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  <title>Openpolis - Argomento: processi</title>
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  <updated>2012-04-19T00:00:00Z</updated>
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  <title>Paola Severino: «Norme anti corruzione occasione per i partiti»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-04-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626820</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Giustizia&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ministro Severino, l'emendamento da lei promesso al disegno di legge anti corruzione è arrivato nei tempi previsti, ma la discussione è slittata a maggio. Non sembra un buon segnale, come se per i partiti il contrasto al malaffare non fosse una priorità...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non penso di poter condividere questa sensazione, almeno per il momento. Il rinvio a dopo le elezioni amministrative era prevedibile, e la fissazione dei tempi per gli emendamenti e l'inizio della discussione tra il 4 e l'8 maggio mi pare ragionevole. Se poi dovessi constatare un rallentamento, chiederò ai presidenti delle commissioni congiunte della Camera di fissare un calendario di sedute più fitto». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quindi non teme agguati o passi indietro dei partiti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Penso che in un momento difficile come questo i partiti debbano e vogliano dare una prova di maturità, promuovendo riforme volte a un recupero di moralità e legalità. Tutti mi sembrano consapevoli del diffuso disagio nei confronti della politica che percorre il Paese, della sua pericolosità e della necessità di riaffermare il principio di &quot;governo della politica&quot;, riconquistando la fiducia dei cittadini. Mi auguro che questa occasione non vada persa. Anche perché il contrasto alla corruzione è davvero una priorità, anche dal punto di vista socio-economico». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Però nel Pdl hanno già storto il naso, parlando di «emendamento non condiviso». Si sono lasciati le mani libere per il dibattito parlamentare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«A dire il vero, a conclusione dell'ultima riunione al ministero l'onorevole Ghedini del Pdl ha detto che si doveva considerare un &quot;quasi miracolo&quot; l'essersi seduti tutti allo stesso tavolo. Dopodiché considero del tutto fisiologico che in Parlamento si discuta e si propongano modifiche. Non vedo particolari problemi. Quello che riterrei patologico sarebbe uno stravolgimento delle linee strutturali della nostra proposta, che ne mettesse in discussione l'impianto».
&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;Sta dicendo che sono possibili correzioni marginali ma non uno stravolgimento della sua iniziativa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Esattamente. Ovviamente tutto è migliorabile, ma non si può trasformare un progetto che ha un suo filo conduttore in un insieme disarmonico di norme che non combaciano più tra loro».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;In quel caso il governo si tirerebbe indietro, col rischio di bloccare tutto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«In quel caso vedremo, ma sinceramente spero di non doverci arrivare». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Qual è il filo conduttore della sua proposta che considera intangibile?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Le nuove norme e i criteri distintivi dei comportamenti. Mi riferisco in particolare all'introduzione delle fattispecie di &quot;corruzione tra privati&quot; e di &quot;traffico di influenze illecite&quot;, al tentativo di graduare le varie forme di corruzione e di distinguerle più puntualmente, nonché di differenziare le ipotesi in cui il privato è costretto a pagare il pubblico ufficiale da quelle in cui è solo indotto».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Era proprio necessario separare la concussione dall'induzione, introducendo il nuovo reato di «induzione indebita a dare o promettere utilità», che va a incidere sul processo in corso a Milano contro Berlusconi, l'inchiesta a carico del democratico Penati e altri procedimenti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«L'intenzione è quella di distinguere meglio le situazioni in cui il privato è punibile da quelle in cui non dev'esserlo; se un soggetto usa la sua autorità per costringere un altro a sottostare alle proprie volontà è un conto, se lo induce lasciando all'altro soggetto un margine di scelta è un altro: in quest'ultimo caso chi accetta di sottostare al ricatto merita anche lui una punizione, seppure minore. Di qui la distinzione in due reati. Non si può bloccare la produzione di nuove norme solo perché vi sono dei processi in corso».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Questa era la scusa con cui si giustificavano le leggi ad personam che hanno contraddistinto le ultime legislature. Non teme anche lei questa accusa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Spero di no e credo di non meritarla. Fior di professori e giuristi hanno già valutato che, nel caso dei processi da lei citati, ci sia una continuità normativa che non li mette a rischio. Sarà un problema di chi deve interpretare la legge. Io credo che le leggi non vadano viste nel contingente, ma nella loro proiezione futura». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Molti considerano insufficiente l'allungamento dei tempi entro cui si devono celebrare i processi derivante dall'aumento delle pene. Perché non intervenire direttamente sulla prescrizione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Modificare l'intero meccanismo della prescrizione è estremamente complesso, e nell'attuale quadro politico molto difficile. Oltretutto, intervenire su una sola categoria di reati sarebbe tecnicamente sbagliato, mentre mi è sembrato corretto commisurare la graduazione delle pene all'entità degli interessi tutelati».
&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;A proposito di quadro politico, c'è il problema della responsabilità civile dei magistrati, ai quali la soluzione da lei escogitata sembra non piacere per niente. Come pensa di uscirne?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Qui la situazione è ancora più complicata, perché c'è già un voto della Camera, a larga maggioranza, su un emendamento a cui il governo aveva dato parere contrario. E andiamo verso un voto al Senato che potrebbe essere anch'esso a scrutinio segreto. Dunque occorre procedere con prudenza, cercando soluzioni equilibrate rispettando la volontà del Parlamento. Io ascolto e comprendo le ragioni di tutti, ma dobbiamo trovare una via d'uscita rapida ed efficace, prendendo atto della situazione».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cioè quella dell'emendamento Pini che se non passa la sua modifica sarà approvato così com'è?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Mi pare un dato di fatto». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E sulle intercettazioni, a che punto siete?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«C'è un testo distribuito ai partiti che è un punto di partenza per tentare di tenere insieme le esigenze dell'informazione con quelle della tutela della privacy e dell'efficienza delle indagini. Speriamo di arrivare a un buon risultato, naturalmente condiviso».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma come pensa di realizzare in meno di un anno ciò che non si è fatto in quattro?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Io devo comunque provarci. È difficile, ma non credo impossibile».
&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;Anche se la giustizia è da diciotto anni terreno di scontri durissimi tra i due maggiori partiti che sostengono il governo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Certamente. Se esiste questo governo significa che la situazione lo richiedeva, e anche in materia di giustizia occorre tentare di ottenere risultati concreti e apprezzabili, nonostante sia difficile. Se non ci riuscissimo non sarebbe una sconfitta mia, ma di tutti». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1DTCA0&quot;&gt;Corriere della Sera - Giovanni Bianconi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco PANNELLA: «Amnistia negata: è l'Italia ad essere fuori legge»  - INTERVISTA </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/06/marco-pannella/%C2%ABamnistia-negata-%C3%A8-litalia-ad-essere-fuori-legge%C2%BB-intervista/626600"></link>
  <updated>2012-04-06T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626600</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Dopo decenni di onoratissima carriera Marco Pannella lo conosciamo bene: è uno che non si arrende mai, batte e ribatte fino a che non incrina anche il muro più spesso. I politicanti d'ogni risma continuano a fare spallucce di fronte alla sua proposta di amnistia, e lui organizza a Roma una seconda marcia dopo quella natalizia di sette anni fa. Doveva svolgersi per Pasqua, sarà invece per il 25 aprile e la simbologia è forse anche più azzeccata.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Mica male una marcia per l'amnistia il 25 aprile!&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Sette anni fa la prima marcia, quella a cui vennero Cossiga, Napolitano e persino D'Alema, registrò una adesione quantitativamente e qualitativamente senza precedenti. Nessuno mette in dubbio che da allora la situazione sia atrocemente peggiorata da tutti i punti di vista. Il questore di Roma ci aveva parzialmente vietato il percorso che avevamo comunicato per la marcia di Pasqua, in base al combinato disposto delle norme di Maroni e Alemanno. Così abbiamo scelto il 25 aprile, che va benissimo perché cos'è oggi la Liberazione se non liberazione del diritto umano, dei nuovi diritti, della democrazia, e dei carcerati, certo, ma anche dei funzionari che vogliono servire lo Stato e non essere complici di una patente violazione delle leggi? Non a caso la marcia è per una triade di obiettivi non disgiungibili: amnistia-diritto-libertà.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Perché parli di patente violazione della legge?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Da trent'anni noi veniamo condannati ogni anno dalla giurisdizione europea. Le ultime condanne sono anche più tassative di quelle precedenti, perché evocano la violazione dei diritti umani e non più solo di quelli civili e dello Stato diritto, cosa peraltro già gravissima. Quindi l'amnistia di cui parliamo noi non è quella che chiese Giovanni PaoloII, col quale pure eravamo in forte sintonia. La sua era la richiesta di un atto di clemenza. Noi facciamo un altro ragionamento: siamo o non siamo di fronte alla manifesta flagranza di un reato compiuto? Certamente sì. Ma di fronte a un reato in manifesta flagranza si interviene, lo si interrompe e poi si discute, Questo non solo per obbligo morale ma anche perché lo impone la legge. Se vedo uno che ammazza un altro e non intervengo incorro in una specifica e precisa fattispecie di reato. Bene, ciascuno di noi, nell'arco di un paio d'ore, assiste a quattro o cinque omicidi in una rissa senza poter intervenire, pur avendone l'obbligo, perché le leggi dello Stato ce lo impediscono. Peggio di quel che avveniva nel comunismo, nel fascismo e persino nel nazismo almeno fino al 1938-39.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Non sarà un po' forte come paragone?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Per niente. Oggi la distanza del nostro Stato dalla legalità internazionale è qualitativamente dello stesso tipo e quantitativamente maggiore di quanto non fosse fino al 1938 quella degli Stati totalitari rispetto alla giurisdizione internazionale di allora. Quando in un territorio gli abitanti e lo Stato vivono contro il diritto, la legalità e le stesse leggi violandole in modo massiccio, ci si trova di fronte a una metamorfosi dello stesso male che aveva assunto le forme del fascismo, del comunismo, del nazismo e dei vari modelli che ne sono poi discesi.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Prima parlavi di funzionari dello Stato che condividono questa sensibilità e questo punto di vista?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Sì, e sono moltissimi. Il segretario del Sidipe, il sindacato dei dirigenti penitenziari, Enrico Sbriglia, ha scritto delle pagine splendide in cui dice «Noi vogliamo e dobbiamo comportarci come servitori dello Stato, non come sicari o complici degli assassini e di chi viola le leggi». Identico ragionamento fanno sempre più spesso gli agenti della polizia penitenziaria, che tra l'altro lavorano per 14 ore al giorno con straordinari non pagati, non ce la fanno a stare dietro a tutto, vedono le loro famiglie saltare... Ormai anche tra loro i suicidi sono molti.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Andiamo all'obiezione che vi viene mossa più spesso: l'amnistia non risolve il problema, tra un anno ci si ritrova punto e a capo...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
E una stupidaggine. L'amnistia è invece una riforma strutturale. Il vero problema che ci pongono oggi la giurisdizione europea e il diritto internazionale è che il fatto carcerario, in Italia come in una parte consistente del mondo, è legato a un altro fatto che in sé non sembrerebbe clamoroso: la non ragionevole durata dei processi. Insisto su questa formula letterale, perché nel diritto romano come in quello canonico traspare con chiarezza ciò che è pacifico nella dottrina, e cioè che tra l'evento preso in considerazione, l'ipotetico reato, e il giudizio deve esserci almeno un minimo di compattezza cronologica. In caso contrario si tratta di un'ipoteca che grava fatalmente sulla sentenza.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Una riforma che accelerasse i tempi della giustizia sarebbe senza dubbio strutturale. Ma l'amnistia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Oggi amnistia non significa più solo fare uscire la gente dalle carceri. Con l'amnistia si ritiene che verrebbe a cadere l'80% dei procedimenti e dei processi penali in corso. Quel 20% che rimarrebbe, costituirebbe o no una struttura completamente diversa? Un palazzo di due piani è o non è strutturalmente diverso da uno di 50? Inoltre si affronterebbe finalmente un problema sulla cui urgenza tutti, farisaicamente, dicono di essere d'accordo: la vergogna per cui il 42% dei detenuti è in attesa di giudizio, e la metà di quel 42% verrà alla fine giudicata innocente. Questo è il discorso, e in trent'anni non è stato possibile una sola volta andare a spiegarlo in una trasmissione televisiva che avesse una massa critica considerevole, con quattro o cinque milioni di spettatori.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Cosa ti aspetti sul fronte dell'oscuramento mediatico da questa marcia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Un momento eccezionale di democrazia nel nostro Stato, che non è né democratico né di diritto. Sono trent'anni che chiedo un dibattito pubblico e non relegato in fasce e orari dove non se ne accorge nessuno, su questo tema: cosa si può fare quando uno Stato chiaramente viola non solo la giurisdizione e la legalità superiore ma direttamente la massima espressione della propria stessa legge, la Costituzione, e a scendere tutto il corpo delle leggi. Un dibattito così sarebbe sufficiente: i credenti, cioè i cattolici e i comunisti, plebisciterebbero questa richiesta come fecero con il divorzio, l'aborto e l'obiezione di coscienza.

&lt;p&gt;

 
&lt;b&gt;Con chi lo vorresti questo dibattito pubblico?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
L'importante sarebbe far assistere di nuovo a un dibattito democratico e serio. Per il resto sono todos caballeros: con la stessa Severino, ma anche, al limite, con Rodotà o Zagrebelsky, se per una volta si decidessero a porre il problema.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Permettimi una digressione: come giudicate voi radicali questo governo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Come un incidente positivo del sistema partitocratico. Noi andavamo quasi con certezza verso il default e non solo dell'Italia perché avremmo contagiato l'intera Europa. Questa certezza derivava dal fatto che da un lato c'era Berlusconi a sputtanare tutto, ma dall'altro non c'era un solo Stato estero che facesse un'oncia di credito in più ai suol oppositori. Questo governo è costituito da estranei per formazione e cultura al regime partitocratico e questo rappresenta di per sé un grosso passo avanti. Il default italiano e di conseguenza europeo è ancora probabile ma non più quasi certo. In questa situazione noi ci troviamo a nostro agio, perché la nostra storia si potrebbe sintetizzare proprio così: far sempre giocare il possibile contro il probabile.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Sette anni fa l'attuale capo dello Stato marciò con voi. Una volta arrivato al Quirinale non si è fatto sentire molto...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Io lo ho detto apertamente al presidente della Repubblica: questo Stato e questa Repubblica sono ormai anti-democratici, direi nemmeno per cattiveria. Violano i diritti umani fondamentali senza nemmeno accorgersene e il tuo dramma è che sei costretto a essere il primo violatore. Con la tua grande esperienza politica, o politicante, hai contribuito a evitare il default, ma al prezzo di fare tu il premier e di intervenire quotidianamente, usando di fatto lo strumento della comunicazione ufficiale di Stato a reti unificate. Allo stesso modo il 27 luglio scorso Napolitano aveva posto l'urgenza del problema giustizia, ma dieci giorni dopo, con migliaia di detenuti in sciopero della fame e della sete, da Nisida, ha detto, dopo aver marciato il 27 dicembre del 2005 con noi, che il problema non era maturo. In fondo è una storia che si ripete, è come quando noi, con Silone, eravamo schierati con i dissidenti russi e i refusnik pagando anche il prezzo di qualche arresto e qualche assassinio: Lui riteneva invece, in polemica con Giolitti, che la prospettiva e la moralità della rivoluzione, comportassero il prezzo che si stava pagando a Budapest. La differenza è che oggi i refusnik sono da noi, ma lui non li vede allo stesso modo.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1D9HYN&quot;&gt;Gli Altri - Andrea Colombo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOVANNI CHIODI: ''Bertolaso imputato? Rischiamo ancora una volta di passare per ingrati...''  Le inchieste giudiziarie L'Aquila </title>
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  <updated>2012-01-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623696</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Abruzzo (Partito: PdL) - Consigliere Regione Abruzzo (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Non è possibile che Bertolaso dopo tutto quello che ha fatto per L’Aquila e io ho visto il suo impegno, la sua passione e il suo coinvolgimento anche emotivo ora debba essere indicato davanti a tutta Italia come responsabile di omicidio colposo. La giustizia farà il suo corso ma noi oggi rischiamo ancora una volta di passare per ingrati''&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.abruzzo24ore.tv/news/Chiodi-Bertolaso-imputato-Rischiamo-ancora-una-volta-di-passare-per-ingrati/68589.htm&quot;&gt;www.abruzzo24ore.tv&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco PANNELLA: «Sulla giustizia la gente tornerà a mobilitarsi»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/14/marco-pannella/%C2%ABsulla-giustizia-la-gente-torner%C3%A0-a-mobilitarsi%C2%BB-intervista/590926"></link>
  <updated>2011-08-14T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590926</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Aveva già prolungato lo sciopero della fame a 90 giorni, sospendendolo soltanto dopo le parole di comprensione venute dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a fine luglio. Oggi Marco Pannella guida un’altra mobilitazione non violenta, che ha raggiunto la quota delle mille adesioni. Un’astensione da acqua e cibo di 24 ore che lui stesso definisce «straordinaria» e che, alla vigilia di Ferragosto, punta a richiamare nuovamente l’attenzione sulle disumane condizioni di vita nei penitenziari italiani. Fino a chiedere che il Parlamento si riunisca in seduta straordinaria per affrontare il tema della giustizia e delle carceri.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Ferragosto rappresenta per molti politici l’occasione di visitare le carceri. Come spiega l’ampia adesione a questo sciopero della fame e della sete, ben più impegnativo della periodica passerella?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Proprio oggi (venerdì, ndr) si sono uniti anche molti parlamentari, sia di maggioranza che di opposizione. Se su questo, però, avessimo avuto l’attenzione dei media audiovisivi che avesse fatto sapere di questa manifestazione di lotta, decine di migliaia di persone si sarebbero associate e questo sciopero sarebbe stato un evento storico. È stato dimostrato già nei mesi precedenti, durante i quali in 30mila hanno partecipato alla manifestazione non violenta. In nessun altro Paese accadrebbe una cosa simile. Ma si è persa un’opportunità, non abbiamo avuto il meritato spazio nel mondo dell’informazione, che preferisce essere necrofila e disanimata. Una stampa antidemocratica e di bassissimo livello.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Lei dunque è convinto che l’opinione pubblica sia capace di una grande partecipazione attorno al tema carcere e giustizia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
La gente è interessata molto di più a questo che a tutte le affermazioni che possono venire dal governo. Il problema della giustizia, come anche la Gran Bretagna sta dimostrando, è il più sentito in tutta l’area euro-mediterranea. Quello che ha mosso i popoli nordafricani oppressi dai totalitarismi avveniva in nome della democrazia, della libertà e della giustizia, appunto. Questo è scritto nel Dna della gente comune. In più in Italia, dopo cinquant’anni di lotte radicali, non violente, fatte di pratica delle istituzioni, abbiamo spinto e animato affinché non si debba aspettare molto ormai perché avvenga anche qui la transizione anti-regime.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Ha parlato anche di questo nel suo recente incontro con il neo Guardasigilli Nitto Palma?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Abbiamo potuto constatare che il nuovo ministro nutre la consapevolezza di volerci conoscere meglio. Non c’era una trattativa in ballo, è stato un incontro interlocutorio in cui si sono approfonditi i punti di vista con la calma necessaria. I nostri, evidentemente, sono ben più conosciuti e il ministro fa parte di una coalizione di governo che sui temi della giustizia ha una sua posizione. Ricordo che il suo predecessore all’inizio utilizzava un linguaggio audace, anche concorrente alle indicazioni dominanti, dopodiché onestamente non ha saputo fare nulla.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Lei anche in quella sede ha rilanciato l’ipotesi di un’amnistia. Perché i Radicali insistono su questo provvedimento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Per una semplicissima verità: nove milioni di processi arretrati, la metà soltanto sul penale, sono uno spreco di risorse. Noto che in dottrina e nella recente giurisdizione europea si chiarisce che se tra l’evento eventualmente individuato come illecito penale e il giudizio di un tribunale intercorre troppo tempo è impossibile che quel giudizio sia serio e ragionevole. Il principio di compattezza tra evento giudiziario ed evento storico impone un provvedimento come l’amnistia che produce immediatamente effetti strutturali sul sistema. Avremmo così un milione e mezzo di processi in corso. E liberando le risorse finanziarie umane e scientifiche si potrebbe garantire un salto di qualità. Negli ultimi dieci anni, invece, abbiamo assistito a una poderosa amnistia di fatto, rappresentata dalle innumerevoli prescrizioni.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Per migliorare la vivibilità delle carceri basterebbero anche piccole ma incisive misure. Da dove partire?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Lo ripetiamo da trent’anni che bisogna depenalizzare e rimuovere quelle tristi parodie che sono state le leggi della Seconda Repubblica. La Bossi-Fini, la Fini-Giovanardi sulle droghe, la ex Cirielli sono responsabili della maggioranza degli ingressi in carcere. L’abuso della carcerazione preventiva è uno strumento perverso per cui, alla scadenza del periodo, metà dei detenuti vengono proclamati innocenti. A peggiorare la vita in prigione incide il sovraffollamento, il disporre di due metri di spazio a testa invece che sette, l’assenza di luoghi per la socialità, lo studio, le attività lavorative. Il 40 per cento dei detenuti si trova in un carcere che è lontano dal territorio di appartenenza, complicando la possibilità di ricevere visite. L’attuazione di leggi, come la Gozzini sulle misure alternative, è impedita dalla mancanza di risorse umane e finanziarie. Tutto questo fa del carcere un luogo invivibile e rafforza la mia convinzione che, ormai da decenni, in questo Paese la democrazia non sia in pericolo, ma sia stata sepolta.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.terranews.it/news/2011/08/«sulla-giustizia-la-gente-tornera-mobilitarsi»&quot;&gt;Terra - Dina Galano &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Manovra: Ritiro norma inevitabile, reazione civile</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/05/dario-franceschini/manovra-ritiro-norma-inevitabile-reazione-civile/589775"></link>
  <updated>2011-07-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>589775</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;
 &quot;Salutiamo il ritiro della norma (sul Lodo Mondadori, ndr) come un atto inevitabile spinto dalla reazione civile di tutte le persone che, in qualunque ruolo, hanno ravvisato questa norma come vergognosa&quot;. Lo ha detto il capogruppo del Pd alla Camera, &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, prendendo la parola in aula dopo la decisione del premier di ritirare quella norma. Franceschini ha ribadito che &quot;con il ritiro della norma non viene superato la necessità di verificare che gli atti approvati dal Cdm siano gli stessi che poi vengono inviati al Colle e in Parlamento&quot;. &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://youtu.be/PaahdpMXzCE&quot;&gt;&lt;b&gt;Video dell'intervento di Dario Franceschini alla Camera&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://youtu.be/PaahdpMXzCE&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pierluigi MANTINI: Giustizia, polemica sul lodo Mantini</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/10/pierluigi-mantini/giustizia-polemica-sul-lodo-mantini/560440"></link>
  <updated>2011-05-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>560440</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;

L'Udc: fermare i processi dei parlamentari. No di Pd e Fli.
Una riformulazione dell'articolo 68 della Costituzione che consenta ai parlamentari di vedere fermati i propri processi fino a fine mandato. L'idea è dell'Udc Pierluigi Mantini, e ha fatto da più parti gridare a una norma salva-premier mascherata. 
&lt;p&gt;
«NESSUN SALVACONDOTTO». «Non c'è nessun salvacondotto per Silvio Berlusconi», ha risposto Mantini, «solo una seria proposta di riforma costituzionale per l'efficienza di un paese dilaniato tra giustizialismo, impunità e quotidiani conflitti con la magistratura». E in effetti la norma, che riguarderebbe tutti i deputati e senatori, rientra all'interno di un ambizioso progetto di riforma della seconda parte della Costituzione. Che prevede, tra gli altri, l'istituzione del senato federale, la riduzione dei parlamentari e delle province, l'introduzione della «sfiducia costruttiva» e un nuovo quorum per le consultazioni referendarie. 
&lt;p&gt;
NO DI PD E FLI. Il testo è stato presentato a fine maggio, ed è attualmente nelle mani della commissione Affari costituzionali. Pd e Fli, tuttavia, non ci stanno. «Non va bene dare 'assist' a Berlusconi nel momento in cui il premier fa determinate dichiarazioni contro i magistrati solo perchè lo considerano uguale a tutti i cittadini e perchè non vuole sottoporsi al processo», ha attaccato Angela Napoli, di Futuro e Libertà. E Donatella Ferranti, capogruppo del Pd in commissione Giustizia, ha aggiunto: «il lodo Mantini sembra un ulteriore tentativo di aggirare le regole per il caso singolo».
&lt;p&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lettera43.it/politica/15540/giustizia-polemica-sul-lodo-mantini.html&quot;&gt;www.lettera43.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Piero FASSINO: Processo breve: &quot;Amnistia mascherata per salvare premier&quot;</title>
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  <updated>2011-04-13T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559800</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il no del Pd in aula: &quot;Non è vero che non cambia niente&quot;
&lt;p&gt;Il 'processo breve' è una &quot;amnistia mascherata&quot; pensata solo per &quot;evitare che il presidente del Consiglio sia sottoposto a giudizio&quot;.
&lt;p&gt; Lo ha detto Piero Fassino alla Camera, pronunciando la dichiarazione di voto a nome del Pd sul provvedimento voluto dal Governo. &quot;Tutto questo perché? - ha detto Fassino - per una semplice ragione che hanno capito tutti gli italiani: occorre evitare che il presidente del Consiglio sia sottoposto a giudizio.&lt;br /&gt;
 E' l'unica ratio di questo provvedimento. 
&lt;p&gt;Vergogna voi, non a noi (dice replicando ai deputati del centrodestra, ndr). &lt;br /&gt;
E ci arrivate dopo che avete tentato in ogni modo di fare altre leggi ad personam&quot;. Questo per Fassino è &quot;un provvedimento che scassa la certezza del diritto&quot;, una legge voluta da un &quot;Governo screditato nel paese, sempre di più&quot;. &quot;L'espressione processo breve - ha aggiunto Fassino - appare ragionevole, perché gli italiani pensano - e hanno ragione - che la giustizia in Italia sia troppo lenta. Il punto è che questo provvedimento non renderà i processi più brevi. &lt;br /&gt;
I processi sono lunghi per l'inadeguatezza degli organici, per l'incertezza delle risorse finanziarie... se vogliamo parlare di questo noi siamo pronti, perché anche noi siamo interessati a dare ai cittadini una giustizia più rapida. 
&lt;p&gt;Ma sono tre settimane che qui non stiamo discutendo di tutto questo, qui si discute di un provvedimento che non renderà il processo più breve, ma la prescrizione più breve&quot;. Anzi, è un &quot;provvedimento che avrà degli effetti devastanti. Siamo già a 150mila provvedimenti che non arrivano al termine. 
&lt;p&gt;Così saranno 165mila, 15mila di più. Questo è grave. Persone vittime di soprusi che non avranno risarcito il loro diritto e 15mila persone o più che hanno commesso un reato che non risponderanno delle loro responsabilità. Ieri il ministro ha cercato di spiegarci che non cambia assolutamente niente. Ma allora che fretta c'era di approvare in fretta e furia un provvedimento di questa natura? Non è vero che non cambia niente, avete introdotto una sorta di amnistia mascherata per reati gravissimi, la corruzione, il peculato, il furto, la rapina, gli omicidi colposi, lo sfruttamento della prostituzione, i danni ambientali. Tutto questo sarà prescrivibile più rapidamente di oggi. E l'approvate violando quelle che sono le regole che la costituzione prevede per l'amnistia&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lapoliticaitaliana.it/Articolo/?d=20110413&amp;id=33329&amp;print=1&quot;&gt;TM News&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: «La Camera costretta a lavorare solo sui problemi del premier»   - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/04/dario-franceschini/%C2%ABla-camera-costretta-a-lavorare-solo-sui-problemi-del-premier%C2%BB-intervista/559613"></link>
  <updated>2011-04-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559613</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;La Camera costretta a lavorare solo sui problemi del premier. Noi ci opporremo con tutti gli strumenti di cui disponiamo&lt;/b&gt;

&lt;p&gt; &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=4868&quot;&gt;&lt;i&gt;Intervista a &quot;La Telefonata&quot; di Mattino 5 (Canale 5)-Colloquio con il direttore di Libero, Maurizio Belpietro.&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;

&lt;p&gt;&lt;b&gt;Inizia una settimana parlamentare piuttosto vivace. Quale sarà il vostro atteggiamento soprattutto sulla giustizia? &lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Siamo in piena emergenza Libia e piena emergenza immigrati, la crisi economica trionfa, e questa settimana in Aula alla Camera abbiamo il conflitto di attribuzione sul caso Ruby, la legge comunitaria in cui c'è l'emendamento sulla responsabilità dei giudici e poi il processo breve. C'è una differenza intollerabile tra cosa hanno bisogno gli italiani e cosa fa il Parlamento, che lavora solo per Berlusconi. 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quindi sarà un muro contro muro sulla giustizia in particolare? &lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Noi avremmo una gran voglia di discutere di giustizia e di riforma della giustizia, su cosa si aspettano gli italiani. Ma qui non è giustizia, sono norme finalizzate a cose molto precise. Una per fermare il caso Ruby, la seconda per fermare il processo Mills e la terza per prescrivere tutti i procedimenti che riguardano il premier. Non potremo che opporci, nell'ambito dei regolamenti, con tutte le armi che ci sono consentite.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Intende l'ostruzionismo, visto che non sarà posta la fiducia su questi provvedimenti? &lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Useremo tutti gli strumenti a nostra disposizione. I tempi sono contingentati, avremo alcune ore e le useremo tutte. Cercheremo di far passare degli emendamenti, ma i tempi sono stabiliti dal regolamento. 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ci sono alcune manifestazioni già annunciate, sull'articolo 21, del Popolo viola. Il Pd le sosterrà? &lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ogni tipo di manifestazione, purché sia civile e pacifica, serve a far capire che c'è un paese che non si è assuefatto, che ha ancora voglia di far sentire la propria voce. E' un segnale di vitalità e democrazia.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Non c'è il rischio di alzare troppo il livello dello scontro? Abbiamo visto cosa è successo la scorsa settimana alla Camera. &lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il livello dello scontro è schizzato più dentro che fuori dalla Camera. Abbiamo visto due ministri importanti, uno che ha insultato il presidente della Camera e il sottoscritto in modo mai visto in Parlamento. Il secondo, il ministro della Giustizia, che ha tirato il tesserino in faccia ai gruppi dell'opposizione. Il cattivo esempio ci è venuto da dentro, non da fuori il palazzo.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Montezemolo annuncia di voler scendere in politica. Potrebbe essere un vostro candidato? &lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Io ero a Napoli quando Montezemolo ha fatto quel discorso. Credo sia una denuncia molto critica e condivisibile dell'Italia oggi. E' una dichiarazione molto esplicita di scesa in campo. Vedremo. Sicuramente è una personalità, ma prima deve dire lui stesso in che modo, con chi e con quali programmi scende in politica.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;In un momento come questo di grande emergenza, non sarebbe il caso di trovare una linea comune per far fronte all'emergenza immigrati? &lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
In Parlamento di fronte a richieste noi non ci sottraiamo a forme di collaborazione. molte regioni coinvolte sono guidate dal Pd. E' però difficile collaborare quando un ministro dice 'foera di ball'. Si gestisce la cosa in modo davvero dilettantistico, perché nel 2008 a Lampedusa sono arrivati 30mila immigrati. Rispettando le regole del diritto internazionale sono stati mandati i richiedenti asilo in centri appositi, mentre chi andava respinto è andato nel centro di respingimento. Oggi sembra che sia esploso il mondo perché sono arrivati 5mila immigrati in un Paese di 56 milioni di persone. Con un po' di organizzazione e di regole tutto questo non sarebbe accaduto.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Voi siete per i respingimenti oppure per la sistemazione degli immigrati nei centri di accoglienza? &lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Noi siamo per rispettare il diritto internazionale e, purtroppo, la Bossi-Fini, che prevede di verificare chi abbia il diritto al rifugio politico. I respingimenti naturalmente non vanno mai fatti in mare. Li si salvano, e poi si rimandano nel loro Paese.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=4868&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: Parlamento: macché uscire dall'aula; stiamoci anche di notte</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/01/david-maria-sassoli/parlamento-macch%C3%A9-uscire-dallaula-stiamoci-anche-di-notte/559558"></link>
  <updated>2011-04-01T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559558</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Ieri è stato il giovedì nero del governo Berlusconi: abbiamo capito che gli annunci del premier sono un bluff e abbiamo capito che questo governo non è in grado di reggere il peso di situazioni complesse, tanto è vero che è dovuto intervenire il capo dello Stato”. Lo afferma il capogruppo del Pd al Parlamento europeo, &lt;b&gt;David Sassoli&lt;/b&gt;, intervenuto questa mattina a Omnibus.
&lt;p&gt;

“Al giovedì nero di un governo attaccato solo alle poltrone però – aggiunge &lt;b&gt;Sassoli&lt;/b&gt; - è corrisposta la forte determinazione dell’opposizione. C’è la guerra , la disoccupazione, un’emergenza umanitaria che anche un gruppo di boy scouts avrebbe saputo affrontare e il governo continua ad occuparsi una settimana dei problemi giudiziari del premier e l’altra degli interessi della Lega. In attesa di mandare a rotoli il Paese si torni alle urne. Nel frattempo, stare in Parlamento paga, si ottengono risultati... Anzi dovremmo starci anche di notte”.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20110401-governo-sassoli-pd-macche-uscire-dall-aula-stiamoci-anche-di-notte&quot;&gt;AGENPARL&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Processo breve? Doppia violenza</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/30/dario-franceschini/processo-breve-doppia-violenza/559486"></link>
  <updated>2011-03-30T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559486</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Chiedere che la Camera voti oggi sul processo breve è una &quot;doppia violenza&quot;, che serve solo a &quot;fermare il processo Mills&quot; che riguarda Silvio Berlusconi e la conseguenza sarà che chiunque, anche uno stupratore, se incensurato potrà godere della prescrizione breve. Lo ha detto il capogruppo Pd alla Camera &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=RySLrm6Koi4&quot;&gt;intervenendo in Aula&lt;/a&gt; dopo che il Pdl ha chiesto l'inversione dell'ordine dei lavori. &quot;La proposta che ha fatto adesso il Pdl, sulla quale esprimiamo parere contrario, è un'altra pagina inedita di violenza parlamentare e di abuso della maggioranza. Cerco sempre di misurare le parole, le ho scelte perché qui si sta consumando una doppia violenza&quot;. 

&lt;p&gt;
Innanzitutto, ha detto &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt;, è &quot;una violenza parlamentare&quot;, perché l'articolo 24 comma 3 del regolamento della Camera garantisce all'opposizione uno spazio dei lavori parlamentari per l'esame delle proprie proposte di legge, mentre in questo modo &quot;è completamente svuotato e la minoranza non può portare più nulla in Aula&quot;. 

&lt;p&gt;
Ma, soprattutto, &quot;dov'è l'urgenza per invertire l'ordine del giorno? Qual è la motivazione per cui volete approvare in Aula, subito, un provvedimento vergognoso per la giustizia italiana che ha l'unica motivazione di fermare il processo mills per il presidente del Consiglio? La conseguenza immediata è che in migliaia di processi si rischierà la prescrizione, processi per violenza carnale, di rapina, di furti: un imputato per violenza carnale, se è incensurato, avrà la prescrizione breve grazie alla vostra norma&quot;. 

&lt;p&gt;
&quot;Vorrei sapere dalla Lega, dal ministro Bossi - ha aggiunto - cosa andrete a dire ai popoli padani a cui avete parlato di sicurezza? Andrete a dire che quando i provvedimenti riguardano il presidente del Consiglio non contano le rapine, i furti, le violenze. Siete pronti come servitori fedeli a votare a favore del presidente del Consiglio&quot;. E se tutto questo avviene proprio oggi è &quot;perché oggi casualmente il presidente del Consiglio è corso a Lampedusa seguito dai telegiornali. Quella visita non è per risolvere i problemi dell'isola, ma per coprire il processo breve che volete portare in Aula. Almeno provate vergogna dentro di voi per un'altra pagina nera della storia della Repubblica&quot;. 

&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=RySLrm6Koi4&quot;&gt;&lt;b&gt;Video dell'intervento in aula di Dario Franceschini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=4852&quot;&gt;&lt;b&gt;Testo completo dell'intervento di Dario Franceschini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=RySLrm6Koi4&quot;&gt;DarioFranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Berlusconi accetti le sentenze e rinunci alle leggi ad personam </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/05/dario-franceschini/berlusconi-accetti-le-sentenze-e-rinunci-alle-leggi-ad-personam/558852"></link>
  <updated>2011-03-05T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>558852</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il premier Silvio Berlusconi “dovrebbe innanzitutto dire che accetterà la sentenza, qualunque essa sia, come un cittadino qualunque e dovrebbe rinunciare all'abuso di leggi finalizzate a fermare i suoi processi”. Lo ha detto &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, capogruppo del Pd alla Camera, parlando con i giornalisti a margine del convegno &lt;a href=&quot;http://www.adessonline.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=31&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;“La crisi della democrazia e la politica dei cristiani”&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt; organizzato dall'associazione &lt;a href=&quot;http://www.adessonline.it&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Adesso&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;, vicina ad &lt;a href=&quot;http://www.areadem.info&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Area Dem&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;p&gt;
A chi gli chiedeva un commento sull'annunciata volontà del presidente del Consiglio di partecipare ai processi che lo vedono imputato, &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; ha risposto: “Vedremo cosa succederà”, sottolineando che “non può dire che va in aula e contemporaneamente far lavorare il Parlamento e la sua maggioranza soltanto sulle leggi che fermano i suoi processi”.
&lt;p&gt;
Per quanto riguarda i progetti di riforma della Giustizia, &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; ha affermato che “riforma della giustizia significa risolvere i problemi degli italiani, non risolvere soltanto i problemi del presidente del Consiglio che sono quelli dietro alle parole altisonanti processo breve, intercettazioni, legittimo impedimento, tutte cose che servono unicamente a fermare i processi al presidente del Consiglio. Questa - ha concluso &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; - non è riforma della giustizia, sono ancora leggi ad personam”.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-BERLUSCONI__FRANCESCHINI__ACCETTI_SENTENZE_E_RINUNCI_A_LEGGI_AD_PERSONAM-996262-POL-1.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Immunità: follia che respingeremo</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/02/21/dario-franceschini/immunit%C3%A0-follia-che-respingeremo/558325"></link>
  <updated>2011-02-21T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>558325</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Ancora una volta si dimostra che Berlusconi piega ogni esigenza e ogni regola ai suoi problemi: l'idea di reintrodurre l'immunita' parlamentare estendendo a tutti parlamentari una forma di protezione semplicemente per evitare i processi a Berlusconi e' una follia che noi respingeremo in tutti i modi&quot;. Cosi' il capogruppo del Pd alla Camera, &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt; durante un incontro pubblico a Firenze.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agi.it/rubriche/ultime-notizie-page/201102212249-pol-rom0132-giustizia_franceschini_immunita_follia_che_respingeremo&quot;&gt;Agi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Berlusconi è un'anomalia agli occhi del mondo. Si dimetta.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/02/16/dario-franceschini/berlusconi-%C3%A8-unanomalia-agli-occhi-del-mondo-si-dimetta/558127"></link>
  <updated>2011-02-16T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>558127</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Berlusconi e' l'anomalia italiana. Non e' una mia opinione, e' l'opinione di tutto il mondo&quot;. E' quanto ha dichiarato il capogruppo del Pd alla Camera &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, intervenuto a &lt;i&gt;&lt;b&gt;''24 Mattino''&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; su &lt;i&gt;Radio 24&lt;/i&gt; per parlare del rinvio a giudizio del premier.

&lt;p&gt;
''I giornali stranieri, moderati, progressisti, del mondo occidentale, dell'Asia, del mondo islamico rappresentano l'Italia come un Paese incomprensibile -ha aggiunto &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt;-: con una specie di padrone assoluto che rifiuta di essere sottoposto al giudizio per reati comuni''.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; ha quindi ribadito la richiesta di dimissioni del premier: ''In ogni democrazia del mondo, anche in Italia in un altro tempo, le dimissioni sarebbero la cosa piu' normale. Di fronte ad accuse di questo tipo un presidente del Consiglio, nell'interesse del suo Paese, va a difendersi davanti ai magistrati. Dice di essere perseguitato? Lo dimostri ai giudici. Cosi' invece portera' il suo ruolo oltre che la sua persona fisica in quel tribunale, esponendo l'Italia al ridicolo di fronte al mondo. Dovrebbe dimettersi per il suo Paese e per difendersi meglio. Ma Berlusconi -ha aggiunto &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt;- si ritiene, avendo vinto le elezioni, intoccabile e superiore alla legge e alla Costituzione''.

&lt;p&gt;
Sull'apertura di Bersani alla Lega, &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; ha detto: ''In un quadro politico diverso, senza l'anomalia di Berlusconi, con un Parlamento che torna a funzionare, si puo' tornare a un normale confronto tra maggioranza e opposizione. Ma l'anomalia rende impossibile il confronto''.

&lt;p&gt;
Infine un commento sulla proposta del direttore del &lt;i&gt;Fatto Quotidiano&lt;/i&gt;, Antonio Padellaro, che ha ipotizzato l'abbandono in blocco delle opposizioni dal Parlamento per paralizzarne i lavori: ''E' un'ipotesi non valutabile -ha affermato &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt;-. C'e' stata gia' una volta in cui le opposizioni hanno abbandonato il Parlamento, l'Aventino, ed e' finita come e' finita. Credo che basti una volta''.

&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=vA2O2maJuDs&quot;&gt;&lt;b&gt;Audio dell'intervista a Dario Franceschini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=4744&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Berlusconi si dimetta, non trascini l'Italia nella vergogna per mesi</title>
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  <updated>2011-02-15T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>558084</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Berlusconi si dimetta e vada davanti ai giudici, se ritiene di essere un perseguitato&quot;. Lo chiede il capogruppo del Pd alla Camera, &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, intervenendo in aula alla Camera sul rinvio a giudizio del premier nell'ambito del caso Ruby. La &quot;situazione e' insostenibile&quot;, continua &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; e Berlusconi ''sta facendo del male al suo Paese''. A questo punto &quot;il premier non trascini il Paese nella vergogna pretendendo di restare in carica, quella carica che indegnamente pretende di ricoprire&quot;.

&lt;p&gt;
&lt;p&gt;“E’ da settimane che chiediamo le dimissioni del Presidente del Consiglio. La situazione è chiara a tutti, il Paese è stremato”. afferma &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;. “Una maggioranza bloccata da mesi in Parlamento, ridotta a raccattare qualche parlamentare. Gli italiani hanno bisogno di un governo che governi. Adesso basta. Berlusconi faccia come qualsiasi altro politico del mondo e si dimetta. Sta trascinando in quell’aula di tribunale non la persona fisica ma l’istituzione che rappresenta”.

&lt;p&gt;
Ma Berlusconi, aggiunge &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt;, non si dimettera' perche' &quot;teme il giudizio del Parlamento e dei cittadini. Non ha paura solo del gidizio dei magistrati ma ha pauta anche del giudizio del popolo italiano&quot;.
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.youdem.tv/VideoDetails.aspx?id_video=a6d9af46-be53-4b94-94f9-6e86985f3eef&quot;&gt;&lt;b&gt;Video dell'intervento di Dario Franceschini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.youdem.tv/VideoDetails.aspx?id_video=a6d9af46-be53-4b94-94f9-6e86985f3eef&quot;&gt;YouDem&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Una stupidaggine la causa contro lo Stato</title>
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  <updated>2011-02-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>557927</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
 ''In qualsiasi altro paese o in qualsiasi altro periodo della storia italiana, un leader politico avrebbe capito quando il momento richiede un passo indietro: per il suo paese, per la sua coalizione, almeno per il suo partito. Questo non avviene perche' Berlusconi da sempre mette il proprio interesse personale davanti agli interessi del Paese''.


&lt;p&gt;
Lo ha detto il presidente deo deputati del Pd &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, che in mattinata, insieme alla presidente dei senatori democratici Anna Finocchiaro, ha firmato ad un banchetto in Piazza in Lucina a Roma, l'appello &lt;i&gt;''Berlusconi dimettiti''&lt;/i&gt;.

&lt;p&gt;
Berlusconi, ha aggiunto &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt;, ''si proclama innocente e perseguitato, ma dovrebbe sapere che una persona che si ritiene innocente chiede di andare subito davanti ai giudici per difendersi con orgoglio. E non usa invece qualsiasi strumento, anche legislativo per evitare i suoi processi a costo di devastare il sistema della giustizia italiana''.

&lt;p&gt;
''In realta' lui, ancora una volta, usa la maggioranza e il parlamento ed anche lo strumento legislativo per fermare i suoi processi. Dopo il menu degli anni scorsi adesso -ha affermato ancora &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt;- siamo di fronte a processo breve e intercettazioni, cioe' un tutto finalizzato a fermare i suoi processi, anche a costo di devastare la giustizia italiana e impedire, con la limitazione delle intercettazioni, una lotta efficace contro la criminalita' o addirittura bloccando processi contro delinquenti comuni''.

&lt;p&gt;
Per quanto riguarda il documento contro i magistrati, ''mi pare -ha commentato &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt;- si siano smentiti piu' volte nel corso della giornata. Fa ridere i polli una denuncia o causa contro lo Stato per attentati contro i ruoli del presidente del Consiglio. Fosse cosi' qualsiasi inziativa, della magistratura e poi della stampa, non si potrebbe fare perche' sarebbe un atto contro lo Stato. E' una stupidaggine che non sta ne' in cielo ne' in terra!''.

&lt;p&gt; &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=zsNK47XHMak&quot;&gt;&lt;b&gt;Video dell'intervento di Dario Franceschini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=zsNK47XHMak&quot;&gt;ASCA&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Causa allo Stato? Solito polverone di Berlusconi</title>
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  <updated>2011-02-09T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>557922</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Mentre ci sono sempre degli aspetti nuovi nelle vicende giudiziarie che lo riguardano, la reazione di Berlusconi e' sempre la stessa. cioe' di fronte ad accuse specifiche per cui dovrebbe andare a difendersi come fanno tutti i cittadini, con determinazione e con forza, davanti ai magistrati, in realta' tutte le volte la sua tecnica e' sollevare un polverone su altro. Anche su temi delicati o assurdi come la causa allo Stato che poi e' diventata pare una denuncia del Pdl''.

&lt;p&gt;
Lo ha detto il presidente dei deputati del Pd &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=4716&quot;&gt;intervistato dalla web Tv di Repubblica&lt;/a&gt; e commentando la reazione avuta oggi da Berlusconi durante la conferenza stampa a conclusione del consiglio dei ministri.

&lt;p&gt;
''Se ci fosse davvero un'iniziativa del genere, dovranno comunque decidere i magistrati e in base alla legge smonteranno la cosa: e' una cosa talmente assurda che vorrebbe dire qualsiasi critica o azione al capo del governo diventa un attentato agli organi costituzionali e un impedimento all'attivita' di governo: e' una cosa che non sta ne' in cielo ne' in terra! 
&lt;p&gt;Pero' la tecnica e' sempre quella: solleva un polverone, scatena magari uno scontro per cui una parte dell'opinione pubblica deve necessariamente schierarsi a difesa della Costituzione, dell'autonomia della magistratura, dell'uguagliana davanti alla legge, e tutto questo serve a coprire il merito delle vicende che lo riguardano''.

&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://tv.repubblica.it/palinsesto/2011-02-09/9759?video&quot;&gt;&lt;b&gt;Video dell'intervista a Dario Franceschini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=4716&quot;&gt;ASCA&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Luigi de MAGISTRIS: «Perché non mi autosospendo»</title>
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  <updated>2010-11-13T00:00:00Z</updated>
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  <id>547907</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Caro Travaglio, rispondo all’articolo in cui mi prospetti l’autosospensione dall’Idv a causa del mio rinvio a giudizio. Ti ringrazio per le parole di stima e per l’appoggio passato: sei stato fra i pochi a fotografare l’assalto al pm che ero, consentendomi di non morire di isolamento. 
&lt;p&gt;Veniamo al tema. Il rinvio a giudizio è un’assurdità: mi accusano di aver interpretato una norma, cioè di essermi comportato come tanti pm, supportato da dottrina e sentenze della Corte costituzionale. Magistrati equilibrati non potranno che rendermi giustizia. Non è comunque una novità. 
&lt;p&gt;Sono stato denunciato – per aver applicato l’art.3 della Costituzione – da tante persone, spesso potentissime e danarose, ben servite di avvocati e con ruoli di influenza.&lt;br /&gt;
 Magistrati, politici, imprenditori, mafiosi. Roba da piegarti la schiena. Sono stato uno dei pochi – e ho pagato con una sentenza disciplinare ingiusta – che ha denunciato la questione morale in magistratura. Solo i procedimenti penali nei miei confronti negli ultimi 3 anni sono circa 50. Mi sono sempre difeso nei processi e sinora i miei accusatori sono stati indagati o sono processati. Sarà difficile che riesca a uscire indenne dallo tsunami abbattutosi su di me. 
&lt;p&gt;I responsabili dei procedimenti disciplinari che mi hanno riguardato sono comparsi nell'inchiesta P3: parte della magistratura è distante dalla legalità. Il rischio, allora, è quello di procedimenti penali artatamente confezionati, come dimostrano indagini in cui risulto parte offesa. Non escludo che potrò, perciò, essere condannato anche in sede civile e penale.

&lt;p&gt;
L’indipendenza dei magistrati è un mio caposaldo e non defletto dal denunciare le incrostazioni interne all’ordine.&lt;br /&gt;
 Lo faccio per i magistrati onesti che resistono. Dibattiti, interrogazioni, iniziative legislative contro corruzione e mafie, manifestazioni per i diritti mi comportano – anche da politico – denunce e intimidazioni. Quindi ti chiedo: devo fermarmi se trovo un giudice magari pavido o che mi dà torto? Da noi l’illegalità è divenuta legale per legge, il Csm ha agito come sai, la deontologia dei magistrati è valutata da un capo degli ispettori come Miller. 
&lt;p&gt;In questo quadro, per ciò che dico e faccio, la reazione di tale sistema è punitiva. Allora che devo fare? Sospendere e attendere? Ho già pagato da pm e non voglio piegarmi al burocratismo giudiziario, che è cosa ben diversa dalla giustizia. 
&lt;p&gt;Se diffondo le intercettazioni – quando è in atto la legge bavaglio – potrei infatti essere rinviato a giudizio. Le interpretazioni burocraticistiche favoriscono il disegno autoritario che punta a criminalizzare il dissenso, fermare i servitori dello Stato scomodi e il cambiamento. 
&lt;p&gt;La mia autosospensione dall’Idv sarebbe una vittoria per tale sistema. La questione morale in politica, poi, non va ridotta al casellario giudiziario immacolato: le leggi di Berlusconi lo renderanno prerogativa di mafiosi e evasori.
&lt;p&gt; Alcuni limiti vanno però posti. Processi per reati gravi (corruzione, frode, etc) dovrebbero obbligare al passo indietro. Se un politico è assolto per un cavillo ma dalle circostanze emerge il dubbio, non può avere ruoli dirigenziali. La politica e la legalità devono prevalere sul burocraticismo, assisto al sistema contrario al sogno di un paese migliore. 
&lt;p&gt;Infine il codice etico. Ricordo che il rinvio a giudizio riguarda non la mia attività di politico, ma di pm: mestiere che espone se condotto in un certo modo. Per tutte queste ragioni non posso e non voglio mollare.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=VBZQW&quot;&gt;Il Fatto Quotidiano &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gianfranco FINI: No Processo Breve, No Retroattivita'</title>
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  <updated>2010-10-22T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>547315</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Camera   (Lista di elezione: PdL) - Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''E' chiaro che e' giusto fissare un arco temporale massimo dei processi. Ma e' inaccettabile che all'ultimo minuto su quel treno si aggiunga il vagone della retroattivita', cancellando migliaia di processi in corso. Queste ipotesi non ci troveranno mai consenzienti''.
&lt;p&gt; Questo uno dei passaggi centrali dell'intervento di Gianfranco Fini al Teatro Petruzzelli. ''Si puo' tutelare la funzione del presidente del Consiglio - aggiunge il presidente della Camera - ma non tutelare il premier cancellando migliaia di processi''.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://it.notizie.yahoo.com/19/20101022/r_t_asca_pl/tpl-giustizia-fini-no-processo-breve-no-1204c2b_1.html?printer=1&quot;&gt;ASCA&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo DONADI: «Eviteranno i processi a Berlusconi, magari insieme all’Udc»  - INTERVISTA </title>
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  <updated>2010-09-11T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>505924</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Donadi, dice che Bossi non farà scherzi a Berlusconi, non lo sfiducerà. C’è da credergli?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Oramai siamo al ventesimo patto in quattro mesi, c’è ancora qualcuno che si fida di qualcun altro? Questa maggioranza è una barzelletta che non fa più ridere nessuno. Se qualcuno poteva avere ancora dei dubbi credo che l’intervista del ministro Tremonti in cui candidamente ammette che non c’è crescita economica per l’Italia da 15 anni abbia tolto ogni residuo di dubbio. Delle due l’una: o è un cialtrone o ci prende in giro»

&lt;p&gt;
Questa volta però il patto sembra forte e a pietanza unica la giustizia. Nel deserto di Montecitorio s’intravedono contatti tra la finiana Bongiorno e l’onorevole Ghedini, tra quest’ultimo e l’Udc. Il patto santificato ieri dalle parole del presidente Schifani («Fini non è sfiduciabile»), prevede un accordo Pdl Fli e Udc su un nuovo legittimo impedimento che protegga il premier in quanto tale dai processi. Una nuova norma ma dal contenuto identico a quella vecchia che se approvata dal Parlamento entro il 14 dicembre avrà come primo effetto quello di evitare che la Consulta si pronunci sul legittimo impedimento “vecchio” e già in vigore in modo da congelare sentenze e processi per altri sette otto mesi e avere più tempo per le modifiche costituzionali auspicate anche da Fini per garantire le funzioni del premier mentre è il Presidente del Consiglio.&lt;br /&gt;
 In tutto questo il processo breve perderebbe la norma transitoria. Requiem per le intercettazioni. Massimo Donadi capogruppo dell’Italia dei valori alla Camera storce la bocca e rotea gli occhi.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Le sembra un patto possibile?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E’ chiaro che stanno lavorando in questa direzione e che l'Udc potrebbe seguirli. Ancora una volta al centro di tutto ci sono sempre e solo le pendenze giudiziarie di Berlusconi.
Questo governo è imbozzolato dalla testa ai piedi in un enorme conflitto di interessi. L’idea di fare un nuovo legittimo impedimento per impedire alla Consulta di pronunciarsi è come minimo golpista. Il nostro problema devono essere l’economia e il lavoro. Il fatto che un giovane su quattro è senza lavoro e che l’ Italia e l’unico paese fermo tra i venti lo dice l’Ocse»
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Andiamo nell’altra metà campo, il centrosinistra. Quale politica delle alleanze per Idv?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Noi cerhiamo idee e progetti condivisi. Questa è la priorità»
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;In caso di crisi di governo esistono due opzioni, governo tecnico o elezioni. Che fate?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Per noi è auspicabile un governo tecnico a tempo e con obiettivi precisi: tre quattro mesi per fare una nuova legge elettorale e una per il pluralismo dell’informazione tv. Dato questo schema di contenuti non escludiamo alleanze con nessuno»
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Neppure l’Udc o Fini?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Si tratta di scrivere nuove regole e a questo è giusto che partecipino tutti. Poi, dopo, ognuno torna a fare il suo mestiere. Nel centrodestra e nel centrosinistra»
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Crisi e elezioni subito in questo caso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non sarebbe la nostra prima scelta. E comunque l’Idv punta a una nuova coalizione di centrosinistra moderna, coesa e innovativa disposta a condividere un progetto chiaro e responsabilità di governo» 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Anche con Rifondazione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Dipende da loro. Al centro di tutto resta il Pd,  poi l’Idv, Sel, Verdi e tutti coloro che ci stanno. Il problema ma anche la priorità è avere chiaro il campo, il progetto, le idee. E qui nasce la critica al Pd…» 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il segretario Bersani ha fatto le sue proposte, il doppio cerchio, il Nuovo Ulivo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Bersani parla ma il problema è che non si sta lavorando per costruire questa coalizione. Oggi siamo a zero. E domani temo sarà ancora peggio. Di questo si assumeranno la responsabilità davanti agli elettori. Il fatto è che il Pd fa fatica a trovare una sintesi, è una somma di sigle senza idee. E’sfinito»
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Le contestazioni alla Festa del Pd: l’Idv ha difeso i fischi a Schifani. E questo ha provocato nuove tensioni con il principale partito di opposizione.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«L’attacco a Bonanni è inaccettabile, squadrista e indecente. Cosa diversa sono i fischi a Schifani strumentalizzati da un ceto politico abituato a parlare solo in tv e intollerante ai fischi che pure sono, sia chiaro, il modo più sbagliato per affermare le proprie idee»
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ai dibattiti in genere, prima si ascolta, poi semmai si critica.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E’ vero. Ma che razza di dibattito sulle riforme poteva immaginare il Pd invitando il più azzerbinato degli uomini di Berlusconi? Bersani dice che la politica del premier è una fogna e poi ne va a discutere con uno dei protagonisti della fogna…&lt;br /&gt;
Il confronto è il sale della democrazia ma non credo che da Schifani possa arrivare un grande contributo»
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=TVSW5&quot;&gt;l’Unità – Claudia Fusani&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Beppe PISANU:  &quot;Ci fu una trattativa con stato-mafia&quot; </title>
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  <updated>2010-06-30T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>502499</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Cosa Nostra, anche oggi, non rinuncia a influire sulla politica. È il presidente della commissione antimafia, Giuseppe Pisanu, a lanciare l'allarme su intrecci e infiltrazioni mafiose. Nella sua analisi sui grandi delitti e stragi di mafia del 1992-93, Pisanu afferma che alle spalle di quegli omicidi si mosse &quot;un groviglio tra mafia, politica, grandi affari, gruppi eversivi e pezzi deviati dello Stato&quot;. In quegli anni tra governo italiano e Cosa nostra &quot;qualcosa sul genere&quot; di una trattativa &quot;ci fu e Cosa nostra la accompagnò con inaudite ostentazioni di forza&quot; sostiene Pisanu, che nel dossier ripercorre quel periodo, ricordando gli attentati, i morti e le manovre organizzate dalla mafia per destabilizzare lo Stato. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/politica/2010/06/30/news/pisanu_trattativa-5277926/?ref=HREC1-3&quot;&gt;www.repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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