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  <title>Openpolis - Argomento: l'aquila</title>
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  <updated>2012-04-03T00:00:00Z</updated>
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  <title>ALFONSO MASCITELLI: L'Aquila 3 anni dopo: Sull'Imu per case inagibili la politica trovi intesa</title>
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  <updated>2012-04-03T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626462</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Una rappresentanza politica seria riesce a trovare convergenza e risoluzione ai problemi, indipendentemente da chi vi appone la prima firma. Spero che questo possa essere di buon esempio a chi governa in Abruzzo, che ha fatto spesso della supponenza e della autosufficienza il suo metodo di lavoro''.
&lt;p&gt; E' il pensiero del senatore IdV, Alfonso Mascitelli, segretario regionale Abruzzo, che ha apposto la sua firma e il suo voto alla riformulazione dell'emendamento Legnini sulla esenzione dell'Imu ai fabbricati inabitabili e inagibili, norma applicabile ai comuni del cratere sismico. 
&lt;p&gt;''Avevamo presentato come IdV un emendamento specifico su questo problema, il numero 4.1000/5 - ricorda - con una formulazione a nostro giudizio più chiara e una copertura economica certa, ma il Governo ha espresso parere contrario, determinando il voto negativo della maggioranza delle due Commissioni. Si è fatta allora convergenza sulla riformulazione dell'emendamento Legnini - aggiunge - che è stato però il risultato di una mediazione stirata e che potrebbe quindi produrre difficoltà applicative ai cittadini, visto che l'esenzione è applicabile alla sola categoria catastale F2''. 
&lt;p&gt;''Ora spetterà ai colleghi dell'altro ramo del Parlamento continuare a fare pressione sul Governo - auspica - per introdurre una facile applicabilità e una piena chiarezza della norma, senza creare ulteriori disagi ai cittadini che vivono già in uno stato di continua incertezza''.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/newsregioni-L_Aquila_3_anni_dopo__Idv__su_Imu_case_inagibili_politica_trovi_intesa-1141271-.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Sonia ALFANO: Bertolaso abbia la decenza di tacere</title>
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  <updated>2011-11-11T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>618087</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
E’ passato esattamente un anno dal giorno in cui Guido Bertolaso ufficializzò le sue dimissioni da capo del dipartimento di Protezione Civile e da sottosegretario, ma non si è ancora rassegnato: ama stare al centro dell’attenzione e sbagliare, per esempio utilizzando la stampa per difendersi dalle accuse che lo hanno letteralmente travolto per la sua gestione assolutistica, privatistica e personalistica di quel “carrozzone” che è diventata la Protezione Civile dopo il suo arrivo.
&lt;p&gt;
In data odierna Il Giornale ha pubblicato una sua lettera indirizzata a Vittorio Feltri: uno scritto intriso di un vittimismo urticante per qualunque cittadino informato e onesto. 
&lt;p&gt;L’ex sottosegretario dice che da un anno cerca di essere dimenticato, eppure è lui stesso a cercare le pagine dei giornali (prima il Corriere della Sera, ora il megafono berlusconiano). 
&lt;p&gt;Dice soprattutto che i “veleni” politici contro di lui hanno indebolito la Protezione Civile.
In verità le responsabilità del decadimento della Protezione civile “migliore del mondo” sono prima di tutto sue. Ed è opportuno chiarire che quando si dice Protezione civile “migliore del mondo” si intende l’attenta architettura legislativa e l’accurato know-how costruito negli anni antecedenti alla affaristica gestione bertolasiana.
&lt;p&gt; Molti ricorderanno i fringe-benefits del sistema Bertolaso: auto di lusso, arredamenti, ristrutturazioni immobiliari, prostitute. E molti ricorderanno altrettanto bene le stabilizzazioni dei suoi amici che da semplici cittadini furono nominati (e lo sono ancora purtroppo) dirigenti generali della Presidenza del Consiglio dei Ministri pur non avendo alcun requisito richiesto e quel che è peggio, senza aver superato alcuna prova, test, quiz e quant’altro. I famosi 4 amici che lui amava chiamare “squadra”. Uno dei quali è imputato a L’Aquila ma attuale presidente dell’Ispra, un altro messo a parcheggio presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri dopo aver fatto i danni come commissario a Pompei, un altro al Servizio Civile e l’ultimo attualmente nelle grazie di Catherine Ashton, “ministro”degli esteri della UE, che sbarcato a Bruxelles sta tentando di fare la stessa operazione, non riuscita in Italia: la protezione civile SpA europea. 
&lt;p&gt;Non a caso, aprendo i lavori della seconda giornata della conferenza internazionale su Protezione civile e interventi umanitari a Roma, l’attuale Capo Dipartimento ha testualmente detto: “è necessario aprire un dialogo che non schiacci o snaturi l’identita’ e il ruolo della protezione civile a vantaggio dell’intervento privato, e con esso il ruolo degli Stati“. 
&lt;p&gt;Il lupo perde il pelo ma non il vizio.&lt;br /&gt;

E che dire poi del fatto che in soli sei anni di gestione Bertolaso il Dipartimento cosiddetto Nazionale (aggettivo che scimmiotta linguaggi militari) è passato senza che ce ne fosse effettiva necessità, da 300 dipendenti ai quasi mille attuali. Settecento persone, alcune assunte per effettivo titolo ma la maggior parte precari d’alto rango. Tra i “contatti” più prestigiosi: la moglie di un sottosegretario, i figli dei generali amici, dei giudici amici e dell’alta borghesia (amica!), alti burocrati dello Stato, capo del personale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e addirittura figlio dell’ex Presidente della Consulta e sindacalisti autonomi, tutti funzionali a lui e al suo perverso disegno di piegare a fini privati una istituzione dello Stato. Un bel regalo a tutti i lavoratori. Un bel regalo perché adesso il Dipartimento è sovraffollato, con un organico tre volte superiore rispetto a quello necessario e quindi, con i tempi che corrono, nell’occhio del mirino per essere sottoposto ad una drastica cura dimagrante. 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Tutti assunti a tempo indeterminato, con i soldi sottratti ai terremotati abruzzesi (circa 8 milioni di euro)!&lt;/b&gt; Una vera e propria macchina del consenso. 
&lt;p&gt;E poi anche a Napoli (emergenza rifiuti: per la quale Bertolaso, commissario straordinario, è stato iscritto nel registro degli indagati per traffico illecito di rifiuti e truffa ai danni dello Stato) e alla Maddalena (il famigerato G8 degli appalti truccati: Bertolaso è stato rinviato a giudizio per il reato di corruzione) una pioggia di incarichi per parenti e amici. Ovviamente tutte assunzioni tramite ordinanza di protezione civile e mai per concorso.
&lt;p&gt;
Oggi, quindi, bisogna chiedersi e nello stesso tempo far sapere alcune cose: la prima, perchè nella lettera inviata al Giornale Bertolaso lamenta le modifiche intervenute con il decreto milleproroghe, se la responsabilità è unicamente della sua gestione fatta di sperperi (per esempio i Grandi Eventi festosi), di provvedimenti ad personam (vedi le assunzioni di amici e parenti tramite apposita ordinanza) e di privilegi acquisiti sulla pelle di terremotati e alluvionati? 
&lt;p&gt;Perché non dice per una volta una verità: per esempio che lui è andato via ma al Dipartimento tutti i dirigenti di prima e seconda fascia sono gli stessi che ha nominato lui con i metodi di cui sopra, amici suoi fedelissimi che stanno portando la protezione civile in un vicolo cieco anche sul piano operativo come abbiamo visto appunto in questi giorni. Dirigenti fideizzati e affiliati a lui?
&lt;p&gt; Anzi, a pensarci bene, qui si pone un problema d’ordine democratico: chi è questa gente che senza credenziali e senza concorso è stata messa a dirigere una struttura così delicata? Chi è? Cosa fa lì? A chi risponde? E può questa gente impostare linee guida che mettano sotto botta i sindaci legittimamente eletti dal popolo? Stia zitto Bertolaso e si vergogni: di danni ne ha fatti tanti, tantissimi, come il suo ex capo. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.soniaalfano.it/blog/2011/11/11/bertolaso-abbia-la-decenza-di-tacere/#more-4996&quot;&gt;www.soniaalfano.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOVANNI CHIODI: Rinvio tasse per L'Aquila o mi dimetto</title>
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  <updated>2011-11-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>617925</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Abruzzo (Partito: PdL) - Consigliere Regione Abruzzo (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Continuo a lavorare senza sosta - dice Chiodi - facendo la massima pressione sul governo centrale affinché si possa giungere ad una soluzione soddisfacente. Nonostante il tempo non giochi a nostro favore, sono ancora fiducioso che la questione relativa alla restituzione delle tasse per la popolazione del cratere sismico si risolva nei termini utili”.
&lt;p&gt;

Al punto da paventare anche una decisione forte e sofferta. Purché serva al bene della collettività: “Se non dovesse arrivare a breve, brevissimo, una misura ad hoc per attenuare la crisi dell’economia e permettere ai cittadini di rifiatare sul fronte contributivo, rimetterò al governo l’incarico di commissario”.
&lt;p&gt;

&quot;La scelta delle dimissioni è un passo pesante ovviamente che, in cuor suo, Chiodi auspica di non dover fare - sottolinea una nota del settore comunicazione della Struttura per la gestione dell'emergenza - Non foss’altro per continuare a dare il suo contributo, in termini di energie e rapporti politico-istituzionali, al territorio terremotato, alla sua gente che oggi, in enorme difficoltà per dover restituire allo Stato tutte le tasse sospese, gli chiede quantomeno una ulteriore proroga&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.abruzzoweb.it/contenuti/chiodi-alza-la-voce-con-il-governo-rinvio-tasse-per-laquila-o-mi-dimetto/39628-302/&quot;&gt;www.abruzzoweb.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LUCA RICCIUTI: vedo un nuovo grande partito di destra identitaria, radicata sul territorio sullo stile di Joerg Haider</title>
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  <updated>2011-08-30T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>608015</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Abruzzo (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; i politici locali non hanno una dialettica interna viva che permetta di confrontarsi con i vertici del partito. «Allora dovremo 'rompere' questo sistema e marcare una linea di discontinuità. Non serve tanto far uscire un leader ma le posizioni silenti fino ad ora. Le nuove generazioni in realtà rischiano di venire schiacciate dalle vecchie logiche. C'è tanta gente dentro il centro destra che si sta preparando al dopo Berlusconi. Io, personalmente, vedo un nuovo grande partito di destra identitaria, radicata sul territorio sullo stile di Joerg Haider, che farà presa sui cittadini su tematiche tipo la globalizzazione, l'Europa, gli stranieri»&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilcapoluogo.com/Rubriche/L-Editoriale-del-direttore/Centro-destra-sbuca-il-nome-di-Liris-candidato-sindaco-61706&quot;&gt;www.ilcapoluogo.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gaetano Cantalini: A Navelli: no map no contributo autonoma sistemazione</title>
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  <updated>2011-07-14T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609529</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Navelli (AQ) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;In questi giorni i cittadini del Comune di Navelli beneficiari del contributo di autonoma sistemazione si sono visti recapitare una nota a firma del Sindaco nella quale in ottemperanza all’art. 4 comma 2 dell’OPCM 3917 del 30.12.2010 veniva comunicata l’assegnazione di un modulo abitativo provvisorio, precisando che la rinuncia avrebbe comportato l’immediata decadenza da qualsiasi forma alternativa di assistenza, ivi compreso il contributo di autonoma sistemazione.
I MAP in questione sono quelli risultati in sovrannumero e rimasti inutilizzati anche dopo essere stati dal Commissario Delegato messi temporaneamente a disposizione dei nuclei familiari, in possesso dei prescritti requisiti, per i quali non fosse stata ancora individuata un’adeguata sistemazione alloggiativa alternativa nei rispettivi territori. 
Una direttiva, però, del Commisario Vicario Dott. Antonio Cicchetti, esattamente la n. 1/2011 del 03.06.2011 in materia di regole per l’assistenza alla popolazione che sembrerebbe riguardare soltanto i cittadini residenti nel Comune dell’Aquila, prevede all’art. 1 che “in caso di rinuncia all’alloggio assegnato, l’unica forma di assistenza ancora garantita ai rinunciatari sarà il contributo di autonoma sistemazione”. Ciò costituirebbe un’evidente disparità di trattamento rispetto ai residenti negli altri comuni del cratere.
Auspichiamo pertanto a riguardo un sollecito pronunciamento da parte del Vice Commissario Vicario ritenendo inaccettabile non solo l’applicazione di disposizioni tra loro difformi in riferimento a situazioni che appaiono identiche ma anche che i cittadini debbano subire le conseguenze di scelte fatte da altri rispetto alle quali sono totalmente estranei. 
Al momento non sappiamo come gli altri comuni del cratere che si trovano nelle medesime condizioni stanno operando, certo è che per quanto ci riguarda a farne le spese sono proprio le persone anziane che, dopo aver perso la casa ed affrontato spese per un alloggio alternativo, a oltre due anni dal sisma viene anche loro negata di fatto la possibilità di scegliere&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.primadanoi.it/modules/articolo/article.php?storyid=7708&quot;&gt;PrimaDaNoi.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARIO MAZZETTI: Si alle primarie all'Aquila e Avezzano</title>
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  <updated>2011-07-13T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Carsoli (AQ) (Partito: LISTA CIVICA) - Consigliere  Consiglio Comunale Carsoli (AQ) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il prossimo anno siamo attesi da due importanti appuntamenti elettorali, ad Avezzano e all’Aquila. Organizzeremo le primarie per la scelta del candidato sindaco. Entro fine agosto sarà pronto il regolamento che detterà gli indirizzi per lo svolgimento delle consultazioni&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.abruzzoweb.it/contenuti/laquila-cialente-bis-non-e-scontato-mazzetti-pd-si-faranno-le-primarie/31479-268/&quot;&gt;www.abruzzoweb.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Luigi BERSANI: BERSANI ALL'AQUILA: ''VOGLIO BENE A CIALENTE, SITUAZIONE NON FACILE''</title>
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  <updated>2011-07-05T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Se dovessimo governare noi - ha aggiunto Bersani - senza dubbio metteremo una postazione all’interno del governo che si occuperà dell’Aquila e della ricostruzione”.

&lt;p&gt;
Sempre sulla ricostruzione, Bersani ha poi commentato: “è stato tutto sbagliato. Se andrò al governo, bisognerà azzerare tutto. Il terremoto è stato gestito in maniera sbagliata da Berlusconi”.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.abruzzoweb.it/contenuti/bersani-allaquila-voglio-bene-a-cialente-situazione-non-facile/30904-4/&quot;&gt;www.abruzzoweb.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Vergogna. No del Pdl-Lega allo stralcio per  l'Aquila e Viareggio</title>
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  <updated>2011-04-13T00:00:00Z</updated>
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  <id>559790</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Vergogna si aggiunge a vergogna. La maggioranza non ha voluto consentire neanche lo stralcio della norma che consente la prescrizione breve per il reato di omicidio plurimo. Quello che riguarda la strage di Viareggio e l'Aquila''.
&lt;p&gt; Lo ha affermato il presidente del Pd alla Camera, &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, al termine della conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Un emendamento in questo senso era stato firmato da Pd, Idv e Terzo Polo. 
&lt;p&gt;In Aula &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; aveva invitato la maggioranza a votare a favore dell'emendamento, oppure ad astenersi pur di far passare la proposta. Ma l'emendamento e' stato respinto. &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt;, uscendo dalla capigruppo, ha riferito che l'opposizione ''ha usato e interpretato creativamente le norme regolamentari, sempre rimanendo nell'ambito del regolamento'' per allungare i tempi di approvazione del processo breve. Ora ''abbiamo esaurito tutti i tempi, di gruppo e singoli, ma abbiamo tenuto aperta di fronte al Paese questa vergogna''.&lt;br /&gt;


&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=qXqq4haj940&quot;&gt;&lt;b&gt;Video dell'intervento di Dario Franceschini alla Camera&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-PROCESSO_BREVE__FRANCESCHINI__VERGOGNA_NO_PDL-LEGA_STRALCIO_VIAREGGIO-1008222-POL-1.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: L'Aquila: due anni dopo il governo ha spento i riflettori</title>
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  <updated>2011-04-06T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il governo Berlusconi, dopo le promesse di due anni fa ha, di fatto, ''spento i riflettori su L'Aquila e sul suo dramma''. Lo ha detto in Aula il capogruppo del Pd alla Camera, &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt; che &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=XWsnBCeHmKA&quot;&gt;ha parlato a nome del suo partito nel corso del Question time&lt;/a&gt; rivolto al ministro per le Infrastrutture, Altero Matteoli sul tema della ricostruzione.
&lt;p&gt;

''A due anni dal terremoto - ha detto &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; - il 50% della ricostruzione dei beni monumentali non e' neppure stata approntata e ci sono ancora 37 mila sfollati, di cui mille nelle caserme. Gli aquilani hanno ripreso a pagare i mutui e da luglio, anche le tasse con un incremento per gli arretrati''.

&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=XWsnBCeHmKA&quot;&gt;&lt;b&gt;Video dell'intervento di Dario Franceschini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=XWsnBCeHmKA&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo CIALENTE: L'Aquila. «Il ritardo è terribile. Serve una svolta per partire»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-04-05T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune L'Aquila (AQ)- Consigliere  Consiglio Comunale L'Aquila (AQ)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
 È al suo posto, sullo scranno più alto del Consiglio comunale, sereno come non lo si vedeva più da tempo. Cauto, attento a evitare qualsiasi conflitto e a spegnere sul nascere le fiamme della polemica.&lt;br /&gt;

Il sindaco dell`Aquila, Massimo Cialente, non vuole rispondere alle punzecchiature del commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi. Non perde l`occasione, invece, per esprimere apprezzamento nei confronti del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Chiodi ha detto che il piano di ricostruzione dell`Aquila non c`è e spetta al sindaco.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Preferisco non rispondere. Mi chiarirò con lui. Le cose non stanno così, ma basta con le polemiche, adesso sono ben altre le cose da fare. Comunque voglio vedere i piani degli altri sindaci».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Si aspettava una conferenza stampa che riaprisse il conflitto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Apprezzo molto il tono di Letta e mi pare che sia stata una conferenza stampa costruttiva, dove sono state dette alcune verità, in maniera serena».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Il 27 marzo lei ha ritirato le dimissioni: cosa si augura e cosa chiede?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Chiedo una svolta per invertire marcia e modalità di un processo finora fermo.&lt;br /&gt;
 Auspico che qualcosa sia cambiato. Finalmente si è raggiunto un accordo con progettisti, costruttori e le varie strutture. Spero che l`intesa faccia arrivare progetti per le case e inauguri un nuovo modo di lavorare per affrontare i problemi rimasti in sospeso, in attesa di conoscere cosa farà il Parlamento tra le tre leggi sul terremoto al vaglio delle commissioni».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sulla situazione attuale, però, non fa sconti.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Nulla è stato fatto per la ricostruzione pesante e per l`edilizia residenziale pubblica; c`è un ritardo terribile per gli edifici pubblici, con pochissimi appalti assegnati, tutti ancora in fase di progettazione, nulla per il rilancio economico e produttivo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il Comune non ha sbagliato nulla?&lt;/b&gt;&lt;b&gt;È tutta colpa degli altri?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Ha compiuto il proprio dovere: abbiamo speso 550 milioni, c`è stato un risparmio di oltre 130 milioni.Si va completando la ricostruzione leggera che è stata gestita direttamente dal Comune. I cantieri sono 9.000, migliaia di cittadini sono tornati a casa. Il centro storico e le altre zone sono puntellate per oltre il 55 per cento».
&lt;p&gt; Sorride. Non è ancora tempo di bilanci definitivi, questo è il momento della speranza. E davvero un Cialente diverso rispetto a quello che, soltanto pochi giorni fa, tuonava e attaccava tutti a testa bassa. Forse sono davvero cambiati metodo e modi. Forse sono concrete coesione e unità di intenti, indispensabili per credere nella ricostruzione e dare un futuro a una città distrutta.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=YRMKU&quot;&gt;Il Messaggero&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Orrore e vergogna per la finta terremotata</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/28/dario-franceschini/orrore-e-vergogna-per-la-finta-terremotata/559469"></link>
  <updated>2011-03-28T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559469</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt; del ha duramente criticato la puntata di 'Forum' con una finta terremotata dell'Aquila. &quot;Brividi di orrore e vergogna&quot;, ha scritto il capogruppo del Pd alla Camera su twitter, accanto a un link che rimanda a un articolo sulla trasmissione.&lt;br /&gt;


 &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.leggimi.eu/quotidiano/pescara/14166-forum-con-finta-terremotata-franceschini-orrore.html&quot;&gt;leggimi.eu&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gaetano Cantalini: TERREMOTO: CANTALINI, ''ANCHE PER NAVELLI RICOSTRUZIONE VELOCE''</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/02/19/gaetano-cantalini/terremoto-cantalini-anche-per-navelli-ricostruzione-veloce/609530"></link>
  <updated>2011-02-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609530</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Navelli (AQ) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Pochi giorni fa abbiamo appreso dagli organi di stampa la notizia dell'approvazione all'unanimità da parte del Consiglio Provinciale di un documento presentato dal Vice Presidente della Commissione Ricostruzione Pierpaolo Pietrucci insieme al Presidente della stessa Paolo Federico, a sostegno della mozione già approvata dal Consiglio Comunale dell'Aquila per l'avvio ed il completamento entro 12 mesi della ristrutturazione della zona afferente l'asse compreso tra la Villa Comunale e la Fontana Luminosa con le vie e le piazze limitrofe della città.
Ora dal Vicesindaco nonché Assessore alla Ricostruzione del Comune di Navelli, ovvero dallo stesso Paolo Federico che come Presidente della Commissione Provinciale ha appoggiato la suddetta iniziativa in evidente contrasto con quanto viene ripetutamente ribadito dal Commissario Chiodi circa l'obbligatorietà imposta per legge dei piani di ricostruzione per i centri storici, ci aspettiamo l'adozione di un provvedimento analogo anche per il centro storico del suo paese in modo da poter avviare immediatamente i lavori di ristrutturazione senza dover attendere prima l’approvazione del piano di ricostruzione che richiederebbe inevitabilmente tempi più lunghi, data l’assenza per fortuna di crolli e di edifici da demolire.
Per quanto ci riguarda, siamo pronti come gruppo consiliare di &quot;Svolta Democratica&quot; a sostenere ogni iniziativa che a questo punto l’amministrazione comunale ci auguriamo vorrà prendere al più presto al fine di accelerare l’intero processo di ricostruzione del centro storico di Navelli anche in considerazione del fatto che purtroppo, a quasi due anni dal sisma, a parte qualche intervento di puntellamento, nulla a riguardo è stato fatto a differenza di altri comuni del cratere che già da diverso tempo hanno provveduto alla pubblicazione degli aggregati edilizi e alla costituzione dei consorzi. 
Per evitare che ciò che non è crollato con il sisma, crolli a causa dell’abbandono e dell’indifferenza nei confronti del borgo antico, riconosciuto come uno dei più belli d'Italia, auspichiamo un’azione comune per farlo rivivere, architettonicamente e culturalmente,  prima che sia troppo tardi&quot;.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.abruzzoweb.it/contenuti/terremoto-cantalini-anche-per-navelli-ricostruzione-veloce/19293-302/&quot;&gt;AbruzzoWeb&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Luigi de MAGISTRIS: Ecco il piano autoritario del Governo</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/12/21/luigi-de-magistris/ecco-il-piano-autoritario-del-governo/548972"></link>
  <updated>2010-12-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548972</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Quale sarà la prossima mossa del Governo per accelerare la realizzazione del piano di rinascita autoritario che sta consolidando nel Paese? A che cosa stanno pensando – su mandato di Silvio Berlusconi e dei poteri occulti e meno occulti dei quali è espressione e garante – i ministri degli interni, della difesa e della giustizia con il supporto dell’esecutivo e di pezzi delle istituzioni?

&lt;p&gt;
In primo luogo, devono scongiurare che importanti indagini della magistratura in svolgimento individuino la rete piduista che governa, di fatto, parte del Paese. Il popolo non deve sapere che cricche corrotte e in parte mafiose stanno governando e mortificando le istituzioni. La conoscenza dei fatti produce pensiero libero che potrebbe divenire critico e, quindi, dissenso.

&lt;p&gt;
In secondo luogo, devono fare in modo che ogni questione democratica diventi questione di ordine pubblico. L’ansia di insicurezza sociale – radicalizzata dai media controllati dal regime – per considerare l’immigrazione come questione che attiene alla sicurezza nazionale e all’ordine pubblico. Questo serve per acquisire consenso sociale presso quella parte del Paese che ha paura e che si piega su posizioni egoiste.

&lt;p&gt;
La questione del lavoro e del rapporto con il capitale, il conflitto sociale e la lotta di classe degli operai, va inquadrata come preludio di infiltrazioni estremistiche tra i lavoratori. La manifestazione della FIOM e le posizioni della CGIL come radicalizzazione del conflitto che genera mostri e, quindi, presentare la piazza come luogo pericoloso.

&lt;p&gt;
Le lotte del popolo abruzzese e dei cittadini campani – distrutti dalle pratiche emergenziali con le quali le cricche gestiscono le calamità naturali e le emergenze ambientali – devono essere represse con i manganelli. Le manifestazioni degli artisti e del mondo della cultura colpite con la repressione. L’arresto della cultura che viene anche uccisa con la privazione di risorse. La cultura è pericolosa per il piano piduista, la gente non deve pensare, si deve omologare, deve essere conformista e seguire la strada del pensiero unico.

&lt;p&gt;
Le lotte degli studenti – anche di professori e ricercatori – devono essere fermate, oggi come a Napoli e Genova nel 2001. Alle forze dell’ordine si ordina di sgomberare scuole e università. Arresti e fermi di giovani in vorticoso aumento. Devono scongiurare la crescita del movimento studentesco e magari la sua saldatura con le lotte dei lavoratori, operai in primis. Il raccordo con i precari e i disoccupati, la contaminazione tra coloro che hanno capito e si vogliono ribellare a un regime classista che sta uccidendo la democrazia.
&lt;p&gt;

Il regime sta pensando di passare a un’altra fase. Non è più sufficiente l’utilizzo del solo potere disciplinare per piegare chi si oppone legittimamente agli abusi del potere; non basta più l’utilizzo illegale delle norme per piegare servitori dello Stato e dissidenti. Non basta più la violenza morale e della carta da bollo.

&lt;p&gt;
Stiamo passando alla strategia della tensione, seppur in una fase ancora embrionale. Devono dimostrare che il dissenso è esercitato in forme criminali e che le lotte sono condotte in modo violento, da parte di sovversivi. L’obiettivo è quello di ribaltare la verità – della normale devianza – nascondere che i veri eversori dell’ordine costituzionale sono proprio i governanti.
&lt;p&gt;

Stanno preparando il terreno per presentare provvedimenti normativi di urgenza che diano poteri speciali, consolidino lo stato di eccezione già sperimentato a L’Aquila, sospendano diritti costituzionali insopprimibili in modo democratico. Bisogna tenere gli occhi spalancati; conosciamo la tenuta democratica della stragrande maggioranza delle forze dell’ordine che eviteranno di essere utilizzate quale strumento per abbattere la democrazia.
&lt;p&gt;

Ma non basta. Stanno lavorando per costruire uno stato d’eccezione, consegnare poteri speciali alle forze dell’ordine e agli apparati di sicurezza, sospendere diritti, limitare il diritto di associarsi e manifestare. Utilizzano il pretesto della violenza che mette a rischio il Paese. Hanno paura, vogliono solo difendere il loro potere istituzionale, politico ed economico.

&lt;p&gt;
Stiamo entrando nella fase più pericolosa, tenuto conto anche dell’instabilità del quadro politico. Chi lotta per i diritti, per la Costituzione e per la democrazia possiede la ragione delle idee e il plusvalore della passione. Si deve isolare ogni forma di violenza fisica per evitare che venga utilizzata dal Governo per approvare decreti legge – sui quali stanno ragionando - che sospendano diritti democratici, si deve vigilare sulle infiltrazioni di pezzi deviati delle istituzioni e realizzare l’unità del centro-sinistra e manifestazioni di massa che tengano lontani gli strateghi della tensione che lavorano per dividere il fronte democratico, consolidare la borghesia mafiosa e narcotizzare il popolo.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=W8KJ2&quot;&gt;Il Manifesto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: Una firma per far restituire ai corrotti ciò che hanno rubato</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/12/11/giuseppe-giulietti/una-firma-per-far-restituire-ai-corrotti-ci%C3%B2-che-hanno-rubato/548809"></link>
  <updated>2010-12-11T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548809</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Corrotti per il bene comune, i corrotti restituiscano ciò che hanno rubato&quot;, questo il motivo conduttore della grande campagna di &lt;a href=&quot;http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3915&quot;&gt;&lt;b&gt;raccolta di firme&lt;/b&gt; &lt;/a&gt;avviata da &lt;b&gt;Libera&lt;/b&gt;, l’associazione contro le mafie presieduta da Don Luigi Ciotti, e da Avviso pubblico.
&lt;p&gt; L’iniziativa è dedicata alle ragazze e ai ragazzi morti nel crollo della casa dello studente dell’Aquila, simbolo della corruzione più nera, degli affari realizzati nel modo più cinico e spregiudicato.

&lt;p&gt;
L’obiettivo è quello di raccogliere oltre un milione di firme sotto le cartoline che saranno spedite al presidente Napolitano per chiedere che l’Italia recepisca integralmente le norme della convenzione di Strasburgo in materia di confisca e di riutilizzo dei beni confiscati ai corrotti e che il governo si decida ad applicare le medesime norme già votate nella finanziaria del 2007.

&lt;p&gt;
Utopia? Lo stesso giudizio sprezzante fu usato da molti commentatori quando 15 anni fa Don Ciotti e Libera decisero di promuovere una raccolta di firme per chiedere il riutilizzo dei beni sequestrati ai mafiosi. Certo le difficoltà non sono mancate e non mancano, ma oggi non pochi edifici e beni sequestrati sono gestiti da associazioni e da cooperative che hanno fatto rifiorire la legalità, laddove trionfava l’illecito, la violenza, il disprezzo più assoluto per la legge.

&lt;p&gt;
Adesso Libera e Avviso pubblico hanno deciso di chiedere che lo stesso principio sia applicato anche ai corrotti, a colore che usano il bene pubblico a fini personali, a quelli che raccattano mazzette, a quelli che depredano il patrimonio pubblico e truffano il prossimo.

&lt;p&gt;
Perché non riutilizzare il maltolto? Perché non restituire alla comunità i beni truffati? Pensate quante attività di pubblico interesse sarebbe stato possibile promuovere con i beni del signor Callisto Tanzi che ha ridotto alla fame migliaia di piccoli risparmiatori.

Le cifre della corruzione e della concussione sono spaventose. Per ogni euro recuperato dallo stato, si calcola che ce ne siano 5 sottratti alla comunità. Il 17% degli italiani, secondo una recente statistica, si sarebbe sentita chiedere una qualche forma di tangente o di mazzetta. Come se non bastasse l’Italia berlusconiana e dell’indifferentismo etico ha ormai abbassato la guardia.
&lt;p&gt; Negli anno 1992-93, nel solo distretto giudiziario di Milano, vi furono 2000 denunce per corruzione e concussione, l’anno scorso siamo scesi sino a quota 120. E’ del tutto evidente che il cittadino non se la sente più di denunciare gli estorsori e i corrotti, preferisce tacere, avverte un clima di impunità e di omertà incoraggiati e protetti dall’alto, respira consenso ai comportamenti illeciti, al disprezzo delle norme.

&lt;p&gt;
Per queste ragioni ci sembra giusto appoggiare l’iniziativa promossa da Libera e da Avviso pubblico e sostenuto da decine di associazioni che raccoglieranno le firme in 3000 punti in tutta Italia. Chi avesse problemi a rintracciare i banchetti potrà dare la sua adesione anche on line sul sito di Libera.

&lt;p&gt;
Mercoledì prossimo alle ore 18, nelle sale della provincia di Roma, a Palazzo Valentini, sarà consegnato anche a Libera e a Don Ciotti, il tradizionale riconoscimento che articolo 21 dedica a coloro che si battono per la libertà di informazione in Italia e nel mondo. Ci è sembrato giusto consegnare un riconoscimento a chi da anni si batte per la libertà, per la legalità e per la dignità individuale e collettiva, valori senza i quali non può esistere neppure una libera informazione.
&lt;p&gt;

Giuseppe Giulietti&lt;br /&gt;



&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://temi.repubblica.it/micromega-online/una-firma-per-far-restituire-ai-corrotti-cio-che-hanno-rubato/?printpage=undefined&quot;&gt;micromega-online&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: La Rai non oscuri le ragioni degli studenti</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/12/06/giuseppe-giulietti/la-rai-non-oscuri-le-ragioni-degli-studenti/548628"></link>
  <updated>2010-12-06T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548628</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Non vi chiediamo di farci propaganda, vi chiediamo solo di dare voce e volto alle ragioni di chi lotta per difendere il diritto alla formazione pubblica e dare un futuro all’Università e all'Italia».&lt;br /&gt;
 Così ci hanno accolto i ricercatori e gli studenti che, da settimane, stanno sul tetto della facoltà di architettura, a Roma, in piazza Fontanella Borghese.
&lt;p&gt;
Che differenza tra i loro modi e le loro parole argomentate, documentate, fondate su una rigorsa conoscenza del pessimo testo Gelmini e la sciatteria, la violenza, l’approssimazione con la quale i berlusconiani hanno affrontato il tema della formazione: &quot;Vadano a lavorare, quelli bravi non protestano, non hanno voglia di fare nulla&quot;, queste alcune delle perle uscite dalla bocca dei seguaci di un premier che ci ha sputtanato, in senso letterale, in mezzo mondo.
&lt;p&gt;
Sul tetto non abbiamo incontrato escort e neppure vecchi arnesi della P2 o della P3, e non abbiamo trovato neppure parenti di quel Verdini che in queste ore ha rispolverato il fascistissimo &quot;Me ne frego&quot;, anzi qui se ne fregano non solo dei loro destini individuali, ma anche di quelli degli altri, persino di quelli che verranno dopo di loro.
&lt;p&gt; Nulla di più lontano dallo spirito dei tempi, forse proprio per questo queste ragazze e questi ragazzi faticano a bucare gli schermi, meglio non farli vedere troppo, altrimenti con le loro facce, con le loro parole, con la loro preparazione potrebbero mettere in discussione ore e ore di propaganda a reti quasi unificate.
&lt;p&gt;
Proprio per questo i promotori della rete 29 aprile hanno voluto inviare il loro appello ai dirigenti della Fnsi, dell’Usigrai, della stampa romana, rappresentati da Roberto Natale, Carlo Verna, Paolo Butturini, chiedendo loro solo e soltanto di essere descritti per come sono e non per come vorrebbe la signora Maria Stella.
&lt;p&gt;
&quot;Il ministro Maroni ha potuto godere di ore e ore di trasmissione per poter relicare al minuto che gli aveva dedicato Roberto Saviano… a noi non viene concesso, perchè?&quot;, domanda retorica, ovviamente, a loro non viene concesso perchè dicono e fanno cose che non piacciono al piccolo Cesare e alla sua corte.
&lt;p&gt;
Per quanto ci riguarda come articolo 21 non intendiamo lasciare cadere questa richiesta e promuoveremo una campagna affinchè il diritto di replica sia concesso anche a queste donne e a questi uomini.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Possibile che&lt;/b&gt; non si possa organizzare un faccia a faccia tra la Gelmini e una loro rappresentanza? Perchè la ministra non affronta mai un contraddittorio ad armi pari? &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Possibile che&lt;/b&gt; alcuni direttori non si rendano conto che questo continuo censurare, deformare, omettere è un potente contributo al livore sociale, una violenza morale intollerabile?
&lt;p&gt;
Il lodo Maroni deve essere reclamato e richiesto per chiunque sia stato cancellato o manganellato dai mazzieri del conflitto di interessi.
&lt;p&gt; Vale per gli studenti sui tetti, vale per i terremotati dell’Aquila, prima illusi e poi truffati, vale per quelle decine di migliaia di cittadini che hanno firmato la petizione promossa da Valigia Blu e che ancora attendono che il Tg1 precisi che una prescrizione non è una assoluzione, vale per il giudice Ingroia insultato in diretta tv dal condannato Dell’Utri e che non ha mai potuto replicare, così, tanto per fare qualche esempio.
&lt;p&gt;
Speriamo che l’appello sia raccolto da un grandissimo numero di direttori e di giornalisti, anche perchè è assai probabile che, tra qualche settimana appena, si conosceranno i testi di telefonate e dispacci con i quali si concordavano le scalette dei Tg e si decideva insieme con il governo cosa illuminare e cosa oscurare.
&lt;p&gt;
Se proprio la Rai non vuole applicare il lodo Maroni agli esclusi, potrebbe sempre ripiegare sul lodo Bonev, dal nome della signora bulgara, amica di Silvio, alla quale è stato donato un milione di euro per acquistare i diritti di un film che nessuno ha ancora avuto il piacere di vedere; in questo caso il direttore generale Masi, magari con una lettera di raccomandazione, potrebbe chiedere ai direttori rete o di testata di&quot; donare&quot; alle ragazze e ai ragazzi che reclamano un futuro, almeno un milione di… secondi di trasmissione, comunque sarebbe molto meno di quanto è stato regalato alla signora Michelle, in arte Dragomira.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-rai-non-oscuri-le-ragioni-degli-studenti/?printpage=undefined&quot;&gt;micromega-online &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Luigi de MAGISTRIS: Un nuovo 1968? Speriamo di sì…</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/12/03/luigi-de-magistris/un-nuovo-1968-speriamo-di-s%C3%AC%E2%80%A6/548569"></link>
  <updated>2010-12-03T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Università e lavoro. Atenei e fabbriche. Rivive il 1968? Si, rivive nelle coscienze di oggi, quelle vigili e vive dei giovani che dimostrano consapevolezza dei loro diritti e che sanno capire quando essi sono minacciati. E che soprattutto non si arrendono, non cedono, non indietreggiano ma scelgono di combattere.
&lt;p&gt;
E’ un 1968 in versione aggiornata, caratterizzato da nuovi strumenti di comunicazione come la Rete, per mezzo della quale ci si parla e ci si scambia informazioni, per mezzo della quale ci si convoca alla mobilitazione. 
&lt;p&gt;Il mondo dell’istruzione scende in piazza per protestare, i ricercatori e gli studenti salgono sui tetti delle facoltà universitarie ed occupano luoghi simbolo della storia e della cultura nazionale, Colosseo compreso, con un impatto mediatico strabiliante che rimbalza sui blog e sui siti. 
&lt;p&gt;I rettori e gli insegnanti affiancano questo movimento di opposizione saldando insieme, in un unico e comune sforzo di ribellione, generazioni diverse che rivestono ruoli diversi.
&lt;p&gt;
A macchia d’olio, la protesta si estende come un virus salvifico in tutto il Paese, riconsegnando la speranza che la società civile non sia morta sotto i colpi del bromuro di regime, della tv commerciale, del modello produci-consuma-crepa, del dominio dell’apparire/avere sull’essenza/essere, della dittatura del benessere privato sull’interesse pubblico, del liberismo senza regole che concepisce lo Stato sociale come una zavorra. 
&lt;p&gt;Insomma il berlusconismo non ha vinto totalmente, come è dimostrato da queste settimane di mobilitazione contro la riforma dell’istruzione firmata Gelmini.
&lt;p&gt;
Una riforma che è distillato puro del berlusconismo, che rappresenta una negazione della democrazia, che risponde ad un piano preciso neo-autoritario messo a punto da questo esecutivo. Un piano che ha due terreni di intervento principali: l’istruzione e il lavoro. Piegare questi due pilastri della democrazia significa controllare la democrazia stessa. 
&lt;p&gt;Le scuole e le università ridotte a serbatoi di giovani cervelli spenti e le fabbriche a spazi di contenimento di automi meccanici, centrando così l’obiettivo: rendere le coscienze controllabili e manovrabili. 
&lt;p&gt;Riforma Gelmini e piano Marchionne-Confindustria-parte dei sindacati sono speculari perché servono lo stesso fine del governo.
Un piano tanto pericoloso quanto vecchio, a cui risponde per fortuna la protesta sociale e la disobbedienza civile, che l’esecutivo cerca di criminalizzare e soprattutto di provocare, magari per mezzo della militarizzazione degli spazi del dissenso come accaduto a Roma: il Palazzo blindato durante l’approvazione del ddl Gelmini, un dispiegamento di forze dell’ordine dislocate per tutta la città, ridotta a paesaggio spettrale. Roma città fantasma da golpe.
&lt;p&gt;
La tecnica è antica, nemmeno troppo raffinata. E’ andata in scena a Genova col G8 del 2001 ed è stata riproposta a L’Aquila nel post terremoto. Il piano è invece chiarissimo. Si tenta di affondare la formazione pubblica per salvaguardare quella privata, quindi trasformare un diritto di tutti in privilegio di pochi; rendere gli atenei degli incubatori di servizievoli esecutori senza capacità critiche, esponendoli ai cda delle grandi aziende affinchè vi attingano gli odierni precari di cui hanno bisogno e che poi destinano ad un futuro di schiavitù; depotenziare la ricerca tirando la cinghia degli investimenti, quando in piena crisi una democrazia moderna stornerebbe tutte le risorse in essa senza tentennamenti, perché unico terreno su cui costruire lo sviluppo stabile che arricchisce un paese intero.
&lt;p&gt;
Parallelamente, come nel ‘68, alle proteste degli studenti si accompagnano le manifestazioni dei lavoratori in difesa dell’occupazione e dei diritti, che si chiamano contratto nazionale, tempo indeterminato, concertazione, unità sindacale, referendum, salario proporzionato, sicurezza e salute. Ispirato da Tremonti, infatti, il ministro Sacconi sta attuando una contrazione della sfera dei diritti dell’occupazione, sterilizzando lo Statuto e svuotando la Costituzione. In ultimo con il collegato al lavoro, in cui spicca la restrizione dei tempi per ricorrere contro il licenziamento, in primis con la ‘partita Fiat’ su Pomigliano, giocata in realtà sulla pelle di tutti i lavoratori.
&lt;p&gt;
Pomigliano come modello del lavoro che sarà, o meglio del lavoro come vorrebbero che fosse, Pomigliano come modello da esportare su scala nazionale. Abrogare il contratto nazionale aprendo la strada alla giungla del contratto aziendale, con il lavoratore solo davanti al datore di impiego, quindi debole e ricattabile, disponibile anche a cedere sul fronte del diritto (pause, orari, malattia, sciopero). 
&lt;p&gt;Smantellando anche ogni difesa sindacale per mezzo della ingiusta pratica degli accordi separati che isolano quella rappresentanza dei lavoratori che invece resiste e vorrebbe fosse affidato a loro, con il referendum, l’ultima parola.
E’ dunque un nuovo 1968? Speriamo di si. Se non lo fosse, ce ne sarebbe comunque bisogno, e allora dovremmo augurarcelo. Soltanto ritrovando l’unità tra sapere e lavoro, come diritti di tutti, soltanto con un asse fra fabbriche e atenei sarà possibile respingere questo tentativo distruttivo della democrazia. 
&lt;p&gt;E’ un dovere di noi tutti lottare per questo. Come in una bella canzone di De Andrè, infatti, &quot;anche se voi vi crede assolti, siete lo stesso coinvolti&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://temi.repubblica.it/micromega-online/un-nuovo-1968-speriamo-di-si/?printpage=undefined&quot;&gt;micromega-online &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Leoluca ORLANDO: «Il direttore del Tg1 ha usato la sofferenza dei cittadini abruzzesi per scopi politici»</title>
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  <updated>2010-11-25T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Agiremo per vie legali contro Minzolini
&lt;p&gt;''Il direttore del Tg1 ha usato la sofferenza dei cittadini abruzzesi per scopi politici. E' un autentico depistaggio mediatico. Minzolini, utilizzando ieri sera nel Tg delle 20 le immagini della protesta dei terremotati del 7 luglio, ha preso in giro i telespettatori italiani, ha offeso tutti i cittadini dell'Abruzzo, gia' duramente colpiti dal sisma, e ha cercato di sporcare la legittima protesta di tanti ricercatori e studenti italiani''.
&lt;p&gt; E' quanto affermano in una nota congiunta il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando, e il senatore dipietrista, Elio Lannutti. 
&lt;p&gt;''Vista la chiara manipolazione delle notizie e dato che sono state inserite nel servizio immagini che non avevano alcun rilievo con la notizia e riguardavano la disgrazia de L'Aquila, valuteremo - concludono - se ci siano elementi per adire a vie legali contro il direttore del Tg1. &lt;br /&gt;
Cosa deve fare ancora Minzolini per essere rimosso da Masi?''.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://it.notizie.yahoo.com/19/20101125/r_t_asca_pl/tpl-universita-idv-agiremo-per-vie-legal-1204c2b_1.html?printer=1&quot;&gt;ASCA | notizie.yahoo.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOVANNI CHIODI: Ti dico fin da ora che all'Aquila il dibattito pubblico sulla ricostruzione è avviato da un pezzo; che ai cittadini, a più riprese, abbiamo chiesto idee, suggerimenti e iniziative per migliorare il processo della ricostruzione</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/11/23/giovanni-chiodi/ti-dico-fin-da-ora-che-allaquila-il-dibattito-pubblico-sulla-ricostruzione-%C3%A8-avviato-da-un-pezzo-che-ai-cittadini-a-pi%C3%B9-riprese-abbiamo-chiesto-idee-suggerimenti-e-iniziative-per-miglio/548285"></link>
  <updated>2010-11-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Abruzzo (Partito: PdL) - Consigliere Regione Abruzzo (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;In risposta alla &lt;a href=&quot;http://www.openpolis.it/dichiarazione/548281&quot;&gt;dichiarazione&lt;/a&gt; di Nichi Vendola sulla ricostruzione dell'Aquila:&lt;br /&gt;

&quot;Ho letto i tuoi giudizi sul difficile processo di ricostruzione che sta interessando la città dell'Aquila che hai esternato durante un incontro pubblico a New York. Mi dispiace dirtelo, ma sono frutto di un'analisi approssimativa accompagnata da un inopportuno spirito polemico, che denota un'assoluta non conoscenza della materia. La ricostruzione è un fatto nazionale che tocca direttamente il popolo aquilano e quindi esternazioni di questa natura, peraltro in un ambito estero nel quale la componente abruzzese ha vissuto direttamente o indirettamente le conseguenze drammatiche del terremoto, non aiutano la causa aquilana, l'unica alla quale riesco ad appassionarmi a prescindere dalle colorazioni politiche&quot;. Così in una lettera il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, risponde a Vendola.

Sempre rivolgendosi a Vendola Chiodi afferma: &quot;Ti dico fin da ora che all'Aquila il dibattito pubblico sulla ricostruzione è avviato da un pezzo; che ai cittadini, a più riprese, abbiamo chiesto idee, suggerimenti e iniziative per migliorare il processo della ricostruzione e che questo continuo confronto sta dando i suoi frutti. Sul patrimonio artistico di una delle città più ricche del mondo abbiamo avviato progetti ben definiti di ricostruzione con l'erogazione di fondi. E il confronto nazionale sui modelli di ricostruzione in campo artistico è avviato da tempo e solo una visione parziale e strumentalmente della politica non li vuole scorgere&quot;.

&quot;Questi meccanismi di ricostruzione, è bene ricordarlo, arrivano dopo una gestione dell'emergenza che è stata presa ad esempio da tutto il mondo, a prescindere da quella che tu chiami &quot;filantropia televisiva&quot;. I prefabbricati realizzati all'Aquila nel giro di quattro mesi dal terremoto del 6 aprile hanno dato un tetto sicuro e saldo ad oltre 20 mila residenti. E non sono i tetti di latta delle baracche che hanno &quot;coperto&quot; migliaia di senzatetto dei precedenti terremoti: sono strutture stabili, sicure e calde che permettono ad una famiglia di vivere tranquillamente un momento difficile e delicato della propria esistenza e dell'intera società che li circonda. Nessuno vuole dare il bollino della definitività a quelle costruzioni, ma tutti noi sappiamo benissimo quanto sia complessa la ricostruzione che attende L'Aquila e quelle case rispondono alle esigenze future, limitate nel tempo, di migliaia di famiglie. Ecco perché nessuno ha detto che quelle case sono la nuova L'Aquila. L'Aquila che abbiamo in testa noi è quella che vogliono migliaia e migliaia di aquilani, e cioè una città che torni a vivere e pulsare intorno al proprio centro storico, straordinario concentrato di cultura e storia insieme ma anche di commercio e vitalità. Per questo abbiamo finanziato per 118 milioni di euro la ristrutturazione di tutti gli edifici pubblici più importanti del centro indicati dal Comune. E su questo si muoverà la nostra strategia, certi di trovare al nostro fianco tutti quegli aquilani che vogliono bene alla città&quot;.

&quot;La propaganda del &quot;non funziona niente&quot; - conclude Chiodi - la lasciamo ad altri. Come ad altri lasciamo analisi avventate e superficiali sui processi di ricostruzione che non fanno altro che alimentare un dibattito politico strumentale inutile. Esse non sono altro che frutto di una visione parziale della realtà aquilana del terremoto e non aggiungono nulla a quel dibattito che vuole aiutare la città a rinascere. L'unica cosa che mi duole è che anche tu sia entrato in questo club esclusivo.” &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilcapoluogo.com/site/News/Attualita/Ricostruzione-Botta-e-risposta-tra-Chiodi-e-Vendola-34354&quot;&gt;www.ilcapoluogo.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: Quello che è successo all'Aquila è una vergogna</title>
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  <updated>2010-11-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Intervento in un convegno a New York&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=31y9GCBYWtU&quot;&gt;www.youtube.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo CIALENTE: Sono molto preoccupato poiché , mi sembra di poter rilevare un’incertezza, se non addirittura una confusione, circa le modalità del reperimento dei fondi per affrontare molte delle spese, già maturate e rendicontate, del capitolo emergenza</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/11/23/massimo-cialente/sono-molto-preoccupato-poich%C3%A9-mi-sembra-di-poter-rilevare-un%E2%80%99incertezza-se-non-addirittura-una-confusione-circa-le-modalit%C3%A0-del-reperimento-dei-fondi-per-affrontare-molte-delle-s/548225"></link>
  <updated>2010-11-23T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune L'Aquila (AQ)- Consigliere  Consiglio Comunale L'Aquila (AQ)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente torna a scrivere a governo e struttura commissariale per sollecitare certezze riguardo ai finanziamenti per fronteggiare le spese dell’emergenza.

“Sono molto preoccupato - scrive Cialente nella nota indirizzata al premier Berlusconi, al ministro Tremonti, al commissario alla Ricostruzione Chiodi, al capo della Struttura tecnica di Missione Fontana, al capo della Protezione civile Gabrielli e ai colleghi sindaci del cratere – poiché, da telefonate e incontri intercorsi con alcune delle strutture chiamate a gestire la fase dell’emergenza e della ricostruzione, mi sembra di poter rilevare un’incertezza, se non addirittura una confusione, circa le modalità del reperimento dei fondi per affrontare molte delle spese, già maturate e rendicontate, del capitolo emergenza”.

“Sono inoltre preoccupato – prosegue Cialente – per la mancanza di certezze nell’avvicinarsi, con la fine dell’anno, di tutte le scadenze relative ad una serie di provvedimenti assunti in favore dei Comuni del cratere sismico, a partire dalla dotazione di personale, nonché di compensazioni per mancati introiti tributari. Scrivo chiedendo, se le signorie loro lo riterranno opportuno, la convocazione di una riunione chiarificatrice, alla quale, se lo riterrete, potrò essere invitato anch’io, facendo presente che, per quanto riguarda il Comune dell’Aquila, il pagamento del contributo di autonoma sistemazione, il rimborso delle spese sostenute dai cittadini per i traslochi e quello per i beni mobili distrutti dal sisma, sta diventando un impegno non più procrastinabile, come testimoniato dalle ricorrenti scene di autentica disperazione di numerose famiglie che da mesi non ricevono il contributo di autonoma sistemazione e che continuano a bussare alla porta dell’incolpevole Comune dell’Aquila”. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilcapoluogo.com/site/News/Attualita/Cialente-scrive-per-avere-certezze-34260&quot;&gt;www.ilcapoluogo.com&lt;/a&gt;</summary>
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