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  <title>Openpolis - Argomento: infrastrutture</title>
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  <updated>2012-05-15T00:00:00Z</updated>
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  <title>GIOCONDO TALAMONTI: Interporto:  Ieri Orte, oggi Iesi. Chi ha sbagliato?</title>
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  <updated>2012-05-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>631208</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Terni (TR) (Gruppo: Federazione della Sinistra) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Premesso che una virata all’ultimo momento, una di quelle che ti riporta con i piedi a terra, può essere una soluzione tarda, ma pur sempre una soluzione, succede anche che il cambiamento di rotta improvviso possa essere la peggiore delle scelte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Il riferimento, prima che alla Concorde del capitano Schettino, è alla svolta repentina sull’individuazione dell’Interporto che ha visto la Regione Umbria investire per dieci anni su quello di Orte e  che, ultimamente, per la presenza di chissà quali scogli ha suggerito un’inversione ad “U”: da sud-ovest a nord-est, puntando su quello di Iesi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Cosa sia successo per determinare uno spostamento che strategicamente cambia progettazioni, programmi e prospettive di sviluppo economico per l’intera regione, non è solo una curiosità, ma un dovere che i responsabili della scelta devono a tutti gli umbri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Lascia pensosi constatare che il corridoio Berlino Palermo, indicato nella programmazione infrastrutturale della Comunità Europea, e che comprende l’interporto di Orte, non sia adeguatamente privilegiato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Mancherebbero infatti i necessari strumenti a dare al territorio produttivo ternano il respiro che serve alla crescita e al futuro dell’economia locale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

 Le conseguenze possono essere l’avvio verso un declino delle attività industriali ed un regresso sociale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Il completamento della &lt;b&gt;Terni-Civitavecchia&lt;/b&gt;, arteria irrinunciabile per il collegamento al mare delle province di Terni, Viterbo, Rieti e dell’Interporto di Orte, (&lt;i&gt;opera prevista ed inserita nel ‘&lt;b&gt;Patto di Territorio&lt;/b&gt;’, sottoscritto nel 2005 fra il governo Berlusconi e gli Enti Locali&lt;/i&gt;), è ancora oggi  una priorità strategica.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Cosa sia successo per giustificare il ripensamento è tema che i cittadini devono conoscere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

 Saranno vendute le quote dell’Interporto di Orte, ora che il panorama si apre sulle Marche? Se sì, a che prezzo? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Ma, prima di questi non trascurabili argomenti, ce ne è uno che pretende risposta: quali vantaggi può portare all’economia umbra incentrare sull’Interporto di Iesi lo smistamento delle merci, rispetto a quello di Orte?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Pare evidente che se qualcuno s’è ravveduto ora, qualcun altro si sia sbagliato prima. 
&lt;p&gt;


Giocondo Talamonti&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://talamontigiocondo.blogspot.it/&quot;&gt;Il blog personale di Giocondo Talamonti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARINA STACCIOLI: FIDI TOSCANA E SERVIZIO IDRICO, “CHI CONTROLLA SUGLI INVESTIMENTI?”</title>
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  <updated>2012-05-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>627290</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Toscana (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Il rischio è che le aziende usino i finanziamenti per ripianare i propri bilanci”

“Con questa nuova operazione lo statuto di Fidi Toscana cambia ancora, stavolta per dare una boccata d’ossigeno alle aziende che gestiscono il servizio idrico. Ma chi garantisce il garante? Il rischio è che i fondi, anziché nelle infrastrutture, vadano a ripianare bilanci non proprio floridi”. A mettere in guardia dalla nuova trasformazione di Fidi è la consigliera regionale Marina Staccioli (Gruppo Misto), in seguito al via libera della Terza Commissione. “Le due proposte di legge approvate oggi dalla Commissione – dichiara la consigliera, che in merito si è astenuta - vanno nella direzione di aumentare il capitale di Fidi con 20 milioni che la Regione aveva destinato agli investimenti sulla rete idrica. Questo aumento di capitale, assieme alla modifica dello statuto dell’Ente, servirà a far sì che Fidi possa garantire gli investimenti delle aziende che gestiscono l’acqua”. “In questo modo – continua Staccioli – gli stessi 20 milioni potrebbero fruttare molto di più in termini di investimenti. Ma chi garantisce che questi fondi siano realmente destinati alle infrastrutture? Servono più controlli: Fidi Toscana ci relazioni con cadenza regolare”. “Il caso della Mabro – continua la consigliera - che ha chiuso i battenti nonostante il coinvolgimento di Fidi Toscana, ci serva da monito: dobbiamo sapere come vengono spesi i nostri soldi”. “Inoltre – aggiunge – solo qualche mese fa lo statuto di Fidi Toscana era stato cambiato per permettere l’acquisizione delle aree dell’ex Eaton. Adesso cambia per soccorrere aziende per lo più pubbliche. Ma siamo sicuri che sia lo strumento giusto? Ricordiamoci la finalità con cui questo ente è stato creato: sostenere le piccole e medie imprese toscane. Proposito da mantenere ora più che mai”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.consiglio.regione.toscana.it/politica/comunicati-stampa-dei-gruppi-politici/comunicato/testo_comunicato.asp?id=9336&amp;filtro=&quot;&gt;www.consiglio.regione.toscana.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>BEATRICE DRAGHETTI: PSM. Piano strategico metropolitano. L'intervento al Forum.</title>
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  <updated>2012-03-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626411</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Provincia Bologna (Partito: Cen-sin) - Consigliere Provincia Bologna (Lista di elezione: Cen-sin) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Oggi prende avvio la parte più pubblica e partecipata del percorso per la elaborazione del Piano Strategico Metropolitano, il &quot;nostro&quot; PSM (piano strategico metropolitano).&lt;br /&gt;

Accostando alcune esperienze già realizzate in altri territori del nostro Paese e in Europa si coglie la consistenza di un'impresa, quella appunto di un PSM, che ha a che fare con una visione di futuro cercata assieme, approfondita, condivisa, che muove e coinvolge una pluralità di soggetti qualificati e motivati che sentono come propri i processi e i risultati, che deve produrre cambiamenti significativi e strutturali rispetto alla situazione di partenza. Esperienze partite dalla consapevolezza di dover reagire al rischio di rimanere ai margini di un movimento di rinnovamento indispensabile per rilanciare e consolidare identità e potenzialità di un territorio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Se un'emulazione ci deve essere da parte nostra, oltre che evidentemente quella di evitare errori già fatti da altri e far tesoro di buone prassi riuscite, essa riguarda la convinzione che si metta mano ad un'impresa di alto profilo e difficile, che richiede che l'asticella sia posta in alto: a rischio, lo so bene, di non riuscire a corrispondere poi del tutto alle aspettative suscitate, ma d'altra parte sollecitati dall'impossibilita', pena l'inefficacia, di limitarsi ad un maquillage di superficie con un inutile nome pomposo.&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

E' la cultura della strategia, delle strategie che dobbiamo recuperare e che darà un senso anche al quotidiano e all'emergenza.&lt;b&gt;&lt;/b&gt;
Un PSM non è un'attività normale e ordinaria di un territorio: appartiene alle stagioni di svolta, corrisponde per noi, oggi, alla scelta costruttiva di reagire ad una depressione, quella di questi ultimi anni, dai molti profili con la volontà e la fiducia di poter riaffermare i valori culturali, economici e sociali che ci connotano come vantaggi specifici da giocare dentro ad un contesto che ha i confini del mondo, guardando molto avanti, con un esercizio rinnovato e straordinario di pensieri e prospettive lunghe.&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Io credo che sia necessario assumere, partendo con questa fase di partecipazione responsabile, l'atteggiamento di chi capisce che ha un'occasione storica tra le mani, che c'è un momento particolarmente favorevole per noi ed è proprio questo, che passa adesso, da cogliere. Nessuna supponenza, nessuna faciloneria, piuttosto la determinazione, la resistenza, il passo da podista per tenere e soprattutto per portare a compimento.
Una coraggiosa visione del nostro futuro possibile: per meno non credo che valga la pena di muoversi e di scomodare un PSM. Noi oggi partiamo per un percorso costituente per Bologna del futuro.&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Entro aprile si avvieranno i Tavoli per i quattro ambiti scelti : in quelle occasioni avremo l'opportunità di condividere alcuni orientamenti di scenario per un percorso che possa svolgersi dentro a riferimenti chiari ed in sintonia tra tutti.&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Vorrei esprimere brevemente alcune convinzioni.&lt;b&gt;&lt;/b&gt;
Scegliamo davvero di RIPENSARE la città e il territorio. Alle spalle abbiamo una storia importante, i cui segni e i cui frutti rappresentano ancora motivo di fierezza di appartenenza e garanzia di tessuto sano. L'attualità ci parla di risorse preziosissime in campo, ma anche di fatiche e difficoltà inedite, alla cui entità e diffusione non eravamo abituati, qui. Un futuro che ha bisogno di essere segnato da una nostra impronta positiva ed originale, con direzioni di marcia che corrispondano ad un disegno, ad una progettualità armonica di respiro, ad un orizzonte che dia un senso ai nostri progetti, agli sforzi, ai sacrifici... E per fare questo, provando a scegliere anche un punto di vista: io suggerirei di far molto conto di una presenza, che forse non da tutti e spontaneamente si considera preziosa, e cioè quella delle persone oggi segnate drammaticamente dalla crisi attuale. Perché sono loro che probabilmente ci consentiranno di recuperare anche un genere diverso di vita, perché non c'è dubbio - comunque la si pensi - che qualcosa di quello che siamo e di quello che facciamo ha prodotto e continua a produrre disastri. Con loro forse e' possibile riconoscere che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità, che i valori del bene comune sono soprattutto da praticare, che dobbiamo mettere la nostra fiducia nel progettare insieme, pure affrontando sacrifici utili e sapendo il perché.&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Individuiamo le CONDIZIONI che consentano al disegno di delinearsi in maniera vera, di reggere e soprattutto di attuarsi. Non possiamo pensare di mettere mano ad alcunché di serio e di robusto se non si fa strada insieme, avendo il senso della cosa comune, della casa comune, che non può tollerare solo protagonismi, incomunicabilità, demolizioni e divisioni.&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

C'è bisogno che la visione di futuro sia costruita non dai soliti ancorché validissimi noti, ma è da risvegliare il gusto della partecipazione che langue, quella vera, che non si limita a tirar sassi e scappare ma che c'è, magari anche scomoda per i decisori, ed è disponibile ad esercitare fino in fondo il profilo di cittadinanza, nei diritti, nei doveri e nelle responsabilità.&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Infine il prerequisito del lavoro, che appunto fa della persona un cittadino ed è la condizione per qualsiasi possibilità di progetto personale e comunitario. Altrimenti non parliamo di niente. Senza lavoro - e la gestione dei tavoli di crisi aziendali in Provincia anche da questo punto di vista è stata un'esperienza drammatica - senza lavoro un padre e una madre fanno fatica a riconoscersi come tali, un ragazzo con due lettere di licenziamento in famiglia non è più lo stesso studente di prima, un giovane a spasso è la più grave e seria contraddizione che ci sia e la strategia delle strategie deve tendere a sconfiggere questi scenari.&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Infine giochiamo con lungimiranza un profilo che ha segnato sempre la nostra convivenza: l'INTERDIPENDENZA, che abbiamo dimostrato di saper declinare in modo articolato.&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Interdipendenza dei territori, innanzitutto. L'esperienza della dimensione metropolitana e' decisamente un fatto: l'integrazione di soggetti, politiche e azioni ha dato ormai da lunghi anni buona prova di sè, esprimendosi in programmazioni e interventi di area vasta che hanno rafforzato le pari opportunità dei cittadini, hanno migliorato la qualità e la efficacia dei servizi, hanno prodotto significative economie di scala. Il peso positivo di un ampio sistema istituzionale/amministrativo territoriale, quale è il nostro, e' una risorsa nient'affatto scontata nel panorama nazionale.&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

I Sindaci sono stati e sono artefici e manutentori convinti della bontà di questa esperienza di legame istituzionale forte, che dentro alla regia di coordinamento della Provincia, si e' irrobustita ed articolata negli anni, tanto da auspicare un più significativo supporto delle normative in questa direzione, anche in vista di una governance più adeguata. Si è consapevoli infatti, oltre che delle potenzialità, anche delle criticità esistenti nel rapporto tra centro e periferia del sistema territoriale: sicuramente la frattura tra capoluogo e territori rappresenterebbe una visione assolutamente miope e di cortissima efficacia.&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Il sistema territoriale bolognese è nodo e rete anche su scala ampia, innanzitutto a livello regionale. Sono convinta che, in una logica di sistema, il rafforzamento di Bologna in ambito infrastrutturale, produttivo, culturale e formativo, sarebbe un vantaggio anche per gli altri territori e la Regione stessa ne beneficerebbe. Bologna, nodo per l'Italia, ma già da ora anche per l'Europa - pensiamo all'Università – e per vaste aree del mondo a cui siamo collegati da interessi economici e culturali, ma anche, di impegno solidale. Connessioni che dobbiamo decidere di far diventare strategiche.&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Interdipendenza delle culture e delle persone. Alla fine del 2010 gli stranieri residenti in provincia di Bologna erano oltre il 10%, vent'anni fa erano appena l'1,2%. Se in poco meno di 20 anni la popolazione complessiva e' aumentata di quasi 100 mila abitanti, la componente italiana e' rimasta pressoché costante. Più della meta' degli stranieri risiede nel capoluogo. 156 i Paesi di provenienza. Ormai l'immigrazione ha assunto un carattere di stabilita', come dimostrano: l'incremento della popolazione femminile, dei minori stranieri (aumentati di più del 130% dal 2002 al 2010) e dei nati, che nel 2010 sono pari al 21% circa del totale dei nati. Infine il 14% dei cittadini stranieri residenti sul territorio è nato in Italia: a Granaglione, Pieve di Cento e a Castel d'Argile oltre il 20%.&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

La coesione e' un bene di cui il territorio non può fare a meno: certo viene messa alla prova dai fenomeni migratori, ma riguarda l'insieme delle relazioni di chi abita, lavora, studia qui; oggi l'inclusione, non pienamente assimilata neanche nel nostro territorio, è minata anche da una crisi dai molti volti che in modo assurdo contrappone povertà a povertà. Un cambio di passo e di incisività rispetto ad un'emergenza gestita sia pure civilmente in vista di una strutturata, positiva e feconda convivenza plurale costituirebbe un salto qualitativo di potenzialità sia per il territorio sia per l'esterno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Infine interdipendenza delle età. Abbiamo a disposizione alcune risorse di immenso valore, quali l'intrapresa educativo/formativa e il capitale sociale, che hanno fatto di Bologna un indiscusso riferimento. Sono esattamente gli ambiti in cui, in modo naturale ed estremamente fecondo, le generazioni si trasmettono le ragioni di vita e di speranza, i saperi e le competenze, la gratuita' e la solidarietà. Non si può non portare ancora a frutto con grande determinazione e senso delle priorità questa mappa del tesoro, che costituisce l'attrezzatura più robusta ed invincibile per le persone e le comunità, soprattutto nelle stagioni più magre, come quelle attuali. Possiamo anche risparmiare su tutto, ma non sulla semina e sulla semina di queste potenzialità e sulla coltivazione di quei legami che nessuna rete potrà mai sostituire.&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Concludo con un riferimento alla partecipazione. Il Piano deve essere un piano della città e del territorio. Dobbiamo stringere una sorta di patto, attraverso un confronto caldo dei valori e degli interessi di tutti: si sceglie di mettersi in pista se si ha fiducia nelle rispettive potenzialità e se si condivide che la cura della comunità scaturisce da un grande impegno collettivo e intrecciato.&lt;b&gt;&lt;/b&gt;
Se riusciremo a recuperare e rilanciare una siffatta partecipazione, non sarà solo per il PSM, ma costituirà l'esperienza e il profilo- da non abbandonare più - del nostro modo di essere comunità bolognese. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.beatricedraghetti.org/pages/news2.asp?id=230&quot;&gt;Sito personale Beatrice Draghetti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>SALVATORE MANGIAFICO: Inaugurata la SP Balatazza-Trigona</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/28/salvatore-mangiafico/inaugurata-la-sp-balatazza-trigona/626335"></link>
  <updated>2012-01-28T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626335</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Siracusa (SR) (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il coordinatore provinciale del PdL on. Vinciullo evidenzia come all'inaugurazione della strada abbia contribuito l'impegno dell'ex Assessore provinciale ai Lavori pubblici Salvatore Mangiafico che firmò il provvedimento di finanziamento dell'opera.
Inoltre, il PdL di Solarino esprime la più grande soddisfazione per l'apertura, dopo oltre trent'anni, della SP 78 Balatazza-Trigona che, dal campo di calcio, congiunge con la SS 124. Un'opera strategica di grande rilevanza per il territorio, di cui bisogna ringraziare l'Amministrazione Provinciale di Siracusa, con il Presidente On. Nicola Bono e l'Assessore ai Lavori Pubblici avv. Salvatore Mangiafico.
Il PdL di Solarino tiene in particolar modo a ricordare come l'Assessore ai Lavori Pubblici che, a suo tempo, si impegnò per la realizzazione e per la firma materiale dell'opera sia il solarinese avv. Salvatore Mangiafico.
&lt;p&gt;
Questo senza spirito polemico ma solo per amore della verità, che deve sempre trionfare e che non può essere dimenticata.  &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lasicilia.it&quot;&gt;La Sicilia&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>BEATRICE DRAGHETTI: Infrastrutture. Matteoli incontra Errani, Draghetti e Merola</title>
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  <updated>2011-10-31T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>617846</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Provincia Bologna (Partito: Cen-sin) - Consigliere Provincia Bologna (Lista di elezione: Cen-sin) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, ha incontrato stamani a Roma il presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, con l’assessore ai Trasporti, Alfredo Peri, il presidente della Provincia di Bologna, Beatrice Draghetti, con il vicepresidente con delega ai Trasporti, Giacomo Venturi, il sindaco di Bologna, Virginio Merola, con l’assessore alla mobilità, Andrea Colombo.

&lt;p&gt;


Nel corso dell’incontro si è stabilito di avviare la fase operativa per la realizzazione del Passante Nord di Bologna con la sottoscrizione, il prossimo 21 novembre, del verbale di accordo tra Anas e Autostrade per l’Italia per la predisposizione del progetto definitivo dell’opera. Per quanto riguarda il Metrò di Bologna, il Ministero si è dichiarato disponibile a verificare la possibilità e le modalità tecniche di rimodulazione delle risorse già destinate, a favore di un progetto integrato di trasporto pubblico rapido di superficie, consistente nel completamento del Servizio Ferroviario Metropolitano e della rete filoviaria urbana della città di Bologna. E’stato inoltre deciso di portare all’esame del prossimo Cipe il progetto complessivo del Nodo di Casalecchio, con l’individuazione di un primo stralcio funzionale dell’opera con le risorse già a disposizione. 
&lt;p&gt;Per il Nodo di Rastignano proseguirà il confronto con l’intento di attivare una nuova fase dell’opera per velocizzare la sua realizzazione. Infine, per il Civis non si potrà non tenere conto del parere espresso dalla Commissione di sicurezza insediata nel 2005 che non prevede che lo stesso si possa realizzare con le modalità e con i veicoli previsti.

&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.beatricedraghetti.org/pages/news2.asp?id=223&quot;&gt;Sito personale Beatrice Draghetti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Fabio Altitonante: Ora le azioni Serravalle valgono di più: un beneficio per tutti i milanesi</title>
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  <updated>2011-10-13T00:00:00Z</updated>
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  <id>609842</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Provincia Milano (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Martedì 4 ottobre la Giunta provinciale di Milano ha approvato la delibera, da inoltrare al Consiglio, di modifica all’articolo 14 dello statuto di Serravalle, la società che gestisce l’autostrada per Genova e le tangenziali milanesi. Grazie all’intervento della Provincia, l’acquisto delle quote della concessionaria consentirà anche a un socio privato l’ingresso nel Consiglio d’amministrazione.
&lt;p&gt;

“Siamo venuti incontro alle richieste del Comune di Milano ma soprattutto, siamo andati oltre la politica, operando nell’interesse dei cittadini, che non dovranno pagare di tasca loro i problemi finanziari degli enti locali”.
&lt;p&gt;

Conferendo maggiori poteri ai nuovi investitori, infatti, si rendono certamente più appetibili le azioni, che il Comune non sarà più costretto a svendere.

&lt;p&gt;
“Dopo che è andata deserta la prima gara indetta dall’Amministrazione comunale per cedere la propria quota, il 18,6% – ha proseguito l’assessore – abbiamo deciso di compiere questo passaggio importante per rendere più favorevoli le condizioni per gli investitori. Si aumenta così il valore delle azioni, da cui gli enti locali potrebbero, quindi, ricavare maggiori guadagni”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.altitonante.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=108:ora-le-azioni-serravalle-valgono-di-piu-un-beneficio-per-tutti-i-milanesi-&amp;catid=1:editoriali&quot;&gt;sito web&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Enrico LETTA: &quot;Ci muoviamo sulla linea del Colle saremo responsabili per salvare il Paese&quot;  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-07-11T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>589968</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Responsabilità nazionale. Modello Prodi-Ciampi. Napolitano come stella polare. L`opposizione è pronta a scendere in campo, dice Enrico Letta, vicesegretario del Pd. Pronta anche ad un governo di salvezza nazionale.
&lt;p&gt; &lt;b&gt;La situazione è tesa.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Di grandissima preoccupazione. Ne siamo consapevoli, più del governo. L`ultima volta che l`Italia ha vissuto un venerdì così nero era nel `92, quando la lira uscì dallo Sme».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Come rispondete?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ci muoviamo sulla linea indicata da Napolitano, fatta propria da Bersani e Casini, sabato a Bologna. Il Pd si candida ad essere il country party, il partito dell`Italia. E per farlo costruiamo un`opposizione alla Prodi-Ciampi, in termini di rigore e salvezza del Paese».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Basterà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«L`attacco di venerdì non è stato generico, ma legato all`impressione che il governo italiano ha finito la benzina. Ora è il momento che l`opposizione scenda in campo. Lo faremo presentando, domani, gli emendamenti alla manovra. E ci impegneremo perché sia approvata nei tempi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In che modo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Niente ostruzionismi. Diremo sì o no. Se metteranno la fiducia, voteremo no. Ma per respingere la speculazione occorre che la manovra sia approvata. Entro agosto ci sono 30 miliardi di titoli pubblici da rinnovare».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non pensa che l`entità da 40 miliardi, ma solo 25 assicurati dall`attuale decreto, sia insufficiente ad azzerare il deficit?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Il balletto delle cifre di questi giorni - prima 40, poi 47, addirittura 68 e ora 25 - è indicativo della scarsa credibilità del governo. E, certo, i mercati hanno capito che si tratta di una manovra da governo Leone, da esecutivo balneare, da aumenti della benzina. Si raccattano soldi un po` ovunque. Al contrario, è arrivato il momento di cominciare a parlare di privatizzazioni. Penso a Poste, Ferrovie, Eni, Enel, Finmeccanica e alle 20 mila aziende partecipate degli enti locali. Ma alla manovra manca l`anima, la strategia. Per questo abbiamo chiesto che il governo si dimetta un minuto dopo la sua approvazione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Per dare spazio a un governo di responsabilità?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Per noi la strada maestra sono le elezioni subito. Ma ci fidiamo del presidente Napolitano. Sarà lui a indicare il voto o un governo di salvezza nazionale che termini la legislatura e difenda i conti. Siamo agli sgoccioli. Berlusconi è alla fine. E a noi interessa salvare il Paese».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sarete concilianti sulla manovra?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«La responsabilità nazionale non significa accettare tutto a scatola chiusa. Domani presenteremo le nostre proposte».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ad esempio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Il capitolo crescita e sviluppo manca del tutto. Bisogna rilanciare su liberalizzazioni, privatizzazioni e infrastrutture. Poi modulare l`imposta sui titoli. Rivedere il patto di stabilità per gli enti locali. Toccare le pensioni solo dopo aver tagliato i vitalizi dei parlamentari. E ripulire la manovra dalle &quot;marchette&quot;, come quella sulle quote latte. Guardando al dopo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ovvero?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Sarà un`estate di lavoro per il Pd. Intanto lanceremo il nostro &quot;Progetto Italia&quot; alle Feste del Pd. E poi stiamo preparando delle proposte per rimettere in piedi la politica industriale».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Secondo quali direttrici?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Calare due nuovi campioni nazionali, con una golden share pubblica e una gestione manageriale. Da una parte il Polo delle reti italiane, che unisca Terna e Snam Rete Gas scorporata da Eni, sul modello inglese. Sarebbe un gigante europeo. Dall`altra parte l`Ans, l`Aziendanord servizi, grande come Eni ed Enel, sul modello tedesco, che raggruppi tutte le ex grandi municipalizzate del Nord. Una politica choc per il Paese».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=11YBXL&quot;&gt;La Repubblica - Valentina Conte&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Fabio Altitonante: Nuovo editoriale &quot;PER METTERE IN RETE LE CITTA’ BISOGNA PARTIRE DALLO SVILUPPO DELLE INFRASTRUTTURE&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/04/fabio-altitonante/nuovo-editoriale-per-mettere-in-rete-le-citta%E2%80%99-bisogna-partire-dallo-sviluppo-delle-infrastrutture/589695"></link>
  <updated>2011-07-04T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>589695</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Provincia Milano (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Nuovo editoriale in homepage del mio sito&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.altitonante.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=95:per-mettere-in-rete-le-citta-bisogna-partire-dallo-sviluppo-delle-infrastrutture&amp;catid=1:editoriali&quot;&gt;sito web&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: No Tav: Le violenze vanno isolate, assolutamente sì. Oscurano proprio le ragioni della protesta.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/04/nichi-vendola/no-tav-le-violenze-vanno-isolate-assolutamente-s%C3%AC-oscurano-proprio-le-ragioni-della-protesta/589692"></link>
  <updated>2011-07-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>589692</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Però è legittimo manifestare il dissenso, e anche da parte di un partito come Sel, che peraltro ha la nonviolenza nella sua genesi”. Nichi Vendola, il leader di Sinistra ecologia e libertà, non ci sta a essere messo sotto accusa come fiancheggiatore dei violenti. Vendola, ai violenti però non va offerta sponda.

&lt;p&gt;
“I violenti mortificano le stesse ragioni del dissenso. Oggi non stiamo discutendo della gente della vallata che manifesta e contesta l’alta velocità, ma parliamo infatti di ferite e lacrimogeni… L’operazione subdola in questo momento è quella di privare di legittimazione il diritto a manifestare. Siamo davanti a una gigantesca frustrazione inoltre, se non percepiamo quanto profonda sia la crisi di un vecchio paradigma dello sviluppo. Mentre le istanze dell’ambientalismo sono sempre più vissute e percepite come inalienabili codici di difesa della vita. Se non si capisce tutto questo, il rischio è, ripeto, di regalare all’estremismo e alla violenza le ragioni del dissenso”.

&lt;p&gt;
La Tav è un’opera che l´Europa ci chiede. Ci vuole o no?

&lt;p&gt;
“Abbiamo il dovere di aprire un dibattito sulle opere strategiche e un approfondimento vero. Le popolazioni della Val di Susa sono trattate alla stregua di un bimbo capriccioso e incompetente. In Puglia, nella mia terra, abbiamo ragionato di un progetto di alta velocità da Bari a Napoli e con i nostri interlocutori campani abbiamo costruito un processo di condivisione e di partecipazione. Si è determinato un vasto consenso sull’idea di abbattere il muro tra l’Adriatico e il Tirreno. Dove c’erano i problemi abbiamo corretto i progetti”.

&lt;p&gt;
In Val di Susa, secondo lei, questo non è stato fatto?

&lt;p&gt;
“L’impressione è stata di comunicazioni reticenti e di verità di comodo. Quando si devono scegliere le infrastrutture fondamentali per il futuro del Paese, qualcuno pensa davvero lo si possa fare costruendo in un territorio con il dissenso viscerale dell’intera comunità di quel territorio? Al netto dei violenti, non è possibile liquidare chi pone dubbi sulla retorica delle grandi opere sempre così gonfie di affarismo e corruzione”.

&lt;p&gt;
I no-Tav sono eroi, per Beppe Grillo; para-terroristi per il Pdl: e per lei?

&lt;p&gt;
“Farei un esercizio di pulizia del lessico. Mentre ancora le sirene delle ambulanze e quelle dei blindati della polizia si rincorrono, eviterei la cosa un po’ penosa dell’enfasi militaresca”.

&lt;p&gt;
Comunque, lei e il suo partito siete schierati con i no-Tav.

&lt;p&gt;
“Dico che dovremmo essere tutti molto attenti, perché se non offriamo luoghi politici ai fermenti culturali e alle onde di dissenso che stanno attraversando l’Italia, ma più in generale i paesi euro-mediterranei, rischiamo di non capire quanto radicale sia “l’indignazione” e la relativa domanda di cambiamento. Se la politica gira la testa dall’altra parte offre spazio alla violenza. E oggi le forze politiche non mi sembrano interessate a una discussione di merito, ci si affida ai confezionatori di informazioni addomesticate”.

&lt;p&gt;
In che senso?

&lt;p&gt;
“Le notizie della Val di Susa non rendono minimamente conto del carattere popolare della contestazione, si mente pure sulla cifra dei partecipanti alle manifestazioni. Inoltre evitiamo di usare la Val di Susa come argomento di resa dei conti dentro la coalizione di centrosinistra e tra centrodestra e centrosinistra”.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.sinistraecologialiberta.it/articoli/vendola-dissentire-non-e-un-crimine#more-28516&quot;&gt;www.sinistraecologialiberta.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuliano Pisapia: Le risposte per governare Milano: «Si può voltare pagina con ascolto e sviluppo»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/23/giuliano-pisapia/le-risposte-per-governare-milano-%C2%ABsi-pu%C3%B2-voltare-pagina-con-ascolto-e-sviluppo%C2%BB-intervista/572724"></link>
  <updated>2011-05-23T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>572724</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Milano (MI) (Lista di elezione: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Domande poste da Mario Bellini, Architetto, progettista della &quot;Grande Brera&quot; - Giulio Ballio, Rettore del Politecnico di Milano dal 2002 al 2010 - Annamaria Testa, Pubblicitaria, saggista e docente di marketing.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Grande Brera. &lt;br /&gt;
Un progetto finito o si può rilanciare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Ogni grande città deve avere spazi pubblici destinati alla produzione culturale che generano anche ritorni economici e sviluppano la creatività, senza limitarsi alla politica degli eventi e dei tagli di nastri. Noi vogliano realizzare la Grande Brera, che richiede intesa tra governo locale e statale. Mi auguro che il governo – che con Rutelli ministro diede segnali favorevoli in questo senso, poi svaniti – potrà essere partecipe di un progetto di grande rilievo internazionale.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Case Aler.&lt;br /&gt;
 Il Comune pensa di intervenire sulle liste d’attesa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Sì, ritengo scandaloso che ci siano circa 5000 appartamenti Aler vuoti. Si devono sbloccare le tante richieste di cambio alloggio che spesso - inspiegabilmente - non vengono accettate. Penso, inoltre, che la gestione dei contratti, delle liste di attesa, dei programmi di manutenzione debba vedere maggiori competenze da parte dei consigli di zona, perché più vicini alle condizioni materiali dei quartieri.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Misure antismog.&lt;br /&gt;
 È per il centro chiuso o le targhe alterne? Nella cintura verde saranno più severi i vincoli al cemento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Il 12 e il 13 giugno i milanesi dovranno esprimersi sui 5 referendum ambientali promossi da un comitato civico trasversale alle forze politiche. Sono state raccolte 25mila firme su ogni quesito. La nuova giunta dovrà rispettare l’esito di questi referendum di indirizzo. Questo significa che le misure per la diminuzione del traffico privato, per il miglioramento del trasporto pubblico e, di conseguenza, per il necessario cambio di passo per la riduzione dell’inquinamento saranno condivise con i cittadini milanesi. Sono a favore di una sempre più ampia pedonalizzazione del centro storico e della creazione di aree pedonali in ogni quartiere. Le targhe alterne hanno dimostrato di essere poco efficaci anche nei momenti di emergenza smog. Intorno alla città bisogna tutelare le grandi aree verdi esistenti come il Parco Sud, il Parco Nord, e l’area dei parchi di cintura che comprende il sistema del verde, del Forlanini e del Lambro, da una parte e dei parchi di Trenno, delle Cave e del Bosco in Città dall’altra. Quindi questi polmoni verdi devono essere tutelati e resi vivibili per i milanesi e per l’intera area metropolitana.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Expo.&lt;br /&gt;
Come renderlo qualcosa di sentito dai milanesi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Innanzitutto ricordandoci tutti che &quot;Nutrire il pianeta, energia per la vita&quot; non deve essere solo uno slogan, ma un impegno per Milano. Il motto di Wendell Berry, &quot;Mangiare è un atto agricolo&quot;, è il punto di riferimento per quanti hanno a cuore questi temi. Dobbiamo raccogliere intorno alla questione dell'alimentazione del pianeta saperi, energie, capacità scientifiche e tecnologiche, competenze industriali ed economiche. È l'occasione, da qui al 2015, per chiedere ai giovani di contribuire con idee, esperienze, progetti di cooperazione nazionale e internazionale a ricostruire il senso del legame con la terra e la catena alimentare. In primo luogo, questo vuol dire la conoscenza e la valorizzazione effettiva del patrimonio naturale, paesistico e produttivo della pianura milanese e lombarda, la sua storia agricola e ambientale, a partire dal Parco Agricolo Sud. E poi ho sempre fatto riferimento all'Expo diffusa, orientata cioè a valorizzare e far conoscere lo straordinario patrimonio storico e culturale della nostra città.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Case vuote.&lt;br /&gt;

Le tante abitazioni vuote possono essere gestite per i giovani?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

C’è da negoziare un “patto” tra sistema della proprietà edilizia e istituzioni pubbliche per un razionale piano di pieno utilizzo del patrimonio tale da realizzare un effettivo investimento sociale nel sistema casa. Vi sono esperienze nel mondo da studiare, anche forme di immobiliari pubbliche che qualcuno ha proposto. Per questo abbiamo immaginato la competenza sulla casa nel quadro di una complessiva politica sulle infrastrutture.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Università.&lt;br /&gt;

Cosa fare per rendere Milano città amica degli studenti Universitari?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Ho dedicato molto spazio nel programma a questo tema. Ricorderò, tra le altre cose, una carta dello studente per l'accesso a tutti i servizi di tipo culturale, ricreativo e sportivo e per gli studenti stranieri, che dobbiamo attrarre con specifiche azioni, anche l'assistenza sanitaria. Dato che la questione cruciale è l'abitazione assicureremo l'ampliamento dell’offerta di posti letto sia in residenze pubbliche sia in strutture private convenzionate con garanzia di trasparenza nel mercato e prezzi calmierati. Una città che attrae i migliori cervelli è una città che si arricchisce nel tempo. Dobbiamo fare in modo che gli studenti amino e apprezzino Milano perchè si fermino qui anche dopo l'università.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Personale in Comune.&lt;br /&gt;

Come selezionare il personale di comando nei posti chiave del Comune?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Alla base ci deve essere la valutazione del rapporto tra competenza e adeguatezza, tanto più con le innovazioni che abbiamo proposto nella struttura della Giunta. Penso ad esempio al tema dell'internazionalizzazione e attrazione delle risorse, ma anche a questioni cruciali come trasparenza, finanza pubblica, coesione, qualità dei servizi. Abbiamo bisogno di assessori selezionati sulla base del merito e non con criteri legati alle appartenenze partitiche e di dirigenti competenti: percorsi ed esperienze professionali chiari e verificabili sapendo che una volta la dirigenza pubblica doveva garantire solo controllo e procedure, mentre oggi è necessario assicurare anche risultati e sviluppo del territorio. La giunta Moratti ha sistematicamente umiliato il patrimonio di competenze e professionalità esistenti.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Demanio comunale.&lt;br /&gt;

Con quali strumenti intende perseguire il mai raggiunto obiettivo di una gestione politica efficace e imparziale del grande demanio comunale? Quali strumenti per la gestione più efficiente del demanio pubblico?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Innanzitutto un inventario qualitativo del patrimonio per rendere trasparente una situazione oggi opaca e per chiarire quali siano le risorse a disposizione per finanziare lo sviluppo. Non è una formuletta. Il tema è già nelle mie proposte di riorganizzazione come competenza chiara nell’area Bilancio e Finanza civica. Con il demanio pubblico non si devono alimentare privilegi o speculazioni, ma deve essere occasione per generare sviluppo. Dunque né beni morti né oggetto di rapina.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Welfare.&lt;br /&gt;

Attraverso quale politica tenterà di favorire l’insediamento in città di coppie giovani? E come giudica l’attuale politica del Comune verso gli anziani? Come giudica il welfare comunale? E quali aiuti nuovi saranno dati agli anziani? Tagli o no alla sussidiarietà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Il ringiovanimento di Milano, città invecchiata, è argomento di fondo. Voglio occuparmi personalmente del tema delle nuove famiglie e di come dare maggiori prospettive ai giovani perchè questa è una mia priorità. Ci vogliono serie politiche sociali, infrastrutturali, educative, occupazionali. Con imprenditori e sindacati ci siamo interrogati per avvicinare i giovani alle imprese, al lavoro, al merito, alla libertà. Sì, anche libertà. Per i giovani una bandiera. Nella libertà da condizionamenti mafiosi, dall’inchinarsi a padrini e raccomandazioni per lavorare, il clima sociale e istituzionale di una città conta. L’allungamento dell’età media pone un problema degli anziani come risorsa. La tradizione riformista del Comune mette a disposizione strumenti e consenso sociale a questo fine e sarà fondamentale dotarsi di Centri di Quartiere per proporre “patti di collaborazione” tra giovani e anziani. Per quel che riguarda le persone non autosufficienti occorre potenziare i servizi di assistenza domiciliare.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;La creatività e l’integrazione.&lt;br /&gt;
 
Via Padova è un modello? La scuola di Paravia è un ghetto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Milano è stata una grande città aperta. Ha omologato nell’etica del lavoro gente diversa che non è stata né tollerata né ghettizzata (come è successo altrove). Ciò ha creato sviluppo e – come si dice giustamente – creatività (un’area che sfiora il 15% del Pil locale). Contro chi vuole Milano chiusa e barricata, noi non vogliamo né buonismi né razzismi. Ma sviluppare un’integrazione rispettosa di quella identità che è tradizione e vanto di Milano. E’ quello che pensa anche l’imprenditoria. Per cui lo strumento essenziale è: progetti condivisi, non proclami. Secondo me via Padova può essere un interessante modello. La scuola di via Paravia invece è una situazione gestita male e se diventa un ghetto è per responsabilità di chi ha rinunciato a governare i processi reali.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Donne e Milano.&lt;br /&gt;

Oggi Milano non è molto amica della donne. Che cosa nel suo programma aiuterà le donne che lavorano? Le donne che hanno figli piccoli? Le molte anziane sole? Le ragazze che vogliono inserirsi nel mondo del lavoro? E le donne che vogliono fare impresa? Quali aiuti per le donne che lavorano e che fanno impresa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Le donne milanesi fanno una fatica doppia rispetto agli uomini. Farsi carico dei problemi familiari, lavorare e vivere in una città convulsa e complessa come Milano è molto complicato. Le donne non hanno bisogno dell'aiuto degli uomini per affermarsi, ma di politiche corrette, di asili nido che funzionino, di servizi organizzati dal Comune per l'assistenza nelle faccende domestiche e nella cura delle persone anziane. Una vera rivoluzione poi è quella degli orari per conciliare il lavoro con la vita quotidiana.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Comunicazione.&lt;br /&gt;

In una organizzazione complessa come una città, la comunicazione tra istituzioni e cittadini non è un fatto accessorio, propagandistico o decorativo. In che modo gruppi, associazioni, persone, potranno ottenere la sua attenzione? Più attenzione ai cittadini Ascolto e risposte dirette Con quali strumenti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Parliamo per primi di “dibattito pubblico”, cioè spazi di co-decisione che richiedono informazioni adeguate e controlli di autorità indipendenti. Pensiamo che la rete sia un ambito di interazione su cui investire. Abbiamo visto troppa propaganda fatta a spese del contribuente per non avere voglia di cambiare radicalmente pagina. E poi si prevede di costruire una competenza definita per la comunicazione sia verso l’area della partecipazione, sia verso l’area della promozione della città.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Moschea e campi rom. &lt;br /&gt;
Come gestirà le ansie sul centro islamico? O come risolverà i campi rom abusivi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Hanno piluccato frammenti, parole, da usare come clava propagandistica per generare paure. Una di queste storie è la moschea, fantasma inventato a tavolino a scopi denigratori. Invece ho sostenuto che vada riconosciuto un principio, un diritto umano fondamentale: quello di poter esercitare in libertà e dignità la propria fede, nel solco di Giovanni XXIII, del cardinale Martini e del cardinale Tettamanzi e della nostra Costituzione repubblicana. Oggi esistono diversi luoghi di preghiera irregolari e i cittadini milanesi chiedono che il problema venga risolto, non che si faccia finta che non esista. I campi abusivi sono indegni e sono il risultato delle pessime politiche dell'amministrazione Moratti. Noi dobbiamo contrastare la criminalità, lo sfruttamento dei minori e il racket dell'accattonaggio, cercando invece di costruire relazioni positive con le famiglie e con i bambini attraverso la frequenza della scuola e il lavoro degli assistenti sociali.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Vigili di quartiere. &lt;br /&gt;
Quanti Ne potrebbero essere impiegati?
&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Vogliamo che torni al centro il rapporto diretto, quotidiano, di confidenza con i cittadini, i negozianti, le attività economiche: i 500 vigili di quartiere promessi e mai entrati in servizio probabilmente sono una quantità sufficiente, ma noi li metteremo davvero. E vogliamo anche che le fondamentali funzioni di controllo delle attività commerciali, edilizie, e le delicate funzioni di polizia giudiziaria attribuite dalla magistratura vengano svolte con il pieno riconoscimento della competenza e delle alte capacità professionali di un Corpo e di tanti agenti impegnati e meritevoli che non possono essere ridotti a strumento di politiche tanto sgradevoli quanto poco efficaci come quelle volute dalla giunta Moratti.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Pulizia e buche nelle strade.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;Con quali strumenti si interverrà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Tenendo pulito e coprendo le buche: è un problema che riguarda l'efficienza e l'efficacia degli interventi delle aziende alcune pubbliche e altre private, i cui contratti di servizio verranno attentamente riesaminati. Ci sarà la ricognizione costante sulla situazione: questa volta lo faranno le zone e i cittadini, che sanno bene di che cosa abbiano bisogno i loro quartieri.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;La strategia delle partecipate.&lt;br /&gt;
Come sarà il futuro di A2A Ci saranno dismissioni in Sea?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Gli interventi di responsabilità istituzionali richiedono la verifica seria di contesti diversi. Ho letto le forti critiche che da molti autorevoli commentatori sono state rivolte alla gestione Moratti delle partecipate. Potrei in queste poche righe segnalare ciò e basta. A2A deve diventare sempre di più una protagonista dello sviluppo della green economy nel nostro territorio contribuendo anche alla riduzione dell'inquinamento attraverso interventi di efficienza nella produzione e nella distribuzione dell'energia e del calore, Sea avrà un ruolo sempre più strategico perchè abbiamo contribuito ad approvare in Consiglio Comunale la sua quotazione con un particolare riguardo alla partecipazione azionaria dei dipendenti e dei milanesi.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;In questa pagina lo&lt;/b&gt; &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/speciali/2011/elezioni-amministrative/sondaggio/voisietequi.shtml&quot;&gt;&lt;b&gt;speciale Amministrative 2011 dell'Associazione Openpolis: Voi Siete Qui&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; &lt;b&gt;- Come orientarsi tra le città al voto.&lt;/b&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/speciali/2011/elezioni-amministrative-ballottaggi/notizie/risposte_pisapia_a4812916-8510-11e0-80e3-cc32f5990b02.shtml&quot;&gt;Corriere della Sera - M.Bellini, G.Ballio, M.Vitale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Fabio Altitonante: Editoriali</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/02/18/fabio-altitonante/editoriali/558206"></link>
  <updated>2011-02-18T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>558206</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Milano (MI) (Gruppo: PdL) - Assessore Provincia Milano (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Nuovo editoriale in homepage del mio sito&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.altitonante.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=78:partono-le-infrastrutture-la-provincia-da-fare&amp;catid=1:editoriali&quot;&gt;sito web&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Fabio Altitonante: Tangenziale Est Esterna Milanese</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/02/08/fabio-altitonante/tangenziale-est-esterna-milanese/557771"></link>
  <updated>2011-02-08T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>557771</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Milano (MI) (Gruppo: PdL) - Assessore Provincia Milano (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
E' stato pubblicato in via definitiva, grazie all'impegno del Pres. Podestà, il progetto finale per la Tangenziale Est Esterna&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://tangenziale.esterna.it/progetto/&quot;&gt;sito web&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DELIA MURER: «Solo promesse sulla legge speciale»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/13/delia-murer/%C2%ABsolo-promesse-sulla-legge-speciale%C2%BB/546976"></link>
  <updated>2010-10-13T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>546976</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Un’interrogazione al governo per sollevare la questione dei finanziamenti della legge speciale su Venezia. &lt;br /&gt;
L’ha presentata alla Camera dei deputati, Delia Murer. Soldi promessi e mai del tutto sbloccati, finanziamenti con mutui a lunghissimo termine, procedure burocratiche bloccate a causa della Regione. Ecco il testo integrale dell’atto:

 
&lt;p&gt;

 

Interrogazione a risposta scritta

&lt;p&gt;
al ministro dell’Economia

&lt;p&gt;
e al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

&lt;p&gt;
dall’on. Delia Murer

 
&lt;p&gt;

per sapere, premesso che

 
&lt;p&gt;

- la legge n. 244 del 2007, all’articolo 2, comma 291, autorizza l’utilizzo di contributi pluriennali per le finalità di cui alla legge n. 139/1992, recante: “Interventi per la salvaguardia di Venezia e della sua laguna”;

&lt;p&gt;
- è stato registrato presso la Corte dei Conti il Decreto Interministeriale con il quale il Comune di Venezia è stato autorizzato all’utilizzo di un contributo quindicennale con decorrenza dal 2008 e fino al 2022, assegnato a valere sulle risorse stanziate dall’art. 2, comma 291.della legge 244/2007, per il proseguimento degli interventi per la salvaguardia di Venezia e della sua Laguna;.

&lt;p&gt;
- ai sensi dell’art. 1 del suddetto Decreto l’utilizzo del contributo pluriennale in questione viene ripartito tra:

&lt;p&gt;
a) una quota ad erogazione diretta (€ 2.422.500,00 corrispondenti alle annualità 2008 e 2009)

&lt;p&gt;
b) una quota mediante attualizzazione (€ 15.746.250,00 corrispondenti alle annualità dal 2010 al 2022), al netto ricavo attivabile a seguito di un’operazione finanziaria di attualizzazione da perfezionare con Istituti di credito, secondo un piano di erogazioni stimate in complessivi € 12.560.500,00;

&lt;p&gt;
- il comma 3 del suddetto Decreto prevede altresì che eventuali variazioni del piano di erogazioni derivanti da esigenze – adeguatamente documentate – del soggetto beneficiario dei contributi dovranno essere preventivamente comunicate al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti che provvederà a richiedere autorizzazione in tal senso al Ministero dell’Economia e delle Finanze;

&lt;p&gt;
- il Comune di Venezia ha chiesto l’autorizzazione alla modifica del soprarichiamato Piano di erogazioni, al fine di ripartire il piano tra una maggior quota ad erogazione diretta (€ 3.633.750,00 corrispondenti alle annualità 2008 2009 e 2010) e una conseguente minor quota mediante attualizzazione (€ 14.535.000,00 corrispondenti alle annualità dal 2011 al 2022;

&lt;p&gt;
- Le variazioni richieste al piano di erogazioni derivano da motivazioni oggettive come il ritardo, pari ad un anno, intercorso tra la data di richiesta da parte del Comune del piano di erogazioni (11 settembre 2009) e la data di comunicazione dell’avvenuta registrazione del Decreto (13 settembre 2010). Ne consegue che l’annualità 2010 inizialmente destinata a confluire nella quota da utilizzare mediante attualizzazione possa essere ora riallocata nella quota ad erogazione diretta; altro motivo è la consistente riduzione dei tassi di mercato verificatasi nel periodo intercorrente tra la data della precedente richiesta e la data odierna, durante il quale il tasso di riferimento delle operazioni di attualizzazione in questione (Eurirs 10) è sceso di circa un punto, al 2,6%, il che si riflette proporzionalmente in un minor onere per interessi che a sua volta impatta positivamente sul netto ricavo stimabile dall’operazione finanziaria di attualizzazione;

&lt;p&gt;
- Con riferimento a quest’ultimo aspetto, esiste il problema di adeguare alle mutate condizioni di mercato la normativa vigente sui limiti massimi di tasso applicabili sui mutui destinati agli interventi per la salvaguardia di Venezia attualmente dettata dal D.M. 9 marzo 1999 come modificato dal Decreto Direttoriale 23 gennaio 2003. In particolare appare necessario adeguare la normativa in questione ai limiti massimi di tasso applicabili ai mutui da stipulare con onere a carico dello Stato di importo inferiore a € 51.645.689,91, ai sensi dell’art. 45, comma 32 della citata L. 448/1998, attualmente dettata dalla Comunicazione del Direttore generale del Tesoro pubblicata sulla G.U. del 13 luglio 2010;

&lt;p&gt;
- sempre in tema di contributi per la salvaguardia di Venezia, Il Comitato di Indirizzo Coordinamento e Controllo (ex art. 4 legge 798/84), in data 23.12.2008, ha deliberato di sottoporre al Cipe una proposta di contributo pluriennale pari a 50 milioni, finalizzato agli interventi di salvaguardia, nelle competenze della Regione Veneto, del Comune di Venezia, Chioggia e Cavallino, stabilendo, nello specifico, che le risorse a favore del Comune di Venezia ammontassero a € 29.750.000;

&lt;p&gt;
- il Cipe con delibera 59 del 31.07.2009 dava corso al deliberato del Comitato misto a valere sul Fondo Infrastrutturale, stabilendo che l'intero importo di 50 milioni, comprensivo del contributo per Venezia, fosse &quot;girato&quot; alla Regione e da questa ripartito; i 50 milioni venivano, poi, suddivisi in due annualità: 30 milioni nel 2009 e 20 milioni nel 2010; su quest’ultimo contributo non risultato prodotti atti conseguenti;

&lt;p&gt;
- la delibera del Cipe é stata registrata alla Corte dei Conti in data 22.12.2009 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 21.01.2010;

&lt;p&gt;
- su sollecitazione del Comune di Venezia, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, in data 28.04.2010, comunicava che spetta alla Regione ogni azione volta alla effettiva erogazione delle risorse;

&lt;p&gt;
- ad oggi nulla risulta ancora stabilito né attivato in sede regionale e, a quanto pare, neppure in sede ministeriale sull’effettiva erogazione di tale contributo;



&lt;p&gt;

 

dai Ministri interrogati se sono a conoscenza e da cosa sono causati i ritardi nell’erogazione dei contributi per gli interventi di salvaguardia di Venezia, sia del contributo quindicennale assegnato a valere sulle risorse stanziate dall’art. 2, comma 291.della legge 244/2007, sia del contributo pluriennale di cui delibera Cipe nr. 59 del 31 luglio 2009; se valutano positivamente e intendano accogliere la richiesta di variazioni al piano di erogazioni ai sensi del comma 3 del Decreto interministeriale con il quale il Comune di Venezia è stato autorizzato all’utilizzo di un contributo quindicennale assegnato a valere sulle risorse stanziate dall’art. 2, comma 291.della legge 244/2007, per il proseguimento degli interventi per la salvaguardia di Venezia e della sua Laguna, così come motivato da richiesta del soggetto beneficiario; se intendano adeguare alle mutate condizioni di mercato la normativa vigente sui limiti massimi di tasso applicabili sui mutui destinati agli interventi per la salvaguardia di Venezia attualmente dettata dal D.M. 9 marzo 1999 come modificato dal Decreto Direttoriale 23 gennaio 2003; se intendano intervenire, e come, sul ritardo, nell’erogazione al Comune di Venezia tramite la Regione Veneto, del contributo di cui alla delibera Cipe nr. 59 del 31.07.2009.

 &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.deliamurer.it/cms/it.html?view=article&amp;catid=6%3Ainterrogazioni-interpellanze-mozioni&amp;id=199%3Asolo-promesse-sulla-legge-speciale&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&quot;&gt;official web site&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LAURA PUPPATO: «Tav nel Veneto orientale come una nuova Val di Susa»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/09/laura-puppato/%C2%ABtav-nel-veneto-orientale-come-una-nuova-val-di-susa%C2%BB/546752"></link>
  <updated>2010-10-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>546752</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Lista di elezione: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Dopo anni di immobilismo totale sul tema delle infrastrutture ferroviarie, i governi nazionale e regionale inseriscono senza confronto preventivo un tracciato completamente sbagliato, con il rischio di trasformare così il Veneto Orientale in una nuova Val di Susa.
&lt;p&gt;
Per rimediare ad un ritardo di anni, non ci si fa scrupolo nel mandare allo sbaraglio un intero territorio. La Tav è un'opera indispensabile, richiesta e voluta, ma la sua realizzazione non può essere gestita in totale assenza di democrazia e trasparenza&quot;.
&lt;p&gt;

La dura presa di posizione è della capogruppo del PD in Consiglio regionale, Laura Puppato, dopo che il viceministro alle Infrastrutture Roberto Castelli, rispondendo ad un'interrogazione parlamentare di alcuni deputati del PD, ha spiegato che il tratto Venezia-Trieste della TAV ripercorrerà le indicazioni della Regione Veneto che escludono l'affiancamento all'autostrada.

&lt;p&gt;
&quot;L'assessore Chisso, che fino ad oggi ha taciuto, ora ci dice che corriamo il  rischio di perdere i finanziamenti europei, cosa già da noi ampiamente denunciata: ma non e' all'ultimo momento che si puo' decidere un tracciato con queste conseguenze.
&lt;p&gt;
La cosa inaccettabile è che assistiamo ad un'accelerazione che è figlia della politica dell'emergenza.&lt;br /&gt;

Emergenza - evidenzia Puppato - che loro stessi prima hanno creato ad arte e che ora cercheranno di usare come alibi per calare dall'alto decisioni non condivise con gli enti locali e i cittadini. E ovviamente, se ci saranno rallentamenti, Chisso non esiterà a scaricare le colpe su chi è contrario a questo tracciato. Insomma, il delitto perfetto&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=1685&quot;&gt;Pd Veneto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>SALVATORE SORBELLO: Porto Grande, si passa all’esame integrato. La commissione valuterà l’impatto globale. </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/09/15/salvatore-sorbello/porto-grande-si-passa-all%E2%80%99esame-integrato-la-commissione-valuter%C3%A0-l%E2%80%99impatto-globale/506267"></link>
  <updated>2010-09-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>506267</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Siracusa (SR) (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
E' stata inoltrata richiesta di acquisizione atti all'ufficio Urbanistica.

	


&lt;p&gt;

Siracusa - Il nuovo obiettivo è quello di valutare il progetto cosiddetto Spero nella sua globalità, ovvero nelle componenti a mare, di cui già si conoscono i dettagli, e a terra. La commissione urbanistica, presieduta da Salvo Sorbello, ne ha richiesto stamattina l’acquisizione dei relativi atti ai competenti uffici per analizzare la consistenza delle opere previste lungo il molo. Con l’intento di minimizzare gli impatti ambientali i componenti della commissione cercheranno di comprendere l’esistenza di eventuali lavori previsti a mare che potrebbero essere risparmiati da altre infrastrutture terrestri.

 
&lt;p&gt;

“La parte a terra, quella dell’ex stabilimento Spero - ha detto Sorbello - non è mai stata esaminata insieme a quella a mare mentre è nostra intenzione effettuare una valutazione complessiva e integrata del progetto”. Lo scopo, insomma, è quello di ridurre, ove possibile, la cementificazione del mare.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.giornaledisiracusa.it/attualita/17044-porto-grande-si-passa-allesame-integrato-la-commissione-valutera-limpatto-globale.html?tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&quot;&gt;www.giornaledisiracusa.it - S. Molino  &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto COTA: Industriali e sindacati nella squadra Piemonte</title>
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  <updated>2010-05-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>499705</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) - Pres. Giunta Regione Piemonte (Partito: Lega) - Consigliere Regione Piemonte (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Cota ha ribadito che “i prossimi cento giorni saranno fondamentali per dare un’iniezione di energia all’economia del nostro territorio colpito dalla crisi. Per fare questo, piuttosto che presentare iniziative unilaterali, preferiamo coinvolgere fin da subito tutte le categorie, ascoltando istanze e suggerimenti e sollecitandone la partecipazione attiva. Come governo regionale non vogliamo presentare a sindacati e associazioni di categoria progetti già fatti e finiti, ma vogliamo al contrario la loro collaborazione e i loro suggerimenti per costruire una politica che faccia prima di tutto gli interessi del nostro territorio. Metteremo così in campo un piano straordinario dell’occupazione targato squadra Piemonte”.

“Una delle nostre priorità - ha sottolineato Cota - sarà il lavoro. Gli assessori stanno iniziando a delineare le linee guida degli interventi per un piano straordinario per l’occupazione. Stiamo già delineando le linee guida dei primi interventi, soprattutto per quanto concerne i contratti di localizzazione delle imprese, la rivisitazione dello strumento della formazione e l’ottimizzazione dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro, anche per coloro che l’occupazione l’hanno persa in età critica. Colpendo sprechi e burocrazia, potremmo finalmente liberare nuove risorse e rilanciare la realizzazione di infrastrutture”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.regione.piemonte.it/notizie/piemonteinforma/diario/industriali-e-sindacati-nella-squadra-piemonte.html&quot;&gt;PiemonteInforma&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto COTA: Insediamento in Consiglio Regionale</title>
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  <updated>2010-05-03T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>499535</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) - Pres. Giunta Regione Piemonte (Partito: Lega) - Consigliere Regione Piemonte (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il presidente Cota ha affermato che il Consiglio regionale dovrà avere nei confronti della Giunta “un ruolo non solo di ordine legislativo, ma di continuo confronto, che ritengo importante e intendo valorizzare e garantire in ogni modo, anche attraverso la nomina di un assessore delegato ai Rapporti con l’Assemblea regionale. La Giunta e il Consiglio regionale devono dare risposte alle aspettative e ai problemi delle persone. C’è bisogno di rilanciare e di far ripartire il Piemonte attraverso un gioco di squadra che vada al di là degli steccati e delle appartenenze politiche. La stella polare del mio mandato sarà il raggiungimento del federalismo fiscale, accompagnato da una progressiva sburocratizzazione e semplificazione amministrativa, al contenimento delle spese, alla realizzazione delle infrastrutture che non possono essere rimandate, al miglioramento della situazione del trasporto pubblico locale e a un’attenzione costante ai temi della sanità e del lavoro”.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.consiglioregionale.piemonte.it/attivita/comunicati/2010/03_maggio/insediamento.htm&quot;&gt;Consiglio Regionale del Piemonte&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>UGO CAVALLERA: Post-elezioni</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/03/30/ugo-cavallera/post-elezioni/498853"></link>
  <updated>2010-03-30T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>498853</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Piemonte (Lista di elezione: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“La vittoria elettorale del centrodestra, guidata da Roberto Cota, dimostra che la gente ha saputo riconoscere e premiare il nostro impegno per il cambiamento di una regione apparsa a lungo distante e inefficiente. Sotto la guida del centrosinistra il Piemonte è infatti stato dominato da un approccio troppo astratto ai problemi”, così ha affermato Ugo Cavallera all’indomani della vittoria del centrodestra in regione.

“Con Roberto Cota, che ho già avuto modo di apprezzare in qualità di presidente del Consiglio regionale – prosegue l’esponente del Pdl -  il centrodestra dovrà definire un importante programma di rilancio del Piemonte, puntando sullo sviluppo economico e il sostegno all’occupazione in primis, facilitando il credito alle imprese, a partire da quelle che producono ricadute positive sul territorio. E’ necessario inoltre mettere allo studio strumenti di agevolazione per chi avvia nuove attività imprenditoriali e crea nuovi posti di lavoro”.

“Un contesto economico diventa favorevole se dispone anche delle infrastrutture e del supporto logistico adeguato – continua Cavallera. In questo senso sarà nostro impegno accelerare il percorso di realizzazione delle grandi opere, come il terzo valico, così come dei collegamenti minori ma comunque strategici per incentivare gli scambi e le comunicazioni che superano i confini regionali e costituiscono un prezioso tassello dei nuovi collegamenti internazionali”.   

“Fra i servizi alla persona richiederà una riflessione molto precisa la riorganizzazione del servizio sanitario e socio-assistenziale, affinché si possano abbattere gli sprechi e la burocrazia per garantire standard sempre più alti di servizio per tutta la popolazione. Lavoreremo sodo affinché curarsi ed essere ben assistiti sia un diritto per tutti e non un privilegio per pochi, partendo dalla riduzione delle liste d’attesa e dal potenziamento della collaborazione fra medici di base ed Asl.

Sul tavolo della Giunta regionale si dovranno affrontare con nuova determinazione anche i problemi dell’agricoltura e del settore viti-vinicolo in particolare, mirando ad una più equa remunerazione dei produttori di base, affinché anche questo settore dell’economia possa ritornare competitivo, mantenendo l’alta qualità che l’ha sempre contraddistinto”. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ugocavallera.it/joomla/index.php?view=article&amp;catid=34%3Aarticoli&amp;id=91%3Apost-elezioni-soddisfazione-di-ugo-cavallera-ora-il-centrodestra-lavorera-per-il-rilancio-del-piemonte&quot;&gt;ugocavallera.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>NICOLA MAFFEI: Locali del Comune di Barletta alla Provincia : “Dimostrata la nostra piena disponibilità”</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/01/03/nicola-maffei/locali-del-comune-di-barletta-alla-provincia-%E2%80%9Cdimostrata-la-nostra-piena-disponibilit%C3%A0%E2%80%9D/549410"></link>
  <updated>2010-01-03T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>549410</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Barletta (BT) (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Ancora una volta – ha dichiarato il Sindaco Maffei - abbiamo dimostrato la nostra piena disponibilità quando si presenta l’occasione di venire incontro alle esigenze dell’Ente provinciale, soprattutto quando ciò favorisce la possibilità di offrire alla nostra comunità la fruizione di uffici decentrati, vicini alle esigenze dell’utenza. E su questa linea continueremo ad operare ed impegnarci”. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.barlettalive.it/news/Cronaca/4580/focus.aspx#main=articolo&quot;&gt;www.barlettalive.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Vittorio Pirotta: Interrogazione sul tetto dell'edificio in area diga. </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/12/18/vittorio-pirotta/interrogazione-sul-tetto-delledificio-in-area-diga/474915"></link>
  <updated>2009-12-18T00:00:00Z</updated>
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  <id>474915</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Vaprio d'Adda (MI) (Gruppo: Altro) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Vaprio - Il Comune interverrà  sul tetto dell'edificio nell'area diga. Lo ha confermato il sindaco Roberto Orlandi rispondendo ad un interrogazione sull'argomento presentata da Vittorio Pirotta del gruppo di minoranza di «Progetto Vaprio», nel corso dell'ultima seduta del Consiglio comunale del 2009. Con il suo documento, Pirotta aveva chiesto di sapere cosa impedisse al Comune di risolvere il problema di infiltrazioni che in più di un'occasione si era presentato nell'edificio e quali risorse avesse destinato il Comune per la correzione dei difetti della struttura, affidata con una convenzione all'associazione culturale «Il Guado». Rispondendo all'esponente di una delle due anime di «Progetto Vaprio» presenti in Consiglio, il sindaco ha fatto un breve excursus di quanto accaduto all'edificio dell'area diga, sottolineando come le infiltrazioni d'acqua sia da imputarsi allo scivolamento dei coppi, dovuto alle nevicate degli anni scorsi. Orlandi ha precisato anche come l'ufficio tecnico abbia già  fatto un sopralluogo alla struttura e identificato gli interventi da approntare, come ad esempio il posizionamento di ganci antiscivolamento. «Le scelte fatte a suo tempo per questo edificio - ha concluso il primo cittadino - non dipendono da noi. &lt;br /&gt;
Quella struttura l'abbiamo già  trovata così». &lt;br /&gt;

  &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://martesana-adda.netweek.it/leggi.php?artID=1320184&quot;&gt;gazzetta della martesana - adda&lt;/a&gt;</summary>
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