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  <title>Openpolis - Argomento: camorra</title>
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  <updated>2012-01-24T00:00:00Z</updated>
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  <title>Raffaele LAURO: Nitto Palma commissario PDL in Campania, la Beneduce rettifichi la dichiarazione sulla camorra</title>
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  <updated>2012-01-24T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623524</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;
In relazione alle dichiarazioni odierne rese alla stampa dal dott.ssa &lt;b&gt;Flora Beneduce&lt;/b&gt; sulla nomina di &lt;b&gt;Nitto Palma&lt;/b&gt; a commissario straordinario del &lt;b&gt;PdL&lt;/b&gt; in &lt;b&gt;Campania&lt;/b&gt;, il sen. &lt;b&gt;Raffaele Lauro&lt;/b&gt; (PdL) ha commentato: “In genere non intervengo sulle dichiarazioni di altri esponenti politici, anche quando non condivisibili. Ma per le responsabilità istituzionali, ricoperte in passato, e per le attuali battaglie in commissione antimafia, contro tutte le mafie, anche straniere, non posso lasciar passare sotto silenzio la scandalosa, risibile, errata ed irresponsabile affermazione, fatta, in una pubblica dichiarazione, da una consigliera nazionale dei Club della Libertà, sulla non presenza della criminalità organizzata, alias della camorra, in Campania. Mi auguro sinceramente che ci sia un errore materiale che la dichiarante farà bene a correggere tempestivamente oppure a ritrattare, perché si tratta di una pericolosa e madornale bestialità. Negare la sovranità criminale della camorra in Campania può essere frutto di ignoranza del fenomeno, di superficialità politica oppure, ancor più grave, di un atteggiamento volontario, che sfiorerebbe la collusione”. Questo il testo della dichiarazione della dottoressa &lt;b&gt;Flora Beneduce&lt;/b&gt;: &quot;È di qualche ora fa il comunicato ufficiale del PdL. Il compito di guidare il partito in Campania in questa fase burrascosa spetta a Nitto Palma. L’ex guardasigilli è stato indicato quale commissario straordinario da &lt;b&gt;Silvio Berlusconi&lt;/b&gt;, che lo ha voluto con sé anche nell’ultima fase del suo Governo, d’intesa con il segretario nazionale, &lt;b&gt;Angelino Alfano&lt;/b&gt;. “Mi sembra una decisione non solo oculata, ma addirittura opportuna – dice &lt;b&gt;Flora Beneduce&lt;/b&gt;, consigliere nazionale dei Club della Libertà - Non dimentichiamo che &lt;b&gt;Nitto Palma&lt;/b&gt; si è distinto per una brillante carriera in magistratura. È stato prima giudice istruttore a Vicenza, poi sostituto procuratore della repubblica di Roma e, ancora, sostituto procuratore nella Direzione nazionale antimafia. Questo cursus honorum è stato culminato nella consacrazione politica.”
Ha intrapreso l'attività politica con l'adesione a Forza Italia. Come candidato della Casa delle Libertà è stato deputato nel 2001, nella circoscrizione Veneto II. È stato presidente della Commissione Giurisdizionale per il Personale alla Camera dei Deputati, membro della Commissione Affari Costituzionali e di quella sulla criminalità organizzata. Dal 2006 è senatore ed è stato vice-presidente della Commissione Affari Costituzionali.
Nel 2008 è stato è stato nominato sottosegretario al Ministero dell’Interno nel Governo Berlusconi IV, fino alla sostituzione del dimissionario Alfano al Ministro della Giustizia.
“Si tratta di una personalità carismatica, che ha saputo farsi apprezzare per il suo ruolo all’interno del partito e nelle istituzioni. L’indicazione di un magistrato come commissario in Campania ha un significato simbolico forte. La criminalità organizzata non è nel partito né in Campania. Anzi, le scelte del &lt;b&gt;PdL&lt;/b&gt; indicano la volontà di contrasto e la sicurezza dell’infondatezza delle accuse mosse all’ex coordinatore regionale, &lt;b&gt;Nicola Cosentino&lt;/b&gt;”. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.openpolis.it/static/bookmarklet&quot;&gt;www.openpolis.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Tommaso SODANO: «Pecorella, ipocrisie sull’inceneritore di Napoli est»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/08/tommaso-sodano/%C2%ABpecorella-ipocrisie-sull%E2%80%99inceneritore-di-napoli-est%C2%BB-intervista/589856"></link>
  <updated>2011-07-08T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>589856</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Vicesindaco  Comune Napoli (NA) (Partito: FdS) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Rispondo al presidente dell’Ecomafia: «Il termovalorizzatore di Napoli est? E' una truffa».
&lt;p&gt;L’ex avvocato di Berlusconi contro l’ex magistrato. Le parti però sono invertite.&lt;br /&gt;
 Stavolta infatti l’inquirente non è De Magistris ma Gaetano Pecorella, che, in veste di presidente della Commissione Ecomafia, è stato in visita in Campania a ispezionare gli impianti e a presidere audizioni. Un tour di tre giorni che ha portato l’ex legale del Cavaliere a una conclusione: per risolvere il dramma dei rifiuti basta costruire un secondo inceneritore a Napoli. E se l’ex toga si oppone, «manca di buon senso», ha spiegato Pecorella in un’intervista uscita ieri sul Mattino: «Non si può chiedere la solidarietà delle regioni dicendo no a tutto». &lt;br /&gt;
Il parlamentare si è lamentato anche del numero eccessivo di interdittive antimafia emesse dalla Prefettura (in tutto 42) nell’ambito dell’emergenza rifiuti: «Spesso questi provvedimenti vengono emessi senza elementi sufficienti e si provoca un danno alle aziende».
&lt;p&gt;
La pensa in tutt’altro modo Tommaso Sodano, vice sindaco di De Magistris, che con il libro “La Peste” ha denunciato tutte le connivenze, passate e in corso, tra clan e politica nei rifiuti. A suo avviso, non solo l’inceneritore non è una soluzione ma rappresenta un rischio: «Se si costruisce l’impianto di Napoli est - è l’allarme che lancia Sodano - la camorra continuerà a condizionare il ciclo dei rifiuti in Campania»
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Facciamo un passo indietro. Che cosa risponde a Pecorella?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Io credo che sia ipocrita parlare di impianti, che per essere completati hanno bisogno di quattro o cinque anni, quando il problema riguarda le prossime 72 ore. Le dichiarazioni dell’onorevole Pecorella rientrano in quello schema che in questi anni ha alimentato l’emergenza in Campania, trasformandola in un modello esportato anche altrove. Per cui respingiamo al mittente la provocazione. E ribadiamo che in questo momento non accettiamo ricatti.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Pecorella vi accusa di avere una posizione ideologica sulla questione inceneritore.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;Il nostro no dipende da ragioni pratiche. Sono piuttosto gli altri ad assumere posizioni ideologiche. Il termovalorizzatore di Brescia ad esempio ha da diverso tempo la quarta linea ferma perché non ha abbastanza spazzatura da bruciare. Eppure rifiuta di prendere la nostra immondizia, preferisce adoperare il cippato di legno che è molto più costoso.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Perché siete contrari alla costruzione del termovalorizzatore a Napoli est?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
L’ho detto anche ieri (giovedì, ndr) in commissione ecomafia. È necessario indagare sulla gara di appalto dell’inceneritore di Napoli Est. Così come dissi all’epoca che il termovalorizzatore di Acerra era una truffa, oggi si rischia di fare un regalo enorme all’imprenditore che vincerà l’appalto. Quella di Napoli Est è una gara che grida vendetta perché favorisce unilateralmente l’impresa.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cosa c’è che non va?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il costo dell’opera graverà per la maggior parte sulle spalle dei cittadini, grazie al project financing, previsto dal bando che è di oltre 400 milioni di tonnellate. Inoltre, l’impianto prevede una capacità di circa 450mila tonnellate all’anno. Ma la città di Napoli ne produce poco meno di 500mila. Questo vuol dire due cose. O che la raccolta differenziata si dovrà bloccare o che per far funzionare l’impianto sarà necessario importare rifiuti da fuori. È una vera e propria truffa. L’Europa ci impone di raggiungere entro il 2012 il 65 per cento di raccolta differenziata. Ma noi costruiamo comunque un inceneritore da 450mila e diamo una concessione per 20 anni. A ciò si aggiunga che il costo di conferimento a Napoli Est sarà il doppio rispetto a quello di Acerra. Il rischio è che il ciclo dei rifiuti in Campania possa essere condizionato dalla criminalità per ancora molto tempo.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
E nell’immediato che si fa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Eravamo riusciti a scendere sotto le mille tonnellate per strada, ma nel giro di qualche giorno torneremo sopra le 2000.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Di chi è la colpa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Da martedì cominceranno i trasferimenti fuori regione, per cui l’emergenza da affrontare riguarda questo fine settimana. Basterebbe che il presidente Caldoro facesse un ordinanza e imponesse il conferimento dei rifiuti fuori provincia. Nelle discariche di Caserta e Avellino ci sono infatti ancora volumi disponibili.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Perché l’ordinanza non viene fatta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Inizialmente Caldoro aveva promesso di farlo ma alla fine ha ceduto al ricatto dei potentati politici di Avellino e di Caserta. Non vuole scontentare i suoi referenti di partito, compiendo un atto irresponsabile, che indebolisce la solidarietà che ci hanno espresso le altre regioni. Mi auguro che almeno domani e domenica si tenga aperto lo Stir di Santa Maria Caputa Vetere, solitamente chiuso nel weekend non per problemi di spazio ma per non dover pagare gli straordinari agli operai.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.terranews.it/news/2011/07/%C2%ABpecorella-ipocrisie-sull%E2%80%99inceneritore%C2%BB&quot;&gt;Terra - Giorgio Mottola &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Elisabetta ZAMPARUTTI: Rifiuti: Decreto deludente, emergenza fa comodo anche alla politica</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/02/elisabetta-zamparutti/rifiuti-decreto-deludente-emergenza-fa-comodo-anche-alla-politica/589623"></link>
  <updated>2011-07-02T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>589623</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Deputata Radicale in Commissione Ambiente, sull’ultimo decreto rifiuti Campania, ha dichiarato: “Il decreto rifiuti è deludente perché non affronta il problema di fondo dell’emergenza rifiuti a Napoli che è l’organizzazione di un efficiente ciclo dei rifiuti che superi il binomio discariche – inceneritori attraverso un aumento della raccolta differenziata. Non si capisce perché la differenziata raggiunga percentuali importanti a Salerno, Benevento ed Avellino e a Napoli questo non sia possibile.”
 
&lt;p&gt;
La parlamentare radicale ha poi continuato: “Ha ragione il procuratore Lepore quando dice che questa emergenza fa comodo, non solo alla camorra, ma soprattutto alla politica che può così gestire soldi senza controlli o con controlli più blandi. Tant’è che – ha continuato la Zamparutti – nel decreto si propone (art 2) l’ampliamento dei poteri dei commissari nominati dal governatore campano per i siti di conferimento locali.”
 
&lt;p&gt;
Elisabetta Zamparutti ha concluso dicendo: “Come Radicali, con Aldo Loris Rossi, abbiamo proposto e le riproporremo soluzioni puntuali e semplici, quali la separazione dei rifiuti secchi da quelli umidi, stoccando nei siti Asi gli imballaggi inerti, che costituiscono il 60 per cento del volume totale della massa dell’immondizia napoletana. Basterebbe ascoltarci per interrompere un capolavoro di ingegneria criminale che dura ormai da decenni e dal quale non si intravede la fine.”&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/print/comunicati/20110702/rifiuti-zamparutti-decreto-deludente-emergenza-fa-comodo-anche-alla-politica&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nicola COSENTINO: «La mia condotta è stata cristallina»</title>
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  <updated>2011-03-10T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>558981</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Processo rinviato al 18 aprile. Non risulta notificato l'avviso di fissazione dell'udienza all'avvocato dello Stato per conto della Presidenza del Consiglio. 
&lt;p&gt; «Non mi sento un perseguitato e fiducioso nella magistratura, parteciperò con assoluta serenità al processo con una parte attiva che non ho potuto svolgere finora».
&lt;p&gt;Assicuro una leale collaborazione, cosa che davanti ai miei accusatori non è stata possibile perchè non mi hanno voluto sentire».
&lt;p&gt; «Oggi si apre una fase diversa e mi auguro che il processo possa terminare nel più breve tempo possibile, e restituire ai cittadini quella verità nascosta che anche le attività di indagine possano far venire fuori. Proprio per una sentenza veloce ho chiesto di essere giudicato con rito immediato».

&lt;p&gt;
«Questo lo vedremo davanti al giudice naturale, vedremo come sono andate esattamente le cose. Sembra paradossale che chi per vent'anni è stato all'opposizione debba rispondere di reati così infamanti mentre chi ha prodotto questo sistema utilizza ancora scorciatoie per evitare un giudizio». 
&lt;p&gt;
Cosentino risponde così ai giornalisti che gli chiedono di commentare le accuse contenute nella relazione della Direzione nazionale antimafia, che lo cita nel capitolo dedicato alle collusioni tra politica e camorra nel ciclo dei rifiuti in Campania.
&lt;p&gt;Alla domanda dei numerosi giornalisti, anche stranieri, se abbia qualcosa da rimproverarsi: «Dal punto di vista della mia condotta comportamentale assolutamente no. Politicamente, penso che ho fatto vincere troppo il centrodestra».

&lt;p&gt;
Ha sentito Berlusconi? «No, ognuno gestisce secondo le proprie valutazioni». &lt;br /&gt;
«Sono sicuro e tranquillo, dimostrerò - aggiunge - l'infondatezza dell'impostazione accusatoria. Ho chiesto il giudizio immediato sottraendomi alle lungaggini dell'udienza preliminare: tanti imputati eccellenti invece parcheggiano lì le loro vicende. La mia condotta è stata cristallina».

&lt;p&gt;
Quanto alle numerose intercettazioni agli atti del processo, «per quanto mi riguarda possono anche utilizzarle, da quelle conversazioni non emerge assolutamente niente. Fino ad oggi c'è stato un processo mediatico, finalmente avremo un processo vero, ci sarà un giudice terzo che valuterà le argomentazioni di accusa e difesa. Dimostrerò la ricostruzione trasparente della mia vita politica».

&lt;p&gt;
«Assolutamente no, e perché? È stata una macchia Bassolino indagato in tanti processi?». Cosentino risponde così ai giornalisti che gli chiedono se il processo e le accuse nei suoi confronti rappresentino una macchia sul Pdl. Quanto alle accuse rivoltegli dalla vedova dell'imprenditore Orsi sull'omicidio del marito, il coordinatore campano del Pdl replica: «Nel merito del processo non entro, per rispetto dei magistrati».&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilmattino.it/stampa_articolo.php?id=141389&quot;&gt;Il Mattino&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: Il 16 ottobre in piazza anche contro il bavaglio ad Annozero</title>
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  <updated>2010-10-15T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>547009</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Chi ha letto MicroMega, e pochissimi altri giornali ne hanno parlato, sa che il giorno 16 ottobre a Roma si svolgerà una grande giornata per la democrazia e la Costituzione indetta dalla Fiom e sostenuta dalla Cgil.
&lt;p&gt;
Al centro della iniziativa, ovviamente, ci sono le questioni legate alla contrattazione, alla democrazia sindacale, alla lotta alla precarietà, al diritto delle organizzazioni più rappresentative a non vedersi escluse dal tavolo della trattativa.

&lt;p&gt;
Non ci sembra poca cosa in un paese stravolto dai conflitti di interesse, dalle liste zeppe di candidati indegni, per parafrasare il presidente della commissione anti mafia Beppe Pisanu, dagli insulti ai giudici e ai pochi cronisti che ancora tentano di opporsi ai bavagli, alla fabbrica dei veleni, ai pestaggi mediatici orditi e ordinati dal nostro don Rodrigo di Arcore.

&lt;p&gt;
Per quanto ci riguarda sarà anche una grande giornata per la libertà di informazione, per impedire che dell’articolo 21 della Costituzione resti solo la cenere, dopo i roghi.
Lo spettacolo di queste settimana ci aveva già offerto argomenti a quintali per partecipare alla manifestazione, ma adesso il direttore generale della Rai Masi ha pensato bene di regalare un altro spot a sostegno delle tute blu e della più larga partecipazione popolare.

&lt;p&gt;
La decisione di sospendere per 10 giorni Michele Santoro, l’anticamera del licenziamento, e di oscurare una puntata di &quot;Anno Zero&quot; è la migliore conferma della esistenza di un vero e proprio piano per arrivare alle elezioni anticipate non solo con la vecchia legge elettorale, ma anche dopo aver spento le ultime voci che possono infastidire il Caimano raggiungendo milioni e milioni di persone.

&lt;p&gt;
Il grave e imperdonabile reato commesso da Michele Santoro, da Marco Travaglio, da Vauro, da Sandro Ruotolo, da Giulia Innocenzi, da Corrado Formigli e da tutta la squadra è quello di rendere popolari temi, voci e volti che dovrebbero essere condannati all’oscurità mediatica e politica. Del resto Silvio Berlusconi ha sempre chiesto la testa di Santoro, lo ha fatto anche per telefono, alzando la voce proprio con alti dirigenti della Rai e della autorità di garanzia per le comunicazioni.

&lt;p&gt;
Questa volta non c’è bisogno di inventare proprio nulla, non servono scoop e dossier, il nome del mandante e quello dell’esecutore sono pubblici.&lt;br /&gt;

Il giorno 16, dunque, sarà anche una giornata per rivendicare la libera circolazione delle idee e delle persone, dentro e fuori le aziende, Rai compresa.

&lt;p&gt;
Chi vuole oscurare Santoro, e subito dopo tutte le altre trasmissioni sgradite al piccolo Cesare e ai suoi piccolissimi imitatori, vuole colpire anche il diritto dei cittadini a sapere, vuole chiudere gli ultimi spazi dove ancora si parla di mafie, di camorra, di morti sul lavoro, di condizione operaia, di democrazia negata, di norme ad personam e ad aziendam.

&lt;p&gt;
Vogliono oscurare Annozero per oscurare e cancellare il nostro diritto di scelta, anche per questo è giusto sostenere la giornata del 16, e, se sarà necessario, sostenere in ogni modo le iniziative di lotta, anche clamorose, che saranno promosse dalla squadra di Annozero e da tutte le altre associazioni, tra queste articolo 21, che non hanno mai smesso di lottare contro ogni bavaglio e contro i manganelli e i manganellatori.

&lt;p&gt;
Giuseppe Giulietti&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://temi.repubblica.it/micromega-online/il-16-ottobre-contro-il-bavaglio-ad-annozero/?printpage=undefined&quot;&gt;micromega-online&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Luigi de MAGISTRIS: Angelo Vassallo assassinato: La frontiera di un sindaco di sinistra</title>
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  <updated>2010-09-07T00:00:00Z</updated>
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  <id>505794</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Bersaglio mobile che deve essere freddato a colpi d’arma da fuoco. Per punirlo, ma anche per inviare un messaggio a quanti decidono di amministrare la cosa pubblica nel solo interesse dei cittadini, contrastando la rapacità dei clan. L’uccisione di Vassallo, sindaco di Pollica-Acciaroli, gioiello di un Cilento bellissimo, riconsegna al Paese un dolore purtroppo non sconosciuto e ci ricorda come la politica possa diventare il principale obiettivo delle mafie quando dimostra di essere onesta. Quelle mafie che infiltrano le istituzioni, l’economia, il lavoro, la società. Quelle mafie che hanno il volto del killeraggio armato, ma che sanno soprattutto assumere la faccia ‘pulita’ - e per questo pericolossissima - del business.

&lt;p&gt;
Siedono nei cda delle società miste; partecipano alle gare per gli appalti pubblici; riescono a gestire lo smaltimento dei rifiuti, incassando commesse in modo apparentemente corretto; sfruttano per la speculazione edilizia piani regolatori confezionati ad hoc; prendono parte all’assegnazione dei finanziamenti europei, elargiti da amministratori conniventi con società controllate da prestanome o spudoratamente riconducibili a criminali. Quelle mafie che non bussano più alla porta della politica perché è la politica che bussa alla loro: offrono voti all’aspirante sindaco o parlamentare, in cambio di un lasciapassare negli affari che le amministrazioni, soprattutto locali, gestiscono. Favorendo il crimine che li ha favoriti nella corsa al potere. Quando non arrivano –ed è frequente- a posizionare nelle liste elettorali uomini di fiducia, pronti a fare le loro veci e i loro interessi. Ad ogni livello, anche nazionale.

&lt;p&gt;
Può però capitare che nel paese di Gomorra e de o’ sistema, ci sia qualcuno che rompa questa contaminazione illecita. Magari un sindaco di un comune cilentino. Un primo cittadino che individua il rispetto dell’ambiente come punto cardine del suo operato e che, insieme alle associazioni, si impegna contro l’edilizia abusiva per la difesa delle coste, sostenendo inoltre la raccolta differenziata. In una terra in cui l’ambiente è forziere di arricchimento e di controllo del territorio per il crimine, questo sindaco non solo è dannoso per l’arricchimento mafioso ma addirittura offensivo della sua ‘dignità’. Un colpo economico, un’onta etica. A cui si risponde in un solo modo: l’esecuzione.

&lt;p&gt;
La politica che si fa baluardo di legalità al tempo stesso si trasforma in bersaglio mobile delle cosche. Perché ne esiste un’altra che sceglie di svendersi per vantaggio, ponendosi al servizio dei boss senza contorcimenti morali. Gli amministratori locali possono essere sentinelle sul territorio e presidio capillare della giustizia. Lasciati soli dallo Stato, con l’appoggio delle sole forze dell’ordine e della magistratura, alcuni di loro affrontano a ‘mani nude’ le mafie nelle periferie del Paese: un corpo a corpo che senza il Governo rischia di farsi martirio.

&lt;p&gt;
La battaglia a cui siamo chiamati deve avere infatti un respiro nazionale, puntando sulla mobilitazione della società. Provvedimenti come il ddl intercettazioni o il processo breve, il condono edilizio e lo scudo fiscale, oppure la vendita all’asta dei beni confiscati, possono ostacolare l’operato coraggioso dei Vassallo d’Italia. Ora, partiti e Governo devono cessare con la retorica dell’anti-mafia, per scegliere quella della coerenza legislativa e del contrasto politico (garantendo l’occupazione regolare dove il lavoro è presidio di legalità ed impegnandosi al rispetto del codice etico nelle candidature). La battaglia epocale contro le mafie si può vincere, ma serve volontà. E questa volontà è in primis politica.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/ricerca-nel-manifesto/vedi/nocache/1/numero/20100907/pagina/01/pezzo/286269/?tx_manigiornale_pi1[showStringa]=luigi%2Bmagistris&amp;cHash=4c5368f450&quot;&gt;Il Manifesto -  Luigi De Magistris&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Sonia ALFANO: Angelo Vassallo, ovvero l'ultima vittima dell'arroganza camorrista...</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/09/07/sonia-alfano/angelo-vassallo-ovvero-lultima-vittima-dellarroganza-camorrista/505793"></link>
  <updated>2010-09-07T00:00:00Z</updated>
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  <id>505793</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ovvio che bisognerà aspettare le indagini. Ovvio che prima di ogni commento dovremo attendere le valutazioni degli investigatori. Ma una cosa possiamo già dirla e dirla ad alta voce: la camorra, a Pollica (Salerno) ha ucciso un sindaco, Angelo Vassallo, che amava profondamente il suo territorio e il rispetto delle regole. Amava la legalità e sapeva di rischiare la vita in una terra in cui lo Stato ha abdicato al suo ruolo e in cui rimangono in trincea solo pochi uomini e poche donne. Vassallo lo sapeva, ma non ha mollato la presa e per questo è stato ucciso.

&lt;p&gt;

E’ così che, ancora una volta, la camorra mette a tacere chi non è avvicinabile, chi non striscia senza dignità davanti ai boss, chi anzichè parlare con i mafiosi si confida con i magistrati quando fiuta il puzzo della criminalità. La grande e stucchevole camorra costretta alle armi da un sindaco di 57 anni che amava la sua famiglia, il mare e i frutti di quelle acque che grazie alla sua tenacia erano rimaste tra le più limpide della Campania. Un primo cittadino esemplare che con le sue battaglie per la legalità e per il rispetto dell'ambiente aveva dato fastidio ai signori della morte e della distruzione.


&lt;p&gt;
Non possiamo che prendere atto di come l’omicidio di Angelo Vassallo sia l’acuto della camorra, la volontà di riaffermare il proprio potere e la propria influenza in quei territori. Quelle pallottole, nove, hanno due scopi: mettere a tacere Vassallo e le sue denunce e avvertire chi rimane. &quot;Chi si mette di traverso sulla strada della camorra per difendere il proprio mare, il proprio territorio, chi lo preserva dai rifiuti illegali delle mafie fa questa fine&quot;. Questa è la lettura di quegli spari nella notte. Spari feroci nel buio che mi ricordano l'assassinio di mio padre. Ma mi ricordano, altresì, l’omicidio di Gaetano Longo, ormai dimenticato sindaco di Capaci (Palermo) ucciso la notte del 17 gennaio 1975. Aveva traghettato Capaci dallo stato d’indigenza a paese che si affacciava alla modernità, con l’avvio di una serie di opere di urbanizzazione primarie. Solo nel 2002 fu riconosciuto vittima innocente della mafia.


&lt;p&gt;
“Era un uomo che si batteva contro l'illegalità ed era sempre in prima linea. Quando accadeva qualcosa di particolare sul suo territorio, me lo segnalava” ha detto di Vassallo il pubblico ministero che conduce le indagini, Alfredo Greco. E le parole del magistrato valgono più di ogni altra garanzia per noi sulla dinamica e sul movente dell’omicidio. Come Dipartimento Antimafia dell’Italia dei Valori siamo allarmati e preoccupati per quello che è accaduto e per quello che accadrà a Pollica e nel salernitano. E ci chiediamo come il Governo intenda ora rispondere a questo ennesimo affronto della camorra. Se mandando ancora una volta i soldati a fare inutili ronde con i carabinieri con l'unico risultato di consumare carburante, umiliando i militari e la loro professionalità, o se per esempio cacciando dalla Camera il &quot;loro&quot; Nicola Cosentino, accusato di essere uomo del clan dei casalesi e ancora coordinatore del Pdl in Campania, giusto per chiarire da che parte stanno.

&lt;p&gt;

Purtroppo sappiamo già come finirà. Come tante altre storie di mafia, ovvero che il sacrificio del sindaco ambientalista sarà presto dimenticato, qualche lapide sorgerà sul lungomare e la camorra andrà ad amministrare anche Pollica. Ricordo soltanto, senza alcuna polemica, che Angelo Vassallo era un esponente del Partito Democratico, anche se negli ultimi tempi aveva assunto una posizione abbastanza critica nei confronti della sinistra. Mi chiedo se il Pd ora la smetterà di difendere dai fischi il presidente del Senato Schifani, in passato socio in affari con noti mafiosi, e intraprenderà una seria politica antimafia, iniziando proprio dal patrimonio lasciato da quel sindaco agguerrito.

&lt;p&gt;

Per quanto ci riguarda sorveglieremo in modo speciale Pollica ed il comprensorio, e lo faremo in nome di Angelo Vassallo, a cui promettiamo che non lasceremo il suo territorio in mano alla camorra. Veglieremo sulle elezioni, sugli atti amministrativi e saremo pronti a denunciare ogni fonte di sospetto, confrontandoci con le realtà del territorio che vorranno aiutarci in questo compito. In questo modo diremo ancora una volta alle mafie che gli uomini passano ma le idee restano, e che noi sopravviveremo sempre un giorno di più alla loro sporca organizzazione.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.wikio.it/article/sonia-alfano-angelo-vassallo-ovvero-camorrista-213290031&quot;&gt;www.wikio.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gianfranco FINI: &quot;Inopportuno che indagati mantengano gli incarichi politici&quot; </title>
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  <updated>2010-07-26T00:00:00Z</updated>
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  <id>503736</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Camera   (Lista di elezione: PdL) - Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;La difesa della legalità deve essere una bandiera dell'azione politica del Pdl. In questo senso occorre distinguere la giusta tutela del garantismo, perché si è innocenti fino al terzo grado, dall'opportunità, in certi casi, di continuare a mantenere incarichi politici quando si è indagati&quot;. Così Gianfranco Fini, in collegamento telefonico con la convention campana dei circoli di Generazione Italia. Le parole di Fini giungono un po' disturbate. E' Italo Bocchino, allora, a spiegare che, parlando dell'inopportunità di mantenere incarichi quando si è indagati, il presidente della Camera ha detto di &quot;non aver compreso&quot; la scelta di Nicola Cosentino, dimessosi da sottosegretario all'Economia ma non da coordinatore campano del Pdl. Dopo questo passaggio disturbato, Fini si concede anche una battuta: &quot;Evidentemente sulla legalità ci sono delle interferenze...&quot;.

Il presidente della Camera chiarisce quindi il punto: &quot;Legalità significa rispetto delle regole da parte di coloro che hanno maggiori responsabilità. Significa senso del dovere, cultura civica, etica di comportamenti per chi ha delle responsabilità: credo sia essenziale, se vogliamo insegnare ai più giovani ad avere comportamenti analoghi. E significa rispetto della magistratura, senza prestare il fianco a polemiche che rischiano di dare del Pdl un'immagine distorta. Occorre discutere tra di noi su come selezionare la classe dirigente. Non voglio gettare sale su
ferite recenti, ma quello che è accaduto in Campania deve far riflettere. Occorre candidare coloro che hanno la qualità per onorare bene la carica&quot;.

Fini entra quindi profondamente nei risvolti sollevati dalla &quot;questione morale&quot; all'interno del Pdl. &quot;Quando si pone la questione morale, non si può essere considerati dei provocatori e non si può reagire con anatemi o minacciando espulsioni che non appartengono alla storia di un grande partito liberale di massa&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/politica/2010/07/26/news/fini_questione_morale_no_espulsioni-5849025/?ref=HREA-1&quot;&gt;www.repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nicola COSENTINO: Ho deciso di concerto con il presidente Berlusconi di rassegnare le mie dimissioni da sottosegretario</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/07/14/nicola-cosentino/ho-deciso-di-concerto-con-il-presidente-berlusconi-di-rassegnare-le-mie-dimissioni-da-sottosegretario/503194"></link>
  <updated>2010-07-14T00:00:00Z</updated>
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  <id>503194</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Sottosegretario  Economia e Finanze (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Dopo un vertice a Palazzo Chigi con il premier, Nicola Cosentino si è dimesso da sottosegretario all'Economia. &quot;Ho deciso di concerto con il presidente Berlusconi di rassegnare le mie dimissioni da sottosegretario per potermi completamente dedicare alla vita del partito, particolarmente in Campania, anche al fine di contrastare tutte quelle manovre interne ed esterne poste in essere per fermare il cambiamento&quot;, ha scritto in una nota e ha aggiunto: &quot;Il presidente della Camera con solerzia degna di miglior causa, dopo che già per due volte proprio alla Camera dei Deputati analoghe mozioni erano state votate e respinte con larga maggioranza, così come anche una al Senato, ha ritenuto di volerle calendarizzare in tempi brevissimi basandosi quindi soltanto su indimostrate e inconsistenti notizie di stampa&quot;. E sempre in merito a Fini ha scritto: &quot; ''È risibile che l'onorevole Fini voglia far passare le sue decisioni come se derivassero  da una sorta di
tensione morale verso la legalità quando si tratta soltanto di un tentativo, anche assai scoperto, di ottenere il potere nel partito tramite Bocchino&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/politica/2010/07/14/news/sfiducia_cosentino-5578170/?ref=HREA-1&quot;&gt;www.repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ANTONIO AGOSTINO AMBROSIO: Sono Tranquillo. Restano dubbi sulla legittimità dell’atto di scioglimento del Comune di San Giuseppe Vesuviano.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/12/04/antonio-agostino-ambrosio/sono-tranquillo-restano-dubbi-sulla-legittimit%C3%A0-dell%E2%80%99atto-di-scioglimento-del-comune-di-san-giuseppe-vesuviano/474392"></link>
  <updated>2009-12-04T00:00:00Z</updated>
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  <id>474392</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&quot;Apprendo con stupore e meraviglia che il Ministro Maroni ha inteso proporre al Consiglio dei Ministri lo&lt;b&gt; scioglimento del&lt;/b&gt; &lt;a href=&quot;http://www.comune.sangiuseppevesuviano.na.it/cms/il_comune/il_comune.html&quot;&gt;&lt;b&gt;Comune di San Giuseppe Vesuviano&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;. 

&lt;p&gt;
Pur rispettando la decisione del Ministro e del Consiglio dei Ministri restano fondati dubbi sulla legittimità dell’atto di scioglimento.&lt;br /&gt;
A nostro avviso non si ravvisa nella vicenda del Comune di San Giuseppe Vesuviano alcun elemento di collegamento alla camorra per dar corso allo scioglimento di un consesso, democraticamente eletto dal popolo. 
&lt;p&gt;Noi lotteremo in tutte le sedi competenti per far valere l’onore ed il buon nome degli amministratori e dell’intera collettività sangiuseppese. Della Commissione di Accesso hanno fatto parte alcuni componenti che già in precedenza si erano espressi contro il Sindaco Antonio Agostino Ambrosio, i cui profili di incompatibilità a far parte della Commissione erano stati già segnalati al Prefetto ed al Ministro dell’Interno. 
&lt;p&gt;Gli interventi ad orologeria sulla stampa e non, di una certa fazione politica sangiuseppese e dei loro riferimenti politici altolocati, gettano discutibili ombre sull’intera vicenda che ha portato allo scioglimento del Comune di San Giuseppe Vesuviano.Tra l’altro al Ministro dell’Interno avevamo fatto pervenire ampia documentazione, atta a confutare quanto riportato da un quotidiano nazionale, ben informato su quanto riportato nella relazione del Prefetto di Napoli, che pure avrebbe dovuto essere secretata. Per avere un’idea dell’accaduto basti pensare che non è stata tenuta in nessun conto una sentenza legittimamente pronunciata dal Tribunale di Nola con la quale veniva stabilita la completa estraneità dell’apparato comunale alle ingerenze di un clan locale.Siamo pronti a dimostrare che lo scioglimento del Comune di San Giuseppe Vesuviano è viziato nella sostanza e nella forma da una serie di illegittimità, nel ricorso che ci accingiamo a presentare al T.A.R. della Regione Campania.&lt;br /&gt;
Solo per inciso va rimarcato che tra gli Amministratori del Comune di San Giuseppe Vesuviano non figura alcun indagato o rinviato a giudizio per qualsiasi problema di natura amministrativa.&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.laprovinciaonline.info/spip.php?article3378&quot;&gt;la provincia online&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Ferdinando CASINI: «Cosentino abbia dignità: si dimetta da sottosegretario»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/29/pier-ferdinando-casini/%C2%ABcosentino-abbia-dignit%C3%A0-si-dimetta-da-sottosegretario%C2%BB/452463"></link>
  <updated>2009-11-29T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>452463</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Cosentino è stato recentemente raggiunto da una richiesta d'arresto per presunte collusioni con la camorra.
&lt;p&gt;
Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini ha invitato a dimettersi dalla carica di sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino, recentemente raggiunto da una richiesta d'arresto per presunte collusioni con la camorra.
&lt;p&gt; «Io non so se Cosentino sia innocente o colpevole - ha affermato Casini ad un incontro a Milano - sono propenso ad applicare anche a lui il garantismo che vale per tutti, ma nel momento in cui c'è una richiesta d'arresto e la Camera si appresta a dire di no, abbia la dignità di dimettersi da sottosegretario perchè chi è investito da accuse di questo tipo non può rimanere a governare l'Economia». 
&lt;p&gt;Le dimissioni di Cosentino, per Casini, sarebbero un gesto di autotutela a favore di tutta quanta la classe politica. «Se c'è un modo di difendere la buona politica - ha attaccato Casini - questa non è la difesa corporativa, perchè se non sappiamo distinguere la zizzania dall'erba buona, tutta l'opinione pubblica ci sommergerà».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/09_novembre_28/casini-cosentino-dimissioni_492ef30c-dc49-11de-abb8-00144f02aabc_print.html&quot;&gt;Corriere.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: No alla vendita dei beni confiscati ai mafiosi. L’appello di Libera.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/20/giuseppe-giulietti/no-alla-vendita-dei-beni-confiscati-ai-mafiosi-l%E2%80%99appello-di-libera/424517"></link>
  <updated>2009-11-20T00:00:00Z</updated>
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  <id>424517</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Potranno i mafiosi, magari attraverso un presta nome, riacquistare i beni che poliziotti e magistrati erano riusciti a sequestrare e a restituire all’uso pubblico?

&lt;p&gt;
Sì, potranno farlo se e quando la camera dei deputati, con la centesima votazione di fiducia, darà il via libera alla finanziaria che, incredibilmente, contiene una norma che prevede la possibilità di mettere all’asta i beni e i terreni sequestrati a mafiosi e camorristi.

&lt;p&gt;
Non occorre essere un esperto del ramo per comprendere come e in quali condizioni potrebbero svolgersi tali aste in territori letteralmente dominati dalle organizzazioni criminali e dai loro protettori nelle istituzioni. Non a caso la legge fortemente voluta da Pio La Torre, il dirigente comunista ammazzato dai mafiosi, disponeva non solo il sequestro, ma anche la possibilità di assegnare i beni alle cooperative giovanili, a quelle associazioni che si battono per la legalità, a quanti non si sono mai arresi di fronte alle minacce e alle intimidazioni; in questo modo le terre di &quot;cosa nostra&quot; sono tornate ad essere &quot;cosa nostra&quot;, cioè un bene pubblico da amare, da proteggere, da coltivare, da far fruttare, nel senso pieno del termine.

&lt;p&gt;
Le ragazze e i ragazzi di Libera, l’associazione presieduta da don Luigi Ciotti, ha inviato a tutti i blog e a tutti i siti una lettera appello che non solo pubblichiamo volentieri, ma ci permettiamo di chiedere a tutti di farla girare e di raccogliere firme.
&lt;p&gt;

Probabilmente i promotori della giornata del 5 dicembre ci hanno già pensato, ma sarebbe &quot;cosa buona e giusta&quot; invitare uno di questi ragazzi a leggere l’appello dal palco, per quanto ci riguarda, come Articolo 21, anche in quella occasione organizzeremo dei tavoli per la raccolta di firme.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;L’appello di Libera&lt;/b&gt;

&lt;p&gt;
Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l’uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all’unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l’impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente. Oggi quell’impegno rischia di essere tradito. Un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria, infatti, prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi. E’ facile immaginare, grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza, il sangue, i soprusi, fino all’intervento dello Stato. La vendita di quei beni significherà una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale, come prevede la legge. E il ritorno di quei beni nelle disponibilità dei clan a cui erano stati sottratti, grazie al lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, avrà un effetto dirompente sulla stessa credibilità delle istituzioni. Per queste ragioni chiediamo al governo e al Parlamento di ripensarci e di ritirare l’emendamento sulla vendita dei beni confiscati. Si rafforzi, piuttosto, l’azione di chi indaga per individuare le ricchezze dei clan. S’introducano norme che facilitano il riutilizzo sociale dei beni e venga data concreta attuazione alla norma che stabilisce la confisca di beni ai corrotti. E vengano destinate innanzitutto ai familiari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia i soldi e le risorse finanziarie sottratte alle mafie. Ma non vendiamo quei beni confiscati che rappresentano il segno del riscatto di un’Italia civile, onesta e coraggiosa. Perché quei beni sono davvero tutti “cosa nostra”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;PER FIRMARE L'APPELLO =&gt; &lt;a href=&quot;http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1780&quot;&gt;vai alla pagina&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://temi.repubblica.it/micromega-online/no-alla-vendita-dei-beni-confiscati-lappello-di-libera/?printpage=undefined&quot;&gt;Micromega-online&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nicola COSENTINO: Respingo ogni accusa che neanche subdolamente mi viene addebitata e sottolineo che la mia condotta, pubblica e privata, era, è e resterà limpida.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/20/nicola-cosentino/respingo-ogni-accusa-che-neanche-subdolamente-mi-viene-addebitata-e-sottolineo-che-la-mia-condotta-pubblica-e-privata-era-%C3%A8-e-rester%C3%A0-limpida/418802"></link>
  <updated>2009-11-20T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>418802</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Sottosegretario  Economia e Finanze (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Le notizie apparse stamattina su alcuni quotidiani e riferiti alla mia persona mi amareggiano ma non mi sorprendono, perchè rientrano in una campagna diffamatoria - violenta e senza precedenti nella storia politica recente non solo campana - in vista delle prossime regionali».
&lt;p&gt; «Ripongo piena fiducia nella magistratura - aggiunge - e sono a disposizione per qualsiasi tipo di iniziativa che gli inquirenti vorranno assumere per l'accertamento della verità; sono pronto a rinunciare a qualsiasi scudo di protezione legato al mio ruolo di parlamentare.
&lt;p&gt; Respingo ogni accusa che neanche subdolamente mi viene addebitata e sottolineo che la mia condotta, pubblica e privata, era, è e resterà limpida. 
&lt;p&gt;Vado avanti, convinto ancor di più che tali strumentalizzazioni provengono da ambienti della conservazione che ostacolano con tutti i mezzi, a Napoli e in Campania, il processo di cambiamento che intendo avviare con l'apertura di una nuova stagione politica che avrà finalmente il centrodestra protagonista».
&lt;p&gt; Intanto però, la scelta dei candidati alle regionali - quella di Cosentino nei giorni scorsi era data per fatta - subisce un rallentamento a Roma, nel giorno dell'incontro dei coordinatori del Pdl e il presidente della Camera Gianfranco Fini; il partito è diviso. 
&lt;p&gt;Per il deputato del Pdl Giancarlo Lehner, la candidatura di Cosentino «esce rafforzata dai veleni seminati, mi dicono, anche da 'mister centomila preferenzè (Alfredo Vito, ndr.), al quale, se fossi cattivo, invierei una cartolina di saluti firmata Giuliano Granata». 
&lt;p&gt;Anche il senatore Pasquale Giuliano, coordinatore provinciale del Pdl a Caserta, che conosce bene il territorio da cui proviene il sottosegretario, originario di Casal Di Principe, butta acqua sul fuoco: «Ci sono voci che si rincorrono da mesi che non hanno mai trovato conferma». 
&lt;p&gt;Ma se pendesse davvero su di lui una richiesta di arresto della Procura, l'ex magistrato Giuliano auspicherebbe un passo indietro? «Anche una richiesta di misura cautelare va valutata da un giudice, prima non ha significato. e comunque non voglio neanche commentare queste illazioni».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilmattino.it/stampa_articolo.php?id=77296&quot;&gt;Il Mattino&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Italo BOCCHINO: «Su Cosentino nessun veleno ma ora deve farsi da parte»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2009-11-14T00:00:00Z</updated>
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  <id>418896</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: FLI) - Vicepres. Camera VICE PRESIDENTE GRUPPO DEPUTATI POPOLO DELLA LIBERTA'  (Gruppo: AN) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;«Glielo dico da mesi. Adesso lasci anche il governo»&lt;/i&gt;.
&lt;p&gt;

&lt;p&gt;
«Prima devo premetterle una cosa».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Prego, onorevole Bocchino.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Non c’è alcun veleno contro Nicola Cosentino e le cose che dico oggi le ho esternate a lui. Dovrebbe ricordarsi di una pranzo di fine di luglio: io e lui invitati da un amico comune. ”Rimani tranquillo a fare il sottosegretario e il coordinatore: sbagli a candidarti, gli spiegai, perché appena scendi in campo i giudici ti creeranno problemi con quelle vecchie storie”. Non mi ha dato ascolto».&lt;br /&gt;
 Italo Bocchino, presidente vicario del Pdl alla Camera, tiene al chiarimento iniziale. Poi però spiega due cose.&lt;br /&gt;
 La prima: «Ora sarà Roma a decidere il candidato». &lt;br /&gt;
La seconda: «Nicola lasci anche il posto da sottosegretario altrimenti questa storia rischia di danneggiare tutto il governo. Spero sia lui stesso a capirlo».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Epperò Cosentino sostiene che Berlusconi non gli ha chiesto alcun passo indietro.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Quando dice vado avanti, sa bene che la sua candidatura non è più nell’ordine delle cose possibili. Sia lui che Berlusconi, comprensibilmente, prendono tempo. Per guadagnare un momento di calma dopo questo terremoto».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Dal Cavaliere avrebbe portato un sondaggio secondo cui il suo gradimento sarebbe addirittura aumentato.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «I sondaggi hanno il valore che hanno. Io so solo che con lui candidato a palazzo Santa Lucia l’intera campagna elettorale nazionale si avviterebbe sulle sue vicende. E poi che fa? Se viene eletto, invece, di andare a Santa Lucia va a Poggioreale?».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Perché non si ritira? Sta trattando un diritto di scelta sul candidato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Probabilmente l’ha chiesto ma in questo momento vista la delicatezza della situazione è opportuno che si proceda a una valutazione soprattutto nazionale. L’ufficio di presidenza dovrà trovare il candidato per tirarci via dall’angolo. Parliamoci chiaro: in Campania partiamo con indubbio vantaggio e occorre non un nome imposto, come Cosentino con i numeri, ma una candidatura condivisa per sottolineare meglio il fallimento del centrosinistra».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Girano un po’ di nomi: politici come Stefano Caldoro, Pasquale Giuliano e Pasquale Viespoli o della società civile come Raffaele Calabrò e Gianni Lettieri.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Caldoro e Viespoli avrebbero il gradimento di tutti mentre vedo un po’ meno Giuliano ma solo perché il Pdl campano è accusato di essere un po’ troppo casertacentrico...&lt;br /&gt;
L’ipotesi di un nome proveniente dalla società civile avrebbe l’indubbio vantaggio di superare completamente queste vicende. Ma in questo momento prima che di nomi occorre ragionare a come ritornare a un clima di serenità. Un problema c’è, comunque, in Campania se i giornali annunciano altre inchieste in arrivo».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Nel Pdl è stato chiesto che si dimetta anche dal governo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Dobbiamo rimetterci a una valutazione di Cosentino stesso. Mi sembra evidente che non è possibile la corsa così come la permanenza al governo, tanto più se ha la delega al Cipe. Mi auguro che chiarirà presto ma cosa diversa è se s’andasse per le lunghe: sarebbe difficile gestire la situazione. Ma spero sia Nicola a capirlo».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Potrebbero obiettarle che lei viene citato nell’inchiesta.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Negli atti vengono citati tutti i parlamentari di quell’area, io compreso. Su Nicola, poi, nessun veleno. Come le ho premesso all’inizio a Nicola gli ho sempre detto quello che pensavo sia in pubblico che in privato. Come a quel pranzo di luglio che le raccontavo prima».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=O6UAW&quot;&gt;Il Mattino - Adolfo Pappalardo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gianfranco FINI: «Berlusconi non candiderà Cosentino alle Regionali» </title>
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  <updated>2009-11-11T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>418865</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Camera   (Lista di elezione: PdL) - Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; &lt;br /&gt;
Il premier Silvio Berlusconi si è convinto a non candidare alle Regionali in Campania il sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino, indagato per concorso esterno in associazione camorristica. Lo ha detto stasera il presidente della Camera, Gianfranco Fini.

&lt;p&gt;
&quot;La candidatura di Cosentino è inopportuna, sono convinto che non sarà candidato e Berlusconi condivide questa inopportunità&quot;, ha detto Fini alla trasmissione tv &quot;Otto e Mezzo&quot; su La7.

&lt;p&gt;
Su Cosentino pende la richiesta di arresto del gip di Napoli, che è stata trasmessa alla Camera dei deputati per l'autorizzazione.

&lt;p&gt;
Cosentino, che è anche il coordinatore del Pdl in Campania, è accusato di avere contribuito a rafforzare la camorra nel Casertano, ricevendo in cambio il sostegno elettorale dei clan dei Casalesi. Lui ha negato ogni accusa.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://it.reuters.com/articlePrint?articleId=ITMIE5AA0Q120091111&quot;&gt;Reuters&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gianfranco FINI: «La candidatura di Cosentino in Campania non è più possibile» </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/10/gianfranco-fini/%C2%ABla-candidatura-di-cosentino-in-campania-non-%C3%A8-pi%C3%B9-possibile%C2%BB/418826"></link>
  <updated>2009-11-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>418826</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Camera   (Lista di elezione: PdL) - Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La candidatura di Nicola Cosentino alla presidenza della Campania &quot;non è più nel novero delle cose possibili&quot; dopo la richiesta di autorizzazione all' &lt;a href=&quot;http://www.ilmessaggero.it/stampa_articolo.php?id=79732&quot;&gt;&lt;b&gt;arresto&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; del tribunale di Napoli.

&lt;p&gt;
Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini intervistato da Sky Tg24, spiegando di non averne parlato con il presidente del consiglio Silvio Berlusconi.

&lt;p&gt;
Fini ha detto che la richiesta di misure cautelari è stata notificata questa mattina a Montecitorio.

&lt;p&gt;
Cosentino, sottosegretario del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, è indagato per concorso esterno in associazione camorristica, dopo che un collaboratore di giustizia ha parlato ai magistrati, oltre un anno fa, di suoi presunti legami con il clan dei Casalesi.

&lt;p&gt;
In una nota oggi, l'esponente del Pdl ed avvocato del premier Niccolò Ghedini, aveva definito &quot;incredibili e inconsistenti&quot; le accuse rivolte a Cosentino, definendo la sua candidatura a governatore della Campania &quot;ottima&quot;.

&lt;p&gt;
Dall'Ecofin, il ministro Tremonti ha preferito evitare domande sulla vicenda che coinvolge Cosentino, considerato vicino al suo braccio destro Marco Milanese.

&lt;p&gt;
&quot;A Bruxelles si parla solo di Bruxelles. Non è che non voglia rispondere, ma escludo le domande al di fuori dell'argomento europeo&quot;, ha detto Tremonti nella conferenza stampa al termine dell'Ecofin.

&lt;p&gt;
Quanto alle prossime elezioni regionali, Fini ha detto di aver parlato dell'argomento rapidamente in un incontro oggi con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e che la questione sarà affrontata nei prossimi giorni anche insieme al leader della Lega Umberto Bossi.

&lt;p&gt;
E' in corso un serrato dibattito fra le diverse anime del Pdl riguardo alle candidature del centrodestra per le cariche di governatore.

&lt;p&gt;
Le questioni più spinose riguardano le Regioni del Nord, quali Lombardia, Veneto e Piemonte, e nel dare alla Lega e le candidature in Campania, Lazio e Calabria.

&lt;p&gt;
Le elezioni regionali che, secondo quanto dichiarato recentemente, dovrebbero svolgersi il 28 marzo prossimo, riguarderanno 13 Regioni.
&lt;p&gt;
________________________

&lt;p&gt;
Nota Reuters - &lt;i&gt;I giornalisti Reuters sono soggetti al Manuale redazionale di Reuters, che prevede una presentazione e divulgazione corretta degli interessi pertinenti.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://it.reuters.com/articlePrint?articleId=ITMIE5A90H320091110&quot;&gt;Reuters&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio LA RUSSA: «Cosentino faccia un passo indietro. Così puo' con­centrarsi sulla sua difesa»</title>
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  <updated>2009-11-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>418825</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Difesa (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L'annunciato arrivo della richiesta di una misura cautelare da parte della magistratura napoletana, impone al sottosegretario Nicola Cosentino di fare un passo indietro rispetto alla candidatura per la presidenza della regione Campania alle prossime regionali.
&lt;p&gt; Lo ha detto in un'intervista al &quot;Corriere della Sera&quot; il coordinatore del Pdl, Ignazio La Russa. Secondo La Russa l'imminente recapito alla Camera del provvedimento non guasta il clima che precede l'incontro tra Fini e Berlusconi. &quot;Direi di no. Tutto questo era annunciato e, da avvocato e da collega, aggiungo che una richiesta non implica alcuna responsa­bilita'. Tuttavia, ahime' per lui, tutto questo comportera' un passo indietro alle regionali per motivi di opportunita'. Ed e' meglio che la richiesta sia arrivata ora così lui può con­centrarsi sulla sua difesa&quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilriformista.it/stories/adnkronos/122984/&quot;&gt;Il Riformista da Adnkronos&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Niccolo' GHEDINI: Toghe interferiscono con la politica.Cosentino ha sempre svolto la sua attività politica con passione e onestà</title>
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  <updated>2009-11-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>418816</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Nicola Cosentino ha sempre svolto con passione ed onestà l'attività politica - dice l'avvocato del premier e presidente della Consulta del Pdl sulla giustizia - e le accuse mosse appaiono tanto più incredibili ed inconsistenti solo ad osservare che da moltissimo tempo sono annunciati, a mezzo stampa, indagini e provvedimenti nei suoi confronti, al solo evidente fine di screditarlo ed impedire una fisiologica ed ottima candidatura alla guida della regione Campania''.

&lt;p&gt;
Ghedini aggiunge che ''la richiesta di custodia cautelare nei suoi confronti appare davvero incredibile, poiché non è dato comprendere come possano sussistere nei suoi confronti le esigenze previste dal cpp, visti anche i numerosissimi e reiterati annunci in tal senso che si prospettano da mesi. Sicuramente sarà dimostrata l'estraneità e l'inconsistenza delle accuse mosse all'onorevole Cosentino ma, ancora una volta, le oggettive interferenze tra indagini e politica si appalesano in modo conclamato''.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/cosentino-candidato/pdl-attacca/pdl-attacca.html&quot;&gt;Repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nicola COSENTINO: «Voglio prima capire le accuse che mi vengono contestate»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/09/nicola-cosentino/%C2%ABvoglio-prima-capire-le-accuse-che-mi-vengono-contestate%C2%BB/418806"></link>
  <updated>2009-11-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>418806</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Sottosegretario  Economia e Finanze (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«A questo punto voglio leggere le carte. Voglio capire da cosa mi devo difendere». Lo dichiara il sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e per cui ieri il gip di Napoli Raffaele Piccirillo ha chiesto alla Camera dei deputati l'autorizzazione per eseguire l'ordinanza di custodia cautelare. Cosentino, coordinatore del Pdl in Campania e considerato in pole position per correre come Governatore alla prossime regionali, quindi, in un colloquio con &quot;La Stampa&quot; aggiunge: «È complicata la storia, perché la mia candidatura nasce dal territorio. Certo, bisognerà riflettere. Voglio prima capire le accuse che mi vengono contestate».

&lt;p&gt;
Nicola Cosentino «contribuiva, sin dagli anni '90 a rafforzare vertici e attività del gruppo camorrista facente capo alle famiglie di Bidognetti e Schiavone».&lt;br /&gt;
 Lo si afferma nel capo di imputazione per concorso esterno in associazione mafiosa emesso dal gip. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere, che si compone di 351 pagine, è stata trasmessa poco dopo mezzogiorno alla Camera per l'autorizzazione all'esecuzione. Da tale sodalizio Consentino «riceveva puntuale sostegno elettorale in occasione alle elezioni a cui Cosentino. partecipava quale candidato diventando consigliere provinciale di Caserta nel 1990, consigliere regionale della Campania nel 1995, deputato per la lista Forza Italia nel 1996 e, quindi, assumendo gli incarichi politici prima di vice coordinatore e poi di coordinatore del partito di Forza Italia in Campania, anche dopo aver terminato il mandato parlamentare del 2001». Cosentino avrebbe in particolare «garantito il permanere dei rapporti tra imprenditoria mafiosa, amministrazioni pubbliche e comunali».

&lt;p&gt;
Nel capo di imputazione trasmesso oggi si fa riferimento, inoltre, a «indebite pressioni nei confronti di enti prefettizi per incidere, come nel caso della Eco4 spa (società che operava nel settore dei rifiuti, ndr) nelle procedure dirette al rilascio delle certificazioni antimafia». Cosentino è anche accusato di aver cercato e cogestito «monopoli d'impresa, quali l'Eco4 spa e nella quale Cosentino esercitava, in posizioni sovraordinata a Giuseppe Vitiello, Michele Orsi (ucciso poi in un agguato di camorra, ndr), e Sergio Orsi, il reale potere direttivo e di gestione, così consentendo lo stabile reimpiego dei proventi illeciti, sfruttando delle attività di impresa per scopi elettorali, anche mediante l'assunzione di personale e per diverse utilità».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilgazzettino.it/stampa_articolo.php?id=79780&quot;&gt;Il Gazzettino&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Luigi de MAGISTRIS: «Pd. Basta con i soliti nomi».  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/07/luigi-de-magistris/%C2%ABpd-basta-con-i-soliti-nomi%C2%BB-intervista/418770"></link>
  <updated>2009-11-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>418770</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Regionali in Campania, altro che De Luca.
Per battere Cosentino servono altre scelte.
&lt;p&gt;
Allearsi? E con chi? Guardare anche all'Udc facendo finta che Totò Cuffaro non esista? Italia dei Valori di fronte alle scelte per le prossime elezioni regionali. Una montagna da scalare, soprattutto nel Sud. Ne parliamo con l'europarlamentare Luigi de Magistris.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Onorevole vogliamo iniziare dalla Campania di Bassolino?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Certo, per dire che questa regione ha registrato un tracollo etico e culturale. Qui c'è bisogno di un rinnovamento vero, radicale, una vera e propria controffensiva che si fondi su un programma chiaro e su personalità di indiscussa pulizia morale. Non dimentichiamo che il centrodestra si appresta a candidare Nicola Cosentino.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Per il quale, secondo un tam tam ormai pubblico, sarebbero già pronti provvedimenti richiesti dalla procura antimafia di Napoli per le accuse di rapporti con la camorra casalese.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Non voglio assolutamente entrare nel merito di una vicenda giudiziaria allarmante, ma dico che se questa è la posta in gioco, le nostre candidature devono essere all'altezza, parlare il linguaggio chiaro della lotta alla camorra e di nuovi comportamenti politici. Programma chiaro, nomi e un nocciolo duro dal quale partire che veda il Pd, Italia dei valori, Rifondazione, Sinistra e libertà insieme. Ho già avviato una serie di contatti.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Anche con l'Udc?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Se ad un certo punto, definito il programma e indicati i nomi, l'Udc dice che vuole vedere le carte non puoi certo dire di no.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Udc in Campania significa Ciriaco De Mita&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ecco, anche a loro, come a tutto lo schieramento di centrosinistra, noi chiediamo discontinuità, e francamente non credo che De Mita possa accettare questi discorsi.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei parla di rinnovamento e discontinuità, ma si rivolge agli altri partiti di una eventuale alleanza. Ma sa bene che anche Italia dei valori ha i suoi problemi quando si parla di questione morale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non ho ruoli di responsabilità nel partito, quando parlo di questione morale non penso solo agli altri, ma guardo in casa nostra. E dico che non mi basta solo un casellario giudiziario pulito, ci vuole altro, un modo diverso di fare politica. La gente da noi pretende tantissimo, noi siamo la prima linea di questa battaglia. Non possiamo consentirci errori.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quindi rinnovamento anche tra le vostre fila.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Rinnovamento e apertura al meglio della società della Campania. Vorrei usare proprio il vostro giornale per lanciare un appello: in Campania e Calabria la situazione è gravissima è tempo che la parte migliore della società di queste regioni si faccia avanti.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Onorevole, non giriamo intorno al problema. In Campania sono in molti a fare il suo nome come candidato presidente.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Certo, ho avuto molte sollecitazioni, ma ho anche detto con onestà che sono stato eletto parlamentare europeo. Mi creda, non è una fuga dalle responsabilità, in Europa mi occupo di bilanci e di fondi comunitari, cose che hanno una relazione diretta con le regioni meridionali. Non mi sottraggo, tanto che sto lavorando alla ricerca di nomi e candidature di alto livello.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Nel Pd sembra prendere corpo la candidatura di Vincenzo De Luca, il sindaco di Salerno.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non siamo sulla strada giusta, De Luca è coinvolto in processi importanti. Non possiamo fare la battaglia contro Cosentino e il suo sistema di potere con candidature così. L'ho detto, ci vogliono forti elementi di rottura.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E il Pd non sembra offrirne?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il crollo del Partito democratico in Campania si registra sulla gestione dei finanziamenti pubblici, sulla sanità, sulle politiche del lavoro, sull'ambiente. O su questi tempi riusciamo a costruire un sistema di governo diverso dalle logiche mastelliane, o non c'è speranza.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=O1BAP&quot;&gt;Il Fatto Quotidiano - Enrico Fierro&lt;/a&gt;</summary>
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