<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xml:lang="en">
  <title>Openpolis - Argomento: Opposizione parlamentare</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/"></link>
  <link rel="self" href="http://politici.openpolis.it/feed/tagDeclarations/2699"></link>
  <id>http://www.openpolis.it/</id>
  <updated>2011-09-07T00:00:00Z</updated>
<entry>
  <title>Pier Luigi BERSANI: «Manovra iniqua. Ora ciascuno si assuma le proprie responsabilità»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/07/pier-luigi-bersani/%C2%ABmanovra-iniqua-ora-ciascuno-si-assuma-le-proprie-responsabilit%C3%A0%C2%BB/609245"></link>
  <updated>2011-09-07T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>609245</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Avevano promesso di non mettere la fiducia - afferma in una nota - per consentire il dibattito e il contributo da parte di tutti. Ma ancora una volta hanno cambiato le carte in tavola. Questo è un governo che sa solo mentire. L'ennesima chiusura di ogni possibile discussione ci consegna una manovra che resta iniqua e inefficace&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Non si vede ad esempio - spiega il leader Pd - perché, in luogo dell'aumento dell'Iva, non si introduca un'imposta ordinaria sui grandi patrimoni immobiliari. L'idea di fondo è sempre la stessa: scaricare il peso del risanamento sui molti e tenere al riparo qualcuno&quot;.
&lt;p&gt;

&quot;Chi ci dice - prosegue Bersani - che l'opposizione deve dare il proprio responsabile contributo guardi finalmente l'operato del governo e tiri le sue conclusioni. Nessuna proposta dell'opposizione tesa a mettere equità nel carico della manovra è stata accolta, così come testardamente il governo ha voluto insistere nell'inutile e scriteriata proposizione dell'articolo 8. A questo punto - conclude - ciascuno si assuma le proprie responsabilità&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.rosarossaonline.org/art/2011/09/07/manovra-bersani-e-iniqua-ora-ognuno-si-assuma-responsabilita_16687&quot;&gt;rosarossaonline.org&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Massimo Cacciari: Urlando Berlusconi disarma l'opposizione</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/22/massimo-cacciari/urlando-berlusconi-disarma-lopposizione/560010"></link>
  <updated>2011-04-22T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>560010</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
«Con le sue sparate costringe gli altri a difendere i &quot;sacri principi&quot;. E a non parlare del resto». «Questa capacità di movimento e di &quot;assalto&quot;, non condizionata da alcuna organizzazione di partito e culturalmente estranea a ogni &quot;diplomazia&quot; politica, è sempre stata un'arma essenziale del presidente del Consiglio».
&lt;p&gt;E' possibile spiegare razionalmente l'escalation berlusconiana? E' pensabile che i toni da guerra civile dell'ultimo periodo esprimano soltanto una delirante paura per i procedimenti giudiziari in corso? oppure è ormai necessario ricorrere a spiegazioni di ordine clinico-psicologico? 
&lt;p&gt;Io credo che, come tutta la storia di questo ventennio ci insegna, il comportamento di Berlusconi corrisponda, invece, a disegni e calcoli precisi, anche se condotti con una spregiudicatezza straordinaria, ai limiti dell'irresponsabile. D'altra parte, questa capacità di movimento e di &quot;assalto&quot;, non condizionata da alcuna organizzazione di partito e culturalmente estranea a ogni &quot;diplomazia&quot; politica, è sempre stata un'arma essenziale del Presidente del Consiglio, e un'arma, temo, in profonda sintonia antropologica con una buona fetta, se non la maggioranza, dei nostri concittadini.
&lt;p&gt;

Anzitutto, si tratta per Berlusconi di capitalizzare al meglio e nel più breve tempo possibile lo scampato pericolo del voto sulla fiducia. Quella vittoria poteva subito trasformarsi in rapida agonia se non fosse stata immediatamente rilanciata. Una classica manovra di contropiede, altrimenti gli avversari avrebbero occupato stabilmente, soffocandolo, la sua metà campo. Non si è da decenni presidenti del Milan per nulla. Ma ancor più pericoloso appariva il gioco che si andava aprendo all'interno del Pdl. Qui tutto indica, comunque, un futuro di indecente disgregazione correntizia, da Democrazia cristiana degli anni più bui ma senza neanche lo straccio di un cavallo di razza. 
&lt;p&gt;Credo che Berlusconi sia abbastanza cinico e disincantato da conoscere bene tale destino ma, fino a quando sarà in sella, dovrà assolutamente lottare per rimandarlo. Non solo perché refrattario psicologicamente all'idea di finire sconfitto, ma per portare a termine tutte le iniziative che gli appaiano indispensabili a garantirgli immunità assoluta, personale e dei suoi colossali business. Alzare al parossismo il tono dello scontro ha come necessario effetto eliminare ogni seria discussione interna e concentrare il proprio &quot;popolo&quot; sull'agenda dettata dal Capo. Stabilita questa situazione, ci si può anche concedere il lusso di &quot;abbondare&quot;, facendo intendere che anche l'erede sarà scelto, alla fine, da chi impera. 
&lt;p&gt;

Ma il risultato forse più cospicuo del berlusconiano richiamo alle armi è disarmare ulteriormente l'opposizione. Paradossale, ma logico. Costringere l'opposizione all'angolo, in difesa degli &quot;inviolabili principi&quot; della democrazia e della Costituzione è il gioco in cui Berlusconi è apparso fino a oggi più abile. E di fronte ai furibondi attacchi di questi giorni è davvero difficile non sentirsi obbligati a &quot;difendere&quot;, non essere &quot;conservatori&quot;. Come poter, obiettivamente, far intendere la propria voce sui disastri della scuola, sul precariato universale dei giovani, sul colpevole dilettantismo di cui ha dato prova la nostra politica estera in questo periodo di crisi epocali, sull'impreparazione totale ad affrontare il drammatico problema dell'immigrazione, di fronte a chi &quot;piccona&quot; quotidianamente i cardini dell'attuale ordinamento democratico, delle regole vigenti? 
&lt;p&gt;&quot;Bucare&quot; oggi le grida di Berlusconi è veramente un compito improbo. Certo, completamente diverso sarebbe il quadro se il centrosinistra, nelle sue varie denominazioni, avesse posto al centro della propria strategia già da anni il tema di una riforma di respiro costituzionale, radicale quanto coerente. Ma così non è avvenuto, e forse non poteva avvenire, per la cultura e la storia dei suoi gruppi dirigenti.

&lt;p&gt;
Così si continua nell'inseguimento. Oppure si ripetono proposte oggi &quot;irricevibili&quot;, che potevano avere un senso soltanto alla vigilia della fallita &quot;spallata&quot; finiana, su governi di &quot;decantazione&quot;. Nel frattempo, Berlusconi radicalizza ogni dimensione del confronto, spiazzando ancora una volta l'opposizione. La sua uscita a Milano è emblematica. Da un anno e passa il sottoscritto va insistendo sull'importanza politica del voto di Milano e sulla necessità per il centrosinistra di aprire in questa città un autentico &quot;laboratorio politico&quot;, provando a dar vita a un &quot;nuovo polo&quot; riformatore. Questa prospettiva, del tutto realistica, è stata gettata via per incapacità, per inerzia burocratica, per cupo conservatorismo. Berlusconi ha capito la posta in gioco, e la debolezza della Moratti, e si spende senza alcun &quot;pudore&quot;. &lt;br /&gt;
I capi dell'opposizione seguiranno. Speriamo non sia l'ennesima occasione perduta.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=Z8TGH&quot;&gt;L'Espresso&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Furio COLOMBO: La nuova opposizione</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/01/furio-colombo/la-nuova-opposizione/559563"></link>
  <updated>2011-04-01T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>559563</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Quando inizia una seduta in Parlamento, per prima cosa si dà lettura del processo verbale, ovvero di tutto ciò che è accaduto in quell’aula il giorno prima. La frase di chi presiede l’aula è sempre la stessa, una formula burocratica per poter passare  all’ordine del giorno della nuova seduta: “Poiché non vi sono obiezioni, il processo verbale si intende approvato”. &lt;br /&gt;

La mattina del 31 marzo il processo verbale della Camera non è stato affatto approvato.
&lt;p&gt;

Ricorderete che il giorno prima &lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/31/processo-breve-bagarre-in-aula-deputato-pdl-colpisce-fini-con-un-giornale/101243/&quot;&gt;aveva fatto irruzione in Parlamento il ministro della Difesa&lt;/a&gt; in preda a concitazione per denunciare la piccola folla che aveva gridato pensieri-opinioni, su di lui e sul governo, mentre “il ministro della Guerra” entrava a Montecitorio. &lt;b&gt;Di tutto ciò non c’era traccia nel verbale&lt;/b&gt; letto in fretta per la consueta approvazione. 
&lt;p&gt;E forse, per la prima volta nella storia della Repubblica, quella approvazione non c’è stata. Ha vinto l’opposizione, ha perduto la maggioranza, governo incluso. Applausi, congratulazioni e passa parola: “Vedete, altro che andar via come predicavano Ignazio Marino e Rosy Bindi. Sta cambiando il vento”.

&lt;p&gt;
Temo che la lezione sia un’altra. La lezione è in una frase che la sera prima La Russa aveva gridato come un pericolo: “Dobbiamo impedire che quello che succede qui dentro si colleghi con quello che succede là fuori”. E qui c’è una prima riflessione per il Pd. Legittimo vantare la “vittoria del verbale” ma sarà bene non dimenticare le circostanze fortunate. Si è vinto per un voto. Comunque, l’ostinazione delle opposizioni ha pagato. A questo punto è chiaro che vi sono solo due percorsi e che la decisione è urgente. Il primo è restare in aula e non cooperare mai, come fanno i Repubblicani americani per bloccare Obama.
&lt;p&gt;

Il secondo è di liberarsi dello spettro incombente detto “Aventino” e avere la forza di uscire. Non occorre che sia per sempre. Deputati e senatori di Berlusconi lo hanno fatto – nel 1996 e nel 2006 – varie volte contro i governi di centrosinistra minacciando anche di dimettersi in blocco, senza sapere nulla dell’Aventino. Tutte le “Finanziarie” dei governi di centrosinistra sono state approvate a Camere vuote a metà. Si comincia da qui a dar vita all’incubo che perseguita il tormentato ministro della Guerra: stabilire finalmente il legame “&lt;i&gt;fra quello che succede là fuori e quello che succede qui dentro&lt;/i&gt;”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=YO7QF&quot;&gt;il Fatto Quotidiano&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Giorgio NAPOLITANO: «Sento aria di razzismo. C’è troppa retorica xenofoba».</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/05/15/giorgio-napolitano/%C2%ABsento-aria-di-razzismo-c%E2%80%99%C3%A8-troppa-retorica-xenofoba%C2%BB/391254"></link>
  <updated>2009-05-15T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391254</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Anche in Italia c'è rischio che possa prevalere una tendenza all’intolleranza o alla xenofobia a causa del diffondersi di una «retorica pubblica» che finisce per orientare l’opinione pubblica in questa direzione: il monito, duro e preoccupato, viene dal Capo dello Stato proprio mentre la Camera vara il disegno di legge sulla sicurezza.
&lt;p&gt; Ma Silvio Berlusconi fa mostra di non ritenere che le parole di Giorgio Napolitano possano essere indirizzate al suo governo: «Noi siamo contro la xenofobia», proclama assicurando l'impegno dell'esecutivo contro qualsiasi forma di razzismo. Il premier esclude, inoltre, che dalla Cei - che ha sottolineato come, trasformando la clandestinità in un reato, diventerebbe impossibile per le madri clandestine riconoscere i propri figli - sia arrivata una bacchettata al governo: «Non ho conoscenza di queste critiche», afferma.&lt;br /&gt;
 Mentre per il ministro dell’Interno Maroni le critiche dei vescovi italiani «sono infondate: bisogna leggere il testo e allora tanti pregiudizi cadranno».
&lt;p&gt;
      Napolitano, nel denunciare il diffondersi e l'aggravarsi della povertà e delle diseguaglianze a seguito della crisi economica, ha chiesto nuovi interventi a favore di «coloro che si trovano in fondo alla scala sociale perché non rimangano confinati in quella posizione. Questo è tanto più importante nei nostri Paesi, dove le differenze in termini di origini etniche, religiose e culturali sono aumentate. &lt;br /&gt;
Qui - ha affermato - il rischio che queste differenze si traducano in un fattore di esclusione è sempre presente ed è aggravato dal diffondersi di una retorica pubblica che non esita ad incorporare accenti di intolleranza o xenofobia».
&lt;p&gt;
      Berlusconi, tuttavia, non fa una piega. I respingimenti, sostiene, «sono in linea con le direttive europee e sono necessari come deterrenza» di fronte ai continui sbarchi di immigrati, «altrimenti l'Italia diventa l'approdo di troppe persone. &lt;br /&gt;
Per la sinistra - dice - le porte sono spalancate per tutti. Noi, invece, teniamo le porte chiuse e le socchiudiamo solo per chi viene a lavorare ed integrarsi».&lt;br /&gt;
 A confortare il Cavaliere nelle sue convinzioni, come sempre, i sondaggi: «Il 76 per cento degli italiani condivide l'operato del governo», assicura. Il testo sulla sicurezza, insiste il premier, è assolutamente necessario: «Non possiamo lasciare che la situazione sia quella che c'era con la sinistra che incentivava l'immigrazione clandestina». Con la nuova legge, sostiene, è stato dato «un messaggio alle organizzazioni criminali: quello che noi non possiamo accogliere immigrati che non hanno né arte né parte e che quindi non possono entrare nel sistema produttivo e che vanno a finire nelle organizzazioni criminali».
&lt;p&gt;
      Il monito del Capo dello Stato impressiona ancora meno Umberto Bossi: «Napolitano? Io ascolto la gente. Non come Franceschini: il suo intervento in aula sembrava un suicidio in diretta. Non ascolta la gente». E per il ministro Maroni, le critiche della Cei nascono da «pregiudizi infondati».
&lt;p&gt;
      Resa più forte dalle parole del Capo dello Stato e dalle prese di posizione della Chiesa, l’opposizione, intanto, moltiplica i suoi attacchi. Il leader del Pd, Dario Franceschini, insiste sulla questione dei «bambini invisibili», ricordando che questa espressione è stata usata da «tutte le organizzazioni internazionali e la Chiesa cattolica. Molti - dice - ci consigliano di guardare i sondaggi e dicono che forse non ci conviene dire queste cose. Tante volte, nella storia, i moderati hanno voltato la testa dall'altra parte. Ma noi non gireremo la testa dall'altra parte». Il rischio -xenofobia, denunciato dal Presidente della Repubblica, è «una preoccupazione giusta», dice a sua volta Massimo D'Alema, che parla di una legge «poco civile e inutile».&lt;br /&gt;
 Duro l’affondo del leader dell'Udc. Pier Ferdinando Casini, a parere del quale questo governo «fa solo demagogia». &lt;br /&gt;
E il leader dell’Idv Antonio Di Pietro, secondo il suo costume, mena ruvidi fendenti contro questo governo che «vuole trasformare l'Italia in un Paese intollerante, fascista, xenofobo e piduista».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://carta.ilgazzettino.it/MostraOggetto.php?TokenOggetto=551144&amp;Data=20090515&amp;CodSigla=PG&quot;&gt; Gazzettino.it - Claudia Giannini&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Silvio BERLUSCONI: Il premier promette: «Alitalia puntuale».</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/05/07/silvio-berlusconi/il-premier-promette-%C2%ABalitalia-puntuale%C2%BB/391182"></link>
  <updated>2009-05-07T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391182</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Il servizio di Alitalia sarà preciso, confortevole e puntuale». Lo ha assicurato ieri il premier Silvio Berlusconi dopo aver ricevuto a palazzo Chigi il presidente della compagnia, Roberto Colaninno, l`amministratore, Rocco Sabelli, e, per la prima volta, il presidente di Air France-Klm (socio al 25%), Jean -Cyril Spinetta, reduci dal primo comitato esecutivo dell`azienda.
&lt;p&gt;
Le buone notizie sulla compagnia sono state annunciate proprio da quest`ultimo: «La situazione della tesoreria di Alitalia - ha detto Spinetta - è addirittura migliore del previsto».

Un risultato che l`azienda non ha voluto ancora tradurre in numeri e che sarebbe dovuto al minor prezzo del petrolio e all`efficientamento dei costi.
&lt;p&gt;

Con la liquidità a posto, Alitalia non avrebbe dunque problemi di ricorso al credito. «Sabelli - ha aggiunto Spinetta ha mostrato come Alitalia si trovi esattamente, sia da un punto di vista commerciale che economico, in linea con il business plan stabilito all`inizio della nostra collaborazione».&lt;br /&gt;

Si tratta, ha concluso, di una «gran bella notizia, vista la situazione dell`economia mondiale».&lt;br /&gt;

Circa le quotidiane denunce di ritardi e cancellazioni, Berlusconi ha voluto spendersi personalmente, quasi che il vettore fosse ancora di proprietà dello Stato: «Alitalia - ha affermato - ha incontrato un primo periodo di avviamento e, come per tutte le cose, la prima gestione ha presentato dei problemi. Ma ho constatato da parte di tutti di essere già sulle soluzioni e credo che in poco tempo il servizio sarà quello che tutti si aspettano da una compagnia di bandiera».&lt;br /&gt;

Il presidente è poi tornato sulle cause che spinsero Air France a abbandonare la trattativa con il precedente governo Prodi: quell`acquisto, ha spiegato, «non fu qualcosa di ostacolato e definitivamente negato dall`opposizione di allora, di cui il sottoscritto ne era a capo.&lt;br /&gt;

Furono i sindacati a dire &quot;no&quot; all`offerta di Air France su Alitalia».&lt;br /&gt;

Sul punto si è espresso anche Spinetta: «Dal 2001 al 2008 - ha chiarito - abbiamo cercato di ampliare la collaborazione con Alitalia, ma non è stato possibile per due motivi:
l`opposizione dei sindacati di Alitalia e poi il prezzo del petrolio».
&lt;p&gt;
Dall`opposizione è giunto il commento del responsabile Economia del Pd, Pierluigi Bersani: «Il governo - ha detto - risponda sulla truffa che ha fatto agli obbligazionisti».
&lt;p&gt;
Anche il leader dell`Idv, Antonio Di Pietro,è intervenuto:&lt;br /&gt;

«Berlusconi mente sapendo di mentire. Sa bene che ad imporsi sul caso Alitalia e a far saltare la trattativa furono la Lega e Forza Italia».
&lt;p&gt;
Oggi i vertici di Alitalia saranno a Venezia per sviluppare il progetto di fare del capoluogo veneto una delle sei basi della compagnia utilizzando anche i partner di Skyteam.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/LS7/LS74B.pdf&quot;&gt;Il Corriere della Sera - Antonella Baccaro&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>MARIAPIA GARAVAGLIA: «Macché destino È la finanziaria che ha tagliato i fondi»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/11/24/mariapia-garavaglia/%C2%ABmacch%C3%A9-destino-%C3%A8-la-finanziaria-che-ha-tagliato-i-fondi%C2%BB-intervista/382398"></link>
  <updated>2008-11-24T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>382398</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Il ministro ombra del Pd: «Nessuno può
scaricarsi così la coscienza. Il Parlamento istituisca
una commissione d’inchiesta sull’edilizia scolastica»&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Nessuno di noi si può
scaricare la coscienza
parlando di fatalità.
Ed è tanto più
grave che a farlo sia il capo del governo
». Un po’ è per indole, un po’ è
perché il crollo del liceo Darwin di
Rivoli si è portato via un ragazzo di
17 anni. Maria Pia Garavaglia non
vuole innescare polemiche. Però
quando viene a sapere che Berlusconi ha
definito quanto avvenuto sabato
una «drammatica fatalità», il ministro
dell’Istruzione del governo
ombra del Pd sbotta: «Non mi risulta
ci sia stato un terremoto o una valanga
».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;
E che cosa le risulta invece, senatrice
Garavaglia?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Che il governo invece di aumentare
le risorse da destinare alla sicurezza
nelle scuole ha presentato una Finanziaria
che prevede pesanti tagli
in questo settore. E anche che è soltanto
grazie a un emendamento presentato
dal Pd se il decreto Gelmini
contiene un articolo, il 7 bis, riguardante
i provvedimenti per la messa
in sicurezza degli edifici scolastici.
Nella versione originaria l’argomento
non compariva».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;
Qual è secondo lei la misura più urgente
da adottare?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«L’anagrafe della scuola, come abbiamo
chiesto anche nel dibattito in
Parlamento sul decreto Gelmini. Ancora
oggi ci sono troppi edifici che
non sono a norma o che non sono
idonei per la funzione scolastica, visto
che si tratta di strutture costruite
per altri scopi e soltanto in un secondo
momento adibite a scuole. L’altra
richiesta che abbiamo avanzato
da tempo è quella di destinare maggiori
investimenti per l’edilizia scolastica
».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;L’opposizione, in tutto questo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Saremo pronti a muoverci con spirito
collaborativo, purché ci sia un
piano chiaro, trasparente, e che
possa essere applicato tempestivamente
sia per la manutenzione
straordinaria che per la costruzione
di nuove scuole».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Secondo i dati diffusi dall’Inail ci sono
stati in un anno quasi 100 mila
infortuni negli edifici scolastici e ora
c’è stata anche una vittima: non può
fare nient’altro il Parlamento?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Come c’è una commissione parlamentare
d’inchiesta sul sistema sanitario
nazionale, forse vale la pena
proporne una sullo stato dell’edilizia
scolastica in Italia, naturalmente
insieme alla Conferenza
Stato-Regioni».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;
Perché la competenza è degli enti locali?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Esatto, ma guai ora a scaricare il
barile sulle spalle degli enti locali
perché se i trasferimenti non sono
sufficienti neanche per il funzionamento
quotidiano degli istituti, diventa
difficile avere risorse per la
manutenzione. Se ai comuni viene
tolta l’Ici, se i trasferimenti dello
Stato sono sempre minori, allora
non si possono pretendere miracoli
».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;
Il barile può essere scaricato anche
parlando di “fatalità”, non crede?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Non si può scaricare né il barile
né la coscienza con una simile
espressione. La scuola, un luogo
che dovrebbe essere tra i più sicuri,
a Rivoli è diventato un luogo di
morte. Ci sono responsabilità a cui
chi di dovere non può sottrarsi».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=JZ269&quot;&gt;l'Unità - Simone Collini&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Jole SANTELLI: Il piano dell'esercito nelle città risponde alle esigenze di sicurezza dei cittadini.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/07/29/jole-santelli/il-piano-dellesercito-nelle-citt%C3%A0-risponde-alle-esigenze-di-sicurezza-dei-cittadini/358405"></link>
  <updated>2008-07-29T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>358405</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Il nuovo piano d’azione per le Forze Armate risponde con efficacia ed immediatezza al bisogno di sicurezza degli italiani: di ogni strumentalizzazione di questa iniziativa, l’opposizione, Di Pietro in testa, dovra’ rispondere direttamente ai cittadini. Essi da ogni parte d’Italia ci hanno conferito un mandato formale per la soluzione del problema piu’ sentito, quello della mancanza di sicurezza nelle nostre citta’&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo ha affermato Jole Santelli, responsabile sicurezza e immigrazione di Forza Italia, vice presidente della commissione Affari costituzionali.&lt;br /&gt;
“Anche se non si tratta come bene e’ stato gia’ chiarito dai ministri Maroni e La Russa, di una militarizzazione delle citta’, il provvedimento avra’ l’effetto di disporre nelle nostre strade di un ulteriore punto di riferimento, in aggiunta alle Forze di Polizia tradizionali, per il cittadino. Aspettiamo di conoscere gli esiti di questa scelta, quando sara’ il momento dei bilanci ciascuno potra’ dire la sua sulla base di un risultato. Il ripristino del senso di sicurezza  e’ una promessa elettorale di questo governo, tra le piu’ apprezzate dagli elettori che restano il punto di riferimento di questa maggioranza&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
29/7/2008&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilpopolodellaliberta.it/notizie/arc_13824.htm&quot;&gt;Sito web de &quot; Il Popolo della Libertà &quot;.&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
</feed>
