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  <title>Openpolis - Argomento: partitocrazia</title>
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  <updated>2012-03-28T00:00:00Z</updated>
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  <title>Massimo DONADI: Dopo il Porcellum avremo il Bordellum</title>
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  <updated>2012-03-28T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626387</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Raggiunto un accordo sulla legge elettorale, cosa ne pensa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Tutto il male possibile. Non è una legge elettorale, è una truffa elettorale e andrà a finire che dopo il Porcellum avremo il Bordellum. Una legge che ha un unico scopo: le mani libere per i partiti. Finisce il bipolarismo, ogni partito si presenterà con il proprio simbolo e toglieremo ai cittadini italiani anche quello che avevano da prima e cioè la possibilità di sapere, prima del voto e non di scoprirlo il giorno dopo, quale sarà programma, coalizione e candidato premier. E non si venga a raccontare che, almeno, con questa legge agli italiani verrà restituito il potere di scegliere i loro candidati, perché non è nemmeno questo. Metà verrano scelti in liste bloccate, tali e quali a prima, e l'altra metà in qualcosa che si avvicina molto alla legge elettorale delle province e io credo che nessun italiano si ricordi nemmeno il nome del consigliere provinciale scritto in piccolo nella scheda a fianco del simbolo del partito che ha votato.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Addirittura Bordellum, secondo lei cosa c'è dietro questo accordo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
C'è un patto scellerato dove tutto è stato preso in considerazione tranne l'interesse del Paese. Il patto scellerato nasce da uno scambio: l'Udc voleva a tutti i costi la fine del bipolarismo per poter attuare al meglio la politica dei due forni e quindi scegliere, dopo le elezioni, con quale dei due partiti principali allearsi. I due partiti principali hanno concesso questa cosa all'Udc ottenendo, in cambio, di essere sovrarappresentati. In pratica siccome questi due partiti, Pd e Pdl, alle elezioni del 2008 insieme hanno preso il 72%, mentre oggi a malapena arrivano al 48%, si sono fatti dare in cambio una legge che, con il 48% dei voti, gli darà circa il 70% dei parlamentari come quattro anni fa. Quindi due partiti che hanno sempre meno consenso, e sono entrambi sul punto di esplodere, hanno scambiato il bipolarismo per un mucchio di parlamentari in più per accontentare quel terzo dei loro parlamentari che altrimenti sarebbero restati a casa.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Che cosa farà l'Idv?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Come è ovvio faremo una durissima battaglia parlamentare per impedire che il Bordellum diventi realtà ma ancora di più faremo una grande azione di informazione perché come oggi c'è in Italia il governo Abc, c'è anche l'informazione Abc, che non è regime, è semplicemente lottizzazione partitocratica della Rai e dei grandi mezzi di informazione e noi cercheremo di spiegare a tutti gli italiani che con questo disegno di legge non si dà più democrazia ma se ne avrà ancora di meno, torneremo alla Prima Repubblica. Non solo, il partito che si metterà in mezzo, pronto ad allearsi tanto a destra, tanto a sinistra, di fatto avrà la golden share della democrazia italiana, potrà governare ininterrottamente per i prossimi decenni scegliendo di volta in volta con quale dei due partiti principali allearsi.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.massimodonadi.it/blog/dal-porcellum-al-bordellum&quot;&gt;sito web personale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Emma BONINO: Costi della Politica: &quot;La trasparenza è l'unico metodo che conosco&quot;</title>
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  <updated>2011-08-01T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590644</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Nel corso del dibattito di questo pomeriggio nell'Aula di Palazzo Madama sul rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per il 2010 e sul progetto di bilancio interno per il 2011, la leader radicale Emma Bonino ha dichiarato che &quot;bene faremmo a separare i costi della politica dai costi della partitocrazia, applicando l'unico metodo strutturalmente efficace che conosco: quello della trasparenza.
&lt;p&gt; Cominciando da noi senatori, con uno strumento che già è a nostra disposizione, l'anagrafe pubblica degli eletti perché, di fronte ai furori attuali, c'è qualcosa che non torna: su 321 senatori, solo 17 hanno mandato la liberatoria e completato la procedura fornendo le informazioni previste.
 
&lt;p&gt;
&quot;Domani&quot;, ha proseguito la Vice Presidente del Senato, &quot;noi radicali presenteremo alcuni ordini del giorno su puntuali aspetti del bilancio del Senato e dei gruppi parlamentari - dall'attività nei collegi e dei portaborse, spesso veri e propri buchi neri, ai vitalizi -  focalizzando su misure di trasparenza non sporadiche, che sono le uniche che consentono di far emergere e risolvere spese ingiustificate senza ricorrere a demagogici quanto indiscriminati &quot;passaggi di Attila&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/print/comunicati/20110801/costi-politicabonino-trasparenza-lunico-metodo-che-conosco&quot;&gt;Partito Radicale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco PANNELLA: «Popolo usato, sinistra opportunista»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-06-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>584349</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
«Che piacere! Ho visto che la sinistra di regime si è scoperta improvvisamente referendaria. Ora vedremo se rispetterà veramente la volontà popolare». 
 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Scusi, e perché non dovrebbe?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
«Ce lo insegnano 60 anni di storia partitocratica e antidemocratica, si badi bene, di destra e di sinistra. Quando il popolo si è pronunciato ed ha stravinto sulle nostre proposte, Dc e Pci sono stati uniti nel legiferare poi in modo assolutamente contrario. E devo forse ricordarle che per ben cinque volte, sempre democristiani e comunisti, hanno sciolto le Camere pur di bloccare i nostri referendum? Ora questi vengono a fare i referendari: ben arrivati, dico io». Per Marco Pannella c'è un unico vero vincitore nel voto di ieri: «Il popolo italiano che non si è ancora stancato di combattere contro la partitocrazia». E che «resiste magnificamente ad uno Stato che, nelle carceri e nella giustizia, fa più schifo di quello del ventennio fascista» sostiene il leader dei Radicali. Leader che in questo referendum ha votato quattro &quot;Sì&quot;. 
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Il centrosinistra si è speso molto per questa consultazione, negargli oggi la soddisfazione della vittoria....&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«La fermo. Quelli della sinistra hanno solo fiutato l'aria ed hanno usato il popolo italiano, nella speranza di salvarsi e non essere travolti, con l'intero loro regime, dal fallimento berlusconiano e bossiano». 
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Puro opportunismo, insomma?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Certo, gli anti-berlusconiani hanno semplicemente capito che in questa circostanza conveniva cavalcare l'onda referendaria». 
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Il tempo del Cavaliere è finito?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Il regime partitocratico ha deciso così. Anche Bossi ha capito che questo era il momento. Fuori uno». 
 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma le cose non cambieranno, dice lei?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«No, perché il regime è saldo. Fuori il Cavaliere, ora ci sono gli altri: Bersani, Bossi. E quelli che oggi cantano vittoria sono gli stessi che per vent'anni hanno fatto strage di democrazia sputtanando o impedendo i nostri referendum con mezzi illegali». 
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Ci ricorda quali referendum?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«È un elenco infinito. Ma mi piace ricordare quello sulla depenalizzazione e legalizzazione delle droghe leggere». 
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Torniamo alla risposta data ieri dagli italiani.&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Sono felicissimo, è arrivata la conferma che il nostro Paese, nonostante tutto, è rimasto quello che ha risposto sempre in modo entusiasta alle nostre battaglie. Ha votato due volte la riforma del sistema elettorale, ha trionfalmente abolito il finanziamento pubblico ai partiti, ha voluto la grande vittoria contro l'aborto clandestino, un flagello immondo che riguardava 1,2 milioni di donne ogni anno. Il popolo, in quell'occasione, seppe sconfiggere persino la cecità del Vaticano. Lo considero forse il più importante evento politico-sociale degli ultimi trent'anni».
&lt;p&gt; 
 
&lt;b&gt;Il voto dimostra anche la voglia di partecipazione, non crede?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Io vedo in questo voto la nuova espressione vincente, italiana, di una rivolta democratica dei popoli euro-mediterranei, contro i loro regimi antidemocratici».
&lt;p&gt; 
 
&lt;b&gt;Per il segretario del Pd, Bersani, con questo voto è arrivato un segnale inequivocabile alla maggioranza.&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Lo schiaffo a Berlusconi è innegabile. Come ho detto, è la fine politica di un uomo che dal 1996 ad oggi, anziché contrastarla, è stato protagonista della partitocrazia. Ma voglio vederli ora, quelli del Pd...». 
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Cosa intende?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«La verità è che hanno terrore del popolo e che l'unica loro preoccupazione è difendere il sistema partitocratico ladro di verità, di legalità e di denaro. Il Cavaliere e Bersani di questo scempio sono complici. Vuole la prova?». 
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Dica.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il sistema elettorale ungherese che ora il leader del Pd propugna. È fatto apposta per consolidare questa situazione».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=115Z2K&quot;&gt; Il Secolo XIX -  Bruno Lugaro&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco PANNELLA: Continuare a lottare contro il Regime partitocratico divenuto perfino “referendario”; ma è in atto la rivolta democratica dei popoli euro–mediterranei</title>
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  <updated>2011-06-13T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Ma che III Repubblica! Dobbiamo invece, tuttora, lottare per uscire da quella unica, sessantennale, antidemocratica, illegale, che resta al potere, oggi con la sua “destra”,  per l’essenziale – però – sempre con i suoi colleghi di “sinistra”. 

Non basta, certo, che il Regime partitocratico, nella sua parte più solida tradizionale, sia, in una sua parte, divenuto perfino “referendario”, dopo aver vietato, impedito per decenni, con la sua “suprema cupola della mafiosità partitocratica” (50 richieste regolari respinte) con ogni sorta di violenze antidemocratiche e anticostituzionali, in ogni modo, impedendo di svolgere o sputtanando i referendum (hanno sciolto perfino 5 legislature per impedirne la tenuta: altro che le attuali, goffe, contorsioni berlusconiane!).

Di fronte agli esiti trionfali dei referendum Radicali (ad es.: Referendum su finanziamento pubblico, su riforme “Tortora”di giustizia, su grandi riforme istituzionali-elettorali e quella antiproibizionista) legiferando poi in modo assolutamente contrario, da ladri di verità, di legalità, di danaro quali sono sempre stati, e - fino a prova del contrario - purtroppo continuano ad essere.

Così come a Milano e a Napoli abbiamo con decisione appoggiato Pisapia e De Magistris, e assicurato che continueremo a farlo (pur avendo essi confermato di far proprio il veto di Regime contro i Radicali) così, alla forze partitocratiche che sembrano essersi convertite all’esercizio costituzionale dei ricorsi referendari al popolo, diamo il nostro sincero benvenuto, ben sapendo che a questo sono dovuti giungere nella speranza di salvarsi e non essere travolti – con l’intero loro Regime - dal fallimento berlusconiano e bossiano, con l’illusione di potere così di salvarsi e proseguirlo.

Quel che sta accadendo – e che salutiamo con gioia - è la nuova espressione vincente, italiana, di una rivolta democratica dei popoli euro–mediterranei, contro i loro Regimi antidemocratici, di indegne “Democrazie Reali”.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/comunicati/20110613/marco-pannella-sui-referendum&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Maurizio BOLOGNETTI: Quello che so del modello lucano e dell'acqua santa partitocratica</title>
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  <updated>2011-06-13T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>584342</id>
  <summary type="html">Adesso che, nonostante tutto e tutti, ha vinto l’Italia referendaria, l’Italia del divorzio, l’Italia che ha plebiscitato i referendum Radicali sul finanziamento pubblico dei partiti e sull’abolizione del sistema elettorale proporzionale, spero si possa perlomeno sussurrare che se acqua pubblica deve essere, che non sia acqua santa partitocratica. Nella consueta conversazione settimanale trasmessa da Radio Radicale, Marco Pannella a poche ore dalla chiusura delle urne ha affermato che in caso di raggiungimento del quorum si sarebbe potuto parlare di un “recupero del valore referendario, dopo 15-18 anni in cui è stato massacrato dall’anti-costituzionalità, ereditata dal poveretto Berlusconi”.

Faccio parte di quel circa 60 per cento che si è recato al seggio e ho votato sì su nucleare e legittimo impedimento e annullato le altre due schede. 

Ho annullato le schede referendarie sull’acqua perché dalle mie parti Acquedotto Lucano è uno dei tanti contenitori partitocratici che servono alle oligarchie della locale partitocrazia per esercitare un ferreo e asfissiante controllo sociale. Non a caso, mai avevo visto il centrosinistra locale sostenere con tanta convinzione dei referendum. Forse ha ragione Stefano Rodotà quando parla di acqua pubblica; ma resta un dato, per Acquedotto Lucano vale ciò che Salvemini diceva di Acquedotto Pugliese: ha dato più da mangiare che da bere.

Sono felice per questa vittoria referendaria e popolare, ma non chiedetemi di associarla a non so quale modello lucano o pugliese, calabrese o campano. E’ stata una vittoria popolare contro l’antidemocrazia e la peste italiana, ma non è la vittoria di chi ha sempre percepito i referendum come una iattura. Per l’ennesima volta Pierluigi Bersani ha eletto la Basilicata a modello e lo ha fatto nel corso dell’ultima Direzione Nazionale dei democratici tenutasi a Roma. Il segretario del PD ha parlato di “isola felice” e di “Caso lucano”.

Forse Bersani ha ragione e la Basilicata è davvero un modello, basti pensare che qui convivono in Giunta Regionale PD-UDC-IDV-SEL-API-PSI e che il consociativismo domina incontrastato. Sì, un perfetto modello partitocratico, una realtà che assurge a simbolo di quella che abbiamo chiamato “peste italiana”.  

Un perfetto modello di gestione clientelare del potere, che si traduce in un controllo capillare e asfissiante del territorio. Un modello dove IDV e SEL riescono ad assurgere al ruolo di forze di governo e al tempo stesso di “opposizione”. Ovviamente di fasulla opposizione. Qui, nella Lucania felix D’alemian-Latorriana, Vendoliana e Dipietrista, si può osservare la plastica rappresentazione del monopartitismo imperfetto di cui parla Marco Pannella. Qui tutte le contraddizioni, che ogni tanto emergono, finiscono per essere assorbite dal partito che si fa stato e dai partiti che hanno ridotto le istituzioni a bivacchi per i loro famigli e clienti. Qui, ogni volta che tiri un filo rischi di essere avvolto da una ragnatela. Qui, nella terra del familismo amorale(vedi Banfield), dove per dirla con Sciascia conta solo il potere per il potere, il dissenso diventa reato di lesa maestà. Sì, la Basilicata è un caso, ma nel senso di simbolo del “caso Italia”. Dopo l’ennesima dichiarazione d’amore di Bersani per il modello lucano verrebbe voglia di dichiararsi “prigioniero politico”. Caro Bersani, che dire, proveremo a non farci “annichilire” dall’antidemocrazia, dall’illegalità, dall’ingiustizia.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/comunicati/20110613/bolognetti-quello-che-so-del-modello-lucano-dellacqua-santa-partitocratica&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco PANNELLA:  a Radio Radicale: «Veltroni barattiere» </title>
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  <updated>2011-04-17T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559927</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&quot;L'intervento di Walter Veltroni al Convegno di Amelia è l'intervento di un barattiere, su tutto. Se lui fosse cattolico, sarebbe barattiere anche se fosse il Papa. Veltroni dice che aveva preso contatto con Fini e Casini alla fine della presidenza Scalfaro per sostenere la candidatura di Ciampi e ha detto &quot;così si fa politica&quot;. Si dimentica però che sul nome di Ciampi si erano già messi d'accordo in modo ferreo D'Alema e Berlusconi...
&lt;p&gt;
C'era un solo pericolo in quel momento, e il pericolo era che il 70% del popolo italiano voleva come presidente Emma Bonino. La stessa presidenza Ciampi era voluta dal 21 per cento degli italiani.
&lt;p&gt;
Questa cosa il barattiere la ha rivendicata perchè lui di nuovo vuol continuare col baratto unionista-nazionale....&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/comunicati/20110417/pannella-radio-radicale-veltroni-barattiere&quot;&gt;www.radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco PANNELLA: Sfiducia non solamente contro il Governo ma anche contro le &quot;sue&quot; opposizioni</title>
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  <updated>2010-12-12T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548811</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&quot;Come purtroppo da noi previsto, il governo del capace davvero, ma davvero, di tutto e i &quot;buoni a nulla&quot; delle sue opposizioni, rappresentano un unico, disastroso, sessantennale Regime partitocratico e antidemocratico, che, per molti versi, ha ormai un bilancio perfino peggiore di quello del precedente, infame, ventennale Regime partitocratico, fascista&quot;.
&lt;p&gt;
Così Marco Pannella, nel corso della consueta &quot;Conversazione settimanale&quot; ai microfoni di Radio Radicale. Lo stesso Pannella ha poi aggiunto che &quot;sfiduciare, quindi, stando così le cose, è necessariamente sfiduciare specificamente e istituzionalmente il governo, ma -più in generale- è sfiduciare anche tutto il Regime, con le sue maggioranze e con le sue opposizioni...&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radioradicale.it/scheda/317308&quot;&gt;Radio Radicale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco PANNELLA: Berlusconi ormai fa paura, ma non solo lui, tutto il Regime dovrà assolutamente pagare i suoi debiti di illegalità e i suoi “profitti” ai danni del Paese; come per il Ventennio precedente</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/09/11/marco-pannella/berlusconi-ormai-fa-paura-ma-non-solo-lui-tutto-il-regime-dovr%C3%A0-assolutamente-pagare-i-suoi-debiti-di-illegalit%C3%A0-e-i-suoi-%E2%80%9Cprofitti%E2%80%9D-ai-danni-del-paese-come-per-il-ventenn/505934"></link>
  <updated>2010-09-11T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">&quot;Per Simon Weil amicizia e amore sono costituiti dalla costanza dell’attenzione che si dedica all’altro, e quindi non nascondo che Silvio Berlusconi, per l’attenzione che gli ho sempre dedicato dal 1993 a oggi, il premier adesso fa letteralmente paura”, ha detto Marco Pannella questa mattina in diretta ai microfoni di Radio Radicale. “Fa paura vedere la logica delle cose che lo possiede”, prosegue il leader storico dei Radicali, che definisce “simbolo splendido e terrorizzante di tutto ciò” il fatto che il premier si sia precipitato, “in mezzo a tutti i problemi che ha l’Italia, nel grande convegno putiniano sulla democrazia”. “Naturalmente anche Massimo D’Alema”, ha aggiunto Pannella, per il quale il problema non è soltanto che “Berlusconi ostenta amicizia e fiducia con i vari Gheddafi, Putin, etc., con il loro modo di essere democratici – e io direi molto spesso assassini -”: “E’ infatti anche l’ora di dire: Silvio, tu hai tradito il nostro Parlamento e l’hai tradito quando invece di difendere l’obiettivo dell’esilio per Saddam Hussein, che lo stesso dittatore aveva notoriamente ormai deciso di accettare, hai scientemente collaborato alla criminale decisione di Bush e Blair di far scoppiare la guerra in Iraq. Per impedire la ormai sicura pace, con la liberazione dell’Iraq.
A maggior ragione “il voltare la pagina di questo infame sessantennio partitocratico dovrà essere formalmente chiaro, motivato – spiega il leader radicale – e indicandone il come. Per esempio è chiaro che per chiudere questa fase non soltanto si dovrà interrompere la violazione costante della legalità, anche per impedire nuovi Piazzali Loreto, ma pure che i responsabili non dovranno restare senza pagare gli immensi ‘profitti di regime’. Dovremo studiarli, valutarli sin da subito”. Tra questi profitti indebiti, Pannella inserisce “la truffa dei rimborsi ai partiti, dieci volte più onerosi dei finanziamenti aboliti con referendum”.  
Infine l’esponente radicale dedica un “ringraziamento” al Fatto Quotidiano che lo ha inserito tra i sei leader tra i quali i lettori possono scegliere ‘chi potrà fermare Berlusconi’. “Ringrazio il Fatto ma voglio notare che tra i ‘perché no’ della redazione a mio carico c’è il fatto che io appartengo ‘a un’altra epoca’, ‘a un’altra cultura, vecchia’. Ma se è incontestabile che rivendico come titolo, del quale vado fiero, il fatto di essere un nato nel 1930, se guardiamo alle culture che in Italia e nel mondo si sono manifestate, e che sono caratterizzate dalla durata della loro influenza o della loro forza civile, politica, umana, allora la nostra cultura Radicale ha vinto. Quindi, è vero Travaglio, è vero amici del Fatto, noi rappresentiamo una cultura di altri tempi. Ma se solo si riflettesse un minuto su che cosa ci consente da 60 anni di essere presenti, attivi, e oggetto di ostracismi di ogni sorta da parte di questa seconda maledetta incarnazione partitocratica della nostra storia, allora la mia risposta è urgente: “noi siamo, la nostra cultura è, d’altri tempi! ma questi altri tempi sono quelli futuri”.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/comunicati/pannella-berlusconi-ormai-fa-paura-ma-non-solo-lui-tutto-regime-dovr-assolutamente-pagare&quot;&gt;Radicali Italiani&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco PANNELLA: Rilanciamo l'alternativa uninominalista</title>
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  <updated>2010-09-06T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Fini non ha nemmeno toccato la sua scelta del sistema elettorale. Mentre noi abbiamo rilanciato con altri l'alternativa uninominalista lasciando per il resto tutti gli altri a discutere se è meglio il Porcellum del Provincellum, eccetera.
&lt;p&gt;

Siamo contenti che Fini aggredito come è aggredito abbia saputo e potuto rilanciare la propria posizione politica e quella dei suoi compagni, ma da questo punto di vista vorrei dire:
&lt;p&gt;
1.noi abbiamo una posizione che è una conferma di una proposta che non abbiamo mai cambiato, la grande riforma antipartitocratica, deve essere come è stato alla fine del ventennio infame, la fine formale, ufficiale, voluta di un sessantennio che è giunto ad avere connotati se possibile peggio di quello fascista. Noi siamo per l'uninominale, contro ogni forma di proporzionale, se si vuole anche con il doppio turno ma sul modello francese, non con altre formule volte a farlo diventare la solita solfa italiota&lt;br /&gt;

2.la nostra posizione non può che essere censurata perché di una chiarezza adamantina, della quale ha terrore tutto il regime&lt;br /&gt;

3.subito abolizione totale di tutte le forme di finanziamento della partitocrazia. Il 90% degli italiani lo aveva già deciso. C'è un debito nei confronti della legalità. Il sistema di finanziamento di questi partiti si basa sulla rapina del volere dei cittadini&lt;br /&gt;

4.la riforma della giustizia, lo scandalo degli incarichi extragiudiziari dei magistrati, ridisciplinare immediatamente l'obbligatorietà dell'azione penale che significa discrezionalità incontrollata e incontrollabile dei magistrati nella persecuzione dei reati.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/comunicati/pannella-fini-non-si-espresso-sul-modello-del-sistema-elettorale-noi-rilanciamo-lalternat&quot;&gt;Radicali Italiani&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Rosanna FILIPPIN: «Nei Cda delle Fondazioni? Più che dei partiti, servono amici del territorio»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/08/30/rosanna-filippin/%C2%ABnei-cda-delle-fondazioni-pi%C3%B9-che-dei-partiti-servono-amici-del-territorio%C2%BB/505172"></link>
  <updated>2010-08-30T00:00:00Z</updated>
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  <id>505172</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Bassano del Grappa (VI) (Partito: PD) - Assessore  Comune Bassano del Grappa (VI) (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il segretario regionale del Pd replica alle dichiarazioni di Zaia sulle nomine nelle Fondazioni
&lt;p&gt;
“Nei Cda delle Fondazioni? Più che dei partiti, servono amici del territorio”. Rosanna Filippin, segretario regionale del Pd Veneto, replica alle dichiarazioni fatte dal Presidente della Regione Veneto sul futuro delle Fondazioni bancarie.

&lt;p&gt;
“Evidentemente – dichiara la Filippin – morto un sistema se ne fa un altro. Ma quando nelle sue scelte fa pesare le appartenenze di partito più degli interessi generali, la politica rende un pessimo servizio ai cittadini. Se queste sono le premesse, vuol dire che il sistema Zaia ha rimpiazzato sì quello Galan, ma certo non offre nulla di meglio ai veneti. La mani dei partiti su banche e fondazioni sono roba da partitocrazia dei tempi peggiori. E poi, ma ce lo ricordiamo il caso Credieuronord? Il rilancio dell’economia veneta ha bisogno di ben altro”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.vicenzapiu.com/?a=comunicati&amp;o=9431&quot;&gt;vicenzapiù.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>SALVATORE SORBELLO: Appello alla mobilitazione dei cattolici: &quot;Cominciamo dall'ambiente&quot; </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/08/14/salvatore-sorbello/appello-alla-mobilitazione-dei-cattolici-cominciamo-dallambiente/506008"></link>
  <updated>2010-08-14T00:00:00Z</updated>
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  <id>506008</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Siracusa (SR) (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il consigliere comunale del Pdl sprona i laici cristiani di Siracusa.
Appello alla mobilitazione dei cattolici


&lt;p&gt;

Siracusa - “Una nuova stagione politica dei laici cristiani siracusani deve partire dal territorio perché, con responsabilità e dedizione verso la politica come importante dimensione della carità sociale, siano promosse la giustizia, l'onestà e la difesa dei veri e autentici valori, come la salvaguardia della vita umana, del matrimonio e della famiglia”.

&lt;p&gt;
Salvo Sorbello prende spunto dall’appello lanciato dal presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Angelo Bagnasco, a quanti hanno responsabilità politiche e istituzionali nei confronti del “bene comune”, per riflettere sull’impegno dei credenti nell’attuale realtà sociale siracusana e per invitare i cattolici siracusani ad alzare la testa.

&lt;p&gt;
“Proprio nel momento in cui anche autorevoli dirigenti finiani di Futuro e Libertà sostengono tesi assolutamente non condivisibili su temi etici di fondamentale importanza, come l’eutanasia e le coppie gay, è essenziale evitare che i cattolici siano emargina­ti – afferma il consigliere comunale del Pdl - quindi, anche a Siracusa, serve una testimonianza di cattolici tosti e generosi, una presenza stimolante che metta in campo, con coraggio e coerenza, pro­poste, azioni e movimenti. Penso ad esempio all’attuazione del quoziente familiare, che consentirebbe alle famiglie siracusane di pagare meno tasse ed avere migliori servizi dagli enti locali”.

&lt;p&gt;
Da presidente della commissione urbanistica, Sorbello non sfugge ai temi che stanno caratterizzando lo scontro politico in questi ultimi mesi e ammette che particolare impegno dovrà essere profuso per la salvaguardia dell’ambiente, “pensando soprattutto alle generazioni future, che non devono ricevere in eredità territori saccheggiati”.

&lt;p&gt;
“L’ambiente è un bene collettivo –aggiunge - e anche nella nostra realtà locale è purtroppo esposto a seri rischi da scelte che possono ulteriormente degradarlo, dopo le gravissime deturpazioni del passato”.

&lt;p&gt;
Per l’esponente del Pdl occorre, anche a Siracusa, “liberare energie nuove, impegnate nel sociale, in grado di rinnovare un sistema politico bloccato dalla partito­crazia, che ci porta sì a vo­tare democraticamente, ma, to­gliendoci la possibilità di espri­mere la preferenza, ci obbliga a vedere in Parlamento (e non solo) persone scelte dalle segreterie dei partiti”.

&lt;p&gt;
Poi, l’appello finale con cui Salvo Sorbello invita i cristiani a non smobilitare: “anche la provincia di Siracusa, che tanti consensi attribuiva alla Democrazia Cristiana, ha bisogno, forse più di ieri, dalla loro presenza”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.giornaledisiracusa.it/politica/16403-appello-alla-mobilitazione-dei-cattolici-sorbello-qcominciamo-dallambienteq.html?tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&quot;&gt;www.giornaledisiracusa.it - Damiano Chiaramonte&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco PANNELLA: «Berlusconi dice delle enormita' senza neppure comprenderne la portata»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/08/09/marco-pannella/%C2%ABberlusconi-dice-delle-enormita-senza-neppure-comprenderne-la-portata%C2%BB/504068"></link>
  <updated>2010-08-09T00:00:00Z</updated>
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  <id>504068</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Berlusconi non vuole vedermi, lo farei riflettere, almeno, su alcune cose.
&lt;p&gt;Da tre anni ho il rammarico di non poter parlare con Silvio, perche' non vuole incontrarmi. Io vorrei spiegargli, perche' lui non si rende conto di quel che dice, a mio avviso. 
&lt;p&gt;Essendo l'ultimo della partitocrazia, dice delle enormita' senza neppure comprenderne la portata'. 
&lt;p&gt;Lo ha detto Marco Pannella, nella consueta conversazione del lunedi' con Radio Radicale, commentando il messaggio del leader del Pdl al 'Club della Liberta''. 
&lt;p&gt;'Quando Berlusconi dice 'andiamo alle elezioni', pensa gia' che dilaghera' in televisione, alla faccia dell'Autorita' Garante. 
&lt;p&gt;Oggi questa storia delle sessantamila sezioni che evoca per spiegare al Paese le grandi cose che ha fatto fornisce una preziosa indicazione di come funziona la testa a Silvio.&lt;br /&gt;
 Ogni sezione rappresenta una fetta di citta' o di paese, lui nomina dei suoi rappresentanti elettorali. Magari gli da' anche uno stipendio.
&lt;p&gt;
E' una cosa che lui, con i suoi mezzi, puo' fare benissimo. E che nessun altro puo' fare. E siccome non e' liberale non capisce che cosa significa. Percio' dico che non vuole vedermi. Sono sicuro che lo farei riflettere, almeno, su alcune cose, ha concluso Pannella.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/print/comunicati/pannella-berlusconi-non-vuole-vedermi-farei-riflettere&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco CAPPATO: Il Parlamento minacciato sia da scioglimento che da larghe intese per controriforma elettorale</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/08/07/marco-cappato/il-parlamento-minacciato-sia-da-scioglimento-che-da-larghe-intese-per-controriforma-elettorale/504067"></link>
  <updated>2010-08-07T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>504067</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Il ruolo del Parlamento italiano, già compromesso da una legge elettorale che affida ai partiti un potere assoluto nella nomina dei candidati, è oggi più che mai messo in pericolo.
&lt;p&gt;
Infatti, da un lato vi sono le quotidiane minacce di ricorso alle urne da parte di un Presidente del Consiglio al quale la Costituzione non assegna il potere di sciogliere le Camere, come ricorda nel suo intervento su &lt;a href=&quot;http://www.rassegnastampa.comune.roma.it/View.aspx?ID=2010080716361144-1&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;b&gt;Repubblica, Andrea Manzella&lt;/b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, il quale richiama la necessità di difendere il Parlamento da chi lo vuole &quot;cancellare&quot;; a tali minacce berlusconiane e bossiane risponde e corrisponde il gioco del tanto peggio tanto meglio giocato ad esempio da Di Pietro, la cui strategia coincide non a caso a quella di Berlusconi.
&lt;p&gt;
Dall'altro lato però, anche la proposta del Partito democratico di realizzare Esecutivi di &quot;larghe intese&quot;, o di &quot;salute pubblica&quot;, con l'obiettivo principale di cambiare la legge elettorale, rappresenta un tentativo di confondere i piani delle responsabilità istituzionali.&lt;br /&gt;
 Se infatti un Governo può benissimo avanzare proposte e avere posizioni in materia di legge elettorale, la pretesa di far coincidere la missione principale di un futuro Governo con la definizione di regole necessariamente destinate a fare gli interessi dei partiti che ne farebbero parte snaturerebbe la funzione del Governo, proprio nel bel mezzo di una crisi economica e sociale che richiederebbe risposte rapide e coerenti.
&lt;p&gt; Una maggioranza fondata su una proposta di legge elettorale -prevedibilmente su una proposta di controriforma proporzionalistica- si troverebbe nella necessità di cancellare sia la libera dialettica parlamentare che l'ascolto di un'opinione pubblica ormai da vent'anni solidamente favorevole al &quot;modello americano&quot;, maggioritario uninominale.
&lt;p&gt;
Il tentativo di cancellazione del Parlamento, paventato da Manzella, non riguarda dunque soltanto l'ipotesi di scioglimento anticipato delle Camere, ma anche l'ipotesi di un Esecutivo di &quot;salute pubblica&quot; che abbia come compito prioritario la controriforma elettorale.
&lt;p&gt;
&lt;a href=&quot;http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/04/07/la-costituzione-di-berlusconi.html&quot;&gt;Chi vuole cancellare il Parlamento&lt;/a&gt; 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/print/comunicati/cappato-parlamento-minacciato-sia-da-scioglimento-che-da-larghe-intese-controriforma-elet&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Sonia ALFANO: «Ombre e luci sul Csm. Vietti parli chiaro»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/08/04/sonia-alfano/%C2%ABombre-e-luci-sul-csm-vietti-parli-chiaro%C2%BB-intervista/503977"></link>
  <updated>2010-08-04T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>503977</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Sonia Alfano – europarlamentare e da poco responsabile nazionale per l’Italia dei Valori del dipartimento Antimafia- è stata tra coloro che hanno cercato di impedire l’Elezione di Michele Vietti a vicepresidente del Csm, avvenuta grazie a quello che definisce “inciucio lobbistico”. &lt;br /&gt;
Lo ha fatto durante l’impropria consultazione partiti-Palazzo dei Marescialli. Si è appellata pubblicamente al segretario Bersani e ai capigruppo democratici, favorevoli al candidato centrista, e ha invitato i cittadini attraverso il suo blog a scrivere al Pd perchè non sponsorizzasse Vietti che “rappresenta – dice Alfano- la prosecuzione dell’operato ampiamente discutibile di Nicola Mancino e di altri illustri personaggi che hanno agito negli ultimi dieci anni al Csm”.&lt;br /&gt;
 Il 31 luglio, alla vigilia dell’elezione del vicepresidente, si è rivolta direttamente a colui che era ancora per poco vice capogruppo dell’Udc alla Camera.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Per chiedere cosa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Una premessa. Questo sarà un anno particolare per il Csm che dovrà affrontare la questione morale ed esaminare fascicoli su esponenti autorevoli della magistratura come il Presidente della Corte d’Appello di Milano, Alfonso Marra -sponsorizzato dalla P3- o quello sul procuratore generale della Corte d’Appello di Messina, Antonio Franco Cassata che ha pubblicamente ammesso di appartenere all’associazione culturale “Corda Fratres”, ovvero una loggia. Alla luce di questi e di altri fatti su cui indaga la magistratura, ho chiesto all’On. Vietti se è egli stesso un massone o se ha legami con la massoneria. La domanda l’ho posta perchè in questi anni son circolate voci su una sua presunta appartenenza a una loggia, voci che Vietti non ha smentito.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il vicepresidente le ha risposto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Non ho avuto alcuna risposta né pubblica né privata. Ma torno a fargli la domanda dalle pagine del suo giornale. Mi asspetto che questa sia la volta buona che possa rispondere visto l’incarico istituzionale che ricopre e i pronunciamenti che ha fatto lunedi contro rapporti deviati della magistratura. Vorrei sottolineare che il vincolo di obbedienza che grava sugli affiliati di ogni formazione massonica è per i magistrati incompatibile con la loro soggezione esclusivamente alla Costituzione e alle leggi. Naturalmente ciò vale a maggior ragione per i componenti del Csm. Per questo motivo l’allarme sulle ingerenze massoniche deve essere massimo.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei sta gettando ombre pesanti sul nuovo Csm. E su Vietti cita solo voci sulla presunta affiliazione a una loggia massonica che potrebbero essere maldicenze…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Certo. Ma le voci, ribadisco, l’attuale vicepresidente del Csm non le ha mai smentite. E’ ora che chiarisca pubblicamente.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei ha sollevato gli stessi dubbi su un altro componente laico del Csm…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Dando per scontata (almeno si spera) l’estraneità a consorterie massoniche dei membri togati del nuovo Csm, credo che ci vogliano analoghe garanzie per i componenti prescelti giovedì scorso al Parlamento. E qui i miei timori si fanno corposi, non solo per il metodo inverecondo utilizzato dalla partitocrazia per la lottizzazione degli otto eletti.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;A cosa si riferisce?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

All’eccessiva vicinanza massonica di alcuni dei neoconsiglieri laici che aleggia da anni. E qui rivolgo un’altra domanda pubblica, questa volta al consigliere Annibali Marini, eletto dal Pdl. A lui credo di confermare o smentire un’affiliazione o un legame con la massoneria, anche a fronte dei suoi documentati rapporti con il piduista Giancarlo Elia Valori.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Ma davvero spera in una risposta pubblica? Non pensa che invece la sua possa essere presa come una provocazione o come una diffamazione da querela?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Ribadisco. Io ho solo posto domande e i diretti interessati non hanno mai risposto né smentito le indiscrezioni. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=T77Y0&quot;&gt;Il Fatto Quotidiano - Antonella Mascali&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Renato Giuseppe SCHIFANI: «Con Fini pace strategica o c’è solo la rottura»  - Colloquio</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/07/11/renato-giuseppe-schifani/%C2%ABcon-fini-pace-strategica-o-c%E2%80%99%C3%A8-solo-la-rottura%C2%BB-colloquio/502902"></link>
  <updated>2010-07-11T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>502902</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Senato   (Lista di elezione: PdL) - Senatore (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Se non si arrivasse a un’intesa mi aspetterei una mossa a effetto da Berlusconi»
&lt;p&gt; Sveste i panni del presidente del Senato per indossare quelli dell’ «osservatore», solo così Renato Schifani può addentrarsi nei casi politici più spinosi: parla della manovra economica «fatta di sacrifici che gli italiani hanno compreso», della «svolta positiva» che sta per arrivare sulle intercettazioni, di un possibile riavvicinamento tra Pdl e Udc «legati dalla casa comune del popolarismo europeo e dall’affinità di valori e programmi». Ma soprattutto si sofferma sulla crisi del Pdl, critica il nascente correntismo «che rischia di far implodere il partito». 
&lt;p&gt;E sul difficile rapporto tra Berlusconi e Fini sostiene che «o si arriva quanto prima a una pace strategica, con un ritorno alle motivazioni dello stare insieme, o sarà rottura traumatica» tra il premier e il presidente della Camera. Schifani va per ordine, constata che «il clima avvelenato» delle scorse settimane ha lasciato il campo a «una situazione meno tesa»: «Berlusconi, tornato dal viaggio all’estero, ha dovuto fare i conti con molti fronti aperti.
&lt;p&gt; Il suo &quot;ghe pensi mi&quot; stava a significare che si sarebbe impegnato in prima persona. Il &quot;caso Brancher&quot; aveva determinato un clima di conflittualità eccessiva, anche nel Paese. È intervenuto, ha condiviso le dimissioni del ministro, anzi non escludo che lo abbia spinto al gesto, tanto responsabile quanto opportuno.

&lt;p&gt;
Sulla manovra ha smussato la durezza di Tremonti, è andato incontro ad alcune richieste del mondo imprenditoriale, del lavoro e degli enti locali. È vero, resta aperto il fronte delle Regioni, ma è stata offerta ai governatori l’autonomia di stabilire dove attuare i tagli. E mi auguro si ristabilisca presto un rapporto proficuo. Ma la crisi economica imponeva rigore». 
&lt;p&gt;C’è poi il capitolo intercettazioni, e anche in questo caso Schifani attribuisce a Berlusconi «il cambio di rotta», sia perché si tratta di una legge «delicata» sia perché «non era utile né al premier né al Paese uno scontro con il Quirinale»: «Le ulteriori riflessioni alla Camera sono utili. Mi avevano colpito le parole del procuratore Grasso— magistrato molto competente — sul rischio che alcune norme potessero favorire la mafia. Ho voluto incontrarlo, e ritengo giusto che quelle norme vengano scritte meglio per evitare dubbi interpretativi. Ben vengano quindi nuove modifiche. Perciò penso che siamo alla vigilia di una svolta positiva, che la maggioranza voterà in modo compatto la riforma. E mi auguro che anche l’Udc possa farlo». Resta da capire perché il governo non abbia «cambiato rotta» prima, invece di farlo con le spalle al muro.
&lt;p&gt; L’inquilino di Palazzo Madama ribatte che «è preferibile avere una buona legge, sebbene dopo tanti scontri, piuttosto che un vuoto legislativo su una materia così sensibile». Così prepara la stoccata al mondo dei media, che ha scioperato contro un provvedimento ritenuto «liberticida»: «Se non ricordo male, la legge Mastella era ancor più rigorosa sul divieto di pubblicazione. E non mi pare ci fu una tale intensità di proteste. Ora, non vi è dubbio che vada salvaguardato il diritto all’informazione. Però serve il bilanciamento con un altro diritto costituzionale, quello della privacy. E il bilanciamento al momento non c’è».

&lt;p&gt;
La riforma delle intercettazioni è stato uno dei temi che ha segnato lo scontro politico tra Berlusconi e Fini. &lt;br /&gt;
Schifani riveste per un istante i panni del presidente del Senato, gli serve per dire al collega di Montecitorio che «come il magistrato dev’essere terzo nell’applicare la legge e nei suoi comportamenti pubblici, così deve essere e apparire anche il presidente di un ramo del Parlamento». Poi, da «osservatore» e da esponente del Pdl, ritiene che nei rapporto tra cofondatori «sia opportuno un chiarimento diretto, in modo che le eventuali dissonanze vengano chiarite direttamente e non attraverso i dibattiti pubblici.
&lt;p&gt; Senza una pace strategica si andrebbe a una rottura traumatica. Conosco Berlusconi: denuncerebbe il tradimento del patto elettorale». A quel punto «nulla andrebbe escluso. Mi aspetterei una mossa da parte del premier dura e ad effetto». 
&lt;p&gt;Ma le tensioni nel Pdl non si riducono al conflitto tra i cofondatori. Anche nell’area ex forzista è iniziato un duro scontro. Schifani gli dà un nome: «Correntismo ». Accusa che peraltro gli era stata lanciata tempo addietro dal finiano Bocchino, secondo il quale il presidente del Senato è a capo di una componente minoritaria in Sicilia, insieme ad Alfano.&lt;br /&gt;
 «Nessuna corrente», è la replica: «Svolgo il mio ruolo istituzionale e basta. E se qualcuno vuol fare riferimento al mio rapporto con il Guardasigilli, ribadisco che sono legato a lui da un legame di stima e amicizia del quale vado orgoglioso. Per il resto sono fuori dall’attività di partito. Accetto di partecipare ai seminari di Gubbio del Pdl, come alle feste del Pd. Detto questo, sono contro le correnti nel mio partito». 
&lt;p&gt;Schifani ricorda la sua provenienza, Forza Italia, «che non ha mai avuto una storia correntizia. Eravamo un partito anarchico e monarchico al contempo, perché il dissenso si fermava laddove si riconosceva la leadership di Berlusconi, e nessuno pensava di risolvere i problemi territoriali attrezzandosi in corrente. Non è più così. E Liberamente non può che definirsi una corrente, al di là di quanto sostengono i suoi fondatori». Gli stessi che però dicono di essersi mossi dopo l’assenso del Cavaliere. 
&lt;p&gt;«Io mi rifaccio alle dichiarazioni pubbliche di Berlusconi, che ha rinnegato le correnti. E c’è un motivo: sebbene in buona fede, oggi la creazione di una o più correnti rischia di far implodere il Pdl». Si spiega Schifani: «Non basta riconoscersi in Berlusconi, se poi si creano le condizioni per disaggregare il partito. &lt;br /&gt;
L’esperienza infatti insegna che se nasce una corrente, altre ne seguiranno. Il Pdl invece deve impegnarsi per amalgamare l’area forzista con quella proveniente da An e che ha preso le distanze da Fini, anche se la storia di quanti vengono dalla destra è più strutturata. Innestando il correntismo, invece, il processo di fusione in atto sarebbe destinato a rallentare, se non ad arrestarsi».

&lt;p&gt;
Dilaniato dal conflitto tra Berlusconi e Fini, diviso ora dallo scontro sulle correnti, il Pdl deve fare i conti anche con la «questione morale», sollevata dal presidente della Camera ed evidenziata dai recenti casi giudiziari. Schifani ammette che «negli ultimi tempi molte inchieste hanno colpito esponenti di rilevo del partito. E tutto ciò non ha aiutato l’immagine del Pdl. Ma la mia cultura garantista mi induce ad attendere l’esito delle inchieste. 
&lt;p&gt;Ritengo comunque esagerato parlare di questione morale nel Pdl. Ci possono essere singoli casi che hanno turbato l’opinione pubblica e che toccherà alla magistratura verificare». Il carico di tutti questi problemi è sulle spalle del premier, che stretto dalla Lega (e Tremonti) da una parte, e da Fini dall’altra, sembra cercare la sponda dell’Udc per uscire dalla morsa. 
&lt;p&gt;A modo suo l’«osservatore» Schifani sembra dar credito all’aggancio dei centristi in maggioranza, lo fa con prudenza. Ma lo fa: «L’Udc sta con il Pdl nel Ppe. Su molti temi, quando erano alleati, avevano una visione comune: penso alla politica estera, alla politica economica, a quella per le famiglie. Poi le contrapposizioni, provocate da questioni interne, hanno pregiudicato il cammino comune. Oggi, quello che posso dire è che i due partiti continuano ad avere gli stessi valori, che sui programmi ci sono molte affinità, e che la base elettorale dell’Udc guarda più al centrodestra che al centrosinistra». 
&lt;p&gt;Ed è osservando cosa accade nel terreno dell’opposizione che Schifani auspica un «cambio di rotta» del Pd, anche in nome delle riforme: «L’antiberlusconismo dell’Idv sta condizionando i Democratici, che invece hanno gli uomini, le intelligenze e il tempo per costruire una credibile alternativa di governo, piena di contenuti. Ritengo indispensabile che il Pd sia un partito forte, perché l’alternanza è la ricchezza di un sistema democratico. &lt;br /&gt;
E il bipolarismo per noi è strategico, e va salvaguardato».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/10_luglio_11/verderami_schifani_pace_strategica_54f19c3c-8cbe-11df-bfcf-00144f02aabe_print.html&quot;&gt;Corriere della Sera - Francesco Verderami&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo DONADI: «Siamo nel mirino dei &quot;poteri&quot;, vogliono eliminare noi e Lega»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2010-06-08T00:00:00Z</updated>
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  </author>
  <id>501413</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Onorevole Donadi, cosa c'è dietro la campagna mediatica di alcuni quotidiani, in particolare del Corriere della Sera, contro l'Idv?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Questa è una fase politica molto delicata, con un sistema di potere, il berlusconismo, che anche solo per ragioni anagrafiche volge al termine. Quindi, sono sempre più evidenti le manovre dei poteri forti per garantire, anche dopo questo ciclo politico, il consolidarsi di un equilibrio che dia continuità del loro business. Non è casuale che alcuni quotidiani, in primis il Corriere della Sera, perseguano la volontà di attaccare l'Idv, unico partito anti-sistema, mascherando da inchieste della vecchia spazzatura pubblicata dai giornali berlusconiani e rimessa in circolo al di là di ogni elemento di attualità della notizia. Questo si congiunge al tentativo dell'Udc di scardinare le forze che più hanno investito nel sistema bipolare: cioè l'Idv e la Lega. Si vuole tornare alla Prima Repubblica, quella che ha prodotto &quot;Manipulite&quot;...
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Nell'immediato, si punta ad aprire la strada ad un governo delle larghe intese che proprio sulla manovra economica, da oggi all'esame del Senato, potrebbe vivere un primissimo test fatto di dialoghi bipartisan?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
E' indubbio che Casini sia in fase di avvicinamento a Berlusconi, dal quale peraltro non si è mai separato del tutto, basti pensare al legittimo impedimento praticamente &quot;scritto&quot; dall'Udc. Ma non credo che nei prossimi mesi ci sia spazio per un governo istituzionale, Berlusconi andrà avanti fino in fondo. E inoltre l'elettorato del Pd non reggerebbe la scelta del partito di Bersani di appoggiare una tale &quot;creatura&quot; istituzionale. Più che intesa tra i partiti, credo ci sia un'intesa tra leader di partito, Udc in testa, e alcuni poteri per scardinare il bipolarismo, che invece è una conquista e, passato Berlusconi, potremmo averlo in una forma &quot;normale&quot; anche in Italia.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Casini però ha aperto alla possibilità di un governo di larghe intese con Berlusconi, a patto che il premier ci metta la faccia a chiedere l'aiuto all'opposizione nella gestione della crisi. Parole che suonano come il ragionamento del vicesegretario del Pd, Letta. Vi sentite nell'angolo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Se nascesse in Italia un governo così, fatto per tagliare le ali più radicali delle due coalizioni, cioè noi e la Lega, gli unici a perdere sarebbero quelli che ne prendono parte, mancherebbero volontà e capacità di dare una nuova prospettiva al paese.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Dimentica però l'appello di Napolitano alla collaborazone tra i poli per scongiurare il &quot;pericolo Grecia&quot;.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Noi abbiamo presentato un'intera manovra finanziaria alternativa a quella del governo che contiene spunti sulla lotta all'evasione fiscale senza condoni e per una maggiore equità sociale. Lì ci sono proposte concrete, credo che Napolitano sia il primo a pensare che forze politiche diverse non possano votare provvedimenti che non condividono solo per via della crisi.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ha citato molto la Lega. Prevede intese bipartisan con il Carroccio su emendamenti alla manovra economica? Esclude invece intese con il Pd?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Da chi vengono le proposte non ci è mai interessato. Il punto è che di buone proposte dal governo non ne arrivano.&lt;br /&gt;
 Sul federalismo invece abbiamo lavorato per approvare testi in aula, penso a quello demaniale, perchè se ben attuato può migliorare l'efficienza del sistema italiano. Così valuteremo tutto il resto: il punto è che questa manovra la bruciamo tutta, perchè con una mano si dice contro l'evasione fiscale, con l'altra pensa al condono edilizio, da un lato il premier pensa a lacrime e sangue e poi non ha il coraggio di dirlo. &lt;br /&gt;
Il governo è in evidente stato confusionale.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=S49U8&quot;&gt;Liberazione - Angela Mauro&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Marco PANNELLA: «Craxi? Se il ricordo resiste dopo almeno due generazioni, vuol dire che si tratta di storia. Sennò, è un' operazione politica»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/12/31/marco-pannella/%C2%ABcraxi-se-il-ricordo-resiste-dopo-almeno-due-generazioni-vuol-dire-che-si-tratta-di-storia-senn%C3%B2-%C3%A8-un-operazione-politica%C2%BB-intervista/475063"></link>
  <updated>2009-12-31T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>475063</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
«Io Craxi lo conoscevo bene. Come pochi altri. Da quando lui aveva vent`anni e io ventiquattro. Abbiamo condiviso molte idee».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Quindi, lei è naturalmente favorevole all`idea di Letizia Moratti di intestargli un giardino, a Milano?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Sinceramente no. Perché la gente deve essere costretta a vivere in via Togliatti, via Almirante, via Craxi? Se il ricordo resiste dopo almeno due generazioni, vuol dire che si tratta di storia. Sennò, è un`operazione politica, con sentimenti e risentimenti».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Marco Pannella, lei sarà ad Hammamet a metà gennaio per celebrare i dieci anni dalla morte di Craxi? &lt;br /&gt;
Sarà alla commemorazione in Senato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Nessuno mi ha invitato».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E se la inviteranno?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Se Anna, la moglie di Bettino, mi chiama, vado di corsa».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il presidente della Repubblica, Napolitano riceverà i vertici della Fondazione Craxi al Quirinale. Forse manderà un messaggio in Senato.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Penso che Napolitano dirà: &quot;Sono stato amico e compagno di Craxi&quot;. Già nel '90, al Parlamento europeo, s`era differenziato dalle posizioni del Pci su Craxi. Sarà interessante vedere quali parole, con prudenza istituzionale, riterrà possibile e doveroso pronunciare per aiutare la riflessione. Mentre attorno sento iene e corvi e parassiti...».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Iene e corvi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Chi ne approfitta per un`ulteriore criminalizzazione. Come se Craxi fosse ancora pericoloso».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Parla degli ex magistrati Borrelli e Di Pietro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Parlo di una categoria di persone. A Di Pietro dò molte attenuanti, fra coloro che non hanno cultura garantista: viene dalla mia terra, ha sgomitato, studiato...».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
E i parassiti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Quelli che usano Craxi per le loro carriere, come quando era in vita».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Gli ex socialisti che sono al governo, Frattini, Sacconi, Brunetta andranno ad Hammamet.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Parassiti sono tutti quelli che utilizzano il ricordo di Craxi per dare valore alla propria figura».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Rino Formica, ex ministro socialista, ha detto che Craxi fu travolto da una &quot;rivolta di palazzo&quot;, per restaurare l'ordine che lui minacciava.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Craxi nell`agosto '92 in Parlamento disse: tutti rubavamo per finanziare i nostri partiti. Io risposi: tutti, tranne i radicali. &lt;br /&gt;
La partitocrazia si era costituita in associazione a delinquere e i membri di quella associazione accusarono l`anello debole, non comunista, non Dc: Bettino Craxi».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Massimo Pini, grande amico di Craxi, lo accomuna a Berlusconi: due leader anomali, scardinatori di sistemi bloccati.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Bel regalo che fa Pini a Craxi! Ma no! Berlusconi è il prodotto della storia antidemocratica della partitocrazia. A parte i primi tre anni di impegno politico, quando ha creduto di fare il leader liberale».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Nessun complotto contro Craxi, insomma.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non c`era alcun grande vecchio. Craxi però fece il grande errore di non andare in galera».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei glielo disse?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Dopo il discorso in Parlamento gli consigliai: quando arriva il mandato di cattura, ti presenti a Regina Coeli e ti fai arrestare.&lt;br /&gt;
 Alle elezioni europee prendi più del 15 per cento. Allora potrai davvero fare la tua chiamata di correo degli altri partiti».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Era stato uno scardinatore del sistema?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«No, solo un innovatore. Craxi viene dalla mia stessa esperienza nelle organizzazioni universitarie, Ugi e Unuri. Facemmo la battaglia per non far sparire i laici a fronte di comunisti, neofascisti, democristiani».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
E poi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Bettino andò avanti su questa linea. Però, a un certo punto, decise che a brigante doveva rispondere con brigante e mezzo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei ha raccontato che alla fine le propose di prendere in mano il Partito socialista.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Eravamo da lui, penultimo piano dell`hotel Raphael, poco tempo prima del lancio delle monetine. Mi disse: &quot;Adesso è il turno tuo&quot;. &lt;br /&gt;
Sei matto, risposi, ci sarà la rivolta, tutti quelli che aspettano la tua eredità prenderanno il mitra...». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=P2JL6&quot;&gt;Corriere della Sera - Andrea Garibaldi &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco PANNELLA: «D'Alema al Copasir? Degno di Putin»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/12/23/marco-pannella/%C2%ABdalema-al-copasir-degno-di-putin%C2%BB-intervista/474665"></link>
  <updated>2009-12-23T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>474665</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Intervistare Marco Pannella non è mai un compito facile. Questa volta, per esempio non mi ero ancora seduto, che lui già affondava la lama: II Fatto è un giornale di regime, ma non dei peggiori. Ecco perché non mi dispiace questa occasione.
&lt;p&gt;
 &lt;b&gt;
Se persino il Fatto è di regime, chi non lo è?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
Noi. Lo dimostrano settant`anni di battaglie contro la partitocrazia. Le datazioni con Pannella sono vari abili: a volte risalgono alla sua data di nascita, a volte alla Rivoluzione francese, altre volte all`università: &quot;La democrazia della rappresentanza l`abbiamo inventata noi, all`Ugi&quot;, mi dice. Il luogo, invece, è sempre lo stesso. L`Ufficio-non-ufficio a via di Torre Argentina. Un grande tavolo ovale, lui, come sempre, a capotavola: scrive, legge, corregge. Questa volta i capelli argentei sono lunghi, pare il generale Custer. Non resisto, gli chiedo perché. Mi rivela che per andare da Fazio se li è raccolti con un codino. Non li taglia per una forma di protesta contro il suo storico barbiere abruzzese, Zazzera: &quot;Ha avuto la cattiva idea di andare in pensione&quot;, dice, nell`unica nota di colore. Poi inizia a parlare con furia alluvionale di quel che gli sta a cuore. &quot;C`è un nuovo patto del regime, il Dalesconi&quot;. Ma prima, ovviamente, mi mette un po` allo spiedo. Gli do del tu: con Pannella è impossibile il lei: &quot;Vediamo cosa mi attribuisci, questa volta!&quot;, ammonisce.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt; 
 Quello che mi dirai, più o meno.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
Nell`ultima intervista hai stravolto persino il mio lessico. Non rispetti la letteralità delle mie parole!.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Se avessi sbobinato l`integrale ci sarebbe voluto un libro.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
Per dire: tu scriveresti dalemoni, e non dalesconi.
&lt;p&gt;
 &lt;b&gt;
Pansa ha inventato l`espressione.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
Non mi importa. Io dico dalesconi, il peso onomastico deve essere equilibrato. C`è dale e sconi.
&lt;p&gt;
 &lt;b&gt;
Quale è il nuovo patto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
Prima delle domande, se permetti, partiamo dalla cosa più seria.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Quale sarebbe?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
L`immagine di Silvio ferito a Milano. E vorrei che tu scrivessi Silvio.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Cos`ha quell`immagine?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
E` il simbolo più eloquente di come l`Italia sta oggi. E di come Berlusconi sta oggi.
&lt;p&gt;
 &lt;b&gt;
Intendi dire ferito?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
Intendo quel che tutti hanno visto. Se dico sta così, ognuno capisce.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt; 
Perché allora bisogna partire da questa immagine?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
Il disegno di Berlusconi è in crisi.
&lt;p&gt;
 &lt;b&gt;
Sembrerebbe il contrario.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
Non mi importa quel che sembra, ma quello che vedo.
&lt;p&gt;
 &lt;b&gt;
Dici che stanno costruendo un nuovo patto.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
Oh, sì! Ma questo non toglie che non riusciranno a fare né la riforma, né la conservazione. Nemmeno Berlusconi si salva con il processo breve.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Tecnicamente sì, direi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
Ma politicamente no, ed è questo quello che conta.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt; 
Quindi pensi che Berlusconi sia sconfitto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
Non ho detto questo. Ma che il disegno che Berlusconi aveva in mente fino a ieri non c`è più. E che ora il regime ha bisogno di un nuovo assetto. Di cui Berlusconi è l`anello debole. Come lo fu Gelli. 
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Gelli? Anello &quot;debole&quot;?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
&quot;Come il regime in crisi nel 1978 fu costretto alla grande alleanza del compromesso, a vagheggiare il governo degli onesti - era contro solo Malagodi! - così adesso il regime ha bisogno del dalesconi&quot;.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Ti sei pentito dello slogan Pci-Pscalfari-P2-p38?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
&quot;Lo rivendico! Era così vero che quando il patto è saltato hanno scoperto, guarda caso, gli elenchi della P2. Così vero che quando cercavano Moro non lo hanno trovato. Ma quando le Br hanno preso Dozier le hanno beccate subito. Ma torniano ad oggi.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt; 
Non sei andato da Silvio.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
Non vado né ai matrimoni né ai funerali. E` un modo per andare in tv.
&lt;p&gt;
 &lt;b&gt;
Cosa pensi dei discorso di D`Alema sull`Inciucio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
Non usiamo quella parola, è una cosa troppo piccola.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt; 
Cos`è abbastanza grande?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
Quel che torna è l`essenza del compromesso storico che portò all`assassinio di Moro.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Addirittura?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
Cosa fa D`Alema? Esalta il togliattismo degli anni `50 e l`articolo 7, a favore del concordato: il primo atto del regime clerico-fascista che abbiamo combattuto coi diritti civili.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Nientemeno.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
Tant`è vero che nello stesso tempo rispolvero l`odio contro gli azionisti e i liberali.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt; 
E Berlusconi che c`entra?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
&quot;D`Alema fa il komunista e scrivilo con la K! – e Berlusconi lo candida alla carica più importante a livello europeo. Tous se tien&quot;. 
&lt;p&gt;
 &lt;b&gt;
Mica tanto. La candidatura non è andata in porto.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
(Sgrana gli occhi). Già! E allora ecco che sconi propone dale alla guida dei servizi segreti. Il cerchio si chiude di nuovo.
&lt;p&gt;
 &lt;b&gt;
Il Copasir non è i servizi!&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
Peggio. E` la politica di controllo e di indirizzo.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt; 
E` come la Vigilanza Rai...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
Col cavolo. La Vigilanza è pubblica. Il Copasir segreto.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Se c`è Rutelli è sicuro, se c`è D`Alema è un golpe?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
Francesco infatti l`ha tenuta con grande correttezza.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Vuoi dire che D`Alema non farà altrettanto? Dico che la storia combinata di Berlusconi, che non senso dello Stato. E quella di D`Alema, che lo subordina alla ragion di partito, produce un`unità di intenti putiniano-gheddafiana. Putiniano evoca il liberticidio, l`omicidio politico della Politkovskaja.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
Anche questa unità può produrli. Non commissionarli, ma produrli.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;E' un modo per distendere i toni.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
&quot;Cerchi il retroscena e non vedi la scena. Ho detto, non a caso, anche gheddafiana...
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Insinuai che c`è di mezzo la geopolitica del gas?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
Dico che il patto su cui si regge il dalesconi è così fragile che non ci sarà nessun 25 luglio. La partitocrazia è debole.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;E Quindi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
L`unica possibile alternativa di regime è il sentimento di massa del popolo. E noi radicali.

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=OYLE7&quot;&gt;Il Fatto Quotidiano - Luca Telese&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Marco PANNELLA: «I guasti di oggi, aggravati da Berlusconi, nascono sessant'anni fa. La Partitocrazia Porcellum»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/25/marco-pannella/%C2%ABi-guasti-di-oggi-aggravati-da-berlusconi-nascono-sessantanni-fa-la-partitocrazia-porcellum%C2%BB-intervista/446552"></link>
  <updated>2009-11-25T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>446552</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Che rapporto c`è fra la legge elettorale, la funzionalità e la stabilità dei governi? Perché il bipartitismo in Italia non si è affermato in passato e non si afferma nemmeno ora? Perché le classi dirigenti attuali sono in larga parte di qualità scadente? Sono questi, davanti alla instabilità e divisione dei governi, gli interrogativi che oggi si pongono. 
&lt;p&gt;Ne parliamo con Marco Pannella, da sempre sostenitore del bipartitismo. E che nella sua lunga vita politica ha avuto particolare attenzione per il funzionamento delle istituzioni.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Pannella, il governo Berlusconi, dopo poco più di un anno di vita, è paralizzato da uno scontro interno ormai quotidiano, pur avendo una maggioranza faraonica. Il governo Prodi ce l`aveva risicata ed era altrettanto e forse ancor più diviso. Da che dipende la maledizione della paralisi precoce?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
Perché il sessantennio partitocratico antifascista si sta rivelando peggiore - se possibile - del ventennio partitocratico fascista. Siamo ormai in uno Stato in pieno disfacimento perché a onor del vero la cosiddetta Prima Repubblica - quella più antifascista dell`attuale - distrusse da subito il patto costituzionale e il Berlusconi adesso va in folle su un`autostrada in discesa. E come tutte le persone capaci davvero, ma davvero di tutto, sta per andare a sbattere. Noi - ed è questo il guaio peggiore - cerchiamo di evitare inutilmente che a sbattere ci vada tutto il paese. Ma, lo ripeto, sembra tutto inutile.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;La legge elettorale c`entra qualcosa nel creare le condizioni di questa pericolosa deriva? &lt;br /&gt;
O nell`enfatizzarne le conseguenze?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
Lo Stato è antiliberale, quindi è il sistema tutto intero, non la sola legge elettorale, a causare questo sfascio. È un sistema senza regole che infatti cambiano in continuazione con il risultato di annullarle. San Benedetto intendo il laico Croce e non altri ai quali si potrebbe erroneamente pensare diceva: l`Italia è un paese che non avendo conosciuto la riforma non fa che produrre continuamente controriforme. Aveva ragione!
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Pannella, lei è un convinto sostenitore del bipartitismo, ma in Italia sembra del tutto irrealizzabile?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
Perché la partitocrazia non può tollerare il sistema anglosassone. In cento anni abbiamo assistito - fatta eccezione per una parentesi di una decina d`anni - a una cultura anti liberale, anti illuminista: tutte cose queste ultime che non ama il papa tedesco.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt; 
Ma che c`entra il Papa?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
 
Beh, non si può dimenticare che i Papi da Avignone sono tornati qui. E qui stanno. Noi credevamo di esserci salvati col Risorgimento, ma non è bastato. Il potere simoniaco in Italia è proprio sia di Cesare sia dello Stato vaticano. Questo paese si può salvare solo con la riforma Radicale che noi proponiamo.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Siamo andati molto lontani dall`argomento iniziale - abbiamo parlato di Benedetto Croce e di Papi - ma torniamo a ragionare dei problemi di più stringente attualità. Non ritiene che questa legge elettorale con premio di maggioranza e parlamentari completamente sganciati dall`elettorato nominati e non eletti abbia notevoli responsabilità nell`enfatizzare la crisi politica, le risse e le divisioni interne alla maggioranza?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
Sì, questa - il Porcellum per intenderci - è una piccola controriforma elettorale che era stata preceduta da un`altra controriforma. In realtà nel 1993 il referendum, con una straordinaria maggioranza, aveva deciso il passaggio al sistema anglosassone. Subito dopo si fece il Mattarellum con un Parlamento e con una Corte Costituzionale che sono sempre più l`espressione della mafiosità partitocratica del nostro paese. Insomma il Porcellum fa schifo, ma non è la prima volta che si fa una controriforma che ha contraddetto la volontà dei cittadini, volontà liberalmente espressa in un referendum.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Lei continua a prendersela con tutto e tutti, ma che cosa si può fare per risolvere questa situazione? Per rimettere in moto la politica e rendere governabile questo paese?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
Il nostro obiettivo, quello dei radicali, intendo, è chiaro: attraverso un`alternativa radicalmente non violenta e radicalmente estranea alla partitocrazia e alla cosiddetta cultura che ha elaborato durante oltre sessant`anni, vogliamo mandare in pensione questa classe dirigente che ormai è ridotta come vediamo. È uno spettacolo che passa tutti i giorni sotto i nostri occhi. Non c`è via di mezzo: per salvare il paese questi se ne devono andare in pensione.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Mi vuol descrivere più in dettaglio le caratteristiche di questa classe dirigente che lei vuol liquidare in blocco. Perché merita un pensionamento generalizzato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
Perché questa è una classe dirigente che non ha regole. Non le sopporta perché non riesce a rispettarle. La sua infatti è una cultura di potere e non di governo. Questa classe dirigente è il risultato della confluenza di tre culture carsiche, che hanno attraversato la storia d`Italia: quella fascista, quella clericale e quella comunista. Il nostro paese dopo il disastro ideologico, è arrivato anche al disastro idrogeologico: siamo ora sommersi da questo regime. Glielo ripeto, non c`è altra via d`uscita, occorre pensionare questa classe dirigente, altrimenti non ne usciamo.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=149658&quot;&gt;Liberal - Gabriella Mecucci&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Emma BONINO: A Chianciano per la rivoluzione liberale  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2009-06-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La leader radicale lancia la sfida per l’“assemblea dei mille”, in programma il 26, 27 e 28 giugno. &lt;br /&gt;
Laicità, riforma economica e della giustizia i punti cardine attorno ai quali costruire nuove convergenze politiche. 
&lt;br /&gt;


Emma Bonino, vicepresidente del Senato, parla dei temi dell’assemblea di fine mese e del futuro dei Radicali. &lt;br /&gt;
E della politica italiana. 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Che differenza c’è tra questa Chianciano e i due appuntamenti che l’hanno preceduta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Ci troviamo in una situazione nuova, all’indomani delle europee dove le altre tre liste che hanno mancato come noi il 4% erano tutte di coalizioni nate con l’obiettivo di superarlo e nulla più. Mentre la nostra costituiva il tentativo, certo arduo, di cogliere l’occasione &quot;elettorale&quot; non solo e non tanto per ottenere degli eletti quanto per irrobustire e incardinare la lotta, che Pannella chiama &quot;partigiana&quot;, volta ad aiutare gli italiani a liberarsi dall’ormai letale sessantennio partitocratico, promuovendo una vera alternativa democratica in Italia. Il nostro è un tentativo estremo, armati di non violenza, condotto facendo appello a tutta la nostra capacità politica di dare corpo, voce, speranza, attualità a quella &quot;rivoluzione liberale&quot; che ancora manca al nostro Paese.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Può dirmi quali sono le altre questioni che affronterete?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Tre questioni saranno centrali: riforma della giustizia, riforme economiche e la laicità come elemento cardine delle nostre istituzioni repubblicane, in un contesto in cui lo &quot;Stato di diritto;’ è sempre più, per molti, un elemento marginale del convivere civile.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Nelle scorse settimane avete rivolto diversi inviti ad altre forze, affinché trovino in questo appuntamento un momento di raccordo con la vostra iniziativa politica. Cosa vi aspettate e da chi lo aspettate?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Noi ci aspettiamo che tutti coloro che condividono con noi almeno alcune delle battaglie per una grande riforma all’americana delle istituzioni, perla libertà di scelta e di ricerca, per la giustizia giusta, per l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti e la creazione di un’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati, per le riforme economiche e un nuovo welfare, si uniscano a noi, a cominciare dalle quasi 750mila persone - per noi letteralmente fonte di nuova vita - che ci hanno votato alle ultime europee sulla base di precise proposte per mettere fine al regime partitocratico.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L’idea di coagulare un fronte laico, riformista, liberale, libertario e socialista era già all’origine della Rosa nel Pugno. Cosa ha fatto fallire quel progetto? E perché credete che oggi la stessa prospettiva e le stesse istanze possano trovare maggiore fortuna?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Il progetto è fallito per la scarsa determinazione della componente socialista, che poi si è fatta attrarre da altre sirene. Abbiamo visto com’è andata a finire. Noi Radicali alle europee abbiamo ottenuto il 2,4%, un risultato insufficiente per tornare a Strasburgo ma che, politicamente, dimostra che continuiamo a esistere. Noi non vogliamo fare di Chianciano 3 una riunione di reduci ma piuttosto rilanciare un progetto che rimane valido in un sistema che stenta a diventare genuinamente bipartitico, e nel quale l’idea stessa - per non parlare della pratica - dello Stato di diritto diventa ogni giorno più evanescente.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Parliamo del Pd. C’è chi dice che avete fatto di tutto per essere &quot;trascurati&quot;; insomma, che alle elezioni volevate andare da soli e siete stati ben felici del mancato incontro con Franceschini. È così? Al di là di questo, cosa resta di un rapporto che, poco più di anno fa, vi ha visti correre nelle loro liste? E quali sono le prospettive?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Nessuno ama essere &quot;trascurato&quot;, soprattutto se dimostra costantemente di essere portatore d’idee e di proposte. Noi abbiamo avuto un rapporto leale e proficuo con i gruppi parlamentari del Pd, anche se su molti temi abbiamo avuto posizioni diverse. E con il partito che il rapporto è stato inesistente sin dall’inizio e lo è diventato in maniera esplicita con Franceschini, che ha chiuso la porta in faccia alle europee facendo marcia indietro rispetto a un accordo sulla candidatura Pannella, sconfessando se stesso visto che all’epoca era vice di Veltroni e anzi annunciandoci di aver operato - da solo - un divorzio &quot;consensuale&quot;. Il fatto è che il Pd non si è ancora capito cosa sia e non lo sapremo ancora per un pezzo. È difficile parlare di prospettive in un contesto di tale opacità e incertezza.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il berlusconismo è al tramonto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Più che di tramonto del berlusconismo parlerei di erosione dell’immagine pubblica di Silvio Berlusconi e della sua capacità di &quot;governo&quot;, della famosa cultura del fare...
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quali sono le altre forze da battere? Non parlo di sigle e partiti, quanto di culture, aree, tendenze, percezioni e credenze diffuse..&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Complessivamente penso che siamo passati, quasi inavvertitamente per i più, dallo status di cittadini, con i relativi diritti e doveri, a quello più informe di popolo; poi da popolo a pubblico o audience che dir si voglia. Da qui a &quot;plebe&quot; il passo è breve anche perché, come alcuni cominciano a far notare, l’audience altro non è che la versione moderna e mediatizzata della plebe. Poi vedo dosi massicce di opportunismo, dove le convenienze tattiche del momento hanno il sopravvento sulle convinzioni di sempre. Lo abbiamo visto al referendum dove ha stravinto l’astensionismo, che non può essere un fronte credibile di &quot;resistenza&quot; democratica né uno strumento educativo dal punto di vista del &quot;conoscere per deliberare&quot;. Ho visto che molti cosiddetti liberali si sono rifugiati nell’astensionismo, anche al costo di sacrificare sull’altare il quesito sull’abolizione della candidature multiple da loro stessi definito come sacrosanto. Insomma, a coltivare convinzioni e legalità si è sempre più sparuti in questo Paese. Questo lascia grande spazio a coloro che, dopo quasi 150 anni, ritengono che nel nostro Paese sia ancora prematura una rigorosa divisione tra Stato e Chiesa. Di tutta evidenza, quello della difesa della laicità è un altro fronte dove continuare a stare in trincea. Anzi dobbiamo chiamare a raccolta tutte le forze e le energie disponibili per rilanciare queste battaglie in campo aperto. Per non parlare di un populismo sempre più evidente, con colorazioni razziste preoccupanti in particolare nell’adozione dell’assioma immigrati = criminalità = insicurezza, buono forse per vincere qualche punto alle elezioni, ma pessimo punto di partenza per una necessaria e rigorosa politica di integrazione.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Pensa che ì Radicali continueranno nella loro battaglia così come la conosciamo - nonostante la loro forza elettorale sia esigua e rischino di veder compromessa la loro capacità di influenzare il dibattito pubblico - o, presto o tardi, si fonderanno con altre forze e altre tradizioni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

La nostra forza elettorale sarà esigua ma è anche vero che non è una novità. Siamo abituati a fare i conti con poche truppe e ristrettezze economiche. Dall’altra parte non scommetterei troppo sulla nostra dipartita, in fondo siamo il partito più longevo sulla scena politica italiana. Facciamo ormai parte del vissuto italiano, da almeno tre generazioni, come nessuna altra forza politica e sociale. E da sempre siamo per un sistema bipartitico, quello vero, &quot;americano&quot; per intenderci, quindi siamo più che attrezzati, non è questo il problema. Il problema è come giocare una partita dove le regole non vengono rispettate e dove il n loco - in particolare quello dell’informazione è spesso truccato.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il vostro prossimo immediato obiettivo/traguardo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

L’obiettivo è oggi quello di portare finalmente alla luce la democrazia da promuovere e affermare come nuovo ordine e forma del nostro tempo. Ampio programma? E probabile, ma è nei momenti difficili che occorre rimanere punto di riferimento per il presente e il futuro, continuando a lavorare per un cambio di cultura politica. Amiamo dire che noi siamo gente d’altri tempi, quelli futuri. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.terranews.it/news/2009/06/chianciano-la-rivoluzione-liberale&quot;&gt;Terra  -  Andrea Boraschi &lt;/a&gt;</summary>
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