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  <title>Openpolis - Argomento: università</title>
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  <updated>2012-04-16T00:00:00Z</updated>
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  <title>Patrizia TOIA: Familiarizzare i giovani con la scienza significa creare un terreno fertile perché i talenti possano manifestarsi</title>
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  <updated>2012-04-16T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626736</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Familiarizzare i giovani con la scienza significa creare un terreno fertile perché i talenti, magari nascosti, possano manifestarsi e la ricerca e lo spirito innovativo diventino una pratica quasi normale&quot;, ha sottolineato &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;, deputata europea del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione ITRE - Industria Ricerca Energia, durante la cerimonia di premiazione del Concorso Europeo &quot;I Giovani e le Scienze 2012&quot; che si è svolta a Milano.
&lt;p&gt; &quot;Questo è il nostro compito se vogliamo un'Unione dell'innovazione in tutti i campi, dalla scienza, alla tecnologia e al sociale. L'innovazione nella società, nell'economia e nell'impresa non può che partire dai giovani facendo leva sulla loro freschezza, intelligenza, curiosità di sapere e di creare&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.info/home/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=213:concorso-europeo-qi-giovani-e-le-scienzeq&amp;catid=8&amp;Itemid=204&quot;&gt;patriziatoia.info&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Annamaria Cancellieri: «Immigrati cittadini? Non solo per nascita, servono le condizioni»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/29/annamaria-cancellieri/%C2%ABimmigrati-cittadini-non-solo-per-nascita-servono-le-condizioni%C2%BB/623700"></link>
  <updated>2012-01-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623700</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Interni&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;«Sono favorevole all'eliminazione del valore legale della laurea. Ma il merito va premiato».
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Il diritto di cittadinanza è fondamentale ma non può essere concesso a chiunque. Il ministro dell'Interno lo sottolinea esplicitamente intervenendo su Rai3 alla trasmissione Che tempo che fa.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt; «Lo ius soli (il diritto alla cittadinanza per nascita in un dato luogo, ndr) semplice avrebbe l'effetto di far nascere in Italia bambini da tutto il mondo».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;La cittadinanza&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;...«dovrebbe derivare da un insieme di fattori: se un bambino è nato in Italia, i genitori sono stabilmente in Italia e magari ha già fatto parte degli studi qua ed è inserito, allora credo sia giusto».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Titolo di studio&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Assolutamente favorevole all'abolizione del valore legale del titolo di studio, a due condizioni: chiedo una valutazione seria delle università e pari opportunità perché tutti possano accedere alle università più prestigiose, per esempio con borse di studio». «Se premiamo il merito diamo speranze ai giovani delle proprie forze. Il merito è la strada che li porterà alla loro realizzazione».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Le carceri&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«L'amnistia la vedo come un atto di clemenza, se deve essere solo uno svuotamento delle carceri come cittadina mi ribello». «Mi domando come stando dentro non si possa uscire peggiorati».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Forconi&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Non ci sono preoccupazioni rispetto a un'eversione terroristica» &lt;i&gt;ma c'è comunque il&lt;/i&gt; «timore che qualche cane sciolto possa inserirsi». «Io ho grande stima di Ivan Lobello (presidente di Confindustria Sicilia, ndr), e se dice che c'è il rischio di infiltrazioni mafiose nel movimento dei Forconi, il suo allarme è fondato su dati». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;No Tav&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Nessuno ha criminalizzato il movimento ma non si possono consentire, anche alla manifestazione più sana, violenze di quel genere. Finora c'è stato tanto dialogo, non so se ci sarà ancora spazio. Se sì, sarà percorso fino in fondo, ma un Paese deve anche fare scelte».&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/12_gennaio_29/cancellieri-immigrazione-carceri-titolo-studio_e6f0c528-4aa3-11e1-bc89-1929970e79ce.shtml?fr=box_primopiano&quot;&gt;Corriere.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Michel  Martone: Chi si laurea dopo i 28 anni è uno sfigato</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/24/michel-martone/chi-si-laurea-dopo-i-28-anni-%C3%A8-uno-sfigato/623607"></link>
  <updated>2012-01-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623607</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Viceministro  Lavoro e politiche sociali&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Dobbiamo iniziare a dare nuovi messaggi culturali: dobbiamo dire ai nostri giovani che se non sei ancora laureato a 28 anni sei uno sfigato, se decidi di fare un istituto professionale sei bravo e che essere secchioni è bello, perchè vuol dire che almeno hai fatto qualcosa&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/economia/12_gennaio_24/martone-laureati-sfigati_7b0f4f6a-4679-11e1-90ee-63dee1b6b376.shtml?fr=box_primopiano&quot;&gt;Corriere della sera&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Maurizio SAIA: Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01856 </title>
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  <updated>2012-01-18T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626256</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: CN) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
 Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e per la pubblica amministrazione e l'innovazione. 
&lt;p&gt; 
Premesso che:
&lt;p&gt;
in base all'art. 21 della legge 69 del 18 giugno 2009 (cosiddetta operazione trasparenza) vige l'obbligo in capo alle amministrazioni pubbliche di rendere noti on line i termini degli incarichi affidati a consulenti e collaboratori esterni o ai dipendenti pubblici;
come risulta da un comunicato stampa pubblicato sul sito Internet dell'Università degli studi di Padova (www.unipd.it) in data 28 aprile 2010, il signor Valentino Pesci - nato a Copparo (Ferrara) il 16 novembre 1943, iscritto all'ordine dei giornalisti del Veneto, elenco professionisti - ricopre l'incarico di portavoce del magnifico rettore Giuseppe Zaccaria;
dal sito emerge, altresì, che il dottor Valentino Pesci risulta tra i componenti della Commissione del Rettore dell'Università degli studi di Padova (N. 836 - D.R. 1955-2010) denominata «Gruppo di lavoro per la ristrutturazione della comunicazione del sito web» con scadenza il 31 dicembre 2010;
come riportato sul sito Internet del master di giornalismo «Giorgio Lago» dell'Università degli studi di Padova (www.giornalismo.unipd.it), il dottor Valentino Pesci risulta anche nella lista dei docenti di questo corso accademico, attualmente non attivato dall'Ateneo padovano,&lt;br /&gt;

si chiede di sapere:
&lt;p&gt;
se i Ministri siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa;
se al Governo risulti il motivo per il quale al rapporto contrattuale tra l'Università degli studi di Padova e il dottor Valentino Pesci non sia stata data la necessaria pubblicità sul sito Internet dell'Ateneo, al pari delle altre forme di collaborazione o consulenza sottoposte ai dettami dell'operazione trasparenza avviata nel giugno 2008 dal ministro Brunetta;
&lt;p&gt;
in quale data sia stato stipulato il contratto per il ruolo di portavoce del Magnifico Rettore tra l'Università degli studi di Padova e il dottor Valentino Pesci;
quale sia la durata e a quanto corrisponda il compenso economico previsto da tale contratto;
se attualmente tra l'Università degli studi di Padova e il dottor Pesci esista un contratto per la direzione di «Radio Bue», web radio e laboratorio riconosciuto in crediti formativi (Cfu) gestito dall'Ateneo padovano;
&lt;p&gt;
se il contratto per la didattica nell'ambito delle lezioni del sopra citato master di Giornalismo sia cessato ovvero sia stato già rinnovato dall'Ateneo padovano;
&lt;p&gt;
se attualmente, oltre ai contratti citati in premessa, risultino ulteriori rapporti di collaborazione o consulenza tra l'Università degli studi di Padova - o enti da questa controllati, partecipati o riconducibili - e il dottor Valentino Pesci.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&amp;leg=16&amp;id=518895&quot;&gt;www.senato.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOVANNA PENTENERO: LE PROPOSTE DEL GRUPPO REGIONALE PD SU BILANCIO E FINANZIARIA 2012. SINTESI DELLA CONFERENZA STAMPA </title>
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  <updated>2012-01-17T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623429</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Casalborgone (TO) (Gruppo: Altro) - Consigliere Regione Piemonte (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L’importanza del sostegno alla scuola, al diritto allo studio, alla ricerca, alla formazione e all’università è stata ribadita da Gianna Pentenero: “A parole tutti settori su cui la Giunta dice di puntare, ma non investe risorse, come dimostrano chiaramente le cifre in campo. Smantellare il sistema della cultura, dell’istruzione e della formazione è un grosso errore”.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.pdpiemonte.it/2012/01/le-proposte-del-gruppo-regionale-pd-su-bilancio-e-finanziaria-2012-sintesi-della-conferenza-stampa/&quot;&gt;www.pdpiemonte.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ALDO RESCHIGNA: LE PROPOSTE DEL GRUPPO REGIONALE PD SU BILANCIO E FINANZIARIA 2012. SINTESI DELLA CONFERENZA STAMPA </title>
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  <updated>2012-01-17T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623427</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Piemonte (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“In una situazione di grande difficoltà, in due anni sono venuti meno 930 milioni di trasferimenti statali, un dato fortemente preoccupante noi presentiamo un progetto alternativo a quello della Giunta regionale, un progetto che non punta sulla conservazione, ma sulla trasformazione e sul rilancio della Regione. Mi pare che sia politicamente significativo che la principale forza dell’opposizione sia impegnata in una proposta di questo spessore”.

Il gruppo PD ha lanciato l’idea di una “Regione più snella, articolata su quattro aree vaste”. Per questo propone di passare da 7 a 4 Atc, e di eliminare per questi enti, insieme alle aree protette, i consigli di amministrazione. Verrebbero governati da direttori generali nominati dalla Regione, con un rafforzamento del ruolo di controllo e di indirizzo delle comunità locali, e con un unico revisore dei conti. Un risparmio per Atc e aree protette di un milione di euro all’anno.
Alleggerimento anche per quanto riguarda il sistema delle società partecipate, con la liquidazione di SCR, perché “con la riforma sanitaria perderebbe il ruolo che ha avuto finora”, e una serie di fusioni e accorpamenti di società “che renderebbero più forte e più semplice l’intero sistema”.
“Anche questo permetterebbe di realizzare importanti risparmi, oltre 300 mila euro all’anno”, “sommando quelli che deriverebbero dalla riduzione dei compensi degli amministratori e dei consulenti”.
Da considerare infine i risparmi da ulteriori tagli ai costi della politica, sia per quanto riguarda l’adeguamento istat di indennità e vitalizi, sia per la riduzione dei costi dei gruppi consiliari. Solo l’abolizione dell’adeguamento Istat permetterebbe di risparmiare 212 mila euro all’anno.
Cinque le priorità per le politiche regionali proposte: un welfare equo a sostegno dei cittadini, impegni per la ricerca, la formazione e l’università, necessari per il rilancio, un sostegno mirato al sistema produttivo, la scuola e il diritto allo studio, più concorrenza nel trasporto pubblico locale.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.pdpiemonte.it/2012/01/le-proposte-del-gruppo-regionale-pd-su-bilancio-e-finanziaria-2012-sintesi-della-conferenza-stampa/&quot;&gt;www.pdpiemonte.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOVANNA PENTENERO: DIRITTO ALLO STUDIO FALCIDIATO. I CONTI 2012 PARLANO CHIARO. UNA DICHIARAZIONE DI GIANNA PENTENERO </title>
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  <updated>2012-01-13T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623014</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Casalborgone (TO) (Gruppo: Altro) - Consigliere Regione Piemonte (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Dopo aver proclamato che nel 2012 avrebbe dato più risorse agli studenti, l’assessore all’istruzione Alberto Cirio svela ora le carte. Carte che sconfessano quanto più volte promesso.
Partiamo dai contributi alle domande di iscrizione e frequenza. Nel 2011 vennero stanziati 11 milioni, ma spesi in realtà, per i noti problemi finanziari, solo 7,2 mln, finanziando solo 4926 domande e lasciandone senza contributo 4182.
Per il 2012 vengono riproposti 11 mln, ma occorre completare il finanziamento di quelle lasciate inevase nel 2011. E’ evidente che non ci sono i soldi per dare i contributi a chi ne ha diritto.
Lo stesso per l’integrazione dell’offerta formativa. Le indicazioni 2011 davano 14,34 mln, ma ne sono stati spesi realmente la metà, 7,5 mln, finanziando 34633 domande e lasciandone fuori 21871. Per il 2012 si propone uno stanziamento di  11 mln, inferiore a quello 2011, e decurtato pesantemente dalla necessità di versare i contributi inevasi nel 2011.
Occorre poi considerare che l’integrazione della legge nazionale 62, che tocca proprio i redditi più bassi e che la Regione fino al 2010 integrava con risorse proprie, non prevede finanziarmenti per il 2012, come è per altro già avvenuto nel 2011.
Nel piano regionale triennale dell’istruzione approvato alla fine dell’anno sono state alzate le fasce di reddito sulla cui base vengono concessi i finanziamenti, passando da 32mila euro a 40 mila euro di indicatore di reddito ISEE. L’assessore Cirio ha detto che sarebbe stata così ampliata la platea di chi riceve un sostegno finanziario, e sosteneva che il piano non conteneva le cifre stanziate perché allora erano ancora in via di definizione. Ora i conti sono chiari, e anche i risultati di queste cifre. Come è possibile anche solo immaginare di coprire gli impegni assunti con cifre addirittura inferiori al 2011, e già insufficienti l’anno scorso?
Sul diritto allo studio universitario, poi, il quadro è ormai chiaro, con la drammatica situazione dell’Edisu e con studenti che protestano perché le borse di studio promesse già nel 2011 non arrivano e non sono in grado di mantenersi agli studi.
In un anno e mezzo di governo, il centrodestra è riuscito a mettere in grave pericolo quello che era un sistema di sostegno al diritto allo studio che funzionava bene e che aiutava i risultati di qualità della scuola e dell’Università piemontesi. Per il 2012 si preparano tempi ancora più cupi.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.pdpiemonte.it/2012/01/diritto-allo-studio-falcidiato-i-conti-2012-parlano-chiaro-una-dichiarazione-di-gianna-pentenero/&quot;&gt;www.pdpiemonte.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio NAPOLITANO: Il separatista in cella. La secessione è fuori dalla realtà.</title>
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  <updated>2011-10-30T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609677</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Ho avuto modo di dire che la secessione è fuori dalla realtà e fuori dal mondo d'oggi. Appare grottesco pensare a uno Stato Lombardo-Veneto che competa con la Cina, la Russia, gli Stati Uniti. Mi pare che il livello di grottesco sia tale da far capire che si può strillare in un prato, ma non si può cambiare il corso della storia&quot;.
&lt;p&gt;&quot;In passato, un leader separatista fu arrestato. Lo Stato non esitò a intervenire&quot;.
&lt;p&gt;
&quot;Il sistema elettorale vigente ha rotto il rapporto di responsabilità tra elettore ed eletto. Non voglio idealizzare o idoleggiare i modelli del passato, perché sappiamo quanto la pratica delle preferenze grondasse di negatività, ma era una forma di collegamento più diretto tra eletto ed elettore&quot;. 
&lt;p&gt;&quot;Ormai è ampiamente diffuso il riconoscimento per cui una diversa legge elettorale può facilitare il ritorno della fiducia nelle istituzioni&quot;.
&lt;p&gt;&quot;È vero che in Italia non c'è stata una donna presidente della Repubblica e neppure capo del Governo, ma in alcuni settori dell'apparato pubblico invece c'è stata una avanzata notevole, ad esempio nella magistratura. La strada per realizzare la parità è ancora molto lunga. È importante che non si spenga quel movimento ideale che portò alle leggi sul divorzio, sull'aborto, sul diritto di famiglia. I progressi potrebbero essere più veloci, questo dipende molto da voi giovani&quot;. 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;N.B.&lt;/b&gt; &lt;i&gt;Estratto dall'intervento alla facoltà di giurisprudenza di Napoli
&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://libero-news.it/news/834630/Napolitano-arresta-la-Lega--Un-separatista-fin%C3%AC-in-cella-.html&quot;&gt;libero-news.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOCONDO TALAMONTI: Comunicato Stampa - Polo Universitario Ternano</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/17/giocondo-talamonti/comunicato-stampa-polo-universitario-ternano/609472"></link>
  <updated>2011-09-17T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609472</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Terni (TR) (Gruppo: Federazione della Sinistra) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;COMUNICATO STAMPA
I gruppi FdS e i Socialisti, in Consiglio comunale, esprimono la loro preoccupazione per il comunicato dell’Ateneo di Perugia in cui non si conferma il consolidamento del Polo Universitario temano, non si fa menzione del Multicampus, considerato una possibilità e non come una necessità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Un ritorno alla visione centristica del passato che dimentica gli ingenti investimenti fatti, il Patto di Territorio 2004, l’Accordo di Programma siglato nel 2001 tra Università, Sanità e Regione e il fatto che Terni è una realtà territoriale non trascurabile della Regione Umbria e dell’intera Università. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Auspica che il 20 settembre p.v., riunione del senato accademico e consiglio d’amministrazione dell’Università, si riaffermi nello statuto la volontà da parte di tutti di trovare una soluzione che dia dignità all’ottimo lavoro e all’attività che si sono realizzate nell’intero comprensorio regionale anche grazie all’Università ternana. Ed un’ultima considerazione si chi smentisce “catecorigamente” la volontà di interrompere gli impegni su Terni  rispondiamo che sappiamo leggere l’art.2 del nuovo statuto e lo sappiamo interpretare: un ritorno indietro che non tiene conto della realtà e della qualità del polo scientifico ternano. Ed un’ultima annotazione: la costruzione del nuovo si fa in un clima di fiducia e non di scontro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Terni, 16 settembre 2011&lt;br /&gt;
Talamonti Giocondo Capogruppo FdS&lt;br /&gt;
Boccolini Giuseppe Capogruppo Socialisti

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://talamontigiocondo.blogspot.com/2011/09/comunicato-stampa-polo-universitario.html&quot;&gt;Il blog personale di Giocondo Talamonti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOCONDO TALAMONTI: Comune di Terni - MOZIONE: sulle dimissioni del prof. Pardini;.ruolo dell’Università e Azienda Ospedaliera</title>
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  <updated>2011-09-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
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  <id>609254</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Terni (TR) (Gruppo: Federazione della Sinistra) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Al Sindaco del Comune di Terni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Premesso&lt;/b&gt; che in data 1° agosto il Prof. Pardini, titolare di Cardiochirurgia dell’Ospedale Santa Maria di Terni, ha rassegnato le sue dimissioni per l’assenza di dialogo e, quindi di risposte, da parte delle istituzioni interessate, circa il futuro del reparto da lui diretto; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; constatato&lt;/b&gt; che l’Unità di cui trattasi rappresenta un’eccellenza nell’ambito del nostro nosocomio e che questa è ragione di attrazione di pazienti provenienti da regioni limitrofe, con benefici economici per il bilancio della struttura; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; accertato&lt;/b&gt; che la presenza nel nostro nosocomio del Prof. Pardini costituisce un vanto cittadino e che il livello della sua professionalità si estende a vantaggio di molti altri reparti del Santa Maria; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; visto&lt;/b&gt; che i motivi a fondamento delle sue dimissioni, oltre ad essere oggettivi, coincidono con gli interessi della città e dei ternani; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; appurato&lt;/b&gt; che gli investimenti necessari a conservare il livello di eccellenza latitano, fagocitati dall’Università del capoluogo umbro in ragione della presenza di studenti di medicina, quasi fosse punibile la sperimentazione e il tirocinio; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; preso atto &lt;/b&gt;che esiste la possibilità di concordare con il corrispondente reparto cardochirurgico del capoluogo una  suddivisione specialistica di interventi (valvole percutanee a Perugia, assistenze circolatorie a Terni); &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; considerato&lt;/b&gt; che l’atteggiamento prudenziale della Regione Umbria in materia di investimenti sanitari non può penalizzare solo l’Azienda ternana, con il rischio di causare un degrado strutturale e qualitativo del servizio non più recuperabile; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE A: &lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; -attivarsi&lt;/b&gt; in tempi brevissimi presso il Presidente della Regione, Marini, per analizzare tutti i problemi connessi al rischio di dimissioni del Prof. Pardini; &lt;br /&gt;
&lt;b&gt; -promuovere&lt;/b&gt; azioni presso il titolare di Cardiochirurgia del nostro nosocomio perché sospenda la sua decisione in vista delle misure che si andranno a prendere per la soluzione dei problemi denunciati; &lt;br /&gt;
&lt;b&gt; -analizzare&lt;/b&gt; con le istituzioni regionali e ministeriali la destinazione delle risorse finanziarie per la sanità, privilegiando gli investimenti ricettivi e strutturali che garantiscano livelli di qualità professionali e di accoglienza, evitando la dipendenza finanziaria dall’Università; &lt;br /&gt;
&lt;b&gt; -concentrare&lt;/b&gt; le attenzioni gestionali sui tempi di risposta alle esigenze dei pazienti (liste d’attesa infinite), intervenendo sull’organizzazione del servizio e sull’opportunità di estenderlo anche in orario notturno con specifiche turnazioni; &lt;br /&gt;
&lt;b&gt; -considerare&lt;/b&gt; che il reparto di Cardiochirurgia è un’eccellenza, non solo meritevole di essere conservato e sostenuto, ma che esso è trainante di gran parte dei servizi del nostro nosocomio. &lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Prevedere&lt;/b&gt; un consiglio straordinario aperto alle istituzioni provinciali, regionali e  società civile, come richiesto in conferenza dei Presidenti dei gruppi, per affrontare il problema dell’Università e della sanità a Terni ed in Umbria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Terni, 2 settembre 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Giocondo Talamonti&lt;br /&gt;
Luzzi Luzio
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://talamontigiocondo.blogspot.com/2011/09/comune-di-terni-mozione-sulle.html&quot;&gt;il blog personale di Giocondo Talamonti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: «Una piazza per il nostro programma»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/25/nichi-vendola/%C2%ABuna-piazza-per-il-nostro-programma%C2%BB-intervista/586628"></link>
  <updated>2011-06-25T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>586628</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Di Pietro torna il moderato delle origini. E alla fine ripropone gli incontri fra leader nelle stanze chiuse.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Di Pietro dice a Bersani di darsi una mossa e convocarvi. E a voi di Sel, Vendola, di non anteporre le primarie al programma.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non mi piace l’atteggiamento di chi ha sempre addosso una toga e un dito puntato. Propongo a tutti una clausola di stile: evitiamo gli effetti speciali. Capisco il problema di Di Pietro: vede esaurito lo spazio della rincorsa a sinistra. E sceglie di ricollocarsi come ala destra del centrosinistra. In sostanza torna al moderatismo radicale delle origini. Intendiamoci, non è trasformismo, solo un riposizionamento. Ma è inaccettabile il modo: offre un argomento formidabile a una maggioranza allo sbando, attacca Bersani e me dicendo che non c’è l’alternativa. E propone il tema del programma nella forma più vecchia e politicistica: lui, io e il leader Pd dovremmo riunirci in una stanza per scrivere il libro del futuro?
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Non ci sta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ma sarebbe capovolgere il significato di quello che è accaduto in Italia nelle ultime settimane. Sottrarre alla partecipazione democratica, a quel diritto di ingerenza che ha scompaginato i giochi ai referendum, l’oggetto vero del cambiamento, e cioè le scelte che devono riguardare la vita, il lavoro, la scuola, l’ambiente, la parità di genere. Facendo leva su un punto vero, il ritardo di tutti noi a mettere in campo quel processo e quel cantiere oggi maturi.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ecco, nel merito l’ex pm ha ragione.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non se riduce l’alternativa a un problema di agreement fra stati maggiori.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quando invece chiedete primarie di programma che proponete nei fatti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Faccio un esempio che mi riguarda: se nelle primarie pugliesi avesse vinto Francesco Boccia (deputato Pd, due volte sconfitto da Vendola, &lt;i&gt;ndr&lt;/i&gt;) il più grande acquedotto d’Europa, il nostro, sarebbe stato privatizzato. Era immaginabile decidere del sì o no alla privatizzazione in un incontro riservato del centrosinistra? Invece ha deciso il popolo. E per piacere, non facciamo un’inutile disputa nominalistica sulla nozione di popolo. Ma il Pd alla direzione di oggi (ieri, &lt;i&gt;ndr&lt;/i&gt;) ha fatto scelte importanti. Ha superato il dibattito su primarie sì o no, oggi siamo al come e al quando. E se posso dire una cosa a Bersani sul come, più vasta è la platea più rappresentano il cambiamento.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Insisto: in concreto cosa sono le primarie sul programma?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Nella contesa bella, spero, incassiamo le convergenze, penso alla tassazione delle rendite, e discutiamo alla luce del sole sui punti di divergenza. Per esempio di cosa significa fuoriuscire dal contratto nazionale con il rischio di far schiantare la condizione di lavoratrici e lavoratori. Di questi temi, ormai liberi da ipoteche ideologiche, non è forse giusto parlare dentro la piazza, perché la politica non sia un discorso calato dall’alto?
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Parlate di una nuova sinistra unitaria, ma Bersani non risponde.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il popolo del centrosinistra è mescolato, arricchito dalle competenze e dalle passioni di tanti senza tessere in tasca. La politica non si esaurisce nel recinto dei partiti. E la forza di alcune questioni, sottovalutate anche dal centrosinistra, è evocare una nuova fondazione della res publica, la trama dei beni comuni, il primato dell’interesse collettivo, un’idea forte di socialità.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Non è rischioso convocare i gazebo prima di sapere quando si vota?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ormai è possibile mettere le primarie in calendario. Senza paura del confronto tra noi. Non ho la sindrome del vampiro, non ho l’ossessione di erodere consensi al Pd. Ho lavorato a costruire un soggetto politico il cui obiettivo non fosse l’autosufficienza. E lo stile non fosse la boria di partito.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei definisce Sinistra ecologia libertà ‘movimento’, non partito. Non a tutti piace, in Sel.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Movimento è più importante, comprende il partito, ma più tante altre cose. Bisogna essere laici, non avere atteggiamenti feticistici verso i luoghi che costruiamo. Sono solo strumenti.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma se non chiedete un tavolo dei leader, dove dovranno essere decise le primarie e il programma?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non dico che gli incontri fra noi non siano importanti. Ma dobbiamo dare segnali all’altezza dell’attesa che si è creata nel paese. Si tratta di costruire anche momenti simbolici.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Come si immagina questi ‘momenti’ simbolici?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non voglio immaginare niente, non mi interessa avere il copyright di nulla. Tanta Italia ci guarda con molta speranza e qualche ansia. Dobbiamo interrogarla, continuare a farla sentire protagonista, chiederle di aiutarci a scrivere l’agenda del cambiamento. Faccio un esempio: le mobilitazioni nella scuola, nell’università, nella cultura hanno squadernato una straordinaria dimensione di competenze a cui è indispensabile attingere. Oppure: ora tutti si accorgono di quanto sia catastrofica la dimensione della precarietà. Il mondo dei precari racconta storie, propone scelte. Vogliamo ascoltarli? Ho in testa la stagione milanese: una riappropriazione della politica come dello strumento che ti fa capire dove siamo finiti. Il berlusconismo è stato la più grave forma di privatizzazione della politica. Gramsci avrebbe detto ‘rivoluzione passiva’. Il centrosinistra non può che essere il contrario della passivizzazione.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Questa piazza comune include la Federazione della sinistra? Loro temono che vogliate tenerli fuori.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Figuriamoci se è mia intenzione escluderli. Sono io oggetto di un atteggiamento schizofrenico: un giorno la proposta unitaria, un altro la contumelia. Mi piacerebbe tornare a discutere con loro. Vedo che anche nel dibattito interno si sollevano critiche alla marginalità e all’orgoglioso sconfittismo a cui sembrano candidarsi. Per quanto mi riguarda, chi declina la radicalità in termini di minoritarismo non sta sulla mia strada. Detto questo, lotterò perché non ci siano esclusioni a sinistra. Ma il tema è l’autoesclusione di chi considera il terreno del governo come una sorta di perdizione e quello dell’opposizione una salvazione.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non le dispiace essere considerato un populista di sinistra?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Se posso fare la parte del vanitoso, no. Faccio tendenza. Le espressioni che ho inventato, dalla «rivoluzione gentile» all’«Italia migliore», alla «narrazione», sono state imitate e emulate. Ma lascerei correre questa discussione stucchevole. Oggi (ieri, &lt;i&gt;ndr&lt;/i&gt;) Massimo Mucchetti, economista rigoroso, elogia sul Corriere della sera il lavoro del presidente Vendola sull’acquedotto pugliese. Ecco cosa intendo: sento il dovere di sottrarmi alla scorciatoia della bella sconfitta. Siamo chiamati a organizzare la speranza e a trasformarla in un blocco sociale, una nuova egemonia culturale.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=11HUAT&quot;&gt;Il Manifesto - Daniela Preziosi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOCONDO TALAMONTI: Comune di Terni - Interrogazione: organizzazione dei servizi sanitari territoriali del comprensorio</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/21/giocondo-talamonti/comune-di-terni-interrogazione-organizzazione-dei-servizi-sanitari-territoriali-del-comprensorio/585377"></link>
  <updated>2011-06-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>585377</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Terni (TR) (Gruppo: Federazione della Sinistra) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Al Sindaco del Comune di Terni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Premesso che&lt;/b&gt; il rapporto del Cerm (“Competitività e regolazione mercati”, un centro di ricerche indipendente che ha redatto il rapporto “Sani-Regio 2011”, in cui ha analizzato le differenze regionali nella governance della spesa sanitaria) recentemente pubblicato, premia le politiche regionali dell’Umbria attribuendo alla nostra Regione la migliore performance sanitaria per qualità, efficienza e spesa pro capite fino a proporla come modello nazionale, in grado di consentire, se adottato dalle restanti regioni, un risparmio di 12 miliardi, equivalenti a circa lo 0,8% del Pil; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;tenuto conto che&lt;/b&gt; la Sanità è un sistema complesso, che non vende semplicemente prestazioni alla clientela sulla base di criteri commerciali, ma fornisce prestazioni necessarie a garantire il ripristino ed il mantenimento della salute dei cittadini; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;attestato che &lt;/b&gt;per questo deve darsi delle regole conosciute e condivise dai fruitori, in particolare per quanto riguarda la rete di emergenza e di urgenza sanitaria territoriale dell’intero comprensorio con il coinvolgimento di tutti gli attori del sistema, a partire dal Medico di Medicina Generale, puntando sulla qualità, sull’equa destinazione, sulla  ripartizione delle risorse, sulla scelta delle prestazioni da erogare tenendo conto della Medicina Basata sull’Evidenza e garantire a tutti efficacia, appropriatezza e accesso, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Visto che&lt;/b&gt; la priorità non deve essere solo costituita dagli aspetti contabili, ma soprattutto dal raggiungimento di livelli di salute prefissati attraverso un sistema di Programmazione dei bisogni e pianificazione delle prestazioni, con riguardo: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
	al problema sanità, inquadrandolo nel contesto del Piano          Regionale della Sanità; &lt;br /&gt;
	al PAL (Piano attuativo locale); &lt;br /&gt;
	agli obiettivi dell’Azienda Ospedaliera; &lt;br /&gt;
	alla razionalizzare delle risorse anche con la piena integrazione funzionale tra Azienda Sanitaria Locale e Azienda Ospedaliera &lt;br /&gt;
	ad un servizio di qualità alla cittadinanza; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;constatato che&lt;/b&gt; occorre pensare ad una Azienda Ospedaliera che veda: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

	l’Ospedale “S. Maria” integrato con l’ASL come Polo di eccellenza; &lt;br /&gt;
	la convenzione con l’Università legata alla ricerca, asse portante dello sviluppo del territorio, tale da garantire un servizio di qualità alla cittadinanza; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;accertato che&lt;/b&gt; l’integrazione funzionale tra  ASL e Azienda ospedaliera procede a rilento e che gli interventi a difesa della salute, invece, richiedono tempestività; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;ritenuto che&lt;/b&gt; ogni servizio pubblico essenziale ed efficiente debba essere  mantenuto, potenziato e sostenuto rispetto al servizio privato, specie quello    dell’emergenza e dell’urgenza sanitaria sulla quale non esiste e non esisterà mai competizione con il privato ; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;considerato che&lt;/b&gt; l’integrazione con l’Università deve soddisfare lo sviluppo della ricerca in settori che richiamano utenti anche da fuori Regione e consentire l’erogazione di servizi in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini con tempestività e con professionalità; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

si chiede al Sindaco e alla Giunta di sapere: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

	come stia procedendo l’integrazione funzionale fra ASL4 e Azienda ospedaliera e su quali ambiti si stia lavorando al riguardo; &lt;br /&gt;
	se l’integrazione comporti la riunificazione delle due aziende abolendo, di fatto, l’Azienda Ospedaliera, restando, così, una sola; &lt;br /&gt;
	 se con l’integrazione funzionale si intenda puntare alla ottimizzazione degli spazi, del personale, dell’ubicazione dei reparti o delle apparecchiature, l’approvvigionamento di medicinali etc., &lt;br /&gt;
	se, in sostanza, si voglia puntare sulla razionalizzazione delle risorse, offrendo all’utenza il massimo dei risultati, non  condizionati da fattori  di natura economica; &lt;br /&gt;
	se sia stata presa in esame la necessità della collaborazione fra i diversi livelli ospedalieri periferici (Orvieto, Narni, Amelia) ed il loro centro di riferimento naturale costituito dall’Azienda Ospedaliera di Terni; &lt;br /&gt;
	se il Servizio Sanitario Regionale e le Direzioni Generali della ASL e Aziende Ospedaliere intendano mettere in atto tutte la azioni necessarie per abbattere i tempi di attesa delle prestazioni sanitarie e tra queste anche di quelle del Pronto Soccorso, risolvendo le cause di eventuali ritardi; &lt;br /&gt;
	se siano rispettati e garantiti i finanziamenti previsti a favore dell’Azienda Ospedaliera per le necessità di adeguamento strutturale, per la sicurezza e l’ammodernamento tecnologico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

Terni, 20 giugno 2011&lt;br /&gt;
Talamonti Giocondo&lt;br /&gt;
Luzzi Luzio&lt;br /&gt;
Nannini Mauro
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://talamontigiocondo.blogspot.com/2011/06/comune-di-terni-interrogazione.html&quot;&gt;Il blog Personale di Giocondo Talamonti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Renato BRUNETTA: «Non chiedo scusa, era un agguato»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/16/renato-brunetta/%C2%ABnon-chiedo-scusa-era-un-agguato%C2%BB-intervista/584789"></link>
  <updated>2011-06-16T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>584789</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  PA e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;INTERVISTA DI LUCA TELESE&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=nWvAYdsgUfE&amp;feature=player_embedded#at=76&quot;&gt;il Fatto Quotidiano | youtube.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Le nostre tre grandi sfide per risollevare il Paese</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/25/dario-franceschini/le-nostre-tre-grandi-sfide-per-risollevare-il-paese/572858"></link>
  <updated>2011-05-25T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>572858</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;''Il Paese e' stremato'' e lo e' a causa di un governo che non e' stato in grado in tre anni di attuare quelle riforme liberali che aveva promesso. E' quanto ha affermato il presidente dei deputati democratici &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, intervenendo in Aula alla Camera per la dichiarazione di voto finale sul Dl Omnibus. Un Paese, ha sottolineato citando i recendi dati Istat, nel quale sono cresciuti disoccupati e precari al punto che ''un giovane su quattro non ha lavoro'' e non ne ha prospettiva.
&lt;p&gt;

Un Paese ''dove l'11,1% non ce la fa a pagare le bollette'' e l'11,5% ''non riesce a scaldare il proprio appartamento e nel quale il 35% non riesce ad andare in vacanza per una settimana''.
&lt;p&gt;

Di fronte a questo quadro drammatico, &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; ha riconfermato l'intenzione del Pd di affrontare tre ''grandi sfide'' in grado di risollevare il Paese.
&lt;p&gt;

''Noi -ha detto- partiremo, oggi dall'opposizionee domani dal governo, su tre grandi sfide che ci rendono profondamente diversi da questa destra: la prima e' la sfida di investire nella scuola, nell'universita', nella ricerca, nella cultura, nella formazione delle nuove generazioni: esattamente dove voiavete tagliato, tasgliando sul futuro dei nostri figli''.
&lt;p&gt;

La seconda sfida e' quella di ''un grande welfare universale. Una sfida come quella degli anni '70 quando si decise che nell'incontro con la malattia non deve contare il proprio ceto sociale: oggi come allora lo si deve applicare al mondo del lavoro. Quando si perde il lavoro, al di la' del titpo di contratto, lo Stato non ti deve abbandonare e riconoscere un'indennita' di disoccupazione''.

&lt;p&gt;
''La terza grande sfida -ha aggiunto &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt;- e' quella per la green economy, il volano vero e possibile di crescita del nostro Paese. Quella che fu l'informatica per il mondo negli anni '80. La vocazione di un Paese che deve investire su se stesso e sul proprio ambiente. L'opposto di quello che avete fatto voi mortificando un settore in crescita come il fotovoltaico e facendo la scelta folle di rientrare nel nucleare''.
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://youtu.be/eW6CsxtlYr0&quot;&gt;&lt;b&gt;Video dell'intervento alla Camera di Dario Franceschini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=5036&quot;&gt;&lt;b&gt;Testo della dichiarazione di voto di Dario Franceschini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://youtu.be/eW6CsxtlYr0&quot;&gt;DarioFranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuliano Pisapia: Le risposte per governare Milano: «Si può voltare pagina con ascolto e sviluppo»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/23/giuliano-pisapia/le-risposte-per-governare-milano-%C2%ABsi-pu%C3%B2-voltare-pagina-con-ascolto-e-sviluppo%C2%BB-intervista/572724"></link>
  <updated>2011-05-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>572724</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Milano (MI) (Lista di elezione: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Domande poste da Mario Bellini, Architetto, progettista della &quot;Grande Brera&quot; - Giulio Ballio, Rettore del Politecnico di Milano dal 2002 al 2010 - Annamaria Testa, Pubblicitaria, saggista e docente di marketing.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Grande Brera. &lt;br /&gt;
Un progetto finito o si può rilanciare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Ogni grande città deve avere spazi pubblici destinati alla produzione culturale che generano anche ritorni economici e sviluppano la creatività, senza limitarsi alla politica degli eventi e dei tagli di nastri. Noi vogliano realizzare la Grande Brera, che richiede intesa tra governo locale e statale. Mi auguro che il governo – che con Rutelli ministro diede segnali favorevoli in questo senso, poi svaniti – potrà essere partecipe di un progetto di grande rilievo internazionale.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Case Aler.&lt;br /&gt;
 Il Comune pensa di intervenire sulle liste d’attesa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Sì, ritengo scandaloso che ci siano circa 5000 appartamenti Aler vuoti. Si devono sbloccare le tante richieste di cambio alloggio che spesso - inspiegabilmente - non vengono accettate. Penso, inoltre, che la gestione dei contratti, delle liste di attesa, dei programmi di manutenzione debba vedere maggiori competenze da parte dei consigli di zona, perché più vicini alle condizioni materiali dei quartieri.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Misure antismog.&lt;br /&gt;
 È per il centro chiuso o le targhe alterne? Nella cintura verde saranno più severi i vincoli al cemento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Il 12 e il 13 giugno i milanesi dovranno esprimersi sui 5 referendum ambientali promossi da un comitato civico trasversale alle forze politiche. Sono state raccolte 25mila firme su ogni quesito. La nuova giunta dovrà rispettare l’esito di questi referendum di indirizzo. Questo significa che le misure per la diminuzione del traffico privato, per il miglioramento del trasporto pubblico e, di conseguenza, per il necessario cambio di passo per la riduzione dell’inquinamento saranno condivise con i cittadini milanesi. Sono a favore di una sempre più ampia pedonalizzazione del centro storico e della creazione di aree pedonali in ogni quartiere. Le targhe alterne hanno dimostrato di essere poco efficaci anche nei momenti di emergenza smog. Intorno alla città bisogna tutelare le grandi aree verdi esistenti come il Parco Sud, il Parco Nord, e l’area dei parchi di cintura che comprende il sistema del verde, del Forlanini e del Lambro, da una parte e dei parchi di Trenno, delle Cave e del Bosco in Città dall’altra. Quindi questi polmoni verdi devono essere tutelati e resi vivibili per i milanesi e per l’intera area metropolitana.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Expo.&lt;br /&gt;
Come renderlo qualcosa di sentito dai milanesi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Innanzitutto ricordandoci tutti che &quot;Nutrire il pianeta, energia per la vita&quot; non deve essere solo uno slogan, ma un impegno per Milano. Il motto di Wendell Berry, &quot;Mangiare è un atto agricolo&quot;, è il punto di riferimento per quanti hanno a cuore questi temi. Dobbiamo raccogliere intorno alla questione dell'alimentazione del pianeta saperi, energie, capacità scientifiche e tecnologiche, competenze industriali ed economiche. È l'occasione, da qui al 2015, per chiedere ai giovani di contribuire con idee, esperienze, progetti di cooperazione nazionale e internazionale a ricostruire il senso del legame con la terra e la catena alimentare. In primo luogo, questo vuol dire la conoscenza e la valorizzazione effettiva del patrimonio naturale, paesistico e produttivo della pianura milanese e lombarda, la sua storia agricola e ambientale, a partire dal Parco Agricolo Sud. E poi ho sempre fatto riferimento all'Expo diffusa, orientata cioè a valorizzare e far conoscere lo straordinario patrimonio storico e culturale della nostra città.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Case vuote.&lt;br /&gt;

Le tante abitazioni vuote possono essere gestite per i giovani?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

C’è da negoziare un “patto” tra sistema della proprietà edilizia e istituzioni pubbliche per un razionale piano di pieno utilizzo del patrimonio tale da realizzare un effettivo investimento sociale nel sistema casa. Vi sono esperienze nel mondo da studiare, anche forme di immobiliari pubbliche che qualcuno ha proposto. Per questo abbiamo immaginato la competenza sulla casa nel quadro di una complessiva politica sulle infrastrutture.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Università.&lt;br /&gt;

Cosa fare per rendere Milano città amica degli studenti Universitari?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Ho dedicato molto spazio nel programma a questo tema. Ricorderò, tra le altre cose, una carta dello studente per l'accesso a tutti i servizi di tipo culturale, ricreativo e sportivo e per gli studenti stranieri, che dobbiamo attrarre con specifiche azioni, anche l'assistenza sanitaria. Dato che la questione cruciale è l'abitazione assicureremo l'ampliamento dell’offerta di posti letto sia in residenze pubbliche sia in strutture private convenzionate con garanzia di trasparenza nel mercato e prezzi calmierati. Una città che attrae i migliori cervelli è una città che si arricchisce nel tempo. Dobbiamo fare in modo che gli studenti amino e apprezzino Milano perchè si fermino qui anche dopo l'università.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Personale in Comune.&lt;br /&gt;

Come selezionare il personale di comando nei posti chiave del Comune?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Alla base ci deve essere la valutazione del rapporto tra competenza e adeguatezza, tanto più con le innovazioni che abbiamo proposto nella struttura della Giunta. Penso ad esempio al tema dell'internazionalizzazione e attrazione delle risorse, ma anche a questioni cruciali come trasparenza, finanza pubblica, coesione, qualità dei servizi. Abbiamo bisogno di assessori selezionati sulla base del merito e non con criteri legati alle appartenenze partitiche e di dirigenti competenti: percorsi ed esperienze professionali chiari e verificabili sapendo che una volta la dirigenza pubblica doveva garantire solo controllo e procedure, mentre oggi è necessario assicurare anche risultati e sviluppo del territorio. La giunta Moratti ha sistematicamente umiliato il patrimonio di competenze e professionalità esistenti.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Demanio comunale.&lt;br /&gt;

Con quali strumenti intende perseguire il mai raggiunto obiettivo di una gestione politica efficace e imparziale del grande demanio comunale? Quali strumenti per la gestione più efficiente del demanio pubblico?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Innanzitutto un inventario qualitativo del patrimonio per rendere trasparente una situazione oggi opaca e per chiarire quali siano le risorse a disposizione per finanziare lo sviluppo. Non è una formuletta. Il tema è già nelle mie proposte di riorganizzazione come competenza chiara nell’area Bilancio e Finanza civica. Con il demanio pubblico non si devono alimentare privilegi o speculazioni, ma deve essere occasione per generare sviluppo. Dunque né beni morti né oggetto di rapina.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Welfare.&lt;br /&gt;

Attraverso quale politica tenterà di favorire l’insediamento in città di coppie giovani? E come giudica l’attuale politica del Comune verso gli anziani? Come giudica il welfare comunale? E quali aiuti nuovi saranno dati agli anziani? Tagli o no alla sussidiarietà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Il ringiovanimento di Milano, città invecchiata, è argomento di fondo. Voglio occuparmi personalmente del tema delle nuove famiglie e di come dare maggiori prospettive ai giovani perchè questa è una mia priorità. Ci vogliono serie politiche sociali, infrastrutturali, educative, occupazionali. Con imprenditori e sindacati ci siamo interrogati per avvicinare i giovani alle imprese, al lavoro, al merito, alla libertà. Sì, anche libertà. Per i giovani una bandiera. Nella libertà da condizionamenti mafiosi, dall’inchinarsi a padrini e raccomandazioni per lavorare, il clima sociale e istituzionale di una città conta. L’allungamento dell’età media pone un problema degli anziani come risorsa. La tradizione riformista del Comune mette a disposizione strumenti e consenso sociale a questo fine e sarà fondamentale dotarsi di Centri di Quartiere per proporre “patti di collaborazione” tra giovani e anziani. Per quel che riguarda le persone non autosufficienti occorre potenziare i servizi di assistenza domiciliare.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;La creatività e l’integrazione.&lt;br /&gt;
 
Via Padova è un modello? La scuola di Paravia è un ghetto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Milano è stata una grande città aperta. Ha omologato nell’etica del lavoro gente diversa che non è stata né tollerata né ghettizzata (come è successo altrove). Ciò ha creato sviluppo e – come si dice giustamente – creatività (un’area che sfiora il 15% del Pil locale). Contro chi vuole Milano chiusa e barricata, noi non vogliamo né buonismi né razzismi. Ma sviluppare un’integrazione rispettosa di quella identità che è tradizione e vanto di Milano. E’ quello che pensa anche l’imprenditoria. Per cui lo strumento essenziale è: progetti condivisi, non proclami. Secondo me via Padova può essere un interessante modello. La scuola di via Paravia invece è una situazione gestita male e se diventa un ghetto è per responsabilità di chi ha rinunciato a governare i processi reali.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Donne e Milano.&lt;br /&gt;

Oggi Milano non è molto amica della donne. Che cosa nel suo programma aiuterà le donne che lavorano? Le donne che hanno figli piccoli? Le molte anziane sole? Le ragazze che vogliono inserirsi nel mondo del lavoro? E le donne che vogliono fare impresa? Quali aiuti per le donne che lavorano e che fanno impresa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Le donne milanesi fanno una fatica doppia rispetto agli uomini. Farsi carico dei problemi familiari, lavorare e vivere in una città convulsa e complessa come Milano è molto complicato. Le donne non hanno bisogno dell'aiuto degli uomini per affermarsi, ma di politiche corrette, di asili nido che funzionino, di servizi organizzati dal Comune per l'assistenza nelle faccende domestiche e nella cura delle persone anziane. Una vera rivoluzione poi è quella degli orari per conciliare il lavoro con la vita quotidiana.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Comunicazione.&lt;br /&gt;

In una organizzazione complessa come una città, la comunicazione tra istituzioni e cittadini non è un fatto accessorio, propagandistico o decorativo. In che modo gruppi, associazioni, persone, potranno ottenere la sua attenzione? Più attenzione ai cittadini Ascolto e risposte dirette Con quali strumenti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Parliamo per primi di “dibattito pubblico”, cioè spazi di co-decisione che richiedono informazioni adeguate e controlli di autorità indipendenti. Pensiamo che la rete sia un ambito di interazione su cui investire. Abbiamo visto troppa propaganda fatta a spese del contribuente per non avere voglia di cambiare radicalmente pagina. E poi si prevede di costruire una competenza definita per la comunicazione sia verso l’area della partecipazione, sia verso l’area della promozione della città.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Moschea e campi rom. &lt;br /&gt;
Come gestirà le ansie sul centro islamico? O come risolverà i campi rom abusivi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Hanno piluccato frammenti, parole, da usare come clava propagandistica per generare paure. Una di queste storie è la moschea, fantasma inventato a tavolino a scopi denigratori. Invece ho sostenuto che vada riconosciuto un principio, un diritto umano fondamentale: quello di poter esercitare in libertà e dignità la propria fede, nel solco di Giovanni XXIII, del cardinale Martini e del cardinale Tettamanzi e della nostra Costituzione repubblicana. Oggi esistono diversi luoghi di preghiera irregolari e i cittadini milanesi chiedono che il problema venga risolto, non che si faccia finta che non esista. I campi abusivi sono indegni e sono il risultato delle pessime politiche dell'amministrazione Moratti. Noi dobbiamo contrastare la criminalità, lo sfruttamento dei minori e il racket dell'accattonaggio, cercando invece di costruire relazioni positive con le famiglie e con i bambini attraverso la frequenza della scuola e il lavoro degli assistenti sociali.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Vigili di quartiere. &lt;br /&gt;
Quanti Ne potrebbero essere impiegati?
&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Vogliamo che torni al centro il rapporto diretto, quotidiano, di confidenza con i cittadini, i negozianti, le attività economiche: i 500 vigili di quartiere promessi e mai entrati in servizio probabilmente sono una quantità sufficiente, ma noi li metteremo davvero. E vogliamo anche che le fondamentali funzioni di controllo delle attività commerciali, edilizie, e le delicate funzioni di polizia giudiziaria attribuite dalla magistratura vengano svolte con il pieno riconoscimento della competenza e delle alte capacità professionali di un Corpo e di tanti agenti impegnati e meritevoli che non possono essere ridotti a strumento di politiche tanto sgradevoli quanto poco efficaci come quelle volute dalla giunta Moratti.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Pulizia e buche nelle strade.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;Con quali strumenti si interverrà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Tenendo pulito e coprendo le buche: è un problema che riguarda l'efficienza e l'efficacia degli interventi delle aziende alcune pubbliche e altre private, i cui contratti di servizio verranno attentamente riesaminati. Ci sarà la ricognizione costante sulla situazione: questa volta lo faranno le zone e i cittadini, che sanno bene di che cosa abbiano bisogno i loro quartieri.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;La strategia delle partecipate.&lt;br /&gt;
Come sarà il futuro di A2A Ci saranno dismissioni in Sea?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Gli interventi di responsabilità istituzionali richiedono la verifica seria di contesti diversi. Ho letto le forti critiche che da molti autorevoli commentatori sono state rivolte alla gestione Moratti delle partecipate. Potrei in queste poche righe segnalare ciò e basta. A2A deve diventare sempre di più una protagonista dello sviluppo della green economy nel nostro territorio contribuendo anche alla riduzione dell'inquinamento attraverso interventi di efficienza nella produzione e nella distribuzione dell'energia e del calore, Sea avrà un ruolo sempre più strategico perchè abbiamo contribuito ad approvare in Consiglio Comunale la sua quotazione con un particolare riguardo alla partecipazione azionaria dei dipendenti e dei milanesi.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;In questa pagina lo&lt;/b&gt; &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/speciali/2011/elezioni-amministrative/sondaggio/voisietequi.shtml&quot;&gt;&lt;b&gt;speciale Amministrative 2011 dell'Associazione Openpolis: Voi Siete Qui&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; &lt;b&gt;- Come orientarsi tra le città al voto.&lt;/b&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/speciali/2011/elezioni-amministrative-ballottaggi/notizie/risposte_pisapia_a4812916-8510-11e0-80e3-cc32f5990b02.shtml&quot;&gt;Corriere della Sera - M.Bellini, G.Ballio, M.Vitale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Enrico MORANDO: Il nuovo decreto è un'imposta automatica?</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/12/enrico-morando/il-nuovo-decreto-%C3%A8-unimposta-automatica/560467"></link>
  <updated>2011-05-12T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>560467</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Una cosa, intanto, è certa: in questo Decreto non c'è correzione dei conti pubblici, come fissati nel Documento di Economia e Finanza. Per il 2011 e il 2012, dunque, il livello di indebitamento (e di debito) resta quello definito con la manovra triennale (Decreto n. 78 del 2010). Una buona notizia, se si guarda alle pressioni del partito della spesa per manovre espansive in deficit.
&lt;p&gt;

Ma le buone notizie si fermano qui. Il Decreto, infatti, è coerente col DEF (e il Programma Nazionale di Riforma che ne fa parte) anche nel senso che contiene una gran quantità di norme e normette, ma non intraprende alcuna riforma strutturale.

&lt;p&gt;
In questo senso, è perfettamente vero che il Decreto è figlio legittimo del PNR: un documento di qualche pregio tecnico (al Ministero analisti di vaglia crescono), del tutto privo di &quot;visione&quot; (la rivoluzione liberale e la crescita sostenuta dalla liberazione degli &quot;spiriti animali&quot; sono mestamente sostituiti dal colbertismo e dalla difesa dell'italianissimo &quot;capitalismo relazionale&quot;), e con debole ambizione (in quasi tutti i campi, &quot;programmiamo&quot; di diventare, nel 2020, i peggiori tra i grandi dell'Euro).
&lt;p&gt;

Se prima della Grande Recessione crescevamo meno degli altri Paesi dell'Area Euro. Se durante la stessa, siamo caduti di più. Se dopo abbiamo ripreso a camminare, ma più lentamente degli altri. Se il livello della disuguaglianza - per reddito e patrimoni - continua a crescere (OCSE 2011), e la mobilità sociale è ferma da tempo (ISTAT 2010). Se il debito pubblico è tornato al 120% del Prodotto, ben sopra quel 90% che costituisce - secondo l'esperienza storica - la soglia oltre la quale esso costituisce un serio ostacolo alla crescita... Se tutto questo è vero e noto, cosa dovrebbe contenere un Decreto &quot;per lo sviluppo&quot;? Ovvio: norme che favoriscono la crescita della produttività (del lavoro e dei fattori); che rendano più efficace e &quot;universale&quot; il nostro welfare, ancora troppo discriminante tra categoria e categoria, tra debole e debole; che aprano mercati chiusi, specie quelli di impatto &quot;generale&quot; come le grandi Reti energetiche, i servizi professionali, i servizi pubblici locali; che mantengano inalterata la pressione fiscale (attomo al 42,5% del PIL fmo al 2015), ma redistribuiscano il carico tra lavoro e imprese da una parte e rendite e patrimoni dall'altra; che superino il tragico dualismo del mercato del lavoro italiano.... Ecco, di tutto questo, nel Decreto, non c'è traccia. Con due eccezioni: una, positiva, il ritorno ad un forte credito d'imposta (automatico?) per gli investimenti in ricerca effettuati dalle imprese, in cooperazione con le Università; l'altra, negativa, la norma per la concessione novantennale del diritto di superficie sulle spiagge.
&lt;p&gt;

La prima misura - introdotta a suo tempo dal Governo Prodi e prontamente &quot;azzoppata&quot;, previa eliminazione dell'automatismo, da Tremonti e Berlusconi - è una componente essenziale di una strategia di sviluppo: le piccole e medie imprese italiane spesso non sono in grado, ciascuna per sè, di fare investimenti in ricerca, sia per migliorare il processo produttivo, sia per innovazioni di prodotto. &lt;br /&gt;
Il credito d'imposta per quello che spendono - magari in unione con altre - per commesse di ricerca alle Università e ai centri pubblici può favorire il superamento del gap dimensionale. Ad una condizione: che l'imprenditore sia certo, assolutamente certo, che, fatto l'investimento, il credito arriva. Senza dover chiedere niente a nessuno, politico o funzionario pubblico che sia. Chiedo: quello previsto dal Decreto Sviluppo, è un credito d'imposta automatico? Se, come pare, la risposta è sì, è evidente che si pone un problema di corretta copertura finanziaria. Che può scontare l'esigenza di verifiche nel tempo. Ma non può essere rinviata a ... quando sarà necessario, per avvenuto esaurimento delle risorse appostate in Bilancio. Le quali a loro volta non possono costituire un &quot;tetto di spesa&quot;, se l'impresa ha un diritto soggettivo al credito. Se invece quest'ultimo non è automatico, beh, allora il tutto si esaurirà nei pochi secondi del click day. Alla faccia della semplificazione...

&lt;p&gt;
Sulle spiagge e le relative concessioni, invece, il Governo apre la fase della nuova governance economica europea con una scelta che si pone in aperta contraddizione con la prospettiva della costruzione di un vero e proprio mercato unico europeo. Molti hanno già detto e scritto dei seri rischi di danni e deturpazioni ambientali. Io voglio soffermarmi su altri due aspetti, relativi all'impatto economico della norma in questione.
&lt;p&gt;

Il primo. Il demanio marittimo è patrimonio pubblico. Il patrimonio pubblico sta a garanzia del debito. Può dunque essere in parte alienato (non è il caso delle spiagge), fermi i vincoli storici, ambientali e culturali; in parte valorizzato e concesso in gestione a privati, in un contesto di regole certe, capaci di tutelare l'interesse pubblico (è il caso delle spiagge, come dell'etere). In uno stato che ha un debito pubblico come il nostro, però, deve valere un vincolo per le risorse rivenienti da interventi sul patrimonio pubblico: destinarle tutte a riduzione del debito. Nulla di tutto ciò è previsto, nel caso di specie. Sono quindi autorizzato a concludere che queste risorse finiranno dove è previsto che finiscano i 2,4 miliardi di Euro attesi dalla gara per le frequenze del digitale: a finanziare spesa corrente.

&lt;p&gt;
Il secondo. Come si selezionano questi titolari del &quot;diritto di superficie&quot;? Sono i vecchi concessionari? In questo caso, consiglio a Tremonti di leggersi l'intervista a Flavio Briatore, gestore del Twiga di Marina di Pietrasanta: «Quattromila Euro di canone annuo versati allo Stato, tre milioni e 300 mila Euro di ricavi... un signore toscano a cui verso 210.182 Euro di subaffitto». Chiedo: le nuove disposizioni prevedono che i Briatore di turno paghino le future concessioni allo Stato, dopo essersi messi in gara tra loro per accedervi - fermo il diritto del vecchio gestore a vedersi riconoscere il corrispettivo per ammortamenti e avviamento - o consente agli equivalenti del &quot;titolare&quot; del bagno gestito da Briatore di lucrare rendite enormi, sfruttando il lavoro di altri e la sospetta generosità dello Stato?
&lt;p&gt;

Le risposte verranno dalla lettura del Decreto. Intanto, un documento votato da (quasi) tutta l'Aula del Senato fornisce un indizio, là dove chiede una &quot;norma transitoria di lungo periodo&quot; per i gestori degli stabilimenti balneari.&lt;br /&gt;
 Novant'anni saranno sufficienti? &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=106ZHP&quot;&gt;Il Riformista - Tommaso Labate&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: Dare sostegno ai giovani investendo in ricerca e formazione e favorendo la mobilità</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/09/patrizia-toia/dare-sostegno-ai-giovani-investendo-in-ricerca-e-formazione-e-favorendo-la-mobilit%C3%A0/560363"></link>
  <updated>2011-05-09T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>560363</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;«La prima cosa e la più essenziale che l’Europa può fare per i giovani è diventare davvero più Europa, cioè più forte politicamente, con maggiori competenze e possibilità di incidere davvero sulle politiche nazionali per quanto riguarda i fattori chiave dello sviluppo e non solo per la contabilità e stabilità della finanza pubblica», ha affermato &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt; durante un convegno a Milano dal tema “&lt;b&gt;&lt;i&gt;Cosa può fare Europa per i giovani?&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;” e dedicato alla Festa dell’Europa.
&lt;p&gt;

«La prima cosa di cui i giovani hanno bisogno è un Paese che cresce e che non sia solo per “i vecchi”, ma per crescere occorrono scelte di investimento sulla ricerca e l’innovazione ed è proprio su questi elementi che un’Europa più forte e con più competenze potrebbe “dettare legge” agli Stati chiedendo, ad esempio, che la quota del 3% del PIL vada assegnata alla ricerca e che gli investimenti per la formazione del capitale umano (a partire dall’università) non siano tagliati ma diventino una priorità (contrariamente a quello che sta facendo l’Italia in questi ultimi anni)», ha evidenziato &lt;b&gt;Toia&lt;/b&gt;.
&lt;p&gt;

«Dare sostegno ai giovani significa per prima cosa lavorare affinché essi possano avere una maggiore occupabilità, offrendo loro più occasioni di lavoro e con opportunità migliori, tenendo presente che questo implica il fornire loro anche una preparazione più idonea alle esigenze del mercato del lavoro odierno», ha precisato &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;. «Alcune proposte: favorire la mobilità dei giovani, accrescere le loro competenze e le loro attitudini, oltre alle qualifiche acquisite nel curriculum scolastico, promuovere scambi verso e da altri Paesi, sostenere l’imprenditorialità, favorire l’accesso al credito con strumenti innovativi e coraggiosamente aperti al futuro».
&lt;p&gt;

«L’Europa che parla di buoni posti di lavoro dovrebbe essere di più in prima linea per sconfiggere la precarietà che oggi è la minaccia della disoccupazione giovanile, che è più tragica in Italia che altrove (come dimostrano i dati del &lt;a href=&quot;http://www.eurispes.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1893:rapporto-italia-2011&amp;catid=40:comunicati-stampa&amp;Itemid=135&quot;&gt;Rapporto Italia 2011 dell’Eurispes&lt;/a&gt;). Altro che euroscetticismo, altro che cultura dei dialetti: un’Europa forte e autorevole, che sappia internazionalizzare il suo sistema formativo, professionale, di istruzione superiore e di università, può essere una porta importante per entrare in una stagione di sviluppo basata sul lavoro e sull’impresa e quindi sulla coesione sociale», ha concluso &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.info&quot;&gt;Patrizia Toia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Luigi Bove: Bove annuncia: 'Università a Maddaloni'</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/05/luigi-bove/bove-annuncia-universit%C3%A0-a-maddaloni/609651"></link>
  <updated>2011-05-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>609651</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Maddaloni (CE) (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Stiamo pensando ai giovani&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.casertaon.it/web/maddaloni/11024-bove-annuncia-universita-a-maddaloni&quot;&gt;www.casertaon.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>VIRGINIO MEROLA: Occupazione giovanile e università</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/29/virginio-merola/occupazione-giovanile-e-universit%C3%A0/559610"></link>
  <updated>2011-03-29T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559610</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Consiglio Provincia Bologna (Gruppo: PD) - Consigliere Provincia Bologna (Lista di elezione: PD) - Consigliere Provincia Bologna (Lista di elezione: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Cosa può fare un Comune per l'occupazione giovanile? Innanzitutto un patto chiaro e forte con l'Università. Non basta &quot;sfornare&quot; lauree per le classi medie italiane per dirsi eccellenti. E' ora di catturare nuovi talenti e con loro più alti saperi. La cultura è un diritto, ma dirlo non può essere un alibi: dobbiamo chiederci, assieme all'Università, ai centri di ricerca pubblici e privati, alle associazioni e alle imprese culturali, se lo standard odierno di Bologna è all'altezza della sua fama e della competizione globale. Abbiamo bisogno, a cominciare dal Polo tecnologico, di concentrare intelligenze, di più avanguardie del sapere e di molti luoghi di scienza. 
&lt;p&gt;Quando dico 100% capacità e 0% raccomandati intendo questo: nuova e buona occupazione per i giovani deriva dalla formazione che riceveranno, dalle capacità della classe dirigente che si formerà in questa città, da come si deciderà che la musica, i teatri, le istituzioni culturali sono entità vive. Dobbiamo dimostrare che la cultura non solo di mangia, ma crea sviluppo e nuova occupazione. Se leggiamo le cifre contenute nel piano di sviluppo dell'aeroporto Marconi (obiettivo 10 milioni di passeggeri l'anno) o i dati relativi all'aumento del turismo in città (un milione e ottocento mila presenze nel 2010 con un +17% rispetto al 2009), comprendiamo come la capacità di accogliere e di produrre servizi di qualità siano connesse alla predisposizione di un contesto urbano moderno, accogliente, curato. 
&lt;p&gt;Oggi sono le città nel loro complesso ad essere vendute agli investitori, tanto quanto ai turisti o agli organizzatori di fiere e congressi. Allo stesso modo, la guida politica di un sindaco, condiviso con il Rettore e con le associazioni economiche e sindacali, può orientare l'investimento pubblico e privato sulla conoscenza. Tutto questo lo faremo con la redazione del prossimo Piano Strategico. Bologna deve tornare ad essere protagonista della propria ripresa economica scommettendo su cultura, ricerca e creatività giovanile.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/04/01/news/ecco_come_trover_le_risorse_per_il_mio_programma-14349971/&quot;&gt;bologna.repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOCONDO TALAMONTI: TRE DIPARTIMENTI </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/27/giocondo-talamonti/tre-dipartimenti/559442"></link>
  <updated>2011-03-27T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559442</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Terni (TR) (Gruppo: Federazione della Sinistra) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ci sono momenti della vita politica e sociale di una comunità in cui se si è capaci di superare i personalismi e le divisioni di parte il vantaggio per la popolazione è enorme. Uno di questi riguarda l’Università a Terni. Le parole del Rettore Bistoni sul futuro del polo in città guardano una realtà per la quale i ternani hanno lavorato da decenni, si sono impegnati economicamente, hanno fatto indicibili sacrifici per offrire prospettive di sviluppo culturale agli studenti locali. Gli investimenti in tal senso sono stati ripagati da risultati confortanti, sia in termini di ricerca che di offerta formativa, con riscontri di tutto rilievo in tema di iscrizioni. Nelle scelte sin qui fatte, per garantire continuità e qualità dei livelli, l’atteggiamento collaborativo di tutte le forze politiche cittadine rappresenta un elemento di responsabilità irrinunciabile per gli esiti futuri del polo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; E’ inutile ricordare quanto Terni abbia pagato la difficoltà logistica e la dipendenza culturale con il capoluogo regionale, superato oggi dalle potenzialità espresse sia in materia organizzativa, che di risposta qualitativa. Oggi è scontato credere alla realtà di un ateneo umbro e non più provinciale, perseguire indirizzi capaci di attrarre studenti sulla scorta delle potenzialità economiche del territorio e le esigenze di progetti di crescita legate a condizioni vocazionali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Nessuno è disponibile, oggi, a rinunciare ai dipartimenti di Medicina, Ingegneria ed Economia a Terni, perché significa regredire nelle prospettive di crescita cittadina, contenere le potenzialità di sviluppo, rinunciare alla competizione innovativa imposta dal progresso tecnologico. Da qui nasce l’obbligo per tutte le realtà socio-economico-culturali cittadine di intraprendere scelte condivise politicamente, nella consapevolezza che dall’unità di vedute sia possibile produrre il maggior utile sociale per gli interessi del territorio. &lt;br /&gt;
Giocondo Talamonti
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://talamontigiocondo.blogspot.com/2011/03/tre-dipartimenti.html&quot;&gt;Il Blog Personale di Giocondo Talamonti&lt;/a&gt;</summary>
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