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  <title>Openpolis - Argomento: Servizio Sanitario Nazionale</title>
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  <updated>2011-07-14T00:00:00Z</updated>
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  <title>VASCO ERRANI: Manovra: &quot;Squilibrio dei tagli proposti&quot;</title>
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  <updated>2011-07-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590078</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Emilia Romagna (Partito: Cen-sin) - Consigliere Regione Emilia Romagna&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Il Governo ha riconosciuto nel corso dell’incontro di ieri l’atteggiamento responsabile delle Regioni. Ma la responsabilità è una medaglia che ha due facce. &lt;br /&gt;
La manovra è necessaria e urgente e serve per rispondere alla crisi in atto: è questo il primo atto di responsabilità. La manovra proposta dal Governo però avrà delle ricadute pesanti su servizi fondamentali come sanità, trasporto pubblico locale, politiche per le imprese. E il Governo deve dire chiaramente ai cittadini quali saranno le ricadute nella vita quotidiana di tale scelta: è questo il secondo indispensabile atto di responsabilità che il Governo per primo non può e non deve eludere”, lo ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani.
&lt;p&gt; “Lo squilibrio dei tagli proposti dalla manovra che gravano in modo insopportabile su Regioni ed Enti locali, basti pensare che poco meno del 50% dell’intervento finanziario grava sui bilanci delle Regioni rappresenta un’ingiustizia e necessita di un serio riequilibro. L’idea di dar luogo ad un vergognoso scaricabarile istituzionale non è certo praticabile”. 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Il federalismo fiscale è sparito&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Quanto poi al federalismo fiscale – ha proseguito Errani - è chiaro che non sarebbe stato un parto semplice, ma oggi, con questa manovra, il Governo ha fatto sparire questo progetto. Se le risorse finanziarie necessarie per garantire servizi pubblici fondamentali subiscono una riduzione di tale portata, come sarà possibile domani fiscalizzarle? Su quale base finanziaria potranno vivere le autonomie? La crisi delle relazioni istituzionali La manovra, secondo quanto stabilito da una Legge dello Stato, avrebbe dovuto essere concertata preventivamente con le Regioni e con gli Enti locali. Così non è stato. Inoltre ieri nel confronto con il Governo, Regioni ed Enti locali non sono stati preavvertiti della possibile reintroduzione del ticket, mentre in serata il relatore di maggioranza ha invece presentato uno specifico emendamento in tale direzione. Sono gli ultimi due esempi di una crisi delle relazioni determinata unilateralmente dal Governo. 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Ticket: scelta grave&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
E’ una scelta gravissima che tocca il portafoglio degli italiani e che peraltro non contribuisce in alcun modo al finanziamento del Servizio sanitario nazionale e che semmai può dirottare la fornitura di determinati servizi verso il privato che proprio a causa del ticket guadagnerebbe una posizione di privilegio sul mercato.
 Mi auguro che il Parlamento cancelli questa prospettiva che è fortemente iniqua. Le controproposte delle Regioni Abbiamo proposto al Governo un riequilibrio della manovra che, a saldi invariati, consenta di renderla gestibile sui territori salvaguardando servizi essenziali per i cittadini e abbiamo suggerito di non limitare la manovra ai tagli, c’è urgente bisogno anche di una spinta per la crescita: strumenti che incentivino gli investimenti e l’occupazione (le proposte delle Regioni sono state pubblicate sul sito &lt;i&gt;www.regioni.it&lt;/i&gt;). Anche su questo fronte continuiamo a ricercare il cambiamento. 
&lt;p&gt;Siamo disponibili, da subito, a sederci attorno ad un tavolo che costruttivamente ricerchi un diverso equilibrio nei tagli, che verifichi fino in fondo la sostenibilità della manovra e abbiamo anche dichiarato la disponibilità ad istituire, da domani, una ‘Commissione interistituzionale anti sprechi’ (formata da pochi rappresentanti di Governo, Regioni ed Enti locali) che entro sessanta giorni individui linee operative e proposte per contenere la spesa pubblica. L’avevamo già chiesta un anno fa – ha concluso Errani - e avevamo ricevuto assicurazioni in tal senso dal Presidente del Consiglio. Poi, sulla Commissione anti sprechi è caduto il silenzio”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agenparl.it/articoli/news/economia/20110714-manovra-errani-squilibrio-dei-tagli-proposti&quot;&gt;agenparl.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio Roberto Maria MARINO: “Datevi un taglio”</title>
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  <updated>2011-06-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>586047</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La primavera che ci lasciamo alle spalle ha portato alla politica, e ai programmi della sinistra in particolare, alcuni successi importanti - le amministrative e i referendum - insieme ad alcune lezioni da apprendere.
&lt;p&gt;
In primo luogo, si è confermata la validità delle primarie: dove sono state consultazione autentica, hanno consentito l’emergere di volti nuovi che si sono rivelati alle amministrative candidati preparati e vincenti.&lt;br /&gt;

Per questa ragione ritengo sia necessario insistere su questo strumento e rafforzarlo per permettere, a chi ha le caratteristiche, le qualità e il curriculum adatti a candidarsi, di emergere anche se non proviene dalle solite “scuderie” della politica.
&lt;p&gt;
Le primarie hanno anche dimostrato che il centrosinistra non può ridursi alla somma matematica delle percentuali di voto dei partiti che lo compongono, ma è un progetto per modernizzare il paese intorno al quale può essere coinvolto e motivato quell’elettorato che negli ultimi anni si è allontanato con disgusto e disaffezione dalla politica e dai partiti.&lt;br /&gt;

Inoltre, le percentuali di voto registrate dalle forze che aspirano a costruire un ’terzo polo’ non hanno nemmeno raggiunto il numero di consensi che aveva l’Udc nel 2008: nelle città del nord, il partito di Pierferdinando Casini è stato superato in maniera netta dal movimento a cinque stelle. Ce n’è abbastanza per riflettere sugli schemi e le strategie di coalizione che ci si ostina a voler disegnare a tavolino senza ascoltare il paese.
&lt;br /&gt;

L’unica via, da questo momento in avanti, è quella di un progetto che valorizzi le energie migliori e più fresche, rinunciando anche, quando sia necessario, a promuovere candidature e leadership espresse direttamente dal Partito Democratico. 
&lt;p&gt;Un progetto di crescita, cambiamento e miglioramento della classe dirigente di cui il Partito Democratico deve e può essere motore e protagonista. Un disegno che non può essere affidato alle stesse persone che, vincendo, o molto più spesso perdendo, hanno costituito dagli anni ’90 ad oggi gli elementi di punta del centrosinistra. Infine, i referendum hanno dimostrato che è tempo di confrontarsi su temi concreti.
&lt;p&gt;
Gli italiani si sono pronunciati direttamente su questioni che li riguardano molto da vicino, come l’acqua e il nucleare, di qui una partecipazione che non si vedeva da decenni. Non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Occorre concentrarsi su alcuni temi-chiave: il lavoro, intervenendo con urgenza sulla precarietà; l’ambiente, con una legge diversa e condivisa sull’acqua ed una progettazione decennale di sviluppo energetico alternativo che investa sull’eolico, l’energia solare, la geotermia; l’immigrazione, con politiche di integrazione sostenibile; la ricerca, l’innovazione tecnologica e lo sviluppo; la cultura, la scuola e l’università; offrire dignità e riconoscimento a quei diritti che sono acquisiti in quasi tutta Europa, introducendo le unioni civili, una legge sul testamento biologico che consenta la libertà di scelta delle terapie, riscrivere daccapo la legge sulla fecondazione assistita.
&lt;p&gt;
Non sarà un compito facile poiché, nonostante la fase di conclamato declino, Silvio Berlusconi e Umberto Bossi restano inevitabilmente legati a doppio filo e hanno intenzione di mantenere il potere fino al 2013, senza curarsi del Paese. &lt;br /&gt;
Lo dimostrano gli appuntamenti istituzionali di ieri in Parlamento: il dibattito al Senato e il voto alla Camera. Peraltro, proprio alla Camera, si è richiesto di votare un provvedimento sullo sviluppo per cui l’esecutivo non ha nemmeno trovato la copertura finanziaria: le misure sul credito d’imposta per gli investimenti nel Sud potranno essere attivate solo quando saranno individuate le risorse necessarie. Per non parlare della sanità: ieri il presidente del Consiglio nell’Aula del Senato ha incluso tra le azioni più importanti compiute dal governo lo stanziamento di altri 4 miliardi per il Servizio Sanitario Nazionale. Clamorosa bugia. Altro che maggiori risorse, la sanità pubblica è stremata dai tagli di bilancio: il licenziamento dei precari e il blocco del turn-over, che rende impossibile sostituire i professionisti al momento della pensione, stanno danneggiando gravemente centinaia di servizi salvavita, come il pronto soccorso pediatrico del policlinico Umberto I di Roma o il centro per il trapianto di rene dell’Università di Milano. 
&lt;p&gt;Inoltre, la mancanza di investimenti per l’ammodernamento tecnologico sta drammaticamente indebolendo le strutture delle sanità pubblica a favore di quella privata, venendo meno al principio dell’accesso universale alle cure sancito dalla nostra Costituzione.
&lt;p&gt;
’Datevi un taglio’, diceva uno striscione rivolto a Bossi, preparato da alcuni sostenitori leghisti e fatto rapidamente sparire dal servizio d’ordine domenica a Pontida. Hanno ragione: ci vorrebbe davvero un taglio definitivo.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=11EBQB&quot;&gt;il Riformista&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio Roberto Maria MARINO: «Ospedali giudiziari, risorse stanziate, ma dieci regioni non li vogliono»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-06-10T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>583719</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Gli ospedali psichiatrici giudiziari sono strutture di cura o di pena? Come può e deve essere rispettato il diritto alla salute e alla dignità delle persone? A queste domande ieri ha tentato di dare risposta il convegno &quot;Se questo è un ospedale&quot;, organizzato a Roma dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale, presieduta dal senatore del Pd Ignazio Marino. Lo scorso marzo il chirurgo genovese ha condotto una straordinaria inchiesta sulle condizioni di queste strutture più simili a dei campi di concentramento che a dei luoghi dove le persone dovrebbero essere curate.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Senatore Marino, dopo quelle denunce che cosa è successo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ci sono delle cose positive ed altre negative. Partiamo da questo ultimo aspetto. Dei fondi che erano stati inseriti nella finanziaria del 2008 di fatto non sono stati utilizzati fino ad oggi. E parliamo di risorse stanziate dal ministero della Salute per consentire che persone che non sono socialmente pericolose, e che di fatto vengono - contro la legge - internate in luoghi come gli ospedali psichiatrici giudiziari, potessero essere seguite da psichiatri e psicologi nei territori di provenienza. Tutto questo non è avvenuto e quei pazienti sono rimasti chiusi in quei luoghi. Devo però dire che quando, utilizzando i poteri della Commissione d'inchiesta grazie ai quali abbiamo effettuato dei sopralluoghi a sorpresa, siamo riusciti a produrre un documentario che abbiamo fatto visionare ai ministri della Salute e della Giustizia, dove erano evidenti le condizioni di straordinario disagio dei pazienti, immediatamente c'è stata una risposta e il ministro Fazio ha disposto l'erogazione dei fondi necessari.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Una disponibilità economica della quale non tutti però hanno approfittato, vero dottor Marino?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
E infatti a quella reazione positiva dobbiamo far seguire inevitabilmente un commento negativo. Da un lato il ministro ha erogato con un atto pubblicato in Gazzetta ufficiale 5 milioni di euro. Dieci regioni - Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte, Provincia autonoma di Trento, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria e Veneto - hanno fatto richiesta di questo finanziamento, e questo è un dato positivo. Dall'altro però altre dieci - Abruzzo, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Molise, Provincia autonoma di Bolzano, Sicilia e Valle d'Aosta - sono rimaste ferme. Tra queste c'è appunto la Sicilia e il suo governatore Lombardo, che quando abbiamo chiamato in audizione ci ha detto, ed è riportato nei verbali della Commissione, che non aveva le possibilità di assistere i pazienti al di fuori degli ospedali giudiziari di Barcellona Pozzo di Gotto perché non aveva le risorse economiche. Ora il governo le ha messe a disposizione e la Sicilia però è una di quelle regioni che non ne ha fatto richiesta.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Solo un'indifferenza allarmante può portare un'istituzione ad ignorare un finanziamento finalizzato a migliorare le condizioni di vita dei propri pazienti psichiatrici. Che cosa ne pensa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Che si tratta di un vero e proprio paradosso. Delle risorse economiche sono disponibili e dieci regioni non hanno neanche firmato una lettera con cui richiedono di accedere a quei finanziamenti! Devo inoltre aggiungere che noi abbiamo certamente reso note delle situazioni che però non potevano non essere a conoscenza di chi aveva ed ha delle responsabilità di governo di quei territori.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ora quale sarà il prossimo passo per sanare questo problema drammatico?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Chiederemo con la forza e i poteri speciali della Commissione d'inchiesta che queste dieci regioni inizino quel percorso virtuoso che le altre hanno iniziato. Non è accettabile che ci siano differenze tra internati e internati, che già vivono in condizioni difficilissime, perché c'è una mancata azione da parte di alcune amministrazioni regionali che anche di fronte alla disponibilità economica non agiscono. Poi abbiamo intenzione, e con questo convegno di oggi (ieri per chi legge ndr) lo stiamo ribadendo, di costruire una specie di rete tra tutti gli attori: magistratura di sorveglianza, dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, ministero della salute, regioni, assessorati alla salute, in modo tale che quelle persone che non sono socialmente pericolose siano seguite sul territorio in strutture accreditate in comunità. Quelle che invece rappresentano un pericolo sociale e che per questo motivo devono essere internate, lo siano in luoghi che rispettino la dignità della persona e che offrano loro
un'assistenza adeguata e la riabilitazione.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1124ZG&quot;&gt;Liberazione - Vittorio Bonanni&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Leoluca ORLANDO: Sanità in Veneto. «Colmate i deficit senza tagli ai servizi»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-02-28T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>558631</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Veneto pronto per affrontare la Commissione d’inchiesta sugli errori e i disavanzi sanitari. Mercoledì l’assessore Luca Coletto metterà sul tavolo romano presieduto da Leoluca Orlando soprattutto le carte relative al disavanzo: i 73 milioni che ora sembrano impossibili da colmare.
&lt;p&gt;
      &lt;b&gt;Presidente Orlando parlerete di errori o di bilancio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Di entrambi gli argomenti, ma il Veneto è solo una delle regioni che intendiamo ascoltare. Premetto che per quanto riguarda gli errori, o meglio i presunti errori, chiediamo all’assessore spiegazioni su fatti per i quali è intervenuta l’autorità giudiziaria e che sono noti. Premetto che il Veneto ha una qualità delle prestazioni erogate apprezzata e una integrazione socio-sanitaria che altrove non c’è».
&lt;p&gt;
      &lt;b&gt;Però c’è un buco di 73 milioni...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Ci ha allarmati la dialettica maturata attorno a questo disavanzo, un balletto di cifre che ci ha lasciati sconcertati, oltretutto in una regione virtuosa.&lt;br /&gt;
 Dall’assessore apprenderemo la reale situazione, ma soprattutto sentiremo come intende ripianare il disavanzo per evitare il commissariamento ed essere sottoposto quindi ad un piano di rientro. Lavoriamo in parallelo al &quot;tavolo Massicci&quot; (l’organismo che si occupa di valutare i bilanci n.d.r.). Noi chiediamo che i conti siano a posto, ma che non si penalizzi il servizio».
&lt;p&gt;
      &lt;b&gt;Quindi non accettate soluzioni fantasiose?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «No, si deve fare riferimento alle spese superflue e alla razionalizzazione della rete ospedaliera. Faccio un esempio: c’è un’inchiesta sui punti nascita, l’Oms fissa in mille i parti anno per garantire la sicurezza. Ci sono realtà in Italia con 200 parti l’anno. Bisogna spiegare ai sindaci e ai familiari che la battaglia per far nascere sotto casa il bambino può trasformarsi in una trappola».
&lt;p&gt;
      &lt;b&gt;Il Veneto rischia di essere penalizzato perchè ha sempre pagato gli extra-Lea (le prestazioni non obbligatorie ndr): 103 milioni ogni anno che basterebbero a coprire abbondantemente il buco. L’assessore Coletto dice che si tratta di una scelta di civiltà che vuole difendere.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Da cittadino mi auguro che tutte le regioni arrivino ad offrire anche questi livelli di assistenza. Penalizzare una regione che si occupa anche della integrazione sociale sarebbe un percorso da evitare».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Si sta discutendo molto anche sul riparto per il fondo nazionale 2011. Ci sono blocchi contrapposti Nord-Sud.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Non è un nostro ambito, attendiamo solo che venga presa la decisione. Come mia valutazione personale mi sento di dire che non sempre i criteri utilizzati in passato hanno aiutato la qualità del servizio sanitario nazionale».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=XTEZM&quot;&gt;Il Gazzettino&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Welfare e green economy al centro delle nostre proposte</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/01/dario-franceschini/welfare-e-green-economy-al-centro-delle-nostre-proposte/546606"></link>
  <updated>2010-10-01T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>546606</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; &lt;br /&gt;
Intervento alla scuola politica: &quot;Non ripetiamo gli errori del passato, uniti per parlare a tutti gli italiani&quot;
&lt;p&gt;
Per anni il terreno dello scontro politico e le sue regole in Parlamento sono stati condivisi da tutti. Ma con Berlusconi quel terreno è stato messo in discussione e paradossalmente “la nostra opposizione deve difendere le regole, sottraendo energie e tempo all’opposizione ai temi di governo. Siamo trascinati all’emergenza continua. Oggi Berlusconi propone una commissione d’inchiesta contro i magistrati che vogliono delegittimarlo. E’ la confusione totale, l’idea che vincendo le elezioni si è sopra tutto il resto. Siamo antiberlusconiani perché parliamo sempre di questo? E’ complicato non parlarne. Dobbiamo rassegnarci a lavorare su due piani tenendoli distinti: i contenuti e le alleanze, su entrambi come se la legislatura durasse fino al 2013, sapendo che quella è la ragione sociale del PD, e dicendo chiaramente che se ci trovassimo di fronte a un’emergenza elezioni anticipate con il porcellum e il premio di maggioranza senza soglia minima per farlo scattare”. 
&lt;p&gt;Parte dall’attualità il capogruppo democratico alla Camera, dario Franceschini, per poi ricordare che “siamo nati con un progetto ambiziosissimo di cambiamento della società italiana, un grande disegno di cambiamento progressista che superi logiche di appartenenza e blocchi sociali di riferimento, un grande partito nazionale ha dentro tutto il paese, non un blocco sociale, un partito riformista deve riscrivere le categorie individuali del Novecento, tutto con una missione ambiziosissima di cambiamento, quello è il nostro collante. Siamo un partito giovane e non emerge l’appartenenza ed è surreale ma così quando c’è un leader che non ci piace o un tema sgradito diciamo facciamo un’altra cosa. non va, non siamo insieme per l’orgoglio di una storia, abbiamo storie diverse tra noi no?
&lt;p&gt; Stiamo insieme per una storia nuova, anche scomponendo vecchi legami con forze sociali di riferimento, parlando a mondi che abbiamo colpevolmente lasciato alla destra, usiamo le straordinarie opportunità che offre fare un partito nuovo in un tempo nuovo, pieno di rischi e opportunità formidabili per la politica. la globalizzazione è questo , pensate a come è messo in discussione il concetto di sovranità nazionale. 
&lt;p&gt;La globalizzazione attraversa la politica e dobbiamo buttarci in fretta. Pensate alle famiglie politiche europee, se sappiamo di stare dalla stessa parte al di là dello strumento con cui coniugano con uno o più partiti quest’appartenenza nello stesso stato devono aver urgentemente luoghi di riflessione comuni, noi, in Europa e poi i democratici americani, i progressisti di Lula e dell’India”.
&lt;p&gt;
E l’altro grande tema su cui insiste a sorpresa è quello dell’allungamento della vita media: “La nostra risposta è pigra, si pensa che allunga solo al vecchiaia invece allunga tutte le fasi. Se si allunga la vita media la scuola non dovrebbe cominciare più tardi? 
&lt;p&gt;Pensate agli anni ’90, dicevamo che non ci sarebbero più state differenze. Una cretinata solenne, la globalizzazione richiede valori, regole, meccanismi di solidarietà, bisogna sfidare la destra sui valori, non inseguirla con semplici correttivi come è successo in Europa dove si continua a perdere. 
&lt;p&gt;Tranne che in Spagna e Grecia abbiamo perso ovunque perché abbiamo rinunciato a sfidare la destra su valori alternativi, non sul giorno dopo ma sulla società che vogliamo costruire. Obama ha vinto su questo. Ma se la gente vota a destra oggi sa cosa vota: lega, il nucleo culturale è lo stesso nel Pdl, individuazione delle paure reali, loro alimentazione e incasso dei consensi. Poi al governo la faccio sparire dalla comunicazione. 
&lt;p&gt;Dobbiamo ricostruire la missione collettiva e un identità nazionale spiegando a tutti che si può usare il cambiamento per migliorarci. Facciamolo rendendoci riconoscibili perché noi tendiamo a dire cose buone su tutto ma non abbiamo tratti distintivi, non facciamo capire qual è il messaggio”.

&lt;p&gt;Per il messaggio del PD Franceschini suggerisce tre temi:&lt;br /&gt;
 conoscenza, welfare, ambiente e green economy, e li rivendica come dati di fondo non solo contrastando i tagli di Tremonti a questi settori. Spiega che “dentro l’investimento su cervelli e saperi c’è l’unica chiave che possiamo giocare nel mondo e tanti destini individuali che si vedono passare davanti i meno bravi con le conoscenze giuste. &lt;br /&gt;
Qui abbiamo lasciato la parola merito alla destra, come se fosse un’alternativa all’eguaglianza, invece bisogna dare le stesse possibilità di partenza a tutti per mandare avanti chi è più bravo. La nostra storia è arrivata ai punti di eccellenza quando è arrivato l e bruciare il sistema formativo brucia la prima risorsa italiana nella battaglia globale.
&lt;p&gt;
La seconda non può continuare a farci presentare come un campo che ha il modello del mercato del lavoro con il posto fisso uguale e garantito nella stessa città tutta la vita. Perché all’estero le società sono dinamiche, fanno integrare chi ha un colore diverso, il futuro è riprofessionalizzarsi, cambiare lavoro e città, io farei un’Erasmus interno mandando 50.000 giovani del sud a studiare al nord e viceversa. Che il paese si conosci, si integri, mobilità sociale! Spostiamo le risorse per aiutare gli affitti.
&lt;p&gt;
Pensate al Servizio Sanitario Nazionale che sembrava una follia ed è una realtà bellissima, da noi quando incontri la malattia non contano ceto e reddito, in America provare a farlo sarebbe una rivoluzione. Dobbiamo rivoluzionare il lavoro dicendo: quando lo perdi lo Stato non ti abbandona.
&lt;p&gt; Basterebbe recuperare il 15% dell’evasione fiscale, con le buone o le cattive, per garantire che nessuno si trovi a zero euro con il dramma della povertà che gli piomba nella vita.
&lt;p&gt;
La terza grande battaglia è la green economy non solo per l’approvvigionamento energetico ma perché fa crescere la nostra economia. Anche qui eravamo davanti e poi ci siamo persi, investiamo non solo perché è giusto ma per il territorio e le potenzialità che abbiamo. A destra parlano di nucleare come soluzione di tutti i problemi mentre tutto il mondo cerca di superarlo”.
&lt;p&gt;
Per questo invita tutti a fare “una battaglie contro la destra sui contenuti, con comportamenti personali coerenti da chi quelle storie le pronuncia. Prima di parlare di alleanze chiediamoci in prospettiva: chi ci sta con noi su queste idee? Quando vedo tutti questi che si candidano alle primarie 2012 senza sapere con chi ci alleeremo resto stupefatto, che cosa stanno facendo? Usiamo tutto quel che abbiamo, difendiamo le regole con un partito unito, senza ripetere gli errori che ci hanno fatto tanto male dal ’96. 
&lt;p&gt;Si elegge un leader e poi si comincia a parlarne male, a indebolirlo. E’ sempre stato così, vorrei essere l’ultimo di quella fila. I nostri elettori non sopportano più quel difetto, quando ci siamo presentati alle primarie in una prova di formidabile maturità collettiva con più di 3 milioni di persone a votare ci siamo detti: dal giorno dopo comunque vada sosterremo lealmente chi vincerà.
&lt;p&gt; Un patto più forte delle storie personali e delle amicizie che vuol dire non rinunciare alle proprie idee ma difenderle accettando che diventino un contributo per arricchire la linea del PD e non per dividerlo. Su quel che riusciremo a fare è affidato il futuro del paese, noi democratici dobbiamo tornare alla guida del paese per cambiarlo. Dimostriamolo non solo con le scelte collettive ma con i comportamenti individuali perché il PD è il partito che abbiamo aspettato tutta la vita”.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=108497&amp;t=/documenti/stampa.htm&quot;&gt;partitodemocratico.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio Roberto Maria MARINO: &quot;Il mio impegno per una legge sul testamento biologico, che rispetti la libertà di cura e l'autodeterminazione di ogni persona, non è in discussione&quot;.</title>
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  <updated>2009-02-13T00:00:00Z</updated>
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  </author>
  <id>388741</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Il mio impegno per una legge sul testamento biologico, che rispetti la libertà di cura e l'autodeterminazione di ogni persona, non è in discussione&quot;. E' il commento di Ignazio Marino in seguito all'avvicendamento alla posizione di capogruppo del PD in Commissione Sanità al Senato. &quot;Il fatto che io non sia più capogruppo - continua - è un atto dovuto, che avevo richiesto nell'autunno del 2008 e che non avrà alcuna conseguenza sulle mie posizioni che continuerò a difendere, né su quelle che il Partito Democratico ha preso nei confronti del paese&quot;. 

&lt;p&gt;
&quot;Ho consegnato la mia lettera di dimissioni da capogruppo di Commissione alla Presidente Finocchiaro fin dallo scorso ottobre quando sono stato eletto Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale. Sinceramente, data la mia esperienza di medico e le mie competenze specifiche in sanità, credo di poter essere utile nel ruolo di presidente di una commissione che ha il compito di eseguire indagini sul campo e di verificare l'efficacia e l'efficienza del Servizio Sanitario Nazionale&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Ci tengo a confermare - continua Marino - che il mio impegno in Senato non verrà meno, anzi sarà ancora più intenso soprattutto in queste delicate fasi di discussione della legge sul testamento biologico. Continuerò a contrastare l'impostazione anticostituzionale e antiscientifica della legge che la destra vuole introdurre nel nostro paese. Ho intenzione di presentare molti emendamenti e anche un maxi-emendamento che recepisca i contenuti del mio disegno di legge in materia di cure palliative e terapia del dolore”.

&lt;p&gt;
“Sono certo – conclude - che il Partito Democratico andrà avanti nella direzione che è stata ampiamente discussa e definita in varie assemblee e condivisa in decine di circoli del PD dove sono stato invitato a discutere di questi temi delicati e complessi: io non mi tirerò indietro&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ignaziomarino.it/news.asp?id=514&quot;&gt;sito web - ignaziomarino.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MERCEDES BRESSO: Eluana Englaro. La legge vale più di una circolare</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/22/mercedes-bresso/eluana-englaro-la-legge-vale-pi%C3%B9-di-una-circolare/388364"></link>
  <updated>2009-01-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>388364</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Piemonte (Partito: PD) - Consigliere Regione Piemonte (Gruppo: DS) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
 Appello di Radicali e
Sd ai presidenti di Regione:
«Attuare la sentenza è responsabilità
vostra». Oggi il Tar discute
il veto di Formigoni a tutte
le strutture lombarde.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Botta e risposta tra la presidente del Piemonte Mercedes Bresso, che ha ufficializzato la disponibilità della sua regione ad accogliere Eluana Englaro, e il ministro Sacconi, autore della circolare che vieta a tutte le regioni lo stop all’alimentazione artificiale per la ragazza in coma da 17 anni.

 
&lt;p&gt;

Bresso aveva precisato che l’eventuale ricovero avverrebbe «ovviamente in una struttura pubblica perché quelle private sono sotto scacco del ministro». Ieri la replica del titolare del Welfare: «Non metto sotto scacco nessuno, ho fatto solo una ricognizione delle leggi da applicare». Ribatte il governatore del Piemonte: «Sacconi sa come me che una circolare non sostituisce la legge e solo la magistratura può interpretarla».

&lt;p&gt;
 

Oggi intanto ci sarà a Milano l’udienza del Tar contro la Regione Lombardia che ha diffidato tutte le strutture sul suo territorio dall’ospitare gli ultimi giorni di Eluana. I legali della famiglia chiedono ai giudici amministrativi un atto d’urgenza che annullerebbe il veto di Formigoni, il quale si troverebbe così il «problema» in casa propria. Eluana, ora ricoverata a Lecco, «è una cittadina a carico di questo servizio sanitario regionale - dicono gli avvocati - e quindi questo deve farsi carico di applicare l’ordinanza di interruzione dell’alimentazione».

 
&lt;p&gt;

Il sottosegretario Eugenia Roccella sostiene invece che «eseguire la sentenza non è compito del servizio sanitario nazionale che deve curare, rispettando così la sua legge istitutiva». La sentenza è attesa nei prossimi giorni, forse già domani. Solo dopo quel momento Beppino Englaro deciderà se muoversi con una richiesta specifica di ricovero e dove. Contatti già esistono, al fine di valutare la concretezza delle disponibilità offerte in Piemonte, Emilia, Campania e non solo. L’équipe di medici è pronta da tempo: tutto sta a ricevere luce verde da un ospedale o una clinica.

 
&lt;p&gt;

Sul versante politico, i Radicali e Sinistra Democratica scrivono una lettera aperta «alla Conferenza delle Regioni, al suo presidente Vasco Errani e a tutti i governatori delle Regioni italiane» affinché la sentenza che autorizza lo stop alle terapie sia applicata. «Noi - scrivono i politici tra cui Claudio Fava e Gloria Buffo (Sd), Marco Cappato e Antonella Casu (Radicali) - vi interpelliamo perché è vostra precisa responsabilità, delle Regioni e non più dello Stato come invece abusivamente il ministro Sacconi ha affermato, il funzionamento del servizio sanitario nazionale. Che deve essere in grado di far rispettare i diritti delle persone nell’accesso al sistema sanitario, i doveri dei medici e delle strutture sanitarie nei confronti dei pazienti, e dunque deve applicare una sentenza definitiva che tutela la libertà di scelta delle persone». 

 
&lt;p&gt;

E ieri tredici eurodeputati italiani hanno presentato un’interrogazione alla Commissione europea sulla circolare di Sacconi.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=135731&quot;&gt;l'Unità - Federica Fantozzi&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Maria Antonietta FARINA COSCIONI: Non siamo in una Repubblica pontificia: dal Ministro Sacconi regalo di Natale per il Vaticano?</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/16/maria-antonietta-farina-coscioni/non-siamo-in-una-repubblica-pontificia-dal-ministro-sacconi-regalo-di-natale-per-il-vaticano/382979"></link>
  <updated>2008-12-16T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>382979</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
E' evidente che al ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali pensano di essere in una repubblica pontificia e non in uno stato laico rispettoso dei convincimenti religiosi, ma soprattutto del dettato costituzionale, e con questo provvedimento ha ritenuto di dover fare il regalo di Natale al Vaticano. Il prossimo passo, evidentemente, sarà il varo di una legge che non tiene in nessun conto la volontà del paziente&quot;. E' il commento di Maria Antonietta Farina Coscioni, parlamentare radicale e co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni alla notizia che il ministero del Lavoro ha ritenuto non legale interrompere nutrizione e idratazione delle persone in stato vegetativo persistente in strutture pubbliche e private del servizio sanitario nazionale.

&lt;p&gt;
&quot;L'atto di indirizzo del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali viene nelle stesse ore in cui si è diffusa la notizia di un possibile accordo con una clinica friulana per poter finalmente porre la parola fine al calvario di Eluana Englaro. Il partito della sofferenza, non tralascia mezzo per impedire che un atto di misericordia e di carità. Lo stesso atto di misericordia e di carità che non è stato negato a Giovanni Paolo II quando chiese di essere libero di poter &quot;raggiungere il padre&quot;.

&lt;p&gt;
Il ministro Sacconi spieghi in Parlamento perché SI a Giovanni Paolo II e NO, con tanta determinazione e pervicacia ieri a Luca Coscioni, Piergiorgio Welby, Giovanni Nuvoli, e oggi a Eluana Englaro.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=134023&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Barbara POLLASTRINI: Englaro. Il Governo vieta al Ssn di staccare la spina. &quot;Diktat disumano&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/16/barbara-pollastrini/englaro-il-governo-vieta-al-ssn-di-staccare-la-spina-diktat-disumano/382978"></link>
  <updated>2008-12-16T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>382978</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Non sarà una struttura del servizio sanitario nazionale ad accogliere Eluana Englaro per gli ultimi momenti, giorni o ore, della sua vita. Nessuna struttura del Ssn, né pubblica, né convenzionata né privata autorizzata potrà consentire, come da tempo chiesto dalla famiglia di Eluana, l'interruzione del trattamento di idratazione e nutrizione.
 Una richiesta pienamente accolta e riconosciuta dalla sentenza della corte di Cassazione dopo la lunga e dolorosa battaglia del padre della giovane, Peppino Englaro.&lt;br /&gt;
 E' un atto di indirizzo generale del ministero del Welfare, firmato dal titolare Maurizio Sacconi, a stabilire che nelle strutture del Servizio sanitario nazionale non si potrà interrompere alimentazione e idratazione per le persone in stato vegetativo persistente. Unica eccezione: il rifiuto fisico del trattamento. E non è questo, almeno finora, il caso di Eluana. Il ministro Sacconi ha convocato una conferenza stampa, insieme ai sottosegretari Eugenia Roccella e Francesca Martini, per illustrare l'atto del suo dicastero che si rifà al parere della commissione nazionale di bioetica del settembre 2005, alla Convenzione Onu sui diritti delle persone disabili e all'articolo 32 della Costituzione. Un'altra puntata del braccio di ferro sul caso Englaro? Sacconi ha ribadito più volte &quot;che il nostro è un atto generale di ricognizione che era doveroso per non essere farisaici&quot; e per dare &quot;a tutte le realtà del Ssn un indirizzo chiaro e omogeneo considerando l'incertezza che poteva determinarsi&quot;. Mai nominata Eluana, ma Sacconi ha sottolineato &quot;il criterio di laicità che ispira certe scelte&quot;. Chiaro che se una struttura decidesse di disattendere l'indirizzo - inviato a tutte le regioni - &quot;opererebbe contro la legge&quot;. A citare il caso Englaro e la sentenza della Suprema Corte ha pensato invece la sottosegretaria Roccella che ha ricordato come &quot;i giudici non hanno riconosciuto un diritto ma dato una serie di indicazioni su un caso specifico come quello di Eluana Englaro. Inoltre nel decreto della Corte di appello non si parla mai di struttura pubblica...&quot;. &lt;br /&gt;
Insomma, messa così, per Eluana sembrano restare due luoghi: la sua casa o una struttura al di fuori del Servizio sanitario nazionale. Magari proprio fuori dall'Italia. Sulla circolare del ministero scoppia anche un caso politico con uno scambio di accuse tra maggioranza e opposizione. &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;L'ex ministro delle Pari Opportunità Barbara Pollastrini lo giudica un &quot;diktat del ministro per rendere inapplicabile la sentenza della Cassazione&quot; in uno &quot;stile autoritario e disumano&quot;.&lt;/b&gt;

&lt;p&gt; Ribatte il vice presidente dei senatori del Pdl Gaetano Quagliariello per il quale &quot;è parte della sinistra a usare Eluana Englaro nel tentativo di fare della sua tragedia una battaglia ideologica&quot;. Ma una voce a sostegno del provvedimento di Sacconi si alza anche dall'opposizione: sono le 'teodem' del Pd Paola Binetti ed Emanuela Baio a ritenere che l'atto &quot;difende e tutela la vita&quot;. Per Scienza e Vita si tratta di &quot;un atto di coraggio&quot; per Eluana. Durissime le critiche dei Radicali per i quali &quot;al ministero del Welfare pensano di essere in una repubblica pontificia&quot; e ritengono &quot;di fare un regalo al Vaticano&quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.apcom.net/newspolitica/20081216_201501_59bfac3_52527.html&quot;&gt;Apcom&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Livia TURCO: Tre riforme da difendere. Anzi, da ampliare</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/04/livia-turco/tre-riforme-da-difendere-anzi-da-ampliare/382706"></link>
  <updated>2008-12-04T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>382706</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Basaglia, aborto e servizio sanitario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
L’anno che si chiude, questo difficile 2008,
porta via con sé tre compleanni importanti.
I trent’anni di tre leggi che hanno cambiato
la vita delle persone e del nostro Paese.&lt;br /&gt;

Il 10 maggio 1978 veniva approvata la
legge 180 che prevede la chiusura dei manicomi e la
presa in carico da parte dei servizi pubblici e della
comunità delle persone con disturbi psichici a partire
dal riconoscimento della loro dignità. Il 18 maggio
1978 la legge 194 che tutela la maternità, previene e
regolamenta l’aborto. Il 23 dicembre 1978 la legge
833 istitutiva del servizio sanitario nazionale. Passare
dall’aborto clandestino e dalle mammane alle strutture
ospedaliere e al consultorio; dal carcere per chi
abortiva alla libertà di scelta verso la propria sessualità;&lt;br /&gt;

dalla contenzione e dagli elettroshock alla comunità
che si prende cura; dalle mutue e dal medico condotto
al medico di famiglia e all’ospedale per tutti e
alla prevenzione della malattia, realizzare questo passaggio
è stato un cambio di civiltà.&lt;br /&gt;
 Dobbiamo esserne
consapevoli ed avere anche l’orgoglio di queste conquiste
per preservarle e migliorarle. Riforme che hanno fatto
bene al Paese perché lo hanno reso più moderno,
più solidale, più umano. Riforme frutto di grandi
battaglie sociali. Riforme del dialogo tra le grandi forze
politiche popolari come la Dc, il Pci, il Psi.&lt;br /&gt;
 Dell’impegno
di grandi donne come Tina Anselmi e Giglia
Tedesco. Dell’iniziativa dei Radicali. &lt;br /&gt;
Tre riforme, tutte
nel 1978. Nell’anno del brutale attacco terroristico,
dell’uccisione di Aldo Moroe del Governo di Solidarietà
Nazionale. Riforme che sono state possibili grazie
ad un Parlamento autorevole, che ascoltava e che era
ascoltato. &lt;br /&gt;
Ad una forma della democrazia basata sulla
centralità del Parlamento, sul dialogo tra le forze
politiche e sul rapporto tra partecipazione sociale ed
istituzioni. &lt;br /&gt;
Tali riforme, inoltre, sono portatrici di un
inedito universalismo solidale, capace di riconoscere
e tutelare la dignità della persona. I dati e i fatti confermano
il successo delle tre riforme. La nostra sanità,
che va migliorata, è leader in Europa e nel mondo. Si
è dimezzato il ricorso all’aborto. Molte persone hanno
dimenticato i manicomi e si sono anche inseriti nel
lavoro. &lt;br /&gt;
Oggi l’universalismo solidale e la società che
si prende cura si trovano di fronte alle sfide di un mondo
globale e diseguale. Oggi c’è ancora più bisogno di
equità, perché la povertà genera la malattia e la morte
precoce; di solidarietà per combattere la solitudine e
l’abbandono delle persone fragili e malate e delle loro
famiglie; di competenza femminile per rendere più
umana la nostra vita.&lt;br /&gt;
 Oggi c’è ancora più bisogno di
istituzioni forti ed efficaci, di partiti capaci di promuovere
il “noi”. Di una politica solidale per una società
solidale. Discuteremo di ciò nel Convegno “Le riforme della
speranza” domani a Roma (cinema Capranica)&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=K2ZUA&quot;&gt;l'Unità - Livia Turco&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Donatella PORETTI: Parto con anestesia epidurale a carico del Servizio sanitario: era ora! Meno costi per il SSN e meno pericoli per le partorienti</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/10/22/donatella-poretti/parto-con-anestesia-epidurale-a-carico-del-servizio-sanitario-era-ora-meno-costi-per-il-ssn-e-meno-pericoli-per-le-partorienti/376270"></link>
  <updated>2008-10-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>376270</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Roma, 22 ottobre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



• Intervento della Senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicale-Partito Democratico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



L'audizione oggi del Sottosegretario alla Salute, Ferruccio Fazio, in Commissione igiene e sanità al Senato, ha portato notizie buone sulle prestazioni sanitarie che saranno incluse nei nuovi livelli essenziali di assistenza (LEA) a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Tra queste sarà inclusa l'assistenza analgesica epidurale per il controllo del dolore nel travaglio e nel parto naturale. Era ora!! Anche perché queste prestazioni dovevano già essere incluse nei LEA previsti con il DPCM del 23 aprile 2008 voluto dall'ex Ministro Turco, ma mai entrato in vigore per un vizio -pare- di copertura finanziaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



Per capire l'importanza di questa inclusione, si consideri che attualmente solo l'11-12% delle partorienti si avvale dell'anestesia epidurale mentre quasi il 40%  ricorre al parto cesareo, certamente più costoso per il SSN (maggiori costi di ospedalizzazione per operazione chirurgica e degenza prolungata rispetto al parto ordinario o in analgesia) e sconsigliato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità per il pericolo che l'operazione comporta alla partoriente. 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=131048&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>GIOVANNI GALLO: Sanità, il PD ha raccolto le firme per la convocazione del consiglio straordinario.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/09/25/giovanni-gallo/sanit%C3%A0-il-pd-ha-raccolto-le-firme-per-la-convocazione-del-consiglio-straordinario/366380"></link>
  <updated>2008-09-25T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>366380</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: L'  Ulivo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Su iniziativa del gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale è stato raggiunto, con l’adesione di tutti gli esponenti del centrosinistra, il numero di firme necessarie per ottenere la convocazione di una seduta straordinaria dell’assemblea regionale, dedicata alla sanità veneta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 

Un risultato che trova la piena soddisfazione del capogruppo PD, Giovanni Gallo: “Finalmente - sottolinea – ci confronteremo a viso aperto con la maggioranza e il governo regionale di centrodestra, responsabile di una situazione complessiva assai preoccupante. Il Veneto ha avuto per lungo tempo un sistema socio-sanitario fra i più avanzati in Europa, frutto di una scelta politica chiara a favore del servizio pubblico. &lt;br /&gt;


Ma oggi questo sistema rischia il collasso, alle prese con un sovraccarico di domanda e la non appropriata capacità di offerta: un quadro drammatico determinato dal fatto che l’ultimo piano socio-sanitario risale a dodici anni fa, senza che nel frattempo la Giunta Galan abbia provveduto a ridisegnarne uno nuovo. Di fatto, siamo all’assenza totale di programmazione”. 
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Gallo ricorda come “non è un caso se i rapporti della Corte dei Conti evidenziano criticità nella gestione economica e amministrativa imputabili a diverse AULSS. Tutti richiami che il governo regionale continua evidentemente ad ignorare, vista la decisione di premiare con laute somme i direttori generali delle AULSS senza riguardo al diverso grado di raggiungimento degli obiettivi e premiando così anche gli sprechi e le inefficienze”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



“In quinta commissione consiliare, impegnata con il riparto 2008, si è cercato - prosegue il capogruppo PD - di porre rimedio ad alcune disparità attraverso un patto che distribuiva alle AULSS in maggiori difficoltà circa 100 milioni di euro. Ma c’è il fondato rischio che questo accordo sia reso vano dagli effetti della delibera di Giunta che impone ai direttori generali di procedere a una riduzione della spesa sanitaria di 83 milioni di euro da realizzarsi entro il 31 dicembre prossimo”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



“Tutto questo mentre a livello nazionale sono venuti a mancare 400 milioni di euro a compensazione delle minori entrate derivanti dall’abolizione dei ticket, senza contare il taglio di 300 milioni per il Fondo sociale statale. 

Siamo insomma all’emergenza: la convocazione del Consiglio straordinario – conclude Gallo – deve essere il primo passo per riportare la sanità in testa alle priorità di questa regione”. 

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=423&quot;&gt;official web site Partito Democratico Veneto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>RAFFAELE RANUCCI: (Pd): via alla compensazione dei crediti delle imprese verso la Pa.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/07/11/raffaele-ranucci/pd-via-alla-compensazione-dei-crediti-delle-imprese-verso-la-pa/357752"></link>
  <updated>2008-07-11T00:00:00Z</updated>
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  <id>357752</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
ROMA - Permettere alle imprese di compensare crediti e debiti nei confronti nella
pubblica amministrazione. In particolare di comuni, province e regioni. E’ quanto
sollecita l’ordine del giorno presentato dal senatore del Pd, Raffaele Ranucci, e
accolto dal governo come raccomandazione. Del resto, «il ritardo dei pagamenti
delle pubbliche amministrazioni risulta essere tra le principali cause di
indebitamento delle imprese - è scritto nel testo dell’ordine del giorno (ex
emendamento) - e la Corte dei Conti ha stimato in circa 30 miliardi i debiti che il
solo Servizio Sanitario Nazionale ha verso i fornitori». Inoltre, «l’edilizia soffre di
una lentezza nel rapporto con le amministrazioni superiore a 24 mesi rispetto ad
altri settori (la media nazionale dei ritardi è 400 giorni)». Di qui l’ordine del giorno
che impregna il governo ad «assumere le necessarie iniziative normative».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=IO2EQ&quot;&gt;Il Messaggero&lt;/a&gt;</summary>
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