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  <title>Openpolis - Argomento: Andreotti Giulio</title>
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  <updated>2011-01-14T00:00:00Z</updated>
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  <title>Gianpiero D'ALIA: ANDREOTTI D ALIA (UDC) PER NOI SEMPRE D ESEMPIO </title>
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  <updated>2011-01-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>557227</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: UCD-SVP-AUT) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;''Desidero rivolgere, a titolo personale e da parte di tutto il gruppo Udc al Senato, i piu' affettuosi auguri per il suo compleanno al senatore Giulio Andreotti, che abbiamo l'onore di avere tra i componenti del nostro gruppo. La sua presenza e la sua storia ci sono di costante esempio e riferimento nel crecare di svolgere la nostra azione politica al meglio, con responsabilita' e al servizio del bene comune''. Lo ha dichiarato il senatore Gianpiero D'Alia, presidente del gruppo Udc al Senato.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-ANDREOTTI__D_ALIA_(UDC)__PER_NOI_SEMPRE_D_ESEMPIO-981819-ORA-.html&quot;&gt;www.asca.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Francesco COSSIGA: Moro? Sapevo di averlo condannato a morte  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2008-07-08T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>357603</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore a vita&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Presidente Cossiga, auguri per i suoi ottant'anni. Lei è sempre malatissimo, e tende sempre a relativizzare il suo cursus honorum — Viminale, Palazzo Madama, Palazzo Chigi, Quirinale —. Eppure la vita le ha dato longevità e potere. Come se lo spiega ?&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;
«Ma io sono ammalatissimo sul serio! Nove operazioni, di cui cinque gravi, una della durata di sette ore, seguita da tre giorni di terapia intensiva. Ma resisto. Come si dice in sardo: &quot;Pelle mala no moridi&quot;; i cattivi non muoiono. E io buono non sono. Io relativizzo tutto quello che non attiene all'eterno. E poi, come spiego in un libro che uscirà a ottobre, &quot;A carte scoperte&quot;, scritto con Renato Farina, tutte le cariche le ho ricoperte perché in quel momento e per quel posto non c'era nessun altro disponibile. Io uomo di potere? Sempre a ottobre uscirà un altro libro — &quot;Damnatio memoriae in vita&quot; — con tutti gli articoli, lettere e pseudo saggi di insulti e peggio pubblicati durante il mio settennato contro di me da Repubblica ed Espresso ».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;A trent'anni dalla morte di Moro, il consulente che le inviò il Dipartimento di Stato, Steve Pieczenick, ha detto: «Con Cossiga e Andreotti decidemmo di lasciarlo morire». Quell'uomo mente? Ricorda male? Ci fu un fraintendimento tra voi? O a un certo punto eravate rassegnati a non salvare Moro ? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Quando, con il Pci di Berlinguer, ho optato per la linea della fermezza, ero certo e consapevole che, salvo un miracolo, avevamo condannato Moro a morte. Altri si sono scoperti trattativisti in seguito; la famiglia Moro, poi, se l'è presa solo con me, mai con i comunisti. Il punto è che, a differenza di molti cattolici sociali, convinti che lo Stato sia una sovrastruttura della società civile, io ero e resto convinto che lo Stato sia un valore. Per Moro non era così: la dignità dello Stato, come ha scritto, non valeva l'interesse del suo nipotino Luca».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Esclude che le Br furono usate da poteri stranieri che volevano Moro morto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Solo la dietrologia, che è la fantasia della Storia, sostiene questo. Tutta questa insistenza sulla &quot;storia criminale&quot; d'Italia è opera non di studiosi, ma di scribacchini. Gente che, non sapendo scrivere di storia e non essendo riusciti a farsi eleggere a nessuna carica, scrivono di dietrologia. Fantasy, appunto ».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Quale idea si è fatto sulle stragi definite di «Stato», da piazza Fontana a piazza della Loggia? La Dc ha responsabilità dirette? Sapeva almeno qualcosa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Non sapeva nulla e nessuna responsabilità aveva. Molto meno di quelle che il Pci (penso all'&quot;album di famiglia&quot; della Rossanda) aveva per il terrorismo rosso».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Perché lei è certo dell'innocenza di Mambro e Fioravanti per la strage di Bologna? Dove vanno cercati i veri colpevoli?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Lo dico perché di terrorismo me ne intendo. La strage di Bologna è un incidente accaduto agli amici della &quot;resistenza palestinese&quot; che, autorizzata dal &quot;lodo Moro&quot; a fare in Italia quel che voleva purché non contro il nostro Paese, si fecero saltare colpevolmente una o due valigie di esplosivo. Quanto agli innocenti condannati, in Italia i magistrati, salvo qualcuno, non sono mai stati eroi. E nella rossa Bologna la strage doveva essere fascista. In un primo tempo, gli imputati vennero assolti. Seguirono le manifestazioni politiche, e le sentenze politiche».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Scusi, i palestinesi trasportavano l'esplosivo sui treni delle Ferrovie dello Stato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt; 
«Divenni presidente del Consiglio poco dopo, e fui informato dai carabinieri che le cose erano andate così. Anche le altre versioni che raccolsi collimavano. Se è per questo, i palestinesi trasportarono un missile sulla macchina di Pifano, il capo degli autonomi di via dei Volsci. Dopo il suo arresto ricevetti per vie traverse un telegramma di protesta da George Habbash, il capo del Fronte popolare per la liberazione della Palestina: &quot;Quel missile è mio. State violando il nostro accordo. Liberate subito il povero Pifano&quot;».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;C'è qualcosa ancora da chiarire nel ruolo di Gladio, di cui lei da sottosegretario alla Difesa fu uno dei padri?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt; 
«I padri di Gladio sono stati Aldo Moro, Paolo Emilio Taviani, Gaetano Martino e i generali Musco e De Lorenzo, capi del Sifar. Io ero un piccolo amministratore. Anche se mi sono fatto insegnare a Capo Marrangiu a usare il plastico».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Il plastico ?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«I ragazzi della scuola di Gladio erano piuttosto bravi. Forse oggi non avrei il coraggio, ma posseggo ancora la tecnica per far saltare un portone. Non è difficile: si manipola questa sostanza che pare pongo, la si mette attorno alla struttura portante, quindi la si fa saltare con una miccia o elettricamente... ». &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;E' sicuro che il plastico di Gladio non sia stato usato davvero ?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Sì, ne sono sicuro. Gli uomini di Gladio erano ex partigiani. Era vietato arruolare monarchici, fascisti o anche solo parenti di fascisti: un ufficiale di complemento fu cacciato dopo il suo matrimonio con la figlia di un dirigente Msi. Quasi tutti erano azionisti, socialisti, lamalfiani. I democristiani erano pochissimi: nel mio partito la diffidenza antiatlantica è sempre stata forte. Del resto, la Santa Sede era ostile all'ingresso dell'Italia nell'Alleanza Atlantica. Contrari furono Dossetti e Gui, che pure sarebbe divenuto ministro della Difesa. Moro fu costretto a calci a entrare in aula per votare sì. E dico a calci non metaforicamente. Quando parlavo del Quirinale con La Malfa, mi diceva: &quot;Io non c'andrò mai. Sono troppo filoatlantico per avere i voti democristiani e comunisti&quot;».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Qual è secondo lei la vera genesi di Tangentopoli ? Fu un complotto per far cadere il vecchio sistema? Ordito da chi? Di Pietro fu demiurgo o pedina ? In quali mani ?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt; 
«Credo che gli Stati Uniti e la Cia non ne siano stati estranei; così come certo non sono stati estranei alle &quot;disgrazie&quot; di Andreotti e di Craxi. Di Pietro? Quello del prestito di cento milioni restituito all'odore dell'inchiesta ministeriale in una scatola di scarpe? Un burattino esibizionista, naturalmente ».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Cia ? E in che modo ?&lt;br /&gt; 
«Attraverso informazioni soffiate alle procure. E attraverso la mafia. Andreotti e Craxi sono stati i più filopalestinesi tra i leader europei. I miliardi di All Iberian furono dirottati da Craxi all'Olp. E questo a Fort Langley non lo dimenticano. In più, gli anni dal '92 in avanti sono sotto amministrazioni democratiche: le più interventiste e implacabili».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Quando incontrò per la prima volta Berlusconi ? Che cosa pensa davvero di lui, come uomo e come politico ?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt; 
«Era il 1974, io ero da poco ministro. Passeggiavo per Roma con il collega Adolfo Sarti quando incontrai Roberto Gervaso, che ci invitò a cena per conoscere un personaggio interessante. Era lui. Parlò per tutta la sera dei suoi progetti: Milano 2 e Publitalia. Non ho mai votato per Berlusconi, ma da allora siamo stati sempre amici, e sarò testimone al matrimonio di sua figlia Barbara. Certo, poteva fare a meno di far ammazzare Caio Giulio Cesare e Abramo Lincoln...».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ci sono accuse più recenti.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Non facciamo i moralisti. Il premier britannico Wilson fece nominare contessa da Elisabetta la sua amante e capo di gabinetto. Noi galantuomini stiamo con la Pompadour. Quindi, stiamo con la Carfagna ».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Lei non è mai stato un grande estimatore di Veltroni. Come le pare si stia muovendo ? Resisterà alla guida del Pd, anche dopo le Europee ?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt; 
«E che cosa è il Pd? Io mi iscriverei meglio a ReD, il movimento di D'Alema, di cui ho anche disegnato il logo: un punto rosso cerchiato oro. Veltroni è un perfetto doroteo: parla molto, e bene, senza dire nulla. Perderà le Europee, ma resisterà; e l'unica garanzia per i cattolici nel Pd che non vogliono morire socialisti».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Perché le piace tanto D'Alema ?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Perché come me per attaccare i manifesti elettorali è andato di giro nottetempo con il secchio di colla di farina a far botte. Perché è un comunista nazionale e democratico, un berlingueriano di ferro, e quindi un quasi affine mio, non della mia bella nipote Bianca Berlinguer che invece è bella, brava e veltroniana. E poi è uno con i coglioni. Antigiustizialista vero, e per questo minacciato dalla magistratura ».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Cosa pensa dei giovani cattolici del Pd? Chi ha più stoffa tra Franceschini, Fioroni, Follini, Enrico Letta ?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt; 
«Sono una generazione sfortunata. Il loro futuro è o con il socialismo o con Pierfurby Casini».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Come si sta muovendo suo figlio Giuseppe in politica? E' vero che lei ha un figlio &quot;di destra&quot; e una figlia, Annamaria, &quot;di sinistra&quot; ?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Li stimo molto entrambi. Tutti e due sono appassionati alla politica come me. Mia figlia è di sinistra, dalemiana di ferro, e si iscriverà a ReD. Mio figlio è un conservatore moderno, da British Conservative Party. Io pencolo più verso mio figlio».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;E' stato il matrimonio il grande dolore della sua vita ?&lt;/b&gt;«Non amo parlare delle mie cose private. Posso solo dire che la madre dei miei figli era bellissima, intelligentissima, bravissima, molto colta. Che ha educato benissimo i ragazzi. E che io l'ho amata molto».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aldo Cazzullo&lt;br /&gt;
08 luglio 2008&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/08_luglio_08/cossiga_cazzullo_f6395d90-4cb1-11dd-b408-00144f02aabc.shtml&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo GUZZANTI: LA SINISTRA E L’OSCENO, LA SINISTRA E’ OSCENA. LA CARNE, LA GNOCCA E IL DIAVOLO, ECCO COME UNA ITALIA SENZA VALORI SI SCATENA DA MAGNACCIA CONTRO LA SESSUALITA’ DELLA GENTE CHE SCOPA. CONTRO IL GOVERNO, GOLPE GINECOLOGICO</title>
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  <updated>2008-07-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>357576</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PT già IR) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Tutta la questione di questi giorni gira intorno a un unico protagonista: la gnocca. E un unico utente, Berlusconi. Non dovrebbe – non deve – fregare niente a nessuno sapere se, come, con chi e quante volta uno o una tromba, perché se c’è una sfera che per eccellenza troneggia nella vita privata, è la sessualità. Ma questo lo sanno tutti. Craxi scopava come un riccio, Andreotti ha mantenuto un velo di mistero aperto alle fantasie, i meglio democristiani gli davano giù come scaricatori di porto, i comunisti non sono mai stati da meno, i socialisti – noi socialisti – ce ne siamo fatti una nobile question di vita, e insomma il tromba-tromba è il cardine su cui gira la vita e la morte (e il diavolo), su cui si riproduce la vita e la morte (lasciamo perdere il diavolo) su cui ci si impiccia della vita sdraiata o in ginocchio degli altri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora, cosa succede? Che si sente nell’aria l’odore acre della preda: la gnocca berlusconiana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come ? Intercettazioni. Un farabutto le passa a un altro, quello le porta a casa, le divulga nel gossip, Dagodspia ci fa un festino sopra e insomma si scopre che pare, non si sa, ma forse ci sono telefonate in cui si fa riferimento esplicito alla gnocca, che noi romani con maggior nobiltà classica chiamiamo fica (fiukes) e non figa come i milanesi, e al suo corrispettivo che riempie, quando ne ha le dimensioni, i suoi vuoti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sai che novità, sai che leccornia. Tutti i giornali scandalistici del mondo puntano sempre lì: la patonza (altra parola desueta ma encomiabile per volgarità) e il cazzo, che se po’ anche di’ radica, ucello, torciorcchio, minchia, mi fratello piccolino e in tanti altri modi trucibaldi, fra cui il guercio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La fregna e la verga, la sorca e la minchia, la pucchiacchera la mona o come più vi piace chiamarla e il suo partner di scorribande. Nella leggenda della nascita di Roma si narra di un fallo sesquipedale (lungo sei piedi) che volava con ariosi testicoli incarnando la divinità e andando a fecondare le solite villanelle, pastorelle, verginelle, chi con la rocca, chi col fuso, chi con l’ago nel pagliaio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E’ il carnascialesco, il carnale, la libido, l’Es, il frega-frega, succhia-succhia, ansima-ansima e così via. Abbiamo detto qualcosa di nuovo? Pensiamo di no, eppure ognun di noi, maschio femmina o d’altre osservanze, potrebbe riempire pagine e pagine, specialmente se si introduce l’altro soggetto coinvolto, ovvero il culo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma qui scoppia un caso istituzionale, costituzionale, che fa strillare a tutti gli stronzi che la patria, e non la fica, è in pericolo, che la democrazia è in rotta, che mignotte e magnaccia infestano la repubblica, ed è anche questa la solita storia dei potenti che avendocelo di loro natura lungo e attivo, fanno incazzare chi non arriva alla fine del mese, nel senso del sesso e non del denaro.
La gnocca, dunque, questa conosciuta. Berlusconi non ha mai fatto mistero di avere per essa una certa inclinazione naturale che lui poi tende a raddrizzare, ma questo è volgare e bisogna toglierlo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma che fanno gli stronzi? Dicono: va be’, come possiamo usare questa storia della gnocca, specie se di ministra (che è un po’ come dire gnocca imperiale, gnocca sopraffina) per fottere Berlusconi ?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Già c’è una procuradora del golpeo italianero che vorrebbe rompere il culo a Berlusconi dandogli sei anni e poi voglio vedere come ti rialzi. Ma con questa gnocca apparente che abbiamo per la mani, che ci facciamo ?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si alza uno stronzo, un po’ più stronzo degli altri e dice: ho trovato. Diciamo non che la ministra ha dato la gnocca al primo ministro, che francamente non sappiamo che farcene, ma diciamo invece che la ministra è diventata ministra grazie alla gnocca. Che ve ne pare ? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un urlo: che ficata !&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E da allora il tamtam: le ministre della Repubblica sono ministre perché l’hanno data. Anche qui, chi se ne frega: conosciamo una bellissima ministra francese, uno schianto di fica, che l’ha data forte, tanto che la first lady le ha detto: carina, su questo letto trombo io e tu te ne vai a cagare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
JFK, il divo Kennedy fece ministro della giustizia suo fratello Bob, perché gli era simpatico e perché si spartivano la gnocca di Marylin Monroe a mezzadria, ciò che fa il ministro arrapato e scattante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma insomma, sia come sia, ti inventano questa stronzata per gridare, e lo faranno l’8 prossimo, che la democrazia è in pericolo. Il che è vero, perché loro la mettono in pericolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma adesso, in questa torrida estate, assistiamo a questo spettacolo inverecondo e osceno: quello di una sinistra sinistrata, disastrata, codina, chiagnona, stronzetta, moralista quando le pare, che attacca il governo perché pare – udite ! - che il primo ministro trombi.
Conclusione: qualsiasi conclusione dovrebbe essere estremamente volgare, ma noi abbiamo cercato in questo scritto di essere casti come le orsoline e di usare soltanto nomi e cognomi propri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma quel che cerca di fare la sinistra del cazzo contro la destra della gnocca è veramente osceno, ributtante, sordido: roba da magnaccia, da lupanare, sudicio, ottuso, impotente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Viva la vita, viva la fica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.paologuzzanti.it/?p=755&quot;&gt;Blog &quot; Rivoluzione Italiana&quot;, blog dell'On. Paolo Guzzanti&lt;/a&gt;</summary>
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