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  <title>Openpolis - Argomento: Commissione Bilancio</title>
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  <updated>2011-04-12T00:00:00Z</updated>
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  <title>Enzo BIANCO: Pubblica con un click </title>
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  <updated>2011-04-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559783</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;

Sull'esame dei
&lt;a href=&quot;http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&amp;leg=16&amp;id=530625&quot;&gt; &lt;b&gt;disegni di legge n. 272&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; e connessi (Polizia locale) &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.senato.it/static/bgt/listasommcomm/0/1/s/16/index.html&quot;&gt;www.senato.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Maurizio SAIA: Perché la legge sulla Polizia Locale si era bloccata. Perché ora riprende il suo iter.</title>
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  <updated>2011-04-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559726</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: CN) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Era il 30 settembre del 2010 quando la Commissione Bilancio del Senato con un certo ritardo (visto che il Testo Unico di Polizia Locale era stato presentato dai due relatori Saia e Barbolini alcuni mesi prima) chiedeva al governo una relazione tecnica sul testo stesso di riforma.
&lt;p&gt;
Affinchè una legge venga approvata il parere della Commissione Bilancio è l’unico, ai sensi dell’art. 81 della Costituzione, ad essere obbligatorio.&lt;br /&gt;

Era dunque settembre quando l’iter di questa Legge si bloccava in Prima Commissione Affari Costituzionali del Senato, proprio all’inizio delle votazioni sugli emendamenti, restando in attesa del parere della Quinta Commissione Bilancio.
&lt;p&gt;
Dopo innumerevoli richieste scritte e verbali, dopo aver mosso ministri, sottosegretari, presidenti di commissione, maggioranza e opposizione del Parlamento, il sottoscritto grazie al solerte e determinante lavoro di un funzionario del Servizio bilancio del Senato, è riuscito a tirar fuori dai cassetti la suddetta relazione.
&lt;p&gt;
È importante notare le date: il Ragioniere Generale dello Stato, Dott. Canzio, in data 18 novembre, presentava la relazione tecnica al proprio ministero di competenza (Economia e Finanze), il quale la protocollava il 29 novembre e la inviava solamente il 18 gennaio 2011 alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per i Rapporti con il Parlamento. La Presidenza del Consiglio, il giorno seguente, 19 gennaio, inviava al Presidente della Commissione Bilancio del Senato, la relazione tecnica.
&lt;p&gt;
Non ho nessuna intenzione di commentare i tempi e i luoghi di questo “inceppamento”, ho invece intenzione di pubblicare tutti gli atti affinchè democraticamente e con trasparenza i cittadini possano commentare e farsi un’idea del come e perché le leggi impiegano anni per essere approvate: www.mauriziosaia.it/materiali/DDLpolizialocale.pdf&lt;br /&gt;

Ora la Commissione Bilancio, con il fiato al collo del sottoscritto, rapidamente darà il suo parere alla Prima Commissione e nel giro di qualche settimana finalmente potremo votare in Commissione Affari Costituzionali il provvedimento.&lt;br /&gt;

Per me la battaglia continua con determinazione!&lt;br /&gt;

Maurizio Saia&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.openpolis.it/static/bookmarklet&quot;&gt;www.openpolis.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Simonetta RUBINATO:  “Il Governo Berlusconi e la sua maggioranza hanno tradito il popolo delle partite iva del nord est”</title>
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  <updated>2009-01-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>388242</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Roncade (TV) (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Quello che chiedevo attraverso un emendamento presentato in sede di Commissioni riunite Bilancio e Finanze respinto con i voti della maggioranza, Lega Nord compresa – osserva la parlamentare veneta – era che il Governo avesse il coraggio di chiarire una volta per tutte la valenza probatoria degli studi di settore, per ricondurli alla loro funzione di strumento imprescindibile di accertamento, ma non di vessazione del contribuente. Ho trasformato l’emendamento in ordine del giorno, ma anch’esso è stato bocciato da Governo e maggioranza.”&lt;br /&gt;


“Il vero problema degli studi di settore – continua la Rubinato – riguarda la loro valenza probatoria. Sulla base della prassi vigente il semplice scostamento dei ricavi del contribuente dalla congruità degli studi di settore determina il pressoché automatico accertamento a carico del contribuente stesso, in particolare dei piccoli imprenditori, i quali, in questo caso, si trovano di fronte ad un compito impossibile: dimostrare all’Ufficio perché “non hanno guadagnato di più”, con il rischio di doverlo fare, proponendo un ricorso che dura anni mentre sono costretti a pagare in anticipo fino al 50%&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Il mio ordine del giorno – seguita la componente della Commissione Bilancio – mirava ad evitare che lo strumento degli studi di settore si prestasse ad essere utilizzato in questa maniera vessatoria, stabilendo che l’onere della prova invece è a carico dell’agenzia delle entrate. Inoltre, chiedevo al Governo l’impegno di revisionare e di adeguare gli studi di settore con l’ausilio delle associazioni di categoria alla realtà economica di ciascun territorio e dei diversi comparti produttivi, tanto più in un periodo di crisi come quello che vive attualmente il tessuto di tutta l’impresa del Nord-Est&quot;.

&lt;p&gt;
“Registro che, sul punto, il Governo Berlusconi mette una vera e propria foglia di fico per tentare di nascondere l'inefficacia della propria azione politico-legislativa anche sugli studi di settore. Ancora una volta, la Lega tradisce nei fatti il popolo delle partite IVA del Nord Est. L’appuntamento è per lunedì 26 gennaio a Treviso dove ci riuniremo insieme con i piccoli imprenditori delusi da questo ennesimo voltafaccia del Governo Berlusconi”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=629&quot;&gt;web site - Pd Veneto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Enrico MORANDO: «Sul maestro unico conti sballati, non ci sono i soldi»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2008-10-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>381678</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Roma. Autunno decisamente caldo per le scuole e le università italiane. Nelle piazze come nei Palazzi della politica. Ieri è toccato al Senato dove, alla presenza del ministro Gelmini, si discuteva del decreto sul maestro unico. Ad accendere le polveri ci ha pensato Enrico Morando, economista e coordinatore del governo ombra del Pd. Tocca a lui attaccare sul fronte dei costi il contestatissimo provvedimento. E sostenere, tra gli applausi dell’opposizione e le proteste della maggioranza, che non dispone dell’adeguata copertura finanziaria. Insomma, costa molto di più di quanto l’esecutivo ha previsto.
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Allora senatore, dove sarebbe il «buco»?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Dov’è. È tutto nelle carte, segnatamente nella tabella in cui la Commissione Bilancio ha chiesto al ministero dell’Economia di mettere in correlazione gli oneri certi e i risparmi altrettanto certi derivanti dall’applicazione delle nuove norme».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; E i conti non le tornano?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Sembrano tornare, ma la realtà è molto differente. Nella tabella si parla di 10mila classi interessate dall’introduzione del maestro unico, di due ore aggiuntive per un totale di 1.040.000 ore da pagare. Il tutto per un costo pari a 10.136.000 euro a fronte di risparmi pari a 15 milioni di euro».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Tutto a posto allora.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Adesso viene il bello, anzi il brutto. Concentriamoci sul dato delle classi che, secondo il governo, sono 10mila. E invece lo sa quante sono in realtà le prime classi in Italia? Glielo dico io, sono quasi 20 mila, per l’esattezza 19.940, cioé praticamente il doppio».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Non le sembra un po’ troppo marchiano come errore?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Resto ai fatti. E i fatti ci dicono che nel provvedimento non sono previste eccezioni: le 24 ore settimanali e il maestro unico valgono per tutte le 20mila classi esistenti in Italia. E non per la metà. Verrebbe da commentare quale sarebbe poi il criterio per scegliere le classi dove le nuove norme sarebbero applicate e quelle, più fortunate secondo noi, dove tutto resterebbe com’è ora».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Con l’aria che tira l’ipotesi di dialogo appare lunare. A proposito, la scelta della Gelmini di chiamare nel suo staff un tecnico finora considerato vicino al Pd come Alessandro Schiesaro non vi complica la vita?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«Schiesaro francamente non lo conosco. E comunque non è lui il problema. La verità è che noi stiamo cercando di fare al meglio il nostro lavoro, che è quello dell’opposizione. Fino ad oggi tuttavia la maggioranza sembra tetragona di fronte alla possibilità di cambiare anche solo una virgola del testo».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Il nodo della mancata copertura finanziaria cambia le cose?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Vedremo, di certo se l’esecutivo continua a procedere a testa bassa corre dei rischi. Credo di aver spiegato attraverso le carte ufficiali che, così com’è, il provvedimento di cui stiamo discutendo viola la Costituzione». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=JNART&quot;&gt;Il Mattino - Gino Cavallo&lt;/a&gt;</summary>
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