<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xml:lang="en">
  <title>Openpolis - Argomento: Cassazione</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/"></link>
  <link rel="self" href="http://politici.openpolis.it/feed/tagDeclarations/2524"></link>
  <id>http://www.openpolis.it/</id>
  <updated>2011-06-29T00:00:00Z</updated>
<entry>
  <title>Giorgia MELONI: La Cassazione legalizza la cannabis in terrazzo</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/29/giorgia-meloni/la-cassazione-legalizza-la-cannabis-in-terrazzo/589560"></link>
  <updated>2011-06-29T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>589560</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  della Gioventù (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La Cassazione legalizza la cannabis in terrazzo

Un principio questo che turba il ministro della Gioventù Giorgia Meloni, secondo la quale «&lt;b&gt;il via libera della Cassazione alla coltivazione di marijuana sul terrazzo di casa è scandaloso. Lo stato si regge su leggi uguali per tutti, anche per chi è chiamato a farle rispettare». «La motivazione della sentenza - aggiunge il ministro - ha poi qualcosa di agghiacciante, quando prevede che il fatto è non punibile anche in presenza di specifiche norme di senso contrario, perché inoffensivo. Questo rischia di stabilire un precedente gravissimo: ovvero che un reato non sia più tale, nonostante la legge, quando considerato inoffensivo». «Se i magistrati vogliono farsi legislatori - conclude Meloni - smettano la toga e si facciano eleggere in Parlamento». Di altro avviso Marco Staderini, segretario dei Radicali italiani, secondo il quale la sentenza della Cassazione «introduce un elemento di buon senso e un principio liberale: non c’è reato se non c’è vittima».
&lt;/b&gt;
http://www.ilgiornale.it/interni/la_cassazione_legalizza_cannabis_terrazzo/29-06-2011/articolo-id=532074-page=0-comments=1&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilgiornale.it/interni/la_cassazione_legalizza_cannabis_terrazzo/29-06-2011/articolo-id=532074-page=0-comments=1&quot;&gt;www.ilgiornale.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Paolo ROMANI: governo ha gia' abrogato ritorno all'atomo</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/01/paolo-romani/governo-ha-gia-abrogato-ritorno-allatomo/582439"></link>
  <updated>2011-06-01T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>582439</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) - Assessore  Comune Monza (MB) (Partito: PdL) -  Ministro  Sviluppo economico (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Nucleare: Romani, governo ha gia' abrogato ritorno all'atomo
ultimo aggiornamento: 01 giugno, ore 16:47
Roma, 1 giu. (Adnkronos) - &lt;b&gt;''Governo e Parlamento hanno abrogato tutte le norme che consentivano l'installazione di centrali nucleari. La decisione della Cassazione desta dunque assoluto stupore''&lt;/b&gt;. E' quanto sostiene il Ministro per lo Sviluppo Economico, Paolo Romani.
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Nucleare-Romani-governo-ha-gia-abrogato-ritorno-allatomo_312084267044.html&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Nucleare-Romani-governo-ha-gia-abrogato-ritorno-allatomo_312084267044.html&quot;&gt;www.adnkronos.com&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Dario FRANCESCHINI: Andate a votare sì ai referendum del 12 e 13 giugno</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/01/dario-franceschini/andate-a-votare-s%C3%AC-ai-referendum-del-12-e-13-giugno/582025"></link>
  <updated>2011-06-01T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>582025</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il 12 e il 13 Giugno si andrà a votare per il referendum sul nucleare. Lo ha deciso la corte di Cassazione che ha accolto il ricorso presentato dal Partito Democratico. “La scelta sul nucleare era un imbroglio era un trucco per cercare di cancellare il referendum. La Cassazione ha sicuramente preso atto di questa cosa.” afferma &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt; del Partito Democratico, il quale ha fatto &lt;a href=&quot;http://youtu.be/qUXTMuOUij4&quot;&gt;appello ai cittadini per recarsi alle urne&lt;/a&gt;.
&lt;p&gt;
&lt;a href=&quot;http://youtu.be/qUXTMuOUij4&quot;&gt;&lt;b&gt;Video dell'appello di Dario Franceschini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://youtu.be/qUXTMuOUij4&quot;&gt;Deputatipd.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>DELIA MURER: Referendum, sì </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/12/delia-murer/referendum-s%C3%AC/560883"></link>
  <updated>2011-05-12T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>560883</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Le elezioni amministrative sono sicuramente un appuntamento importante, ma non l'unico. A metà giugno ne arriva un altro che si carica, giorno per giorno, di nuovi significati. E' quello con il referendum, a cui è importante partecipare. Purtroppo sta scendendo sul voto referendario una cappa di silenzio. Se ne parla poco, perchè il quorum, questa volta, fa davvero paura al Governo. Tra i quesiti del referendum, infatti, ce n'è uno che punta ad eliminare del tutto il &quot;legittimo impedimento&quot;, la norma che, sebbene ritoccata dalla Corte costituzionale, consente al premier Berlusconi di centellinare le sue presenze in tribunale, nei processi a suo carico, e di portarli così alla prescrizione. Per impedire il quorum, il Governo le tenta tutte.

&lt;p&gt;
Prima ha provato (e vedremo se ci riuscirà) a cancellare quello sul nucleare, approvando una legge che abroga di fatto il ritorno all'atomo, e che sarà valutata dalla Corte di Cassazione, che dovrà decidere se cancellare il referendum o no. Poi ha di fatto boicottato l'informazione pubblica sui 4 quesiti, relegandola nelle ore notturne.

&lt;p&gt;
Il Pd, invece, è mobilitato per il voto referendario e per quattro sì. I quesiti, infatti, saranno due sull'acqua, uno sul nucleare (se la Cassazione non lo cancellerà) e uno sul legittimo impedimento. Si deve votare a tutti e quattro con il sì perchè il referendum è abrogativo di leggi esistenti. I due quesiti sull'acqua chiedono di abrogare norme che obbligano gli enti locali ad affidare la gestione dei servizi idrici, tutta o in parte, ai privati, come azionisti di municipalizzate o come gestori diretti e di abrogare la possibilità di caricare sulla tariffa idrica il margine di ammortamento del capitale investito dal gestore privato. In sostanza, con due sì, si mette un freno alla speculazione privata sulla risorsa idrica.

&lt;p&gt;
Il sì al quesito sul nucleare, ovviamente, abroga le norme che prevedono il ritorno all'atomo mentre il sì al quesito sul legittimo impedimento cancella la legge che consente alle alte cariche dello Stato di sottrarsi ai processi in corso adducendo un impedimento generico legato alla carica ricoperta. La legge è stata già parzialmente modificata dalla Corte costituzionale. Il referendum vuole cancellarla del tutto.

 &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.deliamurer.it/cms/it.html?view=article&amp;catid=7%3Ageneraliste&amp;id=277%3Areferendum-si&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&quot;&gt;DeliaMurer.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Marco BOATO: La truffa di Berlusconi sul nucleare</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/28/marco-boato/la-truffa-di-berlusconi-sul-nucleare/560174"></link>
  <updated>2011-04-28T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>560174</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Si è creata ad arte molta confusione nell’opinione pubblica in relazione al referendum antinucleare già indetto per domenica 12 e lunedì 13 giugno.
&lt;p&gt;Si è creata ad arte molta confusione nell’opinione pubblica in relazione al referendum antinucleare già indetto per domenica 12 e lunedì 13 giugno. è bene ricapitolare come stanno le cose e cercare di fare chiarezza, al di là della cortina fumogena con cui si sta tentando di annebbiare le idee ai cittadini, per indurli a non partecipare alla consultazione. Il 12 e 13 giugno si celebreranno quattro referendum, che riguardano: la questione nucleare, la tutela dell’acqua come bene pubblico contro la sua privatizzazione (due quesiti) e la legge sul legittimo impedimento. La scelta più logica e razionale sarebbe stata quella di fissare la data dei referendum in coincidenza con le elezioni amministrative del 15-16 maggio, con un risparmio di centinaia di milioni. Ma il Governo Berlusconi ha rifiutato questa possibilità, indicendo i referendum per l’ultima data utile, in modo da disincentivare la partecipazione al voto e impedire il raggiungimento del quorum del 50%, necessario per la validità del pronunciamento popolare.
 
&lt;p&gt;
Che cosa è successo nel frattempo? Si è verificata (ed è tuttora in corso, con conseguenze che dureranno per decenni) la catastrofe nucleare di Fukushima in Giappone, a seguito del terremoto e dello tsunami. Il Giappone non è l’Ucraina (allora Unione sovietica) di Chernobyl, dove si verificò la precedente catastrofe nucleare del 26 aprile 1986 (le cui spaventose conseguenze durano tuttora). La grande maggioranza dei cittadini ha capito – nonostante le patetiche rassicurazioni iniziali – che la questione della sicurezza nucleare riguarda non solo sistemi arretrati, come quello ex-sovietico, ma anche una delle potenze industriali più avanzate del mondo e può quindi a maggior ragione riguardare in futuro anche l’Italia (dove anche la gestione dei rifiuti è un problema, figurarsi la sicurezza nucleare e la gestione delle scorie radioattive, che durano per millenni e per le quali neppure gli Usa hanno ancora trovato una soluzione).
&lt;p&gt;
 
Il tragico messaggio della catastrofe di Fukushima è stato immediatamente capito dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, il cui governo ha deciso il blocco immediato di sette centrali e l’accelerazione del processo di dismissione delle altre più recenti, rovesciando la precedente strategia, che puntava al loro prolungamento in vita. E nonostante questa scelta tempestiva e coraggiosa (la Merkel ha dovuto smentire se stessa, ma lo ha fatto), le elezioni subito successive nel Baden-Württemberg hanno segnato una storica débacle della Cdu e dei liberali, con la vittoria dei Grünen e, in misura minore, dei socialdemocratici.
 
&lt;p&gt;
E in Italia? Per settimane si è cercato di minimizzare e di dichiarare che il piano di rilancio del nucleare non avrebbe subìto variazioni, che tutto sarebbe continuato come prima, ridicolizzando anche le dichiarazioni del premio Nobel italiano Carlo Rubbia, che di nucleare ne sa qualcosa di più di Umberto Veronesi (ottimo oncologo, ma non fisico nucleare), messo incautamente a capo dell’Agenzia per la sicurezza. Senonché, come tutti sanno, Berlusconi orienta le sue scelte in base ai sondaggi di opinione. E, nel giro di qualche settimana, i sondaggi in modo uniforme hanno cominciato a rilevare (e rivelare) che era sempre più prevedibile l’ottenimento del quorum di validità per i referendum di giugno, ben oltre il 50% richiesto, e che i “Sì” favorevoli ai quesiti referendari avrebbero di gran lunga superato il 70% dei votanti (soprattutto il quesito antinucleare, ma non solo).
 
&lt;p&gt;
A questo punto il Governo è entrato nel panico: comunque vadano le elezioni amministrative di metà maggio, la prospettiva di una sonora sconfitta referendaria su tutta la linea (nucleare, acqua e legittimo impedimento: tre punti qualificanti della politica governativa) si stava avvicinando paurosamente, soprattutto col traino della questione nucleare, che ha fatto largamente breccia non solo nell’elettorato del centrosinistra, ma anche in larghi settori del centrodestra. La sicurezza e la salute non hanno colore politico e, come si era già verificato nei referendum del 1987 dopo Chernobyl, sono temi molto sentiti e largamente trasversali agli schieramenti politici.
 
&lt;p&gt;
Per evitare, dunque, il referendum antinucleare, il Governo ha improvvisamente inserito, in un decreto-legge (il cosiddetto “decreto omnibus”) in discussione al Senato, un maxi-emendamento col quale vengono abrogate tutte le norme contenute nel quesito referendario, in teoria facendo così venir meno tutta la materia del referendum antinucleare. E questa scelta (finora approvata solo al Senato) è stata a tal punto pubblicizzata e propagandata, che la maggior parte dei cittadini crede già oggi che il referendum non verrà celebrato. Ne ho avuto esperienza diretta il 26 aprile – venticinquesimo anniversario di Chernobyl – distribuendo materiale informativo nel centro di Trento: molti mi hanno chiesto perché lo facessi, visto che il referendum ormai non era più previsto… Potenza della disinformazione sistematica attraverso i messaggi televisivi: una informazione davvero “di regime”, mentre nel frattempo è stato persino bloccato il regolamento per le tribune referendarie, che avrebbero dovuto già iniziare.
 
&lt;p&gt;
In realtà, il decreto legge che contiene l’emendamento governativo deve ancora essere approvato dalla Camera, poi dovrà essere promulgato dal Presidente della Repubblica (ammesso che non abbia qualche dubbio a firmarlo, visto che si tratta di un espediente per impedire il pronunciamento popolare), quindi dovrà essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale e successivamente dovrà essere sottoposto al vaglio dell’Ufficio centrale per i referendum presso la Corte di Cassazione, che è l’unico competente a decidere in materia. Passeranno dunque ancora alcune settimane – in piena campagna referendaria – per conoscere l’esito di questa decisione, tenendo conto anche che la Cassazione potrebbe investire della questione la stessa Corte costituzionale, la quale in materia di “aggiramento” illegittimo dei quesiti referendari si è già pronunciata con una sentenza fin dal lontano 1978. Non solo.
 
&lt;p&gt;
Il testo dell’emendamento governativo non si limita ad abrogare le norme sottoposte a referendum, ma introduce preliminarmente una nuova disposizione, che spiega tutto della “ratio” furbesca di questa operazione, perché rimanda ad “ulteriori evidenze scientifiche” sulla “sicurezza nucleare”, allo “sviluppo tecnologico in tale settore” e inoltre alle “decisioni che saranno assunte a livello di Unione europea” (la quale in realtà non ha nessuna competenza sulle scelte nucleari dei singoli Stati). Queste disposizioni dimostrano in modo evidente che, dunque, non c’è affatto un ripensamento governativo in materia di scelte nucleari, ma solo la volontà di aggirare il referendum, espropriando i cittadini del potere costituzionale (art. 75) di decidere, per poi rilanciare la scelta nucleare nella fase successiva.
 
&lt;p&gt;
E quindi la Cassazione potrebbe a sua volta decidere di riformulare il quesito referendario, sottoponendo al voto dei cittadini questa nuova norma e non le precedenti, per rispettare comunque – come prevedono la legge e la giurisprudenza costituzionale – la volontà referendaria. Come se non bastasse la già eloquente lettura dei testi normativi, il 26 aprile (anniversario di Chernobyl!) Berlusconi, nella conferenza stampa con Sarkozy, facendo un autogol clamoroso, ha candidamente dichiarato che l’intenzione del Governo è proprio quella di aggirare il referendum, per poi rilanciare il nucleare: “Noi siamo assolutamente convinti che l’energia nucleare sia il futuro per tutto il mondo”. Sarkozy gongolava, pensando ai miliardi di euro italiani per la Edf francese, la Merkel forse un po’ meno.
&lt;p&gt;
 
Dunque, il referendum antinucleare è regolarmente indetto e pienamente in vigore, nonostante l’emendamento-truffa del Governo. Se e quando questo diventerà legge, sarà la Cassazione (ed eventualmente la Corte costituzionale) a decidere al riguardo, ed è assai arduo immaginare che la Cassazione permetta un simile raggiro sulla pelle di quella “sovranità popolare” tante volte invocata a sproposito e questa volta invece pienamente in causa e da tutelare, salvaguardando il principale istituto di democrazia diretta previsto dalla Costituzione.
 
&lt;p&gt;
Il 21 aprile il ministro Romani – in un intervento a Radio anch’io – gongolava per l’operazione furbesca messa in atto (“furto con destrezza di referendum”, verrebbe da dire) e addirittura ipotizzava una operazione analoga anche per i due quesiti a tutela dell’acqua pubblica. Vista la figuraccia di questi giorni (ieri, sul Corriere della sera, Romani ha cercato di tamponare la gaffe di Berlusconi), probabilmente questa ulteriore operazione di svuotamento dei referendum rientrerà, ma non è ancora detto. Del resto, l’obbiettivo non ancora dichiarato, ma reale, è di ostacolare in ogni modo che si possa raggiungere il quorum sul legittimo impedimento. Ma saranno i cittadini italiani in ultima istanza a decidere.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=ZEBPY&quot;&gt;Terra&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Domenico SCILIPOTI: Centrali nucleari ed elettrosmog </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/10/domenico-scilipoti/centrali-nucleari-ed-elettrosmog/391633"></link>
  <updated>2009-06-10T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391633</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PT già IR) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;
&lt;br /&gt;
 “Che la questione attinente all’imposizione del modello di produzione energetica nucleare sia frutto della speculazione politica del centrodestra, sempre pronto a fiutare il giro di nuovi affari, magari sulla pelle dei cittadini, è evidente nello scivolone del Ministro Fitto in Puglia”. 
&lt;p&gt;Così l’On. Domenico Scilipoti dell’Italia Dei Valori interviene sul nucleare e sulla localizzazione delle centrali in Italia. “Già nell’immediatezza dello scellerato accordo italo-francese il governo era stato messo “sul chi va là” dalla stragrande maggioranza delle regioni italiane, poco attratte dalla prospettiva poco edificante di una immane bomba ad orologeria sul proprio territorio. Eppure esimi esponenti del governo continuano a dare per scontato l’avallo delle amministrazioni regionali ad un sistema energetico irresponsabile e fuori dal tempo. Perché - prosegue il deputato IDV - si continua a glissare sull’aspetto fondamentale della questione, ovvero l’effettivo bisogno energetico dell’Italia? Non vorremmo che improvvisamente si scoprisse che non sussiste alcuna necessità. &lt;br /&gt;
Semmai - conclude Scilipoti - si guardi alla prospettiva offerta dalle fonti rinnovabili, con il fotovoltaico in testa, per rinnovare ed intergare coerentemente il fabbisogno energetico dell’Italia senza mortificare inutilmente il territorio”.
&lt;p&gt;
 “I comportamenti che favoriscono una esposizione continua a livelli elevati di onde da elettrosmog vanno sanzionati penalmente con previsioni ad hoc dotati di effettiva valenza deterrente”. Così l’On. Domenico Scilipoti dell’Italia Dei Valori interviene sulle recenti pronunzie della Corte di Cassazione  sui danni da elettrosmog.&lt;br /&gt;
 “L’attenzione dei supremi giudici della Corte di Cassazione è una novità positiva che va salutata con estremo favore. Da tempo siamo in prima linea contro queste aggressioni indirette al bene primario della salute, spesso sacrificato per interessi di natura prettamente economica. Riteniamo fondamentale - prosegue il deputato IDV - che nelle pronunzie della giustizia italiana sia apra la strada ad una responsabilità di tipo penale, se è vero che lo strumento delle sanzioni amministrative e civilistiche è risultato sin qui essenzialmente debole per le ingenti risorse in mano agli operatori del settore. Manca tuttavia una disciplina specifica: per questo riteniamo che sia giunto il momento che queste tematiche vengano affrontate con diversa consapevolezza. Auspichiamo un intervento da parte degli organi comunitari, ritenendo però opportuno - conclude Scilipoti - che già nella legislazione interna si predisponga una disciplina sanzionatoria rilevante, integrata coerentemente nel quadro dei reati ambientali e di quelli contro la persona”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.messinanews.com/politica/centrali-nucleari-ed-elettrosmog/&quot;&gt;Messina News&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Barbara POLLASTRINI: Fine vita, dopo Eluana il Pd abbia più coraggio</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/02/13/barbara-pollastrini/fine-vita-dopo-eluana-il-pd-abbia-pi%C3%B9-coraggio/388739"></link>
  <updated>2009-02-13T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388739</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Caro direttore,&lt;br /&gt;
 Eluana ha scosso sentimenti e riflessioni. Per l`epilogo di una ragazza che si è consumata dentro una corazza di assenza e immobilità. Per l`amore di un padre che ha mutato una tragedia privata in un tema di responsabilità pubblica. &lt;br /&gt;
Ora il Parlamento non può sfuggire e le sue scelte peseranno sul destino di tanti. Servirebbe una soluzione saggia e condivisa. Non è facile, ma neppure impossibile se accettiamo l`idea che esiste una storia di pensieri e principi a fare da lanterna, quella Costituzione che assegna alla &quot;persona&quot; diritti e doveri certi nel diritto alla salute, nella libertà di cura, nella propria dignità e responsabilità. Negli anni la medicina ha schiuso grandi opportunità e uno spirito di precauzione si è mescolato a speranze nuove. &lt;br /&gt;
Ma il punto rimane lo stesso. Il riconoscimento dell`autodeterminazione di sé anche sui terni che attengono alla propria sfera più intima. Tema che ha attraversato in particolare il cammino delle donne. Dunque quando si riflette sulla cura o sulla fine della vita, tenere unite libertà del singolo e responsabilità verso gli altri significa assumere a fondamento lo Stato di diritto. In altri termini, pesano la famiglia, i medici, le istituzioni, ma alla fine sulla mia vita l`ultima parola è la mia e nessuno può procedere in mio nome. E questo il valore di quel consenso informato che ci accompagna nelle malattie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 Come degli articoli 2, 13 e 32 della Fine vita, dopo Eluana il Pd abbia più coraggio Costituzione o del contenuto della Convenzione sui diritti umani e la biomedicina del Consiglio d`Europa. In questi principi non c`è un negare il valore della vita. C`è la scelta, al contrario, di un`educazione permanente alla vita. Per questo, se nell`assecondare le convinzioni di una parte, religiosa o culturale, la legge venisse meno a quei principi si condannerebbe un`altra parte a una disuguaglianza di fatto persino nei momenti più bui dell`esistenza. Ma la democrazia senza uguaglianza può scivolare nell`autoritarismo. Oppure nell`opacità. Come avviene nel turismo procreativo o nell`indifferenza verso i diritti umani. E come può avvenire nel risolvere, in solitudine, un dramma cui le istituzioni non hanno dato risposta. Allora non basta dire, &quot;subito la legge&quot;. &lt;br /&gt;
E tantomeno si può ignorare l`intento di imporre, sull`onda di eventi drammatici, una norma &quot;ideologica&quot; e di rivincita. Il nodo è la qualità di una legge mite, essenziale, da monitorare. Che mi consenta di rifiutare ciò che ritengo un accanimento verso la mia dignità e il mio corpo. &quot;Garantire&quot; una cura - questo è il nodo non significa &quot;obbligarmi&quot; a una cura. &lt;b&gt;Leggo che la politica dovrebbe fare un passo indietro.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Anche due se la politica ha il volto di un Governo che usa la partecipazione del Paese per scardinare l`equilibrio tra i poteri facendosi interprete dell`ala oltranzista della gerarchia cattolica. Ma per quanto riguarda noi, penso che la politica debba fare un passo avanti, sul piano dei valori e di una battaglia delle idee. Dobbiamo capire che la consistenza storica di un partito è nella capacità di tenere uniti principi e proposta. Nel senso che tra economia e democrazia, tra temi etici e misure sociali non c`è un &quot;prima&quot; e un &quot;dopo&quot;. &lt;br /&gt;
Perché le persone non sono frazionabili. Vogliono un lavoro, il rispetto della loro dignità. E anche una speranza nei momenti duri che la vita riserva. Ma soprattutto perché è solo in nome dei &quot;tuoi&quot; valori che puoi contrastare lo sfondamento culturale di una destra spregiudicata e cinica. Ecco perché più chiaro doveva essere il nostro richiamo allo Stato di diritto quando il Governo ha avviato il suo assalto a una sentenza della Cassazione. Per la stessa ragione è vigile oggi la nostra difesa della Costituzione e massima la solidarietà al presidente Napolitano. Poi è ovvio, per la nostra storia, riconoscere libertà di coscienza su temi come questi. Ma non può essere un modo per eludere la discussione.  Sempre che vogliamo diventare un partito vero.&lt;br /&gt;
 Ecco perché mi ha fatto riflettere che esponenti del Pd potessero prescindere nel loro eventuale Si alla &quot;legge su Eluana&quot; dalle motivazioni proposte e da anatemi così lontani da quella Costituzione che continua a essere la nostra &quot;bibbia laica&quot;. Quando ho aderito al nuovo partito pensavo che culture diverse dovessero porre al centro proprio il valore della persona, per avanzare nella ricerca di soluzioni sagge anche su temi difficili, soprattutto in Italia. Ma per questo è richiesto a quelle culture di fare ciò che il vecchio riforniamo non ha mai fatto, investire fino in fondo nella libertà e responsabilità di ognuno come risorsa per il progresso di tutti. Nei giorni scorsi, si è scritto che non dobbiamo regalare i voti cattolici al Pdl o al l`Udc. Sento un altro dovere. Creare riferimenti ideali capaci di parlare ai cattolici e a chi non lo è. Anni fa a Milano il cardinale Martini volle la Cattedra dei non credenti, insegnando che una comunità per esser tale deve coltivare virtù civiche e morali condivise. Ho avuto conferma anche da quelle lezioni che la laicità è un bene prezioso per la convivenza e il dialogo, soprattutto nell`epoca di nuovi e vecchi fondamentalismi. E che l`autonomia della politica non è sinonimo di rinuncia, ma di coraggio e limpidezza. Viviamo tempi che impongono di non scordarlo mai.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KRFPB&quot;&gt;Il Riformista - Barbara Pollastrini&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Silvio BERLUSCONI: Eluana Englaro. Non ci sarà alcun decreto [20:26]</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/02/05/silvio-berlusconi/eluana-englaro-non-ci-sar%C3%A0-alcun-decreto-2026/388641"></link>
  <updated>2009-02-05T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388641</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Pesano i dubbi del Colle e di parte dell'opinione pubblica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 Non ci sarà alcun decreto per &quot;salvare&quot; Eluana Englaro. La decisione - &quot;non semplice&quot;, viene riferito - è stata presa in via definitiva questo pomeriggio dallo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che non sarebbe riuscito a trovare una mediazione tra ragioni politiche, etiche e personali. &lt;br /&gt;
L'esito, alla fine, è che il decreto, pur pronto, non sarà esaminato nella riunione di governo di domani e l'autorizzazione all'interruzione della nutrizione artificiale non potrà più essere sospesa.&lt;br /&gt;
 Nemmeno - viene fatto presente - con successivi interventi normativi. Al di là dei ragionamenti costituzionali o di opportunità di una norma su una materia così delicata, una volta sospesa l'alimentazione e l'idratazione, passate 48 ore, queste non potranno più essere riprese. 
&lt;p&gt;Eppure, appena ieri sera era lo stesso premier a confermare che il governo stava &quot;lavorando per intervenire&quot;. Ma con il passare delle ore, tuttavia, le motivazioni a favore di un intervento d'urgenza, già messo nero su bianco dal ministro del Welfare Sacconi, si sono scontrate con &lt;b&gt;molti 'contro'&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
 In primis, i dubbi che sarebbero filtrati dal Quirinale. Il testo del dl, a quanto si apprende, non sarebbe mai giunto sul Colle più alto, ma le parole pronunciate da Giorgio Napolitano nei giorni scorsi davano una traccia più che chiara: si regolamenti il 'fine vita' ma con un disegno di legge e nella ricerca della massima condivisione politica. &lt;br /&gt;
In più di un'occasione il presidente aveva invitato a una &quot;discussione non frettolosa&quot; su un argomento così delicato e aveva indicato l'unico luogo idoneo per questo: il Parlamento. &lt;br /&gt;
Inoltre con un dibattito già avviato a Palazzo Madama sul testamento biologico il dl non poteva che apparire come uno schiaffo alla centralità delle Camere sempre difesa da Napolitano. &lt;br /&gt;
Per non parlare del conflitto tra poteri dello Stato dopo una chiarissima sentenza della Cassazione sul caso di Eluana. Ai rilievi sul profilo costituzionale del decreto si sarebbero aggiunte anche le voci dubbiose levatesi nella stessa maggioranza. Come per esempio quella del ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, o del presidente della Camera Gianfranco Fini che ancora oggi ha lasciato trapelare di considerare &quot;un errore&quot; un intervento governativo sulla materia. &lt;br /&gt;
Non da ultimo, comunque, sul presidente del Consiglio avrebbe avuto un peso anche la considerazione che si tratta di un tipo di provvedimento che divide l'opinione pubblica.&lt;br /&gt;
 Per tutta la giornata il pressing per il decreto è stato forte, a cominciare dal leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini che ha chiesto al governo &quot;di intervenire perchè non ci si può lavare le mani, il diritto alla vita è garantito dalla nostra Costituzione&quot;. &lt;br /&gt;
Di convinzione opposta Rifondazione comunista che con Giovanni Russo Spena ha spiegato che &quot;lo stesso presidente Napolitano ha già espresso i suoi dubbi&quot; e il leader del Pd Walter Veltroni che stamani ha incontrato il capo dello Stato al Colle. Per Veltroni un decreto sarebbe &quot;inaccettabile&quot; e la politica deve fare &quot;un passo indietro&quot;. 

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.apcom.net/newspolitica/20090205_202600_443f1a8_55686.html&quot;&gt;Apcom&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Giorgio NAPOLITANO: Caso Englaro. Il Dl e' pronto ma il Governo rifletta sui dubbi del Quirinale</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/02/05/giorgio-napolitano/caso-englaro-il-dl-e-pronto-ma-il-governo-rifletta-sui-dubbi-del-quirinale/388637"></link>
  <updated>2009-02-05T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388637</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Non un decreto legge ma un intervento di altro genere che non vada a sbattere contro il 'no' del Colle. Potrebbe essere questa la stretta via attraverso la quale il governo affronterà il caso di Eluana Englaro. La bozza di decreto c'è già e prevede il divieto di sospendere alimentazione e idratazione, ma è difficile che arrivi al Quirinale da cui sono già emersi dubbi e perplessità sull'opportunità di scegliere la strada del decreto legge. Più di una considerazione lo rende poco probabile. Innanzitutto c'è la questione di un conflitto tra poteri perchè un eventuale decreto del governo, dopo la sentenza della Cassazione, configurerebbe uno scontro con tra esecutivo e magistratura. Poi il Capo dello Stato sarebbe tirato in ballo in una vicenda a dir poco imbarazzante: il Presidente dopo avere auspicato più volte una soluzione parlamentare, una &quot;non frettolosa riflessione&quot; su questi temi che &quot;richiedono un confronto sensibile e approfondito qualunque possa essere la soluzione scelta dai più&quot; si troverebbe a dover firmare un decreto con la conseguente valutazione del rispetto delle prerogative di necessità e urgenza. Tutto questo mentre in Senato è già ben avviata una discussione sul testamento biologico. Insomma, chiedere al Colle di dirimere quello che la politica non è stata in grado di fare, con la scrittura di una legge, sarebbe davvero troppo. Napolitano, nel rispondere a un appello di Piergiorgio Welby, era stato molto duro nel dire che &quot;il solo atteggiamento ingiustificabile sarebbe il silenzio, la sospensione o l'elusione di ogni responsabile chiarimento&quot; nei luoghi idoneei. Cioè il Parlamento. Difficile possa aver cambiato idea. Tutti questi elementi avrebbero fatto riflettere il governo e la maggioranza nella quale non erano mancate le voci in dissenso su un intervento diretto dell'esecutivo. Non ultima, pochi giorni fa, quella del presidente della Camera Gianfranco Fini per il quale è necessario riflettere molto bene su ogni passo che non sia la discussione parlamentare, già avviata a Palazzo Madama, del testamento biologico. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.apcom.net/newspolitica/20090205_171001_4bec10c_55675.html&quot;&gt;Apcom&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Giorgio NAPOLITANO: «Sì al testamento biologico, nulla ha a che vedere con l'eutanasia»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/02/03/giorgio-napolitano/%C2%ABs%C3%AC-al-testamento-biologico-nulla-ha-a-che-vedere-con-leutanasia%C2%BB/388548"></link>
  <updated>2009-02-03T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388548</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«La Cassazione ha colmato un vuoto che deve essere riempito dal Parlamento»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lussemburgo - Un appello perché, almeno sui temi etici, la discussione in Parlamento sia pacata. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha auspicato che il Parlamento colmi un vuoto legislativo sul testamento biologico. Su questi temi, ha aggiunto rispondendo ad una domanda, occorre un esame parlamentare pacato.

&lt;p&gt;
EUTANASIA - In Italia fa capire Napolitano, nessuno parla di introdurre l'eutanasia, ma il caso di Eluana Englaro impone una pronta approvazione della legge sul testamento biologico che regoli i momenti finali della vita. Il capo dello Stato sottolinea che si tratta di «questioni delicate». Tutto questo «nulla ha a che vedere con l'eutanasia». Il caso Englaro nasce attorno al fatto che «la Cassazione ha colmato un vuoto legislativo, il quale deve essere colmato in modo definitivo dal Parlamento».


&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/09_febbraio_03/napolitano_englaro_c3f3c1b8-f1fc-11dd-9d2c-00144f02aabc_print.html&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Luciano VIOLANTE: «La sfida è superare i privilegi del sistema»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/02/01/luciano-violante/%C2%ABla-sfida-%C3%A8-superare-i-privilegi-del-sistema%C2%BB-intervista/388495"></link>
  <updated>2009-02-01T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388495</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt; Adesso basta con il clima di sospetti reciproci ognuno agisce per legittima difesa, contro i soprusi dell’altro&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;



Si intravede qualche segnale di luce ma per Luciano Violante, Pd, è ancora lontana la fine dello scontro tra magistratura e politica.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Perché questo reciproco clima di sospetto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Perché ognuno pensa di agire per legittima difesa, contro i soprusi dell’altro».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Tutti sono d’accordo nel ritenere ineludibile la riforma della giustizia, ma è sui rimedi che le opinioni divergono. Perché è così difficile un gioco di squadra?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «La magistratura e una parte del mondo politico guardano soprattutto all’efficienza della giustizia. L’avvocatura e un’altra parte del mondo politico, sono più attenti alla magistratura come potere, e criticano la tendenza di alcuni magistrati-primattori, aiutati da incauti corifei, a comportarsi come se fossero investiti di un potere di natura politica o, peggio, di natura morale. Ho l’impressione che finché non si supera questa divergenza, non si farà alcun passo in avanti».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; È un’analisi molto pessimista.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Realista. Parto dal presupposto che nessun potere politico regala efficienza a un altro potere se non sono definiti con chiarezza i suoi confini. E d’altra parte non sono chiari neanche i confini della politica. Quante volte il Parlamento ha approvato leggi che hanno bloccato l’efficacia di una sentenza definitiva? Dov’è oggi l’arbitro capace di definire i confini reciproci? Le faccio un esempio: in Italia ci sono 165 tribunali e una sessantina di questi ha non più di 20 magistrati. Bisognerebbe eliminare le sedi giudiziarie piccole. Ma sono disposti i giudici a perdere 60 posti di presidente del Tribunale e altrettanti di procuratore capo? Sono disposti gli avvocati a perdere 60 posti di presidente del consiglio dell’ordine e la politica è disposta a spiegare ai cittadini di 60 comuni che quei tribunali generano non un servizio ma un disservizio?».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; I 18 milioni di elettori del centrodestra possono essere il lasciapassare per la riforma?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «La questione è giusta ma non risolutiva; anche con 18 milioni di voti si possono fare errori. Chi governa ha il dovere di decidere, ma anche di ascoltare l’opposizione. Se non l’ascolta sbaglia ed è sconfitto dai cittadini. La bocciatura con referendum della riforma costituzionale del centrodestra dovrebbe aver insegnato qualcosa. Gli emendamenti del governo sulle intercettazioni in pratica le impediscono quando si tratta di individuare gli autori di rapine, stupri e omicidi nelle ville. Si tratta certamente di una svista. Ma l’opposizione serve anche a far rilevare queste sviste tragiche. Specie a una maggioranza che ha fatto della sicurezza il suo cavallo di battaglia».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; La magistratura viene accusata di invadere il campo della politica. Ma non accade perché la politica ha smarrito la sua dimensione etico-civica?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Le invasioni di campo sono reciproche perché le linee di confine sono diventati fragili. Quante volte le Camere hanno negato l’autorizzazione a procedere nei confronti di parlamentari, ricevendo poi una smentita da parte della Consulta? Quante volte la magistratura penale si mette a sindacare la pura discrezionalità della pubblica amministrazione, contro il principio della separazione dei poteri? La politica deve ricostruire una propria dimensione etico-civica. Il primo passo sarebbe affermare criteri di responsabilità politica indipendenti dalla giustizia penale. Perché nel Parlamento italiano, a differenza di altri Paesi, non c’è un comitato etico?»&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Lei ha parlato di sentenze bloccate. Che cosa pensa del caso Englaro?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Il Parlamento ha sollevato conflitto di attribuzione con la Cassazione e, giustamente, ha perso. Ma compito del Parlamento è fare le leggi prima di sollevare i conflitti. La politica non riesce a trovare una intesa sul testamento biologico e accusa la magistratura, che a differenza della politica è costretta a decidere, di invasione di campo. È un paradosso. Un segnale lo vedo nella maggiore concretezza che caratterizza le relazioni della Cassazione e delle Corti d’Appello, ma anche del ministro e del vicepresidente del Csm Mancino».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Ma quando si è troppo concreti vuol dire anche che non è più possibile parlare di ideali e che si è toccato il fondo.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Intendo dire che si è iniziato a parlare di rimedi, alcuni buoni. E buoni rimedi vengono dai buoni convincimenti ideali. Mi piace pensare che si mettano da parte le vecchie ideologie per guardare alla sostanza. Il procuratore aggiunto di Palermo, Ingroia, ha detto che i magistrati sono costretti a pagarsi le trasferte per gli interrogatori. Mi ricorda quando il governo dell’epoca chiese a Falcone e Borsellino il corrispettivo per il soggiorno all’Asinara, dove si erano recati su pressione del governo stesso per sfuggire agli attentati e scrivere la sentenza relativa al primo maxi-processo. Dico che non si deve tornare a quei tempi».

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://sfoglia.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20090201&amp;ediz=NAZIONALE&amp;npag=3&amp;file=obj_101.xml&amp;type=STANDARD&quot;&gt;Il Mattino - Maria Paola Milanesio&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Maurizio SACCONI: Eluana Englaro. «Non metto sotto scacco nessuno».</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/22/maurizio-sacconi/eluana-englaro-%C2%ABnon-metto-sotto-scacco-nessuno%C2%BB/388363"></link>
  <updated>2009-01-22T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388363</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) -  Ministro  Lavoro Salute e Politiche sociali (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Non metto sotto scacco nessuno, ho fatto solo una ricognizione delle leggi da applicare». Non si è fatta attendere la risposta del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, chiamato in causa dal governatore Mercedes Bresso che due giorni fa ha avanzato la disponibilità del Piemonte ad accogliere Eluana «in una struttura pubblica, perché quelle private sono sotto scacco del ministro».

&lt;p&gt;
Parole che hanno innescato un’aspra polemica: da una parte il governatore che ribadisce ancora che la Regione è «pronta a dare attuazione alla sentenza della Cassazione», sostenuta dal sindaco di Torino, Chiamparino, e diversi esponenti del centro-sinistra. Dall’altra parte il governo intervenuto per difendere Sacconi. Per il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, Al Piemonte avrà gravi difficoltà a trovare gli strumenti procedurali per eseguire il decreto della Corte d’Appello» e «sottrarre l’alimentazione a un disabile, è ledere un suo diritto». Unica voce fuori dal coro del Pdl è del presidente della Commissione Affari sociali della Camera, Giuseppe Palumbo che dice: «Sul caso Eluana c’è una sentenza che alla fine credo che dovrà essere rispettata» e aggiunge che «con una donna in coma da 17 anni, anche io che sono generalmente aperto alla vita, ritengo che si debba far fare alla natura il proprio corso».

&lt;p&gt;
Intanto sull’atto del ministro del Welfare firmato lo scorso 16 dicembre 13 eurodeputati - tra cui il radicale Marco Pannella, Claudio Fava, Giovanni Berlinguer - hanno presentato un’interrogazione alla Commissione europea. I Radicali italiani intanto puntano il dito contro il silenzio del Pd che, dice il presidente Bruno Mellano, «continua a non riuscire a produrre alcuna posizione politica precisa». A difendere Bresso interviene Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se e sostiene che «ha dimostrato alto senso istituzionale e civile». Parlamentari e dirigenti del Pd piemontese si stringono intorno all’iniziativa: la posizione di Bresso, si legge in una nota, «rappresenta il doveroso atteggiamento di un’istituzione nei confronti delle regole dello stato di diritto e la migliore espressione di una politica laica e responsabile».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KJ49L&quot;&gt;La Repubblica - p.co.&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>SERGIO CHIAMPARINO: «Senza una linea comune sul testamento biologico il Pd non è più un partito»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/22/sergio-chiamparino/%C2%ABsenza-una-linea-comune-sul-testamento-biologico-il-pd-non-%C3%A8-pi%C3%B9-un-partito%C2%BB-intervista/388348"></link>
  <updated>2009-01-22T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388348</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Torino (TO) (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
C’è una sola premessa da fare. Stavolta, dice Sergio Chiamparino, «della polemica politica non mi frega un bel nulla». Anche perché, mai come stavolta, «tutti fanno finta di non sapere che c’è una sentenza della Cassazione». Una sentenza, aggiunge, «che va rispettata soprattutto perché, in assenza di una legge, è l’unico riferimento normativo che abbiamo».
&lt;p&gt;

 

Il sindaco di Torino, dirigente nazionale del Pd e ministro ombra del Federalismo, affida a quest’intervista al Riformista la sua posizione sul caso Englaro («Sono d’accordo con la scelta della Bresso»), sul testamento biologico («A mio avviso, è necessario») e sul comportamento del suo partito, che sul tema ha deciso di non decidere. «Su una questione come questa - dice Chiamparino - il Pd ha il dovere di arrivare a un punto di compromesso, a una posizione unitaria. Se non lo facciamo, vorrà dire che non siamo un partito ma, più semplicemente, un gruppo di amici che stanno insieme».

&lt;p&gt;
 

&lt;b&gt;Sindaco, Mercedes Bresso ha dichiarato la disponibilità del Piemonte ad accogliere Eluana.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


lo sono perfettamente d’accordo con questa scelta. Ripeto: c’è una sentenza della Cassazione ed è nostro dovere rispettarla e farla attuare. Tutto il resto è polemica politica, una strumentalizzazione di cui, soprattutto in questo caso, bisognerebbe fare a meno.
&lt;br /&gt;

 

&lt;b&gt;Il ministro Sacconi però insiste, nega di tenere «sotto scacco» le strutture ospedaliere private. Lei che ne pensa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Chi fa il ministro ha il compito di far rispettare le leggi. E in assenza di una legge, il pronunciamento della Cassazione è l’unico riferimento normativo che abbiamo. Di conseguenza, la scelta del Piemonte sopperisce a una «mancanza» di Sacconi.&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Lei è favorevole a una legge sul testamento biologico?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Tanto per citare l’esempio di Eluana, credo che il padre Beppino sia l’unico, autentico, interprete della volontà della figlia. A mio avviso, andare in questa direzione è moralmente giusto ed eticamente corretto.&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;I gruppi parlamentari dei Pd, però, sul caso specifico hanno scelto di non scegliere. La discussione dell’altro giorno si è conclusa senza una votazione finale...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Su questioni eticamente sensibili un partito non deve imporre nulla. Ma il pensiero della maggioranza deve essere tradotto in un atto politico.&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;In che senso?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Nel senso che una maggioranza non può imporre al mio amico Bobba (esponente teodem, ndr) di pensarla allo stesso modo. Ma di fronte a temi che sono sempre più centrali per il paese, e il testamento biologico lo è, non si può scegliere non scegliere. Se il Pd non ha ancora prodotto una posizione comune su questo terreno... beh, è arrivato il momento di recuperare.&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Molti dei cattolici dei Pd, però, si appellano alla «libertà di coscienza».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Io capisco la libertà di coscienza nel caso in cui, ad esempio, si discuta di un ordine del giorno sull’eutanasia; tra l’altro, credo che anch’io sarei contrario. Ma qui parliamo di un’altra cosa: nel momento in cui il Parlamento si prepara ad affrontare il tema del fine vita, il Pd ha il dovere di maturare una posizione comune. Sennò significa che non siamo un partito ma solo un gruppo di amici. Il testamento biologico è diventato un tema cruciale, sul quale noi dobbiamo essere in grado di trovare un punto di mediazione, di elaborare un nostro testo, di presentare proposte di legge.&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Detta così, il «testamento biologico» sembra un argomento perfetto per la conferenza programmatica che il Pd si prepara ad affrontare. O sbaglio?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Tutt’altro. Guardi che la conferenza programmatica del Pd non e soltanto la sommatoria delle nostre ricette per gli imprenditori, gli insegnanti, gli operaie via dicendo. In quella sede si discuterà anche di ambiente, dal nucleare agli ogm. Per questo la questione dei «confini della vita» può e deve essere affrontata nella conferenza programmatica. Più che altro, mi stupirei se non fosse così...

 &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KJ2OE&quot;&gt;Il Riformista - Tommaso Labate&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Ignazio Roberto Maria MARINO: «Inaudito Sacconi che minaccia come i Bravi... »  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/17/ignazio-roberto-maria-marino/%C2%ABinaudito-sacconi-che-minaccia-come-i-bravi-%C2%BB-intervista/388270"></link>
  <updated>2009-01-17T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388270</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Un pericolosissimo precedente, attacco frontale ai diritti dei singoli da un ministro integralista e illiberale&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ignazio Marino, senatore Pd,
è un esperto di trapianti del
fegato che per 18 anni ha lavorato
negli Usa. È un politico
e un medico «allibito da
quanto sta accadendo in Italia».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Senatore, una sentenza inappellabile
non trova applicazione. Siamo di
fronte all’eutanasia del diritto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«È evidente che rispetto a quanto è
accaduto c’è da rimanere sbigottiti.
Non voglio parlare di Eluana Englaro,
voglio parlare di un precedente
che si è creato ed è pericolosissimo.
Il ministro Sacconi ha
scritto una lettera, che di fatto è
personale, ai presidenti di regione,
facendo una analisi di un concetto
che è largamente condivisibile:
bisogna garantire l’assistenza
ai disabili come stabilisce una risoluzione
delle Nazioni Unite.Ma da
qui ne fa derivare una conseguenza
che nessun altro paese accetterebbe:
e cioè che un cittadino non
può avere la libera scelta rispetto
alle terapie alle quali essere o non
essere sottoposto».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Il punto è questo: in Italia non c’è
una legge, ma una sentenza.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Ci sono una sentenza dei giudici e
un ministro che di fatto la rende
inattuabile. Sacconi con il suo atteggiamento
crea un conflitto tra
le istituzioni. Si è comportato come
i Bravi che hanno incontrato
don Abbondio nell’angolo della
strada. Dal momento che non può
mettere per iscritto «se esegui una
sentenza della Corte suprema italiana,
che io ministro non condivido,
ti chiuderò i rubinetti», glielo
dice a voce. Gli dice «ti farò passare
dei guai».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Ha letto le motivazioni della clinica
di Udine? Temono ripercussioni.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«È evidente che si è creata una grave
interferenza tra il potere esecutivo
dello Stato e il diritto di una
famiglia che non ha pensato di usare
scorciatoie per ottenere il rispetto
delle volontà espresse dalla loro
amata figlia, ma di ricorrere alla
magistratura. Siccome il ministro
nella sua visione integralista e antiliberale della
vita non può condividere
l’idea che un cittadino la pensi
diversamente da lui e segua un
percorso lineare rivolgendosi ai
giudice, interviene direttamente.
È un attacco frontale verso i diritti
dei singoli. Mi chiedo cosa succede
se domani un altro cittadino, per
un’altra questione, si rivolge ad un
tribunale, raggiunge una sentenza
inappellabile, e poi un ministro competente
in quella materia, non è d’accordo
e minaccia l’interlocutore del
cittadino stesso».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;La certezza del diritto può subire deroghe davanti a fatti eticamente sensibili
per mano della politica?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Se mettiamo in dubbio anche le
sentenze definitive mettiamo in
dubbio un fondamento dello Stato.
Penso che sia un precedente di una
straordinaria gravità. L’ho già detto
a Beppino Englaro e lo ripeto: potevo
impegnarmi per una legge sul testamento
biologico, ma una legge
avrebbe potuto risolvere situazioni
per il futuro, non quelle retroattive.
Beppino non ha altre strade al di fuori
di quella che ha intrapreso. Se la
magistratura avesse detto che non
si dovevano interrompere idratazione
e alimentazione lui avrebbe rispettato
quella sentenza. Ma sua figlia
era stata chiara: non avrebbe voluto
vivere se non poteva recuperare
le sue funzioni intellettive. Il signor
Englaro ha compiuto una scelta
difficilissima, nel rispetto dell’impegno
preso con Eluana. Se oggi accettiamo
che di fronte ad una sentenza
possa intervenire un ministro
con una minaccia, mettiamo a rischio
uno dei pilastri su cui si fonda
la Repubblica: le sentenze della Consulta
sono inappellabili».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;
Mario Riccio, l’anestesista di Welby,dice
«siamo in un regime teocratico e
l’opposizione è inesistente».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Il Pd si è opposto in maniera forte
quando nell’estate 2008 la maggioranza di centrodestra voleva intervenire
contro la sentenza Englaro, sostenendo
che quella era materia del
Parlamento e non della Cassazione.
Il Pd, io per primo con un intervento
durissimo in aula, abbiamo combattuto
contro quella posizione e la
Consulta gli ha dato torto».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Di fronte alle minacce di ritorsioni, come pensa che un’altra
clinica possa dire
si alla famiglia Englaro?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Non è detto che debba essere una
clinica privata, potrebbe essere un
grande ospedale italiano. Che fa
Sacconi, scrive un decreto e lo chiude?».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KHA0U&quot;&gt;L'Unità - Maria Zegarelli&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Maria Antonietta FARINA COSCIONI: Englaro. Oltraggio al diritto, vergognoso linciaggio del corpo e della volontà di Eluana.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/16/maria-antonietta-farina-coscioni/englaro-oltraggio-al-diritto-vergognoso-linciaggio-del-corpo-e-della-volont%C3%A0-di-eluana/388249"></link>
  <updated>2009-01-16T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388249</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il ricatto del ministro del Welfare Sacconi ha raggiunto dunque il suo scopo. Con una interferenza arrogante e prepotente che non ha riscontro, il ministro – e con lui il Governo – hanno odiosamente intimidito la clinica che era disposta a rendere esecutiva la sentenza della Corte di Cassazione e della Corte d'Appello di Milano. &lt;br /&gt;
E' un oltraggio e una ferita gravissima che viene inferta con cinismo e senza misericordia: quella misericordia che – ricordo – ebbe Papa Giovanni Paolo II, quando chiese – e venne esaudito – di essere libero di poter &quot;andare alla casa del padre. Non posso che manifestare una profonda amarezza e indignazione per quello che sta accadendo: un vero e proprio oltraggio al diritto, alla legge, alle leggi dell'umanità. Esprimo piena, incondizionata, totale solidarietà alla famiglia di Eluana Englaro, sottoposta a un incredibile e vergognoso linciaggio. Sono stata vicino a papà Beppino nella sua coraggiosa battaglia, continuerò a sostenerlo e mi batterò con i miei compagni radicali per una buona legge sul testamento biologico e di fine vita. Tornerò da Eluana, come ho fatto un anno fa. Siamo con loro, per affermare il diritto a una vita degna di questo nome ed assicurare una morte senza dolore quando la vita non è più vita. 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=135507&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Donatella PORETTI: Englaro e non solo: quando l'esecutivo prevale non siamo più in un regime liberale, ma si va alla deriva verso quello totalitario</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/19/donatella-poretti/englaro-e-non-solo-quando-lesecutivo-prevale-non-siamo-pi%C3%B9-in-un-regime-liberale-ma-si-va-alla-deriva-verso-quello-totalitario/383117"></link>
  <updated>2008-12-19T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>383117</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L'atto intimidatorio del ministro Sacconi sul caso Englaro e' la conseguenza di una deriva totalitaria dello Stato partita da luglio: la separazione dei poteri esecutivo, legislativo e giudiziario, regola base di una repubblica liberale, aveva subito il primo colpo a luglio con la mozione per aprire un conflitto di attribuzioni di poteri tra una sentenza della Cassazione e il Parlamento. Quest'ultimo non gradiva una sentenza e invece di cambiare le leggi che l'avevano originata, censurava la magistratura giudicante. Sappiamo come e' finita' davanti alla Corte Costituzionale. Non c'erano gli estremi per intervenire.

&lt;p&gt;
Di questi giorni la nota del ministro Sacconi che, non gradendo la sentenza passata in giudicato e quindi esecutiva, minacciava le strutture sanitarie che l'avessero applicata. Interferendo e anticipando cosi' anche su qualsiasi legge in tema di testamento biologico, su uno dei punti piu' delicati e piu' dibattuti come quello dell'alimentazione e dell'idratazione.

&lt;p&gt;
A luglio il potere legislativo, oggi quello esecutivo, si sostituiscono al potere giudiziario, creando una pericolosa commistione, esattamente come avviene negli Stati totalitari e, vista la materia, piu' precisamente negli Stati etici.

&lt;p&gt;
Qualcosa di altrettanto grave sta avvenendo con il lasciapassare per la commercializzazione della pillola abortiva RU486 che deve essere fornito da un organismo tecnico (Aifa) e viene invece condizionato al potere politico in violazione delle norme Ue e della stessa legge che disciplina l'interruzione di gravidanza.

&lt;p&gt;
Purtroppo se a questo si aggiunge che anche il potere legislativo, il Parlamento, sta diventando un luogo di mera ratifica di decisioni del potere esecutivo, il quadro e' ulteriormente preoccupante. E quando riesce a prendere una decisione il Governo la svuota, proroga la sua entrata in vigore, nei fatti la annulla. Due esempi: il cordone ombelicale e la class action. Nel primo caso il Parlamento, nel febbraio 2007 autorizza la raccolta autologa solidale anche in biobanche private, a partire da un decreto ministeriale previsto per il giugno; arrivati a scadenza il Governo con un emendamento in un decreto rimanda a febbraio 2009 l'entrata in vigore. La class action, approvata nella Finanziaria 2008 doveva entrare in vigore a giugno 2008 e di nuovo il Governo con due articoli in due decreti prima rinvia a gennaio e poi a giugno 2009.

&lt;p&gt;
Il Parlamento, dall'insediamento della legislatura ha tradotto in legge solo decreti governativi, ad eccezione di una legge di iniziativa pur sempre governativa, il cosiddetto Lodo Alfano. La tempistica e la rapidita' del suo esame e approvazione, in realta' hanno superato perfino quella dei 60 giorni di cui necessita la conversione in legge di un decreto, impiegando soli 20 giorni!&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=134350&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Renzo TONDO: A Sacconi: atto legittimo, ma ininfluente</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/18/renzo-tondo/a-sacconi-atto-legittimo-ma-ininfluente/383083"></link>
  <updated>2008-12-18T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>383083</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Friuli Venezia Giulia (Partito: FI) - Consigliere Regione Friuli Venezia Giulia (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Il governatore del Friuli Venezia Giulia è cauto nei confronti del ministro a cui però non riconosce la possibilità di intervenire &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

«Il ministro può applicare le leggi che vengono fatte. È una presa di posizione legittima la sua, ma non credo possa influire». Così il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, ha commentato ieri l’atto di indirizzo del ministro del Welfare Maurizio Sacconi rivolto alle Regioni e le conseguenti ricadute sul caso di Eluana Englaro.

 
&lt;p&gt;

«Che io sappia - ha proseguito il governatore Tondo - la vicenda di Eluana è un rapporto tra un soggetto privato, il padre di Eluana, Giuseppe Englaro (che è friulano di Paluzza, ndr) e una clinica privata. Ciò che accade, se dovesse accadere, succede all’interno e in conseguenza di un pronunciamento della Corte di Cassazione, e quindi - ha concluso Renzo Tondo - della giuridizione italiana». Le stringate parole di Tondo sono interpretate dai legali degli Englaro come un paletto a Sacconi: la Regione decide sulle cliniche, c’è una sentenza e va applicata.

&lt;p&gt;
 

Intanto da Roma arrivo un deciso &quot;No&quot; a «speculazioni politiche o dogmatiche sul corpo di Eluana» da parte dei Valdesi che auspicano di assistere a un esito diverso di quanto visto «al tempo di Pier Giorgio Welby o di Terry Schiavo. Sul corpo di Eluana si sta giocando uno scontro politico cinico e lesivo della dignità di una persona e della sua famiglia. Con un vero e proprio accanimento politico, governatori e ministri si ergono a paladini di un simbolo e di una visione della vita che pretendono universale e che invece è parziale ed esclusiva. Politici, teologi, commentatori di ogni tipo disputano su Eluana richiamandosi a principi e dogmi assoluti: guardano verso l’alto sfuggendo allo sguardo spento di una giovane donna che, quando ha potuto, ha chiesto che si ponesse fine a un’esistenza per lei non più vita».

 
&lt;p&gt;

E da Torino attacca Silvio Viale, il medico radicale che si è detto disposto a rimuovere il sondino di Eluana: «Le minacce del ministro Sacconi sono segno di debolezza e rinforzano il sostegno popolare a Eluana. Mi stupisce che o Sacconi si sia fatto fregare dal gruppo di lavoro addomesticato della Roccella. Ridicola poi è la citazione della Convenzione sui disabili quando proprio alla disabile Eluana si nega il diritto al rispetto della propria volontà, come dicono i giudici».

 
&lt;p&gt;

 

«È cominciato il catto-berluschnismo: il nuovo regime che annulla la separazione dei poteri dello Stato, conferendo tutto il potere all’esecutivo» è l’attacco di Maurizio Mori, presidente della Consulta di bioetica «Così si impone nelle strutture pubbliche e private convenzionate l’alimentazione e l’idratazione artificiale con un atto che segna la fine dello stato liberale con la separazione dei poteri, rendendo quello esecutivo l’unico potere forte che regola la vita sociale italiana. È difficile sapere che tipo di regime si stia aprendo, ma sicuramente segna l’inizio di un catto-berluschismo grazie a una sinistra allo sbando». «È legittimo intervenire - dichiara il prof. Stefano Rodotà (ex garante della privacy) - una struttura privata non violerebbe alcuna norma perché il riferimento alla convenzione Onu sulla disabilità è molto dubbio in questo caso», ma darebbe invece attuazione a una sentenza di Cassazione». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://sfoglia.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Main&amp;Codice=4022302&amp;Data=2008-12-18&amp;Pagina=8&quot;&gt;Il Gazzettino&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Francesco NUCARA: «Un errore grave la circolare Sacconi. Qui si torna ai Promessi sposi»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/18/francesco-nucara/%C2%ABun-errore-grave-la-circolare-sacconi-qui-si-torna-ai-promessi-sposi%C2%BB-intervista/383082"></link>
  <updated>2008-12-18T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>383082</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Sacconi si comporta come l'Illuminato
manzoniano. Il governo
di un paese civile non
può istigare a non rispettare
le leggi. Altro che liberali». Francesco
Nucara, segretario dei Repubblicani
e deputato eletto nelle file PdL, è una
delle poche voci del centrodestra critiche
sulla vicenda Englaro.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Perché Sacconi sbaglia?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Sono sconcertato. Lo conosco bene,
lo frequento da 25 anni, è un amico,
un vecchio socialista. Con quella direttiva
dice ai medici: non rispettate
la legge. Ma in questo paese l'attuazione
e l'interpretazione della legge,
giusta o sbagliata che sia, la danno i
magistrati».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;
Per lei la sentenza che autorizza a staccare
il sondino di Eluana è giusta o sbagliata?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«La ritengo giusta. Una delle poche
giuste della Cassazione».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Il ministro eccede i suoi poteri?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Qualcuno dovrebbe sollevare conflitto
istituzionale. Il governo non
può dire che i medici non devono rispettare
la sentenza. Non in un paese
civile. La circolare è un errore grave:
non difende l'individuo, non rispetta
il diritto, non salvaguarda lo Stato».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;
Perché Sacconi ci ha messo la faccia?
Ha ceduto alla Roccella?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Sono molto sorpreso. Chi gli ha suggerito
quella lettera? Ha firmato senza
leggere? Eppure è parlamentare
di lungo corso, mica un ministro nato
per caso».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Lei ha fatto un paragone letterario pesante…&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Sembra di essere tornati al tempo
dei &quot;Promessi Sposi&quot; con Formigoni
Don Rodrigo, i medici invitati a comportarsi
come Bravi, e Sacconi l'Illuminato».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Cosa dovrebbero fare i medici?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Rispettare la sentenza. La circolare
è un deterrente psicologico, una sottile
minaccia: se non fai come dico io
mal te ne incoglie...».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Perché il resto del governo tace?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Berlusconi a ogni piè sospinto dice
che loro sono liberali. In parte è vero,
ma con punte di illiberalità. Esserlo
non è solo pensare al nucleare ma anche
agli interessi del singolo. Se invece
vogliono fare i cattolici, lo facciano
anche contro divorzio e famiglie triple.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=K868N&quot;&gt;l'Unità - Giuseppe Vittori&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Barbara POLLASTRINI: Englaro. Il Governo vieta al Ssn di staccare la spina. &quot;Diktat disumano&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/16/barbara-pollastrini/englaro-il-governo-vieta-al-ssn-di-staccare-la-spina-diktat-disumano/382978"></link>
  <updated>2008-12-16T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>382978</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Non sarà una struttura del servizio sanitario nazionale ad accogliere Eluana Englaro per gli ultimi momenti, giorni o ore, della sua vita. Nessuna struttura del Ssn, né pubblica, né convenzionata né privata autorizzata potrà consentire, come da tempo chiesto dalla famiglia di Eluana, l'interruzione del trattamento di idratazione e nutrizione.
 Una richiesta pienamente accolta e riconosciuta dalla sentenza della corte di Cassazione dopo la lunga e dolorosa battaglia del padre della giovane, Peppino Englaro.&lt;br /&gt;
 E' un atto di indirizzo generale del ministero del Welfare, firmato dal titolare Maurizio Sacconi, a stabilire che nelle strutture del Servizio sanitario nazionale non si potrà interrompere alimentazione e idratazione per le persone in stato vegetativo persistente. Unica eccezione: il rifiuto fisico del trattamento. E non è questo, almeno finora, il caso di Eluana. Il ministro Sacconi ha convocato una conferenza stampa, insieme ai sottosegretari Eugenia Roccella e Francesca Martini, per illustrare l'atto del suo dicastero che si rifà al parere della commissione nazionale di bioetica del settembre 2005, alla Convenzione Onu sui diritti delle persone disabili e all'articolo 32 della Costituzione. Un'altra puntata del braccio di ferro sul caso Englaro? Sacconi ha ribadito più volte &quot;che il nostro è un atto generale di ricognizione che era doveroso per non essere farisaici&quot; e per dare &quot;a tutte le realtà del Ssn un indirizzo chiaro e omogeneo considerando l'incertezza che poteva determinarsi&quot;. Mai nominata Eluana, ma Sacconi ha sottolineato &quot;il criterio di laicità che ispira certe scelte&quot;. Chiaro che se una struttura decidesse di disattendere l'indirizzo - inviato a tutte le regioni - &quot;opererebbe contro la legge&quot;. A citare il caso Englaro e la sentenza della Suprema Corte ha pensato invece la sottosegretaria Roccella che ha ricordato come &quot;i giudici non hanno riconosciuto un diritto ma dato una serie di indicazioni su un caso specifico come quello di Eluana Englaro. Inoltre nel decreto della Corte di appello non si parla mai di struttura pubblica...&quot;. &lt;br /&gt;
Insomma, messa così, per Eluana sembrano restare due luoghi: la sua casa o una struttura al di fuori del Servizio sanitario nazionale. Magari proprio fuori dall'Italia. Sulla circolare del ministero scoppia anche un caso politico con uno scambio di accuse tra maggioranza e opposizione. &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;L'ex ministro delle Pari Opportunità Barbara Pollastrini lo giudica un &quot;diktat del ministro per rendere inapplicabile la sentenza della Cassazione&quot; in uno &quot;stile autoritario e disumano&quot;.&lt;/b&gt;

&lt;p&gt; Ribatte il vice presidente dei senatori del Pdl Gaetano Quagliariello per il quale &quot;è parte della sinistra a usare Eluana Englaro nel tentativo di fare della sua tragedia una battaglia ideologica&quot;. Ma una voce a sostegno del provvedimento di Sacconi si alza anche dall'opposizione: sono le 'teodem' del Pd Paola Binetti ed Emanuela Baio a ritenere che l'atto &quot;difende e tutela la vita&quot;. Per Scienza e Vita si tratta di &quot;un atto di coraggio&quot; per Eluana. Durissime le critiche dei Radicali per i quali &quot;al ministero del Welfare pensano di essere in una repubblica pontificia&quot; e ritengono &quot;di fare un regalo al Vaticano&quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.apcom.net/newspolitica/20081216_201501_59bfac3_52527.html&quot;&gt;Apcom&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Marco CAPPATO: Eluana: alla Cassazione il merito di aver applicato la Costituzione e di aver resistito alla propaganda vatican-goebbelsiana del Vaticano attraverso Rai-Mediaset</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/11/13/marco-cappato/eluana-alla-cassazione-il-merito-di-aver-applicato-la-costituzione-e-di-aver-resistito-alla-propaganda-vatican-goebbelsiana-del-vaticano-attraverso-rai-mediaset/382080"></link>
  <updated>2008-11-13T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>382080</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;La sentenza della Corte di Cassazione sarebbe stata - in un Paese normale - del tutto prevedibile, anzi scontata. E invece dobbiamo dare atto ai giudici della Corte non soltanto del merito di aver applicato la Costituzione, ma anche del coraggio di aver resistito a giorni di incredibile e massiccia propaganda goebbelsiana ad opera di Rai e Mediaset, alla quale si è certamente unita un'opera di forte pressione personale per condizionare i giudici.&lt;/b&gt;

 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


In particolare, il servizio pubblico ha operato per giorni al servizio dell'offensiva Vaticana, trasmettendo a decine di milioni di persone e senza alcun contraddittorio la posizione-minaccia in base alla quale l'interruzione dell'alimentazione, nel caso di Eluana, equivarrebbe all'omicidio.

 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


C'è ora solo da augurarsi che il tempo delle minacce e degli insulti sia finito, e che ci sia spazio per un po' di silenzio e di rispetto nei confronti di Beppino Englaro

 &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=132092&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
</feed>
