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  <title>Openpolis - Argomento: finanziaria 2008</title>
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  <updated>2008-11-06T00:00:00Z</updated>
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  <title>Gianfranco FINI: Deprecabile a anomala la fiducia sulla legge finanziaria</title>
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  <updated>2008-11-06T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Camera   (Lista di elezione: PdL) - Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La situazione sull'esame della Finanziaria determinatasi alla Camera è &quot;non soltanto anomala&quot;, ma anche &quot;politicamente deprecabile&quot;. Lo ha detto in aula a Montecitorio il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che ha ammonito sul un atteggiamento che, &quot;in qualche modo toglie alla Camera il diritto dovere di emendare e di assumersi le proprie responsabilità, attraverso il formarsi di maggioranze su questo o quell'emendamento. Mi auguro che il governo tenga in dovuto conto quanto espresso, con sostanziale concordia, dalla Camera dei deputati&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/economia/conti-pubblici-81/fini-fiducia/fini-fiducia.html&quot;&gt;repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Renato BRUNETTA: La norma anti-precari contenuta nella manovra e' stata &quot;scritta male e forse di notte&quot;</title>
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  <updated>2008-07-29T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  PA e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La norma anti-precari contenuta nella manovra e' stata &quot;scritta male e forse di notte&quot;, per che' sara' necessario fare ordine sulla materia. E' quanto ha dichiarato il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, intervenendo a Radio24. A tale proposito, Brunetta ha riferito che il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, &quot;e' intenzionato a scrivere un testo organico e serio, che verra' presentato probabilmente in autunno, per tutelare cittadini e aziende&quot;. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://iltempo.ilsole24ore.com/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMDgwNzI5MTAxOTUyLnhtbCI7fQ==&quot;&gt;Il Tempo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Laura BIANCONI: DL FISCALE. LAURA BIANCONI(PDL) RISPETTA IMPEGNI PRESI IN CAMPAGNA ELETTORALE</title>
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  <updated>2008-07-17T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>374862</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Il decreto Fiscale che abbiamo votato oggi contiene misure volte ad aiutare concretamente le famiglie, soprattutto quelle in situazione di grave disagio dovuto anche allo scarso potere di acquisto dei salari.” Questo è quanto sostiene la senatrice Laura Bianconi vicepresidente dei senatori del Pdl. “Senza dubbio questo è solo un primo importante traguardo in favore del potere d’acquisto dei contribuenti, che si va ad aggiungere alla detassazione degli straordinari così come alla possibilità di rinegoziazione dei mutui a tasso variabile e all’esenzione dell’ICI entrambi per la prima casa. Tutte misure - continua la senatrice -che senza dubbio aiutano il potere di acquisto delle famiglie. Un altro passo da compiere però - conclude la senatrice de Pdl, dovrà essere quello di introdurre il quoziente famigliare, una vera norma di buona civiltà, i cui risultati positivi possiamo vedere in Francia. Da noi, come si evince dallo studio dell’Eurispes, ci sarebbe un risparmio medio d’imposta annuo di circa 800 euro a famiglia, che sicuramente sarebbe un ulteriore sollievo per tanti nuclei familiari.”
Roma, 17 luglio 2008&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.cesenalibera.it/?p=321&quot;&gt;CesenaLibera&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Laura BIANCONI: DPEF:LAURA BIANCONI (PDL) RISPETTATO IL PRINCIPIO DELLA RAPPRESENTANZA DI GENERE</title>
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  <updated>2008-07-09T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>374867</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;” Quello approvato oggi in aula è sicuramente un Dpef che tiene conto anche del rispetto del principio della rappresentanza di genere”. Questo è quanto ha dichiarato a margine delle votazioni in aula la senatrice Laura Bianconi, vicepresidente dei senatori del PDL. ” La predisposizione a tutti i livelli di bilanci che vengano programmati rispettando il mainstreaming di genere deve essere una conquista culturale che garantirà alle donne una giusta rappresentanza anche nelle voci di bilancio. Principio questo che ci viene richiesto anche con la Direttiva UE 54/2006 - continua la senatrice - e che il Governo dovrà continuare a rispettare nel predisporre sempre tutti i capitoli di spesa in un ottica di genere, non solo con capitoli normalmente dedicati alle donne ma anche in tutti gli altri: attività produttive, lavoro, politiche sociali, sanità, trasporti pubblici, scuola e non ultimo quello sulla partecipazione democratica. In questo contesto di genere - conclude la senatrice - possiamo inserire certamente anche la risoluzione della maggioranza approvata oggi che va incontro alle esigenze delle famiglie e della natalità e quindi delle donne”.
Roma, 9 luglio 2008&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.cesenalibera.it/?p=299&quot;&gt;CesenaLibera&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paola PELINO: Provvedimenti concreti per il rilancio della nostra imprenditoria femminile. - Intervista</title>
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  <updated>2008-06-24T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>357200</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) - Consigliere  Consiglio Comunale Sulmona (AQ) (Lista di elezione: Partito Delle Libert) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Se l’imprenditoria e l’occupazione in Italia non godono di buona salute, l’accesso al lavoro per le donne è in una situazione ancor più allarmante, con problemi atavici nell’attuazione di politiche in grado di colmare il gap rispetto ai colleghi uomini, che non fanno sperare in una rapida inversione di tendenza. &lt;br /&gt;
La Ue ha dedicato l’anno trascorso alle Pari opportunità, ma gli obiettivi prefissati non sono stati raggiunti, come sottolineato dall’onorevole Paola Pelino, imprenditrice di successo prestata alla politica nelle fila del Pdl, che ha richiesto al governo un’azione prioritaria in grado di recuperare i ritardi attualmente esistenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



“Per quanto riguarda la situazione occupazionale femminile – espordisce l’Onorevole Pelino - il panorama è il seguente: uno degli obiettivi più qualificanti della Strategia di Lisbona è certamente quello relativo all’occupazione femminile, che dovrebbe, teoricamente, raggiungere il 60% entro il 2010. &lt;br /&gt;
La Finanziaria n. 244/2007 per il 2008, oltre ad aver congelato i fondi della legge 215/1992, in materia di ”Azioni positive per l’imprenditoria femminile“, già maldestramente abrogata, invoca l’obiettivo di maggiore occupazione femminile, per onorare l’obiettivo di Lisbona del 60%, ma ad oggi rimaniamo in stallo, con uno scarso 46,3%, che relega l’Italia in fondo alle classifiche comunitarie e mondiali nel campo dell’occupazione femminile.&lt;br /&gt;
 Stando ai dati Eurostat 2006 l’Italia è penultima, prima di Malta e subito dopo la Grecia, con il 47,4%. &lt;br /&gt;
La situazione è differenziata di regione in regione ed il rapporto del Dipartimento delle Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri attesta che nel Mezzogiorno l’occupazione femminile è del 31,1% contro il 56% del nord-ovest ed il 57% del nord-est. &lt;br /&gt;
E’ significativo rilevare che il Mezzogiorno non ha una felice situazione per le donne, soprattutto le giovani, che, secondo dati statistici, in molti casi hanno addirittura smesso di cercare lavoro.&lt;br /&gt;
 Per non parlare delle ultraquarantacinquenni espulse dal mondo del lavoro e che faticano, più delle giovani, nonostante la valida esperienza acquisita, a trovare una dignitosa riallocazione.&lt;br /&gt;
 Inoltre, pur diminuendo la disoccupazione nelle regioni meridionali, stando ai dati relativi al 2004 e 2005, sono emersi segnali negativi di aumento dell’inattività femminile, che si sono acuiti nel biennio 2006-2007.&lt;br /&gt;
 Va evidenziato che la scarsa occupazione femminile ha riflessi sul tasso di occupazione dell’intera popolazione italiana, che nel 2006 è stato del 58.4% rispetto alla media dell’Unione Europea, pari al 64,4%”.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
La proposta di riforma che avete presentato in che modo potenzierà l’imprenditoria al femminile?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Per superare il drammatico divario con il Meridione, occorre realizzare una politica che valorizzi la responsabilità dei territori e metta a frutto le energie presenti nel nostro Paese.&lt;br /&gt;
 Mi sono impegnata per contrastare gli effetti negativi derivanti dalla manovra finanziaria 2008, quali lo svilimento della legge sull’imprenditoria femminile n. 215/1992, che, dopo la parziale abrogazione e la trasfusione di alcuni contenuti nel Codice delle Pari Opportunità n. 198/2006, rimane attiva solo sul versante della copertura finanziaria.&lt;br /&gt;
 La proposta di legge a mia firma potenzierà l’imprenditoria femminile, avvantaggiando nel contempo anche l’occupabilità delle donne. &lt;br /&gt;
Porto qualche esempio concreto: nell’articolo 1 si intende ricostituire, all’interno del Codice per le pari opportunità, il Fondo dedicato all’imprenditorialità femminile, reintroducendo i finanziamenti a fondo perduto, proprio perché la sperequazione per sesso resta assai rilevante in Italia, rispetto agli altri partner europei.&lt;br /&gt;
 Tra le agevolazioni prevediamo anche il credito d’imposta ed inoltre incentivi all’autoimprenditorialità per le lavoratrici che intendono avviare, dopo i 45 anni, attività di artigianato, in special modo quello locale ed artistico.&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Nella reintroduzione dei finanziamenti a fondo perduto avete individuato uno strumento concreto per agevolare le imprenditrici, ma nel contempo non rischia di rappresentare una vera e propria ammissione di inferiorità della classe imprenditoriale femminile nel presentarsi sul mercato?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

No, si reintroducono i finanziamenti a fondo perduto, tramite contributi e non sovvenzioni, con l’intento di rimediare alle falle della legge attuale che si fonda su una serie di bei proponimenti, ma di scarsa e farraginosa applicabilità.&lt;br /&gt;
 La nostra non è assolutamente un’ammissione di inferiorità per la classe imprenditoriale femminile, ma un impegno propositivo per il riconoscimento di un ruolo con pari dignità e possibilità.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=II4X2&quot;&gt;L'Opinione delle Libertà - Traiano Bertollini&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>IVANO BERTO: (VE) E al Lido i delegati possono restituire l'indennità anche a rate.</title>
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  <updated>2008-06-13T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Venezia (VE) (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;I &quot;mini assessori&quot; delle municipalità dovranno restituire al Comune i primi quattro mesi delle loro indennità del 2008.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
Al Lido e Pellestrina la comunicazione, del direttore Roberto Susseberg, è stata inviata al vicepresidente e ai 4 componenti dell'esecutivo, ma &lt;b&gt;lo stesso discorso vale per tutte e sei le municipalità del territorio comunale.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Il conto è già stato presentato: ogni delegato, percepiva un compenso di 650 euro lorde al mese, ovvero la metà dell'indennità prevista per un consigliere comunale.&lt;br /&gt;
 Perciò, al netto delle tasse, dovrà ridare a Ca' Farsetti circa 500 euro, che, moltiplicata per i quattro mesi in questione, fa ammontare il totale a circa 2000 euro ciascuno.&lt;br /&gt;
 Il &quot;taglio&quot; ai compensi del decentramento è un provvedimento inserito dal governo nella Finanziaria 2008.&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;L'intera vicenda&lt;/b&gt; è stata gestita per il Comune di Venezia, dal vicesegretario generale Francesco Vergine, e dal consigliere comunale Ivano Berto, delegato a seguire le municipalità.&lt;br /&gt;
 L'Amministrazione ha inviato un quesito al Ministero per capire come comportarsi e se fossero previste altre forme di rimborso. &lt;br /&gt;
La risposta è stata negativa. &lt;b&gt;Da maggio,quindi, è stata sospesa l'erogazione dei compensi.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
Ora, ecco la richiesta di restituire gli arretrati, che dall'inizio dell'anno erano stati accreditati da Ca' Farsetti specificando però che l'indennità era in via provvisoria, e che quindi, in caso di risposta negativa del Ministero al quesito dell'amministrazione comunale, come poi è avvenuto, avrebbe dovuto essere restituito.&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;Ora che la decisione è ufficiale non mancano i malumori&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Tra le formule di pagamento che Ca' Farsetti potrebbe accordare ai &quot;mini assessori&quot; ci potrebbe essere la rateizzazione. &lt;br /&gt;
Ma &lt;b&gt;il motivo del contendere è un altro: attualmente i delegati si trovano a dover esercitare un ruolo istituzionale senza compenso&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;&quot;Non appena abbiamo capito dalla Finanziaria che ci potevano essere dei &quot;tagli&quot; alle indennità - spiega Ivano Berto - abbiamo scritto al Ministero per saperne di più e ai delegati delle municipalità per metterli al corrente della situazione&quot;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Venezia&amp;Codice=3820477&amp;Data=2008-6-13&amp;Pagina=3&quot;&gt;Il Gazzettino - Venezia-Mestre - Lorenzo Mayer&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo Cacciari: «Le Municipalità vanno ridotte»</title>
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  <updated>2008-06-13T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Venezia (VE) (Partito: DL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;La Finanziaria taglia il decentramento. Turetta (Pd) contro l’idea del sindaco: «A questo punto dividiamo in due il Comune»&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;«Ridurre il numero delle Municipalità tanto prima o poi lo farà il Governo portandole al massimo a tre o quattro»&lt;/b&gt; è una delle ricette del sindaco Massimo Cacciari per uscire dall'impasse in cui sono caduti gli organi di decentramento del Comune dopo la decisione della Finanziaria di tagliare le indennità ai delegati.&lt;br /&gt;
 Decisione che ha di fatto affidato al lavoro volontario i &quot;governini&quot; delle Municipalità, i cui componenti si devono accontentare del gettone di presenza da 36 euro lordi a seduta.&lt;br /&gt;
 Ma l'ipotesi di ridurre il numero di Municipalità trova, di fronte alla settima commissione di Ca' Farsetti, più critiche che sostegni.&lt;br /&gt;
 «Si è passati da numerosi Consigli di quartiere a sei Municipalità - sbotta Roberto Turetta (Pd) - Se anche sei è troppo, &lt;b&gt;il prossimo passo è di fatto dividere in due il Comune»&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
E alla fine è stato confermato il mandato al capo di gabinetto del sindaco Maurizio Calligaro per riformare lo statuto delle municipalità.&lt;br /&gt;
 Sulla base delle linee guida della riduzione del numero dei consiglieri di Municipalità e del trovare un modo per far avere comunque una indennità ai delegati.&lt;br /&gt;
 «È possibile concedere una indennità - ha spiegato Calligaro sul punto più urgente della crisi - ai delegati che non siano contemporaneamente consiglieri di municipalità».&lt;br /&gt;
 Per cui il delegato dovrebbe essere un esterno o dovrebbe dimettersi da consigliere al momento della nomina.&lt;br /&gt;
 Giocoforza ciò porterebbe a una distinzione tra il presidente della Municipalità, a cui andrebbe l'incarico di nominare i delegati, e il presidente del consiglio di Municipalità.&lt;br /&gt;
 Ricalcando in pratica lo schema istituzionale di un Comune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

Ma l'importante è che si faccia presto. «Bisogna chiudere questa partita entro la fine dell'anno - sottolinea Enzo Castelli, presidente della Municipalità veneziana - perché il 2009 sarà un anno gremito di scadenze elettorali e si sa che sotto elezioni i consigli smettono di decidere davvero e fanno solo demagogia».&lt;br /&gt;
 Concetto ribadito più volte anche da Cacciari. «Non possiamo andare avanti in questa situazione - ha detto il sindaco - &lt;b&gt;tanto vale tornare ai Consigli di quartiere&lt;/b&gt; se la Municipalità non ha di fatto capacità esecutiva».&lt;br /&gt;
 Mentre sulla riduzione del numero dei consiglieri sembra che siano un po' tutti d'accordo. &lt;br /&gt;
«Serve una drastica riduzione del numero dei consiglieri - ha ribadito il sindaco - altrimenti in Municipalità si riprodurrebbero le stesse lungaggini del Consiglio comunale».&lt;br /&gt;
Due le direttrici che potrebbero essere seguite. La prima riprende una vecchia proposta che prevede, oltre al presidente, 24 consiglieri per le Municipalità di Venezia e di Mestre, 20 per Marghera e Chirignago, 16 per il Lido e per Favaro. &lt;br /&gt;
L'altra vorrebbe ricalcare le disposizioni sul numero di consiglieri dei Comuni di pari dimensioni. &lt;br /&gt;
E quindi i consiglieri sarebbero 30 per le Municipalità maggiori, 22 per le intermedie e 18 per le più piccole.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Venezia&amp;Codice=3820476&amp;Data=2008-6-13&amp;Pagina=3&quot;&gt;Il Gazzettino - Venezia-Mestre - Pierluigi Tamburrini&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Renato BRUNETTA: Audizione alla Camera: Brunetta su manovra finanziaria e PA (: datori di lavoro, class action e blocco del turnover)</title>
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  <updated>2008-06-05T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  PA e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Nel corso di un'audizione alla Camera, in data odierna, il ministro Brunetta ha dichiarato:

Sulla prossima manovra finanziaria:
&quot;Serve qualcosa di più di 30 miliardi: qualcosa come 12 di media all'anno, anche se sono ancora da cifrare. Quest'anno la congiuntura va allo 0,5%, l'anno prossimo si pensa allo 0,9-1%. Però potrebbe andare anche a 1,4%: se ci va serve meno, se va a 0,7% serve di più&quot;.
&quot;La prospettiva congiunturale triennale che Prodi aveva cifrato in modo più alto di quella attuale richiedeva 30 miliardi, siccome mediamente è peggiorata servirà di più&quot;.
&quot;Il lavoro che sta facendo Tremonti, lo sta facendo assieme ad alcuni ministri più attrezzati su questi temi. Il decreto riguarderà da un lato i tagli necessari, ma non sono i tagli la cosa più rilevante. La cosa più rilevante saranno le liberalizzazioni per esempio nelle public utility e le privatizzazioni&quot;.   
&quot;Saranno manovre di tipo fiscale e contributivo, tipo quelle del superamento del divieto di cumulo che favoriscono il respiro nel mercato del lavoro. Ci saranno poi tutte le parti in positivo relative alla migliore e maggiore efficienza della pubblica amministrazione, come premi e incentivi, ma anche meccanismi per costringere il datore di lavoro a fare il suo lavoro&quot;.
&quot;Quindi il decreto sarà di antibiotici e vitamine. Antibiotici che servono a correggere le dinamiche di finanza pubblica che sono in peggioramento e vitamine perché se a un corpo si danno solo antibiotici quel corpo si deprime&quot;.
Accanto al decreto &quot;ci saranno altre vitamine, lavoro di razionalizzazione e semplificazione, il miglioramento della contrattazione, per arrivare nel medio periodo a un miglioramento della produttività e dell'efficienza&quot;.

Sulla pubblica amministrazione:
&quot;Si deve partire dai datori di lavoro, dai dirigenti perché il pesce puzza dalla testa. E poi dare voce ai cittadini&quot;.
&quot;Stiamo preparando un decreto legge, un disegno di legge e una delega per cambiare le regole del gioco. Punire i datori di lavoro che non fanno i datori di lavoro. Se un sindaco non tiene il proprio bilancio in ordine viene commissariato, se il direttore di una unità sanitaria non tiene in ordine la propria unità viene licenziato e così via&quot;.
&quot;sto riflettendo sulla possibilità di estensione della class action al settore pubblico, dove però chi perde non paga, va a casa&quot;.

Brunetta ha anche confermato che tra le ipotesi allo studio c'è il blocco del turnover nella Pa: &quot;Stiamo lavorando su questi temi. I blocchi del turnover non funzionamo mai se sono fatti in maniera banale. Si tratta da un lato di bloccare o incentivare le uscite dall'altro di migliorare quali-quantitativamente le entrate in modo che ci sia un rinnovo del capitale umano della Pa&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=200806051550487448&amp;chkAgenzie=TMFI&quot;&gt;Milano Finanza&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Clemente MASTELLA: No al tetto di stipendio ai manager del pubblico</title>
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  <updated>2007-11-07T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: Misto) -  Ministro  Giustizia (Partito: UDEUR) - Sindaco  Comune Ceppaloni (BN) (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Sindaco  Comune Ceppaloni (BN) (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;No&quot; del ministro della Giustizia Clemente Mastella al tetto di stipendio ai manager. Prendendo la parola nell'Aula del Senato, Mastella ha sottolineato come ci siano una serie di sentenze della Corte Costituzionale, secondo le quali &quot;a fronte di una scelta connotata da una componente negoziale si precludano componenti legislative&quot;. Inoltre, si crea &quot;un vulnus di natura pensionistica&quot;, per cui secondo Mastella &quot;si puo' stabilire che a scadenza ci sia un limite a 270.000 per cui io, sul libero mercato, sapro' che se vado a presiedere l'Eni avro' un contratto da 270.000 euro&quot;.

Inoltre, &quot;Noi dovremmo mandare in esilio questa norma per coloro i quali hanno prestazioni artistico-professionale. Cioe': Bonolis puo' prendere un milione o un miliardo di euro e un servitore dello Stato non incassa piu' di 270.000. Annuncio voto contrario, il mio gruppo vota contrario&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agi.it/politica/notizie/200711131427-pol-rt11133-art.html&quot;&gt;AGI News&lt;/a&gt;</summary>
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