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  <title>Openpolis - Argomento: privatizzazione</title>
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  <updated>2011-08-28T00:00:00Z</updated>
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  <title>DOMENICO FINIGUERRA: «Non si può essere contrari a questa manovra economica ma favorevoli ad opere inutili come il Tav»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-08-28T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>607995</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Cassinetta di Lugagnano (MI) (Partito: LISTA CIVICA) - Consigliere  Consiglio Comunale Cassinetta di Lugagnano (MI) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Domenico Finiguerra è sindaco di Cassinetta di Lugagnano ed è promotore della campagna nazionale “Stop al consumo del territorio”. Il suo è stato il primo comune d’Italia ad avere deliberato la crescita zero del proprio piano regolatore.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Finiguerra, lei che significato dà alla parola “no”?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

“No” è l’opposizione a ciò che fa male, no alla malattia a d esempio, a qualcosa che peggiora la vita. Noi che ci opponiamo al consumo del territorio dobbiamo uscire dal recinto dove tentano di chiuderci con la retorica. In Italia ci sono sacche di resistenza che sognano un modello di società alternativo, il sol dell’avvenire del 2011. Il “no” è quindi questo: una costruzione alternativa alla distruzione che ci viene imposta come unica soluzione.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei è affetto dalla sindrome Nimby?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

E’ una mistificazione creata ad arte per relegarci dentro un contesto ristretto. E’ una mossa disperata da parte dei fanatici della crescita quella di tacciare di egoismo chi lotta contro l’avidità, che ha avvelenato la proposta politica ed economica odierna di chi governa il mondo. Dire ai Notav che sono affetti da questa sindrome significa quindi insultarli attraverso una mistificazione. Nimby in fondo è la difesa dei beni comuni della maggioranza contro una minoranza che vuole assaltare e monetizzare tutto.

&lt;p&gt;
 

&lt;b&gt;Perché il territorio è consumato così voracemente?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

La prima ragione è la rendita fondiaria, la speculazione edilizia è oggi l’investimento migliore. E’ facilitata dalla sinistra anche se è bipartisan: nessuna regione italiana si  è opposta al piano casa di Berlusconi. Siamo di fronte ad un monoblocco ideologico sempre a favore delle grandi opere. Poi vi è l’impoverimento dell’agricoltura ed il mito della crescita industriale infinita. In ultimo ma non meno importate ecco l’arretratezza culturale della classe dirigente, priva di un’apertura mentale sufficiente ad individuare significati diversi da quelli passati legati al concetto di benessere.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Aumenterà ancora la cementificazione del suolo in futuro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Non so, perché non c’è più una domanda forte come in passato. I comuni però cercheranno di monetizzare ciò che gli resta per garantire le promesse fatte durante la campagna elettorale. Gli oneri di urbanizzazione fino a qualche anno fa erano utilizzabili solo per investimenti oggi si possono usare per spesa corrente perché i bilanci dei comuni comuni a rischio e con loro la spesa sociale.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cosa è la val Susa in questo momento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Una realtà che fa paura e viene mistificata. Manipolata dai media e data in pasto al paese. Però qui non siamo di fronte ad una valle con quattro gatti retrogradi. Qui esiste una rete di relazioni dove agiscono migliaia di persone, amministratori, scienziati, circoli ricreativi, case del popolo, gruppi di acquisto solidale. La val Susa subirà una forte demonizzazione perché è riuscita a creare tutto questo. Qui c’è un crinale dove la politica dovrà passare, soprattutto chi si candida come alternativo a Berlusconi. Non si può essere contrari a questa manovra economica ma favorevoli ad opere inutili come il Tav.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Perché questa voglia di resistenza non passa nel resto paese?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Distrazione diffusa, voglia di non pensare.  Questo forum dimostra che esistono molte zone in lotta lungo lo stivale, ma l’Italia è ancora addormentata. Non dimentichiamo che l’ideologia dello shopping è sempre fortissima ed il processo per uscirne sarà lungo e doloroso. Credo inoltre che la stragrande maggioranza degli italiani pensi che il Tav in val Susa possa essere utilizzato da tutti per andare ad Eurodisney di Parigi, tutta colpa dei mezzi di comunicazione di massa.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Un territorio leghista è legato alla salvaguardia del suo territorio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Ho visto diverse scritte sui muri delle mie parti ed in Veneto, tracciate con colore verde padano: chiedono la fine della cementificazione del territorio. Penso che anche in questo caso la base leghista non sia seguita dal vertice che ormai vive a Roma. È un aspetto interessante per aprire contraddizioni all’interno della lega.&lt;br /&gt;
 Bossi dice: dobbiamo stare a fianco dei nostri contadini e poi i piani regolatori degli amministratori Pdl Lega fanno il contrario.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Questa crisi economica salva il territorio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Non credo. Lo salva forse quando sottrae fondi alla speculazione edilizia. Vedo però anche il rischio opposto: una deregolamentazione che porterebbe ad una attacco a tutti i beni comuni, suolo in primis. Quando si comincia a ragionare di privatizzazione del demanio significa che in Italia si pensa a vendere il Colosseo. E se propongono di vendere quello significa che sono disposti a vendere per quattro soldi tutto quanto pur di far cassa.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.notav.info/news/intervista-a-domenico-finiguerra-al-forum/&quot;&gt;Liberazione - M.Pagliassotti | NoTav.info&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: «Una piazza per il nostro programma»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/25/nichi-vendola/%C2%ABuna-piazza-per-il-nostro-programma%C2%BB-intervista/586628"></link>
  <updated>2011-06-25T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>586628</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Di Pietro torna il moderato delle origini. E alla fine ripropone gli incontri fra leader nelle stanze chiuse.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Di Pietro dice a Bersani di darsi una mossa e convocarvi. E a voi di Sel, Vendola, di non anteporre le primarie al programma.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non mi piace l’atteggiamento di chi ha sempre addosso una toga e un dito puntato. Propongo a tutti una clausola di stile: evitiamo gli effetti speciali. Capisco il problema di Di Pietro: vede esaurito lo spazio della rincorsa a sinistra. E sceglie di ricollocarsi come ala destra del centrosinistra. In sostanza torna al moderatismo radicale delle origini. Intendiamoci, non è trasformismo, solo un riposizionamento. Ma è inaccettabile il modo: offre un argomento formidabile a una maggioranza allo sbando, attacca Bersani e me dicendo che non c’è l’alternativa. E propone il tema del programma nella forma più vecchia e politicistica: lui, io e il leader Pd dovremmo riunirci in una stanza per scrivere il libro del futuro?
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Non ci sta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ma sarebbe capovolgere il significato di quello che è accaduto in Italia nelle ultime settimane. Sottrarre alla partecipazione democratica, a quel diritto di ingerenza che ha scompaginato i giochi ai referendum, l’oggetto vero del cambiamento, e cioè le scelte che devono riguardare la vita, il lavoro, la scuola, l’ambiente, la parità di genere. Facendo leva su un punto vero, il ritardo di tutti noi a mettere in campo quel processo e quel cantiere oggi maturi.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ecco, nel merito l’ex pm ha ragione.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non se riduce l’alternativa a un problema di agreement fra stati maggiori.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quando invece chiedete primarie di programma che proponete nei fatti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Faccio un esempio che mi riguarda: se nelle primarie pugliesi avesse vinto Francesco Boccia (deputato Pd, due volte sconfitto da Vendola, &lt;i&gt;ndr&lt;/i&gt;) il più grande acquedotto d’Europa, il nostro, sarebbe stato privatizzato. Era immaginabile decidere del sì o no alla privatizzazione in un incontro riservato del centrosinistra? Invece ha deciso il popolo. E per piacere, non facciamo un’inutile disputa nominalistica sulla nozione di popolo. Ma il Pd alla direzione di oggi (ieri, &lt;i&gt;ndr&lt;/i&gt;) ha fatto scelte importanti. Ha superato il dibattito su primarie sì o no, oggi siamo al come e al quando. E se posso dire una cosa a Bersani sul come, più vasta è la platea più rappresentano il cambiamento.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Insisto: in concreto cosa sono le primarie sul programma?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Nella contesa bella, spero, incassiamo le convergenze, penso alla tassazione delle rendite, e discutiamo alla luce del sole sui punti di divergenza. Per esempio di cosa significa fuoriuscire dal contratto nazionale con il rischio di far schiantare la condizione di lavoratrici e lavoratori. Di questi temi, ormai liberi da ipoteche ideologiche, non è forse giusto parlare dentro la piazza, perché la politica non sia un discorso calato dall’alto?
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Parlate di una nuova sinistra unitaria, ma Bersani non risponde.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il popolo del centrosinistra è mescolato, arricchito dalle competenze e dalle passioni di tanti senza tessere in tasca. La politica non si esaurisce nel recinto dei partiti. E la forza di alcune questioni, sottovalutate anche dal centrosinistra, è evocare una nuova fondazione della res publica, la trama dei beni comuni, il primato dell’interesse collettivo, un’idea forte di socialità.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Non è rischioso convocare i gazebo prima di sapere quando si vota?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ormai è possibile mettere le primarie in calendario. Senza paura del confronto tra noi. Non ho la sindrome del vampiro, non ho l’ossessione di erodere consensi al Pd. Ho lavorato a costruire un soggetto politico il cui obiettivo non fosse l’autosufficienza. E lo stile non fosse la boria di partito.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei definisce Sinistra ecologia libertà ‘movimento’, non partito. Non a tutti piace, in Sel.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Movimento è più importante, comprende il partito, ma più tante altre cose. Bisogna essere laici, non avere atteggiamenti feticistici verso i luoghi che costruiamo. Sono solo strumenti.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma se non chiedete un tavolo dei leader, dove dovranno essere decise le primarie e il programma?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non dico che gli incontri fra noi non siano importanti. Ma dobbiamo dare segnali all’altezza dell’attesa che si è creata nel paese. Si tratta di costruire anche momenti simbolici.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Come si immagina questi ‘momenti’ simbolici?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non voglio immaginare niente, non mi interessa avere il copyright di nulla. Tanta Italia ci guarda con molta speranza e qualche ansia. Dobbiamo interrogarla, continuare a farla sentire protagonista, chiederle di aiutarci a scrivere l’agenda del cambiamento. Faccio un esempio: le mobilitazioni nella scuola, nell’università, nella cultura hanno squadernato una straordinaria dimensione di competenze a cui è indispensabile attingere. Oppure: ora tutti si accorgono di quanto sia catastrofica la dimensione della precarietà. Il mondo dei precari racconta storie, propone scelte. Vogliamo ascoltarli? Ho in testa la stagione milanese: una riappropriazione della politica come dello strumento che ti fa capire dove siamo finiti. Il berlusconismo è stato la più grave forma di privatizzazione della politica. Gramsci avrebbe detto ‘rivoluzione passiva’. Il centrosinistra non può che essere il contrario della passivizzazione.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Questa piazza comune include la Federazione della sinistra? Loro temono che vogliate tenerli fuori.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Figuriamoci se è mia intenzione escluderli. Sono io oggetto di un atteggiamento schizofrenico: un giorno la proposta unitaria, un altro la contumelia. Mi piacerebbe tornare a discutere con loro. Vedo che anche nel dibattito interno si sollevano critiche alla marginalità e all’orgoglioso sconfittismo a cui sembrano candidarsi. Per quanto mi riguarda, chi declina la radicalità in termini di minoritarismo non sta sulla mia strada. Detto questo, lotterò perché non ci siano esclusioni a sinistra. Ma il tema è l’autoesclusione di chi considera il terreno del governo come una sorta di perdizione e quello dell’opposizione una salvazione.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non le dispiace essere considerato un populista di sinistra?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Se posso fare la parte del vanitoso, no. Faccio tendenza. Le espressioni che ho inventato, dalla «rivoluzione gentile» all’«Italia migliore», alla «narrazione», sono state imitate e emulate. Ma lascerei correre questa discussione stucchevole. Oggi (ieri, &lt;i&gt;ndr&lt;/i&gt;) Massimo Mucchetti, economista rigoroso, elogia sul Corriere della sera il lavoro del presidente Vendola sull’acquedotto pugliese. Ecco cosa intendo: sento il dovere di sottrarmi alla scorciatoia della bella sconfitta. Siamo chiamati a organizzare la speranza e a trasformarla in un blocco sociale, una nuova egemonia culturale.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=11HUAT&quot;&gt;Il Manifesto - Daniela Preziosi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Luigi BERSANI: «Voto alle 10 di mattina. E fatelo tutti: contro gli imbrogli del premier»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-06-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>583692</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Altro che inutile: sul nucleare il decreto del governo lascia loro mani libere per fare tutte le centrali che vogliono…».
&lt;p&gt; «Io vado a votare alle 10 di domenica mattina», dice Pier Luigi Bersani invitando dirigenti, militanti e simpatizzanti del Pd a fare altrettanto. È chiaro che il dato sull’affluenza alle urne dato dai tg dell’ora di pranzo sarà determinante per il raggiungimento del quorum. «È molto importante incoraggiare tutti ad andare a votare, noi dobbiamo dare un segno immediato di fiducia nella partecipazione».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Nonostante siano 16 anni che non si raggiunge il quorum?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «È arduo, siamo i primi a saperlo, ma ne abbiamo già superate di prove ardue».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Si vince facile, come disse di Milano?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«L’obiettivo può essere raggiunto, innanzitutto per il merito dei quesiti. Si toccano temi su cui c’è una straordinaria sensibilità. A partire dalla questione nucleare».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Berlusconi dice che è un voto inutile, visto che il governo col decreto omnibus ha già bloccato il piano.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Si tratta di un imbroglio, smascherato dalla Cassazione. Nella sentenza c’è scritto che la pezza che hanno cercato di mettere per evitare il referendum leggo “in realtà amplia le prospettive e i modi di ricorso alle fonti nucleari”. Una conferma di quella norma lascerebbe al governo mani libere, senza limite di numero di centrali e di criteri per l’individuazione dei siti».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Dice che interessi ai cittadini anche abrogare il legittimo impedimento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Dico che per la prima volta gli italiani hanno la possibilità di affermare che la legge è uguale per tutti. Le norme in vigore già prevedono di ovviare a problemi di impedimento reale ad andare in un tribunale, non c’è nessuna ragione per inventarsi scorciatoie per chicchessia».
&lt;p&gt;&lt;b&gt; Parliamo dei quesiti sull’acqua: dal centrodestra la accusano di aver cambiato idea sulla privatizzazione.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Questa gente confonde il concetto di privatizzazione con quello di liberalizzazione. La norma Ronchi obbliga la privatizzazione. Costringe a vendere, quindi a svendere perché quando si è costretti il prezzo lo fa chi compra, le società pubbliche. Tutte le pratiche di liberalizzazione che ho fatto io, dall’energia alle ferrovie, non hanno mai previsto l’obbligo di privatizzare. A me le gare vanno benissimo, non vedo cosa c’entri questo con l’obbligo di privatizzare. Sapendo anche che il privato non trasforma l’acqua in vino. Non sono d’accordo però neanche con chi sostiene il contrario».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ci sarà una manifestazione a Piazza del Popolo: lei sarà sul palco?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Sarò sotto al palco, ora c’è bisogno del protagonismo della società. È importante che milioni di persone diano un ulteriore segno che il vento è cambiato, e il Pd come ha fatto in questi mesi deve mettersi al servizio della riscossa civica, deve dare una mano e dare la mano ai movimenti».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Che ne pensa dei ministri che annunciano che non andranno a votare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Ne penso tutto il male possibile. Chi assume responsabilità di governo, chi giura sulla Costituzione, ha anche dei doveri civici».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Però saranno anche liberi di dare al loro elettorato indicazioni di comportamento, non crede?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Penso che non pochi elettori di centrodestra vogliano esprimersi, e veder valere il loro voto».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Questo referendum secondo lei avrà conseguenze politiche?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Ce n’è già di avanzo perché questo governo vada a casa. Certamente, se c’è una grande partecipazione verrà confermata un’esigenza di cambiamento. Per quanto ci riguarda, anche se Berlusconi continuerà ad esercitarsi in tecniche di sopravvivenza, noi chiederemo le dimissioni di questo governo. Come stiamo facendo da qualche mese a questa parte».
&lt;p&gt;&lt;b&gt; Dice che anche il vertice notturno tra Berlusconi, Bossi e Tremonti punti a tecniche di sopravvivenza?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Non sarà un vertice notturno a risolvere problemi che per mesi hanno negato. Non hanno messo mano a nessuna riforma in grado di promuovere la crescita. E invece sento Berlusconi parlare di allargare i cordoni della borsa, di abbassare delle tasse. Ma di cosa parla?».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E se invece arrivasse veramente in Parlamento una riforma fiscale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Siamo seri, si può distribuire diversamente il carico fiscale se si vuole maggiore equità e un po’ di crescita. E distribuire equamente vuol dire caricare di più sull’evasione e sulle rendite finanziarie e da patrimonio, e cominciare ad alleggerire il carico su impresa e lavoro. Se si aprisse mai un discorso serio, io sono pronto a sfidare il governo, ad aprire un confronto in Parlamento a partire dalle nostre idee. Ma se vengono fuori palloni miracolistici alla Berlusconi no, non ci faremo prendere in giro. D’altronde, l’esempio di queste ore è il federalismo. I Comuni, come dicemmo mesi fa, stanno applicando sistemi di sovratassazione che derivano dai tagli decisi dal governo».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Qualcosa l’inventeranno per rilanciare dopo la sconfitta, non crede?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Veramente per ora il Pdl parla di primarie, di un segretario anziché tre coordinatori, di tutto fuorché dell’Italia. È impressionante il tipo di discussione che fanno. Come può non venirgli in mente di domandarsi se abbiano sbagliato qualcosa, sul piano della democrazia, su quello economico e sociale. Niente. Neanche nella sconfitta riescono a parlare dei problemi della gente».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;C’è chi scrive che per Berlusconi Tremonti punta al Colle con i voti del Pd.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Non so se sia vero che attribuisca a Tremonti una cosa così fantasiosa. Pur conoscendo la fantasia del ministro dell’Economia, questa mi sembra francamente troppo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Dice Vendola che è inadeguata la forma partito e che Pd, Sel e Idv dovrebbero dar vita a un soggetto nuovo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il tema di superare la forma partito era di molti anni fa. Il tema di oggi è qual è la nuova forma partito. E noi lavoriamo sul Pd. Dopodiché, ricordo che io un anno fa ho proposto un nuovo Ulivo. Chiamiamolo anche in modo diverso, ma dobbiamo lavorare a un avvicinamento tra le forze di centrosinistra che intendono impegnarsi in una nuova prospettiva di governo, e fare in modo che questo rapporto venga percepito anche come una soggettività. Ma questo non può essere disgiunto dai problemi, quindi dobbiamo rassicurarci che quando parliamo di riforma del fisco, lavoro, precarietà, democrazia, politica estera, stiamo dicendo cose esigibili da chi ci deve votare. Ogni possibile riapertura di cantieri può partire solo da questo, da una credibile e positiva esperienza di governo. Altrimenti, facciamo del politicismo. E il Paese non lo capirebbe».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=110W3W&quot;&gt;l’Unità - Simone Collini&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ALFIO TODINI: L'asilo nido G. Rodari resterà pubblico</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/08/alfio-todini/lasilo-nido-g-rodari-rester%C3%A0-pubblico/585285"></link>
  <updated>2011-06-08T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>585285</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Marsciano (PG) (Partito: Cen-sin) - Consigliere  Consiglio Comunale Marsciano (PG) (Lista di elezione: Cen-sin) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Così come ci siamo impegnati a fare con le famiglie interessate, abbiamo portato a termine la verifica circa la possibilità di mantenere, presso l’asilo nido comunale Rodari del capoluogo, l’attuale modello organizzativo. Tale verifica ha confermato la possibilità di continuare a gestire il servizio offerto dall’asilo nido con la stessa attuale struttura fino a tutto il prossimo anno scolastico 2011/2012.

La natura di servizio pubblico del nido comunale non è mai stata, e mai sarà, in discussione.

Il nido Rodari si inserisce, comunque, in un contesto di assoluta eccellenza quantitativa e qualitativa, dove i nidi presenti in tutto il territorio comunale fanno di Marsciano, anche grazie alle professionalità delle gestioni private, uno dei territori che eccellono a livello regionale, come unanimemente riconosciuto.

Non sappiamo fino a quando riusciremo a far fronte con le nostre sole forze ai tagli operati a livello centrale sul mondo della scuola e della formazione. Tuttavia resta per noi chiaro che il nido Rodari è la struttura capofila nel quadro complessivo delle politiche rivolte all’infanzia. Politiche che rimangono una delle priorità di questa Amministrazione come testimoniato anche dal fatto che nelle analisi statistiche recentemente pubblicate dal Sole 24ore, e che vedono Marsciano al 78° posto in Italia per qualità della vita, al nostro territorio viene attribuito un ottimo punteggio nell’indice di valutazione relativo alla scuola e alla formazione. Del resto, quella sancita dalle statistiche è per noi la conferma di un lavoro costante e continuamente rilanciato attraverso politiche innovative, come è nella migliore tradizione di governo di questa comunità.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;https://www.facebook.com/?sk=lf#!/notes/comune-di-marsciano-pg/intervento-del-sindaco-alfio-todini-sul-futuro-dellasilo-nido-comunale-rodari/231171846900309&quot;&gt;Giornale dlel'Umbria, Facebook&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Angelo BONELLI: «Il quorum è possibile ma manca l’informazione»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-06-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>582735</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lazio (Lista di elezione: Verdi) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«ll governo ha paura della consultazione».
&lt;p&gt;Acqua, nucleare e legittimo impedimento. Tra meno di una settimana i cittadini saranno chiamati alle urne per decidere il futuro del Paese.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Che aria si respira in Italia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il clima è senza dubbio positivo ma ancora oggi l’informazione è inadeguata. Il governo ha paura della consultazione popolare, della sua straordinaria portata di cambiamento e fa di tutto per ostacolarla. Quello del 12 è un referendum sul modello di società: da un lato ce chi è ancorato al passato, ai poteri forti, e propone una società basata sul rischio e la follia radioattiva; dall’altro c’è invece chi come noi, guarda a un futuro diverso fatto di fonti rinnovabili e risparmio energetico.&lt;br /&gt;
  In ballo non c’è solo il ritorno al nucleare ma anche la privatizzazione dell’acqua e il legittimo impedimento. Sono questioni che riguardano tutti i cittadini. In Italia in molti si sono dati da fare ma nonostante le iniziative di sensibilizzazione il messaggio non è arrivato ovunque. Circa il 30 per cento degli italiani non ha ben capito per cosa si voti né quando bisogna recarsi alle urne.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quali conseguenze potrebbe avere la vittoria dei sì ai referendum sulla vita del governo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Quello del 12 e 13 non è un referendum pro o contro Berlusconi.
Vendola sostiene che la consultazione popolare darà il benservito al premier. Io la vedo diversamente, anche perché per vincere c'è bisogno di almeno sette milioni di voti che dovrebbero arrivare dal centrodestra. Se dovessimo trasformare il referendum in una battaglia del centrosinistra sarebbero poche le possibilità di raggiungere il quorum. L’esito delle votazioni riguarda il futuro dl tutti i cittadini e quello delle generazioni che verranno. 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt; Nel dossier presentato ad aprile tornato d’attualità in questi giorni, i Verdi hanno denunciato il piano B del governo sul nucleare. Di cosa si tratta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Quando venne sottoscritto l’accordo atomico tra Italia e Francia gli americani reagirono duramente alla notizia che sarebbero stati tagliati fuori dal business. A fornire la tecnologia necessaria sarebbe stata infatti la Francia. Per recuperare questa situazione di tensione e far entrare gli Usa nell’affare, il nostro governo ha pensato bene, dopo Fukushima, di rivedere le alleanze industriali e aprire una canale dl comunicazione con l’americana Westinghouse. In un’intervista del marzo scorso a una settimana di distanza dall’incidente giapponese, Veronesi ha infatti parlato di minireattori, una nuova tecnologia prodotta per l’appunto dalla Westinghouse che l’Italia avrebbe potuto applicare dopo il periodo di moratoria.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Anche se si tratta di minireattori il rischio rimane lo stesso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il rischio si diffonde e diventa più capillare. Se l’ipotesi dei minireattori dovesse andare in porto il numero di reattori previsto si quintuplicherebbe.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=10YB7G&quot;&gt;Terra - Rossella Anitori&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Luigi BERSANI: «Gli elettori di sinistra e centro si sono già mischiati»  - INTERVISTA </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/05/pier-luigi-bersani/%C2%ABgli-elettori-di-sinistra-e-centro-si-sono-gi%C3%A0-mischiati%C2%BB-intervista/582566"></link>
  <updated>2011-06-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>582566</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Segretario Bersani, cosa rappresenta per lei questo voto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Il segno di una riscossa civica, nel quadro di un problema sociale che si è fatto acuto e ha via via reso vulnerabili anche i ceti che finora si erano ritenuti al riparo dalle incertezze. È la prova che nell’incrocio tra questione democratica e questione sociale c’è l’evoluzione della crisi del Paese. Il rito personalistico e populistico si è mostrato inconcludente e menzognero di fronte ai problemi che prometteva di risolvere. Lo si vede più nettamente al Nord; cioè nel luogo più dinamico».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Bersani, è sicuro che il Pd abbia vinto? Pisapia e de Magistris non erano i vostri candidati.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«In questo tam tam c’è la velina del terzismo: un colpo al cerchio e uno alla botte, se Atene piange Sparta non ride. Siamo l’unica democrazia al mondo in cui si ragiona così. In realtà, se uno perde ci dev’essere qualcuno che vince. I dati sono chiarissimi: su 29 vittorie, il Pd aveva 24 candidati; a Milano, su 28 consiglieri del centrosinistra il Pd ne ha 24. Non solo il nostro partito non ha pagato una presunta opzione radicale, ma elettoralmente ha spesso compensato i problemi degli alleati. Oggi siamo la forza centrale nella costruzione di un’alternativa. E cresciamo mettendoci al servizio di un centrosinistra che si apre a tutte quelle forze e a quelle opinioni che pensano di andare oltre Berlusconi su un terreno saldamente costituzionale. Gli elettorati di sinistra e centristi si sono già ampiamente mescolati nei ballottaggi».
&lt;p&gt;

 &lt;b&gt;Questo significa che continuate a cercare l’accordo con il terzo polo? Oppure la sinistra può fare da sé?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«La barca della politica deve avere più pescaggio. Magari viaggerebbe più lenta; ma è bene avere più pescaggio. C’è un’esigenza di ricostruzione. Il Paese ha davanti problemi seri; è tempo di affrontarli. Una democrazia che assuma un carattere costituzionale, una politica economica che prenda atto della realtà, la necessità di uscire dalla malattia del berlusconismo, sono obiettivi che ormai accomunano gli strati di opinione che si definiscono di centrosinistra con altri di centro o anche di centrodestra non berlusconiano».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quindi avanti verso un’intesa più ampia possibile?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Vedremo se la congiunzione avverrà tra elettori, o tra forze politiche. Il Pd intende ribadire questa prospettiva: un centrosinistra che non rifaccia l’Unione ma si vincoli a riforme visibili ed esigibili, proposte a tutte le forze politiche, cittadine, sociali che vogliono guardare oltre Berlusconi. Non esiste la possibilità di alzare steccati verso chi ha mostrato di voler discutere con noi. In nome di un’esigenza costituente, il centrosinistra non metta barriere e si rivolga in modo ampio. Tocca alle forze politiche prendersi responsabilità».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma alle Amministrative accordi con il terzo polo ne avete fatti pochini.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Dove non sono venuti i partiti, sono venuti gli elettori. Dove l’accordo si è fatto, come a Macerata, nessuno ha pagato alcun prezzo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L’allarme sociale è così grave secondo lei?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Vedo che nel centrodestra si chiacchiera molto: Alfano, primarie. Non trovi mai una discussione che parta dai problemi. Eppure, dopo il referendum avremo di fronte scelte micidiali. Nelle carte che Tremonti ha già scritto, anche se forse Berlusconi forse non le ha lette, c’è scritto che dobbiamo arrivare al 2014 con una base di spesa pubblica di 40 miliardi in meno, forse anche 50. Io dico: è irrealistico. Non lo possiamo fare, se no andiamo in recessione sparati. Non si è voluto andare in Europa e dire: noi facciamo un pacchetto di riforme strutturali— fisco, lavoro, liberalizzazioni, pubblica amministrazione —, e impostiamo tagli più graduali».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma voi sosterreste un governo di fine legislatura, con un premier diverso da Berlusconi, che impostasse queste riforme?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Il governo non è operativo da mesi e mesi. La coalizione che vinse il premio di maggioranza non esiste più. Il voto ha dimostrato che Berlusconi non ha più neppure la maggioranza nel Paese. Dovrebbe presentarsi dimissionario alla verifica che giustamente gli chiede il capo dello Stato, e rimettersi a lui. La nostra opinione è che a quel punto la strada maestra sarebbe il voto. Siamo pronti però a discutere un rapido passaggio che consentisse di andare a votare con una diversa legge elettorale, perché questa deforma l’assetto democratico. Purtroppo Berlusconi sembra insistere nella sua tecnica di sopravvivenza estenuata. E il distacco non solo tra governo e Paese ma anche tra istituzioni e Paese si accentua. Mi chiedo come la Lega possa accettarlo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei ha lanciato segnali alla Lega, con formule tipo «partito di popolo a partito di popolo». Dove vuole arrivare? Potrete mai fare un pezzo di strada insieme?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Noi siamo alternativi alla Lega. Ma le diciamo: il federalismo non finisce se finisce Berlusconi. A noi interessa, naturalmente dal punto di vista di un partito saldamente nazionale, come ci interessano temi che una volta Bossi indicava e ora sono finiti nel bosco: la sburocratizzazione, la trasparenza, la pulizia. Noi su questi temi ci siamo. Con un punto di vista diverso dal loro, ma ci siamo. Io ad esempio non ho mai detto che la Lega è razzista. Ho detto che, a forza di ripetere “ognuno a casa propria”, si finisce per assecondare pulsioni razziste. Ormai il calo del Pdl non porta buono alla Lega. La somma non è zero. Perdono tutt’e due. Se poi la Lega pensa di uscirne chiedendo più ministeri, diremo al Nord che ha legato il Carroccio dove voleva l’imperatore».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L’accordo con il terzo polo significa rinunciare alle primarie. È così?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non è questo il punto. Io ho chiara la sequenza, che esporrò nella direzione Pd di lunedì (domani; ndr): prima i problemi, e le riforme; il Pd presenta un progetto per l’Italia e ne discute con chi ci sta. A cominciare naturalmente dal centrosinistra; poi si decide il passo successivo. Le primarie le abbiamo inventate noi e restano sempre la strada preferita; ora vedo che ne parla anche il Pdl; ma primarie e Berlusconi sono un ossimoro. Non mettiamo però le primarie in testa. In testa mettiamo una decine di riforme da fare: democratiche e sociali. Se negli Anni ’90 avevamo l’euro, oggi il grande obiettivo devono essere le nuove generazioni. Organizziamo ogni cosa intorno a questo, disturbandoci, pagando qualche il prezzo. &lt;br /&gt;
Chi ha di più, dia di più».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei sa bene che l’Irpef non fotografa la ricchezza degli italiani ma dei lavoratori dipendenti. Finireste per colpire il ceto medio.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non è così. Noi vogliamo un’operazione seria, solida, in nome dei giovani. Alleggeriamo le imposte sul lavoro e sull’impresa che dà lavoro. Colpiamo l’evasione e le rendite immobiliari e finanziarie. Aggrediamo la precarietà: un’ora di lavoro stabile deve costare un po’ meno, un’ora di lavoro precario un po’ di più».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Casini invita a votare due no al referendum. Voi siete per il sì. Come la mettiamo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Intanto è importante l’impegno affinché si vada a votare. Il quorum andrebbe calcolato in proporzione ai votanti delle ultime Politiche. Raggiungere il 50%non è facile, ma possiamo farcela. Senza politicizzare il referendum, che sarebbe un errore».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La destra la accusa di aver cambiato idea sulla privatizzazione dell’acqua.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Il referendum semplifica tutto: sì o no. Noi siamo contro l’obbligo di privatizzare la gestione dell’acqua. Per quanto riguarda la questione della governance e degli investimenti, in Parlamento c’è una nostra proposta di legge. Se vince il sì, ripartiamo da quel testo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Vendola nel ’98 votò per la caduta di Prodi. Oggi le pare un alleato affidabile? Anche sull’Afghanistan?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Lo verifichiamo, prima del voto. Ci presenteremo agli italiani senza ambiguità. Quando dico che non vogliamo rifare l’Unione, intendo che dobbiamo costruire un profilo di governo, anche sulla politica estera. Non do nulla per scontato. Mi auguro che ognuno si prenda le sue responsabilità».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Prodi è salito con lei sul palco della vittoria, e già si parla del Quirinale…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Mi ha fatto un grande piacere averlo al mio fianco. Vedo in lui il padre nobile della grande operazione che stiamo portando avanti. Prodi ha già un ruolo internazionale. È un uomo che ha una visione strategica, e abbiamo bisogno anche di quella. Più grande sarà la sua disponibilità, più grande sarà la mia disponibilità a impiegarlo in battaglia».

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://xpress.ilcannocchiale.it/2011/06/05/bersani_gli_elettori_di_sinist.html&quot;&gt;Corriere della Sera - Aldo Cazzullo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gianfranco FINI: ad AnnoZero: «È arrivato il momento di privatizzare la Rai» </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/08/gianfranco-fini/ad-annozero-%C2%AB%C3%A8-arrivato-il-momento-di-privatizzare-la-rai%C2%BB/546689"></link>
  <updated>2010-10-08T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>546689</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Camera   (Lista di elezione: PdL) - Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Fuori i partiti dalla Rai, è arrivato il momento di privatizzare l'azienda e credo che gli amici di Futuro e libertà stiano già mettendo a punto una proposta da presentare in Parlamento». 
&lt;p&gt;A parlare è il presidente della Camera Gianfranco Fini che però precisa: «bisogna verificare chi eventualmente acquista, perché altrimenti si rischierebbe di rendere ancora più manifesto un conflitto di interessi». 
&lt;p&gt;Pronta la replica di Antonio Di Pietro - «Dovrebbe cominciare a mettere fuori dalla Rai tutti coloro che sono di nomina politica, anche quelli a lui vicini» - mentre Storace come al solito si distingue per l'eleganza: &lt;br /&gt;
«Mettiamo fuori anche i cognati».
&lt;p&gt;
Dura anche la reazione di Giorgio Merlo, vice presidente della Commissione Vigilanza Rai: «Stupisce che il presidente della Camera si faccia promotore di una iniziativa tesa a liquidare il servizio pubblico radiotelevisivo nel nostro Paese. 
&lt;p&gt;Privatizzare la Rai è una vecchia proposta.&lt;br /&gt;

Ma le storture e le degenerazioni dei servizio pubblico, a cominciare dall'invadenza insopportabile dei partiti, non si affrontano attraverso la sua abolizione ma con una seria riforma, a cominciare dal suo assetto di governo».
&lt;p&gt;
Boccia la proposta anche Paolo Ferrero, segretario nazionale di Prc-Sinistra europea: «Una soluzione che aggraverebbe il problema anziché risolverlo. Oggi la Rai sta sempre più dequalificando il palinsesto e si è trasformata in un megafono del governo». Solo i radicali esultano: «L'auspicio di Fini è la lotta radicale di alcuni decenni. In questi anni, mentre tutti i partiti praticavano la lottizzazione, noi Radicali abbiamo scelto altro, di difendere il diritto degli italiani a conoscere per deliberare. E siamo stati fatti fuori dal video».&lt;br /&gt;
 Lo sottolinea il segretario dei radicali italiani Mario Staderini.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/print/rassegna-stampa/gianfranco-fini-ad-annozero-arrivato-momento-di-privatizzare&quot;&gt;Il manifesto &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Elisa Cavalli: &quot;Il referendum contro la privatizzazione dell'acqua? Un successo pazzesco&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/07/08/elisa-cavalli/il-referendum-contro-la-privatizzazione-dellacqua-un-successo-pazzesco/590778"></link>
  <updated>2010-07-08T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590778</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Bassano del Grappa (VI) (Lista di elezione: Cen-sin) - Consigliere  Consiglio Comunale Bassano del Grappa (VI) (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Elisa Cavalli (PD): &quot;Spero che i cittadini accorsi numerosi ai banchetti di raccolta firme siano altrettanto numerosi al momento del voto referendario&quot;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://notizie.bassanonet.it/attualita/6453.html&quot;&gt;Bassanonet&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Andrea Filippini: Approvata la mozione contro la privatizzazione dell'acqua</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/25/andrea-filippini/approvata-la-mozione-contro-la-privatizzazione-dellacqua/504005"></link>
  <updated>2009-11-25T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>504005</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres.  Consiglio Comunale Ancona (AN) (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Testo della mozione sull'acqua approvata dal Consiglio Comunale di Ancona nella seduta del 23 novemnbre. 

La mozione oltre a contrastare la tendenza alla privatizzazione dell'acqua, riconosce che l'acqua stessa è un diritto universale che - in quanto tale - va garantito a tutti.


Mozione contro la privatizzazione dell’acqua pubblica 

Il Consiglio Comunale di Ancona considerato che - in data 17 novembre 2009 è stato convertito in legge l’art.15 del D.L. n. 135/09, che prevede:
1.l’affidamento della gestione dei servizi pubblici a rilevanza economica a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuate mediante procedure competitive ad evidenza pubblica i, in alternativa a società a partecipazione mista pubblica e privata con capitale privato non inferiore al 40%. 
2.la cessazione degli affidamenti “in house” a società totalmente pubblica, controllate dai Comuni (in essere alla data del 22 agosto 2008 alla data del 31 dicembre 2011).

- tale norma sottrae di fatto ai cittadini ed alla sovranità degli enti locali molti dei servizi pubblici, tra i quali il bene primario dell’acqua potabile di rubinetto, comportando – fra l’altro – la conseguente privatizzazione della gestione dell’acqua, la diminuzione degli investimenti nel settore della manutenzione e ristrutturazione degli acquedotti e l’aumento incontrollato delle tariffe per i consumatori; ribadisce che l’acqua costituisce un diritto universale e non una merce e pertanto non è assoggettabile a interessi economici privati. 

Il Consiglio Comunale di Ancona, pertanto, chiede

- il ritiro delle nuove norme che privatizzano l’acqua; 
- l’esclusione del servizio idrico integrato dai servizi pubblici locali di rilevanza economica in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua e pari dignità umana per tutti;
-  l’eliminazione dell’ obbligo di affidamento della gestione del Servizio idrico tramite gara e della cessione del 40% a privati per le gestione dirette dei Comuni, riconoscendo l’autonomia di scelta da parte degli Enti locali; 
- che non vengano cedute le quote di Multiservizi attualmente detenute dal Comune di Ancona e di far partecipare la medesima Azienda alla indicenda gara affinché, vincendola, la gestione dell’acqua resti in mano pubblica; 

ed impegna il Sindaco

- ad attivarsi presso l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) e nelle altre forme che egli riterrà più idonee affinché possa essere ritirata la norma in questione e così contrastata la gestione privatistica dei servizi pubblici ed in particolare dell’acqua; ed impegna il Presidente del Consiglio Comunale
- a sostenere, anche in raccordo con il Forum Italiano dei Movimenti dell’Acqua, azioni di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla problematica dell’accesso garantito all’acqua; - a trasmettere copia della presente al Presidente della Camera dei Deputati, al Presidente del Senato, al Presidente della Commissione Affari Costituzionali, al Presidente del Consiglio ed al Presidente della Giunta della Regione Marche. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.vivereancona.it/index.php?page=articolo&amp;articolo_id=222352&quot;&gt;VivereAncona&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco BELTRANDI: “Convocazioni ad oltranza”  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/09/25/marco-beltrandi/%E2%80%9Cconvocazioni-ad-oltranza%E2%80%9D-intervista/366383"></link>
  <updated>2008-09-25T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>366383</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La questione irrisolta della presidenza della Commissione parlamentare di vigilanza continua ad agitare il mondo politico. L’opposizione ne fa una questione di principio (“La presidenza spetta a noi per prassi consolidata”), la maggioranza accetta il principio ma pone una questione di merito (“E’ un ruolo di garanzia, Leoluca Orlando è un nome improponibile”). Come se ne esce? Lo abbiamo chiesto a Marco Beltrandi, deputato radicale, eletto nel 2006 con la Rosa nel Pugno e in questa legislatura nelle liste del Pd.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Onorevole Beltrandi, come si può superare l’attuale stallo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Se ne può uscire nei tempi brevi e certi richiesti dal nostro ordinamento, solo se i Presidenti di Camera e del Senato decideranno di convocare davvero a oltranza, come promesso, la Commissione fino al voto utile. &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Le riunioni in programma nei prossimi giorni serviranno dunque a sbloccare la situazione?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
“Senza l’incentivo dell’oltranza, è difficile che si sciolgano in nodi politici che impediscono lo sblocco, sia nel PdL che nel Pd. Sinora la Commissione non è stata convocata neppure quotidianamente.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;I presidenti Fini e Schifani si sono mostrati all’altezza del ruolo istituzionale, oppure ha prevalso una sorta di solidarietà politica con il centro-destra?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Non vedo un problema di solidarietà politica, ma solo di dare effettività a quanto promesso e preannunciato il 31 luglio scorso, per interrompere un vulnus costituzionale in corso da mesi. La speranza, per tutti gli italiani, è che le istituzioni vengono prima dei problemi politici contingenti.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Posto che nessuno contesta che si tratta di un ruolo di garanzia e che spetta alle opposizioni, il nome di Orlando è davvero così ”controindicato“, come sostiene la maggioranza?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
Direi proprio di no. Noi l’abbiamo sostenuto con convinzione tra i primissimi, e continuiamo a sostenerlo. Non mi risulta che oggi il problema sia sul nome del presidente della Vigilanza, bensì sui nomi per il CdA della Rai.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Per superare l’impasse, qualcuno a un certo punto aveva fatto il suo nome....&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Qualche amico ed estimatore che ringrazio, perché so essere sincero, ma noi Radicali non poniamo mai questioni di nomi. A noi interessa che al più presto sia insediato e funzioni questo organo di garanzia istituzionale.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Siete arrivati ad occupare la sede della commissione, a Palazzo San Macuto, un gesto che vi è costato anche molte critiche.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Ai critici dico: ci spieghino loro come altrimenti avremmo potuto richiamare l’attenzione su una questione istituzionale, che riguarda anche la Corte Costituzionale, proponendo soluzioni.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ora la questione sembra essere entrata a far parte di una partita più grossa. E’ diventata merce di scambio rispetto ai futuri assetti della Rai, della serie: se voi non ci votate Orlando, noi non rinnoviamo il CdA, che resta quello del governo Prodi. Che ne pensa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Che è sempre stato così, sin dall’inizio, mentre non avrebbe mai dovuto esserlo. Qui sta la responsabilità negativa del centro-destra nella vicenda.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Si fanno i nomi del futuro presidente Rai: si parla di Pietro Calabrese, oppure della conferma di Petruccioli. Nella scorsa legislatura lei aveva presentato un documento contro Petruccioli, approvato con un voto trasversale che aveva mandato ”sotto“ la maggioranza. Preferisce Calabrese, meno legato al Pd?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Io avevo promosso e fatto approvare un documento che chiedeva le dimissioni di Petruccioli, che si è ben guardato dal rassegnarle. E’ curioso che oggi si faccia ancora il suo nome, visto il bilancio non positivo di questi anni alla Rai, e proprio mentre si parla di escludere finalmente i partiti dalla gestione dell’ente.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Si parla anche di riforma complessiva della Rai. Quali sono le proposte dei Radicali?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Quelle di sempre, depositate in proposte di legge:&lt;br /&gt;
 privatizzazione vera della Rai, messa all’asta del servizio pubblico radiotelevisivo, con gare distinte a livello nazionale e per ogni regione. Se il Pd le facesse proprie, avrebbe davvero una proposta innovativa che sfiderebbe il PdL e gli consentirebbe di uscire dall’attuale – e temo prevalente - volontà di conservazione.  

 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=JC3VR&quot;&gt;L'Opinione - Alessandro Litta Modignani&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ANTONIO detto ANTONELLO ANTINORO: Privatizziamo la Valle dei templi di Agrigento</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/07/03/antonio-detto-antonello-antinoro/privatizziamo-la-valle-dei-templi-di-agrigento/357417"></link>
  <updated>2008-07-03T00:00:00Z</updated>
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  <id>357417</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Sicilia (Gruppo: UDC) - Assessore Regione Sicilia (Partito: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Per rendere il più possibile redditizia la gestione dei beni culturali in Sicilia dobbiamo affidare a un privato di qualità il pacchetto completo di un sito turistico per trent'anni. Penso ad esempio alla Valle dei Templi o al teatro greco di Siracusa&quot;, afferma Antinoro, uno degli uomini forti dell'Udc di Cuffaro in Sicilia, trentamila voti alle ultime regionali. Al piano l'assessore sta lavorando con Adele Mormino, il suo capo di gabinetto che è anche il sovrintendente dei beni culturali di Palermo. &quot;In cambio della gestione del nostro patrimonio artistico - dice Antinoro - i privati dovranno garantirci un canone fisso e alcune opere da realizzare nell'indotto. Penso alle strade o a un certo numero di alberghi. Nel caso della Valle dei templi potremmo chiedere ai privati di migliorare la strada statale Palermo-Agrigento e un eliporto&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/ambiente/templi-privati/templi-privati/templi-privati.html&quot;&gt;repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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