di una circolare ministeriale. Può accadere in uno Stato laico?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Il ministro non può dare una interpretazione autentica della legge, spetta alla magistratura e le leggi le fanno i parlamenti. Nel caso specifico, poi, né io, né Sacconi, né tutti quelli che parlano, possiamo sostituirci al lavoro che hanno svolto medici e giudici prima di arrivare, con grande prudenza, ad una decisione.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
C’è chi la accusa di aver riacceso la polemica senza che nessuno le avesse chiesto nulla. Come mai si è espressa sul caso Englaro?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Mi è stata fatta una domanda da un giornalista e ho dato una risposta. Per quanto mi riguarda nella mia Regione non ci sono ostacoli, la grande maggioranza degli operatori sanitari del Piemonte ha dato la propria disponibilità.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Lei pensa che si arrivi ad una legge?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Anche in presenza di una legge sarebbe sempre necessaria una figura di tutela, in caso di conflitto tra medico e famiglia, per esempio. La legge serve soprattutto per conoscere l’orientamento della persona, se invece andasse a porre limitazioni rischierebbe di toccare un principio non violabile dell’ordinamento: il diritto a decidere sulla propria persona. Il principio dell’habeas corpus è un principio inviolabile del diritto occidentale.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Come mai si parla sempre meno di laicità?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Da quando i cattolici non sono più largamente rappresentati dallo stesso partito, c’è una caccia aperta al loro voto e spesso ci si dimentica che ci sono tanti cattolici laici.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Sta dicendo che lo stato era più laico con la Dc?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Probabilmente sì, la Dc spesso aveva atteggiamenti laici nei confronti del rapporto con la Chiesa. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KJISK&quot;&gt;L'Unità - Maria Zegarelli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto FORMIGONI: Ru486, non è esigenza del paese e presenta rischi per la salute; intollerabile la Cassazione su Eluana Englaro; Non mancano soldi per l'Expo, oggi il pre-Cipe dovrebbe approvare la nostra richiesta di finanziamento.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/18/roberto-formigoni/ru486-non-%C3%A8-esigenza-del-paese-e-presenta-rischi-per-la-salute-intollerabile-la-cassazione-su-eluana-englaro-non-mancano-soldi-per-lexpo-oggi-il-pre-cipe-dovrebbe-approvare-la-nostra-richies/383155"></link>
  <updated>2008-12-18T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>383155</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Lombardia (Partito: PdL) - Consigliere Regione Lombardia (Lista di elezione: FI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;b&gt;Presidente, sulla pillola abortiva, non le sembra che vada incontro... insomma, l'Italia è uno dei pochi paesi che non ce l'ha, non le sembra che vada contro a quelle che sono le esigenze di decisione...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Io non credo che queste siano le esigenze, non tutto ciò che gli altri paesi fanno è positivo, e soprattutto ci sono ancora molti dubbi dal punto di vista della salute della donna che non pare affatto tutelata: i dubbi dei medici, degli scienziati sono molto forti, la discussione è ancora molto aperta, quindi credo che sia utile approfondire questa tematica, dopodiché in Italia c'è una legge che regolamenta l'aborto, che è la 194, che stabilisce delle modalità anche tecniche molto precise che non possono essere violate allegramente. Quindi io credo che il ripensamento che è in corso negli ambiti medici e scientifici debba essere seguito con grande rispetto prima di prendere decisioni affrettate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;La Cassazione ha ribadito che la sentenza su Eluana Englaro è definitiva...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Sono un po' sorpreso, veramente. Amaramente sorpreso del livello di cinismo con cui ieri si è risposto alle esigenze da tante parti sollevate; non possiamo mandare con leggerezza alla morte una persona che è tenuta in vita non attraverso cure intrusive ma semplicemente dandole da mangiare e da bere. C'è una persona a cui si da da mangiare e da bere: si vuole sospendere di dare da mangiare e da bere ad una persona? Decidendolo chi? Un giudice? Francamente mi sembra intollerabile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Non c'è un conflitto di poteri in questo momento?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Il problema non è il conflitto di poteri, il problema è che c'è una vita che è in grado di andare avanti a vivere, una ragazza che vive seppure in condizioni molto difficili, c'è chi vuole continuare ad assisterla, a coltivare le speranze, pur poche che esistono, per una sua ripresa, e c'è invece una sentenza tribunalizia che dice &quot;mandatela a morte&quot;. Francamente questo mi sembra un conflitto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Scusi, ieri al pre-Cipe pare che manchino altri due miliardi...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
No, non è così. Ieri in pre-Cipe la presenza dell'assessore Cattaneo è stata provvidenziale, perchè hanno accettato che oggi in sede di Cipe noi possiamo presentare l'informativa con le esigenze dell'Expo, le opere dell'Expo; è una presentazione ufficiale di questa informativa. Noi ci attendiamo che oggi il pre-Cipe discuti e approvi il monte risorse complessivo e accetti la richiesta presentata da Regione Lombardia e dal Comune di Milano di finanziamento integrale delle opere dell'Expo. Sarebbe un passo avanti importante, dopo il passo avanti fondamentale compiuto ieri.




&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=FHLXn2MmMfs&quot;&gt;YouTube - c6.tv&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Livia TURCO: Tre riforme da difendere. Anzi, da ampliare</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/04/livia-turco/tre-riforme-da-difendere-anzi-da-ampliare/382706"></link>
  <updated>2008-12-04T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>382706</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Basaglia, aborto e servizio sanitario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
L’anno che si chiude, questo difficile 2008,
porta via con sé tre compleanni importanti.
I trent’anni di tre leggi che hanno cambiato
la vita delle persone e del nostro Paese.&lt;br /&gt;

Il 10 maggio 1978 veniva approvata la
legge 180 che prevede la chiusura dei manicomi e la
presa in carico da parte dei servizi pubblici e della
comunità delle persone con disturbi psichici a partire
dal riconoscimento della loro dignità. Il 18 maggio
1978 la legge 194 che tutela la maternità, previene e
regolamenta l’aborto. Il 23 dicembre 1978 la legge
833 istitutiva del servizio sanitario nazionale. Passare
dall’aborto clandestino e dalle mammane alle strutture
ospedaliere e al consultorio; dal carcere per chi
abortiva alla libertà di scelta verso la propria sessualità;&lt;br /&gt;

dalla contenzione e dagli elettroshock alla comunità
che si prende cura; dalle mutue e dal medico condotto
al medico di famiglia e all’ospedale per tutti e
alla prevenzione della malattia, realizzare questo passaggio
è stato un cambio di civiltà.&lt;br /&gt;
 Dobbiamo esserne
consapevoli ed avere anche l’orgoglio di queste conquiste
per preservarle e migliorarle. Riforme che hanno fatto
bene al Paese perché lo hanno reso più moderno,
più solidale, più umano. Riforme frutto di grandi
battaglie sociali. Riforme del dialogo tra le grandi forze
politiche popolari come la Dc, il Pci, il Psi.&lt;br /&gt;
 Dell’impegno
di grandi donne come Tina Anselmi e Giglia
Tedesco. Dell’iniziativa dei Radicali. &lt;br /&gt;
Tre riforme, tutte
nel 1978. Nell’anno del brutale attacco terroristico,
dell’uccisione di Aldo Moroe del Governo di Solidarietà
Nazionale. Riforme che sono state possibili grazie
ad un Parlamento autorevole, che ascoltava e che era
ascoltato. &lt;br /&gt;
Ad una forma della democrazia basata sulla
centralità del Parlamento, sul dialogo tra le forze
politiche e sul rapporto tra partecipazione sociale ed
istituzioni. &lt;br /&gt;
Tali riforme, inoltre, sono portatrici di un
inedito universalismo solidale, capace di riconoscere
e tutelare la dignità della persona. I dati e i fatti confermano
il successo delle tre riforme. La nostra sanità,
che va migliorata, è leader in Europa e nel mondo. Si
è dimezzato il ricorso all’aborto. Molte persone hanno
dimenticato i manicomi e si sono anche inseriti nel
lavoro. &lt;br /&gt;
Oggi l’universalismo solidale e la società che
si prende cura si trovano di fronte alle sfide di un mondo
globale e diseguale. Oggi c’è ancora più bisogno di
equità, perché la povertà genera la malattia e la morte
precoce; di solidarietà per combattere la solitudine e
l’abbandono delle persone fragili e malate e delle loro
famiglie; di competenza femminile per rendere più
umana la nostra vita.&lt;br /&gt;
 Oggi c’è ancora più bisogno di
istituzioni forti ed efficaci, di partiti capaci di promuovere
il “noi”. Di una politica solidale per una società
solidale. Discuteremo di ciò nel Convegno “Le riforme della
speranza” domani a Roma (cinema Capranica)&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=K2ZUA&quot;&gt;l'Unità - Livia Turco&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Eugenia Maria ROCCELLA: «Combattiamo la ‘pulizia etnica’ dell’embrione». - Intervista</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/05/26/eugenia-maria-roccella/%C2%ABcombattiamo-la-%E2%80%98pulizia-etnica%E2%80%99-dell%E2%80%99embrione%C2%BB-intervista/356171"></link>
  <updated>2008-05-26T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>356171</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Sottosegretario  Lavoro Salute e Politiche sociali (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Attraverso le utopie dell’autodeterminazione e della libertà di scelta stiamo andando verso il totalitarismo genetico. Guardate l’Inghilterra: stanno ‘costruendo’ un bambino senza padre. Ormai non nascono più bimbi down, scegliamo noi che figlio avere. In certi Paesi sta iniziando un’operazione di pulizia etnica che neanche il nazismo è riuscito a fare». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


 

Una volta Eugenia Roccella era radicale e guidava i cortei delle femministe. Nella vita si cambia e ora, 30 anni dopo, riceve le standing ovation delle platee cattoliche: è successo anche l’altra sera a Forlì. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



 

&lt;b&gt;Onorevole (Pdl) e sottosegretario (ai temi etici): che impegni si assume?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«Farò di tutto, faremo di tutto, per mettere al centro dell’azione del governo la famiglia e la maternità. E mi ispirerò a ciò che ha detto in tv una badante nigeriana».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Cosa ha detto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
  «Che a noi occidentali, a noi italiani, a volte non ci capisce. Corriamo, corriamo, e poi affidiamo ad altri, spesso a degli estranei, le persone più care che abbiamo: i figli, i nostri vecchi. Un po’ ha ragione...»&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Lei parla spesso di autodeterminazione...&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


«Va tanto di moda quando si discute di inizio o fine vita. E’ una balla: noi non nasciamo autodeterminati, dipendiamo sempre dagli altri. Cresciamo nel corpo di un altro, in totale dipendenza da un altro». 
&lt;br /&gt;

 

&lt;b&gt;Ok, però poi si nasce, si diventa grandicelli e…&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«E se lei domattina va da solo in Giappone e non conosce le lingue è come un disabile: ha bisogno dell’aiuto di qualcuno, altrimenti si sente perso o no? E’ la prova che non siamo autodeterminati».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;L’altra utopia che lei combatte è la libertà di scelta.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«Le faccio un esempio: si parla tanto della libertà di scelta sull’embrione. Beh, è una libertà di scelta su un altro, non su di noi». &lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Con la storia della pulizia etnica di stile nazista va giù pesante...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Prenda la diagnosi pre-impianto, quella cioè che vuole scegliere gli embrioni sani ed eliminare quelli malati. E’ eugenetica questa, antidemocratica e razzista.&lt;br /&gt;
 Non capisco perché una buona parte della Sinistra la difenda e non capisco perché l’ex ministro Turco ha scritto prima dell’addio quelle nuove linee guida sulla legge 40».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Avanti così finirà a torte in faccia con i suoi vecchi amici radicali &amp; company...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«E’ quello che non voglio».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;E cosa vuole?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


«Un dibattito sui fatti. Non ideologico. Se si discute sulle cose, si può arrivare alla condivisione. &lt;br /&gt;
D’altra parte l’uomo non è solo biologia, è un intreccio di relazioni. Sottolineo la parola relazione, che ci rende umani e in fondo uguali nei nostri desideri».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Desideri che sarebbero?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


«Di felicità. Di ‘amore per sempre’. Noi figli abbiamo sperimentato 1&quot;amore per sempre’ dei nostri genitori e a nostra volta vogliamo donarlo ad altri questo amore.&lt;br /&gt;
 Ma l’amore non è dovuto, non si compra e non si vende. Non nasce in laboratorio». &lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Beh, in America si può ordinare un embrione prefabbricato...&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


«Appunto. E si possono avere addirittura sei genitori, due sociali e 4 biologici. E si va nei forum su internet nella famiglia del ‘donatore 476’, con il padre che diventa solo una traccia biologica. Non le sembra tutto ciò disumano, non le sembra questo il suicidio dell’uomo?». &lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Parliamo dei temi caldi italiani: la legge 194 sull’aborto che ha appena compiuto 30 anni. Va confermata rivista o cancellata?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«Va fatto il tagliando».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Cioè?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


«Va verificato che sia applicata anche nella sua parte preventiva. &lt;br /&gt;
E visto che la 194 vieta l’aborto se il feto ha possibilità di sopravvivenza, e non indica scadenze, bisogna rendersi conto che la scienza ha fatto progressi e che il limite, oggi di 24 settimane, va abbassato, a livello nazionale».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Lei ha scritto un libro contro la pillola abortiva, la discussa Ru486...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«L’Aifa (azienda del farmaco) dovrà presto prendere una decisione al riguardo.&lt;br /&gt;
 Ricordiamoci però che la legge 194 stabilisce che non si può abortire fuori dalle strutture pubbliche e la Ru486 non dà garanzie al proposito. &lt;br /&gt;
E ricordo anche che una Finanziaria del centrosinistra ha vietato l’uso di farmaci ‘off label’, cioè fuori dalle indicazioni previste dall’Aifa. &lt;br /&gt;
Il secondo farmaco utilizzato con la Ru486 è off label».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Il testamento biologico?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


«Ne discuterà il Parlamento». &lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Ma lei che ne pensa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«Se ne può anche parlare, ma non mi sembra una priorità. E’ un tema che riguarda più l’umanità che il Diritto».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Lei, laica, parla come una super cattolica. Consente una domanda personale?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Prego».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Non sarà diventata credente?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«Non glielo dirò mai». &lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Beh, detto così sembra un sì...&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


«Ognuno ha il suo percorso, a volte anche tortuoso e difficile, e non è necessario mettere tutto in pasto al pubblico». &lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=I7M6N&quot;&gt;GIORNO/RESTO/NAZIONE - Massimo Pandolfi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Rosy BINDI: &quot;Quel pericolo si evita rafforzando i cattolici dei Pd&quot;. - Intervista</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/05/26/rosy-bindi/quel-pericolo-si-evita-rafforzando-i-cattolici-dei-pd-intervista/356151"></link>
  <updated>2008-05-26T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>356151</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) - Vicepres. Camera  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Onorevole Bindi, Massimo D’Alema lancia una sorta di avvertimento alla Chiesa, affinché non ceda alla tentazione di patti di potere con la destra in cambio di una affermazione legislativa dei suoi principi. Non le sembra un vero e proprio altolà?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«Intanto una premessa. Considero l’incontro promosso da Italianieuropei e l’intervento di D’Alema un passo avanti, un contributo rilevante, proprio perché da un uomo della sinistra, che si definisce non credente, da una fondazione laica, giunge un riconoscimento importante della religione e del ruolo fondamentale dei cattolici perla democrazia nel nostro Paese. Finora riflessioni come queste sono state promosse solo dai cattolici, come gli incontri che con altri amici organizziamo a Bose. Detto questo però, non userei la parola&quot; potere&quot;, mi pare un termine improprio. Non credo che la Chiesa sia alla ricerca del potere se chiede che alcuni principi siano recepiti dalle leggi. E tuttavia mi vengono in mente le parole di Aldo Moro, che all’indomani del referendum sul divorzio disse che forse era arrivato il momento di non affidare solo alle norme l’affermazione dei principi cattolici. Perché i valori vanno fatti crescere nella società, attraverso un impegno culturale, un’azione di evangelizzazione. Né si può pensare che in una società pluralista la legge di uno Stato laico sia perfettamente sovrapponibile ai valori cattolici».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Dunque anche secondo lei esiste la tentazione di un simile patto?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


«Il rischio di imprigionare la forza sconvolgente del Vangelo ìn una parte politica e sempre stato presente, a destra come a sinistra. Così come oggi c’è chi tenta di identificare il cristianesimo con la civiltà occidentale, mentre esso è per definizione universale».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Ma oggi, all’indomani della vittoria di Berlusconi, c’è o no il rischio di un dialogo privilegiato tra le gerarchie ecclesiastiche e il centrodestra?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«Don Milani diceva ai cattolici di sinistra &quot;non siate timidi nel sostenere le vostre ragioni&quot;. E a D’Alema posso rispondere così: la strada principale per evitare un simile rischio è dimostrare che noi siamo sensibili a questo dialogo, che non emarginiamo la cultura dei cattolici nel centrosinistra e nel Pd, ma anzi lasciamo che abbia piena cittadinanza. E agli avversari dei centrodestra dico: giù le mani da ogni tentativo di strumentalizzare la Chiesa».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Tuttavia il pressing di parte del mondo cattolico sull’attività dei Parlamento sembra rafforzarsi. Pochi giorni fa Famiglia Cristiana invitava a &quot;scardinare il mito della legge 194&quot;...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«Sì, ma tutte le componenti cattoliche di centrosinistra, e non solo, hanno sostenuto che toccando le norme sull’aborto si rischia di peggiorare l’equilibrio che è stato raggiunto. Non dimentichiamo che oltre il diritto-dovere della Chiesa di parlare c’è l’autonomia dei cristiani impegnati in politica, il loro diritto-dovere alla coerenza con i valori cattolici e al rispetto del valore della laicità e del pluralismo dei Paese».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Insomma da una parte c’è un ex uomo del Pci che sembra voler dare lezioni ai cattolici, dall’altra c’è Il Regno, rivista dei padri dehoniani, tradizionalmente vicina a Prodi, per la quale i cattolici democratici sono divenuti una sorta di &quot;indipendenti di sinistra&quot;. E’ vero che siete ridotti all’afasia?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Intanto quella di D’Alema è una riflessione con la quale interloquire. E mi stupisco che Quagliariello parli di ingerenza nell’autonomia della Chiesa dopo che, con Bondi, ha cercato di strumentalizzare Don Milani e La Pira. Quanto al Regno io non mi sento afasica.&lt;br /&gt;
 E penso che se la presenza dei cattolici si riducesse ad una annessione al partito storico della sinistra, beh, allora non ci sarebbe il Pd. La sua esistenza è legata alla fecondità di tutte le sue culture fondative».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=I7M4L&quot;&gt;La Repubblica - Lavinia Rivara&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Maurizio Enzo LUPI: [Pdl] «L’Aula ha i numeri cambi la 194»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/05/20/maurizio-enzo-lupi/pdl-%C2%ABl%E2%80%99aula-ha-i-numeri-cambi-la-194%C2%BB/355924"></link>
  <updated>2008-05-20T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>355924</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) - Vicepres. Camera  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Secondo Famiglia Cristiana i numeri ci sono. Calcoli che spingono il settimanale nell’ultimo numero a rilanciare un appello ai cattolici.&lt;br /&gt;
 Il Parlamento, afferma un editoriale, può «sgretolare &lt;b&gt;il mito della 194.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;Esiste una maggioranza trasversale.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Tutti ormai, se si escludono frange femministe fuori dalla storia, Pannella e la solita rumorosa pattuglia radicale, hanno abbandonato la solita formula che l’aborto è questione di coscienza».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 

 

Al contrario, insiste Famiglia Cristiana, è «un fatto di rilevanza pubblica e politica». &lt;br /&gt;
Ed è l’articolo un nuovo spunto per rinfocolare il dibattito sulla legge che in 30 anni, malgrado i ripetuti attacchi ha resistito ad ogni agguato.&lt;br /&gt;
 Malgrado i tentativi di rimetterla in discussione non è mai più tornata nelle due Camere. &lt;br /&gt;
Il massimo che le è toccato sono state sommarie indagini parlamentari, terminate con una conclusione condivisa. La sostanza non si tocca, bisogna solo applicarla meglio, in particolare per ciò che riguarda i consultori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 

 

L’appello del periodico cattolico non cade però inascoltato.&lt;br /&gt;
 Lo raccoglie al volo &lt;b&gt;Maurizio Lupi (Pdl), vice presidente della Camera: «La 194 va&lt;/b&gt; rivista e migliorata, non deve più essere considerata un tabù. &lt;br /&gt;
Occorre una verifica, la normativa rischia di non essere attuale. Vanno rimossi gli ostacoli materiali che spesso inducono la donna a compiere la drammatica scelta di interrompere la gravidanza.&lt;br /&gt;
 Spero che possa svilupparsi un dibattito aperto e costruttivo». &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Polemico con il collega di partito Domenico Di Virgilio&lt;/b&gt;, eletto tra i deputati: «La posizione ufficiale di Forza Italia è di non cambiare.&lt;br /&gt;
 Lupi parla a titolo personale. E’ cattolico come me. Ma anche il cardinal Ruini non ha mai parlato di modifiche. &lt;br /&gt;
Casomai di completa applicazione dell’articolo 2, sulla prevenzione. &lt;br /&gt;
Quella parte va senz’altro applicata meglio. Ma non c’è bisogno di una discussione in Parlamento».&lt;br /&gt;
 Oltretutto, secondo Di Virgilio, i numeri a differenza di quanto asserisce Famiglia Cristiana, neppure ci sarebbero: «Non è una questione di numeri, ma di volontà politica. E’ una posizione ufficiale».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 

 

Dorina Bianchi, neo senatrice Pd, è in linea col collega della maggioranza. Il Parlamento non accetterebbe delle modifiche sostanziali, restrittive «casomai si può rafforzare l’aspetto della prevenzione attuata nei consultori. Troppe donne extracomunitarie, troppe giovani arrivano all’aborto e questo non dovrebbe accadere». 

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=I5CDS&quot;&gt;Corriere della Sera - Margherita De Bac&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Maria Rosaria CARFAGNA: &quot;Io, pentita dalla Tv salvata dalla politica&quot;. - Intervista</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/05/16/maria-rosaria-carfagna/io-pentita-dalla-tv-salvata-dalla-politica-intervista/355808"></link>
  <updated>2008-05-16T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>355808</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Pari opportunità (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;La neo-ministra: le foto osé? Rispondo lavorando per tutte le donne.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


La ministra più bella del mondo (il copyright è del quotidiano tedesco «Bild») è seduta nel salotto del suo ufficio con le finestre che si affacciano su Palazzo Chigi. Dall’altra parte di via del Corso c’è colui che l’ha voluta ministra delle Pari Opportunità.&lt;br /&gt;
 «Spero di essere all’altezza della mia responsabilità: alterno momenti di gioia a momenti di preoccupazione. E tra queste preoccupazioni non c’è quella di dover dimostrare di non essere solo una bella donna, ma di fare bene e seriamente il lavoro che mi ha affidato il presidente Berlusconi».&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;Mara Carfagna&lt;/b&gt; sa bene che i giornalisti vogliono sapere tutto sul suo fascino, sull’harem del premier che non manca occasione per fare battute salaci sulle donne. E su quelle foto desnuda ricomparse su Internet il giorno in cui ha giurato da ministra. Si è arrabbiata? «No, mi sono messa serenamente al lavoro. Confido molto sulla mia volontà e testardaggine. Penso che avere un aspetto fisico gradevole non sia un reato, una colpa, e che non debba necessariamente precludere il dedicarsi alla politica, alla società e alle istituzioni. Chi vuole soffermarsi sull’aspetto fisico, lo faccia, si diverta... Non so quale divertimento ci possa essere: io sono abituata a scendere più a fondo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Non ci dica che i complimenti non le piacciono...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«I complimenti lusingano, ma in quel momento ero talmente incredula dell’incarico che mi era stato affidato, che il giudizio estetico è passato in secondo piano».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Dalla scrivania di ministro il suo passato televisivo come lo vede?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Non è una cosa di cui vado orgogliosa.&lt;br /&gt;
 Ho sempre fatto il lavoro in televisione con grande serietà e dignità ma non era una scelta di vita in quel momento: è stato un percorso obbligato che mi si è presentato davanti. Oggi che faccio politica e mi è stata data questa grandissima possibilità, mi sono resa conto che ci sono ben altre cose che possono gratificare e darti soddisfazione. Mi pento di non averlo scoperto prima, di non essermi dedicata prima all’attività politica.&lt;br /&gt;
 Questo è un messaggio che mi permetto di dare alle donne e ragazze: non è soltanto aspirando a fare la conduttrice, la cantante o la velina che si può raggiungere la massima soddisfazione nella vita. Ho rispetto per le aspirazioni di chiunque, ma ho paura che molto spesso si trasmette il messaggio che fare televisione e cinema sia la cosa che più si possa desiderare dalla vita».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;La bellezza aiuta o penalizza in politica?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«L’aspetto gradevole facilita la rapidità delle relazioni e il mondo politico è un segmento di società fortemente maschilista, dominato da alcuni stereotipi: non si crede che la donna sia in grado di fare politica, con serietà e impegno.&lt;br /&gt;
 E questo riguarda sia la destra sia la sinistra. Non è la bellezza che deve attirare l’attenzione sul mio impegno politico: si perderebbe molto tempo e in politica è una cosa che non ci si può permettere».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Adesso che è ministro, ha l’opportunità di dimostrare quello che sta dicendo.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Sono onorata di guidare questo dicastero: ho scoperto un mondo che non mi aspettavo potesse esistere. &lt;br /&gt;
Mi riferisco alle competenze che ci sono. Io credo che fino ad oggi le Pari Opportunità siano state considerate solo sul versante delle donne rispetto agli uomini e degli omosessuali rispetto agli eterosessuali.&lt;br /&gt;
 Ma visto che in questo campo sono stati fatti passi avanti, voglio occuparmi di più di altre questioni. Al centro del mio impegno ci sarà sempre la famiglia e la denatalità. Servono incentivi salariali e fiscali per le aziende che assumono personale femminile: è la proposta che Ichino aveva avanzato per raggiungere quel 60% di occupazione femminile che il Trattato di Lisbona ha fissato.&lt;br /&gt;
 Poi flessibilità degli orari di lavoro per consentire alla donna di occuparsi della famiglia che è sempre più allargata: l’età media si allunga, non ci sono solo i bambini di cui occuparsi, ma anche molti anziani che necessitano di cure».&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;
Giovanardi ha detto che la circolare Turco sull’inseminazione va cancellata. Lei è d’accordo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Io dico che &lt;b&gt;le priorità del Paese sono altre&lt;/b&gt; senza dimenticare che il problema sollevato da Giovanardi non può essere trascurato.&lt;br /&gt;
 Non servono scontri: si deve aprire un confronto. La legge 40 provoca delle contraddizioni: non consente la diagnosi preimpianto ma poi la 194 prevede l’aborto entro i primi tre mesi nel caso di malformazioni. Per cui una donna non fa la diagnosi ma poi ricorre all’aborto».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Quando ha scoperto che la politica è meglio della televisione?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Quando Sandro Bondi mi ha offerto l’incarico di azzurro donna regionale.&lt;br /&gt;
 Nelle stesse settimane avevo firmato un contratto per Raidue ma in una telefonata dissi a mio padre: sono molto più contenta per l’incarico politico.&lt;br /&gt;
 Lui era molto contento: non ha mai visto di buon occhio la mia carriera in tv».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
A Berlusconi piacciono molto le donne e non risparmia le battute. Ma così non danneggia la vostra immagine?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«No. Guardi, Berlusconi nei confronti delle donne ha sempre dimostrato stima e lo ha fatto anche adesso candidando personalità come Fiamma Nirenstein, Suad Usbai, Eugenia Roccella, Barbara Contini.&lt;br /&gt;
 La stima nelle donne la dimostra quando si tratta di fare le scelte serie. &lt;br /&gt;
Quanto alle battute e ai complimenti, è un suo modo di fare».&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Pensa di fare dei figli?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Mi piacerebbe moltissimo averne, ma non lo farei tanto per soddisfare un egoismo. &lt;br /&gt;
Mi piacerebbe fare un figlio con un uomo che abbia le caratteristiche di un padre responsabile e che creda quanto me nella famiglia».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Il suo fidanzato Marco Mezzaroma ha queste caratteristiche?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Ci stiamo conoscendo. Non sono il tipo che si sposa nel giro di sei mesi. Capire se un uomo possa essere un marito e un padre responsabile necessita di tempo».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Sarebbe andata in missione all’estero incinta come ha fatto la ministra spagnola?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Mai. Avrei privilegiato mio figlio. Mettere a rischio la gravidanza, mettersi su un aereo con il medico al seguito non è il massimo. &lt;br /&gt;
Le donne non devono cadere nei tranelli della politica».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ha ricevuto molti inviti nei salotti romani da quando è ministra?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Preferisco passare il mio tempo libero con gli amici».&lt;br /&gt;



&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200805articoli/32838girata.asp&quot;&gt;La Stampa.it - Amedeo La Mattina&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Maria Antonietta FARINA COSCIONI: Ministri del governo ombra PD: chi ha fatto il mio nome?</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/05/08/maria-antonietta-farina-coscioni/ministri-del-governo-ombra-pd-chi-ha-fatto-il-mio-nome/355239"></link>
  <updated>2008-05-08T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>355239</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Apprendo dai giornali di oggi, che il mio nome è tra quelli dei Ministri del &quot;Governo Ombra&quot; del Partito Democratico.&lt;br /&gt;
 Personalmente non ho ricevuto alcun invito o avuto alcun contatto con il Loft.&lt;br /&gt;
 Ma ciò che, invece, in questo momento, mi preme dire è che l'esperienza e il lavoro  dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, con i suoi obiettivi e le sue riforme possibili, sono a disposizione della maggioranza e della opposizione che spero ne possano da subito far tesoro.&lt;br /&gt;
 A partire dalla proposta di legge per l'estensione del voto a domicilio a tutti i malati intrasportabili, a quella delle dichiarazioni anticipate di trattamento e delle scelte di fin vita, alla revisione della legge 40 sulla fecondazione medicalmente assistita, alla corretta applicazione e aggiornamento della legge 194 alla luce delle evoluzioni scientifiche,  al superamento delle proibizioni in tema di libertà di ricerca e di conoscenza, al completamento della riforma del diritto di famiglia del 1975, al riconoscimento di nuove forme di amore e di convivenza, solo per citarne alcuni.&lt;br /&gt;
 Auspico comunque che sempre di più le donne vengano coinvolte nei processi decisionali che le riguardano a partire dalla salute riproduttiva. &lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=121992&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Rosy BINDI: SULL'ABORTO. NON TIRO UOVA A FERRARA E VADO AVANTI SENZA SCOMUNICHE.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/04/09/rosy-bindi/sullaborto-non-tiro-uova-a-ferrara-e-vado-avanti-senza-scomuniche/331636"></link>
  <updated>2008-04-09T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>331636</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: L'  Ulivo) -  Ministro  Politiche per la famiglia (Partito: DL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;DA EX COMUNISTA CONFONDE RUOLI DIRETTORE SPIRITUALE E COMMISSARIO POLITICO&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
&quot;Non tirero' mai un pomodoro a Giuliano Ferrara , e anch'io vado avanti.&lt;br /&gt;
 Ma non con le scomuniche o la manipolazione verbale che gli sono cosi' congeniali, bensi' con la difficile ricerca di un punto di equilibrio tra la liberta' di scelta della donna e della coppia ad accogliere la vita e la liberta' di coscienza del medico obiettore.&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;La legge 194&lt;/b&gt; tenta di costruire questo equilibrio&quot;.&lt;br /&gt;
 Lo afferma Rosy Bindi, ministro per le Politiche della famiglia.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.2057200386&quot;&gt;Adnkronos&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO:  Replica alla parole del Papa: “L’attacco a aborto e divorzio nel segno dell’oscurantismo. Difendere la laicità dello Stato”.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/04/05/paolo-ferrero/replica-alla-parole-del-papa-%E2%80%9Cl%E2%80%99attacco-a-aborto-e-divorzio-nel-segno-dell%E2%80%99oscurantismo-difendere-la-laicit%C3%A0-dello-stato%E2%80%9D/331452"></link>
  <updated>2008-04-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>331452</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Solidarietà Sociale (Partito: PRC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Le parole pronunciate ancora una volta oggi dal Papa contro aborto e divorzio seguono una logica oscurantista e tendono a negare i diritti delle persone, spesso conquistati con anni di lotte e battaglie civili. Per questo credo che di fronte a simili minacce si debba continuare a impegnarsi per la difesa della laicità dello Stato”.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.paoloferrero.it&quot;&gt;blog&lt;/a&gt;</summary>
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