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  <title>Openpolis - Argomento: ministro Istruzione</title>
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  <updated>2012-03-27T00:00:00Z</updated>
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  <title>Francesco Profumo: «Una campagna nelle scuole per educare i ragazzi al rispetto»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-03-27T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626296</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Istruzione, università e ricerca&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Una campagna in tutte le scuole contro la violenza sulle donne. Francesco Profumo, ministro della Pubblica istruzione, annuncia una imminente chiamata a raccolta tra gli studenti perché presentino progetti da valutare in ottobre, in occasione della &quot;Settimana contro la violenza&quot; istituita per la prima volta, nel 2009, dai ministri Gelmini e Carfagna.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ministro Profumo, le cifre sono inquietanti. Ogni due giorni una donna è vittima della violenza di un uomo. Che cosa può fare la scuola?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«In questi casi la scuola deve svolgere un lavoro quotidiano di educazione. Credo poco all´effetto degli eventi se non sono preceduti da un lavoro con i ragazzi. La ‘Settimana contro la violenza´ che si tiene in tutta Italia ad ottobre è un´occasione importante se riusciamo a farla precedere da un progetto comune con gli studenti».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Come funzionerà il progetto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«L´idea è quella di far partire una chiamata e sollecitare proposte. Si tratta di suggerire i cento modi, le molte occasioni concrete per promuovere una educazione permanente al rispetto, che è poi la base di un corretto rapporto tra chi è differente».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ci sono iniziative analoghe in altri paesi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E´ molto interessante l'esperienza spagnola. Perché realizzata in un paese di cultura mediterranea come il nostro. Queste esperienze possono essere replicate e migliorate ancora, per esempio sfruttando i social network. Se le proposte vengono dai ragazzi e sono discusse da loro, i risultati sono duraturi».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei fa l´esempio della Spagna. Perché la cultura mediterranea è più a rischio per le donne?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«C´è sicuramente un problema di modello culturale ma anche di riconoscimento sociale. Da generazioni nelle società del nord Europa il ruolo delle donne è valorizzato e rispettato. Questo è molto importante, ha conseguenze dirette sui comportamenti sociali e anche sull´atteggiamento dei maschi nei loro confronti. E´ un fatto che nei paesi mediterranei e nelle nostre società non è sempre così».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei pensa che il ruolo delle donne nella società possa avere una funzione educativa per i ragazzi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«È fondamentale. Prima di fare il ministro io sono stato rettore del Politecnico di Torino. Nel corso degli anni ho visto aumentare considerevolmente il numero delle ragazze che si iscrivevano alla facoltà di Ingegneria, fino ad allora tradizionalmente frequentata dai ragazzi. Al punto che ancora oggi, se ci si riflette, ‘un ingegnere´ si scrive senza l´apostrofo anche se si sta parlando di una donna. Ebbene, oso pensare che una società in cui ci sono donne che diventano ingegneri, per dire di un mestiere oggi molto considerato, sia una società in cui, in generale, il rispetto per le donne sia maggiore e gli atti di violenza nei loro confronti tendano a diminuire».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ci sono altre azioni, oltre alla vostra campagna nelle scuole, che possano raggiungere l´obiettivo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Penso che anche in questo campo, come in molti altri, sia indispensabile un rapporto stretto con il ministro Fornero, che è titolare del lavoro e delle pari opportunità. Nei prossimi anni lo schema classico per cui la scuola e lo studio precedono il lavoro verrà completamene rivoluzionato. Ciascuno alternerà periodi di studio e di lavoro, i due ambiti saranno sempre più intrecciati. Così accadrà che quel che succede nelle scuole influenzerà molto di più i modelli di comportamento negli uffici e nelle aziende. Promuovere atteggiamenti di rispetto tra generi sarà compito dei due ministeri insieme. Ne ho già parlato in queste ore con la collega Fornero e penso che presto troveremo il modo di collaborare su questo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il rispetto tra i generi come misura della modernità di una società?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Certamente. Tanto più una società è in grado di far convivere ogni tipo del diversità al suo interno, tanto più è vitale. Il rispetto è il primo passo in questa direzione».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1CR4QP&quot;&gt;la Repubblica - Paolo Griseri&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Alessio BUTTI: BUTTI. – Al Ministro dell’istruzione, dell’universita` e della ricerca.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/07/alessio-butti/butti-%E2%80%93-al-ministro-dell%E2%80%99istruzione-dell%E2%80%99universita-e-della-ricerca/582754"></link>
  <updated>2011-06-07T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>582754</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;BUTTI. – Al Ministro dell’istruzione, dell’universita` e della ricerca.
&lt;b&gt;Premesso che:
lo stato di sofferenza finanziaria che caratterizza numerose istituzioni
scolastiche sia della provincia di Como che, piu` in generale, dell’intero
territorio nazionale e che interessa anche l’istituto professionale per i
servizi commerciali turistici e sociali «Gaetano Pessina» di Como e` dovuto
a due cause principali;
nel biennio 2009-2010 si era registrata una drastica riduzione del
finanziamento statale per sostenere le spese di funzionamento amministrativo
e didattico; a partire dall’anno scolastico 2010/2011 si evidenzia una
positiva inversione di tendenza da parte ministeriale, con il ripristino al
bilancio delle scuole del finanziamento in questione, determinato sulla
base dei criteri previsti dal decreto ministeriale n. 21 del 2007; un aspetto
negativo e` rappresentato dal rientro, tra le spese di funzionamento, di
quelle molto onerose relative al pagamento delle visite fiscali, disposte
a seguito di un preciso obbligo di legge, per le quali non e` attualmente
previsto un finanziamento aggiuntivo ad hoc;
il secondo aspetto problematico e` rappresentato dall’ingente massa
di crediti (tecnicamente residui attivi) vantati nei confronti dello Stato; si
tratta di somme anticipate dagli istituti per la copertura di spese obbligatorie
(soprattutto per stipendi, compensi d’esame e per i corsi surrogatori
della terza area di professionalizzazione regolarmente autorizzati); tali
somme sono rimborsate dal Ministero solo in minima parte anche se
tali residui attivi sono stati regolarmente accertati ed implicitamente riconosciuti
dai funzionari revisori dei conti, in rappresentanza del Ministero
dell’universita`, dell’istruzione e della ricerca e del Ministero dell’economia
e delle finanze, in sede di certificazione dei conti consuntivi;
dopo alcune rilevazioni sull’entita` e la composizione dei residui attivi,
disposte nel 2007 e nel 2009 rispettivamente dal Ministero dell’economia
e dall’Ufficio scolastico regionale per la Lombardia, rimaste senza
esito, con una recente circolare (n. 20 di cui alla nota prot. n. 0064422 del
23 maggio 2011) l’Ispettorato generale di finanza ha disposto, tramite i
propri revisori dei conti, una puntuale rilevazione dei residui attivi e passivi
delle istituzioni scolastiche, al fine dichiarato di far chiarezza sul fenomeno,
tenuto conto che la questione assume carattere generale, e di pervenire
ad una piu` analitica conoscenza delle effettive situazioni esistenti.
La stessa nota ha precisato che gli adempimenti prescritti sono stati concordati
con il Ministero dell’universita`, dell’istruzione e della ricerca e che
i risultati della rilevazione costituiranno oggetto di particolare attenzione
da parte degli organi di vertice ministeriali. L’istituto «Pessina» ha fornito
i dati richiesti che esplicitano, in termini finanziari, le considerazioni sopra
sviluppate. L’interrogante si interroga se, al termine del citato monitoraggio
la cui necessita` il Ministero dell’economia e delle finanze fa, testualmente,
discendere dalla considerazione preliminare che «Dai bilanci delle
Istituzioni scolastiche e` stato rilevato il permanere di residui attivi di provenienza
ministeriale e di residui passivi, la cui copertura deve essere assicurata
da finanziamenti a carico del Ministero dell’universita`, dell’istruzione
e della ricerca, risalenti ad esercizi pregressi», saranno adottati provvedimenti
idonei a risolvere la citata annosa questione;
per quanto riguarda la gravosita` della spesa per il pagamento delle
visite fiscali obbligatorie, sarebbe opportuno, a fronte del nuovo onere, finanziare
in modo specifico la spesa, oppure cercare soluzioni alternative
del tipo di quella adottata, in sede di Conferenza unificata Stato-Regioni,
per la questione del pagamento della TARSU o, infine, rendere la richiesta
di visite fiscali facoltativa, attraverso una valutazione discrezionale del dirigente
scolastico, ma in questo caso occorrerebbe un intervento modificativo
del legislatore;
per quanto riguarda, invece, il problema degli ingenti crediti pregressi
ancora esigibili, sarebbe utile che il Ministro in indirizzo riconosca
i crediti delle scuole come propri debiti e predisponga, ovviamente d’intesa
con il Ministro dell’economia, anche a seguito dei risultati che emergeranno
dal citato monitoraggio, un piano anche pluriennale di rimborso
delle somme dovute; le stesse scuole potrebbero contribuire al risanamento
sacrificando una parte del proprio avanzo di amministrazione, nel limite
della quota non vincolata, immediatamente disponibile;
nel caso concreto dell’istituto «Gaetano Pessina», la cui situazione
finanziaria evidenzia, ad oggi, circa 577.000 euro di residui attivi, di cui
circa 565.000 di provenienza del Ministero dell’universita`, dell’istruzione
e della ricerca, si potrebbe utilizzare la somma accantonata nell’aggregato
di spesa «Disponibilita` finanziaria da programmare», ove confluiscono le
voci di finanziamento che, allo stato attuale, non risultano indirizzate
verso alcuna attivita` o progetto, pari a circa 101.000 euro, per radiare o
ridurre parte dei crediti attualmente «in sofferenza», qualora il Ministero
dell’universita`, dell’istruzione e della ricerca o l’Ufficio scolastico regionale
per la Lombardia dovessero dichiararne l’inesigibilita`,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza……&lt;/b&gt;.SEGUE
http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/575298.pdf

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/575298.pdf&quot;&gt;www.senato.it&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Umberto GUIDONI: Appello. &quot;Non si può permettere che i 430 precari dell’ISPRA perdano il posto di lavoro per il mancato rinnovo del contratto”.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/02/umberto-guidoni/appello-non-si-pu%C3%B2-permettere-che-i-430-precari-dell%E2%80%99ispra-perdano-il-posto-di-lavoro-per-il-mancato-rinnovo-del-contratto%E2%80%9D/391433"></link>
  <updated>2009-06-02T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391433</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo confederale della sinistra unitaria europea / Sinistra verde nordica) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
 “Non si può permettere che i 430 precari dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale perdano il posto di lavoro per il mancato rinnovo del loro contratto”.

&lt;p&gt;
Così Umberto Guidoni, eurodeputato di Sinistra e Libertà, commenta l’invio della lettera ai Ministri Prestigiacomo, Gelmini e Brunetta ed al Prefetto Grimaldi, commissario straordinario dell’Istituto, per invitarli a trovare una soluzione adeguata al problema dei precari di ISPRA.

&lt;p&gt;
“La ricerca ha bisogno di risorse umane ed economiche - continua Guidoni - e mettere alla porta 430 precari di un Istituto di ricerca legato al Ministero dell’Ambiente rappresenta una sconfitta su tre fronti: quello del lavoro, della ricerca e dell’ambiente”.

&lt;p&gt;
Di seguito il testo dell’appello:
&lt;p&gt;

Gentile Ministro Prestigiacomo,&lt;br /&gt;

Gentile Ministro Gelmini,&lt;br /&gt;

Egregio Ministro Brunetta,&lt;br /&gt;

Egregio Prefetto Grimaldi,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


in questi giorni è stata sottoposta alla mia attenzione la questione del rinnovo dei contratti di 430 lavoratori precari dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

&lt;p&gt;
In considerazione della gravità della prospettiva di un numero così elevato di mancati rinnovi, scrivo per invitarVi a verificare e valutare tutte le opzioni che permettano di evitare l’implementazione di una misura così drastica.

&lt;p&gt;
Per quanto rilevanti, le motivazioni che impediscono il rinnovo del contratto di lavoro di una parte così significativa dell’organico di ISPRA devono essere commisurate alla perdita di capitale umano e professionale che l’Istituto subirebbe.

&lt;p&gt;

Sono sempre stato un convinto assertore della necessità di finanziare meglio e di più la ricerca italiana, che purtroppo si distingue negativamente dalla media europea, e di attribuirle l’importanza che merita.
&lt;p&gt;

Fare questo significa valorizzare anche chi, il mondo della ricerca, lo anima, compresi dunque i precari di ISPRA che oggi rischiano il proprio posto di lavoro.

&lt;p&gt;
Confidando nella Vostra immediata mobilitazione e in un cortese riscontro, porgo distinti saluti.
&lt;p&gt;Umberto Guidoni&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.sinistraeliberta.it/appello-di-guidoni-ai-ministri-per-i-430-precari-ispra/&quot;&gt;www.sinistraeliberta.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Mariastella GELMINI: «Caro Zaia, rispetto i dialetti, non la propaganda»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/05/20/mariastella-gelmini/%C2%ABcaro-zaia-rispetto-i-dialetti-non-la-propaganda%C2%BB/391286"></link>
  <updated>2009-05-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391286</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Istruzione Università e Ricerca (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Gentile Direttore,&lt;br /&gt;

      ho letto attentamente quanto affermato dal Ministro Zaia. Tengo a ribadire che i dialetti sono le base della nostra cultura e che il mio pensiero è stato volutamente travisato. Pensare che il Ministro dell’Istruzione non sia sensibile 
&lt;br /&gt;
 (...) ad una parte così rilevante della nostra tradizione è un’accusa che respingo e che non si comprende se non ritenendola dettata da motivi di visibilità elettorale.&lt;br /&gt;
 Da subito ho attuato provvedimenti per legare la scuola al proprio territorio. &lt;br /&gt;
I professori ad esempio devono sempre di più provenire dalla stessa regione nella quale insegna. Le classi inoltre non possono essere composte da più del 30% di stranieri per favorire una migliore integrazione.
&lt;p&gt; Ogni regione devo poter strutturare un sistema educativa in linea con le richieste del mondo del lavoro della zona. Allo stesso modo la spinta verso il futuro e la modernizzazione non può non essere accompagnato dalla valorizzazione della cultura ivi compresa la lingua e il dialetto. Per questo la polemica è distituita di qualsiasi fondamento soprattutto per chi è rivolta ad una persona che abita al confine con il Veneto e che conosce bene l’eccellenza, il valore e la cultura delle persone che lo popolano.&lt;br /&gt;

      Mariastella Gelmini&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=M2QWJ&quot;&gt;Il Gazzettino&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>SILVIA COSTA: Vanno ridotti i tagli nella scuola elementare</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/03/13/silvia-costa/vanno-ridotti-i-tagli-nella-scuola-elementare/417810"></link>
  <updated>2009-03-13T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>417810</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Regione Lazio (Partito: Ulivo) - Consigliere Regione Lazio&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Nutro grande preoccupazione per la situazione che si creerà nella Regione Lazio per quanto riguarda le famiglie, le scuole e i Comuni, nonché per il precariato scolastico causato dai tagli previsti dal Governo. È quanto ho espresso oggi anche in XIV Commissione consiliare.

&lt;p&gt;
I dati che emergono dall’andamento delle iscrizioni scolastiche e dalla disponibilità di organici che nel Lazio vedranno nel prossimo anno scolastico 2009-2010,  una riduzione di almeno 3100 docenti e di circa 1400 unità di personale ATA (personale amministrativo e collaboratori scolastici).

&lt;p&gt;
Particolarmente allarmante sarà la situazione della scuola primaria che registrerà un aumento significativo a livello nazionale e regionale dell’opzione delle famiglie per i tempi prolungati.

&lt;p&gt;
Nel Lazio il 41% delle famiglie ha richiesto le 30 ore, il 53% il tempo pieno (40 ore) e solo il 5% le 27 ore e l’1% le 24. In particolare per la provincia di Roma, il 63% delle famiglie ha richiesto il tempo pieno (a differenza dell’attuale 52%), poco meno del 30% ha indicato le 30 ore, il 6% le 27 e l’1% le 24.

&lt;p&gt;
Le altre Province si collocano, in media, intorno al 70% per le 30 ore e al 23% per il tempo pieno, con l’eccezione di Rieti al 36,78%.

&lt;p&gt;
Se si considera che l’eliminazione delle compresenze di insegnanti avverrà in tutte e 5 le classi a partire dal prossimo anno scolastico, è chiaro che non si consentirà ai dirigenti scolastici di garantire alle famiglie il tempo scuola che hanno indicato come preferenza.

&lt;p&gt;
Inoltre, le 30 ore attuali non prevedono, per le classi successive alla prima, le due ore aggiuntive per l’assistenza educativa alla mensa nella prospettiva di due prolungamenti d’orario settimanali sui 5 giorni scolastici, come avviene attualmente.

&lt;p&gt;
L’organizzazione dei moduli nella scuola elementare ha consentito finora di offrire ai bambini – laddove non fosse possibile garantire il tempo pieno – un orario settimanale prolungato, seppur con il contributo delle famiglie stesse, di 3 giorni su 5.

&lt;p&gt;
Tali disposizioni metteranno in seria difficoltà l’organizzazione familiare, le donne lavoratrici e le immigrate che avranno enorme difficoltà a conciliare gli orari di lavoro con quelli della scuola, nonché i Comuni.

&lt;p&gt;
Per quanto riguarda la scuola secondaria di primo grado, cioè la scuola media, il combinato disposto dall’aumento del numero di studenti per ciascuna classe – previsto per tutti gli ordini di scuole – e la riconduzione a 18 ore di tutte le cattedre, porterà non solo ad un affollamento ulteriore delle classi, soprattutto nell’area metropolitana, ma ad una difficilissima gestione dell’assenza di docenti non sostituibili da supplenti fino al 12° giorno.

&lt;p&gt;
Poiché la riforma della scuola secondaria superiore è stata rinviata dal Ministro della Pubblica Istruzione di un anno, anche per consentire un doveroso confronto con le scuole, le Regioni e le parti sociali, il taglio relativo all’anno scolastico 2009-2010, si concentrerà prevalentemente sulle scuole elementari. Ciò renderà la situazione assolutamente inaccettabile per le conseguenze didattiche, organizzative, finanziarie e di effettiva risposta alle esigenze dei territori e delle famiglie.


&lt;p&gt;
Ho informato la Commissione che nella riunione tenuta ieri dal Tavolo degli Assessori regionali all’Istruzione da me coordinato, è emersa la forte preoccupazione di tutte le Regioni sull’impatto effettivo dei tagli sulle realtà territoriali anche con riferimento alla drastica riduzione dei collaboratori scolastici che potrebbe portare alla chiusura dei piccoli plessi e un minore sostegno educativo nelle scuole più affollate.

&lt;p&gt;
Su questi punti è in atto un confronto serrato tra Regioni e Ministero in Conferenza Stato Regioni.

&lt;p&gt;
Oggi ho inviato a nome del Coordinamento, al Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, una nota nella quale propongo che le Regioni chiedano al Governo di limitare l’entità della riduzione di organico prevista per il prossimo anno scolastico rimodulando i tagli annunciati per il triennio, assumendo le 30 ore (e non le 27) come base per il calcolo degli organici nella scuola primaria.

&lt;p&gt;
Chiediamo che il Ministro Gelmini invii immediatamente un atto di indirizzo ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali, perché le Regioni – di cui il recente parere del Consiglio di Stato ha ribadito la potestà di programmazione dell’offerta scolastica territoriale – siano messe in grado di avere tutti quegli elementi conoscitivi in termini di organici e di capienza delle aule scolastiche, anche ai fini della sicurezza, in relazione alla possibilità effettiva di trasferire gli alunni da un plesso all’altro laddove fosse realmente necessario.

&lt;p&gt;
Ho comunque sottolineato che per quanto concerne il Lazio, abbiamo realizzato un buon livello di collaborazione istituzionale con il Direttore Raffaele Sanzo, ma in molte altre Regioni, ciò non avviene.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.silviacosta.it/?p=193&quot;&gt;http://www.silviacosta.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo GIARETTA: Università. «Sbagliato tagliare risorse agli atenei efficienti».</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/03/09/paolo-giaretta/universit%C3%A0-%C2%ABsbagliato-tagliare-risorse-agli-atenei-efficienti%C2%BB/390593"></link>
  <updated>2009-03-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>390593</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Mi auguro che il ministro Gelmini ascolti con attenzione le parole che vengono dai rettori, soprattutto dai rettori delle Università venete che sono particolarmente penalizzate dai pesantissimi tagli effettuati sui fondi». Lo afferma Paolo Giaretta, senatore e segretario regionale del PD veneto, presente questa mattina alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’Università degli Studi di Padova.
&lt;p&gt;

«Attenzione – esorta il leader dei democratici veneti - che sul buon funzionamento dell’università si gioca il futuro del Paese, la sua capacità di competere. Il vero capitale per essere competitivi è infatti il capitale umano, se perdiamo quello siamo senza risorse».

&lt;p&gt;
«Il problema è che in Italia non solo spendiamo troppo poco per la ricerca ma che spendiamo male – continua Giaretta - Al Ministro chiediamo dunque, in primo luogo, di avere una maggior forza nel difendere stanziamenti adeguati per l’università. In secondo luogo, di distribuire le risorse secondo criteri di merito ed efficienza della spesa».

&lt;p&gt;
«È infatti inaccettabile che si continui a trasferire i soldi dello Stato indipendentemente da criteri di merito e di efficienza – denuncia il leader dei democratici veneti - Bisogna premiare le università che fanno buona ricerca, le università che fanno spazio ai giovani ricercatori e quelle che dimostrano di ridurre gli sprechi».

&lt;p&gt;
«Di tutto questo non c’è traccia nelle politiche di questo Esecutivo – conclude Giaretta - Si continua a trattare tutti nello stesso modo, innovativi e conservatori, efficienti e inefficienti. È questo il tradimento del Nord fatto dal Governo Berlusconi: la punizione continua di chi è efficiente nella spesa, ieri i Comuni veneti oggi le università della nostra regione».

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=729&quot;&gt;official web site - Partito Democratico Veneto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo GIARETTA: Scuola, il PD veneto contro Gelmini e Donazzan: «Snobbati i problemi delle famiglie venete»</title>
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  <updated>2009-03-02T00:00:00Z</updated>
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  <id>390501</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Dando forfait ai sindaci, oggi ad Abano Terme, il ministro Gelmini e l’assessore Donazzan hanno preso in giro le migliaia di famiglie venete che ancora non sanno quale offerta formativa e orario scolastico potranno avere i loro figli il prossimo anno. Se fossero amministratori seri, si dimetterebbero». Lo denuncia Paolo Giaretta, senatore e segretario regionale del PD veneto.

&lt;p&gt;
«Ancora una volta non c’è stata la possibilità di interloquire con il Ministro dell’Istruzione a testimonianza del fatto che il vero ministro è Giulio Tremonti, il quale ha fatto della scuola un serbatoio per coprire i tagli della Finanziaria – attacca Andrea Ferrazzi, vicepresidente della Provincia di Venezia e assessore all’Istruzione - Lo stesso Tremonti, nel varare tali tagli alla scuola, che colpiscono soprattutto la scuola elementare ai primi posti a livello mondiale, sosteneva che “non ce la possiamo permette”. Forse per taluni è meglio permettersi un popolo di ignoranti?»

&lt;p&gt;
«Da 6 mesi è un calvario – lamenta Claudio Piron, assessore all’Istruzione del Comune di Padova – Il ministro Gelmini non si fa mai vedere e la Donazzan non ha mai convocato un tavolo regionale per affrontare il problema della scuola, mentre è accorsa alla riunione dei sindaci di destra autoconvocati. Questo è il peggiore servizio che si può fare alle istituzioni: distruggerle dall’interno. Intanto le 30 mila famiglie venete che scelgono il tempo lungo non sanno cosa succederà il prossimo settembre, con chi staranno i loro figli, dove verranno messi. Né ai sindaci sono state date le risposte che aspettavano: hanno speso milioni di euro per fare le mense scolastiche, verranno chiuse o rimarranno aperte? Tutto questo senza parlare della qualità della scuola, che questa riforma impoverisce e riduce ai minimi termini».

&lt;p&gt;
«Si è tentato di far passare per una riforma i tagli indiscriminati alla scuola e una pesante diminuzione dei servizi alle famiglie – conclude Paolo Giaretta – Oggi tutti i nodi stanno venendo al pettine nel silenzio assordante e imbarazzato di chi invece dovrebbe dare risposte e servizi ai cittadini».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=713&quot;&gt;official web site - Partito Democratico Veneto&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Paolo GIARETTA: «È inaccettabile che una regione ricca come il Veneto tagli il fondo per le vittime del lavoro»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/18/paolo-giaretta/%C2%AB%C3%A8-inaccettabile-che-una-regione-ricca-come-il-veneto-tagli-il-fondo-per-le-vittime-del-lavoro%C2%BB/383138"></link>
  <updated>2008-12-18T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>383138</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«È incivile e inaccettabile che una regione ricca come il Veneto tagli il fondo per le famiglie delle vittime degli incidenti sul lavoro, come ha denunciato il sindacato». È l’attacco che Paolo Giaretta, senatore e segretario del Partito Democratico veneto, sferra alla giunta regionale che ha ridotto del 20% il fondo per il 2009.&lt;br /&gt;

«La giunta Galan si era assunta quest’impegno di spesa sull’onda dell’emozione per le morti tragiche avvenute sul lavoro l’anno scorso – continua Giaretta – Ora ritiene che l’opinione pubblica si sia distratta e ne approfitta per tagliare soldi a chi ha subito la tragedia delle morti bianche, un fenomeno sul quale, invece, non si deve abbassare la guardia».&lt;br /&gt;

«Continua e si conferma  la distanza ormai strutturale tra le affermazioni e le realizzazioni della destra al governo, a qualunque livello istituzionale – conclude il leader democratico – A livello nazionale, tanto per fare un esempio, il ministro Gelmini, dopo il drammatico incidente in una scuola di Torino che ha provocato la morte di un giovane studente, si era impegnata in un piano straordinario di ristrutturazione degli edifici scolastici. Ma le scelte concrete fatte vanno invece nella direzione opposta, con i tagli degli investimenti nel settore scolastico del 37% nel 2009 e addirittura dell’82% nel 2010».

 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=592&quot;&gt;official web site - Partito Democratico Veneto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Mariastella GELMINI: Voglio confrontarmi con voi sulla scuola e sull’università. Voglio accogliere proposte e critiche. Dobbiamo avere il coraggio di cambiare e lo dobbiamo fare insieme</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/05/mariastella-gelmini/voglio-confrontarmi-con-voi-sulla-scuola-e-sull%E2%80%99universit%C3%A0-voglio-accogliere-proposte-e-critiche-dobbiamo-avere-il-coraggio-di-cambiare-e-lo-dobbiamo-fare-insieme/382744"></link>
  <updated>2008-12-05T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>382744</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Istruzione Università e Ricerca (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Forse è perché ormai non riesce quasi più a parlare in pubblico senza essere sommersa dai fischi che Mariastella Gelmini, ministro dell’istruzione, ha deciso di sbarcare su YouTube con un suo video per – dice – confrontarsi con i giovani sulla scuola e l’università. Mesi e mesi di proteste hanno fiaccato anche il ministro? Certo, scendere con loro in piazza per parlare è un po’ troppo, ma sul web si può. Se proprio dialogo deve essere che almeno sia su un terreno caro ai più giovani e che proprio per questo può aiutare. Il coraggio non manca, il tono del ministro nel video è conciliante e la volontà di trovare accordi sembra esserci, anche se avverte: «Una cosa però non farò mai, quello di difendere status quo o di arrendermi ai privilegi o agli sprechi. Dobbiamo avere il coraggio di cambiare e dobbiamo farlo insieme». Baroni avvertiti, ora si comincia.&lt;br /&gt;

Certo, il dialogo è un po’ il difettuccio di Mariastella Gelmini che ha praticamente rivoluzionato la scuola italiana (grazie anche alle generose sforbiciate che il collega Tremonti ha assestato a tutto il comparto dell’istruzione) senza sentire il parere dei sindacati, delle famiglie e degli studenti. Decreto, è bene ricordarlo, che è stato approvato in tempi brevissimi e in via definitiva proprio il giorno prima dello sciopero indetto dai sindacati e che mobilitò tutto il mondo della scuola. E il dialogo, signor ministro? Poi l’Onda ha invaso le strade, ha occupato le scuole e gli Atenei...&lt;br /&gt;

E lei? Prima si è arroccata nel ministero di viale Trastevere, poi ha cominciato a ricevere gli studenti e le famiglie (meglio quelle più vicine alle posizioni del ministro), infine è sbarcata su Youtube. Migliaia i contatti, centinaia i commenti.&lt;br /&gt;

Non tutti positivi e neanche tutti negativi. Si va dal «brava, bravissima » o «coraggiosa e bellissima», al «che video inutile», «dimettiti», al «Lassa perde». Il dialogo è cominciato.

 
 
   
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=K3FHK&quot;&gt;Europa - (p.fa.)&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Mariastella GELMINI: «Un’emergenza nazionale, ma per la sicurezza mancano i soldi»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/11/24/mariastella-gelmini/%C2%ABun%E2%80%99emergenza-nazionale-ma-per-la-sicurezza-mancano-i-soldi%C2%BB-intervista/382364"></link>
  <updated>2008-11-24T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>382364</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Istruzione Università e Ricerca (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Sono entrata nella scuola di Rivoli, ho visitato l’Istituto, l’aula di Vito, ho
incontrato i suoi familiari e parlato con gli studenti. Ho trovato dolore, amarezza e
anche tanta rabbia. Queste cose, lo ripeto, non devono più succedere».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;
Ministro Gelmini altri ministri hanno pronunciato prima di lei la stessa
frase, “queste cose non devono più succedere”. Ma intanto 2 edifici su 3
nel nostro Paese sono ancora insicuri; 4 su 10 sono privi di palestra, il 50%
ha un impianto elettrico che risale agli anni ’40. E i soffitti continuano a
venire giù.&lt;/b&gt;
«Guardi, posso dirle che fin dal mio insediamento, dalla prima audizione, circa
sei mesi fa, ho posto subito il tema della sicurezza e dell’edilizia scolastica tra le
priorità. Ora a Rivoli è presto, non sappiamo cos’è successo di preciso, quali
sono state le cause della tragedia.Le dinamiche non sono chiare. Ci sono
autorità, c’è la magistratura che sta indagando. Dobbiamo aspettare le
conclusioni».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Ha pensato che avrebbero potuto accoglierla con i fischi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«In quella scuola c’era dolore, un dolore composto. Ma anche tanto rispetto. E io
sono andata lì per capire e per portare la presenza delle Istituzioni. E’ evidente
che Rivoli e San Giuliano mettono in evidenza un problema, quella che, senza
farci prendere dal panico, chiamerei una vera emergenza nazionale. Noi stiamo
cercando di ridurre il numero delle scuole anche per questo, per un discorso di
sicurezza e razionalizzazione».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;L’opposizione accusa il governo di aver tagliato, con la Finanziaria in
discussione al Senato, 22 milioni e passa di euro. Facevano parte di un
fondo di 100 milioni riservato alla sicurezza scolastica.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Non è cosi, anzi è vero il contrario. Se si va a vedere l’articolo 7 bis del Decreto
ministeriale l’edilizia scolastica è tra le infrastrutture strategiche da finanziare con
il Cipe. Segno che si era perfettamente consapevoli della situazione.
L’opposizione può chiedere i soldi perché a differenza di noi non ha
responsabilità di governo».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Quanti miliardi servono? E dove li prendiamo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Con esattezza non saprei dirle. Sono risorse che bisogna trovare, attualmente
abbiamo a disposizione una cifra non sufficiente. Perché non è un problema di
qualche correttivo, qui si tratta di reimpostare la spesa. Senza una
rimodulazione, senza un taglio degli sprechi, questo problema, non mi stancherò
mai di dirlo, non lo risolveremo mai. Potrei aggiungere che certe competenze in
materia di edilizia scolastica sono distribuite in più enti. Ma non è questo il punto,
né il momento per far ricadere certe responsabilità sulle Province. Le risorse si
devono trovare in un altro modo».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Lo ha detto a Tremonti?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Tremonti lo sa dall’inizio. E’ d’accordo con me. Ne ho parlato anche con
Bertolaso con il quale abbiamo varato una task-force e pianificato un intervento
per le prime cento scuole. Ho chiesto, e l'avrò entro gennaio, un’anagrafe
completa delle scuole. Al ministro Fitto ho chiesto poi la convocazione della
Conferenza unificata Regioni, Province e Comuni. Insomma, io non mi sto certo
muovendo da adesso. Ma le faccio notare che dei 43 miliardi di euro che
costituiscono il bilancio della Pubblica istruzione il 97% se ne va in spesa
corrente. Resta un 3% (circa 1 miliardo e 300 milioni, ndr) scarso per gli investimenti. Con risorse così limitate non si fa niente quando dinanzi hai una
voragine. Riuscire a intervenire senza cambiare il meccanismo di spesa, senza
perdere tempo e senza tagliare gli sprechi, è pura utopia. Rischiamo solo di
buttare altri soldi come prima di noi hanno fatto gli altri. Insomma, non posso
chiedere 10 miliardi a Tremonti e lasciare i meccanismi di spesa così come
sono».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Un esempio di quello che per la Gelmini è uno “spreco”?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Potrei farle tanti esempi, a cominciare dal numero di indirizzi delle scuole
superiori. Ma anche all’interno stesso del Ministero: le risorse sono appaltate alle
singole direzioni. Con i dirigenti stiamo mettendo a punto una due diligence per
spostare finanziamenti attualmente allocati in microprogetti di sperimentazione.
Progetti perfettamente inutili. Ho preferito destinare fondi strutturali
all’aggiornamento degli insegnanti o agli studenti e finanziare progetti per
disabili, musica e sport. Dinanzi ad una emergenza così strutturale come la
sicurezza e l’edilizia scolastica tutti dobbiamo darci da fare».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Non farà come l’ex ministro Mussi che voleva ridurre i corsi di laurea e poi
abbiamo toccato il tetto dei 5500?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Non è certo colpa di Mussi, non è lui il responsabile. La verità è che quando le
risorse ci sono tutti trovano il modo per spenderle. Quando invece bisogna
ridurle non c’è collaborazione. Nessuno vuole sottoporsi alla fatica di
razionalizzare».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;A che punto è il decreto sulla scuola superiore?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Abbiamo importanti disegni di legge presentati dalla maggioranza e
dall’opposizione che vanno ad affrontare il tema della governance. C’è un
dibattito in corso e spero che prosegua. Sto lavorando insieme ai miei
collaboratori a un nuovo sistema dell’istruzione Tecnica e professionale. È
importante capitalizzare il lavoro della commissione De Toni avviato dal
precedente governo. In un momento di crisi come questo credo che la scuola
debba dare risposte adeguate sia alle imprese che al territorio. E
dall’opposizione, devo dire, ho colto negli ultimi tempi qualche segnale
importante. La Garavaglia, ad esempio, il mio ministro-ombra è persona che
stimo molto».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Gli studenti però restano sul piede di guerra. E a proposito: il nuovo rettore
della Sapienza di Roma l’ha invitata all’inaugurazione del nuovo anno
accademico. Ci andrà?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Mi hanno invitato in tanti altri posti, vedremo, ora non saprei dirle. So solo che
sono serena e continuo a lavorare con impegno e determinazione».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;E’ sempre favorevole all’abolizione del valore legale del titolo di studio?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Lo vedo come un punto d’arrivo, non ho cambiato idea. Ma in un ordine ideale,
nelle linee guida, metto: reclutamento, governance, valutazione e dottorato di
ricerca. La prima cosa da fare è lavorare alla correzione del decreto
sull’università, all’allocazione di 500 milioni di euro “per la meritocrazia” e al
nuovo sistema di valutazione del Civr».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Berlusconi lo sente spesso?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Quasi tutti i giorni, l’ultima volta ieri».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Che vi siete detti?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Le posso dire quello che ci ripetiamo sempre: di non fare come hanno fatto altri
governi che hanno tirato a campare, perché non stiamo qui a scaldare la sedia.
E siamo aperti al confronto con chi ci sta».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=JZ24F&quot;&gt;Il Messaggero - Claudio Marincola&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Mariastella GELMINI: «Per gli immigrati, no alle classi separate».</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/10/20/mariastella-gelmini/%C2%ABper-gli-immigrati-no-alle-classi-separate%C2%BB/375777"></link>
  <updated>2008-10-20T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>375777</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Istruzione Università e Ricerca (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
MILANO - «Forse si sarebbe dovuto usare un termine diverso.&lt;br /&gt;


Classi ponte fa pensare a luoghi separati, a classi di serie A e di serie B». Quando invece, «gli immigrati frequentano e frequenteranno normalissime classi.&lt;br /&gt;


A cui bisognerà aggiungere dei corsi di lingua italiana. Così come accade all`estero». Che succede? Marcia indietro di Mariastella Gelmini? Assolutamente no, secondo i comunicatori del ministro alla Pubblica istruzione:&lt;br /&gt;


il termine «classi ponte», spiegano, appartiene a una mozione leghista e non al lessico del ministro. E lei, proprio ai Giovani padani riuniti a Milano per la «scuola politica» del Carroccio, lo dice chiaro: «Si sarebbe dovuto utilizzare un termine diverso».&lt;br /&gt;


Perché «il problema è terminologico e non di sostanza».&lt;br /&gt;


Soprattutto, è il messaggio più volte ribadito, «è meglio abbassare i toni, e non fare come questa sinistra tutta ideologia».&lt;br /&gt;


E il bello è che così dicendo, riesce comunque a strappare diverse ovazioni ai giovani in camicia verde.&lt;br /&gt;


Gelmini è preoccupata che la sua riforma della scuola possa tingersi di eccessive suggestioni leghiste che ne potrebbero complicare l`iter. E così, parte conquistando l`uditorio: «&lt;b&gt;Sono completamente d`accordo&lt;/b&gt; con Bossi quando dice che la sinistra, perso il proletariato, cerca di innescare un nuovo Sessantotto».&lt;br /&gt;


Ma questo, aggiunge, «dato che siamo al governo deve farci riflettere sui fatti sociali che possono innescarsi». E tutto l`intervento del ministro è giocato su questo doppio registro: sembra andare incontro agli umori dei Giovani padani, in realtà procede diritta per la sua strada, la gran razionalizzazione:&lt;br /&gt;


dalla riduzione dei «5500 corsi di laurea che servono più ai professori che agli studenti», ai «900 indirizzi in cui si disperde la formazione professionale».&lt;br /&gt;


La territorialità di insegnanti e supplenti? «Io sono d`accordo con voi, &lt;b&gt;ed è&lt;/b&gt; &lt;b&gt;semplice buon senso&lt;/b&gt;. II ministero ogni anno spende tra i 45 e i 50 milioni di euro solo per le telefonate di convocazione dei supplenti».&lt;br /&gt;


Dato che i dirigenti scolastici si devono attenere a graduatorie, «per una supplenza di quattro giorni a Milano, devono chiamare magari a Palermo. A gente che ovviamente non accetterà».
&lt;br /&gt;

Quanto al federalismo scolastico, Gelmini rilancia l`autonomia:&lt;br /&gt;


«I dirigenti devono poter chiamare gli insegnanti, valutarli secondo risultato, aprire le scuole al territorio». Magari, «trasformandole in fondazioni con l`ingresso degli enti locali».&lt;br /&gt;


Gelmini riesce a farsi applaudire anche quando accenna a novità che a un fanatico del territorio potrebbero non piacere: «In Italia ci sono 300 sedi universitarie distaccate. In un Paese in cui non c`è un curo per il diritto allo studio, le residenze universitarie, le borse di studio, noi i soldi li spendiamo per avere università sotto casa in cui non si può fare ricerca».

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=JLGM8&quot;&gt;Il Corriere della Sera - Marco Cremonesi&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Simonetta RUBINATO: Droghe e alcool: Più risorse per la prevenzione nelle scuole. Passa l'ODG sul Decreto Gelmini</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/10/09/simonetta-rubinato/droghe-e-alcool-pi%C3%B9-risorse-per-la-prevenzione-nelle-scuole-passa-lodg-sul-decreto-gelmini/375143"></link>
  <updated>2008-10-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>375143</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Roncade (TV) (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Credo che il Governo e, segnatamente, il Ministro Gelmini, debbano rafforzare l’impegno educativo nella scuola per prevenire l’allarmante e dilagante fenomeno del consumo di sostanze stupefacenti e di bevande alcoliche da parte di preadolescenti e adolescenti. Per questo, ho presentato al decreto legge n. 137 in materia di istruzione e università un odg per introdurre nel piano dell'offerta formativa progetti volti alla prevenzione di questo flagello, sin dalla suola primaria». L’On. Simonetta Rubinato solleva il caso con l’odg n. 42 al Decreto Gelmini, sul quale il Governo ha posto la fiducia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



«Dallo studio dell’Istituto superiore della sanità, pubblicato ad aprile 2008, emerge l’identikit del ragazzo medio italiano che in una serata arriva a bere mediamente 4 bicchieri di cui 1,5 di aperitivo alcolico, 1,5 di birra e 1 di superalcolici. Tale fenomeno è particolarmente rilevante (il 67%) fra i giovani al di sotto dell’età legale. Un’altra indagine pubblicata nel marzo 2008 dal Ministero della salute» - continua la Rubinato - «ha evidenziato che ¼ degli adolescenti tra i 15 e i 19 anni fa uso di cannabis, mentre il 5% è ormai passato alla cocaina. In questa cornice nazionale, si configura l’identikit ancora più allarmante dell’adolescente veneto che a 11 anni inizia a fumare e a bere il primo bicchiere di vino e a provare la prima sbornia. Ben l’8% dei 15enni veneti dichiara di bere alcolici tutti i giorni. Ancora: un 15enne veneto su 3 usa droghe leggere e l’8% degli 11enni dichiara di fumare, arrivando al 37% dei 13enni».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



«Nella scuola del presente e del futuro» - osserva la parlamentare veneta - «questa dovrebbe essere considerata una delle emergenze, alle quali il Governo deve dare una risposta tempestiva. Diventa pertanto fondamentale educare la famiglia ad educare e sostenerla nel sostenere: in questo, la scuola primaria ha una funzione essenziale. Apprezzo il fatto che il Governo abbia accolto il mio odg, ma temo che una scuola primaria con il maestro unico a 24 ore sarà più inadeguata nell’affrontare questa sfida educativa». 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=446&quot;&gt;Uff. Stampa - official web site Pd Veneto&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Mariastella GELMINI: «Ultima maturità così, dal prossimo anno si cambia»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/10/06/mariastella-gelmini/%C2%ABultima-maturit%C3%A0-cos%C3%AC-dal-prossimo-anno-si-cambia%C2%BB/375045"></link>
  <updated>2008-10-06T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>375045</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Istruzione Università e Ricerca (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;Il ministro: una commissione è già al lavoro per modificare gli esami dal 2009-10.
Le scuole saranno fondazioni&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

«Al ministero è al lavoro una commissione che si sta occupando di
rivedere la maturità e renderla più aderente alle esigenze di oggi», lo ha
annunciato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini durante la trasmissione
“Questa domenica”. &lt;br /&gt;
«Gli esami, comunque, non cambieranno subito, non c’è il
tempo - avverte il ministro - Le novità verranno introdotte dal prossimo anno
scolastico. Per questa edizione tutto resta invariato, perché i temi della maturità
vengono scelti a gennaio-febbraio e quindi non c'è il tempo per fare una
riforma». &lt;br /&gt;
Poi la Gelmini ha parlato di un altro progetto. «Con il ddl depositato in
Parlamento - ha detto - penso di trasformare le scuole, statali e non statali, in
fondazioni dove ci sia una partecipazione ampia delle famiglie. E sarei anche
dell'idea di accogliere esperienze positive come quella della regione Lombardia
sulla dote e il buono scuola per consentire davvero una crescita media del livello
della qualità della scuola stessa». &lt;br /&gt;
«Un aspetto positivo delle scuole paritarie - ha
osservato ancora il ministro - è che in molti casi sono scuole costituite in
fondazioni dove il dirigente ha il potere di decidere, dove gli insegnanti sono
adeguatamente motivati. Guardo pragmaticamente alla realtà, agli esempi
positivi per declinarli in tutto il paese».&lt;br /&gt;

«Vorrei esprimere solidarietà a tutte le vittime del bullismo - ha continuato la
Gelmini - e, in particolare, all'insegnante di Novara, riferendosi al professore del
convitto Carlo Alberto preso a pugni da uno studente che era stato rimproverato
per essere uscito dalla classe senza chiedere il permesso. &lt;br /&gt;
«Ritengo che la
responsabilità - ha osservato il ministro - sia un pò di tutti noi, perchè forse nel
tempo si è perso di vista l'importanza e il ruolo dell'insegnante e anche il
principio di autorità e di rispetto degli altri». &lt;br /&gt;
Via la burocrazia dal lavoro degli
insegnanti. È uno degli obiettivi da inseguire, a parere del ministro Gelmini, per
migliorare la scuola italiana.&lt;br /&gt;

L’intervento del ministro ha anche riguardato gli insegnanti: «Abbiamo
meccanismi burocratici che appesantiscono la vita dei docenti - ha detto Gelmini
-. Il docente non è chiamato più solo a insegnare, ma ha una serie di
incombenze, di riunioni, di adempimenti burocratici che non servono a nulla.&lt;br /&gt;

Allora togliamo la burocrazia, semplifichiamo il linguaggio anche delle circolari,
riduciamo il numero delle norme. Dobbiamo essere consapevoli che una scuola
di qualità mette al centro lo studente, ma anche l'insegnante. E un insegnante
motivato, ben pagato, è un insegnante che fa della buona scuola».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=JG3V0&quot;&gt;Il Messaggero&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Mariastella GELMINI: Scuola: Elementari, libri gratis solo ai bisognosi.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/10/01/mariastella-gelmini/scuola-elementari-libri-gratis-solo-ai-bisognosi/374964"></link>
  <updated>2008-10-01T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>374964</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Istruzione Università e Ricerca (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&quot;Spalmare oltre la scuola primaria
i 65 milioni che lo Stato spende&quot;&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

In futuro i libri di testo per i bambini della scuola elementare potrebbero non essere più gratuiti per tutti. Ad anticipare l'idea è il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini parlando agli 'Stati generali dell'editoria'. &quot;Potremo discutere - dice di fronte a una platea composta in prevalenza da editori - una proposta emersa al tavolo con gli editori, lo Stato spende già 65 milioni per fornire i libri della scuola primaria; penso che si possa redistribuire meglio questa cifra usandola per gli studenti che effettivamente ne hanno necessità e spalmandola oltre la scuola primaria&quot;. Secondo il ministro, un provvedimento del genere &quot;favorirebbe la prosecuzione degli studi oltre l'età dell'obbligo&quot;. 

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.apcom.net/newspolitica/20081001_185500_4596fc2_47750.html&quot;&gt;Apcom&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Mariastella GELMINI: Da Napolitano: &quot;Un discorso di buon senso ma io non ne approfitto&quot;  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2008-09-30T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>374901</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Istruzione Università e Ricerca (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;


Roma - Le parole del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, suonano come un invito al ministro Mariastella Gelmini ad andare avanti lungo la strada intrapresa, ma intanto l’opposizione fa ostruzionismo in Parlamento. Alla Camera, dove è in discussione il decreto legge che prevede il ritorno del voto in condotta e il maestro unico alle elementari, il dibattito ieri sera è andato avanti fino a mezzanotte per smaltire il diluvio di interventi dell’opposizione. E il leader del Pd, Walter Veltroni ha attaccato a testa bassa il governo, accusandolo di voler distruggere la scuola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Ministro Gelmini, il capo dello Stato ha difeso la necessità dolorosa dei tagli così come di un profondo rinnovamento del sistema scolastico.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Non voglio strumentalizzare le parole del presidente che nel suo discorso si è rivolto a tutti noi, maggioranza ed opposizione. Posso dire che le trovo ampiamente condivisibili. Mi è piaciuto l’invito ad un confronto sul tema della scuola che non sia viziato da eccessive polemiche. Condivido anche il richiamo a non ricominciare sempre da capo. Sono parole di grande buonsenso nelle quali ciascuno di noi può facilmente riconoscersi».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Napolitano invita al dialogo e al confronto, intanto però alla Camera l’opposizione vi accusa di aver blindato il decreto legge e dunque appare intenzionata a sbarrare la strada al provvedimento con una pioggia di interventi e di emendamenti.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Ovviamente il governo si augura un ampio confronto parlamentare su un tema tanto complesso. Purtroppo però è evidente che da parte dell’opposizione non c’è volontà di affrontare un contraddittorio ma soltanto di fare ostruzionismo. Gli interventi alla Camera non sono tesi a migliorare il testo, non appaiono costruttivi, vogliono soltanto frenare il cammino del cambiamento, bloccando il decreto».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Pensa che il governo possa arrivare a chiedere la fiducia per accelerare i tempi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Noi vorremmo evitarlo. Sulla scuola è necessario allargare la discussione e confrontarci con tutti i punti di vista. Non siamo noi a voler irrigidire le nostre posizioni. Confidiamo in un cambio di atteggiamento da parte della sinistra ed auspichiamo che mostri una volontà di dibattito su temi concreti che interessano i nostri ragazzi, gli insegnanti e le famiglie. Speriamo quindi di non essere costretti a ricorrere alla fiducia».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Difficile individuare una volontà di dialogo nelle critiche lanciate ieri da Veltroni che accusa il governo di non volere attuare riforme ma di fare solo tagli.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Noi lavoriamo per migliorare la scuola. A Veltroni le cose stanno bene così come sono? Come si può voler mantenere questo stato delle cose? La nostra scuola sta vivendo un momento delicatissimo. I livelli di dispersione scolastica sono ancora molto alti e i casi di bullismo in aumento. Sono patologie che dobbiamo affrontare con rapidità: ecco l’urgenza di varare il decreto al più presto. Ribadisco la nostra massima disponibilità al dialogo. Siamo pronti a discutere però poi noi vogliamo decidere. I nostri figli non possono attendere ancora. Hanno diritto ad avere subito una scuola migliore. L’opposizione ha deciso che è meglio difendere i piccoli interessi di piccole corporazioni invece che gli interessi basilari dei docenti, delle famiglie e degli studenti? Faccia pure, noi continueremo a lavorare e ad impegnarci».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;La Cgil invoca la piazza.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Mi auguro che il Pd non si accodi alla Cgil perché sarebbe davvero un errore». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=JDVQB&quot;&gt;Il Giornale - Francesca Angeli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio NAPOLITANO: «Nella scuola serve un rinnovamento coraggioso»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/09/29/giorgio-napolitano/%C2%ABnella-scuola-serve-un-rinnovamento-coraggioso%C2%BB/374892"></link>
  <updated>2008-09-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>374892</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Inaugurazione dell'anno scolastico al Quirinale&lt;/b&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Il Capo dello Stato: «Non sono sostenibili posizioni di pura difesa dell'esistente. Inevitabili tagli della spesa»&lt;/b&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;ROMA&lt;/b&gt; - Giorgio Napolitano, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione dell'anno scolastico, che si è svolta al Quirinale ha detto che «per avere un'Italia migliore abbiamo bisogno di una scuola migliore». Le condizioni del nostro sistema scolastico- ha aggiunto Napolitano- richiedono scelte coraggiose di rinnovamento: «non sono sostenibili posizioni di pura difesa dell'esistente. Nel campo della scuola non si tratta di ripartire da zero ogni volta che con le elezioni cambia il quadro politico».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;CONTENIMENTO DELLA SPESA&lt;/b&gt; - Il presidente della Repubblica ha richiamato tutti al senso di responsabilità per «ridurre a zero nei prossimi anni il deficit pubblico, per incidere sempre di più sul debito accumulato nel passato. Nessuna parte sociale e politica può sfuggire a questo imperativo ed esso comporta, inutile negarlo, un contenimento della spesa per la scuola».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;
CONFRONTO IN PARLAMENTO&lt;/b&gt; - Per migliorare la scuola, sempre secondo Napolitano «è necessario partire con uno sforzo di maggiore serenità, nel confronto tra maggioranza e opposizione in Parlamento, e tra Governo e parti sociali, dai problemi che nessuno può negare». Per il capo dello Stato inoltre è necessario «che si discutano con spirito aperto tutte le diverse soluzioni che ciascuna parte ha il diritto di proporre e ha il dovere di prospettare in termini positivi e coerenti». Per questo Napolitano ha auspicato che «compiano tutti uno sforzo per evitare contrapposizioni pericolose, mostrino tutti senso della misura e realismo nell'affrontare anche questioni più spinose».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;CITTADINANZA E COSTITUZIONE&lt;/b&gt; - Il Presidente della Repubblica ha anche detto di cosiderare «importante e positiva la decisione annunciata dal ministro Gelmini di avviare nel primo e secondo ciclo di istruzione la sperimentazione di una nuova disciplina dedicata ai temi &quot;cittadinanza e costituzione. Mi auguro- ha concluso il capo dello Stato- che si consolidi una concreta e impegnativa scelta in questo senso».

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/08_settembre_29/napolitano_scuola_d6ed9b8a-8e3e-11dd-9bec-00144f02aabc_print.html&quot;&gt;Corriere della Sera.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Mariastella GELMINI: Nel 2012 bonus di 7 mila euro a 250 mila insegnanti.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/09/21/mariastella-gelmini/nel-2012-bonus-di-7-mila-euro-a-250-mila-insegnanti/359548"></link>
  <updated>2008-09-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>359548</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Istruzione Università e Ricerca (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Parte la fase due:individuati sprechi e risparmi si puo'investire&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2012 oltre duecentocinquantamila insegnanti potranno avere un bonus annuo fino settemila euro lordi. Una percentuale minore di docenti sarà premiata gradualmente già nei due anni precedenti, mentre alla fine della legislatura (2013) il nuovo sistema di incentivi coprirà una percentuale rilevante. Lo ha anticipato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini a Bruno Vespa per il suo nuovo libro &quot;Un'Italia diversa. Viaggio nella rivoluzione silenziosa&quot; in uscita il 3 ottobre da Mondadori Rai-Eri. Vespa ha chiesto alla Gelmini se - per migliorare gli stipendi degli insegnanti - intende utilizzare gli oltre due miliardi di euro che sono il 30 per cento del risparmio di 7.8 miliardi che entro il 2012 arriveranno dal mancato rinnovo contrattuale a 87mila insegnanti. Il ministro stava preparando una lettera al mensile 'Tuttoscuola' nella quale scrive: &quot;Non è irrealistico pensare a una somma tra i 5 e i 7 mila euro di premio a fine anno per i professori migliori. Proprio a loro, a quelli che in questi anni hanno mandato avanti la scuola, spesso anche con sacrifici, penso che dobbiamo guardare con riconoscenza, e non solo a parole, come si è fatto finora, ma finalmente con iniziative concrete. Dipenderà dal fatto di riuscire a ottenere le economie e dalla situazione dei conti dello stato, ma il calcolo da noi eseguito ci lascia ottimisti&quot;. Dice la Gelmini a Vespa: &quot;Ora parte la fase due. Abbiamo individuato le sacche degli sprechi e dove risparmiare. Ora si inizia a reinvestire in qualità, innovazione e premialità&quot;. Gelmini ha illustrato a Vespa analiticamente il provvedimento: &quot; L'articolo 64 della legge 133 destina il 30% delle economie di spesa all'incremento delle risorse contrattuali per la valorizzazione e lo sviluppo professionale della carriera del personale della scuola, a decorrere dal 2010. Si tratta pertanto di oltre 2 miliardi di euro nel triennio 2010-2012, e in particolare di 956 milioni a partire dal 2012. Prendendo in considerazione l'anno a regime (2012), il risparmio di sistema potrebbe essere destinato per una parte (circa il 10%) a compensare le prestazioni aggiuntive del docente unico della scuola primaria e per altre iniziative di accompagnamento e incentivazione, e per almeno 850 milioni per premiare qualità professionale e impegno, in particolare dei docenti&quot;. Il ministro nel libro di Vespa propone questo esempio sul 2012: quota da destinare ai docenti degli 850 milioni: 90% (765 milioni di euro), numero di docenti previsti nel 2012 in base alla legge 133: 644 mila. Percentuale docenti beneficiari (ipotesi di larga massima): 40% (257 mila). Dal momento che saranno previste delle fasce di premio ( minimo, medio, massimo), si può stimare premi massimi fino a 7 mila euro. &quot;Già a partire dal 2010-2011 però - aggiunge la Gelmini - verranno erogati gradualmente i primi premi di produttività a un numero di docenti inizialmente più limitato ma che entro la fine della legislatura 2013 coprirà una percentuale rilevante di docenti.&quot; La Gelmini dice a Vespa di essere stupita e amareggiata perché &quot;si dimentica che una parte consistente (circa un terzo) dei risparmi derivanti dalla razionalizzazione dell'elefantiaca macchina dell'istruzione verrà reinvestita per la valorizzazione professionale e lo sviluppo della carriera del personale della scuola. Cioè in qualcosa di inedito per il paese, se è vero che il prestigio sociale degli insegnanti è da decenni irrimediabilmente in declino. Come stupirsene, se la paga oraria di un'insegnante di scuola dell'infanzia con meno di otto anni di anzianità è di 14,6 euro lordi, una cifra molto bassa?&quot; &lt;br /&gt;
 &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.apcom.net/newspolitica/20080921_161420_24425a2_47113.html&quot;&gt;Apcom&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Franca Donaggio: Illustro il programma del prossimo Forum Lavoro del Pd Veneto.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/09/12/franca-donaggio/illustro-il-programma-del-prossimo-forum-lavoro-del-pd-veneto/359243"></link>
  <updated>2008-09-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>359243</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Venerdì 19 settembre si terrà a Padova il primo incontro del Forum Lavoro del PD Veneto. La senatrice Franca Donaggio, che lo presiede, fa il punto della situazione spiegando come questa sia soltanto la prima tappa di un percorso che vedrà il suo compimento a gennaio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 

«Avevamo già iniziato una serie di incontri con gli imprenditori e le rappresentanze sociali – spiega la senatrice Donaggio - poi le elezioni hanno interrotto questo percorso e in seguito abbiamo dovuto riorganizzare il lavoro in maniera organica. Ripartiamo venerdì, dopo aver conferito con il segretario nazionale Walter Veltroni e il segretario regionale Paolo Giaretta, con un primo obiettivo che è quello di portare il nostro contributo alla mobilitazione del 25 ottobre a Roma».&lt;br /&gt;


Il cammino che accompagnerà i lavori non si fermerà, tuttavia, alla grande manifestazione nazionale, ma troverà il suo compimento in un’iniziativa prevista per gennaio, che sarà dedicata ai temi dell’occupazione, dello sviluppo e del lavoro in Veneto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 

«In questa prima settimana si parlerà di Scuola - precisa la senatrice Donaggio - in quella successiva di Sanità, nella terza di Lavoro. Con i contributi e gli approfondimenti elaborati saremo a Roma e, in seguito, le riflessioni confluiranno in una nostra grande iniziativa che è prevista per gennaio su Veneto, sviluppo e lavoro».&lt;br /&gt;


«Inizieremo dalla Scuola – continua la senatrice - perché in questi giorni la protesta suscitata dalle proposte della Gelmini si sta espandendo. È evidente, infatti, che con queste misure stiamo tornando indietro di 50 anni rispetto ad un modello di scuola inclusiva, che è un modello a cui guardano anche altre nazioni».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



Secondo la senatrice, la reintroduzione del maestro unico precipiterebbe la situazione nell’arretratezza e in un alone di romanticismo “deamicisiano”, che forse poteva andar bene mezzo secolo fa, ma non può essere la risposta alle nuove esigenze. &lt;br /&gt;


«Il nostro è un modello di scuola che guarda all’integrazione – spiega la senatrice - Oggi, i ragazzi diversamente abili entrano nel corso di studi regolari, integrati nelle classi. Con la reintroduzione del maestro unico, invece, andiamo verso un meccanismo di classi differenziate. Un unico maestro, infatti, non potrebbe far fronte a tutte le necessità da solo. A maggior ragione se pensiamo che ci troviamo in un paesaggio sociale sempre più multietnico». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



E questo meccanismo della differenziazione si coglie anche alla radice dell’azione di Governo e sembra avere una direzione chiara. «La scuola, la politica sociale, la sanità. In tutti questi ambiti il Governo ha l’identico approccio: una base minima e se vuoi qualcosa in più te la paghi. Con il governo Prodi – fa un esempio la senatrice - si era proposto l’innalzamento dell’obbligo scolastico a 16 anni. Oggi la Gelmini la vuole ridurre a 14. La rimodulazione della durata dei cicli scolastici è la spia di questa idea. Purtroppo l’operazione di portare ad una “scuola di classe” non è nuova. Ci aveva già provato la Moratti: i figli dell’operaio alle professionali e gli abbienti negli istituti privati». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



«A questo – conclude la senatrice Donaggio – si potrebbe anche ricondurre la tendenza a criminalizzare i lavoratori pubblici. Calcare la mano nel dare l’impressione che “pubblico” equivalga a “spreco” serve a creare i presupposti di un modello culturale che avvalli, oltre che giustifichi, questo tentativo del Governo di creare disparità di opportunità sulle diversità di reddito».

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=391&quot;&gt;official web site Pd Veneto - ma.ri.&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Mariastella GELMINI: Non sono contraria a esami di riparazione</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/06/03/mariastella-gelmini/non-sono-contraria-a-esami-di-riparazione/356476"></link>
  <updated>2008-06-03T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>356476</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Istruzione Università e Ricerca (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;«Credo - ha aggiunto il ministro dell'Istruzione - che gli studenti debbano certamente ottenere il diploma ma il questo non deve avere solo valore legale ma essere un obiettivo formativo concreto. Credo, quindi, che le lacune vadano colmate». Per quanto riguarda gli esami di riparazione il ministro precisa che «oggi dobbiamo affermare la necessità del recupero dei debiti scolastici. Intervenire sulla normativa per puntare sull'autonomia delle scuele e quindi favorire un'organizzazione territoriale dello svolgimento del recupero, dopo di che - precisa Gelmini - devo dire che io non sono contraria al ritorno degli esami di riparazione. Ma saranno valutazioni che faremo nelle sedi opportune quindi innanzitutto nelle commissioni di Camera e Senato e poi attraverso un confronto con i protagonisti della scuola».&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/08_giugno_03/gelmini_esami_riparazione_scuola_9a802928-3142-11dd-a85a-00144f02aabc_print.html&quot;&gt;corriere.it&lt;/a&gt;</summary>
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