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  <title>Openpolis - Argomento: cda Rai</title>
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  <updated>2011-05-06T00:00:00Z</updated>
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  <title>Giorgio NAPOLITANO: Referendum: &quot;La Rai dia piena attuazione al regolamento della Commissione di Vigilanza sulla consultazione referendaria&quot;</title>
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  <updated>2011-05-06T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>560302</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha oggi ricevuto al Quirinale il presidente della RAI, Paolo Garimberti, e il nuovo direttore generale, Lorenza Lei, nominata all'unanimità dal Consiglio di amministrazione.

&lt;p&gt;
Il Capo dello Stato si è complimentato con la dottoressa Lei per la piena fiducia accordatatele e le ha formulato gli auguri di buon lavoro al servizio dell'emittente radiotelevisiva pubblica.

&lt;p&gt;
Il Presidente Napolitano ha, nell'occasione, affrontato con il presidente e il direttore generale della RAI le questioni relative alla piena e tempestiva attuazione del regolamento approvato dalla Commissione parlamentare di vigilanza sulla RAI e alla necessaria informazione sulle modalità di svolgimento della consultazione referendaria.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&amp;key=16701&quot;&gt;Quirinale.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Sergio ZAVOLI: Nomine Rai. «Questo organigramma ripropone in termini ancor più stringenti il richiamo alla necessità e al dovere di rispettare il pluralismo».</title>
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  <updated>2009-05-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391297</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Augusto Minzolini direttore del Tgl, Mauro Mazza alla guida di Raiuno, quattro vicedirettori generali: Antonio Marano, Gianfranco Comanducci, Lorenza Lei e Giancarlo Leone. &lt;br /&gt;
Questo pacchetto di nomine, meno corposo del previsto, verrà votato oggi dal consiglio di amministrazione della Rai. Saltano per il momento le caselle di Raidue e Tg2 che verranno coperte da soluzioni ponte fino alla metà di giugno, dopo lo svolgimento delle elezioni europee e amministrative. &lt;br /&gt;
Al telegiornale del secondo canale l`interim sarà assunto dal vicedirettore anziano Mario De Scalzi.A un mese e mezzo dall`elezione del cda, arrivano le prime nomine a Viale Mazzini.

&lt;p&gt;
I consiglieri di opposizione preparano una reazione durissima, come annunciato da Nino Rizzo Nervo. Insorgono anche il Partito democratico e l`Udc.

&lt;p&gt;
Ma il commento più severo arriva da un decano del giornalismo televisivo, oggi presidente della commissione di Vigilanza.&lt;br /&gt;


Il primo lotto di promozioni «non tiene conto della ricchezza culturale dell`azienda e del Paese», dice Sergio Zavoli. E aggiunge: questo organigramma «ripropone in termini ancor più stringenti il richiamo alla necessità e al dovere di rispettare il pluralismo».

&lt;p&gt;
Zavoli è preoccupato anche per la inevitabile «divaricazione che si prospetta nel consiglio della Rai». Lo scontro infatti è già cominciato. Nino Rizzo Nervo, membro del Cda in quota Pd, parla «di soluzione incomprensibile se non ridicola: per risolvere le urgenze di due interim se ne creano altrettanti».

&lt;p&gt;
Giorgio Van Straten, l`altro consigliere Pd, attacca: «Quattro vicedirettori quando ci sarebbe da risparmiare, un giornalista esterno in un`azienda che ha 7000 giornalisti, un altro che invece di continuare a fare il giornalista va a dirigere i programmi di Raiuno: il mio giudizio è molto negativo». 
&lt;p&gt;Intervengono anche i leader politici.&lt;br /&gt;
 Dario Franceschini si appella in zona Cesarini al presidente Paolo Garimberti e al direttore generale Mauro Masi: «Non ho mai visto fare le nomine alla Rai in piena campagna elettorale. Il buon senso dovrebbe consigliare un rinvio a dopo le elezioni».

&lt;p&gt;
Pier Ferdinando Casini mette nel mirino i vertici della tv pubblica: «Masi e Garimberti stanno azzerando la loro credibilità».&lt;br /&gt;


Attacca anche Massimo D`Alema:&lt;br /&gt;


«La lottizzazione c`era anche prima, ma il monopolio del potere ha fatto perdere a Berlusconi il senso del limite.&lt;br /&gt;


E una tale concentrazione di poteri mi fa vedere dei rischi perla democrazia».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/M2O/M2OVH.pdf&quot;&gt;La Repubblica - (g.d.m.) &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: «Nomine Rai? Non a casa del Premier».</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/04/02/dario-franceschini/%C2%ABnomine-rai-non-a-casa-del-premier%C2%BB/390852"></link>
  <updated>2009-04-02T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>390852</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Se fosse vero, lo troverei orrido, talmente orrido da non crederci».&lt;br /&gt;


Dario Franceschini commenta così il vertice di maggioranza sulle nomine Rai dal Tg1 in giù, che si è svolta l`altra sera a palazzo Grazioli:

presenti il premier, padrone di casa nonché proprietario di tre reti concorrenti, esponenti politici e «persone con ruoli in Rai», che sembra fossero Gorla e Verro, i due consiglieri del cda «organici» all`ala azzurra del Pdl.&lt;br /&gt;
 «Sarebbero questi i metodi del partito nuovo, tanto celebrato dai media?», ironizza Fabrizio Morri, capogruppo del Pd in Vigilanza. E non è l`unico a menare scandalo per quella riunione casalinga:

(l`ex ministro Paolo GentiIoni sul suo blog intitola un post sull`argomento «pesce d`aprile»), convocata alla vigilia dell`indicazione da parte del cda di Mauro Masi a direttore generale. &lt;br /&gt;
Maurizio Gaspari contrattacca. «Franceschini non gridi inutilmente e si ricordi delle prepotenze di Prodi e Veltroni», dice. Poi ci sono i dissidenti interni. Tra le fila della maggioranza è Gianfranco Rotondi a sottolineare che gli articoli sul commercio delle nomine Rai non fanno bene al Pdl», mentre in quelle dell`opposizione Antonio Di Pietro rintuzza Franceschini: «Glielo avevo detto a quei bamboccioni del Pd di non cadere nel trabocchetto delle nomine Rai».

&lt;p&gt;
A dire il vero nel cda Rai di ieri il Pd ha espresso voto contrario persino sul direttore generale Masi. «Perché pur essendo un alto dirigente dell`amministrazione non è il manager che la Rai da decenni ha avuto come dg e perché come segretario generale di palazzo Chigi operava gomito a gomito col premier che è anche il primo competitor della Rai», ha spiegato Rizzo Nervo. «Per di più è il nome che da mesi leggiamo sui giornali», ha aggiunto Van Straten. Le stesse motivazioni che hanno spinto De Laurentis, consigliere Udc, ad astenersi, mentre il presidente Garimberti ha votato a favore insieme alla maggioranza.

Commentando positivamente la giornata, dal voto quasi unanime sul bilancio 2008 lasciato da Cappon, al clima di collaborazione:

«Insieme agli altri consiglieri dovrò essere garante di libertà di espressione e di pluralismo». La nomina di Masi a dg dovrà essere a stretto giro confermata dall`assemblea totalitaria di Tesoro e Rai.

Dopo di che arriveranno le altre, su cui ha cominciato ad esercitarsi la maggioranza. Senza peraltro arrivare a un risultato diverso dal sancire un disaccordo.

&lt;p&gt;
Forse perché era la prima volta che i maggiorenti del Pdl (Cicchitto e Gasparri più Quagliariello, il finianissimo Ronchi e il sottosegretario Romani e per la Lega Maroni) si trovavano a parlarne. Per il Tgl, Berlusconi aveva confermato il no ad An che voleva traslocarvi Mauro Mazza dal Tg2. Se Maurizio Belpietro, il candidato del premier, supererà le resistenze economiche affiorate negli ultimi giorni, sarà lui il successore di Riotta. Mentre Mazza dovrebbe dirigere Rail. Al Tg2 secondo alcuni rumors, tra cui il sito Dagospia, potrebbe andare Mario Orfeo, che la cordata napoletana trasversale (Carfagna, Bocchino e in parte Quagliariello) avrebbe voluto al Tgl. E a Rai2 aspirerebbe Mimun, che secondo molti sarebbe ansioso di tornare alla Rai e di lasciare le news.&lt;br /&gt;
 Antonio Marano aspira invece alla vicedirezione generale.&lt;br /&gt;

&lt;br /&gt;


«Unica», ha esordito Maroni l`altra sera a palazzo Grazioli.

Aggiungendo che la Lega non si muove di lì. Risata generale, però.&lt;br /&gt;


Alla fine i vice del laico Masi potrebbero essere tre, con Lorenza Lei e Giancarlo Leone sponsorizzati da Oltretevere, cui Berlusconi è sempre più sensibile.&lt;br /&gt;


Leone con delega per il Cinema, si dice. Mentre a Rai Fiction potrebbe andare Carlo Rossella, attuale presidente della Medusa ma uomo di mondo trasversale.

Entrato a palazzo Grazioli mentre gli altri uscivano.

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/L9N/L9N09.pdf&quot;&gt;La Stampa  - Maria Grazia Bruzzone&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giovanni RUSSO SPENA: Rai. Villari perde la poltrona Pd e Pdl rilanciano Zavoli</title>
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  <updated>2009-01-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>388361</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Ha lottato e resistito. Ma alla fine, Riccardo Villari, è stato costretto a mollare la poltrona. Con una lettera inviata dai presidenti di Camera e Senato; Gianfranco Fini e Renato Schifani, ai quaranta commissari, di cui ben 37 già dimissionari, finisce così la telenovela sulla vigilanza Rai.

 
&lt;p&gt;

«Al fine di consentire il rinnovo integrale si deve considerare revocata la sua nomina - recita la nota mandata dalla seconda e terza carica dello Stato a ciascun membro - Conseguentemente, si procederà alla scelta dei componenti sulla base delle nuove indicazioni dei gruppi parlamentari ed alla successiva convocazione dell’organo, da svolgersi in una seduta che sarà appositamente convocata».

&lt;p&gt;
 

Una decisione presa dopo che le giunte del Regolamento di entrambi i rami del parlamento hanno proposto un intervento urgente per porre fine allo stallo esistente. La situazione, in effetti, era surreale: coi commissari di Pd e Pdl dimissionari, il presidente Riccardo Villari era rimasto solo coi fedelissimi Marco Beltrandi (radicale) e Luciano Sardelli dell’Mpa. Proprio l’esponente pannelliano, che da giorni occupava palazzo San Macuto e l’altroieri accusava il presidente Napolitano di «assoluto silenzio», annuncia che ricorrerà «in ogni sede» contro questo provvedimento: «Fini smentisce se stesso - denuncia - Appena due mesi fa, in occasione delle annunciate dimissioni di Orlando e Pardi dell’Idv, aveva subordinato l’effettività delle dimissioni alla contestuale nomina dei nuovi componenti. Ora invece la nomina avverrà in un tempo futuro». Poi si augura che i suoi compagni di sventura (Sardelli e Villari) lo accompagnino nel gesto.

&lt;p&gt;
 

Dal canto suo l’«irremovibile» Riccardo risponde con un «aspettiamo, vedremo», convocando, con sorpresa generale, per domani alle 13,30 la commissione. All’ordine del giorno ci sarebbero le «comunicazioni del presidente». «Sono sereno - aggiunge Villari - una cosa mi ha insegnato questa vicenda, quella di giudicare dopo aver capito». Sono le ultime cartucce sparate in una vicenda che adesso dovrebbe andare a conclusione senza grossi intoppi, visto che Pdl e Pd sembrano voler accelerare i tempi rispolverando quell’intesa tra Walter Veltroni e Gianni Letta sul nome di Sergio Zavoli, giornalista decano della Rai, come nuovo presidente di vigilanza.

 
&lt;p&gt;

Marina Sereni, vicecapogruppo alla Camera del Pd, nel primo pomeriggio è la prima ad uscire allo scoperto: «Ripartiamo dalla convergenza trovata su Zavoli». Trova l’immediato plauso della maggioranza. «Abbiamo già dato il nostro assenso sul suo nome, visto il profilo del personaggio», replica il nazional-alleato Italo Bocchino che vede nello scioglimento dell’attuale commissione «un gesto dovuto».

&lt;p&gt;
 

Le giunte del Regolamento riconoscono esclusivamente ai presidenti delle due Camere il potere di procedere al rinnovo integrale della commissione «da esercitare tempestivamente». Nessun problema. Maggioranza e opposizione sembrano voler bruciare le tappe dando una mano a Fini e Schifavi. Già ieri sera i capigruppo di Pd e Pdl indicano i propri componenti alla prossima commissione. Nessuna novità, tutti confermati. Tranne Riccardo Villari, espulso dal gruppo dei «democratici». Al suo posto il senatore di Cremona Mauro Ceruti, docente universitario di filosofia della scienza. Confermato invece il deputato radicale Beltrandi. 
&lt;p&gt;

 

Chi invece non vuol sentir parlare di inciuci sulla Rai è Antonio Di Pietro, il quale considera lo scioglimento della commissione di vigilanza come «una soluzione peggiore del male». «Villari - sottolinea l’ex magistrato - è stato eletto per fare un torto all’Italia dei Valori. Ora chi l’ha voluto vorrebbe mandarlo via, ma non si può aggiungere illegittimità a illegittimità». Poi ammette che Villari «si deve dimettere, ma deve essere una sua decisione»: «Non si può stravolgere - conclude - la legge costituzionale e la prassi per rimediare a una coltellata politica». Ancor più rancoroso è il commento dell’altro esponente dell’Idv, Leoluca Orlando, fatto fuori come papabile presidente dopo il veto della maggioranza e prima di esser scaricato dal Pd: «Quella della commissione di vigilanza Rai è una storia esemplare di corruzione politica e di eversione istituzionale».

&lt;p&gt;
 

Intanto con la revoca della nomina di Villari, si appresta a concludersi, salvo nuove sorprese, la vera partita che interessa ai due poli: quella sul consiglio d’amministrazione della Rai. Ben sette dei nove membri devono infatti esser scelti dalla vigilanza che poi deve esprimere almeno i due terzi del proprio gradimento per l’elezione del presidente del Cda.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KJ6TW&quot;&gt;Il Manifesto - Giacomo Russo Spena&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto ZACCARIA:  Rai. «Servono nomi di prestigio come Umberto Eco»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2009-01-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>388360</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Per il Cda, la Rai ha bisogno di uomini lontani dalla politica. Lo pensa l'onorevole Roberto Zaccaria, deputato del Pd ed ex presidente della Rai, ma anche docente di Diritto pubblico, Diritto costituzionale generale e Diritto dell'informazione all'Università di Firenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;
Onorevole, cosa ne pensa dell'epilogo della telenovela sulla Vigilanza?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Era inevitabile dopo il deterioramento della situazione. Non era possibile un'altra soluzione».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;L'accordo raggiunto in commissione può essere letto come una disponibilità a fare patti tra Pdl e Pd anche sul Cda della Rai?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«No, è un'impressione sbagliata. L'accordo tra centrosinistra e Pdl è il risultato di due azioni autonome che si sono realizzate in tempi diversi. Solo dopo l'iniziativa dei presidenti delle Camere è scattato il meccanismo delle dimissioni. Non c'è stato nessun patto tra i due schieramenti».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Viale Mazzini, però, ha un Cda scaduto e molti sono preoccupati per quello che sta accadendo.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«In questo periodo l'azienda ha fatto scelte importanti. Ora la Rai avrà un nuovo Cda e forse anche un altro Direttore generale. Non credo che con un nuovo Consiglio di amministrazione ci sarebbe stato un epilogo diverso per il caso Santoro. Inoltre, in questi mesi la Rai ha lavorato bene e ha fatto accordi importanti sulle fiction e sui diritti sportivi. La Rai c'è ed è nel pieno delle sue funzioni».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Il Pd vuole una Rai lontana dai partiti.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Sono d'accordo con l'impostazione di Veltroni. È importante che questo auspicio sia rinnovato. Ma non è facilissimo con la legge Gasparri. Spero che alle parole di Veltroni seguano i fatti. Purtroppo la nomina è rimessa alla politica e fare scelte di autonomia non è semplice».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Farete la vostra parte?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«In questa legislatura non ho fatto parte della commissione di Vigilanza. E non ho nessuna voce in capitolo. Mi auguro che il Pd scelga dei soggetti con una forte autonomia personale».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Secondo questo principio Petruccioli potrebbe non essere più presidente?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Non dico di sì o di no a questa ipotesi. Petruccioli ha lavorato bene. E nel suo caso sarebbe ingiusto pensare ai suoi precedenti politici che ormai sono lontani. Non ho candidature in testa. Quindi perché no?!»&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Anche se ha una storia politica definita?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Non sono io che decido. Deve essere il Cda a dimostrare di essere autonomo dai partiti».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Lei consiglierebbe a qualcuno di assumere questo incarico?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Io ho svolto questo incarico in buona autonomia. Non posso giudicarmi. Quella del Presidente della Rai è una bellissima attività».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Farebbe un nome per il Cda?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Me ne vengono in mente tanti. Ci sono alcuni grandi nomi come quello di Umberto Eco. La Rai ha bisogno di persone di prestigio che hanno raggiunto posizioni di un certo rilievo grazie alle loro capacità e che non mettano in gioco il loro nome per operazioni di piccolo cabotaggio. Questa è la migliore garanzia per tutti. Se le persone sono indipendenti si può pensare che riescano a fare scelte per l'interesse di tutti».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Tornerebbe alla guida della Rai?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«In questo momento sono un parlamentare. La mia esperienza mi impedisce di essere ancora presidente della Rai. Forse tra dieci anni. Ma credo che allora sarò un po' vecchiotto per l'incarico. E poi il mio nome potrebbe sembrare legato alla politica».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KJ3BS&quot;&gt;Il Tempo - Lanfranco Palazzolo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco BELTRANDI: Rai, Beltrandi: se Cda si dimettesse, vi sarebbe lo sblocco immediato della Vigilanza</title>
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  <updated>2008-11-05T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>381937</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Leggo da giorni dichiarazioni di autorevoli membri del CDA Rai circa i danni che l'azienda concessionaria unica del servizio pubblico radiotelevisivo subirebbe a causa della politica che non riesce ad insediare da mesi la Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai.
Credo che costoro abbiano ragione, e per questo li invito alle dimissioni insieme a tutto il CDA, dato che il loro mandato è scaduto più di sei mesi fa: sono pronto a scommettere che a quel punto lo stallo nella Commissione parlamentare sarebbe immediatamente superato da chi ne ha la responsabilità, ponendo fine anche  ad un vulnus costituzionale grave, che è cosa ben diversa – lo ricordo -  da una prassi parlamentare.

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=131618&quot;&gt;www.radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: Rai, su Orlando il veto: non lo stimo, sì a una rosa di nomi.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/10/08/silvio-berlusconi/rai-su-orlando-il-veto-non-lo-stimo-s%C3%AC-a-una-rosa-di-nomi/375093"></link>
  <updated>2008-10-08T00:00:00Z</updated>
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  <id>375093</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Dopo una giornata in cui si era parlato persino di un possibile accordo Pd-Pdl sulla Rai e sulla Corte Costituzionale, ieri sera Silvio Berlusconi ha gelato ogni entusiasmo sulla possibile soluzione dei nodo Rai: «Non possiamo votare un parlamentare come Orlando. Ci diano loro una rosa di nomi, ma non ci propongano Giuseppe Giulietti. Diciamo preventivamente di no».&lt;br /&gt;
 Lo ha detto ieri sera il presidente del Consiglio alla riunione del gruppo PdL alla Camera. E ha anche aggiunto, parlando di Leoluca Orlando: «Non possono chiederci di votare per una persona che non stimiamo» e ha anche definito «persona non gradita» anche Giuseppe Giulietti, eletto nelle liste dell’Idv, che non è comunque membro della commissione di Vigilanza. 
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

 

Oggi si riunirà la conferenza congiunta dei capigruppo di Senato e Camera alla presenza dei presidenti dei due rami del Parlamento per risolvere i nodi della presidenza della commissione di Vigilanza e del giudice della Corte costituzionale. Il parallelismo tra i due problemi aveva portato qualcuno a immaginare uno «scambio»: il Pdl avrebbe potuto garantire il numero legale per una votazione in Vigilanza, lasciando al Pd la decisione di votare per Orlando. In cambio il Pd avrebbe «non ostacolato» l’arrivo di Gaetano Pecorella, ex presidente della commissione Giustizia della Camera, alla Corte costituzionale, candidato caro a Silvio Berlusconi. Tesi che rinforzava la possibile intesa. &lt;br /&gt;
In un’intervista apparsa ieri su La Stampa, Leoluca Orlando accettava la prospettiva di una nomina dei nuovi vertici Rai con l’attuale legge Gasparri e manifesta la disponibilità a dimettersi dall’incarico di portavoce dell’Idv per garantire equilibrio ed equidistanza. In quanto alla rosa di candidature, l’Udc insiste: si tratta di un buon metodo.&lt;br /&gt;
 Antonio di Pietro per 1’Idv ripete: «Nessuna rosa, il candidato unico dell’opposizione resta Orlando». In giornata ieri circolavano altre voci: Stefano Parisi, dato per candidato forte alla direzione generale Rai, avrebbe accettato l’ipotesi di essere affiancato da due vice. Proseguirebbe, nel Pd come nella Pdl, l’incertezza sul nome del futuro presidente. Conferma di Claudio Petruccioli o arrivo di Pietro Calabrese? Ma dopo la dichiarazione di Berlusconi tutto è tornato al livello di semplice ipotesi. 

 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Ieri&lt;/b&gt; un gruppo di esponenti radicali, tra cui Maurizio Turco, Rita Bernardini e Maria Antonietta Coscioni con Francesco Barbato dell’Idv hanno occupato la sede della Vigilanza Rei al secondo piano di palazzo San Macuto per sollecitare l’elezione del presidente. Poco prima si era svolta la manifestazione nazionale di tutti i comitati di redazione della Rai, ovvero i sindacati delle testate giornalistiche del servizio pubblico. L’Usigrai, il sindacato centrale guidato da Carlo Verna, potrebbe scioperare il 25 Ottobre per protestare «contro la spartizione», ovvero contro la nomina dei nuovo Consiglio di amministrazione di viale Mazzini con l’attuale legge Gasparri.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=JGZ83&quot;&gt;Corriere della Sera - Paolo Conti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco BELTRANDI: “Convocazioni ad oltranza”  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2008-09-25T00:00:00Z</updated>
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  <id>366383</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La questione irrisolta della presidenza della Commissione parlamentare di vigilanza continua ad agitare il mondo politico. L’opposizione ne fa una questione di principio (“La presidenza spetta a noi per prassi consolidata”), la maggioranza accetta il principio ma pone una questione di merito (“E’ un ruolo di garanzia, Leoluca Orlando è un nome improponibile”). Come se ne esce? Lo abbiamo chiesto a Marco Beltrandi, deputato radicale, eletto nel 2006 con la Rosa nel Pugno e in questa legislatura nelle liste del Pd.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Onorevole Beltrandi, come si può superare l’attuale stallo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Se ne può uscire nei tempi brevi e certi richiesti dal nostro ordinamento, solo se i Presidenti di Camera e del Senato decideranno di convocare davvero a oltranza, come promesso, la Commissione fino al voto utile. &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Le riunioni in programma nei prossimi giorni serviranno dunque a sbloccare la situazione?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
“Senza l’incentivo dell’oltranza, è difficile che si sciolgano in nodi politici che impediscono lo sblocco, sia nel PdL che nel Pd. Sinora la Commissione non è stata convocata neppure quotidianamente.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;I presidenti Fini e Schifani si sono mostrati all’altezza del ruolo istituzionale, oppure ha prevalso una sorta di solidarietà politica con il centro-destra?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Non vedo un problema di solidarietà politica, ma solo di dare effettività a quanto promesso e preannunciato il 31 luglio scorso, per interrompere un vulnus costituzionale in corso da mesi. La speranza, per tutti gli italiani, è che le istituzioni vengono prima dei problemi politici contingenti.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Posto che nessuno contesta che si tratta di un ruolo di garanzia e che spetta alle opposizioni, il nome di Orlando è davvero così ”controindicato“, come sostiene la maggioranza?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
Direi proprio di no. Noi l’abbiamo sostenuto con convinzione tra i primissimi, e continuiamo a sostenerlo. Non mi risulta che oggi il problema sia sul nome del presidente della Vigilanza, bensì sui nomi per il CdA della Rai.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Per superare l’impasse, qualcuno a un certo punto aveva fatto il suo nome....&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Qualche amico ed estimatore che ringrazio, perché so essere sincero, ma noi Radicali non poniamo mai questioni di nomi. A noi interessa che al più presto sia insediato e funzioni questo organo di garanzia istituzionale.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Siete arrivati ad occupare la sede della commissione, a Palazzo San Macuto, un gesto che vi è costato anche molte critiche.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Ai critici dico: ci spieghino loro come altrimenti avremmo potuto richiamare l’attenzione su una questione istituzionale, che riguarda anche la Corte Costituzionale, proponendo soluzioni.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ora la questione sembra essere entrata a far parte di una partita più grossa. E’ diventata merce di scambio rispetto ai futuri assetti della Rai, della serie: se voi non ci votate Orlando, noi non rinnoviamo il CdA, che resta quello del governo Prodi. Che ne pensa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Che è sempre stato così, sin dall’inizio, mentre non avrebbe mai dovuto esserlo. Qui sta la responsabilità negativa del centro-destra nella vicenda.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Si fanno i nomi del futuro presidente Rai: si parla di Pietro Calabrese, oppure della conferma di Petruccioli. Nella scorsa legislatura lei aveva presentato un documento contro Petruccioli, approvato con un voto trasversale che aveva mandato ”sotto“ la maggioranza. Preferisce Calabrese, meno legato al Pd?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Io avevo promosso e fatto approvare un documento che chiedeva le dimissioni di Petruccioli, che si è ben guardato dal rassegnarle. E’ curioso che oggi si faccia ancora il suo nome, visto il bilancio non positivo di questi anni alla Rai, e proprio mentre si parla di escludere finalmente i partiti dalla gestione dell’ente.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Si parla anche di riforma complessiva della Rai. Quali sono le proposte dei Radicali?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Quelle di sempre, depositate in proposte di legge:&lt;br /&gt;
 privatizzazione vera della Rai, messa all’asta del servizio pubblico radiotelevisivo, con gare distinte a livello nazionale e per ogni regione. Se il Pd le facesse proprie, avrebbe davvero una proposta innovativa che sfiderebbe il PdL e gli consentirebbe di uscire dall’attuale – e temo prevalente - volontà di conservazione.  

 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=JC3VR&quot;&gt;L'Opinione - Alessandro Litta Modignani&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco BELTRANDI: Rai, Giulietti (art.21) e Beltrandi: nuovi volti (e metodi ) per il prossimo CDA Rai</title>
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  <updated>2008-09-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Augurandoci che martedì finalmente la Vigilanza Rai si possa insediare con l’elezione del suo Ufficio di Presidenza, la Commissione dovrà occuparsi del rinnovo del CDA della Rai, scaduto dallo scorso maggio, e anche a legislazione invariata, anzi proprio nel rispetto rigoroso delle regole vigenti, potrà apportare quel cambiamento di cui la concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo ha bisogno
Infatti, nel caso malaugurato in cui non si riformasse il metodo di scelta dei membri del CDA, come riterremmo necessario, e su questo gli scriventi propongono soluzioni diverse ma sempre di riforma radicale, la Commissione potrebbe (e dovrebbe) prima di procedere alla elezione adottare un procedura di massima apertura nella scelta dei candidati, provvedendo ad esempio ad ascoltarli in pubbliche udienze, rendendo noti a tutti i rispettivi curricula. In modo che nella scelta finale dei candidati i componenti della Commissione siano confortati da un dibattito pubblico.
Tanto più che proprio in queste ore stiamo ricevendo, come ciascuno dei componenti la Vigialnza, una lettera firmata da quattro personalità di massimo prestigio della società, delle ONG e del terzo settore, che avanzano una candidatura al CDA meritevole di essere presa nella massima considerazione., perché fatto nuovo, fosse anche solo per escluderla anzichè per accoglierla.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=129088&quot;&gt;www.radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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