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  <title>Openpolis - Argomento: riforma elettorale</title>
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  <updated>2012-04-10T00:00:00Z</updated>
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  <title>Antonio DI PIETRO: Legge elettorale. «Sottoscrivo l'appello contro la bozza ABC» (Alfano, Bersani, Casini)</title>
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  <updated>2012-04-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626648</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L'Italia dei Valori condivide e sottoscrive l'iniziativa lanciata da Arturo Parisi e da altri parlamentari di entrambi gli schieramenti contro il ritorno al proporzionale e la bozza di riforma elettorale proposta da Alfano, Bersani e Casini.
&lt;p&gt; Lo afferma in una nota il presidente dellItalia dei Valori, Antonio Di Pietro, in merito all'iniziativa lanciata da venti parlamentari, tra cui cinque ex ministri, dalle pagine de La Repubblica.
&lt;p&gt;

Lo ribadiamo: è fondamentale che i cittadini conoscano prima del voto il programma, le alleanze e il candidato leader della coalizione. La proposta di riforma ipotizzata da Alfano, Bersani e Casini, invece, sancisce la fine certa del bipolarismo. In tal modo, si corre il rischio di tornare alle peggiori abitudini della prima Repubblica.
&lt;p&gt;

Anche per questo, insieme al Comitato referendario, è già stato presentato un disegno di legge per dar voce a quel milione e duecentomila cittadini che, firmando per il referendum, hanno indicato chiaramente la strada da percorrere.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.diregiovani.it/home-diregiovani/12046-legge-elettorale-di-pietro-sottoscrivo-.dg&quot;&gt;Agenzia Dire&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: Se la riforma della legge elettorale sarà quella che si legge sui giornali, la reazione sarebbe durissima, innanzitutto contro il Pd</title>
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  <updated>2012-03-28T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626343</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Se la riforma della legge elettorale sarà quella che si legge sui giornali, la reazione sarebbe durissima, innanzitutto contro il Pd.
&lt;p&gt;

I danni che sono stati finora prodotti e che hanno portato a costruire un Parlamento segnato dall'antropologia degli Scilipoti sono destinati a essere notevolmente peggiorati.
&lt;p&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=10150688663153895&amp;id=38771508894&quot;&gt;pagina facebook&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo DONADI: La bozza sulla nuova legge elettorale è una truffa</title>
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  <updated>2012-03-27T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626299</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;La bozza sulla nuova legge elettorale è una truffa. Non solo non restituisce ai cittadini il diritto di scegliersi i loro candidati, ma gli toglie anche ciò che avevano in precedenza: il diritto di conoscere prima delle elezioni, e non dopo, il programma, la coalizione e il candidato premier&quot;.&lt;br /&gt;
 &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/politica/2012/03/27/news/vertice_legge_elettorale-32300886/&quot;&gt;repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Rosy BINDI: «Articolo 18? La priorità è il precariato. E il governo rafforzi le liberalizzazioni»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-01-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623466</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) - Vicepres. Camera  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La presidente Pd: «Sbaglia Fornero a insistere, neppure la Confindustria lo chiede. Continueremo a sostenere Monti, ma dobbiamo lavorare fin d`ora all`alternativa».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Onorevole Rosy Bindi, da presidente del Pd, faccia un bilancio della prima assemblea del Pd nell'era deberlusconizzata. Una riunione che a qualcuno è sembrata un po' sottotono.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«È stato un momento di riflessione seria, espressione di un partito che ha consapevolezza delle sue responsabilità e della sua forza. In tutti gli interventi si è affermato con chiarezza il sostegno leale al governo Monti senza rinunciare alle nostre idee. Lo abbiamo fatto sulla manovra, lo faremo su liberalizzazioni e mercato del lavoro». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Discussione sulle primarie rimandata a dopo l`eventuale riforma elettorale. Un ordine del giorno alla fine non votato. Avete fatto melina?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Guardi, l`ordine del giorno che non abbiamo votato domenica era stato approvato nell`assemblea precedente. Non c`è nessuna indisponibilità a discutere di primarie: nella malaugurata ipotesi in cui si andasse a votare con il Porcellum le faremo. Troveremo strumenti che tolgano alle segreterie di partito la scelta dei candidati».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Perché non cominciare subito a parlarne, allora?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Il messaggio politico dell`assemblea doveva essere più forte: bisogna a tutti i costi cambiare questa legge elettorale. Il problema non è come il Pd sceglie i candidati, ma come si forma il Parlamento italiano. Non c'è stata malizia né secondi fini, infatti i promotori si sono fidati. Adesso gli altri partiti capiranno che il Pd fa sul serio sulla riforma». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Sia sincera: quanto pesa politicamente al Pd l'appoggio al governo Monti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Noi questa fase l`abbiamo voluta, non subita, e non ci pesa. È stata necessaria per mandare a casa Berlusconi e per fare scelte difficili, impossibili senza un sostegno ampio. Detto questo, noi stiamo lavorando per l`alternativa. Non ci identifichiamo con questa fase della vita democratica. Il progetto del Pd non è interamente contenuto in questo governo, che certo non lo esaurisce».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Deadline 2013 o può essere anche prima?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«La legislatura arriverà alla scadenza naturale. Per il Pd questa è una fase di preparazione. E la sta usando in modo che io reputo intelligente, con grande unità e senza delegare niente a nessuno».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Liberalizzazioni. Arriva in aula il decreto Cresci Italia, la cosiddetta &quot;fase 2&quot;. Cosa vi proponete di cambiare in Parlamento, tenendo presente i paletti di Monti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Da noi il governo non riceverà emendamenti che stravolgano l`impianto del decreto. Piuttosto, proposte che lo rafforzano. Accanto alla soddisfazione per il lavoro c'è l'obiezione che si poteva osare di più. E' il Pdl ad essere preoccupato, il Pd invita a premere l`acceleratore».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Su quali fronti, in particolare, c`è ancora da fare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Dobbiamo capire la natura dei rinvii. Vigilare che non diventino sine die. Ci sono timidezza e poca determinazione sulle farmacie. Debolezze su banche, assicurazioni, trasporti. I grandi settori sono stati appena sfiorati. Il Pd, che sulle liberalizzazioni è stato pioniere, vuole che si vada avanti».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Da pionieri, che ne pensate delle categorie in rivolta? Da Nord a Sud dilagano gli scontenti. È la crisi della quarta settimana o l`Italia dei Gattopardi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«È ovvio che la richiesta di cambiamenti tocchi interessi consolidati, a volte privilegi, comunque abitudini. Apprezzo che Monti abbia confermato che le proteste non lo fermeranno e lo esorto ad andare avanti. Detto questo, alcuni hanno più ragioni di altri a protestare: capisco meno la serrata dei farmacisti o lo sciopero degli avvocati di quello dei tassisti».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Articolo 18. Per il governo non è un tabù. E per il Pd?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Io ho capito che Monti invita i sindacati a sedersi senza il tabù dell`articolo 18 ma anche senza il totem dell`esecutivo di cambiarlo a tutti i costi. Se si blocca su questo argomento la possibilità di riformare il mercato del lavoro, allora deve essere il governo a fare il primo passo».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Come?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Cominciando da altri temi. Precariato, flessibilità e sicurezza. Il mercato italiano è così sgangherato che non si può partire dal punto più complicato».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;C`è chi, anche a sinistra, ritiene che la difficoltà italiana a licenziare abbia aggravato le difficoltà per i giovani di accedere al mercato del lavoro.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«In un Paese dove la grande maggioranza delle imprese è piccola e media, l`articolo 18 riguarda pochi. Parliamo piuttosto di come garantire la sicurezza economica insieme alla flessibilità».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Ma se Stato e imprenditori hanno i conti in rosso, i soldi necessari chi ce li mette?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Non si trovano certo abrogando l`articolo 18. Personalmente credo che non si debba toccare, ma comunque l'errore è voler cominciare da lì. Non lo ha detto nemmeno Confindustria. Ha sbagliato il ministro Elsa Fornero a porre questo problema come centrale, subito dopo una dura riforma sulle pensioni. Ha indurito le posizioni in campo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Da dove si riparte per creare occupazione, allora?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Investimenti, abbassamento del costo del lavoro, semplificazione della normativa sui contratti di lavoro che ci allontani dalla giungla creata dalla legge Biagi, nuovi ammortizzatori sociali. Non si può introdurre nuova flessibilità senza prima metterla in sicurezza».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Voi dite: la priorità è cambiare la legge elettorale. Ma il Pdl ha già detto che questo deve essere l`ultimo tassello della grande riforma istituzionale. Posizioni conciliabili?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Così non ci siamo. Prima bisogna toccare il bicameralismo perfetto, ridurre il numero dei parlamentari e abrogare il Porcellum. Se il Pdl pone come pregiudiziale il tema del presidenzialismo, significa che vuole far finire tutto nel nulla».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Oppure, che Berlusconi è disposto a sacrificare la Lega in cambio del Quirinale...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Sarebbe una proposta irricevibile. Non saremmo mai disposti ad accettare uno scambio. Non c'è niente sotto il tavolo o fuori dalla luce del sole».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;In ogni caso, le posizioni sulla legge elettorale tra i partiti sono distanti. Vede possibile un`intesa sul sistema tedesco?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Non sono in grado oggi di individuare un punto di mediazione. Il Pd ha reso nota una proposta, gli altri avanzino la loro e si apra il tavolo. Subito. Senza perdere tempo».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=19R8AO&quot;&gt;l'Unità - Federica Fantozzi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Rosy BINDI: «Legge elettorale priorità assoluta»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-01-20T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623398</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) - Vicepres. Camera  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
E' la nuova legge elettorale la grande partita che la politica deve giocare nei prossimi mesi. Dopo la bocciatura dei referendum deciso dalla Corte Costituzionale, che chiede comunque di cambiare sistema, i partiti che appoggiano il governo Monti devono fare comunque i conti con le formazioni politiche che hanno una rappresentanza minore. E con forze importanti che ancora non siedono in Parlamento, come Sel. Il Pd affronta questi e altri nodi all'Assemblea nazionale, la seconda dalla sua fondazione. Rosy Bindi, che del Pd è presidente, parte da qui.
&lt;p&gt;

«È il primo appuntamento dopo cambiamenti straordinari, la prima Assemblea nazionale dopo la fine del governo Berlusconi. Rispetto all'Assemblea precedente siamo dentro un quadro profondamente cambiato. La prima cosa da fare è avviare una riflessione sul rapporto tra questa fase di sostegno al governo Monti e il ruolo del Partito democratico che si candida a governare il cambiamento. Oltre la crisi e oltre il governo Monti».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Detto in altre parole vi state ponendo il problema di come sostenere Monti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Il nostro sostegno al governo Monti è critico, non acritico. Deve marcare anche alcune distinzioni, chiedere alcuni cambiamenti».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
È stata una scelta giusta quella di sostenere Monti a così lunga scadenza?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Noi siamo convinti della scelta che abbiamo fatto. Non l'abbiamo subita, siamo stati protagonisti. E con la stessa determinazione sosteniamo che questa fase si conclude con la fine della legislatura. Ma c'è intanto un momento importante da affrontare, quello delle riforme, in cui il ruolo del Parlamento è centrale. Tra queste la priorità assoluta è la riforma elettorale».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ci sono le condizioni per un'intesa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Intanto è necessaria la volontà di fare una riforma elettorale. Della nostra volontà non si può dubitare, vorremmo che fosse altrettanta chiara quella degli altri. Perché alcune battute di Berlusconi continuano a preoccuparci. Dopo aver incassato il voto della Lega su Cosentino, Berlusconi ha detto «questa legge elettorale va bene, c'è da cambiare soltanto il premio di maggioranza al Senato». La presa di posizione del Presidente della Repubblica da una parte e dei presidenti dei due rami del Parlamento è un segnale sicuramente importante. La riforma elettorale è una cosa su cui non si scherza, è l'unica possibilità che noi vediamo di riagganciare un rapporto di fiducia con i cittadini, con gli elettori, col Paese».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Per questo avete già presentato una riforma che prevede il maggioritario a doppio turno?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Sì, con una quota proporzionale abbastanza consistente, con un diritto di tribuna. È molto equilibrata e naturalmente siamo disposti a discuterla. L'abbiamo presentata perché facciamo sul serio e dobbiamo raggiungere un accordo in Parlamento perché è lì che si cambia la legge: chiediamo a tutte le forze politiche di parteciparvi, occorre un dialogo un più intenso, più stringente con le forze politiche che sostengono il governo. Noi siamo comunque disponibili a trovare un punto di mediazione perché se vogliamo farla la riforma nessuno si può impiccare alle proprie idee».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Quali sono i punti irrinunciabili della vostra proposta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«La scelta da parte degli elettori di chi va in Parlamento; il cittadino arbitro delle coalizioni e delle formazioni dei governi, una scelta che non può essere lasciata al mercato dei partiti dopo le elezioni; e una legge elettorale che rispetti le identità dei partiti. Noi ci vogliamo presentare con il nostro simbolo, siamo per governi di coalizione dentro i quali il nostro partito non può perdere identità e centralità, né perdere la rilevanza che occupa nel sistema politico».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La proposta ha fatto innervosire Vendola e Di Pietro. Adesso parlano di un polo unitario autonomo dal Pd. Perché c'è la legge elettorale che preme, e per loro è un problema?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Vorrei ricordare a tutti che noi abbiamo sostenuto il referendum, molti di noi sono stati anche trai promotori, le firme la abbiamo raccolte alle nostre feste, non credo che ci sarebbero riusciti Di Pietro e Parisi da soli. È evidente che serve un confronto serrato con le forze che appoggiano il governo, però vorremmo farci interpreti anche di chi non lo sostiene. Insomma per noi questo Governo è comunque una cosa di passaggio, noi guardiamo al futuro e quindi anche alla nostra metà campo. Che possiamo certamente allargare ma che non vogliamo compromettere. Al contrario di Casini, noi non lavoriamo per la grande coalizione per la prossima legislatura. Lavoriamo perché la prossima legislatura sia il frutto di una campagna elettorale nella quale i cittadini scelgono il programma, il progetto, il governo. Lavoriamo perché ci sia una legge elettorale che consenta agli italiani di decidere chi governa la prossima volta».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il rimprovero che vi viene mosso è che siete più attenti a non alterare gli avversari che dovranno votare la riforma elettorale con voi che non gli alleati...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Se loro sono preoccupati che noi siamo più attenti a tenere rapporti con le forze politiche con le quali sosteniamo il governo, anche loro facciano uno sforzo di responsabilità in questa fase della vita del Paese. Perché se Di Pietro e Sel assumono un atteggiamento più responsabile, soprattutto Di Pietro, per noi è chiaro che è più facile costruire l'alternativa del futuro. La critica che loro ci muovono è facilmente rispedibile al mittente».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=19NC2U&quot;&gt;Left - Giommaria Monti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gregorio FONTANA: «All'insegna della trasparenza»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/10/25/gregorio-fontana/%C2%ABallinsegna-della-trasparenza%C2%BB-intervista/617604"></link>
  <updated>2011-10-25T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>617604</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Ritengo più che giusto il fatto che Silvio Berlusconi incontri il leader radicale Pannella.
&lt;p&gt;


&lt;b&gt;Onorevole Fontana, cosa è necessario fare per superare la crisi del centrodestra?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;La crisi economico-finanziaria internazionale ha coinvolto tutti i governi del pianeta. Chi ha governato in questi anni oggi deve fare i conti con la perdita di consensi. Il Presidente francese Nicolas Sarkozy ha visto piombare la sua popolarità ai minimi storici. Anche il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha fronteggiato una crisi difficile da risolvere. Il problema vero è quello di prendere delle misure coraggiose e di fare scelte ambiziose. Il vero problema è quello di liberare risorse per l'economia e vendere il patrimonio pubblico che è mal sfruttato. Un altro tema su cui dobbiamo riflettere è la legge elettorale&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il Pdl teme il ritorno del Mattarellum?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;L'esito delle elezioni del 2006 è ancora tutto da verificare. Non so se potremo mai farlo. Noi non temiamo affatto il ritorno alla precedente legge elettorale. Con questo sistema elettorale abbiamo vinto le elezioni politiche due volte: nel 1994 e nel 2001. E abbiamo vinto le elezioni politiche senza difficoltà. Per vincerle, nel 1996, il centrosinistra è ricorso alla desistenza con Rifondazione comunista. Non abbiamo paura nemmeno di una legge elettorale con le preferenze. Se lei scorre le elezioni che si sono svolte dal 2008 in poi si può constatare che abbiamo vinto tante elezioni con il voto di preferenza e con sistemi di tipo proporzionale. Come ha detto il segretario Alfano, il Pdl ha vinto con tutti i sistemi elettorali. Basta tenere fermo il principio del maggioritario e quello che il vincitore è chiamato a governare l'Italia. Gli elettori italiani vogliono sapere chi guiderà il paese e con quali alleanze piuttosto che sapere il nome del deputato che sarà eletto&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Pensa che Bersani voglia la politica delle cosiddette &quot;mani Libere&quot;?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Non so cose pensi il segretario del Pd Pierluigi Bersani. Sulla riforma elettorale il Pd ha cambiato idea troppe volte. Prima ha appoggiato i referendum, poi se ne è pentito. Il problema è quello di avviare un confronto anche su queste cose, anche con l'opposizione, per cercare di capire se ci sono i margini per approvare una riforma elettorale che abbia l'obiettivo della governabilità&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cosa pensa del dialogo tra i radicali e Berlusconi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;L'incontro tra Pannella e Berlusconi è un confronto giusto e si è svolto con la massima trasparenza. Questi incontri dovrebbero avvenire più spesso anche per ascoltare, sui temi della giustizia, chi non la pensa come noi. Io sono segretario d'aula. E posso dire che i Radicali non hanno mai tradito l'opposizione. Ritengo che questi incontri siano una questione di civiltà politica&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=15ZQTQ&quot;&gt;la Voce Repubblicana - Lanfranco Palazzolo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Andrea AUGELLO: «Sì alle primarie,  c’è spazio per la destra»</title>
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  <updated>2011-07-16T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) -  Sottosegretario  Pubblica amministrazione e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;b&gt;Quale prevede che sarà l’iter politico verso un Partito popolare europeo in salsa italiana?&lt;/b&gt;
Per fare una costituente del Ppe in Italia è chiaro che bisogna rimuovere alcuni macigni, rappresentai da una parte dei centristi del Pdl. E ha ragione Alfano: non è un telequiz e non serviva una risposta immediata da parte dell’Udc. Con questa battuta intendeva dire, evidentemente, che occorrono dei tempi e anche dei gesti concreti. Stiamo a vedere come Alfano intenderà affrontare questa situazione.
&lt;b&gt;L’ultimo numero di Charta minuta, bimestrale della Fondazione Farefuturo, ha invitato i quattro leader storici del centrodestra (Berlusconi, Fini, Bossi e Casini) a fare un passo indietro. Che ne pensa?&lt;/b&gt;
In realtà questa proposta mi sembra prevalentemente rivolta a Casini, perché gli altri leader storici, chi per motivi biologici e per propria dichiarazione di intenti come Berlusconi, chi per motivi politici per un evidente distacco dal blocco sociale del centrodestra come Fini, sono già scarsamente proponibili come leader nei prossimi dieci anni. Il problema è che a Casini non basta rivolgere un invito di questo genere. Io credo che bisogna costruire un centrodestra capace di creare rispetto reciproco , senza annettere le forze che convergono sul Pdl. È necessario creare un sistema che attualmente non c’è: a partire da un controllo democratico della leadership, un sistema che è ancora da inventare, per cui se questi meccanismi di riforma non entrano in ballo, continueremo a non avere un bipolarismo virtuoso  ma un bipartitismo malato.
&lt;b&gt;Che ne pensa delle primarie? E come le immagina?&lt;/b&gt;
Sono d’accordissimo con le primarie, già da molto tempo. Le primarie in Italia si possono organizzare soltanto per legge, a scrutinio segreto e a suffragio universale, perché altrimenti se noi affidiamo il meccanismo delle primarie a regolamentazioni di derivazione anglosassone, credo che rendere pubbliche le iscrizioni ai partiti per votare alle primarie del proprio partito sia un’operazione assai complessa da gestire, poco trasparente e nelle zone più controllate dalla malavita è ovvio che questo tipo di votazione toglierebbe al voto segreto quel provvidenziale riparo da ingerenze indebite che c’è sulla consultazione elettorale. La segretezza del voto dà la certezza della trasparenza. C’è un parterre relativamente ampio di candidati nel centrodestra, persone  come Formigoni, ma anche Tremonti e Maroni.
&lt;b&gt;Come immagina il centrodestra del futuro? Nuovo partito unico o federazione di partiti?&lt;/b&gt;
Dovrebbe essere una federazione, ma è chiaro che questo meccanismo sarebbe fortemente rafforzato da una riforma elettorale.
&lt;b&gt;Cosa non va in questo centrodestra? E cosa bisogna fare per non ripetere gli stessi errori?&lt;/b&gt;
Quello che non va riguarda sia il centrodestra che il centrosinistra, perché si sono unite con una fusione a freddo forze che in un meccanismo  di democrazia cooptata da una legge elettorale malata hanno finito col perdere il contatto con il Paese, pagando al loro interno le contraddizioni. E alla fine, essendo il tutto accaduto in una fase di transizione durata 15 anni, ha fortemente messo alla prova la credibilità del sistema politico in Italia.
&lt;b&gt;La destra è destinata a scomparire?&lt;/b&gt;
Bisogna stabilire con quali gambe devono camminare le idee  della destra. Non c’è dubbio che la diaspora di  Fini ha fortemente minato la credibilità di questa forza che avrebbe dovuto trascinare il Pdl su un punto di vista vicino a quello che era tipico di Alleanza Nazionale. Ciò non toglie che obiettivamente tutto abbiamo avuto in questa avventura del Pdl salvo che il problema di affermare i valori della destra. La nostra storia, al di là di tutto, è ancora tutta da raccontare. Al momento la cosa  fondamentale è mettere al primo  posto la tenuta del sistema paese. Se noi non riusciamo a legare il Paese e a dargli stabilità, è chiaro che verremmo meno al primo impegno della destra, in ogni tempo e in ogni epoca in cui al destra si è manifestata, ovvero quello di difendere la dignità e la sovranità nazionale aggiunta alla capacità di competere con le altre nazioni. C’è bisogno di una nuova legge elettorale che garantisca la stabilità dei governi .&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.fareitalia.com/409_s_alle_primarie__c__spazio_per_la_destra_&quot;&gt;www.fareitalia.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: «Vogliono trattare? Bene ma prima si dimettano»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/22/dario-franceschini/%C2%ABvogliono-trattare-bene-ma-prima-si-dimettano%C2%BB-intervista/586066"></link>
  <updated>2011-06-22T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>586066</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;«Sulla riforma della legge elettorale in Senatur non è credibile. L'elenco di Berlusconi è scritto sulla sabbia»
&lt;p&gt;
Si deve dimettere. Questa maggioranza non è più forte dopo il voto di fiducia. È sempre più sgangherata». Dario Franceschini, capogruppo Pd a Montecitorio, respinge con decisione al mittente l`invito al dialogo. E stavolta i mittenti sono due: Silvio Berlusconi, che apre all`opposizione parlamentare per un confronto sulle riforme e Umberto Bossi che si dice disponibile a parlare di legge elettorale. «Inaffidabili» e «inattendibili» entrambi. Chiuso il discorso.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Franceschini, il Pd continua a chiedere le dimissioni, ma il premier è saldo in sella. 317 sì alla Camera.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«In qualunque altro paese del mondo o in qualsiasi altra stagione politica in Italia un presidente del Consiglio nelle condizioni di Silvio Berlusconi si sarebbe dimesso. Nell`arco di tre anni ha registrato il fallimento del suo disegno politico, perché gli è sgretolato il Pdl in mano; lo sfaldamento della sua maggioranza, perché un pezzo, guidato dal presidente della Camera, è uscito ed è passato all`opposizione, è protagonista di scandali legati alle sue vicende personali e giudiziarie: chiunque, ripeto chiunque si sarebbe fatto da parte non solo per il bene del Paese ma anche per salvare la sua maggioranza e il suo partito. Invece Berlusconi è nella logica “muoia Sansone con tutti i filistei” e il risultato è l`ingovernabilità di cui è prigioniera l`Italia».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cicchitto dopo il voto di fiducia ha detto: «abbiamo la maggioranza assoluta». Invece no?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«È una maggioranza che politicamente non esiste, continuano a prendere sempre gli stessi voti, 320 quando sono al gran completo. La realtà è che si tengono insieme per attaccamento alle poltrone o per la promessa di poltrone, come dimostra lo sfaldamento arrivato poco dopo la fiducia con il voto sul nostro ordine del giorno sul trasferimento dei ministeri al Nord. Poi, vale la pena ricordare che la maggioranza di cui parla Berlusconi è solo quella raffazzonata che ha messo insieme in Aula perché nel Paese c`è un`altra realtà. come ha dimostrato il voto delle elezioni amministrative e dei referendum. Per questi ultimi si è recato alle urne il 57% degli elettori e oltre il 95% ha detto no alle politiche del governo. Stiamo parlando della maggioranza assoluta degli italiani. L`opposizione in parlamento, ormai maggioranza nel Paese, non può far altro che continuare sulla strada intrapresa: incalzarli e fare esplodere le loro contraddizioni».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non crede agli impegni assunti ieri dal premier al Senato su Fisco, piano per il Sud e riforme?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non voglio neanche sentirlo quell`elenco, sono tutte parole scritte sulla sabbia. Sono quindici anni che dice delle cose che poi svaniscono al vento. Proprio come Bossi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Nessuna apertura al dialogo, dunque?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ogni offerta di dialogo da parte di chi in 15 anni ha dimostrato di essere culturalmente e psicologicamente impedito ad ogni normalità democratica, è assolutamente inaccettabile. Prima se ne vada e dopo tutto diventa possibile, sia in Parlamento sia nel Paese. Berlusconi è una montagna insormontabile per ogni intesa tra maggioranza e opposizione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Berlusconi ha invitato apertamente l`Udc ad appoggiare il governo, Bossi ha aperto le porte ad un`intesa sulla legge elettorale. Solo tentativi di spaccare l`opposizione?
&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il ruolo del Pd è quello di tenere insieme le opposizioni che siedono in Parlamento e quello fuori. Anche l`iniziativa che abbiamo preso su questa assurda proposta di spostamento dei ministeri al Nord e poi il successivo pasticcio che hanno fatto Pdl e Lega per cercare la quadra, ha impedito che si realizzasse il solito copione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cioè quale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Parole roboanti in padania con la minuscola e brache calate a Roma».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il governo dà parere favorevole ad un odg del Pd che dice il contrario di quanto sostenuto dalla maggioranza proprio sullo spostamento dei ministeri.
Che è successo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Con il nostro ordine del giorno, in sostanza, abbiamo impegnato il governo a non delocalizzare i ministeri, compresi dipartimenti e sedi decentrate. Loro hanno dato parere favorevole perché sapevano che sarebbero stati battuti in Aula, motivo per cui la Lega non ha partecipato al voto e il Pdl si è astenuto. Sapevano che sarebbero stati battuti sul loro stesso ordine del giorno e quindi hanno preferito rifugiarsi nel parere positivo del governo. Questa è la situazione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Finirà così anche per le missione all`estero e la Libia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«La Lega farà la stessa cosa, alzerà la voce e poi si allineerà perché le poltrone romane sono troppo appetibili. Ormai credere a Bossi è impossibile come credere a Berlusconi. E inutile perdere tempo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Anche parlare con Maroni è una perdita di tempo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Un ministro dell`Interno che aveva acquisito una certa credibilità, ma poi sale su un palco e inneggia alla Padania libera, alla secessione e parla di barbari, mi pare che non possa essere considerato un interlocutore».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Dopo l`ennesima fiducia incassata, si allontana l`ipotesi di un voto anticipato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Il momento del voto anticipato dovrebbe essere obbligato rispetto a quello che il Paese ha chiesto con le amministrative e i referendum, ma purtroppo temo che la maggioranza resterà attaccata alle proprie poltrone. Pdl, Lega e Responsabili sanno che se si andasse al voto per loro sarebbe una disfatta. Per questo penso che la fase finale del berlusconismo sarà la più complicata. Non solo non possiamo illuderci di avere la vittoria in tasca, ma dobbiamo tenere alto di livello di attenzione. Sarà importantissimo mantenere l`unità di tutte le opposizioni e la mobilitazione nella società civile».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Berlusconi dice che non c`è un`alternativa a questa maggioranza.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Qualunque alternativa sarebbe migliore per il Paese, ma Berlusconi non riesce a pensare a qualcun altro al suo posto a Palazzo Chigi. Finché potrà farà del tutto per restare al suo posto».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=11EF2R&quot;&gt;l'Unità - Maria Zegarelli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Luigi BERSANI: «Hanno divorziato dai cittadini e il governo è alla paralisi. Pd pronto alla sfida del voto»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/14/pier-luigi-bersani/%C2%ABhanno-divorziato-dai-cittadini-e-il-governo-%C3%A8-alla-paralisi-pd-pronto-alla-sfida-del-voto%C2%BB-intervista/584350"></link>
  <updated>2011-06-14T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>584350</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Impossibile la riforma elettorale col Pdl»
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Segretario Bersani, dopo i successi delle amministrative e dei referendum lei chiede le dimissioni di Berlusconi. Sapendo bene che lui non le darà mai. Non avete un`altra strada da indicare per uscire da questa fase?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

«Mi fanno una domanda e io rispondo. Chiedete le dimissioni del premier? Sì. Ma vorrei chiarire che non le chiediamo dopo il referendum e il voto nelle città. Il referendum e le amministrative sono successivi a una richiesta che facciamo da un anno e mezzo».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;ll voto di ieri non cambia niente?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Cambia moltissimo. C`erano un milione di ragioni per mandare a casa il governo prima del referendum. Il voto di ieri ha messo un ulteriore carico di 90 sulla loro crisi. E vedo che emerge una certa consapevolezza: nei commenti che vengono da alcuni leghisti, nei giudizi del Sir, l`agenzia della Cei. E’ arrivata con chiarezza la conferma che serve un altro passo, una svolta. Il centrodestra dovrebbe prendere atto di una vicenda che nasce come crisi politica di una maggioranza che non è più quella uscita dalle urne, si trasforma nella paralisi conclamata dell`azione di governo e, dopo i quesiti, dimostra il palese distacco tra opinione pubblica ed esecutivo. Hanno divorziato dai cittadini. Guardando i risultati stavolta non ho po tuto fare a meno di ridere, per quanto ce l`abbia messa tutta».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Dopo le amministrative disse: o riforma elettorale per andare a votare in poche settimane o elezioni anticipate. C`è ancora spazio per la prima ipotesi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Aveva poche chance prima, ne ha poche adesso. Perché dall`altro lato non c`è ancora nessuno che abbia immaginato un percorso alternativo, che si sia posto l`esigenza di come uscire da questa crisi. Credo sia largamente più probabile un confronto elettorale anticipato. Ma dev`essere sempre certificata la disponibilità del Pd a considerare l`ipotesi di una riforma elettorale».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il suo pessimismo significa che gli incontri con la Lega sono andati male?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«La nostra esigenza non è avere diplomazie di alcun genere. Il primo partito del Paese, e noi siamo il primo partito, se dice “questa legge non mi va” deve rispondere alla domanda “quale altra legge vorresti”. Questo fa il Pd. Abbiamo una proposta e non l`abbiamo incardinata in Parlamento per aprire un confronto con tutte le forze di opposizione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E ancora valida la parola d`ordine “fuori Berlusconi dopo di che un`altra soluzione, anche dentro il Pdl, va bene”, rilanciata da D`Alema?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Penso che un governo che metta mano alla legge elettorale con Berlusconi in maggioranza, cioè con il Pdl, sia praticamente impossibile. Il premier considera il Porcellum la legge migliore del mondo. Come può essere disponibile a modificarla?».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Sempre sicuro che per offrire un`alternativa agli elettori non sia utile indicare a breve il leader della coalizione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Nella direzione del Pd c`è stato un apprezzamento unanime per il percorso che ho disegnato. Dobbiamo inserire nella nostra proposta messaggi che rendano evidente come vogliamo superare Berlusconi: andare anche oltre l`ubriacatura e la malattia. In tutte le democrazie del mondo il processo segue queste tappe: progetto, unità di una coalizione e scelta della leadership. Pensare di premettere il nome di una persona alla chiarezza su progetto e persone che si impegnano intorno ad esso significa rimanere con un piede nell`idea berlusconiana. Che ha provocato molti guai».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il voto di ieri dice qualcosa in più delle urne amministrative?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 

«In più c’è la forza della società civile, di un`opinione pubblica che si esprime su tre questioni specifiche. La prima responsabilità di chi ha dato una mano a questo straordinario movimento è tradurre in politiche positive l`esito del voto. Mettendo nero su bianco un piano energetico, avviando la discussione su una legge che governi il ciclo dell`acqua, insistendo sulle nostre proposte di miglioramento del sistema giustizia. L`onda si è rafforzata, è un altro segno di riscossa civica che va oltre il perimetro del centrosinistra. La metà dell’elettorato di centrodestra ha votato i quesiti. Uscire dalla palude è un’esigenza nostra ma anche degli elettori di Berlusconi».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Si aspetta sorprese da Pontida?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Puoi stare con uno che vince anche se perdi tu. Puoi stare con uno che perde se vinci tu. Ma se lui perde e tu perdi va avviata una riflessione. A Pontida dovrebbero parlare di questo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei chiede le dimissioni del governo, Di Pietro frena. Saprete gestire i successi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Capisco Di Pietro. Ripeto: le dimissioni le chiedevo un anno fa senza legare l`ora X né al referendum né alle amministrative. Può starci la paura di nuove divisioni a sinistra visti i precedenti. Ma non è questo il caso: abbiamo gestito gli ultimi voti con grande sintonia».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei si sente un po’ Papa straniero perché è un politico atipico. Vuoi dire che un altro leader non avrebbe messo la faccia su un quorum tanto rischioso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Anche».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma la sua scuola è antica.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Mi sento atipico nel senso che credo molto poco negli aspetti politicisti. Mi fido di quello che succede nel profondo del Paese, non mi appassiono alle cose di breve periodo. La politica per me si gioca sulla tenuta, non è solo comunicazione. Deve partire dalle ragioni più sentite dai cittadini che sono intelligenti e sanno quando è il momento di cambiare. I vezzi della politica nel piccolo cabotaggio mi impressionano poco».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=115VT4&quot;&gt;La Repubblica - Goffredo De Marchis&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: «Noi e il Pd in un nuovo soggetto»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/08/nichi-vendola/%C2%ABnoi-e-il-pd-in-un-nuovo-soggetto%C2%BB-intervista/583579"></link>
  <updated>2011-06-08T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>583579</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Basta etichette stantie: anch'io voglio allargare all'Udc e so che il vecchio welfare non regge».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Vendola, che insegnamento dovrebbe trarre il centrosinistra dal voto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Alle Amministrative ha vinto una spinta anti-oligarchica, che si era già affacciata nello straordinario processo democratico delle primarie e ha restituito vitalità e anima alla proposta politica del centrosinistra. E ha perso il politicismo che domina soprattutto nei palazzi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;A che cosa si riferisce?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«A quei ragionamenti astratti sulle formule magiche della vittoria: si vince al centro, il moderatismo è la chiave di volta, ecc. Ciascuno di noi dovrebbe cimentarsi con il futuro invece che con il passato. Lo dico con affetto ai leader del Pd: c'è qualcosa di stantio, c'è puzza di naftalina nell'uso disinvolto delle etichette ideologiche con cui reciprocamente ci chiamiamo... Radicale, riformista, moderato... Rompiamo con il retaggio delle nostre biografie e mettiamoci tutti quanti in mare aperto, a guardare la scena nuova della politica perché c'è una scena nuova della società».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Vendola, pare di capire che lei stia prefigurando la nascita di nuova sinistra tutta unita.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Io non ho ricette già pronte, però dico con umiltà ai miei compagni, a quelli del Pd, e a tutti gli alleati: prendiamo il coraggio di affrontare l'inadeguatezza della forma partito, andiamo in campo aperto. E questo vale per tutti, a cominciare dal mio movimento, Sel: al congresso fondativo abbiamo detto che il nostro obiettivo non era tanto far nascere un partito quanto riaprire una partita. Noi non dobbiamo recuperare lo spazio residuo che fu della sinistra radicale. Sarebbe come scrivere vecchi copioni: il nostro compito invece è quello di rimescolare le carte insieme a tanti altri e altre». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Ma crede veramente che Bersani e il Pd accetteranno la sua proposta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Nel Pd si è aperta una discussione molto interessante. Bettini propone la creazione di un nuovo soggetto unitario. Latorre invita noi e il Pd a essere i cofondatori di un nuovo partito. Il presidente della Toscana Rossi ipotizza una lista unitaria di Sel, Idv e Pd. Sono tutti ragionamenti incoraggianti. Finalmente c'è un'altra idea della politica. Nel cantiere dell'alternativa non distribuiamo le magliette con i colori delle squadre, ma apriamo piuttosto le porte anche a tanti altri che non vengono dai partiti e che portano, competenze, esperienze di vita, ricchezza di cultura. E in quel cantiere, insieme agli altri, proviamo a farci le domande giuste e a darci le risposte giuste: non è forse questo il programma dell'alternativa?».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Insomma, secondo lei il Pd, Sel, i partiti del centrosinistra sono pronti sul serio a compiere questo passo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Perché no? È accaduto che parte rilevante della cultura riformista italiana e del Pd, che aveva militato nella trincea dell'energia nucleare, abbia rapidamente ripiegato le proprie bandiere, è accaduta la stessa cosa sul tema dell'acqua di cui molti propugnavano la privatizzazione. E non voglio fare un discorso provocatorio: anche la sinistra radicale deve accorgersi, per esempio, che non si può tenere in piedi il vecchio welfare. Oggi siamo tutti quanti chiamati a metterci in gioco».
Intanto nei palazzi c'è chi prepara una riforma elettorale che possa piacere anche al terzo polo... &lt;br /&gt;

«Non ho difficoltà a discutere le regole del gioco con tutti, però evitiamo di incartarci».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
E le primarie? Bisogna accelerare, secondo lei?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Dovremmo concepirle come il catalizzatore di una formidabile mobilitazione delle idee, sapendo che chi le vince ha come compito primario (se posso usare questo bisticcio di parole) quello dell'allargamento della coalizione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma potrebbe mai svolgere questo compito lei, il leader di Sel?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Io nella mia modesta esperienza ho governato facendo dell'ascolto della proposta dei centristi un mio dover essere quotidiano e oggi ho un rapporto molto buono con l'Udc nel Consiglio regionale della Puglia. Faccio un altro esempio: Pisapia che chiede a Tabacci di entrare in giunta. Mi pare emblematico del fatto che se si libera il campo da argomenti speciosi e pregiudiziali possiamo tutti impegnarci per lo stesso obiettivo».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Vendola, per caso vuole rubare il mestiere a D'Alema e allargare lei all'Udc?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Non mi permetto di rubare il mestiere. Dico solo che mi sento in gioco e spero che tutti quanti si sentano in gioco... alla pari».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=10ZNE0&quot;&gt;Corriere della Sera - Maria Teresa Meli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Anna FINOCCHIARO: «Ottimisti sul quorum. E questa volta il governo dovrà dimettersi»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/06/anna-finocchiaro/%C2%ABottimisti-sul-quorum-e-questa-volta-il-governo-dovr%C3%A0-dimettersi%C2%BB-intervista/582732"></link>
  <updated>2011-06-06T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>582732</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Si vota su temi vicini alla vita delle persone e che allo stesso tempo definiscono pienamente il profilo politico dell'esecutivo. Ma il referendum resti fuori dalla contesa politica, giusto evitare simboli di partito&quot;.
&lt;p&gt;Né simboli di partito né leader politici sul palco della manifestazione che venerdì a Roma chiude la campagna contro nucleare, privatizzazione dell`acqua e legittimo impedimento? &quot;Va benissimo&quot;, dice Anna Finocchiaro. «È giusto che il referendum sia lasciato fuori dalla contesa partitica». Però, dice anche la capogruppo del Pd al Senato ridendosela di chi (leggi Berlusconi) sostiene che il voto amministrativo non ha valore politico, che la consultazione di domenica e lunedì è inutile e che comunque per il governo nulla cambia, &quot;se al referendum gli elettori si esprimeranno in maniera netta contro tre capisaldi dell`azione del governo Berlusconi, ci saranno inevitabilmente delle conseguenze politiche&quot;. 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cioè, il governo si dovrà dimettere?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Per noi si sarebbe già dovuto presentare dimissionario. È chiaro che se dopo le amministrative arriverà dagli elettori un altro segnale di richiesta di cambiamento, non potranno continuare a fare finta di niente». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Però il rischio di non raggiungere il quorum è molto alto, non crede?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«È vero che non viene raggiunto da 16 anni, ma stavolta sono ottimista».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Per quale motivo?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Intanto, perché si vota su argomenti molto vicini alla vita quotidiana delle persone. E poi perché nucleare, acqua pubblica e legittimo impedimento rappresentano tre caratteristiche che definiscono pienamente il profilo politico del governo Berlusconi. E se tanto mi dà tanto, l`impegno dimostrato alle elezioni amministrative e l`orientamento di voto che ne è emerso dovrebbero confermarsi».
&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;Questo per la vittoria dei Sì, ma che c`entra con la questione se andranno o meno a votare il 50% più uno degli elettori?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Nel voto amministrativo gli italiani hanno riscoperto la vocazione autentica legata all`elezione diretta di sindaci e presidenti di Provincia. L`ho visto anche facendo campagna elettorale, è come se gli elettori, che hanno subito una legge per le politiche che ha tolto loro la possibilità di chiedere conto degli eletti, ora abbiano più voglia di partecipare attivamente alle scelte che li riguardano. E questo si è visto in modo ancora più accentuato ai ballottaggi. Quando Bersani dice che il rimescolamento tra l`elettorato del centrosinistra e quello delle forze moderate c`è già stato allude anche a questo. Gli elettori hanno dimostrato di essere spesso più avanti dei partiti, meno politicisti e più politici. E questo insieme di fattori potrebbe essere determinante per far raggiungere il quorum».
&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;Potrebbe essere determinante anche la presenza o meno dei quesito sul nucleare, visto che il governo ha presentato un nuovo ricorso alla Corte costituzionale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La Consulta deciderà in totale autonomia e l`accanimento del governo nel tentare di evitare il giudizio popolare sul nucleare la dice lunga sul timore che hanno delle urne. Le furbate comunque non saranno sufficienti a salvare una maggioranza che non c`è più». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;I comitati referendari chiedono di non politicizzare questa battaglia e anche di evitare simboli e leader di partito sul palco della manifestazione che venerdì chiude la campagna.&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«È giusto che il referendum sia lasciato fuori dalla contesa partitica e va benissimo se alla manifestazione si va senza simboli di partito. Dopodiché, se un partito vuole mobilitare i suoi dirigenti, i suoi militanti, i suoi simpatizzanti, direi che non solo è normale ma è un bene per tutti. Soprattutto di fronte a un`informazione che spesso è carente, se non mistificante». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Giusto non politicizzare, dice, però ha detto anche che se il referendum passa ci saranno conseguenze politiche.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non si tratta di una contraddizione. Se viene bocciata la politica energetica del governo, se viene respinta l`idea che si possano approvare leggi che vanno contro il principio costituzionale che la legge è uguale per tutti, che è il cuore del berlusconismo, non possono non esserci conseguenze politiche».
&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;Dovesse dimettersi questo governo, quale scenario definisce auspicabile?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Se si verificheranno le condizioni per un nuovo governo che cambi la legge elettorale bene, anche se non credo che il Pdl sia nelle condizioni di volerlo e poterlo fare, altrimenti si vada subito al voto. Aggiungo, pensando alla percentuale di parlamentari elette, che noi non dovremmo neanche prendere in considerazione un disegno di riforma elettorale che non abbia al proprio interno un meccanismo chiaro ed efficace di ríequilibrio della rappresentanza». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Tra le ipotesi post-dimissioni non mette un diverso governo di centrodestra che faccia anche &quot;una manovra economica equa&quot;, col Pd che si prenda anche &quot;una quota di responsabilità&quot;, per dirla con D`Alema?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
«Prima Berlusconi si dovrebbe togliere di mezzo, è impossibile per il Pdl. Non è nella loro natura farlo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Neanche con Alfano segretario?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Ma di cosa stiamo parlando? Quello è solo un balletto. Io ancora non ho capito se è già stato nominato, se l`incarico gli verrà ratificato da un organismo democratico, se Berlusconi lo investirà poggiandogli lo spadone sulla spalla. Così come mi fanno ridere ora che parlano di primarie». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E voi? Dice che siete più credibili ora come alternativa di governo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
«Non lo dico io, lo dicono i voti e i sondaggi. Il Pd è il più grande partito di opposizione, senza di noi non si va da nessuna parte. Presenteremo un programma di governo e ragioneremo con chi ci sta, cercando con le altre forze consonanze che non lascino angoli bui. Dobbiamo assolutamente evitare di rifare l`Unione. Dobbiamo definire 10 punti programmatici e assumere un impegno di responsabilità».
&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;E le primarie per scegliere la leadership? Secondo Vendola vanno fatte subito.&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Le primarie le abbiamo inventate noi, non siamo mai stati contrari, e il nostro candidato ce l`abbiamo. Ma prima dobbiamo lavorare al programma. Nella nostra Repubblica il candidato premier rappresenta un programma, non è il programma che rappresenta il candidato premier».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=10X6DC&quot;&gt;l'Unità - Simone Collini&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Enzo BIANCO: «Ce n'è abbastanza per mollare Lombardo»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/11/25/enzo-bianco/%C2%ABce-n%C3%A8-abbastanza-per-mollare-lombardo%C2%BB-intervista/548329"></link>
  <updated>2010-11-25T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>548329</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il senatore ribadisce la necessità che il Pd tolga il sostegno al governatore per le vicende giudiziarie.  Crisi nazionale. Prima riforma elettorale, poi il voto. Io candidato-sindaco a Catania? Possibile ma senza sponsor &quot;eccellenti&quot;. &lt;br /&gt;

&lt;p&gt;
Un tradimento a tutti gli effetti. Ma non tanto o non solo delle scelte fatte a suo tempo dagli elettori, ma di qualcosa di più profondo, più strutturale, del proprio Dna.
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Secondo Enzo Bianco, senatore del Pd, il suo partito accettando di sostenere e tenere in piedi il governo siciliano di Raffaele Lombardo, ha tradito proprio il suo Dna. Perché?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Perché la vicenda giudiziaria che sta toccando Lombardo, e nel merito della quale non posso e non voglio entrare, per quel che si è già conosciuto degli atti, ma direi anche per le stesse ammissioni fatte da Lombardo della conoscenza e della frequentazione di personaggi che hanno pesantissime accuse di mafia, basterebbe per far fare al Pd più d'un passo indietro. Altro che indiscrezioni giornalistiche, insinuazioni infondate. I nomi di Raffaele Lombardo e di suo fratello, Angelo, figurano per ben 426 volte negli atti giudiziari e ci sono 70 pagine dedicate a intercettazioni, analisi, deduzioni investigative sulla frequentazione di personaggi legati al mondo della criminalità organizzata. Lombardo ha provato a difendersi, naturalmente, e io gli auguro sinceramente di poter dimostrare la sua totale estraneità ai fatti; ma quella parte del Pd che lo sostiene, farebbe bene oggi a prendere atto che la situazione è quanto meno imbarazzante».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Conferma Bianco la sua posizione, sottolinea come sia crescente nel Pd anche in ambito regionale l'insofferenza verso l'accordo con Lombardo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Incontrerò nelle prossime ore Bersani, che anche ieri ha confermato che la situazione siciliana è &quot;sotto osservazione&quot;. Ma non basta. Sarò anche stavolta chiaro, credo sia importante per tutti uscire da questo guado. Se non dovessi essere soddisfatto delle scelte del partito? Beh non posso che confer¬mare l'intenzione di autosospendermi, decisione grave, ma che riterrei inevitabile di fronte ad un eventuale rifiuto del partito ad essere coerente con la sua storia».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;È pure vero che oggi, con la crisi di governo, regna la confusione.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«C'è buio fitto e certe posizioni estemporane non fanno che aumentare la confusione. Casini un giorno spara contro Berlusconi, il giorno dopo mostra aperture, per quanto possa essere tatticismi Bossi urla di volere il voto, poi frena. Stessa cosa Fini e gli altri. E Berlusconi cerca di mettere insieme una maggioranza, quale che sia, per non cedere lo scettro. Ma se pure dovesse riuscirci, con qualche voto a Montecitorio e al Senato, rischieremmo un'ulteriore paralisi, perché sarebbe una falsa e fragile maggioranza».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E allora che cosa vede Bianco? Un governo, dice, che abbia credibilità internazionale, magari affidato al governatore di Bankitalia, Draghi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Potrebbe essere lui, o comunque una personalità di prestigio, a gestire una fase indispensabile di riforme, a partire da quella elettorale, e per la tenuta economica. Dopo potremmo andare al voto, con un centrodestra affidato ad una personalità rispettata e di prestigio, così come anche il centrosinistra potrebbe schierare un uomo nuovo. Penso a Sergio Chiamparino, sindaco di Torino, uomo con la cultura del fare, capace di lanciare una vera sfida per guidare un centrosinistra di governa».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Per un governo, aggiunge Bianco, che si occupi sul serio della Sicilia.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non c'è una sola opera pubblica non dico avviata, ma appaltata per la nostra regione. E siamo alla follia, con la nuova superstrada Ragusa-Catania, strategica per lo sviluppo dei distretto del Sud-Est dell'Isola, per cui ci sono tutti i soldi già stanziati, ma bloccata da una firma del Ministro del Tesoro e dalle incomprensibili incertezze del governo regionale che spero non abbiano motivazioni oscure, ma di cui ha parlato ieri persino l'on. Micciché».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Chiudiamo con il gioco dei paradossi della politica: Bianco ha già detto che, sollecitato spesso da tanti cittadini, potrebbe anche pensare a ricandidarsi per fare il sindaco di Catania. Ma con chi e contro di chi chiediamo visto che oggi, in teoria, se fosse il candidato del Pd potrebbe anche avere l'appoggio di Lombardo, alleato a Palermo, anche se a Catania qualcuno dice pure che a sostenere Bianco potrebbe essere addirittura il coordinatore del Pdl, Giuseppe Castiglione. 
Insomma, com'è la situazione? Con chi e contro di chi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Sarò chiaro. Se dovessi davvero scegliere di candidarmi lo farei con la città e per la città e contro chi in questi anni l'ha ridotta a pezzi. Certo, l'attuale sindaco ha cercato di portare quanto meno rigore rispetto all'allegra gestione Scapagnini-Lombardo che ha provocato una devastazione sociale e civile. Ma oggi Catania è immobile, non sembra governata, il sindaco è lontano dai problemi, coniuga i verbi al futuro e la città è in caduta verticale. Per questo credo ci voglia, comunque, oltre i partiti una grande alleanza con una forte impronta civica che chiami a raccolta le energie migliori della città. Mi piacerebbe mettere insieme una grande squadra di professionisti, imprenditori, operatori del volontariato, uomini e donne di cultura per far ripartire Catania. Che non merita davvero la fine che le stanno facendo fare. E lo dico chiaro: io non cerco l'appoggio nè di Lombardo nè del Pd ma quello dei catanesi».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://giornaleonline.lasicilia.it/GiornaleOnLine/stampa_articolo.php?id_articolo=490889&amp;pagina=6&quot;&gt;La Sicilia.it - Andrea Lodato&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Luigi de MAGISTRIS: Berlusconi e Fini devono dimettersi</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/11/12/luigi-de-magistris/berlusconi-e-fini-devono-dimettersi/547971"></link>
  <updated>2010-11-12T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>547971</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L’Italia è costretta a soffrire una crisi di governo protratta a dismisura nel tempo per la paura del voto che affligge i suoi protagonisti, i quali senza il minimo senso dello Stato si rimpallano la responsabilità formale e ufficiale della caduta dell’esecutivo. Nessuno dei giocatori di questo poker infelice e già segnato nell’esito vuole assumere il ruolo di ‘commissario liquidatore’ della maggioranza.
&lt;p&gt;
Come se non bastasse questo, l’Italia è costretta a soffrire anche una crisi istituzionale che assume i contorni di un vero e proprio cortocircuito, nel quale tanto Berlusconi che Fini sarebbero chiamati ad un unico gesto, doveroso sotto il versante etico e politico: le dimissioni. Il capo del governo guida infatti una compagine che non esiste più, polverizzatasi in parlamento diverse volte e su materie diverse, mentre il presidente della Camera è impossibilitato a svolgere il suo ruolo di garanzia e di terzietà essendo preminente quello di capo partito.
&lt;p&gt;
A rendere il quadro più complesso e più doverose le rispettive dimissioni, anche il rapporto negativo fra i referenti di questa faida tra bande nell’ex maggioranza, combattuta a colpi di dossier e ricatti, di offese e di ostilità, di infamie di ogni tipo.
&lt;p&gt; La resistenza di Berlusconi a compiere un passo indietro dimostra la massima irresponsabilità verso il paese, ma altrettanto irresponsabile verso il paese è l’attaccamento alla presidenza della Camera da parte di Fini.
Alla convention di Bastia Umbra, sabato scorso, ministri e sottosegretari di Fli hanno rimesso il loro mandato nelle mani non del capo del governo ma del presidente della Camera, loro leader di partito. Lo stesso presidente della Camera che si spertica nel chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio e non si risparmia nel conflitto col presidente del Senato, combattendo una guerra in cui la ragione politica divora quella istituzionale.
&lt;p&gt;
Tutto questo può essere definito in un solo modo: un cortocircuito fra istituzioni, capace di far sprofondare ulteriormente l’Italia già sprofondata per via della crisi di governo. Che fare? Niente di diverso da ciò che è previsto in ogni democrazia vera: restituire la scelta agli elettori quanto prima. Ed offrire, da parte dell’opposizione di centrosinistra, un’alternativa politica e di governo credibile.
&lt;p&gt;
Pd, SeL e IdV devono lavorare e prepararsi a questa sfida che si fa ogni giorno più vicina, senza cedere a tentazioni illusorie come quella di considerare possibile la partecipazione di Fini e Casini. Con Fli e con l’Udc è possibile costruire al massimo un governo a tempo che attui una riforma elettorale, ma non è possibile affrontare la sfida elettorale che inevitabilmente ci aspetta.
&lt;p&gt;
L’abbraccio centrista tra Fini e Casini è ormai evidente e questo abbraccio nasce guardando a mete e progetti politici che poco hanno a che spartire con l’opposizione di centrosinistra, mentre molto hanno in comune con la vecchia politica della Prima Repubblica e con i poteri forti in versione aggiornata.
&lt;p&gt;
Berlusconi e Fini devono liberare l’Italia dalle catene con cui l’hanno resa schiava per riconsegnarla agli italiani, che ne avranno sicuramente maggiore cura. L’opposizione di centrosinistra, invece, deve offrire la disponibilità a servire le loro esigenze e le loro speranze.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://temi.repubblica.it/micromega-online/berlusconi-e-fini-devono-dimettersi/?printpage=undefined&quot;&gt;micromega-online&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Pietro ICHINO: Una grande coalizione per le riforme senza Berlusconi</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/11/01/pietro-ichino/una-grande-coalizione-per-le-riforme-senza-berlusconi/547556"></link>
  <updated>2010-11-01T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>547556</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Mentre tra le file della maggioranza si incomincia a sussurrare di un possibile 25 luglio, nelle file dell’opposizione si fa più intenso il dibattito sul che fare nell’ipotesi sempre più probabile di una crisi di governo imminente. Se ne possono disegnare tre vie di uscita.
&lt;p&gt;
   La più popolare nelle file del centrosinistra, ma in realtà anche la più problematica, è quella di un Governo di transizione di breve durata, il cui scopo sarebbe essenzialmente quello di preparare le prossime elezioni senza Silvio Berlusconi come premier e con il PdL all’opposizione. Questo Governo sarebbe sorretto da una maggioranza di cui farebbe parte anche la nuova formazione di Gianfranco Fini. Tra i pochi punti essenziali del programma di questo Governo, una riforma elettorale.
&lt;p&gt; Sarebbe, comunque, un Governo debole, in primo luogo perché sorretto da una maggioranza eterogenea (davvero riusciranno ad andare d’accordo Casini e Di Pietro?) e diversa da quella uscita dalle ultime elezioni politiche. Ma soprattutto perché sarebbe sorretto da una maggioranza molto risicata. E se cadesse dopo pochi mesi, il centrosinistra dovrebbe affrontare le elezioni avendo disperso il vantaggio che gli è dato oggi da una crisi causata dal fallimento della maggioranza di centrodestra.
&lt;p&gt;
   Proprio quest’ultima considerazione sembra dunque consigliare anche al Pd una seconda via d’uscita: andare senz’altro alle urne con la legge attuale, puntando su di un’alleanza elettorale con il costituendo “terzo polo” (Casini-Rutelli, possibilmente con l’aggiunta di Fini e magari anche di Montezemolo). Con una questione irrisolta, però: della nuova coalizione è difficile pensare che possano fare parte, insieme a Casini e all’UdC, pure Vendola con Sinistra Ecologia e Libertà e Di Pietro con l’Italia dei Valori: il centrosinistra correrebbe il rischio grave di diventare, come l’“Unione” nella passata legislatura, una coalizione capace forse di vincere le elezioni ma non di governare, per le proprie divergenze interne. 
&lt;p&gt;La coalizione Pd-Terzo polo dovrà dunque, per vincere, essere in grado a sinistra di reggere la concorrenza di IdV e SEL che correranno da sole, a destra di strappare a PdL e Lega almeno il 5 per cento dei voti totali, rispetto alla situazione fotografata dai sondaggi di questi giorni: solo in questo modo si potrebbe compensare la rinuncia al 10 per cento circa dei voti che presumibilmente saranno persi alla causa per la dispersione (ai fini del premio di maggioranza) dei voti di Idv e SEL. La catastrofe del centrodestra faciliterà questa impresa. &lt;br /&gt;
Ma, vinte le elezioni, il centrosinistra avrà la forza politica necessaria per affrontare le questioni difficilissime che gli si porranno subito di fronte, con una opposizione di centrodestra furibonda e scatenata?
&lt;p&gt;
   Quest’ultima domanda introduce il discorso su di una terza possibilità, di cui ha parlato Mario Monti sul Corriere di ieri: quella di un governo di “grande coalizione” per le riforme indispensabili, che porti la legislatura al suo termine naturale. Presupposto di questa via d’uscita dalla crisi è il riconoscimento da parte di Pd e PdL di due verità scomode per entrambi:&lt;br /&gt;
 a) la gravità assolutamente eccezionale della crisi economica e morale che l’Italia sta attraversando;&lt;br /&gt;
 b) l’impossibilità sia per il centrodestra oggi, sia per un centrosinistra in ipotesi vincente alle prossime elezioni, di uscirne con le sole proprie forze. 
&lt;p&gt;Più specificamente, ciascuno dei due schieramenti dovrebbe riconoscere di non poter fare fronte da solo all’imperativo europeo della rapida riduzione del debito pubblico; alle difficoltà enormi della riforma federalista dello Stato, osteggiata dall’UdC, ma giustamente considerata dal Pd come indispensabile al Paese; alla necessità di una drastica accelerazione del processo di bonifica e di rilancio dell’efficienza e produttività delle amministrazioni pubbliche, a partire da quella della giustizia e da quella scolastica; all’insieme delle misure urgenti indispensabili per aprire il Paese agli investimenti stranieri, in particolare sul terreno delle relazioni industriali e del mercato del lavoro.
&lt;p&gt;Fino a poco tempo fa, tra i politici che avrebbero apprezzato questa terza soluzione, era opinione diffusa che essa fosse resa politicamente impraticabile dalla presenza di Silvio Berlusconi a capo del PdL. Ora, però, gli sviluppi di questi ultimi giorni stanno rendendo più realistica la prospettiva di un PdL affrancato dal suo attuale sovrano assoluto. E allora, se è vero che la crisi eccezionale del Paese lo richiede, perché non incominciare a lavorare per questo, che sarebbe probabilmente il solo “governo di transizione” davvero capace di portare l’Italia fuori dal guado e, al tempo stesso, di preparare il terreno per il ritorno, nella prossima legislatura, a un bipolarismo meno rissoso e - last but not least - caratterizzato da un impegno comune ai due schieramenti su alcuni punti chiave per la vita della nazione?
&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.pietroichino.it/?p=10969&quot;&gt;pietroichino.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Nichi VENDOLA: «Basta pulsioni anticlericali. E la sinistra torni a vincere unita e per cambiare l'Italia»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/24/nichi-vendola/%C2%ABbasta-pulsioni-anticlericali-e-la-sinistra-torni-a-vincere-unita-e-per-cambiare-litalia%C2%BB/547358"></link>
  <updated>2010-10-24T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>547358</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Un governo tecnico solo per la riforma elettorale»
&lt;p&gt;Firenze - «Ci eravamo smarriti e ci siamo ritrovati. &lt;br /&gt;
Uno smarrimento che parla di una sinistra in stato confusionale e che deve cercare di ritrovarsi, ma non per tornare a un luogo antico». 
&lt;p&gt;Nichi Vendola traccia la rotta durante il suo intervento conclusivo al congresso fondativo di &quot;Sinistra ecologia e libertà&quot; di Firenze. «Sbaglieremmo molto - dichiara Vendola - a fare un'operazione di restaurazione o una sommatoria di frammenti pensando che la sommatoria possa dare una forza che è invece un fatto politico e non algebrico».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Governo Tecnico&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Il leader di Sel si rivolge prima di tutto al Partito democratico, interlocutore privilegiato: «Spero di avere qualche risposta chiara da Bersani a cui mi rivolgo con stima e amicizia. Noi un governo di scopo per cambiare la legge elettorale lo consideriamo un fatto positivo, un governo che ci accompagni verso la liberazione dal berlusconismo, ma non ci può essere spazio per riforme economiche bipartisan». 
&lt;p&gt;Vendola conferma che il colloquio di qualche settimana fa con il segretario del Pd «è stato buono, ha aperto porte e finestre delle nostre case alla speranza» ma non si può seguire il tremontismo perché, ad esempio, «basta guardare cosa è successo con Padoa Schioppa, un suo «adepto»: «Quando uno cerca le ragioni delle nostre sconfitte eccole servite lì davanti...».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Pulsioni Anticlericali&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
Vendola, dopo aver dichiarato che «Aldo Moro avrebbe compreso le ragioni della piazza Fiom» e che «il patto tra produttori è un inganno, il conflitto è incancellabile» afferma anche che occorre dialogare con il mondo cattolico, rifuggendo l'anticlericalismo. Il governatore della Puglia ricorda che «la Dc è stata un garante della laicità dello Stato. Tuttavia, la fine dell'unità politica dei cattolici ha generato un'inseminazione di clericalismo in tutta la vita politica. Guai - avverte il leader di Sel - se a questo rispondessimo con pulsioni anticlericali, dobbiamo invece rilanciare dialoghi, aprire varchi. Penso a come Gramsci irrideva a un certo anticlericalismno risorgimentale», con «un rispetto profondo».
&lt;p&gt; «La cosa peggiore è chiudere la discussione prima che cominci. Io voglio parlare delle questioni eticamente sensibili, ne voglio parlare anche con la Chiesa - aggiunge il governatore pugliese -. Voglio parlare di un percorso giuridico per persone dello stesso sesso che si amano. Lo dico agli amici del Family Day. Cosa vi ha ferito e vi ferisce, due persone dello stesso sesso che si amano, o le politiche liberiste che hanno impoverito la famiglia?».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sinistra Unita&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Vendola, che sarà poi eletto presidente di &quot;Sinistra Ecologia Libertà&quot; all'unanimità, conclude il suo intervento con un invito: «Basta con la sinistra innamorata dell'estetica del naufragio», la sinistra deve tornare a vincere «unita e per cambiare l'Italia».«Il nostro popolo - aggiunge - vuole che stiamo insieme, ma l'unità deve avere come obiettivo il cambiamento del modello sociale e di sviluppo dell'Italia»&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/10_ottobre_24/vendola-sel-sinistra_d1fa03c8-df6a-11df-ae0f-00144f02aabc_print.html&quot;&gt;Corriere della Sera - Aldo Cazzullo&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
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  <title>Roberto MARONI: «Diamoci tre settimane per capire. O il governo va o si stacca la spina»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/03/roberto-maroni/%C2%ABdiamoci-tre-settimane-per-capire-o-il-governo-va-o-si-stacca-la-spina%C2%BB-intervista/507701"></link>
  <updated>2010-10-03T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>507701</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) -  Ministro  Interni (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Ci diamo tre settimane di tempo per vedere se questa maggioranza ha davvero la forza di sostenere l'azione del governo. Se così non è, meglio staccare la spina subito».
&lt;p&gt;
Non arretra il ministro dell'Interno Roberto Maroni e con lui tutta la Lega. Anzi, rilancia il programma di governo e detta condizioni chiare sulla tenuta dell'esecutivo.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Dunque si vota a marzo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Noi avremmo preferito farlo subito e l'abbiamo detto a Berlusconi. Andiamo alle urne a novembre, vinciamo e da dicembre siamo molto più forti, pronti a fare le riforme».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E invece?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il presidente del Consiglio ha voluto testare la maggioranza e noi abbiamo deciso di sostenerlo lealmente, ma è difficile che così possa durare».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Non si fida dell'appoggio dei finiani?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non è una questione di fiducia. Il vero problema è che se si dovrà trattare su ogni cosa, mediare, stare attenti agli equilibri, rischiamo di fare la fine del governo Prodi che era sospeso su ogni votazione. Un incubo per noi e per gli italiani, che non è accettabile».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Perché concedete tre settimane?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Entro quel termine devono essere nominati i nuovi presidenti delle commissioni parlamentari e quello sarà il primo vero banco di prova. In quella sede potremo misurare la lealtà del gruppo di &quot;Futuro e Libertà&quot;. E capiremo pure, se si formerà davvero un nuovo partito, in che modo hanno intenzione di restare all'interno della maggioranza».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Intanto i ministri di Fli sono rimasti nel governo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ho grande stima di tutti i colleghi di governo e non vorrei mai che prevalesse il metodo doroteo dello &quot;sto dentro però sono pronto a uscire, denuncio però rimango&quot;. Se fosse così sarebbe più serio comportarsi come fece Fausto Bertinotti che, contrario alla linea del governo, lo fece cadere».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Con l'apertura della crisi il presidente della Repubblica potrebbe anche esplorare l'ipotesi di un governo tecnico per la riforma elettorale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«È un'ipotesi che non esiste visto che al Senato abbiamo la maggioranza anche senza Fli».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Se ne potrebbe creare una cosiddetta di larghe intese.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Per favore, parliamo di cose serie. Sorrido all'idea di vedere insieme Bocchino, Bersani, Casini e Di Pietro. Però faccio loro i miei auguri, pur sapendo che durerebbero mezza giornata».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Nel centrosinistra dicono la stessa cosa di voi, dopo che Fini ha accusato il presidente del Consiglio di aver compiuto attività di dossieraggio e ha parlato di infamie contro la sua famiglia.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Proprio per questo motivo noi non eravamo favorevoli a tenere insieme la maggioranza. La nostra azione ha bisogno di un mandato forte. Finora abbiamo avuto successo perché abbiamo mostrato decisione e caparbietà. Così rischiamo di mostrarci deboli anche nel contrasto alla criminalità e non possiamo consentircelo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non ritiene altrettanto grave accusare i magistrati di essere un'associazione per delinquere come ha fatto il presidente Berlusconi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Io credo che come governo dovremmo evitare di continuare a stuzzicare la magistratura annunciando riforme che poi non si fanno e invece procedere. Continuare a parlarne genera solo tensioni. Comunque si tratta di cose che Berlusconi ha già detto riferendosi a quella parte della magistratura che usa la toga per fare lotta politica. Per me conta solo quanto ha sostenuto in Parlamento».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Però tutto questo contribuisce ad alimentare il «clima d'odio» che viene poi denunciato quando ci sono episodi come quelli che hanno coinvolto il direttore di «Libero» Maurizio Belpietro.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Sul caso specifico non mi pronuncio fino alla fine dell'indagine. Certamente ci sono stati una serie di episodi - penso agli attacchi contro Pietro Ichino e Raffaele Bonanni durante la festa del Pd - e le notizie che abbiamo di possibili infiltrazioni della rete no global nelle prossime manifestazioni sindacali, che provocano grande inquietudine».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Davvero teme altri episodi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il rischio esiste con l'arrivo dell'autunno e i problemi economici che coinvolgono moltissime aziende. Per questo nei prossimi giorni incontrerò i leader sindacali e i rappresentanti delle istituzioni delle Regioni che maggiormente subiscono gli effetti di questa crisi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;C'è anche la polemica, fortissima, con il Vaticano dopo la bestemmia pronunciata da Berlusconi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Su questo non commento».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In questo clima di contrapposizione i finiani hanno accusato «i servizi segreti deviati» di aver alimentato la campagna contro il presidente della Camera.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Da ministro dell'Interno, conoscendo bene i vertici e in particolare il prefetto Gianni De Gennaro, posso garantire sull'operato dell'intelligence. Ma voglio anche essere più chiaro: chi si permette di parlare a sproposito dei nostri Servizi dovrebbe rendersi conto del danno che fa a loro e al Paese. &lt;br /&gt;
Queste strutture sono affidabili sulla scena internazionale quanto più operano nella riservatezza. Metterle alla berlina significa esporci soprattutto sul fronte dell'antiterrorismo».
&lt;p&gt;


&lt;b&gt;Dagli Stati Uniti arrivano allerta precisi su possibili attacchi in Europa. Quanto rischia l'Italia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Siamo attrezzati, ma come dimostra quanto accaduto l'anno scorso a Milano quando uno straniero si fece esplodere di fronte alla caserma, il quadro è complicato. Anche per questo dobbiamo lasciare stare i Servizi e la loro attività, tenerli lontani dalle beghe immobiliari».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sabato scorso, dopo aver visto il videomessaggio del presidente della Camera, avrebbe scommesso sul voto di fiducia di Fli?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Proprio in quel momento ho capito che avrebbero sostenuto il governo. Mi ha provocato una profonda tristezza vedere Gianfranco Fini costretto ad ammettere che sulla casa di Montecarlo non conosce la verità che aveva promesso di rivelare».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei parla di debolezza, però i numeri alla Camera dimostrano che senza il Fli voi non avete la maggioranza.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non a caso La Lega voleva votare subito. Le urne forniranno un dato certo su chi ha il consenso».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Berlusconi vuole prima l'intesa sulla giustizia. Anche voi ritenete così urgente approvare uno scudo per il presidente del Consiglio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Pensiamo che debba avere la garanzia di poter governare, almeno fino a che lo vogliono gli italiani. Per questo dico: facciamo un &quot;reset&quot; sulle polemiche e decidiamo in tempi rapidi qual è la nostra proposta di riforma della giustizia. Alla Camera i finiani hanno votato la fiducia. Se in tre settimane gettiamo le basi bene, altrimenti la legislatura è finita».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La scorsa settimana lei e il sindaco Moratti vi siete divisi su come affrontare l'emergenza campi nomadi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non vorrei che si enfatizzasse ancora una normale discussione. Io credo soltanto che non si debba dare neanche l'impressione che i milanesi vengano discriminati a favore degli stranieri e per questo ho chiesto al prefetto di trovare una soluzione che possa soddisfare l'esigenza di tutti».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sarà lei il candidato sindaco di Milano per il centrodestra?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ne sarei lusingato, ma visti gli avversari messi in campo dalla sinistra credo che chiunque possa batterli».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=UDFDY&quot;&gt;Corriere della Sera - Fiorenza Sarzanini&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Mario BALDASSARRI: Sulla riforma elettorale</title>
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  <updated>2010-09-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>505931</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: ApI-FLI) - Pres. commissione Senato Finanze  (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La differenza fondamentale fra la democrazia e le dittature oligarchiche non e' l'andare a votare - ha sottolineato Baldassarri - ma cosa decide il cittadino con il voto e deve poter scegliere la maggioranza e chi lo va a rappresentare in Parlamento.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/comunicati/pannella-siamo-scintilla-far-divampare-democrazia&quot;&gt;Radicali Italiani&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pietro ICHINO: Sulla riforma elettorale in senso uninomianale</title>
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  <updated>2010-09-10T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La riforma elettorale in senso uninominale - ha detto Ichino - non puo' essere di una parte politica contro l'altra, gode del consenso di una larga maggioranza di italiani e va incontro a una necessita' di riforma percepita da tutte le forze politiche di centrodestra e centrosinistra, compreso - ha sostenuto il senatore del Pd - il capo del Governo che sa di non poter affrontare le elezioni con una legge a suo tempo pensata per mettere i bastoni tra le ruote dei suoi avversari ma che potrebbe ritorcerglisi contro portando alla ingovernabilità.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/comunicati/pannella-siamo-scintilla-far-divampare-democrazia&quot;&gt;Radicali Italiani&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco PANNELLA: Sulla riforma elettorale in senso uninominale</title>
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  <updated>2010-09-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
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  <id>505932</id>
  <summary type="html">Siamo certi di interpretare una realta' che e' esplosiva, quella di un popolo che vuole questo modo di votare e non gli e' permesso. Speriamo di essere la scintilla che fara' divampare democrazia, tolleranza e nonviolenza.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radioradicale.it/scheda/310635/conferenza-stampa-di-presentazione-del-manifesto-per-luninominale&quot;&gt;Radio Radicale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: «Basta alchimie, primarie»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2010-09-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Basta cincischiamenti sul «Nuovo Ulivo» e alchimie politiche con Fini o Casini: si facciano le primarie a ottobre perché il centrodestra è morto. Il presidente della Puglia Nichi Vendola morde il freno in vista di un voto anticipato e rilancia la sua sfida per la premiership con il centrosinistra, bocciando l’ipotesi - pure circolata nei giorni scorsi - di un suo ticket con il sindaco di Torino, Chiamparino.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Presidente, come giudica la svolta di Mirabello?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

È stata certificata la morte del centrodestra per come l’abbiamo conosciuto alle ultime elezioni. Il processo di scomposizione, che va avanti da tempo e ha sfiorato la rissa, è giunto ad un punto terminale. La “casa di tutte le destre”, il Pdl, si è schiantata e il berlusconismo l’ha rivelata per quel che è, dietro le retoriche pubblicitarie: non un’azienda, ma una caserma. &lt;br /&gt;
Fini ha messo in campo un’idea di destra lontana dal berlusconismo e assai più vicina alla destra europea liberal-democratica, laica e nemica del populismo. Quanto questo si tradurrà in precipitazione elettorale è difficile dirlo: ho l’impressione che nessuno voglia restare col cerino in mano ed essere indicato come l’artefice della crisi, il responsabile della fine anticipata. Ma di certo la legislatura non arriverà a compimento naturale.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E l’idea, caldeggiata anche dal Pd, di un governo di transizione per fare la legge elettorale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Ormai è stata accantonata anche da coloro che l’avevano lanciata: per fare una riforma elettorale bisogna avere una maggioranza in Parlamento e nemmeno il Pd mi sembra abbia una proposta unitaria a riguardo. Sarebbe sensato fare una riforma elettorale e una legge sul conflitto d’interessi, ma ricordo che anche quando il centrosinistra era maggioranza non riuscì a farle, figuriamoci ora. Il problema è un altro.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Prego.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

La crisi del berlusconismo ci mette di fronte alla necessità di costruire una credibile alternativa per il cambiamento nel Paese.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il «Nuovo Ulivo» di Bersani?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

C’è il rischio che assomigli troppo a quello vecchio, l’«unione sacra» contro Berlusconi non porta da nessuna parte. L’idea che un fenomeno di egemonia culturale possa essere archiviato da una mossa tatticamente abile sullo scacchiere della politica-politicante e che l’alleanzismo possa farci guadagnare la vittoria, è un’idea suicida. L'idea di reiterare le ricette del passato, come quella del governo Prodi, non funzionerà.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ripropone il «cantiere»?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Certo. L’alleanza che bisogna costruire è con l’Italia che chiede un cambiamento, con le giovani generazioni che chiedono venga capovolto il paradigma dominante della precarietà, con gli operai di Melfi e i docenti estromessi dalla scuola. Dal discorso sul futuro dell’Italia possono nascere, non in modo trasformistico e non dentro i minuetti di Palazzo e le alchimie partitiche, le coalizioni più larghe e in grado di vincere.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Come metterla con il «terzo polo» di Casini e Rutelli, con i quali il Pd vuole chiudere un accordo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Dico solo ai sacerdoti del veto che non bisogna né subirli né esercitarli. Mi sembra il gioco dei 4 cantoni, la politica fatta dalle belle statuine. Ognuno dice “io mai con quell’altro” e nessuno si preoccupa di parlare al Paese. Io il programma lo voglio scrivere col popolo delle partite Iva lungamente ingannato dalla destra, con il popolo del «family day» sbeffeggiato dalle politiche di questo governo, con i precari della scuola. Se il programma lo devono scrivere un insieme di cocci, di pezzi e cespugli che, usciti da veti incrociati, trovano un minimo comune denominatore e sperano di vincere semplicemente facendo la somma, siamo fritti.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Eppure c’è chi a sinistra guarda bene ad un’intesa con Fini. Lo stesso Pd ha adombrato l’idea di un governo Tremonti.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Mi pare che Fini sia stato onesto, perfino prevedibile nel richiamo all’«album di famiglia»: lui vuole ricostruire le coordinate della destra, non si può rimanere abbagliati al punto da volerlo cooptare a sinistra. Quanto al tremontismo, è solo una versione più disinvolta del liberismo: continuare a flirtare con lui sarebbe la prova di una subalternità culturale della sinistra.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Allora, primarie. Quando?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Temo il gioco dei paradossi: sinora mi hanno detto che io avevo posto la mia candidatura con troppo anticipo, ora - col precipitare degli eventi - non mi vengano a dire che non c’è tempo per farle. Le primarie non sono un capriccio di qualcuno, ma il valore aggiunto decisivo per il centrosinistra. Con le primarie si mettono in gioco idee, persone, programmi e si restituisce la libertà di scelta ai cittadini. Basta chiacchiere, convochiamo subito il tavolo delle regole.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lo fa o no il ticket con Chiamparino?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

È un eccellente sindaco e sono contento se si candida alle primarie, ma dal mio punto di vista è sbagliato indicare un ticket. È come precostituire il risultato. Confrontiamoci tutti, misuriamoci con una grande e bella gara sulle idee. E indichiamo un cambiamento vero: a questo giro il centrosinistra si assuma l’impegno a candidare donne ai vari livelli di governo del Paese. Se vogliamo davvero dare un segnale di discontinuità rispetto al berlusconismo, umiliante per le donne, cominciamo da qui: non è un tema da affrontare col diritto di tribuna o con le «quote rosa».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E una rottamazione dei vertici del centrosinistra, come sostiene il suo «supporter» - nonché sindaco di Firenze - Matteo Renzi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Non uso questo linguaggio, dico solo che non bisogna lavorare per conservare rendite di posizione. Non serve rottamare le persone, piuttosto dobbiamo rottamare i conservatorismi, le tendenze oligarchiche, l’idea di una politica come proprietà delle èlite. Ecco perché le primarie: sono una riappropriazione della politica dal basso, danno corpo ad una speranza e voce alla gente comune. Così come il programma non deve e non può essere competenza di una ristretta tecnocrazia: si facciano da parte gli specialisti della politica, puntiamo a un progetto che sia frutto di una costruzione collettiva. Il Paese ci ha già chiesto un cambiamento, ma sinora gli abbiamo risposto con l’autoreferenzialità.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Sembra un film già visto: lei in corsa «contro» i partiti e le alleanze «a tavolino». Italia come Puglia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Forse, ma - visto il finale - è stato un film bellissimo. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=TSFIM&quot;&gt;La Gazzetta del Mezzogiorno - Bepi Martellotta&lt;/a&gt;</summary>
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