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  <title>Openpolis - Argomento: fondazioni</title>
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  <updated>2012-04-03T00:00:00Z</updated>
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  <title>Elio LANNUTTI: Vergogna lo stop Imu per le Fondazioni bancarie</title>
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  <updated>2012-04-03T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626463</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Per il Governo sono associazioni benefiche&quot;.
&lt;p&gt;Le commissioni Bilancio e Finanze del Senato hanno bocciato un emendamento al decreto legge sulle semplificazioni fiscali, presentato dall'Idv, che stabiliva il pagamento dell'Imu per le Fondazioni di origine bancaria. Lo ha riferito il senatore dell'Idv, Elio Lannutti, firmatario dell'emendamento, sottolineando che &quot;il Governo aveva dato parere contrario sostenendo che le banche e le loro Fondazioni sono associazioni benefiche. 
&lt;p&gt;E' una vergogna perchè si fa pagare l'Imu sulle macerie, ovvero sulle case inagibili, sui pagliai e allo stesso tempo il Governo dei banchieri dimostra di essere prono agli interessi degli stessi banchieri&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/economia/dettaglio/nRC_03042012_1329_204123325.html&quot;&gt;borsaitaliana.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LEONARDO RAITO: Un patto territoriale per la scuola polesana del futuro</title>
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  <updated>2011-05-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>560390</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Provincia Rovigo (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Credo che la scuola rappresenti uno dei più importanti investimenti per il futuro di un territorio. In particolare, con l’innalzamento dell’obbligo scolastico, l’attenzione dei cittadini si è rivolta in modo significativo verso il mondo dell’istruzione secondaria di secondo grado, non più considerato come opzione per il percorso dei ragazzi, ma come fondamentale scelta per il futuro professionale e intellettuale dei nostri giovani. Ora, per costruire una scuola all’avanguardia, ce lo insegnano esperienze significative effettuate altrove, risulta sempre più necessario costruire sinergie che travalicano la potenzialità dei singoli enti locali. 
&lt;p&gt;Considerato il sottofinanziamento della buona legge nazionale sull’edilizia scolastica (Legge 23/96) e le sempre maggiori difficoltà nel programmare investimenti da parte degli enti locali strozzati dal patto di stabilità, risulta, a mio avviso, strategico, costruire un nuovo patto territoriale in grado di coinvolgere istituzioni pubbliche e private in un progetto di modernizzazione della nostra rete scolastica. A tal fine, mi sembra non peregrino poter far convergere, su un piano condiviso, le forze economiche del territorio, le associazioni di categoria, le fondazioni, la provincia, la regione e i comuni interessati, con l’obiettivo di creare strutture all’avanguardia che si traducono in opportunità per gli studenti e per il territorio.
&lt;p&gt; Per tradurre in operatività, le associazioni di categoria, che risultano interessate a produrre competenze in un determinato settore, che ne so, degli istituti tecnologici, potrebbero investire in macchinari e laboratori per mettere a disposizione dei ragazzi, futuri tecnici e periti, le competenze da sfruttare nel mondo dell’impresa. Lo stesso potrebbe dirsi per supportare strumenti adatti alla didattica, strutture, interventi di manutenzioni e ristrutturazioni, per cui si potrebbe cercare di controbilanciare gli investimenti privati con degli sgravi fiscali che giungano da leggi nazionale, regionali, o da riduzioni delle imposte locali per chi investe. 
&lt;p&gt;Sarebbe inoltre straordinario, a mio parere, se anche le Fondazioni bancarie, fino a oggi provvide di supporti e finanziamenti per le molte preziose iniziative sul territorio potessero, così come fatto per il settore sportivo, istituire linee di finanziamento ad hoc per quello che concerne l’edilizia scolastica, ottemperando a una preziosissima funzione sociale. In questo modo il Polesine, oltre a preservare i propri poli di eccellenza, potrebbe anche far crescere nel complesso la qualità di un comparto già all’avanguardia, ma che potrebbe trovare in questa condivisione di responsabilità un’ulteriore nota di sostegno e di spinta al costante miglioramento. Di certo un tentativo ambizioso, ma credo che, a noi polesani, non manchino i mezzi per vincere le sfide importanti.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.openpolis.it&quot;&gt;Nota stampa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Bruno TABACCI: «La cattiva politica rientra nelle banche»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2010-09-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>507235</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«La paura della calata libica (l’aumento del peso di Gheddafi in Unicredit senza l’avallo degli azionisti, ndr) è una questione esclusivamente strumentale. Non c’entra nulla con le dimissioni presentate da Profumo». Il portavoce nazionale di Api, Bruno Tabacci, fa parte di quei politici che non abboccano alle motivazioni “ufficiali”della mossa dell’amministratore delegato, ma che guardano a tutta la vicenda come un regolamento di conti domestico, tutto interno alla guerra di posizionamento nel mondo politicofinanziario italiano. «È fuorviante tirare in ballo interessi internazionali. Profumo non viene attaccato per la troppa vicinanza al mondo libico. Del resto, i capitali africani sono presenti nel nostro paese da anni: lì sdoganò prima l’avvocato Agnelli, accogliendoli in Fiat, poi Cesare Geronzi, quando era amministratore della Banca di Roma. E oggi Gheddafi è il migliore amico del premier Berlusconi, come dimostra l’ultima visita romana del Colonnello. Allo stesso modo, tenderei a escludere anche la questione degli interessi tedeschi e il presunto risentimento del presidente Dieter Rampl nei confronti di Profumo. Tutta la faccenda è solo italiana».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Si riferisce alla sfiducia a Profumo arrivata dalle fondazioni bancarie, sotto forte spinta della Lega?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Sì. Da oggi la cattiva politica rientra nelle banche. Tremonti e la Lega ci provarono già nel 2003 e nel 2004 ad arrivare a un redde rationem con le fondazioni bancarie ma non ci riuscirono. Adesso, sull’onda dei successi elettorali del paese che hanno spostato i rapporti di forza in alcune aree, ci stanno riprovando. Ad esempio, ultimamente nella fondazione Cariverona sono entrati sette-otto consiglieri in quota Lega. A dimostrazione di come Bossi alle parole di qualche mese fa abbia fatto seguire i fatti.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Nei prossimi due anni ci sarà una vera e propria pioggia di rinnovi nelle altre fondazioni che controllano i principali istituti bancari. La musica sarà la stessa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il rischio c’è, non ci sono dubbi. Così le banche invece di dare prestiti sulla base di scelte di mercato, preferiranno concedere finanziamenti “orientati”. E non so fino a che punto questo ritorno al passato possa essere nell’interesse degli stessi istituti. Del resto è abbastanza chiaro: se suggerisco di dare crediti ai miei amici sul territorio non faccio l’interesse della banca, tutt’altro. Questa è una china sbagliata e pericolosa.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;La vicenda Profumo ci insegna anche un’altra cosa: nel nostro paese chi è al vertice degli istituti bancari o diventa “banchiere di sistema” oppure si offre in pasto alla voracità dei politici locali. È d’accordo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Certamente qualità e merito prendono un brutto colpo. Si badi bene: non contesto il fatto che dopo 13 anni gli azionisti di Unicredit possano avere la legittima aspirazione di cambiare il top manager. Contesto le modalità: questo non è un ricambio fisiologico.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Infatti il titolo Unicredit ha perso più del 2 per cento in una sola seduta. È a rischio la credibilità del nostro paese sui mercati?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Gli azionisti hanno perso un’occasione per dare tutte le rassicurazioni ai mercati, peraltro già in fibrillazione. La strategia di internazionalizzazione di Profumo perseguita in questi anni, soprattutto a Est, è stata giusta. Non è un bel segnale cercare di mandarlo via per motivi politici.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Come giudica il ruolo del ministro dell’economia in questa vicenda?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Penso che Giulio Tremonti non abbia apprezzato questa sostituzione, lo reputo una persona intelligente. Purtroppo quando si accetta la supremazia degli interessi del territorio poi è difficile opporsi più di tanto o addirittura tornare indietro. Anche qualora si dimostra che questa supremazia non funziona, per lo meno a livello bancario. Faccio l’esempio della Germania: lì le banche dei Lander, controllate dagli enti locali, hanno sofferto tantissimo la crisi, tanto che è dovuto intervenire lo stato centrale per aiutarle.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Questo non mette in discussione il tanto decantato modello italiano delle fondazioni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ormai non è possibile cambiarlo, le fondazioni si sono radicate in maniera molto profonda sul territorio. Quello che si potrebbe fare invece, è far capire loro come il socialismo municipale non aiuti minimamente la trasparenza nel rapporto fra banche e risparmiatori.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Potrebbe essere il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, a farsi carico di questa moral suasion?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Sicuramente Draghi ha tutti gli strumenti per richiamare e orientare i protagonisti del mondo finanziario italiano.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Un’ultima domanda: Profumo potrebbe aspirare alla presidenza del consiglio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
E qual'è il problema? Profumo ha fatto molto bene il suo mestiere, è ancora molto giovane, e mi auguro che non voglia negare in futuro il suo contributo al rinnovamento del nostro paese. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=U492K&quot;&gt;Europa - Gianni Del Vecchio &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Rosanna FILIPPIN: «Nei Cda delle Fondazioni? Più che dei partiti, servono amici del territorio»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/08/30/rosanna-filippin/%C2%ABnei-cda-delle-fondazioni-pi%C3%B9-che-dei-partiti-servono-amici-del-territorio%C2%BB/505172"></link>
  <updated>2010-08-30T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>505172</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Bassano del Grappa (VI) (Partito: PD) - Assessore  Comune Bassano del Grappa (VI) (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il segretario regionale del Pd replica alle dichiarazioni di Zaia sulle nomine nelle Fondazioni
&lt;p&gt;
“Nei Cda delle Fondazioni? Più che dei partiti, servono amici del territorio”. Rosanna Filippin, segretario regionale del Pd Veneto, replica alle dichiarazioni fatte dal Presidente della Regione Veneto sul futuro delle Fondazioni bancarie.

&lt;p&gt;
“Evidentemente – dichiara la Filippin – morto un sistema se ne fa un altro. Ma quando nelle sue scelte fa pesare le appartenenze di partito più degli interessi generali, la politica rende un pessimo servizio ai cittadini. Se queste sono le premesse, vuol dire che il sistema Zaia ha rimpiazzato sì quello Galan, ma certo non offre nulla di meglio ai veneti. La mani dei partiti su banche e fondazioni sono roba da partitocrazia dei tempi peggiori. E poi, ma ce lo ricordiamo il caso Credieuronord? Il rilancio dell’economia veneta ha bisogno di ben altro”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.vicenzapiu.com/?a=comunicati&amp;o=9431&quot;&gt;vicenzapiù.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Luca Giorgio BARBARESCHI: «Nel Pdl forse sono di sinistra»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2010-08-12T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>504240</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;«Il Pdl per ora non c'è. E' un partito che ha perso i valori dell'etica e della politica in generale.»

«Sui rapporti tra Fini e Berlusconi non c'è alcun dubbio: è il Cav che vuole rompere con i finiani»
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Il caso Brancher e le dimissioni:

qualcuno ha parlato di una vittoria dei finiani, lei come la vede?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Io piuttosto che vedere una vittoria dei finiani ci vedo un autogol della Lega e questo con tutto il mio spirito critico nei confronti del Pdl e anche nei confronti di Berlusconi. Credo che paradossalmente in questo caso Berlusconi non c'entri niente, dopodiché chi è finiano come me sa che quello dei finiani è un movimento d'opinione all'interno di un partito, il Pdl, che per ora non c'è. Un partito che ha perso i valori dell'etica e dell'estetica e della politica in generale. Amavo la politica prima di farne parte e poi quando sono entrato mi sono accorto del rischio che quotidianamente corriamo e cioè un continuo scollamento fra quello che è il palazzo e quello che accade fuori dal palazzo. Ma non solo. C'è uno scollamento fra il 
palazzo, il popolo e chi realmente gestisce il potere. La politica e questo Obama ce lo sta insegnando, dovrebbe riavere centralità, ma politica nel senso di una politica altissima dal punto di vista etico, estetico, morale, della responsabilità. La posizione dei finiani rispello a queste vicende io la vedo da padre di famiglia: ho quattro figlie ed ho insegnato loro che ci sono regole da seguire e che farlo è difficile ma visto in un percorso che tende al miglioramento di noi stessi è una bella sfida, come nella visione spinozia della realtà l'uomo al centro dell'universo e le sue responsabilità.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E del ddl intercettazioni cosa ne pensa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Se io forzo il diario di una delle mie figlie per capire se sta rubando qualcuno potrebbe obiettarmi che non avrei dovuto farlo, perché in tal modo ho violato la sua privacy. Nel caso in cui io per scoprissi che i miei sospetti erano reali, mi chiedo: la cosa grave sono io che apro il diario di mia figlia o lei che ruba? Per me il dolo è ancora il furto, non l'intercettazione dopodiché sono d'accordo che in questi anni l'uso delle intercettazioni in maniera strumentale abbia creato molti danni ma stiamo attenti a non spostare la responsabilità politica sul dolo perché altrimenti continueremo a vedere processi finiti per decorrenza di termini. Io, ad esempio sto pagando una causa a Previti per 23mila euro perché gli ho detto che è un ladro e la cosa più comica è che è reo confesso, condannato a nove anni agli arresti domiciliari.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Iei ha parlato spesso di un partito, il Pdl, che non è mai nato davvero. Perché questa idea?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Quando si dice a noi finiani vi manderemo via dal partito io mi chiedo, ma quale partito? C'è mai stato un partito? Io ho tentato per due anni di parlare con i capi-gruppo, e questi non avevano mai tempo, poi ho letto sui giornali ed ho capito: erano affaccendati in altro. Sono sempre stato molto critico nei confronti di un partito che non è tale, avrei votato una monarchia costituzionale o una oligarchia economica come il partito di Mediaset e Mondadori, dove tutti noi saremmo stati funzionali a rendere più ricco il nostro sovrano. Sinceramente io sono un ex socialista e credo in uno Stato socialista. Forse sono di sinistra. Sicuramente lo sono più di Berlusconi a cui sono serviti i socialisti ma per diventare ricco non per dare un nuovo incipit al Paese. A Berlusconi abbiamo dato fiducia una volta, gliel'abbiamo ridata una seconda volta con qualche dubbio, ma questa è stata l'ultima chance.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Tra Fini e Berlusconi si va verso un'intesa o verso una rottura definitiva?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

La rottura la vuole Berlusconi, nessuno vuole andarsene dal Pdl, ma Berlusconi deve capire che ha fatto un partito e che non siamo a Publitalia, qualcuno glielo spieghi, glielo ricordi, perché la ybris in greco arroganza, fa perdere di vista le cose normali della vita. Berlusconi non si rende conto della volgarità che ha nei confronti delle donne e soprattutto pare non rendersi conto delle responsabilità che ha: editoriali, grazie alle sue tv; verso la Rai per le nomine che lui fa e che mettono Viale Mazzini in grande imbarazzo. Certo è stato eletto democraticamente ma ricordiamoci che non sempre il popolo ha una grande visione, la peggiore elezione democratica è stata quella di Hitler.&lt;br /&gt;
 La democrazia italiana è la più giovane al mondo per cui è rischiosissimo fare del populismo fra slogan, proclami sul predellino e ghe pensi mi.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La manovra finanziaria ha ricevuto molte critiche dal mondo dello spettacolo, sono critiche che condivide?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Il mondo dello spettacolo ha il mio completo appoggio e contemporaneamente ha anche la mia disistima nel senso che questo mondo lo conosco come le mie tasche e dovrebbe iniziare a ragionare con parametri di logica. Perché c'è da ammettere che negli ultimi venti anni sono stati fatti dei furti in tutte le associazioni, in tutte le fondazioni in cui i produttori prendevano i soldi dallo Stato e non facevano i film. Noi esportiamo solo cultura museale, non innovativa. Viviamo delle innovazioni fatte dai grandi mecenati del 600, ma non di arte contemporanea e di innovazione tecnologica. In Israele è come l'Emilia Romagna: ci sono otto milioni di abitanti e la più grande concentrazione di brevetti in campo di ricerca tecnologica. Perché non possiamo creare una realtà del genere anche in Italia? La finanziaria tiene conto della realtà del Paese. Quando perciò Tremonti dice che è stufo del sud ha ragione, sempre considerando che in realtà del genere, accanto ad una spiccata malvivenza ci sono delle eccellenze degne di nota.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ha seguito il presidente della Camera Fini in Israele, cosa ha capito da questo viaggio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Per prima cosa mi sono reso conto della concentrazione di aziende e di know how con il quale dovremmo interfacciarci creando una condivisione delle intelligenze. Aprirsi ad altre realtà, come quella di Israele per esempio, ci aiuterebbe anche a capire cos'è il problema dell'Islam.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In una puntata del programma in onda su La7, Barbareschi Sciock si è occupato dei detenuti e della situazione italiana delle carceri, cosa ha capito?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Mi è venuto in mente Cesare Beccaria con il suo Dei delitti e delle Pene ma soprattutto ho capito quanto sia importante il percorso di rieducazione, più che il semplice stare in cella. Una pena detentiva, per quanto breve sia, produce effetti devastanti sulla persona, quindi diventa importante la rieducazione, in un percorso che miri comunque a far capire alla persona che ha sbagliato, senza però attivare l'annientamento della persona.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il suo nome è fra quelli che circolano per la direzione del Teatro Argentina a Roma, la lusinga la cosa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Da pazzi e sarei davvero molto contento perché Roma ha bisogno di un'accademia nazionale di un grandissimo progetto e questo perché ritengo, come ha detto anche il ministro degli Interni tedesco che i paesi che hanno grande sviluppo culturale hanno minore delinquenza.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=TCHZ5&quot;&gt;l'Opinione - Afra Franizzi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Franco Frattini: «Nel Pdl stillicidio continuo. Il partito ora va riorganizzato»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/07/16/franco-frattini/%C2%ABnel-pdl-stillicidio-continuo-il-partito-ora-va-riorganizzato%C2%BB-intervista/503337"></link>
  <updated>2010-07-16T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>503337</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Affari Esteri (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ministro Frattini, il Pdl appare in difficoltà e in affanno.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«C'è un paradosso nel centrodestra: nel Pdl -che è il cuore di una coalizione che dal 2008 ha vinto tutte le elezioni- si è innescato una sorta di “cupio dissolvi” . Come se avessimo perso noi e non lo schieramento di sinistra, diviso tra la deriva dipietrista e un Pd incapace di presentare proposte alternative, se non quelle emergenziali illustrate da D'Alema. Il legittimo dissenso interno si è tramutato in uno stillicidio quotidiano di distinguo in Parlamento da parte dei finiani, che hanno aperto una discussione non sulla base di un'azione propositiva, ma con un metodo inaccettabile e con modi talvolta aggressivi su punti fondamentali del programma elettorale, dal federalismo alle intercettazioni».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Che cosa accade a questo punto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«A questo punto c'è la necessità di puntare su una forte unità del partito e sulla leadership di Berlusconi. Le persone che insieme a me hanno immaginato “Liberamente” hanno voluto dare una risposta molto chiara alle difficoltà del momento, tornando a valori fondanti della rivoluzione liberale lanciata nel 94 da Berlusconi. Vogliamo ricominciare a parlare di quei temi che non possono essere lasciati nelle mani dei finiani o della Lega. Ci è spiaciuto vedere che qualcuno si erge a paladino di legalità, in particolare alcuni finiani quando noi abbiamo costruito Forza Italia dicendo che questo partito doveva cambiare il modo di fare politica. E non possiamo lasciare la bandiera del federalismo ai leghisti o quella del mezzogiorno a Lombardo che si erge a interprete della questione meridionale».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
I vostri detrattori dicono che fate le guardie del corpo del premier.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ci sbeffeggiano chiamandoci i pretoriani di Berlusconi, ma il nostro vuole semplicemente essere un richiamo alla serietà: il programma di governo è stato sottoscritto anche dai finiani e sulla sua base loro sono stati eletti. Ma c'è un'altra cosa che vorrei dire».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ossia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Abbiamo rischiato di dimenticare che, malgrado la crisi, Berlusconi è l'unico leader di un Paese europeo che ha guadagnato voti e ha vinto le elezioni. E noi qui a discutere se votare contro un membro del governo attraverso una mozione di sfiducia. Penso a come avrei potuto spiegare a un collega francese o britannico perché una parte della maggioranza voleva votare contro se stessa. Saggiamente, Berlusconi insieme a Cosentino ha deciso per le dimissioni perché altrimenti questa vicenda avrebbe nuociuto all'esecutivo. Dovremmo guardare fuori dai nostri confini: quando il presidente della Camera fa dichiarazioni contro il presidente del Consiglio è difficile spiegare all'estero che cosa sono queste complicazioni italiane».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
A quanto pare è prossima una ristrutturazione del Pdl.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«E’ certamente necessaria una riflessione sulla struttura del partito in vista della stagione congressuale: dobbiamo discutere sulla sua riorganizzazione. Occorre guardare al modello del Ppe: le varie famiglie politiche che vi entrano non lo fanno per adesione, per tesseramento. Lo statuto prevede un sistema di confronto molto vivo e acceso, ma non si svolge con il metodo “un uomo una tessera”: prevede un sistema articolato in cui sono presenti espressioni della società civili, associazioni affiliate al partito. Se noi invece andassimo incontro alla stagione di tesseramenti inciteremmo una corsa che porrebbe grandi problemi di finanziamenti, e trasparenze. Si creerebbe quel partito delle tessere che è il contrario di ciò che vuole Berlusconi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Schifani ha sollevato dei rilievi su «Liberamente».&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Per quel che riguarda le fondazioni, ce ne sono 22 con la nostra. Abbiamo convissuto con 21 fondazioni, possiamo convivere anche con 22. Pure su questo fronte guardiamo al Ppe, che ha costruito una fondazione del partito senza negare che nei singoli paesi vi siano fondazioni affiliate. L'idea su cui abbiamo ragionato con Berlusconi è quella di istituire un coordinamento tra le fondazioni e di creare una fondazione centrale del Pdl».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Lei ha proposto il coordinatore unico.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ho espresso la mia opinione, ma dobbiamo far maturare questa idea, che comunque non riguarda né il domani né il dopodomani. La logica dei tre coordinatori riflette quella delle quote spettanti agli ex di FI e agli ex An, col tempo il senso di appartenenza cesserà di esistere. E noi di Liberamente lanciamo un appello perché si acceleri questo percorso».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Tra i nomi che circolano per quell'incarico c'è anche il suo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Per quanto mi riguarda escludo categoricamente questa ipotesi: l'incarico di ministro degli Esteri mi assorbe moltissimo e comporta tanti impegni internazionali che non potrei certo disertare».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Allora spetterà a Mariastella Gelmini?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«E’ evidente che i nomi sono la conseguenza di un percorso: niente di più sbagliato che parlarne adesso ». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=SUNVW&quot;&gt;Corriere della Sera - Maria Teresa Meli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Michele Destino: Sull'adesione e l'approvazione dello Statuto della ‘Fondazione Nitti'</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/10/30/michele-destino/sulladesione-e-lapprovazione-dello-statuto-della-%E2%80%98fondazione-nitti/475318"></link>
  <updated>2009-10-30T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>475318</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Melfi (PZ) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) - Consigliere Provincia Potenza (Gruppo: PdL) - Pres.  Consiglio Comunale Melfi (PZ) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''L'approvazione dello Statuto della ‘Fondazione Nitti' e l'adesione alla stessa da parte della Provincia di Potenza, rendono lustro alla figura di Francesco Saverio Nitti e ne rivalutano la memoria storica''. 
&lt;p&gt;
È il giudizio del consigliere provinciale Michele Destino (PdL) che si fa portavoce del compiacimento espresso dai componenti dell'Intergruppo di Minoranza di cui fanno parte i Democratici e Cattolici e la Federazione di Centro.
''L'approvazione dello Statuto della Fondazione- aggiunge Destino- è un ulteriore riconoscimento nei confronti di uno tra i più grandi statisti italiani che fu Presidente del Consiglio nel 1919 e prima ancora Ministro nei governi presieduti da Giovanni Giolitti e Vittorio Emanuele Orlando. Nitti- sottolinea il consigliere- si annovera tra i primi uomini politici a mettere in evidenza l'esistenza di quella che passò alla storia con il termine di questione Meridionale. Il suo, fu un precorrere i tempi, inconsapevole che le sue idee sul Mezzogiorno e sulle problematiche di quella parte d'Italia, si sarebbero dovute riscontrare così uguali rispetto al passato, anche in pieno terzo millennio''. 
&lt;p&gt;
&quot;L'approvazione dello Statuto- aggiunge Destino- ''è anche un grande riconoscimento alla città di Melfi che, decisa a farsi rappresentare degnamente da personaggi di calibro che hanno fatto la storia dell'Italia, riconosce da sempre nella figura di Nitti un riferimento ideale alle ragioni costituzionali che regolano i principi di identità e di sviluppo nell'ambito della coesione nazionale ed europea''.
Personaggi storici come Nitti ''non possono essere racchiusi solo nelle pagine dei libri di storia o nelle enciclopedie: la loro memoria deve trovare ampio respiro soprattutto nel periodo attuale e nella realtà quotidiana per garantire anche alle future generazioni di ritrovare un'identità storica e di attaccarsi ai temi del passato senza dimenticare il ruolo che le ‘menti meridionali' hanno avuto a partire dall'unità d'Italia''. 
Destino riprende l'idea lanciata dal coordinatore dell'intergruppo di minoranza Aurelio Pace di mettere in rete tutte le fondazioni territoriali che si occupano di temi legati al meridionalismo ''per consentire a questa terra spesso dimenticata di riappropriarsi del proprio ruolo storico-culturale e di portare le esperienze di questi illustri e celebri uomini fuori dai confini locali o nazionali con appropriati studi e ricerche nel campo dello sviluppo economico. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.provincia.potenza.it/inside.asp?id=78&amp;idNotizia=4191&amp;Anno=2009&quot;&gt;Provincia di Potenza&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pierluigi MANTINI: Ma sui soldi ai Ds caro Piero non rispondi</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/09/pierluigi-mantini/ma-sui-soldi-ai-ds-caro-piero-non-rispondi/387807"></link>
  <updated>2009-01-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>387807</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Caro direttore,&lt;br /&gt;
 devo rilevare con amarezza che &lt;a href=&quot;http://www.openpolis.it/dichiarazione/387806&quot;&gt;Piero Fassino non risponde&lt;/a&gt; al vero punto che avevo toccato nell’&lt;a href=&quot;http://www.openpolis.it/dichiarazione/387836&quot;&gt;intervista&lt;/a&gt;. Ossia il fatto che molti circoli del Partito democratico pagano l’affitto ai Ds per il fatto di trovarsi in sedi che sono di proprietà delle Fondazioni create dai Ds. Non ho mai detto che la Margherita avanza soldi da qualcuno. Non voglio alimentare polemiche e ho rispetto della storia dei Ds. &lt;br /&gt;
Ho rilevato, però, come sia assurdo che il Pd, il nuovo partito, tenga in piedi i Ds, il vecchio partito. Non intendevo, né intendo, entrare negli aspetti giuridico-patrimoniali. Capisco che possano esserci soluzioni e patti che vanno rispettati. Se non si può fare altrimenti, va bene. Magari è un punto che si può superare. La mia, però, era una valutazione politica, ben distinta da quella giuridico-patrimoniale che può essere legittima. Quello che mi premeva sottolineare è che c’è un’ultra attività dei Ds. Le Fondazioni create dai Ds mantengono in vita un circolo vizioso assurdo per cui il Pd finanzia i Ds. E Fassino, su questo, non risponde. Non intendo contribuire al nervosismo che comprensibilmente attraversa ora i dirigenti del Pd, ma non è con la maleducazione e l’arroganza che si favoriscono le soluzioni. Vale per Fassino, che oggi ha perduto la testa nei miei confronti, ma non solo. Occorre più rispetto delle persone e delle idee. Ho espresso un’opinione esclusivamente politica sul fatto che i Ds hanno mantenuto nel Pd legami identitari e politici, non si sono &quot;sciolti&quot; abbastanza. La scelta delle primarie sul nome unico di Veltroni, la sottoscrizione come Ds del manifesto del Pse, le fondazioni patrimoniali Ds, solo in parte comprensibili, sono tutti elementi pubblici, oggettivi, e non sono i soli. 

 
&lt;p&gt;

Quanto alla scelta di collocazione come Ds nel Pse, Fassino finge di dimenticare che lui è il ministro degli Esteri ombra del Pd, di tutto il Pd. E che non ci fu, come conferma il suo portavoce, alcuna specularità, né contestualità da parte della Margherita. &lt;br /&gt;
Noto, infine, con amarezza, che Fassino insiste nell’insulto con uno stile che non si addice alla buona educazione, alla civiltà dei rapporti e men che meno alla cultura democratica. È legittimo da parte mia attendere scuse private che fin da ora dichiaro cristianamente di accettare.  
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KE7QW&quot;&gt;Libero - Pierluigi Mantini&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ferdinando ADORNATO: «L’Italia è bloccata, serve l’unità nazionale»  -  Intervista</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/07/25/ferdinando-adornato/%C2%ABl%E2%80%99italia-%C3%A8-bloccata-serve-l%E2%80%99unit%C3%A0-nazionale%C2%BB-intervista/358314"></link>
  <updated>2008-07-25T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>358314</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Adornato: Berlusconi fa l’errore di Prodi. Prima le riforme insieme, poi
alleanze di nuovo conio&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


ROMA - «L’Italia è una macchina ferma. Per ripartire bisogna cambiare il motore.
Berlusconi commetterebbe lo stesso errore del 2001, se pensasse che il
consenso elettorale ricevuto gli basterà». Ferdinando Adornato aprirà oggi a Todi
il seminario di Liberal, il primo di un nuovo ciclo, dopo la rottura con Berlusconi e
la scelta centrista. Fino all’anno scorso l’appuntamento di Todi era legato al
progetto della Casa comune dei moderati. Ma quel progetto, spiega Adornato, è
stato «abbandonato» dal Cavaliere. Così, domani l’ospite d’onore sarà Casini e
gli interlocutori nel seminario Gasparri e Cicchitto, Rutelli e Fassino, la Binetti e
Mastella. Pdl e Pd, interlocutori alla pari. «Il finto bipartitismo, il Veltrusconi, è
rapidamente crollato come dicevamo in campagna elettorale. L’Italia avrebbe
bisogno, almeno dal 2006, di un governo di unità nazionale. Prodi ha commesso
un errore storico e l’ha pagato salato. Ma anche Berlusconi si accorgerà presto
che il suo è un decisionismo senza decisioni».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Non le pare provocatorio, in questo contesto, proporre un governo di unità
nazionale?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Non propongo una formula. Basterebbe un clima nuovo, una comune
assunzione di responsabilità di fronte alla crisi che stiamo attraversando. Il
Paese è in declino e bloccato da vent’anni. Serve uno spirito di ricostruzione.
Invece persino una parola debole come ”dialogo” diventa da noi una missione
impossibile».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Sta dicendo che, prima di dividersi sul governo del Paese, le principali
forze politiche dovrebbero fare le riforme istituzionali?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Non solo quelle. La verità è che tutti i capitoli della transizione italiana sono
rimasti incompiuti. La rivoluzione degli anni ’90 doveva risolvere la questione
istituzionale, la questione giudiziaria, la questione dell’unità nazionale, la
questione della modernizzazione liberale. Ma siamo rimasti in mezzo al guado. I
problemi sociali si sono aggravati. E il sistema è sempre più instabile».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Eppure molti pensano che il successo di Berlusconi abbia messo un punto
fermo e aperto un nuovo ciclo.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«La tesi non mi convince. Berlusconi è entrato in politica per fare la rivoluzione
liberale e ora si trova con un Tremonti che guarda al passato e ripropone vecchie
ricette keynesiane. Nessuna risorsa aggiuntiva è stata destinata alla scuola, alla
ricerca, alla conoscenza, che sono le vere frontiere del futuro. Berlusconi
scommette tutto sulla sua leadership. Ma il leaderismo senza partiti è un’altra
causa della paralisi, non è certo la soluzione».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Quale ricetta proporrà al seminario di Todi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Magari bastasse una ricetta. Serve un atto di responsabilità di tutti. E tra i
moderati di Pdl e Pd ci sono personalità che avvertono il rischio. Bisogna anche
ricostruire la politica. Anzi, i partiti. Perché la nostra è diventata purtroppo una
democrazia senza partiti. Siamo fuori dal dettato dell’art. 49 della Costituzione. E
una questione democratica è aperta tanto nel Pdl che nel Pd».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Liberal è stata co-promotrice del convengo delle Fondazioni che ha
rilanciato il modello tedesco. Non pensa che sia un obiettivo irrealizzabile
in questa legislatura?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Tutto pare irrealizzabile da noi. Ma questa è la sfida che il Centro lancia a Pdl e
al
Pd. Il bipartitismo non c’è. L’Italia non può ridursi ad un sistema binario. A pochi
mesi dal voto già volano gli stracci tra Bossi e Fini, come tra Veltroni e Di Pietro.
E non su temi marginali. Il nostro è un sistema a cinque: Lega, Pdl, Centro, Pd e
un’area antagonista che oggi è rappresentata da Di Pietro. Solo riconoscendo
questo si può ricomporre una rappresentanza e gettare le basi per una
democrazia funzionante».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Volete una democrazia mediata che garantisca rendite di posizione e
margini di manovra ai partiti, dicono i vostri critici.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Vogliamo un sistema flessibile e non rigido. Criticavamo la Prima Repubblica
perché era una democrazia bloccata. Abbiamo costruito un sistema non meno
bloccato. Il premio di maggioranza ingessa alleanze innaturali. Il valore da
difendere è l’alternanza dei governi, non un astratto bipolarismo. Gli elettori
debbono poter scegliere tra proposte in competizione. Ma perché escludere
alleanze di nuovo conio, fuori dagli schemi militari Pdl-Lega e Pd-alleati vari?
L’importante è che siano presentate chiaramente agli elettori. E, se le elezioni
finiscono pari, non si può vietare l’intesa tra i partiti maggiori...»&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Ma il Centro quali alleanze preferisce?&lt;/b&gt;
«Le alleanze si faranno sui programmi e sulle priorità del Paese. Prima delle
elezioni. Ma intanto togliamoci i paraocchi e ricomiciamo a ragionare insieme
sull’Italia».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=ISRP2&quot;&gt;Il Messaggero - Claudio Sardo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Stefano CECCANTI: Fare il congresso è l’unica cosa sensata. - Intervista</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/07/04/stefano-ceccanti/fare-il-congresso-%C3%A8-l%E2%80%99unica-cosa-sensata-intervista/357565"></link>
  <updated>2008-07-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>357565</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Giurista, costituzionalista, appassionato cultore di sistemi elettorali e modelli di governance, il neo senatore Stefano Ceccanti, Partito Democratico ala veltroniana, spariglia le carte della polemica interna e chiede a viva voce il confronto che molti temono, tra le anime democratiche. Un congresso a breve del Pd. Anche per chiarire il fronte della giustizia, bacchettare le sbavature di qualche giudice e ricondurre Di Pietro a più miti consigli… &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;
I toni di Veltroni sono cambiati, si parla di una nuova campagna di opposizione.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

L’opposizione reagisce come è ovvio che sia alle iniziative del governo. Le prime iniziative del nuovo governo sono un copia/incolla di alcuni provvedimenti del precedente esecutivo, quello di Prodi. Parlo ad esempio del decreto sicurezza, che riceve quanto Amato aveva portato avanti. Sembrava poter essere un’opposizione morbida, improntata al buon senso. Adesso fa cose non previste dal suo programma, a forzature come quelle di Maroni sull’ordine pubblico… non si tratta di una scelta ideologica dell’opposizione. &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;C’è stato un cambio di passo di Veltroni.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
Dovuto al cambio di passo che ci siamo trovati dall’altra parte.&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;
Ma il Pd versa in stato di crisi. I toni muscolari servono a uscirne?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Direi di no. Ci sono problemi inerziali del passato che sono tuttoggi molto forti e che gli insuccessi elettorali hanno contribuito ad aumentare.&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Come se ne esce?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

Faccio la mia proposta: se nei mesi prossimi proseguirà il malessere nel partito, sarà inevitabile andare a un congresso, anche perché bisogna davvero chiarirci le idee e rimescolare le carte. &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Non tutti sono d’accordo, mi sembra. Chi lo vuole?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Adesso si terrà, nel mese di luglio, la prima riunione della nuova direzione del Pd. Immagino che Veltroni ripreciserà i punti salienti della continuità con il programma elettorale e i punti sui quali lo stesso va aggiornato.&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;
Traducendo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Se risulta che ci sono troppi punti divaricanti all’interno del Partito, sarà inevitabile convocare un congresso. Non parlo delle singole scelte politiche, ma dell’approccio di fondo, dell’impianto del partito a vocazione maggioritaria. Se invece ci sono solo opzioni sulle scelte da prendere, ad esempio sul nucleare, credo che vada convocata a breve una Conferenza programmatica. &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ma Veltroni è d’accordo per il congresso?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Non lo so, io ragiono con la mia testa, a lui non ne ho parlato. A me sembra l’unica cosa sensata da fare. &lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Qualche giorno fa, Massimo D’Alema ha lanciato Red. Cosa ne pensa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Che ci vuole chiarezza. Bisogna dire se si vuole fare una iniziativa culturale o una corrente. Per capirci, nel nostro programma elettorale c’è scritto che siamo per il sistema a doppio turno francese; se qualcuno fa una iniziativa pubblica per dire che è per il sistema tedesco, marcando una differenza che non è solo tecnica ma anche strategica, siamo di fronte a una corrente.&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;La spaventano le correnti?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

No, sono una ricchezza se intese nel senso vero. Ma qui c’è chi fa una corrente e la chiama Fondazione. Questo non è corretto.&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;A proposito di correttezza, sulle intercettazioni avete cambiato idea?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Per niente. Con la collega Della Monica ho ripresentato il disegno di legge Mastella per assicurare che le intercettazioni non vengano pubblicate a tutto danno della privacy. E vorrei che il responsabile della conservazione delle registrazioni fosse anche penalmente responsabile, fino a che non prova che le registrazioni stesse gli sono state trafugate. Insomma: non è che ci siamo gettati a corpo morto sul giustizialismo, intendiamoci. La nostra linea è equilibrata, ma è difficile farlo capire.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Sul Lodo Schifani bis il Pd sembra tentato di non opporsi…&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

Questo problema di voler porre il Lodo con una legge ordinaria, cioè con una forzatura legislativa mette in ombra le ragioni che ci sono nel provvedimento: abbiamo un grado di indipendenza della magistratura e del singolo magistrato che è fortissimo, e se vogliamo conservare quest’ampia autonomia dei magistrati dobbiamo anche poter garantire la politica. Facciamo un caso di scuola, a parti capovolte: il Pd vince le elezioni e un singolo magistrato prevenuto che si impunta e persegue Veltroni per impedirgli di governare, che cosa facciamo? Il problema esiste. Ma affrontandolo così si rende pressocché impossibile affrontarlo seriamente.&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Avete detto di no alla manifestazione dell’8 luglio. Il Pd sta prendendo le distanze da Di Pietro?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Guardi, se Berlusconi smette di fare quello che fa, Di Pietro smette a sua volta. E’ un epifenomeno reciproco: perché anche Di Pietro è la polizza sulla vita di Berlusconi.&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;L’Udc vi sprona a rompere con questa logica.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
A proposito di Di Pietro, chiariamoci. Faccio un esempio concreto, l’altro giorno il gruppo di Italia Dei Valori al Senato ha proposto una pregiudiziale di costituzionalità su Alitalia: gli abbiamo detto subito che non lo avremmo votato. A volte ci troviamo più d’accordo con loro, altre volte con l’Udc. Dipende dall’argomento di cui parliamo.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=ILS5B&quot;&gt;L'Opinione delle Libertà - Aldo Torchiaro&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo D'ALEMA: Nasce il Red: Riformisti e Democratici.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/06/25/massimo-dalema/nasce-il-red-riformisti-e-democratici/357253"></link>
  <updated>2008-06-25T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>357253</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;D'Alema non attacca. Non alza i toni contro chi, nel Pd, lo accusa di lavorare contro Veltroni. Piuttosto irride gli avversari, usa come una lama affilatissima il sarcasmo e l'ironia.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Lo ha fatto anche ieri, alla presentazione di Red, l'Associazione dei Riformisti e Democratici collegata alla sua Fondazione Italiani Europei, e che un larga fetta degli esponenti del Partito Democratico — da Fioroni a Bindi all'area che ruota attorno a Walter Veltroni — ha visto nascere con la preoccupazione crescente che serva a riunire attorno all'ex ministro degli esteri una vera e propria corrente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;




Invece, sottolineano tutti i parlamentari presenti alla nascita dell'associazione, Red non lo è e non lo sarà mai.&lt;br /&gt;
 Lo ripetono nei loro interventi quasi come un «mantra» rassicurante — ma sospettosamente ossessivo — Pierluigi Bersani e Livia Turco, Francesco Boccia e Ignazio Marino, Barbara Pollastrini e Paolo De Castro.&lt;br /&gt;
 E lo ribadisce, nel suo discorso finale, anche Massimo &lt;b&gt;D'Alema: «Questa iniziativa non mira a destabilizzare il Partito Democratico, deve essere interpretata come un arricchimento, una risorsa, un'opportunità in più. Il successo di Red sarà decretato dall'iscrizione di cittadini che non fanno parte del Pd, dovrà essere un luogo di confronto tra politica e cultura».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; E per farlo avrà anche una tv satellitare «grazie ad alcuni imprenditori che ce ne vigliono far dono».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Poi ancora rivolto a chi lo accusa di voler formare una corrente camuffata da Associazione D'Alema risponde che questa è una «forma di conformismo e di pigrizia intellettuale, Red è un'iniziativa che deve essere importante per far crescere il Partito Democratico».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



Tutto chiarito? Quasi, perché in un passaggio lascia aleggiare il fantasma tanto evocato: «Non usate questa associazione per finalità del tutto legittime ma che non rientrano nel fine di questo progetto». &lt;br /&gt;
Poi l'ex ministro si esibisce in una serie di perfide ironie verso chi della nuova associazione, nel Pd, ha così tanta paura. &lt;br /&gt;
«So che ci sono sensibilità raffinitassime che non gradiscono questo nome Red, temono che si voglia ricondurre tutto sotto l'egemonia di un colore. Per me si può anche declinare l'acronimo al contrario, &quot;Democratici e Riformisti&quot;, se è più rassicurante. &lt;br /&gt;
Per questo ho voluto che la tessera fosse verde...». «La Fondazione ItalianiEuropei — prosegue ancora — non è nata per rompere le scatole a Veltroni. È stata fondata dodici anni fa. Lo dico per sgomberare il campo dalle stupidaggini che ho ascoltato nel dibattito di questi giorni». &lt;br /&gt;
E la fine dell'intervento di D'Alema è un invito intriso di veleno: «Spesso incontro colleghi parlamentari del centrodestra che mi chiedono di poter partecipare ai dibattiti della Fondazione. Mi auguro che mi arrivino analoghe richieste anche dai miei colleghi del centrosinistra...».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;




E a far capire quanto nel Pd ci sia, in questo momento, una totale contrapposizione di idee ci pensa &lt;b&gt;Livia Turco&lt;/b&gt;, spingendosi, nel suo discorso, addirittura in una sorta di elogio di Tremonti: «È facile criticare la sua tessera sociale ma attenzione a non irriderla perché noi dobbiamo avere rispetto delle persone che non riescono ad arrivare a fine mese». &lt;br /&gt;
Poi l'ex ministro si scalda ancora di più parlando del reato di immigrazione clandestina: «In questo momento nel clima culturale del Paese c'è molto conformismo. Quella è una legge ingiusta. Ma dove sono le associazioni, i sindacati? È mai possibile che non riescano a dire nulla? Vorrei che Red servisse anche a questo, a fare una proposta con la schiena dritta». Il Pd è avvertito.&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://iltempo.ilsole24ore.com/2008/06/25/894897-alema.shtml&quot;&gt;Il Tempo.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>WALTER VELTRONI: Correnti e fondazioni indeboliscono il partito.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/06/25/walter-veltroni/correnti-e-fondazioni-indeboliscono-il-partito/357242"></link>
  <updated>2008-06-25T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
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  <id>357242</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La sfuriata di Veltroni: &lt;b&gt;«Tutti chiedono che si rilanci il partito ma così lo si indebolisce... è inutile avere cautele se poi Massimo rimette ogni giorno in discussione le scelte fatte».&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
Nel vertice della segreteria Pd, alle nove e mezza del mattino, Walter Veltroni si sfoga contro l’iniziativa di Massimo D’Alema, l’associazione di un centinaio di parlamentari battezzata Red, acronimo per &quot;Riformisti e democratici&quot; che suggerisce battaglie di sinistra e popolari.&lt;br /&gt;
 Giorgio Tonini, veltroniano della prima ora, è ancora più tagliente: «Una cosa è una Fondazione come &quot;Italianieuropei&quot;, altra questa specie di conta su una piattaforma politica che si vuole alternativa.&lt;br /&gt;
 C’è una certa ipocrisia...». Lui, Tonini ha consigliato di nuovo «a Walter» di non farsi logorare, e «l’unico modo di uscirne democraticamente è il congresso».&lt;br /&gt;
 Quindi, Goffredo Bettini sente al telefono D’Alema e gli chiede segnali di pace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 

 

&lt;b&gt;La rassicurazione di D’Alema arriva dal&lt;/b&gt; palco del teatro Farnese, dove l’associazione viene presentata: «Red è una risorsa, non voglio rompere le scatole a Veltroni, non è un’iniziativa che mira a destabilizzare il partito».&lt;br /&gt;
 Tutto il resto? Stupidaggini. E pigrizia mentale da parte di chi parla di «corrente». Ovvero, tutti coloro che, per dirla con una battuta del responsabile dell’organizzazione, l’ex Popolare Beppe Fioroni, «si sono iscritti al fan club dalemiano come fosse il fan club dell’Inter».&lt;br /&gt;
 Chiarimenti evidentemente non sufficienti, dal momento che la bufera delle correnti continua. Veltroni è preoccupato, il partito rischia di apparire nel caos. &lt;br /&gt;
Marina Sereni la vice capogruppo di Montecitorio, scrive una lettera di fuoco sul suo blog («Fondazioni, correnti, associazioni, ora si esagera») e la fa arrivare a deputati e senatori piddì. &lt;br /&gt;
Giovanna Melandri riunisce i parlamentari «contro-correnti» per discutere proprio della crisi che sta attraversando il partito. &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Giuliano Amato&lt;/b&gt; che prende parte al dibattito&quot;Pd, lavori incorso costruiamo tutti insieme un partito aperto e partecipato&quot;, avverte: «Nulla di male nell’avere militato nei Ds o nella Margherita ma se continuiamo con i dosaggi si muore». 
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

 

&lt;b&gt;Un universo in fibrillazione è il Pd di Veltroni.&lt;/b&gt; Antonello Soro bacchetta duramente chi, come Arturo Parisi, ha chiesto la testa del segretario: «La richiesta di una nuova leadership è un atto di slealtà», e a proposito del rinnovamento di cui parla Gianni Cuperlo: «E’ un giovane di grande talento che ha un’età non molto distante da quella di Veltroni...».&lt;br /&gt;
 A Dario Franceschini tocca gettare acqua sul fuoco, salvo sfogarsi a sua volta: Al peso specifico di Parisi? Una piuma». Fioroni poi, ci si mette d’impegno a disfare le voci di un avvicinamento di Franco Marini, leader degli ex Ppi, a D’Alema: «Franco non c’entra nulla...non è uno che idolatri il proprio &quot;ego&quot;, era ed è per il patto generazionale che si è realizzato nell’attuale segreteria».&lt;br /&gt;
 A luglio, la parola passa alla prima riunione della direzione. Con Pierluigi &lt;b&gt;Bersani&lt;/b&gt;, nel board di Red e nella segreteria veltroniana, c’è una certa tensione.&lt;br /&gt;
 Il ministro-ombra dell’Economia non indietreggia di un passo&lt;b&gt;:«Il Pd è in un passaggio molto delicato».&lt;/b&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=IIJAR&quot;&gt;La Repubblica - Giovanna Casadio&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo D'ALEMA: D’Alema chiama sinistra e Casini prove per una nuova alleanza.</title>
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  <updated>2008-06-18T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;La prova di un &quot;nuovo centrosinistra&quot;&lt;/b&gt;, che dovrebbe andare da Casini a Cesare Salvi, passando per D’Alema, Rutelli e Bassanini. &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;«Sì, si può dire che ieri è stata disegnata una possibile alleanza per il futuro», commenta Salvi.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
Per il momento l’intesa si limita alle riforme istituzionali ed elettorali. &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Mancano parecchi passaggi&lt;/b&gt; per definire una coalizione diversa dalle attuali e non sono cose da poco: economia, stato sociale, politica estera.&lt;br /&gt;
 Ma sul rilancio del parlamentarismo, la critica al bipartitismo che piace invece a Veltroni e Berlusconi, l’attacco al presidenzialismo strisciante all’italiana, l’accordo è solido. &lt;br /&gt;
Tanto che il seminario a porte chiuse organizzato ieri da Italianieuropei, Astrid, Fondazione Basso, Crs, Glocus, Fondazione Mezzogiorno Europa, Quarta Fase, Istituto Sturzo e Socialismo 2000 diventerà un convegno pubblico a metà luglio. &lt;br /&gt;
E da quell’appuntamento uscirà una piattaforma organica di riforme, praticamente una proposta alternativa allo schema su cui hanno lavorato i leader di Pd e in questi mesi, capace di scombinare i giochi in vista del referendum elettorale della prossima primavera.&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;Al centro del nuovo progetto c’è naturalmente il sistema elettorale tedesco, quasi un proporzionale puro.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Al seminario sulle riforme&lt;/b&gt;, quattro ore di discussione con 70 partecipanti, &lt;b&gt;non c’era Walter Veltroni&lt;/b&gt;, che ha declinato l’invito.&lt;br /&gt;
 Per la segreteria del Pd ha partecipato Dario Franceschini con Salvatore Vassallo, l’autore del testo di riforma su cui si sono confrontati i poli prima del voto.&lt;br /&gt;
 Raccontano di una tenaglia D’Alema-Casini che ha messo in difficoltà l’architettura istituzionale costruita dall’ala veltroniana. &lt;br /&gt;
Ma Franceschini e Vassallo sapevano di essere in minoranza in questo contesto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;D’Alema ha premesso: «Le fondazioni non si occupano direttamente del dialogo tra maggioranza e opposizione. Contribuiscono però a definire un impianto culturale solido che aiuta il confronto, naturalmente».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Come dire che il Pd deve dotarsi di una sua agenda di riforme, non può farsela dettare dal Cavaliere e con quella presentarsi al tavolo.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Detto questo&lt;/b&gt;, l’ex titolare della Farnesina spiega che al &lt;b&gt;convegno di metà luglio&lt;/b&gt; verrà invitato anche il governo. &lt;br /&gt;
Possibili sponde alternative a Berlusconi di questo cartello&quot; di associazioni? Giulio Tremonti e la Lega.&lt;br /&gt;
 Soprattutto con la spada di Damocle referendaria che pende sulla testa del Carroccio. &lt;br /&gt;


 

Naturalmente &lt;b&gt;questa agenda ha connotati opposti alla proposta del vertice democratico.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Muove dal sistema tedesco che Vassallo al seminario liquida così «non è in campo», rimbeccato dal dalemiano Roberto Gualtieri: «Basta mettercela». &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Franceschini usa il massimo della cautela possibile&lt;/b&gt;, ma difende la scelta del Pd di correre liberi, di «essere il baricentro di un’alleanza» in una logica che aimolti oppositori presenti appare simile all&quot;‘autosufficienza&quot;.&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;D’Alema è su un’altra linea.&lt;/b&gt; Boccia persino l’elezione diretta dei presidenti di regione, frutto di una svolta parlamentarista evidente.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Dall’altra parte Pier Ferdinando Casini&lt;/b&gt; condanna il governo ombra anche con una certa ironia: «Consiglio al Pd di non cercare ancora l’istituzionalizzazione di questo strumento. Non fa molta strada e si rivelerà un favore a Berlusconi».&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;D’Alema condivide la critica. L’ex ministro degli Esteri e il leader dell’Udc si scambiano anche un bigliettino complice&lt;/b&gt; (il primo lo invia al secondo) mentre parlano altri oratori. &lt;br /&gt;

 

&lt;b&gt;L’attivismo delle fondazioni, sospettate di essere delle correnti mascherate, sarà uno dei nodi che Veltroni dovrà sciogliere all’assemblea costituente di venerdì e sabato.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Il segretario è intenzionato a difendere l’impostazione di fondo del Partito democratico, a cominciare dalla scelta di «andare liberi» al voto.&lt;br /&gt;
 Chiederà di non dare vita a un’ organizzazione basata sulle correnti. &lt;br /&gt;
Poi sfiderà chi ha un’idea diversa a venire allo scoperto, a parlare a viso aperto. Non evocherà il congresso anticipato, ma c’è sempre la replica di sabato per annunciare che «la parola deve passare ai fondatori del Pd» se viene messo in discussione l’intero impianto. &lt;br /&gt;
Cioè alle primarie sulla leadership, ai tre milioni e mezzo del 14 ottobre. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=IG15S&quot;&gt;La Repubblica  - Goffredo De Marchis&lt;/a&gt;</summary>
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