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  <title>Openpolis - Argomento: solidarietà</title>
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  <updated>2012-05-07T00:00:00Z</updated>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Fiaccolata di solidarietà per le comunità cristiane perseguitate: la libertà religiosa è un diritto fondamentale e insopprimibile</title>
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  <updated>2012-05-07T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>627180</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Aderisco alla fiaccolata di solidarietà per tutte le comunità cristiane oggetto di persecuzione e discriminazione promossa dalla Comunità di sant'Egidio e dalla Comunità ebraica di Roma, nella convinzione che la libertà religiosa, qualsiasi sia il culto in cui si crede, sia un diritto fondamentale e insopprimibile della persona umana sempre, dovunque e comunque&quot;.
&lt;p&gt;

Lo dichiara in una nota &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, presidente dei deputati Pd.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=7201&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Andrea Riccardi: Ebrei in preghiera «Mai più isolati Bisogna vigilare»</title>
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  <updated>2012-03-23T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626153</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Cooperazione internazionale e integrazione&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
...Poco dopo le otto della sera, sono arrivati il ministro Andrea Riccardi, il sindaco Gianni Alemanno, il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, il segretario romano del Pd, Marco Miccoli, e l' imam Yahya Pallavicini. Il primo - che ha detto di essere «qui come vecchio amico e in rappresentanza del governo italiano» - ha definito «quello che è avvenuto a Tolosa» come «qualcosa di terribile: uccidere dei bambini in questo modo, solo perché ebrei. Le comunità non devono essere mai più isolate». Per il titolare della Cooperazione, «in Italia non c' è il rischio di simili atti, ma di certo bisogna vigilare»&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://archiviostorico.corriere.it/2012/marzo/23/Ebrei_preghiera_Mai_piu_isolati_co_10_120323017.shtml&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Andrea Riccardi: La politica non mi fa schifo. Ma non sarà mai il mio lavoro  - INTERVISTA </title>
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  <updated>2012-03-19T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625833</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Cooperazione internazionale e integrazione&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La bufera per una sua frase «rubata» sulla «politica che fa schifo» non ha fatto perdere le vecchie abitudini al ministro per la Cooperazione internazionale, Andrea Riccardi: una lunga passeggiata in una mattina già primaverile, per lasciarsi alle spalle le polemiche. E qui il fondatore della Comunità di Sant’Egidio accetta di rispondere alle domande di Panorama.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quattro anni fa, in un’altra intervista a «Panorama», descriveva il disagio che provò nel 1968 partecipando ai collettivi studenteschi. È lo stesso fastidio che sente oggi per la politica?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Allora ero un ragazzo di 18 anni, che avvertiva un fortissimo desiderio d’impegnarsi. Nei collettivi ascoltavo tante parole, ma sentivo che mancava il contatto concreto con la realtà. E mancava anche la profondità spirituale. Capivo che fuori da quel modo di fare politica c’era il mare immenso della vita, i poveri, una città come Roma, piena di disuguaglianze, e la gente che nessuno ascoltava. Per questo ho lasciato i collettivi e ho cominciato a frequentare le baracche a Ponte Marconi e a Primavalle.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Oggi quelle baracche non ci sono più, ma un certo modo di fare politica la infastidisce lo stesso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Oggi è diverso: avverto una grande domanda di politica. Certo, alla gente non interessa più stare davanti alla tv a vedere leader che litigano. E in fondo non interessa nemmeno se a vincere sarà Pier Luigi Bersani, Pier Ferdinando Casini, Angelino Alfano o Silvio Berlusconi in quanto tali. I cittadini oggi sono più interessati alle proposte che ai leader. C’è voglia di partecipare e di dire la propria. I partiti dovrebbero tornare fra la gente, tornare a parlare di cose concrete.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Con la Comunità di Sant’Egidio avete fatto politica?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
In un certo senso penso di sì. Siamo convinti che la carità possa cambiare il mondo. Il cristianesimo non si vive nelle nuvole, ma in mezzo agli uomini. La pace che la Comunità di Sant’Egidio ha negoziato in Mozambico è stata un fatto politico, anche se l’obiettivo andava oltre la politica. Il doposcuola con i rom o la lotta all’aids sono un modo di fare politica fuori dal Palazzo.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Dopo il suo contestato «fuori onda» lei ha avuto anche apprezzamenti: l’antipolitica riscuote sempre successo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
I cittadini non sono interessati alle frasi rubate e io non penso di essere un campione dell’antipolitica. Tutt’altro. Ho sempre detto, e molto prima di diventare ministro, che la politica deve crescere, che c’è bisogno di politica, ma fatta in modo diverso. E credo che molti abbiano compreso quello che volevo dire veramente. Certo, il rischio dell’antipolitica c’è sempre, alimentato dal ribellismo e dalle proteste. La vita è dura per chi non vede prospettive davanti a sé. Ma l’antipolitica si combatte mostrando l’attività di un governo che con pochissimo tempo a disposizione cerca di mettere le basi per il futuro del Paese.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Dicono che si candiderà sindaco a Roma…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
No, non sono candidato al Comune di Roma e non ci ho mai pensato. A 62 anni penso che il mio compito possa essere diverso. Continuerò a parlare di cultura e di politica. Ma non diventerò mai un politico di professione. Più volte, in questi anni, ho rifiutato ruoli e candidature. Ho risposto di sì alla telefonata di Mario Monti, la mattina del 16 novembre, perché ho pensato si trattasse di un’emergenza nazionale e di un servizio per il Paese che non avevo in alcun modo sollecitato.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non c’è conflitto d’interessi tra il suo ruolo nella Comunità di Sant’Egidio e il suo compito da ministro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non vedo quale possa essere il conflitto. Ho portato la mia esperienza nel governo. Il mio ministero mette insieme due temi molto diversi ma correlati: la cooperazione internazionale e l’integrazione. Mi sono trovato a dover costruire il mio ministero, a dover perimetrare le mie competenze anche rispetto a quello degli Esteri. La cooperazione internazionale è molto cambiata e va ripensata perché sono molto cambiati anche i paesi che ne beneficiano. Togliere il bollo alle rimesse degli immigrati è un modo per fare cooperazione. Allo stesso tempo, non sono il ministro degli stranieri: sono il ministro degli italiani e di tutti coloro che vivono nel nostro Paese.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Voi ministri cattolici siete stati accusati di aver fatto troppo poco per i temi che stanno a cuore alla Chiesa, a parte l’Ici. Cominciando dalla famiglia.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Salvare l’Italia dal default ha voluto dire salvare anche lo stato sociale. Non dimentichiamolo. In caso di fallimento del nostro Paese i primi a pagarne le conseguenze sarebbero stati i poveri e le famiglie.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Anche lei lavora per far rinascere la Dc?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
Il mondo cattolico, scioccato dalla crisi della Dc, si era allontanato dalla politica. Oggi invece nei cattolici riemerge un certo gusto per la politica. I cattolici hanno idee per il futuro del Paese. Ma non saprei cosa vuol dire far rinascere la Dc. Penso che i cattolici saranno in tutte le parti politiche ma forse si condenseranno un po’ di più in qualche schieramento. Pretendere di eliminare il centro, in nome di un bipolarismo forzato, è impossibile. L’Italia è un paese plurale, dove il bipartitismo non può esistere. Ma attenzione: non mi candido a diventare leader di un polo dei cattolici.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Se Corrado Passera scenderà in campo alle prossime elezioni, gli starà accanto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
Passera non mi ha mai parlato dei suoi progetti. Ha lasciato i suoi impegni per mettersi al servizio dell’azione di governo. Ma mi pare prematuro immaginare ora, con più di un anno di anticipo, scenari elettorali futuri. Nessuno fra noi ministri discute su quello che farà dopo: siamo concentrati sui problemi da risolvere. Io stesso non riesco neppure a immaginarmi come «consigliori» cultural-politico di qualcuno.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma allora che cosa farà, una volta terminato di essere ministro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Vorrei spendermi per il rapporto tra il Nord e il Sud del mondo e per promuovere il dialogo. Perciò immagino i prossimi anni fatti d’incontri, studi, viaggi ed esperienze tra l’Europa, l’Africa e il Mediterraneo.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://blog.panorama.it/italia/2012/03/19/andrea-riccardi-la-politica-non-mi-fa-schifo-ma-non-sara-mai-il-mio-lavoro/&quot;&gt;Panorama - Ignazio Ingrao&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Minacce a Renzi: la solidarietà di tutto il Gruppo PD</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/08/dario-franceschini/minacce-a-renzi-la-solidariet%C3%A0-di-tutto-il-gruppo-pd/625581"></link>
  <updated>2012-03-08T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625581</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Al sindaco di Firenze Matteo Renzi esprimo tutta la mia solidarietà e dell'intero gruppo del PD per per il vile e spregevole episodio di intimidazione di cui è stato protagonista&quot;: così &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt; capogruppo del PD alla Camera, in una nota.
&lt;p&gt;
&quot;Queste minacce inquietanti che vorrebbero riportarci ad una stagione buia della nostra democrazia, fortunatamente sconfitta non devono mai essere sottovalutate e sono sicuro che verra fatta piena luce sugli autori materiali di un gesto così infame&quot;.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6954&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Benedetto Fabio GRANATA: &quot;Tav: La grande ipocrisia di Monti. Solidarietà ai cittadini della Val di Susa&quot;</title>
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  <updated>2012-03-03T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625430</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Sulla Tav una grande ipocrisia di Monti: discutere vuol dire mettere in discussione non decidere comunque. Solidarietà ai cittadini della Val di Susa''. 
&lt;p&gt;''Dopo il Ponte sullo Stretto, per fortuna definitivamente archiviato, la Tav è il nuovo dogma italiano: non può essere messo in discussione, nonostante risulti oggettiva la sua inutilità e del tutto fuori dalla realtà la spesa che lo Stato dovrà sostenere''.

&lt;p&gt;
&lt;i&gt;Lo scrive nel suo blog l'on Fabio Granata, V.Presidente Commissione nazionale Antimafia, il quale aggiunge:&lt;/i&gt;
&lt;p&gt; ''Ferma restando la condanna verso metodi violenti di protesta, la risposta di Monti è apparsa, al di là dei soliti toni distaccati e sobri, come una provocazione e una minaccia.

Infatti,se si apre un dialogo, si deve voler approfondire le questioni e, appunto, metterle in discussione: Monti invece ha già deciso e finge di voler dialogare ma solo per lanciare avvertimenti ai manifestanti''.
&lt;p&gt;

''Sarò certamente espressione di una minoranza, anche nel mio partito, ma questa maggioranza trasversale e conformista che parla per slogan e che non vuole discutere il dogma delle magnifiche sorti e progressive della Tav non è degna della tradizione italiana di dialogo per il bene comune. Per quanto mi riguarda piena solidarietà agli irriducibili cittadini della Val di Susa che difendono territorio, paesaggio, qualità della vita e dignità ''.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-Tav__Granata(Fli)__la_grande_ipocrisia_di_Monti-1130870-POL.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARINA STACCIOLI: Disabili. Centri di assistenza della Lunigiana a rischio disabili</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/29/marina-staccioli/disabili-centri-di-assistenza-della-lunigiana-a-rischio-disabili/625315"></link>
  <updated>2012-02-29T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625315</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Toscana (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Ancora una volta si gestiscono i servizi sociali pensando solo al bilancio”.
&lt;p&gt;

“I centri di assistenza ai disabili della Lunigiana sono ancora a rischio. L’assessore Scaramuccia ci ha rassicurato solo in parte rispetto ai tagli sui servizi sociali operati per quest’anno”. E’ quanto dichiara Marina Staccioli, consigliera regionale per il Gruppo misto e coordinatore del Movimento Identità Toscana. “Da gennaio tre centri di socializzazione per disabili della Lunigiana hanno subito la riduzione dei fondi regionali e la Società della Salute ha deciso, senza consultare l’associazione dei familiari, la chiusura di un mese all’anno degli istituti. 
&lt;p&gt;Questo a fronte di un aumento della retta annua del 400% e a un incremento di spesa anche per i comuni della zona”. Sul tema la consigliera Staccioli ha presentato un’interrogazione all’assessore alla Salute che ha dato risposta martedì scorso in Commissione Sanità. “Questi centri di assistenza - continua Staccioli - rappresentano un punto di appoggio essenziale per le famiglie di 40 disabili adulti del territorio lunigianese, poiché in questi luoghi è possibile svolgere attività ricreative ed educative essenziali, che permettono ai disabili di impegnarsi non gravando continuamente sui familiari, che spesso sono persone anziane”. 
&lt;p&gt;“Apprezziamo il fatto che l’assessorato abbia risposto alla richiesta della Società della Salute della Lunigiana di 300mila euro aggiuntive per far fronte alle necessità, ma non possiamo non dirci preoccupati rispetto all’ennesimo caso di gestione dei servizi sociali guardando solo al bilancio e non alle effettive esigenze della popolazione. 
&lt;p&gt;Speriamo che la chiusura di 4 settimane all’anno rappresenti l’ultimo taglio per queste realtà fondamentali”.&lt;br /&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.consiglio.regione.toscana.it/politica/comunicati-stampa-dei-gruppi-politici/comunicato/testo_comunicato.asp?id=9030&amp;filtro=&quot;&gt;Consiglio Regionale della Toscana&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARINA STACCIOLI: ALLARME PIGNORAMENTI, “UN CONTRIBUTO PER PAGARE IL MUTUO” </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/03/marina-staccioli/allarme-pignoramenti-%E2%80%9Cun-contributo-per-pagare-il-mutuo%E2%80%9D/622836"></link>
  <updated>2012-01-03T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Toscana (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;2011 nero, la Regione si attivi per chi perde lavoro e rischia la casa”

“La Regione Toscana si attivi in fretta per sostenere le famiglie che non riescono a pagare il mutuo e rischiano di vedersi portar via la casa”. Marina Staccioli, consigliere regionale del Gruppo Misto, interviene in seguito alle cifre record dei pignoramenti emerse sulla stampa in questi giorni. “Solo a Lucca – spiega – le esecuzioni immobiliari sono state 480, il 17% in più rispetto all’anno scorso, che già era stato considerato un anno nero. Si tratta di case che le banche si sono riprese in seguito al mancato pagamento delle rate del mutuo e sono state messe all’asta: significa che quasi 500 famiglie si ritrovano oggi senza un tetto sulla testa”. “In Toscana il problema riguarda migliaia di famiglie – continua Staccioli – un dato preoccupante, che potrebbe esplodere da un momento all’altro. Prima di arrivare a ciò la Regione si attivi per tamponare l’emergenza”. Secondo Staccioli la soluzione potrebbe essere quella di attivare un “contributo di solidarietà paragonabile a quello di sostegno agli affitti, restituibile a rate”. “Restare a guardare è inaccettabile – conclude la consigliera regionale – né tantomeno la Regione può sperare di risolvere il problema costruendo ancora alloggi popolari. E’ finita l’era dei contributi e della cementificazione a fondo perduto: la Regione trovi una strada diversa. Ma faccia in fretta”. (f.p.) &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.consiglio.regione.toscana.it/politica/comunicati-stampa-dei-gruppi-politici/comunicato/testo_comunicato.asp?id=8759&amp;filtro=&quot;&gt;www.consiglio.regione.toscana.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Maurizio ACERBO: Leonardo è molto provato. Fanno bene gli studenti a mobilitarsi</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/10/30/maurizio-acerbo/leonardo-%C3%A8-molto-provato-fanno-bene-gli-studenti-a-mobilitarsi/617830"></link>
  <updated>2011-10-30T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>617830</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Abruzzo (Gruppo: Rifondazione comunista - Sinistra europea) - Consigliere  Consiglio Comunale Pescara (PE) (Lista di elezione: PRC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Questa mattina ho visitato, insieme al nostro consigliere comunale Riccardo Di Gregorio, la casa circondariale di Chieti per incontrare lo studente Leonardo Vecchiolla, arrestato in seguito ai fatti di Roma del 15 ottobre.
&lt;p&gt;
Leonardo condivide la piccola cella con altri due detenuti.&lt;br /&gt;
 Appare molto provato fisicamente ma determinato nelle sue ragioni. Ha chiesto degli amici e gli ha fatto molto piacere sapere della solidarietà dei compagni e degli amici di Ariano Irpino e dell'università, del presidio che si terrà domattina a Chieti davanti alla Prefettura a partire dalle 10,30. 
&lt;p&gt;Intende continuare con lo sciopero della fame e della sete (beve solo una tazza di tè al mattino) e spera che in settimana si cominci a chiarire la sua posizione con il ricorso del suo avvocato al tribunale del riesame.
&lt;p&gt; Va sottolineato che Leonardo è molto deperito e smagrito, per questo gli abbiamo consigliato di interrompere almeno lo sciopero della sete.
&lt;p&gt;
Non possiamo tacere la nostra preoccupazione perchè dopo i clamori dell’arresto e i giudizi sommari dei media l’attenzione si è spostata altrove mentre un ragazzo di 23 anni rischia di rimanere in custodia cautelare non si sa per quanto tempo e potrebbe anche essere trasferito in un carcere dalle condizioni detentive più dure (Roma).
&lt;p&gt;
Auspichiamo che gli organi di informazione tornino a occuparsi del caso esercitando niente più che un minimo di elementare garantismo e restituendo umanità a un giovane che ha ricevuto un trattamento su alcuni giornali e tg da &quot;sbatti il mostro in prima pagina&quot;.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;IL GARANTISMO VALE ANCHE PER LEONARDO?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/notizia/Conflitti/2011/10/30/16991-acerbo-prc-leonardo-e-molto-provato-fanno-bene-gli-studenti/&quot;&gt;controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Stefano STEFANI: Vertice Ue: &quot;Solidarietà sia priorità&quot;</title>
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  <updated>2011-10-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>617429</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) - Pres. commissione Camera Affari esteri - Deputato (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Responsabilita' e solidarietà dovranno essere alla base delle priorità del Consiglio europeo di domenica prossima perche' dalla stabilità dell'Europa
dipende la sicurezza del sistema economico globale''.
&lt;p&gt; &lt;i&gt;Con queste parole il Presidente della Commissione Esteri della Camera
Stefano Stefani, ha commentato l'audizione, oggi, del ministro
Frattini.&lt;/i&gt; 
&lt;p&gt;''La voce dell'Europa deve essere il frutto condiviso di un mandato politico dei 27 Stati membri dell'Unione Europea. Non si può essere divisi in un momento determinante come questo dove la situazione greca, la ricapitalizzazione
delle banche e il progetto di aumento delle capacità del fondo salva-stati, richiedono, più che mai, una soluzione immediata, condivisa e di lungo periodo''.
&lt;p&gt; 
   ''L'Italia farà il suo e si presenterà al Consiglio europeo con la responsabilità di chi sa che le nuove strategie per fronteggiare la crisi, dovranno dare le risposte
giuste a questi anni difficili e a tutti coloro che vogliono
vedere quelle proposte che diano impulso alla crescita e alla
stabilizzazione del sistema macroeconomico''.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ansa.it&quot;&gt;ANSA &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio NAPOLITANO: «La barbarie terroristica dell'uccisione di Vittorio Arrigoni suscita repulsione nelle coscienze civili»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/15/giorgio-napolitano/%C2%ABla-barbarie-terroristica-delluccisione-di-vittorio-arrigoni-suscita-repulsione-nelle-coscienze-civili%C2%BB/559827"></link>
  <updated>2011-04-15T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559827</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La comunità internazionale è chiamata a rifiutare ogni forma di violenza.
&lt;p&gt;&quot;Ho appreso con sgomento la terribile notizia della vile uccisione di suo figlio Vittorio a Gaza. Questa barbarie terroristica suscita repulsione nelle coscienze civili. La comunità internazionale tutta è chiamata a rifiutare ogni forma di violenza e a ricercare con rinnovata determinazione una soluzione negoziale al conflitto che insanguina la Regione&quot;.
&lt;p&gt; Con queste parole il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso in un messaggio il suo cordoglio alla mamma di Vittorio Arrigoni, Egidia Beretta.

&lt;p&gt;
&quot;Esprimo a lei e alla sua famiglia - ha aggiunto il Capo dello Stato - in quest'ora di grande dolore, i sensi della mia più sincera e affettuosa vicinanza e del più grande rispetto per il generoso impegno di suo figlio&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&amp;key=16306&quot;&gt;Il Quirinale.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio NAPOLITANO: &quot;Reggeremo alle prove che ci attendono a condizione che operi nuovamente un forte cemento unitario. Le celebrazioni del 150° valgano a diffondere il senso della missione e dell'unità nazionale&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/17/giorgio-napolitano/reggeremo-alle-prove-che-ci-attendono-a-condizione-che-operi-nuovamente-un-forte-cemento-unitario-le-celebrazioni-del-150%C2%B0-valgano-a-diffondere-il-senso-della-missione-e-dellunit%C3%A0-naziona/559135"></link>
  <updated>2011-03-17T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Sento di dover rivolgere un riconoscente saluto ai tanti cittadini che ho incontrato o che mi hanno indirizzato messaggi, esprimendo sentimenti e pensieri sinceri, e a tutti i soggetti pubblici e privati che hanno promosso iniziative sempre più numerose in tutto il Paese. Istituzioni rappresentative e Amministrazioni pubbliche: Regioni e Provincie, e innanzitutto municipalità, Sindaci anche e in particolare di piccoli Comuni, a conferma che quella è la nostra istituzione di più antica e radicata tradizione storica, il fulcro dell'autogoverno democratico e di ogni assetto autonomistico&quot;. Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha aperto il suo discorso celebrativo della fondazione dello Stato unitario davanti alle Camere riunite in seduta comune.

&lt;p&gt;
&quot;Si è dunque - ha aggiunto il Presidente Napolitano - largamente compresa e condivisa la convinzione che ci muoveva e che così formulerò: la memoria degli eventi che condussero alla nascita dello Stato nazionale unitario e la riflessione sul lungo percorso successivamente compiuto, possono risultare preziose nella difficile fase che l'Italia sta attraversando, in un'epoca di profondo e incessante cambiamento della realtà mondiale. Possono risultare preziose per suscitare le risposte collettive di cui c'è più bisogno : orgoglio e fiducia ; coscienza critica dei problemi rimasti irrisolti e delle nuove sfide da affrontare ; senso della missione e dell'unità nazionale. E' in questo spirito che abbiamo concepito le celebrazioni del Centocinquantenario&quot;.

&lt;p&gt;
Il Presidente Napolitano ha invitato a non lasciarsi &quot;paralizzare dall'orrore della retorica : per evitarla è sufficiente affidarsi alla luminosa evidenza dei fatti. L'unificazione italiana ha rappresentato un'impresa storica straordinaria, per le condizioni in cui si svolse, per i caratteri e la portata che assunse, per il successo che la coronò superando le previsioni di molti e premiando le speranze più audaci&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Nell'avvicinarsi del Centocinquantenario - ha aggiunto il Presidente - si è riacceso in Italia il dibattito sia attorno ai limiti e ai condizionamenti che pesarono sul processo unitario sia attorno alle più controverse scelte successive al conseguimento dell'Unità. Sorvolare su tali questioni, rimuovere le criticità e negatività del percorso seguito prima e dopo al 1860-61, sarebbe davvero un cedere alla tentazione di racconti storici edulcorati e alle insidie della retorica. Sono però fuorvianti certi clamorosi semplicismi : come quello dell'immaginare un possibile arrestarsi del movimento per l'Unità poco oltre il limite di un Regno dell'Alta Italia : di contro a quella visione più ampiamente inclusiva dell'Italia unita, che rispondeva all'ideale del movimento nazionale (come Cavour ben comprese, ci ha insegnato Rosario Romeo) - visione e scelta che l'impresa garibaldina, la Spedizione dei Mille rese irresistibile&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Con la Costituzione approvata nel dicembre 1947 - ha sottolineato il Presidente Napolitano - prese finalmente corpo un nuovo disegno statuale, fondato su un sistema di principi e di garanzie da cui l'ordinamento della Repubblica, pur nella sua prevedibile e praticabile evoluzione, non potesse prescindere. Come venne esplicitamente indicato nella relazione Ruini sul progetto di Costituzione, 'l'innovazione più profonda' consisteva nel poggiare l'ordinamento dello Stato su basi di autonomia, secondo il principio fondamentale dell'articolo 5 che legò l'unità e indivisibilità della Repubblica al riconoscimento e alla promozione delle autonomie locali, riferite, nella seconda parte della Carta, a Regioni, Provincie e Comuni. E altrettanto esplicitamente, nella relazione Ruini, si presentò tale innovazione come correttiva dell'accentramento prevalso all'atto dell'unificazione nazionale. La successiva pluridecennale esperienza delle lentezze, insufficienze e distorsioni registratesi nell'attuazione di quel principio e di quelle norme costituzionali, ha condotto dieci anni fa alla revisione del Titolo V della Carta. E non è un caso - ha affermato - che sia quella l'unica rilevante riforma della Costituzione che finora il Parlamento abbia approvato, il corpo elettorale abbia confermato e governi di diverso orientamento politico si siano impegnati ad applicare concretamente. E' stata in definitiva recuperata l'ispirazione federalista che si presentò in varie forme ma non ebbe fortuna nello sviluppo e a conclusione del moto unitario. All'indomani dell'unificazione, anche i progetti moderatamente autonomistici che erano stati predisposti in seno al governo, cedettero il passo ai timori e agli imperativi dominanti, già nel breve tempo che a Cavour fu ancora dato di vivere e nonostante la sua ribadita posizione di principio ostile all'accentramento benché non favorevole al federalismo. E oggi dell'unificazione celebriamo l'anniversario vedendo l'attenzione pubblica rivolta a verificare le condizioni alle quali un'evoluzione in senso federalistico - e non solo nel campo finanziario - potrà garantire maggiore autonomia e responsabilità alle istituzioni regionali e locali rinnovando e rafforzando le basi dell'unità nazionale. E' tale rafforzamento, e non il suo contrario, l'autentico fine da perseguire. D'altronde, nella nostra storia e nella nostra visione, la parola unità si sposa con altre : pluralità, diversità, solidarietà, sussidiarietà&quot;.

&lt;p&gt;
La Costituzione &quot;rappresenta -ha affermato il Presidente Napolitano - tuttora la valida base del nostro vivere comune, offrendo - insieme con un ordinamento riformabile attraverso sforzi condivisi - un corpo di principii e di valori in cui tutti possono riconoscersi perché essi rendono tangibile e feconda, aprendola al futuro, l'idea di patria e segnano il grande quadro regolatore delle libere battaglie e competizioni politiche, sociali e civili&quot;.
&lt;p&gt;

Il Presidente Napolitano ha individuato tra le incompiutezze dell'unificazione perpetuatesi fino ai nostri giorni &quot;il divario tra Nord e Sud, è la condizione del Mezzogiorno che si colloca al centro delle nostre preoccupazioni e responsabilità nazionali. Ed è rispetto a questa questione che più tardano a venire risposte adeguate. Pesa certamente l'esperienza dei tentativi e degli sforzi portati avanti a più riprese nei decenni dell'Italia repubblicana e rimasti non senza frutti ma senza risultati risolutivi ; pesa altresì l'oscurarsi della consapevolezza delle potenzialità che il Mezzogiorno offre per un nuovo sviluppo complessivo del paese e che sarebbe fatale per tutti non saper valorizzare&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Proprio guardando a questa cruciale questione - ha sottolineto il Capo dello Stato -, vale il richiamo a fare del Centocinquantenario dell'Unità d'Italia l'occasione per una profonda riflessione critica, per quello che ho chiamato 'un esame di coscienza collettivo'. Un esame cui in nessuna parte del paese ci si può sottrarre, e a cui è essenziale il contributo di una severa riflessione sui propri comportamenti da parte delle classi dirigenti e dei cittadini dello stesso Mezzogiorno&quot;.

&lt;p&gt;
Quanto al rapporto tra lo Stato e la Chiesa, il Presidente Napolitano ha detto che questo &quot;si manifesta oggi come uno dei punti di forza su cui possiamo far leva per il consolidamento della coesione e unità nazionale&quot;. &quot;Ce ne ha dato la più alta testimonianza - ha aggiunto - il messaggio augurale indirizzatomi per l'odierno anniversario - e lo ringrazio - dal Papa Benedetto XVI. Un messaggio che sapientemente richiama il contributo fondamentale del Cristianesimo alla formazione, nei secoli, dell'identità italiana, così come il coinvolgimento di esponenti del mondo cattolico nella costruzione dello Stato unitario, fino all'incancellabile apporto dei cattolici e della loro scuola di pensiero alla elaborazione della Costituzione repubblicana, e al loro successivo affermarsi nella vita politica, sociale e civile nazionale&quot;.
&lt;p&gt;

Successivamente il Capo dello Stato ha parlato dell'Europa: &quot;La nostra collocazione convinta, senza riserve, assertiva e propulsiva nell'Europa unita, resta la chance più grande di cui disponiamo per portarci all'altezza delle sfide, delle opportunità e delle problematicità della globalizzazione&quot;. E &quot;in un'Europa senza frontiere - ha aggiunto il Presidente Napolitano - in un'Europa di pace e cooperazione&quot;, &quot;nessun impaccio è giustificabile, nessun impaccio può trattenerci dal manifestare - lo dobbiamo anche a quanti con la bandiera tricolore operano e rischiano la vita nelle missioni internazionali - la nostra fierezza nazionale, il nostro attaccamento alla patria italiana, per tutto quel che di nobile e vitale la nostra nazione ha espresso nel corso della sua lunga storia. E potremo tanto meglio manifestare la nostra fierezza nazionale, quanto più ciascuno di noi saprà mostrare umiltà nell'assolvere i propri doveri pubblici, nel servire ad ogni livello lo Stato e i cittadini&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Reggeremo - ha concluso il Capo dello Stato - in questo gran mare aperto - alle prove che ci attendono, come abbiamo fatto in momenti cruciali del passato, perché disponiamo anche oggi di grandi riserve di risorse umane e morali. Ma ci riusciremo ad una condizione : che operi nuovamente un forte cemento nazionale unitario, non eroso e dissolto da cieche partigianerie, da perdite diffuse del senso del limite e della responsabilità. Non so quando e come ciò accadrà ; confido che accada ; convinciamoci tutti, nel profondo, che questa è ormai la condizione della salvezza comune, del comune progresso&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&amp;key=15331&quot;&gt;Il Quirinale.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Maurizio Terzano: CasaPound: &quot;Valmaggia e Panero non hanno fatto un buon lavoro per la città&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/02/27/maurizio-terzano/casapound-valmaggia-e-panero-non-hanno-fatto-un-buon-lavoro-per-la-citt%C3%A0/558838"></link>
  <updated>2011-02-27T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Cuneo (CN) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Quando vengono pronunciate parole di intolleranza senza alcun filtro non ci si deve meravigliare se qualcuno le interpreta come incitamento alla violenza.
Le parole sono l’elemento principale, fondamentale, della comunicazione fra persone. Le parole possono scaldare i cuori, infiammare masse, provocare rivolte. Per questo importante motivo il compito di ogni buon amministratore è evitare nel modo più assoluto di parlare senza valutare l'effetto veicolare dei propri discorsi sulle menti ottenebrate, quindi occorre utilizzare non parole qualsiasi, ma quelle giuste, mirate, ben dosate, calibrate.
&lt;p&gt;

Fatti come questo ci invitano a riflettere sul livello del contrasto politico e ci stimolano ad operare in maniera sempre più convinta e condivisa per il bene del nostro territorio. Il nostro sostegno e la nostra solidarietà sono indirizzati ai membri di CasaPound, in particolare al ragazzo rimasto ferito e ricoverato in ospedale, bersagli diretti della vile aggressione, alle forze dell'ordine intervenute e a tutti coloro che hanno a cuore qualsiasi forma di espressione non violenta, legale e democratica.

&lt;p&gt;
Esortiamo tutte le forze politiche a condannare fermamente simili atti.&lt;br /&gt;

Una vicenda simile, infatti, esula dalle appartenenze di schieramento di ognuno e non può far altro che accrescere il sentimento di giustizia e di legalità nell’animo di chi ha deciso di impegnarsi ad ogni livello e a viso aperto per la propria comunità. Chiunque abbia inteso utilizzare questa vigliacca forma di sopraffazione deve essere oggi consapevole di aver commesso uno stupido errore, non avendo sicuramente giovato né alle sue pseudo ragioni, né a qualunque sia la sua parte.

&lt;p&gt;
La Città di Cuneo, sicuramente unita, è tutta dalla parte di chi ha ricevuto questa ignobile minaccia.  A causa dei fatti occorsi sabato il sindaco Valmaggia e il Consigliere Panero hanno dimostrato di non fare un buon lavoro per la Città di Cuneo e per la sicurezza dei suoi cittadini e devono assumersi le loro responsabilità.


&lt;p&gt;
Maurizio TERZANO&lt;br /&gt;


Imelda MASSA&lt;br /&gt;


&lt;p&gt;
Gruppo Consiliare “CUNEO per CUNEO”&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.targatocn.it/2011/02/27/leggi-notizia/argomenti/politica/articolo/casapound-valmaggia-e-panero-non-hanno-fatto-un-buon-lavoro-per-la-citta.html&quot;&gt;targatocn&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Simone Lupi:  &quot;Pronti a bloccare le ruspe abusive del comune di Roma al campo nomadi  'La Barbuta' &quot;. </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/02/04/simone-lupi/pronti-a-bloccare-le-ruspe-abusive-del-comune-di-roma-al-campo-nomadi-la-barbuta/557660"></link>
  <updated>2011-02-04T00:00:00Z</updated>
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  <id>557660</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Ciampino (RM) (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L'Assessore alle risorse del Comune di Ciampino, Simone Lupi, candidato a Sindaco della coalizione di centrosinistra alle elezioni comunali di primavera, è sconcertato dall'annuncio dell'avvio dei lavori per il raddoppio del campo nomadi &quot;La Barbuta&quot; da parte del Comune di Roma.
&lt;p&gt;
&quot;E' incredibile - afferma Simone Lupi - come il Comune di Roma, nella persona dell'Assessore Belviso, possa annunciare l'arrivo a breve delle ruspe al campo posto al confine con Ciampino non curante dei problemi presenti in quel campo e del giudizio pendente presso il Consiglio di Stato, dopo che il Tar ha riconosciuto che le decisioni sul futuro del campo nomadi Barbuta non potessero essere prese senza il parere del Comune di Ciampino&quot;.

&lt;p&gt;
L'Assessore alle politiche sociali del Comune di Roma, Sveva Belviso, ha annunciato alla stampa l'avvio a giorni dei lavori di raddoppio del campo nomadi, con la costruzione di un nuovo villaggio che sarebbe pronto entro l'estate.

&lt;p&gt;
&quot;La scelta della Giunta capitolina è sbagliata per due motivi: - continua Lupi - uno di forma ed uno di sostanza.&lt;br /&gt;

Nella forma, il Piano nomadi (che comprende il raddoppio del campo La Barbuta) è stato finora solo un comunicato stampa, e non si è ancora tradotto in un atto amministrativo. Sia il Commissario straordinario per l'emergenza nomadi, sia il Sindaco di Roma, sia il Ministro degli Interni ci hanno respinto le nostre legittime istanze di accesso agli atti, con la motivazione che l'area è nel territorio del Comune di Roma. Il Commissario ha poi convocato una Conferenza dei Servizi per l'avvio dei lavori escludendoci dal tavolo. Il Tar ha già accolto il nostro ricorso nei confronti del Ministro dei Interni, disponendo l'accesso agli atti e il coinvolgimento del Comune di Ciampino in ogni sede in cui si deliberino modifiche al campo, ed il Ministro anzichè fornirceli ha opposto ricorso al Consiglio di Stato, dal quale attendiamo l'esito.
&lt;p&gt;
Nella sostanza il campo è situato in un'area insalubre e insicura, dove pensare ad una qualsiasi integrazione è pura follia. L'area è chiusa in un perimetro delimitato dal Raccordo Anulare, la ferrovia Roma-Ciampino e l'Aeroporto, a pochi metri dalla pista di decollo e atterraggio e sopra una falda acquifera ed un'area vincolata archeologicamente. Un luogo in cui non si potrebbe augurare di vivere neanche al peggior nemico di ognuno di noi&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Se il Comune di Roma - conclude l'assessore Lupi - si crede che noi staremo fermi a guardare compiere questo scempio si sbaglia di grosso. Il raddoppio di quel campo (dagli attuali 300 ai previsti 650 occupanti) con la costruzione del nuovo maxi-ghetto è una follia alla quale continueremo ad opporci in ogni sede possibile. Siamo fiduciosi che i Giudici del Consiglio di Stato rinnovino la bocciatura alle decisioni della Giunta capitolina e&lt;b&gt; chiediamo al Comune di Roma&lt;/b&gt; di fare un passo indietro e procedere alla chiusura definitiva del campo nomadi abusivo La Barbuta ed alla costruzione di un villaggio di solidarietà in un area idonea del comune di Roma dove la comunità nomade possa davvero integrarsi&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lupisimone.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=105:lupi-qpronti-a-bloccare-le-ruspe-abusive-del-comune-di-roma-al-campo-nomadi-barbutaq&amp;catid=1:ultime&amp;Itemid=60&quot;&gt;sito Simone Lupi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Francesco Pastore: Minacce a Palese: sono solidale nei confronti di Rocco Palese.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/01/20/francesco-pastore/minacce-a-palese-sono-solidale-nei-confronti-di-rocco-palese/557161"></link>
  <updated>2011-01-20T00:00:00Z</updated>
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  <id>557161</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Puglia (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Sconfesso il metodo e le pratiche violente, sempre e comunque. Per questo sono solidale nei confronti di Rocco Palese. Le ingiurie e le minacce non appartengono alla dialettica politica e a nessun tipo di confronto. L’alfabeto e il vocabolario politici devono afferire ad altre concezioni e altri principi, di civiltà, dialogo e contrapposizione leale e democratica”&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.consiglio.puglia.it/applicazioni/cadan/cms_AgenziaNotizie/dataview.aspx?id=164866&quot;&gt;www.consiglio.puglia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco Paonne: Magazine sportivo della provincia di Cuneo: A Natale il mio tuffo.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/12/12/marco-paonne/magazine-sportivo-della-provincia-di-cuneo-a-natale-il-mio-tuffo/557591"></link>
  <updated>2010-12-12T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Savigliano (CN) (Partito: Lista Civica - Cen-Sin) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Sono molto preoccupato – afferma l’assessore – da ciò che mi hanno riferito, tutti quelli che scenderanno in vasca, sono molto allenati e preparati. Come ho riportato sul modulo d’iscrizione, cercherò di prendere parte alla 25m, alla 50m, ed alla 200m di stile libero. Mi auguro di riuscire a stare sotto il tempo personale di, rispettivamente, un giorno, due giorni e tre giorni. Tornando seri, ho apprezzato molto questa iniziativa dell’assessore provinciale, quindi ho deciso immediatamente di volerne far parte, per esprimere  concretamente la mia vicinanza alla tematica sociale dell’evento. Invito quindi anche i saviglianesi, a venire numerosi alla piscina di Cuneo, perlomeno potranno essere testimoni diretti, di questo particolare evento”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.campioni.cn/2010/12/12/leggi-notizia/argomenti/altri-sport/articolo/a-natale-si-tuffa-anche-lassessore-marco-paonne-di-savigliano.html&quot;&gt;www.campioni.cn&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MICHELE MAZZARANO: Salviamo l'agricoltura pugliese</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/11/08/michele-mazzarano/salviamo-lagricoltura-pugliese/624077"></link>
  <updated>2010-11-08T00:00:00Z</updated>
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  <id>624077</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La crisi del comparto agricolo pugliese e le possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nel suo tessuto produttivo deve essere oggetto di discussione dell'assemblea regionale, per dare delle risposte concrete alle tante aziende del comparto che vivono momenti di grande difficoltà.
Il comparto agricolo rappresenta da sempre un settore strategico, radicato e ad alto potenziale qualitativo per l'economia della Regione Puglia,nella sola Provincia di Taranto si contano ben 37.000 addetti che operano nel settore agricolo, per un totale di quasi 7.000 aziende.
In numerose zone della nostra Regione, il lavoro agricolo rappresenta ancora l'unica fonte di reddito per numerose famiglie, ma adesso data la crisi congiunturale del sitema produttivo ben l'80% degli imprenditori agricoli pugliesi risulta essere indebitato con gli istituti di credito.
Solo negli ultimi in dieci mesi, da Gennaio ad Ottobre 2010, ben 300 aziende agricole pugliesi si sono aperte le porte delle aste giudiziarie per l'esecuzione delle procedure di pignoramento poste in essere da Equitalia per l'insolvenza di numerosi debiti.
La drammatica situazione in cui versa il mondo agricolo ha creato un terreno fertile per le organizzazioni criminali, le quali cercano di infiltrarsi nel tessuto produttivo agricolo per riciclare i proventi rinvenienti dalle loro attività criminali ed impossessarsi delle numerose aziende agricole in difficoltà.
Dietro l'esecuzione delle aste giudiziarie possoni celarsi capitali non “rintracciabili”, attraverso i quali la criminalità organizzata cerca di riciclare denaro “sporco” investendo nell'acquisto delle aziende agricole locali;
Dalla ricerca “Ecomafia 2010” pubblicato dall'Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente e dagli studi compiuti dell'Associazione Libera si evince che l'agricoltura si conferma essere uno dei pilastri dell'economia criminale con un giro di affari di circa 50 miliardi di euro l'anno, poco meno di un terzo del fatturato illegale nel nostro Paese, che si traduce in circa 150 reati al giorno commessi ai danni degli agricoltori.
La situazione appare ormai degenerata e fortemente compremessa, pertanto bisogna intervenire, senza perdere ulteriore tempo, al fine di non compromettere ulteriormente le condizioni del comparto agricolo ed assicurare la sopravvivenza del tessuto produttivo agricolo pugliese.
Non bisogna solo ripensare nel suo complesso il sistema per raggiungere una soluzione finanziaria ai tanti debiti già maturati dalle aziende, ma anche riformulare una più efficace politica agricola che salvaguardi l'economia di questo comparto produttivo.
L'agricoltura è un settore strategico per tutto il Sud Italia ed in Puglia in particolare possiede un alto potenziale qualitativo, per questo c'è bisogno di uno sforzo complessivo di tutte le Istituzioni, dal Parlamento Europeo al Governo Italiano, dalla Regione Puglia a tutte le organizzazioni di categoria.
Occorre riformulare una innovativa e più efficace politica agricola che sappia far fronte alle nuove situazioni contigenti venutesi a creare, i piccoli imprenditori agricoli rischiano di essere strangolati, stretti come sono nella morsa dei debiti da una parte e delle organizzazioni criminali dall'altra.
L'unica loro possibilità è quella di cedere le loro aziende o peggio di fallire, dando in questo modo ampio spazio alle ecomafie presenti sul territorio.
Per questo ho provveduto ad inviare al Presidente del Consiglio Onofrio Introna una richiesta di convocazione di un Consiglio Regionale monotematico, ed, allo stesso tempo, ho chiesto al Presidente della Commissione Sviluppo Economico Aurelio Antonio Gianfreda la convocazione di una seduta della IV Commissione per discutere della problematica alla presenza dell'Assessore Regionale all'Agricoltura Dario Stefàno, di tutte le organizzazioni confederali e le associazioni di categoria del comparto agricolo presenti sul territorio.
Il Consigliere Regionale Michele Mazzarano

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://pdmassafra.blogspot.com/2010/11/salviamo-l-agricoltura-pugliese.html&quot;&gt;pdMassafra&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio NAPOLITANO: Strage di Bologna, 30 anni dopo. «Colmare le lacune»</title>
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  <updated>2010-08-02T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato al Presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna, Paolo Bolognesi, il seguente messaggio:
&lt;p&gt;

«Sono decorsi trenta anni da quel terribile 2 agosto 1980, quando il devastante attentato alla stazione centrale di Bologna provocò ottantacinque morti e oltre duecento feriti. A essi e ai loro famigliari va il mio pensiero commosso e partecipe. La vita di inermi cittadini fu quel giorno spezzata dalla violenza di ciechi disegni terroristici ed eversivi. 
&lt;p&gt;La definizione delle loro matrici così come la individuazione dei loro ispiratori hanno dato luogo a una tormentata vicenda di investigazioni e processi non ancora esaurita. 
&lt;p&gt;La trasmissione della memoria di quel tragico fatto e di tutti quelli che in quegli anni hanno insanguinato l’Italia non costituisce solo un doveroso omaggio alle vittime di allora, ma impegna anche i magistrati e tutte le istituzioni a contribuire con ogni ulteriore possibile sforzo a colmare persistenti lacune e ambiguità sulle trame e le complicità sottese a quel terribile episodio. È un tale sforzo il modo migliore di corrispondere alle attese di tutta la nazione e all’ansia di giustizia di chi è sopravvissuto tra penose sofferenze e dei famigliari delle vittime. 
&lt;p&gt;Altrettanto essenziale è adoprarsi per diffondere sempre di più nel Paese una cultura del confronto democratico e della tolleranza tale da prevenire il ripetersi di analoghi rigurgiti di violenza. Con questi sentimenti, esprimo a lei, signor Presidente, e a tutti i famigliari di chi ha perso la vita in quella orribile strage, la mia affettuosa vicinanza, interpretando i sentimenti di solidarietà dell’intero Paese».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilsecoloxix.it/Facet/print/Uuid/27b34d0a-9e12-11df-a00f-0003bace870a/Strage_di_Bologna_30_anni_dopo__Napolitano_colmare_le_lacune_LUVstragebolognanapolitano.xml&quot;&gt;Il Secolo XIX.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARIA GEMMA AZUNI: Profughi Afghani</title>
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  <updated>2010-07-14T00:00:00Z</updated>
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  </author>
  <id>503199</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
Persiste la situazione drammatica dei profughi afgani, la buca rimane sempre un buco sia con il freddo che con il caldo torrido. L’insediamento di rifugiati afgani a Ostiense è noto da tempo, mi colpisce il silenzio delle istituzioni, nonostante le continue proteste da parte di associazioni e dei cittadini romani, che devono occupare un assessorato per farsi ascoltare.&lt;br /&gt;

Roma deve fare qualcosa di serio per i minori stranieri non accompagnati che in numero sempre più massiccio si rifugiano nella nostra città per sfuggire, spesso dopo viaggi lunghissimi e pericolosissimi, ad una vita di stenti o alla guerra. Una città civile e solidale non può tollerare che delle persone vivano in situazioni così disumane nell’indifferenza o nello stupore, con un approccio al problema di tipo emergenziale. Questi rifugiati anche se sono solo di passaggio in Italia vanno protetti, guidati, informati e assistiti.&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;
Mentre nella Relazione Previsionale di Bilancio 2010 in fase di approvazione, si progettano percorsi personalizzati per l’inserimento dei rifugiati politici per ora a queste che sono solo promesse spero seguano atti concreti da parte del Sindaco e dal Governo per garantire, data l’emergenza umanitaria, un minimo di assistenza ai rifugiati e condizioni di accoglienza degne di una città civile. &lt;br /&gt;

&lt;p&gt;
&lt;p&gt;

Maria Gemma Azuni&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gemmazuni.it/home/item/281-profughi-afghani&quot;&gt;www.gemmazuni.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LORENZO MARIO CAPANNA: «Ragionare e stare ben dritti così sconfiggeremo la dittatura del profitto»  - INTERVISTA  </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/04/lorenzo-mario-capanna/%C2%ABragionare-e-stare-ben-dritti-cos%C3%AC-sconfiggeremo-la-dittatura-del-profitto%C2%BB-intervista/499704"></link>
  <updated>2010-05-04T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>499704</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Mario Capanna ha 65 anni e vive in un casolare in collina, vicino a Città di Castello, la sua città.
Ha lasciato Milanocinque anni fa e oggi coltiva frutta, ortaggi, produce miele e olio extravergine. L’”esperto” della contestazione e del 1968, per questo lo chiamano ancora nelle scuole, conduce una battaglia politica e ideale come presidente della Fondazione diritti genetici,
combatte gli Ogm, si dedica all’informazione scientifica e non ha perso lo smalto polemico di un tempo come testimonia il suo ultimo libro “Per ragionare” (Garzanti editore).
Richiamare la ragione, il pensiero, l’elaborazione critica in quest’Italia così debole eppur proterva ha una valenza eversiva.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Capanna,nel suo libro propone sessanta pensieri per ragionare, dedicati a quelli che “vogliono camminare eretti”. Ce la faremo a rialzarci?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Parto dalla considerazione che ormai siamo preda di un forte arretramento etico, culturale e politico, giacchè oggi al primo posto dei valori viene messo questo micromaterialismo volgare che permea un pò tutti.
Siamo diventati dei consumatori passivi di idee e non
solo al supermercato. Basta guardarci attorno, come va il mondo e come va la nostra Italia. A partire dalla politica. Prendiamo l’esempio del federalismo tanto decantato:
non c’è dubbio che in linea teorica è una cosa
giusta,ma in concreto nessuno sa bene cos’è,
nemmeno Tremonti conosce quale potrà essere la reale ripartizione delle risorse finanziarie. Siamo all’assurdo, emerge l’idea che la politica si trovi prossima all’impotenza e diventi sinomino di finzione o simulazione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Dunque l’imperativo è tornare a ragionare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Certo. Andare al cuore dei problemi veri,
ragionare, imparare, osservare, criticare e infine battersi. Sembra incredibile, ma convengo che oggi tentare di ragionare nel nostro paese è davvero eversivo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il problema è che, ragionando o meno, non abbiamo imparato nulla. Prendiamo il crollo della Grecia: gli speculatori sono gli stessi che due anni fa hanno fatto saltare il banco con i mutui subprime negli Stati Uniti. E sono ancora in giro. Così, come spiega il libro, i pompieri continuano ad esser pagati sei euro l’ora e i manager incassano stock options miliardarie.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Dobbiamo invertire la tendenza e il pompiere non deve più essere pagato sei euro per un’ora di straordinario mentre altri incassano bonus vergognosi.Questo sistema, questi
comportamenti perversi, lo dicono persino gli esperti e gli analisti della finanza, possono determinare una nuova bolla speculativa e una crisi ancora più grave della precedente.
Il caso della Grecia parla chiaro: si parte da un paese ritenuto debole poi si passa a Spagna e Portogallo, e si punta ad arrivare al collasso».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Possiamo cercare un colpevole di questa situazione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Sicuro. È la dittatura globale del profitto ad
aver determinato il rovesciamento del mondo. Un quarto dell’umanità vive sopra nell’opulenza, tre quarti sta sotto nella disperazione, mentre lei e io stiamo parlando ci sono al mondo un miliardo di analfabeti, un altro miliardo ignora il concetto di assistenza sanitaria, ancora 1 miliardo e 100mila persone vivono senza acqua e senza condizioni
igieniche. Allora è evidente che se non si modifica questa situazione, non con la carità ma creando le condizioni per uno sviluppo equilibrato e autonomo dei paesi più poveri, saranno inevitabili le ondate migratorie bibliche che tanto temiamo noi dell’Occidente industrializzato».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il profitto, però, nonostante i disastri combinati, rappresenta ancora la pietra miliare per
questo sistema economico. E rivoluzionari in giro non se ne vedono.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Vero,ma questo sistema è sbagliato e ingiusto, lo vedono tutti. Sono stati impiegati tremila miliardi di dollari per
salvare il sistema delle banche e le loro pidocchiose
speculazioni, ma quando il direttore generale della Fao
Jacques Diouf all’ultima assemblea di Roma ha chiesto
44 miliardi per combattere la fame nel mondo i governi più potenti hanno detto che non ci sono. La politica si assume così una grave responsabilità».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;In Italia la nostra politica è tutta concentrata
su Berlusconi, pro o contro.Per carità: Silvio è
importante e ingombrante, ma non le pare
che ci sia, soprattutto, un problema culturale, di formazione, di modelli di sviluppo alternativi di cui nessuno si occupa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Sono convinto da tempo che il problema principale dell’Italia sia l’arretramento culturale medio, solo con una rigenerazione culturale, di idee possiamo uscire da questa crisi.&lt;br /&gt;



La cosa riguarda in particolar modo la sinistra. Perchè oggi la sinistra sedicente riformista annaspa? La ragione di fondo è che in tutta Europa il modello culturale socialdemocratico è in crisi e questa crisi viene dallo smarrimento di quella che anche oggi dovrebbe essere la funzione storica della sinistra: coesione sociale, pari opportunità, solidarietà contro egoismi. Dobbiamo lavorare a
un modello di società dove la fratellanza, la
convivenza e direi la compresenza che contiene il concetto di comunione, sia nei rapporti tra individui che tra popoli, siano al primo posto. Davanti alla crisi profonda del sistema berlusconiano che si profila si apre
una prateria sterminata che la sinistra deve
riempire».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Per molti la sinistra è morta, per altri ha esaurito la sua missione storica. Siamo tutti ceto medio...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non è vero. Ripensiamo al fatto che in questo paese la sinistra è avanzata costruendo e strappando straordinarie conquiste sociali, culturali, democratiche ogni volta che ha suscitato movimenti profondi nella società, come nel ‘68, ‘69 e in parte negli anni ‘70.&lt;br /&gt;


Quando questo è avvenuto la sinistra ha spostato verso di sè il centro della società quando non l’ha fatto è stata risucchiata. Per questo oggi mi chiedo e chiedo al pd che senso ha inseguire Casini per un voto moderato in
più quando poi se ne perdono due a sinistra?».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Un politico che le piace?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Mi piace Vendola. Lo considero portatore
di una politica intelligente e generosa».
&lt;b&gt;
&lt;p&gt;
Abbiamo qualche speranza o dobbiamo consolarci nel privato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Bisogna alzarsi in piedi e combattere.Guardiamo a quel subbuglio di sommovimenti a volte opachi, certo, dell’America latina, alle novità della Bolivia, del Venezuela, del Perù. In un piccolo paese come l’Uruguay il
nuovo presidente è un ex tupamaro che ha fatto 15 anni di galera. Anche questo è un segno che il mondo non si rassegna. In Europa c’è qualche cosa che si muove, anche se le sinistre storiche sono in difficoltà. In Francia e Germania c’è un’avanzata forte degli
ambientalisti, purtroppo non è ancora una
tendenza continentale, ma sono segnali,
speranze di cambiamento».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=RDY8L&quot;&gt;l'Unità - Riccardo Gianola&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giancarlo Crispini: Mozione</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/01/14/giancarlo-crispini/mozione/617850"></link>
  <updated>2010-01-14T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>617850</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Chiaverano (TO) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Al Sindaco del Comune di Chiaverano
&lt;p&gt;


MOZIONE
&lt;p&gt;

Il sottoscritto Crispini Giancarlo in qualità di consigliere del comune di Chiaverano intende presentare la seguente mozione:&lt;br /&gt;
  Solidarietà alla popolazione Haitiana per il tragico evento  verificatosi.
&lt;p&gt;
VISTO
&lt;p&gt;
L’evento sismico avvenuto il 12/01/2010 alle 22,53 ora italiane ad Haiti 
&lt;p&gt;

PROPONE AL CONSIGLIO COMUNALE DI CHIAVERANO DI ESPRIMERE
&lt;p&gt;
Alle famiglie  il proprio sentito cordoglio per la perdita in un modo così tragico ed improvviso dei propri cari.
&lt;p&gt;
MANIFESTARE
&lt;p&gt;
 La piena solidarietà e vicinanza a tutta la popolazione Haitiana e, a tutte le istituzioni locali  vittime del tremendo terremoto.
&lt;p&gt;
IMPEGNARE IL SINDACO E LA GIUNTA
&lt;p&gt;
A devolvere una somma atta a testimoniare nei fatti la vicinanza di tutti i cittadini di Chiaverano alla popolazione Haitiana così duramente provata.
&lt;p&gt;

NONCHE’ DI IMPEGNARE IL CONSIGLIO COMUNALE
&lt;p&gt;

A devolvere i propri gettoni di presenza dell’odierna seduta in favore di una delle tante organizzazioni che si occupano  dei bambini di quella sfortunata isola.
&lt;p&gt;


Crispini Giancarlo&lt;br /&gt;

Chiaverano 14/01/10&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://libero.it&quot;&gt;consiglio comunale&lt;/a&gt;</summary>
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