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  <title>Openpolis - Argomento: tagli</title>
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  <updated>2012-04-23T00:00:00Z</updated>
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  <title>Annamaria Cancellieri: «Il mio piano per il Viminale: tagliare un dipendente su dieci» </title>
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  <updated>2012-04-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626862</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Interni&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Possibile anche concentrare le scuole della pubblica amministrazione.
&lt;p&gt;
«Ma se sto addirittura pensando a una riduzione del personale civile del Viminale...». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Ministro, proprio sicura di non essere tra coloro che nel governo frenano sul piano di tagli alla spesa pubblica?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Impossibile che sia contraria proprio io, che del contenimento dei costi ho fatto, da subito, un tratto della mia azione. Non so se queste voci nascano da ignoranza o malafede. Ogni tanto mi tirano in mezzo, com'è accaduto anche sull'università... Leggo che mi sarei opposta persino sul piano carceri. Ma io che c'entro? È di competenza della Severino. C'è un mio prefetto, sì, ma è distaccato».
&lt;p&gt;

Anna Maria Cancellieri inforca gli occhiali e squaderna l'iPad ricontrollando la pagina di appunti stesi sul notebook. Il ministro è in partenza per Roma dopo un weekend trascorso a Milano: passeggiata al Salone del mobile («Ho visto una bella Italia forte, che produce...») e pranzo, sabato, con il presidente del Consiglio Mario Monti. Su chi, eventualmente, sia in malafede o «l'abbia tirata in mezzo», il titolare del Viminale non si pronuncia. «Non ne ho la più pallida idea».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il taglio dei dipendenti&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Certo è che per venerdì è atteso un chiarimento in Consiglio dei ministri. O almeno in quella sede Anna Maria Cancellieri intende mettere sul tavolo tutte le sue carte per contribuire alla spending review. Anche alzando l'asticella: «Vorrei ridurre del 10 per cento i dipendenti civili del ministero, grazie a uno scivolo, un pensionamento anticipato, senza traumi. Dopodiché, invece di riassumere una quota pari al 30 per cento del personale, come potremmo fare in astratto con la cifra risparmiata, ne riassumeremmo solo il 10 per cento. Il resto dei soldi verrebbe accantonato. Io sono pronta: se il governo mi dà l'ok, vado dai sindacati. Un'operazione che peraltro aiuterebbe il ministero a ringiovanirsi, e ne ha tanto bisogno. Per lo stesso motivo favoriamo anche la mobilità all'esterno: chi vuole andare a lavorare in altri settori dello Stato, può farlo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Non potrebbe suonare stonato parlare di prepensionamenti dopo una riforma che manda la gente in pensione a 70 anni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Non ci sono privilegi o penalizzazioni. Qui si tratta di sanare il bilancio dello Stato. È un fatto di priorità. Secondo i nostri tecnici questo taglio ci farebbe risparmiare 17 milioni di euro. È una battaglia epocale. O la facciamo adesso o mai più».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Un progetto piuttosto ambizioso e destinato, nel caso, a un cammino accidentato, come ammette la stessa Cancellieri. E per l'immediato, qualcosa che produca risultati subito?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Il piano più avanzato, già pronto per l'esame delle Camere, è quello per l'accorpamento dei dipartimenti del Viminale e la soppressione di alcune direzioni centrali». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Risparmio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Un milione di euro».
&lt;p&gt; Nel mirino di Cancellieri ci sono anche le scuole della pubblica amministrazione: quelle per i segretari comunali e degli enti locali dovrebbero confluire in una sola al Viminale.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Le prefetture&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
In agenda, e sempre tra le cose che saranno presentate venerdì in Consiglio dal ministro, c'è anche altro. Innanzitutto una riorganizzazione delle prefetture. Argomento, da tempo, tra i più dibattuti e che tocca il cuore del ministero dell'Interno: lo studio, realizzato con l'aiuto dell'Istat «per evitare di intaccare le esigenze della popolazione», è alle sue battute conclusive. Si tratta in sostanza di accorpare le sedi «minori» a quelle dei centri vicini più grandi. Potrebbe essere il caso di alcune delle città fresche di promozione a Provincia. «Comunque l'elenco arriverà presto». Verrebbe in questo modo eliminato, almeno nelle intenzioni, il 20, 25 per cento delle attuali prefetture.&lt;br /&gt;

Per ogni sede «compressa» un milione di euro che resta nelle casse dello Stato. Una riforma che procede di pari passo con la realizzazione degli Uffici territoriali del governo. L'obiettivo è quello di «ricomprendere in un'unica sede, almeno per i principali livelli, le rappresentanze di Interni, Pubblica istruzione, Beni culturali, Sanità statale e uffici finanziari». Per avere così «un unico centro di spesa e possibilità di scambio del personale».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Le forze dell'ordine&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Al ministero stanno studiando anche una diversa distribuzione delle forze dell'ordine sul territorio, «ma in questo caso, lo scriva, senza alcun ritocco del personale, sulla sicurezza non si risparmia». Un primo contatto c'è già stato con il capo della polizia e il comandante generale dei carabinieri, in attesa di un confronto politico con il ministro della Difesa. Si tratta «solo di razionalizzare». Si può pensare, «per dire, di trasformare alcune compagnie dei carabinieri in tenenze». O di «lasciare commissariati al posto delle questure, dove è possibile farlo». Anche in questo caso Cancellieri vorrebbe un'unica centrale per gli acquisti delle forze dell'ordine, polizia, carabinieri, guardia di finanza, polizia penitenziaria e guardia forestale, da concordare con tutti i ministri interessati.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;I beni demaniali&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Eppure ci sono tanti interventi che si possono, forse, mettere subito a segno. Perché sperperare danaro in costosissimi affitti quando esistono così tanti immobili pubblici sfitti? «Stiamo analizzando la lista dei beni demaniali disponibili così come di quelli confiscati alla mafia. Il Tesoro ci ha assicurato che ce li metterà a posto. E, allora, procederemo».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1DZMJM&quot;&gt;Corriere della Sera - Marco Ascione&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Stefano STEFANI: Commercio estero Monti sta isolando il paese </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/20/stefano-stefani/commercio-estero-monti-sta-isolando-il-paese/626831"></link>
  <updated>2012-04-20T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626831</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) - Pres. commissione Camera Affari esteri - Deputato (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ci era stato garantito che nulla sarebbe stato più come prima ma  evidentemente la coperta è troppo corta per coprire i paradossi di un esecutivo oramai crepuscolare che, a distanza di qualche mese, ripropone la solita solfa dei tagli lineari sulle spese dei ministeri. Quando si tratta di fare cassa nessuno, neppure i più rigorosi ed asettici tecnici, dimostra di saper resistere alla seducente tentazione di usare l’accetta al posto della lama. E a colpi d’ascia l’Italia abbandona la sua claudicante corsa verso lo sviluppo e la crescita per ritrovarsi improvvisamente in ginocchio. 
&lt;p&gt;
I tagli alle spese del Ministero degli Affari esteri non fanno altro che recidere il filo che ci lega all’estero e al mercato internazionale oltre a stringere i lacci che frenano lo sviluppo e che impediscono l’afflusso in Italia di capitali stranieri. Per quanto tempo ancora continueremo a guardare con invidia il supporto istituzionale che i nostri concorrenti europei ricevono in termini di accreditamento e apertura di spazi commerciali? Oltre alla cabina di regia continuamente attivata, gli attori principali dell’impresa e del mondo accademico si aspettano un sistema Italia formato dalla convergenza di quelle forze che hanno fatto della promozione e dell’internazionalizzazione delle imprese la propria missione. E allora, cosa aspetta il Paese a fare sistema aggredendo i mercati esteri con un sistema bancario efficiente, con il contributo del Ministero dello sviluppo economico e degli Affari esteri, con la garanzia di Sace e Simest, con l’impegno dell’ex Ice, con la presenza delle Camere di Commercio e dei Consorzi export? 
&lt;p&gt;
Credo, ahimè, che si dovrà aspettare ancora molto e che le premesse montiane troveranno in questa lunga attesa, la risposta: di certo niente sarà come prima ma, a quanto pare, tutto sembra essere peggio di prima. Non basta il rigore per crescere, serve più promozione e se si taglia proprio l’istituzione deputata a questo incarico, si cade nel paradosso di evocare lo sviluppo e subito dopo affossarlo. L’Italia ha bisogno di crescere. 
Sarebbe il caso che qualcuno se lo ricordi. 
&lt;p&gt;

Stefano Stefani&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://lapadania.net&quot;&gt;La Padania pag 10/11 &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DELIA MURER: Riforma del lavoro, più azioni per l'inclusione delle donne</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/13/delia-murer/riforma-del-lavoro-pi%C3%B9-azioni-per-linclusione-delle-donne/626808"></link>
  <updated>2012-04-13T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626808</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
E’ cominciato in Commissione, al Senato, la discussione sulla riforma del mercato del lavoro. Si è parlato molto, giustamente, in queste settimane di articolo diciotto, di flessibilità, di ammortizzatori sociali e di precarietà. Non si è parlato quasi per nulla di misure a sostegno dell’occupazione femminile. Un tema messo ai margini della discussione, mentre dovrebbe essere un elemento cardine per il rilancio e lo sviluppo del Paese. I dati Istat sul mercato del lavoro di marzo ci dicono che mentre il tasso di occupazione maschile (67,2 per cento) è stabile rispetto a febbraio, quello femminile (46,7 per cento) è in calo del 4 per cento rispetto al mese precedente. 
&lt;p&gt;Non solo: il 49,2 per cento delle giovani donne del Mezzogiorno è disoccupato. E laddove le donne trovano lavoro, prevalentemente si collocano nel segmento dei precari. Esiste, quindi, una specificità della questione femminile nella più generale vicenda del mercato del lavoro. La riforma proposta dal Governo, pur contenendo alcune proposte, non sembra tenerne conto. Il dibattito parlamentare dovrà spostare questo asse e introdurre misure più stringenti sul tema. Sia sul fronte di misure dirette sia su quello del riconoscimento del peso della donna nel ruolo familiare e nel lavoro di cura, su cui bisogna investire per dare un impulso all'occupazione femminile. 
&lt;p&gt;I tagli di questi anni stanno mettendo a dura prova i servizi pubblici locali per la famiglia: asili nido, tempo prolungato nelle scuole, assistenza ad anziani e disabili. La donna, nell’ambito familiare, è in genere caricata di tutte queste incombenze, e, venendo meno il servizio pubblico, sparisce un sistema di sostegno alla figura stessa della donna, costretta a tagliare il tempo del lavoro per dedicarsi alla cura dei figli, dei genitori anziani, della famiglia. Ripristinare, e anzi rilanciare, la rete di servizi per la genitorialità, per l’istruzione, per l’assistenza, serve a restituire alla donna una funzione più attiva sul mercato del lavoro.
&lt;p&gt;

Gli interventi previsti dalla riforma Fornero, in questo senso, appaiono insufficienti. Buono il congedo di paternità obbligatorio ma sono pochi i tre giorni. Siamo ben lontani dal modello occidentale. Il Parlamento europeo, infatti, non a caso chiede il congedo di paternità per almeno 15 giorni. Tutta la materia dei congedi parentali, in realtà, andrebbe riscritta, sul fronte della loro convenienza, della protezione da eventuali discriminazioni, per l’allargamento alle fasce di precariato, per il riconoscimento delle differenze e delle specificità.
&lt;p&gt;

Addirittura fuorviante la misura dei voucher per le baby sitter, che fa emergere il lavoro nero ma di certo non aiuta la maternità, collegata com’è al rientro al lavoro della donna in tempi più rapidi. Una misura che sottrae spazi all’esercizio della maternità e non compensa i tagli alla spesa e ai servizi per gli asili nido. Anche la norma sulle dimissioni in bianco, che andrebbe a tutelare maggiormente le donne, soggetto tradizionalmente più esposto a questa pratica, segna, al tempo stresso, un elemento positivo per l’iniziativa in sé ma un arretramento rispetto alla Proposta di legge che sta maturando in Commissione Affari sociali. Nell’insieme, quindi, il quadro degli interventi per una maggiore inclusione delle donne nella vita economica previsti dalla riforma del lavoro è insufficiente. Ci sarà da fare un lavoro attento, a cominciare dal Senato e poi alla Camera, per introdurre correttivi, misure più efficaci e ribaltare una impostazione che sembra puntare lo sguardo più sul passato che sul futuro.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.deliamurer.it/cms/en/articoli-e-interventi/404-riforma-del-lavoro-piu-azioni-per-linclusione-delle-donne.html?tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&quot;&gt;www.deliamurer.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Cesare DAMIANO: «Caro Monti, ora basta con le tasse»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/06/cesare-damiano/%C2%ABcaro-monti-ora-basta-con-le-tasse%C2%BB-intervista/626605"></link>
  <updated>2012-04-06T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626605</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«La riforma del lavoro c'è, gli ammortizzatori sociali cambieranno, ma a pagare il conto saranno ancora una volta gli italiani. Che per finanziare le misure messe in campo dal premier Mario Monti e dal ministro Elsa Fornero dovranno mettere mano al portafogli. Per sborsare, ad esempio, due euro di tassa aeroportuale di imbarco in più o, nel caso di proprietari di immobili che non abbiano scelto la cedolare secca del 20% sui redditi da affitto, per vedersi applicare una maggiorazione del 10% dell'imponibile. 
&lt;p&gt;Oppure per assistere alla riduzione della deducibilità delle polizze assicurative Rc auto. Tasse, insomma, e ancora tasse, come anche Cesare Damiano, responsabile lavoro dei Democratici e già ministro nell'ultimo governo guidato da Romano Prodi, ammette chiaramente. «Monti si è insediato e ha promesso rigore, sviluppo ed equità. Il primo si è visto anche troppo, ma per lo sviluppo e l'equità il ritardo comincia a essere sensibile», dice a ItaliaOggi. «Bisogna quindi fare rotta con decisione sulla crescita economica., altrimenti il cocktail di tagli alla spesa, di maggiori tasse, di riduzione della domanda di beni di consumo e di aumento della disoccupazione produrrà effetti micidiali».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Teme che il governo Monti finirà, con le sue cure drastiche, per uccidere l'economia italiana?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Uccidere è una parola grossa, e comunque mi auguro che nessuno possa mai riuscirci. Aggiungo che il governo non vuole certo distruggere l'economia. Detto questo, non si può certo continuare all'infinito con l'aumento della pressione fiscale e con il rigore cieco dei tagli lineari.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;A proposito di fisco. Una delle misure di copertura del ddl lavoro firmato oggi (ieri per chi legge, ndr) dal presidente della repubblica Giorgio Napolitano prevede per i proprietari di immobili che non abbiano scelto la cedolare secca, un aumento del 10% dell'imponibile Irpef per i redditi da locazione. Che ne pensa?
&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
In linea di principio sono d'accordo sulla necessità di colpire chi non paga le tasse. Ma se il proprietario di una casa in affitto non è un evasore, e ha scelto di versare la sua imposta non la cedolare secca del 20% ma con la denuncia dei redditi, non si vede perché dovremmo obbligarlo a optare per la prima soluzione. Insomma, la cedolare secca conviene, ma costringere ad adottarla anche chi non ha convenienza mi sembra una forzatura impropria.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma da qualche parte comunque i soldi bisognerà pur trovarli per finanziare questa riforma. O no?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Certo, finanziare lo stato sociale è indispensabile e trovare le risorse per farlo funzionare è doveroso se si vuole rilanciare lo sviluppo dell'economia. Ma, ripeto, non si può pensare di farlo con continui aumenti di tasse o con i tagli lineari stile Giulio Tremonti. Ci vuole altro, e Monti deve mettere in campo tutto quello che può per rilanciare la crescita. Finora rimasta purtroppo in ombra nella sua azione di governo. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1D9IJO&quot;&gt;Italia Oggi - Giampiero Di Santo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>STEFANO LEPRI: Bilancio preventivo 2012: taglio del 60% ai fondi per gli oratori </title>
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  <updated>2012-01-11T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623006</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Piemonte (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ieri in Quarta Commissione sono stati illustrati i capitoli di spesa relativi ai servizi sociali. Già fortemente contrari a tagli così pesanti, dell’ordine almeno del 50%, siamo rimasti sorpresi anche dal modo con cui sono previsti. Colpisce in particolare il taglio ai fondi per gli oratori, ridotti nel bilancio preventivo 2012 del 60% (da 3.800.000 a 1.520.000 euro)!

Insomma, l’assistenza è la più tagliata tra tutti i settori e gli oratori ancora di più.  Se i tagli saranno confermati, salteranno, ad esempio, le attività di Estate Ragazzi. Bella coerenza da parte di chi, a parole, dichiara di sostenere i valori della famiglia, della natalità, della libertà educativa!

Ricordiamo a margine che nel 2005, anno di avvio del governo di centrosinistra, il fondo per gli oratori ammontava a 1 milione, cresciuto progressivamente fino a 3,8 milioni nel 2010.

Noi del PD depositeremo su questo punto un emendamento, per ripristinare i fondi a favore di un’attività indiscutibilmente meritoria e per tutti.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.stefanolepri.it/2012/01/bilancio-preventivo-2012-taglio-del-60-ai-fondi-per-gli-oratori/&quot;&gt;www.stefanolepri.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIUSEPPE TASSONE: Tagli al sociale. Una penalizzazione inaccettabile. Grande manifestazione a Torino il 13 settembre</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/13/giuseppe-tassone/tagli-al-sociale-una-penalizzazione-inaccettabile-grande-manifestazione-a-torino-il-13-settembre/609386"></link>
  <updated>2011-09-13T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609386</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres.  Consiglio Comunale Cuneo (CN) (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Non è passato sotto silenzio il “taglio” che Governo e Regione Piemonte stanno operando al settore sociale: il Consorzio Socio Assistenziale di Cuneo vedrebbe diminuire i trasferimenti per 407 mila euro, mentre quello del Fossanese e Saluzzese perderebbe 659 mila euro e 220 mila quello di Mondovì.
&lt;p&gt;
Più che “tagli” sono veri e propri espropri che potrebbero costare 300 posti di lavoro, colpendo soprattutto i dipendenti delle cooperative che svolgono un lavoro essenziale quanto qualificato nel settore del sociale con particolare riferimento alla disabilità ed alla non autosufficienza.
&lt;p&gt;
Un vero e proprio attentato alla Costituzione ed al diritto degli anziani, dei bambini e dei portatori di handicap di ottenere quell’assistenza della quale hanno diritto. 
&lt;p&gt;
Centinaia di disabili, centinaia di sindaci, di amministratori pubblici, di operatori del settore, di famigliari, provenienti da tutto il Piemonte, si sono dati appuntamento il 13 settembre  in Piazza Castello per dire no a dei tagli che penalizzeranno il settore e che lo lasciano in balia di assenze legislative e dello scioglimento dei Consorzi Socio Assistenziali.
&lt;p&gt;
“Una manovra inaccettabile, miope e punitiva, che mette in forse a tenuta stessa delle famiglie, rischia di disgregarle e di colpire i settori più deboli della società.
A parole chi governa lo Stato e la Regione dicono di volere sicurezza e pace sociale, poi si adottano provvedimenti che vanno in tutt’altro senso.
Riprendendo le celebri parole di Piero Calamandrei occorre chiamare a raccolta quanti hanno a cuore la solidarietà e l’assistenza nei confronti delle categorie più svantaggiate, ritrovandoci in quell’ora e sempre Resistenza che rappresenta un impegno che non ci vedrà uscire sconfitti. Il tutto nel nome della Costituzione e dei suoi principi più alti e condivisi”.
&lt;p&gt;
Nei prossimi giorni verranno organizzate in tutto il territorio regionale manifestazioni per denunciare l’attuale precarietà ed invocare una legge regionale che consenta ad un settore strategico ed importante di continuare a svolgere un ruolo assolutamente importante al servizio delle categorie più deboli e meno protette della società. 

&lt;p&gt;

Per vedere le foto della manifestazione di Torino del 13 settembre 2011:&lt;br /&gt;

https://picasaweb.google.com/109258933050862065373/TorinoManifestazioneConsorziSocioAssistenziali13Settembre2011?authuser=0&amp;feat=directlink 
&lt;p&gt;



https://picasaweb.google.com/109258933050862065373/13Settembre2011?authuser=0&amp;feat=directlink 
&lt;p&gt;

&lt;i&gt;Beppe Tassone
 &lt;/i&gt; &lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.beppetassone.it&quot;&gt;sito web personale&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>GIUSEPPE TASSONE: Tagli al sociale. Una penalizzazione inaccettabile. L'appuntamento è per martedì 13 settembre a Torino</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/11/giuseppe-tassone/tagli-al-sociale-una-penalizzazione-inaccettabile-lappuntamento-%C3%A8-per-marted%C3%AC-13-settembre-a-torino/609291"></link>
  <updated>2011-09-11T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609291</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres.  Consiglio Comunale Cuneo (CN) (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Non può passare sotto silenzio il “taglio” che Governo e Regione Piemonte stanno operando al settore sociale: il Consorzio Socio Assistenziale di Cuneo vedrebbe diminuire i trasferimenti per 407 mila euro, mentre quello del Fossanese e Saluzzese perderebbe 659 mila euro e 220 mila quello di Mondovì.
&lt;p&gt;
Più che “tagli” sono veri e propri espropri che potrebbero costare 300 posti di lavoro, colpendo soprattutto i dipendenti delle cooperative che svolgono un lavoro essenziale quanto qualificato nel settore del sociale con particolare riferimento alla disabilità ed alla non autosufficienza.
&lt;p&gt;
Un vero e proprio attentato alla Costituzione ed al diritto degli anziani, dei bambini e dei portatori di handicap di ottenere quell’assistenza della quale hanno diritto. 
&lt;p&gt;
L’appuntamento è per martedì 13 settembre, a Torino, alle 16,30 davanti alla sede della Regione in Piazza Castello.
Parteciperanno disabili, famigliari assieme con centinaia di sindaci e di operatori del settore.
&lt;p&gt;
I comuni escono praticamente distrutti dalle manovre finanziarie che a partire dal maggio 2010 si sono susseguite perseguendo un disegno inaccettabile, quello di impedire proprio agli enti locali, che più sono a contatto con le esigenze dei cittadini, di fornire risposte adeguate sotto forma di servizi e di strutture.
La stessa determinazione di sciogliere i consorzi socio assistenziali la dice lunga su un disegno di privatizzazione e di tagli che è inaccettabile e che vede uniti nel pronunciare un chiaro dissenso disabili, famigliari, operatori ed amministratori pubblici.
&lt;p&gt;
Sono necessarie, da parte della Regione Piemonte, risposte chiare e soprattutto atti di salvaguardia di diritti sacrosanti che trovano fondamento nella civiltà stessa della nostra Nazione, che sono tutelati dalla Costituzione e che non possono assolutamente essere disattesi.
&lt;p&gt;
Non si può, di fronte a tagli di tale portata, che provare un profondo senso di vergogna nei confronti di quanti hanno adottato provvedimenti distruttivi e per nulla selettivi e, nel contempo, mobilitarsi a difesa di un settore che interessa tutti i cittadini e che li tutela  nei momenti di maggior necessità e debolezza.
&lt;p&gt;

&lt;i&gt;Beppe Tassone&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;


   

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.beppetassone.it&quot;&gt;sito web personale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giovanni ALEMANNO: Manovra. &quot;Non siamo in grado di garantire i servizi ai cittadini&quot;. </title>
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  <updated>2011-09-08T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609253</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Roma (RM) (Partito: PdL) - Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Lista di elezione: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Simbolicamente restituiremo la delega relativa all'anagrafe ai prefetti, per sottolineare che con le risorse che sono previste non siamo in grado di garantire i servizi ai cittadini''.
&lt;p&gt;''Gli uffici dell'anagrafe resteranno aperti, i cittadini continueranno a ricevere il servizio ma i prefetti, lo Stato e gli stessi cittadini devono sapere che se la manovra non cambierà in futuro, noi siamo in grandissima difficoltà nel garantire i servizi essenziali''.
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Dichiarazioni rilasciate durante la conferenza stampa congiunta con Regioni e Province a Roma, contro i tagli alle autonomie locali previsti nella manovra&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-MANOVRA_BIS__ALEMANNO__RESTITUIREMO_DELEGA_ANAGRAFE_A_PREFETTI-1048045-ora-.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto COTA: «Tagliare si può: io ho già cominciato»...solo Panda e Punto, mezzi di bassa cilindrata INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/05/roberto-cota/%C2%ABtagliare-si-pu%C3%B2-io-ho-gi%C3%A0-cominciato%C2%BB-solo-panda-e-punto-mezzi-di-bassa-cilindrata-intervista/609205"></link>
  <updated>2011-09-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609205</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Piemonte (Partito: Lega) - Consigliere Regione Piemonte (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;«Tagliare si può: io ho già cominciato»
L’Italia litiga e Roberto Cota è alla festa nazionale della Lega a Torino. 
«Tanta gente, ma piove».
Governo ladro.
«Prego?».
Dicono i suoi colleghi governatori che il governo li affama.
«Se la manovra c’è è perché bisogna farla. Anzi, posso dire che noi l’avevamo detto?»
Se le dico no non lo dice?
«Lo Stato dagli anni ’80 è stato usato come un bancomat, facendo esplodere il debito pubblico».
E la globalizzazione senza regole allora?
«Anche quello avevamo detto».
Dicono i suoi colleghi che lo Stato stringe la cinghia alle Regioni e non la propria.
«La manovra è tosta. Ma è già stata ridimensionata. Io stesso mi sono mobilitato contro il rischio che venissero toccati i fondi della sanità».
Adesso invece se ne sta in disparte. Ordine di Bossi?
«I ministri leghisti hanno fatto molto bene, difendendo le pensioni e i piccoli Comuni. E poi senta, dobbiamo metterci in testa che siamo tutti classe dirigente».
Oh, basta polemizzare sempre!
«Capisco la mobilitazione. Ed è vero che lo Stato dev’essere asciutto. Ma pure le Regioni devono esserlo».
Basta liti su chi per primo deve mollare le società partecipate
«Ognuno inizi per sé» .
Parole sante, poi però le Regioni non arrivano a fine mese.
«Ci sono cose che si possono fare».
Glielo spieghi lei a Formigoni.
«Io non pretendo di dare ricette a nessuno e Formigoni sa fare bene il suo mestiere di governatore. Però ho fatto delle cose».
Sono molto noiose o le possiamo raccontare?
«La sanità, per cominciare: assorbe l’82 per cento del bilancio regionale, va tenuta sotto controllo».
Bella scoperta, e lei come fa?
«Abbiamo fatto una riforma che mette in rete tutti gli ospedali, eliminando i doppioni, quindi gli sprechi, e razionalizzando le prestazioni».
Per la gioia dei primari...
«E questa è la grande questione. La Regione non deve più essere un centro di potere e distribuzione di denaro, ma solo un ente di indirizzo legislativo che organizza servizi».
A proposito di servizi: dice Errani che non riuscirete più a garantire il trasporto pubblico locale.
«Quello è un tema che richiede un’interlocuzione col governo, sì».
Così, senza nemmeno una frase a effetto tipo: «Licenzieremo tutti gli autisti degli autobus»?
«Mi spiace deluderla, ma penso si possa dialogare su alcuni capitoli, e sugli altri agire con responsabilità».
Tanto lei ha l’auto blu.
«Non la uso e ho imposto che tutte le auto di servizio siano solo di bassa cilindrata: Panda, Punto...».
Uno diventa assessore e nemmeno un Mercedes gli tocca
«Se è per questo gli ho pure ridotto lo stipendio. E ho dimezzato le spese di comunicazione. E le spese del gabinetto della presidenza».
Tornando al noioso elenco...
«Se si annoia le dirò che per esempio abbiamo anticipato il federalismo fiscale».
Non mi prenda in giro, Formigoni dice che il federalismo fiscale è morto e se lo dice lui è vero.
«È il contrario! Siamo qui a lottare col governo perché taglia i trasferimenti, perché questa è una finanza derivata. Col federalismo non avremo più il cappello in mano».
Lei come ha fatto ad anticiparlo?
«Con agevolazioni Irap per le aziende che investono in Piemonte e assumono certe categorie».
Venderà gli immobili?
«Abbiamo avviato un censimento. Tanto per dire: la Regione ha un albergo, Villa Gualino. Quello potrebbe fruttare fra i 10 e i 15 milioni».
Un bel giorno ha bussato alla sede romana senza preavviso
«Alle 17, era deserta. E una cattedrale nel deserto: 800 metri quadri a 33mila euro al mese, ma lontani dai palazzi dove si prendono le decisioni».
L’ha disdetta
«Ora abbiamo un appartamentino, più piccolo ma dignitoso».
E dov’è?
«Via della Scrofa».
Ahi. Porterà bene?
«Ci costa un sesto». 

http://www.ilgiornale.it/interni/tagliare_si_puo_io_ho_gia_cominciato/05-09-2011/articolo-id=543786-page=0-comments=1
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilgiornale.it/interni/tagliare_si_puo_io_ho_gia_cominciato/05-09-2011/articolo-id=543786-page=0-comments=1&quot;&gt;www.ilgiornale.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: Lottare per non finire come la Grecia</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/05/paolo-ferrero/lottare-per-non-finire-come-la-grecia/608080"></link>
  <updated>2011-09-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>608080</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Lo sciopero generale di oggi è molto importante. Per questo voglio innanzitutto voglio ringraziare tutti i lavoratori e le lavoratrici che lo stanno facendo in queste ore e ringraziare la CGIL e il sindacalismo di base che lo hanno proclamato.

&lt;p&gt;
Uno sciopero importante non solo perché la manovra del governo è una manovra ingiusta: difende i ricchi e i privilegi delle caste mentre attacca pesantemente i diritti sindacali e le condizioni di vita dei pensionati, delle lavoratrici e dei lavoratori - pubblici e privati – dei precari.

&lt;p&gt;
La manovra, oltre ad essere ingiusta è anche recessiva - cioè aggraverà la crisi economica - e favorirà la speculazione finanziaria, che continua tranquillamente a fare il suo sporco lavoro in tutta Europa.

&lt;p&gt;
Il punto fondamentale è quindi che la manovra del governo produrrà effetti opposti a quelli sbandierati: è un manovra che aggrava la crisi economica e pone le condizioni per un ulteriore attacco speculativo contro l’Italia. La ricetta che stanno applicando all’Italia – come al Portogallo, alla Spagna, all’Irlanda – è uguale a quella applicata alla Grecia: demolire i diritti dei lavoratori, privatizzare tutto e produrre quindi la recessione. Parallelamente permettere alle banche e alle finanziarie di speculare sul debito pubblico impossessandosi delle risorse sottratte ai lavoratori.

&lt;p&gt;
Al contrario di cosa dicono l’Unione Europea, la Banca Centrale Europea, il governo Italiano, il Presidente della Repubblica, i grandi mezzi di informazione, la speculazione finanziaria non nasce dai debiti degli stati ma dal fatto che la Banca Centrale Europea agisce come una banca privata e non come una banca centrale. I paesi più deboli dell’’Europa subiscono la speculazione sul debito pubblico unicamente perché la BCE non fa quello che fanno tutte le altre Banche centrali dell’Universo, cioè non compra direttamente, al tasso di sconto ufficiale, i titoli di stato dei paesi europei. Se la BCE facesse il suo mestiere non vi sarebbe in Europa alcuna speculazione. Ad esempio il Giappone ha un debito pubblico del 220 % eppure non è sottoposto a nessun attacco speculativo. Questo per la semplice ragione che la Banca Centrale giapponese – come tutte le banche centrali del mondo – compra direttamente i titoli di stato pubblici senza passare dal mercato. Ovviamente anche i paesi europei facevano così prima che i trattati di Maastricht dessero vita all’Euro e costruissero questa follia finanziaria che si chiama Banca Centrale Europea.

&lt;p&gt;
Siamo quindi nell’occhio del ciclone di una gigantesca truffa attuata dalle classi dominanti europee - dai banchieri ai padroni, dai popolari ai socialdemocratici ai liberali - a scapito dei popoli europei. Vi è un livello di falsificazione dei motivi della crisi e dei motivi della speculazione al cui confronto la propaganda nazista di Goebbels impallidisce. Il neoliberismo è in crisi ma il pensiero unico neoliberista funziona a pieno regime e manipola le coscienze raccontando balle clamorose che paiono vere solo perché sono ripetute quotidianamente a reti unificate da tutti coloro a cui viene concessa la parola. Questa è la ragione strutturale della vergognosa censura che subiamo. Anche per questo è così importante questo sciopero: rompe il coro dell’unanimismo e dell’Union Sacree in cui gli interessi dei ricchi vengono contrabbandati come gli interessi dei popoli.
&lt;p&gt;

In realtà la speculazione finanziaria viene consapevolmente utilizzata dalle classi dominanti europee per due motivi: innanzitutto obbligare i governi dei vari paesi con minore produttività del lavoro a tagliare brutalmente lo stato sociale, gli stipendi e i diritti dei lavoratori. Senza lo spauracchio della speculazione Berlusconi non sarebbe mai riuscito a varare due stangate come quelle contro cui stiamo lottando. Non ci sarebbero riusciti il governo Greco, quello Portoghese, Spagnolo e via dicendo.
&lt;p&gt;

In secondo luogo la speculazione finanziaria viene utilizzata per determinare un enorme spostamento di risorse dal basso verso l’alto, dai lavoratori alle banche. Stiamo vivendo nel mezzo del più gigantesco furto legalizzato che la storia dell’umanità abbia mai visto.

&lt;p&gt;
L’obiettivo delle classi dirigenti europee è semplice quanto brutale: determinare una pesante riduzione del tenore di vita del popolo e del potere dei lavoratori per aumentare la competitività dell’Europa a livello mondiale basata sulla drastica riduzione del costo del lavoro. Non stiamo parlando di qualche sacrificio ma di un vero e proprio salto indietro nella storia, del dimezzamento dei salari e delle tutele. La speculazione serve a costruire un “vincolo esterno” che permetta di fare questa vera e propria rivoluzione passiva contro i popoli europei. Per questo mettono attaccano sia i diritti civili che i diritti sociali, la Costituzione come il Contratto nazionale di lavoro e la sanità pubblica: vogliono cancellare il ‘45, quel gigantesco movimento di liberazione dal nazifascismo che ha cambiato la faccia all’Europa e al mondo.

&lt;p&gt;
Per questo noi comunisti dobbiamo lottare contro il governo Berlusconi e costruire le alleanze necessarie per mandarlo a casa. Parallelamente però dobbiamo costruire un fronte di lotta contro il capitale finanziario, le politiche europee e il neoliberismo. Solo sconfiggendo il neoliberismo è possibile uscire dalla crisi che il neoliberismo ha provocato. Per questo proponiamo una manovra alternativa a quella di Berlusconi ma proponiamo anche il rovesciamento delle politiche della BCE e la nazionalizzazione delle grandi banche, al fine di mettere la mordacchia al capitalismo finanziario e ricostruire un serio intervento pubblico in economia. Lo facciamo in piena sintonia con gli altri partiti della sinistra europea, che portano avanti nei loro paesi le nostre stesse parole d’ordine. Lo facciamo puntando a costruire – paese per paese – una rivolta contro le politiche europee.
&lt;p&gt;

Lo sciopero generale è quindi per noi il primo passo per costruire una consapevole rivolta contro questo enorme attacco delle classi dominanti contro il popolo italiano e contro i popoli europei.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?view=article&amp;catid=36&amp;id=17325&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&amp;option=com_content&amp;Itemid=68&quot;&gt;controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto MARONI: Taglio ai tagli</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/16/roberto-maroni/taglio-ai-tagli/590963"></link>
  <updated>2011-08-16T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590963</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) -  Ministro  Interni (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La conferenza del ministro a Ferragosto: reato di omicidio stradale per chi, ubriaco o drogato, causa un incidente mortale.
&lt;b&gt;&quot;Azzerare i tagli ai Comuni&quot; e &quot;nessun taglio alla sicurezza&quot;.&lt;/b&gt; Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ieri ha rotto gli indugi e ha commentato la manovra del governo i cui riflessi sugli enti locali, in particolare sui comuni, preoccupano non poco il ministro della lega. &lt;b&gt;&quot;Penso che il Parlamento debba fare uno sforzo per garantire ai Comuni un &quot;taglio dei tagli&quot;&lt;/b&gt; previsti dalla manovra&quot;, ha auspicato Maroni nella conferenza stampa di Ferragosto, confidando in un aggiustamento durante l'iter parlamentare. &lt;b&gt;&quot;Io guardo con attenzione anche le proposte dell'opposizione&quot;&lt;/b&gt;, ha detto il ministro con riferimento alle proposte di un aumento dell'Iva e alla richiesta tassazione dei cosidetti capitali scudati. Proposte sulle quali si può discutere pur di alleggerire, se non del tutto azzerare, il peso sui Comuni.
Sul fronte della sicurezza, il titolare del Viminale ha ribadito ieri che è un settore che non potrà sopportare tagli. &lt;b&gt;&quot;E' una richiesta specifica che ho fatto - ha detto - e sono certo che il presidente Berlusconi la terrà in debita considerazione''.&lt;/b&gt; &lt;b&gt;Il presidente del consiglio, ha aggiunto Maroni, &quot;deciderà con un suo provvedimento, un dpcm, su quali settori tagliare per quanto riguarda i ministeri&quot;. L'altro aspetto legato alla manovra che ha suscitato allarme anche tra i sindacati di polizia è l'annuncia della soppressione degli uffici di governo territoriale e delle questure nelle province destinate a sparire. &lt;b&gt;&quot;Il taglio delle province, previsto nella manovra del Governo porta con sè una diminuzione delle prefetture ma - ha rassicurato Maroni - non una diminuzione della presenza delle forze dell'ordine sul territorio. Anche se non ci sono le Prefetture, laddove verranno tagliate, ci sono le forze dell'ordine.&lt;/b&gt;
&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

16/08/2011, 10:59
http://www.iltempo.it/politica/2011/08/16/1279017-maroni_tagli_comuni_alla_sicurezza.shtml&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.iltempo.it/politica/2011/08/16/1279017-maroni_tagli_comuni_alla_sicurezza.shtml&quot;&gt;www.iltempo.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto MARONI: No a tagli enti locali e reparto sicurezza</title>
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  <updated>2011-08-16T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>590958</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) -  Ministro  Interni (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
…Dopo le aperture di Berlusconi ad eventuali modifiche al provvedimento anti-crisi, Maroni ha sottolineato: &quot;La manovra del Governo non è blindata. Credo che il Parlamento debba fare uno sforzo per garantire un taglio dei tagli previsti per le autonomie locali. Mi auguro che i tagli ai comuni - ha proseguito - si possano azzerare introducendo altre misure&quot;.
&lt;p&gt; Sulla sicurezza: &lt;br /&gt;
&quot;Il taglio delle province, previsto nella manovra del Governo porta con sè una diminuzione delle prefetture ma non una diminuzione della presenza delle forze dell'ordine sul territorio&quot;.
&lt;p&gt;


http://libero-news.it/news/803383/Il-Senat%C3%B9r-spara-su-Brunetta-Nano-non-rompere-i-c.html
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://libero-news.it/news/803383/Il-Senat%C3%B9r-spara-su-Brunetta-Nano-non-rompere-i-c.html&quot;&gt;libero-news.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Umberto BOSSI: Manovra e coscienza</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/15/umberto-bossi/manovra-e-coscienza/590959"></link>
  <updated>2011-08-15T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590959</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) -  Ministro  Riforme per il Federalismo (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Problemi morali - Il leader leghista, Umberto Bossi, ha invece svelato i suoi problemi di coscienza nella preparazione della manovra: &quot;Salvi i poveracci che non riescono a mangiare o i Comuni che se la cavano?&quot;, si chiedeva. Durante il comizio di Ferragosto a Ponte di Legno il Senatùr ha ribadito che &quot;il governo deve salvare gli enti locali, ma non a costo di affamare i poveracci, perché l'economia si sviluppa dal basso. Non avevo alternativa e mi sento la coscienza a posto - ha assiucrato -, agli enti locali ci penseremo dopo&quot;.
&lt;p&gt;
Il ruolo della Bce - Quindi il leader del Carroccio è tornato a parlare anche del ruolo che ha avuto la Banca centrale europea in queste ultime, convulse, settimane.&lt;br /&gt;
 &quot;La crisi che ha colpito il Paese è stato un segnale inequivocabile: è arrivata la fine dell’Italia, questa è la verità. &quot;e Tremonti non vende i titoli di Stato non riesce a pagare pensioni e sanità. Siamo al dunque, bisognava fare un pò di tagli altrimenti l’Europa stavolta ci uccideva&quot;,&lt;i&gt;ha inquadrato la situazione Bossi&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
 &quot;Nessuno voleva fare i tagli, e per noi è stato meglio scegliere a favore dei poveri, che possono andare avanti nella battaglia per l’obiettivo finale: la Padania libera. Noi non ce la facciamo più&quot;.

&lt;p&gt;

http://libero-news.it/news/803383/Il-Senat%C3%B9r-spara-su-Brunetta-Nano-non-rompere-i-c.html
&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://libero-news.it/news/803383/Il-Senat%C3%B9r-spara-su-Brunetta-Nano-non-rompere-i-c.html&quot;&gt;libero-news.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: Cominciata la raccolta di firme su Manovra alternativa proposta da Rifondazione</title>
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  <updated>2011-08-15T00:00:00Z</updated>
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  </author>
  <id>590955</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;

“Oggi abbiamo cominciato la raccolta di firme su una petizione che rappresenta una manovra alternativa a quella del governo. La nostra manovra permette di azzerare i tagli allo stato sociale, alle regioni e agli enti locali, alle pensioni, ai dipendenti pubblici, di mantenere le festività soppresse e di mettere un po’ di soldi per fare un salario sociale ai disoccupati. I punti della petizione sono:
&lt;p&gt;

- Tassa Patrimoniale sulle ricchezze al di sopra del milione di euro&lt;br /&gt;

- Lotta all’evasione fiscale anche facendo pagare per intero le tasse a chi ha usato lo scudo fiscale&lt;br /&gt;

- Dimezzare le spese militari e smettere guerra in Afganistan e Libia&lt;br /&gt;

- Dimezzare gli stipendi delle caste e mettere un tetto agli stipendi dei manager&lt;br /&gt;

- Obbligare le aziende che de localizzano a restituire i finanziamenti pubblici&lt;br /&gt;

- Bloccare le grandi opere inutili come la TAV e il Ponte sullo Stretto e sviluppare le energie alternative.

&lt;p&gt;

Dall’adesione che registriamo ci pare che la nostra manovra è più popolare di quella del governo.”&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?view=article&amp;catid=36&amp;id=16853&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&amp;option=com_content&amp;Itemid=68&quot;&gt;controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DELIA MURER: Manovra: “Si colpiscono le persone e i più deboli”</title>
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  <updated>2011-08-15T00:00:00Z</updated>
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  </author>
  <id>590945</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Una manovra contro le persone e i più deboli”. &lt;br /&gt;
Lo dichiara Delia Murer, deputata Pd, componente della commissione Affari sociali della Camera. “Le misure proposte dal Governo vanno a colpire nel profondo il tessuto sociale di questo Paese. Con i tagli indiscriminati alle detrazioni e alle deduzioni si aumentano le tasse alle famiglie, soprattutto per le prestazioni sociali come carichi familiari, spese per prestazioni sanitarie, spese scolastiche per i figli. 
&lt;p&gt;Con i ticket si colpiscono i malati, soprattutto delle fasce deboli, e si incentiva l’esodo verso la sanità privata. Con le nuove competenze regionali in materia di invalidità, si sferra un nuovo attacco alle pensioni di persone già in difficoltà.
&lt;p&gt;
“Tutto il peso del risanamento dei conti viene scaricato sulle persone, sulle famiglie, sul sociale, sulla salute, sui diritti fondamentali. Un segno gravissimo di iniquità, a cui ci opponiamo con forza”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticovenezia.org/newsite/?p=1103&quot;&gt;web site pdvenezia&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: Parte la raccolta firme per introdurre la patrimoniale</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/14/paolo-ferrero/parte-la-raccolta-firme-per-introdurre-la-patrimoniale/590930"></link>
  <updated>2011-08-14T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590930</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Di fronte al blitzkrieg berlusconiano abbiamo deciso una campagna di massa di raccolta di firme per la patrimoniale. La nostra proposta di tassare i patrimoni al di sopra del milione di euro, garantisce un gettito di oltre 20 miliardi. Quanto basta per evitare tutti i tagli allo stato sociale, i ticket e gli aumenti delle tariffe. La patrimoniale è anche l’unica misura certa per stanare gli evasori fiscali, quelli che non guadagnano nulla ma possiedono il panfilo. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?view=article&amp;catid=36&amp;id=16845&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&amp;option=com_content&amp;Itemid=68&quot;&gt;controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio DI PIETRO: «Tagli a vitalizi e Province. Ecco la nostra manovra»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-08-14T00:00:00Z</updated>
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  <id>590929</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ma nella manovra di Tremonti e Berlusconi ci sono provvedimenti positivi da cui può partire il confronto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«È la vecchia questione del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. C'è il taglio delle Province, ma solo di una parte. Quando l'abbiamo proposto noi dell'Italia dei Valori in Parlamento né il Pdl né il Pd l'hanno votato. Bisogna abolirle tutte. Poi nella manovra del governo si tassano le rendite finanziarie dal 12 al 20 per cento, lo chiediamo da tempo. Ma sui costi della politica il decreto è davvero deprimente».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Si aspettava qualcosa di più?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Va bene ridurre l'indennità di deputati e senatori ma i vitalizi? E il numero dei parlamentari? Se servivano soldi si poteva far pagare il contributo di solidarietà a quelli che hanno riportato i soldi in Italia grazie allo scudo fiscale, un vero riciclaggio di Stato. Poi bisognava intervenire sull'evasione fiscale in modo netto, è un'operazione fondamentale, invece non se ne parla nemmeno in una riga. Inoltre le Regioni vanno accorpate, penso, giusto per fare un esempio, all'Abruzzo e al Molise. Altra cosa: riduciamo i finanziamenti ai partiti. Ma la vera rivoluzione sarebbe nelle liberalizzazioni e nelle privatizzazioni, che invece mancano nella manovra».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Perché non si sono fatte?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Perché in Parlamento le lobby la fanno da padrone».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ora discuterete tagli e tasse con la maggioranza e cercherete di raggiungere un accordo. Può cominciare una stagione di dialogo o Berlusconi se ne deve andare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Per noi Berlusconi deve andare a casa. Ma già da tempo. Tuttavia dipende dal Parlamento e non soltanto da noi dell'Italia dei Valori. Purtroppo tanti nominati che siedono alla Camera e al Senato rispondono come cani al loro padrone. Ma noi non ci fermeremo. Anzi proprio per cambiare le cose stiamo raccogliendo le firme per abrogare questa legge elettorale».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Anche il Partito Democratico e l'Udc hanno presentato le loro ricette alternative. Tenterà di avvicinare opposizioni e governo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ho letto con attenzione le proposte del Pd e dell'Udc. Dovremmo fare come i sindacati e Confindustria, la Camusso e la Marcegaglia insieme: sederci allo stesso tavolo ed elaborare un pacchetto unitario di modifiche per cercare di migliorare questa manovra in Parlamento».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Crede che sia possibile un'intesa generale per il bene del Paese?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Noi siamo pronti. Ora chiediamo alla maggioranza di lavorare seriamente».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.antoniodipietro.it/&quot;&gt;sito web ufficiale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giulio TREMONTI: Per il bene del Paese</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/13/giulio-tremonti/per-il-bene-del-paese/590943"></link>
  <updated>2011-08-13T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590943</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Economia e Finanze (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Provvedimenti della manovra: dai tagli agli enti alle pensioni.&lt;br /&gt;

Il testo è in corso di bollinatura per recepire le modifiche fatte ancora ieri in Consiglio dei ministri poi andrà al Quirinale e domani, da mezzanotte, sarà in Gazzetta Ufficiale. 
&lt;p&gt;Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha spiegato che la manovra si compone di tre parti: i costi degli apparati burocratici e politici, lavoro sviluppo e finanza pubblica.
&lt;p&gt;

ROMA: Dal taglio di Province e Comuni alla soppressione di tutti gli enti fino a 70 addetti, dalle misure per tutelare il lavoro agli incentivi per cedere i servizi pubblici. Più in generale, nella nuova manovra c’è l’applicazione anticipata di alcune norme per arrivare all’obiettivo di deficit-pil al 3,9% nel 2011. Il testo è in corso di bollinatura per recepire le modifiche fatte ancora ieri in Consiglio dei ministri poi andrà al Quirinale e domani, da mezzanotte, sarà in Gazzetta Ufficiale. Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha spiegato che la manovra si compone di tre parti: i costi degli apparati burocratici e politici, lavoro sviluppo e finanza pubblica. 
&lt;p&gt;&quot;Di solito quando si approva un decreto si chiede l’autorizzazione a porre la fiducia. Non l’abbiamo fatto pensando che il testo sia talmente serio da impegnare tutto il parlamento su un interesse generale - ha chiarito Tremonti - è stata una scelta saggia&quot;.
&lt;p&gt; 
Tagli doppi ai parlamentari&lt;br /&gt;
 &quot;Ho fatto tutto in coscienza per il bene del Paese&quot;, ha assicurato Tremonti…..
Tagli ai ministri per 6 miliardi Tremonti ha spiegato che la manovra prevede &quot;tagli ai ministri di 6 miliardi, riducibili a 5 attraverso la reintroduzione della 'vecchia Robin' sul mondo della produzione dell’energia, ma ferma la bolletta delle famiglie&quot;. 
&lt;p&gt;&quot;Per gli enti locali - ha continuato il titolare del dicastero di via XX Settembre - sono previsti tagli per 6 miliardi riducibili verso 5 con il beneficio aggiuntivo della Robin Hood tax che pensiamo porti in tutto 2 miliardi&quot;.
&lt;br /&gt;

La cessione dei servizi pubblici La parte di sviluppo della manovra è fatta dalla parte sul lavoro, le professioni e la riforma dei servizi pubblici locali.
&lt;p&gt; &quot;Nel patto di stabilità c’è un disincentivo-incentivo a mettere sul mercato le aziende locali - ha spiegato Tremonti - pensiamo che il meccanismo possa funzionare&quot;.
Contributo di solidarietà per tre anni Il prelievo sui redditi medio-alti (il 5 per cento sopra ai 90mila euro di reddito e il 10 per cento dai 150 mila in su) avrà la durata di tre anni, e avrà effetto a partire dal 2011. Sarà dunque esteso anche ai privati quello già stabilito per i dipendenti pubblici. &lt;br /&gt;
Tremonti ha spiegato che il contributo è deducibile dal reddito.
&lt;p&gt;
Stretta sui controlli fiscali Dall’inasprimento della lotta all’evasione fiscale, con le misure della nuova manovra, arriverà un miliardo di euro. Tremonti ha ricordato che &quot;si abbassa la tracciabilità a 2.500 euro, vengono messe sanzioni forti per chi non lascia ricevuta o fattura, c’è la sanzione accessoria fino all’espulsione dagli ordini professionale&quot;....&lt;br /&gt;

Prevista anche &quot;una revisione degli studi di settore&quot;. 
&lt;p&gt;
La crisi riguarda il pil dell'Eurozona. &lt;br /&gt;
&quot;L’andamento della crisi accelera drammaticamente negli ultimi giorni - ha spiegato Tremonti - era prevedibile? Questo potrà essere oggetto di prossime riflessioni. Ma la crisi non riguarda solo il nostro paese ma una quota enorme del pil dell’Europa&quot;. &quot;Se ci fossero gli eurobond non saremmo arrivati ad oggi: è fondamentale un maggior grado di consolidamento delle finanze pubbliche in Europa - ha spiegato il ministro dell’Economia - la soluzione maestra sarebbe stata quella degli Eurobond, sono convinto del modello proposto dal primo ministro del Lussemburgo e da me a livello internazionale. Siamo in attesa di sviluppi. Diversamente le complessità continuerebbero&quot;. 

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilgiornale.it/interni/domani_manovra_gazzetta_per_parlamentari_tagli_doppi/economia-politica-politica_economica-berlusconi-governo-manovra-crisi-misure-tremonti-calderoli-sacconi-tagli-casta-province/13-08-2011/articolo-id=540082-page=0-comment&quot;&gt;www.ilgiornale.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: Soppressione delle Province sotto i 300 mila abitanti e accorpati oltre 1.500 comuni</title>
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  <updated>2011-08-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590923</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Crisi, scure su Province e statali. Più tasse sui redditi oltre i 90 mila euro.
&lt;p&gt; 

Il governo approva la manovra da 45,5 miliardi. Previsto il contributo di solidarietà: colpiti anche gli autonomi sopra i 55 mila euro; soppressione delle Province sotto i 300 mila abitanti e accorpati oltre 1.500 comuni; Colpiti i dipendenti pubblici: Tfr dopo 2 anni, età pensionabile delle donne a 65 dal 2015 e niente ponti festivi.&lt;br /&gt;

Non parla di lacrime, è vero. Ma di sangue sì. Il presidente del Consiglio, Silvio alla fine mette la faccia, accanto al ministro dell'Economia Giulio Tremonti, sul decreto anticrisi varato in fretta e furia in questo venerdì di metà agosto. Un provvedimento che lo costringe ad ammettere che d'ora in poi non potrà più vantarsi di non aver mai messo le mani nelle tasche degli italiani.
&lt;p&gt; &quot;Siamo personalmente addolorati di aver dovuto fare questa manovra, ma soddisfatti - afferma - del modo in cui siamo riusciti a lavorare insieme, con l'apporto di tutti i ministri&quot;. 
&lt;p&gt;Il premier descrive la manovra bis come un mix di &quot;tagli alla spesa pubblica e imposizioni&quot;. E sono proprio quelle imposizioni, come per esempio il contributo di solidarietà per i redditi sopra i 90mila euro, che portano il Cavaliere a dire che il suo cuore &quot;gronda sangue&quot;. Ma tant'è, &lt;i&gt;Berlusconi spiega che non si poteva fare diversamente perché&lt;/i&gt; &quot;la situazione è cambiata&quot; &lt;i&gt;e siamo di fronte a una&lt;/i&gt; &lt;b&gt;&quot;crisi planetaria&quot;&lt;/b&gt; che sta coinvolgendo anche gli Stati Uniti. E non si poteva fare diversamente anche per un'altra ragione, perché è stata Francoforte ad aver chiesto di anticipare il pareggio di bilancio dal 2013 e il 2014.
&lt;p&gt;
Il decreto, &lt;i&gt;spiega Berlusconi&lt;/i&gt;, &quot;va nella direzione che la Bce aveva auspicato e che ha consentito&quot; all'Eurotower &quot;da lunedì di intervenire sui mercati secondari acquistando titoli sul debito pubblico e dando garanzia di intervenire sui nostri titoli&quot;.
&lt;p&gt; Il premier sa che i cittadini hanno dei &quot;desiderata&quot; e si aspettano una sforbiciata ai costi della politica. Per questo sottolinea che ci sono &quot;numerosi interventi&quot; in tal senso, a suo parere &quot;anche eccessivi rispetto a ciò che sarebbe giusto&quot; e tra questi un &quot;numero di poltrone eliminate importante, intorno alle 54 mila&quot;. Berlusconi infine lascia uno spiraglio al contributo delle opposizioni: la fiducia - dice - potrebbe non essere necessaria e delle modifiche sono possibili purché &quot;con estrema misura&quot;.
&lt;p&gt;
Le misure:saltano quasi 40 province, vengono accorpati i comuni sotto i mille abitanti e arriva una stretta sulle tredicesime e sul Tfr dei dipendenti pubblici.&lt;br /&gt;

Altri pesanti tagli sono previsti per Regioni ed Enti locali e il federalismo scatterà nel 2012 in anticipo rispetto alla tabella di marcia. Sale poi la tassazione sulle rendite finanziarie e viene introdotto un contributo di solidarietà sui redditi medio-alti dei dipendenti privati.
&lt;p&gt;


http://www.iltempo.it/politica/2011/08/12/1278530-crisi_province_stretta.shtml&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.iltempo.it/politica/2011/08/12/1278530-crisi_province_stretta.shtml&quot;&gt;www.iltempo.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: «È ora che le forze migliori caccino Berlusconi»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/11/nichi-vendola/%C2%AB%C3%A8-ora-che-le-forze-migliori-caccino-berlusconi%C2%BB/590893"></link>
  <updated>2011-08-11T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590893</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;È giunta l'ora di mobilitare le migliori forze del Paese per cacciare Berlusconi e voltare pagina&quot;.
&lt;p&gt; Lo dice il leader di Sel, Nichi Vendola, dopo le parole del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, dinanzi alle commissioni parlamentari.
&lt;p&gt; &quot;L'idea di spolpare il salario dei lavoratori pubblici, già stremati dal caro-vita e dal taglio feroce operato al welfare, l'idea della libertà di licenziare, l'idea di colpire sempre e comunque i ceti medio-bassi - aggiunge Vendola - sono le uniche idee chiare di questo governo, che fino ad ieri ha negato la crisi. Ma sono anche delle provocazioni che vanno respinta con durezza&quot;. 
&lt;p&gt;&quot;Un governo impresentabile ha portato l'Italia verso il declino e la decrescita. Ora corriamo verso un futuro buio fatto di precarietà e povertà. È giunta l'ora di mobilitare le migliori forze del Paese per cacciare Berlusconi e voltare pagina&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.liberazione.it/news-file/Vendola----ora-che-le-forze-migliori-caccino-Berlusconi-.htm&quot;&gt;Liberazione.it | Agi&lt;/a&gt;</summary>
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