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  <title>Openpolis - Argomento: cinema</title>
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  <updated>2012-01-04T00:00:00Z</updated>
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  <title>David-Maria SASSOLI: Al festival del cinema di Roma va in onda uno spettacolo indecente</title>
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  <updated>2012-01-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>622824</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Le istituzioni culturali di Roma dovrebbero essere trattate da tutti con ben altra sensibilità: sono una ricchezza della città e non meritano di essere usate con quel piglio lottizzatore che contraddistingue la malapolitica&quot;. Così &lt;b&gt;David Sassòli&lt;/b&gt;, europarlamentare del Pd, a proposito delle polemiche sulla direzione del Festival del cinema di Roma. &quot;Quello che sta andando in onda è uno spettacolo umiliante per la nostra città. L'arrivo di Muller - prosegue Sassòli - dovrebbe essere salutato da tutti col rispetto che merita un apprezzato organizzatore culturale e con la soddisfazione di vedere ormai consacrato a livello internazionale il Festival del cinema della Capitale. Ingaggiare il direttore del Festival di Venezia farebbe gola a qualsiasi mostra del cinema del mondo. Sostenere che Muller non può venire a Roma perché da direttore artistico di Venezia era contrario al Festival del cinema della Capitale è una sciocchezza. Così come è insopportabile che Alemanno e Polverini non rispettino l'autonomia degli organismi di gestione e impongano aut-aut. Prevale purtroppo l'idea che i partiti considerino cosa propria le istituzioni culturali di questa città. Le istituzioni pubbliche partecipino alle attività culturali ma non impongano soluzioni, facciano un passo indietro, non usino i soldi dei contribuenti per occupare spazi buoni solo per fare clientele. Le polemiche di questi giorni - conclude Sassòli - sono la prova che a Roma è ormai giunto il momento di voltare pagina e di avviare un profondo rinnovamento della classe politica&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.areadem.info/adon.pl?act=doc&amp;doc=11816&quot;&gt;areadem&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ROBERTO PLACIDO: Consiglio Regionale </title>
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  <updated>2012-01-03T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>622798</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Vicepres. Consiglio Regione Piemonte (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Quest’anno abbiamo scelto di focalizzare l’attenzione su tre film che raccontano vicende di ragazzi e ragazze posti di fronte a dilemmi sul loro presente e futuro. Gli inevitabili cambiamenti da affrontare, pietre miliari nel percorso di crescita, stimolano nei protagonisti, così come negli spettatori, una riflessione attenta sulle conseguenze cui si va incontro quando si è dinnanzi a un bivio, ma soprattutto sui riflessi che le decisioni del singolo possono avere sul mondo circostante”&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.cr.piemonte.it/cms/comunicati/2012/gennaio/554-i-diritti-di-tutti.html&quot;&gt;www.cr.piemonte.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARIA GEMMA AZUNI: Cinema Metropolitan</title>
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  <updated>2011-01-19T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>557158</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Sosteniamo le ragioni dei precari del mondo dello spettacolo che hanno occupato da ieri sera il cinema Metropolitan per salvarlo da possibili speculazioni a seguito della vendita da parte di Fininvest Immobiliare a una società privata della multisala e degli uffici.
&lt;p&gt;

Il cinema di via del Corso, che ha chiuso i battenti il 29 dicembre scorso, costituisce un patrimonio storico e culturale della nostra città, uno dei pochi cinema della Capitale dove si proiettavano film in lingua originale con sottotitoli, anche per i non udenti. A difesa di questo importante spazio culturale e sociale, parte dell’identità storica della nostra città, abbiamo presentato una mozione in Consiglio provinciale. Invito il sindaco Alemanno, che non ha speso ancora una parola sulla questione, ad attivarsi per l’apertura urgente di un tavolo con la nuova proprietà, il Comune e i precari del mondo dello spettacolo al fine di scongiurare il cambio di destinazione d'uso della struttura di via del Corso e di dare garanzie ai lavoratori”. A dichiararlo, in una nota, è Gianluca Peciola, consigliere provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà.
&lt;p&gt;
&lt;p&gt;
 

Gemma Azuni&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gemmazuni.it/home/item/472-cinema-metropolitan&quot;&gt;www.gemmazuni.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio NAPOLITANO: Monicelli «Se n’è andato con una ultima manifestazione della sua forte personalità, un estremo scatto di volontà che bisogna rispettare».</title>
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  <updated>2010-12-01T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548544</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Nel giorno dell'ultimo saluto al regista, è il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ad esortare al rispetto di quella che è stata la sua ultima volontà, la decisione di togliersi la vita, che è stata occasione di ulteriore polemica alla Camera. Al centro della discussione il diritto di decidere del proprio fine vita che il gesto di Monicelli ha in qualche modo rievocato.
&lt;p&gt;
 Napolitano ha reso omaggio al regista, visitando la camera ardente allestita nella Casa del Cinema a Villa Borghese. «E’ stato un grande - ha detto ai gionalisti che lo attorniavano - non solo del cinema italiano, e poi era un uomo meraviglioso». 
&lt;p&gt;Il capo dello Stato ha ricordato «le passeggiate nello stesso quartiere«, il rione Monti nel quale viveva Monicelli ed ha la sua residenza privata lo stesso Napolitano, ed ha poi aggiunto: «Se n’è andato con una ultima manifestazione della sua forte personalità, un estremo scatto di volontà che bisogna rispettare».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/10_dicembre_01/camera-ricordo-monicelli-lite-suicidio-eutanasia_818aa456-fd33-11df-a940-00144f02aabc.shtml&quot;&gt;Corriere.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Umberto VERONESI: Monicelli. «Con l’eutanasia avrebbe fatto una fine più dignitosa»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2010-12-01T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548515</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Ero molto amico di Mario. Mi sono chiesto perché abbia lucidamente scelto una morte così violenta. Non conosco esattamente quali fossero le sue condizioni cliniche e come oncologo non posso fare una valutazione. Purtroppo non sempre un medico riesce a lenire la sofferenza di un paziente e in questo caso la condizione terminale doveva risultare insopportabile”.
&lt;p&gt;

Umberto Veronesi, oltre che oncologo di fama mondiale ed ex ministro della Sanità, è un cinefilo appassionato, sconvolto per la scomparsa del regista, che ha scelto un’eutanasia travestita da suicidio.
&lt;p&gt;


&lt;b&gt;Prof. Veronesi, che cosa ha amato in particolare del cinema di Monicelli?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Ho amato soprattutto la lucida e tagliente ironia con cui sapeva mettere a nudo l’amarezza della verità, e la sua capacità di svelarci, anche nella commedia, i lati più tragici o assurdi della realtà”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Che riflessioni ha suscitato in lei la scelta finale di Monicelli?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Come pensatore laico e difensore dei diritti del malato, la mia riflessione è: se è ormai da tutti accettato che ognuno di noi, in ogni circostanza, ha il diritto di non soffrire, perché questo diritto non deve valere nella fase terminale della malattia, proprio quando la sofferenza può essere più intensa?”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il regista, parlando del caso Welby disse che “l’eutanasia è un tema che si potrebbe trattare benissimo con la commedia”. Che cosa ne pensa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Penso che Mario poteva, con la sua intelligenza, ironizzare su tutto per farci riflettere, e quindi anche sull’eutanasia.&lt;br /&gt;
 Certo nella realtà per i familiari e peri medici accettare di mettere fine alla vita, per quanto dolorosa o indignitosa, di una persona che si ama è comunque tutt'altro che ridicolo: è una decisione tragica. Ciò che sostiene il medico dal punto di vista deontologico e i familiari dal punto di vista affettivo è la volontà della persona e il rispetto per il suo pensiero. Per questo è importante che questa volontà sia sempre chiara e lucidamente espressa”.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;A questo proposito il presidente dei Radicali italiani, Silvio Viale, ha commentato il gesto del regista, dicendo che se in Italia fosse stata legale l’eutanasia, Monicelli non sarebbe morto così, ma in modo più dignitoso.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Certo, è un dubbio condivisibile. L’eutanasia viene considerata come un atto di non-rispetto per la vita, ma a ben pensarci è, al contrario, un atto di rispetto per la vita fino al suo ultimo istante. Nei Paesi in cui è legale, l’eutanasia è la riposta alla domanda cosciente e ripetuta nel tempo da parte di un malato di porre fine ad un’esistenza che egli giudica non più degna e sopportabile, a causa della malattia. 
&lt;p&gt;
Altra questione è il testamento biologico, che è quasi all’opposto: si tratta delle volontà espresse anticipatamente, rispetto alla vita artificiale, da utilizzare nel caso in cui, per sopravvenuta incapacità, non ci si potesse più esprimere di persona”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=VRFU5&quot;&gt;Il Mattino - Fabrizio Coscia &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: «Giornali nel mirino. Non c’è tempo da perdere»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2010-10-27T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>547441</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Siamo alla stretta finale, poco più di due mesi al trentun dicembre e decine di testate, Liberazione compresa, che non sanno se continueranno a ricevere i contributi pubblici. «Sarebbe la fine del pluralismo dell’informazione», dice Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Dov’è la riforma dell’editoria?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il governo annuncia da oltre due anni una legge di riforma dell’editoria. Non l’ha mai presentata. Non solo, i giornali di famiglia del Presidente del consiglio alimentano una campagna generica contro tutte le testate che attualmente percepiscono i contributi. Nella legge finanziaria non viene né ripristinato il fondo per l’editoria né i diritti soggettivi. L’unico segnale di vita, il sottosegretario con delega all’editoria Bonaiuti, l’ha dato solo sul lodo Alfano.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Necessità di bilancio, si dice. Ma non sarà in gioco, qui, un progetto politico di attacco al pluralismo dell’informazione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Io cerco sempre di respingere qualsiasi idea complottarda. Abbiamo sempre cercato in questi anni di portare avanti un lavoro comune con tutti, sindacati e associazioni. Ci siamo resi disponibili alla riforma dell’editoria in accordo con tutte le testate. Le vie per eliminare le corruzioni ci sono, le abbiamo indicate. Abbiamo persino cercato le convergenze con chi era disponibile all’interno del centrodestra. Ma di fronte a quello che sta accadendo, sì, debbo ritenere che ci sia un progetto politico per liberarsi delle voci scomode.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Come “Liberazione” altre testate rischiano la chiusura. C’è bisogno di un fronte comune. Quali saranno i prossimi passaggi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Condivido integralmente l’allarme di Liberazione e degli altri. Sono sicuro che nelle prossime due settimane sul tema della editoria - come sul tax credit del cinema - verranno votati documenti unitari per la Commissione cultura della Camera. Prevedo che alla Camera e al Senato verranno votate due risoluzioni che chiederanno al governo di reintegrare il fondo e il diritto soggettivo, e di procedere alla riforma dell’editoria. La mia sensazione, però, è che subito dopo questi due documenti finiranno alla Commissione bilancio, dove il governo darà parere negativo. Sarà messa la fiducia e verranno fatti decadere gli emendamenti. E’ il vecchio rituale, documenti approvati in commissione e poi bocciati dal ministro Tremonti. Chi nel centrodestra ha posizioni diverse non potrà neppure votare.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Berlusconi non è granché incentivato a reintegrare il fondo per l’editoria, di cui godono i giornali critici verso il governo. O no?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Berlusconi vuole eliminare tutto quello che non sopporta.&lt;br /&gt;
 Come è suo interesse far fuori voci a lui sgradite nel cinema italiano, anche nella platea dei giornali intende eliminare le testate critiche, da Liberazione all’Avvenire, dall’Unità al Secolo d’Italia. E’ del tutto evidente che Berlusconi, controllando in gran parte la raccolta pubblicitaria, avrebbe ben altri mezzi - sopra e sotto il banco - per compensare i pochi amici scontentati. Per giornali come Liberazione e il Manifesto, invece, la situazione diventerebbe drammatica. Ci sono giornali che hanno perso pubblicità in seguito all’appello di Berlusconi a disinvestire.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Se in Parlamento la strada è bloccata cosa si può fare all’esterno?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
I parlamentari devono comunque provarci e crederci fino all’ultimo. Il loro dovere è fare in modo che questi emendamenti vengano inseriti nella finanziaria. E qualora il governo volesse a tutti i costi mettere la fiducia, premere sulla maggioranza perché nel maxi-emendamento ci siano i provvedimenti sull’editoria. Detto questo, consiglierei a tutte le associazioni del settore, sindacati, ordini professionali, edicolanti, piccoli editori, di far sentire la propria voce e subito. Iniziative visibili, trasparenti e clamorose, nelle forme e nei contenuti.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non sarà una battaglia popolare, nell’opinione pubblica dare soldi ai giornali è uno spreco, no?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non si possono fare solo le battaglie popolari. Sicuramente ci vuole una riforma dell’editoria. Ma non si può accettare che il governo del conflitto di interessi lasci morire decine di testate, come se nulla fosse. La Costituzione garamtisce il pluralismo, lo ha ricordato Napolitano. Anche quelli che pensano che sia meglio chiudere tutto e tutti, un giorno si sveglieranno. Se non ci fosse stata Liberazione non avremmo le denunce su quanto accaduto a Genova, sulle vicende di Cucchi e Aldrovandi o sulle morti sul lavoro. Potrei parlare anche del manifesto, dell’Unità o di altre testate del mondo cattolico. Pur diverse tra loro, tutte queste esperienze editoriali hanno prodotto inchieste e dossier che poi sono entrati nel circuito della comunicazione ufficiale.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Anche il mondo dello spettacolo, del cinema e della televisione è in subbuglio, per non parlare di scuola, università e ricerca. Non sarebbe ora di unire questi movimenti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Dovremmo mettere in rete tutte le proteste. E’ in atto con la finanziaria il progetto di demolire i settori della formazione, dell’informazione e della cultura. Sarebbe opportuno che durante la discussione della finanziaria alla Camera e al Senato ci fossero iniziative comuni. Non ciascuno per sé, ma uniti. Sarebbe un errore andare a tante trattative separate, ognuno per proprio conto, nella speranza di poter strappare sottobanco qualche concessione. Non cadiamoci.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=UX6S3&quot;&gt;Liberazione - Tonino Bucci&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: Bondi, licenza di uccidere il cinema italiano</title>
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  <updated>2010-10-25T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>547423</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ci sono tanti modi per mettere i bavagli ed ammanettare le forme espressive sgradite:quella più classica, almeno da noi, è rappresentata dagli editti, più o meno bulgari, del signore e padrone del conflitto di interessi. Quando un autore o un programma non gli garbano, il piccolo Cesare provvede a richiedere la testa, per ora solo simbolica, dei reprobi. Così è stato per Enzo Biagi, per Michele Santoro, per Marco Travaglio, per Carlo Freccero, per Daniele Luttazzi, per Sabina Guzzanti, per ricordare solo alcuni nomi.
&lt;p&gt;

In questi giorni l’attenzione del capo e dei suoi bravi si è invece concentrata su Roberto Saviano, su Roberto Benigni, su Milena Gabanelli, su Fabio Fazio, su Rai Tre, con il dichiarato intento di tenere, sempre e comunque, sotto tiro quei programmi che l’ossessionano e che, per altro, sono indicati con assoluta precisione nelle telefonate intercettate tra Berlusconi, il commissario della autorità Giancarlo Innocenti, il direttore Masi, il direttore Minzolini.

&lt;p&gt;
In qualsiasi altro paese, dopo quelle intercettazioni, si sarebbe dimesso spontaneamente, quanto meno, il direttore generale del servizio pubblico, il quale, al contrario, invece di sospendere se stesso a vita, sta cercando di sospendere Michele Santoro.
&lt;p&gt;
Questa, come scrivevamo all’inizio, è la censura classica, quella di tipo esplicitamente politico, quella che discende dal conflitto di interessi, brutale, ma immediatamente percepibile.
&lt;p&gt;

In questi giorni, invece, si sta manifestando un altro tipo di censura, quella economica, non meno invasiva e pericolosa. Ci riferiamo, per esempio, alla clamorosa protesta messa in atto da tante associazioni del cinema italiano che hanno deciso di occupare la Casa del Cinema a Roma.

&lt;p&gt;
Tante le ragioni della clamorosa protesta, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’ultima stesura della legge finanziaria. Il ministro Bondi, sì proprio lui, aveva promesso che, almeno in questo provvedimento, sarebbero state assunte le misure urgenti per impedire un tracollo del sistema industriale del settore. Qualche credulone aveva abboccato, invitando tutti ad aspettare con fiducia il regalo di Babbo Bondi.
&lt;p&gt;

Invece non è accaduto nulla. La finanziaria di Tremonti non contiene nulla, nulla sul tax credit, nulla su Cinecittà, nulla sul reintegro del Fus nulla sulla futura legge di sistema. Non parliamo poi della cosiddetta tassa di scopo, quella che dovrebbe essere pagata dai grandi gruppi televisivi per dare linfa vitale alla industria del cinema e dello spettacolo, che tanto ha contribuito e contribuisce alla vita e ai palinsesti dei media tradizionali.
Figuratevi se il governo delle tv può chiedere un euro alle medesime tv, sarebbe come parlare di corda a casa dell’impiccato!
&lt;p&gt;

Questa è la censura economica, quella che è già stata praticata nei confronti delle case editrici, degli istituti di cultura e delle fondazioni, degli enti lirici e dell’editoria, per non parlare del settore della formazione, dove il ministro Gelmini non essendo riuscita a trovare i soldi per le riforme, ha pensato bene di redigere una circolare bavaglio per impedire ai presidi di esprimere critiche nei confronti di sé medesima e delle sue proposte, per altro pessime.
&lt;p&gt;

Questo governo, al di là delle parole, continua ad essere il governo che ha in testa e nel cuore il bavaglio e le manette per tutte le forme di espressione che rivendichino libertà ed autonomia e non siano comunque riconducibili alla logica del conflitto di interessi.

&lt;p&gt;
Nei prossimi giorni si svolgeranno iniziative, già annunciate, dei sindacati dei giornalisti, delle associazioni di impresa, dei lavoratori e delle lavoratrici del cinema e dello spettacolo, della scuola e dell’università, degli istituti e delle fondazioni culturali. Iniziative sacrosante, ma non sarebbe il caso di coordinarle e di promuovere, anche e non solo, una grande manifestazione contro tutte le forme di censura, contro ogni oscurantismo, contro la demolizione del sistema formativo ed informativo?
&lt;p&gt;

Non si potrebbe pensare ad una tenda delle libertà costituzionali da piantare davanti ai palazzi delle istituzioni, durante la discussione della legge finanziaria, per richiamare l’attenzione collettiva sui rischi individuali e collettivi che potrebbero derivare dal progressivo oscuramento del diritto della pubblica opinione ad essere informata e formata attraverso una molteplicità di fonti e di segni?

&lt;p&gt;
A chi dice e pensa, anche nel centro sinistra e magari anche in qualche settore del mondo del cinema, che non ci sia nulla di voluto, ma solo sciatteria e dilettantismo, vorremmo ricordare che il ministro Bondi, ben assistito dai colleghi Tremonti e Brunetta, ha spesso lanciato i suoi strali contro il cinema, a suo dire, in mano ai bolscevichi, contro i film “disfattisti”, che poi sarebbero quelli che osano criticare l’Italia di Berlusconi; non contento, ha provato anche a scomunicare Sabina Guzzanti ed Elio Germano e, a tempo perso, è riuscito a polemizzare con Saviano, con Scalfari, con Santoro, e con tutti quegli intellettuali che non adorano il piccolo Cesare, cioè quasi tutti, senza più neanche distinzione di appartenenza politica.

&lt;p&gt;
Negli ultimi giorni il medesimo ministro ha più volte annunciato che non esiterà a dimettersi qualora nella finanziaria non ci saranno alcune delle misure reclamate dall’industria della cultura e dello spettacolo. Per ora, tali misure non ci sono, ma la lettera di dimissioni non è ancora pervenuta.
&lt;p&gt;

Del ministro si sono perse le tracce, le sue ultime dichiarazioni riguardano tutte la necessità di regalare uno scudo giudiziario all’amico Silvio. Se avesse dedicato un centesimo delle sue energie alla necessità di regalare uno scudo legislativo anche al mondo della cultura e delle arti, ogni problema sarebbe stato risolto per l’oggi e per i secoli a venire…&lt;br /&gt;

Confidiamo che, almeno questa volta, Bondi voglia mantenere il punto e rassegnare le dimissioni!

&lt;p&gt;
Vi alleghiamo i punti del documento votato all’unanimità da tutte le associazioni che hanno partecipato all’occupazione della Casa del Cinema.


&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Per il Cinema:&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

• immediato e certo rinnovo del tax credit e del tax shelter;&lt;br /&gt;

• approvazione di una legge di sistema che crei un Centro nazionale della cinematografia sganciato da qualsiasi controllo della politica;&lt;br /&gt;

• un prelievo di scopo con il quale chi utilizza il cinema e l’audiovisivo italiani (televisioni generaliste e satellitari, provider e Telecom) reinvesta un a parte dei profitti nella produzione nazionale e un prelievo sul costo del biglietto delle sale che inciderebbe per il 70%
sui profitti delle major straniere.&lt;br /&gt;

• Reintegro del FUS, che può avvenire immediatamente e senza oneri per lo Stato semplicemente mettendo all’asta, come accade in tutta Europa, le frequenze del digitale terrestre che oggi vengono regalate a Mediaset;&lt;br /&gt;

• Sostegno e difesa delle sale di città, spazio privilegiato del cinema italiano;&lt;br /&gt;

• Promozione del cinema italiano all’estero;&lt;br /&gt;

• Divieto per i network televisivi di mantenere posizioni dominanti sul mercato con il controllo di produzione, distribuzione e sale;&lt;br /&gt;

• Salvaguardia e valorizzazione di un patrimonio storico come Cinecittà.
&lt;p&gt;


&lt;b&gt;Per la televisione:&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

• Nascita di un mercato liberato dal monopolio di Rai e Mediaset; Riappropriazione dei diritti sulla fiction da parte di autori e produttori, in grado di creare un mercato internazionale per le opere televisive italiane;&lt;br /&gt;

• Utilizzazione dei canali del digitale terrestre e dei canali satellitari - molti dei quali sfruttano gratuitamente e illegalmente le nostre opere - come nuove opportunità di una pluralità narrativa;&lt;br /&gt;

• Obbligo di realizzare sul territorio nazionale la fiction finanziata con i l soldi del servizio pubblico;&lt;br /&gt;

• Attenzione alla produzione e diffusione del documentario in tutte le sue forme.
&lt;p&gt;


Per la Casa del cinema chiediamo al Comune di Roma:

&lt;p&gt;
• La revoca della memoria di Giunta che affida di fatto la gestione a una sorta di &quot;comitato d’affari&quot;;&lt;br /&gt;

• La convocazione delle associazioni del mondo del cinema che si propongono come protagoniste della gestione della Casa e del suo indirizzo culturale.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://temi.repubblica.it/micromega-online/bondi-licenza-di-uccidere-il-cinema-italiano/?printpage=undefined&quot;&gt;micromega-online&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: La Rai trasmetta il film su Federico Aldrovandi.</title>
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  <updated>2010-09-14T00:00:00Z</updated>
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  <id>506269</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Se la legge bavaglio fosse già stata approvata, questo film non ci sarebbe mai stato e Federico sarebbe stato oltraggiato per la seconda volta”, questo uno dei commenti che Patrizia Moretti Aldrovandi ha rilasciato a Venezia dopo aver visto, per la prima volta, il film “E’ stato ammazzato un ragazzo”, dedicato alla morte di Federico, suo figlio.

&lt;p&gt;
Patrizia ha totalmente ragione, non solo questo film non sarebbe stato realizzato, ma neppure i libri e tanti articoli avrebbero mai potuto essere scritti, perché tutto sarebbe stato coperto dal segreto tombale, perché le intercettazioni sarebbero state secretate, perché persino lei, la mamma, non avrebbe mai potuto aprire un blog e mostrare alla pubblica opinione come era stato ridotto il figlio, dopo aver subito un pestaggio per il quale ora sono stati condannati quattro poliziotti.

&lt;p&gt;
Per mesi la vicenda di Federico Aldrovandi restò circondata da silenzio, dalle omissioni, dalle veline di regime, dalle pressioni delle autorità nei confronti di quei giornalisti che osavano mettere in discussione “le bugie istituzionali”.

&lt;p&gt;
Il film, voluto e sostenuto da un produttore coraggioso e indipendente, Marcello Corvino, girato con grande sensibilità da Marino Cancellari, e scritto, diretto, interpretato da Filippo Vendemmiati, un giornalista che ha dedicato davvero se stesso a questa opera, ma sarebbe meglio dire a questa causa, il film racconta con rigore, senza retorica, senza propaganda, senza effettacci, la storia di Federico, un giovanissimo, uscito di casa per andare ad una festa e mai più tornato a casa.

&lt;p&gt;
Ed è anche la storia di una famiglia coraggiosa che non si rassegna alla menzogna, di poliziotti infedeli, ma anche di rappresentanti dello stato che non tradiscono divisa e Costituzione, di giornalisti che fingono di non vedere, ma anche di cronisti che non rinunciano a fare il loro mestiere, tra questi Checchino Antonini di Liberazione, il primo quotidiano che decise di aprire con la foto di Federico massacrato, e Federica Sciarelli che ne fece una vera e propria campagna nazionale attraverso la trasmissione: “Chi l’ha visto?”, per citarne solo alcuni.

&lt;p&gt;
Ed è anche la storia di avvocati coraggiosi che non si rassegnano mai, che vanno a scovare le prove e i testimoni, sino a quando una donna del Camerun, in attesa del permesso di soggiorno, dunque facilmente ricattabile, decide di parlare, di scegliere la verità, di testimoniare a favore della legalità, mentre altri cittadini “bianchi e padani” hanno preferito la strada del silenzio, della rimozione, del viver tranquilli.&lt;br /&gt;

Si potrebbe continuare, ma ora sarà possibile vedere il film, anche nelle sale cinematografiche e nelle tante iniziative già programmate.

&lt;p&gt;
Giovedì alle 12 a Roma, nella sala della Federazione della Stampa, corso Vittorio Emanuele 346, si svolgerà la conferenza stampa, venerdi e sabato il film sarà invece proiettato al cinema Farnese, sempre a Roma.
Il giorno 25, invece, ci sarà la presentazione ufficiale a Ferrara, in quella occasione Patrizia Moretti Aldrovandi e il marito Lino annunceranno la costituzione di una associazione che raccoglierà “le vittime delle istituzioni deviate”, con lei ci saranno i parenti di Stefano Cucchi, di Bianzino, di Uva, dei tanti altri che ancora attendono giustizia.
&lt;p&gt;

Per queste ragioni sarebbe importante che questo film potesse essere visto anche da milioni di cittadine e di cittadini, dal momento che Filippo Vendemmiati e Marino Cancellari hanno lavorato e lavorano per la Rai e che una parte del materiale utilizzato è stato fornito da Rai Teche, una struttura diretta con grande sensibilità da Barbara Scaramucci, sarebbe opportuno che fosse proprio la Rai ad assumersi l’onere e l’onore di trasmettere, possibilmente non a notte fonda, questo film.

&lt;p&gt;
Da Venezia è partito un appello rivolto ai vertici della Rai, aperto dalle firme dei familiari e degli amici di Federico e sostenuto dalla associazione articolo 21. Chiunque fosse interessato a firmarlo potrà farlo &lt;a href=&quot;http://www.articolo21.org/58/appello/la-rai-trasmetta-il-film-su-federico-aldrovandi.html&quot;&gt;&lt;b&gt;qui&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-rai-trasmetta-il-film-su-federico-aldrovandi-firma-lappello/?printpage=undefined&quot;&gt;micromega-online&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Sandro BONDI: Contro l'attore Germano &quot;Intervento inopportuno a premiazione a Cannes&quot; </title>
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  <updated>2010-05-25T00:00:00Z</updated>
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  <id>500704</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) -  Ministro  Beni e Attività Culturali (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi ancora contro il cinema italiano. Dopo essersi rifiutato di andare a Cannes 1 per protestare contro il &quot;Draquila&quot; di Sabina Guzzanti, oggi critica Elio Germano per le sue dichiarazioni dal palco: &quot;Mi è dispiaciuto che la sera del premio abbia colto l'occasione per polemizzare con il suo Paese. E' legittimo ma credo sia stato inopportuno&quot;. &quot;Per il resto - aggiunge - mi compiaccio del riconoscimento ottenuto&quot;. Poi ricorda che nei primi giorni della manifestazione aveva mandato un messaggio di auguri a &quot;quelli che hanno ricevuto il riconoscimento di interesse culturale da parte del ministero, quindi anche a Elio Germano&quot;.

Dopo aver ricevuto il premio come miglior attore protagonista, ex aequo con Javier Bardem, l'attore romano aveva detto: 2 &quot;Dedico questo premio agli italiani, che sono migliori della loro classe dirigente&quot;. Successivamente aveva fatto presente di aver ricevuto moltissimi messaggi di congratulazioni (&quot;anche dal mio tappezziere&quot;) mentre brillava per assenza proprio il ministro Bondi.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2010/05/25/news/bondi_contro_germano-4326835/?ref=HREC1-8&quot;&gt;www.repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Tiziana Agostini: «Se la Biennale dovesse decidere di articolare la Mostra del cinema in modo diverso, ne sarei contenta»</title>
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  <updated>2010-05-21T00:00:00Z</updated>
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  <id>500373</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Venezia (VE) (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Una Mostra del cinema policentrica? Perché no? &lt;br /&gt;
A spezzare un lancia in favore della proposta di Gianni Caprioglio, progettista del Cityplex di piazzale Candiani per conto del gruppo Furlan, che ieri aveva candidato Mestre come sede complementare al nuovo Palacinema del Lido, è l’assessore alle Attività culturali Tiziana Agostini. &lt;br /&gt;
«Tutto quello che serve a integrare il territorio è benvenuto - dichiara - Lo dico anche come assessore al decentramento, perché credo che la barriera rappresentata dal ponte della Libertà vada abbattuta. &lt;br /&gt;
Se la Biennale dovesse decidere, in piena autonomia, di articolare in modo diverso la Mostra del cinema, con una collaborazione fra soggetti pubblici e privati, ne sarei contenta. &lt;br /&gt;
Già ora, fra l’altro, il Teatro Toniolo ospita la Biennale danza».
&lt;p&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://carta.ilgazzettino.it/MostraStoria.php?TokenStoria=632215&amp;Data=20100521&amp;CodSigla=VE&quot;&gt;Il Gazzettino - Venezia/Alberto Francesconi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Valentina APREA: Giusta la decisione di Bondi di non andare a Cannes</title>
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  <updated>2010-05-08T00:00:00Z</updated>
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  <id>499892</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) - Pres. commissione Camera Cultura &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Riguardo la decisione del Ministro Bondi di non andare al festival di Canees a causa della presenza del fil Draquila di Sabina Guzzanti: &quot;Il ministro avrebbe potuto trovarsi in una situazione imbarazzante, la satira è un conto, ma il terremoto è stato un evento veramente doloroso&quot;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2010/05_maggio/08/cannes_bondi_diserta_contro_draquila_finiani_lo_bocciano_sbagli,24222003.html&quot;&gt;notizie.virgilio.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giulia Rodano: Regione Lazio sia a Cannes non segua pessimo esempio Bondi  Libero</title>
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  <updated>2010-05-08T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lazio (Lista di elezione: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;''Spero che la Regione Lazio non segua il pessimo esempio del ministro Bondi, che ha deciso di disertare il festival di Cannes, reo di ospitare un film di Sabina Guzzanti e probabilmente anche di aver premiato, nel passato, il film 'Gomorra'. Il cinema va sostenuto tutto e senza censure''&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=407539&quot;&gt;www.libero-news.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Sandro BONDI: «Draquila, il film di Sabina Guzzanti, offende l'Italia»</title>
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  <updated>2010-05-08T00:00:00Z</updated>
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  <id>499878</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) -  Ministro  Beni e Attività Culturali (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il ministro della Cultura Sandro Bondi ha declinato l`invito a partecipare al prossimo festival di Cannes, esprimendo «rincrescimento e sconcerto per la partecipazione di una pellicola di propaganda, Draquila, che offende la verità e l`intero popolo italiano». &lt;br /&gt;
È quanto riferisce una nota del ministro.

&lt;p&gt;
Per Boni la colpa è del film di Sabina Guzzanti: Draquila, inchiesta choc sulla ricostruzione in Abruzzo, evento speciale fuori concorso.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il docuntario delle polemiche&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Tutto quello che c’è da sapere sul «miracolo» della ricostruzione a L’Aquila, ma i media ufficiali non hanno mai raccontato. Dalla militarizzazione delle tendopoli, dove sono stati vietati caffè e Coca cola per «non eccitare gli animi», fino al business della «ricostruzione che non c’è».&lt;br /&gt;
 Ossia la creazione delle costosissime new town che hanno arricchito gli imprenditori e snaturato per sempre il paesaggio e il tessuto sociale di una città storica che, ancora oggi a più di un anno dal terremoto, è ridotta ad un cumulo di macerie. &lt;br /&gt;
E, soprattutto, i super poteri della Protezione civile di Bertolaso che, in deroga ad ogni vivere democratico e giocando sull’emergenza, hanno attuato il piano Draquila.

&lt;p&gt;
Così recita il titolo del nuovo atteso documentario di Sabina Guzzanti.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.unita.it/news/sociale/98410/bondi_draquila_offende_litalia_cannes_il_ministro_declina_linvito&quot;&gt;L'Unità&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Sandro BONDI: Bondi non va al festival di Cannes. Draquila offende l'Italia .</title>
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  <updated>2010-05-08T00:00:00Z</updated>
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  <id>499865</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) -  Ministro  Beni e Attività Culturali (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il ministro della Cultura, Sandro Bondi, ha «declinato» l'invito a partecipare al prossimo festival di Cannes, esprimendo «rincrescimento e sconcerto per la partecipazione di una pellicola di propaganda, Draquila, che offende la verità e l'intero popolo italiano». È quanto afferma una nota. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/10_maggio_08/bondi-pellicola-guzzanti-cannes_a7c37244-5a84-11df-903e-00144f02aabe.shtml&quot;&gt;www.corriere.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Guido Bertolaso: Draquila, che brutta figura</title>
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  <updated>2010-05-04T00:00:00Z</updated>
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  <id>499634</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Sottosegretario  Presidenza del Consiglio delega Protezione Civile&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;In merito al nuovo film di Sabina Guzzanti: &quot;L'Italia non farà una bella figura con quel film - dice Bertolaso a margine della presentazione, a Palazzo Chigi, del volume Memento Aquila dedicato, appunto, al terremoto d'Abruzzo. &quot;Presto, prestissimo si parlerà di noi - dice, riferendosi all'uscita del film e al suo passaggio a Cannes - e questo a proposito dello stravolgimento della verità. A breve verrà presentato un film a un festival e in questo film ci sarà una verità, che non è la verità, ma solo una delle verità. E l'Italia non farà una grande figura. Invece, credo che il sistema Paese ha saputo gestire l'emergenza terremoto in maniera ottimale e questo ci è stato riconosciuto a livello sia nazionale che internazionale&quot;.  &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/cronaca/2010/05/04/news/bertolaso_draquila-3809455/&quot;&gt;repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Renato BRUNETTA: «Il mio sogno? Un cinema meritocratico senza fondi pubblici»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/09/13/renato-brunetta/%C2%ABil-mio-sogno-un-cinema-meritocratico-senza-fondi-pubblici%C2%BB/417680"></link>
  <updated>2009-09-13T00:00:00Z</updated>
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  <id>417680</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  PA e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Mescolare spettacoli e cultura è un imbroglio - ha detto - e gli italiani sono con me». Il ministro [...] ha parlato dai microfoni della radio Rtl 102.5, durante la sua rubrica «Il Brunetta della domenica». &lt;br /&gt;
«Lo Stato ha il dovere di finanziare la cultura - ha detto Brunetta - e cultura significa scuola, formazione, musei, accademie, conservatori, biblioteche. Altra cosa è lo spettacolo che serve agli uomini per divertirsi, a volte anche per riflettere, ma è qualcosa di diverso dalla cultura». &lt;br /&gt;
«Magari poi - ha aggiunto - lo spettacolo col tempo può diventare cultura. Però accostare lo spettacolo alla cultura è un grande imbroglio». &lt;br /&gt;
E di seguito ha attaccato la Mostra di Venezia: «Lì ho visto spiegare come va il mondo da quelli stessi che non avevano capito niente, basta pensare al crollo del Muro. Io non voglio sostituire un'egemonia con un'altra - ha precisato - però penso che lo spettacolo è la Tosca di Dalla che ho visto a Verona, popolare, competitiva che si guadagna il pane tutti i giorni con nomi sconosciuti. Lo spettacolo deve essere meritocratico. Io dico: non diamo un euro ai film, si arrangino. E anche i giornali devono andare sulle loro gambe. Vuoi inneggiare a Chavez? Ma non con soldi italiani». &lt;br /&gt;
Brunetta ha fatto poi un po' di conti: «Non abbiamo soldi per asili nido e anziani non autosufficienti e poi buttiamo 4-500 milioni di euro per finanziare gruppi di potere col Fus? Io mi sento male. Ho il difetto di essere diretto, ma gli italiani stanno con me». &lt;br /&gt;
E non risparmia critiche anche al padre del Neorealismo. Registi come Rossellini, ricorda Brunetta, «alzavano il braccetto poi hanno chiuso il pugno. Un film è come un'azienda: ti presto i soldi, magari a tasso agevolato, se va bene ok, se no ti attacchi e me li ridai lo stesso. Ma perché - ha concluso - finanziamo il cinema? Forse che finanziamo i piano bar o le discoteche? Su questo andrò fino in fondo». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://iltempo.ilsole24ore.com/spettacoli/2009/09/14/1069643-brunetta_sogno_cinema_meritocratico_senza_fondi_pubblici.shtml&quot;&gt;Il Tempo - Antonio Angeli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Renato BRUNETTA: 66/a Mostra del Cinema di Venezia: &quot;E' la Mostra dei parassiti&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/09/11/renato-brunetta/66a-mostra-del-cinema-di-venezia-e-la-mostra-dei-parassiti/417635"></link>
  <updated>2009-09-11T00:00:00Z</updated>
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  <id>417635</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  PA e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Un affondo pesantissimo contro il mondo del cinema, quello pronunciato dal ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta. Un attacco che chiama in causa direttamente i registi, i produttori, gli attori presenti qui al Lido: &quot;Esiste - dice da Gubbio l'esponente di governo - un culturame parassitario che spunta sentenze contro il proprio Paese: ed è quello che si vede in questi giorni alla Mostra di Venezia&quot;. &lt;br /&gt;
Esponenti, prosegue, &quot;di un'Italia leggeremente schifosa&quot;. Da qui l'invito, rivolto al collega Sandro Bondi, a &quot;chiudere i rubinetti del Fus&quot;. Vale a dire il Fondo unico per lo spettacolo, a sostegno del quale, negli ultimi tempi, sono scesi in campo tanti volti noti dello showbiz nostrano.

&lt;p&gt;
Parole-shock, da parte di un ministro certo non nuovo a prese di posizione forti. E che trovano grande eco qui, in una Mostra che sta per chiudere i battenti, e caratterizzata da una presenza massiccia di pellicole made in Italy. Commenti, quelli degli addetti ai lavori, pronunciati quasi sempre off records, perché &quot;a uno come Brunetta nemmeno si risponde&quot;.

&lt;p&gt;
Con qualche eccezione, però. Come Giuliano Montaldo, che in Laguna ha portato il suo film L'oro di Cuba, che proprio non ce la fa a non rispondere alla provocazione. Citando, nel rispedire le accuse al mittente, un'icona berlusconiana: &quot;Ma di che stiamo parlando? - dichiara infatti - non è passata proprio ieri di qui una 'nuova attrice' che si chiama Noemi? Il problema è che non sanno proprio che cosa significhi la parola cultura&quot;.

&lt;p&gt;
Altrettanto agguerrito il commento di un altro regista veterano, Citto Maselli, alla Mostra con Le ombre rosse. Che sottolinea la parola &quot;culturame&quot; usata dal ministro: &quot;Non a caso è la stessa utilizzata da Mario Scelba negli anni delle peggiori repressioni della storia d'Italia. Sono cose che fanno venire in mente i tempi più bui&quot;. Per non parlare del &quot;tono arrogante e semplicistico&quot; con cui Brunetta ha illustrato le sue opinioni.

&lt;p&gt;
Ma, restando qui a Venezia, c'è un'altra voce che si contrappone a quelle dell'esponente del governo. Ed è il governatore del Veneto nonché suo compagno di partito, Giancarlo Galan. Il quale, attraverso il suo portavoce, fa sapere che è sbagliato &quot;fare di ogni erba un fascio&quot;. Ad esempio, prosegue, realtà come &quot;l'Arena di Verona e al Teatro La Fenice di Venezia, e anche alla Biennale&quot;. Cioè l'ente che la Mostra del cinema la organizza: &quot;Tutte istituzioni, a partire proprio dalla Biennale, che rappresentano un prestigio assoluto dell'Italia negli scenari internazionali&quot;.

&lt;p&gt;
Più scontate le prese di posizione anti-Brunetta che arrivano da Roma, dalle fila dell'opposizione. Giovanna Melandri, per il Pd, insiste sul fatto che il ministro &quot;vede parassiti ovunque, ha capito che questo slogan funziona e liscia il pelo a un sentimento fin troppo facile. Ma così facendo non vede l'operosità, il talento e la ricchezza culturale del nostro Paese&quot;. Mentre Giuseppe Giulietti, a nome dell'associazione Articolo 21, sottolinea come ai tagli al Fus ci abbia già pensato il ministro competente, Bondi: &quot;Condurremo una battaglia durissima&quot;, annuncia.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/spettacoli_e_cultura/cinema/venezia/brunetta-fus/brunetta-fus/brunetta-fus.html&quot;&gt;La Repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo Cacciari: «La spiaggia dove Luchino Visconti girò “Morte a Venezia” non sparirà».</title>
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  <updated>2009-08-20T00:00:00Z</updated>
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  <id>402506</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Venezia (VE) (Partito: DL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
C’è anche il vicesindaco Michele Vianello tra gli iscritti al gruppo di facebook , messo in piedi dal segretario dell’Aepe Ernesto Pancin, per “salvare” lo stabilimento “Bagni Alberoni” dove Luchino Visconti girò alcune scene del suo famoso film “Morte a Venezia”. Il nome di Vianello, compare in una lista di circa 150 adesioni, con diversi personaggi illustri. Intanto l’appello pubblico da parte del Comitato Alberoni, formato da bagnanti e residenti, lanciato al sindaco Cacciari per salvaguardare la spiaggia ha portato ad un primo importante risultato.
&lt;p&gt;
      «Non sparirà nulla – ha garantito il sindaco al telefono – sono tutti problemi già risolti». Poi Cacciari ha affidato il suo pensiero in una nota ufficiale, ben articolata, in cui ha promesso impegno per risolvere il problema e gettato acqua sul fuoco. 
&lt;p&gt;«In risposta all’appello formulato – ha annotato il primo cittadino - al momento intendo dire soltanto che  vi è il mio impegno affinché lo stabilimento “Bagni Alberoni”, che a mio giudizio, si inserisce correttamente, più di altre strutture, nell’ambiente del litorale e della spiaggia, possa continuare la sua attività anche nei prossimi anni».
&lt;p&gt;
      Poi Cacciari ha indicato i prossimi passi. «L’assessore all’Urbanistica e la Municipalità del Lido, chiedendo la collaborazione a tutti gli altri enti competenti, e in primis al Magistrato alle Acque di Venezia – ha proseguito - si attiveranno per la creazione di un tavolo di lavoro per mettere a punto una proposta unitaria per l’ambito Sic degli Alberoni che tenga conto della situazione».
&lt;p&gt;
      Il piano degli arenili rimane, per il sindaco, un punto fondamentale. «Ritengo – scrive Cacciari - che le esigenze di tutela della spiaggia e di difesa della permanenza dei suoi ambienti tipici, nel contesto di cui stiamo discutendo, esigenze che rappresentano l’obiettivo del “Piano per gli arenili”, possano essere soddisfatte anche in presenza di tale attività, che certamente non contribuisce – anzi – al degrado ambientale».
&lt;p&gt;
      Nei prossimi giorni agli Alberoni potrebbe arrivare, chiamato dai residenti, anche il Gabibbo di “Striscia la notizia”. Anche il presidente della municipalità del Lido, Giovanni Gusso, si dimostra sufficientemente sereno. «Si può trovare – ha aggiunto – il giusto equilibrio tra l’attività balneare e il rispetto ambientale. Ho già proposto alla giunta comunale che il Piano possa essere approvato, rimandando a più avanti, il punto sul cordone dunale, a non appena venga dato il parere da un tavolo di esperti che si dovrà esprimere sull’argomento e che farà parlare tutti i massimi enti e gli esperti. Va rammentato che attualmente il Piano degli arenili, non è ancora stato approvato, ma al momento solo adottato dalla giunta».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://carta.ilgazzettino.it/MostraOggetto.php?TokenOggetto=745944&amp;Data=20090820&amp;CodSigla=VE&quot;&gt;Il Gazzettino -  Venezia &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gianfranco FINI: «Nulla di intentato per porre fine al conflitto»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/07/24/gianfranco-fini/%C2%ABnulla-di-intentato-per-porre-fine-al-conflitto%C2%BB/358264"></link>
  <updated>2008-07-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Camera   (Lista di elezione: PdL) - Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
ROMA - Hanno le stesse espressioni impietrite le madri israeliane e palestinesi
che hanno perso un figlio. Soldato, saltato in aria in una pizzeria, o, addirittura,
terrorista, che ha portato lì quella bomba. Per le madri non fa differenza. Non
conta essere l’eroe che difende il suo Paese, o il ”martire” islamico suicida.
Conta solo il dolore. Che accomuna, ma non fa compiere passi avanti verso la
comprensione reciproca. La guerra resta e separa. «Non mi importa che tu abbia
voluto combattere nell’unità più eroica per difendere questa terra. Io ti volevo
solo vivo», dice, straziata, Ottavia Piccolo, che, nel monologo ”Terra di latte e
miele”, dà voce all’israelo-italiana Manuela Dviri Vitali, che rimprovera il figlio
«finito sotto metri di terra, invece di vivere. Io non ti avevo dato il permesso di
morire», grida.
Il dolore è lo stesso, le storie sono diverse. E restano, purtroppo, separate. Lo
sforzo della regista e autrice Barbara Cupisti, che firma il film documentario,
realizzato da Rai-Cinema e Digital Studio, premio David di Donatello 2008,
riesce solo a mostrare l’orrore di una guerra senza fine. Ragazzi, con un filo di
barba, in divisa, controlli, cheeck-point, sguardi inquieti, perquisizioni. Ne sa
qualcosa la madre di quel soldato suicida «perché non voleva più tornare in
Libano». O la mamma di Nablus, che fissa il video in cui rivive la morte del figlio,
ucciso da una pallottola dum-dum, e domanda con rabbia: «Voi, madri israeliane,
vi chiedete mai perché i vostri ragazzi portano le armi e come le usano?».
Dall’altra parte, gli stessi interrogativi. «Perché l’odio? Perché il terrore e i
kamikaze?». Sono interrogativi che restano senza risposta. «Come il conflitto
israelo-palestinese, che sembra stia sempre lì lì per terminare e invece non
finisce mai», sottolinea Emilia De Biasi del Pd, a nome della vicepresidente della
Camera, Rosy Bindi, e delle segretarie di presidenza, Lorena Milanato e Silvana
Mura, che hanno voluto la proiezione del filmato a Montecitorio.
«Ma se le voci delle madri, di tutte le madri, venissero ascoltate, la pace farebbe
davvero passi avanti», assicura il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che
ricorda ancora «quanto mi disse una mamma israeliana, di origine italiana, a
Gerusalemme, durante una mia visita in altra veste. Ho due figli, mi confidò, e
vanno alla stessa scuola, ma li mando su due autobus diversi. Almeno sono
certa che uno di loro tornerà sicuramente a casa. Sono parole che non
dimentico, così come non posso dimenticare le sofferenze delle madri
palestinesi. Ecco, perché c’è un dovere che dovrebbe essere nell'animo di tutti
noi. Non lasciare nulla di intentato per raggiungere la pace, la convivenza di due
popoli e di due Stati, che a volte sembra davvero vicina, salvo poi allontanarsi.
La speranza che si proceda verso la pace è solo nel capire le ragioni dell’altro.
Occorre ascoltare il dolore inesauribile e incomprensibile delle madri per mettere
un tassello verso la convivenza pacifica. E queste testimonianze delle mamme
israeliane e palestinesi sono un insegnamento sulla strada della comprensione
reciproca».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=ISEL0&quot;&gt;Il Messaggero - Claudia Terracina&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Andrea Marcucci: Bondi smemorato, tax credit introdotto da Rutelli</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/07/23/andrea-marcucci/bondi-smemorato-tax-credit-introdotto-da-rutelli/358232"></link>
  <updated>2008-07-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La spudoratezza di Bondi è davvero senza appello&quot;: lo dichiara il sen. Andrea Marcucci del Partito Democratico, ex-sottosegretario ai Beni Culturali del governo Prodi. 

&quot;Oggi il ministro ci spiega candido dalle pagine del Corriere della Sera che è stato lui a introdurre il tax credit, quando è vero l'esatto contrario&quot;, sottolinea Marcucci, &quot;e cioè che questa misura preziosa per il nostro cinema, voluta e realizzata da Rutelli e dal governo di centrosinistra, è stata difesa da noi con le unghie e con i denti per evitare che i tagli del governo di Berlusconi, Tremonti e Bondi la spazzassero via&quot;. 

&quot;C'è un limite anche alla decenza&quot;, conclude l'esponente del PD. &quot;Intestarsi con disinvoltura il lavoro, e qualche merito, altrui è una operazione di revisionismo che sarebbe grave, se non fosse tanto smaccata e non credibile: il tax credit, nonostante Bondi, è salvo.&quot; 

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ansa.it&quot;&gt;Ansa&lt;/a&gt;</summary>
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