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  <title>Openpolis - Argomento: corte costituzionale</title>
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  <updated>2012-04-21T00:00:00Z</updated>
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  <title>Stefano Boeri: IDEONA: IL PAREGGIO DI BILANCIO!</title>
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  <updated>2012-04-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626854</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Milano (MI) (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Parafrasando il Ministro Passera, crediamo possano venire maggiori benefici dall’attuazione di ideuzze concrete su come tagliare la spesa che dall’ideona del pareggio di bilancio in Costituzione.
&lt;p&gt;Il Senato ha approvato in seconda lettura e con la maggioranza dei due terzi dei parlamentari (dunque senza richiedere un referendum confermativo) la legge che introduce nella nostra Costituzione l'obbligo del bilancio in pareggio. A distanza di meno di 24 ore il governo ha varato il Documento di Economia e Finanza (Def) che sancisce che l'obiettivo del pareggio di bilancio non verrà raggiunto nel 2013, come il nostro Paese si era impegnato a livello europeo, ma, nella migliore delle ipotesi nel 2015. Secondo il Fondo Monetario dovremo attendere addirittura fino al 2017 per centrare questo obiettivo. Abbiamo perciò introdotto nella nostra Costituzione un principio per violarlo fin dall'inizio? Non si rischia in questo modo di ulteriormente indebolire la Costituzione che dovrebbe invece racchiudere norme non facilmente derogabili e modificabili dal Parlamento? In realtà, la tabella sugli obiettivi di finanza pubblica contiene una nota che sostiene che non solo &quot;l'obiettivo sarà raggiunto, ma anche ampiamente superato in termini strutturali (corsivo nostro)&quot;. In altre parole, ci sarà un deficit ma solo perché il livello del Pil sarà molto basso a causa del ciclo economico sfavorevole. Il bilancio aggiustato per il ciclo sarà in attivo già nel 2013.
&lt;p&gt;

Tutto bene, dunque? Il problema è che, come scriveva Martin Wolf sul Financial Times, nessuno sa cosa precisamente sia il bilancio aggiustato per il ciclo o il disavanzo strutturale. Ad esempio, nel 2007 il Fondo Monetario Internazionale accreditava la Spagna di un surplus strutturale consistente e l'Irlanda di un bilancio strutturalmente in pareggio. A quattro anni di distanza, il Fondo aveva rivisto le stime del bilancio strutturale per questi stessi paesi concludendo che entrambi i paesi nel 2007 erano in deficit di bilancio e l'Irlanda addirittura di più dell'8 per cento. Come è possibile dare forza di legge a stime che sono, per la loro stessa natura, fortemente aleatorie? E chi farà tali stime? Sarà il governo stesso a stabilire l'entità dello scostamento ciclico? O dovremo chiedere alla Corte Costituzionale di imparare l'econometria? A inizio agosto 2011, nel commentare l'intenzione del Governo Berlusconi di introdurre il bilancio in pareggio in Costituzione, citavamo un proverbio turco &quot;Se stai annegando ti aggrappi anche a un serpente&quot;. Per fortuna, grazie al Governo Monti, ci siamo un po' allontanati dal rischio di annegamento. Proprio per questo pensiamo sarebbe meglio trovare modi più convincenti nel rendere credibile il nostro impegno di rientro del debito. Invece di imitare il Ministro Tremonti il quale, per stimolare la crescita, voleva cambiare l'articolo 41 della Costituzione, sarebbe meglio iniziare facendo sul serio la spending review, a partire dai capitoli di spesa che sono oggi sotto gli occhi di tutti gli italiani perché contornati di episodi di corruzione: la spesa sanitaria e i costi della politica, in primis rivedendo le norme sul finanziamento pubblico ai partiti. Parafrasando il Ministro Passera, crediamo possano venire maggiori benefici dall'attuazione di ideuzze concrete su come tagliare la spesa che dall'ideona del pareggio di bilancio in Costituzione.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lavoce.info/articoli/-conti_pubblici/pagina1003023.html&quot;&gt;lavoce.info&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>SALVATORE MANGIAFICO: Il bluff elettorale.</title>
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  <updated>2011-11-20T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>622222</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Siracusa (SR) (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;

In questi giorni di nascita del governo Monti si è discusso sulla possibilità che del programma possa far parte anche la modifica dell'attuale legge elettorale.
L'on. Di Pietro ha affermato di aver chiesto al Presidente Monti di dimettersi dopo che i cittadini &quot;con il loro voto avranno spazzato l'attuale legge elettorale&quot;. Altri partiti, come il Pdl e il Pd, ritengono invece che della legge elettorale debba occuparsi il Parlamento. 
&lt;p&gt;
Premetto di non condividere l’attuale legge elettorale, detta comunemente “porcellum”, perché ritengo abbia ancora di più allontanato i cittadini dai loro rappresentanti parlamentari. Nonostante sia contrario all'attuale sistema di &quot;nomine dall'alto&quot;, considero cosa molto probabile che quando si andrà a votare per rinnovare il nostro Parlamento lo si farà con l'attuale legge elettorale. Questo perchè non credo la Consulta possa dichiarare i quesiti ammissibili e, immediatamente dopo tale pronuncia di senso negativo, i nostri rappresentanti al Parlamento eviteranno di parlare di legge elettorale o se lo faranno sarà solo per litigare, per non cambiare la legge.
Questa legge infatti conviene a tutti i nominati, e soprattutto a chi all’interno dei partiti ha il potere di nomina.
&lt;p&gt;
Tornando ai quesiti referendari, faccio presente che quale sia l’orientamento della Consulta lo si evidenzia dalla sentenza 29/1987, con la quale la Corte Costituzionale affermò che &quot;l'organo, a composizione elettiva formalmente richiesta dalla Costituzione, non può essere privato, neppure temporaneamente, del complesso delle norme elettorali contenute nella propria legge di attuazione.
Tali norme elettorali potranno essere abrogate nel loro insieme esclusivamente per sostituzione con una nuova disciplina, compito che solo il legislatore rappresentativo è in grado di svolgere&quot;.
&lt;p&gt;
Il primo dei due quesiti referendari, che prevede l'abrogazione in toto della legge Calderoli, è dunque palesemente inammissibile. Né si può sostenere che l'abrogazione dell'attuale legge fa rivivere quella precedente.
&lt;p&gt;
Il secondo quesito prevede l'abrogazione della legge vigente che a sua volta aveva abrogato i decreti legislativi sulla determinazione dei colleggi uninominali della Camera e del Senato. 
&lt;p&gt;
Come già ho spiegato, l'abrogazione non può far rivivere norme abrogate, quindi l'eventuale approvazione di questo quesito produrrebbe una legge priva della normativa che riguarda l'adozione dei colleggi uninominali. Il risultato sarebbe una legge non immediatamente operativa, in contrasto con quanto richiesto dalla Corte Costituzionale.
&lt;p&gt;
Per tali motivi, chi afferma che con i referendum si tornerà alla precedente legge elettorale (la legge Mattarella) dice il falso: purtroppo, la Consulta dichiarerà questi due quesiti sicuramente inammissibili. 
&lt;p&gt;  
Toccherà dopo al Governo Monti cercare di cambiare la legge elettorale, ma gli attuali parlamentari saranno i primi a difendere il “porcellum” affinché non siano i cittadini a decidere chi governa il Paese.  &lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lasicilia.it&quot;&gt;La Sicilia&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: &quot;Fronda anti-Mattarella, nel PD è una schiocchezza&quot;</title>
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  <updated>2011-10-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609741</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; &quot;Un'assoluta sciocchezza&quot;. Il capogruppo del Pd, &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, risponde cosi' ai cronisti alla Camera sulle indiscrezioni a proposito di una fronda anti-Mattarella tra i Democratici. Secondo i boatos del Transatlantico vi sarebbe un gruppo di parlamentari del Pd che vorrebbe Luciano Violante alla Consulta al posto di Sergio Mattarella. Voce tra l'altro rilanciata su twitter dal direttore di 'Europa', Stefano Menichini: 'Violante non sta giocando pulito contro Mattarella'. &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt;, interpellato, smentisce: &quot;Una sciocchezza assoluta&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.areadem.info/adon.pl?act=doc&amp;doc=10861&quot;&gt;AreaDem&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Cesare SALVI: L’inammissibilità dei referendum elettorali</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/09/cesare-salvi/l%E2%80%99inammissibilit%C3%A0-dei-referendum-elettorali/609271"></link>
  <updated>2011-09-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609271</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
La serietà nell’iniziativa politica, in un momento nel quale purtroppo cresce la sfiducia dei cittadini nei confronti dei partiti, è più che mai necessaria. Vorrei quindi sottoporre ai sostenitori del referendum, che dicono di voler abrogare l’attuale legge elettorale per sostituirla con la precedente legge Mattarella, se hanno riflettuto sulle conseguenze che si determineranno tra i cittadini, chiamati in questi giorni a firmare, quando la Corte Costituzionale dichiarerà inammissibili i quesiti.
&lt;br /&gt;

Allo stato attuale della giurisprudenza della Consulta, questo esito negativo sarà infatti inevitabile.
&lt;p&gt;
Fin dalla sua prima sentenza (29/1987), che riguardava la legge elettorale del Consiglio Superiore della Magistratura, la Corte Costituzionale affermò che “l’organo, a composizione elettiva formalmente richiesta dalla Costituzione, non può essere privato, neppure temporaneamente, del complesso delle norme elettorali contenute nella propria legge di attuazione.&lt;br /&gt;

Tali norme elettorali potranno essere abrogate nel loro insieme esclusivamente per sostituzione con una nuova disciplina, compito che solo il legislatore rappresentativo è in grado di svolgere”. Questo principio è ribadito da tutta la giurisprudenza successiva.

&lt;p&gt;
Il primo dei due quesiti sottoposto in questi giorni alle firme dei cittadini, che prevede l’abrogazione in toto della legge Calderoli, è dunque palesemente inammissibile. Né si può sostenere, come pure ho avuto purtroppo occasione di leggere, che l’abrogazione dell’attuale legge fa rivivere quella precedente. Come dovrebbe essere noto, “la natura del referendum abrogativo nel nostro sistema costituzionale è quello di atto-fonte dell’ordinamento dello stesso rango della legge ordinaria”. E, come si insegna al primo anno di giurisprudenza, “l’abrogazione di una norma, che a sua volta aveva abrogato una norma precedente, non fa rivivere quest’ultima” (cito dal noto manuale che adotto per i miei studenti, il Torrente-Schlesinger).&lt;br /&gt;


Naturalmente, se uno studente rispondesse all’esame sostenendo il contrario, sarebbe subito bocciato.
&lt;p&gt;
Probabilmente non ignari di ciò, i promotori hanno proposto anche un secondo quesito, che abroga solo parzialmente la legge Calderoli. La Corte costituzionale ha affermato, infatti, che il referendum in materia elettorale è ammissibile se dal “ritaglio” della legge vigente emerge una normativa immediatamente applicabile: se cioè si può andare a votare senza bisogno di ulteriori interventi legislativi. In passato, proprio perché questo esito non era garantito dal quesito, la Corte costituzionale (sent. 47/1991) dichiarò inammissibile il referendum sulla legge elettorale del Senato; mentre, avendo i promotori riformulato il quesito, la Corte lo ritenne questa volta ammissibile (sent. 32/1993) appunto perché la normativa di risulta avrebbe consentito l’operatività del sistema elettorale, senza alcun ulteriore intervento del legislatore.
&lt;p&gt;

Per cercare di infilarsi in questo spiraglio, i promotori hanno provato a ritagliare la legge Calderoli, per far emergere una normativa direttamente applicabile. Ma non ci sono riusciti. Diversi punti del quesito numero 2, infatti, contengono abrogazioni di legge abrogate (mi si scusi il bisticcio). Il quesito prevede in particolare l’abrogazione delle norme della legge vigente, che a loro volta avevano abrogato i decreti legislativi sulla determinazione dei collegi uninominali della Camera e del Senato. Ma, come si ricordava, l’abrogazione non può far rivivere norme abrogate, e quindi l’eventuale approvazione del quesito produrrebbe una legge priva della normativa che riguarda il suo punto centrale, cioè l’adozione dei collegi uninominali. Ne risulterebbe una legge non immediatamente operativa, in contrasto con quanto richiesto dalla Corte costituzionale.

&lt;p&gt;
Chiedo scusa per i tecnicismi. Sono anch’io contrario al “porcellum” (non nascondo di essere favorevole a un sistema elettorale di tipo tedesco), e comprendo le ragioni di un’iniziativa referendaria. Per esempio, quella promossa da Passigli (il quesito sull’abolizione del premio di maggioranza è sicuramente ammissibile). Ma, come dicevo all’inizio, il problema è un altro: quando nei talk show televisivi sento promettere che con i referendum si tornerà alla legge elettorale Mattarella, mi indigno, come si dice adesso. Da giurista e da politico di altri tempi.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=142A11&quot;&gt;Il Riformista&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto MARONI: &quot;Ridarò poteri ai sindaci sulla sicurezza&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/08/roberto-maroni/ridar%C3%B2-poteri-ai-sindaci-sulla-sicurezza/589950"></link>
  <updated>2011-07-08T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>589950</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) -  Ministro  Interni (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Maroni: &lt;b&gt;&quot;Ridarò poteri ai sindaci sulla sicurezza&quot;&lt;/b&gt; 
Il ministro dell'Interno riproporrà entro luglio la norma cassata dalla Consulta: &lt;b&gt;&quot;Rispetteremo i limiti e le cornici poste dalla Corte Costituzionale&quot;&lt;/b&gt;
Gardone Riviera (Brescia), 8 luglio 2011 - Entro fine luglio arrivera’ in Cdm un’iniziativa legislativa per reintrodurre il potere dei sindaci di emettere ordinanze in tema di sicurezza, promette Roberto Maroni, ministro dell’Interno, a Gardone Riviera.
 La proposta di reintrodurre il potere di emettere ordinanze da parte di sindaci ed Enti locali, &lt;i&gt;ha&lt;/i&gt;&lt;i&gt; spiegato Maroni,&lt;/i&gt; rispettera’ &lt;b&gt;“i limiti e le cornici poste dalla Corte Costituzionale.  Il principio che i sindaci e gli enti locali partecipino all’organizzazione e alla gestione della sicurezza e’ un principio che funziona”.&lt;/b&gt;
La norma che prevedeva la possibilita’ di fare ordinanze per i sindaci, ha aggiunto Maroni, &lt;b&gt;“purtroppo e’ stata cassata dalla Corte Costituzionale, ma l’esperienza e’ stata assolutamente positiva. 
Continuiamo a credere che sia uno strumento utile per la sicurezza nei comuni e nelle citta’”.&lt;/b&gt;


http://qn.quotidiano.net/politica/2011/07/08/540410-maroni_ridaro_poteri_sindaci_sulla_sicurezza.shtml
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://qn.quotidiano.net/politica/2011/07/08/540410-maroni_ridaro_poteri_sindaci_sulla_sicurezza.shtml&quot;&gt;qn.quotidiano.net&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio DI PIETRO: «Meglio sapere prima se chi ci governa è mascalzone, non poi»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/09/antonio-di-pietro/%C2%ABmeglio-sapere-prima-se-chi-ci-governa-%C3%A8-mascalzone-non-poi%C2%BB-intervista/583685"></link>
  <updated>2011-06-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>583685</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Antonio Di Pietro, presidente di Idv, perché votare Si al referendum sul Legittimo impedimento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Perché in un Paese normale è meglio sapere prima si è governati da un mascalzone, non dopo che ha terminato il suo incarico e si è fatto gli affari suoi. Questo presidente del Consiglio, invece, fa di tutto per non rispondere ai giudici. E invece, come ci ricorda l'articolo 3 della Costituzione, la legge è uguale per tutti.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Intende dire che i politici non hanno più diritti degli altri cittadini?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Semmai hanno più doveri. E innanzitutto avrebbero il dovere etico di infondere fiducia nelle istituzioni che ricoprono pro-tempore. In Italia, invece, siamo nella situazione in cui il diretto interessato decide lui se e quando presentarsi davanti a un giudice. E' una soluzione priva di ogni logica. Come affidare un Pronto soccorso a un vampiro. A Berlusconi interessa non farsi processare. Ma io non voglio parlare solo di Berlusconi. La legge va abrogata perché bisogna guardare al futuro.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E dunque?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Dunque questa legge va cancellata perché è criminogena. Invoglia il delinquente, che oggi non è più quello con coppola e lupara, ma in giacca e cravatta, e prospera nel mondo degli affari, meglio se all'ombra degli appalti pubblici come ci dimostrano le inchieste sulla Cricca, a buttarsi in politica. E' evidente che più si danno forme di tutela ai politici, più i delinquenti saranno tentati di farsi eleggere. E alla fine avremo la delinquenza che si fa Stato.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Senta, Di Pietro, ma come mai in questa tornata referendaria si parla così tanto di nucleare e di acqua e così poco di Legittimo impedimento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
L'Idv non ha mai abbassato la voce su questo tema. Abbiamo proposto noi stessi i quesiti sul nucleare e sull'acqua, ma riteniamo gravissimo che ci sia uno Stato di diritto che viaggia a due velocità. Una per i cittadini qualsiasi, l'altra per i signori del governo.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Lei saprà che chi rema contro sostiene che trattasi di un referendum inutile.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Lo so, lo so... Sono pseudogiustificazioni. Certo, la Corte costituzionale è già parzialmente intervenuta, ma resta in vita una parte della legge su cui la Consulta non poteva intervenire e che solo il corpo elettorale può cassare. Non so se avete presente il motto del marchese del Grillo: &quot;Io so' io e voi non siete niente&quot;. Ecco, questo principio a Berlusconi i giudici costituzionali gliel'hanno cancellato. Resta però il punto che gli è rimasta in mano l'agenda politica. E lui se la fa come gli conviene. In sostanza decide lui se e quando andare davanti al giudice.
&lt;p&gt;


&lt;b&gt;Seconda obiezione: è una legge che sta già per morire di morte naturale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
L'avevano congegnata così perché doveva essere un ponte verso una impunità più complessiva. E' scritto che dura fino ad ottobre perché in attesa di un Lodo inserito nella Costituzione. Poi le cose gli sono andate diversamente, ma state sicuri che se il referendum non passa, a ottobre ci presenteranno una leggina di proroga. Perché questo è ciò che reclama il presidente del Consiglio.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=110W47&quot;&gt;La Stampa - Antonio Grignetti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Anna FINOCCHIARO: «Ottimisti sul quorum. E questa volta il governo dovrà dimettersi»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-06-06T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>582732</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Si vota su temi vicini alla vita delle persone e che allo stesso tempo definiscono pienamente il profilo politico dell'esecutivo. Ma il referendum resti fuori dalla contesa politica, giusto evitare simboli di partito&quot;.
&lt;p&gt;Né simboli di partito né leader politici sul palco della manifestazione che venerdì a Roma chiude la campagna contro nucleare, privatizzazione dell`acqua e legittimo impedimento? &quot;Va benissimo&quot;, dice Anna Finocchiaro. «È giusto che il referendum sia lasciato fuori dalla contesa partitica». Però, dice anche la capogruppo del Pd al Senato ridendosela di chi (leggi Berlusconi) sostiene che il voto amministrativo non ha valore politico, che la consultazione di domenica e lunedì è inutile e che comunque per il governo nulla cambia, &quot;se al referendum gli elettori si esprimeranno in maniera netta contro tre capisaldi dell`azione del governo Berlusconi, ci saranno inevitabilmente delle conseguenze politiche&quot;. 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cioè, il governo si dovrà dimettere?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Per noi si sarebbe già dovuto presentare dimissionario. È chiaro che se dopo le amministrative arriverà dagli elettori un altro segnale di richiesta di cambiamento, non potranno continuare a fare finta di niente». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Però il rischio di non raggiungere il quorum è molto alto, non crede?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«È vero che non viene raggiunto da 16 anni, ma stavolta sono ottimista».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Per quale motivo?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Intanto, perché si vota su argomenti molto vicini alla vita quotidiana delle persone. E poi perché nucleare, acqua pubblica e legittimo impedimento rappresentano tre caratteristiche che definiscono pienamente il profilo politico del governo Berlusconi. E se tanto mi dà tanto, l`impegno dimostrato alle elezioni amministrative e l`orientamento di voto che ne è emerso dovrebbero confermarsi».
&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;Questo per la vittoria dei Sì, ma che c`entra con la questione se andranno o meno a votare il 50% più uno degli elettori?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Nel voto amministrativo gli italiani hanno riscoperto la vocazione autentica legata all`elezione diretta di sindaci e presidenti di Provincia. L`ho visto anche facendo campagna elettorale, è come se gli elettori, che hanno subito una legge per le politiche che ha tolto loro la possibilità di chiedere conto degli eletti, ora abbiano più voglia di partecipare attivamente alle scelte che li riguardano. E questo si è visto in modo ancora più accentuato ai ballottaggi. Quando Bersani dice che il rimescolamento tra l`elettorato del centrosinistra e quello delle forze moderate c`è già stato allude anche a questo. Gli elettori hanno dimostrato di essere spesso più avanti dei partiti, meno politicisti e più politici. E questo insieme di fattori potrebbe essere determinante per far raggiungere il quorum».
&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;Potrebbe essere determinante anche la presenza o meno dei quesito sul nucleare, visto che il governo ha presentato un nuovo ricorso alla Corte costituzionale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La Consulta deciderà in totale autonomia e l`accanimento del governo nel tentare di evitare il giudizio popolare sul nucleare la dice lunga sul timore che hanno delle urne. Le furbate comunque non saranno sufficienti a salvare una maggioranza che non c`è più». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;I comitati referendari chiedono di non politicizzare questa battaglia e anche di evitare simboli e leader di partito sul palco della manifestazione che venerdì chiude la campagna.&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«È giusto che il referendum sia lasciato fuori dalla contesa partitica e va benissimo se alla manifestazione si va senza simboli di partito. Dopodiché, se un partito vuole mobilitare i suoi dirigenti, i suoi militanti, i suoi simpatizzanti, direi che non solo è normale ma è un bene per tutti. Soprattutto di fronte a un`informazione che spesso è carente, se non mistificante». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Giusto non politicizzare, dice, però ha detto anche che se il referendum passa ci saranno conseguenze politiche.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non si tratta di una contraddizione. Se viene bocciata la politica energetica del governo, se viene respinta l`idea che si possano approvare leggi che vanno contro il principio costituzionale che la legge è uguale per tutti, che è il cuore del berlusconismo, non possono non esserci conseguenze politiche».
&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;Dovesse dimettersi questo governo, quale scenario definisce auspicabile?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Se si verificheranno le condizioni per un nuovo governo che cambi la legge elettorale bene, anche se non credo che il Pdl sia nelle condizioni di volerlo e poterlo fare, altrimenti si vada subito al voto. Aggiungo, pensando alla percentuale di parlamentari elette, che noi non dovremmo neanche prendere in considerazione un disegno di riforma elettorale che non abbia al proprio interno un meccanismo chiaro ed efficace di ríequilibrio della rappresentanza». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Tra le ipotesi post-dimissioni non mette un diverso governo di centrodestra che faccia anche &quot;una manovra economica equa&quot;, col Pd che si prenda anche &quot;una quota di responsabilità&quot;, per dirla con D`Alema?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
«Prima Berlusconi si dovrebbe togliere di mezzo, è impossibile per il Pdl. Non è nella loro natura farlo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Neanche con Alfano segretario?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Ma di cosa stiamo parlando? Quello è solo un balletto. Io ancora non ho capito se è già stato nominato, se l`incarico gli verrà ratificato da un organismo democratico, se Berlusconi lo investirà poggiandogli lo spadone sulla spalla. Così come mi fanno ridere ora che parlano di primarie». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E voi? Dice che siete più credibili ora come alternativa di governo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
«Non lo dico io, lo dicono i voti e i sondaggi. Il Pd è il più grande partito di opposizione, senza di noi non si va da nessuna parte. Presenteremo un programma di governo e ragioneremo con chi ci sta, cercando con le altre forze consonanze che non lascino angoli bui. Dobbiamo assolutamente evitare di rifare l`Unione. Dobbiamo definire 10 punti programmatici e assumere un impegno di responsabilità».
&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;E le primarie per scegliere la leadership? Secondo Vendola vanno fatte subito.&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Le primarie le abbiamo inventate noi, non siamo mai stati contrari, e il nostro candidato ce l`abbiamo. Ma prima dobbiamo lavorare al programma. Nella nostra Repubblica il candidato premier rappresenta un programma, non è il programma che rappresenta il candidato premier».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=10X6DC&quot;&gt;l'Unità - Simone Collini&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto MARONI: Pacchetto sicurezza, nuova bocciatura.  «Sono allibito dalla sentenza»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/12/roberto-maroni/pacchetto-sicurezza-nuova-bocciatura-%C2%ABsono-allibito-dalla-sentenza%C2%BB/560828"></link>
  <updated>2011-05-12T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>560828</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) -  Ministro  Interni (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;


Corte Costituzionale, no a un'altra norma dopo quella dei superpoteri ai sindaci. 
Pacchetto sicurezza, nuova bocciatura.
&lt;p&gt; 

Illegittimo l'obbligo di disporre il carcere obbligatorio per gli accusati di omicidio. Il ministro: «Grave errore»
&lt;p&gt; 
 IL VIMINALE - «La norma prevedeva che chi commette un omicidio deve rimanere in carcere e non possono essere concessi carceri domiciliari o misure alternative» osserva in una nota il ministro dell'Interno, Maroni. «Mi sembrava e mi sembra una misura efficace, perché chi commette un delitto così grave non merita i benefici. La Corte ha dichiarato che anche chi commette un omicidio volontario può invece tornare libero a casa, e magari commettere un altro omicidio. Sono allibito da questa decisione che non condivido. È un grandissimo errore, che mina le misure che abbiamo perso a tutela della sicurezza dei cittadini».&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/11_maggio_12/consulta-pacchetto-sicurezza-carcere-delitto_4c82b418-7c9c-11e0-85d3-733f3ac8a121_print.html&quot;&gt;www.corriere.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: «Più poteri a me e meno al Colle»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/10/silvio-berlusconi/%C2%ABpi%C3%B9-poteri-a-me-e-meno-al-colle%C2%BB/560413"></link>
  <updated>2011-05-10T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>560413</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;L'Agcom: premier troppo in tv, multa di 100 mila euro al Tg1.
Sfida al Quirinale.
&lt;p&gt;&quot;Dobbiamo cambiare la composizione della Corte Costituzionale, dobbiamo cambiare i poteri del Presidente della Repubblica e, come avviene in tutti i governi occidentali, attribuire piu' poteri al governo del presidente del Consiglio&quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/berlusconi-piu-poteri-al-premier-meno-al-quirinale&quot;&gt;Il Messaggero.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Sandro BONDI: Su leggittimo impedimento: &quot;Oggi la Consulta ha stabilito la superiorità dell'ordine giudiziario rispetto a quello democratico&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/01/13/sandro-bondi/su-leggittimo-impedimento-oggi-la-consulta-ha-stabilito-la-superiorit%C3%A0-dellordine-giudiziario-rispetto-a-quello-democratico/556975"></link>
  <updated>2011-01-13T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>556975</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) -  Ministro  Beni e Attività Culturali (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; &lt;br /&gt;
&quot;Siamo di fronte al rovesciamento dei cardini della nostra Costituzione e dei principi fondamentali di ogni ordine democratico&quot;, dice il ministro e coordinatore del PdL. &quot;Oggi la Consulta ha stabilito la superiorità dell'ordine giudiziario rispetto a quello democratico, rimettendo nelle mani di un magistrato la decisione ultima in merito all'esercizio della responsabilità politica e istituzionale&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/politica/2011/01/13/news/legittimo_impedimento_le_reazioni-11187816/?ref=HREA-1&quot;&gt;www.repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: Il Caimano all'assalto della Consulta</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/12/23/giuseppe-giulietti/il-caimano-allassalto-della-consulta/548973"></link>
  <updated>2010-12-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548973</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Se la Corte costituzionale non mi darà ragione, mi scatenerò contro di loro, in tv e sulle piazze.&quot; &lt;br /&gt;
Questa l’ultima molotov lanciata da Berlusconi contro la Costituzione e i giudici.
&lt;p&gt;

In questi giorni Maroni e Gasparri hanno minacciato di usare il daspo contro gli studenti, anzi Gasparri avrebbe voluto fermare preventivamente i potenziali molestatori delle piazze. Ebbene quale provvedimento dovrebbe essere applicato ad un presidente del Consiglio che usa queste parole, che minaccia la suprema corte, che oltraggia la carta fondamentale?
&lt;p&gt;

Se c’è qualcuno da fermare è proprio il piccolo Cesare, a lui andrebbe impedito l’accesso alle tv e alle piazze, la zona rossa andrebbe realizzata attorno a palazzo Grazioli, per impedire al molestatore di disturbare i cittadini e la carta costituzionale.
&lt;p&gt;

Parole simili hanno lo sgradevole sapore del ricatto, della pressione preventiva per indurre i giudici a non procedere &quot;secondo scienza e coscienza&quot;, ma a decidere secondo convenienza, facendo prevalere l’interesse particolare sull’interesse generale.
&lt;p&gt;

Chiunque abbia a cuore lo stato di diritto, ha il dovere di costruire un cordone sanitario attorno ai giudici della Consulta, per consentire loro di lavorare e di decidere in pace, senza essere condizionati dall’acre odore delle molotov verbali e dagli annunciati cortei, secondo il copione profeticamente anticipato da Nanni Moretti nel film &quot;Il Caimano&quot;.
&lt;p&gt;

In ogni caso se e quando Berlusconi dovesse mai decidere di promuovere una marcia dal chiaro sapore golpista, altra parola non troviamo, sarà il caso di farsi trovare pronti e di schierarsi a presidio dell’ordinamento democratico e costituzionale.
&lt;p&gt;

Marco Travaglio ha già proposto di indire una grande giornata per la legalità repubblicana, una iniziativa segnata dalla lettura degli articoli della Costituzione e dalla esposizione del tricolore, che dovrà essere, aggiungiamo noi, il colore unificante della giornata. Per una volta dovremo esserci tutti, abbandonando vecchi schemi, spirito di fazione e di frazione inconcludenti discussioni sulle alleanze e sulle tattiche.
&lt;p&gt;

Se il Caimano dovesse tentare l’assalto finale spetterà a ciascuno di noi reagire con la dovuta intransigenza democratica, questa volta davvero senza se e senza ma.&lt;br /&gt;




&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://temi.repubblica.it/micromega-online/il-caimano-allassalto-della-consulta/?printpage=undefined&quot;&gt;micromega-online&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>RICCARDO NENCINI: Soddisfazione per l'elezione a presidente della Corte Costituzionale di Ugo De Siervo</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/12/10/riccardo-nencini/soddisfazione-per-lelezione-a-presidente-della-corte-costituzionale-di-ugo-de-siervo/548763"></link>
  <updated>2010-12-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>548763</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Regione Toscana&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Accolgo con soddisfazione l'elezione a presidente della Corte Costituzionale di Ugo De Siervo, a cui mi lega una profonda stima personale e che ritengo una personalità di alto profilo professionale ed intellettuale.
&lt;p&gt;
Sarà chiamato fin dai prossimi giorni ad assumere decisioni importanti e sono certo che lo farà nella massima autonomia e servendosi dell'unica bussola che lo ha sempre guidato in questi anni, come studioso e come servitore delle istituzioni: la Costituzione”.
&lt;p&gt;
Così Riccardo Nencini, segretario nazionale del PSI, commenta l'elezione del professor De Siervo a presidente della Consulta.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitosocialista.it/site/artId__3174/306/758-CONSULTA__NENCINI-_SODDISFAZIONE_PER_L__ELEZIONE_DI_DE_SIERVO.aspx&quot;&gt;www.partitosocialista.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonino RUSSO: «Presentato ricorso in tribunale per il doppio incarico di Stancanelli»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/28/antonino-russo/%C2%ABpresentato-ricorso-in-tribunale-per-il-doppio-incarico-di-stancanelli%C2%BB/547612"></link>
  <updated>2010-10-28T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>547612</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«L'iniziativa mira a ottenere un nuovo pronunciamento della Consulta per ripristinare l'incompatibilità che fino al 2002 valeva per deputati e senatori»
&lt;p&gt;In più occasioni è stata segnalata l'anomalia Catanese di un sindaco di una grande città che al contempo svolge il delicato ruolo di Senatore della Repubblica. E' stata segnalata, oltre alla curiosa questione giuridica, la poca opportunità sul piano politico e in rapporto alle necessità di una Catania in Emergenza.
&lt;p&gt;Ora il ricorso. Un ricorso contro il doppio incarico di Raffaele Stancanelli, che è senatore del Pdl e sindaco di Catania, Comune con oltre 20 mila abitanti, presentato sabato scorso al Tribunale del capoluogo etneo da un elettore, Salvo Battaglia. &lt;br /&gt;
Lo rende noto il parlamentare nazionale del Pd Tonino Russo, componente della VII commissione Cultura della Camera dei deputati.
&lt;p&gt;L'atto è stato depositato dagli avvocati Antonino Catalioto, Walter Miceli e Fabio Gangi. Il primo ha già ottenuto, qualche mese fa, il pronunciamento della Corte Costituzionale sull'incompatibilità dei deputati regionali siciliani che svolgono contemporaneamente il ruolo di amministratori. &quot;L'iniziativa - spiega Tonino Russo - mira a ottenere un nuovo pronunciamento della Consulta per ripristinare l'incompatibilità che fino al 2002 valeva per deputati e senatori. Da allora, con il 'caso Cammarata' (il sindaco di Palermo, ndr), dopo cinquanta anni di orientamento conforme alla legge, la giunta per l'elezione della Camera adottò una nuova interpretazione&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Con il ricorso - aggiunge l'esponente del Pd - visto che la Corte Costituzionale difficilmente contraddice se stessa, dovrebbe essere ristabilito il principio secondo il quale non è consentito il cumulo delle due cariche. I parlamentari nazionali che si trovano nella condizione di incompatibilità sono oltre 50. Per questo ho sottoscritto il disegno di legge Lenzi che fissa la soglia di incompatibilità a 10.000 abitanti&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ildito.it/a_3476&quot;&gt;www.ildito.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Emma BONINO: La legge Tarzia banco di prova per la controriforma nazionale</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/15/emma-bonino/la-legge-tarzia-banco-di-prova-per-la-controriforma-nazionale/547020"></link>
  <updated>2010-10-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>547020</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La proposta di legge Tarzia è stata assunta come testo base per la riforma dei consultori dalla Commissione lavoro e politiche sociali della Regione Lazio. &lt;br /&gt;
La mossa è in contrasto con l'articolo 61 del regolamento del Consiglio regionale, secondo il quale il testo avrebbe dovuto essere preso in esame insieme a quello presentato da Giulia Rodano.&lt;br /&gt;

In sostanza: c'est la guerre! E dal fronte dell'opposizione Emma Bonino avverte dei rischi che la proposta del centrodestra rappresenta per le donne e gli uomini di tutto il paese.
&lt;p&gt; «Alla luce del convegno di luglio organizzato da Polverini, Formigoni e Gota, è chiaro che se passerà la proposta di legge Tarzia, la regione Lazio sarà il terreno di prova di ciò che avverrà a livello nazionale. La proposta ha infatti già un precedente nel progetto Nasko, che prevede per le donne residenti in Lombardia un compenso economico in cambio della rinuncia ad abortire».
&lt;p&gt;
Nel dettaglio il progetto Nasko, approvato dalla giunta regionale presieduta da Formigoni il 31 maggio scorso, parte dal presupposto che la crisi economica pesi su: &lt;br /&gt;
«Le donne e le famiglie che, in condizioni di incertezza e precarietà lavorativa ed economica, scelgono di procrastinare la maternità anche attraverso il ricorso all'interruzione di gravidanza, come risulta dai dati in possesso dell'Osservatorio regionale sull'esclusione sociale». 
&lt;p&gt;Anche per Formigoni, come per Olimpia Tarzia, non esistono donne che scelgono di non essere madri. &lt;br /&gt;
Il più che ci viene concesso è &quot;procrastinare&quot; la maternità. Il citato Osservatorio, istituito anche questo per delibera regionale, sembrerebbe schierato dalla parte della chiesa cattolica; conta infatti, tra gli enti membri del comitato scientifico, diverse Caritas, confraternite e società confessionali varie, accanto alla Lega coop Lombardia.
&lt;p&gt;
Poco più avanti, nel testo della delibera leggiamo che si ritiene «opportuno istituire un elenco regionale dei servizi, denominati Centri di Aiuto alla Vita, che abbiano i requisiti di cui all'allegato b» dove, tra le condizioni sine qua non per accedere all'elenco troviamo: &quot;Presenza nello statuto della finalità di tutela della vita fin dal concepimento&quot;. 
&lt;br /&gt;
E infatti in un altro documento della giunta lombarda leggiamo l'esclusione di un'associazione il cui statuto non prevede tale finalità.
&lt;p&gt;
Più avanti ancora, alla voce &quot;Criteri di erogazione&quot;, viene specificato: «Beneficiari del fondo Nasko sono le madri che, in presenza di una proposta di progetto personalizzato di aiuti economici e sociali, recedono dalla scelta di interrompere volontariamente la gravidanza». Giuro che non ci sono altri beneficiari.
&lt;p&gt; Questo vuol dire che a una donna in difficoltà economiche rimasta incinta, anche qualora non abbia alcuna intenzione di abortire, conviene iniziare la pratica di interruzione di gravidanza per poi ripensarci e tentare così di ottenere la miseria, perché di miseria si tratta, di 250 curo mensili. &lt;br /&gt;
I miei complimenti alla giunta lombarda
&lt;p&gt;

Accadeva in Lombardia nel lontano maggio 2010 . Oggi nel Lazio potrebbe passare una proposta ispirata ai principi di quel progetto. Questo vuol dire che l'attacco ai consultori e alla legge che nel 1978 depenalizzò l'aborto, cioè al principio di autodeterminazione delle donne, è stato affidato alle singole regioni di volta in volta amministrate dalla destra. 
&lt;p&gt;«La proposta Tarzia continua Emma Bonino introdurrebbe la tutela del figlio concepito che, oltre a essere in conflitto con la legge 194, è materia che non può rientrare nelle competenze legislative regionali. Si creerebbe inevitabilmente un conflitto tra istituzioni diverse».
&lt;p&gt;
Se la proposta Tarzia e il progetto Nasko sono in evidente contrasto con interi pezzi della Costituzione e delle leggi italiane, sembrano invece appoggiarsi a un'altra legge, la 40, sulla procreazione medicalmente assistita. &lt;br /&gt;
«E infatti - prosegue la senatrice - la legge 40 è già stata dichiarata incostituzionale dalla Corte italiana.
&lt;p&gt; A dimostrazione della sua incostituzionalità c'è inoltre una sentenza della Corte europea contro l'Austria proprio in materia di fecondazione eterologa. 
&lt;p&gt;Se, nonostante tutto, la legge passerà, non resterà che l'arma dei ricorsi, la quale però può essere impugnata solo dalle singole persone». 
&lt;p&gt;I criteri del ricorso prevedono infatti che qualsiasi giudice possa obiettare la costituzionalità di una legge solo nel momento in cui si trovi ad affrontare una causa che lo pone di fronte al problema di quella stessa legge.
&lt;p&gt;
E a proposito di ricorsi, di questi giorni è il secondo alla Corte Costituzionale italiana in merito alla legge 40. &lt;br /&gt;
Il primo portò all'abolizione delle norme che limitavano a tre la produzione di embrioni per ogni ciclo di fecondazione, che obbligavano a impiantarli tutti insieme e che vietavano il congelamento degli embrioni in soprannumero. 
&lt;p&gt;Questo secondo ricorso riguarda invece il divieto di eterologa, tecnica che, secondo gli esponenti del governo e della chiesa, solleva il problema del mercato degli ovociti. &lt;br /&gt;
Come dire: non possiamo emanare leggi che regolino il mercato (vizio diffuso nella destra di governo) quindi ne vietiamo i presupposti in terra nazionale per rimandarli all'estero.
&lt;p&gt;
In questa bagarre arriva la notizia del premio Nobel a Robert Edwards, il padre della fecondazione assistita. &lt;br /&gt;
E giù nuove polemiche e strali come in una vera guerra, con due nemici e due campi contrapposti: progresso e chiesa, laicità e religione, ragionevolezza e autoritarismo. &lt;br /&gt;
Forse l'unica risposta a tutti i dubbi e le domande che ci poniamo, e che continueremo a porci, si trova nel pensiero e nelle parole delle donne.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=UNH02&quot;&gt;Gli Altri /Monica Micheli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio Roberto Maria MARINO: «Si riapra la discussione sulla legge 40»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/05/ignazio-roberto-maria-marino/%C2%ABsi-riapra-la-discussione-sulla-legge-40%C2%BB/546552"></link>
  <updated>2010-10-05T00:00:00Z</updated>
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  <id>546552</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Merci da Sophie, felicidades da Diego, congratulations da Yuan e Xinwen. Anche dall'Italia: «Grazie Mr. Edwards, se abbiamo ancora una piccola speranza di diventare genitori è solo grazie a lei». Firmato: «Una coppia infertile». 
&lt;p&gt;La scelta svedese di premiare lo scienziato inglese Robert Edwards, padre putativo di oltre 4 milioni di bambini nati grazie alla fecondazione in vetro negli ultimi trent'anni, suscita entusiasmo. Non nel Vaticano. E nel nostro Paese è perplessa parte del mondo cattolico, dall'Associazione Scienza &amp; Vita al sottosegretario Roccella. 
&lt;p&gt;Così, l'attribuzione del Premio Nobel riapre il dibattito sulla Legge 40 che regola la fecondazione assistita. Forse, un segno del destino.
&lt;p&gt;
Nel 1968, quando il progetto partì a Cambridge, si parlò di scandalo e atto contro natura, si predisse un fallimento, si faticò a reperire i finanziamenti. Oggi, lo si definisce all'unanimità progresso. 
&lt;p&gt;In Italia la Legge 40, è stata approvata dopo un braccio di ferro politico nel 2004 ed è sopravvissuta a un referendum che vide in prima linea la Cei allora guidata da Ruini. E una delle più controverse e restrittive nel settore. Vieta la fecondazione eterologa, la donazione di ovociti, il ricorso da parte di single e gay.
&lt;p&gt; Circa 10mila coppie all'anno hanno scelto il «turismo riproduttivo» rivolgendosi ad accoglienti strutture svizzere, spagnole, belghe, slovacche. 
&lt;p&gt;Come previsto da molti medici, la Legge 40 è già stata sconfessata in sede giudiziaria. Nel 2009 la Corte Costituzionale ha bocciato il divieto di crioconservazione dell'embrione e abolito il correlato limite di tre embrioni da impiantare insieme.
&lt;p&gt;
Norma pericolosa, hanno ritenuto i giudici, per la salute della donna e del feto. Maggiore potere decisionale spetta ai medici, spesso impegnati a seguire gravidanze multiple, a rischio, in età non giovanissima. 
&lt;p&gt;Irrisolta la cruciale questione della diagnosi preimpianto che consente di individuare malattie genetiche o ereditarie: il divieto è stato bocciato da Tar e tribunali di merito, ma servono nuove linee guida. 
&lt;p&gt;Ieri è stato Ignazio Marino, presidente della commissione parlamentare d'inchiesta su Ssn a riaprire le danze: &lt;br /&gt;
«Se sono normali i controlli prima di una gravidanza per individuare eventuali malattie, perché in uno Stato laico non dovrebbe essere normale, con lo stesso obiettivo, la diagnosi preimpianto? Interveniamo prima dei tribunali».
&lt;p&gt; La Radicale Donatella Poretti invita «moralisti e bigotti» a riflettere su una scienza che «amplia la libertà di scelta delle persone». 
&lt;p&gt;E Rita Levi Montalcini plaude a «un premio ben meritato per un lavoro scientifico di fondamentale importanza per il progresso della biomedicina».

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=UETFX&quot;&gt;L'Unità - Federica Fantozzi &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA:  No al nucleare, ce la facciamo, ce la possiamo fare bene senza</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/01/nichi-vendola/no-al-nucleare-ce-la-facciamo-ce-la-possiamo-fare-bene-senza/526882"></link>
  <updated>2010-10-01T00:00:00Z</updated>
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  <id>526882</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La Corte Costituzionale ha bocciato la legge che permetteva il ritorno all’energia nucleare nel nostro paese.&lt;br /&gt;
 Questa legge era stata fortemente voluta dal presidente del Consiglio e dall’ex ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola. Era considerata uno dei fiori all’occhiello del governo nazionale. La Corte Costituzionale fa giustizia cassandola, restituendo agli enti locali, ed in particolar modo alle regioni, la facoltà di appoggiare o rigettare integralmente le scelte operative e territoriali dell’esecutivo nazionale in materia di energia nucleare.
&lt;p&gt; Finisce anche ogni possibilità di commissariamento, essendo stata dichiarate illegittima ogni urgenza in materia.
&lt;p&gt; Numerosi erano stati i ricorsi presentati, anche dalla Regione Puglia, ma avevamo anche ricordato al Governo che sarebbe stato possibile costruire centrali nucleari in regioni come la Puglia soltanto facendo ricorso ai carri armati.
&lt;p&gt;
La Consulta ha restituito dignità al rapporto tra Stato e Regioni, reso impraticabile dall’arroganza del governo nazionale che voleva – in sintonia con non meglio precisati interessi privati anche stranieri – trasferire in Italia tecnologie vecchie e pericolose e costosissime sotto ogni punto di vista e soprattutto per la gestione futura di scorie e siti contaminate. 
&lt;p&gt;Rimarremo vigili perché ci aspettiamo altre sorprese. &lt;br /&gt;
Molti sono gli interessi in gioco: noi tuteleremo solo il nostro territorio e i nostri cittadini.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://tintarelladiluna.blog.tiscali.it/2010/10/01/no-al-nucleare-ce-la-facciamo-ce-la-possiamo-fare-bene-senza/&quot;&gt;tintarelladiluna.blog.tiscali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MICHELE LOSAPPIO: Rinnovabili e fonti rinnovabili</title>
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  <updated>2010-05-14T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: Sinistra, Ecologia e Libertà) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“La scelta delle energie rinnovabili è una decisione europea recepita anche, e finalmente, dagli Stati Uniti con l’amministrazione Obama. Le ragioni sono note e stanno nella volontà di produrre l’energia necessaria al pianeta senza distruggerlo. In una vicenda complessa come quella in questione è bene seguire un ordine di ragionamento”. Lo afferma in una nota il capogruppo di “Sinistra ecologia e Liberta”, Michele Losappio.
“Bisogna dunque produrre questa energia – afferma – e non limitarsi a declamarne la necessità. È quanto la Puglia ha fatto in modo virtuoso in questi cinque anni diventando un esempio per l’Europa. Va quindi evitato il capovolgimento dei meriti e la loro trasformazione in approssimativi demeriti. Il ginepraio e la confusione della attuale legislazione non ci ha di certo aiutati”.
“Il Governo nazionale – continua – è in grave ritardo sulle linee guida e di indirizzo, ad esempio nelle aree protette e solleva sistematicamente conflitti istituzionali nella legislazione concorrente anche quando i ritardi sono di sua esclusiva responsabilità”.
“Non a caso – spiega Losappio – come conferma l’ultima sentenza della Corte, il chiarimento legislativo sulle competenze soggette alla ‘Valutazione d’impatto ambientale’ (Via) per gli impianti eolici off-shore, è avvenuto solo pochi mesi fa con la legge nazionale 31/010”.
“Per i progetti presentati prima – chiarisce – è lecita la più diversa interpretazione e, nel caso in questione dell’impianto di Brindisi, la Conferenza dei servizi, voluta dall’allora assessore all’ecologia, era finalizzata, c’è un’altra legge che lo prevede e lo consente, ad acquisire la valutazione degli enti locali e delle parti interessate, per consentire poi alla Regione, così corroborata, di portare al Governo il suo parere non vincolante e non a dare autorizzazioni. La preoccupazione dell’assessore era proprio quella di non intasare l’area in questione, così come il Golfo di Manfredonia, sensibilmente compromessa dalle carboniere e dalla sciagurata ipotesi di un rigassificatore con altri e nuovi impianti energetici”.
“Va infine evitato – conclude il presidente dei consiglieri SeL – il rischio di concentrare la pur doverosa attenzione sulle rinnovabili e sulle loro eventuali zone di opacità sottraendo alla pubblica opinione la consapevolezza dei danni che la Puglia subisce per il forte insediamento energetico da fonte fossile, a iniziare dal polo di Cerano che continua imperterrito a produrre ed a inquinare. Oltre il danno, questa sarebbe la beffa”.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.consiglio.puglia.it/applicazioni/cadan/cms_AGENZIANOTIZIE/dataview.aspx?id=158628&quot;&gt;www.consiglio.puglia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LORENZO NICASTRO: Parte il ricorso contro il nucleare della Regione Puglia alla Corte costituzionale  </title>
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  <updated>2010-05-10T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Regione Puglia (Partito: IdV) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;«È un atto necessario— afferma Lorenzo Nicastro, assessore regionale all’Ambiente — per difendere il nostro territorio dal pericolo del nucleare. La Puglia contribuisce già ampiamente al fabbisogno energetico italiano ed è leader nella produzione da fonti rinnovabili». Le prime frizioni tra lo Stato e la Regione risalgono al passaggio parlamentare (maggio scorso) quando il governatore Nichi Vendola auspicò la «ribellione popolare». Successivamente, in occasione dell’inaugurazione della Fiera del Levante, Vendola si rivolse a Claudio Scajola, ex ministro dello Sviluppo economico, chiedendo al governo «di non partecipare neanche alla fase preliminare di individuazione dei siti per le centrali nucleari dato che il nostro &quot;no&quot; al nucleare non è negoziabile». &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/notizie/cronaca/2010/10-maggio-2010/parte-ricorso-contro-nucleare-puglia-corte-costituzionale--1602990614557.shtml&quot;&gt;corrieredelmezzogiorno.corriere.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIAN CARLO MUZZARELLI: Nucleare, la Regione ricorre alla Corte costituzionale</title>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Regione Emilia Romagna&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La Regione – precisa l’assessore regionale Gian Carlo Muzzarelli - ritiene che il decreto del Governo sia sotto diversi profili lesivo delle competenze e delle prerogative che la Costituzione attribuisce alle Regioni. Il decreto, oltre ad essere stato emanato in assenza del parere della Conferenza unificata, secondo quanto espressamente richiesto dalle norme, non garantisce un adeguato coinvolgimento delle autonomie regionali: in particolare, nelle fasi più significative e qualificanti del procedimento di realizzazione, non prevede una &quot;intesa forte&quot; con le Regioni interessate. Non è accettabile, quindi, escludere, la voce dei territori e dei cittadini da decisioni così rilevanti e che li riguardano da vicino”.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.regione.emilia-romagna.it/wcm/ERMES/notizie/news/2010/mag/nucleare.htm&quot;&gt;Regione Emilia Romagna&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Claudio SCAJOLA: Corte Costituzionale e Nucleare</title>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Sviluppo economico (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Anche se la Corte Costituzionale dovesse accogliere il ricorso di alcune Regioni, il progetto nucleare andrà avanti lo stesso.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=61668&amp;Edizione=1&amp;A=20100427&quot;&gt;Gazzetta del Sud&lt;/a&gt;</summary>
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