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  <title>Openpolis - Argomento: pubblico</title>
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  <updated>2008-06-16T00:00:00Z</updated>
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  <title>NICOLA ATALMI: Il teatrino della politica sulla pelle dei precari.</title>
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  <updated>2008-06-16T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: Comunisti italiani) - Consigliere  Consiglio Comunale Treviso (TV) (Gruppo: SinArc) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Sui lavoratori precari della regione stiamo assistendo ad una speculazione politica veramente vergognosa.

La possibilità di stabilizzare i lavoratori precari del pubblico impiego è prevista da una norma in finanziaria dell’ultimo Governo Prodi, grazie ad un emendamento proprio dei Comunisti Italiani.

Anche in Consiglio regionale il provvedimento, che ora Galan loda, per stabilizzare lavoratori della Regione e della Sanità, è passato grazie alle proposte dell’opposizione di sinistra.

Solo dopo è venuto l’ulteriore emendamento per considerare tra i precari della Regione (circa 500 nel complesso) anche quei 50 chiamati in regione alle dipendenze di Gruppi ed assessorati.

Su questo è bene fare chiarezza: si è trattato di una interpretazione estensiva della norma nazionale. E addirittura prevedere un concorso apposito riservato apre alle più malevoli interpretazioni.

Su tutta la vicenda sarebbe utile ridiscutere con trasparenza perché non è ammissibile fare discriminazioni tra lavoratori precari (ad esempio gli interinali sono stati del tutto esclusi) ma nemmeno tenere aperte all’infinito graduatorie concorsuali per arrivare all’assunzione degli amici degli amici. 

Per questo io non ho firmato l’emendamento in questione e non l’ho votato assentandomi dall’Aula.

Come hanno fatto molti consiglieri visto che i votanti erano solo 33.

Ma che ora Galan strumentalizzi questa questione solo perché è in rotta di collisione con la maggioranza del suo Partito è veramente vergognoso.

Ho assistito in queste settimane ad un braccio di ferro multiplo tra Giunta, Consiglio, Sindacato, Dirigenti regionali che rischia ora di mandare tutto all’aria mettendo a rischio anche la stabilizzazione dei tanti che lavorano con dedizione ed impegno, e senza garanzie, da anni per il Veneto sia nell’amministrazione regionale che nella sanità.

Chiudiamo questo teatrino della politica fatto di speculazioni sui lavoratori precari ed affidiamoci a criteri trasparenti ed uguali per tutti oltre che rispettosi della legge.

Perché la precarietà è il vero cancro che corrode la nostra società che ruba il futuro alle nuove generazioni e trattarlo tra portaborse e cartolarizzazioni è indecente.

Nicola Atalmi
Consigliere regionale Comunisti Italiani&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.atalmi.it&quot;&gt;nicola atalmi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LUCA ZAMBIANCHI: LA BUROCRAZIA CI ESASPERA...</title>
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  <updated>2008-05-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>357037</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Forlì (FC) (Lista di elezione: FI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Burocrazia, già è poco bella la parola, poi quando è troppa…In realtà qualcosa è stato fatto nella passata legislatura ma poco e male. Moltissimo c’ è ancora da fare. Il tentativo che per esempio è stato fatto per le piccole imprese e per i professionisti con ricavi sino a 30.000 euro l’ anno si è rivelato ridicolo ed ha disatteso le aspettative. L’ intento era quello di semplificare al massimo gli adempimenti fiscali. L’ex ministro Visco, ipotizzava l’ adesione di 1.000.000 di contribuenti, poi ridotti a 800.000: vorrei sapere realmente ad oggi quanti sono i contribuenti minimi. Ritengo che le cifre previste da Visco, fossero irreali, perché pure avendo ridotto gli adempimenti fiscali per i “minimi,” le norme per essere ammessi e soprattutto per rimanerci sono molto penalizzanti, per cui in effetti la tanto reclamizzata agevolazione sbandierata dal ministro, non ha incontrato il favore sperato da parte dei contribuenti. La burocrazia sta da tempo e sempre più soffocando le imprese. Le richieste fatte dai dottori e ragionieri commercialisti, attualmente e finalmente riuniti in un solo ordine dei “dottori commercialisti e degli esperti contabili” restano del tutto inascoltate, tanto che nelle sale dove le parti sociali ( sindacati, associazioni)sono sempre presenti, i professionisti economici vengono invitati ed ascoltati solo molto raramente. I commercialisti, come del resto le associazioni: CNA, Confindustria…, sono degli addetti ai lavori fino dal 1906 e conoscono a fondo le loro aziende, sanno quali sono i loro problemi e quindi sono perfettamente in grado di offrire il loro contributo. Da troppo tempo,purtroppo, la professione economica, è in grande parte impegnata a fare sì che le aziende assistite, rispettino tutta la infinita miriade di costosi adempimenti burocratici, spesso assolutamente inutili, pena la applicazione di sanzioni sempre più pesanti. In questo modo non si consente ai commercialisti di espletare le funzioni a loro peculiari, che non sono certamente quelle di spedire telematicamente le dichiarazioni fiscali, con tutti gli oneri e nessun onore (al contrario dei Patronati) ma quelle di essere parte attiva e propositiva, fra il mondo imprenditoriale e gli organi di governo centrali e periferici.
Il compito dei commercialisti non è quello di verificare se una fattura è stata registrata il giorno del suo ricevimento oppure No. Il compito è quello di operare e collaborare a fianco delle aziende, ad un livello diverso e superiore suggerendo e realizzando scelte e strategie economiche, finanziarie, strutturali, in grado di affrontare e superare le attuali problematiche, che quotidianamente le aziende hanno di fronte.
Basta con l’ abitudine di fare leggi, che ancora prima di essere pubblicate sulla gazzetta ufficiale, vengono modificate da un comunicato stampa del ministro delle finanze.
Basta di fare leggi nelle quali spesso è più lungo il riferimento a leggi già in vigore, che il contenuto della nuova legge.
Basta col vomitare norme a getto continuo! Basta con linguaggi arcaici e spesso incomprensibili. Dove è andato a finire l’ organo che doveva curare o comunque verificare se il contenuto delle leggi, risultava comprensibile per il povero cittadino??
La “chicca” più bella è stata poi lo statuto del contribuente, che avendo una valenza inferiore alle leggi ordinarie, viene bellamente disatteso, soprattutto quando si tratta della retroattività di nuove leggi, e quindi sempre in favore dello Stato.
Per favore MENO burocrazia.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://lucazambianchi.blogspot.com/&quot;&gt;Blogger.com&lt;/a&gt;</summary>
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