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  <title>Openpolis - Argomento: class action</title>
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  <updated>2011-07-06T00:00:00Z</updated>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: “In piazza contro tutti i bavagli. Se non ora, quando?”</title>
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  <updated>2011-07-06T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>589844</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Alla Rai è davvero cambiato tutto, prima quelli sgraditi a Berlusconi venivano cacciati a colpi di pubblici editti, ora vengono accompagnati alla porta ed invitati ad andarsene. Non c’è bisogno di leggere le intercettazioni per capire che, sia pure con modi e toni diversi, è in piena attuazione il piano per dissolvere la Rai e stroncare qualsiasi anomalia editoriale, a partire da Raitre. Basta leggere la &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/spettacoli/11_luglio_05/dandini-nessuno-sa-dirmi-se-ce-la-faro-serena-dandini_a13b2cfa-a6cd-11e0-bbaa-d83a3b6f7958.shtml&quot;&gt;&lt;b&gt;lettera di Serena Dandini, pubblicata dal Corriere della Sera&lt;/b&gt;,&lt;/a&gt; per rendersi conto di quanto sta accadendo.
&lt;p&gt;

Dopo la sostanziale espulsione di Santoro e di Saviano, la scena si sta ora ripetendo con &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/11_giugno_21/conti-rai-conferma-i-programmi_d0fd29c2-9bc7-11e0-b47c-4c6664789138.shtml&quot;&gt;&lt;b&gt;Milena Gabanelli&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; e Serena Dandini, considerate persone non gradite, forse anche loro saranno nel lunghissimo elenco di quelle e quelli “che mi hanno fatto perdere le elezioni e i referendum”.
&lt;p&gt;
Nel frattempo Berlusconi e famiglia ringraziano due volte. La prima perchè la Rai esegue i comandi, la seconda perchè la medesima Rai si sta suicidando industrialmente allontanando da sé non solo alcuni tra i migliori talenti professionali, ma anche il pubblico che li seguiva e li seguirà.

&lt;p&gt;
Dal momento che l’obiettivo palese di questo assalto è quello di imbavagliare la pubblica opinione e di dissolvere quello che ancora resta della Rai chiederemo a tutte le associazioni del settore, a tutti i sindacati, a tutte le forze politiche di promuovere insieme una gigantesca class action, di raccogliere milioni di firme, e di presentarle nel corso di una grande manifestazione nazionale contro ogni forma di bavaglio: dalle intercettazioni alla rete, dalle censure al conflitto di interessi impugnato come una clava per abbattere avversari e competitori politici ed industriali.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;“Se non ora quando?”&lt;/b&gt;. Con queste parole un coraggioso gruppo di donne, innamorate della Costituzione, convocarono a Roma una straordinaria manifestazione, una di quelle che hanno segnato il risveglio nazionale, la fine di un lungo periodo segnato dalla acquiescenza, dal torpore, talvolta anche dalle complicità.
&lt;p&gt;
Mai come in queste ore sarà il caso di ripetere “Se non ora quando?” e di presidiare con inaudita passione civile l’articolo 21 della Costituzione dalle ultime raffiche di un regime morente, ma non per questo meno pericoloso, anzi.
&lt;p&gt;
Questo è il momento per mettere insieme partiti, movimenti, associazioni, sindacati, per concordare una azione quotidiana, pressante, incisiva, che non conosca pause, sino alla vittoria finale.
&lt;p&gt;

Chiunque abbia idee e proposte le tiri fuori: class action contro la Rai, esposti alla Corte dei conti, ricorso al tribunale ordinario, iniziative davanti alle sedi delle silenti autorità di garanzia, manifestazioni davanti alla sede del parlamento europeo, della corte internazionale dei diritti, delle istituzioni e delle assemblee elettive, a cominciare dalla Camera e dal Senato, utilizzo delle rete per far impazzire il censore, iniziative in tutte le piazze italiane dedicate alla libertà di informazione, sino ad arrivare ad un grande manifestazione nazionale, da indire quando riporteranno in aula la legge madre di ogni bavaglio: quella sulle intercettazioni.
&lt;p&gt;

Di fronte a quello che sta accadendo ci auguriamo davvero che ciascuno rimetta in un cassetto lo spirito di parte, di partito, di associazione, di organizzazione, per mettersi a disposizione di una grande battaglia per la legalità repubblicana e per la dignità costituzionale. Teniamoci pronti perchè questa “banda degli onesti” non esiterà neanche nel mese di agosto per mettere a segno l’ultimo sfregio. Se sarà il caso dovremo essere pronti a rispondere sempre e comunque, anche nella giornata di ferragosto!&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/07/06/giuseppe-giulietti-in-piazza-contro-tutti-i-bavagli-se-non-ora-quando/&quot;&gt;MicroMega&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARIA GEMMA AZUNI: Aumento delle tariffe taxi. Il trucco c'è, e si vede</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/01/27/maria-gemma-azuni/aumento-delle-tariffe-taxi-il-trucco-c%C3%A8-e-si-vede/557373"></link>
  <updated>2011-01-27T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>557373</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
È confortante sapere che Roma Capitale è governata anche da commissioni e comitati (composte da personale rigorosamente maschile in stratosferica maggioranza) che, dall’alto delle proprie conoscenze tecniche, giuridiche ed economiche, producono perle di rara “saggezza” professionale.
&lt;p&gt;

Così, oggi, si apprende dagli organi di stampa che la commissione di esperti (nominata dal Sindaco per valutare gli aumenti delle tariffe) ha giudicato “congrue” le nuove tariffe taxi, illuminandoci sul fondamentale principio di concorrenza e libero mercato, per cui il minor volume d’affari, dovuto alle nuove licenze, sarebbe stato il fattore che giustifica gli aumenti.
&lt;p&gt;
Si afferma, in poche parole, che se aumenta l’offerta debbono aumentare le tariffe a danno delle tasche dei consumatori.
&lt;p&gt;

Anche uno studente di Economia alle prime armi griderebbe allo scandalo, per un così palese stravolgimento dei principi della libera concorrenza, per cui in Italia la regola della ricerca del prezzo più basso e del miglior servizio sarebbe valida solo quando non sono toccate corporazioni e categorie privilegiate.
&lt;p&gt;

Talmente palese l’illegittimità di quanto sostenuto, per giustificare gli esosi rincari (in tre anni le tariffe taxi sono aumentate del 72%), che è dovuta intervenire l’Antitrust, a ricordare al Comune quali siano le elementari regole della libera concorrenza.
&lt;p&gt;

Dopo estenuanti e ripetute sedute, che hanno paralizzato l’Assemblea Capitolina solo ed esclusivamente sulla questioni taxi, ora la montagna ha partorito un topolino misero anche nei contenuti, che contravvengono ai principi più elementari della libertà economica, così come prevista dalla Costituzione.
&lt;p&gt;

A poco, dunque, valgono le assicurazioni del neo Assessore alle politiche della mobilità. Il miglioramento del servizio, la sua trasparenza, gli interventi per ridurne i costi sono di la da venire, e intanto gli aumenti scattano, esponendo l’Amministrazione al rischio di una possibile Class Action, che potrebbe essere intentata dalle associazioni dei consumatori.

&lt;p&gt;
Poveri consumatori, e poveri tassisti, difesi ad oltranza in maniera così grossolana!
&lt;p&gt;

 

Gemma Azuni&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gemmazuni.it/home/item/486-aumento-delle-tariffe-taxi-%E2%80%93-il-trucco-c%E2%80%99%C3%A8-e-si-vede&quot;&gt;www.gemmazuni.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Angelo BONELLI: Ilva: è l'ora della class action</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/12/06/angelo-bonelli/ilva-%C3%A8-lora-della-class-action/548725"></link>
  <updated>2010-12-06T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548725</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lazio (Lista di elezione: Verdi) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Una class action per chiedere 3 miliardi di euro come risarcimento dei danni provocati dall'inquinamento.
&lt;p&gt; L'iniziativa legale è stata presentata ieri a Taranto dal presidente dei Verdi, Angelo Bonelli che ha chiesto «giustizia per i cittadini di Taranto che da anni sono vittime di un inquinamento spaventoso. 
&lt;p&gt;Oggi abbiamo presentato i moduli di sottoscrizione che verranno diffusi nei quartieri della città per la più grande azione collettiva italiana contro i danni da inquinamento».
&lt;p&gt;
Nell'occhio del ciclone c'è l'Ilva, l'acciaieria più grande d'Europa, da decenni oggetto di denunce da parte di cittadini, comitati e associazioni ambientaliste per i fumi e gli sversamenti nelle acque e nei terreni di sostanze chimiche. 
&lt;p&gt;«Ormai a Taranto la diossina è nel terreno – ha denunciato Bonelli - è entrata nella catena alimentare, nel latte materno e continua a mietere vittime. Le misurazioni sui livelli di inquinamento non vengono effettuate in continuo, ossia 24 ore su 24, ma concordate con i proprietari degli stabilimenti». 
&lt;p&gt;Il leader degli ecologisti non ha nemmeno risparmiato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola: «Chiediamo spiegazioni al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola sul perché non abbia mai risposto alla nostra richiesta di un'indagine epidemiologica che spetta, per competenza alla Regione e che potrebbe mettere in relazioni le morti e le malattie con l'inquinamento - spiega l'esponente ecologista&lt;br /&gt;
Una volta realizzato questo screening ci sarebbe la prova del reato e finalmente si potrebbe fare giustizia nella città dove viene prodotto il 98 per cento della diossina italiana e dove ai bambini, per un'ordinanza del sindaco, è sconsigliato giocare con la terra».
&lt;p&gt; Ad occuparsi dell'azione legale sarà un pool di avvocati coordinato da Valentina Stefutti, già legale di parte civile nel processo Eternit di Torino, mentre i comitati ambientalisti di Taranto fra cui Alta Marea e Peacelink si sono resi disponibili a portare i moduli per l'azione risarcitoria nei quartieri della città.
&lt;p&gt; «E' ormai evidente che c'è una volontà di mettere il bavaglio ad una popolazione che chiede solo giustizia - prosegue Bonelli.
&lt;p&gt;

Si vuole far credere che tutto va bene e che la situazione è migliorata. Lo dimostra il Rapporto Ambiente- Salute presentato proprio all'Ilva di Taranto, dove si vedono le immagini di fenicotteri rosa e colombe che volano. Ma la verità - conclude Bonelli- è un'altra ». 
&lt;p&gt;Una battaglia che dunque arriverà in tribunale, e sulla quale i Verdi sembrano non voler fare sconti: &lt;br /&gt;
«Non smetterò mai di chiedere al presidente Vendola – ha dichiarato Bonelli - che venga effettuata l'indagine epidemiologica che potrebbe far giustizia per le vite rubate e le malattie procurate da un inquinamento che non ha eguali in Europa».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.verdi.it/aria/29885-ilvae-lora-della-class-action.html?tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&quot;&gt;verdi.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Francesco BOCCIA: «La class action in Italia è una parente povera delle richieste collettive di risarcimento»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/01/02/francesco-boccia/%C2%ABla-class-action-in-italia-%C3%A8-una-parente-povera-delle-richieste-collettive-di-risarcimento%C2%BB/475124"></link>
  <updated>2010-01-02T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>475124</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;


&quot;Come sempre, il governo vende slogan e titoli. La &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Azione_collettiva&quot;&gt;&lt;b&gt;class action&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; in Italia è una parente povera delle richieste collettive di risarcimento che caratterizzano le economie dei principali Paesi occidentali. Scajola ci spieghi perché il governo Berlusconi non ha introdotto la class action sui prodotti finanziari e sulle vicende riguardanti l'inquinamento ambientale dei grandi siti industriali»&quot;. &lt;br /&gt;
È quanto dice il parlamentare del Pd Francesco Boccia. &lt;br /&gt;

&lt;p&gt; &quot;Il governo ha mutilato lo strumento della class action rispetto alla legge voluta dal ministro Bersani&quot;, afferma Stefano Fassina, responsabile Economia e Lavoro della segretaria del Pd. «Ha, infatti, reso enormemente più complicato e costoso per i cittadini-consumatori difendersi dagli abusi e dai disservizi e, inoltre, ha indebolito le possibilità d'intervento delle associazioni dei consumatori. &lt;br /&gt;
Nei prossimi mesi vedremo quanto sarà inefficace la legge propagandata dal ministro Scajola, in merito alla quale anche il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, ha riconosciuto la sostanziale distanza rispetto alla normativa vigente in Europa, a cominciare dalle iniziative contro le banche per le condizioni sul massimo scoperto».
&lt;p&gt;&quot;La prima azione collettiva in Italia sulla base del Codice del consumo - commenta il presidente &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=P38BZ&quot;&gt;&lt;b&gt;Codacons, Carlo Rienzi&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; - speriamo serva per disincentivare i colossi economici a fare scorrettezze gravi contro i consumatori che per pochi euro non farebbero mai causa individualmente, anche se la mancanza di forti sanzioni come avviene negli Usa rende questo strumento poco incisivo ed efficace&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Sarà il Codacons a presentare la prima class action italiana, vale a dire l'azione collettiva a tutela dei propri diritti per danni o inadempienze, che riguarderà il settore bancario. Proprio oggi, data di entrata in vigore dell'azione collettiva nel nostro Paese, il Codacons ha notificato due citazioni in Tribunale contro due colossi bancari: Unicredit e Intesa Sanpaolo&quot;. Firmatario dell'iniziativa è il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. &quot;L'azione - si legge nella nota - poggia sulle rilevazioni dell'Antitrust secondo le quali le banche avrebbero compensato l'eliminazione della 'commissione di massimo scoperto' introducendo nuove e più costose commissioni a carico degli utenti, anche 15 volte più care rispetto al massimo scoperto&quot;. Questo è, per il Codacons, un &quot;comportamento illegittimo che produce un danno economico ingente ai consumatori, come dimostrato anche dall'Autorità della concorrenza e del mercato. &lt;br /&gt;
Di qui la class action notificata al Tribunale di Torino (per Intesa SanPaolo) e a quello di Roma (per Unicredit) contro le due maggiori banche italiane&quot;. &quot;Se i giudici dovessero accogliere le istanze dell'associazione - prosegue il dispaccio-  migliaia di correntisti dei due istituti potranno aderire alla class action chiedendo di essere risarciti per le maggiori spese sostenute e senza necessità di rivolgersi al Giudice. La somma richiesta in giudizio dai correntisti si calcola che sarà pari a 1 miliardo di euro per ciascuna banca&quot;. 

&lt;p&gt;

&lt;a href=&quot;http://www.ilmessaggero.it/stampa_articolo.php?idapp=25221&quot;&gt;&lt;b&gt;Class action in Italia&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;: &lt;b&gt;come funziona, chi è interessato&lt;/b&gt;. &lt;br /&gt;
(Da Il Messaggero.it)&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.libero-news.it/pills/view/29358&quot;&gt;libero-news.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Renato BRUNETTA: Brunetta: &quot;Ora risorse al lavoro autonomo&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/07/23/renato-brunetta/brunetta-ora-risorse-al-lavoro-autonomo/401882"></link>
  <updated>2009-07-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  PA e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;L'avvitamento della crisi è finito. Il peggio sembra passato e siamo entrati in una fase di stallo. È la fase più delicata. Per questo il governo ha messo in campo misure forti come il piano casa e il decreto anticrisi. Ed è forse è il momento di dedicare più attenzione al lavoro autonomo e cioè a quella parte del sistema produttivo formato da artigiani, commercianti, piccole imprese, agricoltori e co.co.co (lavoratori a progetto ndr)&quot; spiega a Il Tempo, il ministro dell'Innovazione nella Funzione Pubblica, Renato Brunetta
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

E le risorse dove si trovano?&lt;br /&gt;

«Se, come penso, il trend dell'occupazione nel lavoro dipendente andrà verso la stabilizzazione, e anzi comincerà a migliorare, potremmo riutilizzare parte degli otto miliardi di euro stanziati dal governo per gli ammortizzatori sociali per la cassa integrazione ordinaria e straordinaria. Una volta fatta la proiezione statistica delle effettive necessità per il 2009 e il 2010 e, accantonate le somme necessarie, si potrebbero liberare subito i fondi per incentivare e aiutare gli autonomi».
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Un ragionamento che contrasta con i dati del Cnel (Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro) che danno a rischio circa 500 mila posti a fine anno?&lt;br /&gt;

«Non lo sa nessuno che tipo di conseguenze può avere questa crisi. È facile dare i numeri: 100, 200 o 300 mila persone senza lavoro. Ma, ripeto, nessuno può avere una capacità previsiva in un contesto del genere. Al contrario è un momento in cui bisogna far ritornare la fiducia tra i cittadini e gli operatori economici».
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Torniamo al suo progetto a favore degli autonomi. È praticabile?&lt;br /&gt;

«Lo proporrò al governo con la motivazione che è l'ora di far ripartire il circolo virtuoso anche in questo settore. Stimolando e incentivando il lavoro autonomo, infatti, aumentano i consumi e il reddito. Il circuito produttivo si mette in moto e diminuisce ulteriormente il ricorso agli ammortizzatori».
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Tra gli impulsi dati al sistema economico è arrivato anche il piano casa. In parte deriva da una sua intuizione. &lt;br /&gt;
«Parto dal presupposto che come ho detto all'inizio del 2009, quando nessuno lo diceva, che il potere d'acquisto delle famiglie con un reddito fisso sarebbe aumentato o al massimo stabile. I risparmi si sono creati ma non sono stati utilizzati per acquistare beni di consumo durevoli. Il piano casa va in questa direzione. Anzi abbiamo ora tre piani casi che agiscono contemporaneamente. Quello che prevede la rottamazione delle vecchie abitazioni, quello per la costruzione di 100 mila nuovi alloggi popolari e quello per l'acquisto delle case a canone sociale con una formula di riscatto a 15 anni da parte degli inquilini. Mi riconosco la paternità di quest'ultimo pezzo del piano casa messo nella Finanziaria del 2006».
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

 Sarà la soluzione per rilanciare l'economia?&lt;br /&gt;

«Contribuirà ad assorbire la montagna di liquidità che paradossalmente la crisi finanziaria ha creato. E darà un forte impulso al sistema produttivo perché l'edilizia è un comparto con un coefficiente di attivazione dell'economia molto elevato. Costruire case significa arredamento, ferro, cemento e tanti altri fattori produttivi che si mettono in movimento».
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Passiamo alla sua missione ministeriale. Siamo vicini all'obiettivo di una trasformazione radicale della pubblica amministrazione?&lt;br /&gt;

«Faccio parlare i numeri. Abbiamo recuperato con la lotta all'assenteismo 14 milioni di giornate di lavoro. L'equivalente di 70 mila occupati in più. Abbiamo riportato al fronte un esercito che non ne voleva sapere di andare in guerra. Abbiamo realizzato un'operazione «trasparenza» che ha dato buoni frutti. Penso alle consulenze e ai distacchi sindacali che entro pochi mesi saranno ridotti alla metà. Stiamo predisponendo la pubblicazione dei curricula e stipendi di dirigenti pubblici e già reso disponibili quelli dei manager delle aziende di servizi pubblici. Abbiamo rinnovato i contratti e avviato il sistema della customer satisfaction compresa la class action.
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

I prossimi progetti già in rampa di lancio?&lt;br /&gt;

«Dopo un anno di start-up in autunno partirà l'implementazione della sanità, della giustizia, della scuola e della burocrazia elettronica. Un'iniziativa che prevede di eliminare la carta e portare tutti i flussi di informazioni e i servizi sulla rete entro il 2012».
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Cosa manca ancora perché sia soddisfatto del suo operato?&lt;br /&gt;

«L'aumento della produttività del settore pubblico. È un assedio che facciamo alla fortezza dell'insensibilità. Ho fatto un conto e cioè che alla fine della legislatura possiamo aumentare la produttività del 50%. Significa il 50% in più di scuola, università e giustizia e altro. Tutto questo a costo zero potrà portare un aumento del 20-30% del tasso percentuale di Pil. Possiamo colmare un gap con gli altri paesi. Quando noi crescevamo al 2% gli altri crescevano al 3%. Con questa riforma possiamo aumentare la ricchezza prodotta al livello dei nostri partner».
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

 I cittadini sono dalla sua parte. I dipendenti un po' meno. Ce la farà a riconquistarli?&lt;br /&gt;

«Mi basta avere dalla mia parte 60 milioni di italiani che sono i miei clienti e i finanziatori con le loro tasse. Sono anche i controllori a cui sto dando voce». E i lavoratori? «Dai sondaggi risulta che dei 3,6 milioni di statali il 50% sta con me. Sono i più bravi e meritevoli. Dell'altro 50% una metà è recuperabile. L'altra metà è a perdere. Si tratterà di dare premi alla prima parte, convincere chi è rimasto a guardare e stanare i renitenti».
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Ma come sarà misurata la produttività&lt;br /&gt;

«La mia legge prevede l'istituzione di un'agenzia autonoma per la valutazione che utilizzerà parametri assolutamente oggettivi. Il 50% delle risorse andrà ai migliori e cioè al 25% dei dipendenti più bravi. E per essere promossi bisognerà restare tra i migliori per tre anni consecutivi
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Parliamo dei dirigenti. L'uscita dopo 40 anni di lavoro considerati anche i contributi figurativi non è piaciuta a molti di loro. Qualcuno ha parlato di una forma di spoil systems.&lt;br /&gt;

«Non è una rottamazione. Con la disposizione si esce al massimo tre anni prima rispetto alla data massima di pensionamento. Tra l'altro la legge prevede che le amministrazioni predispongano piani per l'utilizzo di quella che resta una facoltà. Se un'amministrazione ha dei bravi dipendenti se li può tenere. Se invece pensa che sia necessario ripianare sacche di eccedenza e vuole far ripartire il ricambio generazionale lo può fare, ma con piani e regole valide per tutti, e non solo per alcuni di loro. Insomma non è un'arma per consentire regolamenti di conti tra i vari capi degli uffici».
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Se si scorrono gli elenchi telefonici di ministeri. università e aziende sanitarie i cognomi spesso si ripetono. Ha in mente qualcosa per sconfiggere il nepotismo nelle carriere pubbliche?&lt;br /&gt;

«Non dipende da me. Per mettere alle strette questa pratica bisogna aumentare la trasparenza e la meritocrazia. Ad esempio mettendo sotto pressione il sistema pubblicando in rete nomi, cognomi e curricula dei dirigenti. Lo farò da settembre. La gente potrà vedere dove si annida il nepotismo».
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Vedere ma non agire?&lt;br /&gt;

«L'unico modo per combattere i raccomandati è rendere corrette e pulite le procedure di concorso, a partire da quelli in magistratura. Metterò in rete chi sono i commissari d'esame, chi ha vinto le selezioni, i voti e quant'altro, per consentire un controllo a tutti. La trasparenza è la chiave per battere il fenomeno.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/07/23/1050964-brunetta_risorse.shtml&quot;&gt;Il Tempo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Stefano SAGLIA: «Class action? Il Governo cercherà di impedire l`entrata in vigore delle norme targate Prodi» </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/19/stefano-saglia/%C2%ABclass-action-il-governo-cercher%C3%A0-di-impedire-lentrata-in-vigore-delle-norme-targate-prodi%C2%BB/391624"></link>
  <updated>2009-06-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391624</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) - Pres. commissione Camera Lavoro -  Sottosegretario  Sviluppo economico (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Con la dilazione verrà evitata l`entrata in funzione delle regole varate dal governo Prodi e mai divenute operative
&lt;p&gt;
Un nuovo rinvio per la class action. E' quello che si profila per effetto dell`allungamento dei tempi di approvazione del &quot;collegato&quot; alla manovra sul nucleare, il cosiddetto Ddl Sviluppo.

&lt;p&gt;
Il Governo sarebbe pronto a rendere operativo l`ulteriore slittamento facendo leva sul &lt;b&gt;decreto milleproroghe&lt;/b&gt; che dovrebbe essere varato la prossima settimana dal Consiglio dei ministri.

&lt;p&gt;
Una soluzione che consentirebbe all`esecutivo di evitare il decollo il 10 luglio della class action congegnata dal governo Prodi, e che avrebbe dovuto debuttare giusto un anno fa, ma in una versione molto diversa da quella che sta prendendo forma in Parlamento. &lt;br /&gt;
E non solo per la mancata retroattività, che di fatto escluderebbe oggi dall`ambito dell`azione collettiva i crac Cirio e Parmalat, e pure il default della vecchia Alitalia, ma anche per la definizione dei tribunali competenti (in sedi regionali) e per la titolarità dell`azione, che riguarderebbe il singolo rappresentante della &quot;classe&quot;, oltre alla tipologia delle obbligazioni da far valere in giudizio.

&lt;p&gt;
E' il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia ad affermare che il governo «cercherà di impedire» l`entrata in vigore delle norme targate Prodi anche se il nuovo meccanismo sull`azione collettiva inserito nel Ddl sviluppo non dovesse ottenere il via libera definitivo del Parlamento entro la fine di giugno. E che il disco verde del Parlamento al &quot;collegato&quot; possa arrivare dopo la fine di questo mese è ormai considerato un dato quasi certo.
&lt;p&gt;
II Ddl sviluppo, che ha ottenuto ieri l`ok in sede referente della commissione Attività produttive della Camera, sarà approvato la prossima settimana o, al più tardi, all`inizio di quella successiva da Montecitorio con diverse modifiche, e dovrà quindi tornare al Senato per il sigillo definitivo.
Il via libera è dunque destinato ad arrivare dopo il 1° luglio.

&lt;p&gt;
E non sono escluse ulteriori sorprese. Anche se la commissione Attività produttive ha approvato i 14 emendamenti presentati dal governo, restano da sciogliere in Aula diversi nodi:

dal trasporto locale (ferrovie) alla Robín tax e aí fondi per l`editoria.&lt;br /&gt;

In quest`ultimo caso, nonostante le perplessità del ministero dell`Economia, non è escluso che resti tutto com`è, senza pertanto l`introduzione di alcuna modifica. &lt;br /&gt;
Sul provvedimento, poi, continua ad aleggiare il fantasma di possibili vizi di copertura.&lt;br /&gt;






Anche perché dal Servizio Bilancio della Camera sono arrivate nuove richieste di chiarimento al Governo. 
&lt;p&gt;
In particolare, i tecnici di Montecitorio chiedono all`esecutivo di chiarire la portata dell`intervento sui contributi all`editoria rilevando che occorrono indicazioni sia sulla stima del costo dello proroga (70 milioni) sia sulla copertura, individuata aumentando di un punto l`aliquota della Robin tax, l`addizionale sull`Ires per le imprese petrolifere. 
&lt;p&gt;
Il servizio bilancio della Camera chiede lumi al Governo anche sugli oneri di altre misure contenute nel provvedimento, come gli interventi per le reti d'impresa, l'estensione del potere di vigilanza dell'Autorità dell'energia sulla traslazione della Robin tax sui prezzi e l'allargamento delle agevolazioni per il Gpl.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=MNUWO&quot;&gt;Il Sole 24 Ore - Alessandro Galimberti - Marco Rogari&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: «Brunetta? Ha usato una tattica da birichino, ma ok al decreto anti-fannulloni»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/05/16/silvio-berlusconi/%C2%ABbrunetta-ha-usato-una-tattica-da-birichino-ma-ok-al-decreto-anti-fannulloni%C2%BB/391262"></link>
  <updated>2009-05-16T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391262</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Dal Consiglio dei ministri l'ok al decreto anti-fannulloni, per il quale il ministro aveva detto di esser pronto a lasciare l'esecutivo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 «Brunetta? Ha usato una tattica da birichino, ma ha ottenuto un ottimo risultato». Silvio Berlusconi non se la prende con il ministro della Pubblica amministrazione, che aveva minacciato le dimissioni qualora non fosse stato approvato il testo per la riforma della Pubblica amministrazione. Minaccia rientrata, visto che alla fine il Consiglio dei ministri ha dato il via libera. Il provvedimento sarà presentato alle Camere lunedì. Prima del via libera definitivo, previsto per fine giugno, il ministro ha indicato come essenziale l'esame di Cnel, sindacati e Conferenza Stato-Regioni.

&lt;p&gt;

BERLUSCONI - Il presidente del Consiglio ringrazia il ministro parlando di «rivoluzione Brunetta». «Si tratta di una grande riforma - ha spiegato Berlusconi - che ammodernerà il sistema delle famiglie italiane e le imprese. Da casa con il proprio computer si potranno collegare nei siti delle istituzioni e fare le pratiche che oggi si fanno negli uffici». «Non solo: viene introdotta la meritocrazia - ha rivendicato il premier - così gli impiegati pubblici saranno motivati perché si vedono riconosciuti compensi economici che normalmente si danno a chi lavora nel privato. Questo è il nostro fine: far sì che 3,5 milioni di persone che lavorano nella P.A. non abbiano un morale diverso da chi lavora nel privato, e siano più motivati nel rapporto con i cittadini».

&lt;p&gt;
CLASS ACTION - Dal canto suo, Brunetta ha annunciato che la class action nella pubblica amministrazione «partirà dal primo gennaio 2010». «È la prima volta - ha sottolineato - che si introduce l'azione collettiva nella pubblica amministrazione». Quanto ai tempi, Brunetta ha spiegato che «occorrerà dare vita agli standard della PA nei prossimi mesi».

&lt;p&gt;
SCONTRO BRUNETTA-LANZILLOTTA - Proprio su questo tema, è però polemica con il Pd. «Il Ministro Brunetta - afferma Linda Lanzillotta - cede alle resistenze della burocrazia e alle pressioni lobbistiche dei concessionari dei servizi pubblici. Rinuncia alla class action che lui stesso aveva indicato come la rivoluzione che avrebbe finalmente tutelato i cittadini nei confronti dei soprusi delle amministrazioni e di tutti coloro che erogano servizi pubblici. Come un punto chiave della sua 'rivoluzione'. Ma, nonostante gli annunci, a dimettersi il Ministro non ci pensa per nulla. No, caro Ministro. Speravamo che avrebbe avuto più coerenza e più coraggio. Ma così non è stato». Immediata la replica: «La Lanzillotta ha perso un'altra occasione. Invece che fare della sterile polemica, valuti i fatti. I fatti sono che, come da impegno del presidente del Consiglio Berlusconi, l'azione collettiva nel settore pubblico entrerà in vigore dal primo gennaio 2010». «Che il relativo schema di decreto legislativo -prosegue Brunetta- è già predisposto e sarà mandato al Consiglio di Stato nei prossimi giorni e che sulla base di questo parere il secondo decreto legislativo comincerà il suo iter parlamentare probabilmente già prima della pausa estiva. Nessun cedimento, solo volontà di fare presto e bene».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/09_maggio_15/pa_brunetta_ok_decreto_fd2ffbac-4131-11de-8b5d-00144f02aabc_print.html&quot;&gt;Corriere della Sera - Aldo Cazzullo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Renato BRUNETTA: «Lo strumento della class action nella pubblica amministrazione non è compreso nel 'decreto anti-fannulloni'»  [Link interni] </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/05/15/renato-brunetta/%C2%ABlo-strumento-della-class-action-nella-pubblica-amministrazione-non-%C3%A8-compreso-nel-decreto-anti-fannulloni%C2%BB-link-interni/391249"></link>
  <updated>2009-05-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391249</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  PA e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Lo strumento della class action nella pubblica amministrazione non è compreso nel cosiddetto decreto anti-fannulloni del ministro Brunetta al quale il cdm oggi ha dato il via libera. E' stato infatti richiesto un parere al Consiglio di Stato e dell'avvocatura per valutare gli effetti che può avere la nuova disciplina sul processo amministrativo e sulla difesa erariale. Per questo, ha spiegato il premier Berlusconi, la class action verrà trattata in un decreto ad hoc. Il ministro della Pa assicura che lo strumento «partirà dal primo gennaio 2010». E sulle dimissioni minacciate dal ministro nel caso in cui il decreto non fosse passato, Berlusconi dice: «Brunetta ha messo in atto una tattica da birichino che lo ha portato a un ottimo risultato».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma l'opposizione attacca.&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
Per Linda Lanzillotta, responsabile funzione pubblica del Pd, il ministro «cede alle resistenze della burocrazia e alle pressioni lobbistiche dei concessionari dei servizi pubblici» rinunciando alla class action che «lui stesso aveva indicato come la rivoluzione che avrebbe finalmente tutelato i cittadini nei confronti dei soprusi delle amministrazioni». E il parere del Consiglio di Stato è «paravento per nascondere la sua sconfitta politica». Brunetta, dice Lanzillotta, dovrebbe dimettersi, visto che la class action era «un punto chiave della sua &quot;rivoluzione&quot;». &lt;br /&gt;



«Il Ministro - dice la Lanzillotta - si rivela forte con i deboli e debole con i forti. Fa la faccia feroce con i dipendenti pubblici e si mette la coda tra le gambe di fronte all'alta burocrazia e alle società dello Stato, alle municipalizzate e a tutte le concessionarie di servizi pubblici». 

&lt;br /&gt;

E spiega la questione del parere al Consiglio di Stato. «Il Consiglio di Stato - aggiunge la Lanzillotta - si esprime quando il Governo deve adottare un regolamento. In questo caso c'è una delega legislativa approvata dal Parlamento e il Governo deve attuarla sentendo i pareri previsti dalla legge stessa, cioè quelli della Conferenza Stato Regioni e delle Commissioni parlamentari. Eventuali problemi di carattere giuridico andavano valutati prima dell'approvazione della legge o, dopo di essa, dalla Corte costituzionale. Altrimenti si torna in Parlamento e si dice che la class action non si può più fare e si modifica la norma». 

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Brunetta ribatte&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Nessun cedimento da parte del governo. Il ministro chiede alla Lanzillotta di valutare i fatti, anziché polemizzare, e ribadisce che «come da impegno del presidente del Consiglio Berlusconi, l'azione collettiva nel settore pubblico entrerà in vigore dal primo gennaio 2010». Il relativo schema di decreto legislativo «è già predisposto e verrà mandato al Consiglio di Stato nei prossimi giorni e l'iter legislativo inizierà prima della pausa estiva».&lt;br /&gt;
 


Brunetta quindi critica il governo Prodi ricordando che «nello scalcagnato provvedimento sulla class action, l'azione collettiva sulla Pubblica Amministrazione era stata infatti colpevolmente stralciata. Da Prodi e dalla stessa Lanzillotta. Chi è dunque più cedevole ai poteri forti?».&lt;br /&gt;




E sul decreto spiega: «Solo il 25% dei dipendenti 
pubblici, e il sindacato è d'accordo, avrà a disposizione il 50% di tutte le risorse destinate alla premialità. Non è stato fatto mai neanche nel privato se non per qualche iniziativa singola». 

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Codacons&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 Brunetta si dimetta. Il rinvio del provvedimento sulla class action nella pubblica amministrazione segna «una sconfitta» per il ministro per la Pubblica amministrazione. Lo afferma in una nota il presidente del Codacons Carlo Rienzi aggiungendo: «Ci aspettiamo dimissioni immediate». «Brunetta, che si è strenuamente battuto per l'estensione dell'azione collettiva alla P.A., deve essere coerente - prosegue Rienzi -. Così come pochi giorni fa ha minacciato le dimissioni se non fosse passato il suo decreto, ora che è stato battuto sulla class action deve lasciare il proprio incarico».
&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gazzettino.it/stampa_articolo.php?id=58350&quot;&gt;Il Gazzettino.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Renato BRUNETTA: Svolta nella pubblica amministrazione: parte da settembre l'e-mail certificata</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/05/04/renato-brunetta/svolta-nella-pubblica-amministrazione-parte-da-settembre-le-mail-certificata/391141"></link>
  <updated>2009-05-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391141</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  PA e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ferrara - Prenderà il via nel mese di settembre il progetto di Pec, ovvero di Posta elettronica certificata, per almeno 5 milioni di italiani. Ad annunciarlo il ministro della Pubblica amministrazione ed innovazione, Renato Brunetta. In sostanza tutti i cittadini che lo vorranno potranno attivare una casella di posta elettronica gratuita e vedersi assicurato il traffico internet gratuito da e verso la Pubblica amministrazione.

&lt;p&gt;
Sarà possibile, dunque, dialogare con gli uffici pubblici grazie a una posta elettronica certificata, rispetto alla quale &quot;stiamo definendo la gara che si concluderà -spiega il ministro- entro un mese&quot;. Un programma &quot;dalle pogenzialita' straordinarie&quot;. Perché ad esempio sarà possibile inviare multe, documenti del Comune o bollette telefoniche, del gas etc., proprio attraverso la Pec. &quot;Non è un sogno, non è un'idea, ma una legge che stiamo attivando&quot; prosegue il ministro, il quale precisa: &quot;conto che tutto sia pronto a luglio, per distribuire a settembre l'indirizzo a chiunque lo voglia&quot;. 

&lt;p&gt;

Ma non è tutto. &quot;Se l'amministrazione alla quale ho inoltrato una richiesta - spiega Brunetta - non mi risponde entro un certo standard, posso agire attraverso la class action. Quindi, se un amministratore non risponde lo faccio condannare&quot;. E questo &quot;è un pezzo della rivoluzione in corso&quot;, conclude. 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/Economia/?id=3.0.3275472837&quot;&gt;Adnkronos&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Donatella PORETTI: Englaro e non solo: quando l'esecutivo prevale non siamo più in un regime liberale, ma si va alla deriva verso quello totalitario</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/19/donatella-poretti/englaro-e-non-solo-quando-lesecutivo-prevale-non-siamo-pi%C3%B9-in-un-regime-liberale-ma-si-va-alla-deriva-verso-quello-totalitario/383117"></link>
  <updated>2008-12-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>383117</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L'atto intimidatorio del ministro Sacconi sul caso Englaro e' la conseguenza di una deriva totalitaria dello Stato partita da luglio: la separazione dei poteri esecutivo, legislativo e giudiziario, regola base di una repubblica liberale, aveva subito il primo colpo a luglio con la mozione per aprire un conflitto di attribuzioni di poteri tra una sentenza della Cassazione e il Parlamento. Quest'ultimo non gradiva una sentenza e invece di cambiare le leggi che l'avevano originata, censurava la magistratura giudicante. Sappiamo come e' finita' davanti alla Corte Costituzionale. Non c'erano gli estremi per intervenire.

&lt;p&gt;
Di questi giorni la nota del ministro Sacconi che, non gradendo la sentenza passata in giudicato e quindi esecutiva, minacciava le strutture sanitarie che l'avessero applicata. Interferendo e anticipando cosi' anche su qualsiasi legge in tema di testamento biologico, su uno dei punti piu' delicati e piu' dibattuti come quello dell'alimentazione e dell'idratazione.

&lt;p&gt;
A luglio il potere legislativo, oggi quello esecutivo, si sostituiscono al potere giudiziario, creando una pericolosa commistione, esattamente come avviene negli Stati totalitari e, vista la materia, piu' precisamente negli Stati etici.

&lt;p&gt;
Qualcosa di altrettanto grave sta avvenendo con il lasciapassare per la commercializzazione della pillola abortiva RU486 che deve essere fornito da un organismo tecnico (Aifa) e viene invece condizionato al potere politico in violazione delle norme Ue e della stessa legge che disciplina l'interruzione di gravidanza.

&lt;p&gt;
Purtroppo se a questo si aggiunge che anche il potere legislativo, il Parlamento, sta diventando un luogo di mera ratifica di decisioni del potere esecutivo, il quadro e' ulteriormente preoccupante. E quando riesce a prendere una decisione il Governo la svuota, proroga la sua entrata in vigore, nei fatti la annulla. Due esempi: il cordone ombelicale e la class action. Nel primo caso il Parlamento, nel febbraio 2007 autorizza la raccolta autologa solidale anche in biobanche private, a partire da un decreto ministeriale previsto per il giugno; arrivati a scadenza il Governo con un emendamento in un decreto rimanda a febbraio 2009 l'entrata in vigore. La class action, approvata nella Finanziaria 2008 doveva entrare in vigore a giugno 2008 e di nuovo il Governo con due articoli in due decreti prima rinvia a gennaio e poi a giugno 2009.

&lt;p&gt;
Il Parlamento, dall'insediamento della legislatura ha tradotto in legge solo decreti governativi, ad eccezione di una legge di iniziativa pur sempre governativa, il cosiddetto Lodo Alfano. La tempistica e la rapidita' del suo esame e approvazione, in realta' hanno superato perfino quella dei 60 giorni di cui necessita la conversione in legge di un decreto, impiegando soli 20 giorni!&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=134350&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>DIEGO BOTTACIN: Decreto anticrisi: «Una barbarie le nuove norme contro gli incentivi fiscali a chi fa risparmio energetico»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/02/diego-bottacin/decreto-anticrisi-%C2%ABuna-barbarie-le-nuove-norme-contro-gli-incentivi-fiscali-a-chi-fa-risparmio-energetico%C2%BB/382648"></link>
  <updated>2008-12-02T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>382648</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: L'  Ulivo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«È gravissimo che il Governo abbia inserito questa misura nel Decreto anticrisi – afferma il Consigliere regionale Diego Bottacin – perché, se verrà confermata, finirà per accentuare gli effetti negativi della crisi sulle imprese, sul settore edilizio e sulle famiglie proprietarie di prima casa».

&lt;p&gt;
«Contro le imprese perché sono penalizzate proprio quelle che investono in innovazione ed energie rinnovabili – elenca Bottacin - contro il settore edilizio, perché già fortemente colpito dalla crisi e ulteriormente danneggiato da questo provvedimento che elimina uno dei pochi incentivi all’ammodernamento e alla riqualificazione edilizia; contro le famiglie proprietarie di prima casa perché colpisce direttamente e pesantemente tutte quelle famiglie che, invogliate dal rimborso del 55% in tre anni, nel 2008 hanno deciso di cambiare caldaia e serramenti, di fare il cappotto di isolamento termico e di istallare pannelli solari per rendere la propria abitazione più rispettosa dell’ambiente. Tutti questi soggetti vedono oggi negati con provvedimento retroattivo i benefici che spettavano loro di diritto in quanto stabiliti da una legge dello Stato».

&lt;p&gt;
«La retroattività del provvedimento infatti è contraria allo Statuto del Contribuente (legge 212/2000) – continua il consigliere del PD – e imbarbarisce il rapporto tra cittadini e fisco: Per questo ritengo che debba essere promossa una sorta di class action con l’obiettivo di rimuovere questo odioso provvedimento».

&lt;p&gt;
Come cambiano le norme sugli incentivi per le ristrutturazioni edilizie a fini ambientali:
Il sistema degli incentivi è stato trasformato in modo da rendere estremamente complicata la procedura di richiesta e incerto l’esito della domanda di rimborso: verranno prese in considerazione le proposte presentate tra il 15 gennaio e il 27 febbraio 2009 ma solo chi presenterà la domanda per primo (si parla di esame in “ordine cronologico”) avrà qualche chance di ottenere gli incentivi perché questi verranno concessi solo “fino all’esaurimento degli investimenti”, ossia fino al raggiungimento di un tetto di spesa previsto dal Governo. La comunicazione all’utente verrà effettuata dall’Agenzia delle Entrate con il metodo del silenzio/rifiuto dopo 30 giorni.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=549&quot;&gt;Sito web - Pd Veneto&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Francesco RUTELLI: «Il corteo del Pd va radicalmente ripensato»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/10/09/francesco-rutelli/%C2%ABil-corteo-del-pd-va-radicalmente-ripensato%C2%BB-intervista/375131"></link>
  <updated>2008-10-09T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>375131</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: ApI-FLI) - Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Lista di elezione: API) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«La dimensione della crisi è ancora fuori dalla percezione comune. Dobbiamo evitare di alimentare ansie e prevenire il panico. In un momento difficilissimo come questo, maggioranza e opposizione devono collaborare, come tra l’altro avviene in tutte le principali democrazie. Per questo mi trovo d’accordo con la posizione del Riformista, che lunedì ha sostenuto la necessità di una larga convergenza per far fronte alla crisi». Francesco Rutelli invita il governo e soprattutto il Pd a fare un passo indietro e due in avanti. «In un momento del genere, bisogna uscire dallo schema della contrapposizione frontale e lavorare insieme», sottolinea il presidente del Copasir.&lt;br /&gt;

 

 

Rutelli suggerisce il metodo («dialogo»), indica uno strumento («un comitato parlamentare ad hoc composto anche dai leader di partito oppure un foro presso le commissioni parlamentari competenti di Camera e Senato») e lancia un’agenda.&lt;br /&gt;
 

 

«Il confronto è reso più urgente perché ci sono partite date per chiuse che in realtà non lo sono affatto. Tipo Alitalia», aggiunge l’ex presidente della Margherita. Che affida a questa intervista al Riformista il suo «no» al rinvio della manifestazione del 25 («Ma ne va radicalmente pensato il messaggio») e la sua posizione sull’affondo anti-Veltroni di Caltagirone. 
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

 

&lt;b&gt;Iniziamo dalla crisi dei mercati. Cosa dovrebbe fare, in concreto, l’opposizione?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

La responsabilità delle scelte spetta al governo. Detto questo, è necessario che il Pd assuma un atteggiamento non negativo, lucido e pragmatico. La soluzione &quot;europea&quot; alla crisi rimane la strada migliore, come indicato anche dal nostro premier. A questo punto, però, dobbiamo aprire l’ombrello italiano: sulle misure da adottare per far fronte all’emergenza servirà un consenso largo. &lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;E Pensa anche lei a una task force?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

A mio avviso, bisogna istituire un comitato bicamerale con i leader di partito e i responsabili della politica economica. Un’altra via è quella di dar vita a un foro permanente presso le commissioni competenti di Camera e Senato.&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Sembrano soluzioni da &quot;allarme rosso&quot;.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


Abbiamo visto le prime misure annunciate dal governo. Se fosse indispensabile, non si possono escludere interventi di salvataggio pubblico all’interno del sistema bancario italiano. Una strada che può essere intrapresa solo se c’è la massima collaborazione tra le forze politiche. Serve anche massima trasparenza e, nel caso, dobbiamo essere ben sicuri che si proceda con soluzioni tecniche credibili e non con &quot;commissariamenti&quot; di tipo politico-governativo.&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Recessione, dunque.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

Dobbiamo prendere atto che entreremo in una fase recessiva. E inevitabile. In questi casi le strade sono tre: o si aumenta il deficit, osi alzano le tasse oppure c’è un taglio alla spesa. Sul mix delle risposte da dare, il Pd deve avanzare le sue proposte. Primo: dobbiamo insistere sul taglio delle tasse sul lavoro, che sta già nel nostro programma, per tutelare i redditi; e rafforzare la quattordicesima per i pensionati che fu, ricordo, una mia proposta realizzata dal governo Prodi anche se purtroppo &quot;venduta&quot; molto male. Secondo: serve tutelare l’accesso al credito delle piccole imprese. Non sono d’accordo con l’analisi svolta da Profumo; la crisi che sta investendo le banche potrebbe avere delle ricadute pesantissime proprio sulla sopravvivenza di molte piccole aziende. Terzo: interventi selettivi per le infrastrutture nel Mezzogiorno diventano ancora più necessari. In questo momento rischia di aggravarsi la tragedia del nostro Sud. Posso aggiungere una cosa? &lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Prego.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

Tra i punti su cui maggioranza e opposizione dovranno collaborare inserisco anche alcune partite date per chiuse, che in realtà non lo sono affatto. &lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Tipo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

Tipo Alitalia. Le difficoltà delle banche avranno delle ripercussioni anche sul futuro della compagnia aerea. Ha visto che la Cai ha rinviato la sua assemblea? In quell’operazione vanno messi i soldi e senza l’aiuto delle banche la nuova Alitalia sarà nei guai. Non dimentichiamo, poi, che con l’emergenza economica i concorrenti europei affileranno le armi. Gli slot italiani fanno gola a molti. &lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Morale?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

Teniamo quindi tutti i nervi saldi, lasciamoci alle spalle le contrapposizioni frontali e lavoriamo insieme sui fondamentali. E’ chiaro che il governo dovrà darci delle risposte. Il Pd deve pretendere dei provvedimenti esemplari: penso al taglio degli stipendi e dei benefit dei manager, e al ripristino della class action. L’aspetto etico è cruciale. Non voglio fare del moralismo. Semplicemente, sono convinto che un recupero di credibilità aiuti tutti, governi e imprese, a riguadagnare la fiducia persa nei mercati finanziari. &lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Follini ha detto al Corriere che il Pd dovrebbe evitare la manifestazione dei 25. Veltroni si è detto disposto a valutare la sospensione dell’evento.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

Io dico che adesso un momento di grande partecipazione popolare può far bene. La piattaforma della manifestazione era però poco incisiva e, comunque, oggi è del tutto superata. Il titolo, Salva l’Italia, paradossalmente è più attuale di prima. Io suggerisco: non facciamo un corteo centrato sulla contrapposizione al governo, ma sulle nostre proposte aggressive per uscire dalla crisi. Potrebbe trasformarsi in un’occasione anche per voltare pagina rispetto alle difficoltà dell’opposizione. Certo, Berlusconi non più usare toni offensivi verso Veltroni. &lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Ammetterà che l’impasse su Consulta e Vigilanza non aiuta.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


Ho appena sottoscritto un appello di sostegno alla campagna di Pannella. Sulla Vigilanza, poi, ritengo che il Pdl non possa dire no a Leoluca Orlando, che tra l’altro ha l’esperienza per un ruolo del genere.&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;E intanto Di Pietro scalpita.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

L’alleanza con Idv si è rivelata, citando Gore, inconvenient. Se &quot;scomoda&quot; o &quot;poco conveniente&quot;, giudichi lei. Se si limitasse a fargli concorrenza, il Pd non avrebbe futuro. Dobbiamo recuperare consensi tra la gente che ha votato a destra. &lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Che pensa delle accuse che Caltagirone ha rivolto a Veltroni?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

Caltagirone è uno dei due milioni di elettori della Capitale e ha diritto di dire quello che pensa. Detto questo non mi pare che negli anni delle giunte di Walter l’editore del Messaggero gli abbia rivolto critiche così pesanti. Le mazzate non servono a nessuno. Forse era meglio per tutti registrare prima un atteggiamento un po’ meno acritico, e dopo uno meno ipercritico. Il che vale per tutti i sindaci, non trova?  
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=JHDE1&quot;&gt;Il Riformista - Tommaso Labate&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Francesco BARBATO: CRISI MUTUI: BARBATO (IDV), BERLUSCONI CONVOCHI CDM AD HOC</title>
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  <updated>2008-10-07T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>375151</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;ROMA, 7 OTT - 'Se sinora il governo ha abusato della decretazione d'urgenza, adesso invece siamo noi a chiedere a Berlusconi l'urgente convocazione di un Consiglio dei ministri affinche' vari, con un decreto legge, l'immediata entrata in vigore della class action'. Lo afferma Franco Barbato di Idv, osservando che 'si tratterebbe del primo strumento di cui dotare i risparmiatori di fronte ad una crisi economica di dimensioni internazionali che, dagli Usa con la Lehman brothers, coinvolge anche il sistema assicurativo e bancario europeo ed italiano'.
'Nei panieri dei prodotti finanziari venduti ai risparmiatori italiani - prosegue Barbato - e' accertata la presenza di titoli di societa' gia' travolte dal crac finanziario. Ed allora, come i cittadini possono essere tutelati ed avviare azioni di risarcimento rispetto ai colossi finanziari-bancari-assicurativi italiani ed internazionali se non ricorrendo alla class action?. Tra l'altro - conclude Barbato - siamo forse l'unico Paese occidentale ed avanzato a non essere dotato di una tale normativa. Qui davvero ricorrono sia l'urgenza che la necessita' per il decreto legge, sempre che si voglia stare davvero dalla parte dei cittadini ed evitare nuovi drammi come avvenuto nel caso Parmalat'. (ANSA).&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.francobarbato.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=129&amp;Itemid=1&quot;&gt;francescobarbato.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Renato BRUNETTA: Basta con i soldi dati a tutti: li prenderà solo chi li merita</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/07/19/renato-brunetta/basta-con-i-soldi-dati-a-tutti-li-prender%C3%A0-solo-chi-li-merita/358136"></link>
  <updated>2008-07-19T00:00:00Z</updated>
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  <id>358136</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  PA e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Intervista di Repubblica a Renato Brunetta.
Brunetta è appena arrivato alla prefettura di Napoli per il Consiglio dei ministri e conferma la sua linea: &quot;Napoli è pulita. Quanti giorni sono passati? Meno di sessanta. Questo successo lo si deve all'intelligenza e alla tenacia di Silvio Berlusconi. Viva Berlusconi!&quot;, dice. 

Ma non sono soldi sprecati anche quelli che avete speso per trasferirvi tutti a Napoli? Le sembra un esempio di amministrazione oculata? 
&quot;Ma no, siamo arrivati tutti insieme con un aereo di Stato e, come in una gita scolastica, siamo stati trasferiti dall'aeroporto alla prefettura con un pullman, anche un po' scassato, dell'esercito&quot;. 

Intanto lei ha deciso di decurtare lo stipendio dei dipendenti pubblici che resteranno a casa malati anche se solo per alcuni giorni. Scatterà subito la visita fiscale. Ma di quanti medici avrà bisogno? Non rischia di fare un buco nell'acqua? 
&quot;È un deterrente. Non ci sarà più quella franchigia di uno, due, tre giorni senza alcun controllo. Basta con i medici compiacenti, con i dirigenti che non si curano di accertare le assenze dei propri dipendenti, con i lavoratori che abusano di una situazione tutto sommato di privilegio. La pubblica amministrazione, invece, deve avere le stesse regole del privato&quot;. 

Cosa vuol dire in concreto? 
&quot;Vuol dire che bisogna costruire una convergenza tra settore pubblico e privato perché non possono più essere due mondi separati. Non è più accettabile che nel pubblico impiego ci sia il doppio di assenteismo rispetto al privato, che non ci sia produttività, che non ci sia trasparenza nei bilanci e nei comportamenti, che non si misuri la soddisfazione dei consumatori-cittadini&quot;. 
Ministro, si parla di questo da oltre dieci anni. All'inizio degli anni Novanta al suo posto c'era Cirino Pomicino che diceva le stesse cose. Non è cambiato quasi nulla. Perché ora dovrebbe accadere? 
&quot;Nel frattempo è successo che l'Italia è entrata a far parte dei paesi dell'euro, non ha più a disposizione la svalutazione competitiva, non può più nascondere la polvere sotto il tappeto. Allora si poteva dire: &quot;La pubblica amministrazione non è efficiente? Chissenefrega, tanto abbiamo la svalutazione&quot;. Si tornava così a galleggiare con una crescita economica drogata e un'inflazione più alta degli altri. Saggiamente abbiamo aderito alla moneta unica, però non abbiamo fatto le riforme strutturali, tra queste quella della pubblica amministrazione. E così cresciamo meno degli altri. Io ritengo che almeno un terzo del nostro differenziale negativo di crescita sia dovuto all'inefficienza della pubblica amministrazione. Il mio, quindi, non è un accanimento terapeutico nei confronti del pubblico impiego. La mia è una battaglia per avere negli uffici pubblici la stessa efficienza della Ferrari, della Brembo o di Versace. Come? È molto semplice: costruire nella pubblica amministrazione delle regole simili a quelle del privato. Ci vuole un padrone vero perché i policy maker o i dirigenti sono padroni finti, il loro obiettivo non è quello di massimizzare il benessere dei cittadini&quot;. 

D'accordo, come si raggiunge questo obiettivo? 
&quot;Con l'introduzione dal primo gennaio della class-action anche per i servizi della pubblica amministrazione si darà voce oltre che al cittadino-elettore, che vota, al cittadino-consumatore che potrà rivalersi se il servizio offertogli non sarà all'altezza. Sarà licenziato il dirigente responsabile del servizio. Il fiato dei cittadini sul collo della pubblica amministrazione è una grandissima novità&quot;. 

Come si fa a misurare la produttività nel pubblico impiego. 
&quot;Nel privato la produttività la misura il mercato: se non sei efficiente salti. Così dovrà essere anche nel pubblico. La class action porterà con sé delle indicazioni di standard relativi ai tempi e alla qualità di erogazione dei servizi. Bene, l'introduzione di standard implica l'individuazione dei responsabili. Chi non raggiungerà gli obiettivi se ne andrà, gli altri saranno premiati&quot;. 

Di chi è la colpa della scarsa produttività? 
&quot;Il pesce puzza dalla testa. Quindi la colpa è del datore di lavoro, dei dirigenti e di una sorte di cogestione tra cattivo datore di lavoro e un sindacato non più meramente portatore di interessi bensì cogestore del lavoro pubblico&quot;. 

Pensa di motivare i lavoratori con un aumento contrattuale di 60 euro? 
&quot;Ma non è così! I dati oggettivi dicono che negli ultimi sette anni i dipendenti pubblici hanno ricevuto incrementi doppi rispetto all'inflazione effettiva, mentre nel privato gli aumenti sono stati di poco superiori all'inflazione. Nel pubblico la contrattazione di secondo livello riguarda tutti con incrementi a pioggia&quot;. 

Per questo ha azzerato il fondo per la contrattazione integrativa? A Repubblica sono arrivate decine di lettere di lavoratori che denunciato un taglio del 30 per cento dello stipendio. 
&quot;Non è vero, è falso. La Finanziaria, da una parte, taglia il fondo per la contrattazione di secondo livello, ma dall'altra istituisce un fondo per la premialità virtuosa, finanziato dalle risorse che arriveranno dal taglio delle consulenze che grazie a me scompariranno. Dunque i soldi ci saranno ma non saranno più erogati a pioggia. Questa è una battaglia per il paese e soprattutto per la parte più debole. Io non dimentico di aver diretto per vent'anni la Fondazione Brodolini. E proprio Brodolini diceva che si deve &quot;stare da una parte sola, dalla parte dei lavoratori&quot;. Questa è una battaglia di sinistra e vorrei tanto che i sindacati stessero con me&quot;. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/economia/pubb-ammin/brunetta-meriti/brunetta-meriti.html?ref=rephpnews&quot;&gt;La Repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Claudio SCAJOLA: Class action slitta al primo gennaio 2009</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/06/17/claudio-scajola/class-action-slitta-al-primo-gennaio-2009/356983"></link>
  <updated>2008-06-17T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>356983</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Sviluppo economico (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La legge sulla class action entrerà in vigore a partire dal primo gennaio dopo un &quot;percorso di revisione con le parti interessate&quot;. Lo ha confermato il ministro per le Attività Produttive Claudio Scajola, a margine di un incontro a Palazzo Marino, aggiungendo che &quot;il governo è favorevole al provvedimento&quot;. L'entrata in vigore della normativa era stata inizialmente fissata per il 29 giugno.
&lt;p&gt;

Scajola ha respinto tuttavia le accuse delle associazioni dei consumatori, che ieri sono insorte contro la decisione del governo: &quot;Qualcuno - ha spiegato il ministro - ha interpretato il rinvio dell'entrata in vigore della legge come un disconoscimento della sua validità, ma non è così&quot;.
&lt;p&gt;

Secondo Scajola la normativa sulla class action è &quot;di assoluta validità e importanza per i consumatori&quot;, però &quot;per produrre effetti positivi ha necessità di essere ritoccata&quot; perché &quot;abbiamo il sospetto che così com'è porterebbe a vagoni di ricorsi senza giovare ai consumatori&quot;. L'obiettivo invece deve essere, secondo il ministro Scajola, &quot;dare giustizia a chi si sente danneggiato&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/economia/parmalat/class-action-slitta/class-action-slitta.html&quot;&gt;repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Donatella PORETTI: Class Action: bene il rinvio di una legge fatta male, ma non sia motivo per eludere affermazione ed esercizio del diritto all'azione collettiva.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/06/16/donatella-poretti/class-action-bene-il-rinvio-di-una-legge-fatta-male-ma-non-sia-motivo-per-eludere-affermazione-ed-esercizio-del-diritto-allazione-collettiva/356959"></link>
  <updated>2008-06-16T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>356959</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
• Intervento della Senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicale-Partito Democratico.&lt;br /&gt;


Non ha torto il ministro Claudio Scajola quando dice che l'attuale normativa sulla class action e' impraticabile per certi aspetti e questi ultimi vanno rivisti a tutela del consumatore. &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Potrebbe pero' passare dalla ragione alla beffa se le sue affermazioni fossero solo un tentativo per assecondare le richieste del presidente di Confindustria e, nel contempo, eludere affermazione e diritto al diritto all'azione collettiva.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


La legge che dovrebbe entrare in vigore a luglio e' molto carente. Ha solo un pregio: introduce il concetto di class action nel nostro ordinamento.&lt;br /&gt;
 Per il resto e' solo uno schiaffo alla Costituzione (non tutti i cittadini possono promuoverla) e un invito a non utilizzarla (l'eventuale sentenza favorevole del giudice e' solo il preambolo per cause civili individuali –coi tempi jurassici di questi procedimenti- per ottenere il risarcimento). &lt;br /&gt;


In proposito, grazie alla collaborazione dell'Aduc (associazione per i diritti degli utenti e consumatori) ho gia' depositato un disegno di legge che, coi dovuti accorgimenti, si rifa' al rito americano di questo procedimento (1).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Bisognera' quindi prestare molta attenzione perche' il Governo indichi una scadenza entro la quale le nuove norme devono diventare operative, altrimenti c'e' poco da fidarsi:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 e' bene ricordare che l'attuale maggioranza di Governo, nella passata legislatura, oltre a non aver votato la normativa sulla class action che oggi viene sospesa, non aveva presentato nessun progetto di legge in merito. &lt;br /&gt;
Un dato di fatto che rende poco incisive le parole di oggi del ministro Scajola, quando dice di voler meglio tutelare quel consumatore che proprio il suo schieramento aveva ignorato in una legislatura, tra l'altro, in cui una normativa del genere avrebbe potuto vedere la luce in modo bipartisan... cosi' come potrebbe essere anche in questa legislatura.
&lt;br /&gt;

 

(1)  http://blog.donatellaporetti.it/?p=4

 
 

 
  
 &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=124317&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Renato BRUNETTA: «Sarkozy? C'est moi» - Intervista</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/06/15/renato-brunetta/%C2%ABsarkozy-cest-moi%C2%BB-intervista/356845"></link>
  <updated>2008-06-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>356845</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  PA e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Sarkozy? C'est moi».&lt;/b&gt; Il presidente francese gli fa un baffo, a Renato Brunetta: afferrato il toro della pubblica amministrazione per le corna, il ministro d'assalto che ha sconvolto i rituali dei rapporti sindacali, che ha pubblicato gli elenchi delle consulenze esterne pagate dagli enti pubblici, che ha promesso la licenziabilità dei fannulloni e degli assenteisti, non intende mollare la presa. &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;E preannuncia altre iniziative destinate a far rumore&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Ad esempio?&lt;/b&gt;

«La prossima settimana farò pubblicare sul sito del mio ministero l'elenco, la durata e i compensi di tutti i permessi sindacali di cui godono decine di migliaia di persone in Italia».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Immagino la felicità dei sindacati.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Io amo e rispetto il sindacato. E ho appena ricevuto una lettera da parte delle organizzazioni che si dicono disponibili a collaborare nella massima trasparenza e nella riforma del pubblico impiego, condividendo gli obbiettivi».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Tutto e subito. È possibile?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Stiamo preparando una manovra straordinaria, che contiene una rivoluzione del sistema: altro che Attali, altro che Sarkozy. &lt;br /&gt;
Mercoledì sarà presentata dal consiglio dei ministri, contiene 250 punti di riforma e tre anni di finanziarie in un colpo solo. In questi tre anni, ad esempio, il tasso di assenteismo nel settore pubblico dovrà essere omologato a quello del settore privato. Perché dovrebbe essere impossibile?».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;A colpi di licenziamenti?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«È sbagliato licenziare chi truffa presentando certificati medici falsi, e licenziare anche i medici compiacenti? &lt;br /&gt;
Tutti i pubblici dipendenti per bene saranno felici, e sono la stragrande maggioranza, così come i medici che non saranno più violentati per avere i certificati falsi.&lt;br /&gt;
 Chi finora ha invece giocato su questo starà in campana. La festa è finita».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ma per fare queste riforme servono anche soldi, o bastano i tagli?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«La spesa corrente dello Stato è di 700 miliardi l'anno. La manovra prevede tagli per 7-8 miliardi, meno dell'1\%: il resto è togliere qualche piuma a banche, assicurazioni, petrolieri.&lt;br /&gt;
 Nel bilancio di una famiglia se bisogna mettere in rotta la barca un sacrificio dell'1\% è accettabile».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Dipende da cosa si taglia.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Ad esempio, aboliremo le Comunità montane: costano 133 milioni di euro. Le funzioni saranno trasferite ai consorzi dei Comuni, ma senza gettoni di presenza, strutture, impiegati, poltrone che servono solo a piazzare politici trombati».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Entro quando?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Tutto dovrebbe essere approvato prima delle vacanze estive. Ci sarà un decreto legge, poi uno o più disegni di legge con corsia preferenziale, e infine un po' di disegni delega»&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E le province?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Si dovrà completare l'iter di quelle che stanno per nascere, come Monza, ma poi si dovrà progettare la riduzione del numero complessivo».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;È vero che tra i tagli previsti ci sono anche quelli per l'informatizzazione della Pubblica amministrazione?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«No. Anzi, ci sarà la banda larga per tutti».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Cosa intende per &quot;semplificare i bilanci dei Comuni&quot;?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Certi sindaci perdono giorni interi a compilare i formulari di bilancio come se amministrassero Roma, e non hanno neanche impiegati. &lt;br /&gt;
Ho predisposto una norma che prevede una modulistica semplificata per i Comuni sotto i 3000 abitanti. &lt;br /&gt;
Se per Roma servono 10 moduli, per i piccoli ne basta uno».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;A proposito di impiegati: pensa di redistribuire gli organici tra gli enti che ne hanno troppi e quelli che ne hanno pochi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Faccio l'esempio della magistratura amministrativa: i dipendenti sono quasi tutti del Sud. &lt;br /&gt;
Vincono il concorso, vengono al Nord e non ce la fanno a vivere qui; allora appena possono tornano giù.&lt;br /&gt;
 E si ammalano. E chiedono il trasferimento.&lt;br /&gt;
 Risultato: il Sud è sovraccarico e il Nord annaspa. &lt;br /&gt;
Così per i concorsi intendiamo attivare il reclutamento su un ambito regionale».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E i suoi colleghi di partito meridionali cosa dicono?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Felici anche loro: la felicità aleggia».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Cosa pensa della proposta dei sindaci veneti che chiedono di lasciare ai Comuni il 20\% dell'Irpef prodotta dal territorio?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Il federalismo fiscale che introdurremo entro la fine dell'anno si basa proprio su un ragionamento simile, che azzera il concetto di trasferimenti basati sulla &quot;spesa storica&quot; definita dai decreti Stammati del 1978, che hanno prodotto un Paese di figli e figliastri.&lt;br /&gt;
 E con il federalismo anche le specialità nate nel dopoguerra non avranno più ragione d'essere».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Intende dire che le regioni a Statuto speciale spariranno?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Sono passati 60 anni, sarebbe il caso di cominciare a cambiare le regole. Non avranno più senso, tutte saranno &quot;speciali&quot; perché nell'arco di 3-5 anni il quadro cambierà completamente.&lt;br /&gt;
 Il federalismo è responsabilità: laddove ci sarà dissesto finanziario di enti e strutture, saranno commissariati. Federalismo vuol dire anche definire gli standard uguali per tutti: perché a Napoli ci sono il triplo dei dipendenti pubblici pro capite che a Milano? È una scelta di quegli amministratori? &lt;br /&gt;
Bene: Napoli paghi i dipendenti pubblici, sapendo però che non avrà altri soldi ad esempio per gli asili nido. E i cittadini giudicheranno. Ma c'è consapevolezza anche al sud: io sono ottimista».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;È proprio sicuro che gli insegnanti lavorino 4 ore al giorno?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«L'obbiettivo è di adeguarci a tutti i parametri europei.&lt;br /&gt;
 Da dove cominciamo? Qualcuno dice: cominciamo dagli stipendi.&lt;br /&gt;
 Io dico: cominciamo dai ragazzi. Vogliamo stipendi europei?&lt;br /&gt;
 Bisogna avere la stessa produttività europea, lo stesso rapporto alunni-docenti, le stesse ore lavorate».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;È vero che propone la licenziabilità dei dipendenti pubblici anche solo se vengono indagati?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«No. Ma oggi quando un dipendente subisce un procedimento penale si aspetta di iniziare il procedimento disciplinare solo quando è finito quello del tribunale. Il sistema pubblico però ha tutta l'autonomia per decidere subito sul piano disciplinare. &lt;br /&gt;
Adesso per eccesso di garantismo si tiene tutto bloccato. Non voglio passare per il castigamatti: ma il lassismo e il buonismo producono mostri».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;È vero che pensa all'obbligo di accettare i trasferimenti da una città a un'altra?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Nessuno ha mai pensato ai vagoni piombati. Se voglio regionalizzare i concorsi, come posso pensare di prendere una persona da Pordenone e spedirla a Canicattì?&lt;br /&gt;
 Ma all'interno di una regione, sì».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Quindi rischia il licenziamento solo che rifiuta il trasferimento da un ente pubblico a un altro?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Prendiamo il caso degli infortunii sul lavoro: gli ispettori sono pochi, mal preparati, non hanno mezzi.&lt;br /&gt;
 In provincia di Torino ce n'è uno ogni 3.200 aziende: come si fa a visitarle tutte almeno una volta l'anno? &lt;br /&gt;
Circa 20 anni fa si chiuse l'infausta stagione della formazione pubblica e del collocamento: migliaia di impiegati, di collocatori e formatori, con un po' di formazione avrebbero potuto diventare ispettori.&lt;br /&gt;
 Il sindacato si oppose come un sol uomo: non ci fu mobilità tra un settore in chiusura e un settore carente.&lt;br /&gt;
 Da mercoledì, con il decreto, non sarà più così».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Vuole introdurre anche la possibilità di &quot;class action&quot; anche verso il settore pubblico. Ma chi pagherebbe?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Se un cittadino si arrabbia con un'azienda privata, fa causa e se la vince gli pagano il danno: con la class action tutti quelli che hanno subìto lo stesso danno devono essere risarciti.&lt;br /&gt;
 Nel settore pubblico non prevedo il pagamento del danno in denaro, ma una sanzione che il policy maker teme molto di più: il commissariamento, che lo costringerebbe ad andarsene a casa».&lt;br /&gt;




&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Main&amp;Codice=3821803&amp;Data=2008-6-15&amp;Pagina=1&quot;&gt;Il Gazzettino - Ario Gervasutti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Renato BRUNETTA: Audizione alla Camera: Brunetta su manovra finanziaria e PA (: datori di lavoro, class action e blocco del turnover)</title>
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  <updated>2008-06-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
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  <id>356568</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  PA e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Nel corso di un'audizione alla Camera, in data odierna, il ministro Brunetta ha dichiarato:

Sulla prossima manovra finanziaria:
&quot;Serve qualcosa di più di 30 miliardi: qualcosa come 12 di media all'anno, anche se sono ancora da cifrare. Quest'anno la congiuntura va allo 0,5%, l'anno prossimo si pensa allo 0,9-1%. Però potrebbe andare anche a 1,4%: se ci va serve meno, se va a 0,7% serve di più&quot;.
&quot;La prospettiva congiunturale triennale che Prodi aveva cifrato in modo più alto di quella attuale richiedeva 30 miliardi, siccome mediamente è peggiorata servirà di più&quot;.
&quot;Il lavoro che sta facendo Tremonti, lo sta facendo assieme ad alcuni ministri più attrezzati su questi temi. Il decreto riguarderà da un lato i tagli necessari, ma non sono i tagli la cosa più rilevante. La cosa più rilevante saranno le liberalizzazioni per esempio nelle public utility e le privatizzazioni&quot;.   
&quot;Saranno manovre di tipo fiscale e contributivo, tipo quelle del superamento del divieto di cumulo che favoriscono il respiro nel mercato del lavoro. Ci saranno poi tutte le parti in positivo relative alla migliore e maggiore efficienza della pubblica amministrazione, come premi e incentivi, ma anche meccanismi per costringere il datore di lavoro a fare il suo lavoro&quot;.
&quot;Quindi il decreto sarà di antibiotici e vitamine. Antibiotici che servono a correggere le dinamiche di finanza pubblica che sono in peggioramento e vitamine perché se a un corpo si danno solo antibiotici quel corpo si deprime&quot;.
Accanto al decreto &quot;ci saranno altre vitamine, lavoro di razionalizzazione e semplificazione, il miglioramento della contrattazione, per arrivare nel medio periodo a un miglioramento della produttività e dell'efficienza&quot;.

Sulla pubblica amministrazione:
&quot;Si deve partire dai datori di lavoro, dai dirigenti perché il pesce puzza dalla testa. E poi dare voce ai cittadini&quot;.
&quot;Stiamo preparando un decreto legge, un disegno di legge e una delega per cambiare le regole del gioco. Punire i datori di lavoro che non fanno i datori di lavoro. Se un sindaco non tiene il proprio bilancio in ordine viene commissariato, se il direttore di una unità sanitaria non tiene in ordine la propria unità viene licenziato e così via&quot;.
&quot;sto riflettendo sulla possibilità di estensione della class action al settore pubblico, dove però chi perde non paga, va a casa&quot;.

Brunetta ha anche confermato che tra le ipotesi allo studio c'è il blocco del turnover nella Pa: &quot;Stiamo lavorando su questi temi. I blocchi del turnover non funzionamo mai se sono fatti in maniera banale. Si tratta da un lato di bloccare o incentivare le uscite dall'altro di migliorare quali-quantitativamente le entrate in modo che ci sia un rinnovo del capitale umano della Pa&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=200806051550487448&amp;chkAgenzie=TMFI&quot;&gt;Milano Finanza&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Donatella PORETTI: Class Action, presentato disegno di legge per una profonda modifica</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/04/30/donatella-poretti/class-action-presentato-disegno-di-legge-per-una-profonda-modifica/332230"></link>
  <updated>2008-04-30T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>332230</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
• Intervento dell'on. Donatella Poretti, parlamentare radicale, eletta al Senato per il Partito Democratico&lt;br /&gt;


Oggi, primo giorno della nuova legislatura, ho presentato un disegno di legge che ritengo sia fondamentale per l'affermazione dei diritti dei cittadini consumatori e utenti e per la giustizia: &lt;b&gt;la riforma della class action&lt;/b&gt;, elaborato in collaborazione con l’Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori).

Nella precedente legislatura e' stato introdotto un modello di azione collettiva chiaramente inefficace a tutelare i diritti dei consumatori e molto criticato da tutti gli addetti ai lavori.&lt;br /&gt;
 Era stato stabilito il principio -anticostituzionale- che l'accesso alla giustizia non fosse per tutti: solo il cittadino consumatore puo' partecipare ad una class action, mentre tutti coloro che intendono tutelare i propri interessi nello svolgimento della propria attivita' lavorativa, ne sono esclusi (forse un contratto presunto truffaldino con un gestore telefonico o l'acquisto, a suo tempo, di un'azione o bond come Cirio o Parmalat, per esempio, non puo' riguardare anche un artigiano o un professionista?).&lt;br /&gt;
 Inoltre si stabilisce che, per l'indennizzo dopo sentenza favorevole, il ricorrente debba adire un tentativo di conciliazione con la parte perdente e, in caso di risultato negativo o non soddisfacente, proseguire in giudizio secondo l'ordinamento civilistico abituale: procedura che, prevedendo di fatto una durata di decenni, svilisce e rende poco interessante il ricorso a questo tipo di azione collettiva.&lt;br /&gt;


Il disegno di legge presentato oggi vuole introdurre una azione giudiziaria collettiva che tuteli i diritti dei soggetti coinvolti da illeciti plurioffensivi, traendo spunto dall'esperienza dei Paesi di common law (la c.d. class action) e rendere lo strumento compatibile con i principi del nostro ordinamento giuridico. &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Alcuni presupposti:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


- La legittimita' ad agire deve essere concessa ad ogni soggetto che abbia interesse a farlo.&lt;br /&gt;


- L'introduzione del concetto di &quot;danno punitivo&quot; attraverso il quale si restituisce ai danneggiati da un illecito plurioffensivo, non solo il danno emergente ed il lucro cessante, ma anche l'eventuale maggior profitto realizzato attraverso l'illecito.&lt;br /&gt;
 

- Incentivare anche sul piano economico l'utilizzo dello strumento. Per questo e' necessario eliminare qualunque rischio legale per i cittadini che aderiscono all'azione collettiva. Per i professionisti che seguiranno queste azioni giudiziarie e' bene che sia disincentivato l'avvio pretestuoso e, al contempo, incentivate -anche economicamente- quelle meritevoli. &lt;br /&gt;


- L'automatismo fra sentenza e risarcimento del danno. Viene istituito il &quot;curatore amministrativo&quot;, nominato dal Giudice, il quale ha il compito –fra l'altro– di procedere all'esecuzione materiale della sentenza rimborsando direttamente i cittadini iscritti alla classe &lt;br /&gt;


- La normatura di eventuali abusi.&lt;br /&gt;
 

- La transazione, affinche' sia efficace, deve essere sottoposta a votazione di tutti i membri della classe.&lt;br /&gt;
Qui il testo completo della relazione e del disegno di legge:&lt;br /&gt;
http://www.donatellaporetti.it/prop.php?id=858&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=121566&quot;&gt;radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Donatella PORETTI: Telefonia. Contratti a distanza e tutela civile e penale, Poretti: proposta di legge</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/01/17/donatella-poretti/telefonia-contratti-a-distanza-e-tutela-civile-e-penale-poretti-proposta-di-legge/328102"></link>
  <updated>2008-01-17T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>328102</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: La rosa nel pugno) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Intervento dell'on Donatella Poretti parlamentare radicale della Rosa nel Pugno, segretaria della Commissione Affari Sociali

Sono noti i proverbiali disservizi al consumatore nell'ambito dei servizi di telefonia. Troppo numerosi, costanti, generalizzati e soprattutto impuniti. A nulla possono infatti le pronunce del Garante delle Comunicazioni, spesso tardive e ben poco deterrenti, affatto risolutive per i singoli utenti che difficilmente riescono ad avere un risarcimento del danno all'esito del disservizio, magari durato mesi.

Per questo insieme all'Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori) ho preparato una proposta di legge per intervenire legislativamente su tre fattori che credo fondamentali perche' il consumatore possa ottenere giustizia:

- &lt;b&gt;1. Piena attuazione del diritto di recesso.&lt;/b&gt; Il diritto di recesso, attualmente e' esercitabile entro 10 giorni dalla stipula del contratto. &lt;b&gt;Tranne in un caso, molto frequente:&lt;/b&gt; quando il servizio richiesto o accettato sia attivato &lt;b&gt; prima della scadenza di questi 10 giorni.&lt;/b&gt; La compagnia telefonica elude cosi' gli obblighi di informazione scritta e al consumatore non e' consentito esercitare il ripensamento con consapevolezza di quanto ha verbalmente concluso. &lt;b&gt;Si propone, invece, che questo diritto sia esercitabile dal momento in cui arriva il contratto a casa dell'utente.&lt;/b&gt;
- &lt;b&gt;2. Eliminazione del tentativo obbligatorio di conciliazione.&lt;/b&gt; E' gia' abbastanza faticoso per un cittadino affrontare tempi, costi e burocrazia di una causa civile per cifre modeste quali quelle in questione. Aggiungervi un tentativo obbligatorio di conciliazione che dura mesi e spesso e' insoddisfacente per l'utente, e' vessatorio e scoraggiante. Questa conciliazione, seppur lodevole nei propositi, nella pratica e' uno strumento dilatorio in mano alle compagnie per rimandare il pagamento o l'adempimento di un contratto e deterrente per chi deve aspettare mesi prima di poter chiedere il dovuto al giudice. E cio' anche in aggiunta ad una precedente fase stragiudiziale (lettere raccomandate di messa in mora) caduta nel vuoto. 

- &lt;b&gt;3. Includere nella responsabilita' penale/amministrativa degli enti anche il reato di truffa.&lt;/b&gt; La responsabilita' penale e' personale e le societa' non possono delinquere. Tuttavia il legislatore ha previsto la possibilita' di &quot;processare&quot; e punire le societa' e gli enti in quanto tali, laddove commettano reati come la truffa aggravata ai danni dello Stato. &lt;b&gt;Si propone che tra questi sia aggiunto anche il reato di truffa (art. 640 c.p.&lt;/b&gt;): il Procuratore di qualsiasi procura coinvolta, potrebbe indagare su comportamenti (quali le disinformazioni date dagli operatori dei call center nel vendere un servizio, le pubblicita' ingannevoli ecc...) cosi' reiterati e generalizzati da far sorgere il dubbio che non si tratti solo di &quot;errori&quot; o di mere vicende contrattuali.

 

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=114109&quot;&gt;www.radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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