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  <title>Openpolis - Argomento: unioni civili</title>
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  <updated>2009-10-14T00:00:00Z</updated>
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  <title>Pier Luigi BERSANI: Intervista tripla le Iene</title>
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  <updated>2009-10-14T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Favorevole alle Unioni civili? &quot;Favorevole&quot;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://pepespepes.myblog.it/archive/2009/10/14/le-iene-intervista-tripla-bersani-franceschini-marino.html&quot;&gt;Le Iene Show&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Intervista tripla Iene</title>
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  <updated>2009-10-14T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Favorevole alle Unioni Civili, non ai matrimoni gay&quot;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://pepespepes.myblog.it/archive/2009/10/14/le-iene-intervista-tripla-bersani-franceschini-marino.html://&quot;&gt;Le Iene Show&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio Roberto Maria MARINO: Marino su Unioni Civili</title>
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  <updated>2009-10-14T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Sulle unioni civili: &quot;Favorevole&quot;
Matrimoni gay:&quot;Sì al modello inglese o tedesco&quot;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.express-news.it/?p=21711&quot;&gt;Le Iene Show&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco CAPPATO: Mai sminuire la Shoah! Ma il Papa parla degli Ebrei o degli embrioni? </title>
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  <updated>2009-05-12T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L'invito del Papa andrebbe raccolto. Dal Vaticano!! 
&lt;p&gt;
I nomi delle vittime della Shoah non devono mai «perire» e «le loro sofferenze» non devono «essere mai negate, sminuite o dimenticate». Queste le parole di Benedetto XVI ieri allo Yad Vashem, il memoriale dell'Olocausto. Molto bene. Era necessario un chiarimento, quantomeno dopo la riammissione dei negazionisti nella Chiesa Cattolica. Peccato non ci siano parole sul ruolo di Pio XII di fronte alla persecuzione nazifascista degli ebrei, ma non si può avere tutto.

&lt;p&gt;
Rimane però un problema. A parte i negazionisti alla Williamson, e a parte qualche neonazista, chi è che &quot;sminuisce&quot; l'Olocausto?

&lt;p&gt;
Giovanni Paolo II nel suo libro aveva definito l'aborto il &quot;Nuovo Olocausto&quot;, &quot;sterminio legale degli essere concepiti e non ancora nati&quot;, uno &quot;sterminio deciso addirittura da parlamenti eletti democraticamente&quot; (aggiungendo poi un passaggio sulle &quot;gravi forme di violazione della legge di Dio&quot;, tra cui le &quot;forti pressioni del Parlamento europeo&quot; sulle &quot;unioni omosessuali&quot; riconosciute &quot;come una forma alternativa di famiglia&quot;: &quot;è lecito e anzi doveroso - scriveva il papa - porsi la domanda se qui non operi ancora una nuova ideologia del male, forse la più subdola e celata, che tenta di sfruttare, contro l'uomo e contro la famiglia, perfino i diritti dell'uomo&quot;. Dall'Olocausto alle coppie di fatto il passo sembrerebbe breve. Anche perché dichiarazioni del genere si sono susseguite, ad esempio nel paragonare l'eugenetica nazista all'analisi preimpianto, oppure all'eutanasia legale e volontaria di adulti consenzienti e afflitti da malattie incurabili e da dolori lancinanti.

&lt;p&gt;
Non si vede la differenza tra un criminale nazista che porta gli ebrei nelle camere a gas e una donna che decide di abortire? O tra lo sterminio di milioni di persone e l'utilizzo di embrioni sovrannumerari (cioè comunque destinati a marcire nei congelatori) per la ricerca contro malattie mortali, definito da Benedetto XVI &quot;un attentato alla pace&quot;?

&lt;p&gt;
Mai sminuire la Shoah. Che il Papa ascolti il Papa.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://lnx.marcocappato.it/node/38911&quot;&gt;www.marcocappato.it &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Vittoria FRANCO: «Sfidiamo il centrodestra al confronto in Parlamento. Non servono annunci spot»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2009-03-17T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>390677</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Vittoria Franco, responsabile Pari Opportunità del Pd, nonché prima firmataria di ddl sulle unioni civili, sfida il Pdl: «Pronti a discutere il vostro testo».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Senatrice, non si parla più di coppie di fatto perché c’è la crisi economica o perché resta un argomento che scotta?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Durante la scorsa legislatura i diritti civili erano in primo piano nell’azione di governo e nel dibattito parlamentare, tanto che in commissione Giustizia al Senato era stato approvato il testo per riconoscere ai figli il cognome della madre. Oggi c’è il silenzio».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Vero, ma neanche il Pd ne parla più. Perché, dal momento che il numero delle coppie di fatto continua ad aumentare?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Il Pd è un partito giovane, con diversi problemi, eppure abbiamo messo al centro del dibattito il testamento biologico, un tema delicato sul quale abbiamo cercato di raggiungere una posizione comune, cosiddetta prevalente e questo è stato un passo avanti verso la cultura politica del partito. Ma non basta, ne sono convinta, non a caso il primo ddl che ho presentato all’inizio di questa legislatura riguarda proprio le coppie di fatto alle quali vanno date risposte legislative. Siamo l’unico paese in Europa a non aver dato un minimo di regolamentazione».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ma la lacuna è della politica. Perché non affrontate questo tema come uno di quelli prioritari?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Perché il problema resta sempre lo stesso: c’è una Chiesa molto arretrata su questo. Quando noi presentammo i Dico durante la scorsa legislatura fu organizzato come risposta il Family Day».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Adesso il Pdl vi sfida: c’è un ddl che propone i Didore. Quali sono le differenze rispetto alle Unioni civili?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Sono molte nel dettaglio, ma fin da quando il ministro Rotondi presentò i Didore dissi che sarei stata disponibile a sottoscriverli se si fosse impegnato a portarli avanti fino in fondo non limitandosi a depositare un testo. Dico questo malgrado loro impostino tutto sui diritti individuali dei conviventi mentre per noi si tratta di un vero e proprio patto tra due persone che firmano il loro impegno».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ci sono le proposte, ma giacciono in Parlamento. Qualcuno dovrà dare il là...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Sfido il Pdl a portare fino in fondo il loro disegno di legge. Noi siamo pronti al confronto, come lo siamo stati noi in Commissione Sanità al Senato sul testamento biologico. Non possiamo restare l’unico paese in Europa a non affrontare i temi che riguardano i diritti civili dei propri cittadini. Intanto prendo atto che Rotondi e Brunetta l’hanno affidato ai propri parlamentari per non farlo sembrare un ddl di iniziativa governativa e prendo atto che ogni volta c’è un’emergenza diversa per rimandare il dibattito».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Anche sulle coppie di fatto sarà necessario nel Pd arrivare ad una «posizione prevalente»?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Nel programma del Pd questo è un punto assunto, insieme al testamento biologico, quindi sicuramente si dovrà arrivare ad una posizione».

&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.unita.it/news/82883/sfidiamo_il_centrodestra_al_confronto_in_parlamento_non_servono_annunci_spot&quot;&gt;l'Unità - Maria Zegarelli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Emma BONINO: Accanimento democratico  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2009-01-30T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>388489</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il testo di legge sul testamento biologico presentato il 27 gennaio scorso dalla maggioranza azzera ogni discussione. Niente libertà di decidere se essere o meno alimentati e idratati a forza e quindi tenuti in vita oltre ogni definizione di vita stessa. Per molti, anche cattolici militanti, se sarà legge sarà una sconfitta, e peggiorerà di gran lunga il quadro legislativo. Ma il Pd si è dileguato davanti alla delicatezza del tema, e c’è da giurarci che questo testo non incontrerà ostacoli in Parlamento. Chi non rinuncia a opporsi è Emma Bonino, vicepresidente del Senato, che accusa il Partito democratico e lancia due proposte. &lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Come valuta il disegno di legge presentato dal senatore della Pdl Leonardo Calabrò?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
Il testo della maggioranza è contro il testamento biologico perché afferma che nessuno può rinunciare all’alimentazione e all’idratazione forzate in quanto non sarebbero prestazioni mediche ma &quot;forme di sostegno vitale&quot; e quindi fuori dalla sfera decisionale dell’individuo. Su questa posizione convergono i teodem del Pd, facendo sì che in Parlamento la maggioranza abbia amplissimi numeri per portare a casa questa controriforma. Ma se il testamento biologico non può servire a decidere su nutrizione e idratazione artificiale è persino controproducente, perché è un passo indietro rispetto a quanto previsto dall’articolo 32 della Costituzione e a quanto già riconosciuto dalla magistratura nei confronti di Piergiorgio Welby, Giovanni Nuvoli ed Eluana Englaro. &lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
L’assemblea dei gruppi parlamentari dei Pd tenuta lunedì 19 gennaio ha evitato un voto di maggioranza e ha preferito esprimere un &quot;orientamento prevalente&quot;. Così, ha lasciato libertà di voto. Ha rinunciato a fare opposizione?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

L’unico modo per bloccare maggioranza e teodem, non essendo la loro posizione una novità, sarebbe stata una grande mobilitazione popolare, attorno e a partire dalla &quot;rivoluzione di un padre&quot;, come l’ha chiamata Roberto Saviano su &quot;Repubblica&quot;, che sta compiendo Beppino Englaro. Optare invece per una pura battaglia parlamentare, visti i numeri, è una complicità oltre che una resa. Aggravata da un atteggiamento elusivo perché altro non è se ci aggiungiamo l'&quot;orientamento prevalente&quot; su di un testo d’indirizzo, soprattutto di fronte al fatto che 88 senatori del Pd su 118 hanno firmato un testo legislativo, articolato e puntuale, a prima firma Ignazio Marino e che noi radicali abbiamo sottoscritto. Semmai è questo l’unico &quot;orientamento prevalente&quot; a essere emerso in maniera trasparente.&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Un atteggiamento pilatesco su questioni come il testamento biologico o le unioni di fatto è l’unico modo per tenere insieme il Pd. Le sembra un prezzo possibile?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

Dopo mesi di silenzio, Walter Veltroni ha pronunciato una sola frase, ma quanto mai significativa: &quot;Meno la politica si occupa di queste cose, meglio è&quot;. Ovviamente seguito a ruota da autorevoli dirigenti che hanno dichiarato che non è attorno a &quot;queste cose&quot; che si costruisce l’identità del Pd. Viene da domandarsi: di grazia, se non su queste cose, su cosa si costruisce l’identità di un partito? Quello che è certo è che su questa grande battaglia laica non c’è stato alcun Circo Massimo o piazza San Giovanni.&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Di chi è la colpa?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

Di Veltroni e di tutto il gruppo dirigente del Pd, e di coloro che hanno posizioni magari non troppo distanti dalla mia, ma che non muovono un dito per affermarle. &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Come valuta il gesto del ministro Maurizio Sacconi, ex socialista, che ha sbarrato la strada con un ricatto alle strutture disponibili a dar seguito alla sentenza della Corte di Cassazione sul caso di Eluana Englaro?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

Come radicali abbiamo denunciato Sacconi per violenza privata nei confronti dei titolari della clinica. Aggiungo che è grave per Sacconi invocare la convenzione Onu sui disabili: Eluana non è &quot;disabile&quot;, ma in stato vegetativo. Ed è paradossale che si sfrutti la sua infermità e incapacità d’intendere e di volere per sottrarle, in nome dei disabili, un diritto costituzionale, quello d’interrompere i trattamenti sanitari.&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Umberto Veronesi ha scritto che il disegno di legge è anticostituzionale e che è meglio non avere alcuna legge che questa legge.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Sono d’accordo con Veronesi su tutta la linea, perché la libertà personale è un diritto non negoziabile.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KM2FG&quot;&gt;L'Espresso - Daniela Minerva&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonello SORO: I popolari a braccetto coi teodem. Ma per Soro «è una mediazione»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2009-01-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Parla di «scatto di orgoglio» dei popolari, Paola Binetti. E dice che va inteso «nel senso di una fedeltà ai loro valori culturali e anche del loro peso politico». Insomma, è quasi un bentornati a casa agli ex della Margherita che due anni fa, sulle unioni civili, si smarcarono da Rutelli e dai teodem e che ora, sul testamento biologico, hanno fatto il percorso inverso. Il giorno dopo l’invenzione della «posizione prevalente» sul fine vita, dunque, nel Pd rischia di scoppiare un caso-popolari.

&lt;p&gt;
 

Il riavvicinamento dei popolari ai teodem sul testamento biologico, infatti, potrebbe chiudere una fase politica, quella iniziata con uno smarcamento poco meno di due anni fa. Allora - era il febbraio del 2007 si trattava di coppie di fatto e 60 parlamentari della Margherita sottoscrissero un documento con il quale si affermavano la laicità delle istituzioni e l’autonomia della politica. Martedì scorso, sul tappeto c’era il testamento biologico. E il percorso è stato l’inverso. «Questa volta osserva la Binetti - c’è stata una convergenza. L’intervento della Bindi è stato molto chiaro e strategicamente significativo». Il presidente dei deputati del Pd, però, non è d’accordo.

 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt; Antonello Soro, secondo la Binetti i popolari sono come il figliol prodigo.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Non mi sembra possibile interpretare quanto è avvenuto utilizzando la categoria dei &quot;popolari&quot;. E non c’è nessun &quot;caso popolari&quot; che, da Franceschini a Garofani, condividono tutti il testo su cui si è trovata la posizione condivisa.&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Ma ieri non si è andati al voto per l’opposizione dei popolari.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Ieri abbiamo evitato il voto perché era un’assemblea di due gruppi congiunti e normalmente non si vota. E’ stato riferito dei lavori di ieri come di un momento di non decisione ma non è così. Ieri è accaduta una cosa molto positiva. Si è fatto un cammino che, da un punto di partenza che vedeva diverse posizioni, ci ha portato a una posizione condivisa da parte della maggioranza dei parlamentari dei due gruppi. Si è trovata una mediazione, proprio come due anni fa si fece sul terreno dei princìpi. Questa volta si arriverà anche a una legge.&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Ma il Pd è apparso più diviso che mai.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


Ripeto, mi sembra che sia avvenuto esattamente l’opposto. Lo spirito con il quale è nato questo partito è proprio quello di dare vita a una cultura nuova. D’altra parte, mentre su altri temi i partiti che hanno dato vita al Pd si erano confrontati a lungo e trovato posizioni comuni, è da pochi anni che nel dibattito sono entrati temi come il testamento biologico. Nonostante questo, siamo stati in grado di esprimere una posizione di equilibrio.&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Franceschini ha detto che non è su questi temi che si costruisce l’identità del Pd. E allora su cosa si costruisce?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


No, ha detto che l’identità del partito l’abbiamo costruita in questi anni. E anche su questi temi &quot;nuovi&quot; abbiamo fatto un bel pezzo di strada.&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Rimane il fatto che c’è chi, come la Binetti o i radicali, non si ritrovano affatto nella &quot;posizione prevalente&quot;.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Ci sono colleghi, e non soltanto quelli che fanno riferimento all’area teodem, che hanno sottolineato con più forza i punti di non condivisione. Ma quando si parla di leggi, abbiamo tutti il dovere di ricercare un punto di equilibrio alto. Tutte le leggi sono un compromesso, altrimenti non sarebbero valide per tutti ma sarebbero soltanto bandiere ideologiche. E non credo che nel Pd possa essere interesse di qualcuno proporre una via ideologica e fondamentalista alle norme. Il che sarebbe l’esatto contrario di quello che è lo spirito con il quale questo partito è nato: unire.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KJ2OV&quot;&gt;Il Riformista - Alessandro Calvi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Alfredo MANTOVANO: «Non mi stupisco, è uno Stato che esercita un proprio diritto»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2008-12-31T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>383299</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Sottosegretario  Interni (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il sottosegretario Mantovano dopo l`annuncio del Vaticano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

«Giusto che un ordinamento sovrano stabilisca le regole che valgono al proprio interno». Non è stupito il sottosegretario al ministero degli Interni, Alfredo Mantovano, della nuova legge della Santa Sede sulle fonti del diritto che entrerà in vigore con il nuovo anno.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Il Vaticano non recepirà più automaticamente le nostre leggi per il numero, l`instabilità e il contrasto frequente con i principi non rinunciabili da parte della Chiesa. Perché mettere un freno alle leggi del nostro Stato, proprio ora?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Non sono stupito della decisione del Vaticano, perché trovo normale che ogni ordinamento sovrano decida le leggi da adottare».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Il contrasto delle nostre leggi coni principi «non rinunziabili da parte della Chiesa» riguarda il diritto matrimoniale e in prospettiva potrebbe presentarsi su temi come le unioni civili o il testamento biologico.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;



«Trovo giusto che su materie così sensibili il Vaticano si riservi di valutare di volta in volta cosa è opportuno recepire».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KBU31&quot;&gt;La Repubblica - Paola Coppola&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gianfranco ROTONDI: «Difendo soltanto la laicità del Pdl»</title>
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  <updated>2008-12-31T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>383298</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Attuazione del programma (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Gentile Direttore,&lt;br /&gt;
 apprendo dal Suo bel giornale che assieme al collega Brunetta sarei sotto esame da parte del presidente del Consiglio per aver proposto una legga sui diritti delle persone conviventi. Poiché nessuna smentita è venuta alla ricostruzione del bravissimo Magri, diamo per giuste le fonti e vere le notizie. E` doveroso allora rispondere alle gole profonde di Forza Italia che nessun ministro è sotto esame perché tutti sono stati scelti dal presidente del Consiglio sulla base di un rapporto di fiducia che non è venuto meno.

&lt;p&gt;
Quanto alla proposta dei cosiddetti DiDoRe, è vero che il presidente dei Consiglio mi ha chiesto di separarla dalla linea del governo che è ben diversa. Essa è stata presentata dagli onorevoli Lucio Banani e Franco De Luca, ed è l`occasione per annunziare che l`hanno sottoscritta ben ottanta parlamentari del PdL. A questo punto, sotto esame non sono io ma la laicità del Popolo delle Libertà, al quale ho aderito ritenendolo una prosecuzione del più grande partito laico di ispirazione cristiana che è stata la Dc. Se mi dovessi accorgere che il PdL evolve in un`opzione clericale indigesta per noi ultimi cattolici democratici, se dovessi accorgermi di questo non esiterei un attimo a separare tutte le mie responsabilità da scelte sbagliate. Le scelte politiche, infatti, si possono correggere, quelle culturali no.

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KBTZV&quot;&gt;La Stampa - Gianfranco Rotondi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Renato BRUNETTA: «La Chiesa? Pensa troppo all'immagine»  -   INTERVISTA</title>
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  <updated>2008-12-29T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  PA e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Rispetto il Vaticano ma si poteva fare di più. Quei soldi li dà lo Stato&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ministro Brunetta, la Chiesa ha aperto un fondo di solidarietà da un milione di euro. Ma, secondo lei, poteva fare di più. Una tirata d’orecchi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Io non sono credente. Ho però un grandissimo rispetto per la funzione che la Chiesa svolge a vantaggio dei giovani, degli anziani, dei diversamente abili. E apprezzo anche molto questa iniziativa di istituire un fondo di solidarietà. Mi limito a rilevare che qualcosa in più si poteva fare, dato che quei soldi la Chiesa li riceve comunque dallo Stato. Ognuno, secondo me, dovrebbe tornare a fare il proprio mestiere e la Chiesa il suo lo fa molto bene, ma qualche volta sembra voler investire un po’ troppo su operazioni di mera immagine».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Inedito: un ministro italiano che se la prende con la Chiesa.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Dico solo l’ovvio, e cioè che non è possibile che lo Stato possa essere il bersaglio di qualunque critica, come se fosse il ricettacolo di tutti i mali, e nessuno possa mai dire alcunché della Chiesa. Adottiamo un criterio di reciprocità, che è poi quello evangelico della pagliuzza e della trave. O no?»&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Alla Chiesa non deve essere piaciuta molto la sua proposta di legge sulle famiglie di fatto. A che punto è?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«La proposta non è sulle famiglie di fatto ma sui diritti e doveri dei conviventi. Comunque: ha ricevuto oltre 80 firme in Parlamento, tra cui molte di esponenti dell’opposizione. Come finirà non lo so, perché non dipende più da me».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Passiamo ad altro. Come ripartiranno i consumi se - stando ai dati della Cgil - gli stipendi sono fermi da un anno?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Secondo la Cgil gli aumenti sarebbero stati azzerati dall’inflazione. Quindi vuol dire che il potere d’acquisto se non è cresciuto non è neppure diminuito. Senza dire che il fenomeno riguarda solo i dipendenti del privato, perché per quelli pubblici un aumento c’è stato. Con questo non voglio dire che il problema non esista, sia chiaro. Anzi, dico che c’è e che ne è responsabile soprattutto la Cgil che, tra i due livelli di contrattazione, nazionale e locale, ha sempre puntato sul primo, quando è del tutto evidente che solo il potenziamento del secondo livello può incrementare produttività e salari».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Sempre la Cgil, ma anche il Pd, propongono un taglio serio della pressione. Le sembra una via praticabile?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Un taglio delle tasse minimo, avrebbe un costo di almeno 10 miliardi. Questi soldi oggi non ci sono, e se ci fossero sarebbero comunque spesi male. Ciò che deve cambiare è la modalità di erogazione salariale. Serve insomma quel nuovo modello contrattuale a cui la Cgil si oppone».
&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;I soldi non ci sono. Ma altri paesi (gli Usa, ma anche Francia e Inghilterra) stanno pensando a maxi-investimenti in deficit, qui, invece, sembra far premio solo l'input del ministro del Tesoro: conti in riga e basta.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Il problema non è il deficit, perché in questa situazione, se sforassimo i parametri di Maastricht di qualche decimo non ce lo impedirebbero l’Europa e la burocrazia di Bruxelles, ma i mercati. Con un debito pari al 105% del Pil che costa in interessi 70 miliardi l’anno, che credibilità avremmo se esasperassimo questo fenomeno. Inoltre incontreremmo difficoltà a ricollocare questo debito sul mercato e dovremmo aumentare i rendimenti. La pezza, dunque, sarebbe peggiore dello strappo».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Ma esiste o no una sorta di superpotere del ministro del Tesoro e una conseguente insofferenza di molti suoi colleghi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Tremonti ricorda semplicemente una regola sgradevole, ma pur sempre regola, che è quella che ho appena illustrato: i mercati, cioè, non ci consentono leggerezze di sorta. Quanto alle insofferenze di alcuni ministri, queste non sono contro Tremonti, ma semmai contro la burocrazia cieca e sorda della Ragioneria, che agisce in maniera piatta, senza alcuna capacità selettiva».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Si dice che recuperare risorse sia difficile. Ma non si parla più né di abolizione delle province né di tagli alla politica.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Risorse possono essere recuperate soprattutto dai settori protetti, cioè la pubblica amministrazione e le public utilities (le aziende che gestiscono acqua, gas, luce). La macchina dello Stato vale in Italia quanto il manufatturiero. Ci vuole un piano industriale per il suo rilancio, e in due anni si potrà recuperare il 30-40%. Lo stesso vale per le public utilities. Poi, nella seconda parte della legislatura, quando sarà passato anche il federalismo, si potrà affrontare tutta la filiera degli enti locali. Per il resto, so che togliere soldi ai parlamentari è molto popolare. Ma posso dire una cosa? Il costo annuo del Senato è pari alla liquidazione ottenuta da un giovane banchiere romano».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Lei è diventato molto popolare conducendo una battaglia contro l’assenteismo. Però non ha osato toccare gli statali in divisa. Nelle amministrazioni militari i tornelli ci sono, ma solo per i civili.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Lo so, e vale anche per le forze dell’ordine e i magistrati. Ci sono settori che avrebbero bisogno di importanti riforme che non ricadono nelle mie competenze. Ad altri spetta metterci mano».
		
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KB67P&quot;&gt;La Stampa - Raffaello Masci&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Anna FINOCCHIARO: «Napoli, Firenze, Abruzzo... Non facciamo finta di niente»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/05/anna-finocchiaro/%C2%ABnapoli-firenze-abruzzo-non-facciamo-finta-di-niente%C2%BB-intervista/382737"></link>
  <updated>2008-12-05T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>382737</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Io leader? Non è una
mia ambizione, ma è
giusto che una donna
possa candidarsi. Le
reazioni sono state di
grande disagio...»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Presidente Finocchiaro, iniziamo
dai temi all’ordine del giorno dell’agenda politica.
Si è riunita la Commissione
vigilanza Rai, ma voi avete
espulso Villari dal partito. Come
si è arrivati a questo punto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

L’assemblea del gruppo parlamentare
del Pd si è riunita per valutare
il ricorso che Villari aveva presentato
contro la sua espulsione. Villari
aveva la libertà di esporre il suo
puntodi vista. Noi abbiamo ascoltato
le sue motivazioni, ma Villari
con un atteggiamento e una ricostruzione
dei fatti fantasiosa e in
parte priva di fondamento ha deciso
di ritirare il ricorso. La sua espulsione
è diventata quindi subito operativa
e Villari non fa più parte del
gruppo democratico. Ritengo di poter
dire che non farà parte di alcun
gruppo di opposizione e quindi questo
significa che Villari non è più un
senatore dell’opposizione, il che è
politicamente significativo perché
la prassi istituzionale e la regolamentazione
della Commissione di
vigilanza Rai stabiliscono che il presidente
deve essere designato dall’opposizione.
Per prevedere cosa accadrà
dopo l’assegnazione al gruppo
misto bisognerebbe avere la palla di
vetro. Dal momento che è stato eletto
dalla maggioranza, la maggioranza ha
segnato un punto politico dimostrando
l’incapacità dell’opposizione
di indicare un proprio candidato; ha
operato una rottura perché ha proceduto
all’elezione di un presidente
non indicato dalla minoranza, ma
nello stesso tempo ha presentato questo
evento come l’uscita da una impasse
istituzionale. Detto questo dopo
sono accadute alcune cose che
non possiamo dimenticare: i presidenti di Camera
e Senato hanno chiesto
le dimissioni di Villari e, fatto
piuttosto significativo, maggioranza
e opposizione hanno trovato un accordo
su una soluzione alternativa.
Voglio dire che la difficoltà del caso
Villari, checché ne dica Bocchino, oggi
non è più solo un affare del Pd, è
una questione che riguarda complessivamente
maggioranza e opposizione.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Cosa vi aspettate dalla maggioranza,
a questo punto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Apprezzo moltissimo il fatto che sia
Maurizio Gasparri sia Fabrizio Cicchitto
abbiano ribadito di non procedere
all’elezione dei componenti del
Cda della Rai in assenza delle opposizioni.
Dato che l’opposizione non
parteciperà mi sembra che ci sia un
punto avanzato importante. Adesso
mi aspetto, anche in considerazione
dell’atteggiamento della Lega di
grande responsabilità, che si risolva
il problema e che lo si faccia senza
mettere in campo atteggiamenti inediti
nella storia repubblicana, rompendo
prassi consolidate.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Molti accomunano il caso Villari al caso 
Latorre, il senatore che ha passato
il pizzino a un rappresentante della
maggioranza. Nel sentire comune
sembra un fuori rotta rispetto a una
linea di moralità e di coerenza che
invece ci si aspetta da un partito come il
Pd. Il problema di Villari pone in
prima battuta il problema della scelta
dei candidati alle elezioni, ma più
a monte c’è una questione di credibilità
degli eletti. Qualcuno dice si dovrebbe
dimettere, prima di Villari,
chi sceglie Villari.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

A me pare che gli elettori abbiano gli
occhi più aperti di quanto non succeda
a noi. Nel senso che porre la questione
della credibilità degli eletti
spazza via in un colpo decine e decine
di dichiarazioni che sono state
messe in campo per giustificare questo
attaccamento alla poltrona della
presidenza alla vigilanza. La gente
chiede &quot;ma se non ti vuole nessuno,
che ci stai a fare?&quot;. C’è, poi, un profilo
che attiene alla credibilità degli
eletti molto profondo: gli elettori
non vogliono più questa legge elettorale
orrenda che noi dovremmo superare.
Si tratta della non controllabilità
degli elettori sugli eletti, i quali
sentono di dover rispondere, e nel caso
di Villari nemmeno, soltanto alle
segreterie dei partiti che li hanno
messi in lista. Questa legge porta solo
guai, va superata al più presto.
Vengo da una regione del Sud e so
benissimo quali siano i timori, penso
al disastro della dc delle clientele, collegati
alla reintroduzione delle preferenze,
ma dico “corriamo il rischio e reintroduciamole”.
Quanto al perché di
alcune scelte va detto che non sempre
sono felici ma a volte sono felicissime.
Non nel caso di Villari, la cui
indicazione evidentemente si è basata
su un difetto di conoscenza circa il
suo modo di rapportarsi con un partito.
Questo dimostra anche un’altra cosa: quando non opera un principio
di scelta democratica che si basa sulla
presenza sul territorio e la competenza,
quando giocano i poteri di fidelizzazione,
si sbaglia in una percentuale
più alta.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Un lettore osserva: sembriamo un
po’ deboli, non abbiamo neanche la
forza di alzare la voce con i nostri. A
Firenze assistiamo a uno spettacolo
demoralizzante. Forse qualcuno dovrebbe
avere il coraggio di dire che
se i candidati indagati non si dimettono,
si possono perdere le elezioni. Firenze
è uno dei casi all’ordine del
giorno della questione morale. Come
si affronta questo problema?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Innanzitutto partendo da una discussione
nel partito democratico
per il bene del Pd. Non è un’esigenza
moraleggiante, dobbiamo riflettere
molto su questo, anche perché quando
un partito nuovo nasce - dopo che
l’Italia ha vissuto una stagione tragica,
quella di Tangentopoli -, dovrebbe
portare impressa la lezione. Se
noi abbiamo una serie di episodi che
riguardano Firenze, Napoli, l’Abruzzo,
non possiamo fare finta di niente.
Dobbiamo metterci le mani dentro,
non sostituendoci ai giudici, ma cercando
di capire se, come e quando,
la presenza di una persona che a torto
- e mi auguro sempre a torto - o a
ragione sia oggetto di un’indagine
giudiziaria, giovi o meno al partito.
Anche se dovrebbe appartenere soprattutto
alla sensibilità di quella persona
capire quando è il momento di
fare un passo indietro. E arriviamo
alla vicenda fiorentina: lo spettacolo
di Firenze, dove è in corso una competizione
per la scelta del sindaco,
destabilizza. Qui si pone un problema
democratico serio, rispetto al
quale le primarie, alcune volte, sono
l’unica via d’uscita perché non abbiamo
un sistema interno che consenta
di decidere per altre vie democratiche
chi debba essere il candidato alle
elezioni amministrative. Avere quattro
candidati, che sono tutti dello
stesso partito, svela questa debolezza
che un partito strutturato e maturo
non deve avere: da qui deriva lo
spettacolo demoralizzante. Altra cosa
le primarie di coalizione.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Le inchieste che riguardano esponenti
del Pd sono molto diverse tra
di loro,ma quello che è sconcertante
è il tipo di promiscuità e di contiguità
che dimostrano le intercettazioni
telefoniche, tra persone che
dovrebbero fronteggiarsi su diverse
sponde.Come se ci fosse una sostanziale
commistione di interessi e non
soltanto tra partiti e settori imprenditoriali,
ma anche all’interno degli
stessi partiti, come ha dimostrato
l’episodio di Nicola Latorre che suggeriva
a Bocchino.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Bisogna stare molto attenti. Quando
si amministra un Comune, piuttosto
che una Regione, è assolutamente
normale e giusto avere interlocuzione
con i soggetti che agiscono sul territorio.
Il ruolo della politica è anche
quello di intermediazione fra interessi
diversi per il raggiungimento dell’interesse
comune. È normale che
anche su grandi questioni di interesse
nazionale maggioranza e opposizione
si parlino. Quello che non è
normale è il doppio livello, che è tanto
più evidente nel momento in cui
nel nostro paese si è affermato uno
schema bipolare , rappresentato come
uno scontro permanente, mai
esausto, tra due fazioni opposte.
Questa rappresentazione teorica, a
mio avviso è sbagliata, perché sulle
soluzioni strategiche maggioranza e
opposizione dovrebbero confrontarsi
e arrivare a soluzioni condivise durature
nel tempo al fine di creare condizioni
economiche e sociali certe e
stabili. Quello che è inammissibile è
la cointeressenza per fini che nulla
hanno a che fare con gli interessi generali.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;
Come si fa: devono andare tutti a casa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Come sarebbe a dire tutti a casa?
Siamo un partito che ha il 34% di
consensi, che ha avuto 300 mila
iscritti malgrado il tesseramento sia
appena iniziato, che governa regioni,
e centinaia di comuni, e molte
grandi città. Dire: tutti a casa, ecco,
mi pare eccessivo. Ci sono alcuni episodi
che si sono verificati, affrontiamoli.
Sapendo che fra le varie responsabilità
verso noi stessi ne abbiamo
una più “alta”: quando s’imprimono
alcuni crismi, così simbolici, nell’opinione
pubblica, nell’immaginari collettivo,
si fa un danno che poi è difficile
rimarginare. Molto difficile.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Il 19 ci sarà una direzione attesa, importante.
Cosa possiamo aspettarci:
un profilo unitario, o la cristallizazione
della crisi? Un partito del Nord? E
non le sembra altrettanto evidente
un problema meridionale, per il partito,
per il Paese? Non sono due questioni
da tenere insieme?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Dobbiamo rivendicare di essere
nati come partito federale. Con l’esigenza
di avere un governo del partito
che tenga conto delle diversità
territoriali e declini a tal fine le proprie
politiche. La questione
“settentrionale” mi sembra diversa
dalla discussione sulla natura organizzativa
del partito., sembra piuttosto un
sintomo - che non va sottovalutato
- della difficoltà di relazione
fra le classi dirigenti del nord e il
Pd. Questa difficoltà nasce da una
questione politica più ampia: la
mancanza di decisioni maturate e
condivise su alcuni temi fondamentali.
Dobbiamo fare scelte forti tali
da agire efficacemente in tutte le realtà.
Proprio per questo mi preoccupa
assai di più che non si parli del
radicamento del nostro partito nel
Mezzogiorno. Al Nord esiste un orgoglio
maturato dalla capacità di
governare - e bene - territori complessi
e moderni del Paese. Questo
orgoglio, questa vanità, che i dirigenti
non sentono assecondata è
una questione antica, se ne parlava
anche nei Ds. Non a caso viene sollevata
dai governatori, dai sindaci
delle grandi città. Al Sud, invece,
tutto tace e questo mi preoccupa.
Allora dobbiamo usare tutti gli strumenti
che lo statuto del partito mette
a disposizione per favorire un coordinamento
per macro aree, per
assecondare il federalismo. Sarebbe
abbastanza strano ragionare di
federalismo fiscale e non sapere
adeguare il partito a questo. E fatemi
dire: mi lascia perplessa questa
idea dell’alleanza con la Lega. La loro
anima è di destra. Sanno esprimere
giovani e capaci amministratori
nel Nord, ma sono il partito che cavalca
il razzismo e la xenofobia,
un’idea di Italia disunita, divisa, un
federalismo egoista, incentrato sulle
risorse piuttosto che sui diritti. Torniamo sul Pd. C’è un certo disorientamento: dopo la manifestazione
al Circo Massimo, con una
enorme partecipazione, il partito
si è avvitato sul solito scontro,Walter
o Massimo? Dopo vent'anni,
siamo al solito conflitto. La classe
dirigente come assiste a questo
eterno pendolo? La tua candidatura
alla segreteria rispondeva a questo
malessere?
Credo che nessuno sia appassionato
alla sedicesima replica della sfida
fra Massimo e Walter. Ogni anno, la
stessa commedia virtuale: sembra di
giocare alla Play Station. I giornali
sono pieni di dissidi interni al Pd, ma
due temi sono concreti: il partito del
Nord e la collocazione europea ed
entrambi non li riguardano personalmente.
Sarei grata a tutti noi se riuscissimo
a mettere al centro della discussione
nella prossima direzione i
temi reali. Cosa pensa il Pd rispetto
alla crisi economica? Che misure
adottare? Una spesa sociale che sostenga
i soggetti più deboli del Paese,
la cassa integrazione, i soldi alle
famiglie? E con quali criteri? Sulla
riforma istituzionale siamo tutti convinti
del federalismo ?
Voglio parlare di questo, per capire
se ci sono differenze dentro il partito,
trovare un punto e fissarlo. Valutare
e scegliere vuol dire costruire
l’identità. Quindi, fermiamoci ai temi
veri, prendiamo il rapporto con il sindacato,
grande protagonista della vita
del Paese: lo vogliamo unico, ma la realtà
ci mostra un’organizzazione lacerata
da una crisi, un sindacato diviso
che firma accordi separati. Come cuciamo
questo scarto? Come ci poniamo
davanti ai lavoratori? Mi interessa,
semmai, capire come si pongono
Walter e Massimo rispetto al partito,
alla sua organizzazione, alle forme di
decisione e partecipazione. Intanto,
credo che si possa già accantonare
una prima dibattuta questione: quella
di un partito liquido, poco praticabile
nella realtà italiana.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Ma lei si è candidata alla guida del Pd
o no?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Partiamo dai fatti: durante una trasmissione
radiofonica ho risposto ad
un’ascoltatrice sulla possibilità di una
donna segretario. È la più frequente
che ho ricevuto in questi anni. La conduttrice,
Ritanna Armeni, femministra
convinta, ci ha messo il carico, ricordando
che mi ero mi ero tirata indietro
alle primarie. Ho spiegato che
non mi presentai perché sarebbe stata
una candidatura minoritaria e avrebbe
nociuto alla causa delle donne del
mio partito. Sarebbe scattato il solito
discorso sulla marginalità delle femmine
nella vita politica. Pensai a questo
e al fatto che la candidatura di Walter
Veltroni fosse la più forte per tenere
unito il partito. Detto ciò, ribadisco
che sì, una donna può guidare un partito
importante, non perché sia un’ambizione
di Anna Finocchiaro, ma perché
ci sono migliaia di ragazze là fuori
che si chiedono se mai sarà possibile
che in questo paese una donna faccia
il premier, il presidente della Repubblica.
Risponde: sì, è possibile. Abbiamo
avuto Nilde Iotti presidente della
Camera: una gemma incastonata,
non il grano di un rosario. Per questo
quando mi è stato chiesto se mi sarei
candidata, ho risposto “non lo escludo”.
Da lì è nata una reazione politica
che mi ha fatto divertire e preoccupare:
è la spia di un partito sull’orlo di
una crisi di nervi, che mi ha dipinto
come una che tentava di scalare il palazzo
d'Inverno. Questo agitarsi, quando
intorno a noi ben più gravi problemi
attanagliano l’Italia, mi è sembrato
un chiaro segno di disagio.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Ma la questione femminile esiste:
ogni tanto spendono il suo nome, quasi che
la politica debba - per tre minuti
- &quot;purificarsi&quot; rifugiandosi in una candidatura
femminile...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Le figure femminili sono rassicuranti,
non aggressive, e poi se perdono sono
felici lo stesso. Come la borsa dell’acqua calda
quando fa freddo: non rimedia,
ma intanto scalda. Tirare fuori il
nome di una donna è un modo banale
per fare bella figura. Allora mi scatta
l’hidalgismo, come quando dissi che
“un uomo” con il mio curriculum può
ambire a fare il Capo dello Stato. Noi
donne non possiamo essere reticenti
su questo argomento. Non ci stanno
facendo un favore. Sostengo l’ambizione
delle donne, forse anche la mia,
e di riconoscimenti ne ho avuti tanti
da poter dire “grazie” al mio partito,
Pci-Pds-Ds-Pd.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;In Sicilia, nella corsa a governatore, i
numeri furono deludenti.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

È stata l’avventura politica più bella
della mia vita. Ho incontrato la Sicilia
moderna, imprese, professioni, università,
ricerca, società civile: ho lavorato
con loro. Ho perso, ho sanguinato,
ma era una cosa da fare. Se avessi
ragionato politicamente in modo egoista,
avrei dovuto dire: “voi siete pazzi”.
Ma ho avuto molto da questo partito,
e mi è sembrato onesto “dare”. Sapevo
di perdere, ma era la mia terra,
noi siciliani siamo “impastati” di sicilianità.
Mi sono “buttata”, entrando a
gamba tesa in una situazione complicata,
con un partito, quello sciliano,
diviso. Ma questo partito, questo Paese,
deve avere coraggio.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Lei ha affrontato i temi sui quali dovrebbe misurarsi
il Pd. A questo giornale
ne sono cari anche altri, &quot;moderni&quot;,
etici: dal testamento biologico alle
coppie di fatto. Molte proposte, troppo
silenzio.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Giovedì prossimo i gruppi di Camera
e Senato si riuniranno, per discutere
un ddl interessante sul testamento biologico
proposto da un gruppo di lavoro
da noi creato. Discuteremo, cercheremo
di condividerlo. Sulle coppie di
fatto dobbiamo tornarci e in modo più
netto della proposta che riuscimmo a
mettere in piedi ai tempi del governo Prodi. Più netta non significa più radicale:
dobbiamo dirci meglio le cose,
fra noi, più esplicitamente, e trovare
una soluzione. L’attualità ci mette a
nudo: in questa crisi, quando parliamo
di forte sostegno alle famiglie di
quali famiglie parliamo? Il Pd deve
avere un’idea chiara. Non sono solo le
famiglie tradizionali a tenere unito e
forte questo paese. Abbiamo bisogno
di uno straordinario coraggio per decidere
su questi temi: le cose lasciate
lunghe diventano serpenti, si dice dalle
mie parti.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Allora scegliamo: in Europa dove si
sta?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Abbiamo sciolto i Ds per guardare
avanti, e al dunque siamo sempre a dividerci
tra ex Ds e ex Margherita. Se
abbiamo avuto un’ambizione così alta
in Italia dobbiamo averla altrettanto
in Europa. Anche là dobbiamo dare il
segno della novità del Pd. Rutelli dice:
“Mai con il Pse, perché non voglio mutuare
la politica francese di alleanze
con la sinistra..e…”. Dai, Francesco,
coraggio, vedremo in che modo la novità
del Pd inteloquirà con il Pse. Non
possiamo porci sempre come ex, credo
che serva una nuova generazione,
gente che parta con una valigia piccola,
leggera.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Lei prima ha parlato delle primarie:
perché adesso spaventano? In America
la sfida fratricida fra Obama e Hillary
è stata un momento di forza del
partito.E non sono utili perfino per creare
nuovi dirigenti? Per superare lo
schema Ds-Margherita?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Non sono un'appassionata delle primarie.
In America il partito esiste solo
quando si vota, non è radicato. Al dunque,
mettono in piedi i comitati elettorali
ed ecco il partito. Tutto lì. Preferisco
un partito in grado di decidere e
usare le primarie come estrema ratio,
piuttosto che servirsene come luogo
sostitutivo delle mancate scelte. E se
penso a Firenze, a Bologna, non mi pare
una competizione serena, vinca il
migliore, una pacca sulla spalla e via:
mi sembrano piuttosto la spia di una
grossa difficoltà. Quanto ai giovani, bisogna
cercarli con la “scuola”. Il campo
estivo di Cortona è stato bello, da
ripetere. Bisogna creare un corpo di
rinnovamento molto solido, organico.
Alla scuola di Frattocchie venivano
solo i comunisti, a Cortona è venuto
tutto il mondo ad insegnare: deve
diventare un appuntamento, e non solo
un avvenimento.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Chiudiamo con uno sguardo sulla crisi.
I provvidementi del governo le paiono
sufficienti?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Con il decreto approvato, il governo
mostra la paura di prendere atto fino
in fondo di quello che è il possibile
evolversi di questa crisi economica e
finanziaria. Berlusconi disse: “il problema
è risolto, stiamo provvedendo
con le banche”, ma siamo poco esposti
alle buriane internazionali. Noi cercavamo
di aprirgli gli occhi sul fatto
che questa crisi avrebbe morso l'economia
reale, e quindi la quotidianità
dei nostri cittadini. Ma lui: “spendete,
consumate…”. E poi ha dovuto fare il
decreto che dimostra la paura di misurarsi
con la realtà. Il loro messaggio è
sempre stato rassicurante e si scontra
con la cocciuta realtà, più forte della
loro propaganda. Per questo hanno
paura. Prima erano antieuropeisti,
ora hanno l’ossessione dei parametri
Maastricht. Hanno paura e partoriscono
soluzioni fragili. È il bambino che
mette il dito nel buco della diga, hanno
vergogna a dire che la crisi è gigantesca.
Ma perderemo 900mila posti di
lavoro, e i risparmi sono minacciati.
Allora bisogna intervenire in modo
strutturale, con strumenti di sostegno
organici, continui. Incoraggiando le
famiglie, con una leva fiscale che aiuti
le donne che lavorano. Invece si aggiunge
qualcosa in modo sporadico,
spesso improduttivo. Il governo si è
gettato nella crisi con il freno a mano
tirato. Non è l’Italia scintillante e gaudente
che Berlusconi voleva: gli è capitata
fra le mani un'altra cosa, abbia il
coraggio di guardarla in faccia, e ci troverà
pronti a fare la nostra parte.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=K3HN7&quot;&gt;l'Unità - Maria Zegarelli - Marco Bucciantini&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Marco CAPPATO: Diritti umani: il Parlamento europeo chiede di rafforzare i diritti civili in Europa e sanzioni contro le violazioni degli Stati membri. &quot;L'Italia non ascolti il Vaticano. Sconfitta la destra italiana&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/02/marco-cappato/diritti-umani-il-parlamento-europeo-chiede-di-rafforzare-i-diritti-civili-in-europa-e-sanzioni-contro-le-violazioni-degli-stati-membri-litalia-non-ascolti-il-vaticano-sconfitta-la-destra-italiana/382664"></link>
  <updated>2008-12-02T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>382664</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La commissione libertà pubbliche del PE ha approvato oggi la relazione sui diritti umani nell'UE per gli anni 2004-2008 chiedendo una nuova stagione di diritti civili in Europa.  La commissione ha anche approvato gli emendamenti presentati dall'eurodeputato radicale (ALDE) Marco Cappato che chiedono riforme liberali sulle politiche sulle droghe, sull'eutanasia, sulla prostituzione, sulla protezione dei diritti LGBT (mutuo riconoscimento tra Stati e adozione di leggi sulle unioni civili e matrimoni gay, politiche antidiscriminazione, asilo politico per le persone LGBT), sulla giustizia.  Sconfitti, invece, gli emendamenti presentati dalla destra italiana:  &quot;Mi auguro - ha commentato Cappato - che anche in Italia si scelga di andare nella direzione di maggiori libertà su questi temi, smettendola di obbedire alle prescrizioni vaticane che, come nel caso dell'opposizione alla proposta europea di depenalizzazione dell'omosessualità nel mondo, si mostrano sempre più rigidamente intolleranti&quot;. Cappato ha ricordato inoltre che la relazione interviene anche sull'applicazione delle norme europee relative alla violazione dei diritti umani negli Stati membri dell'UE e di avere, nelle scorse settimane,  provveduto ad informare la Commissione su diversi aspetti del &quot;caso Italia&quot;  relativi ai  ritardi nella  nomina  dei giudici costituzionali,  alla  presidenza della commissione per la vigilanza dei media e  al caso delle impronte digitali per i Rom.&lt;br /&gt;
  

 
&lt;p&gt;

 

Emendamenti di Marco Cappato sulla relazione Catania sui diritti umani nella UE adottati in commissione LIBE:&lt;br /&gt;


 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;EM. 11 - 3 bis.&lt;/b&gt; sottolinea che l'articolo 7 del trattato UE prevede una procedura europea per accertare che nell'Unione non si compiano violazioni gravi e sistematiche dei diritti umani e delle libertà fondamentali, ma che tale procedura non è mai stata applicata nonostante il fatto che negli Stati  membri dell'UE hanno luogo violazioni, come dimostrano le sentenze della Corte europea per i diritti dell'uomo; chiede alle istituzioni  dell'Unione di predisporre un meccanismo di controllo e una serie di criteri oggettivi per l'applicazione dell'articolo 7 del trattato UE;&lt;br /&gt;


 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;EM 34 - 23 bis.&lt;/b&gt; esprime preoccupazione dinanzi all'elevato numero di violazioni della Convenzione europea sui diritti dell'uomo che chiamano in causa Stati membri dell'UE1 e sollecita questi ultimi a dare applicazione alle relative sentenze e ad affrontare le carenze strutturali e le violazioni sistematiche dei diritti umani avviando le riforme necessarie;&lt;br /&gt;


 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;EM. 214 - 127 bis.&lt;/b&gt; invita gli Stati membri e la UE a assicurare che le persone che assumono narcotici abbiano pieno accesso ai servizi sanitari specializzati e godano di  trattamenti alternativi senza essere trattati da criminali soltanto a causa del consumo personale di sostanze illecite;

&lt;p&gt;
 

&lt;b&gt;EM. 222 (emendato oralmente) - 132 bis&lt;/b&gt; - chiede agli Stati membri di rivedere la propria legislazione in modo da garantire che i prestatori di servizi sessuali  (sex workers), quale che sia il loro statuto giuridico, non siano sfruttati da organizzazioni criminali, che siano garantiti loro i diritti  fondamentali e che essi possano avere accesso gli opportuni servizi sanitari e sociali;

 

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;EM 241 (emendato oralmente) - 144 bis.&lt;/b&gt; chiede agli Stati membri che non l'abbiano ancora fatto di di introdurre una legislazione sui testamenti di vita per garantire quanto disposto dall'articolo 9 della Convenzione di Oviedo sui diritti dell'uomo e la biomedicina: &quot;I desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell'intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà saranno tenuti in considerazione&quot;, e di assicurare il diritto a morire nella dignità anche alla fine della vita.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=133165&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Rocco BUTTIGLIONE: Vaticano e omossesualità. «È un passo verso le nozze tra persone dello stesso sesso»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/02/rocco-buttiglione/vaticano-e-omossesualit%C3%A0-%C2%AB%C3%A8-un-passo-verso-le-nozze-tra-persone-dello-stesso-sesso%C2%BB-intervista/382654"></link>
  <updated>2008-12-02T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>382654</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) - Vicepres. Camera  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La Chiesa non è contro la depenalizzazione dell`omosessualità. Chi dice il contrario è in malafede». Il presidente dell`Udc, Rocco Buttiglione, liquida così la polemica sulle dichiarazioni di monsignor Celestino Migliore. La Santa Sede, spiega, è solo contraria al riconoscimento giuridico delle unioni tra persone dello stesso sesso.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;La proposta francese, però, parla di leggi antisodomia e di reati di omosessualita...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Non è questo il punto. La Chiesa è contro reati di questo tipo e tutto ciò che viola la dignità delle persone. Nel mio piccolo, ho dato un contributo importante per concedere il diritto di asilo agli stranieri omosessuali che correrebbero gravi rischi tornando nei propri paesi di origine».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Dov`è allora il problema?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «La preoccupazione della Chiesa e un`altra. E cioè che dietro la campagna francese ci sia il tentativo di far passare altro».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Che cosa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Se si allarga il concetto di discriminazione, si può accusare di violazione di diritti umani anche chi è contrario al riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali. Da qui, il rischio di pressioni su stati e governi che non hanno legislazione in materia».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;L`omofobia, però, è soprattutto altro...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Sì, ma non ha senso frammentare i diritti.

Faccio un esempio paradossale. Se un individuo viene picchiato, deve essere difeso perché viene colpita la sua dignità di persona, non perché ha un orientamento sessuale particolare. E persona, né più né meno di altre».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Quindi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Le eccezioni non servono. La violenza contro gli omosessuali deve essere punita come quella verso ogni altro essere umano, che sia ebreo, cristiano o musulmano. I diritti umani sono eguali per tutti e bisogna stare attenti a non creare troppe categorie e sottocategorie di protezione speciale».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;I nodi, dunque, continuano a essere il matrimonio gay e le unioni civili?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Certo. Si sta perdendo di vista la natura giuridica del matrimonio tra uomo e donna, che esiste per la sua funzione sociale. Il diritto al matrimonio nasce in forza di un`assunzione di doveri. Marito e moglie si impegnano davanti alla società per creare un ambiente adeguato alla crescita di figli. Questa è la posizione della Chiesa e non possiamo certo correre il rischio che prima o poi venga considerata come violazione di diritti».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Come se ne esce, allora? Rimane il problema di paesi come l`Iran dove gli omosessuali vengono condannati a morte...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Servirebbe meno ambiguità. Il documento francese dica con chiarezza che la situazione da condannare è questa. Noi siamo d`accordo e lo è anche la Chiesa. Cosa diversa è introdurre l`idea che l`omosessualità sia un diritto umano, quando invece essa attiene alla sfera privata».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Tutto qui?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Certo. In questa polemica, vedo molta malafede. Spesso, si vuole dipingere la Chiesa in modo distorto. La sua posizione è molto più umana di come viene rappresentata. A maggior ragione, di fronte a una proposta come quella francese su cui continuo ad avere molti dubbi».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=K25TQ&quot;&gt;QN - Giorno/Resto/Nazione&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco CAPPATO: Caso Binetti: la Commissione di garanzia del PD si autosciolga, e il PD si occupi di unioni civili testamento biologico e eutanasia</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/11/03/marco-cappato/caso-binetti-la-commissione-di-garanzia-del-pd-si-autosciolga-e-il-pd-si-occupi-di-unioni-civili-testamento-biologico-e-eutanasia/381918"></link>
  <updated>2008-11-03T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>381918</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
• Dichiarazione di Marco Cappato, europarlamentare Radicale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



La Commissione di Garanzia del Partito democratico si riunisce domani per  decidere sulle dichiarazioni della Senatrice Paola Binetti in materia di  omosessualità e pedofilia.   Visto che i partiti in Italia dovrebbero svolgere funzioni previste  dalla Costituzione - pur in assenza di una qualsiasi attuazione e  rispetto della Costituzione stessa - la questione è di rilevanza  politica anche per chi, come noi Radicali, del PD non fa parte.  Mi  permetto dunque di rivolgere un invito ai componenti della Commissione  di garanzia sulle decisioni da assumere: non fate nulla! Anzi: non  riunitevi proprio. Oppure, meglio ancora: riunitevi per decidere  l'autoscioglimento di una Commissione che - come ampiamente dimostrato  dall'esclusione di Marco Pannella dalle primarie del Pd - può avere una  e una sola funzione: violare la Costituzione, il diritto alla libertà di  associazione che non può essere cancellato nel momento in cui si prende  una tessera, nonché il diritto alla libertà di espressione!

 
&lt;p&gt;

Se il Pd si vuole seriamente occupare di laicità, lo deve fare sul piano  delle riforme, non del controllo disciplinare sulle dichiarazioni dei  suoi iscritti e Parlamentari. Dovrebbe ad esempio occuparsi di avanzare  proposte di unioni civili che non discriminino gli omosessuali, oppure  neutralizzare politicamente il sabotaggio che la stessa Paola Binetti e  Livia Turco continuano ad operare contro una proposta del PD sul  testamento biologico che sia rispettosa del principio di  autodeterminazione, o ancora aprire finalmente quel dibattito al quale  la stragrande maggioranza dei cittadini italiani è pronta ma la  partitocrazia italiana ancora no: quello per la regolamentazione  dell'eutanasia.  
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=131454&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gianfranco ROTONDI: «Ma io, cattolico, difendo i gay»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/09/10/gianfranco-rotondi/%C2%ABma-io-cattolico-difendo-i-gay%C2%BB-intervista/359187"></link>
  <updated>2008-09-10T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>359187</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Attuazione del programma (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Sono un politico di ispirazione cristiana che non prende ordini e non si fa spaventare dagli anatemi». Non perde l’abituale ironia e dice che alla fine avrà gli applausi «sia della Cei che dell’Arcigay», ma ci va giù duro, Gianfranco Rotondi. Nel giorno in cui Avvenire lo chiama in causa con un corsivo, accusandolo di incoerenza per l’annunciato progetto di legge sulle unioni civili, il segretario della Nuova democrazia cristiana dedica l’ora di pranzo a ribaltare l’argomentazione contro il quotidiano dei vescovi. Di più: arriva anche a toccare le ragioni personali per le quali non ritiene incoerente il suo agire, anche in difesa dei diritti dei gay: «Mi sono sposato in chiesa, ma tutto ciò che è al di fuori di questo patto eterno davanti a Dio, per me che sono cristiano, è interessante solo su questa terra», spiega. E aggiunge: «Per me occuparmi dei diritti dei gay è come parlare dei diritti dei divorziati e dei loro figli. Non tutti i peccati sono reati».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 

 
&lt;b&gt;
Non avverte su di sé l’incoerenza di cui l’accusa il quotidiano della Cei?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

Avverto l’incoerenza giornalistica di Avvenire. Nei giornali le fonti si verificano sempre. Loro no: lanciano un anatema preventivo senza sapere cosa voglio fare. La mia sfida sarà preparare un testo nel quale anche il quotidiano della Cei si troverà d’accordo.&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Ma i valori? Gli appelli di Benedetto XVI? La famiglia come nucleo portante della società?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

Senta, io sono un indegnissimo erede di De Gasperi, Moro e Sullo, contro cui pii corsivi furono indirizzati per fermare l’alleanza coi partiti laici, il centrosinistra, la riforma urbanistica. E mi dispiace che siamo tutti caduti in miseria, ma il metodo rimane lo stesso: aderire ai principi, non obbedire ai corsivi. Così potrà crescere quella nuova classe dirigente auspicata da Benedetto XVI.&lt;br /&gt;
 

 
&lt;b&gt;
Ma si ricorda il putiferio che è venuto giù tra Pacs, Dico e Cus?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


Il politico cristiano deve risolvere i problemi di tutti. Non mi invento io i figli delle coppie di fatto e i conviventi senza diritti. 

All’epoca, il centrosinistra ha adottato una soluzione ideologica, dal presupposto inaccettabile: equiparare le convivenze alla famiglia. Non è certo il nostro obiettivo. &lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Intendete tutelare anche le unioni gay?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

Ma perché mai i gay non dovrebbero aver diritto ad assistersi reciprocamente nella malattia o a succedere nel contratto di affitto? Fare una legge che, agendo sui diritti soggettivi, garantisca questo significa risolvere questioni pratiche. Questioni che la saggia Dc avrebbe chiuso con un compromesso e una leggina, magari a Ferragosto.&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Due anni fa Prodi ha fatto un buco nell’acqua. Perché ricominciare?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

Dirò una cosa molto dura, ma è ora di farlo. Sono un cristiano, mi sono sposato prima in municipio e poi in chiesa. La sera prima delle nozze a mia moglie ho detto pensaci bene, siamo cristiani, per noi è per sempre. Tutto quello che è fuori da questo patto eterno davanti a Dio, per me che sono cristiano, è interessante solo su questa terra; ed io, come legislatore, i diritti dei mortali li amministro solo su questa terra: quindi per me occuparmi dei diritti dei gay è come parlare dei diritti dei divorziati e dei loro figli. E un affare terreno, doveroso per chi, pur da cristiano, deve legiferare per tutti e tenendo unita la società. Come disse Rocco Buttiglione - incompreso - a Strasburgo non tutti i peccati sono reati e viceversa. È una distinzione che fonda la cultura liberale e spiega perché uno come me, che in quarant’anni non ha mai perso una messa, si affatichi tanto per le vedovanze fuori sacramento.&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;E’ ottimista sui risultati?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
  Brunetta ha un geniaccio tale che alla fine applaudiranno sia la Cei che l’Arcigay.&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;La proposta di legge a che punto è?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

Nero su bianco non c’è ancora nulla. L’importante è che sarà a costo zero per lo Stato.&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Non ci sarà la reversibilità della pensione?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

Esatto: così abbiamo chiuso la polemica sull’ipotesi che si tratti di una famiglia alternativa. Vogliamo invece introdurre diritti nelle cure, nella successione nel contratto di affitto e nella proprietà della casa. Proponiamo una sorta di contratto unico valido davanti allo Stato, limitatamente alle questioni accennate e restando nell’ambito del diritto privato. &lt;br /&gt;


 
&lt;b&gt;
Chi sarà della partita?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

Ci sono altri colleghi attenti al tema: questo corsivo di Avvenire è stato coli rapido perché si sa che cattolici eminenti e anche eminenze hanno approvato le mie dichiarazioni.&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Come rassicurerà i cattolici?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


Il testo nascerà da un dibattito culturale che partirà dal mondo cattolico. Sentirò anzitutto colleghi come Pezzotta, Binetti,Volontè ed altri. Ed è chiaro che l’iniziativa avrà successo solo se ci sarà più o meno l’unanimità. Altrimenti non partiamo neanche.&lt;br /&gt;
 

 
&lt;b&gt;
E perché un Parlamento di centrodestra dovrebbe venirvi dietro?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

I veri conservatori sono quelli che al momento giusto sanno salvare il minimo indispensabile: altrimenti la rivoluzione li travolge. &lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Il Pdl travolto da masse di coppie di fatto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

Voglio dire che se lasciamo il problema irrisolto e, per un malaugurato accidente, il governo dovesse cadere... La Chiesa lo sa come risolverebbe il problema la sinistra tornata al potere? &lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Lo dica lei.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


Alla Zapatero. Perciò, qua giù nelle retrovie c’è un manovale cristiano al lavoro. 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=128435&quot;&gt;Liberal - Susanna Turco&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
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  <title>Rocco BUTTIGLIONE: «I cristiani sono allo sbando»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/09/08/rocco-buttiglione/%C2%ABi-cristiani-sono-allo-sbando%C2%BB-intervista/359125"></link>
  <updated>2008-09-08T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>359125</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) - Vicepres. Camera  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«L'Italia è avviata in un percorso distruttivo, con la vita del popolo ridotta ad uno scontro di potere tra due grandi partiti. In questo modo, viene meno la vita reale della gente, i valori importanti, l'educazione dei figli.Da qui l'esistenza di un popolo cristiano allo sbando e senza punti di riferimento». Le parole del Papa, sull'esigenza di «nuovi politici cattolici», vengono accolte dal presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione, come «un incoraggiamento» ad andare avanti nello sforzo che il partito di via Due Macelli sta facendo «per rinnovare la politica». Un'esortazione, quella di Benedetto XVI che servirà anche come spunto di riflessione per la festa del partito di via Due Macelli (a Chianciano da giovedì fino a domenica prossimi). Quello che in sostanza deve venir fuori, secondo Buttiglione, è l'esistenza di un intero popolo cattolico «che anima la vita del Paese: lo troviamo nelle parrocchie, nel volontariato, nelle misericordie e nei movimenti ecclesiali, un mondo che orienta e dà senso alla vita di milioni di cattolici italiani».&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;Secondo lei il Papa ha voluto bacchettare il bipolarismo, che esiste attualmente in Italia, e che non lascia spazio al cattolicesimo politico organizzato?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

«Non spetta a me dirlo. Certamente rappresenta una critica a una politica in cui la spinta della fede appare annacquata o in un generico umanesimo o in un altrettanto generico arroccamento ai cosiddetti valori tradizionali. Certo è che c'è un intero popolo di cattolici che avrebbe bisogno di una politica diversa». &lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Un popolo di cui, secondo lei, la politica non si occupa?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

«Oggi lo sforzo per rendere questa società più umana non è confinato alla sola politica ma certamente non può rimanerne estranea. Io che già sono in politica da tempo sento di avere la responsabilità di aprire cammini per consentire a queste realtà di assumersi le proprie piene responsabilità. Credo molto nei grandi movimenti cattolici: da Cl a Rinnovamento dello Spirito o Azione Cattolica, passando anche per tutti quelli più piccoli. C'è una grande realtà di persone che sono la speranza vera di questo paese».&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;Ma il popolo cattolico di cui lei parla ha bisogno del contatto con la politica?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Sì. Questo popolo è ora alla frontiera della politica: capisce che la fede deve investire in politica, ma ha paura. Le parole del Papa vanno in questa direzione, lui ci esorta ad andare avanti senza avere paura». &lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Qual è il punto di partenza per costruire una nuova classe di politici cattolici?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
«Costruire un'altra politica. Noi, come Udc, stiamo lavorando per questo: è da tempo che sentiamo il grido del Papa. A inizio novembre faremo un'assemblea a Loreto, aperta a tutti i movimenti cattolici, invitando uomini che arrivano proprio da quella realtà. E a loro rivolgeremo una domanda ben precisa: &quot;Voi cosa pensate di fare?&quot;
 Questo per ribadire che per tutti i cattolici in Italia esiste un problema politico. E poi abbiamo un altro progetto».&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;Quale?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
«Realizzare una costituente di centro, che permetta di aprire l'Udc e farlo diventare una realtà più grande, che sia anche un'espressione educativa».&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;Quanto conta il dialogo con il Pdl in questo percorso di costruzione del nuovo Udc?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
«In questa fase non è quello che ci interessa. Ora dobbiamo lavorare su un altro livello. La gente non ragione in base alle alleanze ma sui valori e sull'esperienza dei cristiani. L'appello del Papa non è rivolto ad un partito piuttosto che ad un altro. È assolutamente per un altro modo di fare politica. Da qui il nostro sforzo sempre maggiore per costruire un percorso basato su questi valori».&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;Quindi niente Pdl?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
«Io sono convinto dell'importanza del dialogo con il Pdl, quindi è una cosa che noi faremo. Ma non ora. Quello di cui c'è bisogno in questo momento è cominciare a lavorare fuori dai partiti, partendo dall'esperienza di fede. Un'esperienza che poi arriva in politica, ma che prima implica un percorso basato sui veri valori».&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;La prossima settimana si aprirà la vostra festa nazionale. Quale sarà il leit motiv dell'edizione di quest'anno?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
«Certo ogni festa ha molte sfaccettature. In questa andremo a ribadire il primato della politica dei valori su quella delle alleanze».&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;Altra questione che vi riguarda da vicino, i Dico. I ministri Rotondi e Brunetta stanno lavorando ad una nuova versione della la legge sulle unioni civili, compreso quelle omosessuali.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

«Non è una novità la mia antica battaglia ai Dico. Sono sempre stato contrario ad ogni forma di matrimonio diverso da quello tradizionale, e quindi a quello omosessuale. Se muore la famiglia, concepita come l'unione di un uomo e di una donna, muore l'Italia. Sono amico di Rotondi e ammiro anche il suo tentativo di trovare una soluzione possibile. Ma trovare soluzioni accettabili su questo tema è davvero difficile. Alla costruzione di un'alternativa al matrimonio o a lanciare un nuovo modello di famiglia, io dico decisamente no». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=J5USO&quot;&gt;Il Tempo - Giancarla Rondinelli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIANNI VARANI: &quot;quel progetto di legge che riconosce le coppie omosessuali va fermato&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/09/01/gianni-varani/quel-progetto-di-legge-che-riconosce-le-coppie-omosessuali-va-fermato/359948"></link>
  <updated>2008-09-01T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Emilia Romagna (Lista di elezione: FI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Tutto da rifare. E se non e' possibile modificare il progetto di legge sulla famiglia che tra una decina di giorni sara' discusso dalla commissione Sanita' della Regione Emilia-Romagna, allora bisogna fermarlo. Insomma, il consigliere regionale di Forza Italia, Gianni Varani lancia un vero e proprio appello &quot;alla parte migliore e piu' ragionevole del Partito democratico&quot; affinche' non prosegua sulla strada del riconoscimento delle relazioni omosessuali. Strada imboccata, secondo l'azzurro, solo per accontentare le minoranze della coalizione e convincerle a votare un testo sulla famiglia.

&quot;Il tentativo di offrire uno scambio implicito- scrive Varani in una nota- ovvero una legge regionale per la famiglia, obiettivo importante, purche' si accettino verbalmente e legislativamente le coppie tra generi, e' un implicito ricatto politico, rappresenta un cedimento serio sul piano ideale e politico, e finisce per incrinare famiglia e legami sociali&quot;.

Dunque, prosegue il consigliere, &quot;quel progetto di legge cosi' com'e' ora, e' sbagliato, e' fuori dalle competenze regionali e fuori dai sentimenti popolari prevalenti. Va cambiato o fermato&quot;.

Anche perche', ammonisce il forzista, &quot;non e' seguendo Zapatero, o su altri fronti Di Petro, che il Pd trovera' l'anima che oggi non ha&quot;. Come dire: &quot;Il laicismo e certo radicalismo, per chi voglia governare per il bene comune, non pagano: l'han detto se non altro le urne&quot;. I temi chiave, invece, conclude Varani, &quot;oggi sono l'equita' fiscale per la famiglia, il sostegno all'educazione dei figli, l'accrescere le possibilita' di scelte dei servizi sociali e scolastici&quot;. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://notiziegay.blogspot.com/2008/09/emilia-romagna-forza-italia-in-regione.html&quot;&gt;DIRE&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Anna Paola CONCIA: «Incivile l’attacco alla Carfagna» - Intervista</title>
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  <updated>2008-07-10T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Il comizio di Piazza Navona? Mi ha fatto rivoltare le budella». Non usa giri di parole, la deputata del Pd (ex Ds) Paola Concia, per condannare «quell’attacco incivile a Mara Carfagna» partito dal palco. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;




&lt;b&gt;Onorevole Concia, lei è l’unica militante gay in Parlamento, e alla ministra Carfagna non le ha certo mandate a dire in questi mesi...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Certo, la ho criticata politicamente per come fa il ministro delle non-pari opportunità. Sui diritti degli omosessuali non ne ha azzeccata una, ha esordito criticando il Gay pride e proseguito affermando che in Italia i gay non hanno bisogno di diritti e che le unioni civili non vanno riconosciute. Le ho detto che non può fare affermazioni simili su un mondo che evidentemente non conosce. L’ho incalzata e continuerò a farlo. Ma non accetto che venga attaccata in quel modo becero».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Guarda caso da una donna.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Già. In quegli insulti di Sabina Guzzanti c’era tutta la peggior misoginia, spesso femminile, di questo Paese. È molto più facile dire che una donna fa carriera grazie a bellezza o favori sessuali che ammettere che possa essere più brava di te. Come se poi il problema dell’inesistenza della meritocrazia in politica riguardasse solo le donne, o solo il centrodestra...».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Che vuole dire, onorevole Concia?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Che la selezione della classe dirigente nel nostro Paese è senza regole. E questo vale per tutti i sessi e per tutti i partiti. E poi vogliamo parlare di cosa sono capaci di fare gli uomini per un posto di potere? Cose ben peggiori di quelle attribuite alla Carfagna, solo che c’è un’omertà molto maggiore. E poi basta con queste inciviltà, con questa guerra che va avanti da 15 anni nella quale l’avversario è un nemico da abbattere nei modi più beceri. È una contrapposizione selvaggia che fa male al Paese».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Una guerra in cui la sinistra ha fatto la sua parte.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Un brutto sport, che secondo me ha iniziato Berlusconi, e noi abbiamo continuato. C’è una supponenza etica della sinistra, che si attribuisce superiorità morali aprioristiche. Anch’io credo che la nostra idea di società sia più “giusta”, ma non per questo penso di essere automaticamente superiore alla Carfagna, per dire. Certo Berlusconi, con i suoi comportamenti e le sue forzature delle regole, contribuisce a creare questo clima. Ma la sinistra che da 15 anni lo addita come il male assoluto lo ha fatto vincere sempre».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Qual è l’alternativa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Darci delle regole di civiltà condivise nel confronto politico. E poi cercare di battere il centrodestra politicamente, grazie a una sinistra che riesce a parlare alla maggioranza del Paese. Dobbiamo imparare ad ascoltare di più la società e i suoi cambiamenti. È un errore della sinistra ascoltare solo quello che ci piace. La novità del Pd serve proprio a questo. In questo Paese c’è un rapporto malato tra politica e magistratura, accentuato dalla presenza di Berlusconi. Ma io voglio che il Pd vinca grazie alla sua politica, non grazie a tribunali o intercettazioni».&lt;br /&gt;
  

 
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=INN2H&quot;&gt;Il Giornale - Laura Cesaretti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Laura BIANCONI: ELENCO UNIONI CIVILI: PERCHE’ SONO CONTRARIA di Laura Bianconi</title>
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  <updated>2008-07-07T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Faccio i miei complimenti al consigliere Luigi Di Placido perché la proposta da lui presentata che prevede l’istituzione, presso il comune di Cesena, di un elenco in cui possano registrarsi persone legate da vincoli affettivi di varia natura è dal punto di vista normativo, senza dubbio, la migliore tra tutte quelle che ho letto, ma anche la più ambigua tanto che non può essere valutata positivamente né dal punto di vista sociale, né da quello giuridico ed è per tale motivo che ho ritenuto opportuno rendere note le mie considerazioni in merito a questa iniziativa.
Riconoscere il potere al Comune di Cesena (e, perché no, ad ognuno degli altri 8000 e più Comuni italiani) di dotarsi di un sistema finalizzato ad attestare la sussistenza di una convivenza anagrafica, così come prevede la proposta di delibera sopra citata, costituisce una scelta che si rivela non solo contraria alla Costituzione repubblicana ma anche completamente inutile. Diversamente da quanto sostenuto dal consigliere, infatti, l’articolo 29 della Costituzione chiaramente prescrive che: “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio” e di seguito aggiunge che quest’ultimo è basato “sull’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi”. Il dettato dell’articolo 29 della nostra Costituzione, come chiunque può comprendere, non lascia dubbi, e non prevede il riconoscimento di alcuna convivenza anagrafica, imponendo invece di privilegiare la famiglia fondata sul matrimonio. bianconi2_2008.jpgEd il matrimonio, in Italia, in forza di una tradizione giuridica che affonda le sue radici nel diritto romano, pre-cristiano, è la comunione, si spera, di tutta la vita che trae origine dal consenso di due persone di sesso diverso con le modalità previste dal codice civile. Quindi, un eventuale attestazione rilasciata dall’Ufficiale dell’Anagrafe non può costituire un certificato anagrafico di stato di famiglia, perché questo andrebbe a riconoscere, comunque, il diritto di definirsi “famiglia” a tutte le persone che decidessero di registrarsi in questo elenco comunale, diritto che, proprio in virtù di quanto precisato nell’articolo 29, la Costituzione riconosce e garantisce solo a coloro che decidono di contrarre matrimonio.
E’ chiaro, peraltro, che il nostro ordinamento giuridico tutela i diritti individuali, anche al di fuori dell’istituto della famiglia, e qualora emergesse una problematica di tutela dei diritti individuali sarei la prima a sostenere la necessità di un intervento legislativo (e non comunale!) al riguardo. Ma non si può pensare che questo avvenga, come auspica il consigliere Di Placido, tramite un elenco delle unioni civili.
L’istituzione dell’elenco si risolverebbe, dunque, in un’operazione di pura facciata, volta a dare sul piano simbolico un’illusione di tutela ai conviventi. In realtà, l’elenco costituirebbe soltanto lo strumento per appagare il desiderio privato di chi volesse vedere il proprio nome inserito in una lista, che per il fatto di essere costituita presso un’istituzione pubblica è visibile e consultabile da terzi. A tal proposito voglio ricordare che per qualsiasi tipo di coppia, o come la si preferisce chiamare, esiste già la possibilità che le parti stipulino una scrittura privata facendola autenticare da un notaio, questo certificherebbe l’identità delle stesse e conferirebbe certezza alla data di inizio della convivenza. Ovviamente l’amministrazione comunale può istituire tutti gli elenchi che ritiene opportuno, purché rimangano solamente elenchi, così se c’è qualcuno che avendo scelto di non contrarre matrimonio, civile o religioso vuole, comunque, far sapere al di fuori della propria cerchia di parenti, amici e vicini di casa che convive con una determinata persona, potrà dire che l’amministrazione comunale lo ha accontentato istituendo questo elenco delle unioni civili. Ma questo senza doppi fini, tenendo bene a mente che un simile elenco non può e non deve diventare una sorta di cavallo di troia che aggira la norma nazionale, e che in nessun caso dovranno essere riconosciuti diritti, poteri e tutele di tipo economico e sociale.
Cesena, 7 luglio 2008&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.cesenalibera.it/?p=295&quot;&gt;CesenaLibera&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Franco GRILLINI: GRILLINI, DA SENTENZA CASSAZIONE EGUAGLIANZA COPPIE DI FATTO</title>
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  <updated>2008-05-22T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Fa piacere che Giovanardi consideri positiva la sentenza della Cassazione che afferma la parita' dei diritti e dei doveri tra famiglie tradizionali e coppie di fatto, peccato che il Sottosegretario alla Famiglia riconosca a queste ultime solo i doveri negando diritti e uguaglianza formale.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=1.0.2187416886&quot;&gt;Adnkronos&lt;/a&gt;</summary>
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