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  <title>Openpolis - Argomento: cultura</title>
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  <updated>2012-03-23T00:00:00Z</updated>
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  <title>Andrea Riccardi: Nasce Conferenza permanente statale, promossa dal ministro Andrea Riccardi</title>
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  <updated>2012-03-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626159</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Cooperazione internazionale e integrazione&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L’incontro è stato promosso dal ministro alla Cooperazione internazionale e all’integrazione Andrea Riccardi, che (in collaborazione con il ministero dell’Interno), ha indetto una Conferenza permanente “Religioni, cultura e integrazione”. 
&lt;p&gt;
&quot;Ci unisce – ha detto Riccardi – la preoccupazione per un passaggio delicato della società italiana: l’integrazione”. In questo senso, “le comunità religiose e i loro responsabili posso essere mediatori per l’integrazione virtuosa nella società italiana”. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lavoce.it/articoli/20120323032.asp&quot;&gt;La Voce&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: Al festival del cinema di Roma va in onda uno spettacolo indecente</title>
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  <updated>2012-01-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>622824</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Le istituzioni culturali di Roma dovrebbero essere trattate da tutti con ben altra sensibilità: sono una ricchezza della città e non meritano di essere usate con quel piglio lottizzatore che contraddistingue la malapolitica&quot;. Così &lt;b&gt;David Sassòli&lt;/b&gt;, europarlamentare del Pd, a proposito delle polemiche sulla direzione del Festival del cinema di Roma. &quot;Quello che sta andando in onda è uno spettacolo umiliante per la nostra città. L'arrivo di Muller - prosegue Sassòli - dovrebbe essere salutato da tutti col rispetto che merita un apprezzato organizzatore culturale e con la soddisfazione di vedere ormai consacrato a livello internazionale il Festival del cinema della Capitale. Ingaggiare il direttore del Festival di Venezia farebbe gola a qualsiasi mostra del cinema del mondo. Sostenere che Muller non può venire a Roma perché da direttore artistico di Venezia era contrario al Festival del cinema della Capitale è una sciocchezza. Così come è insopportabile che Alemanno e Polverini non rispettino l'autonomia degli organismi di gestione e impongano aut-aut. Prevale purtroppo l'idea che i partiti considerino cosa propria le istituzioni culturali di questa città. Le istituzioni pubbliche partecipino alle attività culturali ma non impongano soluzioni, facciano un passo indietro, non usino i soldi dei contribuenti per occupare spazi buoni solo per fare clientele. Le polemiche di questi giorni - conclude Sassòli - sono la prova che a Roma è ormai giunto il momento di voltare pagina e di avviare un profondo rinnovamento della classe politica&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.areadem.info/adon.pl?act=doc&amp;doc=11816&quot;&gt;areadem&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>FRANCO MIRABELLI: Controllare Boeri? E' una stupidaggine</title>
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  <updated>2011-11-30T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>622165</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lombardia (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Pensare che il problema di Milano sia controllare Boeri è una stupidaggine. Serve collegialità, e chi non la rispetta sbaglia, ma questo significa decidere e discutere insieme valorizzando le opinioni diverse che sono sempre una ricchezza e poi difendere le scelte tutti insieme. Dire, come ho sentito fare in questi giorni, che è inaudito esprimere opinioni diverse anche in Giunta è un errore che, tra l'altro, il Sindaco ha dimostrato di non condividere&quot;. Ad affermarlo è il Consigliere Regionale della Lombardia Pd, &lt;b&gt;Franco Mirabelli&lt;/b&gt;.

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://affaritaliani.libero.it/milano/mirabelli-pd-controllare-301111.html?refresh_ce&quot;&gt;AffariItaliani&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIUSEPPE TASSONE: “Scrittori in città, un'importante risorsa in un momento difficile”</title>
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  <updated>2011-11-13T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>618069</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres.  Consiglio Comunale Cuneo (CN) (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Da giovedì 17 novembre, per quattro giorni, Cuneo sarà la capitale della cultura italiana: “Scrittori in Città”, giunto alla sua XIII edizione, rappresenta non solo un fiore all’occhiello per la nostra città ed un ideale ponte con l’avanguardia della cultura internazionale, ma anche l’indicazione concreta della strada da percorrere.
La cultura non costituisce, nemmeno in tempi di crisi, un lusso, rappresenta l’elemento essenziale per assicurare la crescita del Paese ed anche per aprire le porte ad una ripresa, economica, morale ed etica, com’è negli auspici di tutti.
In questo senso Cuneo, con le diverse manifestazioni collegate con questo importante evento, che coinvolgerà la città accomunandola con scrittori di primo piano, giornalisti, personaggi del mondo dell’arte, dello spettacolo e della scienza, si pone al centro dell’attenzione proprio nel momento più difficile per il nostro Paese ed indica la strada da percorrere.
&lt;p&gt;
La cultura, la ricerca e la capacità di voler conoscere e di sapersi confrontare sono elementi essenziali per una Nazione che sia determinata, concretamente, ad uscire dal tunnel nel quale si è venuta a trovare.
&lt;p&gt;
“Scrittori in città” aiuta, in un momento particolarmente drammatico, l’Italia a ritrovare le proprie radici e ad individuare la giusta strada, con la coscienza e l’autorevolezza di un grande Paese europeo nel quale cultura, ricerca e storia rappresentano non un valore aggiunto, ma un irrinunciabile elemento di spicco ed una risorsa di primo piano per l’economia e per la sua crescita complessiva.
&lt;p&gt;

&lt;i&gt;Beppe Tassone&lt;/i&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.beppetassone.it&quot;&gt;beppetassone.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Alessandro Lanteri: Sanremo: maxi finanziamento per il Forte di Santa Tecla. Lanteri (Pd) “Spazi dedicati alla musica e a Pepi Morgia” </title>
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  <updated>2011-11-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>622565</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Provincia Imperia (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;E' necessario recuperare e restituire alla città il forte, presidio storico importante e situato in una posizione spettacolare, per un suo utilizzo sociale per la città”.

“Si tratta di investimento di oltre 4 milioni della Sovrintendenza con partecipazione da parte del Comune di Sanremo di 200 mila euro – prosegue Lanteri – L'idea è quella di creare all'interno del Forte uno spazio dedicato alla musica, per una giusta celebrazione del passato musicale di Sanremo, con mostre dedicate al Festival e al Tenco di Amilcare Rambaldi&quot;.

&quot;Sarebbe bello avere anche uno spazio dedicato a Pepi Morgia e alle associazioni musicali già esistenti che contribuiscono a mantenere Sanremo viva come città della musica. Non bisogna farsi scappare quest'occasione – conclude il consigliere provinciale del Pd – perchè finanziamenti della Sovrintendenza di questa entità non sono molto frequenti”&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.sanremonews.it/leggi-notizia/argomenti/politica-1/articolo/sanremo-maxi-finanziamento-per-il-recupero-di-santa-tecla-lanteri-pd-spazi-dedicati-alla-musi.html&quot;&gt;www.sanremonews.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo Fraschini: PDL LISSONE - In arrivo i corsi di formazione e per il tempo libero </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/16/massimo-fraschini/pdl-lissone-in-arrivo-i-corsi-di-formazione-e-per-il-tempo-libero/609476"></link>
  <updated>2011-09-16T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609476</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Lissone (MB) (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;In arrivo i corsi di formazione e per il tempo libero del Centro per l’Apprendimento Permanente di Lissone.

 Proposte ricche, interessanti e al passo con le esigenze formative dei cittadini.

Partiranno nel mese di ottobre, i primi corsi del nostro “Centro di forma­zione e apprendimento permanente”, con un ventaglio di percorsi  formativi in grado di andare incontro alle esigenze di gran parte della popolazione lissonese.

Il programma dei corsi, che vanno dall’in­segnamento delle lingue straniere (inglese e spagnolo) ai corsi di informatica (di base ed avanzati), dalla storia filosofica alla cul­tura artistica, dall’insegnamento dell’ita­liano per stranieri ai corsi di arti manuali, anche per questa edizione viene meglio calibrato con il contributo dei cittadini, tramite i questionari d’interesse per la raccolta dei bisogni formativi,  collocati all’ingresso del Palazzo comunale, della Biblioteca civica, dell’Ufficio Istruzione,  pubblicati sul sito web del Comune e allegato a questo numero di Lissone Informa, permettendo così  una maggiore at­tenzione sui contenuti, gli orari e le modalità di realizzazione dei Corsi.
 
L’Amministrazione offre ai cittadini adulti corsi formativi utili anche nel campo dell’aggiorna­mento professionale e lavorativo, oltre che personale, creando inoltre la possibilità di un’esperienza culturale alta accessibile a tutti.

Creatività e praticità caratterizzano invece gli appun­tamenti dedicati alle arti manuali, tra cui il giardinaggio, il disegno, l’acquarello, il decoupage e il taglio e cucito possibili da diverso tempo, anche gra­zie alla collaborazione di alcune associazioni locali lissonesi che li promuovono e li realizzano.
Chiudono il panora­ma le attività ludi­che con gli incontri di burraco (utilissi­mo per mantenere la mente allenata e passare qualche ora in compagnia) ed il corso di fotografia dove gli appassionati possono perfezionare la loro tecnica di ripresa, confrontarsi con le novità tecnologiche che offre il mer­cato ed imparare a fotografare attraver­so esercitazioni pratiche.

Il tema della “formazio­ne degli adulti” è strutturalmente  fondamentale per una società in continua trasformazione, per questo, rimane un im­pegno prioritario imprescindibile del lavoro del Settore Istruzione Superiore, nel qua­le continuare ad investire e a dedicare energie.

ISCRITTI
2009/2010
ISCRITTI
2010/2011
472
612
 Le iscrizioni, anche quest’anno, verranno aperte a metà settembre , mentre le lezioni avranno inizio dalla metà del mese di ottobre.

Riferimenti organizzativi:
Settore Istruzione, Politiche Giovanili e per l’Infanzia
Via Gramsci 21 (3° piano)
Tel. 039 7397.257
Fax 039 7397384
E-mail: poltichescolastiche@comune.lissone.mb.it
Lunedì, martedì, giovedì e venerdì: 8.30-13.30
Mercoledì: 8.30-13.00 e 15.00-18.00                            

Massimo Fraschini
Assessore all’Istruzione Superiore, rapporti con l’Università, Educazione degli adulti
Comune di Lissone&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://pdllissone.blogspot.com/&quot;&gt;pdllissone.blogspot.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo Marinucci: MOZIONE - &quot;BIBLIOTECA COMUNALE&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/08/paolo-marinucci/mozione-biblioteca-comunale/590856"></link>
  <updated>2011-08-08T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590856</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Termoli (CB) (Gruppo: Altro) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Al Presidente del Consiglio

Comune di TERMOLI


e, p.c. Al Sindaco

Comune di TERMOLI


Termoli, 08 agosto 2011

MOZIONE


CONSIGLIO COMUNALE DI TERMOLI (CB)


PREMESSO CHE

    *

      nel Comune di Termoli risiedono oltre 32mila abitanti, che è sede universitaria e che d'estate è meta turistica;
    *

      da qualche mese la biblioteca comunale è stata spostata in un luogo più idoneo e fruibile allo scopo;

VALUTATO CHE

    *

      al momento il servizio bibliotecario è “ufficialmente” chiuso;

CONSIDERATO CHE

    *

      per questa amministrazione comunale la Biblioteca non è un servizio prioritario e di importanza culturale strategica;
    *

      per questa amministrazione comunale è più utile “spendere” soldi per attività “spot” che rendono maggiori benefici di “populismo” e meno di crescita sociale e culturale di una comunità:
    *

      per questa amministrazione è prioritario “spendere” soldi in spot pubblicitari su emittenti regionali per dire ai molisani che a Termoli c'è il mare e per far vedere come il Sindaco Di Brino sa tagliare nastri;



SI IMPEGNA il SINDACO e la GIUNTA COMUNALE di TERMOLI


a rivedere la propria agenda, in tempi stretti, in modo da:

   1.

      attivare immediatamente il servizio bibliotecario;
   2.

      effettuare tutte le pratiche perché sia assicurato il perfetto funzionamento dell'ascensore per i diversamente abili;
   3.

      effettuare il collegamento internet;
   4.

      inserire delle postazioni PC collegate ad internet in modo che i fruitori della biblioteca possano usufruirne;
   5.

      prevedere una connessione wifi in modo che i fruitori della biblioteca possano usufruirne con PC propri;
   6.

      colloquiare con i rappresentanti delle scuole termolesi in modo da ragionare sulla possibilità di creare dei rapporti di collaborazione scuole/biblioteca prevedendo la possibilità che gli studenti possano effettuare stage formativi oppure attivarsi sul versante servizio civile;
   7.

      prevedere l'acquisto di un “paniere” di giornali e riviste (magari anche tramite sondaggio tra i fruitori) in modo da offrire un servizio di lettura puntuale e culturalmente efficiente.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.rekkoh.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=93:mozione-qbiblioteca-comunaleq&amp;catid=15:mozioni&amp;Itemid=27&quot;&gt;rekkoh.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ruggiero Mennea: Un nuovo modello di gestione della cultura a Barletta</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/01/ruggiero-mennea/un-nuovo-modello-di-gestione-della-cultura-a-barletta/590642"></link>
  <updated>2011-08-01T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590642</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Credo sia giunto il momento di aprire un confronto non più sull’importanza di investire in cultura a Barletta (sulla quale importanza non vi è alcun dubbio) ma sul modello di gestione della cultura, che va ricordato, oggi è completamente finanziata con denaro pubblico.

L’ampiezza delle attività culturali istituzionalizzate nella nostra città non consente più una gestione in economia, come finora successo da parte dell’Amministrazione, applicabile quando modeste risultano le dimensioni o  le caratteristiche dei servizi erogati al pubblico (decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, art.113)

La realizzazione dei nuovi musei, Pinacoteca “Giuseppe De Nittis” e Museo Civico-Castello, ha cambiato radicalmente l’offerta di fruibilità del patrimonio storico-artistico sia nei confronti della città che del territorio regionale e nazionale. L’esposizione permanente infatti di opere d’arte, accompagnate da eventi espositivi di grande rilevanza scientifica, così come le attività dello spettacolo del Teatro Curci, hanno assegnato al capoluogo un ruolo dominante anche nei  servizi culturali e del tempo libero che vanno sempre più qualificati e stabilizzati se si vuole che il processo messo in atto faccia crescere l’offerta di consumo culturale, soddisfacendo al tempo stesso la richiesta da parte dei molti pubblici ancora da identificare e coinvolgere.

Barletta dunque ha bisogno di nuovi modelli di gestione a supporto delle potenzialità del proprio ricchissimo e unico patrimonio culturale, modello  in grado di superare il vecchio municipalismo e di proiettarsi verso forme di una nuova economia.

Per far ciò occorre un radicale cambiamento di visione da parte dei pubblici amministratori perché siano in grado di distinguere le funzioni di indirizzo, di vigilanza, di programmazione e di controllo proprie dell’Ente, dalle modalità di gestione che devono essere stabilite in funzione di una sempre più adeguata qualità dei servizi.

Riprendendo il dettato legislativo del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, n. 267, la prospettiva di riorganizzazione del patrimonio culturale (teatro, musei, biblioteca) può trovare nella Fondazione il nuovo e più efficace strumento operativo cui affidare:

a) la migliore fruizione da parte del pubblico dei beni culturali, delle attività museali, dello spettacolo;

b) l’organizzazione di mostre, nonché di studi, ricerche, iniziative scientifiche, attività produttive, didattiche o divulgative, anche in collaborazione con il sistema scolastico ed universitario e con istituzioni culturali e di ricerca italiane e straniere;

c) l’organizzazione di eventi e attività culturali, anche connessi a particolari aspetti dei beni, quali ad esempio, le operazioni di recupero e restauro;

d) l’organizzazione di itinerari culturali, individuati mediante la connessione fra beni culturali e ambientali diversi, anche in collaborazione con gli enti e organi competenti per il turismo.

Vale la pena ricordare che la Fondazione può svolgere ogni altra attività ausiliaria, connessa, strumentale, complementare, aggiuntiva o comunque utile o solo opportuna al perseguimento delle proprie finalità.

A titolo esemplificativo e non esaustivo, la Fondazione può pertanto:

a) stipulare con enti pubblici o soggetti privati accordi o contratti di qualsiasi natura e durata utili o anche solo opportuni al perseguimento delle proprie finalità, quali, a titolo esemplificativo, l’acquisto di beni strumentali o servizi, l’assunzione di personale dipendente, l’accensione di mutui o finanziamenti.

La gestione dell’intero sistema civico affidata alla Fondazione non intende tuttavia cancellare le singole diverse identità presenti al suo interno. La stessa storia dei Musei civici, la loro diversa natura e identità, la loro parziale eterogeneità – di sede, di missione, di ambito di riferimento, le differenze derivanti dalla diversa condizione in cui si trovano, suggeriscono di costituire un ente che valorizzi le singole identità presenti al suo interno, attuando – soprattutto verso l’esterno – un’accentuata “specializzazione di prodotto” e al tempo stesso un’organica logica di sistema, in grado di realizzare – in tutti i casi in cui sia possibile  una politica fortemente unitaria

La scelta della fondazione, quale esempio di compartecipazione istituzionale tra pubblico e privato nella cura di attività a rilevanza culturale, non lucrativa in senso soggettivo, trova importanti precedenti, ad esempio nel settore musicale, con le cd.Fondazioni liriche (D.Lgs. n. 134 del 23 aprile 1998), o ancora in autorevoli enti culturali del nostro paese, quali la Società di cultura, La Biennale di Venezia, l’Istituto Nazionale per il dramma antico, la Triennale di Milano, il Museo Nazionale della scienza e della tecnica “Leonardo da Vinci”.

Ciò che è necessario fare oggi, quindi, è utilizzare un modello moderno e snello di gestione della cultura che non pesi completamente sulle casse comunali e che dia autonomia alle scelte e ai coinvolgimenti  nell’esercizio di tutte le attività culturali, sganciate dal condizionamento asfissiante della politica e con l’obiettivo – soprattutto – di valorizzare risorse umane e talenti della nostra terra. Limitarsi a fare il semplice “impresario” di cartelloni e di mostre non basta più, così come Barletta non può più permettersi di pagare un costo della cultura così esoso di fronte ad un emergenza sociale a cui va data una risposta immediata senza la quale si va incontro ad un “default collettivo&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ruggieromennea.it/news/mennea-pd-%E2%80%9Cun-nuovo-modello-di-gestione-della-cultura-a-barletta%E2%80%9D/&quot;&gt;http://www.ruggieromennea.it/&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Francesco Pastore: Pianifichiamo la cultura, facciamo una Barsa dello spettacolo</title>
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  <updated>2011-07-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590555</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Puglia (Gruppo: Misto) - Pres.  Consiglio Comunale Barletta (BT) (Gruppo: PS) - Consigliere  Consiglio Comunale Barletta (BT) (Gruppo: PS) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Immaginate un palazzo che cominci, a piano terra, con un attico e finisca ergendosi fino all’ultimo piano ospitando lassù i box auto. Sarebbe assurdo, pericoloso, incomprensibile e non ci si potrebbe vivere se non molto in basso e per poco tempo. Sarebbe, nella migliore delle ipotesi, un edificio da capovolgere al più presto onde evitare il peggio, il crollo, ci vorrebbe una ri-voluzione per rimediare alla involuzione di pensiero e di azione dei progettisti che l’avessero realizzato”.

&lt;p&gt;
“In queste stesse condizioni appare essere oggi la politica nella nostra città, interpretata e vissuta anteponendo la parte finale a quella primaria, le cariche alle questioni più importanti, le urgenze del presente e le scelte strategiche per progettare il futuro, le persone alla domanda di governo cittadino dei barlettani. Se questo accade, se la politica, da piazza virtuale per il governo condiviso di uno spazio comune, diviene luogo inaccessibile, fucina di segreti accordi fra pochi, famelici di gestire una porzione di potere distogliendola dalla sua dimensione giusta, quella dello spazio pubblico e condiviso, intendendola come propria, non ci sarà mai accordo, non ci saranno mai poltrone sufficienti e porzioni abbastanza grandi da spartire per “accontentare” tutti”.

&lt;p&gt;
“Bisogna, dunque, abbattere questo abuso edilizio della politica, questa disfunzione e costruire, ricostruire uno spazio comune, rimettere al centro il dibattito sulla polis suggerisce Pastore - . La politica non può avere quale oggetto della sua azione e delle sue riflessioni se stessa e chi la rappresenta, non può essere autoreferenziale, deve ripartire dai temi importanti, magari da risultati già raggiunti, in parte, ma migliorabili”.

&lt;p&gt;
“L’amministrazione Maffei, negli ultimi cinque anni ha mostrato una gran capacità nel settore cultura, spettacoli, teatro. È possibile, però, fare meglio, magari ascoltando e confrontandosi con gli operatori locali del settore. I lavoratori del teatro “Curci”, per esempio, riuniti in un’Ati che eroga servizi anche ad altri beni di interesse storico – architettonico, come il castello, affrontano da anni e costantemente una gara per essere riconfermati in tale ruolo e nei loro posti di lavoro, in una precarietà costante e non congrua e riconoscente della professionalità di queste persone, professionalità acquisita sul campo e confermata dai risultati”.

&lt;p&gt;
“Poi – continua il presidente del Consiglio comunale - ci sono gli operatori artistici che, con grande efficacia, anche loro da anni, organizzano rassegne, festival, manifestazioni. Si affidano a programmazioni e sostegni interistituzionali, bandi e gare da prendere al volo, richieste di sostegni sui quali forse poter contare. In questo modo è difficile programmare. Al pari dei lavoratori dell’Ati, per esempio, il gruppo teatrale de La Tana, nell’ambito del programma regionale “Teatri abitati”, raggiunge ottimi risultati, sia di pubblico sia di critica, ma non è appannaggio del comune”.

&lt;p&gt;
E ancora: “Poi c’è l’onerosa iscrizione al Teatro pubblico pugliese. Perché, invece, non pensare di valorizzare le risorse locali, di fare rete, di creare un regolamento comunale del settore per dare certezze alle modalità di accesso agli spazi e alle risorse comunali?”.
&lt;p&gt;

Quindi “perché non offrire agli operatori del settore che negli anni si sono affermati, anche fuori dalla nostra città, pur provenendone, la possibilità di pianificare, con convenzioni pluriennali, in maniera strategica una politica delle arti e dello spettacolo in città, visto che allo stato attuale delle cose, il comune sconta un costo oneroso per un direttore artistico che, di fatto, lavora part time, con i conti che non tornano, visto che si devono intercettare ulteriori risorse a fine esercizio?”
&lt;p&gt;

Ecco quindi la proposta: “Perché non dare vita ad un ente di gestione pubblico privato, con autonomia di bilancio e di pianificazione? A una sana Barsa dello spettacolo? “.

&lt;p&gt;
“Anche questo, però, deve emergere da un cambiamento profondo nel modo di fare politica, deve essere la naturale conseguenza della riflessione sul ruolo della politica, una riflessione pubblica. Su questo mi piacerebbe sollecitare un dibattito ampio, franco, costruttivo a più voci che consenta l’emergere di soluzioni differenti fra le quali fare e trovare la sintesi migliore possibili, un dibattito che diventi esemplare al di là del suo aggetto – conclude Pastore - che faccia metodo per affrontare anche altri importanti temi che riguardano la nostra città”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.barlettalive.it/news/Politica/155585/focus.aspx#main=articolo&quot;&gt;barletta live&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Luigi BERLINGUER: La cultura sul web un bene condiviso</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/07/luigi-berlinguer/la-cultura-sul-web-un-bene-condiviso/589846"></link>
  <updated>2011-07-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>589846</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il provvedimento dell’Agcom evidenzia rischi per la libertà della Rete e per diritti fondamentali. La governance di Internet è materia troppo delicata per essere regolata esclusivamente dalla delibera di un’Authority amministrativa. Per fortuna anche in Italia sembra (finalmente) essersi aperto un ampio dibattito pubblico sul futuro della Rete.
&lt;p&gt;
Tra le voci eminenti, quella di Stefano Rodotà, che ha ribadito la natura intrinsecamente nuova dei diritti digitali e la necessità di stabilire un quadro normativo che tenga conto dei mutamenti tecnologici e sociali in corso. 
&lt;p&gt;Insomma, &lt;b&gt;il futuro della rete va stabilito per legge, non è ammissibile una tale fuga dal Parlamento.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; In tutta l’Unione Europea, anche quando sono state introdotte normative restrittive e di penalizzazione per i singoli utenti della rete - come nel caso dell’Hadopi francese - è stato il legislatore ad assumere su di sé la responsabilità di definire la governance di Internet.
&lt;p&gt;
Il Parlamento Europeo, nei prossimi mesi, sarà chiamato a pronunciarsi su misure europee comuni per la tutela e la promozione del diritto d’autore. Si tratterà di misure decisive, che avranno un impatto ancora più rilevante e pervasivo delle misure oggi in discussione presso l’Agcom.
&lt;p&gt;
Le frontiere della moderna società della conoscenza sono mutate profondamente nell’ultimo decennio, in conseguenza del grande sviluppo tecnologico e dell’emergere di modelli commerciali e culturali inimmaginabili fino a pochi anni fa. La campagna in corso contro il provvedimento Agcom non contiene alcuna indebita giustificazione nei confronti di chi trasmette e scarica illegalmente i contenuti digitali. La tutela e la valorizzazione del lavoro intellettuale, anzi, deve rimanere un pilastro per una moderna forza politica progressista.
&lt;p&gt;
Certamente, però, le manifestazioni di questi giorni hanno aperto il dibattito su come trattare finalmente in modo serio nel nostro Paese la questione della realizzazione di una agenda digitale. In Italia, finora, si è discusso di riforma della rete ancora con una metrica televisiva (lo dimostra il riferimento al decreto Romani come base della decisione Agcom), senza comprendere linguaggi ed esigenze di riforma che l’economia digitale comporta.
&lt;p&gt;
Nel nostro Paese spicca il ritardo nell’introduzione della banda larga e l’assenza di offerte legali adeguate che permettano nuove forme remunerative oltre il modello del supporto fisico delle opere intellettuali.
&lt;p&gt;
Come se negli ultimi anni non fossero invece cambiate in modo radicale le possibilità stesse di fruizione delle opere culturali; come se non fosse mutato, profondamente, il rapporto tra artista, produttore e utente. Se davvero vogliamo investire e scommettere nella società della conoscenza, come l’Europa afferma da anni, occorre procedere ad alcune importanti riforme, concettuali prima ancora che politiche: la tutela del lavoro intellettuale è tra queste.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il copyright non deve rimanere chiuso nella sua cittadella fortificata.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
Può avvenire tutto ciò disinnescando la contrapposizione frontale (e aprioristica) tra futuro della rete e diritto d’autore. 
&lt;p&gt;Perché, chiedo, non ripartire da proposte concrete di riforma? Ad esempio dalla validità, anche economica, di alcuni nuovi modelli economici e giuridici: dal fair use, ai creative commons, alle licenze collettive estese. 
&lt;p&gt;Dietro alla richiesta di nuovo copyright, in fondo, c’è la domanda di un più largo accesso alla cultura e alla conoscenza, e sarà probabilmente questo, nei prossimi decenni, il fronte su cui si dispiegheranno molte battaglie sociali e politiche. Le soluzioni vanno ricercate nelle nuove politiche dell’accesso che sappiano definire la conoscenza come bene comune. E, come tale, da promuovere e tutelare in tutte le sue forme.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=11U5RL&quot;&gt;Il Riformista&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: Tutti in piedi per la libertà di informazione</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/20/giuseppe-giulietti/tutti-in-piedi-per-la-libert%C3%A0-di-informazione/585199"></link>
  <updated>2011-06-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>585199</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Tutti in piedi per la libertà di informazione, in tutte le piazze d’Italia”, così, parafrasando il titolo della bellissima serata promossa a Bologna dalla Fiom e dalla squadra di Annozero, potremmo chiamare una grande giornata nazionale per la libertà di informazione, capace di coinvolgere tutte le piazze, quelle reali e quelle virtuali. Sui palchi in prima fila potremmo chiamare tutti gli invisibili, tutti quei volti ignoti che stanno animando la “nuova resistenza nazionale” e che spesso, troppo spesso, non trovano rappresentazione mediatica e politica.

&lt;p&gt;
Magari potremmo chiedere alle ragazze e ai ragazzi che stanno occupando il Teatro Valle a Roma di mettere il loro talento e la loro irresistibile vitalità e creatività a disposizione di questa grande giornata per la libertà della cultura contro ogni forma di bavaglio e di privatizzazione dei beni comuni.

&lt;p&gt;
Non si tratta, solo e soltanto, di esprimere la nostra solidarietà e vicinanza a quanti sono stati e saranno ancora colpiti dagli editti del Caimano, ma anche e soprattutto di rivendicare un diritto che costituisce la premessa stessa per il libero esercizio del voto.

&lt;p&gt;
“I referendum hanno dimostrato che in Italia non c’è un regime e che si può vincere anche senza le tv”, questa tesi l’abbiamo già sentita e non ha portato fortuna neppure a chi l’ha sostenuta. In realtà la vittoria è arrivata nonostante la censura e nonostante le omissioni che comunque hanno contribuito ad ostacolare il vento del cambiamento, senza questo servizio d’ordine costoro sarebbe stati spazzati fuori da tempo, anzi forse non sarebbero mai nati.

&lt;p&gt;
Sarà appena il caso di ricordare, agli smemorati di ogni colore, cosa accadde a Prodi quando, nel giro dell’ultima settimana elettorale, si vide mangiare un vantaggio di oltre 10 punti.

&lt;p&gt;
Chi avesse dei dubbi si vada a leggere i più accreditati rapporti internazionali sulla anomalia italiana. In ogni caso anche i governi comunisti crollarono nonostante avessero il controllo totale delle tv. Non erano forse regimi ugualmente?

&lt;p&gt;
Il regime mediatico e non solo, dunque, esiste e lotta contro di noi. È probabile che sia ormai giunto al capolinea, perché la realtà fattuale si è presa la sua rivincita, ha svelato le bugie berlusconiane, e soprattutto non c’è tv che tenga quando le condizioni di vita dei cittadini non corrispondono agli spot del capo e delle sue tv, il tutto aggravato dalle sue continue e pagliaccesche esibizioni a colpi di bunga bunga.

&lt;p&gt;
La marea degli scontenti e persino dei risentiti da lui stesso aizzati, probabilmente travolgerà ciò che resta degli emuli di Salò, ma la questione del regime mediatico resta e resterà in tutta la sua gravità.

&lt;p&gt;
Nelle prossime ore il Caimano giocherà la carta di sempre: l’occupazione delle piazze mediatiche.
&lt;p&gt;

Dopo aver allontanato Santoro dalla Rai, proverà con la Gabanelli, con il programma “Vieni via con me”, minaccerà a colpi di tariffe telefoniche e di frequenze da assegnare, Sky e La7, tenterà di assestare qualche colpo o qualche dossier contro De Benedetti e contro gli azionisti di RCS.

&lt;p&gt;
Forse non ci riuscirà, ma ci proverà e per questo dobbiamo rianimare le mille piazze d’Italia su una questione che è vitale per assicurare il buon funzionamento dell’ordinamento democratico.

&lt;p&gt;
Da qui la decisone di Articolo 21, di Libertà e Giustizia, di Move.On, di Progetto Viola e di tanti altri di lanciare una petizione per chiedere che dalla Rai siano cacciati i sequestratori, che gli uomini della P4 si dimettano, che Annozero torni al suo posto, che la corte dei conti colpisca quelle e quelli che stanno portando a compimento il disegno della P2 di “dissolvere la Rai”, o meglio quello che ancora resta in vita.

&lt;p&gt;
Tutti in piedi dovremo anche chiedere a noi stessi, a tutte le forze di opposizione di sottoscrivere un programma minimo comune che reciti più o meno cosi: “I sottoscritti si impegnano, nei primi cento giorni del futuro governo, ad approvare una legge che decreti la incandidabilità alle elezioni, di ogni ordine e grado, dei titolari di concessioni nel settore dei media. Inoltre, contestualmente, sarà reintrodotta la normativa antitrust e l’autorità di garanzia sarà composta da un solo giudice nominato dal presidente della repubblica. Per quanto riguarda la Rai sarà recepita legge spagnola che prevede un comitato editoriale composto dai migliori talenti della cultura, della ricerca, dello spettacolo, del giornalismo e i partiti, a partire dai nostri, non potranno più esercitare forma alcuna di controllo diretto sulla gestione e sulla autonomia editoriale della Rai. Saranno infine eliminate tutte quelle norme che continuano a disturbare il corretto e doveroso esercizio del diritto di cronaca”.

&lt;p&gt;
Speriamo che, almeno questa volta, si possa arrivare, possibilmente prima delle elezioni, ad un progetto condiviso, e affinché non si ripetano le scene del passato si potrebbe persino nominare un comitato dei garanti incaricato di vigilare sulla effettiva applicazione del programma, magari potremmo chiedere proprio a Stefano Rodotà, a Margherità Hack, ad Andrea Camilleri, a Paolo Flores d’Arcais, a Barbara Spinelli, a Federico Orlando, e ai tanti che proprio dallo spazio di MicroMega, non hanno mai smesso di battersi per presidiare i valori racchiusi nell’articolo 21 della Costituzione.
&lt;p&gt;

Già, perché checché se ne dica e se ne scriva, il regime mediatico non solo è esistito, ma esiste ancora e può fare danni etici e politici devastanti.

&lt;p&gt;
Sarà il caso di non dimenticarlo, per l’oggi e per il domani!&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/06/20/giuseppe-giulietti-tutti-in-piedi-per-la-liberta-dinformazione/&quot;&gt;MicroMega&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARIA GEMMA AZUNI: Cultura. Sblocco fondi regionali manifestazioni culturali anno 2010</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/09/maria-gemma-azuni/cultura-sblocco-fondi-regionali-manifestazioni-culturali-anno-2010/583689"></link>
  <updated>2011-06-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>583689</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Le Associazioni, le cooperative e le Compagnie teatrali che nel 2010 hanno svolto regolarmente i progetti, affrontando oneri economici particolarmente gravosi, trattandosi in molti casi, di piccole realtà culturali, sono dovuti oggi  ricorrere all’occupazione simbolica  dell’Assessorato alla Cultura, per chiedere il rispetto degli impegni assunti e ottenere la liquidazione dei compensi loro dovuti.

&lt;p&gt;
E’ gravissimo che la Regione, nonostante i  fondi siano stati impegnati e le prestazioni siano stati erogate ancora non abbia provveduto ad assolvere gli  impegni e gli  obblighi assunti, destabilizzando economicamente realtà associative  che hanno contribuito e contribuiscono con la loro offerta culturale a potenziare e a rendere più facile l’accesso dei cittadini ad iniziative altamente educative e formative.
&lt;p&gt;
Prendo atto dell’impegno dell’Assessore Gasperini ad incontrare al più presto l’assessore regionale  al Bilancio Cetica  e mi auguro che la Regione Lazio eroghi al più presto, al Comune di Roma i fondi concessi  in base alla legge Regionale 32/78.
&lt;p&gt;

Questo modo di operare arreca un danno enorme ad una efficiente ed efficace potenziamento dell’offerta culturale  in particolare nelle periferie romane che vivono un triste abbandono oltre ad arrecare un danno enorme ai lavoratori impiegati nelle cooperative. 
&lt;p&gt;Quale ripresa economica ci può essere se in questa città si continua, in modo negligente a non onorare pagamenti dovuti? Da quando Alemanno si è insediato non è mai stato approvato il bilancio in tempi congrui e anche quest’anno dovremmo assistere allo stesso spettacolo. Una città ferma, che non decolla e che continua a conseguire primati negativi.
&lt;p&gt;


 

Gemma Azuni&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gemmazuni.it/home/item/654-cultura-sblocco-fondi-regionali-manifestazioni-culturali-anno-2010&quot;&gt;www.gemmazuni.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Paolo BARETTA: Dl omnibus: Fiducia inutile e sbagliata, si nasconde la realtà</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/23/pier-paolo-baretta/dl-omnibus-fiducia-inutile-e-sbagliata-si-nasconde-la-realt%C3%A0/572812"></link>
  <updated>2011-05-23T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>572812</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Provvedimento che non affronta i problemi nè dà risposte alla gente&quot;
&lt;p&gt;&quot;Una fiducia inutile e sbagliata che serve a nascondere, in vista dei prossimi ballottaggi, i contenuti miserevoli di questo decreto.&quot; 
&lt;p&gt;Lo afferma Pierpaolo Baretta, capogruppo Pd della commissione Bilancio della Camera, commentando la decisione del Governo che ha posto la fiducia sul decreto omnibus.

&lt;p&gt;
&quot;Si utilizza la scusa che non c'è tempo - prosegue Baretta - per nascondere la realtà e cioè che questo provvedimento non affronta alcun problema e non dà risposte adeguate alla grande questione dell'economia e dello sviluppo del nostro paese&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;C'è voluto il terremoto in Giappone perché il governo si rendesse conto che sul nucleare non si può andare avanti e intervenisse con l'intento di vanificare l'efficacia del referendum. Infine siamo al paradosso - conclude Baretta - si aumentano le accise sulla benzina per recuperare i tagli alla cultura e si promette l'abolizione delle multe per vincere le amministrative a Milano&quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2011/05_maggio/23/dl_omnibus_pd_fiducia_inutile_e_sbagliata_si_nasconde_realta,29734034.html&quot;&gt;TMNews&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuliano Pisapia: Le risposte per governare Milano: «Si può voltare pagina con ascolto e sviluppo»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/23/giuliano-pisapia/le-risposte-per-governare-milano-%C2%ABsi-pu%C3%B2-voltare-pagina-con-ascolto-e-sviluppo%C2%BB-intervista/572724"></link>
  <updated>2011-05-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>572724</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Milano (MI) (Lista di elezione: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Domande poste da Mario Bellini, Architetto, progettista della &quot;Grande Brera&quot; - Giulio Ballio, Rettore del Politecnico di Milano dal 2002 al 2010 - Annamaria Testa, Pubblicitaria, saggista e docente di marketing.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Grande Brera. &lt;br /&gt;
Un progetto finito o si può rilanciare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Ogni grande città deve avere spazi pubblici destinati alla produzione culturale che generano anche ritorni economici e sviluppano la creatività, senza limitarsi alla politica degli eventi e dei tagli di nastri. Noi vogliano realizzare la Grande Brera, che richiede intesa tra governo locale e statale. Mi auguro che il governo – che con Rutelli ministro diede segnali favorevoli in questo senso, poi svaniti – potrà essere partecipe di un progetto di grande rilievo internazionale.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Case Aler.&lt;br /&gt;
 Il Comune pensa di intervenire sulle liste d’attesa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Sì, ritengo scandaloso che ci siano circa 5000 appartamenti Aler vuoti. Si devono sbloccare le tante richieste di cambio alloggio che spesso - inspiegabilmente - non vengono accettate. Penso, inoltre, che la gestione dei contratti, delle liste di attesa, dei programmi di manutenzione debba vedere maggiori competenze da parte dei consigli di zona, perché più vicini alle condizioni materiali dei quartieri.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Misure antismog.&lt;br /&gt;
 È per il centro chiuso o le targhe alterne? Nella cintura verde saranno più severi i vincoli al cemento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Il 12 e il 13 giugno i milanesi dovranno esprimersi sui 5 referendum ambientali promossi da un comitato civico trasversale alle forze politiche. Sono state raccolte 25mila firme su ogni quesito. La nuova giunta dovrà rispettare l’esito di questi referendum di indirizzo. Questo significa che le misure per la diminuzione del traffico privato, per il miglioramento del trasporto pubblico e, di conseguenza, per il necessario cambio di passo per la riduzione dell’inquinamento saranno condivise con i cittadini milanesi. Sono a favore di una sempre più ampia pedonalizzazione del centro storico e della creazione di aree pedonali in ogni quartiere. Le targhe alterne hanno dimostrato di essere poco efficaci anche nei momenti di emergenza smog. Intorno alla città bisogna tutelare le grandi aree verdi esistenti come il Parco Sud, il Parco Nord, e l’area dei parchi di cintura che comprende il sistema del verde, del Forlanini e del Lambro, da una parte e dei parchi di Trenno, delle Cave e del Bosco in Città dall’altra. Quindi questi polmoni verdi devono essere tutelati e resi vivibili per i milanesi e per l’intera area metropolitana.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Expo.&lt;br /&gt;
Come renderlo qualcosa di sentito dai milanesi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Innanzitutto ricordandoci tutti che &quot;Nutrire il pianeta, energia per la vita&quot; non deve essere solo uno slogan, ma un impegno per Milano. Il motto di Wendell Berry, &quot;Mangiare è un atto agricolo&quot;, è il punto di riferimento per quanti hanno a cuore questi temi. Dobbiamo raccogliere intorno alla questione dell'alimentazione del pianeta saperi, energie, capacità scientifiche e tecnologiche, competenze industriali ed economiche. È l'occasione, da qui al 2015, per chiedere ai giovani di contribuire con idee, esperienze, progetti di cooperazione nazionale e internazionale a ricostruire il senso del legame con la terra e la catena alimentare. In primo luogo, questo vuol dire la conoscenza e la valorizzazione effettiva del patrimonio naturale, paesistico e produttivo della pianura milanese e lombarda, la sua storia agricola e ambientale, a partire dal Parco Agricolo Sud. E poi ho sempre fatto riferimento all'Expo diffusa, orientata cioè a valorizzare e far conoscere lo straordinario patrimonio storico e culturale della nostra città.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Case vuote.&lt;br /&gt;

Le tante abitazioni vuote possono essere gestite per i giovani?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

C’è da negoziare un “patto” tra sistema della proprietà edilizia e istituzioni pubbliche per un razionale piano di pieno utilizzo del patrimonio tale da realizzare un effettivo investimento sociale nel sistema casa. Vi sono esperienze nel mondo da studiare, anche forme di immobiliari pubbliche che qualcuno ha proposto. Per questo abbiamo immaginato la competenza sulla casa nel quadro di una complessiva politica sulle infrastrutture.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Università.&lt;br /&gt;

Cosa fare per rendere Milano città amica degli studenti Universitari?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Ho dedicato molto spazio nel programma a questo tema. Ricorderò, tra le altre cose, una carta dello studente per l'accesso a tutti i servizi di tipo culturale, ricreativo e sportivo e per gli studenti stranieri, che dobbiamo attrarre con specifiche azioni, anche l'assistenza sanitaria. Dato che la questione cruciale è l'abitazione assicureremo l'ampliamento dell’offerta di posti letto sia in residenze pubbliche sia in strutture private convenzionate con garanzia di trasparenza nel mercato e prezzi calmierati. Una città che attrae i migliori cervelli è una città che si arricchisce nel tempo. Dobbiamo fare in modo che gli studenti amino e apprezzino Milano perchè si fermino qui anche dopo l'università.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Personale in Comune.&lt;br /&gt;

Come selezionare il personale di comando nei posti chiave del Comune?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Alla base ci deve essere la valutazione del rapporto tra competenza e adeguatezza, tanto più con le innovazioni che abbiamo proposto nella struttura della Giunta. Penso ad esempio al tema dell'internazionalizzazione e attrazione delle risorse, ma anche a questioni cruciali come trasparenza, finanza pubblica, coesione, qualità dei servizi. Abbiamo bisogno di assessori selezionati sulla base del merito e non con criteri legati alle appartenenze partitiche e di dirigenti competenti: percorsi ed esperienze professionali chiari e verificabili sapendo che una volta la dirigenza pubblica doveva garantire solo controllo e procedure, mentre oggi è necessario assicurare anche risultati e sviluppo del territorio. La giunta Moratti ha sistematicamente umiliato il patrimonio di competenze e professionalità esistenti.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Demanio comunale.&lt;br /&gt;

Con quali strumenti intende perseguire il mai raggiunto obiettivo di una gestione politica efficace e imparziale del grande demanio comunale? Quali strumenti per la gestione più efficiente del demanio pubblico?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Innanzitutto un inventario qualitativo del patrimonio per rendere trasparente una situazione oggi opaca e per chiarire quali siano le risorse a disposizione per finanziare lo sviluppo. Non è una formuletta. Il tema è già nelle mie proposte di riorganizzazione come competenza chiara nell’area Bilancio e Finanza civica. Con il demanio pubblico non si devono alimentare privilegi o speculazioni, ma deve essere occasione per generare sviluppo. Dunque né beni morti né oggetto di rapina.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Welfare.&lt;br /&gt;

Attraverso quale politica tenterà di favorire l’insediamento in città di coppie giovani? E come giudica l’attuale politica del Comune verso gli anziani? Come giudica il welfare comunale? E quali aiuti nuovi saranno dati agli anziani? Tagli o no alla sussidiarietà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Il ringiovanimento di Milano, città invecchiata, è argomento di fondo. Voglio occuparmi personalmente del tema delle nuove famiglie e di come dare maggiori prospettive ai giovani perchè questa è una mia priorità. Ci vogliono serie politiche sociali, infrastrutturali, educative, occupazionali. Con imprenditori e sindacati ci siamo interrogati per avvicinare i giovani alle imprese, al lavoro, al merito, alla libertà. Sì, anche libertà. Per i giovani una bandiera. Nella libertà da condizionamenti mafiosi, dall’inchinarsi a padrini e raccomandazioni per lavorare, il clima sociale e istituzionale di una città conta. L’allungamento dell’età media pone un problema degli anziani come risorsa. La tradizione riformista del Comune mette a disposizione strumenti e consenso sociale a questo fine e sarà fondamentale dotarsi di Centri di Quartiere per proporre “patti di collaborazione” tra giovani e anziani. Per quel che riguarda le persone non autosufficienti occorre potenziare i servizi di assistenza domiciliare.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;La creatività e l’integrazione.&lt;br /&gt;
 
Via Padova è un modello? La scuola di Paravia è un ghetto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Milano è stata una grande città aperta. Ha omologato nell’etica del lavoro gente diversa che non è stata né tollerata né ghettizzata (come è successo altrove). Ciò ha creato sviluppo e – come si dice giustamente – creatività (un’area che sfiora il 15% del Pil locale). Contro chi vuole Milano chiusa e barricata, noi non vogliamo né buonismi né razzismi. Ma sviluppare un’integrazione rispettosa di quella identità che è tradizione e vanto di Milano. E’ quello che pensa anche l’imprenditoria. Per cui lo strumento essenziale è: progetti condivisi, non proclami. Secondo me via Padova può essere un interessante modello. La scuola di via Paravia invece è una situazione gestita male e se diventa un ghetto è per responsabilità di chi ha rinunciato a governare i processi reali.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Donne e Milano.&lt;br /&gt;

Oggi Milano non è molto amica della donne. Che cosa nel suo programma aiuterà le donne che lavorano? Le donne che hanno figli piccoli? Le molte anziane sole? Le ragazze che vogliono inserirsi nel mondo del lavoro? E le donne che vogliono fare impresa? Quali aiuti per le donne che lavorano e che fanno impresa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Le donne milanesi fanno una fatica doppia rispetto agli uomini. Farsi carico dei problemi familiari, lavorare e vivere in una città convulsa e complessa come Milano è molto complicato. Le donne non hanno bisogno dell'aiuto degli uomini per affermarsi, ma di politiche corrette, di asili nido che funzionino, di servizi organizzati dal Comune per l'assistenza nelle faccende domestiche e nella cura delle persone anziane. Una vera rivoluzione poi è quella degli orari per conciliare il lavoro con la vita quotidiana.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Comunicazione.&lt;br /&gt;

In una organizzazione complessa come una città, la comunicazione tra istituzioni e cittadini non è un fatto accessorio, propagandistico o decorativo. In che modo gruppi, associazioni, persone, potranno ottenere la sua attenzione? Più attenzione ai cittadini Ascolto e risposte dirette Con quali strumenti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Parliamo per primi di “dibattito pubblico”, cioè spazi di co-decisione che richiedono informazioni adeguate e controlli di autorità indipendenti. Pensiamo che la rete sia un ambito di interazione su cui investire. Abbiamo visto troppa propaganda fatta a spese del contribuente per non avere voglia di cambiare radicalmente pagina. E poi si prevede di costruire una competenza definita per la comunicazione sia verso l’area della partecipazione, sia verso l’area della promozione della città.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Moschea e campi rom. &lt;br /&gt;
Come gestirà le ansie sul centro islamico? O come risolverà i campi rom abusivi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Hanno piluccato frammenti, parole, da usare come clava propagandistica per generare paure. Una di queste storie è la moschea, fantasma inventato a tavolino a scopi denigratori. Invece ho sostenuto che vada riconosciuto un principio, un diritto umano fondamentale: quello di poter esercitare in libertà e dignità la propria fede, nel solco di Giovanni XXIII, del cardinale Martini e del cardinale Tettamanzi e della nostra Costituzione repubblicana. Oggi esistono diversi luoghi di preghiera irregolari e i cittadini milanesi chiedono che il problema venga risolto, non che si faccia finta che non esista. I campi abusivi sono indegni e sono il risultato delle pessime politiche dell'amministrazione Moratti. Noi dobbiamo contrastare la criminalità, lo sfruttamento dei minori e il racket dell'accattonaggio, cercando invece di costruire relazioni positive con le famiglie e con i bambini attraverso la frequenza della scuola e il lavoro degli assistenti sociali.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Vigili di quartiere. &lt;br /&gt;
Quanti Ne potrebbero essere impiegati?
&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Vogliamo che torni al centro il rapporto diretto, quotidiano, di confidenza con i cittadini, i negozianti, le attività economiche: i 500 vigili di quartiere promessi e mai entrati in servizio probabilmente sono una quantità sufficiente, ma noi li metteremo davvero. E vogliamo anche che le fondamentali funzioni di controllo delle attività commerciali, edilizie, e le delicate funzioni di polizia giudiziaria attribuite dalla magistratura vengano svolte con il pieno riconoscimento della competenza e delle alte capacità professionali di un Corpo e di tanti agenti impegnati e meritevoli che non possono essere ridotti a strumento di politiche tanto sgradevoli quanto poco efficaci come quelle volute dalla giunta Moratti.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Pulizia e buche nelle strade.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;Con quali strumenti si interverrà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Tenendo pulito e coprendo le buche: è un problema che riguarda l'efficienza e l'efficacia degli interventi delle aziende alcune pubbliche e altre private, i cui contratti di servizio verranno attentamente riesaminati. Ci sarà la ricognizione costante sulla situazione: questa volta lo faranno le zone e i cittadini, che sanno bene di che cosa abbiano bisogno i loro quartieri.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;La strategia delle partecipate.&lt;br /&gt;
Come sarà il futuro di A2A Ci saranno dismissioni in Sea?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Gli interventi di responsabilità istituzionali richiedono la verifica seria di contesti diversi. Ho letto le forti critiche che da molti autorevoli commentatori sono state rivolte alla gestione Moratti delle partecipate. Potrei in queste poche righe segnalare ciò e basta. A2A deve diventare sempre di più una protagonista dello sviluppo della green economy nel nostro territorio contribuendo anche alla riduzione dell'inquinamento attraverso interventi di efficienza nella produzione e nella distribuzione dell'energia e del calore, Sea avrà un ruolo sempre più strategico perchè abbiamo contribuito ad approvare in Consiglio Comunale la sua quotazione con un particolare riguardo alla partecipazione azionaria dei dipendenti e dei milanesi.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;In questa pagina lo&lt;/b&gt; &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/speciali/2011/elezioni-amministrative/sondaggio/voisietequi.shtml&quot;&gt;&lt;b&gt;speciale Amministrative 2011 dell'Associazione Openpolis: Voi Siete Qui&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; &lt;b&gt;- Come orientarsi tra le città al voto.&lt;/b&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/speciali/2011/elezioni-amministrative-ballottaggi/notizie/risposte_pisapia_a4812916-8510-11e0-80e3-cc32f5990b02.shtml&quot;&gt;Corriere della Sera - M.Bellini, G.Ballio, M.Vitale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Mario Morcone: Restituirò a Napoli &quot;Il chilometro più bello del mondo&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/10/mario-morcone/restituir%C3%B2-a-napoli-il-chilometro-pi%C3%B9-bello-del-mondo/559754"></link>
  <updated>2011-04-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>559754</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
 “Il chilometro più bello del mondo, quello che racchiude meraviglie e simboli della città: il panorama con Vesuvio, Capri e Posillipo, la Villa comunale con Acquario, Cassa Armonica, Casina Pompeiana e Circolo della Stampa, il popolare lido Mappatella della rotonda Diaz. Lo voglio restituirle alla città. Sarà la mia “demo“, ovvero la dimostrazione della Napoli così come la vorrei“. 
&lt;p&gt;“Non è un libro dei sogni, ma interventi mirati immediati e possibili, con un effetto domino positivo sulle zone limitrofe“. Mario Morcone, candidato sindaco del centrosinistra anticipa un punto del suo programma che verrà presentato la prossima settimana, rispondendo all'appello fatto dall'Ordine dei Giornalisti della Campania sul destino dell'ex Circolo della Stampa in Villa Comunale. “Mi sono informato, in sei mesi si possono ultimare i lavori dell'edificio realizzato dall'architetto Cosenza nel dopoguerra e riconsegnare la sede storica ai giornalisti napoletani - spiega Morcone - riaprendo un luogo storico della vita culturale e dell'informazione, sul modello di altre esperienze. Penso alla Casa del Cinema o alla casa del jazz di Roma. La riapertura del Circolo rivitalizzerebbe di nuovo l'intera Villa, che oggi trasmette un'idea di abbandono e depressione“. “Ma è per la tutta Villa comunale che bisogna pensare ad una gestione più efficiente: ottimizzare vigilanza e giardinieri in modo che sia curata e sicura per tutti. E' un luogo frequentato da anziani, bambini, ragazzi: è assurdo che ci siano, come mi riferiscono, episodi di prostituzione e di spaccio in pieno centro“. 
&lt;p&gt;Anche dal punto di vista paesaggistico - continua Morcone - bisogna trovare il modo di riportare la villa più vicino ai canoni ottocenteschi di chi lo realizzò come giardino d'ombra“. “Per quanto riguarda via Caracciolo - spiega Mario Morcone - non è tollerabile che in una delle promenade più famose al mondo ci siano ambulanti, parcheggiatori e venditori abusivi, che lasciano dopo il loro passaggio sporcizia e degrado. Va riportata la legalità“. “Ed infine il mare: gli ultimi dati Arpac danno addirittura lo specchio d'acqua dinanzi a via Caracciolo come eccellente.
&lt;p&gt; Ebbene, la spiaggia libera della rotonda Diaz va resa civile, pulita, con servizi. Questo già avviene in piena estate, ma deve essere potenziato ed essere una condizione costante per tutto l'anno“. La mia “demo“ di Napoli è un progetto possibile – sottolinea Morcone - , che in poco tempo darebbe l'idea di una Napoli riportata alla normalità e alla sua bellezza, e che avrebbe a mio parere un effetto domino anche sulle zone limitrofe, come Mergellina e Borgo Marinari, facendo in modo che la città si riappropri del suo mare e della sua vocazione di località turistica. Darebbe inoltre un segnale positivo per gli operatori turistici, in un momento in cui la Regione Campania è lontanissima dalle loro esigenze e difficoltà, come testimonia l'assurda vicenda della cancellazione del Metrò del Mare“. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.casertanews.it/public/articoli/2011/04/10/art_20110410071817.htm&quot;&gt;www.casertanews.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Referendum: vergogna il mancato election day</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/23/dario-franceschini/referendum-vergogna-il-mancato-election-day/559240"></link>
  <updated>2011-03-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>559240</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''La decisione del Cdm di fissare le date per il referendum il 12 e 13 giugno, che fa seguito anche ad un voto dei gruppi di maggioranza in aula la scorsa settimana, e' una vergogna e uno schiaffo dato in faccia agli italiani in una stagione di crisi e di tagli. L'unica motivazione del no all'election day sta nel timore che l'abbinamento aiutasse il raggiungimento del quorum sui referendum contro il legittimo impedimento, il nucleare e la privatizzazione dell'acqua. 
&lt;p&gt;Noi avevano proposto di destinare i 300 milioni d euro risparmiati al mondo della cultura italiana, massacrato dai tagli del governo. Ma il legittimo impedimento e' per loro piu importante di qualsiasi cosa''. E' quanto afferma il presidente dei deputati democratici &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=4835&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giovanni ALEMANNO: Tagli del Tesoro. «Basta, così la cultura muore»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/16/giovanni-alemanno/tagli-del-tesoro-%C2%ABbasta-cos%C3%AC-la-cultura-muore%C2%BB-intervista/559090"></link>
  <updated>2011-03-16T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>559090</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Roma (RM) (Partito: PdL) - Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Lista di elezione: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Alemanno e Chiamparino, sindaci pdl di Roma e pd di Torino, scrivono insieme a Berlusconi: tagli alla cultura ormai insostenibili.
&lt;p&gt;
Ministero abbandonato al suo destino, fondazioni liriche a un passo dalla chiusura. Giulio Tremonti alza il telefono e chiama il primo cittadino romano. Appuntamento oggi pomeriggio. Con lui, presidente del Consiglio nazionale Anci, e con Chiamparino, presidente dell`Anci.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sindaco Alemanno, l`iniziativa bipartisan è il segno di quanto il mondo della cultura sia al tracollo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «La situazione determinata dalla crisi economica è complicata nel suo complesso. Le fondazioni liriche, i teatri, il mondo dello spettacolo rischiano di pagare il prezzo più alto».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quali saranno le conseguenze?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «A Roma, può scendere a breve il sipario sull`accademia di Santa Cecilia e sul Teatro dell`Opera. Credo che anche la Scala di Milano sia sull`orlo del baratro. A giugno le fondazioni lirico-sinfoniche chiuderanno. Abbiamo tre mesi scarsi per salvarle».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Come si è arrivati a questo punto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Semplice: a fronte di tagli medi del 30 per cento su tutti gli altri ministeri, in alcuni settori dei beni culturali si è arrivati fino al 70 e nel fondo unico per lo spettacolo al 40».
&lt;p&gt;
D`altronde, con la cultura non si mangia, è la filosofia del ministro dell`Economia.
&lt;p&gt;
«Tremonti nega di aver mai pronunciato quella frase. Me lo ha ripetuto anche poche ore fa. Gli credo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;D`accordo, ma alla prova dei fatti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Col Milleproroghe erano stati stanziati, anche grazie alla mia mediazione, 21 milioni per le fondazioni liriche. Purtroppo, al contempo è stato disposto il congelamento di 27 milioni del Fus, rendendo quasi vano il mio sforzo. A Tremonti chiederemo lo sblocco per evitare ricadute occupazionali pesantissime.&lt;br /&gt;

Poi sarò necessario un intervento molto più strutturale nella manovra di giugno».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;L`assenza del ministro dei Beni culturali è stata determinante, non crede?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Io ho visto un Sandro Bondi quanto mai determinato nella prima parte del mandato. Negli ultimi mesi, poi, mi ha confessato di aver gettato la spugna e di volersene andare. L`assenza di un ministro può rivelarsi drammatica in presenza di pressioni concatenate tra vari dicasteri».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Già oggi forse Galan al suo posto. Basterà?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«L`importante è interrompere subito questa situazione di attesa».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cultura e ricerca al palo, poliziotti in piazza, il sottosegretario Giovanardi dimissionario. Governo impotente di fronte al collasso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «La crisi economica è internazionale.
Ho sentito un ministro Tremonti preoccupato. Ha le sue ragioni, il governo ha assunto impegni stringenti con l`Ue. Forse è mancata una visione strategica complessiva. Domani festeggeremo il 150esimo. La cultura è la nostra specificità. Non perdiamolo mai di vista come priorità assoluta».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=Y8QMV&quot;&gt;la Repubblica - Carmelo Lopapa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LEONARDO RAITO: Uno stato che non investe in cultura non ha futuro</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/10/leonardo-raito/uno-stato-che-non-investe-in-cultura-non-ha-futuro/558984"></link>
  <updated>2011-03-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Provincia Rovigo (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Uno stato che non investe in cultura è uno stato che non ha futuro, che non crede nel domani, che rischia di imbucare un tunnel senza fine. Il dramma dell’Italia è ancora più grande se pensiamo che nel mondo siamo riconosciuti come culla di civiltà e di cultura. 
&lt;p&gt;Dopotutto basterebbe la stupida affermazione di qualche autorevole esponente di governo secondo cui “la cultura non si mangia” a far pensare in che baratro intellettuale siamo caduti! 
&lt;p&gt;Mentre in tutti i paesi più seri, pur vivendo le stesse difficoltà italiane, scelgono di non sacrificare comparti come scuola, ricerca, università e cultura, mentre alcuni dei maggior manager mondiali dicono che l’investimento in cultura e conoscenza è una delle strade per uscire dalla crisi, in Italia si va controcorrente.
&lt;p&gt; Nei paesi più intelligenti e seri la cultura crea anche posti di lavoro, e se non si mangia, permette però a qualcuno di mangiare. Biblioteche, musei, archivi, pullulano di professionisti della cultura che rendono vivi i tessuti locali. 
&lt;p&gt;Cosa sarebbero molte città italiane senza università? Forse poco più di dormitori pubblici. Cosa sarebbe Rovigo senza Accademia dei concordi e senza i finanziamenti della Fondazione Cariparo nel comparto culturale? Una città meno viva. &lt;br /&gt;
Il ministro Bondi è pronto a dimettersi, dando un segnale forte di rifiuto verso le strategie del suo stesso governo. Bene, bravo Bondi. Un gesto di dignità in un paese ormai appiattito su opinioni correnti, comuni, o da bar, non lo si vedeva da qualche tempo. 
&lt;p&gt;La realtà è che questo centrodestra, collazionato di pezzi e pezzettini e molto meno granitico di quello che lo strapotere mediatico vuole farci credere, non ha una visione complessiva del sistema paese. &lt;br /&gt;
Si fa una pseudo riforma della scuola senza spiegare l’obiettivo finale, la meta a cui tendere. Si taglia il fondo unico degli spettacoli ma si continuano a finanziare squallide fiction prodotte da società di amici di amici, programmi televisivi che sono creati e realizzati da una società, la Endemol Italia, controllata dalla Mediaset, che sappiamo a chi appartiene. 
&lt;p&gt;Si tolgono fondi a teatri, cinema, fondazioni culturali, senza preoccuparsi delle conseguenze: non si introduce nessun sistema di valutazione del merito, con relativi incentivi. Non ci siamo. In questa logica, mi preoccupa, anche se capisco le difficoltà finanziarie, il taglio drammatico sui fondi dello sport operato dalla Regione Veneto. 
&lt;p&gt;Non investire in manifestazioni, attività, e, soprattutto, impiantistica, rende impossibile qualunque ragionamento in termini di sviluppo, anche del comparto turistico sportivo che l’assessore Finozzi, con realismo e lungimiranza, aveva intravisto come possibile perno di rafforzamento economico. Indebolendo lo sport si indebolisce anche quell’attivismo sociale veneto di cui ci siamo a lungo vantati. La teoria secondo cui, in momenti di crisi, tutti devono patire nella stessa barca di lacrime e sangue, non può funzionare. 
&lt;p&gt;Senza crescita intellettuale ogni paese regredisce e si torna ai secoli bui. Ogni italiano dovrebbe ribellarsi. Non possiamo accettare di farci indottrinare da chi rifiuta i cardini del nostro vivere. Rischiamo solo di diventare terra di conquista per pericolose forze retrograde. E di perdere l’entusiasmo e la speranza di un nuovo futuro.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.openpolis.it&quot;&gt;Nota stampa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LEONARDO RAITO: I giovani e la cultura d'impresa</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/08/leonardo-raito/i-giovani-e-la-cultura-dimpresa/558937"></link>
  <updated>2011-03-08T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>558937</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Provincia Rovigo (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La cultura d’impresa? A Rovigo la si impara a scuola, con un innovativo progetto promosso dalla Provincia e finanziato dalla Cassa di Risparmio del Veneto e dall’Adriatic Lng. Con una bella lezione del professor Edoardo Gaffeo docente di politica economica all’Università di Trento intitolata “”, si è aperto, presso la sala convegni dell’Istituto Tecnico Commerciale De Amicis di Rovigo, il ciclo di incontri intitolato “I giovani e la cultura d’impresa”. 
&lt;p&gt;Di fronte a un centinaio di studenti delle classi quinte del De Amicis e dell’Istituto Tecnico per Geometri Bernini, Gaffeo ha parlato di alcuni dei principi che regolano l’economia di mercato, dalla fallacia rappresentativa all’avversione alle perdite,dall’autocontrollo alla contabilità mentale, interagendo con i ragazzi attraverso giochi che si sono trasformati in piccoli esperimenti sul campo. 
&lt;p&gt;In apertura l’assessore alle politiche giovanili della Provincia di Rovigo, Leonardo Raito, ha illustrato le motivazioni che hanno spinto all’avvio del progetto. “In questi momenti di crisi - ha detto Raito – abbiamo pensato valesse la pena di investire in cultura. 
&lt;p&gt;I ragazzi avranno la possibilità di confrontarsi con degli esperti, economisti, imprenditori, studiosi, per costruire una consapevole cultura fatta di analisi, regole, attenzione alle opportunità, innovazione”. L’iniziativa, patrocinata dal Forum Giovanile Provinciale e dalla Presidenza del Consiglio Provinciale, è stata resa possibile grazie a contributi di soggetti privati che hanno creduto in un percorso formativo unico nel suo genere.
&lt;p&gt; Il prossimo incontro si terrà all’auditorium del Liceo Scientifico Paleocapa, l’11 marzo 2011 alle ore 11.00, quando parlerà ai ragazzi delle classi quinte dell’ITIS Viola di Rovigo Mario Carraro, presidente della Carraro SpA, multinazionale nel settore della meccanica e delle trasmissioni con sedi sparse in Europa, Asia, e Sud America. 
&lt;p&gt;Tra i relatori previsti poi vi saranno Rinaldo Boggiani, già docente di diritto pubblico alla facoltà di economia aziendale della LIUC e Giulio Sapelli, economista, manager, docente di storia economica all’Università di Milano, mentre sono stati invitati altri economisti e docenti universitari di rango come Giorgio Prodi, Giovanni Palladino e Maurizio Rompani. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.openpolis.it&quot;&gt;Nota stampa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Paolo BARETTA: Venezia. Finanziamenti al teatro la Fenice </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/02/28/pier-paolo-baretta/venezia-finanziamenti-al-teatro-la-fenice/558672"></link>
  <updated>2011-02-28T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>558672</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Il governo deve ripristinare il finanziamento al teatro la Fenice, come previsto dall’odg approvato dalla Camera dei Deputati.” – e’ quanto ha dichiarato l’Onorevole Pier Paolo Baretta nell’incontro avvenuto questa mattina tra  parlamentari e consiglieri regionali PD, il responsabile cultura del PD veneziano Gabriele Scaramuzza con il personale del teatro, il sovraintendente, il direttore artistico, i sindacati. Nel corso dell’incontro si e’ affrontata la situazione creatasi a seguito del taglio ai finanziamenti pubblici decisi con il milleproroghe.
&lt;p&gt; “Le difficoltà del bilancio pubblico – ha continuato l’on Baretta – inducono a scegliere delle priorità, cosa che il Governo non fa. La cultura e la Fenice, in particolare lo sono, almeno al pari della Scala e, di certo, non di meno dell’Arena di Verona che i finanziamenti li hanno avuti”.
&lt;p&gt; A questo proposito, l’on. Baretta ha proposto una iniziativa pubblica che comprenda tutte le forze cittadine, senza distinzione, affinché si dia seguito agli impegni presi dalle Camere. “Il comune – ha concluso – si metta alla testa di questa sensibilità verso il nostro teatro. Attenzione e sostegno che certamente, va oltre i veneziani.”&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticovenezia.org/newsite/?p=168&quot;&gt;partitodemocraticovenezia.org&lt;/a&gt;</summary>
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