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  <title>Openpolis - Argomento: pecoraro scanio</title>
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  <updated>2008-04-10T00:00:00Z</updated>
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  <title>Alfonso PECORARO SCANIO: Condanna Ue sui rifiuti. Sanati gli errori.</title>
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  <updated>2008-04-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>333343</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Verdi) -  Ministro  Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare (Partito: Verdi) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Una nuova norma del primo aprile scorso &quot;ha sanato gli errori del passato&quot;.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Così il ministero dell'Ambiente risponde alla notizia della condanna Ue in tema di rifiuti e discariche.&lt;br /&gt;
 E il ministro Alfonso Pecoraro Scanio sottolinea: &quot;Abbiamo operato per ridurre le infrazioni ereditate dal governo Berlusconi&quot;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Una nuova norma del primo aprile scorso &quot;ha sanato gli errori del passato&quot;. &lt;br /&gt;
Lo afferma il ministero dell'Ambiente che in una nota risponde alla notizia della condanna Ue in tema di rifiuti e discariche. E il ministro Alfonso Pecoraro Scanio sottolinea: &quot;Abbiamo operato per ridurre le infrazioni ereditate&quot;. &lt;br /&gt;
&quot;L'Europa - si legge nella nota - ci contesta norma del 2003. Un provvedimento del Governo applica correttamente direttiva&quot;. &lt;br /&gt;
E prosegue: &quot;La condanna della Corte di Giustizia è dovuta al ritardo con cui fu recepita una direttiva del 1999 riguardante le discariche dei rifiuti.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;L'Europa, infatti, dava tempo ai paesi membri fino al 2001&lt;/b&gt; per il recepimento delle norme.&lt;br /&gt;
 L'Italia invece la recepì solo nel 2003 con un decreto legislativo del Governo Berlusconi. &lt;br /&gt;
Di conseguenza, la Corte contesta anche gli effetti derivanti dal decreto di recepimento del 2003&quot;.&lt;br /&gt;
 &quot;Il Governo è però già intervenuto - puntualizza ancora il ministero dell'Ambiente - adeguandosi a quanto l' Europa chiede grazie ad una norma approvata lo scorso 1/o aprile.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;La Corte oggi ha doverosamente&lt;/b&gt; constatato i problemi risalenti agli scorsi anni. &lt;br /&gt;
Ovviamente, infatti, i danni del ritardato recepimento (dal 2001 al 2003) non sono cancellabili&quot;. &lt;br /&gt;
&quot;Anche in questo caso - ha dichiarato il ministro Pecoraro Scanio - abbiamo operato per ridurre le violazioni delle norme comunitarie ereditate dal precedente Governo. Non è un caso che in questi due anni abbiamo ridotto del 30% le infrazioni comunitarie che incombevano sull'Italia in materia ambientale&quot;. &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;&quot;Siamo ancora lontani&lt;/b&gt; da un livello accettabile di applicazione del diritto comunitario, ma è innegabile - afferma il ministro dell'Ambiente, Pecoraro Scanio - che in pochi mesi siamo riusciti a ridurre significativamente il contenzioso. 
Il fatto che avessimo ereditato ben 80 infrazioni in materia ambientale è significativo di quanta poca attenzione fosse stata dedicata alla materia in precedenza. &lt;br /&gt;
È evidente che nel futuro occorrerà vigilare affinché governo e enti locali non considerino le norme ambientali e a tutela della salute come fastidiosi impedimenti o terreno per pessime politiche ai danni del territorio&quot;.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Nello specifico&lt;/b&gt;, spiega il ministero dell'Ambiente, la Corte di Giustizia delle Comunità europee ha dichiarato che l'Italia é venuta meno agli obblighi previsti dalla direttiva 1999/31/CE sulle discariche di rifiuti, in quanto il decreto legislativo n. 36/2003, che traspone nell'ordinamento nazionale le disposizioni della direttiva, non prevede l'applicazione della direttiva alle discariche autorizzate dopo la data di scadenza del termine previsto per la trasposizione di tale direttiva e prima di quella dell'entrata in vigore del citato decreto legislativo e in quanto lo stesso decreto non provvede alla trasposizione dell'art. 14, lett. d), i), della detta direttiva.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Proprio per superare la procedura d'infrazione&lt;/b&gt; 2003/4506, che ha dato origine alla sentenza odierna, il governo italiano ha provveduto, ancor prima della pronuncia della Corte di Giustizia, a introdurre in uno specifico decreto-legge, approvato nel Consiglio dei Ministri del 1/o aprile scorso, una norma specifica (art. 6) volta a modificare l'art. 17 del decreto n. 36 del 2003, con il quale è stato trasposto nell' ordinamento interno l'art.14 della direttiva 1999/31/CE, al fine di adeguare il diritto nazionale alle disposizioni previste dalla direttiva sia per le discariche di rifiuti pericolosi, che per quelle autorizzate dopo la data del 16 luglio 2001.
&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Viene così&lt;/b&gt; meglio precisata la portata dell'art. 17 del decreto n. 36 del 2003, introducendo una disciplina specifica per le discariche autorizzate fra il 16 luglio 2001 e il 27 marzo 2003 e per quelle per i rifiuti pericolosi. &lt;br /&gt;
In tal modo si fa venire meno quel regime di generale e indistinta equiparazione tra tutte le discariche preesistenti al marzo 2003 contenuto nel decreto n. 36/2003 che, secondo la Corte di Giustizia, si pone in contrasto con la diversa disciplina che la direttiva assegna alle discariche per i rifiuti pericolosi e a quelle autorizzate prima della sua entrata in vigore.&lt;br /&gt;



&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lanuovaecologia.it/rifiuti/politiche/9626.php&quot;&gt;Lega Ambiente&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Francesco GIORDANO: PECORARO: GIORDANO: &quot;FIDUCIA NELLA MAGISTRATURA E IN PECORARO&quot;</title>
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  <updated>2008-04-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>331414</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Rifondazione comunista - Sinistra europea) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Dichiarazione di Franco Giordano, segretario nazionale del Prc

&lt;p&gt;
&quot;Nutriamo massima fiducia sia nella magistratura che nel ministro Pecoraro, siamo convinti che potrà dimostrare la sua completa estraneità ai fatti che gli vengono contestati. Consideriamo estremamente apprezzabile la lealtà alle istituzioni di cui ha dato prova annunciando tempestivamente la rinuncia all'immunità parlamentare. Ci sembra in ogni caso indispensabile che i doverosi accertamenti da parte della magistratura vengano svolti nel più breve tempo possibile per evitare la permanenza di qualsiasi ombra o sospetto&quot;.


&lt;p&gt;Roma, 4 aprile 2008&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.franco-giordano.it&quot;&gt;Ufficio stampa Prc&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Fausto BERTINOTTI: «Sinistra Arcobaleno non sia cartello elettorale»</title>
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  <updated>2008-02-17T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>329003</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Rifondazione comunista - Sinistra europea) - Assessore Regione Lazio (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Pres. Camera   (Lista di elezione: PRC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;b&gt;La Sinistra arcobaleno non deve essere un cartello elettorale ma l'avvio di un nuovo soggetto politico: il presidente della Camera Fausto Bertinotti, intervenendo al consiglio nazionale dei Verdi, propone un lavoro comune delle sinistre fondato sull'alleanza fra ambiente e lavoro.

«Vorrei contribuire - dice Bertinotti - a far sì che da questa campagna elettorale si lavori insieme al nuovo soggetto politico. Non deve essere un cartello elettorale - ammonisce il candidato premier della Sinistra arcobaleno - ma deve servire a superare confini, steccati, come già in questi anni tante volte abbiamo fatto nelle nostre lotte comuni».

Bertinotti ammonisce la platea sulla necessità di «affiancare nuove forze» ai soggetti fondatori, perché l'Arcobaleno «non può essere solo la somma di quattro partiti». Politicamente, Bertinotti disegna il profilo del nuovo soggetto, fondato su una «alleanza fra ambiente e lavoro». A giudizio del presidente della Camera «nessuna forza della Sinistra arcobaleno è in grado da sola di dare un futuro a questo Paese. Solo insieme ce la possiamo fare».

La Sinistra Arcobaleno e il Pd sono «in forte competizione» ma entrambi contro l'affermazione della destra, ha detto Bertinotti, sottolineando l'importanza di una competizione col Pd non muscolare ma sul programma e sulla diversa visione della politica di sinistra.

«In che rapporti dobbiamo stare con il Pd - si è chiesto Bertinotti parlando alla platea dei Verdi? - Dobbiamo rendere chiari i termini di questa competizione. Entrambi facciamo un'opposizione radicale alle destre ma siamo in competizione con il Pd per consentire agli italiani di scegliere qual'è per loro il miglior modo di combattere la destra».

In questo senso Bertinotti ha ammonito: «non credo si debba tornare ai vecchi modelli di 'fratelli coltellì che sarebbero dannosi e inefficaci per quello che vogliamo costruire. Dobbiamo dimostrare che, pur avendo in comune con il Pd l'idea di sconfiggere la destra, noi abbiamo un'altra idea di sinistra. Che son in campo due diverse alternative alla destra».

Se Veltroni e il Partito democratico candidano insieme l'operaio sopravvissuto al rogo della ThyssenKroup è l'imprenditore Matteo Colaninno, «ce nè uno di troppo». Ne è convinto il candidato premier della Sinistra Arcobaleno Fausto Bertinotti, parlando al consiglio nazionale dei Verdi. «Noi - sottolinea Bertinotti - dobbiamo stare da una parte sola: quella dei lavoratori e delle lavoratrici nel conflitto sociale».

In effetti nel suo intervento il presidente della Camera critica l'idea di alternativa alla destra emersa ieri dall'assemblea costituente del Pd nella quale Veltroni ha tracciato il programma del nuovo soggetto politico. «Il Pd - attacca Bertinotti - vuole sconfiggere la destra avendo come idea centrale quella della crescita. A Walter vorrei dire amichevolmente: 'ma ti pare nuovo il tema della crescita? Ti pare nuovo partire da un tema criticato negli ultimi vent'anni».

Bertinotti attacca «il paradigma del Pil» e sottolinea come in Italia «mi sembrava senso comune dire che non si misura la qualità sul Pil».

Questa critica, continua, «si faceva negli anni '70, io l'ho imparata da Cederna, da Amendola e mi pare che questa cosa detta da Veltroni a sinistra sia indicibile».

«Chiediamo un voto pulito e onesto non su programmi confusi e simili nei quali tutti vogliono tagliare le tasse...». Lo ha detto il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio nel suo discorso di apertura al consiglio nazionale dei Verdi dal titolo: &quot;Un voto utile per l'ambiente&quot;. 

Pecoraro ha osservato che da qui al 13 aprile ci sarà «una campagna elettorale difficile ma che per quanto ci riguarda deve dire che in Italia serve una sinistra moderna, innovativa e vera e che noi siamo quella sinistra».

Il leader dei verdi ha sottolineato che «il nostro progetto non è un cartello elettorale ma nasce da lontano e parte dalle battaglie che ci hanno visti sempre insieme diversamente da altri perchè qualcuno mi deve dire cosa tiene insieme la Binetti con la Pollastrini».&lt;/b&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.unita.it/view.asp?IDpag=13&amp;IDcontent=73015&quot;&gt;L'Unità.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Clemente MASTELLA: Io in aula per Pecoraro non ci vado, dovrebbe dimettersi.</title>
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  <updated>2008-01-21T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: Misto) - Sindaco  Comune Ceppaloni (BN) (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Sindaco  Comune Ceppaloni (BN) (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Dietro i finestrini scorrono i cumuli di spazzatura, poca roba rispetto ai montarozzi napoletani. «Pecoraro Scanio (pausa drammatica)... quello ci ha coperto di munnezza e sta ancora al suo posto. Si dovrebbe dimettere». Ecco, mercoledì si vota la mozione di sfiducia contro «Alfonso no—no—no» e i tre voti dell'Udeur saranno decisivi. Mastella sbadiglia e infila quattro punti interrogativi, a ogni punto un buffetto sul ginocchio del vicino: «Ci devo andare? E perché? L'hai visto tu in aula quando parlavo alla Camera? Prodi vuole mettere la fiducia? Embè, noi siamo esterni adesso. Uè, ragazzi, e cambiate stazione mo». Il gr è finito, c'è la pubblicità delle merendine. «Mettete a Radio Kiss Kiss, voglio un po' di musica italiana». Accontentato.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/08_gennaio_21/mastella_pecoraro_salvia_b59fc478-c7fe-11dc-8c83-0003ba99c667.shtml&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
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