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  <title>Openpolis - Argomento: studenti</title>
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  <updated>2012-03-27T00:00:00Z</updated>
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  <title>Francesco Profumo: «Una campagna nelle scuole per educare i ragazzi al rispetto»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-03-27T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626296</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Istruzione, università e ricerca&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Una campagna in tutte le scuole contro la violenza sulle donne. Francesco Profumo, ministro della Pubblica istruzione, annuncia una imminente chiamata a raccolta tra gli studenti perché presentino progetti da valutare in ottobre, in occasione della &quot;Settimana contro la violenza&quot; istituita per la prima volta, nel 2009, dai ministri Gelmini e Carfagna.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ministro Profumo, le cifre sono inquietanti. Ogni due giorni una donna è vittima della violenza di un uomo. Che cosa può fare la scuola?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«In questi casi la scuola deve svolgere un lavoro quotidiano di educazione. Credo poco all´effetto degli eventi se non sono preceduti da un lavoro con i ragazzi. La ‘Settimana contro la violenza´ che si tiene in tutta Italia ad ottobre è un´occasione importante se riusciamo a farla precedere da un progetto comune con gli studenti».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Come funzionerà il progetto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«L´idea è quella di far partire una chiamata e sollecitare proposte. Si tratta di suggerire i cento modi, le molte occasioni concrete per promuovere una educazione permanente al rispetto, che è poi la base di un corretto rapporto tra chi è differente».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ci sono iniziative analoghe in altri paesi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E´ molto interessante l'esperienza spagnola. Perché realizzata in un paese di cultura mediterranea come il nostro. Queste esperienze possono essere replicate e migliorate ancora, per esempio sfruttando i social network. Se le proposte vengono dai ragazzi e sono discusse da loro, i risultati sono duraturi».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei fa l´esempio della Spagna. Perché la cultura mediterranea è più a rischio per le donne?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«C´è sicuramente un problema di modello culturale ma anche di riconoscimento sociale. Da generazioni nelle società del nord Europa il ruolo delle donne è valorizzato e rispettato. Questo è molto importante, ha conseguenze dirette sui comportamenti sociali e anche sull´atteggiamento dei maschi nei loro confronti. E´ un fatto che nei paesi mediterranei e nelle nostre società non è sempre così».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei pensa che il ruolo delle donne nella società possa avere una funzione educativa per i ragazzi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«È fondamentale. Prima di fare il ministro io sono stato rettore del Politecnico di Torino. Nel corso degli anni ho visto aumentare considerevolmente il numero delle ragazze che si iscrivevano alla facoltà di Ingegneria, fino ad allora tradizionalmente frequentata dai ragazzi. Al punto che ancora oggi, se ci si riflette, ‘un ingegnere´ si scrive senza l´apostrofo anche se si sta parlando di una donna. Ebbene, oso pensare che una società in cui ci sono donne che diventano ingegneri, per dire di un mestiere oggi molto considerato, sia una società in cui, in generale, il rispetto per le donne sia maggiore e gli atti di violenza nei loro confronti tendano a diminuire».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ci sono altre azioni, oltre alla vostra campagna nelle scuole, che possano raggiungere l´obiettivo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Penso che anche in questo campo, come in molti altri, sia indispensabile un rapporto stretto con il ministro Fornero, che è titolare del lavoro e delle pari opportunità. Nei prossimi anni lo schema classico per cui la scuola e lo studio precedono il lavoro verrà completamene rivoluzionato. Ciascuno alternerà periodi di studio e di lavoro, i due ambiti saranno sempre più intrecciati. Così accadrà che quel che succede nelle scuole influenzerà molto di più i modelli di comportamento negli uffici e nelle aziende. Promuovere atteggiamenti di rispetto tra generi sarà compito dei due ministeri insieme. Ne ho già parlato in queste ore con la collega Fornero e penso che presto troveremo il modo di collaborare su questo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il rispetto tra i generi come misura della modernità di una società?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Certamente. Tanto più una società è in grado di far convivere ogni tipo del diversità al suo interno, tanto più è vitale. Il rispetto è il primo passo in questa direzione».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1CR4QP&quot;&gt;la Repubblica - Paolo Griseri&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio NAPOLITANO: Il separatista in cella. La secessione è fuori dalla realtà.</title>
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  <updated>2011-10-30T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609677</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Ho avuto modo di dire che la secessione è fuori dalla realtà e fuori dal mondo d'oggi. Appare grottesco pensare a uno Stato Lombardo-Veneto che competa con la Cina, la Russia, gli Stati Uniti. Mi pare che il livello di grottesco sia tale da far capire che si può strillare in un prato, ma non si può cambiare il corso della storia&quot;.
&lt;p&gt;&quot;In passato, un leader separatista fu arrestato. Lo Stato non esitò a intervenire&quot;.
&lt;p&gt;
&quot;Il sistema elettorale vigente ha rotto il rapporto di responsabilità tra elettore ed eletto. Non voglio idealizzare o idoleggiare i modelli del passato, perché sappiamo quanto la pratica delle preferenze grondasse di negatività, ma era una forma di collegamento più diretto tra eletto ed elettore&quot;. 
&lt;p&gt;&quot;Ormai è ampiamente diffuso il riconoscimento per cui una diversa legge elettorale può facilitare il ritorno della fiducia nelle istituzioni&quot;.
&lt;p&gt;&quot;È vero che in Italia non c'è stata una donna presidente della Repubblica e neppure capo del Governo, ma in alcuni settori dell'apparato pubblico invece c'è stata una avanzata notevole, ad esempio nella magistratura. La strada per realizzare la parità è ancora molto lunga. È importante che non si spenga quel movimento ideale che portò alle leggi sul divorzio, sull'aborto, sul diritto di famiglia. I progressi potrebbero essere più veloci, questo dipende molto da voi giovani&quot;. 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;N.B.&lt;/b&gt; &lt;i&gt;Estratto dall'intervento alla facoltà di giurisprudenza di Napoli
&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://libero-news.it/news/834630/Napolitano-arresta-la-Lega--Un-separatista-fin%C3%AC-in-cella-.html&quot;&gt;libero-news.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIUSEPPE TASSONE: Cuneo. Ragazzi delle scuole medie in consiglio comunale</title>
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  <updated>2011-05-25T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>572833</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres.  Consiglio Comunale Cuneo (CN) (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Martedì 24 maggio, 45 alunni delle scuole medie di Cuneo, accompagnati dai professori, hanno assistito ad una parte della seduta del consiglio comunale. Gli studenti hanno preso parte ad un progetto relativo a “cittadinanza attiva e Costituzione”, mirato all’avvicinamento dei giovani alla “cosa pubblica”. A riceverli il Presidente del Consiglio Comunale Beppe  Tassone ed il Vice Presidente Nello Streri, che hanno spiegato ai ragazzi il funzionamento dell’assemblea comunale. 
&lt;p&gt;
Nella seduta del 23 maggioi altri 70 studenti partecipanti al progetto hanno avuto occasione di provare la medesima esperienza.&lt;br /&gt;

 «Abbiamo voluto sottolineare l’importanza di avvicinarsi alla cosa pubblica da parte dei giovani, – dichiarano Tassone e Streri – per essere partecipi delle scelte e non solo spettatori. La partecipazione dei giovani alla vita cittadina fin dall’età della scuola dell’obbligo è un fattore estremamente importante, per questo esprimiamo i nostri complimenti agli insegnanti che hanno messo in atto questo interessante progetto.  Occorre che il mondo della politica sia sentito come parte rilevante della vita civica dei cittadini e che questo avvenga fin dall’età scolare, soprattutto per un paese che vuole mantenersi negli standard europei.»&lt;br /&gt;

 
 

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.beppetassone.it/index.php?id=10683&amp;tx_ttnews[tt_news]=75231&amp;tx_ttnews[backPid]=10336&amp;cHash=48ef8bccf1&quot;&gt;propria&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>VIRGINIO MEROLA: Stretta sulle feste di laurea: &quot;Qui non si fa casino&quot;</title>
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  <updated>2011-03-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559645</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Consiglio Provincia Bologna (Gruppo: PD) - Consigliere Provincia Bologna (Lista di elezione: PD) - Consigliere Provincia Bologna (Lista di elezione: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;A Bologna c'è spazio per divertirsi, non per fare casino&quot;. 
&quot;Non capisco perchè insieme all’Università - prosegue - non si possa dire che quando uno festeggia la laurea non è per forza necessario imbrattare tutti i portici e far scoppiare dei petardi». Cosa Merola abbia intenzione di fare di preciso non lo dice. Ma quello che ha in mente è una tolleranza ridotta sui frequentissimi festeggiamenti di laurea, rituale consueto specie nella zona universitaria. «Lo dico anche ai genitori, che si arrabbiano se gli si dice qualcosa. Insieme all’Università - insiste ancora il candidato - dobbiamo fare capire che la libertà vera è anche rispettare gli altri&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/politica/2011/22-marzo-2011/merola-stretta-feste-laurea-qui-non-si-fa-casino-190283792133.shtml&quot;&gt;corrieredibologna.corriere.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio NAPOLITANO: &quot;Fornire risposte concrete alle richieste dei giovani. E' essenziale valorizzare le migliori energie intellettuali e creative&quot;</title>
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  <updated>2011-03-10T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>558985</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Occorre, come ho più volte sottolineato, prestare ascolto alle pressanti richieste provenienti dal mondo giovanile e fornire risposte concrete a generazioni di studenti che troppo spesso vedono ostacolato il percorso di crescita personale e professionale e vanificate la fiducia e la speranza che hanno motivato il loro impegno nello studio e nella ricerca. In questo quadro è essenziale promuovere l'innalzamento degli standard formativi e valorizzare le migliori energie intellettuali e creative: soltanto investendo su tali priorità sarà possibile superare le attuali difficoltà di ordine economico e sociale ed affrontare efficacemente le grandi sfide del nostro tempo&quot;. 

&lt;p&gt;
Lo ha scritto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio di saluto inviato, in occasione della Conferenza internazionale &quot;Capitale umano e occupazione nell'area europea e mediterranea&quot;, che si tiene a Bologna, ai promotori e ai partecipanti &quot;nell'auspicio che il consolidamento della collaborazione scientifica fra gli istituti univesitari e di ricerca nell'area mediterranea potrà contribuire a rafforzare il processo di arricchimento professionale e di integrazione culturale&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;L'articolato programma di interventi e di relazioni - prosegue il Presidente Napolitano - costituisce un'importante occasione di confronto sulle modalità della formazione accademica e professionale nei diversi paesi presi in esame e sulle reali opportunità di inserimento nel mercato del lavoro offerte ai più giovani&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&amp;key=15052&quot;&gt;Il Quirinale.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Francesco Pastore: Giornata della memoria: “Puglia terra di accoglienza”</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/01/27/francesco-pastore/giornata-della-memoria-%E2%80%9Cpuglia-terra-di-accoglienza%E2%80%9D/557350"></link>
  <updated>2011-01-27T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>557350</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Puglia (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La storia non è solo un racconto, una cronaca, ma è un passato ricco di senso che espande il suo significato sul futuro. Se e quando manca, a imporsi è la mancanza di senso e la perdita di vista di quello che è bene e quello che è male. Resta tutto indistinto e si agisce senza criteri, senza orientamento, in una parola senza memoria.
&lt;p&gt;
Consapevoli di questo e per evitarlo, domani l’Aula del Consiglio regionale si trasformerà in laboratorio storico, Aula di sapere, in cui la storia si racconterà, ricorderà e vivrà in maniera vibrante, grazie alle testimonianze sempre vive del periodo più oscuro e del secolo più ‘breve’ come gli studiosi hanno definito il XX secolo. 
&lt;p&gt;Importante sarà la presenza del pubblico e, tra esso, dei ragazzi, gli studenti invitati a interloquire con l’Istituzione e confrontarsi con essa sul passato e sul presente su come, ieri e oggi, la Puglia sia stata e continui ad essere terra di accoglienza, allora per i profughi ebrei in fuga dalla follia lucida di chi voleva sterminarli, oggi per tutti coloro che cercano di affermare il diritto ad una esistenza dignitosa, in fuga da guerre e nuovi stermini.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.consiglio.puglia.it/applicazioni/cadan/cms_AgenziaNotizie/dataview.aspx?id=164980&quot;&gt;www.consiglio.puglia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio NAPOLITANO: «Diamo risposte a una generazione inascoltata. Ecco perchè ho incontrato i ragazzi»</title>
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  <updated>2010-12-24T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Mi sono trovato davanti una generazione che si sente inascoltata e a cui dobbiamo dare risposte».&lt;br /&gt;
 Nelle ore in cui la nuova riforma dell'Università diventa legge, Giorgio Napolitano ragiona sulla protesta giovanile che per giorni ha occupato il dibattito politico italiano, mettendo al centro «il tema dell'ascolto, della capacità della politica di tornare a comunicare con i più giovani». E' un chiodo fisso del Presidente - che lo ripeterà anche la prossima settimana nel suo discorso di fine anno - quello di dare «valide risposte ad un malessere crescente fatto di disoccupazione e precarietà», accentuato dalla crisi economica e dal divario crescente tra Nord e Sud.
&lt;p&gt;

Il Capo dello Stato già ragiona sulle sfide del 2011, quando celebrerà il primo secolo e mezzo dell'Unità d'Italia chiedendo al Paese di avere memoria ma di guardare avanti e tornare a progettare un futuro.
&lt;p&gt; Il Presidente della Repubblica, l'altroieri sera, ha aperto le porte del Quirinale ad una delegazione di ragazzi perché proprio loro sono il futuro già tra noi e ora racconta: «Li ho accolti perché la loro protesta non era stata sporcata dai segni della violenza. Sono venuti da me dopo una giornata molto tranquilla, e questa era la condizione preliminare per ogni dialogo». Una condizione posta lunedì scorso, nel discorso alle alte cariche dello Stato: «Sono stato chiaro: i giovani hanno il diritto di manifestare e protestare ma devono tenere fortemente le distanze da quei gruppi che sono portatori di una intollerabile illegalità e violenza distruttiva.
&lt;p&gt;

Mi sembra che abbiano capito che sarebbero finiti nell'angolo, in un &quot;cul de sac&quot;, se avessero incoraggiato o anche tollerato una violenza come quella della settimana prima, e il fatto che quegli episodi non si siano ripetuti è importante». Così per un'ora e mezzo dodici studenti si sono seduti intorno al Presidente nel suo studio e hanno raccontato la loro opposizione alla legge di Mariastella Gelmini: «Nel dialogo con loro ho trovato tratti di ingenuità ma buona fede e dobbiamo renderci conto che non è solo il problema di una legge ma è il problema di una generazione». 
&lt;p&gt;Un messaggio, Giorgio Napolitano, vuole lanciare ora che la riforma è passata, le manifestazioni finite e pure un anno segnato da polemiche e scontri terribili sta per andare in archivio: «Oggi mi sento di dire che gli studenti che protestano, e che ho ricevuto, sentono e pongono soprattutto il problema dell'avere voce, del veder ascoltate, considerate e discusse le loro preoccupazioni, le loro esigenze e le loro proposte.
&lt;p&gt;

E tutti noi che abbiamo responsabilità nelle istituzioni e nella politica dobbiamo capire che sono, al fondo, le preoccupazioni di una generazione cui è ormai chiaro, nella percezione di molti, quali incognite presenti per essa il futuro». La necessità di dare risposte, e questo è l'altro cavallo di battaglia del Presidente da settimane, è legata alla stabilità che deve essere funzionale però a una «efficace azione di governo» e a un lavoro parlamentare che «sia produttivo». Se gli si chiede come può riuscire a svolgere serenamente il suo ruolo mentre il mondo politico è preda di continue guerre, risponde candidamente: «L'unica cosa è cercare di non farsi travolgere dalle scosse, dai problemi e dalle novità che si accavallano ogni giorno e provare a guardare lontano».
&lt;p&gt;

Il Presidente della Repubblica si prepara ad un anno intenso, che lo vedrà protagonista e motore delle celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Il primo appuntamento sarà già il 7 gennaio a Reggio Emilia con la Giornata Nazionale della Bandiera, con un simbolico passaggio di mano del tricolore dal sindaco di Torino a quello di Roma. Quel giorno sarà l'apertura ufficiale dei festeggiamenti e mancano ormai solo due settimane: Giorgio Napolitano non nasconde il suo dispiacere per l'atteggiamento freddo del governo. Il Presidente riconosce ai giornali, all'editoria, alla scuola e agli enti locali l'impegno nel sostenere le celebrazioni, ma torna a sottolineare «la mancanza di un impegno politico nazionale».

&lt;p&gt;
Così prova ancora a spronare il governo affinché «faccia sentire la propria voce e diventi finalmente protagonista della festa della nazione, perché - ripete - non è mai troppo tardi e si può ancora recuperare». L'importanza dell'unità sarà al centro del discorso di fine anno insieme alla centralità dell'Europa: «Un tema che sembra essere scomparso dall'agenda politica italiana ma che andrà a condizionare qualsiasi sbocco della crisi italiana».
&lt;p&gt; Appare incomprensibile, al Presidente, l'incapacità di pensare «europeo» in un momento in cui l'intreccio tra la crisi indotta dall'accelerazione della globalizzazione, le tempeste monetarie e la crisi finanziaria rappresenta ancora un rischio forte anche per l'Italia.
&lt;p&gt;

«Per questo è necessario tenere la guardia alta», per questo nei suoi atti e nei suoi discorsi Giorgio Napolitano ha messo la stabilità al centro e ha sottolineato i tempi fisiologici di durata di una legislatura. Ma se chi governa ha tempo davanti lo deve usare con efficacia, «con la massima serietà», pensando alla riduzione del debito pubblico e allo sviluppo. 
&lt;p&gt;Questi concetti lo riportano a parlare dei giovani, della necessità di trovare soluzioni sostenibili e di lungo periodo per il Paese che lasceremo in eredità alle prossime generazioni, perché nel momento in cui si ripensa il Welfare e le risorse sono scarse bisogna mettere bene in chiaro quali sono le priorità e i bisogni dell'Italia.
&lt;p&gt;

I Palazzi della politica ormai hanno chiuso per le ferie, per qualche settimana il rumore degli scontri potrebbe calare, ma il Presidente non riesce a pensare alle vacanze, dice che prima di riposarsi deve preparare il discorso agli italiani di fine anno. Poi sarà l'anno nuovo, cominceranno le celebrazioni dei 150 anni e l'attività politica riprenderà e subito ci sarà la sentenza della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento. Napolitano invita tutti alla serenità, alla calma e ad evitare fughe in avanti, da parte sua continuerà ad applicare la regola d'oro di non farsi travolgere dalle scosse.
&lt;p&gt;

&lt;i&gt;Il colloquio del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è stato pubblicato da &quot;&lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=WBCAM&quot;&gt;&lt;b&gt;La Stampa&lt;/b&gt;&quot;&lt;/a&gt; con il titolo &quot;Napolitano: Diamo risposte a una generazione inascoltata&quot; firmato da Mario Calabresi.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&amp;key=2048&quot;&gt;Il Quirinale.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: «Rifondazione è in movimento, Berlusconi è fermo all'Ottocento»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2010-12-24T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548985</id>
  <summary type="html"> &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Segretario, se andassero in porto i tagli all'editoria, questa potrebbe essere una delle ultime interviste a &quot;Liberazione&quot;. Bel regalo di Natale dal governo Berlusconi....&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Berlusconi ha un'idea fascista dell'informazione. Mettere in ginocchio giornali e piccoli editori significa trasformare l'informazione in informazione di regime. Nella stampa dei poteri forti. Ma chi pensa che l'antidoto al regime sia il mercato commette un grave errore. Magari chi è nelle grazie degli imprenditori avrà pubblicità e soldi, ma chi invece li critica, chi contesta il sistema non avrà una lira. Il mercato non è un antidoto alla lottizzazione o al regime, ne è l'altra faccia.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E l'altra faccia di questo governo sono le piazze piene di studenti che protestano, non solo contro la riforma Gelmini ma contro la loro precarietà esistenziale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Questo movimento nasce dentro la crisi economica. Un'intera generazione che si ribella a un destino di precarietà, al ruolo che le è stato riservato dalle classi dominanti e dalle politiche europee. La gestione capitalistica della crisi mette in ginocchio le nuove generazioni e prevede il loro impoverimento. Essere giovani oggi non è solo una condizione generazionale ma è come appartenere ad una classe sociale sfruttata, precarizzata, senza speranza. Va colto il nodo strutturalmente, potenzialmente anticapitalistico della condizione giovanile oggi.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;I ragazzi chiedono futuro, la politica è incapace di rispondere.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Questo movimento è nato e sta crescendo dentro la crisi della politica. Nati e cresciuti dentro il bipolarismo, i giovani di oggi non hanno mai avuto alcuna risposta dalla politica. Non sperano più nella capacità della politica di affrontare e risolvere i problemi della loro condizione sociale e si potrebbe dire anche esistenziale. Le proteste del '68 e del '69 trovarono uno sbocco politico attraverso partiti, sindacati, associazioni. Anche il movimento di Genova ha avuto un legame forte con la politica, con un importante ruolo di Rifondazione comunista. Oggi no, non più. Le delusioni che i giovani hanno avuto in questi vent'anni dai diversi governi - compreso Prodi e Rifondazione - hanno prodotto una sfiducia verso i partiti che è del tutto comprensibile. La politica non è vista come il terreno attraverso cui si possono cambiare le cose. Da qui un senso di estraneità e di rivolta, che chiede il cambiamento ma proprio per questo non ritiene i partiti uno strumento utile a dare una risposta. Vi è una grossa domanda politica, di cambiamento, che giustamente è diffidente verso la politica così come oggi è organizzata nel teatrino bipolare dell'alternanza tra simili.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;I ragazzi in piazza esprimono valori forti: la cultura, la ricerca, il lavoro.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il movimento chiede un cambiamento radicale della società: diritto allo studio, un lavoro decente, una vita degna di essere vissuta. I ragazzi si ribellano a un mondo dove i soldi sono gestiti dalle banche, i ricchi sono sempre più ricchi, i poveri aumentano giorno dopo giorno. Diciamo che la radicalità dei contenuti non ha oggi un linguaggio e un universo simbolico a disposizione per rappresentare la propria voglia di cambiamento. A questo nodo politico dobbiamo lavorare per porci l'obiettivo di formulare, con i ragazzi e le ragazze del movimento, delle risposte.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;C'era molta rabbia in piazza.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Alcune forme di protesta sono frutto di questa giusta arrabbiatura per l'impermeabilità del sistema politico. Così come sono il frutto della spettacolarizzazione del sistema dell'informazione: per finire in prima pagina non devi fare un corteo pacifico di centomila studenti ma devi fare a botte. Il sistema è questo. I moralisti dell'informazione che se la prendono con gli studenti rivoltosi sono gli stessi che parlano degli studenti solo se ci sono casini.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E la politica? Si chiude nelle zone rosse?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il potere si è blindato nella zona rossa. L'unico che ha fatto un gesto politico positivo è stato Napolitano, ricevendo gli studenti e quindi riconoscendo le ragioni della loro protesta. La politica ha dato di sé uno spettacolo devastante: compravendita di voti, passaggi di casacca. Il Governo non si è posto il problema di ascoltare i ragazzi. Li considera nemici senza neppure discuterci. Cercano di trasformare un problema politico in problema di ordine pubblico. La democrazia conquistata a fatica nel novecento viene cancellata con un colpo di spugna. Fra Bava Beccaris che a fine ottocento spara con i cannoni sulla folla e Giovanni Giolitti che non manda i soldati contro gli operai che occupano le fabbriche c'è una differenza profonda. Beccaris non riconosce la questione sociale, per lui è solo un problema di ordine pubblico. Giolitti fa l'esatto contrario. Ora Berlusconi sta uscendo dal novecento per tornare all'ottocento. Chi non è d'accordo con lui, chi protesta è un nemico.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Di politici in piazza mercoledì ce ne erano ben pochi. E un unico segretario, lo stiamo intervistando.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
In piazza c'era Rifondazione comunista, la federazione della Sinistra, mancava l'opposizione parlamentare. Del resto le avances del Pd al Terzo polo sono politicamente devastanti. Il più grande partito di opposizione ha teso la mano a chi come Fini vota la riforma Gelmini e avvalla le politiche del governo sul lavoro. Così facendo la politica si autoconfina nella zona rossa.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quali saranno i prossimi passi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Rifondazione è nel movimento. In strada come sui tetti. Vogliamo capire ed imparare. Vogliamo partecipare ad organizzare le lotte e a sviluppare la riflessione su come costruire un progetto di trasformazione, un movimento politico di massa. Abbiamo contribuito alla riuscita della mobilitazione del 16 ottobre, siamo dentro le lotte studentesche. Vogliamo continuare a starci per costruire insieme un rafforzamento del movimento e un dialogo tra studenti e lavoratori che metta in discussione la comune condizione di sfruttati senza prospettive.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ora che la Gelmini ha avuto il via libera del Parlamento che ne sarà del movimento, studentesco e non solo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Durerà se saprà costruire &quot;istituzioni di movimento&quot;. Nel biennio '68-'69 successe così: nacquero consigli di fabbrica, comitati di zona. Dopo Genova sono nati i social forum. La ribellione contro un provvedimento ingiusto può e deve trasformarsi in un movimento di massa per cambiare lo stato delle cose presenti, per fare questo deve sedimentarsi in forme di partecipazione democratica. E' questa la sfida delle prossime settimane.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Che fare allora?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Occorre evitare due errori. Il primo è mettere al centro dell'azione del movimento la sola rivolta. Ci riporta diritti all'ottocento. Lo stato si chiude nella zona rossa e a te non resta che dar l'assalto al municipio. Per cambiare lo stato delle cose non basta il carnevale della rivolta. La reazione è comprensibile ma non è sufficiente. Un altro errore è pensare che lo sbocco del movimento sia quello elettorale, come una specie di passaggio di testimone dalla lotta alla rappresentanza istituzionale. Fu l'errore fatto da Rifondazione dopo Genova. Evitare il ribellismo e il politicismo per costruire consapevolmente un movimento politico di massa che si sedimenti nel tempo e nello spazio. Si dia una prospettiva e si radichi sui territori.
&lt;p&gt;


&lt;b&gt;Domanda delle domande: come sconfiggere Berlusconi? Stiamo parlando di David contro Golia.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Bisogna sconfiggere Berlusconi e costruire un'alternativa al bipolarismo. Se continuiamo a ragionare secondo la logica del meno peggio - essenza del bipolarismo - non andiamo da nessuna parte. Noi vogliamo costituire un fronte democratico con chi effettivamente si oppone a Berlusconi, non con chi vota i suoi provvedimenti, come Fini. Per questo diciamo al Pd di smetterla con il politicismo e di costruire da subito il fronte democratico delle opposizioni, che deve essere costruito nel paese prima che sul terreno elettorale. Parallelamente proponiamo a tutta la sinistra, da Sel alle forze alla nostra sinistra, di formare un polo della sinistra italiana perché questo centrosinistra è totalmente inadeguato per rispondere alle richieste degli studenti e anche a quelle degli operai. Occorre costruire un fronte democratico per sconfiggere Berlusconi e un polo della sinistra per sconfiggere anche il berlusconismo.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=WBDC9&quot;&gt;Liberazione - Frida Nacinovich&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Ascoltare le ragioni degli studenti</title>
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  <updated>2010-12-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>549483</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;‎&quot;Il Presidente Napolitano ha dimostrato ieri, con un gesto forte e semplice, cosa deve fare la politica: ascoltare le ragioni degli studenti&quot;. Questo è quanto dichiarato da Dario Franceschini, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati in un commento su Twitter, in merito all'incontro avvenuto tra Giorgio Napolitano e una delegazione degli studenti che protestava contro l'approvazione del ddl Gelmini sull'Università.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it&quot;&gt;DarioFranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: Il Caimano all'assalto della Consulta</title>
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  <updated>2010-12-23T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548973</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Se la Corte costituzionale non mi darà ragione, mi scatenerò contro di loro, in tv e sulle piazze.&quot; &lt;br /&gt;
Questa l’ultima molotov lanciata da Berlusconi contro la Costituzione e i giudici.
&lt;p&gt;

In questi giorni Maroni e Gasparri hanno minacciato di usare il daspo contro gli studenti, anzi Gasparri avrebbe voluto fermare preventivamente i potenziali molestatori delle piazze. Ebbene quale provvedimento dovrebbe essere applicato ad un presidente del Consiglio che usa queste parole, che minaccia la suprema corte, che oltraggia la carta fondamentale?
&lt;p&gt;

Se c’è qualcuno da fermare è proprio il piccolo Cesare, a lui andrebbe impedito l’accesso alle tv e alle piazze, la zona rossa andrebbe realizzata attorno a palazzo Grazioli, per impedire al molestatore di disturbare i cittadini e la carta costituzionale.
&lt;p&gt;

Parole simili hanno lo sgradevole sapore del ricatto, della pressione preventiva per indurre i giudici a non procedere &quot;secondo scienza e coscienza&quot;, ma a decidere secondo convenienza, facendo prevalere l’interesse particolare sull’interesse generale.
&lt;p&gt;

Chiunque abbia a cuore lo stato di diritto, ha il dovere di costruire un cordone sanitario attorno ai giudici della Consulta, per consentire loro di lavorare e di decidere in pace, senza essere condizionati dall’acre odore delle molotov verbali e dagli annunciati cortei, secondo il copione profeticamente anticipato da Nanni Moretti nel film &quot;Il Caimano&quot;.
&lt;p&gt;

In ogni caso se e quando Berlusconi dovesse mai decidere di promuovere una marcia dal chiaro sapore golpista, altra parola non troviamo, sarà il caso di farsi trovare pronti e di schierarsi a presidio dell’ordinamento democratico e costituzionale.
&lt;p&gt;

Marco Travaglio ha già proposto di indire una grande giornata per la legalità repubblicana, una iniziativa segnata dalla lettura degli articoli della Costituzione e dalla esposizione del tricolore, che dovrà essere, aggiungiamo noi, il colore unificante della giornata. Per una volta dovremo esserci tutti, abbandonando vecchi schemi, spirito di fazione e di frazione inconcludenti discussioni sulle alleanze e sulle tattiche.
&lt;p&gt;

Se il Caimano dovesse tentare l’assalto finale spetterà a ciascuno di noi reagire con la dovuta intransigenza democratica, questa volta davvero senza se e senza ma.&lt;br /&gt;




&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://temi.repubblica.it/micromega-online/il-caimano-allassalto-della-consulta/?printpage=undefined&quot;&gt;micromega-online&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>VINCENZO MARIA VITA: Manifestare è un diritto sacrosanto</title>
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  <updated>2010-12-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>548970</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Manifestare è un diritto sacrosanto. Perché Maurizio Gasparri fomenta con dichiarazioni irresponsabili gli animi già tesi? A quale fine?

&lt;p&gt;
E' doveroso tutelare le espressioni della democrazia. Si tratta di dichiarazioni fuori dal mondo che non tengono conto di un diritto costituzionalmente garantito per tutti i cittadini, quindi anche per gli studenti.

&lt;p&gt;
Chiediamo la trasmissione in diretta in televisione e per radio della manifestazione degli studenti del 22 dicembre.

&lt;p&gt;
La mobilitazione contro il ddl Gelmini sull'università non può e non deve essere confinata a una questione di ordine pubblico.

&lt;p&gt;
E sono persino inquietanti gli attacchi ad associazioni come la rete '29 aprile' dei ricercatori, letti su qualche quotidiano.
&lt;p&gt;

La giusta e legittima critica ad un ''brutto progetto governativo'' non deve essere l'alibi per un regolamento dei conti contro il mondo dei saperi, non omologati al pensiero unico televisivo.

&lt;p&gt;
NO a qualsiasi forma di violenza, ma si auspica che non si aizzi il già incandescente serbatoio sociale.

 &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.vincenzovita.net/sezione/articoli/manifestare-e-un-diritto-sacrosanto.html&quot;&gt;www.vincenzovita.net&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Furio COLOMBO: Governo con il morto   (È lo stile Gasparri, fascismo senza più maschere)</title>
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  <updated>2010-12-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>548925</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Gli ultimi giorni di ciò che resta di Berlusconi e del suo governo amputato saranno pericolosi. Alcune cose le sappiamo. Altre accadono senza portare alcuna chiarezza. Dubbi o discussioni su ciò che è accaduto vengono fatti passare come un insidioso screditamento della polizia. 
&lt;p&gt;Invece è una critica, per forza durissima, del ministro dell’Interno, incompetente, portato come gli altri quadrumviri leghisti, alla rissa, e apparso impegnato fin dall’inizio a far apparire le manifestazioni anti-Gelmini come “criminali” (parole sue) pericolose fin da quando i ragazzi venivano avanti con i titoli dei libri sugli scudi di cartone.

&lt;p&gt;
Che tutto dipenda da chi sta al Viminale lo dimostra il tragico e caotico periodo Scajola (il G8 di Genova) e l’ordinato e civile periodo Pisanu pur nello stesso sgangherato governo. Ma adesso il pericolo è grande non solo per la guida priva di saggezza e di equilibrio di Maroni. 
&lt;p&gt;Un segnale d’allarme ce lo dà l’articolo di Sergio Rizzo (&lt;a href=&quot;http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefnazionale/View.aspx?ID=2010122017460657-1&quot;&gt;Corriere della Sera, 17 dicembre&lt;/a&gt;) nota che decine di provvedimenti del Consiglio dei ministri, compresi i decreti legge che entrano subito in vigore, vengono approvati in due (due) minuti. È lo stile fascista ma senza una visione del Paese e del mondo che il fascismo, sia pure in modo spregevole, aveva. 
&lt;p&gt;Per chiarire il senso francamente fascista di questi giorni che promettono rischio costituzionale e pericolo fisico, entra in scena il senatore Gasparri. Questa volta il suo modo confuso e sconclusionato di esprimersi diventa una chiara minaccia e mostra la scomparsa di ogni finzione.

&lt;p&gt;
Annuncia che il prossimo corteo di studenti sarà gremito di assassini. Propone, in modo folle ma esplicito, l’arresto preventivo. Con questo presagio tragico si aprono gli ultimi giorni di Berlusconi, i più distruttivi. Il titolo lo lancia – per incarico di Berlusconi – il settimanale Panorama: “Vogliono il morto”. &lt;br /&gt;
È lo stile Gasparri, fascismo senza più maschere.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=W8G98&quot;&gt;Il Fatto Quotidiano - Furio Colombo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Federico BRICOLO: Proporremo un emendamento al ddl sicurezza volto ad estendere la misura del Daspo anche alle manifestazioni di piazza per prevenire la violenza</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/12/20/federico-bricolo/proporremo-un-emendamento-al-ddl-sicurezza-volto-ad-estendere-la-misura-del-daspo-anche-alle-manifestazioni-di-piazza-per-prevenire-la-violenza/548921"></link>
  <updated>2010-12-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>548921</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Proporremo un emendamento al ddl sicurezza volto ad estendere la misura del Daspo anche alle manifestazioni di piazza per prevenire la violenza”. Lo afferma in aula al Senato il Presidente dei senatori leghisti, Federico Bricolo.
&lt;p&gt;
“Abbiamo troppi magistrati buonisti - prosegue Bricolo - che in molte occasioni non applicano le norme esistenti. Basta vedere quanto accaduto la settimana scorsa a Roma: sono stati commessi danni per 20 milioni di euro nel corso della manifestazione, tantissimi poliziotti sono stati feriti, ma non vi e’ alcun colpevole. Le persone arrestate, con fatica, dalle forze dell’ordine sno state rilasciate il giorno dopo dal magistrato buonista di turno. Ha fatto bene, dunque, il ministro Alfano ad inviare gli ispettori”&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.stato-oggi.it/archives/000115528.html&quot;&gt;www.stato-oggi.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Maurizio GASPARRI: Manifestazioni studenti: &quot;Ai cortei partecipano potenziali assassini&quot; </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/12/20/maurizio-gasparri/manifestazioni-studenti-ai-cortei-partecipano-potenziali-assassini/548920"></link>
  <updated>2010-12-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548920</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Dalla trasmissione agorà del 20 dicembre 2010.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=Uok_HAVnoys&quot;&gt;www.youtube.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Alfredo MANTOVANO: Estendere alle manifestazioni pubbliche, con tutti gli adattamenti del caso, un istituto che sta dando ottima prova di sé per le manifestazioni sportive: il cosiddetto daspo</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/12/19/alfredo-mantovano/estendere-alle-manifestazioni-pubbliche-con-tutti-gli-adattamenti-del-caso-un-istituto-che-sta-dando-ottima-prova-di-s%C3%A9-per-le-manifestazioni-sportive-il-cosiddetto-daspo/548922"></link>
  <updated>2010-12-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>548922</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Sottosegretario  Interni (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Al di là dei doverosi accertamenti disposti dal ministro della Giustizia - ha spiegato Mantovano - sulla puntale applicazione delle norme in vigore, le decisioni dell'autorità giudiziaria sugli scontri di martedì inducono a una riflessione di sistema. 
&lt;p&gt;I giudici di Roma hanno convalidato gli arresti, e con ciò hanno riconosciuto la correttezza dell'operato delle forze di polizia e, allo stato, la responsabilità degli arrestati per i reati loro contestati. Dunque, non è in discussione che, salvi gli accertamenti successivi, a carico dei 23 fermati esistono i gravi indizi di colpevolezza&quot;. 
&lt;p&gt;&quot;Rimettendoli in libertà, i giudici hanno negato l'esistenza delle esigenze cautelari - ha aggiunto - e su questo si è incentrato il dibattito. E' noto che le esigenze cautelari rispondono a un duplice criterio di prevenzione: nel processo, per la parte che chiama in causa il rischio di inquinamento della prova e il pericolo di fuga; fuori dal processo, per la parte riguardante il rischio di reiterazione dei reati. Per quest'ultimo aspetto, l'immediata liberazione degli arrestati crea un deficit di prevenzione&quot;. 
&lt;p&gt;&quot;Dire questo - ha aggiunto - non significa invadere le autonome valutazioni della magistratura; significa porsi il problema di come evitare che gli scarcerati tornino a usare violenza alla prossima manifestazione, e, più in generale, che altri, prendendo spunto dal tratto giudiziario permissivo, siano indotti a fare altrettanto. Una parte della magistratura è responsabile di questo deficit e viene avallata politicamente dall'Anm: ma il problema in sé resta in piedi, ed è grosso come una casa&quot;. 
&lt;p&gt;&quot;Una ipotesi di lavoro per colmare questa obiettiva lacuna - ha sottolineato ancora il sottosegretario all'Interno - è quella di estendere alle manifestazioni pubbliche, con tutti gli adattamenti del caso, un istituto che sta dando ottima prova di sé per le manifestazioni sportive: il cosiddetto daspo. 
&lt;p&gt;La sua applicazione nel corso degli anni ha permesso di ridurre fortemente l'ingresso negli stadi di centinaia di violenti, e quindi di circoscrivere, come attestano i dati, gli incidenti in occasione delle gare&quot;. 
&lt;p&gt;&quot;L'estensione del Daspo alle manifestazioni di piazza - ha concluso - permette da un lato di contare su uno strumento in più sul piano della prevenzione quando il processo si è risolto in una presa in giro; quindi di avere un di più sul piano della repressione, allorché si accerti il daspo è stato violato; in generale, permette di conoscere preventivamente, e non sulla base di mere informative, i soggetti da tenere distanti dalla piazza, nell'interesse stesso dei manifestanti con intenzioni pacifiche&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.guidasicilia.it/arresto-preventivo/news/42662&quot;&gt;www.guidasicilia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Anna FINOCCHIARO: Ieri a Roma c'erano evidentemente degli infiltrati che hanno messo a rischio i manifestanti e le forze dell'ordine</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/12/15/anna-finocchiaro/ieri-a-roma-cerano-evidentemente-degli-infiltrati-che-hanno-messo-a-rischio-i-manifestanti-e-le-forze-dellordine/548851"></link>
  <updated>2010-12-15T00:00:00Z</updated>
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  <id>548851</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il governo riferirà alla Camera sugli scontri a Roma 1 di ieri. La richiesta è stata avanzata dal gruppo Pd alla Conferenza dei capigruppo di Montecitorio al ministro dell'Interno e al termine della riunione il vicecapogruppo democratico Michele Ventura ha affermato che molto probabilmente il ministro potrebbe riferire già domani.

&lt;p&gt;
Della presenza di 'infiltrati' tra i manifestanti e della necessità che Maroni riferisca in Aula parla la presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro: &quot;Ieri a Roma c'erano evidentemente degli infiltrati che hanno messo a rischio i manifestanti e le forze dell'ordine. Chi li ha mandati? Chi li paga? Cosa devono causare? Chiediamo che il ministro dell'Interno Maroni venga in aula la prossima settimana&quot;, ha detto.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/politica/2010/12/15/news/scontri_governo_riferir_in_parlamento_comune_di_roma_si_costituir_parte_civile-10220005/?ref=HRER3-1&quot;&gt;www.repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: La Rai non oscuri le ragioni degli studenti</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/12/06/giuseppe-giulietti/la-rai-non-oscuri-le-ragioni-degli-studenti/548628"></link>
  <updated>2010-12-06T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548628</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Non vi chiediamo di farci propaganda, vi chiediamo solo di dare voce e volto alle ragioni di chi lotta per difendere il diritto alla formazione pubblica e dare un futuro all’Università e all'Italia».&lt;br /&gt;
 Così ci hanno accolto i ricercatori e gli studenti che, da settimane, stanno sul tetto della facoltà di architettura, a Roma, in piazza Fontanella Borghese.
&lt;p&gt;
Che differenza tra i loro modi e le loro parole argomentate, documentate, fondate su una rigorsa conoscenza del pessimo testo Gelmini e la sciatteria, la violenza, l’approssimazione con la quale i berlusconiani hanno affrontato il tema della formazione: &quot;Vadano a lavorare, quelli bravi non protestano, non hanno voglia di fare nulla&quot;, queste alcune delle perle uscite dalla bocca dei seguaci di un premier che ci ha sputtanato, in senso letterale, in mezzo mondo.
&lt;p&gt;
Sul tetto non abbiamo incontrato escort e neppure vecchi arnesi della P2 o della P3, e non abbiamo trovato neppure parenti di quel Verdini che in queste ore ha rispolverato il fascistissimo &quot;Me ne frego&quot;, anzi qui se ne fregano non solo dei loro destini individuali, ma anche di quelli degli altri, persino di quelli che verranno dopo di loro.
&lt;p&gt; Nulla di più lontano dallo spirito dei tempi, forse proprio per questo queste ragazze e questi ragazzi faticano a bucare gli schermi, meglio non farli vedere troppo, altrimenti con le loro facce, con le loro parole, con la loro preparazione potrebbero mettere in discussione ore e ore di propaganda a reti quasi unificate.
&lt;p&gt;
Proprio per questo i promotori della rete 29 aprile hanno voluto inviare il loro appello ai dirigenti della Fnsi, dell’Usigrai, della stampa romana, rappresentati da Roberto Natale, Carlo Verna, Paolo Butturini, chiedendo loro solo e soltanto di essere descritti per come sono e non per come vorrebbe la signora Maria Stella.
&lt;p&gt;
&quot;Il ministro Maroni ha potuto godere di ore e ore di trasmissione per poter relicare al minuto che gli aveva dedicato Roberto Saviano… a noi non viene concesso, perchè?&quot;, domanda retorica, ovviamente, a loro non viene concesso perchè dicono e fanno cose che non piacciono al piccolo Cesare e alla sua corte.
&lt;p&gt;
Per quanto ci riguarda come articolo 21 non intendiamo lasciare cadere questa richiesta e promuoveremo una campagna affinchè il diritto di replica sia concesso anche a queste donne e a questi uomini.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Possibile che&lt;/b&gt; non si possa organizzare un faccia a faccia tra la Gelmini e una loro rappresentanza? Perchè la ministra non affronta mai un contraddittorio ad armi pari? &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Possibile che&lt;/b&gt; alcuni direttori non si rendano conto che questo continuo censurare, deformare, omettere è un potente contributo al livore sociale, una violenza morale intollerabile?
&lt;p&gt;
Il lodo Maroni deve essere reclamato e richiesto per chiunque sia stato cancellato o manganellato dai mazzieri del conflitto di interessi.
&lt;p&gt; Vale per gli studenti sui tetti, vale per i terremotati dell’Aquila, prima illusi e poi truffati, vale per quelle decine di migliaia di cittadini che hanno firmato la petizione promossa da Valigia Blu e che ancora attendono che il Tg1 precisi che una prescrizione non è una assoluzione, vale per il giudice Ingroia insultato in diretta tv dal condannato Dell’Utri e che non ha mai potuto replicare, così, tanto per fare qualche esempio.
&lt;p&gt;
Speriamo che l’appello sia raccolto da un grandissimo numero di direttori e di giornalisti, anche perchè è assai probabile che, tra qualche settimana appena, si conosceranno i testi di telefonate e dispacci con i quali si concordavano le scalette dei Tg e si decideva insieme con il governo cosa illuminare e cosa oscurare.
&lt;p&gt;
Se proprio la Rai non vuole applicare il lodo Maroni agli esclusi, potrebbe sempre ripiegare sul lodo Bonev, dal nome della signora bulgara, amica di Silvio, alla quale è stato donato un milione di euro per acquistare i diritti di un film che nessuno ha ancora avuto il piacere di vedere; in questo caso il direttore generale Masi, magari con una lettera di raccomandazione, potrebbe chiedere ai direttori rete o di testata di&quot; donare&quot; alle ragazze e ai ragazzi che reclamano un futuro, almeno un milione di… secondi di trasmissione, comunque sarebbe molto meno di quanto è stato regalato alla signora Michelle, in arte Dragomira.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-rai-non-oscuri-le-ragioni-degli-studenti/?printpage=undefined&quot;&gt;micromega-online &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>SIMONE GUERRA: “Gli studenti avvertono il problema del futuro del Paese”</title>
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  <updated>2010-11-30T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548953</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Terni (TR) (Partito: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Sono vicino agli studenti e ai ragazzi che anche oggi hanno manifestato il loro dissenso nei confronti della riforma del sistema formativo avanzato dal governo e in particolare dal ministro Gelmini.  
&lt;p&gt;E’ importante che i ragazzi diano luogo a una protesta che, in un contesto sempre improntato al rifiuto di qualsivoglia forma di violenza,  esprima preoccupazione per il loro domani, faccia emergere il dissenso civile e democratico nei confronti di una riforma che impoverisce ulteriormente la scuola e l’università pubblica, che considera la formazione come qualcosa di delegabile da parte dello Stato, che non la ritenga piuttosto momento fondante delle nuove generazioni nel loro complesso e del sistema culturale e produttivo del Paese. 
&lt;p&gt;Ci troviamo di fronte  a prese di posizione che vedono la scuola come luogo di tagli e di risparmio generalizzato, penalizzando oltremodo un sistema formativo che è già, per risorse, tra gli ultimi d’Europa. 
&lt;p&gt;Oggi i ragazzi scendono in piazza perché avvertono che senza scuola pubblica, senza possibilità di istruzione per i meritevoli, andremo sempre di più  verso una società priva di mobilità sociale, andremo incontro a una società di tipo oligarchico, che non tiene conto delle possibilità intellettuali dei singoli ma solo delle loro possibilità economiche. 
&lt;p&gt;Un modello pericoloso, che mortifica gli enunciati della nostra carta costituzionale, che rischia oltremodo di penalizzare il sistema produttivo, soprattutto quello delle tante imprese che competono negli scenari internazionali, che hanno bisogno di risorse umane di qualità, capaci di aumentare il loro tasso di competitività e creatività. 
&lt;p&gt;Colgo l’occasione per ribadire, come già avuto modo di dire il sindaco Di Girolamo, che l’Amministrazione Comunale di Terni continuerà ad impegnarsi in maniera forte e responsabile nelle proprie competenze scolastiche e non farà venire meno il suo impegno anche sul versante universitario per tutelare e potenziare, insieme alle altre istituzioni pubbliche, la realtà del Polo didatticco Ternano. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.comune.terni.it/comunicato_stampa.php?id=36100&amp;pagina=9&quot;&gt;Comune di Terni&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Walter TOCCI: «La riforma Gelmini è una legge che aggrava le ingiustizie sociali»</title>
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  <updated>2010-11-30T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548509</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«La cosa pazzesca è che si parla solo di norme e non si parla delle cose importanti: la ricerca la didattica, gli studenti.&lt;br /&gt;
 Ovvero le cose che fanno l’università». L’analisi è dura:&lt;br /&gt;
 «Non ci sono più soldi per la ricerca, non c’è un piano nazionale di investimenti. Per la didattica: veniamo da una riforma che dovrebbe essere sottoposta a manutenzione. E poi gli studenti che non ottengono le borse di studio cui hanno diritto». Un futuro sempre più grigio: «Quest’anno sono diminuite le immatricolazioni. E sono I figli delle classi meno agiate che non ce la fanno più. La riforma Gelmini è una legge che aggrava le ingiustizie sociali». 
&lt;p&gt;E conclude l'intervento in aula con una promessa:&lt;br /&gt;
 «Toccherà a noi fare la vera riforma, quando andremo al governo. E diremo ai ragazzi scesi in piazza: l’Italia ha bisogno di voi».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/113183/approvano_il_ddl_gelmini_e_la_chiamano_riforma&quot;&gt;www.partitodemocratico.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Approvano il ddl Gelmini. E la chiamano riforma...</title>
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  <updated>2010-11-30T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548508</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Dario Franceschini, nel suo intervento alla Camera nel quale ha annunciato il voto contrario del gruppo del Pd al ddl Gelmini, ha definito quello del governo “l'ultimo atto di debolezza di una maggioranza senza muscoli che a tempo scaduto prova a imporla&quot;. Rispondendo a Berlusconi che aveva detto che gli studenti bravi devono andare a studiare invece che a manifestare (zitti e buoni quindi)lo ha invitato a riflettere senza la sua &quot;sua consueta arroganza. 
&lt;p&gt;Caro Berlusconi, è proprio per questo che manifestano, per poter studiare nelle università italiane. Su 230 nostri emendamenti di merito, ne avete bocciati 220 senza nemmeno discuterli. Siete sordi con l'arroganza di una maggioranza che sa che il tempo è finito e vuole piantare una bandierina. Questo sarà il vostro ultimo atto di debolezza&quot;.
&lt;p&gt;&quot;Le migliaia di studenti che stanno manifestando in tutta Italia non hanno le spalle nessun partito e nessun sindacato, hanno fatto tutto spontamente - ha ricordato Franceschini.
&lt;p&gt; Le riforme vere si fanno sempre con l'ascolto e la concertazione e le proteste si cerca di capirle e non le si liquida con slogan sprezzanti. E' solo uno slogan parlare di lotta contro baroni e di merito. 
&lt;p&gt;Pretendete di chiamare riforma quello che è solo un elenco di tagli. I ragazzi - prosegue - con la loro intelligente protesta hanno capito quello che non ha capito il ministro Bondi e cioè che i nostri monumenti sono la nostra carta di presentazione al mondo. Imparate da loro. Noi faremo diventare centrale il tema dell'universita' alla manifestazione del Pd dell'11 dicembre&quot;.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/113183/approvano_il_ddl_gelmini_e_la_chiamano_riforma&quot;&gt;www.partitodemocratico.it&lt;/a&gt;</summary>
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