<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xml:lang="en">
  <title>Openpolis - Argomento: farmaci</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/"></link>
  <link rel="self" href="http://politici.openpolis.it/feed/tagDeclarations/250"></link>
  <id>http://www.openpolis.it/</id>
  <updated>2011-04-30T00:00:00Z</updated>
<entry>
  <title>SERGIO REOLON: Medicinali di particolare importanza non più disponibili nel bellunese. Intervenire per evitare disagi e costi a carico degli utenti</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/30/sergio-reolon/medicinali-di-particolare-importanza-non-pi%C3%B9-disponibili-nel-bellunese-intervenire-per-evitare-disagi-e-costi-a-carico-degli-utenti/560194"></link>
  <updated>2011-04-30T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>560194</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Provincia Belluno (Gruppo: PD) - Consigliere Regione Veneto (Lista di elezione: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;A quanto pare, alcuni medicinali di particolare importanza, non sarebbero più disponibili nelle farmacie bellunesi. Una situazione di disagio che starebbe costringendo molti utenti a rivolgersi alle farmacie dell'ospedale, peraltro aperte al ritiro dei farmaci solo per un'ora e mezza al giorno. A cosa è dovuta questa grave anomalia?&quot;.
&lt;p&gt;A sollevare la questione i consiglieri regionali del PD, Sergio Reolon e Claudio Sinigaglia, che, attraverso la presentazione di un'interrogazione, chiedono lumi all'assessore veneto alla sanità. Nel documento vengono citate alcune dichiarazioni di Roberto Grubissa, presidente di Federfarma Belluno, che sostiene come il problema sarebbe dovuto ad una specifica  scelta delle Ulss bellunesi, dietro cui si celerebbe il 'piano di risparmi che la Regione ha formulato per le aziende sanitarie'. Sempre secondo Grubissa 'da diversi mesi le Ulss hanno iniziato a rivedere gli acquisti di medicinali e si sono orientate a una riduzione dei costi, che può avvenire tramite un acquisto di grandi quantitativi di medicinali. Per questo viene incentivata la vendita nella farmacia ospedaliera'

&lt;p&gt;
Dichiarazioni che, secondo i consiglieri democratici, rivelerebbero il fatto che &quot;la riduzione della spesa farmaceutica avverrebbe dunque a scapito degli utenti, costretti a percorrere lunghe distanze, ancor più disagevoli in territorio montano, per approvvigionarsi di farmaci presso i dispensari ospedalieri&quot;.

&lt;p&gt;
E ancora i due esponenti democratici chiedono &quot;perchè non è stato ancora attivato in provincia di Belluno il sistema di distribuzione dei farmaci già adottato in altre 5 province del Veneto, che consentirebbe agli utenti di reperire presso le farmacie del territorio medicinali acquistati direttamente dal Servizio Sanitario Nazionale a un costo più basso in ragione del grande volume di acquisti?&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Se da questa vicenda dovesse emergere un braccio di ferro tutto giocato sulla pelle della fascia più debole e indifesa della popolazione, si tratterebbe - concludono Reolon e Sinigaglia - di uno scenario inaccettabile e riprovevole che la Regione ha il dovere di impedire&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=2207&quot;&gt;partitodemocaticoveneto.org&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Ignazio Roberto Maria MARINO: «Una scelta ideologica sulla RU486»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/28/ignazio-roberto-maria-marino/%C2%ABuna-scelta-ideologica-sulla-ru486%C2%BB-intervista/452398"></link>
  <updated>2009-11-28T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>452398</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il tanto atteso parere del governo sull’introduzione in Italia delle pillola abortiva è arrivato ieri sera. Dice che l’aborto farmacologico deve avvenire “in regime di ricovero ordinario” sotto “specifica sorveglianza” e che “la donna deve essere trattenuta fino all’espulsione dell’embrione”. &lt;br /&gt;
Ora l’Aifa dovrà nuovamente valutare, così auspica il ministro Sacconi, “la delibera adottata”. E i settecento giorni che ci sono voluti per arrivare a una decisione sono destinati a crescere ancora.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Senatore Marino, che ne pensa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il fatto che sia necessaria una vigilanza clinica dopo l’assunzione del farmaco è scritto da ormai due decenni nella letteratura scientifica. La sorveglianza è fondamentale e può essere realizzata con la permanenza in ospedale o con altri meccanismi, come un day hospital o un numero verde attivo 24 ore al giorno. Il punto è che si tratta di criteri che non può stabilire la politica: li definisce un medico, sulla base delle sue conoscenze scientifiche e del rapporto che ha con il paziente.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Nulla di forzato e obbligatorio, quindi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ovviamente no. Mi pare che questa maggioranza stia imboccando la strada dei trattamenti sanitari obbligatori sempre e comunque, e che scriva leggi che non si occupano delle cure ma dei comportamenti delle persone. Lo abbiamo già visto con l’idratazione e nutrizione. Siamo di fronte a volontà di carattere ideologico e non scientifico: la RU486 è stata utilizzata da un milione e mezzo di donne. La Food&amp;Drug Administration ha analizzato 500mila casi clinici in diversi paesi del mondo. Sono stati effettuati 39 studi clinici, poi c’è stato il controllo dell’Emea e infine quello dell’Aifa. Le pare che ci sia bisogno del parere di senatrici e senatori?
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Parliamo di donne. Cosa cambierebbe con l’aborto farmacologico?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
C’è uno studio secondo il quale l’aborto farmacologico consente una maggiore partecipazione del partner: con l’aborto chirurgico spesso una donna va in ospedale da sola, la RU486 permette all’uomo di offrire un sostegno di maggiore intensità.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Con l’obbligo di ricovero ordinario, cambierebbe tutto.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
La legge 194 prevede che l’interruzione di gravidanza avvenga in strutture ospedaliere pubbliche e così sarà anche con la RU486, che non si comprerà in farmacia ma verrà somministrata in ospedale. Non possiamo non introdurre un farmaco nel nostro sistema sanitario solo perché c’è la possibilità che la donna esca dall’ospedale: sarebbe come se io non eseguissi un trapianto perché ho paura che il paziente se ne vada contro la mia volontà.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Nessuna questione di deontologia, dunque.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Quando una donna arriva dal medico, la decisione di abortire è già stata presa. Mettiamo il caso di una donna che in passato ha subito complicazioni in un’operazione sotto anestesia ed è finita in rianimazione. É un dovere del medico o no dirle che può interrompere la gravidanza senza anestesia?
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Tre mesi a discutere della pillola. Che ci siamo persi nel frattempo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Chieda agli abitanti di Mazzarino, dove un ragazzo è morto dissanguato dopo un incidente, se a loro interessa di più questo dibattito sulla RU486 o l’ammodernamento della rete ospedaliera. Ci sarebbe da discutere di tante cose: io avevo chiesto sei milioni di euro per un progetto che dotasse di defibrillatori i luoghi pubblici come le stazioni, i campi sportivi, gli aeroporti. Il governo ha deciso di stanziarne solo quattro: per risparmiare, non si salvano 20-30 mila vite, perché quando si verifica un arresto cardiaco l’uso del defibrillatore dimezza il tasso di mortalità.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Per quanto tempo ne avete discusso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Per illustrare il progetto in Aula mi hanno concesso sessanta secondi. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=OH14O&quot;&gt;Il Fatto Quotidiano - Paola Zanca&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Mario BALDASSARRI: «Chi ha più familiari da sostenere deve pagare meno imposte. I soldi? Vendiamo i farmaci sfusi contro la lobby che lucra sui rifiuti medicinali»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/21/mario-baldassarri/%C2%ABchi-ha-pi%C3%B9-familiari-da-sostenere-deve-pagare-meno-imposte-i-soldi-vendiamo-i-farmaci-sfusi-contro-la-lobby-che-lucra-sui-rifiuti-medicinali%C2%BB-intervista/419181"></link>
  <updated>2009-11-21T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>419181</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: ApI-FLI) - Pres. commissione Senato Finanze  (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Annuncia che il governo ci sta ragionando e che comunque l’emendamento verrà ripresentato alla Camera «da qualche deputato, anche se non si è ancora deciso chi sarà». Insomma, non demorde il senatore Pdl Mario Baldassarri – già sottosegretario al Tesoro e presidente della Commissione Finanze di palazzo Madama – sulla riforma fiscale a favore della famiglia.

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Senatore, lei ha presentato una proposta di modifica della Finanziaria che non è passata solo per il peso degli astenuti. Che cosa prevedeva?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il maxi-emendamento che era stato elaborato prevedeva una riforma strutturale dell’Irpef con un cambio radicale: la famiglia veniva finalmente posta al centro del sistema al posto del singolo contribuente. Questo principio è stato accolto dal governo nell’ordine del giorno votato successivamente alla Finanziaria e dunque lo stesso esecutivo è impegnato a realizzarlo. 
&lt;p&gt;Il progetto prevedeva l’introduzione di una deduzione pari a 5mila euro per ogni componente a carico della famiglia. Il costo stimato dell’operazione era pari a 15 miliardi di euro, da coprire attraverso il risparmio di altrettanti 15 miliardi negli acquisti di beni e servizi della pubblica amministrazione: un taglio agli sprechi pubblici, che oggi ricadono sulle tasche dei contribuenti.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L’emendamento arrivato al voto, però, prevedeva un importo inferiore per la deduzione.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
In aula abbiamo riformulato l’emendamento fissando una prima tappa di quel percorso, con l’introduzione subito di una deduzione iniziale pari a 1.000 euro per ogni figlio o altro familiare a carico. Deduzione aggiuntiva rispetto alle attuali detrazioni, facilmente incrementabile di anno in anno accrescendo l’investimento sulla famiglia. Si tratta infatti del primo passo per arrivare al quoziente familiare e per far sì che all’equità verticale, che prevede il pagamento di imposte crescenti all’aumentare del reddito, si affianchi finalmente anche quella orizzontale per la quale, a parità di reddito, chi ha più familiari da sostenere deve pagare meno imposte. Il costo per questo primo intervento è di soli 3 miliardi di euro, da coprire sempre con i tagli alla spesa.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il rinvio dell’acconto Irpef costa 3,8 miliardi, quindi si può fare, anche in vista del gettito dello scudo fiscale, che dovrebbe essere di almeno 4 miliardi...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
No, attenzione: il gettito derivante dalla scudo fiscale non c’entra, perché si tratta di un’entrata una tantum, mentre i benefici per la famiglia devono essere strutturali, altrimenti non hanno senso. Comunque individuare la copertura non è difficile. Ripeto: basta tagliare o meglio contenere la crescita della spesa pubblica improduttiva.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Ma è realistico pensare di trovare 3 miliardi di euro da tagliare o si deve mettere in conto poi di rinunciare a qualche servizio essenziale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Altrochè, se è realistico. In 5 anni la spesa per acquisti di beni e servizi è cresciuta in maniera spropositata da 85 a 124 miliardi e nel Documento di programmazione economico finanziaria si prevede arrivi a 140 miliardi entro l’anno prossimo. Se la si fermasse al livello attuale ci sarebbero le risorse per fare tutto. È realistico un aumento di 50 miliardi in 5-6 anni e non è realistico un taglio del 5%?
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
D’accordo, ma detto così non si spiega come si trovano concretamente le risorse...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Allora le faccio un esempio più pratico. Ogni anno vengono buttati nei rifiuti medicinali per 4 miliardi di euro, 200 euro a famiglia di pillole non usate e scadute solo perché si continuano a vendere confezioni di farmaci anziché venderli &quot;sfusi&quot;. C’è una lobby che su questo lucra e tutti i contribuenti sono costretti a pagare un costo inutile. È un’area grigia tra politica ed economia che va sanata.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=OBZRX&quot;&gt;Avvenire - Francesco Riccardi&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Ignazio Roberto Maria MARINO: «L’intreccio fra politica e sanità è molto diffuso e va fermato»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/05/ignazio-roberto-maria-marino/%C2%ABl%E2%80%99intreccio-fra-politica-e-sanit%C3%A0-%C3%A8-molto-diffuso-e-va-fermato%C2%BB-intervista/418727"></link>
  <updated>2009-11-05T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>418727</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Tre elementi garantiscono l’eguaglianza in una società:&lt;br /&gt;
 giudici indipendenti, scuola pubblica e servizio sanitario pubblico.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Senatore Ignazio Marino, quanto è effettivo il controllo di Stato e Regioni sul Ssn e quanto invece pesa l’azione delle lobby?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Dai dati del consiglio nazionale dell’economia e del lavoro emerge in Italia un doppio binario pubblico - privato nelle strutture di ricovero che di fatto risponde alla scelta politica di alcune Regioni».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In che modo si concretizza?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Un esempio estremo: in Val d’Aosta c’è una struttura pubblica e nessuna casa di cura privata abilitata.&lt;br /&gt;
E l’assistenza sanitaria è al 70% di proprietà pubblica e al 30% privata. In Lazio, Campania e Sicilia invece è 50% pubblico e 50% privato accreditato. Nel Lazio ci sono 77 cliniche pubbliche contro 85 private, in Lombardia 60 contro 73. È ovvio che c’è unascelta di favorire le attività erogate attraverso il privato».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;È necessariamente un male?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il privato non è il diavolo e il pubblico non è la perfezione. Ma si creano anomalie e veri crimini. Penso a Lady Asl a Roma o alla Santa Rita a Milano. La commissione parlamentare d’inchiesta che presiedo si occupa dell’Abruzzo dove il 100% delle cure psichiatriche è affidato al privato.&lt;br /&gt;
 C’è il pericolo di standard di cura inferiori al dovuto».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Chi controlla il privato accreditato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ecco. Ma l’inefficienza è il tallone d’achille del pubblico. Ho presentato una legge per istituire un’agenzia di valutazione dell’efficacia e qualità delle cure mediche. Un ente indipendente e sganciato dalla politica. Se un’agenzia simile verificasse gli aspetti tecnologici di una struttura prima dell’inizio attività si sarebbero evitati i decessi a Castellaneta dove in terapia intensiva è stato erogato un altro gas al posto dell’ossigeno».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Un controllo qualità su centri medici ?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Anche sui curricula dei medici. A Vibo una ragazza è morta di tonsillite perché non avevano mai eseguito una tracheostomia. Solo eliminando queste carenze potremo valutare alla pari pubblico e privato e il lavoro non dipenderebbe dalle connessioni politiche».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Lei immagina una rivoluzione.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Che non si ferma qui. Servono criteri diversi di nomina di dirigenti e primari Asl. C’è una commistione enorme tra politica e sanità. Un direttore generale è valutato non perché compra un’apparecchiatura ma per la permeabilità alle raccomandazioni sulle nomine».
&lt;p&gt; 

&lt;b&gt;L’ultima inchiesta su appalti e segnalazioni ha coinvolto i Mastella, ma sembra accadere ovunque...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«È così. Da me venivano aspiranti primari dicendo: sono di sinistra, lui è appoggiato da Fi, mi sostenga. Ho preso carta e penna e scritto: sceglierò i migliori curricula».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Nel caso Marrazzo si profila un ruolo degli Angelucci, re delle cliniche nel Lazio. Lo stesso Berlusconi avrebbe suggerito al governatore di chiedere il loro aiuto. Emerge un sistema molto più ampio e ramificato delle semplici raccomandazioni.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La sanità è vista come settore per acquisire denaro e potere. All’aeroporto di Lamezia Terme campeggia la pubblicità di voli sanitari privati per pazienti. Se fossi Loiero lo farei togliere: vuol dire che se sei ricco ti puoi curare, se sei povero... &lt;br /&gt;
Tre elementi garantiscono l’eguaglianza in una società: giudici indipendenti, scuola pubblica e servizio sanitario pubblico».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Si accusa il vaccino contro l’influenza A: è un business delle lobby farmaceutiche. Quanto contano?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«L’industria farmaceutica ha un peso importante. Quando hanno introdotto le statine per abbassare il colesterolo, i cardiologi hanno abbassato i livelli massimi a valori non raggiungibili con la dieta, e sono diventate il farmaco più diffuso. C’è pressione e si creano standard di salute artificiali e funzionali al business».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Come ci si difende?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Con la prevenzione. In Italia è solo il 5% dell’investimento di spesa sanitaria. Ma se previeni la malattia riduci il fatturato delle cure».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=NZFYR&quot;&gt;l'Unità -  Federica Fantozzi&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Emma BONINO: Vogliono colpire i diritti delle donne</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/07/31/emma-bonino/vogliono-colpire-i-diritti-delle-donne/401981"></link>
  <updated>2009-07-31T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>401981</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
E se si fosse trattato di un farmaco innovativo per la cura della prostata anziché della RU486, avremmo avuto tutto questo fuoco di sbarramento?&lt;br /&gt;
 Credo proprio di no.&lt;br /&gt;
 Ma quando si tratta della donna, allora predomina ancora una cultura che impone per noi dolore e sofferenza fisica. Come nel caso dell’aborto, nonostante la legge 194 già prevedesse per gli enti ospedalieri di tener conto del progresso tecnologico e delle nuove tecniche meno intrusive e violente. 
&lt;p&gt;L’Italia è davvero un paese bizzarro. La politica entra in settori che non dovrebbero riguardarla. &lt;br /&gt;
Ed infatti questo farmaco è stato vietato in Italia proprio per veti della politica di stampo più clericale, quella che si arroga il diritto per esempio di stabilire se si possono e devono impiantare 3 o 5 ovociti, se idratazione e alimentazione forzata siano un intervento sanitario o meno... In questo caso, per condizionare l’Agenzia del farmaco si è risorti pure ad una discutibile contabilità dei morti, la cui &quot;presunta connessione&quot; con la RU486 sembra valere solo in Italia. &lt;br /&gt;
In nessun altro paese questo ha rappresentato un ostacolo alla registrazione del farmaco e il dossier completo è noto da tempo. 
&lt;p&gt;Insomma invece di limitarsi a stabilire il quadro normativo, la politica entra nel merito delle cure o delle terapie, normalmente nel tentativo di svuotarne i contenuti e comunque di limitare la libertà di scelta delle persone e delle donne in particolare. 
&lt;p&gt;Il risultato di tante interferenze politiche, e non, è che il via libera alla RU486 arriva in Italia con venti anni di ritardo rispetto a Francia, Svezia e Regno Unito, con dieci rispetto agli Usa. 
&lt;p&gt;L’EMEA, l’Agenzia europea del farmaco, ha approvato già nel 2007 la nuova scheda tecnica della RU486: a questo punto la decisione dell’Aifa è al limite un atto dovuto. &lt;br /&gt;
Se si vuole ridurre davvero il ricorso all’aborto allora la strada maestra è quella di promuovere la contraccezione e i metodi per la procreazione responsabile, realizzando specifiche campagne informative e pubblicitarie. &lt;br /&gt;
Certo, se poi c’è chi si oppone anche a questo, compresa la pillola del giorno dopo, allora la strada diventa tutta in salita. Insomma ogni giorno peggio, scomunica compresa. Bisogna quindi reagire riprendendo con forza le battaglie laiche (e per questo profondamente religiose) per la libertà di scelta delle persone compresa quella di cura e di terapia. &lt;br /&gt;
A partire dall’imminente passaggio alla Camera dell’incredibile testo &quot;etico&quot; varato dal Senato. O si appresta il PD a ripetere le contorsioni già viste in base all’ &quot;opinione prevalente&quot; delegando ai radicali un’appassionata e netta battaglia parlamentare?&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=145281&quot;&gt;l'Unità.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Donatella PORETTI: Nobel, l'isolamento del virus Hiv è una scoperta fondamentale. In Italia tuttavia, dubbi sulla sperimentazione umana del vaccino</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/10/07/donatella-poretti/nobel-lisolamento-del-virus-hiv-%C3%A8-una-scoperta-fondamentale-in-italia-tuttavia-dubbi-sulla-sperimentazione-umana-del-vaccino/375074"></link>
  <updated>2008-10-07T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>375074</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il premio Nobel per la Medicina ai ricercatori che hanno isolato il virus Hiv, Luc Montagnier e Françoise Barre' Sinossie e' meritatissimo. Stanno dando un contributo prezioso, cosi' come spero vada a buon fine il lavoro iniziato insieme a un gruppo di ricercatori italiani e americani per un vaccino pediatrico.
&lt;br /&gt;

 

&lt;b&gt;Permangono pero' dub&lt;/b&gt;&lt;b&gt;bi&lt;/b&gt; su come in Italia e' sperimentato sull'uomo il vaccino anti-Aids, basato sulla proteina ricombinante Hiv-1 Tat, e più precisamente su quanto dichiarato nel 2005 dall'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), incaricata dell'ispezione sugli studi clinici svolti, che rivelo' di aver riscontrato 7 deviazioni critiche e 3 deviazioni maggiori, tutte di competenza del promotore della sperimentazione, ossia l'Istituto Superiore della Sanita' (Iss).  Il verbale dell'AIFA informava che la sperimentazione non aveva raggiunto gli obiettivi e sui rischi nel continuarla. Alcuni professori, tra cui Fernando Aiuti, immunologo all'Università La Sapienza nonché membro dell'équipe di sperimentatori del vaccino in questione, scrissero tra gli altri al prof. Enrico Garaci (Presidente dell'Iss), alla dottoressa Barbara Ensoli, direttrice del reparto Aids dell'Iss e responsabile della sperimentazione, e al dott. Nello Martini (Direttore generale dell'Aifa) per riportare l'attenzione su

quanto detto dall'Aifa e per sapere quale comitato etico avrebbe autorizzato il passaggio alla fase II della sperimentazione, prevista in Sud Africa. La dott.ssa Ensoli, non rispondendo alle domande del prof Aiuti e andando contro quanto dichiarato dall'Aifa, sostenne che gli obiettivi della sperimentazione erano stati raggiunti e che sarebbe stato giusto andare avanti nella sperimentazione. Per questo l'Iss autorizzo' a passare alla fase II della sperimentazione in Sud Africa.
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Il  22 novembre 2006 un articolo del settimanale l'Espresso riportava la notizia che, secondo un altro scopritore di una variante del virus dell'Aids, il prof. Robert Gallo, la Tat attiva usata dall'Iss sarebbe potenzialmente tossica. Inoltre, nell'articolo si denunciava che i risultati della sperimentazione non fossero mai stati pubblicati su una rivista di rilievo scientifico internazionale e che si sarebbero verificati effetti collaterali gravissimi, quali un caso di paresi facciale e un altro problema muscolare importante. 
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

A queste notizie si aggiungono quelle sui finanziamenti. Secondo varie fonti, tra cui la rivista scientifica Science (vol. 317 del 10 agosto 2007), in tutto sarebbero stati stanziati dal Governo italiano 52 milioni di euro, di cui 21 dal Ministero della Sanita' per la sperimentazione in Italia e 31 per un programma generale contro l'Aids in Sud Africa. Nessuno dei due fondi e' stato sottoposto al sistema di &quot;peer-review&quot; che prevede la valutazione dei progetti da parte di referees/revisori anonimi, competenti nella materia scientifica del progetto e indipendenti dal proponente il progetto stesso. La replica arrivo' il 18 novembre 2007: Enrico Garaci, presidente dell'Iss, dalla pagine del quotidiano IlSole24Ore, ricordo' come i soldi stanziati finora per portare avanti la sperimentazione vaccinale di fase II in Italia e in Sudafrica, erano 37 milioni di euro e non 52. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



Per fare luce su questa vicenda, insieme al senatore Marco Perduca, ho rivolto al ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali,  un'interrogazione elaborata insieme all'Associazione Coscioni per sapere se non si ritenga opportuno spiegare questa vicenda, nel rispetto del principio di trasparenza ed equita', illustrando i motivi per cui si sta portando avanti tale sperimentazione nonostante da piu' parti ne sia stata denunciata la pericolosita'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;




 

Qui il testo dell'interrogazione: http://blog.donatellaporetti.it/?p=115  

 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=130023&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Elisabetta ZAMPARUTTI: Finanziaria: un altro favore alla lobby dei farmacisti titolari.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/09/30/elisabetta-zamparutti/finanziaria-un-altro-favore-alla-lobby-dei-farmacisti-titolari/374925"></link>
  <updated>2008-09-30T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>374925</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Sull’approvazione della delega al governo volta a consentire anche alle farmacie convenzionate la possibilità di erogare quei servizi sociosanitari - prenotazione di viste specialistiche, ritiro dei referti, programmi di educazione sanitaria, assistenza domiciliare integrata - fino ad oggi assicurati dalle ASL, Elisabetta Zamparutti, deputata radicale eletta nelle liste del PD, ha dichiarato: “E’ l’ennesimo favore che il Governo fa alla corporazione dei farmacisti titolari, nemici dichiarati di qualsiasi liberalizzazione nel sistema anacronistico della vendita dei farmaci che vige in Italia. Siamo di fronte a una misura illiberale che privilegia esclusivamente le farmacie convenzionate a totale discapito delle parafarmacie e di altri operatori sociosanitari che, come i medici di base, avrebbero tutti i titoli per erogare questi nuovi servizi. E’ assolutamente pretestuoso l’argomento per cui si tratterebbe di una misura a vantaggio dei consumatori perché l’utente dei servizi sanitari trarrebbe il massimo vantaggio se potesse rivolgersi a un numero maggiore di presidi sanitari sul territorio.” &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=129586&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Donatella PORETTI: Cannabis terapeutica: nessuna attenzione per i malati che si devono far carico economico dell'importazione dei cannabinoidi</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/09/25/donatella-poretti/cannabis-terapeutica-nessuna-attenzione-per-i-malati-che-si-devono-far-carico-economico-dellimportazione-dei-cannabinoidi/366386"></link>
  <updated>2008-09-25T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>366386</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Risposta inutile e lavamani all'interrogazione.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 Stamani il ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali ha risposto in aula con il sottosegretario Fabio Fazio ad una interrogazione che ho presentato con il senatore Marco Perduca per promuovere le terapie del dolore e l'utilizzo della cannabis terapeutica.&lt;br /&gt;


La cannabis terapeutica soffre di limitazioni non derivate dalla sua efficacia -attestata da ben 17 mila studi- ma dal collegamento con l'uso ludico della medesima sostanza. E cosi' un proibizionismo tira dietro un altro ben piu' grave -se e' possibile stabilire una gerarchia-: quello su cure, terapie, in particolare sulle cure contro il dolore.&lt;br /&gt;


Cosi' nell'Italia ultima in tutte le classifiche per le terapie contro il dolore, si aggiunge questa vicenda di per se' sintomatica: esistono dei derivati sintetici della cannabis -disponibili in gran parte dei Paesi europei- che risultano efficaci nella terapia del dolore, della nausea, del glaucoma, dei disordini neuromotori e per stimolare l'appetito nei pazienti affetti da Hiv-Aids e demenza.&lt;br /&gt;


Con il decreto del precedente Governo (18 aprile 2007) i cannabinoidi sono inseriti nella tabella II del Testo Unico sugli stupefacenti (legge 390/90): attestata la loro attivita' farmacologica, cio' non equivale alla loro immissione in commercio. Che spetta all'Aifa, e per cui ancora oggi e' necessaria l'importazione individuale a carico del paziente, tranne nei casi di somministrazione in regime di ricovero ospedaliero. Importazione individuale costosa, complicata e discriminatoria. Infatti tranne le Asl di Bolzano, Crotone e Roma, dove e' previsto un rimborso, l'acquisto risulta a carico del malato, e una scatola di Sativex, sufficiente per un mese di terapia, costa 600 euro. Nonostante esista un Sistema Sanitario Nazionale e un diritto alla cura scritto in Costituzione, accade che un cittadino di Bolzano e uno di Firenze affetti dalla medesima patologia, si trovino in due situazioni diverse.&lt;br /&gt;
 

Nella risposta il sottosegretario si e' limitato a ricordare che l'immissione in commercio dei farmaci spetti all'Aifa e che il Consiglio Superiore della Sanita', a febbraio 2008, ha espresso parere negativo su alcune condizioni cliniche, compresa la sclerosi multipla. Fazio ha sostenuto che l'autocoltivazione e' una pratica illegale, così come l'autoproduzione, e che non sarebbe ipotizzabile per una serie di motivi, tra cui l'assenza di indicazioni e procedure dettagliate che generalmente sono riportate in etichettatura.&lt;br /&gt;


Non e' un caso che la discriminazione di trattamento e la complessita' di utilizzo dei cannabinoidi non abbia trovato risposta: manca la volonta' di favorire e promuovere l'uso di questa sostanza. Frapporre la difficolta' dell'autorizzare alla coltivazione terapeutica per la contrarieta' alle leggi in merito, e' non rispondere politicamente. &lt;br /&gt;


Ricordo che, per esempio, in USa -Paese decisamente proibizionista in materia di droghe- in 12 Stati -e prossimamente si terranno tre referendum in altrettanti Stati- e' possibile la coltivazione ad uso terapeutico. Quindi, che sul tema degli investimenti sulle terapie del dolore il problema sia tutto politico, mi sembra abbastanza evidente. Non mi e' sembrata evidente, invece, la risposta politica del Governo sulla sua intenzione o meno di promuovere questo tipo di terapia contro il dolore. 
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

 

A questo indirizzo lo svolgimento dell'interrogazione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=hotresaula&amp;id=1&amp;mod=1222337347000&amp;part=doc_dc-ressten_rs-gentit_300052ciidfcaft&amp;parse=no 

 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=129335&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Maria Antonietta FARINA COSCIONI: Farina Coscioni: sospendere cautelativamente la commercializzazione dell’Aulin e dei prodotti a base di nimesulide.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/06/12/maria-antonietta-farina-coscioni/farina-coscioni-sospendere-cautelativamente-la-commercializzazione-dell%E2%80%99aulin-e-dei-prodotti-a-base-di-nimesulide/356772"></link>
  <updated>2008-06-12T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>356772</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;IL MINISTERO RENDA SUBITO NOTE LE PRIME VALUTAZIONI DELLA COMMISSIONE D’INDAGINE&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Con un’interrogazione presentata al ministro della Salute ho chiesto, tra l’altro, di valutare l’opportunità di &lt;b&gt;sospendere in via cautelativa&lt;/b&gt; la commercializzazione di prodotti di alto consumo e venduti come farmaci generici contenenti, come &lt;b&gt;l’Aulin, la molecola nimesulide&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 




&lt;b&gt;Nei giorni scorsi il direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) Nello Martini e una dirigente dell’ufficio autorizzazioni al commercio della stessa agenzia, Caterina Gualano, sono stati raggiunti da avviso di garanzia nell’ambito dell’inchiesta sui test falsificati: dai primi accertamenti sembra che sia stato falsificato l’iter di autorizzazione per decine di farmaci di larghissimo consumo, tra i quali, appunto, l’Aulin.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;





Ricordo inoltre che &lt;b&gt;l’Aulin non è mai stato approvato come farmaco generico negli Stati Uniti e in Giappone; è stato sospeso in Spagna, Finlandia e Irlanda, dopo un decesso e una settantina di casi di danni epatici&lt;/b&gt;; al contrario, in Italia sembrano caduti nel vuoto i pressanti allarmi lanciati un anno fa, dal Convegno dei Medici Internisti Italiani e dal presidente della Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti, nonostante abbiano segnalato numerosi casi di pazienti con danni al fegato e all’apparato gastroenterico provocati dalla molecola nimesulide.
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


Opportunamente il ministro del Lavoro ha istituito una Commissione d’indagine tecnico-amministrativa. In attesa di conoscere le valutazioni finali a cui perverrà, ritengo sia necessario ed urgente:&lt;br /&gt;




- che si disponga la sospensione cautelativa dei prodotti “sospetti”;&lt;br /&gt;


- che siano rese note le prime valutazioni cui la Commissione è giunta;&lt;br /&gt;


- e più in generale che sia necessario e urgente predisporre nuove misure che garantiscano una maggiore trasparenza nei procedimenti di approvazione dei farmaci.

 

 
  
&lt;br /&gt;

 
 &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=124098&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Donatella PORETTI: Ministro Sacconi difensore del monopolio delle farmacie? Speriamo difenda anche i consumatori!.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/05/23/donatella-poretti/ministro-sacconi-difensore-del-monopolio-delle-farmacie-speriamo-difenda-anche-i-consumatori/356092"></link>
  <updated>2008-05-23T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>356092</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;• Intervento della senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicali - Partito Democratico&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

Come prima uscita pubblica da ministro della Salute, il ministro Maurizio Sacconi si distingue per una presa di posizione a favore della corporazione dei farmacisti titolari di farmacie e non degli utenti del Sistema Sanitario Nazionale e piu' in generale dei cittadini.&lt;br /&gt;


Un pronunciamento non inatteso visto che l'allora opposizione tento' tutto il possibile contro i  decreti Bersani e le liberalizzazioni piu' in generale. &lt;br /&gt;
Il nostro ministro preferisce prestare piu' attenzione all'organizzazione rigida delle farmacie e non a quello che accade nel resto del mondo, e che la stessa Autorita' Antitrust ha da anni suggerito al legislatore italiano. &lt;br /&gt;
Non esistono motivazioni di sicurezza e di tutela dei cittadini per non ampliare l'offerta dei farmaci da banco e senza obbligo di prescrizione medica anche ad altri punti vendita.&lt;br /&gt;
 Il decreto Bersani prevede l'obbligo della dispensazione da parte di un farmacista, facendo cadere anche le false motivazioni sui rischi che il cittadino facesse abusi di acquisti di farmaci senza necessita'.&lt;br /&gt;


Dispiace che il ministro Sacconi non consideri i vantaggi evidenti per i cittadini: piu' possibilita' di accedere all'acquisto avendo piu' punti vendita a disposizione anche a orari diversi da quelli rigidi delle farmacie, piu' concorrenza e, di conseguenza, maggior risparmio per le tasche degli italiani. &lt;br /&gt;
Nei primi mesi del 2007 i prezzi dei farmaci da banco sono gia' calati dell'11%, speriamo che il ministro oltre a rassicurare i farmacisti si occupi anche dei consumatori!
 

 &lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=122956&quot;&gt;radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>ANNA MARIA GIANNUZZI MIRAGLIA: MIRAGLIA: Asili, dietrofront sui test psicologici.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/05/23/anna-maria-giannuzzi-miraglia/miraglia-asili-dietrofront-sui-test-psicologici/356089"></link>
  <updated>2008-05-23T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>356089</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Venezia (VE) (Partito: DL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;L’assessore Miraglia ha deciso di bloccare il progetto dell’Ulss: «Nessun pericolo, ma è meglio aspettare»&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 
 Dietrofront sul &quot;quit&quot;, il questionario italiano sul temperamento che Ulss 12, Municipalità e Comune volevano introdurre negli asili nido di Venezia, a partire da settembre, sollevando l'opposizione di tante famiglie. &lt;br /&gt;
«In queste condizioni ritengo opportuno fermare l'iniziativa»: ha annunciato ieri l'assessore alle politiche educative, Anna Maria Miraglia, al termine di un'assemblea con i genitori.&lt;br /&gt;
 «L'allarmismo che si è creato non è affatto giustificato - ha precisato -. E l'iniziativa era interessante, ma se crea preoccupazione nelle famiglie, non ha più senso introdurla».&lt;br /&gt;
 Una decisione maturata in queste ultime settimane, in cui l'assessore ha incontrato i genitori, gli educatori, oltre naturalmente all'equipe dell'Ulss 12 che aveva proposto il progetto.&lt;br /&gt;

Ieri Miraglia ha cercato di smussare lo smussabile: «Questo progetto non ha nulla a che fare con &lt;b&gt;le preoccupazioni dei genitori di una schedatura dei loro bambini&lt;/b&gt;, che poi possa portare alla somministrazione di psicofarmaci.&lt;br /&gt;
 Questi temi, però, sono attuali e noi stessi stiamo scrivendo alla Regione per sostenere il disegno di legge contro l'&quot;uso di sostanze psicotrope in bambini e adolescenti&quot;.&lt;br /&gt;
 Ma nonostante non ci sia alcuna relazione tra il nostro progetto e questa problematica, nei genitori si è creata una percezione diversa. &lt;br /&gt;
Non corrisponde alla verità, ma va rispettata».&lt;br /&gt;
 Inevitabilmente, però, qualche nota polemica c'è stata. Il responsabile dell'unità operativa Famiglia e età evolutiva dell'Ulss 12, Ludovico Perulli, che aveva curato il progetto con la pediatria di comunità, ha accusato in particolare la madre, che è una psicanalista, da cui è partita la protesta: «Il nostro era un progetto teso a migliorare la qualità dei nidi, dove il quit era solo uno strumento che sarebbe stato usato in forma del tutta anonima. Ma c'è stata l'interferenza grave di una genitrice che ha manipolato, frainteso, deviato il pensiero di tutti, compreso quello dell'assessore». L'interessata, Francesca Carfora, ha ribattuto: «Non sono il pifferaio magico. Quello che ci preoccupa è l'introduzione di uno strumento psico-emozionale che va a modificare il modo con cui si guarda all'infanzia». Altri genitori hanno puntato il dito sul quit e le sue classificazioni dei bambini dal &quot;temperamento facile&quot;, &quot;difficile&quot; o &quot;lenti a scaldarsi&quot;. «Non mettiamo in dubbio la buona fede, ma questa standardizzazione è pericolosa». Piccata la replica di Perulli: «É questa demonizzazione del quit ad essere patologica. E i fantasmi possono portare alla patologia dei genitori».
&lt;br /&gt;

Conciliante l'assessore: «Il progetto era interessante, ma non voglio che ci sia un clima sbagliato». Morale: niente quit. Perulli ha ipotizzato di mantenere in piedi il resto del progetto, che prevede di analizzare la situazione logistica dei nidi e la ricorrenza delle malattie dei piccoli. L'assessore si è riservato di valutare la nuova proposta.

&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Venezia&amp;Codice=3797786&amp;Data=2008-5-23&amp;Pagina=6&quot;&gt;Il Gazzettino.it - ed. Venezia Mestre&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Donatella PORETTI: Ancora talidomide? Interrogazione parlamentare.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/05/16/donatella-poretti/ancora-talidomide-interrogazione-parlamentare/355706"></link>
  <updated>2008-05-16T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>355706</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
• Intervento della senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicale - Partito Democratico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;In Germania si e'&lt;/b&gt; appena concluso con un accordo di risarcimento l'affaire Contergan -&lt;b&gt;farmaco a base di talidomide assunto negli anni '50 e '60 da donne incinte contro dolori e nausee, e rivelatosi poi causa di malformazioni del feto&lt;/b&gt; (1).&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;In Italia si stimano le vittime in 600/700&lt;/b&gt;, ma un censimento ufficiale non e' mai stato fatto.&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;Nel 1962 il Ministero della Sanita'&lt;/b&gt; ne ordino' il divieto del commercio ed il ritiro dal mercato con un ritardo di 6 mesi rispetto agli altri Paesi europei.&lt;br /&gt;
 Per il mancato risarcimento si e' dovuto attendere il 2006, quando la legge n.27 all'art.3 prevedeva il riconoscimento giuridico della malattia ma il decreto attuativo non e' mai stato emanato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;La Finanziaria 2008 ha stanziato alcuni fondi&lt;/b&gt; (insufficienti) in merito.&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;Per la voce &quot;risarcimento danni da trasfusioni, vaccini e talidomide&quot;&lt;/b&gt;, sono stati stanziati 180 milioni di euro annui a partire dal 2008 (che si aggiungo ai 100 gia' previsti per il 2007) per il risarcimento dei danni subiti a seguito di trasfusione, vaccinazioni e sindrome da talidomide.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



Un'interrogazione presentata da me medesima lo scorso novembre 2007 alla Camera, grazie alla collaborazione dell'Associazioni TAI Onlus e della Cellula Coscioni di Milano, non ha mai avuto risposta (2).&lt;br /&gt;

In questi giorni l'Aduc (associazione per i diritti degli utenti e consumatori), ha fatto presente che il Brasile registra la terza generazione di vittime del talidomide.&lt;br /&gt;
 A seguito dell'affaire Contergan, nel 1962 quel Paese ha bandito il talidomide, ma pare che sia circolato ancora fino al 1965.&lt;br /&gt;
 A cio' s'aggiunga che nel 1964 il dermatologo israeliano Jacob Sheskin scopri' l'efficacia del talidomide contro la lebbra. &lt;br /&gt;
Da allora, migliaia di lebbrosi brasiliani sono stati curati con Talidomida, la pasticca a basso costo prodotta in America Latina, che nel frattempo viene prescritta anche contro Aids e cancro.&lt;br /&gt;

Il Brasile non e' l'unico Paese ad autorizzarla. E' presente anche in altri Stati da quando, dieci anni fa, la statunitense &quot;Food and Drug Administration&quot; diede il via libera, sotto strettissima vigilanza, a Thalomid dell'azienda Celgene per trattare malattie del midollo spinale.&lt;br /&gt;
 In Europa il principio attivo, utilizzabile nella cura del mieloma multiplo, e' in fase di autorizzazione.&lt;br /&gt;
 E comunque, &lt;b&gt;il suo parente stretto, Lenalidomid&lt;/b&gt;,&lt;b&gt; e' gia' in vendita dal 2007 sotto il nome commerciale di Revlimid, prodotto da Celgene.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 E su questo, sempre l'Aduc ha sollecitato il nostro ministero ad intervenire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



Per questo ho presentato un'interrogazione al ministro del &quot;Lavoro, Salute e Politiche Sociali&quot;, Maurizio Sacconi, per sapere se:&lt;br /&gt;


- nel nostro Paese la circolazione di farmaci con questo principio attivo e' in corso o lo sara' a breve;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



- quali precauzioni sono in corso o saranno prese per evitare il ripetersi di quanto gia' avvenuto nel nostro e negli altri Paesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;





(1) http://www.aduc.it/dyn/salute/noti.php?id=219447&lt;br /&gt;


(2) http://www.donatellaporetti.it/intg.php?id=727&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



 

 

Qui il testo dell'interrogazione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 

http://blog.donatellaporetti.it/?p=31
&lt;br /&gt;

 
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=122475&quot;&gt;radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Massimo CIALENTE: Ha una portata straordinaria l'accordo Menarini-Dompè su L'Aquila</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/01/10/massimo-cialente/ha-una-portata-straordinaria-laccordo-menarini-domp%C3%A8-su-laquila/327781"></link>
  <updated>2008-01-10T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>327781</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: SDSE) - Sindaco  Comune L'Aquila (AQ)- Consigliere  Consiglio Comunale L'Aquila (AQ)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ha una portata straordinaria, per L’Aquila e il suo territorio, la notizia del rinnovo dell’accordo tra le aziende farmaceutiche Dompé e Menarini. Con la possibilità di Menarini di continuare a utilizzare lo stabilimento Dompé del nucleo industriale di Pile del capoluogo d’Abruzzo e servizi importanti e l’opportunità che avrà la stessa Menarini di esercitare un’opzione per l’acquisto di un terreno di oltre 3 ettari per la creazione (a fianco alla Dompé) di un suo stabilimento, nella nostra città potremo avere uno dei poli farmaceutici più grandi d’Italia. 
Ho avuto modo di seguire il percorso che ha portato, oggi, al rinnovo dell’accordo. Per questo, ringrazio di vero cuore il presidente e amministratore delegato della Donpé, Gaetano Clavenna, per l’eccellente lungimiranza dimostrata, che comporta nuovi investimenti per l’industria farmaceutica e conseguenti, possibili vantaggi occupazionali ed economici per l’Aquilano. Analogamente, ringrazio Sergio Dompé e Alberto Aleotti, presidente della Menarini (che dunque consoliderà la sua presenza all’Aquila), per il loro eccezionale impegno e per aver creduto nel nostro territorio e nelle sue potenzialità. 
Sono sempre stato convinto che il rilancio dell’industria, nella nostra città, avesse nel settore farmaceutico una componente essenziale. Tanto è vero che su tale punto ho battuto nella predisposizione del programma di mandato, dove ho sottolineato che tale rilancio sarebbe stato possibile grazie alla presenza qualificata di vari “cluster”, tra cui, per l’appunto, quelli del settore chimico-farmacutico. 
E proprio in virtù del rinnovo delle intese Dompé-Menarini, potrebbe ben presto essere realizzato un altro obiettivo che ho inserito nel programma amministrativo, vale a dire L’Aquila come centro di alta formazione, della ricerca, dei servizi avanzati e dell’innovazione. Innovazione, il cui grande potenziale è l’essenza stessa delle “Life sciences”, il settore che comprende, tra gli altri, l’intera industria farmaceutica e che oggi costituisce, tra i tanti valori di cui è in possesso, anche un modello credibile per lo stanziamento di finanziamenti per la ricerca, che saranno possibili con il pacchetto del Governo “Industria 2015”. 
La nostra città, con la volontà di investire da parte di imprenditori di assoluto livello (come quelli delle aziende di cui parliamo) e una corrispondente azione incisiva e concreta della parte pubblica (una responsabilità che accettiamo ben volentieri), potrà candidarsi a essere un punto di eccellenza per un moderno sviluppo economico e sociale. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilcapoluogo.it/news.php?extend.12965&quot;&gt;ilCapoluogo.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
</feed>
