<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xml:lang="en">
  <title>Openpolis - Argomento: blog</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/"></link>
  <link rel="self" href="http://politici.openpolis.it/feed/tagDeclarations/279"></link>
  <id>http://www.openpolis.it/</id>
  <updated>2012-04-26T00:00:00Z</updated>
<entry>
  <title>Paola Severino: INTERNET: NECESSARIO REGOLAMENTARE I BLOG</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/26/paola-severino/internet-necessario-regolamentare-i-blog/626964"></link>
  <updated>2012-04-26T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626964</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Giustizia&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''E' necessario regolamentare i blog. Il cittadino ha il diritto di interloquire con un altro cittadino, ma lo deve fare anche lui seguendo le regole, credo che questo sia un dovere di tutti, anche di chi scrive su un blog''.
&lt;p&gt; Lo ha detto il ministro della Giustizia Paola Severino, intervenuta a Perugia ad un incontro sul tema ''Etica e giornalismo'', parlando dell'ipotesi di regolamentare i blog. 
&lt;p&gt;''Il fatto di scrivere su un blog non ti autorizza a scrivere qualunque cosa, soprattutto se stai trattando di diritti di altri. Ricordiamoci - ha avvertito il ministro - che i diritti di ciascuno di noi sono limitati dai diritti degli altri, io non posso intaccare il diritto di un'altra persona solo perchè sono lasciato libero di esprimermi''. 
&lt;p&gt;''Il problema non è vederli con sfavore ma reprimere l'abuso anche se su internet è più difficile e meno controllabile. Non c'è un preconcetto, ma questo mondo va regolamentato altrimenti si finisce nell'arbitrio''. 
&lt;p&gt;Il ministro ha precisato che anche in sede europea sono previsti incontri per trovare una normativa che regoli il mondo di internet.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/ext/printNews.php?sec=News&amp;cat=CyberNews&amp;loid=3.1.3243961377&quot;&gt;Adnkronos&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>David-Maria SASSOLI: Premio giornalisti a blogger è la rivincita dei precari</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/10/19/david-maria-sassoli/premio-giornalisti-a-blogger-%C3%A8-la-rivincita-dei-precari/617809"></link>
  <updated>2011-10-19T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>617809</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;L'assegnazione del premio del Parlamento europeo per l'eccellenza nel giornalismo a un giovane blogger italiano è una notizia straordinaria. La rivincita dei precari su quelli del 'mestiere', viene da commentare&quot;. Lo afferma il capodelegazione del Pd al Parlamento europeo, &lt;b&gt;David Sassoli&lt;/b&gt;, commentando la notizia del premio per il giornalismo assegnato dall'europarlamento al blogger Massimiliano Nespola.
&lt;p&gt;

&quot;La scelta del Parlamento europeo premia l'interesse dei giovani per un'Europa troppo spesso trascurata dalla stampa ufficiale e costituisce un importante riconoscimento all'eccellenza che il nostro Paese, nonostante un sistema dell'informazione bloccato, riesce nonostante tutto a esprimere&quot;. &quot;A Massimiliano Naspola vanno le congratulazioni per il successo, insieme all'augurio a lui e alla sua generazione di riuscire a costruire un'Italia migliore, anche nel giornalismo&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20111019-giornalisti-sassoli-pd-premio-pe-a-giovane-blogger-e-rivincita-precari&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Roberto CASSINELLI: “La norma ammazza-blog? Ecco come l’ho uccisa”  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/10/07/roberto-cassinelli/%E2%80%9Cla-norma-ammazza-blog-ecco-come-l%E2%80%99ho-uccisa%E2%80%9D-intervista/609815"></link>
  <updated>2011-10-07T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>609815</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Il racconto all’avvocato Daniele Minotti l’iter che ha portato alla modifica del comma 29 nel Ddl intercettazioni. Roberto Cassinelli del Popolo delle Libertà è l’onorevole che, insieme a Rao (Udc) e Zaccaria (Pd), ha presentato l’emendamento che, per ora, “salva” i blog dall’obbligo di rettifica. In questo colloquio con Giornalettismo racconta come sono andate le cose.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Anzitutto, quello che credo interessi ai più: si può confidare nell’approvazione del suo emendamento? In quali tempi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

L’emendamento in Commissione ha raccolto il sostegno di tutte le forze parlamentari, con l’esclusione dell’Italia dei valori. Pertanto, si può ragionevolmente pensare che in Assemblea non ci si discosti dal voto della Commissione. Quanto alla tempistica, credo che la prossima settimana potrebbe essere decisiva per il voto sul ddl intercettazioni.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Alcuni ritengono – &lt;a href=&quot;http://www.minotti.net/2011/09/26/zeusnews-tra-bavagli-censure-e-complottismi/&quot;&gt;ed io sono tra questi&lt;/a&gt; - che il testo originario, cioè quello facente riferimento generico ai “siti informatici”, non fosse applicabile, indistintamente, a tutte le realtà, ma soltanto alla “stampa” vera e propria, con tanto di registrazione, direttore, redazione, ecc. Ciò in considerazione della collocazione all’interno della l. 47/48 appunto sulla stampa. Cosa pensa di questa interpretazione?&lt;/b&gt;

&lt;p&gt;
Che può essere condivisa, ma non è l’unica: ciò significa che il dettato normativo del ddl, così com’è, lascia spazio a troppi dubbi.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Perché, dunque, ha inteso presentare l’emendamento?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;Per evitare interpretazioni giurisprudenziali di senso opposto a quella poc’anzi illustrata. Già in passato abbiamo potuto appurare che i giudici, quando si tratta di tratta di internet, si consentono un ampio margine di manovra. È un rischio che il mio emendamento vuole scongiurare.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Sui media vi è molta confusione, anche relativamente al testo da Lei presentato, forse a causa di una Sua prima proposta formulata due anni fa e decisamente più gravosa rispetto a quella odierna. Può spiegarci gli effetti pratici della Sua nuova ipotesi di modifica?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;L’obbligo di rettifica on-line varrà solo ed esclusivamente per le testate giornalistiche registrate. Tutti gli altri siti internet non dovranno preoccuparsene.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;E’ noto a tutti i caso di Carlo Ruta, lo storico siciliano condannato, anche in appello, per stampa clandestina in relazione al suo blog. Vi è il pericolo che altri siti possano essere riconosciuti stampa, pur senza essere registrati, e sottoposti alla disciplina della rettifica con le conseguenze di legge?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;Tempo fa proposi di modificare la legge sulla stampa al fine di chiarire definitivamente che solo i siti delle testate giornalistiche, o i veri e propri quotidiani on-line, debbono essere considerati stampa e quindi registrati presso il Tribunale. La mia proposta di legge giace nel 2008 presso la Commissione cultura della Camera, senza che sia ancora stata esaminata. La sentenza del Tribunale di Modica, alla quale la domanda fa riferimento, dimostra che il problema esiste e va affrontato. C’è da dire pure, però, che il noto caso di Carlo Ruta è finora l’unico in un’Italia che conta un enorme numero di siti web gestiti amatorialmente.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.giornalettismo.com/archives/155701/la-norma-ammazza-blog-ecco-come-lho-uccisa/&quot;&gt;giornalettismo.com - Daniele Minotti&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Luigi de MAGISTRIS: «A Berlusconi propongo di lasciare l'Italia senza conseguenze. Non c'e' inganno: solo il bisogno di ritornare ad essere una nazione democratica e civile»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/01/02/luigi-de-magistris/%C2%ABa-berlusconi-propongo-di-lasciare-litalia-senza-conseguenze-non-ce-inganno-solo-il-bisogno-di-ritornare-ad-essere-una-nazione-democratica-e-civile%C2%BB/475141"></link>
  <updated>2010-01-02T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>475141</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;

Scappare dai tribunali e dalla legge ad ogni costo? Lodo Alfano, Lodo Alfano Bis, Lodo Costa, processo breve, ddl intercettazioni, riforma della Consulta, ritocco del concorso esterno? Basta, siamo stanchi e c'è da chiedersi, citando Cicerone, per quanto tempo ancora questo novello Catilina abuserà della nostra pazienza.
&lt;p&gt; Forse sarebbe saggio che qualcuno proponesse veramente un Lodo, ma per salvare il paese da Berlusconi. Qualche idea me la sono fatta e in osservanza alla prassi inaugurata dal governo, lo chiamerei &quot;Lodo de Magistris&quot;. 
&lt;p&gt;Pochi punti da definire insieme e non serve nemmeno cambiare la Costituzione , perché approvato in sua difesa, e se anche ci fosse un referendum, credo passerebbe con grande consenso. 
&lt;p&gt;La proposta di fondo è questa: garantiamo a Berlusconi la possibilità di lasciare l'Italia senza conseguenze. &lt;br /&gt;
Non c'è trucco e non c'è inganno: solo il bisogno di ritornare ad essere una nazione democratica e civile. Un volo di Stato - sembra gli piacciano tanto - con annesso Apicella e magari una graziosa signorina. &lt;br /&gt;
Destinazione? Consigliamo le isole Cayman, che risultano affini persino ad uno dei tanti soprannomi che si è conquistato con anni di (dis) onorevole carriera: il caimano. Sarebbe per lui un modo per ritrovare, magari, anche qualche vecchio capitale messo in salvo all'estero. &lt;br /&gt;
E se si annoia? Qualche cavallo e stalliere di fiducia li potrebbe trovare anche lì. Ci permettiamo di suggerire una sola accortezza: che non si chiamino Vittorio e non frequentino Marcello. Il rischio infatti è che anche alle Cayman la storia si ripeta: coppole e appalti nelle isole esotiche sarebbero indigeribili.
&lt;p&gt; Carta e tv liberate potranno riprendere a fare il loro dovere: informare sui fatti, gli stessi che da anni cerca di occultare perseguitando i giornalisti anche se pongono solo domande, cioè fanno il loro mestiere, ovviamente quelli che sopravvivono all'infezione dell' autocensura preventiva. Il Parlamento tornerebbe al proprio compito perché svincolato dalla sua agenda giudiziaria che oggi detta i temi, anzi il tema alle istituzioni: le necessità giudiziarie del fuggitivo da garantire prima di quelle degli italiani. 
&lt;p&gt;La magistratura non più costretta agli assaliti quotidiani potrebbe dedicarsi senza timore alla missione che le spetta e le mafie non si sentirebbero più di poter spadroneggiare indisturbate.
&lt;p&gt; Per le casse dello Stato il guadagno sarebbe altissimo, per non parlare di quello dell'etica pubblica. Finito l'inquinamento di tutti gli ambiti economici e mediatici, il mercato finalmente alleggerito dalla cappa del suo conflitto di interessi, forse riprenderebbe a girare normalmente. 
&lt;p&gt;E le somme ritrovate, anche con una lotta all'evasione certa, potrebbero essere investite nella formazione e nell'istruzione: una sorta di 8 per mille dell'antibelusconismo. 
&lt;p&gt;Ma soprattutto noi non sentiremo più quel mantra che riecheggia dai contesti internazionali alle riunioni riservate e che vuole comunisti, bandiere rosse, manette impazzite accanirsi contro un solo uomo. Finalmente in questa patria liberata non ci saranno più scudi fiscali e lodi ad personam, decreti razzisti e leggi fondamentaliste, emendamenti che ridanno alle mafie ciò che lo Stato ha tolto loro. E noi? &lt;br /&gt;
Noi semplicemente torneremo ad essere un paese normale, degno dell'Europa e della civiltà democratica. Fantascienza? Forse. &lt;br /&gt;
Sicuramente la stessa a cui ci ha abituati con le sue dichiarazioni e le sue azioni politiche surreali: diciamo degne di un altro pianeta, se esiste.


&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.luigidemagistris.it/&quot;&gt;Blog di Luigi De Magistris&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>MICHELE VIANELLO: Venezia. «Al barCamp del 23-25 ottobre per webmaster, comunicatori, imprenditori, blogger, continuano ad arrivare adesioni»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/09/17/michele-vianello/venezia-%C2%ABal-barcamp-del-23-25-ottobre-per-webmaster-comunicatori-imprenditori-blogger-continuano-ad-arrivare-adesioni%C2%BB/417738"></link>
  <updated>2009-09-17T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>417738</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Vicesindaco  Comune Venezia (VE) (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Adesioni continuano ad arrivare anche dall’estero oltre ogni previsione»&lt;br /&gt;
«il popolo della Rete trasformerà le antiche Tese dell’Arsenale in un luogo virtuale: dalla navigazione delle galee a quella in Internet. Sarà anche l’occasione per infrastrutturare con la rete gli spazi che diedero vita ai fasti della Serenissima».
&lt;p&gt;
Sono molti i cervelli della Rete che hanno risposto «presente» alla convocazione del Comune per animare il barCamp del 23-25 ottobre: oltre un migliaio. Troppi per l’isola del Lazzareto vecchio. Così, il raduno nazionale di webmaster, comunicatori, imprenditori, blogger, community, ninghisti chiamati a Venezia per discutere di innovazione - e, magari, farla in laguna - traslocherà all’Arsenale.
&lt;p&gt;Gruppi di confronto sull’economia digitale, nuove applicazioni per Facebook, Venezia capitale della cultura, letteratura in rete: di questo ed altro si discuterà all’Arsenale. Il calendario viene costruito di giorno in giorno in rete, attraverso le idee dei partecipanti. «Come presidente dell’associazione che rappresenta chi lavora nel Web e come co-organizzatore dell’evento», dice Roberto Scano, webmaster lidense, «mi fa piacere che a Venezia finalmente si inizino a concretizzare le nuove possibilità di sviluppo economico incentrate sull’uso della rete e sulle nuove forme di comunicazione, staccandosi dal classico concetto di Venezia città da vedere». «L’obiettivo», «è portare qui, ogni anno, quanti operano quotidianamente nella rete, per coinvolgerli in tavoli che possano far crescere sia i servizi presenti nel web sia idee da applicare nella realtà veneziana. Per noi di IWA è un sogno che diventa realtà: portare Venezia il centro dell’innovazione, i migliori cervelli della rete».
&lt;p&gt;Le aspettative sono molte. «Venezia per uscire dalla crisi di idee prodotta dalla monocultura turistica deve appoggiarsi ad un sostegno produttivo diversificato, che riporti in città nuovi abitanti: quel ceto medio che trova normale vivere e mettere su famiglia in una città straordinaria», sottolinea Andrea Casadei, imprenditore e tra gli organizzatori del barcamp, insieme a Gigi Cogo, «l’innovazione è un’opportunità di crescita per la Venezia del futuro: software e modelli d’uso, senza bisogno di fabbriche e trasporti pesanti, come - ad esempio - il connubio tra innovazione tecnologica ed arte. Inoltre, Venezia oggi è un modello nella capacità di generare tribù digitali: una nuova frontiera per fare politica attiva, nella governance della città»&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://nuovavenezia.gelocal.it/stampa-articolo/1723427&quot;&gt;La Nuova di Venezia e Mestre - Roberta De Rossi&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Silvio BERLUSCONI: Intervista a una tv tunisina: «Apertura di cuore verso gli immigrati»  [Con link correlati]</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/09/05/silvio-berlusconi/intervista-a-una-tv-tunisina-%C2%ABapertura-di-cuore-verso-gli-immigrati%C2%BB-con-link-correlati/417455"></link>
  <updated>2009-09-05T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>417455</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Noi italiani abbiamo il dovere di guardare a quanti vogliono venire in Italia con una apertura totale di cuore. E di donare a coloro che vengono in Italia la possibilità di un lavoro, una casa, di una scuola per i figli». 
&lt;p&gt;È la parte di un'intervista concessa dal premier Silvio Berlusconi alla rete tunisina Nessma tv, andata in onda il 23 agosto, qualche giorno dopo la sua visita del presidente del Consiglio nel paese maghrebino. 
&lt;p&gt;L'intervista, che precede di pochi giorni la visita in Libia, dove &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/09_agosto_30/libia_berlusconi_gheddafi_a478de02-9546-11de-8421-00144f02aabc_print.html&quot;&gt;&lt;b&gt;il premier difese la politica dei respingimenti&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, è stata ora rilanciata da Beppe Grillo sul suo blog. 
&lt;p&gt;Il comico pubblica sulla sua home page due link per chi desidera vederne una sintesi sottotitolata su &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=9blS8S_J_I4&quot;&gt;&lt;b&gt;YouTube&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; o l’originale tutto in francese dal sito www.nessma.tv.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;L'Intervista&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «È necessario - spiega nell'intervista il presidente del Consiglio parlando dell'immigrazione clandestina - incrementare le possibilità per la gente che vuole tentare nuove opportunità di vita e di lavoro, occorre aumentare le possibilità di entrare legalmente in Italia e negli altri Paesi europei. &lt;br /&gt;
Questo è ciò che voglio sia fatto, non solo in Italia, ma in tutta Europa». «E poi - dice ancora Berlusconi - bisogna dire che gli italiani sono stati un popolo che ha lasciato l`Italia e che è emigrato in altri Paesi, soprattutto in quelli americani. E allora questo ci impone il dovere di guardare a quanti vogliono venire in Italia con una apertura totale di cuore. E di donare a coloro che vengono in Italia la possibilità di un lavoro, di una casa, di una scuola per i figli, e la possibilità di un benessere che significa anche la salute e l'apertura di tutti i nostri ospedali alle loro necessità e questa è la politica del mio governo». 
&lt;p&gt;«La cosa più terribile sono le organizzazioni criminali, che sono moltissime - ha aggiunto Berlusconi alla tv di Tunisi -. Ben Ali oggi mi ha detto di 300 organizzazioni scoperte dalla polizia del vostro Paese. Sono persone che approfittano della speranza degli altri, delle persone che sono nella miseria e che vogliono donare a se stessi e ai propri cari un futuro migliore. E allora si affidano a persone che con imbarcazioni non sicure si mettono in mare e questo porta a tragedie ad ogni istante. Occorre combattere tutto ciò». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/09_settembre_05/grillo_immigrazione_video_berlusconi_2121167e-9a40-11de-80e2-00144f02aabc_print.html&quot;&gt;Blog Beppe Grillo - Corriere della Sera.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Marco CAPPATO: Internet: perché la Carlucci agita spauracchi quando l'impianto del suo Ddl è chiaramente pro-oligarchie?</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/03/29/marco-cappato/internet-perch%C3%A9-la-carlucci-agita-spauracchi-quando-limpianto-del-suo-ddl-%C3%A8-chiaramente-pro-oligarchie/390817"></link>
  <updated>2009-03-29T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>390817</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Perché l'onorevole Carlucci nel difendere il suo disegno di legge contro l'anonimato continua ad evocare temi come la pedofilia, possibili interferenze nelle indagini giudiziarie, diffamazione o criminalità organizzata, quando stiamo parlando di un testo redatto interamente dal presidente di Univideo, e che nasce quindi a tutela degli interessi delle major dell'audiovisivo?

&lt;p&gt;
Questa maggioranza che, afferma di esser contro l'abuso di potere della magistratura nell'utilizzo delle intercettazioni ai politici,&lt;b&gt; propone la schedatura sistematica e totale delle attività in rete dei cittadini&lt;/b&gt;, indipendentemente dal loro coinvolgimento in indagini giudiziarie.

&lt;p&gt;
Esistono già norme e tecnologie per perseguire illeciti civili e penali commessi in rete senza il bisogno di nuove iniziative legislative che permettano una schedatura preventiva. Il &quot;garantismo&quot; per la classe politica deve valere per i normali cittadini. Nei prossimi giorni organizzeremo la nostra opposizione alla legge Carlucci.
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


• Dichiarazione congiunta dei parlamentari Radicali Marco Cappato (UE), Marco Perduca (Senato) e Luca Nicotra di Radicali italiani.	&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=139787&quot;&gt;official web site - Radicali Italiani&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Andrea SARUBBI: «Sono spaesato, mi ha voluto Walter, su suggerimento di Rutelli... [Dalla base sale un urlo sul web &quot;Adesso via tutta la nomenklatura&quot;]</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/02/18/andrea-sarubbi/%C2%ABsono-spaesato-mi-ha-voluto-walter-su-suggerimento-di-rutelli-dalla-base-sale-un-urlo-sul-web-adesso-via-tutta-la-nomenklatura/388804"></link>
  <updated>2009-02-18T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388804</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; &lt;br /&gt;
«Sono spaesato, mi ha voluto Walter, su suggerimento di Rutelli, è la prima volta che mi capita nella vita...
&lt;p&gt;

Ma so che adesso bisogna avere coraggio, non aggrapparsi alle figure di garanzia, ad una classe dirigente nata quattro partiti fa». Modello Renzi, modello Bersani, i germi di una prossima divisione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


Tra tanto furore, note di tristezza:&lt;br /&gt;


«Povera sinistra italiana, mi manca... Ma chi sono oggi gli italiani di sinistra? Cosa hanno in testa? Cosa vogliono veramente? Forse è tutto finito... Lo confesso:&lt;br /&gt;


ho paura».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;DALLA BASE SALE UN URLO SUL WEB &quot;ADESSO VIA TUTTA LA NOMENKLATURA&quot;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Presi d`assalto siti e blog di area. Il coro è unanime: ora facce nuove e opposizione dura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Via tutti, via Veltroni, ma anche, come direbbe Crozza, per l`ultima volta, via tutti gli altri. Via Bersani, via Fioroni, via D`Alema, via Rutelli, via Soro, via Letta, via Latorre e persino i meno visibili Carra e D`Ubaldo... Via «le compagnie brutte», via «tutta la classe dirigente che nasce dal ventre del vecchio Pci», via «i pericolosi ipocriti doppiogiochisti», via «quelli che trattano il Vaticano non come uno Stato estero ma come il consigliere privilegiato», via la «Binetti che ascolta Radio Vaticana prima di votare», via «la nomenklatura arroccata nella torre d`avorio», «via quelli che anche quando cadono per terra, poi c`è sempre uno champagne, una prima all`opera, un vernissage che li aspetta».

&lt;p&gt;
Un grido collettivo, un`onda inarrestabile di emozioni, quella del dopo-Veltroni. La delusione, la rabbia, la voglia di reagire, prendono forma nelle migliaia di messaggi che intasano i siti online dell`Unità, di Repubblica, degli altri indirizzi web occupati da una sinistra travolta dalla sconfitta bruciante di Soru e poi da quel «me ne vado» senz`appello del leader.

&lt;p&gt;
Cambia tutto, all`improvviso. Ed ecco che la reazione di molti, della maggioranza, prende la strada rancorosa, livida, della ribellione nei confronti di un establishment di partito, vissuto come «casta».

&lt;p&gt;
Messa così, non basta, non sazia, la testa caduta di Veltroni.

&lt;p&gt;
Della vecchia guardia non si salva nessuno, chi stava in prima fila e chi in seconda, chi si opponeva e chi era organico al progetta. «Vorrei che se ne andassero tutti gli apparatnik, gli uomini di corridoio, i lecchini, i rutelli e i rutellini, i faziosi, i moralisti cattopapisti, gli arrivisti, i terzomondisti, i precisini, i benaltristi, i sempresentisti, gli entusiasti di ogni cambiamento».

&lt;p&gt;
E` la furia del cupio dissolvi. Il segnale che gli elettori del Pd vogliono girare pagina, anche brutalmente.

&lt;p&gt;
Non vedevano l`ora di dirlo, di urlarlo: «Qui è un`intera classe dirigente che ha fallito! Invece di creare una scuola quadri, di promuovere facce nuove, i soliti hanno lottato per le poltrone.

&lt;p&gt;
Veltroni ha solo accelerato il processo con la sualinea morbida...».&lt;br /&gt;


Veltroni che lascia, Veltroni che passa dal «Yes we can, al Yes I go».

&lt;p&gt;
Veltroni che qualche militante ostile, già non rimpiange: «Era ora, è la prima cosa buona che fa, ma troppo tardi».&lt;br /&gt;
 Però anche Veltroni che distrugge un sogno:&lt;br /&gt;


«Grazie Walter, gentiluomo tra gli sciacalli, con te finisce la mia storia politica ed elettorale».&lt;br /&gt;


Fa impressione leggere in sequenza gli sfoghi, gli sbandamenti.&lt;br /&gt;


E` una base sofferente, mai più disposta ad illudersi: «A questo punto l`intera classe dirigente dovrebbe riflettere sullo stato del Partito. Il problema non è un semplice cambio di leadership. Abbiamo bisogno di una nuova sintesi che provenga da un`altra generazione».

&lt;p&gt;
Aria nuova, dunque, «volti nuovi, idee fresche, opposizione dura»: «Facciamo la lista di quelli che se ne devono andare, tutti quelli che hanno trasformato il sogno in un incubo. Se si vogliono migliorare le cose va cambiato l`intero gruppo dirigente, vanno allontanate le cariatidi, si dimettano la direzione e il governo ombra o io non voterò più».

&lt;p&gt;
Quasi mille messaggi solo all`Unità e l`aria che tira è principalmente questa: Veltroni è stato troppo «soft» contro il Caimano, è stato travolto dal suo «ma anchismo che in politica non paga», aveva «i capibastone che gli remavano contro», ma nessuno pensi di rimpiazzarlo con i soliti o il Pd, che adesso è «ircocervo», diventerà un guscio vuoto. «Bye bye Walter, non èl`epoca giusta per te.

&lt;p&gt;
Adesso nuovo segretario, nuova linea politica». La rabbia per la sconfitta che brucia trasformata in opportunità: «E` questa &lt;b&gt;l`occasione per fare piazza pulita della nostra parte di casta&lt;/b&gt;».&lt;br /&gt;

 &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KT8V8&quot;&gt;La Repubblica - Alessandra Longo&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Roberto CASSINELLI: «Ma no alle correnti»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/17/roberto-cassinelli/%C2%ABma-no-alle-correnti%C2%BB-intervista/388273"></link>
  <updated>2009-01-17T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388273</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Subito l’accusa, onorevole Roberto Cassinelli: non sarà che qualcuno vuole resuscitare il Pli all’interno del Pdl?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Credo di essere stato chiaro, in questo senso, anche nel mio intervento al convegno della Consulta dei Liberali. E ribadisco: il Pdl costituisce l'approdo sicuro della nostra grande tradizione storica e culturale. È qui che dobbiamo lavorare, per portare avanti dall'interno del nuovo partito i grandi progetti che si ispirano ai nostri valori».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Ma c’è sempre qualcuno che dice: così i valori liberali si annacquano.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Sbagliato. È vero invece che finalmente i liberali italiani possono trovare nel Popolo della Libertà l'approdo di una grande storia e il riconoscimento dei loro valori».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Senza dimenticare il passato.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Appunto. Anche al convegno abbiamo ripercorso la nostra storia e abbiamo ricordato come i nostri principi liberali siano stati per almeno due generazioni relegati in un limbo da una sinistra supponente e portatrice di una inesistente egemonia culturale. E che soltanto il coraggio e la passione nostri e dei nostri padri ci hanno portati a vedere la luce di un giorno nuovo».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;... e una nuova casa comune.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«La nascita del Pdl offre a questa cultura e a questa tradizione la possibilità di abitare in una grande casa comune con cattolici, riformisti e tutti coloro che si riconoscono in un progetto politico alternativo alla sinistra, ispirato al liberalismo, al mercato, alla libera circolazione delle idee, che vede l'individuo al centro della società».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Lei ha precisato: ci sono i garanti di questo percorso.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Abbiamo nella leadership di Berlusconi e nell'appoggio totale del nostro ministro Claudio Scajola due punti di riferimento sicuri e una garanzia per i nostri valori».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Ci sono anche dei rischi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Uno solo, ma grosso: di chiuderci in una nicchia, per cercare piccoli spazi nel nuovo partito o, peggio, per rivendicare posti di potere. Il nostro ruolo è costruire ponti ispirati alle grandi battaglie liberali all'interno del Pdl. Non dobbiamo commettere l'errore di voler ricercare a tutti i costi una connotazione e una differenziazione ideologica all'interno del Pdl, che non gioverebbe agli uomini né ai principi liberali, avviando una frammentazione che il nostro elettorato non vuole».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Lo dice proprio lei che ha iniziato l’esperienza di parlamentare realizzando progetti che si ispirano all'ideologia liberale.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Ho cercato di portare avanti le nostre idee. La battaglia per condizioni di vita e di lavoro dignitose nelle carceri, quella per la tutela delle libere professioni, l'impegno per una autentica liberalizzazione dei blog sono battaglie liberali. Sono le nostre battaglie che da ora in avanti saranno battaglie comuni del Popolo della Libertà».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KHD4E&quot;&gt;Il Giornale - Genova&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Roberto CASSINELLI: &quot;E ORA IL TESTO DEFINITIVO&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/08/roberto-cassinelli/e-ora-il-testo-definitivo/382863"></link>
  <updated>2008-12-08T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>382863</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Tutto secondo i piani. Una settimana dopo averVi presentato la proposta 2.0, ecco che è pronto quello che credo possa essere davvero il testo definitivo.
&lt;p&gt;

Rispetto alla versione precedente, le modifiche sostanziali sono due:
&lt;p&gt;

1. È specificato che fra le “due o più persone regolarmente retribuite” che farebbero, insieme alle altre condizioni necessarie, scattare l’obbligo di registrazione, non è incluso l’editore del prodotto editoriale (in pratica, il proprietario del sito): quindi si tratta di “due o più persone” oltre all’editore.
&lt;p&gt;
2. Il limite per gli introiti da pubblicità è spostato da 36.000 euro a 50.000 euro lordi. Mi sembra un aumento significativo.

&lt;p&gt;
Entrambe queste modifiche mi sono state proposte da molti di Voi qui sul blog, ed anche via e-mail e su Facebook.

&lt;p&gt;
Trattandosi di richieste condivisibili e molto frequenti, mi è parso giusto accoglierle entrambe.
&lt;p&gt;

Le altre modifiche che leggerete sono più che altro di tipo formale.

&lt;p&gt;
Cliccando &lt;a href=&quot;http://www.robertocassinelli.it/pdl%20blog%20def.pdf&quot;&gt;qui&lt;/a&gt; potete scaricare il testo integrale della proposta di legge, corredato dalla sua relazione.

&lt;p&gt;
Mi pare che, insieme, in queste settimane, abbiamo lavorato davvero bene. Forse non ce ne siamo accorti, ma abbiamo messo in atto una primissima forma di e-democracy che è assai rara nel nostro Paese.

&lt;p&gt;
Confido sinceramente di poter continuare nel solco costruito con Voi in questi ultimi tempi, per renderci protagonisti di una nuova era in cui il web sia davvero al centro delle attenzioni della politica.

&lt;p&gt;
Ho diverse idee che ritengo possano interessarVi. Presto tornerò a disturbarVi per cercare ancora una volta di coinvolgerVi.

&lt;p&gt;
Vi saluto e mi raccomando: restiamo connessi. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://robertocassinelli.blogspot.com/2008/12/ed-ora-il-testo-definitivo.html&quot;&gt;robertocassinelli.blogspot.com&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Silvio BERLUSCONI: «Da gennaio sarò presidente del G8. E mi farò promotore di una regolamentazione della rete».</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/04/silvio-berlusconi/%C2%ABda-gennaio-sar%C3%B2-presidente-del-g8-e-mi-far%C3%B2-promotore-di-una-regolamentazione-della-rete%C2%BB/382714"></link>
  <updated>2008-12-04T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>382714</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;

Un annuncio che suona come una minaccia. Molto perché a formularlo è lui, Berlusconi. Il premier dell'unico paese occidentale dove l'informatica non solo non cresce ma va indietro. Ma il sospetto verrebbe anche se a parlarne fossero altri, uno qualsiasi dei «potenti». Il tema è Internet. Ieri, Berlusconi ha tagliato il nastro di un nuovo servizio offerto dalle Poste. Nell'occasione, il premier ha regalato qualche frase fatta. Prima dell'annuncio: &lt;b&gt;«Da gennaio sarò presidente del G8. E mi farò promotore di una regolamentazione della rete».&lt;/b&gt; Nuove leggi, insomma.
&lt;p&gt;
Berlusconi ne parlerà al vertice dei «grandi», a La Maddalena, e non all'Onu. Perché il Palazzo di vetro è ormai diventata un'organizzazione «pletorica». Che cosa proporrà ? Su questo, il presidente non ha detto una virgola di più. Forse l'idea gli è venuta ieri, sul momento, forse la deve dettagliare. Comunque per ora non si sa nulla. 
C'è solo l'annuncio. Che appunto suona come una minaccia. Perché è lo stesso premier che 24 ore fa - non qualche anno fa col caso Biagi, ma l'altro ieri - ha proposto il licenziamento dei direttori dei due più importanti quotidiani perché poco graditi. Perché è alla testa di un governo che in meno di otto mesi, è riuscito a vietare tutto. Dalla possibilità di entrare in questo paese all'elemosina. Tutto vietato.&lt;br /&gt;

La sua suona come una minaccia, dunque. Ma la verità è che quelle frasi sarebbero pericolose anche se a pronunciarle fossero altri. Perché il problema della rete non è nella mancanza di regole. E' nel fatto che non arriva dappertutto, perché costa troppo. E chi dovrebbe farlo, fa i conti solo con i bilanci. E' nel fatto che due terzi del mondo dispone del 95% delle connessioni. Quindi del 95% delle informazioni. Il problema della rete è che lo strumento più democratico di fruizione della cultura sta per essere soffocato dalle lobby del copyright.&lt;br /&gt;

Le regole, allora. Le regole che ha in mente Berlusconi hanno poco a che fare con tutto questo. E di tutto la rete sente il bisogno meno che di nuove leggi. Che esistono già, e sono operative. La lotta alla pedofilia è condotta dal Canada al Sud Africa sulla base di norme esistenti, così come la lotta al terrorismo. E laddove non è arrivata la legge, la rete si è autogovernata. Per fare un esempio: tutti conoscono «wikipedia», l'enciclopedia on line fatta col contributo di milioni di utenti. Bene, «wikipedia» si è data norme quasi ferree, che impediscono, o attenuano, gli abusi. No, Berlusconi pensa ad altro. E infatti dice che &lt;b&gt;Internet è «un forum mondiale che va regolamentato».&lt;/b&gt;
 &lt;b&gt;Che va controllato.&lt;/b&gt; In questo, rivelando molte analogie col centrosinistra. Visto che in Italia la proposta più liberticida di «regolamentazione» dei blog - cioè dei luoghi dove si esprime il massimo di libertà d'opinione - porta la firma dell'ex sottosegretario del governo Prodi, Levi.&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;
La rete va imbavagliata, ancora. Come ha fatto il suo amico Sarkozy che ha deciso di espellere dalla rete chi è sospettato di scaricare file protetti dal copyright. Come vorrebbe fare l'Europa dove il consiglio dei ministri ha varato una proposta che - se approvata - consentirebbe alle polizie di introdurre virus nei pc in modo da poterli spiare. Come ha fatto l'America di Bush che, dopo l'11 settembre, s'è arrogata il diritto di violare qualsiasi privacy. Sì, l'America di Bush.
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Quella di Obama non si sa ancora ma in ogni caso la sua prima mossa è in controtendenza.
 E' di ieri l'annuncio che tutto ciò che era leggibile, ascoltabile, visibile sul sito del neo presidente sarà disponibile sotto licenza «creative commons». Basterà citare la fonte e chiunque potrà prendere quel che vuole, rielaborarlo, assemblarlo, smontarlo. Non ci sarà copyright.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Nel suo piccolo Obama comincia a disegnare una rete libera. Per realizzarla, però, dovrà fare i conti con Berlusconi e gli altri. A cominciare dal prossimo vertice. Economico.&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=K2ZY1&quot;&gt;Liberazione - Stefano Bocconetti&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Roberto CASSINELLI: CASSINELLI (PDL) PRESENTA UN DDL &quot;SALVA-BLOG&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/11/19/roberto-cassinelli/cassinelli-pdl-presenta-un-ddl-salva-blog/382176"></link>
  <updated>2008-11-19T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>382176</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il parlamentare, membro della Commissione giustizia di Montecitorio, ha presentato una proposta di legge con la quale elimina gli obblighi di registrazione per blog, community e gruppi sociali on-line. &quot;Segniamo un deciso passo avanti - commenta Cassinelli - rispetto alle proposte della sinistra che aveva ipotizzato l'inserimento di nuovi obblighi e di registrazioni per i blog&quot;. 

 

&quot;E' una legge che applica l'art. 21 della Costituzione e libera blog, social network e community dai lacci e lacciuoli stabiliti dalla legge per i prodotti editoriali&quot;. Roberto Cassinelli presenta così la sua proposta di legge, recante modifiche all'art. 1 della legge 7 marzo 2001, n. 62, che rischia di individuare come &quot;prodotto editoriale&quot; - sottoponendola alla relativa normativa - anche la diffusione on-line di opinioni e di libera circolazione delle idee. &quot;Questa proposta di legge - spiega ancora Cassinelli - limita l'estensione degli obblighi di cui all'art. 2 della legge 8 febbraio 1948, n. 7, ai soli prodotti editoriali realizzati su prodotto cartaceo, escludendo perciò la registrazione in tribunale di ogni sito internet. Tale obbligo permane soltanto per i cosiddetti 'giornali on-line', ovvero quei siti internet simili, se non identici, alla stampa tradizionale, con una redazione giornalistica regolarmente stipendiata e con la vendita di spazi pubblicitari al proprio interno&quot;. Sono questi ultimi, in estrema sintesi, i criteri, puntualmente codificati, che la proposta di legge Cassinelli individua in sette punti diversi, ricorrente uno dei quali fa scattare l'obbligo di iscrizione in tribunale per quei siti che abbiano come scopo &quot;la diffusione o la pubblicazione di notizie di attualità, cronaca, economia, costume o politica&quot;. Dal punto di vista politico, Cassinelli ricorda che la legge da lui proposta &quot;risponde ad una esigenza di liberalizzare la circolazione delle idee ed il mercato delle opinioni, senza introdurre ulteriori appesantimenti e controlli. Per questo mi piace ribattezzare la mia legge come legge ‘salva-blog’ in piena antitesi con il ddl ‘ammazzablog’ presentato dall'ex sottosegretario all'editoria del governo Prodi Ricardo Franco Levi&quot;. Quel testo, lo ricordiamo, prevedeva l'iscrizione al Registro degli operatori della Comunicazione per tutti i blog. &quot;Una misura assolutamente illiberale e inaudita che metteva il bavaglio alla libera circolazione delle idee&quot; conclude Cassinelli, &quot;per cui apprezziamo che lo stesso onorevole Levi abbia deciso di fare retromarcia ritirando il capitolo della sua proposta dedicato ad Internet&quot;. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.robertocassinelli.it&quot;&gt;RobertoCassinelli.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Ricardo Franco LEVI: Internet, Levi: nessuna limitazione alla libertà della Rete. Cancellerò dal testo il breve capitolo su Internet.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/11/18/ricardo-franco-levi/internet-levi-nessuna-limitazione-alla-libert%C3%A0-della-rete-canceller%C3%B2-dal-testo-il-breve-capitolo-su-internet/382168"></link>
  <updated>2008-11-18T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>382168</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Dichiarazione di Ricky Levi (Pd), portavoce Governo ombra&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


La rete come spazio di libertà e opportunità di sviluppo, come ineguagliabile strumento, sotto qualsiasi latitudine e regime, per il libero scambio di informazioni ed opinioni e come potente mezzo per la crescita economica, di singole imprese e dell’intera società. 
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Queste sono le convinzioni con le quali ci siamo avvicinati al mondo di internet quando, col passato governo e nella passata legislatura, ci siamo messi al lavoro per avviare l’editoria italiana ad una riforma non più rinviabile nel tempo e tale da consentirle di rispondere in modo efficace alle sfide del nostro tempo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


Sul progetto allora elaborato e che sto ora riproponendo al Parlamento, si stanno manifestando tra gli utenti di internet diffuse preoccupazioni. Si teme, in particolare, che vengano introdotte regole che limitino la semplicità dell’accesso alla rete e la libertà d’espressione che essa naturalmente permette.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


Si tratta di paure totalmente infondate.
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Ciononostante, penso che si possa serenamente convenire sull’utilità di un pausa di riflessione. 
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Dal mondo (e penso ai passi avanti che sono stati fatti per il riconoscimento dei diritti d’autore sui brani musicali e sui libri scaricati da internet, ai tanti esempi di operatori che hanno cancellato dai loro siti notizie risultate errate o offensive, alle relazioni tra le maggiori imprese della rete e le autorità antitrust per contemperare i valori della libera iniziativa e dell’apertura dei mercati) ci arrivano, sempre più numerosi, i segnali di una rete che, senza perdere in libertà, trova le forme di una matura e condivisa responsabilità.
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Sono fiducioso che, a partire da questi segnali, sia possibile trovare un’intesa che consenta a tutti di trarre il meglio dalle opportunità offerte da internet.
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Per la vastissima consultazione e il grande lavoro di analisi e riflessione su cui è stato costruito, considero il progetto di legge che ho depositato alla Camera una base preziosa per un confronto nel Parlamento e con gli operatori che porti finalmente a varare una organica riforma dell’editoria.
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Per queste ragioni, prima che il progetto di legge venga offerto alla discussione parlamentare in un testo definitivo, cancellerò dal testo il breve capitolo su internet. Discuteremo insieme se e come riempire quel vuoto.&lt;/b&gt; 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=64784&quot;&gt;Ufficio stampa | Comunicato stampa | Pd&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Paolo GUZZANTI: Io, il Pdl, Putin e Berlusconi. Vi dico tutto</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/10/10/paolo-guzzanti/io-il-pdl-putin-e-berlusconi-vi-dico-tutto/375161"></link>
  <updated>2008-10-10T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>375161</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PT già IR) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;«Lettera aperta del deputato Pdl Guzzanti dopo le critiche al premier: lasciare il partito? Non ci penso proprio»&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;




Caro Silvio,&lt;br /&gt;
 
tutti hanno ieri sottolineato il fatto che io abbia scritto sul mio blog la parola «vomitare» e l’hanno usata per farmi dire ciò che non ho detto, e cioè che tu mi provochi la nausea. Questo è falso. Ciò che mi ha provocato nausea è il modo in cui tu fai incombere sulla politica e la vita pubblica italiana il rapporto personale e allarmante fra te e Vladimir Vladimirovic Putin. E mi ha provocato disagio anche fisico averti sentito ripetere facendola tua la versione dell’uomo che chiami «il nostro grande Vladimir» parlando della prima invasione armata di un paese europeo dal 1939 quando Hitler invase la Polonia da una parte e Stalin dall’altra.&lt;br /&gt;

Da ieri tutti mi chiedono se abbandonerò il partito, se mi dimetterò dal gruppo, se lascerò il Parlamento, se tu mi hai telefonato, che cosa penso di coloro che sono stati comandati di compilare penose ingiurie nei miei confronti sulle stile delle guardie rosse: nessuno osi criticare il grande timoniere. Le nostre riunioni pubbliche del resto non sono state mai dei congressi, il diverso parere non è gradito e di fatto non è ammesso. Io ho inventato la formula, da te spesso ripetuta, di un partito monarchico e anarchico. Ma se la monarchia diventa pensiero unico e l’anarchia viene schiacciata, allora il partito monarchico-anarchico diventa una anomalia democratica per rispondere alla quale non è sufficiente la convocazione del congresso di febbraio, che di fatto sarà soltanto una kermesse di fusione fra le due componenti, An e Fi. Andarmene? Non ci penso neanche. Mi aspetto invece rispetto e gratitudine per aver introdotto sacrosanti motivi di riflessione su questioni di importanza internazionale, nazionale e morale. Se tu avessi parlato soltanto in termini di realpolitik, non avrei forse provato nausea. Ma tu hai sposato e diffuso come dati oggettivi le bugie di un uomo al quale centinaia di storici e di analisti politici, fra cui io stesso, attribuiscono gravissime violazioni dei principi fondamentali della democrazia e dei diritti dell’uomo.
Ritengo poi falso che un Paese debba impiegare molti anni per passare dal totalitarismo alla democrazia come tu hai detto per giustificare Putin e la sua dittatura del Kgb che ha coperto il parlamento e ogni livello intermedio, sostituendo il partito unico comunista con il partito unico della polizia segreta. Che non occorrano anni è dimostrato dal passaggio dalla dittatura alla democrazia di paesi come la Polonia, l’Estonia, la Lettonia, la Lituania, le Repubbliche ceca e slovacca, i casi del Cile, della Spagna, del Portogallo, della stessa Italia e della Germania, che di totalitarismi se ne è beccati due.&lt;br /&gt;

Ma il problema dei problemi è che oggi tu sei all’apogeo del consenso, hai una maggioranza di ferro, il tuo governo non corre alcun rischio e dunque è ora di spalancare le porte della discussione e delle libertà cui è intitolato questo partito perché nessuno può essere accusato di «remare contro».&lt;br /&gt;

Colgo oggi l’occasione per dire poi che non voglio essere più trattato, come oggi accade a quasi tutti i membri del parlamento, come una pecora, o una scimmia addestrata a spingere tasti, tacere e ritirare lo stipendio alla fine del mese essudando per di più gratitudine per l’alto livello sociale raggiunto e il guiderdone rispettabile. Questi sono criteri inaccettabili e purtroppo te li ho sentiti illustrare. Io ho da dare qualcosa al mio Paese e sento il dovere di darlo essendo, casualmente, un patriota. Ho scelto di servire il mio Paese, non di diventare un vassallo di qualche satrapo straniero. Io sono stato testimone e in un certo senso un coprotagonista della ripresa della Seconda Guerra Fredda lanciata da Putin. Tony Blair te ne può fornire, come Gordon Brown, ogni dettaglio: quando la procura della Regina ha incriminato nel 2007 l’ex tenente colonnello Andrei Lugovoi come probabile assassino del mio collaboratore Alexander Litvinenko, la reazione di Putin è stata quella di far levare in volo i bombardieri strategici russi che giacevano arrugginiti e impolverati negli hangar dal 1991. Blair e poi anche Brown hanno dovuto più volte far levare in volo i loro caccia per proteggere i confini aerei. Il governo di Putin ha minacciato di bombardamento nucleare la Polonia per aver accettato lo scudo spaziale americano e oggi la flotta russa armeggia con le truppe di Chavez. Io personalmente ho udito a Washington qualche settimana fa l’ambasciatore soviet… pardon, russo, dire forte e chiaro alla televisione C-Span «We are back, noi siamo tornati, noi rivendichiamo le zone di sicurezza che costituivano l’ex Unione Sovietica e non intendiamo mollare di un millimetro».
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

L’invasione della Georgia era stata pianificata da anni e la parte operativa era pronta ad aprile con aeroporti, ferrovie e l’ampliamento di un enorme tunnel. In agosto una grande parte della flotta del mar Nero era pronta per una missione di combattimento. Le truppe di terra, le truppe aviotrasportate e i marines erano pronti a muoversi. &lt;br /&gt;
Durante le esercitazioni Kavkaz-2008, terminate il 2 agosto cioè una settimana prima della guerra, era stato completato il dispiegamento di aviazione, marina e esercito in località vicine alla frontiera georgiana. Intanto, sempre ai primi di agosto, in Abkhazia era stata completata la riparazione della ferrovia usata per muovere i carri, l’equipaggiamento pesante e i rifornimenti per la forza di circa diecimila uomini che ha invaso la Georgia occidentale senza una scusa o una ragione formale. La propaganda di Stato russa intanto preparava la popolazione alla guerra, descrivendo un attacco georgiano come inevitabile e spiegando come gli Usa e l’Occidente - che non avevano nessun interesse a una guerra nel Caucaso - fossero dietro la minaccia georgiana. &lt;br /&gt;
È impossibile mantenere truppe e flotta pronte al combattimento 24 ore su 24 per lungo tempo. La seconda metà di agosto era il limite ultimo per iniziare una guerra contro la Georgia. L’invasione, come quella di Hitler alla Polonia del 1939, è stata giustificata da inesistenti «massacri» di cittadini russi nell’Ossezia, mentre è provato che la reazione di Saakashvili è stata scatenata da una serie di bombardamenti con mortai da 120, calibro proibito dagli accordi del 1992 che autorizzavano tuttavia scambi di colpi con armi leggere. Gli americani non hanno fermato il presidente georgiano dalla sua reazione contro la regione ribelle, sicuri che la Russia non avrebbe invaso una nazione europea, dal momento che le sue truppe non erano mai uscite dai confini nazionali dopo la guerra in Afghanistan. Il calcolo era sbagliato perché la Russia intendeva provocare la guerra, procedere all’invasione e mettere la Georgia in una posizione tale da render quasi impossibile il suo ingresso nella Nato. &lt;br /&gt;

Ma poi abbiamo la caterva di morti in Russia: i giornalisti uccisi sono circa 40 soltanto dal 2000. Anna Politkovskaya in un suo libro tradotto solo in inglese dice: «Viviamo in uno stato di polizia, siamo arrestati e uccisi, le nostre radio e i nostri giornali vengono chiusi, poi arriva Berlusconi a Mosca, va in televisione e ci spiega che siamo in una splendida democrazia e che Putin è un sincero democratico». Anna Politkovskaya è stata assassinata due anni fa, nello stesso giorno in cui tu sei venuto a parlare. Anna era amica di Sasha Litvinenko. E io ho pianto per i miei morti, moralmente insepolti: sentire il tuo tono da intrattenitore indulgente, ridente, astuto, ammiccante mentre parlavi della mia gente morta ammazzata mi ha fatto realmente sentire male. Tornato a casa ho vuotato il mio stomaco con un senso di disperazione e liberazione. Cartesio pensava che nella ghiandola pineale in mezzo al cervello fosse la connessione fra anima e corpo. Io ho pensato, reagendo fisicamente all’orrore, che fra il piloro e il diaframma risieda la coscienza. E quella è il mio solo giudice e metro.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=JHSMA&quot;&gt;Il Giornale - Paolo Guzzanti&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Marco CAPPATO: La UE intervenga domani per liberare il blogger saudita arrestato</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/04/15/marco-cappato/la-ue-intervenga-domani-per-liberare-il-blogger-saudita-arrestato/331750"></link>
  <updated>2008-04-15T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>331750</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Bruxelles - Dichiarazione di Marco Cappato, deputato europeo radicale.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Dal 10 dicembre 2007 il blogger saudita Fouad al-Farhan è detenuto nel carcere di Jeddah &quot;per accertamenti&quot;, dopo avere scritto su internet un articolo sui &quot;vantaggi e gli svantaggi di essere musulmano&quot;.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

Dopo oltre 4 mesi nessuna informazione è stata rilasciata sul suo caso, né sul suo stato di salute.&lt;br /&gt;


 

Dopo l'arresto ho segnalato la questione alla Commissione europea, chiedendo di intervenire, ricevendo rassicurazioni dalla Commmissaria Benita Ferrero-Waldner sul fatto che &quot; la Commissione, insieme alla troika europea, intende ricordare all'Arabia Saudita gli obblighi derivanti dalla legislazione internazionale in materia di diritti umani&quot;.&lt;br /&gt;


 

In vista della riunione di domani del Consiglio di cooperazione nel Golfo con gli alti funzionari europei, ho voluto interrogare nuovamente la Commissione per sapere &quot;se

 

 il tema della detenzione del sig. Fouad al-Farhan sarà affrontato, quali siano state le risposte fornite dalle autorità saudite a proposito e quali saranno i prossimi atti della Commissione per garantire il rispetto degli obblighi derivanti dalla legislazione internazionale in materia di diritti umani in quel paese.&lt;br /&gt;


 

 

 

&lt;b&gt;La detenzione di Fouad al-Farhan deve finire al più presto».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

 

 

&lt;b&gt;L'interrogazione di Cappato:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


 

 

Il Sig. Fouad al- Farhan è un cittadino saudita autore di un blog in cui vengono trattate tematiche politiche soprattutto inerenti all'Arabia Saudita.&lt;br /&gt;


 

Secondo quanto riportato dal Financial Times, il 10 dicembre 2007 alcuni agenti di polizia avrebbero fatto irruzione nell'ufficio del Sig. Farhan e nella sua casa. &lt;br /&gt;
Dopo una perquisizione avrebbero sequestrato il computer portatile e condotto il Sig. Farhan presso il quartiere generale del servizio di sicurezza del Ministero degli Interni di Jeddah.
&lt;br /&gt;

 

La sua famiglia non ha più avuto alcun contatto con lui da allora.&lt;br /&gt;


 

Il Ministero degli Interni ha solo reso noto che il Sig. Farhan è stato imprigionato il giorno 31 dicembre.&lt;br /&gt;


 

 

E' la Commissione al corrente di questo ennesimo caso, esempio dell'intolleranza dell'Arabia Saudita nei confronti delle voci dissenzienti?&lt;br /&gt;


 

Intende la Commissione chiedere al governo saudita ragguagli sull'accaduto e, se del caso, prendere alcuna iniziativa?&lt;br /&gt;


 


 

&lt;b&gt;Risposta di Benita Ferrero-Waldner&lt;/b&gt;

 

a nome della Commissione&lt;br /&gt;


 

(4.3.2008)&lt;br /&gt;


 

 

La Commissione è a conoscenza del caso al quale si riferisce l'onorevole parlamentare, che ha provocato una vasta reazione sui media internazionali.&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;L'Unione affronta la questione dei diritti umani mediante iniziative specifiche presso le autorità saudite e in occasione delle regolari discussioni a livello di alti funzionari e ministri fra l'UE e i paesi del Consiglio di cooperazione nel Golfo (CCG).&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 La prossima riunione di alti funzionari si terrà il 15 aprile 2008 e in quell'occasione la Commissione, insieme alla troika europea, intende ricordare all'Arabia Saudita gli obblighi derivanti dalla legislazione internazionale in materia di diritti umani.&lt;br /&gt;


 

 

 

&lt;b&gt;In questo contesto, l'Unione sottolinea l'importanza della libertà di espressione e dei diritti dei detenuti, che sono diritti fondamentali sanciti dal Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici (ICCPR)&lt;/b&gt;, in particolare dagli articoli 9, 14, e 19. &lt;br /&gt;
La UE considera questo patto come parte integrante dell'accordo internazionale sui diritti umani e sulle libertà fondamentali, che &lt;b&gt;l'Arabia Saudita è tenuta a rispettare e applicare, anche in quanto membro del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

 

 

&lt;b&gt;La nuova interrogazione:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


 

 

Con riferimento alla risposta E-0085/08IT di Benita Ferrero-Waldner sulla detenzione di Fouad al-Farhan, cittadino saudita autore di un blog, e considerata la riunione di alti funzionari del Consiglio di cooperazione nel Golfo (CCG) del 16 aprile 2008&lt;br /&gt;


 

 

&lt;b&gt;Può la commissione fare sapere:&lt;/b&gt;
&lt;br /&gt;

 

 

- Se il tema della detenzione del sig. Fouad al-Farhan sia stato affrontato &lt;br /&gt;


 

- Che risposte siano state fornite dalle autorità saudite a proposito&lt;br /&gt;


 

- Quali saranno i prossimi atti della Commissione per garantire il rispetto degli obblighi derivanti dalla legislazione internazionale in materia di diritti umani in quel paese&lt;br /&gt;

 

 
  


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=120656&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Maurizio GASPARRI: Il blogger va considerato alla stregua del direttore responsabile del proprio blog?</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/04/11/maurizio-gasparri/il-blogger-va-considerato-alla-stregua-del-direttore-responsabile-del-proprio-blog/331887"></link>
  <updated>2008-04-11T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>331887</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: AN) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Credo che non sia giusto applicare le norme sulla stampa ai blog, anche perché sarebbe difficile gestirne la registrazione, alla luce di come questo fenomeno sta crescendo.
È opportuno che chi apre dei blog, sia identificabile e richieda l'identificazione delle persone che partecipano al blog con commenti. Questo perché possano essere applicate le normative che vengono utilizzate al di fuori dell'editoria, così come si risolvono le controversie per la diffamazione, non a mezzo stampa.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2253271&amp;p=2&quot;&gt;Punto Informatico&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Antonio DI PIETRO: Il blogger va considerato alla stregua del direttore responsabile del proprio blog?</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/04/11/antonio-di-pietro/il-blogger-va-considerato-alla-stregua-del-direttore-responsabile-del-proprio-blog/331886"></link>
  <updated>2008-04-11T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>331886</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) -  Ministro  Infrastrutture (Partito: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;l blogger non può e non deve essere equiparato a un direttore di testata ai sensi della norma sulla Stampa. Lo stesso reato di diffamazione va rivisto, è purtroppo diventato uno strumento per chiudere la bocca alla voci libere.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2253271&amp;p=2&quot;&gt;Punto Informatico&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Franco GRILLINI: Il blogger va considerato alla stregua del direttore responsabile del proprio blog?</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/04/11/franco-grillini/il-blogger-va-considerato-alla-stregua-del-direttore-responsabile-del-proprio-blog/331885"></link>
  <updated>2008-04-11T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>331885</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: SDSE) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ognuno è sempre responsabile di quello che dice, ma assimilare un Blog ad un quotidiano è una stranezza che può avvenire solo in Italia.
Far crescere lo spirito di autocritica, la consapevolezza e la partecipazione politica attiva sono tutti argomenti pregevoli in bocca a molti, ma poi con leggi di questo genere come si può pretendere che le persone si assumano gli oneri di tali attività?
Senza arrivare al totale liberismo americano, il quale ti permette di descrivere minuziosamente come costruire una bomba h, forse ci vorrebbe un pochino più di libertà di stampa, in questo paese dove, almeno sui mezzi broadcast, tanto spazio per chi la pensa diversamente non c'è.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2253271&amp;p=2&quot;&gt;Punto Informatico&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Maurizio GASPARRI: È opportuno che chi apre dei blog, sia identificabile</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/04/11/maurizio-gasparri/%C3%A8-opportuno-che-chi-apre-dei-blog-sia-identificabile/331697"></link>
  <updated>2008-04-11T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>331697</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: AN) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Credo che non sia giusto applicare le norme sulla stampa ai blog, anche perché sarebbe difficile gestirne la registrazione, alla luce di come questo fenomeno sta crescendo.
È opportuno che chi apre dei blog, sia identificabile e richieda l'identificazione delle persone che partecipano al blog con commenti. Questo perché possano essere applicate le normative che vengono utilizzate al di fuori dell'editoria, così come si risolvono le controversie per la diffamazione, non a mezzo stampa.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2253271&amp;p=2&quot;&gt;punto informatico&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Fausto BERTINOTTI: Pubblicare i nomi dei votanti contro l'esclusione del voto di scambio mafioso dall'indulto: Deplorevole!!!</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2006/07/27/fausto-bertinotti/pubblicare-i-nomi-dei-votanti-contro-lesclusione-del-voto-di-scambio-mafioso-dallindulto-deplorevole/327854"></link>
  <updated>2006-07-27T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>327854</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Rifondazione comunista - Sinistra europea) - Assessore Regione Lazio (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Pres. Camera   (Lista di elezione: PRC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Riferendosi all'intenzione di Antonio Di Pietro di pubblicare sul suo blog i nomi dei parlamentari che hanno votato contro l'esclusione del voto di scambio mafioso dall'indulto:
&quot;Quello che è stato denunciato qui, qualora venga verificato, lo troverei deplorevole.&quot;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2003/k/rubriche/cartacanta/2agos/2agos.html?ref=hprub&quot;&gt;Ansa - Repubblica&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
</feed>
