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  <title>Openpolis - Argomento: fondi FAS</title>
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  <updated>2011-09-05T00:00:00Z</updated>
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  <title>Gianfranco MICCICHE': «Stop allo strapotere della Lega, il Sud merita più attenzione»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-09-05T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>608074</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) -  Sottosegretario  Presidenza del Consiglio delega al CIPE (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Sono favorevolissimo al laboratorio per il Sud proposto dal presidente del Senato Renato Schifani. Anzi, ci vorrebbero più occasioni di confronto come questa. Dichiaro fin da adesso la mia disponibilità», dice il sottosegretario Gianfranco Micciché, leader del Grande Sud. Perché è questo, da oggi, il nome nuovo di Forza Sud, partito nato per fare da contraltare «allo strapotere della Lega».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;Sottosegretario, come mai tanto entusiasmo, visto che proprio lei è stato spesso molto critico verso la sua stessa maggioranza, definita perlomeno disattenta verso il Mezzogiorno?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Questa è una proposta che arriva da una carica istituzionale e non ha il marchio di alcun partito. Il Grande Sud, che punta a una rappresentanza sul territorio, non può che approvare iniziative di questo genere che servono anche a bilanciare il peso della Lega, che ha sempre condizionato questo centrodestra. Comunque, la scarsa attenzione per il Sud è una caratteristica di tutti i governi».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;Che cosa c’è per il rilancio del Sud in questa manovra?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ma è un provvedimento che impone sacrifici, non ci possono essere elementi di rilancio».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;Rilancio, crescita, è questo che chiede l’Europa per tutto il Paese. Va bene risparmiare, tagliare, ma senza crescita non si va da nessuna parte.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Questa manovra è stata fatta per un problema di bilancio, perciò è più semplice immaginare di ridurre le spese. Vedremo nei fatti come avranno trattato il Sud: se i sacrifici saranno distribuiti in modo equilibrato allora capiremo che non si vuole penalizzare il Mezzogiorno. Il rilancio è iniziato con il piano per il Sud e lo sblocco dei Fas regionali, un segnale importante. Resta da vedere se è una tendenza strutturale, anche se abbiamo qualche dubbio visto che hanno tentato di intervenire sulle pensioni – il riscatto degli anni di laurea e del servizio militare – che avrebbero penalizzato soprattutto chi vive in regioni dove il precariato e la disoccupazione raggiungono percentuali molto alte».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;I fondi Fas sono salvi, ma se non vengono spesi che si fa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Lo chieda alle Regioni. Mica sono come Tremonti e la Lega, che pensano sia inutile dare soldi che poi non verranno utilizzati. Noi siamo invece convinti che verranno spesi bene, come già è avvenuto».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;La metamorfosi della manovra è continua. Che ne pensa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«È stata l’Europa a chiederci questa manovra e noi non ci opponiamo. Il mio partito ha presentato i suoi emendamenti e ha avuto le sue vittorie. Mi chiedo solo che senso abbia restare in Europa a queste condizioni…».
&lt;p&gt;

 
&lt;b&gt;
Niente primarie, Berlusconi ancora candidato premier per il 2013. D’accordo con Angelino Alfano?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non mi interessano le primarie, se il Pdl vuole che se le faccia. Personalmente le considero la negazione della politica, che dovrebbe avere la capacità di scegliere la persona più adatta da candidare alla guida del Paese. Fare le primarie mi sa tanto di Ponzio Pilato: me ne lavo le mani, che decidano gli altri».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;Dunque, riconfermare Berlusconi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Mi sembra abbastanza logico. Finora il premier è stato costretto più che altro a mediare tra i territori, sotto il perenne ricatto della Lega. Con il Grande Sud l’equilibrio sarà già raggiunto all’interno della maggioranza».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=13W6O8&quot;&gt;Il Mattino - Maria Paola Milanesio&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Luigi de MAGISTRIS: «Roma ci vuole bene, filo diretto con il Colle»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/25/luigi-de-magistris/%C2%ABroma-ci-vuole-bene-filo-diretto-con-il-colle%C2%BB-intervista/586631"></link>
  <updated>2011-06-25T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>586631</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) - Sindaco  Comune Napoli (NA) (Partito: IdV) - Consigliere  Consiglio Comunale Napoli (NA) (Lista di elezione: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
C'è dialogo con le istituzioni. La città deve essere sostenuta.
&lt;p&gt;La trasferta romana è durata 4 ore, il tempo giusto per incontrare due ministri, Giancarlo Galan che regge il dicastero della Cultura e Stefania Prestigiacomo quello dell'Ambiente. A loro il sindaco Luigi de Magistris ha portato un progetto Napoli che non è solo la città sfregiata dai rifiuti, ma una città vogliosa di ripartire. Pronta a farlo da sola, ma meglio se aiutata dal governo. Questo il senso della giornata di lavoro capitolina.
&lt;p&gt;&lt;b&gt; Allora sindaco, il ministro Prestigiacomo aiuterà Napoli a uscire dall'ennesima crisi dei rifiuti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Lo spirito dell'incontro è stato costruttivo, leale, credo si sia trattato di un fatto importante. È la prima, volta che incontro il ministro di persona e ne ho apprezzato molto l'approccio istituzionale, la volontà di sinergia. Seguiranno altri incontri. Ritengo un passo in avanti i 75 minuti trascorsi con il ministro a parlare dei problemi di Napoli».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Nella sostanza cosa avete deciso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Intanto il ministro è d'accordo sul fatto che non bisogna dichiarare un altro stato di emergenza. È molto importante. Significa dire basta a una stagione, ce la lasciamo definitivamente alle spalle. Napoli e la Campania devono essere ordinarie e normali. Dobbiamo essere però, secondo quello che, impone la legge, anche aiutati».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha esortato il governo a fare qualcosa.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Ringrazio il Capo dello Stato per l'intervento, bellissimo. Non l'ho sentito, però ci sono i canali giusti per scambiarci informazioni, so che sta seguendo con molta attenzione i lavori che stiamo facendo. La responsabilità ora più che mai pesa sulle spalle del premier. La disponibilità delle Regioni a prendere i rifiuti c'è, spetta a Berlusconi fare il decreto sblocca flussi ed evitare rischi per la salute dei napoletani».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;In che modo la Prestigiacomo può aiutare Napoli?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Il ministro ha preso impegni precisi per sbloccare una parte dei fondi Fas, 150 milioni di euro, in carico alla Regione. La Prestigiacomo ha detto che immediatamente agirà per fare in modo che Napoli abbia la sua quota parte».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Napoli è una città arrabbiata. Il ragionamento che fa la gente è semplice: a terra ci sono sempre più o meno le stesse tonnellate. Quasi a volerle lasciare li per creare confusione. Che c'è di vero?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Le tonnellate in strada, anche se lentamente, stanno scendendo, ce ne sono 100 in meno al giorno. Dico che stiamo uscendo dal tunnel, non dirò mai più quanti giorni ci vogliono».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Dunque che prospettive ci sono?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «I napoletani devono stare tranquilli non saranno mai soli, ci sono io. Il sindaco ha vinto per cambiare questa città e questa città sarà cambiata». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Col ministro Prestigiacomo ha parlato solo di rifiuti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «No, lo sguardo è stato volto a tante cose che si devono fare: la risorsa mare e poi i parchi da aprire, l'ho detto con il ministro seguiranno altri incontri, veniamo da esperienze politiche diverse ma lo spirito è quello giusto».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;La stessa cosa vale per Galan?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Certo, ho parlato a lungo con lui e con il capo di gabinetto Salvo Nastasi che è il commissario del San Carlo».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Novità concrete in vista?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Col ministro e con Nastasi abbiamo messo in cantiere progetti importanti per Napoli e il teatro. Napoli non è solo rifiuti, e stiamo lavorando giorno e notte anche per far capire questo. Ho una mia credibilità istituzionale e una mia storia. C'è rispetto. Devo dire che tutti amano Napoli e Napoli tornerà presto a occupare il ruolo che merita nella storia e nel mondo».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;L'ordinanza per far togliere i rifiuti sta dando effetti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «È stato un atto che ha fatto chiarezza sulle responsabilità che ciascun istituzione si deve prendere per ciò che le compete. Il prefetto la sta interpretando bene. Passi in avanti se ne stanno facendo anche con Provincia e Regione».

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=11HWPV&quot;&gt;Il Mattino - Luigi Roano&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Luigi BERSANI: «Questo governo uccide il futuro, toglie opportunità ai giovani e li rende meno liberi»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/20/pier-luigi-bersani/%C2%ABquesto-governo-uccide-il-futuro-toglie-opportunit%C3%A0-ai-giovani-e-li-rende-meno-liberi%C2%BB/547208"></link>
  <updated>2010-10-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>547208</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ecco il decalogo sulla scuola mentre il governo abbassa l'obbligo
&lt;p&gt;Proprio nel giorno in cui il governo &quot;con un colpo di mano&quot; abbassa a 15 anni l'obbligo scolastico, il Pd attacca la Gelmini e lancia la proposta per &quot;la scuola del futuro&quot;.
&lt;p&gt; &quot;La nostra è una proposta concreta - spiega Pierluigi Bersani - da fare già domani, possibile e lungimirante perché sappiamo che solo una scuola di qualità può garantire crescita al nostro Paese&quot;. Questo, continua il segretario del Pd, &quot;è un governo che non solo smantella il presente, ma uccide il futuro, toglie opportunità ai giovani e li rende meno liberi&quot;.
&lt;p&gt;

L'approvazione definitiva da parte del Senato del collegato sul Lavoro viene bollato dal Pd come &quot;pagina nera&quot;, in contrasto con uno dei principali obiettivi del decalogo stilato dal Partito democratico nei giorni scorsi a Varese, che è quello di combattere la dispersione scolastica, una lotta da portare avanti con investimenti sull'autonomia scolastica, sulla ricerca e l'innovazione didattica.
&lt;p&gt; Insieme ad altri obiettivi che mirano a garantire a tutti i bambini da zero a sei anni un posto all'asilo nido, prima, e alla materna, dopo. 
&lt;p&gt;Generalizzare il tempo pieno e il modulo a 30 ore nella scuola elementare, assicurare la continuità didattica alla media e al superiore. Predisporre organici stabili nelle scuole e un piano per assumere i precari. Stilare un piano straordinario per rendere sicure tutti gli edifici scolastici del paese e scuole aperte tutto il giorno.

&lt;p&gt;
&quot;Guardiamo al futuro: dieci proposte per la scuola di domani&quot; è il titolo abbastanza eloquente del documento scaturito dall'assemblea nazionale a Varese, che getta le basi per una scuola diversa da quella declinata in due anni e mezzo dal governo Berlusconi. 
&lt;p&gt;Il decalogo rappresenta la posizione ufficiale del Partito democratico su uno degli temi più complessi e controversi di questa legislatura. &quot;La scuola, per garantire uguaglianza e libertà, come ci chiede la nostra Costituzione. La scuola, unico vero ascensore sociale, per ridare slancio a una società bloccata&quot;, spiegano dal Pd.

&lt;p&gt;
Il primo passo è quello di garantire a tutti i bambini italiani un posto all'asilo nido. Oggi, secondo le ultime stime dell'Istat, i piccoli di età inferiore ai due anni che trovano posto nei nidi comunali sono ancora pochissimi: appena 10 su cento. Per tutti gli altri, le famiglie devono arrangiarsi: o mobilitano i nonni oppure sono costrette a pagare un costoso asilo privato. Anche la scuola materna (ora dell'infanzia) per il 40 per cento metà è appaltata ai privati. E i genitori che non possono permettersi di pagare una retta devono mettersi in lista d'attesa. Il Pd avanza la proposta di &quot;trasformare l'asilo nido da servizio a domanda individuale a diritto educativo di ogni bambino e bambina&quot; e di &quot;assicurare a tutti i bambini del Paese un posto nella scuola dell'Infanzia&quot;.

&lt;p&gt;
Per la scuola primaria l'idea è quella di estendere il tempo pieno a livello nazionale, oggi è aperto a poco più di un quarto dei bambini, e di assicurare almeno 30 ore di lezione a tutti. Niente, quindi, maestro unico con orari di 24, 27 e 30 ore, come previsto dalla riforma Gelmini. Ma anche &quot;dare certezza di funzionamento alle scuole autonome&quot; con l'organico funzionale. 
&lt;p&gt;&quot;Ogni scuola deve poter contare su risorse economiche e umane certe per un triennio di programmazione&quot;. Si tratterebbe, in buona sostanza, di assegnare a ogni scuola un organico (funzionale) &quot;che includa personale stabile per le supplenze brevi e professionalità specializzate a supporto dei ragazzi con bisogni speciali (autismo, dislessia, discalculia, etc.) dando continuità all'insegnamento.

&lt;p&gt;
Tra i tanti vantaggi, a parità di spesa, si supererebbe il precariato scolastico. Ma non solo: le scuole potrebbero contare su risorse certe e, in piena autonomia, potrebbero organizzare &quot;la didattica per raggiungere l'obiettivo del successo scolastico dei ragazzi e delle ragazze&quot;. 
&lt;p&gt;Il Pd propone anche di dare attuazione alla modifica del titolo V della Costituzione anche per quanto riguarda la scuola, attraverso un federalismo che preveda il livelli essenziali delle competenze, anziché i livelli essenziali delle prestazioni.

&lt;p&gt;
Per i 220 mila precari in crisi per effetto dei tagli agli organici &quot;serve una terapia d'urgenza, immettendo in ruolo su tutti i posti vacanti&quot;. E chi è già di ruolo deve &quot;restare in servizio per non meno di 3 anni nella stessa scuola per garantire la continuità didattica&quot;. 
&lt;p&gt;Niente chiamata diretta da parte dei presidi e introduzione della &quot;formazione in servizio obbligatoria e certificata&quot; per aumentare la qualità dell'insegnamento. 
&lt;p&gt;La lotta alla dispersione scolastica passa attraverso il raccordo &quot;tra medie e biennio delle superiori&quot;.&lt;br /&gt;
 Un biennio che deve essere &quot;unitario per aiutare i ragazzi a fare scelte più consapevoli&quot; e con obbligo di istruzione fino a 16 anni (contrariamente a quanto approvato oggi dal Senato). Occorre, inoltre, &quot;realizzare in tutta Italia le anagrafi regionali degli studenti, presenti oggi in 11 regioni su 20&quot;.
&lt;p&gt;

Per rilanciare ed equilibrare l'intero sistema di istruzione occorre anche &quot;investire sull'istruzione tecnica e professionale di qualità&quot; eliminando il &quot;divario territoriale esistente oggi&quot;. 
&lt;p&gt;E per assicurare ad alunni e insegnanti una permanenza sicura a scuola occorre lanciare un piano straordinario per l'edilizia scolastica, attraverso &quot;una razionalizzazione e un rinnovamento radicale delle strutture scolastiche destinando a questo scopo, nelle aree sotto utilizzate, i fondi Fas&quot;. 
&lt;p&gt;E siccome la scuola deve rappresentare un &quot;luogo fondante di comunità, dove oltre ai necessari insegnamenti curricolari ci si può fermare il pomeriggio per studiare, fare sport, suonare, recitare, imparare le lingue&quot;, occorre &quot;ristrutturare i luoghi e i tempi della scuola, oggi fissati rigidamente&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/scuola/2010/10/20/news/scuola_pd-8271119/?rss&quot;&gt;la Repubblica.it - Salvo Intravaia&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Stefano CALDORO: Sanità, Fazio benedice il piano di Caldoro </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/07/22/stefano-caldoro/sanit%C3%A0-fazio-benedice-il-piano-di-caldoro/503510"></link>
  <updated>2010-07-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>503510</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Campania (Partito: PdL) - Consigliere Regione Campania (Lista di elezione: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Via libera del ministero della Salute al piano ospedaliero della Campania al termine dell’incontro tenutosi a Roma tra la struttura tecnica del ministro Fazio e il governatore campano Stefano Caldoro, presente anche in qualitá di commissario di governo.

&lt;p&gt;
«Il nostro primo atto prodotto - ha dichiarato Caldoro raggiunto al termine dell’incontro - il riordino della rete ospedaliera, ha avuto il via libera del ministero. Il sì alla riorganizzazione del piano ospedaliero è la precondizione per la chiusura del piano di rientro e per puntare in maniera decisa ad una maggiore qualitá dei servizi. Rimangono - ha aggiunto il governatore della Campania - altri aspetti sui quali intervenire, e tra questi la riorganizzazione della spesa farmaceutica».

&lt;p&gt;
Rimane confermato - da quanto si è appreso nella serata di ieri - il blocco dei fondi Fas destinati alla Campania e vincolati al rientro dal deficit sanitario. La prossima riunione con il tavolo tecnico è stata fissata per i primi di ottobre.

&lt;p&gt;
Secondo indiscrezioni trapelate dal tavolo tecnico tenutosi in serata a Roma, nel verbale redatto alla fine della riunione dai tecnici del ministero della Salute emerge la possibilitá per la Campania di vedersi sbloccare giá a settembre almeno in parte i fondi che le spettano e che sono allo stato vincolati dal rientro dal deficit (tra cui i fondi Fas).

&lt;p&gt;
La prospettiva rimane però legata ad un avvio virtuoso e nei termini concordati del piano ospedaliero e all’adozione di altre misure in relazione alla razionalizzazione della spesa farmaceutica e delle spese relative alla riorganizzazione del personale senza incidere tuttavia sui livelli occupazionali.

&lt;p&gt;
«Mi auguro che non sia la Sanitá campana a pagare il prezzo della spaccatura tra Udc e Pdl. Con le sue dichiarazioni, Salvatore del Nuovo Psi sembra che voglia mettere le mani avanti su nomine che evidentemente risponderanno a logiche politiche. Per questo lancio un ultimo caldo appello al Presidente Caldoro di scegliere tecnici di alto livello professionale». E’ quanto ha dichiarato il capogruppo Idv in Consiglio Regionale Eduardo Giordano.

&lt;p&gt;

E le tensioni, infatti, non accennano a diminuire in merito, soprattutto, alle nomine da parte del governatore dei nuovi vertici delle Asl. Un mosaico che si va molto lentamente completando con l’i nevitabile braccio di ferro tra il Pdl e l’Udc che chiede almeno tre posti su sette ma che potrebbe, alla fine accontentarsi anche di due poltrone a condizione di avere una delle Asl napoletane. «’S tupiscono il tempismo e ancor più gli argomenti con i quali viene messa in discussione la tenuta della maggioranza, ogni qual volta si debba procedere alle nomine di competenza della regione»: è quanto sostiene, in una nota, Gennaro Salvatore, consigliere regionale Nuovo Psi, a capo del gruppo &quot;Caldoro presidente&quot;. «Evidentemente, per qualcuno, il criterio dell’appartenenza politica rappresenta un retaggio duro a morire».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://lacittadisalerno.gelocal.it/dettaglio/sanita-fazio-benedice-il-piano-di-caldoro/2189040&quot;&gt;lacittadisalerno.gelocal.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giovanni Saverio Furio PITTELLA: «Tremonti ha torto. Non può scaricare sulle Regioni colpe del governo»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/07/03/giovanni-saverio-furio-pittella/%C2%ABtremonti-ha-torto-non-pu%C3%B2-scaricare-sulle-regioni-colpe-del-governo%C2%BB-intervista/502622"></link>
  <updated>2010-07-03T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>502622</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) - Vicepres. Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Tremonti ha torto. Non può scaricare sulle Regioni una inadempienza che è anche del govemo». 
&lt;p&gt;Così Gianni Pittella (Pd), vicepresidente del Parlamento europeo, risponde alle accuse lanciate dal ministro dell'Economia contro le amministrazioni meridionali.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Onorevole, resta il fatto che i
numeri gli danno ragione.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

I numeri non bastano a chiarire la
questione, che e molto più profonda. Tremonti dice il vero quando afferma che i fondi non sono stati
spesi in molti casi nella giusta direzione ma omette di dire che la causa e anche parte della sua responsabilità.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Perche?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Per tre motivi. Togliendo una parte
dei fondi Fas alle Regioni dopo aver
scardinato l'impianto programmatico messo in piedi dal governo Prodi (che prevedeva l'abbinamento dei
fondi europei a quelli nazionali
ndr) le amministrazioni sono state
messe in grave difficoltà. Gli si è tolto un mattone di un ediﬁcio programmatico che era stato pensato 
insieme alle Regioni, poi è stato tolto l'ordinario e questo le ha costrette a trasformare i fondi europei da addizionali a sostitutivi dell'ordinario
(per costruire strade piazze, pubbliche illuminazioni).&lt;br /&gt;
 Inﬁne, da anni chiediamo di costruire una cabina
di regia a livello di Regioni meridionali per puntare a progetti di sistema che consentano di finanziare le grandi infrastrutture ﬁsiche e la logistica, l'alta velocità, i porti, le infrastrutture immateriali. Ma questa cabina di
regia, che andava costituita a palazzo Chigi o presso il ministero gestito da Tremonti, purtroppo non si è mai insediata.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei, dunque, assolve le Regioni.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

No, ma sostanzialmente non sono
state messe nelle condizioni di fare
un determinato tipo di spesa. Che poi ci siano limiti, inadempienze, responsabilità anche di livello regionale è indubbio. L'autocritica va fatta, ma non può essere il governo a ergersi a giudice delle Regioni. Perchè, ripeto, l'esecutivo sul Mezzogiorno ha pesanti colpe.
&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;Cosa c'è dietro quest'ultimo attacco di Tremonti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
A me pare che il ministro voglia buttarsi avanti per non cadere indietro. Mentre sta preparando la polpetta avvelenata di un federalismo senza solidarietà e quindi penalizzante per le regioni del Sud, si lancia in una polemica senza quartiere contro enti locali in modo da poter giustificare in anticipo il vulnus che sta preparando con il federalismo fiscale.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ha però detto che i soldi per il Sud saranno di più e non di meno.Lei ci crede?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 No. Ma quello che mi spaventa di
più è che continua a mancare una
politica per il Mezzogiorno.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=SMLXN&quot;&gt;La Discussione - Fabiana Cusimano&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Enrico LETTA: «Decentramento povero, ma sulla crisi pronti a discutere»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/21/enrico-letta/%C2%ABdecentramento-povero-ma-sulla-crisi-pronti-a-discutere%C2%BB-intervista/500376"></link>
  <updated>2010-05-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>500376</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Assicura di non volere concedere «alibi» al governo Enrico Letta, vice segretario del Pd, che sul federalismo spiega le ragioni dell’astensione e sulla crisi sfida Tremonti e il governo a spiegare in aula.
&lt;p&gt;&lt;b&gt; Il primo decreto Calderoli può andare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Il provvedimento è deludente, questo è il motivo per cui non abbiamo votato a favore. Mancano soprattutto le due questioni fondamentali, il demanio militare e i beni culturali. L’operazione si riduce in tre miliardi di euro, una cifra che riferita al demanio è assolutamente ridotta. Ci sono poi alcune questioni-chiave rimaste irrisolte come la gestione dei beni da parte delle Regioni. Detto ciò restiamo al tavolo per garantire il Paese».
&lt;p&gt;&lt;b&gt; Di Pietro ha votato a favore e vi accusa di essere rimasti a metà del guado.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «La verità è che lui non è mai entrato nella discussione, ma il giorno in cui ha capito che ci saremmo astenuti si è insistito per dire sì. È un metodo di lavoro che non ci appartiene, poi ognuno si assume le proprie responsabilità». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Grazie al federalismo non aumenteranno le tasse come sostiene Berlusconi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Non lo so, aspettiamo che Tremonti ci dica cosa ha intenzione di fare, intanto la situazione internazionale appare molto preoccupante. Il governo venga in Parlamento e faccia le sue proposte con una sola avvertenza: Berlusconi non può infondere ottimismo la mattina e parlare di tagli con il ministro dell’Economia la sera. Il premier deve metterci la faccia, andare in tv e parlare al Paese».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Si comincia dai costi della politica: un buon segnale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Tre anni fa abbiamo deciso il taglio del 30 per cento sullo stipendio dei ministri e dei parlamentari, noi non altri».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Il Pd è dunque pronto a collaborare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Il nostro atteggiamento è di attenzione all’Italia e agli italiani, vigileremo affinché i sacrifici non vengano fatti dai soliti, quelli che pagano già le tasse per intenderci. Non possiamo inoltre immaginare che il risanamento venga attuato utilizzando i fondi Fas».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Mezzogiorno penalizzato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Il timore è reale, per questo chiediamo i conti, prendiamo però atto che il federalismo fiscale è stato rinviato». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Da oggi l’assemblea nazionale del Pd: pericolo divisioni rispetto all’atteggiamento da assumere?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Niente sconti al governo perché questo esecutivo mette in prima pagina non la crisi, come avviene nel resto d’Europa, ma le intercettazioni. Per questo siamo molto diffidenti, discuteremo soprattutto per definire il profilo del partito a partire da sei grandi questioni: università, lavoro per i giovani, green economy, giustizia, istituzioni ed Europa».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Sul lavoro si teme l’eccessivo liberismo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Vedremo... C’è grande attenzione per l’occupazione giovanile, così come per l’Università: proponiamo che i professori vadano in pensione a 65 anni e non a 75. I meritevoli potranno mantenere un rapporto, ma senza occupare il posto dei ricercatori».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Bersani il prossimo candidato premier del centrosinistra?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Il nostro statuto lo prevede, ma le elezioni non sono alle porte, concentriamoci sui contenuti»&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=RQP9I&quot;&gt;Il Mattino - Pietro Perone&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio Roberto Maria MARINO: «Basta con gli interventi a pioggia per colmare i buchi della Sanità»   </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/21/ignazio-roberto-maria-marino/%C2%ABbasta-con-gli-interventi-a-pioggia-per-colmare-i-buchi-della-sanit%C3%A0%C2%BB/500365"></link>
  <updated>2010-05-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>500365</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Due miliardi di euro per colmare la voragine del debito di una sanità inefficiente in Calabria, Campania, Lazio e Molise. Sono le risorse che i governatori appena eletti hanno chiesto al Governo, sperando di poter attingere ai fondi FAS, i finanziamenti europei destinati alle aree sottoutilizzate per interventi rivolti allo sviluppo economico. Fondi che, secondo la Corte dei Conti, hanno assunto l'impropria funzione di fondi di riserva diventando uno dei principali strumenti di copertura degli oneri finanziari nell'azione politica di questo Governo. Ma questa volta le quattro regioni con la sanità e i conti disastrati hanno incassato un netto no: «I fondi FAS non si possono usare come un Bancomat», sostengono sia il ministro Fazio che il presidente dell'Emilia Romagna, Vasco Errani. Così sarà inevitabile ricorrere a una misura impopolare come l'aumento delle tasse.

&lt;p&gt;
Una soluzione non auspicabile ma in controtendenza con le scelte di sempre, ovvero la distribuzione a pioggia di denaro per tamponare i debiti, senza pensare al futuro e allo sviluppo e relegando all'arretratezza perenne aree del Paese già rimaste indietro. Ammettiamo, in teoria, che i fondi FAS siano utilizzati per colmare, almeno in parte, il crescente divario nei servizi sanitari e per fare in modo che i cittadini del Sud possano sperare nella stessa qualità delle cure, e quindi nello stesso diritto alla salute, di un cittadino emiliano o toscano, ma è intelligente farlo senza garanzie?

&lt;p&gt;
Come si può pensare di riversare un miliardo di euro in una regione come la Calabria dove non si riescono a chiudere, a causa delle resistenze di piccoli cacicchi locali, decine di minuscoli ospedali inutili e anzi pericolosi per i pazienti? O dove si registrano record negativi come la più alta percentuale di tagli cesarei del mondo e contemporaneamente il maggiore livello di mortalità infantile d'Italia? Siamo sicuri che la sanità della Campania o del Lazio migliorerà con il versamento di mezzo miliardo di euro ciascuno, prima ancora che i nuovi governatori abbiano detto come riformeranno il servizio sanitario? Sarebbe davvero scellerato indirizzare somme tanto ingenti senza vedere i primi risultati concreti di un piano di risanamento economico e strutturale, senza sapere se i nuovi direttori generali di ASL e ospedali saranno selezionati in base alle loro capacità manageriali e ai risultati ottenuti, oppure per le loro amicizie politiche o parentele.

&lt;p&gt;
E sarebbe ancora più sbagliato correre il rischio di sperperare risorse che potrebbero invece servire per strade, reti ferroviarie, energie rinnovabili, servizi pubblici e turistici, tentando il rilancio di settori non più competitivi con altri paesi del Mediterraneo. E si tratterebbe di una strategia fallimentare anche perché i fondi FAS non servirebbero a migliorare i servizi degli ambulatori o degli ospedali, ma solo a tamponare i debiti. Così, in una prospettiva di medio periodo, i cittadini rimarrebbero comunque puniti dalla politica: da un parte perché la sanità continuerà ad essere inefficiente e dall'altra perché non si vedranno le opportunità di sviluppo legate della realizzazione di opere utili all'economia e al progresso generale delle regioni del meridione.

&lt;p&gt;
Per affrontare i problemi della sanità non servono soluzioni tampone, e va dato atto al Governo di non aver ceduto, per ora, alle pressioni: ma il diniego non basta, servono interventi strutturali degni di questo nome, rigore, trasparenza, verifica costante dei risultati, e soprattutto un sistema premiante per i migliori e che dimostri la volontà di collaborazione con gli operatori della sanità che subiscono continui tagli e umiliazioni senza essere coinvolti nelle decisioni che li riguardano.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=RQNW2&quot;&gt;l'Unità - Ignazio Marino&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ferruccio FAZIO: Sanità, le Regioni &quot;in rosso&quot; dovranno aumentare le tasse </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/13/ferruccio-fazio/sanit%C3%A0-le-regioni-in-rosso-dovranno-aumentare-le-tasse/500108"></link>
  <updated>2010-05-13T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>500108</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Salute (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;No del governo all’utilizzo dei fondi Fas per le aree sottosviluppate per quattro regioni, Campania, Lazio, Molise e Calabria, che dunque potrebbero, per ovviare a questa mancanza di fondi essere costretti ad alzare le tasse. 

&lt;p&gt;
La spiegazione del no governativo arriva dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio, che a margine di un incontro spiega: «Il governo ha ritenuto di non dare il via libera alla richiesta di utilizzo dei fondi Fas per ripianare il deficit di quattro regioni. La motivazione è che queste regioni non hanno dato garanzie ai tavoli di monitoraggio sia per quanto riguarda la certezza dei conti sia per quanto riguarda il fatto di avere avviato di processi di riqualificazione della rete assistenziale». 

&lt;p&gt;
Non dando questo tipo di garanzie, specifica il ministro, «si è creata una situazione tale in cui non si può consentire di utilizzare i fondi Fas come un bancomat. In altre parole questi fondi devono essere utilizzati non certo per ripianare il deficit ma solo nel momento in cui le Regioni avranno dato concrete dimostrazioni di voler avviare processi di risanamento». Fazio ha infine ricordato che per tre regioni, Campania, Lazio e Calabria, «le responsabilità non sono evidentemente degli attuali governatori ma dei governi precedenti».&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/201005articoli/54948girata.asp&quot;&gt;www.lastampa.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>VASCO ERRANI: «Serve chiarezza per i fondi Fas e sulla sanità o si rischia il rosso».</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/08/05/vasco-errani/%C2%ABserve-chiarezza-per-i-fondi-fas-e-sulla-sanit%C3%A0-o-si-rischia-il-rosso%C2%BB/401983"></link>
  <updated>2009-08-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>401983</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Emilia Romagna (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Emilia Romagna (Lista di elezione: DS) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt; Il timore è che non ci siano le risorse.
&lt;p&gt;
 Sul tavolo l'utilizzo dei fondi Fas e i finanziamenti sulla sanità. Punti cruciali dell'incontro tra il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il presidente delle Regioni Vasco Errani. 
&lt;br /&gt;
Per i rappresentanti dei governatori «il giudizio di questo incontro per noi non è positivo e si confermano i punti di rottura tra Regioni e governo sui quelli che abbiamo sollevato». &lt;br /&gt;
Errani vuole chiarezza perché «occorrono le risorse o tutte le regioni rischiano di andare in rosso. Non bisogna usare i Fas regionali come bancomat». Il grande timore è che «le risorse non ci siano».

&lt;p&gt;
COLLABORAZIONE - «O arrivano risposte vere per affrontare i problemi che riguardano i cittadini o le cose non cambiano. Anche il governo dice di volere collaborazione, ma non basta la volontà occorrono i fatti», ha aggiunto Errani. &lt;br /&gt;
Il rappresentante dei governatori ha specificato che la «posizione delle Regioni è una posizione unitaria, che è stata discussa prima dell'incontro con il premier.&lt;br /&gt;
 Il presidente del Consiglio ha preso atto che la collaborazione ha avuto un segno negativo e ha sottolineato che la sua volontà è di riprendere un clima positivo. Giudichiamo utile l'auspicio, ma chiediamo riscontri concreti, a cominciare da quanto inserito nel dl anti-crisi. Il rischio è che altrimenti la situazione precipiti».

&lt;p&gt;
LA SANITA'- E per quel che riguarda il Servizio sanitario nazionale, per Errani «le risorse per il 2010-2011 sono assolutamente sottostimate. &lt;br /&gt;
Siamo pronti a fare un discorso sul nuovo Patto della Salute tenendo conto dell’inflazione azzerata».

&lt;p&gt;
LE REAZIONI- Molti i governatori che esprimono il loro disappunto. Piero Marazzo, presidente del Lazio si aspettava che «ci fosse la possibilità di incardinare le questioni sul tavolo così come ha proposto Vasco Errani, ma così non è stato. &lt;br /&gt;
Inizieremo a settembre con i Par (piani di attuazione regionale) non approvati, mentre già da oggi avremo potuto iniziare a trovare il bandolo della matassa». Posizione simile quella di Maria Pia Lorenzetti : «In questi mesi in più occasioni abbiamo chiesto risposte alle nostre precise domande ma ci è stato replicato che senza i ministri competenti non era possibile fare approfondimenti. Mi auguro che la prossima volta questo possa essere possibile».&lt;br /&gt;
 L'incotnro è andato male anche per Nichi Vendola, governatore della Puglia che sulle risposte richieste al governo c'è «un quadro di grande confusione»

&lt;p&gt;
LA POSIZIONE DEL GOVERNO- Raffaele Fitto, ministro per gli Affari Regionali, spiega che da parte del governo e del presidente del Consiglio c’è un «impegno preciso» a dare nell’incontro del 4 settembre «risposte» sulle «singole questioni». &lt;br /&gt;
E per quanto riguarda i Fas, c’è «piena condivisione sulla possibilità di fare una verifica della situazione esistente.&lt;br /&gt;
 Non è un grande problema, ma essendo un fondo destinato sostanzialmente agli investimenti, evidentemente non c’è un problema immediato di cassa, ma c’è l’esigenza di costruire un percorso condiviso». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/09_agosto_05/errani_regioni_264b31dc-8200-11de-8a09-00144f02aabc_print.html&quot;&gt;Corriere della Sera.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Domenico LOMELO: Puglia. «Il rimpasto di Vendola è una decisione incomprensibile» </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/07/07/domenico-lomelo/puglia-%C2%ABil-rimpasto-di-vendola-%C3%A8-una-decisione-incomprensibile%C2%BB/391825"></link>
  <updated>2009-07-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391825</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Puglia (Gruppo: Verdi) - Consigliere  Consiglio Comunale Polignano a Mare (BA) (Lista di elezione: Verdi) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il capogruppo dei Verdi in Consiglio Mimmo Lomelo, ex assessore al Diritto allo studio: «Il presidente della Regione ha voluto sparigliare le carte in vista di una sua ricandidatura». Intanto, il progetto di Sinistra e libertà va avanti. 

&lt;p&gt;
La questione morale travolge la Puglia e spinge il presidente della Regione Nichi Vendola ad azzerare la propria giunta. La decisione è arrivata dopo le inchieste sulla sanità, in particolare dopo la sospensione cautelare del direttore generale della Asl Bari, Lea Cosentino, coinvolta in una delle inchieste per turbativa d’asta. E ieri Vendola è stato ascoltato come persona informata sui fatti dal sostituto procuratore della Dda di Bari, Desirée Digeronimo.

&lt;p&gt;
Un rimpasto che ha visto la sostituzione del vicepresidente della Regione e assessore alle Attività produttive, Sandro Frisullo, e di quattro assessori, Marco Barbieri, Massimo Ostillio, Domenico Lomelo ed Enzo Russo. Ai loro posti, oltre a Loredana Capone (Pd, vicepresidente), entrano Magda Terrevoli (Formazione, Verdi), Fabiano Amati (Risorse agroalimentari, Pd), Dario Stefano (Turismo, Pd, sebbene in molti lo indichino in avvicinamento all’Udc) e Gianfranco Viesti (Diritto allo studio, tecnico).

&lt;p&gt;
«La decisione del governatore ha lasciato tutti di stucco», attacca Mimmo Lomelo, ex assessore al Diritto allo studio e capogruppo del Sole che ride in Consiglio regionale. «Decisione ancor più incomprensibile - sottolinea - perché presa a 6-7mesi dalla fine della legislatura. Tutti i colleghi stavano finendo il lavoro già iniziato, poi ora ci sarà l’estate... e chi è alle prime armi ci mette sempre un po’ ad ambientarsi».

&lt;p&gt;
Ma come si spiega un atto del genere? «Io credo che Vendola abbia voluto sparigliare le carte in vista di una sua ricandidatura. Io ero totalmente distante da quanto accaduto. Anche gli altri colleghi, salvo quelli che si erano già dimessi, non c’entrano nulla. Vendola ha provocato nella base una grande confusione rispetto al giudizio positivo che i cittadini hanno sul territorio».

&lt;p&gt;
Nel mondo politico pugliese c’è grande fermento: «Domani (oggi, ndr) chiederò una riunione con i segretari provinciali dei Verdi per metterli al corrente di cosa è accaduto. Parallelamente - rivela Lomelo - stiamo lavorando, sul versante di Sinistra e libertà, affinché ci sia una federazione tra le forze che la compongono. Bisogna evitare di metterle insieme senza che ci sia contestualmente una crescita culturale sul territorio».

&lt;p&gt;
Un progetto in cui il leader ambientalista crede, «ma deve essere aperto: bisognerà guardare anche ai Radicali, evitando di chiuderci in noi stessi. C’è l’esigenza di rifare una coalizione più larga che non sia quella ristretta Pd-Idv se non vogliamo che Berlusconi continui ancora a governare». Centrodestra che, denuncia Lomelo, colpisce a morte il Sud: «Hanno sottratto 20 miliardi di euro, 40mila miliardi delle vecchie lire, dai fondi Fas (Fondi aree sottoutilizzate) per il Meridione per darli al Nord.

&lt;p&gt;
Un vero furto. E i 40 miliardi rimasti, che ci spettano, ce li devono ancora dare. Altro che questione meridionale, ora c’è una questione settentrionale: un Nord che ruba al Sud! Su questo sono intervenuti sia il capo dello Stato che la Corte dei conti: più di così chi altro deve intervenire?».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.terranews.it/news/2009/07/%C2%ABil-rimpasto-di-vendola-e-una-decisione-incomprensibile%C2%BB&quot;&gt;Terra - Valerio Ceva Grimaldi &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: «L'unico dissenso che Berlusconi accetta è con se stesso»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/02/dario-franceschini/%C2%ABlunico-dissenso-che-berlusconi-accetta-%C3%A8-con-se-stesso%C2%BB/391431"></link>
  <updated>2009-06-02T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391431</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Franceschini, riferendosi alle accuse del premier alla stampa estera: «Secondo lui siamo noi che manipoliamo e insuffliamo sulla stampa straniera. Certo - ironizza Franceschini - da quando sono segretario ogni mattina chiamo i direttori della stampa estera per ordire il complotto». Franceschini ribadisce poi che il Pd «non si fermerà nella battaglia sui valori, anche a costo di non essere capiti nell'immediato e di perdere qualche voto».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;«Aspettiamo dal premier la prossima promessa roboante che non manterrà».&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«Nelle prossime 48 ore - ha detto Franceschini - ci aspettiamo che Berlusconi faccia una nuova promessa roboante, che poi puntualmente non manterrà dopo le elezioni, come fu la promessa del 2008 di abolire il bollo auto, e il bollo auto c'è ancora».&lt;br /&gt;
 Franceschini ha sottolineato una serie di «promesse fatte da Berlusconi e poi tradite su cui è scesa una cappa di silenzio. &lt;br /&gt;
La più clamorosa di queste promesse riguarda Malpensa, che è diventato un aeroporto fantasma e dal quale si tengono ben lontani pur avendo annunciato di voler tenervi il primo Consiglio dei ministri. La seconda promessa tradita riguarda il Mezzogiorno: i fondi per il Sud sono stati tagliati per oltre 20 miliardi per finanziare qualsiasi cosa, dalle multe per le quote latte al tagli dell'Ici per i redditi alti. Stessa sorte per la preannunciata iniziativa di Berlusconi di voler dimezzare i parlamentari: qualcuno ha visto la raccolta delle firme?». &lt;br /&gt;
Franceschini ha attaccato il governo anche per come ha affrontato la crisi economica, evitando di prendere misure di emergenza in favore delle fasce più deboli che non ce la fanno da sole ad aspettare la ripresa, nel 2010 o nel 2011. &lt;br /&gt;
Quando le persone sentono che la crisi e solo un effetto psicologico, aumenta la loro indignazione, specie quando mancano loro le risorse necessarie per andare avanti».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;«Sembra di vendere un detersivo, non un partito»&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 ha commentato il leader del Pd secondo il quale «l'idea di Berlusconi di gonfiare e mostrare i muscoli, di fare promesse roboanti e poi di non mantenerle corrisponde per me ad una politica malata».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;«Personalmente non me ne frega niente della popolarità&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
  afferma Franceschini a Porta a Porta - lui invece oggi ha detto di essere al 45%, con i numeri ha una certa elasticità ma in politica bisogna tornare alla serietà e dire non quello che serve al consenso ma quello che fa bene all'Italia». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=60655&amp;sez=ITALIA&quot;&gt;Il Mattino.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Calogero MANNINO: «Altro che autonomia, così Raffaele sta consegnando l`Isola al Cavaliere»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/05/30/calogero-mannino/%C2%ABaltro-che-autonomia-cos%C3%AC-raffaele-sta-consegnando-lisola-al-cavaliere%C2%BB-intervista/391363"></link>
  <updated>2009-05-30T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391363</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Il presidente ostenta un`amicizia personale col Cavaliere, il quale però fa solo danno alla Sicilia. Questa crisi? Senza sbocchi, sarà un logoramento costante. Sfiducia? Nessuno all`Ars ha voglia di nuove campagne elettorali».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E chi se lo poteva immaginare un divorzio tra centrodestra e Udc, in Sicilia. Certo non se lo sarebbe mai aspettato uno come lui, Calogero Mannino, che ha allevato e visto crescere (politicamente, s`intende) due tra i principali protagonisti del colpo di scena di questi giorni. &lt;br /&gt;
Il deputato Udc, assolto dopo 14 anni di processi per mafia, nei ranghi della vecchia Democrazia Cristiana era stato un po` il padre putativo sia dell`attuale governatore Raffaele Lombardo che di Totò Cuffaro, l`ex presidente della Regione che lasciò l`incarico dopo una condanna per favoreggiamento alla mafia.

&lt;p&gt;
«Per favore finiamola con questa storia del padre putativo, ognuno poi segue la sua strada e fa le sue scelte. Anche se questa di Lombardo è proprio incomprensibile», dice proprio Mannino, che solo sette mesi fa (era il giorno della sua definitiva assoluzione) chiacchierando con il Riformista si era lasciato andare a un pronostico. A proposito dei rapporti non proprio idilliaci tra Cuffaro e Lombardo, Mannino riteneva che gli attriti tra i due sarebbero diminuiti. &lt;br /&gt;
E aveva certamente escluso che si potesse arrivare a una rottura sul piano politico sulla base di questa considerazione: il centrodestra e l`Udc mai e poi mai sarebbero arrivati a una divisione. &lt;br /&gt;
La congettura - universalmente condivisa fino a poco tempo fa - era basata sull`ordinario buonsenso e su un`esperienza pluridecennale. Oggi è stata fragorosamente smentita dai fatti. E Mannino ammette che «era inimmaginabile. Il presidente della Regione ha vinto con una maggioranza e oggi ha travalicato i confini delle garanzie di questa stessa maggioranza.

Ma per andare dove?».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lo dica lei, dove andrà questo governo assortito?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; La verità è che manca la destinazione finale, siamo in una crisi senza sbocchi. Perché Lombardo ha formato questa squadra, ma poi - alla conta dei voti in aula - non avrà mai il supporto necessario per l`avallo dei suoi provvedimenti. E questo condurrà drammaticamente alla paralisi. A uno stato di crisi permanente, a un logoramento costante.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Un passo falso, insomma.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Uno dei tanti. Il primo errore Lombardo lo ha commesso quando ha formato la sua prima giunta.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Si riferisce all`esclusione dalla giunta dell`udc Nino Dina per via delle sue vicende giudiziarie?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; In quel modo si è messo contro Cuffaro e contro l`Udc. Da quel momento si è incrinato pesantemente il rapporto con il suo principale alleato. Perché, parliamoci chiaro, Lombardo senza l`Udc non avrebbe mai potuto fare il presidente della Regione.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Poi però ha trovato un inedito feeling con Forza Italia e con Micciché.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Anche questo, un errore. Perché capisco che devi dialogare con Forza Italia, ma fallo con la parte giusta. E per ora in Sicilia Forza Italia vuol dire il binomio Alfano-Schifani, non Micciché. &lt;br /&gt;
Lombardo invece che fa? Non parla con i maggiorenti forzisti, però ostenta un`amicizia personale con Silvio Berlusconi. Il suo rapporto col premier sarà pur cordiale, ma i fatti sono altri.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E quali sono?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Berlusconi alla Sicilia fa solo danno. Il federalismo fiscale per noi è peggio di una mannaia. Per non parlare della famigerata storia dei fondi Fas, quelli per lo sviluppo. Soldi destinati all`isola e all`isola negati. Se la frequentazione con Berlusconi produce questi effetti, mi scusi, ma è meglio non averla. Anche perché così Lombardo sta diventando la vittima di un tragico paradosso. Lui, alfiere del vessillo dell`autonomia siciliana, di fatto sta consegnando a Berlusconi questa autonomia.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Secondo lei che succederà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Certamente Lombardo non ha il coraggio di confrontarsi e trattare con Berlusconi per la Sicilia e allora prova a far la voce grossa con il Pdl siciliano.

Il risultato è che sta lacerando il centrodestra.

Siamo a una svolta interessante, molto. Perché anche stavolta la Sicilia potrebbe essere il laboratorio politico d`Italia. E la destabilizzazione del centrodestra avrà importanti riflessi in Italia.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E l`Udc?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; L`Udc non sarà più una sentinella del centrodestra ma un avamposto del Centro.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Secondo lei, Lombardo che avrebbe dovuto fare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Un passo indietro, avrebbe dovuto tornare a dialogare col Pdl.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma il gossip vuole che proprio la maggioranza avesse pronta in questi giorni una mozione di sfiducia. Non sarebbe stato un suicidio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Beh, una mozione di sfiducia, se approvata, manderebbe a casa i novanta deputati. Lei crede che all`Ars si troverebbero 46 persone disposte a rinunciare alla legislatura e rituffarsi nel gorgo dei rischi e dei costi di una nuova campagna elettorale?.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=MAXKB&quot;&gt;Il Riformista - Alessia Bivona&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Raffaele LOMBARDO: Regione Sicilia. &quot;Ho chiesto a tutti gli assessori di presentare le dimissioni. Questa casa va rasa al suolo e ricostruita&quot;.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/05/25/raffaele-lombardo/regione-sicilia-ho-chiesto-a-tutti-gli-assessori-di-presentare-le-dimissioni-questa-casa-va-rasa-al-suolo-e-ricostruita/391321"></link>
  <updated>2009-05-25T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
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  <id>391321</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Sicilia (Partito: MOV. PER L'AUTONOMIA) - Consigliere Regione Sicilia (Gruppo: MpA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Palermo - Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo (Mpa) ha annunciato in una  conferenza stampa di avere &quot;azzerato&quot; la Giunta da lui presieduta. La decisione del leader del Movimento per l'Autonomia fa seguito ad aspre polemiche all'interno della maggioranza di Centrodestra che sostiene la coalizione, della quale fanno parte anche il Pdl e l'Udc.

&lt;p&gt;
&quot;Ho chiesto a tutti gli assessori di presentare le dimissioni - ha detto Lombardo - perché stare in questo governo significa non sabotarlo. Questa casa va rasa al suolo e ricostruita&quot;.

&lt;p&gt;
Il Governatore ha poi rilanciato l'ipotesi, ventilata in questi giorni, di un &quot;governo istituzionale&quot; aperto anche al Pd. &quot;Propongo un governo - ha detto - con quei pezzi di partito che ci si staranno&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Quarantotto ore ed avremo una giunta in grado di operare&quot;. Riferendosi all'ipotesi di un &quot;governo istituzionale&quot; Lombardo ha aggiunto: &quot;Si riscrive un programma e si riparte con chi ci sta. Non penso di ribaltare le alleanze dell'anno scorso. Sarà una giunta composta da forze politiche e da esterni&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Il Pd - ha puntualizzato Lombardo - è una forza importante all'assemblea regionale, che ha dato un utile apporto all'approvazione di alcune riforme come quella sanitaria, ma ha fatto una scelta di opposizione che spero costruttiva&quot;.

&lt;p&gt;
Il Governatore, dopo avere invitato a &quot;svelenire&quot; clima politico, ha auspicato il varo di una giunta &quot;aperta alle forze sociali, sindacali e a tutti quelli che ci stanno per sottoscrivere un programma per lo sviluppo della Sicilia e la salvaguardia dell'autonomia&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Il modello della riduzione dei dipartimenti deve ispirare una coerente sburocratizzazione della macchina amministrativa&quot;, questo il pensiero di Lombardo per cercare di far ripartire la macchina amministrativa: &quot;Mentre attendono di essere esaminati dall'assemblea - ha aggiunto - con grande pregiudizio non solo per le finanze degli enti locali sia la riforma del sistema dei rifiuti sia le misure  degli aiuti alle imprese con si sbloccano i fondi&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Non si può stare nella maggioranza e nel governo - ha osservato - e dire che ci aspettano i fondi Fas&quot;. In questo momento delicato per il Centrodestra non poteva mancare un accenno al premier: &quot;Certo che sentirò Berlusconi. Lo farò con molto piacere. Mi spiace che in questo momento viva  una fase non facile, ma è stato proprio in una fase non facile che, quando nacque il Movimento per l'autonomia, venne a Catania e la nostra esperienza partì in quell'occasione&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Perché sia chiaro, - ha aggiunto - fra tanta gente che lo consiglia male, non so se in un momento di grande difficoltà come questo, si ritroverebbe sempre accanto a lui. Questo sospetto, o questo dubbio, per quanto mi riguarda non ha motivo di esistere&quot;.

&lt;p&gt;I COMMENTI
&lt;p&gt;
GIAMBRONE (IDV): &quot;TORNARE SUBITO ALLE URNE&quot;. &quot;Adesso si dia voce ai siciliani che fino ad oggi sono stati mortificati da un governo inadeguato che si è preoccupato solo dei personalismi.

&lt;p&gt;
Da troppo tempo assistiamo ad atteggiamenti indecorosi, beghe, dissidi interni che hanno mandato in sofferenza la legislatura e dimostrato come questa maggioranza non sia mai esistita e, con la decisone di oggi, non ha più i numeri per governare&quot;. Così il senatore Fabio Giambrone, commissario regionale siciliano di Italia dei valori.&lt;br /&gt;


&quot;La naturale conseguenza - conclude - che come Italia dei valori chiediamo a gran voce, è di tornare immediatamente alle urne per far finire questo scempio&quot;.

&lt;p&gt;
CRACOLICI (PD): &quot;FALLIMENTO DEL CENTRODESTRA&quot;. La notizia dell'azzeramento della giunta non ha sorpreso il Pd siciliano che per bocca di Antonello Cracolici parla di &quot;fallimento del Centrodestra in Sicilia con un epilogo inevitabile dopo un anno di conflitti&quot;. Quanto all'ipotesi di un dialogo con il governatore, Cracolici afferma che &quot;al momento non ci sono nè chiusure nè aperture. Siamo un partito - aggiunge - le scelte devono essere collegiali&quot;.

&lt;p&gt;
PAGANO (PDL): &quot;LOMBARDO HA PERSO LA TESTA&quot;. &quot;L'azzeramento della giunta regionale è la prova concreta che Lombardo ha perso la testa&quot;. Lo ha detto Alessandro Pagano, deputato del Pdl  commentando la decisione del presidente della Regione.&lt;br /&gt;


&quot;Questo ci dispiace - ha concluso - perchè una figura deve saper navigare anche in acque agitate, serviva un po' più di sangue freddo. Confidiamo ora saper nella necessità di ritrovare il dialogo nell'interesse della Sicilia, mettendo al bando ritorsioni e diffidenze&quot;.
&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lasicilia.it/index.php?id=22133&amp;template=lasiciliait&quot;&gt;La Sicilia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giovanni Saverio Furio PITTELLA: Conversazione sul Mezzogiorno.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/03/12/giovanni-saverio-furio-pittella/conversazione-sul-mezzogiorno/390644"></link>
  <updated>2009-03-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>390644</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo socialista al Parlamento europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt; &quot;Mezzogiorno a tradimento. Il Nord, il Sud e la politica che non c’è&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E' in atto una pericolosa tendenza a dimenticare che senza nessun dibattito aperto una politica ancora fino a solo un anno fa, è ora praticamente in via di smantellamento, senza che nessuno, soprattutto tra i partiti politici e gli schieramenti stia veramente provando ad aprire un dibattito nuovo e complessivo sulle politiche di sviluppo per l’intero Paese, e di conseguenza sulle politiche di sviluppo per il Mezzogiorno. E’ utile, dunque, partire dalle conclusioni del meritorio lavoro di Viesti, e cioè che la questione meridionale è oggi una questione tutta politica. In altri termini, non c’è ancora molto che dal punto di vista degli strumenti tecnico-procedurali e di modelli di governance possa essere inventato. Sicuramente tutti gli strumenti possono essere migliorati, ma la questione centrale non è questa.

&lt;p&gt;
La questione è appunto politica. Ma cosa significa che la questione è politica?
In primo luogo che politicamente, nelle decisioni dei governi che si sono succeduti negli ultimi dieci anni, nessun ha rispettato degli obiettivi di spesa pubblica, da un governo dichiarati (è stato il Governo D'Alema a porre per la prima volta il tetto minimo di spesa ordinaria e aggiuntivo per il Sud al 42%) e da nessun altro modificati. Ma semplicemente da nessuno rispettati, senza che su questo si sollevasse un dibattito nel merito, anche in considerazione di cosa su questo ha poi significato in termini di risultati raggiunti o di esiti delle politiche aggiuntive destinate al Mezzogiorno dall’Europa e dallo stesso Stato. Dunque, un primo problema politico è di tipo nazionale, di conferma di previsioni programmatiche di bilancio dello Stato sistematicamente disattese. Le risorse aggiuntive sono dunque sempre state poi utilizzate per la gran parte come sostitutive di risorse ordinarie. Tuttavia la cosa più impressionante di questa situazione, protratta per circa dieci anni e a prescindere da chi era in un momento o nell’altro al governo del paese, è che nessuno la ha mai contestata come principio della programmazione della finanza pubblica, ma semplicemente nessuno ha sentito l’ ”obbligo morale” di rispettarlo, e nessuno ha alzato il livello del dibattito per rimarcarlo. Questo a conferma che il dibattito politico nazionale si è sempre più spostato sulla conquista o riconquista dell’elettorato del Nord, senza mai soffermarsi più di tanto sull’utilità dello sviluppo del Sud alla crescita dell’intero Paese.

&lt;p&gt;
La presenza di una forza politica rappresentante dichiaratamente gli interessi di una sola parte del Paese ha contribuito enormemente a rafforzare questo atteggiamento che Anche il Centro-Sinistra ha da un certo punto in poi ha assunto come pilastro fondamentale della propria politica. Anche il dibattito interno allo stesso PD ha più volte enfaticamente rimarcato il disagio del Nord, lasciando implicitamente consolidare l’immagine di un Mezzogiorno-Gomorra nel resto del Paese, ma ancor peggio nello stesso Mezzogiorno. Questo atteggiamento ha probabilmente avuto soltanto l’esito di confermare una seconda ipotesi contenuta nel libro di Viesti, e cioè che alcuni ostacoli allo sviluppo del Sud sono poi anche all’interno dello stesso Mezzogiorno, “dai politici che interpretano l’azione pubblica principalmente come uno strumento di promozione di interessi particolari, individuali e di gruppo, e non collettivi”.
&lt;p&gt;

Certo la situazione è abbastanza complicata. Dall’analisi accurata con dovizia di dati trattati, dalla descrizione della clamorosa frenata dell’economia italiana e in ogni caso del suo andamento più lento in Europa, e quindi da un Italia debole e sfiduciata, emergono uno dietro l’altro temi già noti a chi segue quotidianamente la questione meridionale. Dai dati sulla spesa in conto capitale a quella di parte corrente, ai temi oggi caldi del federalismi fiscale. Fino agli esiti della programmazione 2000-2006, con la frammentazione degli interventi, la questione dei tempi medi di realizzazione delle opere pubbliche, la qualità e l’efficienza delle pubbliche amministrazioni ancora insufficiente. Tutti elementi che hanno unanimemente la politica a concludere, probabilmente frettolosamente, che l’idea alla base della Nuova Programmazione lanciata da Ciampi nel 1998, non fosse il modo più efficace per favorire lo sviluppo del Sud. In altri termini, cercando la soluzione al problema non nella guida politica dell’attuazione di quanto programmato, ma nelle tecnicalità e nello strumentario messo in campo per attuare la programmazione. Risultato: il mancato sviluppo del Sud in questi anni è stato imputato ad un pezzo di classe dirigente responsabile della programmazione delle risorse aggiuntive e dal semplice suo smantellamento (anche questo bi-partisan) pensare di aver dato una risposta alternativa. Certo forse il gruppo che ci ha messo la faccia è stato abbandonato in fretta, troppo in fretta e senza una vera alternativa.

&lt;p&gt;
Perché ad un certo punto la risposta alternativa è diventata la proposta di riaccentramento delle politiche di sviluppo per indirizzare le risorse su pochi chiari obiettivi di sviluppo, ma che l’analisi dei dati sul PON Trasporti 2000-2006 non ci fa molto rallegrare, o piuttosto che gli impegni mancati dalle grandi aziende pubbliche (FS e ANAS in testa) probabilmente non ci saranno ancora. In effetti, in questa fase il non-rimedio è sicuramente peggiore del presunto male. Perché in effetti non c’è nemmeno all’orizzonte una visione alternativa dello sviluppo equilibrato del Paese. Sotto gli occhi di tutti è lo shopping delle risorse aggiuntive per coprire buchi di risorse ordinarie, basti pensare alla copertura del buco di bilancio di Catania con risorse FAS, al taglio di risorse FAS indiscriminato, piuttosto che al sistematico assalto alla ripartizione territoriale vincolata delle risorse FAS sancita dalla Conferenza Stato-Regioni e da sempre accettata da tutti.Segnali inquietanti, aggravati dalle idee lanciate solo pochi giorni fa dal ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto che propone ora, a 2009 iniziato, la revisione complessiva della programmazione  2007-2013, probabilmente orientato maggiormente alle elezioni regionali in Puglia del 2010 che non all’effettiva efficacia dell’attuazione dei programmi, passo conclusivo di un processo iniziato nel febbraio 2005. Tuttavia, nell’analisi lucida di Viesti, non sfugge, anche se poco trattato, quanto le Regioni e le Amministrazioni locali del Sud hanno mancato rispetto a quanto ci si aspettava da loro nella fase di redazione dei programmi. In particolare dalle Regioni. Queste probabilmente non sono riuscite a fare il grande salto di qualità che le ha viste protagoniste della programmazione, ma non altrettanto capaci di coinvolgere adeguatamente e corresponsabilmente le amministrazioni locali nella fase di attuazione, confinandole sempre ad un ruolo troppo subalterno, non valorizzando e premiando le differenze qualitative nell’azione amministrativa, privilegiando sempre l’attuazione diretta degli interventi anche con strutture poco adeguate agli impegni contabili, procedurali e amministrativi richiesti.

&lt;p&gt;
Ma un altro grande punto sul quale le Regioni del Mezzogiorno hanno probabilmente fallito è stato quello di non essere riuscite a mettere in campo azioni coordinate tra di loro per la programmazione e realizzazione delle grandi infrastrutture di rete necessarie per il Mezzogiorno. I tentativi sono stati troppo timidi e il rapporto con i Programmi Nazionali è stato sempre troppo rivolto ad un territorializzazione della spesa da fare con il bilancino e non su obiettivi condivisi di sviluppo. I risultati sono sotto gli occhi di tutti e Viesti li evidenzia tutti. Il Sud è nell’immaginario collettivo ormai una parola negativa. Nessuno in questo momento tende a credere in un possibile sviluppo del Mezzogiorno, nemmeno i meridionali. La risposta della politica a tutto questo è semplicemente quella di aver cancellato il Sud dall’agenda politica del Paese. Quello che non è accettabile è che il partito democratico (con Franceschini stiamo avendo una positiva inversione di rotta) sia partecipe ad una fuga della politica dalle proprie responsabilità, o nell’alimentare una distinzione territoriale che si riflette nelle stesse strutture interne del partito. Più semplicemente resta da chiedersi perché le classi dirigenti regionali e locali dopo avvii sempre promettenti (si pensi alla stagione dei sindaci negli anni novanta, e poi a quella delle regioni a cavallo tra i due decenni) non sono mai riuscite a mantenere alta la tensione politica al cambiamento e allo sviluppo, ma sono troppo spesso, anche qui purtroppo in maniera bi-partisan, caduti nell’errore della gestione del potere tout court. Oggi il rischio più serio che corriamo è quello di aver bandito dal lessico politico alcuni concetti chiave come sviluppo locale, dimenticando che dietro questo concetto si cela la vita di una parte molto consistente del Mezzogiorno rurale e interno, per i quali l’offerta di servizi essenziali, poco legati forse alla cresciuta economica, ma decisivi per lo stesso presidio antropico del territorio. La “rassegnazione” politica su questi temi non ci fa neanche cogliere le cose positive che in tanti contesti locali sono accadute in questi anni: cluster di imprese innovative in luoghi nei quali nessuno avrebbe ami immaginato potessero svilupparsi imprese innovative, servizi di qualità alle popolazioni rurali, organizzazione territoriale per l’offerta turistica territoriale molto efficace.

Ancor peggio se dall’altra parte vediamo lo sviluppo urbano del Mezzogiorno dominato dai temi di cronaca dell’ultimo anno: rifiuti, sistemi di potere consolidati, crimine organizzato incontrastato.Sul tema del Mezzogiorno la politica deve riappropriarsi del proprio ruolo. Essere guida responsabile, che converge sulle grandi linee di sviluppo e lavori per attuarle. Uno scatto di reni è necessario. Le disparità di sviluppo interne in un Paese non possono essere considerate un’anomalia irrisolvibile. L’Europa non ci dice questo. La politica di coesione è una politica europea e ha dimostrato che può generare molti risultati positivi. Già, ma forse anche l’Europa sta diventando un riferimento scomodo per la politica. 
&lt;br /&gt;
  &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.giannipittella.org/news.asp?id=450&quot;&gt;official web site -  gianni pittella&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOVANNI CHIODI: La Regione intende mantenere una fortissima regia nella gestione dei fondi comunitari</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/03/02/giovanni-chiodi/la-regione-intende-mantenere-una-fortissima-regia-nella-gestione-dei-fondi-comunitari/390480"></link>
  <updated>2009-03-02T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>390480</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Abruzzo (Partito: PdL) - Consigliere Regione Abruzzo (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L'atteggiamento che ci contraddistingue è assolutamente istituzionale; le sole risorse che abbiamo per lo sviluppo fino al 2013 sono quelle europee e la Regione ha la responsabilità di essere l'organo deputato a gestirle. E' giusto che sia così. Quello che di buono è stato fatto in passato non sarà disatteso, anche se ho diverse perplessità sul contenuto e la sostanza di molte scelte. Deve però essere chiaro a tutti che non faremo dei Fas 'spezzatino'; non microinterventi che possono risolvere solo piccoli problemi, ma investimenti qualitativamente rilevanti e strategici per la crescita della regione.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/article.php?storyid=19490&quot;&gt;primadanoi.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Italo BOCCHINO: «AI PdI non serve il monarca Silvio»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/20/italo-bocchino/%C2%ABai-pdi-non-serve-il-monarca-silvio%C2%BB-intervista/388306"></link>
  <updated>2009-01-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>388306</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: FLI) - Vicepres. Camera VICE PRESIDENTE GRUPPO DEPUTATI POPOLO DELLA LIBERTA'  (Gruppo: AN) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Non sarà il partito dell`uomo solo al comando»: Italo Bocchino vicepresidente dei parlamentari del Pdl fissa i sui paletti sul nuovo partito.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Gazebo andati male, statuto in alto mare, data del congresso non definita. Che succede nel Pdl?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Partirei da un`analisi politologica:

accade sempre, quando i partiti sono al governo, che per un paio d`anni si concentrino più sui problemi del paese che sulle questioni interne.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Vuole dire: nessun problema?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Il dibattito di questi giorni è fisiologico visto che siamo alla vigilia di un passaggio anche burocratico.

Ma, politicamente, il Pdl è già nato. Alle elezioni, presentandoci insieme, abbiamo preso più della somma dei due partiti.

Nei gruppi parlamentari ci muoviamo come esponenti del nuovo partito e non come Forza Italia o An. Ora si tratta di affrontare questioni spinose: sedi, incarichi, organizzazione, statuto. Ed emerge qualche difficoltà. In fondo, è più facile innamorarsi che mettere su casa insieme.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Come sarà la nuova casa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Questo è un grande tema. Anche perché le case di provenienza sono ben chiare. Forza Italia, che non è un partito di plastica, si può definire, usando la brillante espressione di Tremonti, una &quot;monarchia anarchica&quot;. An invece si è mossa sulla base di un presidenzialismo costituzionale, in cui Fini decideva, eccome, ma all`interno di una dialettica interna.
&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Quale sarà la sintesi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Una via di mezzo. Il modello dove uno decide per tutti non funziona:

chi appartiene a un partito non può seguire in silenzio le decisioni altrui.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Propone una sorta di monarchia costituzionale?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Qualcosa di più. La monarchia prevede un uomo solo al comando.

lo dico che il Pdl deve avere una leadership duale. O, per dirla con un termine che si è usato per Mediobanca, una governance duale. Così come le liste unitarie hanno preso più della somma dei singoli partiti, la governance Berlusconi-Fini rende di più della somma tra i due.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Significa che vuole un partito democratico?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Noi possiamo anche fare una norma nello statuto che prevede che finché farà politica Berlusconi resta leader e decide quello che vuole, sempre d`intesa con Fini ovviamente. Ma il punto è che dobbiamo costruire un partito per i prossimi cinquant`anni, altrimenti non ha senso e preferisco stare a casa mia. Come modello penso a una moderna Dc.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Intende radicato e non di plastica?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Intendo strutturato nella società, con aderenti, moderne forme di iscrizione. Insomma fatto non solo di internet e blog ma in cui il territorio decide. Possiamo non chiamarle sezioni, ma uno non può apprendere le candidature al suo Comune leggendo i giornali.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Berlusconi è abituato a fare così.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Berlusconi ha un tratto antipolitico nel suo modo di essere che lo rende geniale. E' abituato ad affidarsi all`intuito e ai sondaggi.

E capisco che per lui una direzione con cento persone che parla di candidature è una sofferenza.

Ma un sistema di regole serve. E occorrono luoghi in cui se uno non è d`accordo si possa alzare e dirlo.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Dentro An ci sono malumori.

Alemanno ha detto: no ad annessioni.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Questo lo abbiamo detto tutti.

E infatti stiamo lavorando per costruire una cosa nuova. Tra l`altro il patrimonio culturale della destra nel nuovo partito lo abbiamo già portato. Basta vedere le nostre proposte sulla sicurezza o sull`economia.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Il matrimonio sarà in comunione dei beni?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Sarà in comunione dei beni futuri. La dote che portiamo è il rimborso elettorale. Se si riferisce agli immobili di An, diciamo che quelli fanno parte invece del patrimonio della famiglia di provenienza.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Il governo perde cinque punti nei sondaggi. Come reagirete al malessere del Nord?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Costruendo il partito. Dopodiché non si può accontentare sempre il rivendicazionismo della Lega. Un riequilibrio è un problema di tutti, ma soprattutto del premier, visti i suoi incontri periodici ad Arcore con Bossi, e anche del ministro dell`Economia che ama molto il Caroccio. Altrimenti il rischio di pagare in termini elettorali è evidente.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E il federalismo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 L`accordo è fatto e manterremo gli impegni. Ma sul Mezzogiorno dobbiamo fare di più. Penso a un istituto di credito, a un utilizzo serio dei Fas, a ridurre l`assistenzialismo nell`uso dei fondi pubblici, alla meritocrazia. Il Sud è una partita tutta da giocare.

 &lt;br /&gt;

 
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KI7IC&quot;&gt;Il Riformista - Alessandro De Angelis&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Raffaele FITTO: «Il governo difenderà sempre il Sud»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/17/raffaele-fitto/%C2%ABil-governo-difender%C3%A0-sempre-il-sud%C2%BB-intervista/388265"></link>
  <updated>2009-01-17T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
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  <id>388265</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Rapporti con le regioni (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Costruire una politica di intervento che abbia tra i punti centrali l’attenzione al Mezzogiorno è una delle priorità che il governo porterà avanti con maggiore convinzione». Non si sottrae alle critiche, il ministro degli Affari regionali, Raffaele Fitto. Anche se ritiene «molto ardite alcune tesi»: «Non mi si venga a dire che i sette mesi di governo Berlusconi hanno prodotto il divario Nord-Sud».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; A puntare il dito contro il governo non è solo l’opposizione, ma anche molti parlamentari eletti nel Sud nelle fila della maggioranza. Esiste all’interno del Pdl un partito del Nord e uno del Sud?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Il Pdl è un partito nazionale che guarda con grande attenzione a uno dei problemi fondamentali del nostro Paese, cioè il Mezzogiorno. Credo, comunque, che il dibattito interno al governo su alcune questioni poste dalla Lega abbia spostato l’attenzione dell’opinione pubblica, così da far apparire che su alcuni temi ci sia una discussione più ampia».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; In coscienza può davvero affermare che il governo si sia dedicato molto al Sud?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «La spazzatura a Napoli, alla quale il governo ha dedicato tante energie e quindi risolto brillantemente, non è un problema del Sud? Non direi proprio che c’è stata scarsa attenzione al Mezzogiorno. Anche se ora ci sono alcuni argomenti sui quali è necessario aprire un confronto».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Anche per il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che in questi ultimi giorni è tornato frequentemente sui temi del Mezzogiorno, il governo ha «un vuoto di strategie» sul Sud.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Il presidente Napolitano è da tempo attento al Sud e lancia dei messaggi da leggere a tutto tondo. Un paio di mesi fa ha sottolineato la necessità che il Sud inverta totalmente comportamenti e scelte. Quel messaggio, unito a quelli di queste ore sulla solidarietà, costituisce la sintesi di ciò che va fatto».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Il federalismo fiscale non rischia di allargare ancor di più il divario tra Nord e Sud?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Non con il progetto attualmente all’esame. Che, ricordiamolo, è stato modificato con elementi di equilibrio e solidarietà nazionale. Uno dei punti più interessanti del federalismo è l’introduzione della responsabilizzazione degli amministratori. Il Sud paga lo scotto di una classe dirigente litigiosa. Rivendicare e basta, è sbagliato. Ci vuole anche autocritica».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Un ricambio generazionale, auspicato anche dal capo dello Stato, può aiutare? L’età può determinare maggiore efficienza in politica?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Può essere un’opportunità, ma non sempre e non automaticamente. Io insisto sulla responsabilizzazione. Tra l’altro non c’è dubbio che adesso servono anche scelte impopolari, ma inderogabili. Penso alla sanità che nel Sud produce il deficit più alto e offre un servizio inadeguato».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Mercoledì lei incontrerà le Regioni. Ha ragione chi sostiene che il governo vuole distrarre risorse comunitarie verso il Nord per accontentare la Lega?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Di fronte ad emergenze, diversi governi, anche il precedente, hanno utilizzato parte di queste risorse per coperture di interventi generali. Noi abbiamo una cifra importantissima di fondi Fas e comunitari, siamo nell’ordine di 107 milioni di euro tra il 2007 e il 2013. Il problema che ci dobbiamo porre oggi è come rendere efficaci queste risorse. Il meccanismo di spesa deve essere modificato, superando la logica dell’eccesso di parcellizzazione degli interventi».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; I Fondi Fas, per le aree sottosviluppate, resteranno al Sud?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Abbiamo ribadito con un decreto che l’85% delle risorse vengono spese nel Sud. Il confronto con le regioni non riguarda i fondi Fas, che sono solo una parte del flusso di fondi comunitari, ma il fondo sociale europeo. Concorderemo risposte ai problemi sociali che la crisi sta facendo emergere, e quindi sostegno al reddito e più ammortizzatori sociali. Si tratta di risorse nazionali e in quota delle regioni, ma non dei fondi Fas».

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KHD1E&quot;&gt;Il Mattino -  Giusy Franzese&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Alessandro NACCARATO: Il Governo penalizza l'Università pubblica</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/12/alessandro-naccarato/il-governo-penalizza-luniversit%C3%A0-pubblica/388229"></link>
  <updated>2009-01-12T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388229</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Padova (PD) (Lista di elezione: DS) - Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il testo,infatti, anche se leggermente migliorato grazie all'approvazione di alcuni emendamenti presentati dal PD al Senato, è sostanzialmente rimasto inalterato nel proprio impianto. La legge approvata conferma i pesanti tagli di risorse all'intero sistema universitario nazionale, con  il concreto rischio di non permettere nemmeno il funzionamento corrente di molti Atenei italiani. Certo è innegabile che l'Università abbia bisogno di essere riformata in alcuni suoi settori.

&lt;p&gt;
E' necessario, solo per avanzare qualche proposta, contrastare il proliferare dei corsi di laurea e l'apertura di un eccessivo numero di Atenei, garantire un efficace finanziamento delle Università in base al merito e una valutazione del sistema universitario efficiente e trasparente, stanziare risorse adeguate per il diritto allo studio. Di tutto questo il decreto, ora convertito in legge, non si occupa affatto.

&lt;p&gt;
La verità è che il Governo taglia i fondi al sistema di Alta formazione del nostro Paese: le maggiori risorse ufficialmente stanziate per il diritto allo studio (per di più previste esclusivamente per l'anno 2009), per esempio, sono compensate dai pesanti tagli previsti dalla legge approvata rispetto alle risorse per il sistema universitario stanziate nell'ultima Finanziaria del Governo Prodi  e sono finanziate attraverso una pesante riduzione del Fondo per le Aree Sottoutilizzate (FAS).

&lt;p&gt;
Inoltre, il Governo prevede la possibilità di privatizzazione le Università pubbliche attraverso la loro trasformazione in Fondazioni private (possibilità prevista dall'art. 16 della legge n. 133/08), con conseguenze devastanti. In tal modo tutti i beni mobili e immobili delle Università pubbliche potranno essere trasferiti ufficialmente a delle Fondazioni di diritto privato. Tale, infatti, è la natura giuridica delle future Fondazioni universitarie secondo il Governo. Si tratta, anche in questo caso, di una decisione insensata. Così facendo, lo Stato rinuncerebbe ad uno dei suoi compiti fondamentali come quello, appunto, di garantire un sistema di formazione e istruzione efficace a vantaggio di tutti i cittadini.

&lt;p&gt;

E' un gran pasticcio dettato dalla volontà del Governo della Destra di recuperare risorse economiche a scapito della qualità della conoscenza e dell'istruzione: una scelta irresponsabile con gravi ricadute sulla capacità del nostro Paese di innovare, fare ricerca, valorizzare le migliori risorse umane disponibili ed anche, nel breve periodo, uscire dalla crisi economica che ci sta danneggiando più che in altri Paesi europei. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



Alla pagina in origine vi sono due allegati in .pdf, uno dei quali è il testo del DDL sull'Università presentato dal Governo Berlusconi IV:&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;


http://www.partitodemocraticoveneto.org/public/allegati/2009/PD_prop_univ_2008.pdf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.partitodemocraticoveneto.org/public/allegati/2009/DDL_Univ_app_080109.pdf&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=614&quot;&gt;web site - Pd Veneto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Raffaele LOMBARDO: «Sicilia per il federalismo ma sulle accise non cedo»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/30/raffaele-lombardo/%C2%ABsicilia-per-il-federalismo-ma-sulle-accise-non-cedo%C2%BB-intervista/383287"></link>
  <updated>2008-12-30T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>383287</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Sicilia (Partito: MOV. PER L'AUTONOMIA) - Consigliere Regione Sicilia (Gruppo: MpA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; &lt;br /&gt;«Il Governo si impegni per una fiscalità di vantaggio e sui fondi Fas al Mezzogiorno»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


«Dal federalismo abbiamo tutto da guadagnare, anche perché peggio di così non potrebbe andare: a questo stato di cose ci ha portati il centralismo. Però devo ancora capire cosa succederà con le accise energetiche». Raffaele Lombardo, 58 anni, catanese, fondatore dell`Mpa e da aprile presidente della Regione Sicilia, resta favorevole al progetto federalistico in lavorazione al Senato e puntualizza le sue richieste al Governo: oltre alla destinazione all`isola dell`imposta sulla raffinazione, fiscalità speciale per il Mezzogiorno e garanzie sui fondi Fas al Sud.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Il federalismo fiscale approderà presto in Aula. Ci sono &quot;zone d`ombra&quot;?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Sono favorevole al federalismo:

è una riforma che comporterà l`eliminazione degli sprechi e una maggiore efficienza nella misura in cui determinerà un dimagrimento del centro - luogo dove si accumulano le inefficienze - portando i servizi vicino al cittadino che potrà controllare l`operato degli amministratori.

Ci aspetta una rivoluzione nel segno della responsabilità e la nostra autonomia ha l`opportunità per esprimersi al meglio. Finora la Sicilia ha primati negativi: ultima per reddito, prima per famiglie povere. In futuro potremmo conquistarne di positivi.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Considera conclusa la battaglia sulle accise energetiche?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
No. Produciamo benzina a partire dal petrolio ed energia elettrica dal &lt;i&gt;pét coke&lt;/i&gt;. E, purtroppo, ne paghiamo anche le conseguenze in termini di inquinamento e salute. Ribadiamo un principio fondamentale del federalismo:

se si lavora il petrolio in una Regione, le tasse vanno pagate e devono restare tutte su quel territorio.

L`altra priorità per noi resta la fiscalità di vantaggio.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Che, però, verrebbe bocciata dall`Europa.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Quest`argomentazione è una scemenza: di fatto i fondi strutturali al Mezzogiorno così come sono congegnati oggi determinano già un vantaggio, per esempio, di un`azienda agricola siciliana rispetto a una piemontese o veneta.

Si tratta semplicemente di proporre un`alternativa a una violazione già vigente: il meccanismo del contributo a fondo perduto non ha funzionato e va sostituito con un`esenzione fiscale limitata nel tempo. L`Europa ci guadagnerebbe, l`Italia risparmierebbe sulle indennità di disoccupazione e il Mezzogiorno non sarebbe più una palla al piede.

Come l`Irlanda diventerebbe polo di attrazione per investimenti.

Il Nord è saturo, mentre al Sud c`è spazio per l`industria:

penso, per esempio, alla produzione di pannelli fotovoltaici. I numeri del turismo sono moltiplicabili per cento. Il Governo si impegni per superare i vincoli che impediscono di applicare una fiscalità differenziata per il Mezzogiorno.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;La Lega non si opporrebbe?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 I rapporti con il Carroccio sono molto buoni. Il partito di Bossi ci insegna che la politica funziona quando è legata alle esigenze di un territorio e tradisce invece la sua missione quando diventa &quot;salotto televisivo&quot; che appassiona così tanto gli elettori da convincerli a rimanere a casa invece di andare a votare.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Niente contrapposizione Nord-Sud?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Il Governo ha sbagliato perché ha invertito la destinazione dei fondi Fas: l`85% deve andare al Sud. Noi non ce la prendiamo con Bossi ma con noi stessi perché non siamo stati in grado di creare un movimento federalista meridionale che riequlibri lo strapotere leghista.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;In compenso i suoi alleati vogliono far sopravvivere l`Assemblea regionale anche in caso di decesso del Governatore.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Quel Ddl è sgradevole e i rapporti con gli alleati non sono idilliaci. Mi sono fatto interprete di una svolta resa necessaria dalla recessione e dalla vigilia del federalismo. Alcune scelte hanno dato fastidio a categorie limitate di persone.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
II federalismo compatta i governatori meridionali ma sul Ponte restano distanze, per esempio, con il suo dirimpettaio calabrese Agazio Loiero.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Il Ponte è un`infrastruttura che ci consentirà di uscire dall`isolamento: ci darà diritto a entrare nel progetto Alta velocità con la tratta ferroviaria Messina-Catania-Palermo e farà della Sicilia la porta di ingresso per le merci che entrano in Europa. Non è un regalo: se serve, siamo pronti a metterci i fondi strutturali.&lt;br /&gt;
 &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KBHDB&quot;&gt;Il Sole 24 Ore - Riccardo Ferrazza&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>OTTAVIANO DEL TURCO: fondi per le aree sotto-utilizzate (Fas): Il governo ci metterà in ginocchio</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/06/19/ottaviano-del-turco/fondi-per-le-aree-sotto-utilizzate-fas-il-governo-ci-metter%C3%A0-in-ginocchio/357542"></link>
  <updated>2008-06-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>357542</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Abruzzo (Partito: Unione) - Consigliere Regione Abruzzo (Lista di elezione: SDI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Tempi difficili per gli enti locali e le Regioni. All’orizzonte si annunciano tagli di risorse economiche, di entrate e di progetti, alcuni, dei quali già avviati. La decisione arriva dal Governo nazionale e ieri i presidenti delle Regioni hanno cercato di correre ai ripari. 
La Conferenza delle Regioni ha respinto all’unanimità le indicazioni emerse finora dal Governo su questi fondi.
&lt;b&gt;Una decisione di questa natura renderebbe inutile qualunque attività di Governo e, allo stato dei fatti, mette persino in discussione l’esistenza stessa dell’istituto regionale.&lt;/b&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/%C2%ABIl-governo-ci-mettera-in-ginocchio%C2%BB/2030218/6&quot;&gt;espresso - repubblica&lt;/a&gt;</summary>
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