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  <title>Openpolis - Argomento: legge elettorale</title>
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  <updated>2012-05-25T00:00:00Z</updated>
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  <title>FRANCO MIRABELLI: La risposta alla crisi non può essere l'uomo solo al comando</title>
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  <updated>2012-05-25T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>640562</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lombardia (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“La risposta alla crisi non può essere quella di mettere un uomo solo al comando. Non vorrei che questo fosse il modo per far passare implicitamente l’idea che il disastro che hanno prodotto i governi presieduti da Silvio Berlusconi in questo Paese siano dovuti al fatto che il premier non aveva i poteri sufficienti per agire.
&lt;p&gt; La realtà è che il disastro è stato creato da chi ha governato, in quanto ha agito male e ha pensato più a favorire alcuni che non all’interesse di tutti i cittadini e, in particolare, di coloro che hanno più bisogno”. È il commento di &lt;b&gt;Franco Mirabelli&lt;/b&gt;, consigliere regionale Pd della Lombardia alla notizia della richiesta da parte di Berlusconi di una riforma che consenta l’elezione diretta del Presidente della Repubblica.
 

&lt;p&gt;“C’è bisogno di riformare profondamente il sistema politico. – ha proseguito &lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt; - Intanto bisogna dare agli italiani la possibilità di eleggere i propri rappresentanti con una riforma elettorale che impedisca che i parlamentari vengano scelti dalle segreterie dei partiti. Dopo il risultato delle amministrative, nessuna forza politica, infatti, può permettersi di andare al voto con questo sistema elettorale. Dal voto è emersa chiaramente una critica al sistema politico e al modo in cui il centrodestra ha governato. E poi è emersa una domanda di partecipazione politica per cui è giusto che i cittadini scelgano i propri rappresentanti. Il Pd ha dato la disponibilità a ragionare su un sistema elettorale a doppio turno. Non prendiamo in giro gli italiani con certi annunci, perché da qui al 2013 non si farà alcuna riforma presidenzialista perché non ci sono i tempi”.
 
&lt;p&gt;
In merito alle vicende del centrodestra, il consigliere Pd ha sottolineato che “come si riorganizzano, dopo la sparizione di Lega e Pdl, è un tema che interessa a tutti perché incide sul sistema politico”; mentre all’annuncio della Lega della possibilità di lasciare il Parlamento, &lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt; ha affermato: “Vedremo se lo faranno, comunque è l’ammissione del fatto che la Lega ha fallito alla prova del governo e non è stata in grado di interpretare i bisogni del Nord”.
 

&lt;p&gt;“In Regione Lombardia, l’unico posto in cui il centrodestra ha ancora la maggioranza è il Consiglio Regionale, dove è in atto comunque una crisi della loro coalizione. – ha concluso &lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt; – C’è una crisi morale e politica del governo di Formigoni. Oggi non è in grado di dare risposte ai lombardi perché deve continuamente far fronte a scandali, al fatto che assessori delle giunte precedenti e attuale sono implicati in vicende giudiziarie e al fatto che la Regione non è in grado di controllare l’utilizzo dei soldi pubblici (come dimostrano le vicende del San Raffaele e della Maugeri). Credo che Formigoni farebbe bene a prendere atto che la crisi della politica nasce anche dal fatto che, di fronte alle vicende di questi mesi, qualcuno si è arroccato restando al potere, solo perché ha i numeri in Consiglio Regionale, anziché comprendere che c’è una crisi di fiducia evidente tra lui e i cittadini lombardi e, per difendere le istituzioni, sarebbe opportuno che facesse un passo indietro”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://areadem.info/adon.pl?act=doc&amp;doc=13709&quot;&gt;Area Dem&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Maurizio SAIA: Esame congiunto DDL Costituzionali</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/05/23/maurizio-saia/esame-congiunto-ddl-costituzionali/640446"></link>
  <updated>2012-05-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>640446</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: CN) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Esame congiunto DDL Costituzionali n.° 24, 216, 873, 894, 1086, 1114, 1218, 1548, 1589, 1590, 1761, 2319, 2784, 2875, 2941, 3183, 3204, 3210, 3252 - Sede Referente.&lt;br /&gt;

Ricordo la posizione della mia parte politica di provenienza, storicamente favorevole all'esercizio del diritto di voto degli italiani residenti all'estero. Tuttavia, le incertezze sulla composizione delle liste e gli episodi di illegalità che sono stati ricordati, inducono a votare a favore dell'emendamento 01.3.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&amp;leg=16&amp;id=662319&quot;&gt;www.senato.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: «Il modello Hollande ha unito. Il suo programma sia la base di confronto»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/05/10/nichi-vendola/%C2%ABil-modello-hollande-ha-unito-il-suo-programma-sia-la-base-di-confronto%C2%BB-intervista/627284"></link>
  <updated>2012-05-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>627284</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Presidente, le elezioni amministrative fin dove hanno cambiato la fisionomia politica? E quale prospettiva è concretamente realizzabile nel centrosinistra?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Partiamo dall’analisi del voto. Dobbiamo guardare a quello che sta accadendo nelle viscere della società italiana e non solo agli orientamenti elettorali. Il dato clamoroso è rappresentato da un paradosso: si vede benissimo chi perde, non si vede altrettanto bene chi vince. Il fatto che il tracollo del centrodestra non produca il parallelo decollo del centrosinistra è indicativo di un difetto di visibilità: il centrosinistra ancora non c’è, esiste come coalizione che governa tante realtà ma non è percepito come una grande alleanza che ha un’idea condivisa del futuro dell’Italia, in grado di presentarsi al Paese con un compito preciso, quello di seppellire il berlusconismo, di seppellire l’egemonia culturale della destra».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;D’Alema dice che si è chiuso il ciclo del centrodestra. Condivide?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«A D’Alema rispondo: è vero, si è chiuso il ciclo del predominio del partito-azienda, del mercantilismo esasperato. Ma si è chiuso politicamente, mentre la semina che ha prodotto non è scomparsa. E dunque per me seppellire il berlusconismo significa tornare a parlare ad esempio di lavoro in una logica di radicale discontinuità rispetto a quello che hanno fatto ministri come Sacconi. Invece vedo che il governo Monti si presenta in conclamata continuità con quel passato».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
E allora?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E allora faccio io una domanda a D’Alema: il cambiamento può essere davvero autentico se vive solo nelle urne o deve mutare i dati del vivere sociale? Non dobbiamo forse impugnare la bandiera della lotta alla precarietà e della certezza dei diritti?».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Usiamo pure le sue categorie ma veniamo al sodo: al fine di avviare un nuovo ciclo politico, uno schema che metta insieme i moderati non berlusconiani, il Pd e Sel è praticabile o no?
&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Io ho imparato da miei amici del Pd l’importanza di definire prima il profilo programmatico e poi la logica delle alleanze. Io voglio capire innanzitutto qual è la meta che ci prefiggiamo».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;

Diciamo salvare il Paese; metterlo in sicurezza. O no?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Sì, ma c’è qualcuno che per salvare la Grecia la sta uccidendo. Salvare l’Italia, lei dice? E chi la salva, quelli che la stanno precipitando nella recessione? Lasciamo perdere la contingenza attuale. Io ho rispettato la scelta del Pd di avallare il governo tecnico pur non condividendola. Ma in prospettiva l’Italia che vogliamo è quella che impugna ricette liberiste classiche come quelle che ha in mente un onesto tecnocrate come Mario Monti oppure quella che ricostruisce un rapporto tra liberà e lavoro, le idee riformiste che fanno riferimento a Keynes? Guardi che io non sto proponendo un programma radicale: sto proponendo il programma di Francois Hollande».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Ecco, appunto. Hollande l’hanno votato non solo i socialisti ma anche il centrista Bayrou e la sinistra radicale di Mèlenchon. Lei in questo tipo di alleanza ci starebbe?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Sì ma il programma è quello di Hollande. Che contiene una critica radicale al liberismo e rigetta il fiscal compact. I miei amici che lo sentivano ai comizi mi mandavano sms per dire che era molto più a sinistra di me. Noi dobbiamo ricercare un’intesa larga, è vero. Tuttavia, dico la verità, prima dell’ossessione degli alleati politici sentirei l’urgenza di cercare alleati sociali: le giovani generazioni, il mondo della precarietà, quello delle fabbriche, le donne. Prima di tutto quella è l’alleanza giusta, per un rilancio dei diritti sociali e la promozione dei diritti di libertà in un Paese che ha classi dirigenti arretrate e bigotte, mentre la società è più avanzata».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Presidente, andiamo al sodo. Ci sta o no?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Su una coalizione che si dota di una bussola come quella beh insomma, io sono contento se saremo in tanti a fare il cammino. Purché vada nella direzione di un orizzonte autenticamente riformatore e in cui il tema della giustizia sociale viene percepito come il più moderno e non come un reperto archeologico. Faccio un esempio. E’ già difficile che tutti i partiti del centrosinistra si raccordino su una posizione antinuclearista. E gli altri?».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei è un uomo di governo. In Puglia tante amministrazioni vedono insieme Udc, Pd e Sel. Cosa impedisce di replicare la medesima alleanza anche a livello nazionale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Stringo la mano a chiunque sottoscriva un programma di governo centrato, diciamo così, sui beni comuni. Però voglio aggiungere una cosa. Trovo una stridente contraddizione tra il peso che il Terzo Polo ha nel dibattito pubblico e quello che ha nel sentimento diffuso dell’opinione pubblica. Bisognava andare a Chi l’ha visto per capire in queste elezioni dov’era finito».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E’ questo che rimprovera a D’Alema e al Pd? Di baloccarsi troppo con il Terzo Polo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Io rimprovero al Pd questa lunga attesa, una sorta di aspettando Godot rivolta ai centristi. E nel frattempo stiamo fermi. Definiamo invece subito l’anima, la fisionomia del centrosinistra. In questo senso penso che l’Idv rappresenti un valore aggiunto di cui non possiamo privarci».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E Grillo? Anche lui è un valore aggiunto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il grillismo è un fenomeno da analizzare: sbagliato demonizzare ma anche mitizzare. Con Grillo non c’è alcuna possibilità di interlocuzione. Vedo che ha vietato ai grillini di partecipare a qualunque confronto televisivo: temo lì si nasconda una povertà di cultura politica. Il confronto è il sale della democrazia. Come possono pensare i grillini di avere l’esclusiva di parlare alla gente?»
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Bisogna andare alle elezioni anticipate a ottobre?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«I membri del club dell’austerity sono convinti di essere la medicina per la malattia quando è il contrario: la malattia sono loro. Il rigorismo furibondo porta tanti nel labirinto della disperazione, e non risolve neanche il problema del debito pubblico. Per me è difficile pensare che la democrazia sia un problema, casomai è la soluzione».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
E con quale legge elettorale votare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Trovo singolare che dopo averci ammaestrato sulla necessità di una riforma elettorale di un certo tipo, improvvisamente, alla luce del risultato delle amministrative, si scopra l’urgenza rivoluzionaria di volgere lo sguardo a tutt’altro modello. Come a dire: la riforma elettorale si produce per convenienza e opportunismo. Immaginare di fare una riforma pro-casta è davvero impressionante».&lt;br /&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1EPXNN&quot;&gt;Il Messaggero - Carlo Fusi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio DI PIETRO: &quot;Il Pd si deve svegliare&quot;  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-05-09T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>627306</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Onorevole Di Pietro ha parlato con qualcuno del Pd dopo il voto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Sì, e abbiamo deciso di lavorare insieme nelle prossime due settimane per aiutare i sindaci di centrosinistra ad amministrare.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E a Palermo come farete?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Lì per prima cosa il Pd dovrebbe lasciare la giunta Lombardo.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma come potranno sostenere il vostro candidato se ne hanno uno loro al ballottaggio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Mi sembra che Ferrandelli sia stato già scaricato.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Andrea Orlando la smentisce.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Forse lui, ma non altri. Ci sono tanti Pd, dipende da chi incontri, che ti raccontano una storia diversa. Devono chiarirsi al loro interno.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Si può conciliare il suo partito di opposizione con il Pd, maggioranza?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Gli apparentamenti anomali e le alleanze contro natura non funzionano. Lo ha capito anche il Pd. Finora ha ingoiato solo dei rospi per sostenere il governo. Dobbiamo andare a votare subito.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Bersani non vuole elezioni anticipate.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Tutta questa attesa li lascerà con un pugno di mosche in mano, come a Napoli e a Palermo. Ne ho parlato anche con Vendola, ora dobbiamo invitarli a uscire allo scoperto e costruire un’alleanza di centrosinistra. Il centro a cui guardano non esiste.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quanto tempo potete aspettare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Intanto queste due settimane, poi serve una conferenza democratica di tutto il centrosinistra. Potremmo limitarci a gioire per aver dimostrato lo snobismo del Pd e invece lavoriamo per un’alleanza responsabile.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Intanto stanno ridiscutendo della legge elettorale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

“Noi non possiamo certamente accettare la legge elettorale ad hoc a cui i partiti sconfitti stanno pensando per cercare di rimanere in vita”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quindi dite no al doppio turno?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Per noi bisogna ripartire dallo spirito referendario e cioè dal Mattarellum.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non teme un’emorragia di voti verso i grillini?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Vedrà che non sono tutti nostri i voti dei grillini. Sono complementari a noi. Più gente ci sarà in Parlamento a fare opposizione, meglio è.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Allora non vi conviene allearvi con Grillo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

È come se mi chiedessero se voglio sposare la Schiffer. Chiediamo prima alla Schiffer se vuole sposarsi con me.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E se accetta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

I grillini per ora vanno ognuno per conto suo. Se un domani diventassero una forza di governo, potremmo valutare caso per caso le loro proposte.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma non è che fate il gioco che il Pd faceva con voi, di scaricare l’antipolitica addosso al più estremista?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Non vedo in chi si presenta alle elezioni un esempio di antipolitica . Piuttosto una protesta. E anch’io ho protestato e continuo a protestare contro un sistema che non funziona. Per noi la colpa non è di chi protesta, ma di chi causa la protesta. Poi però bisogna cimentarsi con la proposta. L’Idv ha dimostrato di saperlo fare, Grillo non so che intenzioni avrà. La parte che preferisco del Vangelo è quella di San Tommaso. Finché non vedo…&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1EO5LC&quot;&gt;il Fatto Quotidiano - Caterina Perniconi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: «I ricavi della lotta all’evasione vadano a chi è senza reddito» - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-05-01T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;«I tagli lineari di Tremonti sono stati la sconfitta della politica, ora è tempo di scegliere. Basta colpire la scuola, subito un allentamento del patto di stabilità dei Comuni».
&lt;p&gt;


Dobbiamo cambiare prospettiva: è dalle fasce sociali più basse, i poveri, che bisogna partire. Questo è un Paese dove la povertà assoluta è in aumento, quindi prima di aiutare gli italiani con i redditi più bassi dobbiamo aiutare quelli che i redditi non li hanno affatto». E sulla spending review avverte: scuola e spesa sociale non possono subire ulteriori tagli. «Questo è il momento di fare delle scelte».&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Franceschini, mentre parliamo il ministro Giarda sta per illustrare laspending review per evitare l’aumento dell’IVA. Secondo alcuni è un pannicello caldo. &lt;/b&gt; &lt;p&gt;
«È giusto che il governo affronti questo problema. Noi abbiamo sempre contrastato la linea dei tagli lineari di Berlusconi e Tremonti che colpiva indiscriminatamente cose utili e cose inutili. Quella è stata una fase di sconfitta della politica perché in alcuni momenti c’è bisogno di scegliere, di dire “qui si taglia, qui non si tocca un euro”». &lt;p&gt;
&lt;b&gt;Eppure Tremonti è tornato a difendere i tagli lineari. Dice anche che i veri risultati si ottengono tagliando stipendi, salari, diritti dei cittadini... &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«Vuole drammatizzare la situazione. È evidente che in Italia ci sono degli sprechi, ma non si può tagliare sulla scuola, dove invece si deve investire. Né si può pensare, in un momento come questo, di tagliare la spesa sociale. Noi preferiamo aspettare di vedere nel dettaglio la spending review e poi avanzare le nostre proposte anziché fare critiche a priori».&lt;p&gt;
&lt;b&gt;L’obiettivo è quello di “sterilizzare” l’aumento di due punti di IVA per contrastare la recessione. Sarà sufficiente? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«È un primo passo importante ma adesso è il momento di stabilire delle gerarchie dei bisogni e dei problemi, questo è il compito della politica. Per uscire dalla crisi intanto bisogna ripartire dall’edilizia che ha sempre creato posti di lavoro. Da tempo diciamo al governo che è fondamentale estinguere il debito dello Stato verso le imprese: è immorale questo blocco dei pagamenti verso chi ha fornito servizi e opere allo Stato. Inoltre va allentato, almeno in parte, il Patto di stabilità che impedisce ai Comuni, pur avendo i soldi in cassa, di avviare tutta una serie di opere in grado di rimettere in moto il mercato del lavoro e quindi anche l’economia. Altro dato: l’aumento degli introiti derivanti dalla lotta all’evasione. È un fatto molto positivo, meritorio e progressista del governo Monti, ma quei soldi vanno destinati a chi è senza reddito prima di ridurre l’aliquota dei redditi bassi. Si devono prevedere ammortizzatori sociali, per i disoccupati senza cassa integrazione e sostegni per quei quasi 4 milioni di italiani che vivono nella povertà assoluta. Oltretutto quei soldi non andrebbero a finire in banca ma in consumi e quindi rientrerebbero in parte il giorno dopo in termini di IVA».&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Intanto il consenso verso il governo cala e c’è chi parla di elezioni anticipate, anche se tutti smentiscono di volerle. Il PdL dice che siete voi del Pd a volere andare alle urne. &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«Il Pd non ha alcuna intenzione di andare al voto prima del 2013. Non so il PdL cosa voglia fare davvero, ma il mandato che il Parlamento ha affidato a Monti è di arrivare a fine legislatura».&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Pd e PdL vivono un periodo di “tregua” ma i sospetti reciproci restano. Lei ha detto: se entro maggio non si va alla prima lettura delle riforme costituzionali non se ne farà nulla. Teme che il PdL voglia prendere tempo? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«La mia è una constatazione: per fare una riforma costituzionale ci sono tempi precisi, quindi o la si approva in prima lettura a maggio oppure salta. Adesso aspetto di vedere cosa succede, è una corsa contro il tempo, ma continuo a temere che il percorso che vuole il PdL porti a non fare le riforme costituzionale e neanche la legge elettorale. Non ce lo possiamo permettere e vorrei evitare il rischio che qualcuno cerchi di far saltare tutto e poi dire che è colpa di tutti».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Tutto sommato a Berlusconi converrebbe votare con il Porcellum. &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«È quello che temo. Mi rendo conto che per il PdL sarebbe conveniente, potrebbero nominare i parlamentari e la Lega sarebbe obbligata ad allearsi con loro. Ma sarebbe un enorme errore che gli elettori farebbero pagare caro. Noi dobbiamo renderci conto che il problema oggi non è il calo del consenso a Monti, perché girando per il Paese quello che viene fuori è che le persone si rendono conto della grave crisi economica e della necessità di interventi anche pesanti. Il vero problema è che gli italiani non si fidano più dei dirigenti politici: non fare le riforme, da quella dei partiti a quelle istituzionali, vuol dire alimentare la sfiducia».&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Un primo segnale arriverà dalle elezioni della prossima settimana. Qui, per le amministrative e in Europa, con le elezioni francesi. Segneranno un cambio di passo? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«Il vero cambio di passo dell’Europa cambierà la nostra vita quotidiana. Se vince Hollande può cambiare la politica europea, che non è detto debba essere soltanto di austerità e rigore. Ma se nel 2013 vinciamo noi in Italia allora sì che può formarsi un asse tra i progressisti per invertire la rotta».&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Eppure come provate a parlare di alleanze c’è un pezzo di PD che minaccia di andarsene. Gli elettori prima o poi vorranno sapere con quale alleanza volete governare. Secondo lei? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«Dobbiamo prima fare la legge elettorale e poi, anche sulla base di quella, decidere le alleanze per vincere e riuscire a governare».&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=7164&quot;&gt;L'Unità - Maria Zegarelli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LEONARDO RAITO: Tetto ai due mandati per rinnovare la democrazia</title>
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  <updated>2012-04-27T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Provincia Rovigo (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Al Presidente della Repubblica,
&lt;p&gt;
On. Pres. Giorgio Napolitano,
&lt;p&gt;
Al Presidente del Senato,
&lt;p&gt;
Sen. Pres. Vito Schifani
&lt;p&gt;
Al Presidente della Camera dei Deputati,
&lt;p&gt;
On. Pres. Gianfranco Fini, 
&lt;p&gt;

Illustrissimi Presidenti,
&lt;p&gt;

in questo momento in cui la politica tutta è nell’occhio del ciclone per le inchieste giudiziarie, per assurde vicende legate a scandalose gestioni personalistiche e privatistiche di fondi pubblici, la crisi economica accentua il distacco tra una classe dirigente che sembra vivere nel paese dei balocchi e il mondo reale. Il crollo della credibilità del sistema è spesso frutto di scelte scriteriate, del sopravvivere di privilegi di stampo feudale, che si traducono in costi non più sostenibili da un paese moderno. Gli italiani che faticano ad arrivare alla fine del mese col proprio lavoro, gli imprenditori oppressi da una burocrazia paralizzante, i pensionati che vedono calare il potere d’acquisto dei propri redditi, i giovani che chiedono chiarezza sul futuro, si aspettano uno slancio di correttezza e generosità da parte di una classe dirigente che dovrebbe essere di esempio per i cittadini, esempio di moralità, di rettitudine, di coscienza del bene comune.&lt;br /&gt;
 
Eppure i segnali tanto auspicati non arrivano. Le indennità dei parlamentari, i privilegi pesanti che giustificano l’uso di termini spregiativi come “casta”, l’incapacità di attuare riforme adeguate ai tempi, un sistema di tassazione che rischia di trasformarsi da equo a vessatorio, sta favorendo il distacco e il disinteresse per la politica, che rischiano di trasformarsi in avversione e odio. Di questo clima, rischia di farne le spese il paese tutto. È sempre più ricorrente, nei pensieri della gente che da piccoli amministratori incontriamo quotidianamente, l’idea che occorra fare enormi passi avanti nella trasformazione del sistema rappresentativo della nostra Repubblica. &lt;br /&gt;

C’è bisogno, illustrissimi Presidenti, di un rinnovamento di metodi e di interpreti. Troppo spesso infatti, i processi decisionali vengono presi da chi ha vissuto in modo pressante epoche e metodi superati, impregnando la propria cultura politica nei culti e nei contrasti ideologici del passato.&lt;br /&gt;
 
È per questo, Illustrissimi Presidenti, che da più parti si chiede una possibilità di cambiare le regole del gioco. Serve una legge elettorale nuova, che mi aspettavo dal governo tecnico come priorità, ma che non vedo all’orizzonte, che possa restituire ai cittadini la facoltà di scegliere i propri rappresentanti, magari su base territoriale grazie ai preziosi e rimpianti collegi uninominali. Ma insieme a questa, occorre l’introduzione di un principio semplice ma fondamentale: il tetto assoluto di due mandati per i parlamentari, l’unico che potrebbe permettere una responsabile selezione di una nuova classe dirigente, unita a quel ricambio indispensabile per adattare ai tempi che cambiano, gli uomini e le donne che possono governarli. &lt;br /&gt;

Chi ha la responsabilità di amministrare, lo deve fare con l’animo predisposto al senso del dovere e all’amore per la grande fortuna di servire la propria comunità e il proprio territorio. &lt;br /&gt;

Certo di poter incontrare la Vostra preziosa attenzione, disponibile a un sereno confronto per poter apportare un contributo al recupero di credibilità del sistema, colgo l’occasione per porgerVi i più deferenti e cordiali saluti.
&lt;p&gt;
Prof. Leonardo Raito&lt;br /&gt;

Provincia di Rovigo&lt;br /&gt;

Assessore Provinciale&lt;br /&gt;

Alla Pubblica Istruzione, &lt;br /&gt;

Università, Sport, &lt;br /&gt;

Politiche Giovanili, &lt;br /&gt;

Immigrazione. &lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lavoce-nuova.it&quot;&gt;Nota stampa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Partiti:«S'impone la capacità di autoriformarci» - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/26/dario-franceschini/partiti%C2%ABsimpone-la-capacit%C3%A0-di-autoriformarci%C2%BB-intervista/627167"></link>
  <updated>2012-04-26T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>627167</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;

Dario Franceschini, capogruppo alla Camera del Pd, plaude alle parole di Giorgio Napolitano sui partiti. «I richiami del presidente della Repubblica - spiega - sono sempre molto pertinenti. Stavolta quello rivolto ai partiti è stato particolarmente forte. Siamo in un passaggio molto complicato perché incrociamo, tra redditi bassi e disoccupazione, il massimo di difficoltà delle persone causate dalla crisi economica, che alimenta sentimenti di paura e frustrazione nei confronti di chi dovrebbe portare fuori da questa situazione, cioè la politica. Dunque la miscela è carica di rischi e proprio per questo ancora più centrato è il monito del capo dello Stato: se la politica non recupera la sua credibilità e capacità di guida, il pericolo è che si apra un’autostrada al populismo, alla demagogia». &lt;p&gt;
&lt;b&gt;E come si fa a passare dalle parole ai fatti, presidente? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«In Italia la questione è aggravata dagli scandali, che non riguardano solo l’aspetto giudiziario ma anche e soprattutto quello dei comportamenti. Il susseguirsi di vicende poco edificanti aumenta la sfiducia dei cittadini nella politica. Ma c’è un problema ancora più di fondo. La globalizzazione è stata guidata dai mercati, dai grandi interessi economici, dalla finanza. E la politica si è totalmente fatta sfuggire di mano la situazione. Quel che appare è che siano i mercati ad imporre le scelte agli Stati nazionali e non viceversa come dovrebbe essere. Questo è davvero un problema enorme». &lt;p&gt;
&lt;b&gt;Per risolvere il quale non basta l’impegno italiano: serve un’azione a livello europeo. Giusto? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«Esattamente, c’è una dimensione europea che va recuperata. La vittoria in Francia di Hollande, che auspico, può aiutare a cambiare registro. Aggiungo anche che nel 2013 si voterà in Italia e in Germania: è chiaro che un ritorno a governi a guida progressista può favorire un’inversione di tendenza rispetto allo strapotere degli interessi finanziari globali. In particolare può rovesciare il teorema in base al quale nel periodo di massima crisi si pretende il massimo di austerità, salvo poi lamentarsi che manca la crescita». &lt;p&gt;
&lt;b&gt;Avanti con Monti fino al 2013. Conferma? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«Sicuro. Le elezioni a ottobre sono un esercizio mediatico e basta. Certo che se c’è chi si aspetta dal premier un miracolo a settimana, può rimanere deluso. La crisi non è certo finita per questo c’è bisogno di un altro anno di lavoro pieno». &lt;p&gt;
&lt;b&gt;Napolitano ha detto che i partiti sono indispensabili ma che debbono estirpare il marcio al loro interno. Come? Basta rivedere il finanziamento pubblico? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«Mi pare che la proposta fatta da Bersani di dimezzarlo sia molto forte. Il finanziamento pubblico deve rimanere, com’è in tutta Europa. Mettere tutto in mano ai privati, come vorrebbero alcuni, creerebbe un meccanismo di condizionamento della politica ancora più pericoloso. L’impegno del Pd è di portare in aula entro maggio questo provvedimento». &lt;p&gt;
&lt;b&gt;Insisto: basta o serve uno scatto in più? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«Bisogna anche attuare l’articolo 49 della Costituzione perché sia assicurata la democraticità interna. Senza dimenticare che al di là delle regole molto passa attraverso comportamenti individuali. I partiti devono avere degli anticorpi interni che prevengono e circoscrivono atti poco etici o di malcostume prima ancora che ci sano eventuali interventi della magistratura. Sarà un percorso lungo e difficile. La gente deve vedere corrispondenza tra le parole dei politici e il loro stile di vita. Solo così la credibilità, la fiducia, il rispetto e l’autorevolezza sarà recuperata». &lt;p&gt;
&lt;b&gt;Anche la necessità di una nuova legge elettorale è stata richiamata da Napolitano. Casini ha lanciato un allarme: sono all’opera guastatori che vogliono impedire la riforma. Si sente accusato? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«Per quanto riguarda noi del Pd si tratta di un’accusa assolutamente priva di fondamento e Casini lo sa bene. Noi con il mantenimento del Porcellum abbiamo solo da rimetterci. Primo perché vincola ad alleanze forzose; secondo perché il nostro elettorato non accetterebbe mai di tornare a votare con le liste bloccate. Quindi faremo di tutto, ripeto di tutto, per fare la riforma». &lt;p&gt;
&lt;b&gt;E allora chi è che frena? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«Da mesi io temo che, per come sono messi, il Pdl e in parte anche la Lega puntino a mantenere l’attuale sistema. Perché li costringe a stare insieme e poi perché possono continuare a nominare i parlamentari. Proprio per questo noi dobbiamo pretendere che si giochi a carte scoperte. E’ evidente che o entro maggio c’è la prima lettura delle riforme costituzionali e un’intesa politica sulla legge elettorale, oppure è una presa in giro e noi non possiamo starci. Le riforme costituzionali non possono diventare l’alibi per allungare il brodo e alla fine non fare nulla».&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sul 25 aprile ci sono state riserve da parte di settori dell’Anpi sulla presenza di esponenti politici del centrodestra alle manifestazioni. Anche la Polverini e Alemanno sono finiti nell’occhio del ciclone. Condivide? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«Capisco che accostare al 25 aprile persone che hanno una storia diversa è faticoso. Ma noi del Pd e in generale del centrosinistra dobbiamo pazientemente ricostruire un tessuto di valori condivisi anche dagli avversari. Quando ero segretario del partito, per diverse settimane ho sfidato Berlusconi, allora presidente del Consiglio, a celebrare per la prima volta il 25 aprile. Lo fece a Onna, naturalmente trasformando tutto in uno spot personale. Anche dentro il mio campo ci fu chi disse: è stato un bel boomerang. Io invece resto convinto di aver fatto bene, perché l’anniversario della Liberazione deve essere una ricorrenza nella quale tutti si possono e devono riconoscere. E non solo metà Paese». &lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1E52EN&quot;&gt;Il Messaggero - Carlo Fusi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio DI PIETRO: «Il Quirinale parla contro i disperati che protestano»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/26/antonio-di-pietro/%C2%ABil-quirinale-parla-contro-i-disperati-che-protestano%C2%BB-intervista/626919"></link>
  <updated>2012-04-26T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626919</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Io difendo l’uomo qualunque, cioè il cittadino normale. Le parole di Napolitano sono contro di lui, contro le persone disperate e che protestano. Ci manca davvero poco perché la rivolta sociale diventi violenta. Il capo dello Stato ha indicato il dito, come al solito. Non la luna”.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Qual è la luna, onorevole Di Pietro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Lo spettacolo squallido dei partiti di oggi. L’anti-politica è l’effetto non la causa di questa situazione. Il problema non sono il dipietrismo o il grillismo campioni dell’anti-politica, il problema è questa politica squallida, che sta a guardare ed è incapace di prendere decisioni. E si arrabbia se a decidere è la magistratura”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Come nel Novantadue di Tangentopoli.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Esatto, ma c’è una differenza. Allora tra una monetina e l’altra, la gente sperò nel cambiamento. Adesso c’è solo disperazione contro questa classe politica che è al capolinea e andrebbe cacciata a calci nel sedere. Le parole di Napolitano sono un attacco a questa gente. Avrebbe dovuto parlare prima, non fare come Ponzio Pilato”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In che senso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Perché Napolitano non ha parlato nel periodo in cui ha governato il centro-destra? Berlusconi ha piegato le istituzioni ai suoi interessi, con le leggi ad personam. Questa è la vera anti-politica, non io o Grillo”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma lei teme Grillo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Da me non sentirete mai una parola contro di lui. Il male è il politico che ruba non un comico che fa politica. Tra me e Grillo c’è una sola differenza”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Io critico ma voglio costruire un’alternativa, lanciare un modello riformista e legalitario. Lui invece mira a sfasciare tutto e basta”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In ogni caso, dice Napolitano, il populismo e la demagogia di turno non lasceranno traccia. Un concetto simile a quello espresso da D’Alema qualche giorno fa.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Io non penso alla fine che faremo, non mi interessa. Penso che l’attacco di Napolitano alimenti il disegno di far disertare le urne e avere solo un voto costretto, ricattato, imposto per far eleggere questi politici. L’obiettivo è di fare di tutta l’erba un fascio, ma non siamo tutti uguali. Noi facciamo politica e siamo gli unici a non prendere pomodorate nelle piazze”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma per il capo dello Stato c’è un filo tra i partiti e la Resistenza.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Dove sono questi partiti? I padri costituenti si saranno ribaltati nella tomba con le leggi ad personam e il Porcellum. I partiti di oggi sono traditori della Resistenza, non sono più figli di quella fase eroica. Il pericolo sono loro, non il qualunquismo o la demagogia”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cioè l’anti-politica, secondo il Quirinale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Chiedo al capo dello Stato: forse è anti-politica proporre l’abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti, i referendum per l’acqua pubblica e contro il Porcellum e il nucleare? Perché Napolitano non prende in considerazione le nostre proposte di non candidare i condannati in primo grado, di non dare poltrone ai politici sotto processo, di reintrodurre il falso in bilancio? L’Italia dei Valori agisce secondo le regole della democrazia e fa l’opposizione”.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Berlusconi non governa più.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Io sono felice che Monti abbia preso il suo posto. Ma oggi a pagare sono gli esodati e non gli evasori fiscali e le banche. Questo è il governo di don Rodrigo, che sta instaurando un nuovo feudalesimo”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Forse però si vota prima, nell’autunno prossimo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Purtroppo e ripeto tre volte purtruppo, si voterà nel 2013 e al posto del Porcellum ci sarà una legge elettorale che consentirà ai partiti di tenersi le mani libere prima delle elezioni. Questo è il tavolo che ci stanno apparecchiando. Una nuova forma di prostituzione politica, eppure Napolitano se la prende con l’anti-politica”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Grillo a parte, il capo dello Stato sarà preoccupato anche dal voto di protesta alle presidenziali francesi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Io avrei votato il socialista Hollande e non Le Pen. A me interessa rilanciare la foto di Vasto con Bersani e Vendola e costruire un’alternativa. Questa è anti-politica?”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1E4XP9&quot;&gt;Il Fatto Quotidiano - Fabrizio D'Esposito&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: Se si vota a ottobre vince la sinistra</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/24/silvio-berlusconi/se-si-vota-a-ottobre-vince-la-sinistra/626895"></link>
  <updated>2012-04-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626895</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Se si andasse a elezioni a ottobre la sinistra potrebbe vincere, con questa legge elettorale, visto che la Lega masochisticamente ha deciso di andare alle amministrative da sola e Fini ha fatto quello che ha fatto». 

&lt;p&gt;«Stiamo lavorando a una legge elettorale con la sinistra che si avvicini al modello proporzionale tedesco, dove i partiti si presentano da soli e il partito che ottiene più voti ha la responsabilità di formare il governo, che può essere quello formato con la destra o con la sinistra come ha fatto Merkel che ha fatto un governo con i liberali e un altro con i socialdemocratici. Se questo non fosse possibile si andrà a votare con l'attuale legge per coalizioni e quindi ancora una voltà di più sarà fondamentale che i moderati si presentino insieme».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;I rapporti con gli ex An&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Il nostro partito resta lo stesso, composto dalle stesse persone che credono nelle stesse cose, nelle nostre idee».&lt;br /&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2012/04/24/Partiti-Pd-propone-dimezzamente-rimborsi-subito_6766384.html&quot;&gt;ANSA&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Mariotto SEGNI: «La legge elettorale di Abc è un delitto contro l'Italia»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/18/mariotto-segni/%C2%ABla-legge-elettorale-di-abc-%C3%A8-un-delitto-contro-litalia%C2%BB-intervista/626810"></link>
  <updated>2012-04-18T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626810</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Professore Segni, il 19 aprile del 1993 gli italiani sancirono con un referendum il passaggio dal proporzionale al maggioritario. Oggi il Parlamento si appresta a votare il ritorno al proporzionale. Si é chiuso un ciclo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Se si dovesse chiudere il ciclo, perché è ancora tutto da vedere, la tremenda responsabilità storica ricadrebbe su Pd, Pdl e sui centristi».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei sembra nutrire dubbi sul varo della nuova legge elettorale...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Guardi, oggi (&lt;i&gt;ieri, ndr&lt;/i&gt;) sono accadute due cose importanti: la prima è la dichiarazione contraria alla nuova legge di Romano Prodi. L'altra è un manifesto sottoscritto in modo bipartisan da 20 deputati che ha avviato una raccolta di firme in Parlamento contro la nuova legge. Dunque c'è un gruppo di parlamentari pronti a battersi».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Nelle proposte di Alfano, Bersani e Casini quale rischio vede?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Possiamo paragonare l'Italia ad una grande macchina un po' vecchiotta mandata dai migliori meccanici per modernizzarla. L'aggiustano, la sistemano, ma pensano di metterci un motore di venti anni fa. È un delitto verso l'Italia. Si riporta il paese ad una situazione precedente al grande cambiamento del 1993 con un tipo di istituzioni che non esiste in alcuna parte del mondo occidentale. Il rischio serio è quello di fare precipitare il Paese nell'ingovernabilità».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cosa accadrebbe, secondo lei?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Avremmo un governo debole, dipendente dai partiti. Il contrario di quello forte, stabile, investito dalla legittimazione della fiducia popolare. Sarebbe impossibile fare una politica seria e rigorosa. Voglio ricordare a questi signori che negli Anni 80, l'ultimo periodo della Prima Repubblica il debito pubblico raddoppiò. E allora i partiti era forti mentre oggi sono inesistenti con un indice di gradimento ridotto a zero. Questa proposta ridà a questi partiti il potere di fare e disfare i governi».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Nello stesso giorno si votò, e passò a grande maggioranza anche il referendum radicale sull'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Lo votai anche io. E i due temi sono legati. Lo strapotere dei partiti porta ad un finanziamento pubblico abnorme. Non sono contrario del tutto a forme di finanziamento, ma quello che accade oggi è vergognoso. Ed è scandaloso che i tre partiti maggiori non dicano nulla sul livello del finanziamento. Ma la cosa peggiore è pensare l'Italia governata da governi di coalizione che saranno liberi da ogni decisione del cittadino e farebbero e distruggerebbero i governi a loro piacimento».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quali correttivi vede?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Oggi noi abbiamo, di fatto, un sistema presidenziale: la vita politica è diretta, in maniera chiara e netta, dal presidente della Repubblica. Questo ci dice che c'è bisogno di una guida e di una regia che sia staccata dal gioco dei partiti. Impariamo da questo, la strada da seguire è questa, non il ritorno alla Prima Repubblica».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;La vedremo ancora in campo con un referendum contro la legge elettorale di Abc?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Lasciamo spazio ai giovani, l'Italia non ha bisogno di me. Ma da semplice cittadino farò tutto il possibile per impedire questa scellerata marcia indietro».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1DR8QR&quot;&gt;la Repubblica - Silvio Buzzanca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio DI PIETRO: Legge elettorale. «Sottoscrivo l'appello contro la bozza ABC» (Alfano, Bersani, Casini)</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/10/antonio-di-pietro/legge-elettorale-%C2%ABsottoscrivo-lappello-contro-la-bozza-abc%C2%BB-alfano-bersani-casini/626648"></link>
  <updated>2012-04-10T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626648</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L'Italia dei Valori condivide e sottoscrive l'iniziativa lanciata da Arturo Parisi e da altri parlamentari di entrambi gli schieramenti contro il ritorno al proporzionale e la bozza di riforma elettorale proposta da Alfano, Bersani e Casini.
&lt;p&gt; Lo afferma in una nota il presidente dellItalia dei Valori, Antonio Di Pietro, in merito all'iniziativa lanciata da venti parlamentari, tra cui cinque ex ministri, dalle pagine de La Repubblica.
&lt;p&gt;

Lo ribadiamo: è fondamentale che i cittadini conoscano prima del voto il programma, le alleanze e il candidato leader della coalizione. La proposta di riforma ipotizzata da Alfano, Bersani e Casini, invece, sancisce la fine certa del bipolarismo. In tal modo, si corre il rischio di tornare alle peggiori abitudini della prima Repubblica.
&lt;p&gt;

Anche per questo, insieme al Comitato referendario, è già stato presentato un disegno di legge per dar voce a quel milione e duecentomila cittadini che, firmando per il referendum, hanno indicato chiaramente la strada da percorrere.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.diregiovani.it/home-diregiovani/12046-legge-elettorale-di-pietro-sottoscrivo-.dg&quot;&gt;Agenzia Dire&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio DI PIETRO: Cancellare i rimborsi elettorali ai partiti</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/05/antonio-di-pietro/cancellare-i-rimborsi-elettorali-ai-partiti/626602"></link>
  <updated>2012-04-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626602</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Come annunciato nei giorni scorsi e, ancora giovedì, alla Camera dei deputati nel suo intervento contro il dl semplificazioni, il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro si è recato presso la Corte di Cassazione, insieme con una delegazione del partito, per depositare il quesito per il referendum che chiede di abolire i rimborsi elettorali ai partiti. In sostanza, quel finanziamento pubblico  mascherato, con cui le forze politiche hanno aggirato l’esito del referendum del 1993, ingannando in questo modo i cittadini italiani che a grande maggioranza si erano espressi contro.
&lt;p&gt;

&quot;Siamo qui in Cassazione per depositare un quesito referendario, perché vogliamo che ancora una volta i cittadini possano esprimere la loro posizione in ordine al finanziamento pubblico ai partiti. Già qualche decennio fa l'avevano eliminato con un referendum. Attraverso questa legge sui rimborsi elettorali, è stato fatto rientrare dalla finestra ciò che era uscito dalla porta. Noi dell'Italia dei Valori vogliamo che i cittadini si esprimano ancora. per cambiare questa legge porcata&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non solo legge elettorale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; “Insieme a questo oggi depositiamo in Parlamento, in nome del Comitato referendario, il disegno di legge di quel milione e 200mila cittadini che attraverso la proposta referendaria, l'anno scorso, avevano dato la loro indicazione su come doveva essere fatta la legge elettorale, che è l'esatto contrario di quello che la ‘Triplice dell'Apocalisse’ (Alfano-Bersani-Casini) vuole oggi proporre al Paese, laddove vorrebbero che i cittadini votassero, ma senza sapere il programma, la coalizione o la squadra di governo. Insomma, pretendono che i cittadini diano un voto che poi verrà venduto al migliore offerente”.
&lt;p&gt;

“Su questi due temi, legge elettorale e finanziamento pubblico ai partiti, noi dell'IdV intendiamo passare dalle parole ai fatti, perché la realtà è molto diversa dal quello che l'informazione di regime, del governo Monti e della sua maggioranza anomala, vuol far credere. Mentre fanno credere che tutto va bene madama la marchesa, nel Paese reale ogni giorno migliaia di fabbriche chiudono e migliaia di lavoratori perdono il lavoro; non c'è futuro per i giovani, e addirittura imprenditori e operai si suicidano. Questa è una responsabilità gravissima della politica che continua a lodarsi e imbrodarsi invece di preoccuparsi di risolvere i problemi del Paese”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.italiadeivalori.it/interna/13214-legge-elettorale-di-pietro-in-cassazione-per-referendum&quot;&gt;sito web ufficiale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo DONADI: Dopo il Porcellum avremo il Bordellum</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/28/massimo-donadi/dopo-il-porcellum-avremo-il-bordellum/626387"></link>
  <updated>2012-03-28T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626387</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Raggiunto un accordo sulla legge elettorale, cosa ne pensa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Tutto il male possibile. Non è una legge elettorale, è una truffa elettorale e andrà a finire che dopo il Porcellum avremo il Bordellum. Una legge che ha un unico scopo: le mani libere per i partiti. Finisce il bipolarismo, ogni partito si presenterà con il proprio simbolo e toglieremo ai cittadini italiani anche quello che avevano da prima e cioè la possibilità di sapere, prima del voto e non di scoprirlo il giorno dopo, quale sarà programma, coalizione e candidato premier. E non si venga a raccontare che, almeno, con questa legge agli italiani verrà restituito il potere di scegliere i loro candidati, perché non è nemmeno questo. Metà verrano scelti in liste bloccate, tali e quali a prima, e l'altra metà in qualcosa che si avvicina molto alla legge elettorale delle province e io credo che nessun italiano si ricordi nemmeno il nome del consigliere provinciale scritto in piccolo nella scheda a fianco del simbolo del partito che ha votato.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Addirittura Bordellum, secondo lei cosa c'è dietro questo accordo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
C'è un patto scellerato dove tutto è stato preso in considerazione tranne l'interesse del Paese. Il patto scellerato nasce da uno scambio: l'Udc voleva a tutti i costi la fine del bipolarismo per poter attuare al meglio la politica dei due forni e quindi scegliere, dopo le elezioni, con quale dei due partiti principali allearsi. I due partiti principali hanno concesso questa cosa all'Udc ottenendo, in cambio, di essere sovrarappresentati. In pratica siccome questi due partiti, Pd e Pdl, alle elezioni del 2008 insieme hanno preso il 72%, mentre oggi a malapena arrivano al 48%, si sono fatti dare in cambio una legge che, con il 48% dei voti, gli darà circa il 70% dei parlamentari come quattro anni fa. Quindi due partiti che hanno sempre meno consenso, e sono entrambi sul punto di esplodere, hanno scambiato il bipolarismo per un mucchio di parlamentari in più per accontentare quel terzo dei loro parlamentari che altrimenti sarebbero restati a casa.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Che cosa farà l'Idv?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Come è ovvio faremo una durissima battaglia parlamentare per impedire che il Bordellum diventi realtà ma ancora di più faremo una grande azione di informazione perché come oggi c'è in Italia il governo Abc, c'è anche l'informazione Abc, che non è regime, è semplicemente lottizzazione partitocratica della Rai e dei grandi mezzi di informazione e noi cercheremo di spiegare a tutti gli italiani che con questo disegno di legge non si dà più democrazia ma se ne avrà ancora di meno, torneremo alla Prima Repubblica. Non solo, il partito che si metterà in mezzo, pronto ad allearsi tanto a destra, tanto a sinistra, di fatto avrà la golden share della democrazia italiana, potrà governare ininterrottamente per i prossimi decenni scegliendo di volta in volta con quale dei due partiti principali allearsi.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.massimodonadi.it/blog/dal-porcellum-al-bordellum&quot;&gt;sito web personale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: Se la riforma della legge elettorale sarà quella che si legge sui giornali, la reazione sarebbe durissima, innanzitutto contro il Pd</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/28/nichi-vendola/se-la-riforma-della-legge-elettorale-sar%C3%A0-quella-che-si-legge-sui-giornali-la-reazione-sarebbe-durissima-innanzitutto-contro-il-pd/626343"></link>
  <updated>2012-03-28T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626343</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Se la riforma della legge elettorale sarà quella che si legge sui giornali, la reazione sarebbe durissima, innanzitutto contro il Pd.
&lt;p&gt;

I danni che sono stati finora prodotti e che hanno portato a costruire un Parlamento segnato dall'antropologia degli Scilipoti sono destinati a essere notevolmente peggiorati.
&lt;p&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=10150688663153895&amp;id=38771508894&quot;&gt;pagina facebook&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo DONADI: La bozza sulla nuova legge elettorale è una truffa</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/27/massimo-donadi/la-bozza-sulla-nuova-legge-elettorale-%C3%A8-una-truffa/626299"></link>
  <updated>2012-03-27T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626299</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;La bozza sulla nuova legge elettorale è una truffa. Non solo non restituisce ai cittadini il diritto di scegliersi i loro candidati, ma gli toglie anche ciò che avevano in precedenza: il diritto di conoscere prima delle elezioni, e non dopo, il programma, la coalizione e il candidato premier&quot;.&lt;br /&gt;
 &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/politica/2012/03/27/news/vertice_legge_elettorale-32300886/&quot;&gt;repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Luigi BERSANI: Bersani: Se resta il «porcellum» faremo le primarie </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/13/pier-luigi-bersani/bersani-se-resta-il-%C2%ABporcellum%C2%BB-faremo-le-primarie/625723"></link>
  <updated>2012-03-13T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625723</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;«Nella demenziale e distruttiva ipotesi che ci sia ancora il Porcellum, certo non mi limiterei a nominare i parlamentari, su questo si può star sicuri». Lo ha detto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, conversando con i giornalisti al termine della sua visita alla sede di Google Italia a Milano. A chi gli ha chiesto se il Pd, nel caso non verrà cambiata l'attuale legge elettorale, sceglierà i propri candidati alle politiche con «primarie di collegio», Bersani ha replicato: lo faremo con «forme di partecipazione, primarie, che diano il segno che noi siamo diversi. Detto questo - ha aggiunto - non è con noi diversi che l'Italia si salva. L'Italia si salva se si fan diverse le regole». Quindi, «la nostra priorità assoluta è una nuova legge elettorale. Dopodiché in quel caso - ha precisato Bersani - a seconda della legge, vedremo i nostri meccanismi di partecipazione».«Ma sento troppe sirene - ha fatto notare - che cominciano a dire non ci sono le condizioni».

Bersani: Mi viene il dubbio che non la si voglia fare - Il dialogo sulla legge elettorale dal punto di vista tecnico è a buon punto, ma «mi viene il dubbio che non la si voglia fare». E' il segretario Pd Pier Luigi Bersani a lanciare l'allarme, durante la presentazione dell'ultimo libro di Federico Rampini: «Sul merito, non siamo lontanissimi. Ci sono problemi da risolvere, ma non siamo lontanissimi. Cos'è che non mi quadra? Questa cosa di tenere tutto assieme: legge elettorale, legge costituzionale... Noi abbiamo detto priorità alla legge elettorale, con le connessioni costituzionali che servono alla legge elettorale: numero dei parlamentari, sfiducia costruttiva».
Invece, «uno che fino a ieri ha dormito, adesso dice già che ci siamo cambiamo tutto il mondo. Mi viene il dubbio che alla fine non la si voglia fare. Se la si vuol fare, noi abbiamo la nostra proposta e siamo flessibili. Se invece si va a 'battere la palla' per poi all'ultimo momento dire che non ci sono le condizioni, è una questione molto seria. Già c'è un distacco micidiale con i cittadini».&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lapoliticaitaliana.it/Articolo/?d=20120312&amp;id=54790&quot;&gt;www.lapoliticaitaliana.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Achille OCCHETTO: «Il rischio è un’alternativa tra due moderatismi»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-02-22T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>624893</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
«Questo governo è nato per salvarci dal default ma per il dopo serve una svolta, bisogna garantire lavoro e giustizia sociale. È difficile dire oggi quello che succederà dopo il governo Monti. Molto dipenderà innanzitutto dall’esito delle amministrative e dai risultati di questo governo tecnico. Ci sono ancora troppe incognite». 
&lt;p&gt;Meglio partire, allora, da quello che Achille Occhetto, ultimo segretario del Pci, primo del Pds, vorrebbe che accadesse. Intanto gli piacerebbe che la smettessero di evocare in ogni occasione la battuta che fece alla vigilia delle elezioni del 1994 «sulla gioiosa macchina da guerra». «La dissi scherzando con i giornalisti, era un ossimoro e sinceramente mi stupisce che una persona colta come Enrico Letta la ritiri fuori oggi. Nel 1994 l’errore fu fatto dal Ppi. Io mi battei per fare una coalizione con loro, mentre loro erano convinti di essere ancora al centro della politica, senza rendersi conto che era iniziata la fase bipolare. Poi, io non getto la croce su Martinazzoli come gli ex Dc fanno con me, ma sono convinto che quel loro errore portò Berlusconi al governo. Rispedisco la critica a Letta». Messo a posto Letta, torna al Paese.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Che cosa dovrebbe seguire al governo dei tecnici?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Sarebbe bene che la politica si riformasse nel profondo. Rimane, purtroppo, ancora come tema centrale quello che fu posto prima che scoppiasse Mani pulite: l’autopurificazione della politica con una netta distinzione tra politica e affari. A differenza di allora oggi questo problema sta investendo tutto l’arco politico italiano ed è diventata una emergenza. Una volta riformata la politica, sarebbe importante, poi, ricreare un’alternativa tra un centrosinistra vero e un centrodestra vero».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Teme uno schiacciamento al centro di tutti gli schieramenti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Temo che la politica possa ridursi in un’alternativa fra una destra che piace ai salotti buoni e una destra dei salotti cattivi, ossia un’alternativa fra due moderatismi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Con a capo un leader né di destra né di sinistra, che per esempio arriva dall’attuale governo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«In politica non esiste un leader asettico. Un conto è un governo che nasce come è nato quello attuale in un momento in cui si pensava che il Paese fosse ad un passo dal default e quindi ci si è affidati ad una personalità credibile come Monti altro è la politica di lungo corso. E comunque non credo che la proiezione di questa fase sarà neutra, sarà moderata e ancora monetarista, senza facilitare quella svolta necessaria dopo il governo Monti».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il sindaco Emiliano lancia l’idea di una lista civica nazionale aperta al Terzo Polo per recuperare quella credibilità dei partiti verso l’opinione pubblica che oggi non c’è.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non riesco a immaginare questa come una possibilità. Mi preoccupa molto l’impostazione di fondo di questa discussione, fondata sull’ingegneria delle alleanze. Si è partiti con il piede sbagliato perché le alleanze vanno misurate sui contenuti e sui programmi. A mio avviso si dovrebbe passare dalle primarie sui nomi alle primarie sui programmi perché quello che serve è un grande dibattito sui nodi che le forze politiche dovranno sciogliere durante la prossima legislatura». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Primarie sui temi caldi? A cosa pensa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Innanzitutto a lavoro, giustizia sociale, sviluppo e ambiente: un programma che affronti questi temi in modo strettamente legato tra loro, il nucleo centrale di tutte le altre proposte programmatiche. Vogliamo aprire un confronto con i cittadini su tutte quelle politiche di messa in sicurezza del territorio e della riconversione ecologica dell’economia? Credo che aprire una discussione su questo riavvicinerebbe l’opinione pubblica alle forze politiche, anche se è evidente che prima di tutto si deve procedere ad una disinfestazione dell’ambiente politico.&lt;br /&gt;


L’altra questione fondamentale resta l’Europa: è stata tradita l’idea di Spinelli e di Delors. Se vogliamo uscire dal duo nefasto Merkel-Sarkozy bisogna fondare un’Europa federale dove è la politica a prendere il posto di comando».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Da quello che dice sembra che la sua attenzione non si sia mai soffermata sulla foto di Vasto. È così?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«La foto di Vasto ha un senso se serve a dimostrare che stavolta non c’è l’intenzione di lasciare fuori dal gioco alcune forze politiche. Ma da sola non basta. Oggi la questione non ruota più intorno alle sigle dei partiti, la gente ha il sospetto che chiunque si presenti, con qualunque formula, ci si trovi sempre di fronte alla stessa acqua pestata nello stesso mortaio. Si deve dimostrare, invece, che entra acqua nuova e che c’è la possibilità di trovare un accordo su alcune idee forti».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Occhetto, altro tema caldo è la legge elettorale. Crede che alla fine si troverà un accordo largamente condiviso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Sono piuttosto pessimista perché gli accordi elettorali dovrebbero essere fatti sulla base di una valutazione delle condizioni del Paese, prevedendo il massimo di rappresentanza e di partecipazione per facilitare il prosciugamento dell’astensione. Purtroppo credo che i due partiti maggiori si metteranno intorno ad un tavolo per decidere quale sistema elettorale permetta a chi di loro vince di avere il massimo risultato». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Come valuta il governo Monti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Questo è un governo voluto come un esecutivo di liberazione, che ha ridato fiducia al Paese e ha ristabilito un minimo di dignità all’estero. Quindi il ragionamento su cui è nato è stato giusto e il governo è riuscito a fronteggiare lo tsunami mettendo a riparo l’economia italiana, ma non dobbiamo dimenticare che esistono due economie: quella di carta e quella reale. L’offensiva venuta dall’economia di carta è stata fronteggiata a costo di gravi sacrifici che non sono andati di pari passo con l’equità. Oltre al fatto che oggi rimangono sul tavolo tutti i temi dell’economia reale sui quali il governo tecnico non potrà non arrivare ad un compromesso con i partiti e, se ancora esistono un centrodestra e un centrosinistra, allora sarà difficile trovare un accordo chiaro. Prevedo nuove contraddizioni, per questo penso che già oggi si deve aprire il dibattito sul domani».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Enrico Letta l’ha chiamata in causa anche per il mancato appoggio al governo Ciampi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Mi onoro di essere stato, insieme a Scalfaro, uno degli ideatori del governo Ciampi anche contro una parte rilevante del mio partito. Qui Letta si sbaglia, non abbiamo mai tolto l’appoggio a Ciampi, benché dopo il voto favorevole a Craxi in Parlamento, abbiamo ritirato i nostri ministri».  &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1B3J0Q&quot;&gt;l'Unità - Maria Zegarelli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: “Sì a Di Pietro, noi insieme contro l’inciucio”  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/11/paolo-ferrero/%E2%80%9Cs%C3%AC-a-di-pietro-noi-insieme-contro-l%E2%80%99inciucio%E2%80%9D-intervista/624279"></link>
  <updated>2012-02-11T00:00:00Z</updated>
  <author>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>624279</id>
  <summary type="html">&lt;br&gt;&lt;b&gt;Ferrero, l’inciucio centrista avanza e agita la clava dello sbarramento elettorale contro le cosiddette “estreme”.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Monti non è una parentesi. È un governo costituente che prepara un’uscita da destra dopo il fallimento della Seconda Repubblica.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Un governo di destra appoggiato dal Pd.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Incomprensibile. E peggio di un governo di destra come quello di Berlusconi c’è solo un governo di destra senza opposizione.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Come questo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Appunto. Perciò dico a Di Pietro che sono d’accordo con lui. Non possiamo solo lamentarci, è l’ora di costruire un polo di sinistra come la Linke in Germania. Dalla crisi della Seconda Repubblica possiamo uscire da sinistra.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;La proposta dell’Idv però è legata a un’eventuale soglia di sbarramento alta nella riforma elettorale, se mai il Porcellum sarà archiviato. Altrimenti c’è la foto di Vasto: Pd, Sel e Idv.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non basta. Guardi che se si votasse oggi con il Porcellum, la foto di Vasto avrebbe bisogno dell’Udc per governare, che al Senato non ci sarebbe la maggioranza. Sarebbe un governo dal profilo moderato, sotto il ricatto di Casini. Non sarebbe una vera alternativa al liberismo.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma Di Pietro vuol salvare il “soldato Bersani” dalle spinte centriste nel Pd.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Basta inseguire il Pd, che a sua volta insegue il Terzo polo. Certo, il Pd resta la cosa più vicina a noi, ma dobbiamo prendere atto del quadro sociale e politico. Il governo Monti sta facendo politiche inique e recessive e vuole demolire i diritti dei lavoratori, con una maggioranza ben determinata.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cioè: Pd, Pdl e Terzo polo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Sia in Grecia sia Italia si sta formando un blocco centrista destinato a fare politiche convergenti. Che vinca l’una o l’altra, queste forze sono chiamate ad applicare lo stesso programma.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Non c’è differenza.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Per questo è necessaria l’autonomia dal Pd. Dobbiamo costruire un percorso per un governo di cambiamento radicale. Il dibattito sulla legge elettorale sta portando fuori questa necessità, ma io sono a prescindere per questo nuovo polo, che chiamerei di sinistra e dei beni comuni.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Idv, Sel, Federazione della sinistra, nuovi sindaci.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
E comitati, associazioni, reti. Insieme su quattro punti: pace; riconversione ambientale dell’economia; allargamento dei beni comuni; difesa dei diritti dei lavoratori. In questi giorni stanno facendo passare sotto silenzio un’altra vicenda grave: la fine del contratto nazionale di lavoro nelle Ferrovie, come ha fatto Marchionne alla Fiat. Monti vuole demolire il sindacato. Non perdiamo altro tempo facciamo un’opposizione costituente.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;A prescindere dalla legge elettorale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Esatto. Facciamo un blocco frontale e comune in difesa dell’articolo 18, che io vorrei esteso a tutti. Se vanno avanti togliendolo e non ci facciamo sentire poi non possiamo lamentarci.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il leader?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il dibattito non mi appassiona. Io penso a una forza partecipata, dal basso. Usciamo dal bipolarismo ma anche dal plebiscitarismo. Io sono per un sistema proporzionale che sia rappresentativo in Parlamento di tutto il popolo. Questo bipolarismo basato sul tifo calcistico ha dato tutto il potere ai mercati, ai banchieri, ai poteri forti.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Nei sondaggi la Federazione della Sinistra è intorno al 2 per cento.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Alle elezioni però raddoppiamo sempre, ma non è questo il punto.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il punto è politico.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
I poteri forti adesso hanno anche un altro vantaggio: Berlusconi non c’è più e non possono essere attaccati per questo. Monti non ha opposizione e sta terremotando il quadro politico. È mai possibile che la gente quando sente parlare di riforme pensa ormai sempre al peggio?
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;La gente è incazzata.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Pensa che la politica non serva più a nulla. Non è vero. La politica non è la casta.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2012/2/11/19629-ferrero-prc-si-a-di-pietro-noi-insieme-contro-linciucio/&quot;&gt;controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIUSEPPE TASSONE: “Il Parlamento deve affrontare subito la questione del finanziamento ai partiti politici e la legge elettorale: doloso sottrarsi a questo dovere”</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/07/giuseppe-tassone/%E2%80%9Cil-parlamento-deve-affrontare-subito-la-questione-del-finanziamento-ai-partiti-politici-e-la-legge-elettorale-doloso-sottrarsi-a-questo-dovere%E2%80%9D/624193"></link>
  <updated>2012-02-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>624193</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres.  Consiglio Comunale Cuneo (CN) (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L’attuale legge sul finanziamento dei partiti non regge più e deve essere velocemente modificata e resa compatibile con uno Stato a democrazia avanzata.
&lt;p&gt;
I recenti scandali, ultimo dei quali quello del senatore Lusi, hanno sottolineato la “distanza” abissale tra il comune sentire dei cittadini e chi dovrebbe rappresentarli e che invece pare asserragliato in un indifendibile fortino teso a difendere rendite di posizione inaccettabili.
&lt;p&gt;
Di qui la necessità, urgente, di recuperare i valori veri della politica, di rifarsi alla Costituzione e di restituire ai partiti politici piena ed assoluta capacità d’azione.
&lt;p&gt;
Pretendere una riforma della legge di finanziamento dei partiti politici, ispirata ad assoluta trasparenza, che preveda la diminuzione anche dei fondi stanziati (in linea con la crisi economica) e, in ogni caso, una norma che impedisca la proliferazione di gruppi funzionali solo ad usufruire di pubblico denaro appare del tutto urgente.
&lt;p&gt;
Il Parlamento deve dimostrare, in questo momento, di essere in grado di recuperare credibilità: modificare con urgenza, con criteri di democrazia, trasparenza e rispetto dei cittadini, la legge elettorale e quella sul finanziamento pubblico costituisce un obbligo morale al quale nessun Parlamentare, se non con dolo, deve sentirsi in diritto di sottrarsi.
&lt;p&gt;

Beppe Tassone&lt;br /&gt;






 
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.beppetassone.it&quot;&gt;sito web personale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Lavoro: confronto dovuto, no forzature </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/06/dario-franceschini/lavoro-confronto-dovuto-no-forzature/624074"></link>
  <updated>2012-02-06T00:00:00Z</updated>
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  <id>624074</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Il ministro Fornero ha ha detto che ci sara' un percorso
di concertazione con le parti sociali, sindacato in primo luogo. Non mi riferisco solo al confronto, che e' dovuto, ma al testo che giungera' in Parlamento e che dovra' avere il consenso delle parti sociali, indispensabile in un momento cosi' carico di tensioni nel Paese. Attenzione pero: nessuno faccia forzature su questo, ne' alle Camere ne' tanto meno nel Paese&quot;. E' quanto dichiarato in &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6864&quot;&gt;un'intervista alla &lt;i&gt;&lt;b&gt;Repubblica&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt; dall'esponente del Pd &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, in merito al confronto sulla riforma del lavoro.
&lt;p&gt;

Riguardo la riforma della legge elettorale, secondo &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; &quot;serve un'intesa molto larga. Alla trattativa devono partecipare tutte le forze parlamentari, comprese Idv e Lega. Tanto che Anna Finocchiaro ed io abbiamo proposto le conferenze congiunte dei capigruppo di Camera e Senato e stiamo aspettando la risposta dei presidenti Fini e Schifani&quot;.
&lt;p&gt;

&quot;Se l'idea e' di un'intesa tra Pd e Pdl a scapito del Terzo Polo, la risposta e' no. Sia perche' la legge elettorale non si puo' fare imponendo la logica dei numeri, sia perche' si metterebbe a rischio il Governo stesso&quot;, conclude &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt;.

&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6864&quot;&gt;&lt;b&gt;Intervista a Dario Franceschini - La Repubblica&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6864&quot;&gt;Repubblica&lt;/a&gt;</summary>
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