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  <title>Openpolis - Argomento: laicità</title>
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  <updated>2012-03-15T00:00:00Z</updated>
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  <title>Magda NEGRI: Agghiacciante e incomprensibile decisione su feti</title>
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  <updated>2012-03-15T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625867</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Agghiacciante, a quanto s'apprende da informazioni di stampa che speriamo incomplete, la decisione della Giunta del Comune di Firenze di prevedere in uno specifico cimitero la sepoltura dei feti e del prodotto del concepimento. Incomprensibile il riferimento a un'eventuale opzione di libertà da parte delle famiglie. Stupisce che una provvedimento più volte ipotizzato da amministrazioni comunali di ben altro segno politico e culturale possa attuarsi in una realtà come Firenze.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://beta.partitodemocratico.it/doc/232625/firenze-negri-agghiacciante-e-incomprensibile-decisione-su-feti.htm&quot;&gt;partitodemocratico.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Pd: chi lo critica ricordi che è nato solo da 3 anni </title>
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  <updated>2011-03-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>558883</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il Pd non è nato per essere un “contenitore in cui convivono culture diverse ma per dar vita a un pensiero nuovo e ci vuole del tempo. Chi critica il Pd dovrebbe rendersi conto che sono passati tre anni, un tempo breve e, tra l'altro, in un periodo di emergenza”.
&lt;p&gt; Lo ha detto &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, capogruppo del Pd alla Camera, chiudendo il convegno &lt;a href=&quot;http://www.adessonline.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=31&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;“La crisi della democrazia e la politica dei cristiani”&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt; organizzato dall'associazione &lt;a href=&quot;http://www.adessonline.it&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Adesso&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;, vicina ad &lt;a href=&quot;http://www.areadem.info&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Area Dem&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;p&gt;“Per molto tempo - ha aggiunto - dalla fine della Dc, abbiamo subito tutto e siamo arrivati quasi sempre ultimi. Abbiamo subito la fine della Dc; è nato il Ppi e abbiamo subito la scissione; abbiamo subito la nascita della Margherita, ma non è che eravamo tanto convinti”. 
&lt;p&gt;E invece “finalmente abbiamo voluto la nascita del Pd” che è “l'approdo a cui siamo arrivati, senza disperdere i nostri valori e i nostri legami” e in cui si è svolto un dialogo “positivo”. In questo contesto “non dobbiamo aver paura del mescolamento perché ci siamo dentro”. Bisogna quindi “accettare la sfida del cambiamento, incontrarsi con gli altri” essere “il sale della terra”.
&lt;p&gt;
Questa è “la sfida su cui è nato il Pd”, la sfida per cui serve “tenere viva Area democratica” che è il luogo in cui “si mescolano e dimenticano le differenze”, per “costruire insieme un nuovo riformismo”. Questo anche per scongiurare il “rischio che riemergano le vecchie identità costruite su terreni nuovi”, da parte di quella “identità di sinistra che c'è ancora” e di una destra che potrebbe essere tentata di dare vita a una “identità clericale” che sarebbe una “sciagura”.
&lt;p&gt;
Quindi &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; ha invitato i cattolici a impegnarsi sui “temi nuovi”, a partire da quelli eticamente sensibili, che “sono i più difficili ma anche i più belli”: non sono temi che “dobbiamo sfuggire ma affrontare con più passione, buttarcisi dentro, accettare la sfida del dialogo. Se noi riusciamo a rompere i muri, questi cadranno anche nel Paese”. Su questi temi, poi, la “libertà di coscienza è un atto finale dopo un percorso comune non il punto di partenza”.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-PD__FRANCESCHINI__CHI_LO_CRITICA_RICORDI_CHE_E__NATO_SOLO_DA_3_ANNI-996321-POL-1.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Il Pd apra un canale dialogo con la Chiesa, anche lei ne ha bisogno</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/05/dario-franceschini/il-pd-apra-un-canale-dialogo-con-la-chiesa-anche-lei-ne-ha-bisogno/558882"></link>
  <updated>2011-03-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>558882</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il Pd apra con la Chiesa e il mondo cattolico un “canale di confronto e di dialogo, di cui ha bisogno anche la Chiesa per non affidare tutto a rapporti personali, che pure è bene che ci siano”. Lo ha detto &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, capogruppo del Pd alla Camera, chiudendo il convegno &lt;a href=&quot;http://www.adessonline.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=31&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;“La crisi della democrazia e la politica dei cristiani”&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt; organizzato dall'associazione &lt;a href=&quot;http://www.adessonline.it&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Adesso&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;, vicina ad &lt;a href=&quot;http://www.areadem.info&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Area Dem&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;. 
&lt;p&gt;
A proposito del cattolicesimo democratico (che “dalle origine porta dentro il principio della laicità”), &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; ha rilevato che “dopo più di cento anni di storia, fatta di pensiero e riflessione politica, è uno dei filoni del riformismo italiano talmente radicato e consolidato nel suo pensiero che potrebbe essere condiviso anche da chi non ha fatto una scelta di fede, è diventato un filone culturale”. 
&lt;p&gt;
I cattolici, nel contesto di oggi, pieno di “opportunità”, non devono “rinchiudersi in uno spazio di nicchia”, utilizzando invece i propri valori e la propria cultura “in un campo più vasto, nel campo progressista” per questo è stato “scelto convintamente il Pd”.
&lt;p&gt;
E del resto, con la destra che ha scelto la strada della “paura” di fronte alle grandi trasformazioni in atto, “tra paura ed egoismo e speranza e cambiamento da che parte devono stare la Chiesa e un cattolico?”.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-PD__FRANCESCHINI__APRA_CANALE_DIALOGO_CON_CHIESA_ANCHE_LEI_NE_HA_BISOGNO-996316-POL-1.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Emma BONINO: La legge Tarzia banco di prova per la controriforma nazionale</title>
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  <updated>2010-10-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>547020</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La proposta di legge Tarzia è stata assunta come testo base per la riforma dei consultori dalla Commissione lavoro e politiche sociali della Regione Lazio. &lt;br /&gt;
La mossa è in contrasto con l'articolo 61 del regolamento del Consiglio regionale, secondo il quale il testo avrebbe dovuto essere preso in esame insieme a quello presentato da Giulia Rodano.&lt;br /&gt;

In sostanza: c'est la guerre! E dal fronte dell'opposizione Emma Bonino avverte dei rischi che la proposta del centrodestra rappresenta per le donne e gli uomini di tutto il paese.
&lt;p&gt; «Alla luce del convegno di luglio organizzato da Polverini, Formigoni e Gota, è chiaro che se passerà la proposta di legge Tarzia, la regione Lazio sarà il terreno di prova di ciò che avverrà a livello nazionale. La proposta ha infatti già un precedente nel progetto Nasko, che prevede per le donne residenti in Lombardia un compenso economico in cambio della rinuncia ad abortire».
&lt;p&gt;
Nel dettaglio il progetto Nasko, approvato dalla giunta regionale presieduta da Formigoni il 31 maggio scorso, parte dal presupposto che la crisi economica pesi su: &lt;br /&gt;
«Le donne e le famiglie che, in condizioni di incertezza e precarietà lavorativa ed economica, scelgono di procrastinare la maternità anche attraverso il ricorso all'interruzione di gravidanza, come risulta dai dati in possesso dell'Osservatorio regionale sull'esclusione sociale». 
&lt;p&gt;Anche per Formigoni, come per Olimpia Tarzia, non esistono donne che scelgono di non essere madri. &lt;br /&gt;
Il più che ci viene concesso è &quot;procrastinare&quot; la maternità. Il citato Osservatorio, istituito anche questo per delibera regionale, sembrerebbe schierato dalla parte della chiesa cattolica; conta infatti, tra gli enti membri del comitato scientifico, diverse Caritas, confraternite e società confessionali varie, accanto alla Lega coop Lombardia.
&lt;p&gt;
Poco più avanti, nel testo della delibera leggiamo che si ritiene «opportuno istituire un elenco regionale dei servizi, denominati Centri di Aiuto alla Vita, che abbiano i requisiti di cui all'allegato b» dove, tra le condizioni sine qua non per accedere all'elenco troviamo: &quot;Presenza nello statuto della finalità di tutela della vita fin dal concepimento&quot;. 
&lt;br /&gt;
E infatti in un altro documento della giunta lombarda leggiamo l'esclusione di un'associazione il cui statuto non prevede tale finalità.
&lt;p&gt;
Più avanti ancora, alla voce &quot;Criteri di erogazione&quot;, viene specificato: «Beneficiari del fondo Nasko sono le madri che, in presenza di una proposta di progetto personalizzato di aiuti economici e sociali, recedono dalla scelta di interrompere volontariamente la gravidanza». Giuro che non ci sono altri beneficiari.
&lt;p&gt; Questo vuol dire che a una donna in difficoltà economiche rimasta incinta, anche qualora non abbia alcuna intenzione di abortire, conviene iniziare la pratica di interruzione di gravidanza per poi ripensarci e tentare così di ottenere la miseria, perché di miseria si tratta, di 250 curo mensili. &lt;br /&gt;
I miei complimenti alla giunta lombarda
&lt;p&gt;

Accadeva in Lombardia nel lontano maggio 2010 . Oggi nel Lazio potrebbe passare una proposta ispirata ai principi di quel progetto. Questo vuol dire che l'attacco ai consultori e alla legge che nel 1978 depenalizzò l'aborto, cioè al principio di autodeterminazione delle donne, è stato affidato alle singole regioni di volta in volta amministrate dalla destra. 
&lt;p&gt;«La proposta Tarzia continua Emma Bonino introdurrebbe la tutela del figlio concepito che, oltre a essere in conflitto con la legge 194, è materia che non può rientrare nelle competenze legislative regionali. Si creerebbe inevitabilmente un conflitto tra istituzioni diverse».
&lt;p&gt;
Se la proposta Tarzia e il progetto Nasko sono in evidente contrasto con interi pezzi della Costituzione e delle leggi italiane, sembrano invece appoggiarsi a un'altra legge, la 40, sulla procreazione medicalmente assistita. &lt;br /&gt;
«E infatti - prosegue la senatrice - la legge 40 è già stata dichiarata incostituzionale dalla Corte italiana.
&lt;p&gt; A dimostrazione della sua incostituzionalità c'è inoltre una sentenza della Corte europea contro l'Austria proprio in materia di fecondazione eterologa. 
&lt;p&gt;Se, nonostante tutto, la legge passerà, non resterà che l'arma dei ricorsi, la quale però può essere impugnata solo dalle singole persone». 
&lt;p&gt;I criteri del ricorso prevedono infatti che qualsiasi giudice possa obiettare la costituzionalità di una legge solo nel momento in cui si trovi ad affrontare una causa che lo pone di fronte al problema di quella stessa legge.
&lt;p&gt;
E a proposito di ricorsi, di questi giorni è il secondo alla Corte Costituzionale italiana in merito alla legge 40. &lt;br /&gt;
Il primo portò all'abolizione delle norme che limitavano a tre la produzione di embrioni per ogni ciclo di fecondazione, che obbligavano a impiantarli tutti insieme e che vietavano il congelamento degli embrioni in soprannumero. 
&lt;p&gt;Questo secondo ricorso riguarda invece il divieto di eterologa, tecnica che, secondo gli esponenti del governo e della chiesa, solleva il problema del mercato degli ovociti. &lt;br /&gt;
Come dire: non possiamo emanare leggi che regolino il mercato (vizio diffuso nella destra di governo) quindi ne vietiamo i presupposti in terra nazionale per rimandarli all'estero.
&lt;p&gt;
In questa bagarre arriva la notizia del premio Nobel a Robert Edwards, il padre della fecondazione assistita. &lt;br /&gt;
E giù nuove polemiche e strali come in una vera guerra, con due nemici e due campi contrapposti: progresso e chiesa, laicità e religione, ragionevolezza e autoritarismo. &lt;br /&gt;
Forse l'unica risposta a tutti i dubbi e le domande che ci poniamo, e che continueremo a porci, si trova nel pensiero e nelle parole delle donne.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=UNH02&quot;&gt;Gli Altri /Monica Micheli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Donatella PORETTI: 20 Settembre: quest'anno stravolto il senso della ricorrenza, importante una legge per ripristinarla come festa nazionale</title>
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  <updated>2010-09-22T00:00:00Z</updated>
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  <id>507259</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Con il collega Marco Perduca, ho presentato un disegno di legge che intende ripristinare la festa nazionale del 20 settembre, ricorrenza, che quest’anno, per i 140 anni dal 20 settembre 1870, grazie all’organizzazione delle celebrazioni si è riusciti a stravolgere totalmente nel significato, mistificando fatti e personaggi dell’epoca, fino al tentativo revisionista sulla figura di Pio IX.
Riproporre la festività nazionale del 20 settembre significa recuperare alla memoria collettiva una data fondante per la nostra Nazione, la data che segnò l’affermazione di Roma capitale e la fine del potere temporale della Chiesa, e al contempo riaffermare la laicità dello Stato, unica condizione che garantisce libertà individuali fondamentali come la libertà religiosa che la Costituzione garantisce ad ogni persona di qualsiasi credo, contro ogni tentazione di restaurazione di integralismo religioso.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/comunicati/20-settembre-poretti-questanno-stravolto-senso-della-ricorrenza-importante-una-legge-ripr&quot;&gt;Radicali Italiani&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giulia Morini: E’ conveniente per il PD dare a Silvia Noè proprio le “Pari Opportunità”?</title>
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  <updated>2010-08-20T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Modena (MO) (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Ho letto con piacere l’articolo di Rossella Lama sulle pagine di questo giornale. L’ho trovato interessante e stimolante, anche se non posso dirmi pienamente d’accordo. Ho deciso di aderire all’appello di Rete Laica perché credo anch’io che la nomina di Silvia Noè a presidente della commissione sia un atto politico per certi aspetti comprensibile, ma debole e poco lungimirante. Non si può sacrificare sull’altare della trattativa politica un tema delicato e cruciale come quello delle pari opportunità; non lo si può fare in Italia, in questo paese indietro anche dal punto di vista del riconoscimento dei diritti individuali. Al Partito Democratico che si candida a governare occorre, invece, una visione, un progetto di società vera, civile, che riconosca le differenze e che ad esse conferisca cittadinanza. Su questi temi è necessario tenere “la barra dritta” (come spesso dice il mio segretario Stefano Bonaccini) perché sono paradigma del significato stesso di politica. Potersi costruire il proprio percorso di vita; poter decidere con libertà, responsabilità e autodeterminazione come vivere la propria esistenza; essere artefici del proprio futuro e veder riconosciuta la dignità della propria scelta. Sempre. Questo è il significato di “pari opportunità”.
La Regione Emilia-Romagna ha compiuto azioni importanti nel corso delle passate legislature: è sufficiente ricordare la norma della legge finanziaria che per la prima volta riconosce la parità di accesso alla rete del welfare regionale per le famiglie fondate sul matrimonio e sulla convivenza. Azioni che da sole non bastano, ma che necessitano di diventare “sistema” e fondamento di tutte le politiche pubbliche. Allora perché non rivendicare una forte ed orgogliosa continuità con quello che è stato fatto? Perchè affidare un segmento così importante del nostro progetto di governo ad una forza politica lontana da noi? La consigliera Noè è una persona di prestigio ed esperienza, ma sui temi etici e civili ha manifestato, talvolta anche con affermazioni molto discutibili, opinioni con le quali è difficile confrontarsi. La sua presidenza non creerebbe un clima di positivo confronto e rischierebbe, anzi, di sterilizzare la proposta politica del Partito Democratico. La società in Italia è molto più veloce della politica, per questo dobbiamo essere intransigenti: non possiamo rinunciare al nostro desiderio di cambiare la realtà in nome di possibili future alleanze alquanto improbabili.&quot;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.giuliamorini.it/2010/08/21/e-conveniente-per-il-pd-dare-a-silvia-noe-proprio-le-pari-opportunita/&quot;&gt;L'Unità&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ANDREA FERRAZZI: Crocifisso. &quot;Rifiutare ogni posizione laicista che neghi il ruolo fondamentale avuto dal cristianesimo&quot;</title>
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  <updated>2009-11-19T00:00:00Z</updated>
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  <id>419176</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Provincia Venezia (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Nei prossimi giorni in Consiglio provinciale di Venezia saranno discussi alcuni ordini del giorno, relativi alla sentenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, sull'esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche. A fronte di tale sentenza, che dispone il divieto di esposizione, si è scatenata una discussione pubblica che ha coinvolto partiti, intellettuali e autorità ecclesiali.
Su tale questione il Partito Democratico ha presentato ordine del giorno in Consiglio.

&lt;p&gt;
Qui di seguito voglio fare alcune personali considerazioni.&lt;br /&gt;

E' evidente che la civiltà europea si è costituita nell'intreccio e nella dialettica tra alcuni grandi realtà quali la tradizione classica greca e latina, il rinascimento, il pensiero scientifico e tecnico, la rivoluzione francese e, indubitabilmente, attraverso il fondamentale contributo del pensiero e della tradizione giudaico-cristiana. Negare che ciò sia stato è semplicemente un errore di ordine culturale e non centra nulla con la fede o con la laicità della Stato.

&lt;p&gt;
E' dunque da rifiutarsi ogni posizione laicista che neghi il ruolo centrale del cristianesimo nella culturale, nella  vita civile, nella storia, nell'arte e nella vita tutta del nostro Paese. Il laicismo infatti non ha nulla a che vedere con la laicità. E' viceversa il miglior alimento per gli integralisti stolti che non comprendono la questione della mediazione culturale e della distinzione tra Dio e Cesare.

&lt;p&gt;
Certamente, della tradizione cristiana il crocifisso è simbolo essenziale. Esso, o meglio egli,  rappresenta la solidarietà radicale di Dio nei confronti dell'uomo e della donna, universalmente, donata a tutti coloro che la vogliono accogliere. E' una solidarietà che, nell'ottica della fede, desta scandalo: il Dio onnipotente sceglie, per amore, di farsi uomo e di scendere negli abissi della violenza e del dolore per innalzare tutti nella grazia di Dio. Si fa uomo per fare tutti, per grazia, “simili a Lui”.

&lt;p&gt;
La croce, per il cristianesimo, diventa dunque segno di una solidarietà non solo tra gli esseri umani, ma anche tra gli umani e gli esseri celesti: unisce dunque uomo a uomo ma anche cielo e terra ricostituendo la fratellanza uiversale. “Quando  sarò innalzato” dice il Cristo, “attirerò tutti a me”. Dice “tutti”, non una parte, e nel mentre viene ucciso chiede al Padre il perdono universale, “perchè non sanno quello che fanno”.

&lt;p&gt;
Ed è qui il punto, è proprio questa universalità che rende il crocifisso irriducibile ad ogni strumentalizzazione. Anzi, ogni strumentalizzazione di parte è innanzitutto un insulto allo stesso, che nella sua propria verità è segno per tutti, appunto “cattolico”, che non sopporta di essere usato per fini altri che creare unità. E' di conseguenza da rigettare l'uso politico di quelle forze, in particolare della Lega,  che lo brandiscono al solo scopo di strumentalizzarlo, come per altro denunciato anche da eminenti Autorità Ecclesiali.

&lt;p&gt;
Alla Lega, che si vorrebbe paladina del cristianesimo, ovviamento acconciato di volta in volta alla propria necessità propagandistica, vorremo proporre di leggere bene il Vangelo, a partire da dove Gesù dice che è a lui vicino non “chi dice Signore Signore, ma chi fa la volontà del Padre mio”, e che questa volontà è ben esplicitata nel capitolo 25 del Vangelo di Matteo nei versetti 31-46 dove, nel Giudizio Universale, il “Crocifisso glorificato” “verrà nella sua gloria” e separerà gli uni dagli altri con il premio della vita eterna o con la condanna del supplizio eterno sulla base di quanto gli stessi uomini avranno compiuto nella loro vita:

&lt;p&gt;
“Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, [36]nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.”

&lt;p&gt;
Siamo dunque nel cuore di una questione che attraversa sentimenti religiosi, sensibilità intellettuali. ed è dunque insensato ridurre in termini solamente giuridici una discussione che, proprio sul piano della laicità dello Stato, va affrontata nella sua valenza propriamente culturale.

&lt;p&gt;
Se un'indicazione ne possiamo trarre è dunque quella di aprire, a partire dai valori umani di solidarietà, verità e giustizia, una ricerca comune per ognuno di noi in modo dar risolvere, senza baraonde politiche, le questioni urgenti che ci interpellano.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=1123&quot;&gt;partitodemocraticoveneto.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LORENZO DELLAI: Sul crocefisso la sceneggiata della Lega Nord in Consiglio Regionale.</title>
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  <updated>2009-11-10T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Provincia Trento- Consigliere Provincia Trento (Lista di elezione: Upt) - Consigliere Regione Trentino Alto Adige (Lista di elezione: Upt) - Vicepres. Regione Trentino Alto Adige&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;La sceneggiata messa in campo dalla Lega Nord in Consiglio Regionale è la cartina al tornasole di quanto ho avuto modo di commentare a proposito della sentenza europea in tema di crocefisso nelle scuole. Osservavo che quella sentenza, contrariamente a quanto avevano commentato alcune anime candide, non avrebbe affatto favorito in Europa un clima di sereno confronto e reciproco rispetto tra diverse confessioni religiose, ma avrebbe messo in moto una serie di effetti a catena destinati a rinvigorire le componenti più radicali e fondamentaliste.
&lt;p&gt;
Sono stato facile profeta nel dire che, dopo questa sentenza totalmente priva di riferimento al buon senso, il crocefisso si sarebbe trasformato in una sorta di 'clava' in mano ai nuovi 'atei devoti', strumento a difesa di una civiltà che si presume minacciata dai processi demografici e dalla globalizzazione. Benzina su un fuoco, quello del presunto scontro di civiltà, che a fatica persone, intellettuali, autorità politiche e religiose più responsabili sono riuscite fino ad ora a controllare e a mantenere nell’ambito della ragionevolezza. Usare simboli religiosi in questo modo, come avvenuto oggi in aula, è sintomo, sul piano civile, di una assoluta irresponsabilità istituzionale; sul piano religioso è indice di un atteggiamento che rasenta la profanazione ed il sacrilegio.
&lt;p&gt;
Sarà bene che tutti, nel nostro piccolo e a livello generale, apriamo una seria riflessione per impedire che il rapporto vitale e fecondo fra istanza civile e istanza religiosa che per molti secoli ha costituito uno dei pilastri dell’identità dei nostri territori alpini, venga travolto da una micidiale manovra a tenaglia messa in campo per un verso dai novelli fondamentalisti e, per altro verso, dai laicisti, propugnatori di una dimensione meramente privatistica dell’istanza religiosa.
&lt;p&gt;
Forse il sano principio degasperiano della laicità nella politica, unitamente alle tradizioni di apertura e di sensibilità culturale della nostra Chiesa, possono aiutarci nell’evitare queste due derive.&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.uffstampa.provincia.tn.it/CSW/c_stampa.nsf/ComunicatiperStampa/E9E61FF9F4D8FD53C125766A00574F65?Opendocument&quot;&gt;Regione Autonoma Trentino-Alto Adige - Uff. Stampa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Emma BONINO: Sentenza Ue sul crocifisso. «Nessuno scandalo, la laicità è inclusiva»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/04/emma-bonino/sentenza-ue-sul-crocifisso-%C2%ABnessuno-scandalo-la-laicit%C3%A0-%C3%A8-inclusiva%C2%BB-intervista/418702"></link>
  <updated>2009-11-04T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>418702</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Emma Bonino, vicepresidente del Senato, storica leader radicale, da sempre sostiene la necessità di togliere i simboli religiosi dai luoghi pubblici.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Si torna su un tema già affrontato sei anni fa e che suscitò una forte emozione nel paese.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Non c’è nessuno scandalo, nessun furore laicista che ispira la sentenza della Corte europea di Strasburgo. C’è solo la semplice conferma che i luoghi pubblici sono di tutti, sia dei credenti cattolici, sia dei non credenti, che dei credenti di altre religioni. Noi lo sosteniamo da sempre e io personalmente non trovo la cosa sorprendente.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma un laico come l’allora presidente della Repubblica Ciampi, commentando la sentenza del tribunale dell’Aquila, definì il crocifisso «simbolo dei nostri valori».&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ho il massimo rispetto per il presidente Ciampi, ma credo che il tema vada oltre e, in ogni caso, anche buon parte dei cattolici credo abbiano molte difficoltà a difendere il crocifisso e tutto ciò che rappresenta declassandolo a un elemento di identità culturale.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ci risiamo: di nuovo lo scontro tra laici e cattolici sui simboli, la storia non finirà mai.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

La laicità è inclusiva e rispetta tutti, e i luoghi pubblici sono tali proprio perché tutti vi si riconoscono, in particolare la scuola. Eppoi non vedo proprio il tema identitario quando le radici cristiane sia italiane che europee non sono state definite. Furono alcuni ambienti cattolici, quando il tema si sviluppò in sede di costituzione europea, che invitarono a spostare lo sguardo dalle radici ai frutti. Inoltre, se si guarda solo alle radici, la storia della cristianità non è sempre buonissima.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Il governo ha annunciato ricorso, come fece contro il Tar per la sentenza sull’ora di religione: un atteggiamento che contribuirà ad acuire il dibattito, che già si annuncia aspro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Sollecito il governo a riflettere sul fatto che la sentenza della Corte non va vista come scandalo o una mossa violenta di correnti laiciste, ma con calma e con serenità di giudizio. Non vanno fatte barricate. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=NYFU3&quot;&gt;Il Sole 24 ore - Ca. Mar.&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: La sentenza della Corte europea che dice no al crocifisso nelle aule scolastiche &quot;é una sentenza - che merita una discussione, un approfondimento, spero senza spirito di crociata, senza anatemi reciproci&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/04/nichi-vendola/la-sentenza-della-corte-europea-che-dice-no-al-crocifisso-nelle-aule-scolastiche-%C3%A9-una-sentenza-che-merita-una-discussione-un-approfondimento-spero-senza-spirito-di-crociata-senza-anatemi-r/418699"></link>
  <updated>2009-11-04T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>418699</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Gruppo: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, parlando con i giornalisti a conclusione della cerimonia del 4 novembre che si é tenuta a Bari, nel sacrario dei caduti oltremare.

&lt;p&gt;
L'unità del Paese - è stato chiesto a Vendola da un giornalista - può essere picconata anche dalla sentenza sul crocifisso? &quot;No, non credo. Quella sentenza - ha risposto - allude a differenze di valutazione rispetto ai simboli che riguardano una religione prevalente in un Paese. Ma non c'entra niente con l'unità del Paese&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.regione.vda.it/notizieansa/details_i.asp?id=76871&quot;&gt;Ansa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: Corte Europea su divieto crocifisso nelle scuole: &quot;Per noi è una sentenza assolutamente inaccettabile&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/04/silvio-berlusconi/corte-europea-su-divieto-crocifisso-nelle-scuole-per-noi-%C3%A8-una-sentenza-assolutamente-inaccettabile/418698"></link>
  <updated>2009-11-04T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>418698</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Che l'Italia sia un Paese in cui il cristianesimo è la sua stessa storia lo sappiamo da sempre. Non abbiamo fatto ancora ricorso perché non c'è stata una riunione del Consiglio dei Ministri dopo la sentenza. Ce ne occuperemo venerdì mattina - aggiunge - E' una delle decisioni che, molto spesso, ci fanno dubitare del buon senso di questa Europa&quot;.&lt;br /&gt;


&lt;p&gt;
&quot;Già in sede di formazione della nuova Costituzione europea - prosegue Berlusconi - mi ero battuto per il riconoscimento delle radici giudaico-cristiane dell'Europa. I paesi estremamente laici come la Francia, nella persona dell'allora presidente Chirac, si erano opposti e non eravamo riusciti a convincerli. Oggi si è fatto un ulteriore passo in avanti, negando che l'Europa abbia radici cristiane. Questo non è accettabile da noi italiani, paese nel quale tutti non possiamo non dirci cristiani&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/crocefissi-aule/bertone-su-sentenza/bertone-su-sentenza.html&quot;&gt;Repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Luigi BERSANI: Penso che un'antica tradizione come quella del crocifisso non possa essere offensiva per nessuno.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/03/pier-luigi-bersani/penso-che-unantica-tradizione-come-quella-del-crocifisso-non-possa-essere-offensiva-per-nessuno/418697"></link>
  <updated>2009-11-03T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>418697</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Da Bruxelles, il leader del Pd, Pierlugi Bersani, difende la tradizione del crocifisso in classe: &quot;penso che in questo delicato campo il buon senso finisce per essere vittima del diritto&quot;, dice a giornalisti che lo attendevano all'ingresso del palazzo Berlaymont, sede della Commissione Europea per chiedergli un commento sulla sentenza del Consiglio d'Europa a Strasburgo. &quot;Penso - ha quindi proseguito - che un'antica tradizione come quella del crocifisso non possa essere offensiva per nessuno&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agi.it/cronaca/notizie/200911031541-cro-rt10025-crocifisso_bersani_antica_tradizione_non_offende_nessuno&quot;&gt;Agi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Rocco BUTTIGLIONE: Corte Europea su crocifisso a scuola: &quot;Sentenza aberrante e da respingere con fermezza&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/03/rocco-buttiglione/corte-europea-su-crocifisso-a-scuola-sentenza-aberrante-e-da-respingere-con-fermezza/418696"></link>
  <updated>2009-11-03T00:00:00Z</updated>
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  <id>418696</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) - Vicepres. Camera  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Così commenta Rocco Buttiglione, presidente dell’UDC in merito al pronunciamento della Corte Europea dei diritti dell’uomo sul Crocifisso,

&lt;p&gt;
«Sentenza aberrante e da respingere con fermezza. L’Italia ha una sua cultura, una sua tradizione e una sua storia. Chi viene fra noi deve comprendere ed accettare questa cultura e questa storia. La stessa cosa vale per le altre nazioni d’Europa», afferma Buttiglione.

&lt;p&gt;
«Dietro questo pronunciamento della Corte di Strasburgo c’è una visione contrattualistica della società che non ha storia, cultura e tradizioni; è semplicemente il risultato del convivere sul territorio di individui profondamente estranei l’uno all’altro. Non solo si viola il diritto della maggioranza ad esprimere la propria identità culturale, ma non si creano nemmeno le condizioni per una vera integrazione. Non si integra nel nulla ed in uno spazio vuoto di valori».

&lt;p&gt;
«Adesso, quando la Corte ci spiegherà che privilegiare lo studio della storia romana su quella dell’impero del Benin è discriminatorio rispetto agli studenti africani?
Sentenze come queste screditano gravemente la costruzione europea agli occhi dei cittadini e mettono materiale propagandistico nelle mani di tutte le forze antieuropee».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://beta.vita.it/news/view/97157&quot;&gt;Vita&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Mariastella GELMINI: La presenza del crocifisso in classe non significa adesione al Cattolicesimo ma è un simbolo della nostra tradizione.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/03/mariastella-gelmini/la-presenza-del-crocifisso-in-classe-non-significa-adesione-al-cattolicesimo-ma-%C3%A8-un-simbolo-della-nostra-tradizione/418695"></link>
  <updated>2009-11-03T00:00:00Z</updated>
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  <id>418695</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Istruzione Università e Ricerca (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Dopo vari tira e molla, la Corte di Strasburgo si è pronunciata contro l'introduzione del crocifisso nelle classi scolastiche.

&lt;p&gt;
Si è alzato un polverone di polemiche, soprattutto dall'ala cattolica e cristiana del Governo. Anche il Ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha commentato negativamente questa decisione.

&lt;p&gt;
Infatti, secondo la Gelmini con il crocifisso non si vuole &quot;imporre la religione cattolica e tantomeno la si vuole imporre attraverso la presenza del crocifisso. È altrettanto vero che nessuno, nemmeno qualche corte europea ideologizzata, riuscirà a cancellare la nostra identità&quot;

&lt;p&gt;
Il crocifisso, quindi, si distanzierebbe dal suo richiamo religioso e diventerebbe un semplice simbolo tradizionale, come un presepe o un albero di natale.

Come sottolinea il Ministro, &quot;La presenza del crocifisso in classe non significa adesione al Cattolicesimo ma è un simbolo della nostra tradizione&quot;, continuando così, &quot;Non vorrei che alcune norme a cui si rifanno i giudici della Corte di Strasburgo fossero in contrasto con il nostro dettato costituzionale&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://magazine.ciaopeople.com/Scuola_Universita_Lavoro-11/Scuola_e_Universita-58/Scuola,_no_al_crocifisso_in_aula__Gelmini:_%27Non_cancelleranno_la_nostra_identit%C3%A0%27-15232&quot;&gt;Ciao people&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Mariastella GELMINI: «Voglio un voto per la religione»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/10/14/mariastella-gelmini/%C2%ABvoglio-un-voto-per-la-religione%C2%BB/418235"></link>
  <updated>2009-10-14T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>418235</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Istruzione Università e Ricerca (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
E' una materia come le altre.
&lt;p&gt;
Non più un semplice giudizio ma un vero voto. Mariastella Gelmini, ministro dell’istruzione, ha deciso: «Chiederò un parere al Consiglio di Stato per evitare eventuali contenziosi, ma la mia opinione rimane ferma: essendo passata la scuola italiana dal giudizio al voto in tutte le materie, non c’è motivo perché questo discorso non debba valere anche per l’insegnamento della religione». 
&lt;p&gt;L’annuncio del ministro su un tema molto caro alla Cei, è stato fatto in occasione della celebrazione dell’ottava Giornata europea dei genitori e della scuola, e ha scatenato una pioggia di polemiche. Le reazioni sono state immediate: opposizione e sindacati dicono no e chiedono piuttosto alla Gelmini di garantire le materie alternative agli studenti che scelgono di non frequentare l’ora di religione.

&lt;p&gt;
E’ partito lancia in resta il sindacato. &lt;br /&gt;
«Nel pieno rispetto del Concordato, l’ora deve rimanere facoltativa. Non può determinare vantaggi di alcun genere, a cominciare dai crediti formativi, e quindi non può essere valutata come le altre materie», dice Domenico Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil. E aggiunge: «Il ministro deve garantire la laicità della scuola sancita dalla Costituzione». &lt;br /&gt;
Pantaleo, infine, ricorda che «la Gelmini dovrebbe preoccuparsi del fatto che si continua a negare, per effetto dei tagli pesantissimi ai fondi destinati all’istruzione, il diritto degli studenti ad avvalersi dell’insegnamento alternativo».

&lt;p&gt;
«La Gelmini ricordi che è un ministro della Repubblica e non il portavoce del Vaticano - protesta Piergiorgio Bergonzi, responsabile per la scuola del Pdci -. In uno Stato laico l’ora di religione non dovrebbe neppure esistere».&lt;br /&gt;
 «Il ministro non sa neanche di che cosa parla oppure fa di nuovo e solo propaganda - commentano Manuela Ghizzoni e Maria Coscia, deputate Pd della Commissione cultura di Montecitorio -. Purtroppo il nuovo sistema di valutazione che ha soppresso il principio di un giudizio globale lascia spazio anche a questo tipo di “pensate”. Piuttosto siamo convinte che il Consiglio di Stato rispedirà al mittente la proposta. &lt;br /&gt;
Fra l’altro, la Corte Costituzionale ha già stabilito il principio secondo cui l’ora di religione è facoltativa».

&lt;p&gt;
Rincara la dose la senatrice radicale Donatella Poretti che al ministro assegna «0 in laicità e 10 in clericalismo bigotto e baciapile». E’ sul piede di guerra anche la Rete degli studenti: «L’ora di religione è un residuo medievale e trova spazio solo nei regimi teocratici». Per l’Onda, che definisce la Gelmini «una fondamentalista religiosa», la proposta del ministro «non è in alcun modo accettabile».

&lt;p&gt;
Sul voto in religione il ministro Gelmini si era pronunciata già un mese fa: «Credo che questa materia debba avere la stessa dignità delle altre, e che anche l’Italia non possa non riconoscere l’importanza della religione cattolica nella nostra storia e nella nostra tradizione». E ancora: «Va garantita agli insegnati di religione la stessa condizione degli altri colleghi», riferendosi al Tar del Lazio che aveva escluso la possibilità dei prof di religione di attribuire crediti scolastici.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/stampa.asp?ID_blog=60&amp;ID_articolo=1176&quot;&gt;La Stampa - Fulvio Milone&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Renato BRUNETTA: Questo governo è tra i più laici della storia.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/10/10/renato-brunetta/questo-governo-%C3%A8-tra-i-pi%C3%B9-laici-della-storia/418134"></link>
  <updated>2009-10-10T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>418134</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  PA e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Non e' affatto vero che questo Governo sia contro la ricerca scientifica. Semmai, e' contro un cattivo uso delle risorse a disposizione della ricerca scientifica, e cerca di stimolare le imprese private ad intervenire maggiormente in questo campo, come avviene negli altri Paesi. Questo e' uno dei Governi piu' 'laici' della storia italiana&quot;. &lt;br /&gt;
Lo ha affermato il ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta, intervenendo al congresso dell'Associazione 'Coscioni'. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Ho piu' volte invitato gli amici del Popolo delle liberta' -ha aggiunto- a non avere paura di affrontare i temi difficili. Noi non dobbiamo rifugiarci in fondamentalismi che la gente non capisce. Cosi', in materia di testamento biologico, sono da sempre fautore di una 'soft law', una legge di principio, flessibile, capace di intercettare le diverse sensibilita' degli italiani. Quando si e' trattato, al tempo del caso Englaro, di sottoscrivere il decreto-legge che bloccava l'esecutivita' della sentenza, ho scelto in tutta coscienza. In quel momento era in gioco una vita umana, e il decreto era una sorta di moratoria. Ora la legge va fatta. E nell'attesa ho preferito che non succedesse l'irreparabile, che poi e' successo&quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;La magistratura, con il caso Englaro, per la prima volta consente di applicare un protocollo che porta una persona in stato vegetativo alla morte. Un'innovazione strabiliante, non era mai successo nella storia della medicina, del welfare e del Servizio sanitario nazionale. I giudici hanno introdotto un'eutanasia di fatto, una scelta che non condivido e non potro' mai condividere Il punto centrale della dichiarazione anticipata di trattamento (Dat) sara' stabilire se aria, acqua e cibo siano da considerare terapia o no, perche' &lt;b&gt;l'articolo 32 della Costituzione consente all'individuo il rifiuto del trattamento sanitario&lt;/b&gt;. &lt;br /&gt;
Occorre -ha concluso Brunetta- un grande ascolto laico del Paese, una, due settimane di ascolto di quello che pensa il Paese. Questo si sarebbe dovuto fare anche sulla fecondazione assistita.&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://iltempo.ilsole24ore.com/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMDkxMDEwMTUyNDQ4LnhtbCI7fQ==&quot;&gt;Il Tempo.it - Adnkronos&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio Roberto Maria MARINO: «O parlate di laicità o mi candido davvero»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/07/01/ignazio-roberto-maria-marino/%C2%ABo-parlate-di-laicit%C3%A0-o-mi-candido-davvero%C2%BB-intervista/391772"></link>
  <updated>2009-07-01T00:00:00Z</updated>
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  <id>391772</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Gli faccio a bruciapelo una battuta: «Lo farebbe un ticket con la Binetti, per la leadership del Pd?». &lt;br /&gt;
Ignazio Marino mi risponde bene (da fuoriclasse) senza pensarci su, con una faccia serissima: &lt;br /&gt;
«Non lo farei neanche morto. Sarebbe il modo migliore per non prendere nemmeno un voto». &lt;br /&gt;
Chiedo: in che senso? Stavolta il sorriso arriva sul viso del senatore Pd: «Be’, un ticket come questo... il mio voto non lo avrebbe nemmeno sotto tortura. E temo che anche la Binetti, nel segreto dell’urna, finirebbe per astenersi, eh, eh, eh...». &lt;br /&gt;
Insomma, l’uomo del giorno, nel gran calciomercato delle primarie democratiche è lui. Sergio Chiamparino getta la spugna e annuncia che non si candiderà. E invece Marino si prenota: «Ci sto pensando seriamente». Da quasi un anno, ormai, il nome del chirurgo dei trapianti è un simbolo per una parte della sinistra, un bene rifugio, una sorta di bandiera, il vessillo del parlamentare più impegnato sui temi della laicità. 
&lt;p&gt;All’assemblea dei «Lingottini» (i giovani leoni del Pd) Marino è stato salutato da un’ovazione. Non è un politico di professione, e anche in questa intervista spiega perché non lo consideri un handicap. Anzi. E se per un azzardo diventasse leader due o tre cose da fare in testa le ha già.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Marino, è lei l’ormai fantomatico «terzo uomo», delle primarie Pd?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Sono pragmatico. Non amo chi dice cose del tipo: “No, non ci tengo”, “Non so...”, “Non mi va però...”».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Oppure il mitico: «Gli amici me lo chiedono...», la forma più alta del democristianese, secondo Carlo Verdone.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Mi scusi, ma qui però sono in imbarazzo io: a me lo chiedono davvero in tanti, ci crede?».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Allora perché dice che ci sta pensando? Dica che si candida...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Provo a spiegarle cosa mi passa per la testa. Io non sono un politico di professione, prima del Pd non ho mai avuto in tasca una tessera di partito. Se altri candidati riescono a dar corpo alle battaglie che mi stanno a cuore li sostengo volentieri».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E finora non c’è un candidato che la soddisfi sui temi della laicità?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Devo dirlo onestamente? Per ora non ne parla nessuno, ed è grave».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sta forse nicchiando per alzare la posta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
(Ride). «Noohhh!... Questi giochetti di politichetta minore non li capisco e non mi interessano».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Però so che stamattina due dei principali leader del Pd la cercavano, e lei si è negato.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E come lo sa?»
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Voci dei palazzi della politica...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
(Ride). «Se davvero le è arrivata così le spiego: mi sono negato solo perché stavo visitando, e non potevo certo discutere di primarie davanti ai miei pazienti, che dice?».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei continua a visitare e a operare un giorno a settimana. È un vezzo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«No, al contrario. È una mia esigenza personale».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;In che senso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Primo: un chirurgo è come un giocatore, che se smette di allenarsi si imbrocchisce.... Secondo: quello è il mio periscopio sulle realtà».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ovvero?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Parlo con i miei pazienti, parlo con i contabili dell’ospedale, parlo con i barellieri, con i colleghi... Se ho il polso di quello che accade in questo Paese, è perché ho una finestra su un mondo che conosco».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quello della sanità, obietta qualcuno, è un orizzonte specialistico.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E chi lo dice?».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Nessun leader di primo piano è mai venuto da quel mondo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Può darsi, ma oggi almeno una passeggiata in un ospedale un vero leader non può non farla».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Facciamola insieme, metaforicamente così mi spiega.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Pensi quante cose passano per la sanità oggi: se lei viene con me in quel corridoio ci trova la quota più grande di tutti i bilanci delle regioni, i deficit, i fallimenti dei riformisti di quasi tutti gli schieramenti, le tangenti - purtroppo - il nodo del progresso tecnologico, il tema della ricerca, il problema dei nuovi diritti, le questioni etiche...».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Diranno che lei è un candidato perfetto per le élite...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Per le élite? L’ha mai vista una famiglia in attesa di un trapianto? E un bambino che spera in un nuovo farmaco? E la differenza fra chi può permettersi la cura e chi no?».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Mi ha convinto. Lei parla già come un candidato, che aspetta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Aspetto, per esempio, di sentire che dice Bersani».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Provi a suggerire lei.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Bisogna parlare dei diritti negati di oggi. Delle coppie gay, della meritocrazia, degli immigrati...».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Una cosa che porterebbe dal suo metodo di chirurgo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Tutte le mattine nel mio staff litighiamo. Poi usciamo fuori compatti e seguiamo la via che ci ha convinto. Nel Pd oggi è il contrario».
&lt;b&gt;&lt;p&gt;
Lo sa che lei sarebbe il primo leader che parla inglese?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Be’, meno male, allora».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Perché?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Semplice: non si può capire questo tempo, se non si parla la sua lingua. Io in America ho avuto le più grandi opportunità della mia vita ».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Allora lo vede che si deve proprio candidare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Forse. Oppure dare ripetizioni di inglese al prescelto, eh, eh...»&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=MRMWF&quot;&gt;Il Giornale - Luca Telese&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Debora Serracchiani: «Nel Pd servono molte facce nuove»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/07/01/debora-serracchiani/%C2%ABnel-pd-servono-molte-facce-nuove%C2%BB-intervista/391771"></link>
  <updated>2009-07-01T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391771</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Mai, nella storia d’Italia, c’è stata un ascesa politica più rapida. Fino al 2003 Debora Serracchiani di politica non s’interessava, se non leggendo i giornali. Fino a cento giorni fa non era mai scesa a Roma per una riunione nazionale del suo partito, il Democratico.&lt;br /&gt;
 Oggi, milioni di simpatizzanti sperano in questa 38enne romana-udinese per rinnovare il centrosinistra. &lt;br /&gt;
In 144 mila l’hanno votata il7 giugno, spedendola all’Europarlamento. «E in Friuli ho battuto anche &quot;papi&quot;», scherza lei: settemila preferenze più del premier Silvio Berlusconi. Incontriamo il fenomeno con frangetta a casa sua, nella periferia estrema di Udine. Una casetta comprata col mutuo assieme al compagno Riccardo, 40 anni, romano pure lui, impiegato in un’impresa di telecomunicazioni. Debora, che da quindici anni fa l’avvocatessa specializzata in cause di lavoro, ci accoglie nel giardinetto. &lt;br /&gt;
Poco più in là lo stadio dell’Udinese: «Da qui sentiamo gratis i concerti: ottimi di Vasco Rossi e Red  Hot Chili Pepper, ora aspettiamo i Coldplay a fine agosto». &lt;br /&gt;
Debora ha appena scritto un libro: Il coraggio che manca (ed. Rizzoli). Sottotitolo: A un cittadino deluso dalla politica. &lt;br /&gt;
Racconta le incredibili dieci setti mane fra il suo primo discorso del 21 marzo a Roma e il trionfo alle Europee. Il giorno dell’equinozio primaverile 2009 «è stato forse il momento più basso nella storia della sinistra italiana». Il segretario del Pd Walter Veltroni si era dimesso. Sul tavolo del successore Dario Franceschini i sondaggi davano il partito al 20 per cento. Un disastro per gli eredi di Dc e Pci, attestati al 70 per cento per mezzo secolo. La Serracchiani, con un discorso di pochi minuti, è riuscita a galvanizzare i democratici. Era arrivata in corriera di notte da Udine assieme ai colleghi di base del Pd, non aveva dormito, era a disagio per la scarsa eleganza del proprio vestito rispetto ai dirigenti romani: «Pensavo a un incontro di partito, mi sono ritrovata in una convention». Eppure ha attirato l’attenzione di tutti i delusi dalla nomenklatura democratica, che l’hanno applaudita 35 volte. Dal giorno dopo, migliaia di mail e sms.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma chi è la Serracchiani, da dove viene?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Sono nata nel 1970 a Roma, quartiere Casetta Mattei, zona Portuense. Mio padre era impiegato Alitalia, mia madre ha smesso di lavorare quand’è nato mio fratello Emiliano. Scuola dalle suore fino alla terza media. Poi istituto tecnico commerciale, perché allora non volevo andare all’università: ragioneria con lingue, inglese e francese. Ci ho aggiunto lo spagnolo. Fino a 18 anni ho giocato a tennis a livello agonistico. Ma le ore d’allenamento erano troppe: entrata all’università, non ho più toccato la racchetta per dieci anni. Laureata in legge nel ‘94 con 110 e lode, tesi di diritto commerciale su una direttiva europea per le srl».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E nel tempo libero?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Musica: Bruce Springsteen, Zero Assoluto, Elisa. Libri: Orgoglio e pregiudizio di Jane Austeri, l’ho letto dieci volte, anche in inglese. E i legal thriller di Grisham. Cinema:  Il marchese del Grillo con Alberto Sordi, grandi dialoghi e senso civico».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ha visto il film Mister Smith va a Washington di Frank Capra?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«No».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;È la sua storia: un idealista digiuno di politica viene eletto deputato.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«E poi?»
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non riveliamo il finale. Ci dica lei piuttosto: com’è finita a Udine, e per di più in via Sondrio? Più a nord di così...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ricordo ancora il giorno del trasloco: 3 gennaio ‘95. Un freddo incredibile. Ho seguito Riccardo, che aveva trovato lavoro qui».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lo ha trovato subito pure lei.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Sì, lo studio Businello mi ha fatto fare il praticantato. Mi sono specializzata in cause di lavoro».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;A proposito di lavoro. All’ultimo incontro del Pd lei ha affrontato un totem e tabù della sinistra: l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Che secondo alcuni tutela un po’ troppo i dipendenti, rendendoli quasi illicenziabili.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ho posto il problema più in generale, sul mondo del lavoro. Il Pd deve dare risposte, dire chiaramente cosa pensa su alcuni temi fondamentali. &lt;br /&gt;
Oggi, purtroppo, c’è troppa differenza fra lavoratori garantiti e precari. Anche per una questione di tempi: le cause di lavoro sono lunghissime».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Stia attenta: a sinistra chi tocca i fili (l’articolo 18) muore.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«La risposta è: migliorare gli ammortizzatori sociali. Che non devono proteggere settori improduttivi, ma accompagnare chi perde il posto a un nuovo lavoro».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L’avvocato Businello, prima suo principale e poi socio, mi ha parlato molto bene di lei. Dice che le sue grandi virtù, determinazione e capacità di lavoro, sono anche il suo unico difetto: qualche segretaria non rimpiange i suoi ritmi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Sono esigente soprattutto con me stessa.&lt;br /&gt;
 Al sabato mattina lavoro. E anche in agosto, quando c’è più tempo e tranquillità per smaltire il lavoro arretrato».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Povero Riccardo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ma no, anche a lui piace andare in vacanza a giugno o a fine estate, fuori dalla ressa».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Dove?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Isole greche».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E i weekend azzoppati?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Passiamo le domeniche pomeriggio qui sul divano a vedere le partite della Roma in tv».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Su Sky?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Macché: digitale terrestre Mediaset. Pagando Berlusconi. Me ne vergogno...».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non vi sposate?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non vogliamo svilire il matrimonio, istituto nel quale non crediamo fino in fondo, sposandoci solo per convenienza. Aspettiamo i Dico, i patti di convivenza».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Aspetta e spera. Anche nel Pd i cattolici fondamentalisti sembrano dettare la linea sulle questioni etiche.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«È ora di discutere, rispettando la sensibilità di tutti, ma prendendo una decisione. Anche perché nel 2020 le nuove convivenze in Italia supereranno i matrimoni».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Nel suo primo e ormai famoso discorso lei si è presentata così: «Vengo dalla città che ha accolto Eluana Englaro».&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Certo. Sono questioni di civiltà. E su alcuni temi etici sono d’accordo con Ignazio Marino, il medico cattolico fautore del testamento biologico».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Nel libro maltratta Francesco Rutelli.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ricandidarlo sindaco a Roma dopo quindici anni è stato un disastro. Ci voleva un volto nuovo. Abbiamo regalato la capitale alla destra».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quattro a Rutelli, cinque a D’Alema, sei a Franceschini, sei più a Veltroni: questa è la sua pagella ai capi pd. Visto il voto a D’Alema, difficile che appoggi il suo candidato Pierluigi Bersani al congresso, contro Franceschini.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ci vogliono facce nuove».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;«A destra sono capaci di tutto, a sinistra sono buoni a nulla»: all’inizio del libro lei cita questa tremenda frase di Marco Pannella contro i politici italiani. La condivide?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Dobbiamo fare di tutto per smentirlo».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://blog.oggi.it/post/20874307/Debora+spazzatutto&quot;&gt;Oggi - Mauro Suttora&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Emma BONINO: A Chianciano per la rivoluzione liberale  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/24/emma-bonino/a-chianciano-per-la-rivoluzione-liberale-intervista/391726"></link>
  <updated>2009-06-24T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391726</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La leader radicale lancia la sfida per l’“assemblea dei mille”, in programma il 26, 27 e 28 giugno. &lt;br /&gt;
Laicità, riforma economica e della giustizia i punti cardine attorno ai quali costruire nuove convergenze politiche. 
&lt;br /&gt;


Emma Bonino, vicepresidente del Senato, parla dei temi dell’assemblea di fine mese e del futuro dei Radicali. &lt;br /&gt;
E della politica italiana. 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Che differenza c’è tra questa Chianciano e i due appuntamenti che l’hanno preceduta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Ci troviamo in una situazione nuova, all’indomani delle europee dove le altre tre liste che hanno mancato come noi il 4% erano tutte di coalizioni nate con l’obiettivo di superarlo e nulla più. Mentre la nostra costituiva il tentativo, certo arduo, di cogliere l’occasione &quot;elettorale&quot; non solo e non tanto per ottenere degli eletti quanto per irrobustire e incardinare la lotta, che Pannella chiama &quot;partigiana&quot;, volta ad aiutare gli italiani a liberarsi dall’ormai letale sessantennio partitocratico, promuovendo una vera alternativa democratica in Italia. Il nostro è un tentativo estremo, armati di non violenza, condotto facendo appello a tutta la nostra capacità politica di dare corpo, voce, speranza, attualità a quella &quot;rivoluzione liberale&quot; che ancora manca al nostro Paese.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Può dirmi quali sono le altre questioni che affronterete?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Tre questioni saranno centrali: riforma della giustizia, riforme economiche e la laicità come elemento cardine delle nostre istituzioni repubblicane, in un contesto in cui lo &quot;Stato di diritto;’ è sempre più, per molti, un elemento marginale del convivere civile.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Nelle scorse settimane avete rivolto diversi inviti ad altre forze, affinché trovino in questo appuntamento un momento di raccordo con la vostra iniziativa politica. Cosa vi aspettate e da chi lo aspettate?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Noi ci aspettiamo che tutti coloro che condividono con noi almeno alcune delle battaglie per una grande riforma all’americana delle istituzioni, perla libertà di scelta e di ricerca, per la giustizia giusta, per l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti e la creazione di un’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati, per le riforme economiche e un nuovo welfare, si uniscano a noi, a cominciare dalle quasi 750mila persone - per noi letteralmente fonte di nuova vita - che ci hanno votato alle ultime europee sulla base di precise proposte per mettere fine al regime partitocratico.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L’idea di coagulare un fronte laico, riformista, liberale, libertario e socialista era già all’origine della Rosa nel Pugno. Cosa ha fatto fallire quel progetto? E perché credete che oggi la stessa prospettiva e le stesse istanze possano trovare maggiore fortuna?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Il progetto è fallito per la scarsa determinazione della componente socialista, che poi si è fatta attrarre da altre sirene. Abbiamo visto com’è andata a finire. Noi Radicali alle europee abbiamo ottenuto il 2,4%, un risultato insufficiente per tornare a Strasburgo ma che, politicamente, dimostra che continuiamo a esistere. Noi non vogliamo fare di Chianciano 3 una riunione di reduci ma piuttosto rilanciare un progetto che rimane valido in un sistema che stenta a diventare genuinamente bipartitico, e nel quale l’idea stessa - per non parlare della pratica - dello Stato di diritto diventa ogni giorno più evanescente.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Parliamo del Pd. C’è chi dice che avete fatto di tutto per essere &quot;trascurati&quot;; insomma, che alle elezioni volevate andare da soli e siete stati ben felici del mancato incontro con Franceschini. È così? Al di là di questo, cosa resta di un rapporto che, poco più di anno fa, vi ha visti correre nelle loro liste? E quali sono le prospettive?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Nessuno ama essere &quot;trascurato&quot;, soprattutto se dimostra costantemente di essere portatore d’idee e di proposte. Noi abbiamo avuto un rapporto leale e proficuo con i gruppi parlamentari del Pd, anche se su molti temi abbiamo avuto posizioni diverse. E con il partito che il rapporto è stato inesistente sin dall’inizio e lo è diventato in maniera esplicita con Franceschini, che ha chiuso la porta in faccia alle europee facendo marcia indietro rispetto a un accordo sulla candidatura Pannella, sconfessando se stesso visto che all’epoca era vice di Veltroni e anzi annunciandoci di aver operato - da solo - un divorzio &quot;consensuale&quot;. Il fatto è che il Pd non si è ancora capito cosa sia e non lo sapremo ancora per un pezzo. È difficile parlare di prospettive in un contesto di tale opacità e incertezza.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il berlusconismo è al tramonto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Più che di tramonto del berlusconismo parlerei di erosione dell’immagine pubblica di Silvio Berlusconi e della sua capacità di &quot;governo&quot;, della famosa cultura del fare...
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quali sono le altre forze da battere? Non parlo di sigle e partiti, quanto di culture, aree, tendenze, percezioni e credenze diffuse..&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Complessivamente penso che siamo passati, quasi inavvertitamente per i più, dallo status di cittadini, con i relativi diritti e doveri, a quello più informe di popolo; poi da popolo a pubblico o audience che dir si voglia. Da qui a &quot;plebe&quot; il passo è breve anche perché, come alcuni cominciano a far notare, l’audience altro non è che la versione moderna e mediatizzata della plebe. Poi vedo dosi massicce di opportunismo, dove le convenienze tattiche del momento hanno il sopravvento sulle convinzioni di sempre. Lo abbiamo visto al referendum dove ha stravinto l’astensionismo, che non può essere un fronte credibile di &quot;resistenza&quot; democratica né uno strumento educativo dal punto di vista del &quot;conoscere per deliberare&quot;. Ho visto che molti cosiddetti liberali si sono rifugiati nell’astensionismo, anche al costo di sacrificare sull’altare il quesito sull’abolizione della candidature multiple da loro stessi definito come sacrosanto. Insomma, a coltivare convinzioni e legalità si è sempre più sparuti in questo Paese. Questo lascia grande spazio a coloro che, dopo quasi 150 anni, ritengono che nel nostro Paese sia ancora prematura una rigorosa divisione tra Stato e Chiesa. Di tutta evidenza, quello della difesa della laicità è un altro fronte dove continuare a stare in trincea. Anzi dobbiamo chiamare a raccolta tutte le forze e le energie disponibili per rilanciare queste battaglie in campo aperto. Per non parlare di un populismo sempre più evidente, con colorazioni razziste preoccupanti in particolare nell’adozione dell’assioma immigrati = criminalità = insicurezza, buono forse per vincere qualche punto alle elezioni, ma pessimo punto di partenza per una necessaria e rigorosa politica di integrazione.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Pensa che ì Radicali continueranno nella loro battaglia così come la conosciamo - nonostante la loro forza elettorale sia esigua e rischino di veder compromessa la loro capacità di influenzare il dibattito pubblico - o, presto o tardi, si fonderanno con altre forze e altre tradizioni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

La nostra forza elettorale sarà esigua ma è anche vero che non è una novità. Siamo abituati a fare i conti con poche truppe e ristrettezze economiche. Dall’altra parte non scommetterei troppo sulla nostra dipartita, in fondo siamo il partito più longevo sulla scena politica italiana. Facciamo ormai parte del vissuto italiano, da almeno tre generazioni, come nessuna altra forza politica e sociale. E da sempre siamo per un sistema bipartitico, quello vero, &quot;americano&quot; per intenderci, quindi siamo più che attrezzati, non è questo il problema. Il problema è come giocare una partita dove le regole non vengono rispettate e dove il n loco - in particolare quello dell’informazione è spesso truccato.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il vostro prossimo immediato obiettivo/traguardo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

L’obiettivo è oggi quello di portare finalmente alla luce la democrazia da promuovere e affermare come nuovo ordine e forma del nostro tempo. Ampio programma? E probabile, ma è nei momenti difficili che occorre rimanere punto di riferimento per il presente e il futuro, continuando a lavorare per un cambio di cultura politica. Amiamo dire che noi siamo gente d’altri tempi, quelli futuri. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.terranews.it/news/2009/06/chianciano-la-rivoluzione-liberale&quot;&gt;Terra  -  Andrea Boraschi &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>RICCARDO NENCINI: Sinistra e Libertà: Trasformare l'idea in progetto</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/21/riccardo-nencini/sinistra-e-libert%C3%A0-trasformare-lidea-in-progetto/391732"></link>
  <updated>2009-06-21T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391732</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Consiglio Regione Toscana (Lista di elezione: Ulivo) - Consigliere Regione Toscana (Gruppo: L'  Ulivo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il 3,1 % dei voti, un milione di elettrici ed elettori, non sono pochi. Grazie alla legge &quot;salva Veltrusconi&quot; - quella dello sbarramento elettorale al quattro per cento, varata in due settimane da un Parlamento che il Premier ritiene lento e inconcludente - non saranno rappresentati nell'Assemblea legislativa della Comunità Europea. Resta, tuttavia, un numero rilevante, un consenso importante concesso a un'idea che ha avuto poco tempo per palesarsi e quasi nessuno spazio sui media. Un patrimonio che non deve essere disperso.
&lt;p&gt;
Sinistra e Libertà è stata prima un'emergenza, poi un'intuizione e un'idea: l'idea della nuova sinistra italiana, laica e pragmatica, ambientalista e innovativa nella scia della migliore tradizione del movimento democratico e socialista europeo. 
&lt;p&gt;Non crediamo d'ingannarci nel dire che la risposta dell'elettorato ci spinge a proseguire il cammino. Occorre ora individuare il percorso da seguire ed occorre farlo con grande lucidità.
&lt;p&gt;
Sinistra e Libertà non dovrà essere né ex né post: dovrà anzi somigliare alla storia scritta all'inizio degli anni '70 ad Epinay, alle porte di Parigi. Dovrà essere una sinistra capace di parlare a larghi settori della società italiana qualificandosi, in primo luogo, quale forza che intende assumere l'onere di governare le tante complessità del sistema Italia.
&lt;p&gt; Occorre poi, per passare dall'idea al progetto, lavorare attorno a due nodi ineludibili per qualsiasi forza politica: la questione della modalità organizzativa e quella dell'identità programmatica.
&lt;p&gt;
Nessuno può pensare, oggi, di riproporre un partito vecchio stile, fatto di sezioni e federazioni, di vincoli gerarchici stretti di natura orizzontale e verticale. Nessuno può pensare di riproporre un partito chiuso e di appartenenza. 
&lt;p&gt;La scommessa è di federare sotto le insegne di Sinistra e Libertà le tante e diverse esperienze che si sono prodotte nel campo della sinistra italiana. Associazioni e Club, riviste e periodici locali, frammenti delle organizzazioni dei vecchi partiti, eletti nelle istituzioni, dovranno essere inseriti e trovare &quot;cittadinanza&quot; in una rete di tipo nuovo, ordinata da regole chiare e che prevedano un costante coinvolgimento nelle decisioni e nella sintesi del corpo dei militanti. Dovrà essere una organizzazione aperta ai propri elettori e alla società e prevedere ampie consultazioni sia per la scelta dei propri candidati ai vari gradi di elezione che per la scelta dei propri dirigenti. Per necessità e utilità dovrà essere un soggetto plurale che valorizza le diversità invece che sottolinearle come estraneità. Dovrà, infine, essere fortemente vocato alla comunicazione, a trasmettere agli italiani i propri valori, le proprie idee e le soluzioni proposte.
&lt;p&gt;
Per costituire una reale alternativa di governo, dovrà lavorare molto attorno ad un programma e a linee di politiche pubbliche innovative e convincenti.
&lt;p&gt;
Le forze che hanno creato Sinistra e Libertà condividono alcuni valori di fondo - dalla lotta alle diseguaglianze alla ricerca delle pari opportunità di partenza per ognuno, dal contrasto alle oligarchie e alle corporazioni, all'attenzione verso i diritti civili e sociali - che occorre trasferire in proposte concrete valide per l'oggi. 
&lt;p&gt;Le grandi trasformazioni economiche e sociali degli ultimi decenni hanno completamente mutato i termini della questione sociale otto e novecentesca nonché quelli delle modalità organizzative e di funzionamento delle democrazie parlamentari e degli apparati pubblici statuali.
&lt;p&gt; Diseguaglianze e ingiustizie sociali si situano oggi in faglie diverse rispetto al passato (garantiti e non garantiti, dipendenti pubblici e dipendenti privati, giovani generazioni e vecchie generazioni), così come la prima emergenza democratica è oggi rappresentata dal sistema dell'informazione, dai suoi assetti proprietari e dalla tendenza al conformismo che pare attraversare la categoria dei giornalisti.
&lt;p&gt;
Il mutamento occorre governarlo e per sperare di dare il massimo delle opportunità possibili al maggior numero di persone dobbiamo individuare le soluzioni giuste.
&lt;p&gt;
Sinistra e Libertà dovrà occuparsi &quot;d'immaginare&quot; un'Italia migliore dell'attuale con un'informazione forte, libera, autonoma e critica, un sistema istituzionale con &quot;più governo e più rappresentanza&quot;, un'economia libera di crescere senza troppi vincoli burocratici ma con regole chiare che garantiscano trasparenza societaria ed eticità di comportamenti, un sistema di protezioni sociali efficiente e accompagnato dalla capacità di dare a ognuno nuove opportunità.
&lt;p&gt; Sinistra e Libertà dovrà lavorare per avere una sanità fatta per il benessere dei cittadini e non per le baronie mediche, un sistema dell'educazione e della ricerca forte, strutturato sul pubblico ma capace di valorizzare tutte le esperienze di valore. 
&lt;p&gt;Dovrà presidiare le frontiere della laicità e dei diritti civili ma dovrà parlare anche di doveri individuali e collettivi e di responsabilità.
&lt;p&gt;
Se Sinistra e Libertà saprà incamminarsi su questo percorso riallacciandosi al suo progetto originario, i socialisti saranno fieri di averla pensata e costruita. Una nuova storia da collocare tra Partito Democratico e Radicali dove stare con autonomia. Senza fretta e con gli occhi ben aperti sullo scenario della politica italiana.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.pensalibero.it/Stampa.asp?IDNotizia=4201&quot;&gt;www.pensalibero.it&lt;/a&gt;</summary>
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