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  <title>Openpolis - Argomento: malapolitica</title>
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  <updated>2011-07-27T00:00:00Z</updated>
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  <title>Paolo FERRERO: Afghanistan: Senato decide prosecuzione missioni di guerra. Lega Nord abbaia e poi si allinea</title>
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  <updated>2011-07-27T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>590414</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&quot;Con il voto a favore di oggi, il Senato ha deciso a larga maggioranza la prosecuzione delle missioni di guerra. Si tratta di una scelta sciagurata e contro la costituzione.
Come al solito la lega Nord ha abbaiato ma poi si è allineata.
&lt;p&gt;
Noi chiediamo l’immediata cessazione delle ostilità e il ritiro delle truppe con il conseguente avvio di una conferenza di pace.&quot;&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?view=article&amp;catid=39&amp;id=16503&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&amp;option=com_content&amp;Itemid=68&quot;&gt;controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo Cacciari: «Questione morale? La vera colpa è l'Italia senza riforme»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-07-26T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>590373</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&quot;Da vent’anni non esiste più la politica. In Italia non ci sono le leggi che dovrebbero ‘contenere’ i fenomeni di malcostume. Così come sono assenti partiti in grado di selezionare la classe dirigente&quot;.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Professore, quant’è grave nel Pd la questione morale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«È sbagliato parlare di ‘questione morale’. Sia per i democratici che per gli altri».
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Perché?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ma perché derubrica il vero problema. Che è di natura squisitamente politica. È essenziale capire che esiste una ‘questione politica’ seria. È quella che ci deve preoccupare».
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;E chi riguarda?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Tutti, non solo il Pd. Da vent’anni non esiste più la politica. Non sono state fatte quelle essenziali riforme costituzionali e del sistema sociale, direi quelle riforme strutturali, essenziali per andare avanti. Non la buttiamo sulla presenza dei politici ‘cattivi’. Imbroglioni e mestatori ci sono sempre stati. La realtà è che in Italia non ci sono le leggi che dovrebbero ‘contenere’ i fenomeni di malcostume. Così come sono assenti partiti in grado di selezionare la classe dirigente».
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Magari era meglio nella Prima Repubblica...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«No. Il disastro nasce tutto negli anni Settanta. Anni in cui c’era una crisi davvero tragica, molto più di oggi. È in quel periodo che si creano le condizioni per la mancata alternanza. Poi, dopo il disastro di inizio anni Novanta, ci troviamo di fronte a forze politiche raccogliticce che difficilmente possono essere definiti partiti».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt; 
E che cosa sono?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Un coacervo di populismo e demagogia. Che mette ancora più in luce quanto sia sbagliato analizzare la crisi attraverso la categoria della questione morale. Essa è un sintomo. Il vero malato, grave, è la politica».
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Professore, però la classe politica di una volta era ben altra cosa, ammetterà...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Guardi, quando entrai in Parlamento la prima volta avevo 32 anni. E devo dire che per fortuna quegli anni tragici sono finiti. Se impostiamo il nostro ragionamento sui singoli è evidente che i protagonisti di allora, o parte di essi, erano superiori agli attuali. Ma dobbiamo stare attenti a contestualizzare. Non dimentichiamoci quale era l’Italia degli anni Settanta. Il livello culturale generale. È chiaro che i Napolitano, gli Amendola, i Chiaromonte erano di un livello superiore. E ancora: i Moro, i Fanfani, il primo De Mita. Per non parlare dei Bisaglia o dei Marcora, fra i primi a capire che esisteva una ‘questione settentrionale’».
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Dei veri politici...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Sì, ma attenzione a farne casi singoli. Voglio dire che la classe politica di allora va giudicata rispetto al contesto di allora. Oggi, paradossalmente ma non tanto, la situazione si è ribaltata».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt; 
Beh, cambiano anche i media...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Certamente. Il che da una parte è positivo perché c’è un maggiore controllo, si incoraggia la partecipazione, si favorisce la trasparenza. Dall’altra, però, si fanno operazioni di pura demagogia. Come sui costi della politica. Come se in America non ci fossero gli stessi problemi».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt; 
Ma la gente è furibonda.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E ne ha ben donde. Ma non è col populismo che si risolvono i problemi bensì con l’analisi attenta e proponendo soluzioni. Diciamo le cose come stanno: l’intera classe politica è responsabile di questa emergenza per aver sempre rimandato le riforme necessarie. Ora abbiamo tamponato in parte le falle e possiamo ricominciare a ragionare. Diciamo che abbiamo stoppato alla meno peggio la valanga. E di questo non possiamo far altro che ringraziare Napolitano. Se non era per lui, stavamo freschi...». 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=12I0PB&quot;&gt;Quotidiano.net - Francesco Ghidetti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: Papa non è un prigioniero politico</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/22/giuseppe-giulietti/papa-non-%C3%A8-un-prigioniero-politico/590243"></link>
  <updated>2011-07-22T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>590243</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
No, Alfredo Papa non è un prigioniero politico, e sarebbe stato meglio per lui, non usare quella espressione che ha segnato la stagione del terrorismo politico in Italia. “Sono un prigioniero politico, non riconosco i tribunali borghesi…”, questa era la frase standard usata dai brigatisti rossi quando venivano finalmente catturati e portati davanti ai magistrati. Speravamo di non dover più sentire espressioni simili, ma purtroppo Berlusconi ha fatto scuola e i suoi discepoli non si vergognano di imitarlo, nei comportamenti e nel linguaggio.
&lt;p&gt;

Papa non è un prigioniero politico, perchè le accuse formulate a suo carico non hanno nulla a che vedere con la sua attività di parlamentare, con il sacrosanto diritto ad esprimere le sue opinioni, con la libera circolazioni delle opinioni, anche le più eterodosse.

&lt;p&gt;
I magistrati di Napoli non gli hanno contestato reati di opinione, ma concretissimi reati relativi alla corruzione, alla associazione a delinquere, all’interesse privato in atti d’ufficio, e cosa c’entrano i reati politici? Non vedo nessi possibili tra Cosentino, Dell’Utri, Papa, e gli esuli antifascisti durante il ventennio.

&lt;p&gt;
Ho votato sì all’arresto di Papa, senza gioia alcuna, perchè qualsiasi altro cittadino, per le stesse contestazioni, sarebbe stato arrestato da mesi, perchè l’immunità non può essere impunità, perchè i reati contestati sono tutto meno che “reati politici” legati alla libertà di critica, perchè esiste ancora un principio di uguaglianza ancora garantito dalla Costituzione.
&lt;p&gt;

Ho votato sì perchè gli stessi che ieri invocavano il rispetto delle garanzie, avevano appena votato un provvedimento per sospendere i diritti costituzionali agli immigrati tunisini detenuti nei centri di identificazione, lo avevano fatto senza remora alcuna, perchè tanto quelli non votano in Italia e non hanno immunità e privilegi di tipo alcuno.
&lt;p&gt;

Ho votato sì perchè i medesimi che fingevano di commuoversi per Papa, non avevano voluto affrontare il tema della carcerazione preventiva per tutti, a conferma che non di una battaglia garantista si trattava, ma di una autodifesa di ceto e di corporazione.

&lt;p&gt;
Ho votato sì perchè non sopporto quelli che sono garantisti con i propri simili e forcaioli con gli inermi.

&lt;p&gt;
Naturalmente auguro ad Alfredo Papa, come a tutti gli altri cittadini che si trovano nella sua situazione, di stare pochissimo in carcere, di essere sottoposto ad un processo equo e rapido e di essere assolto per aver dimostrato la sua innocenza, ma, per carità di patria, lasciamo stare i “prigionieri politici”, perchè questi al massimo sono stati e sono ” prigionieri della malapolitica”!&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/07/22/giuseppe-giulietti-papa-non-e-un-prigioniero-politico/&quot;&gt;micromega-online&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Salvatore CUFFARO: Pensione record all'ex direttore generale dell'emergenza rifiuti, 1.369 euro al giorno.</title>
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  <updated>2010-03-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>495417</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Lista di elezione: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Quasi 500 mila euro l'anno, 41.600 euro al mese, 1.369 euro al giorno all'avvocato Felice Crosta, per un diritto stabilito da una legge della Regione siciliana, approvata nella stagione d'oro del governatore Cuffaro.

&lt;p&gt;
Alcuni paragoni: Giorgio Napolitano, ha un'indennità annua di circa 220 mila euro. Carlo Azeglio Ciampi, circa 408 mila euro.
&lt;p&gt;

Felice Crosta è il dirigente che negli ultimi 10 anni ha gestito l'emergenza rifiuti in Sicilia: &quot;Un'emergenza che non è finita: gli Ato, gli organismi che dovevano assicurare il servizio di raccolta e smaltimento, hanno accumulato oltre un miliardo di debiti, la gara per i termovalorizzatori è stata annullata dall'Unione europea e i cassonetti stracolmi autorizzano ormai i paragoni con la Campania. Ma Crosta, prima da vicecommissario per l'emergenza poi da capo dell'agenzia siciliana per i rifiuti, in questi anni ha visto accrescere i propri compensi fino a 460 mila euro. Una cifra che il suo mentore, l'ex governatore Salvatore Cuffaro, gli accordò nel marzo 2006.&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/cronaca/2010/03/19/news/pensione_d_oro_sicilia-2753983/&quot;&gt;Repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIUSEPPE PALAZZOLO: A Imola bufera sul Sindaco Daniele Manca per il fallimento dell’Autodromo</title>
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  <updated>2010-02-19T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>478044</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Imola (BO) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
In merito al fallimento della società di gestione dell'autodromo di Imola, Formula Imola, occorre] trovare una soluzione che non può essere più una soluzione pasticciata del passato, voluta da Massimo Marchignoli (l'attuale deputato che ci ha portato in questa situazione disastrosa) e creare una società pubblico-privata. E la maggioranza a questo punto la deve avere il pubblico.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.telesanterno.com/imola-bufera-sul-sindaco-daniele-manca-per-il-fallimento-dellautodromo-0219.html&quot;&gt;Telesanterno&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DAVIDE BRUSOTTI: Carnevalspettacolo quanto ci costi</title>
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  <updated>2010-02-14T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>477984</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Ghemme (NO)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L'Amministrazione eroga 15mila euro al carnevalspettacolo, e il commento del consigliere di minoranza, brusotti, e': “Corazza persevera su vecchi errori in modo diabolico! “.

&lt;p&gt;
“Il Carnevale che viene allestito – continua brusotti - ha un costo complessivo di 55 mila euro, pensano di essere a Venezia, ma siamo Ghemme e  fino ad oggi l'afflusso alla manifestazione  è sotto le aspettative, evidentemente qualcuno ha fatto male i conti, e chi pagherà il buco che si sta creando?!

&lt;p&gt;
L'Amministrazione oltre ad elergire denaro pubblico – dice brusotti - ha impiegato gli operai per mettere in sicurezza il tendone di Piazza Castello, affiggere centinaia di manifesti in Paese, posizionare striscioni sulle aiuole della Provincia, tutto questo a gratis, alla faccia di tutti quei Ghemmesi che i servizi li pagano cari e salati.”

&lt;p&gt;
Conclude brusotti: “Per l'Amministrazione a Ghemme ci sono Associazione di serie a e di serie b, un esempio per tutte quelle minori sono i Rancieri, che stanno ancora aspettando  il contributo del 2009”.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.telemonterosa.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=6446&amp;Itemid=1&quot;&gt;Telemonterosa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo Cacciari: «Ritiro le deleghe all'assessore Mingardi che mi ha dichiarato di voler partecipare alla prossima campagna elettorale a sostegno del centrodestra e della Lega». </title>
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  <updated>2010-02-12T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>477946</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Venezia (VE) (Partito: DL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Gli auguro di sentirsi tranquillo con la propria coscienza»
&lt;p&gt;
Il sindaco di Venezia Massimo Cacciari ha annunciato questa sera di aver tolto le deleghe all'assessore della sua giunta Enrico Mingardi, dopo che quest'ultimo ha annunciato di voler partecipare alla campagna elettorale di Renato Brunetta, candidato per il centrodestra alla poltrona di primo cittadino.

&lt;p&gt;
Mingardi sino ad oggi era responsabile dell'assessorato alla mobilità e trasporti, piano del traffico, sistemi logistici e infrastrutture e viabilità. 
&lt;p&gt;«Senza alcun minimo preavviso, senza aver ritenuto in alcun modo di dovermene preventivamente parlare - spiega Cacciari, che aveva per primo indicato in Giorgio Orsoni, avversario di Brunetta, il candidato ideale alla sua successione - l'assessore Mingardi mi ha dichiarato di voler partecipare alla prossima campagna elettorale a sostegno del professor Renato Brunetta, candidato del centrodestra e della Lega».

&lt;p&gt;
Evidente, nei toni, l'amarezza di Cacciari, per la decisione. «Tutti coloro che hanno anche da lontano seguito il lavoro della mia amministrazione - sottolinea il sindaco - sanno con quanto impegno io abbia sempre sostenuto il lavoro di Enrico Mingardi e quanto i suoi successi debbano al mio costante sostegno, fino alla recente approvazione del piano urbano della mobilità, che ho seguito in prima persona durante il dibattito consiliare, e fino alla inaugurazione del tram di Mestre. Tutti sanno altresì come proprio questa ultima opera abbia visto, lungo tutti questi anni, la fiera opposizione degli attuali alleati di Mingardi».

&lt;p&gt;
Il commiato di Cacciari ha parole che lasciando trasparire il suo profondo disappunto: «Auguro a Mingardi di potersi sentire tranquillo con la propria coscienza - conclude -. Per quanto riguarda me, non posso far altro che ritirargli immediatamente tutte le deleghe». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gazzettino.it/stampa_articolo.php?id=91131&quot;&gt;Il Gazzettino.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Stefano PEDICA: 2010: avanti Craxi, i disoccupati aspettino.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/01/03/stefano-pedica/2010-avanti-craxi-i-disoccupati-aspettino/475143"></link>
  <updated>2010-01-03T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>475143</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Per capire quanto sia opportunismo demagogico e vuota retorica l’offerta del governo di un tavolo istituzionale per affrontare riforme condivise, che pure servirebbero al paese, basta vedere quali materie sono state messe in calendario al Parlamento per i primi giorni del 2010: la legge sul legittimo impedimento, il lodo Alfano in versione legge costituzionale, la norma sul processo breve e, ultima meraviglia, la commemorazione del decennale della scomparsa di Bettino Craxi.
&lt;p&gt;
Il 19 gennaio, infatti, in Senato non si discuterà sulle misure economiche da attuare per risolvere i gravissimi problemi dei tanti cittadini che questo ultimo dell’anno hanno avuto poco da festeggiare. Ci sarà il silenzio totale sui precari senza contratto rinnovato, sulle fabbriche in agitazione per i licenziamenti, sulla disperazione sociale.

&lt;p&gt;
L’Aula del Senato sarà riempita, invece, di parole in onore a Bettino Craxi, ed è annunciata la presenza del Presidente del Consiglio Berlusconi, il quale, se non ha sentito l’obbligo di farsi vedere durante la finanziaria, ha invece pensato bene di comparire proprio in quest’occasione per inaugurare il suo “anno dell’amore”.
A 10 anni dalla morte di Craxi le iniziative proposte di riabilitazione della sua figura sono tante.
&lt;p&gt;
C’è la gita ad Hammamet per assistere alla prima visione del documentario-film su Craxi, “La mia vita è stata una corsa”, sponsorizzata dalla Fondazione Craxi.&lt;br /&gt;
 Quella stessa fondazione che ad agosto il ministro Bondi ha ritenuto più meritevole di ricevere i finanziamenti pubblici rispetto alle fondazioni dedicate a Nenni, Pertini, la Malfa e Di Vittorio. Quella stessa Fondazione che ha, fra i membri del Cda, Riccardo Pugnalin ex assistente del sen. Marcello Dell’Utri.

&lt;p&gt;
E poi c’è l’iniziativa del sindaco Moratti di intitolare una via a Milano allo “statista” socialista.
&lt;p&gt;
La proposta della Moratti si inserisce nel più ampio tentativo di riabilitazione condotto da una certa parte della politica che, da tempo ormai, gioca pericolosamente con la memoria collettiva.
&lt;p&gt;
Il fine ultimo di questo progetto è quello di assolvere coloro che hanno distrutto l’Italia ieri per far apparire “meno peggio” quelli che la stanno distruggendo oggi.

&lt;p&gt;
Perché se Mangano da mafioso diventa un eroe, allora chi vara provvedimenti a favore della criminalità organizzata, come lo scudo fiscale, non è poi troppo colpevole.
&lt;p&gt;
Perché se Craxi, da politico condannato definitivamente per corruzione e per finanziamenti illeciti, diventa un “innovativo” (Capezzone), un “patriota” (Boniver), o un esule martire, come si sbracciano a dire molti politici del Pdl, allora anche chi oggi è indagato per corruzione, e siede agli scranni più alti delle nostre istituzioni, appare uno stinco di santo.
&lt;p&gt;
I guai giudiziari del Premier, infatti, non vengono cancellati solo a forza di leggi ad personam, ma anche attraverso la promozione di una cultura di depenalizzazione e assoluzione omertosa dei reati presso la pubblica opinione.

&lt;p&gt;
Infatti, ragionano i sodali di Berlusconi, se a Craxi, che è stato condannato in via definitiva a 10 anni per corruzione e finanziamento illecito (5 anni e 6 mesi per le tangenti Eni-Sai; 4 anni e 6 mesi per quelle della Metropolitana milanese), senza contare tutti i processi estinti per morte del reo, e a cui sono stati accertati come minimo 150 miliardi di introiti illeciti, si intitola una Via di Milano, centro operativo del giro di finanziamenti illeciti da lui messo in piedi, come volete che appaia, agli occhi dei cittadini italiani, chi è “soltanto” indagato per corruzione in atti giudiziari all’interno del processo Mills e per una tangente di “soli” 600mila dollari?
Così si distrugge lo stato di diritto e la legalità: non solo stravolgendo la Costituzione che dovrebbe reggere il futuro dell’Italia, ma anche mortificando e mistificando la memoria del nostro passato.

&lt;p&gt;
Mi chiedo che cosa potranno dire coloro che vivono nella via che la Moratti sceglierà per il tributo a Craxi, quando i loro figli chiederanno chi era il signore che da il nome alla loro strada. Forse potranno rispondere semplicemente “un corruttore”, senza riuscire a spiegare perché lo stato abbia deciso di omaggiarlo. Non è solo un fatto toponomastico, ma anche antropologico.
&lt;p&gt;
Ecco perché l’Italia dei Valori si oppone alla scelta di intitolare una via a Craxi: perché rappresenta il simbolo di come si voglia trasformare Bettino in un esule, martire della magistratura, quando in realtà era un latitante fuggito in Tunisia per non dover scontare le sue pene. Perché con tale scelta si vuole affievolire il fatto che oggi il Premier, per non affrontare la giustizia, non deve neppure allontanarsi dall’Italia, in quanto gli basta di andare in Parlamento per farsi le leggi che lo rendono impunito.

&lt;p&gt;
Ed ecco perché l’Italia dei Valori invita anche tutti gli italiani a seguire il dibattito in diretta al Senato che si terrà il 19 gennaio prossimo, per capire fino a che punto questa maggioranza, questo governo e questo Presidente del Consiglio, si spingeranno in avanti per rendere eroi coloro che fecero affondare l’Italia nella corruzione.
Quella stessa corruzione che ancora oggi continua a soffocare la meritocrazia e il lavoro onesto, e che, insieme alle crisi internazionali, ha fatto passare a tanti italiani un brutto capodanno, senza tuttavia che i loro rappresentanti politici abbiano trovato il tempo di occuparsi dei bisogni veri, perché sono troppo impegnai a commemorare.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/articoli/politica/la_riabilitazione_di_craxi_fa.php&quot;&gt;official web site - Italia dei Valori&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Lucio STANCA: «Politici, giù le mani dall'Expo». &quot;Doppio incarico&quot; per 100 parlamentari. L'incompatibilità svanisce.  [Link =&gt; doppio incarico]</title>
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  <updated>2009-11-25T00:00:00Z</updated>
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  <id>446553</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;

Sono circa un centinaio i politici che siedono in Parlamento e svolgono qualche altra funzione, magari di tipo istituzionale, per esempio sindaco o presidente di un’amministrazione provinciale. Con tanti saluti alle norme sull’incompatibilità tra il mandato di parlamentare e incarichi in società pubbliche e private o nei Comuni con oltre 20 mila abitanti e le Province. Tanto che qualcuno incassa il  &lt;a href=&quot;http://www.openpolis.it/dichiarazione/437501&quot;&gt;&lt;b&gt;doppio incarico&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; addirittura dopo essere entrato in Parlamento. 
&lt;p&gt;«&lt;b&gt;Politici,&lt;/b&gt; &lt;a href=&quot;http://www.ilgiornale.it/interni/expo_2015_stanca_incoronato_ad/10-04-2009/articolostampa-id=342787-page=1-comments=1&quot;&gt;&lt;b&gt;giù le mani dall’Expo&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;». Se questa frase non fosse stata pubblicata a pagina intera il 26 ottobre sul Giornale con tanto di gigantografia dell’autore, si stenterebbe a credere che a pronunciare il minaccioso avvertimento sia stato proprio lui: un politico in servizio permanente effettivo da otto anni. 
&lt;p&gt;Nel 2001 Lucio Stanca entrò nel governo di Silvio Berlusconi come ministro dell'Innovazione. Poi senatore e nel 2008 deputato. Quando l'hanno designato amministratore delegato dell'Expo 2015 il presidente del comitato parlamentare per le incompatibilità Pino Pisicchio ha diligentemente sollevato il problema del doppio incarico, chiedendo le dimissioni. Ma la sua tesi non è passata. La maggioranza compatta gli ha fatto marameo, accogliendo l'argomentazione difensiva di Stanca. Quale? Che la legge del 1953, nello stabilire l'incompatibilità fra mandato parlamentare e incarichi in società pubbliche e private, ha concesso la deroga per gli enti fiera. E siccome l'Expo 2015 è una fiera... Il Parlamento è sovrano e va bene così. Del resto, il suo collega di Camera e di partito Maurizio Lupi non è forse amministratore delegato di Fiera Milano congressi? Anche se gli incarichi non sono certo paragonabili: l'Expo 2015 gestirà 15 miliardi di euro. Ed è lecito interrogarsi su come Stanca riuscirà a far fronte a due impegni così gravosi. Ma volete mettere la comodità di gestire un’azienda con uno schermo parlamentare?

&lt;p&gt;
C’è da dire che lui non si mostra affatto preoccupato, seguendo l'esempio di altri suoi impavidi colleghi. Basta ricordare il senatore Vincenzo Galioto già amministratore dell'Amia, disastrata azienda municipalizzata per i rifiuti di Palermo. O Dario Fruscio, per due anni senatore e consigliere d’amministrazione dell’Eni (130 mila euro di appannaggio). O ancora Pietro Fuda, che durante il suo biennio a Palazzo Madama era amministratore unico della società che gestisce l’aeroporto di Reggio Calabria.

&lt;p&gt;
C’è stato chi, fra deduzioni e controdeduzioni, in barba alle regole è riuscito a tirare avanti pure per cinque anni.&lt;br /&gt;
 E con questi precedenti l’incompatibilità è ormai una faccenda all’acqua di rose. Tanto che qualcuno incassa il doppio incarico addirittura dopo essere entrato in Parlamento. Claudio Fazzone, per esempio. Ex capo della scorta di Nicola Mancino, è senatore del Pdl nonché punto di riferimento politico per il centrodestra a Fondi, dove il ministro dell'Interno Roberto Maroni aveva chiesto lo scioglimento del consiglio comunale per presunte infiltrazioni criminali. Fazzone è presidente di Acqualatina, società che gestisce il servizio idrico, controllata dagli enti locali dell’area pontina: nominato dopo il suo ingresso a Palazzo Madama, nel 2006, è stato riconfermato il 10 luglio 2009, oltre un anno dopo le successive elezioni politiche. In entrambi i casi senza battere ciglio.
&lt;p&gt;
Si dirà che molti dei 22 doppi incarichi in società pubbliche che il comitato di Pisicchio ha dovuto affrontare dall’inizio della legislatura (da Viviana Beccalossi, già presidente del consiglio regionale della Lombardia e consigliera dell'Agea, ad Antonino Foti, vicepresidente della Borsa elettrica) non portano via che poche ore l'anno. Sicuramente meno impegnativi del secondo incarico della parlamentare Rosy Mauro, vicepresidente del Senato e presidente del sindacato leghista Sinpa. A parte s'intende, ogni considerazione circa l'opportunità. Come la mettiamo invece con i doppi incarichi istituzionali?

&lt;p&gt;
Perché un conto è partecipare una volta al mese a un consiglio di amministrazione, altro conto è fare insieme il parlamentare e il vicesindaco di Roma (Mauro Cutrufo) o di Milano (Riccardo De Corato), il sindaco di Catania (Raffaele Stancanelli), Brescia (Adriano Paroli) e Afragola (Vincenzo Nespoli), il presidente della Provincia di Asti (Maria Teresa Armosino), Foggia (Antonio Pepe) e Napoli (Luigi Cesaro). Se poi il sindaco, come il ministro Altero Matteoli (Orbetello), o il presidente di Provincia, come il sottosegretario Daniele Molgora (Brescia), o l’assessore, come il viceministro Paolo Romani (Monza) è pure al governo, la faccenda si complica ancora.

&lt;p&gt;
Nonostante ciò i doppi incarichi istituzionali in Parlamento sono proliferati fino a circa un centinaio perché la norma che vieta la sovrapposizione fra il Parlamento e i Comuni oltre 20 mila abitanti e le Province non viene più rispettata. Ma come fanno, non avendo il dono dell’ubiquità? Il sindaco di Viterbo Giulio Marini, pur di non mancare alle sedute del Senato si è trasformato in Speedy Gonzalez: «In due anni con la mia Cinquecento ho fatto ottantamila chilometri avanti e indietro per la Cassia».&lt;br /&gt;
 Ma Viterbo è a 93 chilometri da Roma. Bergamo, invece, è a 612. Infatti la scorsa estate un deputato della Lega, Nunziante Consiglio, è stato pizzicato a votare anche per Ettore Pirovano, fresco presidente della Provincia di Bergamo. Si è giustificato dicendo che il collega stava per arrivare. Ma quando gli è stato fatto notare che quel lunedì a Bergamo c’era la giunta provinciale e Pirovano stava lì, ha sgranato gli occhi: «Lunedì? Non è martedì?»
 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=OEI1T&quot;&gt;Corriere della Sera - Sergio Rizzo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio POLITO: «Altro che Noemi, questa è crisi vera» </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/18/antonio-polito/%C2%ABaltro-che-noemi-questa-%C3%A8-crisi-vera%C2%BB/391623"></link>
  <updated>2009-06-18T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391623</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Se la signorina Patrizia D'Addario mente, in tutto o in parte, per scelta sua o perché istigata, questa storia finirà presto e a lei costerà cara.&lt;br /&gt;
 Ma se non mente, siamo di fronte a un salto di qualità molto pericoloso del velina-gate, e il prezzo lo pagherà Berlusconi. &lt;br /&gt;
Le accuse che la D'Addario (non il Corriere, non la Procura, e nemmeno D'Alema) ha rivolto al premier rendono infatti il suo caso completamente diverso da quello di Noemi Letizia.
Per quattro ragioni. 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;La prima:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Noemi ha sempre negato ogni rapporto illecito con Papi, la D'Addario invece lo afferma e dice di poterlo documentare addirittura con registrazioni, oltre che con biglietti aerei, testimoni e prenotazioni alberghiere. &lt;br /&gt;
Il rapporto in questo caso sarebbe sicuramente illecito, perché la testimone racconta di essere stata pagata per la sua trasferta a Palazzo Grazioli, tant'è che la Procura di Bari ha aperto un'inchiesta sull'ipotesi di induzione alla prostituzione, non sappiamo nei confronti di chi; &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;e questa è la seconda differenza dal caso Noemi&lt;/b&gt;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La terza differenza&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 è per l'appunto Palazzo Grazioli. Che non è Villa Certosa, visto che espone sulla facciata la bandiera tricolore ed è usato dal presidente del Consiglio come sede semi-ufficiale di incontri di governo.
&lt;p&gt; &lt;b&gt;La quarta differenza&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 è che il sospetto di ricattabilità del primo ministro, che nel caso Noemi poteva solo essere ipotizzato, qui è affermato dall'accusa della signorina D'Addario:&lt;br /&gt;
 lei stessa ha dichiarato di aver chiesto aiuto per un progetto edilizio e di aver deciso di parlare perché quell'aiuto non l'ha ricevuto (ha ricevuto solo una candidatura alle comunali baresi, dove ha preso sette voti).&lt;br /&gt;
 Di più: aggiunge che le è stato possibile registrare l'incontro privato con il capo del governo, e se l'ha fatto lei quanti altri potrebbero averlo fatto? E tutti quegli altri, di cui forse non sapremo mai, che cosa potrebbero chiedere in cambio? E se tra costoro ci fosse anche chi non deve la sua fedeltà al tricolore che sventola su Palazzo Grazioli, ma magari tifa o milita in un'altra nazionale?

&lt;p&gt;
Si tratta di questioni serie e delicate. Che, certo, l'inchiesta giudiziaria aiuterà a chiarire, ma forse non del tutto. Ieri l'avvocato Ghedini ha elegantemente dichiarato che se anche le affermazioni della testimone fossero vere, Berlusconi non potrebbe essere indagato per induzione alla prostituzione perché «utilizzatore finale, quindi mai penalmente punibile».&lt;br /&gt;
 Come linea di difesa giudiziaria, è discutibile. Ma come linea di difesa politica è agghiacciante, per un governo che legifera anche contro i clienti delle prostitute di strada.
&lt;p&gt;

I berluscones hanno reagito duramente, prendendosela con D'Alema: perché ha parlato di “scossa”? Vuol dire che sapeva. Lui nega. Ma certo è che se D'Alema davvero sapeva dell'inchiesta avrebbe fatto una sciocchezza da dilettante della politica parlandone prima, trasformando così un probabile gol in un autogol.

&lt;p&gt;
Hanno però ragione i dirigenti del Pdl a dire che il premier avrebbe cose ben più serie e gravi di cui occuparsi.&lt;br /&gt;
 Ma è proprio questo il punto. Se il presidente del Consiglio dovesse infatti difendersi dalle registrazioni della D'Addario durante il G8, oppure mentre cominciano le prime proteste dei terremotati dell'Abruzzo, di fatto già non sarebbe più nella pienezza dei suoi poteri. &lt;br /&gt;
E siccome non è tipo da prenderne atto e farsi da parte, come gli aveva profeticamente suggerito Giampaolo Pansa agli albori di questa storia, possiamo scommettere che vivremo mesi molto difficili, sull'orlo di una crisi istituzionale al buio, perché senza soluzione immaginabile. &lt;br /&gt;
L'offerta politica alternativa di un altro governo, diverso da quello attuale o semplicemente diretto da qualcun altro, è oggettivamente troppo debole per poterla accreditare. &lt;br /&gt;
Ci vorrebbe un 25 luglio nel centrodestra, e francamente non è alle viste.

&lt;p&gt;
Però più si indebolisce e più Berlusconi sarà alla mercè di chi lo tiene in piedi. Le condizioni alle quali Bossi ha confermato il suo appoggio, le tensioni che crescono nello stesso centrodestra e che hanno spinto ieri Tremonti a precisare che lui non è tra i congiurati, il bisogno disperato di accreditamento internazionale che il premier ha mostrato a Washington: tutto fa prevedere una situazione politica molto più caotica e turbolenta e un governo molto meno efficiente di quello che si poteva immaginare appena qualche settimana fa. &lt;br /&gt;
E non basterà non dirlo nei tg, per evitare che gli italiani se ne accorgano. Ci sbaglieremo, ma questa storia è molto peggio di ogni tempesta che finora il premier ha dovuto attraversare. Temiamo per lui e, se possiamo dirla tutta, temiamo anche per la tenuta democratica del Paese.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/69639/&quot;&gt;Il Riformista - Antonio Polito&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Domenico SCILIPOTI: &quot;Ci sono deputati che scaldano le poltrone...&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/02/domenico-scilipoti/ci-sono-deputati-che-scaldano-le-poltrone/391632"></link>
  <updated>2009-06-02T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391632</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PT già IR) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ci sono parlamentari di due tipi: i primi scaldano la poltrona, i secondi presentano proposte di legge, emendamenti, interventi per salvare il nostro Paese. &lt;br /&gt;
Basta verificare nel sito web della Camera dei Deputati le interrogazioni a firma degli onorevoli Orlando e Scilipoti e riconoscere la seria attività di Italia dei Valori in Parlamento”. 
&lt;p&gt;Così l’on. Domenico Scilipoti ha aperto l’incontro di ieri sera, a Messina presso piazza Cairoli, alla presenza dei candidati Sicilia-Sardegna alle Elezioni Europee del 6 e 7 giugno: l’on. Leoluca Orlando, capolista, il dott. Emilio Arcuri, ex vicesindaco di Palermo e la dott.ssa Paola Calorenne, giovane laureata messinese. 
&lt;p&gt;“Abbiamo interrogato in più occasioni lo Stato sui problemi della Sicilia – ha spiegato Scilipoti – in particolare sui trasporti in via di declino e sui collegamenti con le Isole Eolie. 
&lt;p&gt;Abbiamo ricordato e denunciato le baracche, argomento da cinquanta anni incancrenito in questa città. Tutto questo si trova alla portata di tutti sulla rete internet – ha concluso. Potrete notare le differenza tra il nostro operato e quello degli altri politici”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://notiziariodelleeolie.myblog.it/archive/2009/06/02/scilipoti-ci-sono-deputati-che-scaldano-le-poltrone.html&quot;&gt;Eolie News&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: «L'unico dissenso che Berlusconi accetta è con se stesso»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/02/dario-franceschini/%C2%ABlunico-dissenso-che-berlusconi-accetta-%C3%A8-con-se-stesso%C2%BB/391431"></link>
  <updated>2009-06-02T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391431</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Franceschini, riferendosi alle accuse del premier alla stampa estera: «Secondo lui siamo noi che manipoliamo e insuffliamo sulla stampa straniera. Certo - ironizza Franceschini - da quando sono segretario ogni mattina chiamo i direttori della stampa estera per ordire il complotto». Franceschini ribadisce poi che il Pd «non si fermerà nella battaglia sui valori, anche a costo di non essere capiti nell'immediato e di perdere qualche voto».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;«Aspettiamo dal premier la prossima promessa roboante che non manterrà».&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«Nelle prossime 48 ore - ha detto Franceschini - ci aspettiamo che Berlusconi faccia una nuova promessa roboante, che poi puntualmente non manterrà dopo le elezioni, come fu la promessa del 2008 di abolire il bollo auto, e il bollo auto c'è ancora».&lt;br /&gt;
 Franceschini ha sottolineato una serie di «promesse fatte da Berlusconi e poi tradite su cui è scesa una cappa di silenzio. &lt;br /&gt;
La più clamorosa di queste promesse riguarda Malpensa, che è diventato un aeroporto fantasma e dal quale si tengono ben lontani pur avendo annunciato di voler tenervi il primo Consiglio dei ministri. La seconda promessa tradita riguarda il Mezzogiorno: i fondi per il Sud sono stati tagliati per oltre 20 miliardi per finanziare qualsiasi cosa, dalle multe per le quote latte al tagli dell'Ici per i redditi alti. Stessa sorte per la preannunciata iniziativa di Berlusconi di voler dimezzare i parlamentari: qualcuno ha visto la raccolta delle firme?». &lt;br /&gt;
Franceschini ha attaccato il governo anche per come ha affrontato la crisi economica, evitando di prendere misure di emergenza in favore delle fasce più deboli che non ce la fanno da sole ad aspettare la ripresa, nel 2010 o nel 2011. &lt;br /&gt;
Quando le persone sentono che la crisi e solo un effetto psicologico, aumenta la loro indignazione, specie quando mancano loro le risorse necessarie per andare avanti».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;«Sembra di vendere un detersivo, non un partito»&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 ha commentato il leader del Pd secondo il quale «l'idea di Berlusconi di gonfiare e mostrare i muscoli, di fare promesse roboanti e poi di non mantenerle corrisponde per me ad una politica malata».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;«Personalmente non me ne frega niente della popolarità&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
  afferma Franceschini a Porta a Porta - lui invece oggi ha detto di essere al 45%, con i numeri ha una certa elasticità ma in politica bisogna tornare alla serietà e dire non quello che serve al consenso ma quello che fa bene all'Italia». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=60655&amp;sez=ITALIA&quot;&gt;Il Mattino.it&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Rocco BUTTIGLIONE: «Bossi attacca l’Udc? Teme il voto dei moderati»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/01/rocco-buttiglione/%C2%ABbossi-attacca-l%E2%80%99udc-teme-il-voto-dei-moderati%C2%BB-intervista/391404"></link>
  <updated>2009-06-01T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391404</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) - Vicepres. Camera  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt; Il Senatùr prima di parlare degli ex dc rilegga la storia, il centrodestra è appiattito sulla Lega
&lt;p&gt;


Basta con l’ostentazione della ricchezza e del potere, basta con i troppi soldi e le troppe belle donne, basta con il machismo: «Berlusconi ha esagerato. La politica ha bisogno di maggiore sobrietà. Mi riferisco al premier e anche a chi lo consiglia». È quanto osserva Rocco Buttiglione, presidente dell’Udc e vice-presidente a Montecitorio, commentando la vicenda-Noemi. Mentre ancora pesano le parole scagliate dalla Lega Nord contro gli ex democristiani.
&lt;p&gt;&lt;b&gt; Bossi dice che gli ex dc meritano solo legnate. Che ne dice?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Sono espressioni che stanno a metà tra l’arterosclerosi galoppante e la paura del Carroccio di dover competere con l’unica grande forza di opposizione nella contesa del voto dell’area moderata: escludo il Pdl, che è chiaramente succube della Lega. Piuttosto Bossi farebbe bene a studiare la storia e a rispettare quella grande forza politica che seppe fare in tante occasioni il bene dell’Italia».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Bossi dice anche che gli ex dc sono stati ladri nel creare le quote latte in cambio di un po’ di finanziamenti per il Sud.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Senza le quote il latte padano non avrebbe mai invaso l’Europa. Cancellare le quote significa la scomparsa di tantissime aziende. La verità è che Bossi ha perso completamente il senso della realtà».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Anche la vicenda-Noemi è figlia del clima rovente di questa campagna elettorale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «C’è stata una speculazione indegna da parte della sinistra contro Berlusconi, soprattutto quando Franceschini ha detto quelle cose finendo per suscitare la reazione dei figli: ognuno è padre come gli riesce».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Dunque, Franceschini ha sbagliato. E il premier?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Berlusconi ha esagerato». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;In che senso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Non voglio credere alla storia della minorenne. Piuttosto è vero che l’immagine della politica fatta con i troppi soldi, le troppe belle donne, la gioia di vivere fasulla da carta patinata, non è rispettosa della realtà di un paese dove la gente soffre al punto tale per cui la Chiesa promuove raccolte di fondi nelle parrocchie: per tante famiglie quelle pur piccole somme saranno una benedizione. Quindi: in un’Italia così è esagerata l’ostentazione della ricchezza e del potere. Questo vale non solo per Berlusconi, ma anche per tanti esponenti della sua maggioranza».
&lt;p&gt;
 &lt;b&gt;Anche la Chiesa ha richiamato i politici a comportamenti più corretti.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Non vogliamo fare i moralisti, ma c’è bisogno di maggiore sobrietà». Tra i suoi colleghi c’è chi chiede che Berlusconi riferisca in aula. È questo quanto deve fare? «Certo, un’immagine del tutto distorta è già passata e a questo non si può rimediare. Però credo che la vicenda-Noemi abbia introdotto il sospetto gravissimo e inaccettabile che il premier abbia avuto rapporti con una minorenne. Ebbene, quel sospetto è da codice penale e il premier ha il dovere di fugarlo con chiarezza in Parlamento».
&lt;p&gt;&lt;b&gt; Basterebbe?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Di sicuro poi ci sarebbe bisogno di un cambio di registro e di una maggiore sobrietà nella gestione delle vicende personali. Mi riferisco anche agli attacchi fra i coniugi, laddove si arriva perfino alla diffamazione della donna che è sua moglie».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;A cosa si riferisce?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Penso al caso-Lario e a quel titolo di Libero: ”E chi se ne frega?”. Credo che dietro certe espressioni ci siano le responsabilità di chi lavora nell’entourage del presidente del Consiglio. Attorno a lui c’è un giro che non mi piace e aiuta a diffondere un’immagine della politica in cui c’è troppa disinvoltura morale».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;E invece?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Invece bisogna cominciare a costruire una classe politica nuova, facendo crescere le persone che credono in qualcosa. È assurda l’idea secondo la quale si possa fare politica senza fede. Bisogna saper stare in mezzo alla gente, pensare alla sostanza delle cose e non all’immagine».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Di contrasto, queste vicende sembrano rilanciare il ruolo dei politici cattolici. Non crede?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Noi andiamo ripetendo che bisogna fare e rifare l’Udc, per ricostruire quel rapporto diretto con il popolo cristiano, che costituisce un prezioso serbatoio di quei valori tanto necessari per riscattare questa politica che è caduta così in basso».

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=MC4BR&quot;&gt;Il Mattino - Corrado Castiglione&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Giorgio NAPOLITANO: Sud. Preoccupa la &quot;caduta di attenzione&quot;  della politica nazionale sul Mezzogiorno</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/05/22/giorgio-napolitano/sud-preoccupa-la-caduta-di-attenzione-della-politica-nazionale-sul-mezzogiorno/391310"></link>
  <updated>2009-05-22T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391310</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
  Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso oggi preoccupazione per la &quot;caduta di attenzione&quot; nei confronti del Mezzogiorno, sottolineando la necessità di una politica nazionale per il Sud del Paese.

&lt;p&gt;
&quot;Sono preoccupato per la caduta di attenzione verso il Mezzogiorno. All'attenzione deve seguire una serie di scelte, abbiamo bisogno di una visione nazionale, di una politica nazionale per il Mezzogiorno&quot;, ha detto in serata Napolitano a Palermo, ai microfoni del Tg1.

&lt;p&gt;
Il capo dello Stato ha aggiunto poi di non aver mai in passato &quot;dissimulato né dissimulo oggi una critica per il modo in cui sono stati impiegati i fondi europei&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://it.reuters.com/articlePrint?articleId=ITMIE54L0TM20090522&quot;&gt;Reuters&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>GIOVANNI GALLO: &quot;Consiglio sospeso per il Vinitaly, caro Finozzi nessun imbarazzo con Galan&quot;.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/04/03/giovanni-gallo/consiglio-sospeso-per-il-vinitaly-caro-finozzi-nessun-imbarazzo-con-galan/390893"></link>
  <updated>2009-04-03T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>390893</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: L'  Ulivo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Caro presidente Finozzi, nessun imbarazzo con Galan sulla seduta di ieri del Consiglio andata a vuoto&quot;. Il capogruppo del Partito democratico Giovanni Gallo replica a distanza al presidente del Consiglio Marino Finozzi che ieri, dopo aver sciolto la seduta per la reiterata mancanza del numero legale, aveva dichiarato con amarezza alla stampa &quot;La prossima volta che il governatore Galan attaccherà il Consiglio io sarò in difficoltà. Non potrò difendere ancora il Consiglio né quei consiglieri che non sono in aula a fare il proprio lavoro&quot;. &quot;La seduta è andata a vuoto - afferma il capogruppo del Partito Democratico - perché i consiglieri del PdL sono accorsi in massa all'inaugurazione del Vinitaly, dove avevano l'ingrato compito di fare da coreografia al presidente Galan, altrimenti soverchiato dalle prime linee leghiste: il ministro Zaia, il sindaco Tosi, il vicepresidente Manzato&quot;. &quot;Il governatore del Veneto - prosegue Gallo - sempre assente dai lavori consiliari, questa volta non solo ha continuato a dare il cattivo esempio, ma ha anche imposto un perentorio ordine di servizio ai suoi consiglieri, visto che anche il capogruppo di Forza Italia Remo Sernagiotto, astemio doc, ha dovuto preferire le bollicine del prosecco all'acqua minerale di Palazzo Ferro Fini&quot;.&lt;br /&gt;
 &quot;Ancora una volta - sottolinea Gallo - Galan ha dimostrato di non avere nessun rispetto per il Consiglio regionale, che concepisce solo come palcoscenico per la sua campagna elettorale. Come sicuramente accadrà - conclude l'esponente PD - il prossimo 15 aprile, in occasione della seduta straordinaria sulla crisi economica, chiesta dal Presidente della Regione 5 mesi dopo che l'aveva chiesta il Partito Democratico.&lt;br /&gt;



 &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.pdconsiglioveneto.org/dett_PP.asp?ID=37&quot;&gt;web site - pdconsiglioveneto&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
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  <title>GIUSEPPE BERLATO SELLA: “Il Consiglio sospeso per l’inaugurazione del Vinitaly, non fannulloni, menefreghisti”</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/04/02/giuseppe-berlato-sella/%E2%80%9Cil-consiglio-sospeso-per-l%E2%80%99inaugurazione-del-vinitaly-non-fannulloni-menefreghisti%E2%80%9D/390892"></link>
  <updated>2009-04-02T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>390892</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: L'  Ulivo) - Pres.  Consiglio Comunale Schio (VI) (Lista di elezione: DL) - Consigliere Regione Veneto (Gruppo: L'  Ulivo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“I Gruppi consiliari di Forza Italia ed Alleanza Nazionale hanno dichiarato ai quattro venti di voler raggiungere, a tutti i costi ed in breve, l’approvazione della Legge regionale sui Consorzi di Bonifica, in quanto necessaria per risolvere una situazione che si trascina da troppo tempo, fatta di inefficienze e di sprechi. Tutto questo anche a dispetto e nonostante gli atteggiamenti ambivalenti dell’alleata Lega, che pur contestando il provvedimento, alla fine in aula si dice disposta all’approvazione del testo”. Questa la dichiarazione del Consigliere Regionale Giuseppe Berlato Sella, del Partito Democratico, durante una pausa dei lavori consiliari che stanno affrontando la discussione del pdl sui Consorzi di Bonifica.

&lt;p&gt;
“Il Consiglio regionale, convocato per ieri, mercoledì, alle 10.30, si è chiuso alle 18.08 per mancanza del numero legale in fase di votazione, dopo non più di tre ore effettive di dibattito – prosegue – così i lavori sono stati aggiornati al giorno seguente, oggi, giovedì, alle 10.30, ma questa mattina in aula  la maggioranza non si è presentata, ho appreso, per partecipare all’inaugurazione del Vinitaly!”.

&lt;p&gt;
“Ma il peggio è che questa cosa per la quale io ancora mi scandalizzo e mi indigno – dice desolatamente il consigliere del PD - è invece talmente scontata che tutti i principali giornali locali stamattina avevano già scritto che probabilmente la discussione sui Consorzi sarebbe saltata o sarebbe stata rinviata a causa della partecipazione di consiglieri ed assessori all’inaugurazione della fiera del Vino. Come dire che oramai ci si è assuefatti a qualunque cosa!”.

&lt;p&gt;
“E’ dunque questo tutto l’interesse del PDL per la tanto attesa e necessaria riforma dei consorzi di bonifica e per tutti quei cittadini che pagano una tassa a degli enti di cui spesso nemmeno capiscono l’utilità? – si chiede il consigliere berlato Sella – è una vergogna! altro che fannulloni: menefreghisti!&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.pdconsiglioveneto.org/dett_news.asp?ID=150&quot;&gt;web site - pdconsiglioveneto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Anna FINOCCHIARO: Legge sul testamento biologico. «Consegnano il nostro corpo al potere dello Stato»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/03/27/anna-finocchiaro/legge-sul-testamento-biologico-%C2%ABconsegnano-il-nostro-corpo-al-potere-dello-stato%C2%BB-intervista/390811"></link>
  <updated>2009-03-27T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>390811</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Emma Bonino entra nella sua stanza subito dopo il voto finale. I complimenti perle dichiarazioni in Aula e un ringraziamento reciproco per la lealtà con cui è stata condotta questa battaglia. Anna Finocchiaro saluta e poi si dirige verso l`aeroporto di Fiumicino per tornare a Catania. «E stata una settimana faticosa». Non solo per il dibattito in aula con una maggioranza chiusa a riccio. Anche per le fibrillazioni nel Pd, tra gli ex popolari e tra i cattolici e i laici. «Questa sì è una battaglia che abbiamo vinto tutti: il confronto ci ha fatto fare un passo avanti, il Pd ha fatto un passo avanti». Il ddl, invece, «è un imbroglio».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Partiamo dal ddl: perché è un tradimento?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Perché tradisce prima di tutto il suo stesso titolo, &quot;disposizioni in materia di dichiarazioni di volontà anticipate&quot;. In realtà la volontà dei soggetti in ordine ai trattamenti sanitari che verranno praticati sul loro corpo, nel momento in cui non saranno più in grado di intendere e volere, non avrà alcun valore vincolante e potrà essere disattesa.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Che cosa ha indotto il Pdl a chiudere ogni possibilità di dialogo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Non credo che avessero mai avuto intenzione di dialogare con noi. Ciò che si è scontrato non è una diversa opinione su alimentazione e idratazione, per intenderci. Si sono scontrate due diverse concezioni del rapporto tra l`autorità dello Stato e la libertà degli individui. Quando Aldo Moro scrisse l`articolo 32 della Costituzione, &quot;nessuno può essere sottoposto a trattamento sanitario contro la propria volontà&quot; aveva ben presente - uscendo da un regime totalitario e temendo quello che stava accadendo in altre parti del mondo - che il rapporto tra libertà dell`individuo e l`inviolabilità del proprio corpo da parte dello Stato andava tutelato a tutti i costi. Il Ddl Calabrò va nella direzione opposta: il corpo viene travolto dal potere dello Stato e c`è in questo una straordinaria violenza.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Secondo alcuni cattolici del Pd, il Pdl si vuole accreditare Oltretevere come unico interlocutore politico. Ipotesi fondata?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Probabilmente sì, ma lo ritengo un tentativo imperfetto perché è grossolano e strumentale.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ma è evidente che il dibattito sul testamento ha creato fibrillazioni anche nei cattolici Pd. Sanno che la maggioranza userà strumentalmente il loro voto contrario.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Questa è stata una delle prove più impegnative per il Pd in questo ultimo anno e mezzo. A parte il voto favorevole di due senatori che sin dall`inizio avevano annunciato la loro posizione, il Pd ha espresso un &quot;no&quot; compatto al Ddl. Ci siamo arrivati perché abbiamo avuto la capacità di incontraci in una discussione vera, anche molto aspra.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Come le due ultime riunioni del gruppo al Senato dove c`è stata una frattura con alcuni ex popolari?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Mi riferisco a due annidi discussioni durante i quali io per prima ho imparato una cosa importantissima: mi sono imbattuta nel dubbio, l`unico alleato che può avere chi fa il nostro mestiere e si occupa di queste materie.  Noi ci siamo dati un obiettivo: difendere la libertà degli individui dall`invasione dello Stato, abbiamo voluto garantire la libertà di disporre se essere accompagnati alla morte fino all`ultimo momento con il supporto di tutti i presidi medici oppure di poter morire naturalmente.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Secondo Tonini il Pd dovrebbe difendere di più i cattolici per il lavoro che hanno svolto.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


I cattolici sono il Pd con lo stesso titolo e la stessa dignità degli altri, non hanno bisogno di essere difesi.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Allora perché ci sono state tensioni?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Sono tre anni che ci sono tensioni, tra i cattolici come tra i laici, ammesso che questa possa essere una distinzione che ha un senso. Non ci porta da nessuna parte fare polemiche di questo tipo. E inevitabile se si affrontano temi etici avere posizioni di partenza anche diverse.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;L&quot;`orientamento prevalente&quot; è stato più sopportato che accettato. Non teme conseguenze?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Noi oggi abbiamo raggiunto un punto di massima soddisfazione per tutti, ne sono convinta. Un pezzo dell`identità politica del Pd si è compiuta perché c`eravamo tutti, eravamo tutti li. Chi ci avrebbe scommesso qualche tempo fa?&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Lei oggi in Aula ha fatto un riferimento alla Legge 40, un`altra legge in difesa della vita, come la definì il centrodestra. Come si concilia con il Ddl Calabrò?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Non si concilia, è di segno opposto. In quella legge hanno stabilito che la vita non può essere manipolata per evitare malattie o malformazioni e oggi vogliono manipolare la morte. Qual è il senso?&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Se lo aspettava l`intervento di Marcello Pera?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Sapevo che era contrario a legiferare in questa materia, non mi aspettavo però un suo intervento. Ha anche spiegato a Calabrò perché quel testo è incostituzionale. È stato il discorso di un uomo cha fatto lo sforzo di andare al fondo delle cose. Che bellezza.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Maurizio Gasparri vi ha accusato di andare verso una deriva eutanasica.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


In Aula l`ho detto con molta chiarezza: il Pd è contro l`eutanasia. Gasparri fa propaganda politica, che possiamo farci? Non si può far sparire con la bacchetta magica, ce lo dobbiamo tenere.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Emma Bonino invita alla disobbedienza civile. Lei è d`accordo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Le forme di iniziativa politica dei radicali non sempre coincidono con le nostre, ma devo dire che in questa battaglia sono stati compagni leali e affidabili, ciascuno nel proprio campo, ma uniti da un grande rispetto per la Costituzione, la libertà e la dignità umana.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Torna in auge la moratoria sul testamento?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Oggi la invoco a maggior ragione. Questo è un pessimo testo di legge.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Secondo lei Berlusconi accetterebbe uno stop dopo la pedalata senza sosta al Senato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


In questi giorni, dalla stessa maggioranza, sono venuti gli inviti a riflettere. Lo stesso Quagliariello non mi sembrava molto soddisfatto del lavoro fatto.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=L7GB4&quot;&gt;l'Unità - Maria Zegarelli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Umberto VERONESI: Testamento biologico. «Il referendum? Mi sembra inevitabile»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/03/26/umberto-veronesi/testamento-biologico-%C2%ABil-referendum-mi-sembra-inevitabile%C2%BB-intervista/390810"></link>
  <updated>2009-03-26T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>390810</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«La volontà del malato può attendere. Lo ha deciso ieri il Senato votando l’articolo 3 del disegno di legge della maggioranza sul testamento biologico. Un voto strategico che impedisce ai medici di sospendere idratazione e alimentazione artificiali e che regala all’Italia una brutta legge. «Peggio: una legge anticostituzionale e inutile», dice Umberto Veronesi, oncologo di fama e senatore del Pd, che oggi sarà di nuovo in Aula a votare il testo finale.&lt;br /&gt;


«È incostituzionale perché la Carta sancisce il diritto della persona di rifiutare le cure. Ora, se i cittadini possono rifiutare di essere nutriti con un sondino, non si capisce perché non abbiano più questo diritto nel caso perdano la capacità di esprimersi. Ed è una legge inutile perché il testamento biologico è nato con un solo obiettivo: poter rifiutare la vita artificiale. Poichè alimentazione e idratazione forzata sono le condizioni indispensabili per mantenere la vita artificiale, di fatto la legge nega questa possibilità. Avremo una legge che nega l’obiettivo per cui è nata: è un’assurdità».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Quali saranno i risvolti pratici?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Che nessuno farà il testamento biologico. Perché esprimere in anticipo le proprie volontà sapendo che saranno poi disattese? Oppure tutti faranno il testamento biologico come se la legge non esistesse, sapendo di essere protetti dalla Costituzione e dal Codice di Deontologia medica che obbliga il medico a rispettare le volontà del paziente. E succederà che molti medici faranno obiezione di coscienza per rispetto dei loro malati. Se questa legge non rispetta i diritti dei cittadini, non rispetta neppure quelli dei medici. Credo che difficilmente si potrà evitare un referendum abrogativo».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Era meglio non fare nulla?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Senza dubbio: piuttosto che una cattiva legge è meglio nessuna legge. In realtà il testamento biologico è da considerarsi già valido nel nostro ordinamento in base, come abbiano detto, alla Costituzione, al Consenso Informato, al Codice deontologico medico e alla Convenzione di Oviedo che il nostro Paese ha ratificato. Ovviamente era auspicabile una legge perché quando esiste un diritto, ci vorrebbe anche una norma che lo tuteli. Ma questa legge invece di tutelare il diritto al rifiuto delle cure, lo cancella. Dal punto di vista dei diritti civili è un grosso passo indietro».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Torniamo all’ipotesi del referendum, non è un’arma a doppio taglio visto il precedente della legge 40?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Più che altro mi sembra inevitabile, come ho detto prima. Ma penso che il risultato sarà molto diverso da quello sulla legge 40 perché diverso è il problema su cui i cittadini sono chiamati a esprimersi. La morte e la sua naturalità, l’invasione della medicina tecnologica nella nostra vita, riguardano veramente tutti mentre la fecondazione assistita riguarda una fascia precisa di donne o meglio di coppie. La gente non andò votare perché i quesiti erano complicatissimi e perché non sentiva il problema».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Dopo la legge 40 un’altra legge che va contro i diritti dei cittadini: che sta succedendo in Italia?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Che c’è la tendenza a imporre delle verità di fede anche a chi la fede non ce l’ha».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;È solo un problema di ingerenza vaticana o c’è anche dell’altro, ad esempio una difficoltà ad affrontare temi difficili ma importanti?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Sicuramente esiste una difficoltà culturale di base, ma proprio per questo ci vuole ancora più apertura mentale e non chiusura ideologica. Questi temi, per complessi che siano, saranno posti sempre più di frequente alla riflessione di cittadini e politici: pensiamo alle staminali embrionali, appena “liberalizzate” da Obama. Dobbiamo prepararci perché la scienza non si ferma. Per fortuna».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ieri si è deciso con voto segreto: è vero che si trattava di un tema personale ma i cittadini non hanno diritto di conoscere le posizioni di chi li rappresenta?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«È vero, ma il voto segreto dà qualche garanzia in più di un voto secondo coscienza, più libero dalle influenze e i ricatti degli schieramenti».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Il Pd ha lasciato libertà di coscienza: lei è d’accordo o si è trattato di un modo per non affrontare il problema?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Evitare il problema direi di no. Ci sono aspetti positivi e negativi: da un lato trovo giusto che un partito lasci libertà di coscienza e rappresenti una pluralità di idee, dall’altro le lacerazioni che sono emerse non sono certo rassicuranti».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Lei è sempre stato un convinto sostenitore della forza della ragione: lo è ancora dopo quanto accaduto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Legge o non legge, la gente non rinuncerà al diritto di vedere le proprie volontà rispettate. Il movimento intellettuale a favore del testamento biologico non è un fenomeno italiano, è mondiale e non si fermerà. Anche per questo invito tutti i cittadini a sottoscrivere il proprio testamento biologico, come ho fatto io, affidandolo a un fiduciario e se possibile depositandolo da un notaio, prima che si concluda l’iter di approvazione di questa legge. È un documento semplice, il modello si può trovare su internet, per esempio su You Tube, o sul sito della mia Fondazione».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=L6XF9&quot;&gt;l'Unità - Luca Lando'&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOVANNI GALLO: &quot;Decisione sfacciata il Maxi premio di 15.000 euro ai dirigenti regionali&quot;  [Link: Regione]</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/03/11/giovanni-gallo/decisione-sfacciata-il-maxi-premio-di-15-000-euro-ai-dirigenti-regionali-link-regione/390619"></link>
  <updated>2009-03-11T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>390619</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: L'  Ulivo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Le risorse per garantire la cassa integrazione a migliaia di lavoratori del Veneto non le trovano. Però, per coprire d’oro i top manager della &lt;a href=&quot;http://carta.ilgazzettino.it/MostraOggetto.php?TokenOggetto=408284&amp;Data=&amp;CodSigla=PG&amp;TestoRicercaUrl=regione%20veneto&quot;&gt;Regione&lt;/a&gt; , Galan e la sua Giunta i soldi li scovano subito”.
Il commento è del capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Giovanni Gallo, dopo la notizia riportata oggi da alcuni organi di informazione.

&lt;p&gt;
“Scegliere, in piena crisi economica, di elargire indistintamente ai top manager il &lt;a href=&quot;http://carta.ilgazzettino.it/MostraOggetto.php?TokenOggetto=408245&amp;Data=&amp;CodSigla=PG&amp;TestoRicercaUrl=regione%20veneto&quot;&gt;premio massimo &lt;/a&gt;  premio massimo consentito è a dir poco sfacciato. Non è infatti normale - sottolinea Gallo - votare una delibera dove si dice che tutti questi dirigenti hanno raggiunto il 100% del risultato”.

&lt;p&gt;
“D’altra parte questa vicenda è solo l’ultimo dei capitoli di una lunga storia fatta di privilegi. Recentemente infatti - ricorda il capogruppo del PD -  gli stessi dirigenti avevano tentato di mettersi al riparo dai tagli imposti dal ministro Brunetta in caso di malattia.
Per non parlare poi dei Direttori generali delle Ulss, anch’essi premiati con palate di euro e anch’essi in maniera indipendente dai meriti e dai risultati ottenuti.

&lt;p&gt;
“Questo è l’andazzo nel palazzo.
E Galan - conclude Gallo -  ne è il massimo responsabile: senza alibi né giustificazioni.
&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=732&quot;&gt;official web site- Partito Democratico Veneto - Il Gazzettino ed. Venezia&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Maria Antonietta FARINA COSCIONI: Contro Englaro una terrificante campagna di fango, insinuazioni e infamanti sospetti</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/02/10/maria-antonietta-farina-coscioni/contro-englaro-una-terrificante-campagna-di-fango-insinuazioni-e-infamanti-sospetti/388705"></link>
  <updated>2009-02-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388705</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Rilanciare la sfida: una legge sul testamento biologico che rispetti e garantisca la volontà del cittadino. Indagine parlamentare sul fenomeno dell'eutanasia clandestina, calendarizzazione dei progetti di legge sull'eutanasia gia' depositati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eluana ora finalmente è libera, la sua volontà è stata rispettata, non è più prigioniera di un corpo che non riconosceva. Contro questa libertà, questo diritto al rispetto della propria volontà, si è mobilitato il &quot;partito&quot; non della vita, ma del dolore, della sofferenza ad oltranza. Si sono raggiunti livelli inauditi: ancora in queste ore è una valanga di insinuazioni e affermazioni mostruose, volgari, terrificanti, contro Beppino Englaro, additato come il carnefice della figlia, e contro di noi, che ci siamo battuti perché la volontà di Eluana fosse rispettata. Tutto ciò è accaduto ed accade con la compiaciuta, attiva complicità di una sedicente informazione che ha speculato sul dolore e sulla sofferenza. Una campagna letteralmente fatta di fango e letame. Contro tutto ciò non posso che ribadire il nostro impegno di radicali, di laici, di persone che credono e lottano per il diritto a una vita e a una morte con dignità, e per la vita del diritto.

&lt;p&gt;
Dunque, NO a una legge sul testamento biologico come quella che il Governo Berlusconi si accingeva a varare, strumentalizzando la vicenda di Eluana: perché è una legge contro il testamento biologico, contro il diritto della persona di poter disporre del proprio corpo e della propria esistenza, quella che vogliono imporre; NO alle ingerenze clericali e ai diktat del Vaticano; NO all'espropriazione del diritto costituzionalmente garantito di non essere sottoposti ad accanimento terapeutico se non lo vogliamo.

&lt;p&gt;
La differenza è tra chi, come noi, vuole assicurare diritti e facoltà; e chi, protervamente vuole imporre obblighi e doveri. E' dunque il momento di rilanciare la sfida all'offensiva oscurantista e medioevale, e fare tesoro del patrimonio e dell'insegnamento che ci hanno lasciato Luca Coscioni e Piergiorgio Welby: una grande mobilitazione per una legge sul testamento biologico che rispetti e garantisca la volontà del malato e del cittadino, quale essa sia; per un'indagine parlamentare sul fenomeno dell'eutanasia clandestina e di massa, fenomeno che si vuole ignorare e di cui tutti sanno l'esistenza; per calendarizzazione dei progetti di legge sull'eutanasia già depositati; per risposte immediate, adeguate e concrete alle centinaia di malati di SLA e alle loro famiglie, prive di assistenza. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lucacoscioni.it/comunicato/englaro-farina-coscioni-contro-englaro-una-terrificante-campagna-di-fango-insinuazioni-e-&quot;&gt;official web site - Luca Coscioni&lt;/a&gt;</summary>
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