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  <title>Openpolis - Argomento: referendum elettorale</title>
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  <updated>2012-04-18T00:00:00Z</updated>
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  <title>Mariotto SEGNI: «La legge elettorale di Abc è un delitto contro l'Italia»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-04-18T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626810</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Professore Segni, il 19 aprile del 1993 gli italiani sancirono con un referendum il passaggio dal proporzionale al maggioritario. Oggi il Parlamento si appresta a votare il ritorno al proporzionale. Si é chiuso un ciclo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Se si dovesse chiudere il ciclo, perché è ancora tutto da vedere, la tremenda responsabilità storica ricadrebbe su Pd, Pdl e sui centristi».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei sembra nutrire dubbi sul varo della nuova legge elettorale...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Guardi, oggi (&lt;i&gt;ieri, ndr&lt;/i&gt;) sono accadute due cose importanti: la prima è la dichiarazione contraria alla nuova legge di Romano Prodi. L'altra è un manifesto sottoscritto in modo bipartisan da 20 deputati che ha avviato una raccolta di firme in Parlamento contro la nuova legge. Dunque c'è un gruppo di parlamentari pronti a battersi».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Nelle proposte di Alfano, Bersani e Casini quale rischio vede?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Possiamo paragonare l'Italia ad una grande macchina un po' vecchiotta mandata dai migliori meccanici per modernizzarla. L'aggiustano, la sistemano, ma pensano di metterci un motore di venti anni fa. È un delitto verso l'Italia. Si riporta il paese ad una situazione precedente al grande cambiamento del 1993 con un tipo di istituzioni che non esiste in alcuna parte del mondo occidentale. Il rischio serio è quello di fare precipitare il Paese nell'ingovernabilità».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cosa accadrebbe, secondo lei?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Avremmo un governo debole, dipendente dai partiti. Il contrario di quello forte, stabile, investito dalla legittimazione della fiducia popolare. Sarebbe impossibile fare una politica seria e rigorosa. Voglio ricordare a questi signori che negli Anni 80, l'ultimo periodo della Prima Repubblica il debito pubblico raddoppiò. E allora i partiti era forti mentre oggi sono inesistenti con un indice di gradimento ridotto a zero. Questa proposta ridà a questi partiti il potere di fare e disfare i governi».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Nello stesso giorno si votò, e passò a grande maggioranza anche il referendum radicale sull'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Lo votai anche io. E i due temi sono legati. Lo strapotere dei partiti porta ad un finanziamento pubblico abnorme. Non sono contrario del tutto a forme di finanziamento, ma quello che accade oggi è vergognoso. Ed è scandaloso che i tre partiti maggiori non dicano nulla sul livello del finanziamento. Ma la cosa peggiore è pensare l'Italia governata da governi di coalizione che saranno liberi da ogni decisione del cittadino e farebbero e distruggerebbero i governi a loro piacimento».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quali correttivi vede?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Oggi noi abbiamo, di fatto, un sistema presidenziale: la vita politica è diretta, in maniera chiara e netta, dal presidente della Repubblica. Questo ci dice che c'è bisogno di una guida e di una regia che sia staccata dal gioco dei partiti. Impariamo da questo, la strada da seguire è questa, non il ritorno alla Prima Repubblica».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;La vedremo ancora in campo con un referendum contro la legge elettorale di Abc?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Lasciamo spazio ai giovani, l'Italia non ha bisogno di me. Ma da semplice cittadino farò tutto il possibile per impedire questa scellerata marcia indietro».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1DR8QR&quot;&gt;la Repubblica - Silvio Buzzanca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio DI PIETRO: Legge elettorale. «Sottoscrivo l'appello contro la bozza ABC» (Alfano, Bersani, Casini)</title>
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  <updated>2012-04-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626648</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L'Italia dei Valori condivide e sottoscrive l'iniziativa lanciata da Arturo Parisi e da altri parlamentari di entrambi gli schieramenti contro il ritorno al proporzionale e la bozza di riforma elettorale proposta da Alfano, Bersani e Casini.
&lt;p&gt; Lo afferma in una nota il presidente dellItalia dei Valori, Antonio Di Pietro, in merito all'iniziativa lanciata da venti parlamentari, tra cui cinque ex ministri, dalle pagine de La Repubblica.
&lt;p&gt;

Lo ribadiamo: è fondamentale che i cittadini conoscano prima del voto il programma, le alleanze e il candidato leader della coalizione. La proposta di riforma ipotizzata da Alfano, Bersani e Casini, invece, sancisce la fine certa del bipolarismo. In tal modo, si corre il rischio di tornare alle peggiori abitudini della prima Repubblica.
&lt;p&gt;

Anche per questo, insieme al Comitato referendario, è già stato presentato un disegno di legge per dar voce a quel milione e duecentomila cittadini che, firmando per il referendum, hanno indicato chiaramente la strada da percorrere.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.diregiovani.it/home-diregiovani/12046-legge-elettorale-di-pietro-sottoscrivo-.dg&quot;&gt;Agenzia Dire&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio DI PIETRO: Cancellare i rimborsi elettorali ai partiti</title>
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  <updated>2012-04-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626602</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Come annunciato nei giorni scorsi e, ancora giovedì, alla Camera dei deputati nel suo intervento contro il dl semplificazioni, il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro si è recato presso la Corte di Cassazione, insieme con una delegazione del partito, per depositare il quesito per il referendum che chiede di abolire i rimborsi elettorali ai partiti. In sostanza, quel finanziamento pubblico  mascherato, con cui le forze politiche hanno aggirato l’esito del referendum del 1993, ingannando in questo modo i cittadini italiani che a grande maggioranza si erano espressi contro.
&lt;p&gt;

&quot;Siamo qui in Cassazione per depositare un quesito referendario, perché vogliamo che ancora una volta i cittadini possano esprimere la loro posizione in ordine al finanziamento pubblico ai partiti. Già qualche decennio fa l'avevano eliminato con un referendum. Attraverso questa legge sui rimborsi elettorali, è stato fatto rientrare dalla finestra ciò che era uscito dalla porta. Noi dell'Italia dei Valori vogliamo che i cittadini si esprimano ancora. per cambiare questa legge porcata&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non solo legge elettorale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; “Insieme a questo oggi depositiamo in Parlamento, in nome del Comitato referendario, il disegno di legge di quel milione e 200mila cittadini che attraverso la proposta referendaria, l'anno scorso, avevano dato la loro indicazione su come doveva essere fatta la legge elettorale, che è l'esatto contrario di quello che la ‘Triplice dell'Apocalisse’ (Alfano-Bersani-Casini) vuole oggi proporre al Paese, laddove vorrebbero che i cittadini votassero, ma senza sapere il programma, la coalizione o la squadra di governo. Insomma, pretendono che i cittadini diano un voto che poi verrà venduto al migliore offerente”.
&lt;p&gt;

“Su questi due temi, legge elettorale e finanziamento pubblico ai partiti, noi dell'IdV intendiamo passare dalle parole ai fatti, perché la realtà è molto diversa dal quello che l'informazione di regime, del governo Monti e della sua maggioranza anomala, vuol far credere. Mentre fanno credere che tutto va bene madama la marchesa, nel Paese reale ogni giorno migliaia di fabbriche chiudono e migliaia di lavoratori perdono il lavoro; non c'è futuro per i giovani, e addirittura imprenditori e operai si suicidano. Questa è una responsabilità gravissima della politica che continua a lodarsi e imbrodarsi invece di preoccuparsi di risolvere i problemi del Paese”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.italiadeivalori.it/interna/13214-legge-elettorale-di-pietro-in-cassazione-per-referendum&quot;&gt;sito web ufficiale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Rosy BINDI: «Legge elettorale priorità assoluta»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-01-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623398</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) - Vicepres. Camera  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
E' la nuova legge elettorale la grande partita che la politica deve giocare nei prossimi mesi. Dopo la bocciatura dei referendum deciso dalla Corte Costituzionale, che chiede comunque di cambiare sistema, i partiti che appoggiano il governo Monti devono fare comunque i conti con le formazioni politiche che hanno una rappresentanza minore. E con forze importanti che ancora non siedono in Parlamento, come Sel. Il Pd affronta questi e altri nodi all'Assemblea nazionale, la seconda dalla sua fondazione. Rosy Bindi, che del Pd è presidente, parte da qui.
&lt;p&gt;

«È il primo appuntamento dopo cambiamenti straordinari, la prima Assemblea nazionale dopo la fine del governo Berlusconi. Rispetto all'Assemblea precedente siamo dentro un quadro profondamente cambiato. La prima cosa da fare è avviare una riflessione sul rapporto tra questa fase di sostegno al governo Monti e il ruolo del Partito democratico che si candida a governare il cambiamento. Oltre la crisi e oltre il governo Monti».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Detto in altre parole vi state ponendo il problema di come sostenere Monti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Il nostro sostegno al governo Monti è critico, non acritico. Deve marcare anche alcune distinzioni, chiedere alcuni cambiamenti».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
È stata una scelta giusta quella di sostenere Monti a così lunga scadenza?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Noi siamo convinti della scelta che abbiamo fatto. Non l'abbiamo subita, siamo stati protagonisti. E con la stessa determinazione sosteniamo che questa fase si conclude con la fine della legislatura. Ma c'è intanto un momento importante da affrontare, quello delle riforme, in cui il ruolo del Parlamento è centrale. Tra queste la priorità assoluta è la riforma elettorale».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ci sono le condizioni per un'intesa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Intanto è necessaria la volontà di fare una riforma elettorale. Della nostra volontà non si può dubitare, vorremmo che fosse altrettanta chiara quella degli altri. Perché alcune battute di Berlusconi continuano a preoccuparci. Dopo aver incassato il voto della Lega su Cosentino, Berlusconi ha detto «questa legge elettorale va bene, c'è da cambiare soltanto il premio di maggioranza al Senato». La presa di posizione del Presidente della Repubblica da una parte e dei presidenti dei due rami del Parlamento è un segnale sicuramente importante. La riforma elettorale è una cosa su cui non si scherza, è l'unica possibilità che noi vediamo di riagganciare un rapporto di fiducia con i cittadini, con gli elettori, col Paese».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Per questo avete già presentato una riforma che prevede il maggioritario a doppio turno?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Sì, con una quota proporzionale abbastanza consistente, con un diritto di tribuna. È molto equilibrata e naturalmente siamo disposti a discuterla. L'abbiamo presentata perché facciamo sul serio e dobbiamo raggiungere un accordo in Parlamento perché è lì che si cambia la legge: chiediamo a tutte le forze politiche di parteciparvi, occorre un dialogo un più intenso, più stringente con le forze politiche che sostengono il governo. Noi siamo comunque disponibili a trovare un punto di mediazione perché se vogliamo farla la riforma nessuno si può impiccare alle proprie idee».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Quali sono i punti irrinunciabili della vostra proposta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«La scelta da parte degli elettori di chi va in Parlamento; il cittadino arbitro delle coalizioni e delle formazioni dei governi, una scelta che non può essere lasciata al mercato dei partiti dopo le elezioni; e una legge elettorale che rispetti le identità dei partiti. Noi ci vogliamo presentare con il nostro simbolo, siamo per governi di coalizione dentro i quali il nostro partito non può perdere identità e centralità, né perdere la rilevanza che occupa nel sistema politico».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La proposta ha fatto innervosire Vendola e Di Pietro. Adesso parlano di un polo unitario autonomo dal Pd. Perché c'è la legge elettorale che preme, e per loro è un problema?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Vorrei ricordare a tutti che noi abbiamo sostenuto il referendum, molti di noi sono stati anche trai promotori, le firme la abbiamo raccolte alle nostre feste, non credo che ci sarebbero riusciti Di Pietro e Parisi da soli. È evidente che serve un confronto serrato con le forze che appoggiano il governo, però vorremmo farci interpreti anche di chi non lo sostiene. Insomma per noi questo Governo è comunque una cosa di passaggio, noi guardiamo al futuro e quindi anche alla nostra metà campo. Che possiamo certamente allargare ma che non vogliamo compromettere. Al contrario di Casini, noi non lavoriamo per la grande coalizione per la prossima legislatura. Lavoriamo perché la prossima legislatura sia il frutto di una campagna elettorale nella quale i cittadini scelgono il programma, il progetto, il governo. Lavoriamo perché ci sia una legge elettorale che consenta agli italiani di decidere chi governa la prossima volta».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il rimprovero che vi viene mosso è che siete più attenti a non alterare gli avversari che dovranno votare la riforma elettorale con voi che non gli alleati...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Se loro sono preoccupati che noi siamo più attenti a tenere rapporti con le forze politiche con le quali sosteniamo il governo, anche loro facciano uno sforzo di responsabilità in questa fase della vita del Paese. Perché se Di Pietro e Sel assumono un atteggiamento più responsabile, soprattutto Di Pietro, per noi è chiaro che è più facile costruire l'alternativa del futuro. La critica che loro ci muovono è facilmente rispedibile al mittente».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=19NC2U&quot;&gt;Left - Giommaria Monti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Enrico LETTA: «E' necessario cambiare il Porcellum altrimenti il Pd farà primarie a ogni livello»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/20/enrico-letta/%C2%ABe-necessario-cambiare-il-porcellum-altrimenti-il-pd-far%C3%A0-primarie-a-ogni-livello%C2%BB-intervista/623397"></link>
  <updated>2012-01-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;«Siamo ormai al disprezzo dei cittadini per la politica e uno dei fattori scatenanti è il Parlamento dei nominati»

&lt;p&gt;Il paletto principale del Pd è fissato: «I partiti non nominano più i parlamentari, devono essere i cittadini ad eleggerli», dice il vicesegretario democratico Enrico Letta alla vigilia dell'assemblea nazionale del partito. «Tutto il resto si può mettere sul piatto. Sapendo che l'assetto bipolare è nel nostro atto di nascita come in quello del Pdl». Anche lo sconvolgimento dell'alleanza &quot;naturale&quot; con Idv e Sel «che dipenderà da come Vendola e Di Pietro si muoveranno rispetto ai temi dell'economia, dell'Europa e della società, non certo dal sistema di voto». Un altro punto fermo sulla legge elettorale e le riforme, per Letta è la lealtà alla coalizione di governo: «Se il Pdl pensa di poter fare un accordo con noi senza il Terzo polo significa che non vuole cambiare il Porcellum. La nostra risposta è no».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E se il confronto fallisce e rimane il Porcellum?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

«In questo caso il Pd la sua scelta l'ha fatta da tempo. Nel documento dell'ultima assemblea nazionale è scritto chiaramente che noi faremo le primarie per le liste elettorali. E se le parole non bastano, il Pd organizza già le primarie per le elezioni regionali della Toscana dove sono in vigore le liste bloccate. Ma il messaggio che deve passare è un altro: è indispensabile cambiare il Porcellum. Stiamo attenti non dare per scontato che non ce la faremo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma è possibile.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Chi vuole cambiare la legge ha dalla sua parte il capo dello Stato che gioca un ruolo molto importante e la forza dell'opinione pubblica. E il Pd è in grado di esercitare una forte pressione per arrivare al risultato».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Una volta sepolto il referendum non è tutto più difficile?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

«Abbiamo superato da tempo il livello del discredito. Siamo ormai al disprezzo dei cittadini per la politica e uno dei fattori scatenanti è il Parlamento dei nominati. Basta vedere la differenza di legittimazione di cui gode un sindaco eletto direttamente e quella dei parlamentari scelti dai partiti. Chi ha a cuore il ruolo della politica non può non tenere conto di questo disprezzo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Belle parole. Poi ci sono le alleanze, gli interessi particolari. Il Pd si fida del Pdl, al quale il Porcellum fa così comodo?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

«Penso che il Pdl non possa tirarsi fuori. Per convenienza, se non altro. L'idea inerziale di poter ricostruire un' asse con la Lega è destinata a scontrarsi con la politica di tutti i giorni. Il governo Monti scaverà un fossato tra Bossi e Berlusconi perché il sostegno all'esecutivo non è compatibile con l'opposizione furibonda e incredibile della Lega».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Un'intesa a tre chiuderà la vostra alleanza con Idv e Sel?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

«Quell'intesa non dipende dalla legge elettorale. Ma dagli atteggiamenti verso i problemi reali. Dopo il governo Monti nulla sarà come prima. Chi pensa che, finita quell'esperienza, si ricomincia come prima fa male i suoi conti. A destra come a sinistra».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=19N3W5&quot;&gt;La Repubblica - Goffredo De Marchis&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio DI PIETRO: &quot;Troppi accordi sottobanco, noi così non ci stiamo&quot;  - INTERVISTA </title>
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  <updated>2011-12-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>622367</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Questa manovra è frutto di accordi sottobanco, la dimostrazione che ancora una volta Berlusconi s’è fatto pagare per lasciare il posto”. 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Onorevole Di Pietro, affermazione coraggiosa. Su cosa è basata?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“E’ stato calcolato che la deindicizzazione delle pensioni dai 935 euro in su, la misura più odiosa tra quelle decise perché umilia chi ha sempre lavorato e pesa sui consumi, produce una cassa di circa tre-quattro miliardi. Bene: era possibile ottenere subito la stessa cifra mettendo in vendita le frequenze tv. Si poteva raddoppiare l’una tantum sulle cifre scudate, portarla al tre per cento anziché uno e mezzo del totale evaso e condonato. Noi dell’IdV avevamo proposto il 10 per cento”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il ministro Fornero ha pianto domenica sera, la parola sacrifici le è rimasta in gola, non voleva uscire. Crede che non abbia condiviso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Credo che il ministro abbia vissuto in diretta e sulle sua pelle l’ingiustizia di quello che stava accadendo. Ha tutta la mia solidarietà. E però l’hanno fatto lo stesso”

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei ha molto criticato la manovra Monti&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Più che altro sono deluso. Bastava che i Professori che compongono il governo avessero riletto gli editoriali in cui nelle scorse settimane avevano indicato le possibili misure per ottenere un risultato migliore. Intendo più equo”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Appunto, critiche molto dure anche lunedì in aula. Però gli indici di borsa sono rimbalzati, lo spread è sceso a quattrocento, i Btp crollati sotto il 6 per cento. Ai mercati piace una manovra che fa cassa, interviene in modo strutturale sulle pensioni, s’impegna sulla crescita, pensa alle aziende, ai giovani e alle donne.&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
“Potevano essere prese decisioni ugualmente incisive ma non di macelleria sociale. Questo invece è un modo truffaldino di far quadrare i conti. L’IdV farà opposizione dura e costruttiva. Stiamo scrivendo la contromanovra. Proponiamo misure che ottengono gli stessi risultati ma sono di segno contrario”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Come il taglio degli armamenti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“E’ una rivisitazione delle spese militari. Una cosa è la missione - millantata - di pace che abbiamo in agenda da anni. Altro è acquistare caccia e bombardieri con un incremento di sospesa rispetto all’anno passato di 244 milioni su un totale di spesa corrente pari a tre miliardi e mezzo. Il taglio di queste spese sarà il cuore di uno dei nostri emendamenti”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei si aspettava qualcosa di più sul fronte della lotta all’evasione fiscale stimata intorno ai 160 miliardi l’anno?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Contro l’evasione è stato fatto molto poco. L’Idv propone una nuova ipotesi di reato di furto aggravato specifico per il datore di lavoro che non versa i contributi all’Inps. È un’evasione fiscale tra i due e i quattro miliardi l’anno. Se riusciamo a recuperare anche solo la metà, è un buon modo per fare cassa. Chiediamo anche il reinserimento del falso in bilancio contro la piaga della corruzione (60 miliardi l’anno, ndr) e la confisca dei beni non giustificabili sulla base della dichiarazione dei redditi. Chi ha il Ferrari, o lo spiega sulla base dei redditi, oppure viene confiscato il Ferrari. Bisogna invertire l’onere della prova”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Bce e Bruxelles chiedevano interventi strutturali sul nostro sistema pensioni. Il governo si è mosso in questa direzione. IdV ha alternative sul tema?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Siamo d’accordo sotto il profilo dell’allungamento dell’età pensionabile ma non bisognava intervenire sull’adeguamento di quelle di anzianità bensì sui privilegi accumulati da alcuni. Così come si doveva intervenire sugli stipendi dei manager pubblici, una misura che avrebbe avuto effetti immediati sulla cassa. Invece il governo Monti ha detto ok a una buonuscita di cinque milioni e mezzo per Guarguaglini.&lt;br /&gt;
 (l’ex presidente di Finmeccanica coinvolto in alcune inchieste per forde fiscale, ndr)”
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Voterete contro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“In Commissione faremo una serie di interventi mirati con cui individuiamo diverse tipologie di entrate ed uscite. Il governo deve riscrivere la manovra e accogliere alcune nostre proposte. Un governo sordo e cieco non è all’altezza della fama che l’ha accompagnato fin qui”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il segretario del Pd Bersani ha appena detto, al Tg3, che se ‘continuate così andrete per la vostra strada’. Vi sentite un po’ soli in questo ruolo di sentinelle?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Stupisce l'atteggiamento intimidatorio e ricattatorio dell'amico Bersani.  Dal governo Monti gli italiani si aspettavano misure eque, giuste e non norme dettate da banchieri, speculatori e proprietari dell'industria bellica. Invece di attaccare noi, che difendiamo le fasce sociali più deboli, provi a interpellare i suoi elettori e vedrà che è lui a rischiare l'isolamento dall'Italia reale che piange e soffre.  Abbiamo dato la fiducia a Monti per eliminare l’anomalia nell’anomalia che si chiamava Berlusconi. Abbiamo voluto un altro interlocutore ma questo non vuol dire che facciamo parte della sua maggioranza politica. Monti ci ha chiamati nel fine settimana per le consultazioni. Ho ringraziato ma ho spiegato che per rispetto del nostro reciproco ruolo il dibattito deve essere pubblico e trasparente. Non mi piacciono accordi preliminari per trovare punti di accordo al ribasso”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La foto di Vasto, l’alleanza Pd-Idv-Sel è sempre più sbiadita?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Non c’è alternativa a quell’alternativa là. Berlusconi ha aumentato la forbice tra poveri e ricchi, Vasto propone di ridurla e di ristabilire maggiore equità sociale. Questo piaccia o no è un governo di destra e di emergenza che deve far quadrare i conti ma non può risolvere tutte le emergenze. A quelle deve provvedere la politica. Quindi confido sul referendum sulla legge elettorale per andare a votare il prima possibile con regole nuove”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Bersani sente molto anche Casini che vuole la cabina di regia tra i partiti che hanno votato la fiducia.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Un conto è che Bersani chiami Casini. Ma qui con Casini c’è anche Berlusconi e l’IdV non si può incontrare con il Pdl, è contro natura. In un sistema bipolare maggioritario bisogna decidere, o stai da una parte o stai dall’altra”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=17WOA7&quot;&gt;l’Unità - Claudia Fusani&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>SERGIO GAETANO COFFERATI: «La Cgil e il Pd rifiutino lo scambio tra patrimoniale e pensioni di anzianità»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/11/17/sergio-gaetano-cofferati/%C2%ABla-cgil-e-il-pd-rifiutino-lo-scambio-tra-patrimoniale-e-pensioni-di-anzianit%C3%A0%C2%BB-intervista/621507"></link>
  <updated>2011-11-17T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>621507</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Sergio Cofferati, Monti ha giurato, il totoministri è finito. Nel nuovo governo nessun politico, solo tecnici. Qual è il tuo giudizio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
La cosa più importante è la presentazione del programma. Le persone che compongono il governo sono di robusto profilo professionale, ognuno nel proprio settore. Ora bisogna vedere queste competenze a cosa vengono finalizzate. Quello che fin da adesso credo si possa dire è che questo governo avrà una strada tutta in salita e non soltanto per la difficile congiuntura. Il problema principale resta infatti quello di come il nuovo governo affronterà questa crisi, perché la maggioranza che lo sostiene in Parlamento, sui temi specifici, ha ripetutamente esplicitato opinioni e valutazioni diversissime, a volte addirittura agli antipodi. Come riuscirà Monti a portarle a sintesi?
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In effetti, il Pdl non vuole sentir parlare né di imposta patrimoniale, né di ripristinare l’Ici. Il Pd, per bocca di Cesare Damiano, ribadisce: «Giù le mani dalle pensioni e dall’articolo 18». E se Monti usasse la tecnica della frusta e dello zuccherino? Ad esempio, convincendo il Pd a ingoiare il taglio delle pensioni di anzianità in cambio dell’introduzione della patrimoniale. E viceversa.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Quella di introdurre norme che possono avere di volta in volta il dissenso di una parte e il consenso dell’altra e viceversa – le cosiddette maggioranze variabili – è una tattica che rischia di durare lo spazio di un mattino, perché chi rimane escluso dall’approvazione di un provvedimento ha a quel punto un problema politico enorme, anche di come giustificare il sostegno al governo agli occhi dei propri elettori.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
L’altra carta a disposizione di Monti è il fattore emergenza, quello che gli ha aperto le porte di Palazzo Chigi. In una situazione delicata come quella attuale, per le forze politiche sarà più difficile dire no a certi provvedimenti. Verrebbero accusate di irresponsabilità.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Anche questo è vero, però dura poco. Abbiamo visto in questi giorni come, dopo un primo impatto positivo sui mercati provocato dall’annuncio dell’incarico di governo a una persona stimata negli ambienti europei, le cose per la nostra economia non sono certo migliorate. “Attenti che arriva il lupo”, può servire una volta a serrare le fila. Ma se la volta dopo la situazione è ancora quella precedente, o è addirittura peggiorata, la paura del lupo rischia di non essere più sufficiente. Aggiungo che questo governo, sulla carta destinato ad arrivare a fine legislatura, avrà sulla propria strada due scogli di non poco conto. Uno, già definito, è il referendum elettorale. Non mi pare che oggi le forze politiche che sostengono il governo siano in grado di partorire una proposta condivisa di riforma della legge elettorale. Il referendum stesso, che sicuramente vedrà una partecipazione molto consistente dei cittadini italiani, potrebbe togliere le castagne dal fuoco al governo, con il ritorno al “mattarellum”. Il problema è che buona parte delle forze politiche presenti in Parlamento non vogliono il “mattarellum”. E quindi avrebbero tutto l’interesse a far cadere il governo prima del voto referendario.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L’altro scoglio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Sono le elezioni future. Perché nel 2013 si andrà comunque a votare. Da un certo punto in poi comincerà la campagna elettorale. Le forze politiche dovranno cominciare a discutere di schieramenti e programmi. E ciò aprirà divisioni nella maggioranza che sostiene il governo Monti. Divisioni che, progressivamente, diventeranno più consistenti. Perché nessuno vorrà avvicinarsi al voto di fine legislatura senza un propria identità e senza le proprie proposte.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quindi prevedi che il governo Monti cada molto prima del 2013?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non faccio previsioni sulla durata. Dico solo che da un certo punto in avanti, la coesione che nasce dalla necessità di stare insieme finirà, al di là dell’emergenza. L’emergenza potrebbe continuare ma la coesione verrà progressivamente meno.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma allora non sarebbe stato meglio andare al voto subito? La Spagna domenica prossima lo farà senza che ciò abbia provocato sconquassi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Io continuo a non comprendere perchè in Italia non si sia fatta la stessa cosa.&lt;br /&gt;
 Comunque ora c’è un governo che deve dimostrare di corrispondere alle esigenze che il paese ha e che non può vivere semplicemente evocando il rischio potenziale delle elezioni. Perché, ripeto, nel 2013 comunque si andrà a votare e non sappiamo in quali condizioni ci arriveremo. Condizioni economiche ma anche sociali. Perché tu puoi chiedere alle persone di fare un sacrificio, se però sei in grado, da un lato, di muoverti con equità e dall’altro, di fargli vedere la luce in fondo al tunnel. Altrimenti quelle persone reagiscono.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La Cgil già mette le mani avanti. Commentando la nomina di Elsa Fornero a ministro del Welfare, Susanna Camusso ha detto: «Mi auguro che ciò non sia un segnale della volontà di mettere le pensioni come priorità». Un eventuale sciopero verrebbe però giudicato dalla grande stampa e da quasi tutto il Parlamento come un “atto irresponsabile contro l’interesse del paese”.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Io penso che il sindacato debba dimostrare in tutte le circostanze che l’autonomia che rivendica dalla politica non è una buona intenzione ma una pratica vera. Dunque la Cgil dovrà confrontarsi senza remore con il governo, guardando al merito, ma anche senza il timore di dire “non sono d’accordo” e di comportarsi di conseguenza.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La metto giù secca: introduzione della patrimoniale in cambio di un intervento sulle pensioni di anzianità. Potrebbe essere un compromesso accettabile per la Cgil e il Pd?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Io penso che dovranno guardare alle due cose distintamente. Vedere cioè se la patrimoniale è una vera patrimoniale e se i provvedimenti sulle pensioni hanno una ragion d’essere oppure sono solo un modo per fare cassa sulla pelle di persone che vivono già in condizioni problematiche. Dopodiché se il sindacato non sarà d’accordo, sull’uno o sull’altro dei provvedimenti proposti dal governo, lo dovrà dire con tutta la determinatezza del caso e agire di conseguenza.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=170JH1&quot;&gt;Liberazione - Roberto Farneti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIUSEPPE TASSONE: Referendum contro la legge elettorale: &quot;Grande prova di maturità e democrazia”</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/10/04/giuseppe-tassone/referendum-contro-la-legge-elettorale-grande-prova-di-maturit%C3%A0-e-democrazia%E2%80%9D/609709"></link>
  <updated>2011-10-04T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>609709</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres.  Consiglio Comunale Cuneo (CN) (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
E’ doppia la mia soddisfazione per il raggiungimento del quorum richiesto per chiamare alle urne il Paese contro l’attuale legge elettorale.&lt;br /&gt;

La prima perché un milione e duecentomila firme rappresentano un traguardo insperato che dimostra maturità, senso dello Stato, coesione e voglia di continuare a credere nelle istituzione da parte di una considerevole parte di elettori.&lt;br /&gt;

La seconda per aver aderito fin dal primo istante alla campagna referendaria, ritenendo che potesse rappresentare un punto di partenza per poter ricominciare a ragionare in positivo nel nostro Paese.
&lt;p&gt;
Non so se si andrà a votare per il referendum o se lo scioglimento anticipato delle Camere costringerà ancora una volta ad utilizzare l’attuale legge truffa che impedisce ai cittadini di scegliere chi li rappresenta e di poterli poi chiamare a rispondere delle loro scelte, so comunque che, in ogni caso, il dado è stato tratto.&lt;br /&gt;

Un risultato positivo che va a merito di un milione e duecentomila uomini e donne che non hanno esitato a recarsi in municipio o ai banchetti per testimoniare lo sdegno nei confronti di una legge che li aveva scippati di uno dei diritti principali riconosciuti dalla Costituzione e che ha causato enormi danni, che sono sotto gli occhi di tutti, al nostro Paese.
&lt;p&gt;
Grazie dunque a quanti hanno risposto all’appello che, attraverso messaggi, comunicati stampa, mail, sms, ho fatto nelle scorse settimane invitando i cittadini cuneesi a recarsi a firmare e….andiamo avanti verso un’Italia migliore che non merita certo né di vivere né di essere governata nella maniera attuale!
&lt;p&gt;

&lt;i&gt;Beppe Tassone&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.beppetassone.it&quot;&gt;sito web personale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Cesare SALVI: L’inammissibilità dei referendum elettorali</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/09/cesare-salvi/l%E2%80%99inammissibilit%C3%A0-dei-referendum-elettorali/609271"></link>
  <updated>2011-09-09T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>609271</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
La serietà nell’iniziativa politica, in un momento nel quale purtroppo cresce la sfiducia dei cittadini nei confronti dei partiti, è più che mai necessaria. Vorrei quindi sottoporre ai sostenitori del referendum, che dicono di voler abrogare l’attuale legge elettorale per sostituirla con la precedente legge Mattarella, se hanno riflettuto sulle conseguenze che si determineranno tra i cittadini, chiamati in questi giorni a firmare, quando la Corte Costituzionale dichiarerà inammissibili i quesiti.
&lt;br /&gt;

Allo stato attuale della giurisprudenza della Consulta, questo esito negativo sarà infatti inevitabile.
&lt;p&gt;
Fin dalla sua prima sentenza (29/1987), che riguardava la legge elettorale del Consiglio Superiore della Magistratura, la Corte Costituzionale affermò che “l’organo, a composizione elettiva formalmente richiesta dalla Costituzione, non può essere privato, neppure temporaneamente, del complesso delle norme elettorali contenute nella propria legge di attuazione.&lt;br /&gt;

Tali norme elettorali potranno essere abrogate nel loro insieme esclusivamente per sostituzione con una nuova disciplina, compito che solo il legislatore rappresentativo è in grado di svolgere”. Questo principio è ribadito da tutta la giurisprudenza successiva.

&lt;p&gt;
Il primo dei due quesiti sottoposto in questi giorni alle firme dei cittadini, che prevede l’abrogazione in toto della legge Calderoli, è dunque palesemente inammissibile. Né si può sostenere, come pure ho avuto purtroppo occasione di leggere, che l’abrogazione dell’attuale legge fa rivivere quella precedente. Come dovrebbe essere noto, “la natura del referendum abrogativo nel nostro sistema costituzionale è quello di atto-fonte dell’ordinamento dello stesso rango della legge ordinaria”. E, come si insegna al primo anno di giurisprudenza, “l’abrogazione di una norma, che a sua volta aveva abrogato una norma precedente, non fa rivivere quest’ultima” (cito dal noto manuale che adotto per i miei studenti, il Torrente-Schlesinger).&lt;br /&gt;


Naturalmente, se uno studente rispondesse all’esame sostenendo il contrario, sarebbe subito bocciato.
&lt;p&gt;
Probabilmente non ignari di ciò, i promotori hanno proposto anche un secondo quesito, che abroga solo parzialmente la legge Calderoli. La Corte costituzionale ha affermato, infatti, che il referendum in materia elettorale è ammissibile se dal “ritaglio” della legge vigente emerge una normativa immediatamente applicabile: se cioè si può andare a votare senza bisogno di ulteriori interventi legislativi. In passato, proprio perché questo esito non era garantito dal quesito, la Corte costituzionale (sent. 47/1991) dichiarò inammissibile il referendum sulla legge elettorale del Senato; mentre, avendo i promotori riformulato il quesito, la Corte lo ritenne questa volta ammissibile (sent. 32/1993) appunto perché la normativa di risulta avrebbe consentito l’operatività del sistema elettorale, senza alcun ulteriore intervento del legislatore.
&lt;p&gt;

Per cercare di infilarsi in questo spiraglio, i promotori hanno provato a ritagliare la legge Calderoli, per far emergere una normativa direttamente applicabile. Ma non ci sono riusciti. Diversi punti del quesito numero 2, infatti, contengono abrogazioni di legge abrogate (mi si scusi il bisticcio). Il quesito prevede in particolare l’abrogazione delle norme della legge vigente, che a loro volta avevano abrogato i decreti legislativi sulla determinazione dei collegi uninominali della Camera e del Senato. Ma, come si ricordava, l’abrogazione non può far rivivere norme abrogate, e quindi l’eventuale approvazione del quesito produrrebbe una legge priva della normativa che riguarda il suo punto centrale, cioè l’adozione dei collegi uninominali. Ne risulterebbe una legge non immediatamente operativa, in contrasto con quanto richiesto dalla Corte costituzionale.

&lt;p&gt;
Chiedo scusa per i tecnicismi. Sono anch’io contrario al “porcellum” (non nascondo di essere favorevole a un sistema elettorale di tipo tedesco), e comprendo le ragioni di un’iniziativa referendaria. Per esempio, quella promossa da Passigli (il quesito sull’abolizione del premio di maggioranza è sicuramente ammissibile). Ma, come dicevo all’inizio, il problema è un altro: quando nei talk show televisivi sento promettere che con i referendum si tornerà alla legge elettorale Mattarella, mi indigno, come si dice adesso. Da giurista e da politico di altri tempi.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=142A11&quot;&gt;Il Riformista&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>RICCARDO NENCINI: «Silvio a casa e voto anticipato»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/05/riccardo-nencini/%C2%ABsilvio-a-casa-e-voto-anticipato%C2%BB-intervista/608073"></link>
  <updated>2011-09-05T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>608073</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Regione Toscana&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Riccardo Nencini, segretario del Psi (la festa del partito è in corso a Bologna) boccia la manovra del governo e chiede a Silvio Berlusconi di passare la mano.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quale il giudizio sulla manovra?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«È sbagliata. Non tornano i saldi, una volta eliminato il contributo di solidarietà, e non migliora la nostra credibilità sui mercati finanziari. Soprattutto, dimostra che la differenza tra destra e sinistra c'è eccome».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In che senso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La sinistra avrebbe fatto questo: contributo di solidarietà sopra i 150 mila euro l'anno; tassazione delle rendite finanziarie e dei grandi patrimoni immobiliari; far pagare l'Ici alla Chiesa sulle strutture commerciali».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sui costi della politica il Psi cosa dice?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Abbiamo lanciato quattro proposte d'iniziativa popolare su cui stiamo raccogliendo le firme. La prima propone il livellamento delle indennità di consiglieri e assessori regionali al livello più basso, che poi è quello della mia regione, la Toscana. Io, da assessore, prendo 6200 euro mensili, il mio presidente più di 7 mila contro il doppio (15 mila) del presidente della Puglia».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Poi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La cancellazione dei troppi enti superflui tra Stato e cittadino: erano tre (governo centrale, province, comuni) alla nascita dell'Italia, oggi sono oltre 14. L'abolizione del Senato, trasformandolo in Senato delle Autonomie con la metà dei senatori. Concedere il finanziamento pubblico solo ai partiti i cui segretari risultano democraticamente eletti. Ad oggi solo Pd, Udc, Psi. Tutti gli altri, dal Pdl alla Lega, i loro segretari li eleggono per acclamazione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Si discute di cambiare la legge elettorale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Bisogna restituire ai cittadini la possibilità di scegliersi i propri rappresentanti. Il Porcellum va abrogato e anche per questo obiettivo abbiamo raccolto le firme, ben 90 mila, ma noi credevamo nel referendum Passigli e non nel ritorno del Mattarellum».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Meglio un governissimo o le elezioni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Berlusconi si deve dimettere, poi elezioni anticipate. E la sinistra riformista unita».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=13W4LR&quot;&gt;Il Messaggero&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Luigi BERSANI: «L'Italia è in pericolo un nuovo governo o non ce la faremo»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/03/pier-luigi-bersani/%C2%ABlitalia-%C3%A8-in-pericolo-un-nuovo-governo-o-non-ce-la-faremo%C2%BB-intervista/608051"></link>
  <updated>2011-09-03T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>608051</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;«In queste ore siamo a un punto di svolta, purtroppo drammatico».&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&lt;i&gt;Pier Luigi Bersani parla mentre la Borsa chiude su un brutto -3,9%, mentre l`Ue esprime perplessità sulle misure anti-evasione e mentre torna a volare lo &quot;spread&quot; italiano, una parola che nelle ultime settimane purtroppo tutti hanno imparato a conoscere.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;

«Questa manovra e questo governo non sono credibili. Siamo in piena emergenza e noi siamo disponibili ad assumerci le nostre responsabilità in Parlamento per cercare di migliorare le norme nel senso della credibilità, dell`equità e della crescita.

Ma serve un cambiamento del quadro politico, altrimenti tutto è vano».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non è la prima volta che formula un simile ragionamento.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«È vero, noi diciamo ormai da oltre un anno che il problema politico è nel cuore stesso dell`emergenza economica e finanziaria, perché chi ci ha portato fin qui, sul fronte più esposto, non è in grado di dire al Paese che c`è una crisi e che c`è bisogno di uno sforzo collettivo dove chi ha di più deve dare di più. E lo abbiamo detto non da oppositori, ma da italiani consapevoli. Ci siamo rivolti già un anno fa con un appello a tutte le forze delle classi dirigenti, abbiamo detto chi sa parli, perché rischiamo il botto. Adesso però abbiamo la prova, con questa manovra, che non abbiamo un governo credibile».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cosa pensa possa succedere nelle prossime settimane?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Difficile dirlo, ma quel che so è che siamo sull`orlo di una situazione drammatica e abbiamo un governo e una maggioranza che non se ne rendano conto. Per questo noi siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità in un passaggio che affronti davanti ai mercati l`emergenza, ma questo dentro un percorso di cambio politico, perché altrimenti siamo da capo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cosa significa, concretamente?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Che noi in Parlamento ci confrontiamo sulle nostre proposte, che siamo anche pronti a rafforzare di fronte all`aggravarsi della situazione. Ma chiediamo che si apra una prospettiva nuova. Serve un governo di transizione con figure autorevoli, credibile agli occhi del mondo, che approvi una nuova legge elettorale e che fissi un appuntamento più ravvicinato per le elezioni, nella primavera prossima.

Noi siamo pronti a prenderci le nostre responsabilità».&lt;br /&gt;
&lt;p&gt;


&lt;b&gt;Perché questo suo messaggio dovrebbe essere raccolto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Perché altrimenti tra poco non sarà più soltanto questione di attacchi speculativi. L`Europa, la Bce, i mercati valutano che non stiamo affrontando il problema. Si aspettano che andiamo a prendere i soldi dove sono, mentre il governo pensa che si possano tagliare 20 miliardi sull`assistenza, il che pone un problema di credibilità prima ancora che di equità. E non si può pensare di prendere i soldi da chi non ne ha. Questo governo si accapiglia su minutaglie, su misure che valgono 2 o 3 miliardi quando la manovra dovrebbe essere di 55 e in realtà è piena di buchi. Vanno al ribasso perché siamo al si salvi chi può e non c`è nessuna misura che abbia il sapore di un approccio riformatore. Ma così provocano discredito e sfiducia su quello che invece possiamo fare. Se non ci sarà una svolta questo lo pagheremo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La maggioranza le darà dell`allarmista...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Nessun allarmismo, è la realtà. Il mese di settembre è molto delicato. I compratori dei buoni del tesoro sono per il 40% stranieri. Il nostro &quot;spread&quot; ha superato quello della Spagna, che ha avuto il merito di aver preso atto di un problema politico e ha anticipato le elezioni per consentire una ripartenza.&lt;br /&gt;


E a questo punto si trova in una situazione migliore della nostra».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma a chi è rivolto questo ragionamento, se il premier vi ha accusato di essere &quot;criminale e anti-italiana&quot;?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Affermazioni irresponsabili e sconsiderate di uno che è parte rilevante del problema e che dimostra con questo di non poter essere la soluzione. Io parlo a tutte le forze di opposizione ma anche, se esistono, a forze della maggioranza che non possono non vedere che siamo nell`ingovernabilità e che quindi devono promuovere atti di apertura al cambiamento. E infine mi rivolgo a chi può dare una mano nell` opinione pubblica, nel mondo dell` economia, tra le forze sociali, affinché ci si pronunci sulla necessità di affrontare l`emergenza chiamando tutti alla responsabilità, ma in un percorso di cambiamento politico che appaia credibile agli occhi del mondo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Citava le forze sociali: il Pd sarà allo sciopero generale indetto dalla Cgil?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Noi saremo presenti, con dirigenti e  militanti, in tutti i luoghi in cui si criticherà la manovra e si chiederanno più credibilità, equità e misure per la crescita, allo sciopero della Cgil come ad altre manifestazioni. Aggiungo che in una emergenza del genere diremo sempre che una convergenza delle forze sociali, come quella dell`accordo del 28 giugno, è un bene prezioso su cui, fossimo stati al governo noi, avremmo fatto fiorire una nuova fase di concertazione. Questo governo invece ha introdotto nella manovra un articolo, l`8, che non c`entra niente col resto del decreto e che va rimosso, per ripristinare lo spirito e il valore dell`accordo tra le forze sociali».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ha insistito molto sulla parola «credibilità»: c`è il rischio che il caso Penati abbia ripercussioni sul Pd?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «È una vicenda dolorosa, ma è anche l`occasione per fare una riflessione ulteriore non solo sul nostro diverso modo di procedere rispetto alla maggioranza, fatto di fiducia nella magistratura, passi indietro, uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, ma anche sul fatto che dobbiamo mettere ogni impegno nel migliorare l`esigibilità dei nostri codici etici e dei nostro Statuto. E ci stiamo lavorando. Ma la nostra gente ci chiede anche di reagire a teorie che vanno oltre le legittime critiche, e che descrivono il Pd come un corpo malato. Abbiamo fatto partire un po` dì denunce. Né accettiamo che si faccia di tutta l`erba un fascio e che si indebolisca per questa via l`unico strumento che gli italiani hanno per il cambiamento».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Qual è la posizione del Pd sul al referendum per il ritorno al Mattarellum?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Partiamo dal fatto che abbiamo una nostra proposta di legge elettorale.
Non è il Mattarellum, di cuì abbiamo visto i limiti dal punto di vista della governabilità. Però siamo amichevoli verso un`operazione referendaria che ha come obiettivo essere uno stimolo a cambiare la legge elettorale».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=13UAT7&quot;&gt;l'Unità - Simone Collini&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Vannino CHITI: Referendum: dal Pd un passo in avanti, anche se...</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/03/vannino-chiti/referendum-dal-pd-un-passo-in-avanti-anche-se/608049"></link>
  <updated>2011-09-03T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
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  <id>608049</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Anche se non è emerso dal coordinamento del Pd quel pieno e chiaro sostegno che io avrei desiderato e che ritengo giusto, si è registrato comunque un passo avanti reale: le Feste democratiche metteranno a disposizione degli spazi, cosicchè anche in esse i cittadini potranno sottoscrivere il quesito per il ritorno alla legge Mattarella''.

&lt;p&gt;
Anticipiamo alcuni stralci dell'articolo che il vice presidente del Senato, Vannino Chiti, ha scritto per 'Europa' e che il quotidiano pubblicherà domani.&lt;br /&gt;

Secondo il senatore Pd, ''riuscire a raccogliere le 500.000 firme necessarie per la presentazione del referendum è indispensabile per dare ai cittadini il potere di scegliere sia i propri rappresentanti in Parlamento, che le maggioranze di governo.&lt;br /&gt;
 Se questo obiettivo fallisse, ci assumeremmo una grave e seria responsabilità. Il nostro compito non è di stare a guardare: dobbiamo essere in prima fila contro la vergogna del 'Porcellum'. Del resto una delle ragioni fondative del Pd è costituita dalla necessità di rinnovare la politica''.
&lt;p&gt;

Anche Chiti ritiene che ''spetti al Parlamento la elaborazione e approvazione di una nuova legge elettorale, e sotto questo aspetto la proposta depositata dal Pd è un ottimo impianto. Ma in questo momento il Parlamento, visti anche i rapporti di forza in esso, ha bisogno di una sollecitazione positiva, di una forte pressione democratica''.

&lt;p&gt;
Insomma, conclude il vice presidente del Senato, ''è inutile far finta di non saperlo: senza una spinta dal Paese la quasi certezza è quella di votare alle prossime elezioni politiche ancora con questa pessima legge.&lt;br /&gt;
 In ogni caso, anche se il Parlamento non fosse in grado di procedere, la legge Mattarella è incomparabilmente migliore e preferibile al Porcellum, perchè almeno assicura un rapporto diretto tra candidati e cittadini, e poi tra eletti e cittadini''.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.rosarossaonline.org/art/2011/09/03/referendum-chiti-dal-pd-un-passo-in-avanti-anche-se_16640&quot;&gt;rosarossaonline.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Arturo Mario Luigi PARISI: «Ora Bersani chiuda la ditta»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/01/arturo-mario-luigi-parisi/%C2%ABora-bersani-chiuda-la-ditta%C2%BB-intervista/608032"></link>
  <updated>2011-09-01T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>608032</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il rischio è un nuovo feudalesimo con aggregati bifronti politico-economici. Che sia la compagnia delle opere con il Pdl o le Coop con i Ds.
&lt;p&gt;Aziende che si fanno partiti. E partiti che si fanno azienda, per &quot;fare gli affari propri e dettare le regole di tutti&quot;. &quot;Conta poco che siano Compagnia delle Opere-Pdl, Fininvest-Forza Italia o Coop-Ds&quot;, il caso Penati non è isolato, avverte Arturo Parisi, il padre dell'Ulivo. &quot;E' la confusione tra gli interessi economici privati e l'esercizio dei poteri pubblici che va combattuta, a destra e a sinistra&quot;, dice il professore, impegnato a raccogliere le firme per il referendum che cancella il Porcellum e restituisce ai cittadini la scelta dei parlamentari.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei per primo parlò di questione morale a sinistra quando Unipol provò a scalare la Bnl. Il caso Penati le dà ragione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Le ragioni di allora sono destinate ad apparire sempre più evidenti, messe di nuovo alla prova di fatti non del tutto chiariti, meno che mai compresi. Gli stessi nomi: Coop, Unipol, Bnl. Gli stessi tipi di connessioni e triangolazioni tra dirigenti e organizzazioni, politiche, economiche. E la stessa confusione tra morale e politica, come se il problema fosse di comportamenti individuali, l'eterna lotta tra il bene e il male, l'illusione di distinguere i buoni dai cattivi&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E invece, qual è il problema?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Che Penati sia colpevole o innocente dal punto giudiziario lo può decidere solo la magistratura. Il problema sul quale dobbiamo interrogarci è però nitidamente politico, riguarda la confusione, il conflitto e la distinzione tra interesse generale e interesse individuale e di parte. La confusione tra gli interessi economici privati e l'esercizio dei poteri pubblici. E' questa confusione che ha raggiunto con Berlusconi il suo massimo. E' questo conflitto che ho denunciato e denuncio ovunque si manifesti. Nella sinistra come nella destra. In Berlusconi, ma non meno in chi denuncia Berlusconi&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Per Enrico Berlinguer, lo disse trent'anni fa a Eugenio Scalfari, la questione morale era l'occupazione dello Stato da parte dei partiti. Parole attuali?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Più attuali che mai. Ma alla occupazione e usurpazione delle funzioni pubbliche si aggiunge ora un nuovo rischio. Ancor più pericoloso. Mentre la presenza della mano pubblica si riduce in Occidente e in Italia, si apre, magari in nome del principio di sussidiarietà verticale, uno spazio che in troppi si propongono di conquistare. Esattamente come nella Russia post-sovietica, nuovi soggetti e nuovi poteri si fanno avanti per conquistare gli spazi abbandonati. Guai se questi soggetti fossero aggregati bifronti politico-economici, che pretendono contemporaneamente di fare gli affari propri e dettare le regole di tutti. Sarebbe il ritorno al feudalesimo&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Chi sono gli &quot;aggregati bifronti&quot;?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Che siano aziende che si fanno partiti, o partiti che si fanno aziende fa poca differenza. Così come poco conta che siano la Compagnia delle Opere- Pdl, Fininvest-Forza Italia o Coop-Ds&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quali sarebbero le conseguenze?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;In Italia, come in Russia, la Repubblica che doveva essere dei cittadini, da oligarchia dei partiti diventerebbe confederazione di oligarchi. Capi fazione e insieme riferimento di organizzazione economiche. Regolati da se stessi si spartirebbero lo spazio pubblico abbandonato dallo Stato: previdenza, sanità, istruzione, fino alla Difesa, senza un potere superiore capace di regolarli. A dispetto dei socialisti difensori dello Stato e dei liberali guardiani del mercato&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Torniamo a Penati: è un caso isolato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Fino a quando non ho conosciuto Filippo Penati, per i miei ricordi di liceale i Penati erano gli spiriti protettori della famiglia e dello Stato, degli altari e dei focolari. Anche i partiti, soprattutto quelli antichi, hanno i loro Penati, ai quali i funzionari prestano giuramento, esattamente come facevano un tempo i magistrati. Il problema non è perciò capire quanti siano i Filippo Penati nel Pd, ma quali siano i Penati del Pd...&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E quali sono i numi tutelari del Pd?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;E' appunto questo il problema. Capire se e in che misura il Pd abbia ereditato il modello di partito-subcultura, nato per difendere e organizzare la condizione operaia, in una prospettiva rivoluzionaria, e ora diventato una sovrastruttura autonoma&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quella che Bersani chiama la Ditta: gli ex Pci-Pds-Ds-Pd?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Sì, la dorsale organizzativa, e l'habitat di chi viene da quella storia, il quadro dirigente, le sedi, i simboli, le parole, le abitudini&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cosa dovrebbe fare Bersani?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Chiedere a Penati un impegno ancora più preciso sulla rinuncia alla prescrizione. Solo l'indagine giudiziaria può metterci nelle condizioni di capire se siamo di fronte ad una deviazione individuale rilevante sul piano penale, o di fronte alla irrisolta questione del rapporto tra partito ed organizzazione economica&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cosa rischia il Pd in questa vicenda?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Il rischio maggiore è finire schiacciato sul proprio passato, che agli occhi dei più resta il passato della catena di comando che governa il partito, più o meno rinnovato grazie a nuovi matrimoni&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei raccoglie le firme per abrogare il Porcellum: c'è un nesso con la questione morale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;L'indignazione, lo scandalo dei cittadini crescono ogni giorno di più, alimentati dalla crisi economica. E' urgente che la piazza che si sta mettendo in moto ritrovi nel Parlamento un interlocutore in cui possa riconoscersi. Oggi questo interlocutore si è logorato oltre misura: i parlamentari sono considerati una casta separata di privilegiati, dileggiati ogni giorno dalle stesse forze che li hanno ridotti così. Se questo è accaduto è a causa di quella vergogna che Calderoli ha definito una porcata. Abbiamo il dovere di consentire ai cittadini di dire basta. O quella legge la abrogate voi, o lo facciamo noi con l'arma che la Costituzione mette nelle nostre mani: il referendum&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Su questa battaglia nel Pd lei è partito isolato, ora c'è la corsa a firmare. Cosa si aspetta dai vertici del suo partito?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Che seguano i dirigenti che li hanno preceduti e soprattutto gli elettori. Visto che non sono riusciti a precederli&quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=13RUU0&quot;&gt;L'Espresso - Marco Damilano&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Arturo Mario Luigi PARISI: Referendum, il tempo è ora</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/23/arturo-mario-luigi-parisi/referendum-il-tempo-%C3%A8-ora/607910"></link>
  <updated>2011-08-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>607910</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Caro direttore, mi consenta di richiamare e commentare per i lettori, che rientrano dopo Ferragosto, la nota puntuale che su Europa di venerdì 20 Mario Lavia ha dedicato al referendum contro il Porcellum. «Mattarellum qualcosa si muove», «Non è solo la manovra a scaldare la politica», avete giustamente titolato, «il referendum elettorale conta nuovi adepti». Mentre siamo tutti sempre più concentrati sui temi planetari della drammatica fase storica nella quale siamo precipitati, il gruppo di referendari che ha deciso di non gettare la spugna ha portato avanti in questi giorni di agosto «una battaglia che potrebbe smuovere le acque della politica nostrana». Nonostante l’isolamento mediatico, l’assenza di sostegni finanziari, il ridottissimo numero di giorni a nostra disposizione per la raccolta delle firme, e l’ostilità del generale agosto, i referendari – i Democratici, Idv, Pli, I Referendari di Segni, Sel, Unione Popolare – sono andati avanti lo stesso. «Raccogliere per settembre le 500mila firme necessarie è molto difficile. Ma non impossibile», avete scritto. Se penso che all’inizio di agosto l’impresa era stata abbandonata, dopo un estenuamente traccheggiamento di quasi venti giorni da sostenitori illustri, anzi, come scrive Lavia «di primissima fila», pur indicati dalla stampa come gli ideatori e i veri promotori del referendum, fosse solo per questo riconoscimento, già questa sarebbe una vittoria.&lt;br /&gt;

Anche se non è tempo di vittorie morali.&lt;br /&gt;

Ai referendari che, ad un mese dal deposito in Cassazione dei quesiti formulati dalla sapiente mano di Andrea Morrone, avevano all’inizio di agosto confermato pubblicamente la loro determinazione a continuare è stato sempre chiaro e continua ad esser chiaro che l’impresa è una impresa disperata.&lt;br /&gt;

Ma, come ha detto Di Pietro, «il modo piu’ sicuro per perdere, è non provarci neppure». E, come dissi allora io, «in tempi disperati, solo le imprese disperate possono aprire un varco alla speranza ». Perchè il punto è questo. Mentre infuria la tempesta della crisi, con un governo di fatto commissariato dall’esterno, l’Italia ha più bisogno che mai di un parlamento pienamente legittimato e rispettato capace di prendere decisioni che impegnino tutti difronte al mondo nel presente e nel futuro.&lt;br /&gt;

Ma noi di questo parlamento oggi purtroppo non disponiamo.&lt;br /&gt;

Per chi legge sui giornali il dileggio al quale è sottoposto quotidianamente il parlamento e i parlamentari, sa che essi possono assumere impunemente solo due tipi di decisioni: quelle che resistono ai tagli imposti dall’esterno attraverso il governo, e, soprattutto, i tagli su se stessi, confusi con quelli della democrazia e con quelli della politica.&lt;br /&gt;

Perché è questo quello che può fare una casta. Togliersi di mezzo. Ma se i parlamentari e il parlamento sono arrivati ad essere prima descritti, poi denunciati ed ora percepiti come una casta separata di privilegiati, è perché una legge infame li ha separati geneticamente dagli elettori espropriando questi del diritto di eleggerli, o, almeno, di rifiutarli, e mettendo quella che è diventata una nomina nelle mani di un pugno di capipartito. Può permettersi il paese un parlamento ridotto così, o, anche solo così ormai unanimemente definito? La mia risposta è da tempo: no! Eppure è questa la situazione: non solo nel presente, ma anche nel caso di nuove elezioni che dovessero essere indette nel tempo ordinario, e ancor più, anticipato. Possiamo permetterci di rischiare che la nostra democrazia finisca ancora una volta schiacciata tra una piazza ridotta a folla, e poteri privi di una propria specifica legittimazione democratica? Questo è quello che può capitare.
Lavorino quindi i partiti, e il Pd in testa, alle loro proposte di legge. Continuino pure a prendersi tutto il tempo che pensano necessario. Continuino ad auspicare governi straordinari, come si è detto per mesi, con un compito solo: la legge elettorale. Propongano di tagliare i costi eliminando col machete parlamentari e consigli, per ragioni contabili. Ma si mettano una mano sulla coscienza e riconoscano quello che una persona onesta come Chiti, vicepresidente del senato, incaricato della questione “legge elettorale” nel nostro ultimo governo, e competente come pochi, ha ripetuto a chiare lettere.&lt;br /&gt;

Dobbiamo riconoscere che «non si stanno determinando le condizioni per l’approvazione di una nuova legge. È quindi giusto che ci sia una sollecitazione forte da parte dei cittadini attraverso il referendum. A questo punto è importante firmare». Per chi vuole intendere, un messaggio chiarissimo ancorché, come sempre, misurato. Lo stesso che abbiamo sintetizzato in uno slogan. Se, di fronte a questa vergogna, non permettiamo ai cittadini di dire “basta! O la cambiate voi e in fretta, o la legge l’abroghiamo noi” qua continuerà a non succedere nulla. Un invito a firmare rivolto a tutti, ma soprattutto alla dirigenza del Pd. Lo stesso argomentato analiticamente su Europa da Franco Monaco, “Mattarellum, Il Pd firmi” (17/8).&lt;br /&gt;

Ringrazio perciò Europa per l’attenzione e la vicinanza alla nostra battaglia.
Da deputato eletto come capolista in Sardegna per il Pd non riuscivo infatti ad accettare il sostegno convinto del Fatto Quotidiano e quello spassionato del Tempo, mentre le voci amiche restavano in silenzio. E tuttavia proprio questa amicizia mi costringe a riprendere la conclusione di Lavia che registrando la diffusa «disponibilità di militanti ed elettori dem a sottoscrivere il referendum anti-porcellum» mi rivela un «incoraggiamento silenzioso dei vertici del Partito». &lt;br /&gt;
E chiedere: perché poi dal Pd solo un incoraggiamento «tra virgolette»? Perché, infine, silenzioso? E poi, laddove riferisce che «i promotori » confiderebbero che «nello scorcio finale della raccolta, nomi di peso e dirigenti di primissima fila (Veltroni) possano scendere in campo», un’altra domanda: perché solo nello scorcio finale della campagna? Perché solo Veltroni? E mi fermo qua. Aggiungo: lo scorcio finale è già iniziato. Se i problemi non sono andati in vacanza, neppure la democrazia può permettersi di andare in vacanza. Basta prendere esempio da Chiti: dalla sua onestà e dal suo coraggio. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=13FIW5&quot;&gt;Europa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Maurizio ACERBO: Appunti sul referendum per il bipolarismo</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/16/maurizio-acerbo/appunti-sul-referendum-per-il-bipolarismo/590962"></link>
  <updated>2011-08-16T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>590962</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Abruzzo (Gruppo: Rifondazione comunista - Sinistra europea) - Consigliere  Consiglio Comunale Pescara (PE) (Lista di elezione: PRC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Lo slogan con cui viene presentata la raccolta firme per il referendum elettorale recita &quot;contro il parlamento dei nominati&quot;. Trascura però il particolare non secondario che, ove il quesito ottenesse la maggioranza dei voti e il quorum, il risultato sarebbe un sistema elettorale uninominale maggioritario. &lt;br /&gt;
Anche il parlamento eletto con collegi uninominali è un parlamento di nominati! &lt;br /&gt;
Mai sentito parlare di collegi sicuri? Se la tua coalizione candida uno stronzo o ti astieni, o devi votare per l'opposto schieramento. Il referendum su cui raccoglieranno le firme Veltroni, Sel e IdV è un referendum per il bipolarismo più che contro il porcellum (infatti è stato pensato per bloccare il referendum proporzionalista).
&lt;p&gt;
L'uninominale maggioritario costringe alle coalizioni forzate perchè un partito che stia fuori da una delle due coalizioni principali e che totalizzasse anche milioni di voti su scala nazionale (persino superando il 10%) arriverebbe sempre terzo e sarebbe escluso dal parlamento, com'è accaduto per anni in Gran Bretagna alle forze a sinistra dei Labour di Blair e ai Verdi.
&lt;p&gt;
Paradossalmente è un sistema che favorisce la Lega che essendo un partito territoriale, pur avendo una percentuale non elevatissima su scala nazionale, nei collegi di alcune regioni è fortissima.
&lt;p&gt;
Nel caso di Veltroni e Di Pietro si tratta di un referendum coerente con la loro storia, nel caso di Sel si rinnegano venti anni di battaglie proporzionaliste.&lt;br /&gt;
 Triste e cinica replica dell'occhettismo. Anche allora si abbandonò prima il riferimento al comunismo, poi si abbracciò il maggioritario di Mario Segni (anche oggi tra i sostenitori del referendum).
&lt;p&gt;
Credo che anche questa vicenda dimostri che il progetto di Sel non sia quello di una Linke italiana come pensavano molti ingenui sostenitori, ma un rebranding per il progetto veltroniano e debenedettiano di una sinistra che assuma fino in fondo le sembianze del partito democratico americano. 
&lt;p&gt;Il concetto di re-branding lo trovate in un articolo recente di Naomi Klein su Obama e i dieci anni di No Logo, ma si adatta molto bene all'endorsement che Nichi Vendola ha ricevuto dall'informazione mainstream di area centrosinistra.
&lt;p&gt;
La critica della sinistra radical americana ha insistito molto su questo punto: il duopolio politico americano si è evoluto in due partiti, sostanzialmente conservatori, che sono uno la replica dell’altro e in cui gli unici elementi di differenza riguardano aspetti marginali. Una buona descrizione di centrodestra e centrosinistra nel loro alternarsi al governo della penisola. Se non avete voglia di leggere i libri di Chomsky o di Zinn consiglio la visione di film come The Corporation o Sicko di Michael Moore.
&lt;p&gt;
La vittoria di Obama ha suscitato giustificati entusiasmi come tutte le sorprese imprevedibili ma, dopo l'euforia, mi pare che sia venuto fuori in maniera lampante che la gabbia rappresentata da un sistema politico come quello americano abbia sostanzialmente frustrato le speranze riposte nel supercandidato.
&lt;p&gt;
I sistemi politici europei saranno meno euforizzanti delle primarie americane e delle conventions (di cui una volta ci entusiasmavano a sinistra solo le contestazioni all'esterno), però hanno avuto una capacità di garantire pluralismo e diritti sociali inimmaginabili negli USA, che hanno un'aspettativa media di vita più bassa non solo dell'Italia ma anche di Cuba.
&lt;p&gt;
Ovviamente non idealizzo la proporzionale e l'Europa e nemmeno i partiti del movimento operaio, però credo sia suicida investire su un bipolarismo che è di gran lunga l'architettura istituzionale più impermeabile alle istanze delle classi subalterne. 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?view=article&amp;catid=39&amp;id=16856&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&amp;option=com_content&amp;Itemid=68&quot;&gt;controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Luigi BERSANI: Legge elettorale: Stupisce referendum fatto da dirigenti Pd</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/05/pier-luigi-bersani/legge-elettorale-stupisce-referendum-fatto-da-dirigenti-pd/589780"></link>
  <updated>2011-07-05T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>589780</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Ci sono cose che toccano alla società civile...&quot;
&lt;p&gt;Il referendum sulla legge elettorale promosso da Arturo Parisi, Pierluigi Castagnetti e Walter Veltroni non piace a Pier Luigi Bersani. Il segretario del Pd, conversando con i cronisti alla Camera, ha risposto così a chi gli chiedeva di commentare l'iniziativa: &lt;br /&gt;
&quot;Mi stupirei se dei dirigenti del Pd promuovessero un referendum. Il Pd non fa referendum, può appoggiarli, sostenerli... 
Ma ci sono cose che toccano alla società civile e cose che toccano ai partiti&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.wallstreetitalia.com/articolo-stampa.aspx?IdPage=1163490&quot;&gt;TMNews&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>CLAUDIO BRAGAGLIO: &quot;Legge elettorale e referendum, il partito si esprima&quot; </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/04/claudio-bragaglio/legge-elettorale-e-referendum-il-partito-si-esprima/589781"></link>
  <updated>2011-07-04T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>589781</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Brescia (BS) (Lista di elezione: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Egregio direttore,&lt;br /&gt;

sono in campo due diversi quesiti referendari sulla legge elettorale. L'uno di Passigli-Sartori, l'altro di Parisi-Castagnetti. E il Pd finora non s'è pronunciato. Considerata la natura abrogativa del referendum, non è agevole intervenire sul testo legislativo del Porcellum. Ma, dovendolo fare, ci si espone a obiezioni su cui stanno scontrandosi agguerriti legulei dei fronti opposti. Ma è alla sostanza che è necessario mirare.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Intanto agli scettici va ricordata un’elementare verità.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 La legge elettorale non è una tecnicalità neutra, ma riguarda il funzionamento del cuore stesso della politica. E in Italia è diventata la Bastiglia nella contesa politica. Chi non avverte (o nasconde) questa verità combina guai. Com’è avvenuto in Italia, con l'alterazione degli equilibri degli organi costituzionali dovuta alla &quot;semplice&quot; introduzione d’un sistema maggioritario che rende possibile anche a una forza del 35% dei voti di aver la maggioranza dei parlamentari e quindi di eleggere le cariche costituzionali. E di consentire a un Berlusconi di barricarsi in Parlamento, pur avendo contro più del 60% degli italiani.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;L'innesto d'una legge ipermaggioritaria, per di più a liste bloccate,&lt;/b&gt; in una Costituzione proporzionalista non poteva che far nascere in politica un orrendo Minotauro. Quando si avrà la voglia (e il coraggio) di scrivere una storia dell'Ulivo si noterà che i danni più rilevanti sono dovuti anche alla disinvolta poligamia con cui si sono spostate tutte le linee elettorali. E pure le diverse forme di governo - dal parlamentarismo al presidenzialismo – concedendoci anche le più occasionali e trasgressive tentazioni.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Si troverà, per esempio, che la legge regionale&lt;/b&gt; &lt;b&gt;del centro sinistra toscano&lt;/b&gt; è la vera madre del Porcellum nazionale. Si scoprirà che il vero detonatore della crisi del '98 non furono tanto le follie di Bertinotti e delle 35 ore, ma la forzatura dell'Ulivo di introdurre il sistema bipartitico (quindi la &quot;morte annunciata&quot; degli alleati), promuovendo i referendum che abolivano la quota proporzionale del 25%. Essi poi non hanno raggiunto il quorum, ma hanno comunque ottenuto il brillante risultato di sfasciare l’Ulivo e di favorire, a fine '99, l’accordo tra Berlusconi e Bossi. E con &quot;diabolica&quot; perseveranza poi, sull’onda dell’accordo del 2007 tra Veltroni e Berlusconi, si è pure ritentata una nuova legge ipermaggioritaria e bipartitica, con il fallimentare referendum elettorale del 2008. Anch'esso, per fortuna, senza quorum. Capolavori, insomma!
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;A suo tempo, la contrarietà al Mattarellum&lt;/b&gt; era dovuta alla compresenza di due opposti principi: maggioritario secco per il 75% dei seggi e proporzionale puro per il 25%. Ovvero, partiti costretti ad avere nei collegi uninominali un unico candidato comune e nello stesso collegio a differenziarsi per il proporzionale. Con candidature paracadutate per l’Italia, pur di comporre l'alleanza, che ben ci ricordiamo, anche a Brescia. O con esponenti di Rifondazione o dei Verdi, candidati unici per l'Ulivo, in collegi uninominali di tradizione democristiana e venatoria, nella Bassa o sul Garda.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Oggi tra i sostenitori del Mattarellum vi sono&lt;/b&gt; coloro che ne vollero la soppressione con due referendum. Pentiti? Non direi. Se è per eliminare il Porcellum, ovviamente è cosa buona. Ma questo è ciò che ottiene anche la proposta Passigli. Ma ciò che davvero si vuole con il Mattarellum è la rimessa in campo dei collegi uninominali a turno unico. Se è così, questo non va bene, perché ritengo che lo schema bipartitico, indotto da tale sistema, sia stato una delle cause della distruzione dell'Ulivo, che da &quot;alleanza&quot; doveva diventare per forza un &quot;partito unico&quot;, imponendo con leggi elettorali la propria &quot;vocazione maggioritaria&quot;.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;A mio parere la linea del Pd di Bersani ha modificato&lt;/b&gt; proprio questa impostazione, al punto che non la vedrei compatibile con i collegi uninominali a turno unico, tipici d’un rigido sistema bipartitico. Se si guarda al Pd come al punto di coagulo e di tenuta dell'intero centrosinistra, alla possibile alleanza con l'Udc ed un Terzo polo, ad una riarticolazione tra Pdl e Lega, la via d'un bipartitismo per via elettorale è un controsenso. Non a caso la proposta di riforma del Pd prevede giustamente il sistema di collegi a doppio turno (65% dei seggi), con un ampio recupero proporzionale, che renda possibile un bipolarismo pluralistico e non già un bipartitismo.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;In assenza di altre opzioni,&lt;/b&gt; come scelta referendaria contro il Porcellum a me sembrerebbe quindi più convincente quella di Passigli. Migliorabile nella logica d'un pluralismo &quot;polarizzato&quot;, tra due diverse coalizioni. Logica bipolare, ma non bipartitica. Come peraltro si è realizzata nell'esperienza dei Comuni, in modo da esprimere al meglio la volontà dei cittadini. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.quibrescia.it/index.php?/content/view/27006/33/&quot;&gt;quiBrescia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco CAPPATO: Referendum Milano: «Da Pisapia risposta positiva, ora serve campagna informazione»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/24/marco-cappato/referendum-milano-%C2%ABda-pisapia-risposta-positiva-ora-serve-campagna-informazione%C2%BB/572828"></link>
  <updated>2011-05-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>572828</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Da Giuliano Pisapia arriva una risposta chiara, positiva e senza ambiguità innanzitutto su un metodo -che è quello dell'attenzione e del rispetto dei cittadini- e poi anche sul merito, di disponibilità a percorrere strade innovative e coraggiose senza essere ostaggio di interessi particolari e facendo prevalere l'interesse generale della qualità della vita, del'aria e dell'ambiente.
&lt;p&gt; Negli ultimi giorni rimasti prima del voto del 12-13 giugno ci sarà da realizzare quella campagna di informazione, pur prevista dal regolamento del Comune, che il Sindaco Moratti finora non ha attuato.
&lt;p&gt;

Se il diritto dei cittadini milanesi a essere correttamente informati sarà rispettato, il quorum di partecipazione al voto del 30% degli elettori sarà certamente raggiunto e superato, così come mi auguro sia per il quorum del 50% ai referendum nazionali.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/print/comunicati/20110524/referendum-milano-cappato-da-pisapia-risposta-positiva-ora-serve-campagna-inform&quot;&gt;radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio DI PIETRO: «Pdl? Partito delle lingerie»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/19/antonio-di-pietro/%C2%ABpdl-partito-delle-lingerie%C2%BB/391621"></link>
  <updated>2009-06-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391621</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il leader dell’Idv, Antonio di Pietro, definisce il Pdl come “il partito delle Lingerie”.&lt;br /&gt;
 In una nota, parlando del referendum, il cui “risultato finale sarebbe devastante e porterebbe la maggioranza, che ora occupa le istituzioni, saldamente e perennemente al comando con un consenso minimo nel Paese”.

&lt;p&gt;
 

Secondo Di Pietro, se passassero i quesiti, poi “basterebbe un pugno di raccomandati e di prezzolati per ottenere una maggioranza parlamentare che oggi il Partito delle Lingerie, il Pdl, negozia, quantomeno, con il partito dei fucili scarichi, la Lega”. &lt;br /&gt;
E conclude: “Mettere un uomo, debole e ricattabile, alla testa di un partito di matrice dell’utriana, significa spegnere per sempre la speranza di tornare ad essere un Paese democratico”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2009/06/19/193988-pietro_partito_delle_lingerie.shtml#&quot;&gt;Il Quotidiano.net&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Maurizio Enzo LUPI: I ballottaggi? Un voto politico per dire basta ad attacchi e delegittimazioni</title>
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  <updated>2009-06-18T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391580</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) - Vicepres. Camera  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ballottaggi e referendum elettorale: il 21 e il 22 giugno si torna alle urne, e le sfide aperte sono importanti. Sebbene sia naturale, da parte degli elettori, un certo “rilassamento” dopo la sbornia elettorale appena passata, è comunque fondamentale capire per che cosa si vota domenica e lunedì prossimi, e quali sono i contenuti politici di questo appuntamento.
&lt;br /&gt;
Secondo il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi è proprio sul contenuto politico dei ballottaggi - soprattutto di quelli, come ad esempio Milano, che più sono sotto i riflettori dei media - che è necessario concentrarsi. La situazione attuale, in particolare l’asprezza dello scontro politico cui stiamo assistendo in questi giorni, secondo Lupi richiede, realisticamente, la concretezza di un voto politicamente “utile”.
 &lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Lupi, qual è il particolare significato politico dei ballottaggi per cui si vota domenica e lunedì prossimi?&lt;/b&gt;
 &lt;br /&gt;

Come sempre, anche in questo caso bisogna guardare con estremo realismo alla situazione contingente. Abbiamo alle spalle le elezioni europee, che hanno dato un esito chiaro: un’affermazione e quindi un consolidamento della maggioranza di governo, e una forte stabilizzazione del Popolo della libertà, sebbene non abbia raggiunto quel 40% che era stato indicato come uno degli obiettivi cui si poteva aspirare. Oltre a questo, ci sono state le elezioni amministrative, che hanno registrato una forte domanda di cambiamento e di discontinuità in molte delle realtà locali che fino a ieri erano amministrate dal centrosinistra. In questo contesto i ballottaggi di domenica possono assumere un forte significato politico, alla luce anche della situazione di grande asprezza e durezza dello scontro tra maggioranza e opposizione.
 &lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Perché il voto dei ballottaggi potrebbe aiutare a modificare questo contesto di muro contro muro?&lt;/b&gt;
 &lt;br /&gt;

Innanzitutto bisogna ricordare che tale scontro politico è assolutamente negativo: il continuo e pesante attacco finalizzato sempre a demonizzare l’avversario con mezzi non politici è qualcosa che va contro l’interesse di tutti. Continua infatti a protrarsi (lo abbiamo visto anche ieri) quello che già è successo in campagna elettorale: non il confronto e magari anche lo scontro sui contenuti e sul merito delle questioni, ma la delegittimazione dell’avversario attraverso argomenti che nulla hanno a che fare con il dibattito politico. Quindi i ballottaggi possono aiutare a dare un segnale: confermare il dato emerso il 6 e 7 giugno, e dare più voce agli italiani che vogliono essere governati da chi è stato votato, e che vogliono giudicare la maggioranza sulla base di quello che fa.
 &lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Uno degli appuntamenti più importanti è certo quello della provincia di Milano: anche in questo caso dunque vale il richiamo al voto “politico”?&lt;/b&gt;
 &lt;br /&gt;

Quello è naturalmente il palcoscenico più importante e più in vista. Proprio lì è necessario far esprimere con chiarezza un voto che bocci la politica di un partito come il Pd, che ha perso la sua identità popolare, cosa di cui sicuramente mi dispiaccio. Il Pd di Franceschini ha dimenticato le radici popolari, ha perso il contatto con la gente, non è in grado di dare risposte ai problemi che il popolo pone su temi come sicurezza, economia, welfare, e sceglie per giunta la strada populista e giustizialista di Di Pietro. Allora credo che sia utile una bocciatura di questa linea, anche in vista del congresso che il Partito democratico dovrà fare in autunno.
 &lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Quindi lei richiama a un segnale politico in entrambe le direzioni: utile alla maggioranza, ma utile anche all’opposizione per cambiare linea?&lt;/b&gt;
 &lt;br /&gt;

Sì. Per chi governa il segnale deve essere quello di capire, proprio perché si tratta di elezioni amministrative, che la vera sfida è sui contenuti, e consiste nella responsabilità, una volta vinte le elezioni, di intervenire sui temi che contano (i servizi, le infrastrutture, il grande tema della sussidiarietà negli enti locali, la libertà di impresa ecc.); per l’opposizione, il segnale deve essere il richiamo a confrontarsi su questi temi, e non a scegliere la strada che sembrerebbe la più facile per aumentare il consenso, ma che in realtà non sortisce altro effetto che allontanare ancor più la gente dalla politica.
 &lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Domenica si vota anche per il referendum: qual è la sua posizione in merito?&lt;/b&gt;
 &lt;br /&gt;

Due anni fa, quando fu proposto, fui uno dei sostenitori più convinti del referendum. Questo perché allora avevamo un quadro politico totalmente differente: le coalizioni erano concepite solo come modo per contrastare l’avversario, e si metteva dentro tutto e il contrario di tutto pur di vincere. Inoltre, c’era una proliferazione enorme di partiti: in Parlamento c’erano ben 21 gruppi. Ora la situazione è cambiata.
 &lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Che cosa è cambiato adesso?&lt;/b&gt;
 &lt;br /&gt;

Nelle elezioni del 2008, anche grazie all’iniziativa politica di Veltroni e Berlusconi e le scelte del Pd e del Pdl, il sistema si è semplificato: in Parlamento non abbiamo più 21 gruppi, ma 5; le coalizioni non si fanno più per abbattere il nemico, ma sulla base di una condivisione di valori e di programmi, come accade tra Pdl e Lega. E quando ci si allontana da questa strada si viene puniti, come dimostrano le bocciature dei partiti minori. A un anno di distanza i cittadini hanno confermato questa strada. A questo punto, che senso ha ancora il referendum? E che implicazioni avrebbe un referendum che portasse un partito dal 35% delle urne al 51% del Parlamento? E lo dico, evidentemente, anche contro l’interesse immediato del Pdl. Il Parlamento, nella sua autonomia, deve ora lavorare per rafforzare questa semplificazione del sistema che già è stata attuata. Tanto più che questo referendum non affronta l’aspetto che sarebbe più importante, cioè la partecipazione dei cittadini attraverso le preferenze.
 &lt;br /&gt;

&lt;b&gt;In sintesi: non voterà per il referendum?&lt;/b&gt;
 &lt;br /&gt;

Esatto: domenica andrò a votare convintamente al ballottaggio per Podestà, mentre invece non ritirerò le schede per il referendum.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=26592&quot;&gt;www.ilsussidiario.net&lt;/a&gt;</summary>
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