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  <title>Openpolis - Argomento: israele</title>
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  <updated>2012-02-22T00:00:00Z</updated>
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  <title>Stefano STEFANI: Prima tappa della missione guidata dal presidente della commissione Esteri </title>
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  <updated>2012-02-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>624882</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) - Pres. commissione Camera Affari esteri - Deputato (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Un Iran dotato dell'arma nucleare rappresenta un problema per tutto il mondo non solo per Israele. In questo quadro, in cui l'Unione europea non gioca un ruolo adeguato alle sue dimensioni, è forse opportuno che Israele dedichi uno sforzo specifico al rilancio del processo di pace, attualmente in fase di stallo.
&lt;p&gt;
La missione della Commissione esteri della Camera dei Deputati è da considerare, infatti, finalizzata ad individuare nuovi contribuiti che la Comunità internazionale può dare al raggiungimento della pace in Medio Oriente. 
&lt;p&gt;L'incontro con Lieberman ha permesso di individuare nel miglioramento della situazione economica a Gaza e in Cisgiordania uno degli snodi fondamentali per la soluzione del conflitto&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://ilvelino.it&quot;&gt;Agenzia il Velino&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio NAPOLITANO: «L'Autorità Nazionale Palestinese avrà un Ambasciatore a Roma»</title>
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  <updated>2011-05-16T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>561705</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Ho il mandato di annunciarvi la decisione del governo, accolta da me con grande compiacimento, di elevare la delegazione dell'Autorità Palestinese in Italia a missione diplomatica. Il capo missione viene di conseguenza accreditato presso il Quirinale con rango di Ambasciatore Palestinese a Roma». 
&lt;p&gt;Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a Betlemme nel corso delle dichiarazioni rese alla stampa al termine dei colloqui con il Presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, Abu Mazen.

&lt;p&gt;
«Noi vogliamo - ha sottolineato il Presidente Napolitano - che l'Italia rimanga e diventi sempre di più ponte tra l'Italia e il mondo arabo che cambia».

&lt;p&gt;
«Siamo sempre fortemente impegnati - ha aggiunto il Capo dello Stato - per contribuire, come possiamo, alla costruzione della pace tra Israele e il popolo Palestinese con la creazione di uno Stato Palestinese indipendente accanto allo Stato d'Israele».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&amp;key=17083&quot;&gt;Il Quirinale.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco PANNELLA: Dichiarazione ai microfoni di Radio Radicale</title>
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  <updated>2011-05-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>561358</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
«Mi rammarico molto che il Presidente Napolitano non abbia ricordato, non abbia nemmeno forse pensato, che il popolo &quot;ebraico&quot;, il popolo israeliano in maggioranza di più dei due terzi, da vent'anni è per non la sovranità nazionale, ma per l'aggregazione  piena e l'ingresso nell'UE. La partitocrazia israeliana questo non lo sente. Il popolo di lì si trova come il popolo italiano rispetto ai problemi di fondo. Sono partitocrazie ormai e non democrazie di tipo nazionale e nazionalista. Mi spiace, ma lo grido!»&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/print/comunicati/20110516/dichiarazione-di-marco-pannella-rilasciata-alle-2330-di-ieri-ai-microfoni-di-rad&quot;&gt;Radio Radicale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio NAPOLITANO: «La democrazia richiede attente cure, verifiche critiche, riforme se necessario»</title>
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  <updated>2011-05-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>560892</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Non mi sottraggo alla responsabilità che ancora mi spetta esercitare operando e pensando per l'ulteriore 'marcia della democrazia'». 
&lt;p&gt;Lo ha detto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Tel Aviv ritirando, alla presenza del Presidente Shimon Peres, il Premio Internazionale Dan David.
&lt;p&gt;

«Mi compete di certo - ha aggiunto il Presidente Napolitano - la responsabilità di operare come Presidente della Repubblica italiana per il consolidamento della democrazia rinata nel mio paese più di sessant'anni fa grazie alla lotta contro il fascismo, alla Resistenza e alla vittoria della coalizione antinazista nella seconda guerra mondiale. La democrazia, neppure se sia stata ricostruita come in Italia sulle forti basi di una moderna Costituzione, può considerarsi compiuta e vitale una volta per tutte. Essa richiede attente cure, verifiche critiche, riforme se necessario e comunque nuovi sviluppi in rapporto al mutare dei tempi e delle esigenze. E' mio dovere adoperarmi perché in questo senso si esprima in Italia uno sforzo condiviso».
&lt;p&gt;

«Ma l'impegno per la democrazia - ha proseguito il Capo dello Stato - non può restringersi in un orizzonte nazionale. E' essenziale che dall'Italia come da tutti gli Stati membri dell'Unione Europea si contribuisca a rafforzare e fare avanzare i valori e le istituzioni che caratterizzano l'integrazione dell'Europa oggi a 27 come grande esperienza di democrazia comunitaria e sovranazionale. A questo fine vanno decisamente arricchite le possibilità - attraverso canali efficaci - di partecipazione dei cittadini al processo di formazione degli orientamenti e delle decisioni dell'Unione, vanno garantite la trasparenza e la affidabilità delle istituzioni dell'Unione, nel loro rapporto con le opinioni pubbliche e con le istituzioni rappresentative nazionali».

&lt;p&gt;
«E nello stesso tempo - ha rilevato il Presidente Napolitano - l'Europa unita deve interrogarsi sul modo in cui favorire la causa della libertà, il rispetto dei diritti umani, l'aspirazione a forme di governo democratiche nel mondo arabo, a cominciare da quei paesi del Nord Africa e del Medio Oriente in cui si sono venute manifestando forti domande di cambiamento e di giustizia&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&amp;key=17082&quot;&gt;Il Quirinale.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio NAPOLITANO: La democrazia va curata ed io non mi sottraggo</title>
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  <updated>2011-05-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>560891</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Gerusalemme - La democrazia non e' acquisita un giorno per l'eternita': richiede cure, molte cure; attenzione, molta attenzione; dedizione, tanta dedizione. Non mancheranno le prime, ne' la seconda, ne' la terza: parola del Capo dello Stato.
&lt;p&gt; Giorgio Napolitano ritira un prestigioso premio internazionale , il &quot;Dan David&quot;, notando che gli e' stato conferito per la sua azione nella &quot;dimensione del tempo passato&quot;, ed enumera i doveri cui non puo' ne' intende sottrarsi: quelli di chi e' chiamato a fare tutto quello che e' in suo potere per &quot;risolvere i problemi&quot;. Anche quando i poteri assegnati dalla Costituzione non sono i piu' ampi. Tanto, si sente dire da Shimon Peres, lui ha l'autorita' morale necessaria. 
&lt;p&gt;Seconda giornata israeliana per il Capo dello Stato, spesa in incontri ufficiali mentre Gerusalemme respira il clima teso degli scontri i confini della Siria, del caso ancora poco chiaro del camionista arabo che ha seminato il panico per le strade di Tel Aviv e dello sciopero che, indetto per il &quot;giorno della sciagura&quot; (vale a dire: la proclamazione dello Stato d'Israele) che blocca una buona meta' della Citta' Santa.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agi.it/politica/notizie/201105151924-ipp-rt10041-napolitano_la_democrazia_va_curata_e_io_non_mi_sottraggo&quot;&gt;Agi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOCONDO TALAMONTI: NO del Consiglio al un minuto di silenzio per Vittorio Arrigoni…</title>
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  <updated>2011-04-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>560027</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Terni (TR) (Gruppo: Federazione della Sinistra) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
NO del Consiglio al un minuto di silenzio per Vittorio Arrigoni…&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un’altra irripetibile occasione è stata persa ieri dall’opposizione in Consiglio comunale.  Quando il consigliere Nannini ha invitato i presenti ad osservare un minuto di silenzio per testimoniare vicinanza alla famiglia di Vittorio Arrigoni, i gruppi consiliari chiamati ad esprimersi al riguardo su richiesta del Presidente, hanno infilato una serie di distinguo sull’opportunità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Un volontario che, a rischio della propria incolumità, si adopera nel sostegno morale di un popolo e che non teme di far scudo del proprio corpo per consentire a deboli ed oppressi di accedere a beni di prima necessità, non ha, né può avere una collocazione politica che non sia la solidarietà fra gli uomini. Tutto il mondo arabo ha reso onore al sacrificio del nostro connazionale. Cortei di commossa riconoscenza si sono svolti in Egitto e in Palestina, perché morire a trentasei anni, lontano da casa, per un ideale di fraterno aiuto merita il rispetto di ogni uomo che si richiami a edificanti principi di libertà.  Sul fatto è intervenuto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano &lt;b&gt; «La comunità internazionale tutta è chiamata a rifiutare ogni forma di violenza e a ricercare con rinnovata determinazione una soluzione negoziale al conflitto che insanguina la Regione».&lt;/b&gt;  Alla mamma di Vittorio Arrigoni e alla sua famiglia, «in quest'ora di grande dolore», il Presidente Napolitano ha espresso «i sensi della mia più sincera e affettuosa vicinanza e del più grande rispetto per il generoso impegno di suo figlio».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Ma a casa nostra, in seno al nostro Consiglio comunale, sentimenti di rispetto per il gesto generoso che onora ciascuno di noi italiani, devono essere sottoposti al vaglio dell’appartenenza politica, mostrando così il calcolo meschino della strumentalizzazione ad ogni costo.
Il Gruppo Baldassarre ha detto chiaramente che non intendeva osservare alcun silenzio, classificando la vittima della violenza come un simpatizzante di Hamas; il Gruppo Pdl ha disquisito sulla regolamentazione del minuto di silenzio per le vittime che giornalmente sono oggetto di cronaca nei quattro angoli del mondo, lasciando intendere la propria contrarietà; ma il ‘top’ se lo è riservato Melasecche, avvertendo del rischio di blocco dei lavori consiliari se si dovesse osservare un minuto di silenzio per ognuna delle vittime nel mondo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
E’ stato dopo questa affermazione che il Presidente del Gruppo FdS ha presentato un Atto di Indirizzo e ha invitato i colleghi della Federazione di Sinistra ad abbandonare l’aula in segno di protesta.
Il dolore della famiglia di Vittorio Arrigoni, lo sconcerto degli italiani per il gesto barbaro di pochi esaltati, la condivisione dei principi a difesa della libertà, valore praticato dall’opposizione consiliare ternana solo a parole, meriterebbero maggior rispetto e condivisione. Unico vantaggio prodotto dall’avvilente circostanza e atteggiamento incomprensibile, è di aver mostrato ai ternani quale peso affidino, costoro, al concetto di libertà, sapendo solo distinguere non sulla scorta delle azioni degli uomini, ma dell’esclusiva e cieca appartenenza ad un gruppo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Il Presidente del Gruppo FdS&lt;br /&gt;
Giocondo Talamonti&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://talamontigiocondo.blogspot.com/2011/04/no-del-consiglio-al-un-minuto-di.html&quot;&gt;Il Blog personale di Giocondo Talamonti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giancarlo LEHNER: Arrigoni: “Stupisce solidarietà capo dello Stato a militante antisemita” </title>
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  <updated>2011-04-19T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559953</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PT già IR) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Stupisce la solidarietà del capo dello Stato Giorgio Napolitano nei confronti di Vittorio Arrigoni, un povero ragazzo confuso e sfortunato eppure complice di Hamas, conclamato militante antisemita e antisionista, ammazzato da chi lo ha voluto superare a sinistra”&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.cronacalive.it/arrigoni-lehner-stupisce-solidarieta-capo-dello-stato-a-militante-antisemita.html&quot;&gt;www.cronacalive.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Luca Giorgio BARBARESCHI: «Nel Pdl forse sono di sinistra»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2010-08-12T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>504240</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;«Il Pdl per ora non c'è. E' un partito che ha perso i valori dell'etica e della politica in generale.»

«Sui rapporti tra Fini e Berlusconi non c'è alcun dubbio: è il Cav che vuole rompere con i finiani»
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Il caso Brancher e le dimissioni:

qualcuno ha parlato di una vittoria dei finiani, lei come la vede?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Io piuttosto che vedere una vittoria dei finiani ci vedo un autogol della Lega e questo con tutto il mio spirito critico nei confronti del Pdl e anche nei confronti di Berlusconi. Credo che paradossalmente in questo caso Berlusconi non c'entri niente, dopodiché chi è finiano come me sa che quello dei finiani è un movimento d'opinione all'interno di un partito, il Pdl, che per ora non c'è. Un partito che ha perso i valori dell'etica e dell'estetica e della politica in generale. Amavo la politica prima di farne parte e poi quando sono entrato mi sono accorto del rischio che quotidianamente corriamo e cioè un continuo scollamento fra quello che è il palazzo e quello che accade fuori dal palazzo. Ma non solo. C'è uno scollamento fra il 
palazzo, il popolo e chi realmente gestisce il potere. La politica e questo Obama ce lo sta insegnando, dovrebbe riavere centralità, ma politica nel senso di una politica altissima dal punto di vista etico, estetico, morale, della responsabilità. La posizione dei finiani rispello a queste vicende io la vedo da padre di famiglia: ho quattro figlie ed ho insegnato loro che ci sono regole da seguire e che farlo è difficile ma visto in un percorso che tende al miglioramento di noi stessi è una bella sfida, come nella visione spinozia della realtà l'uomo al centro dell'universo e le sue responsabilità.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E del ddl intercettazioni cosa ne pensa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Se io forzo il diario di una delle mie figlie per capire se sta rubando qualcuno potrebbe obiettarmi che non avrei dovuto farlo, perché in tal modo ho violato la sua privacy. Nel caso in cui io per scoprissi che i miei sospetti erano reali, mi chiedo: la cosa grave sono io che apro il diario di mia figlia o lei che ruba? Per me il dolo è ancora il furto, non l'intercettazione dopodiché sono d'accordo che in questi anni l'uso delle intercettazioni in maniera strumentale abbia creato molti danni ma stiamo attenti a non spostare la responsabilità politica sul dolo perché altrimenti continueremo a vedere processi finiti per decorrenza di termini. Io, ad esempio sto pagando una causa a Previti per 23mila euro perché gli ho detto che è un ladro e la cosa più comica è che è reo confesso, condannato a nove anni agli arresti domiciliari.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Iei ha parlato spesso di un partito, il Pdl, che non è mai nato davvero. Perché questa idea?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Quando si dice a noi finiani vi manderemo via dal partito io mi chiedo, ma quale partito? C'è mai stato un partito? Io ho tentato per due anni di parlare con i capi-gruppo, e questi non avevano mai tempo, poi ho letto sui giornali ed ho capito: erano affaccendati in altro. Sono sempre stato molto critico nei confronti di un partito che non è tale, avrei votato una monarchia costituzionale o una oligarchia economica come il partito di Mediaset e Mondadori, dove tutti noi saremmo stati funzionali a rendere più ricco il nostro sovrano. Sinceramente io sono un ex socialista e credo in uno Stato socialista. Forse sono di sinistra. Sicuramente lo sono più di Berlusconi a cui sono serviti i socialisti ma per diventare ricco non per dare un nuovo incipit al Paese. A Berlusconi abbiamo dato fiducia una volta, gliel'abbiamo ridata una seconda volta con qualche dubbio, ma questa è stata l'ultima chance.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Tra Fini e Berlusconi si va verso un'intesa o verso una rottura definitiva?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

La rottura la vuole Berlusconi, nessuno vuole andarsene dal Pdl, ma Berlusconi deve capire che ha fatto un partito e che non siamo a Publitalia, qualcuno glielo spieghi, glielo ricordi, perché la ybris in greco arroganza, fa perdere di vista le cose normali della vita. Berlusconi non si rende conto della volgarità che ha nei confronti delle donne e soprattutto pare non rendersi conto delle responsabilità che ha: editoriali, grazie alle sue tv; verso la Rai per le nomine che lui fa e che mettono Viale Mazzini in grande imbarazzo. Certo è stato eletto democraticamente ma ricordiamoci che non sempre il popolo ha una grande visione, la peggiore elezione democratica è stata quella di Hitler.&lt;br /&gt;
 La democrazia italiana è la più giovane al mondo per cui è rischiosissimo fare del populismo fra slogan, proclami sul predellino e ghe pensi mi.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La manovra finanziaria ha ricevuto molte critiche dal mondo dello spettacolo, sono critiche che condivide?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Il mondo dello spettacolo ha il mio completo appoggio e contemporaneamente ha anche la mia disistima nel senso che questo mondo lo conosco come le mie tasche e dovrebbe iniziare a ragionare con parametri di logica. Perché c'è da ammettere che negli ultimi venti anni sono stati fatti dei furti in tutte le associazioni, in tutte le fondazioni in cui i produttori prendevano i soldi dallo Stato e non facevano i film. Noi esportiamo solo cultura museale, non innovativa. Viviamo delle innovazioni fatte dai grandi mecenati del 600, ma non di arte contemporanea e di innovazione tecnologica. In Israele è come l'Emilia Romagna: ci sono otto milioni di abitanti e la più grande concentrazione di brevetti in campo di ricerca tecnologica. Perché non possiamo creare una realtà del genere anche in Italia? La finanziaria tiene conto della realtà del Paese. Quando perciò Tremonti dice che è stufo del sud ha ragione, sempre considerando che in realtà del genere, accanto ad una spiccata malvivenza ci sono delle eccellenze degne di nota.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ha seguito il presidente della Camera Fini in Israele, cosa ha capito da questo viaggio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Per prima cosa mi sono reso conto della concentrazione di aziende e di know how con il quale dovremmo interfacciarci creando una condivisione delle intelligenze. Aprirsi ad altre realtà, come quella di Israele per esempio, ci aiuterebbe anche a capire cos'è il problema dell'Islam.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In una puntata del programma in onda su La7, Barbareschi Sciock si è occupato dei detenuti e della situazione italiana delle carceri, cosa ha capito?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Mi è venuto in mente Cesare Beccaria con il suo Dei delitti e delle Pene ma soprattutto ho capito quanto sia importante il percorso di rieducazione, più che il semplice stare in cella. Una pena detentiva, per quanto breve sia, produce effetti devastanti sulla persona, quindi diventa importante la rieducazione, in un percorso che miri comunque a far capire alla persona che ha sbagliato, senza però attivare l'annientamento della persona.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il suo nome è fra quelli che circolano per la direzione del Teatro Argentina a Roma, la lusinga la cosa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Da pazzi e sarei davvero molto contento perché Roma ha bisogno di un'accademia nazionale di un grandissimo progetto e questo perché ritengo, come ha detto anche il ministro degli Interni tedesco che i paesi che hanno grande sviluppo culturale hanno minore delinquenza.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=TCHZ5&quot;&gt;l'Opinione - Afra Franizzi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOCONDO TALAMONTI: Comune di Terni - Ordine del giorno: condanna ferma verso Israele</title>
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  <updated>2010-06-07T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>502123</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Terni (TR) (Gruppo: Federazione della Sinistra) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Al Sindaco del Comune di Terni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Premesso che&lt;/b&gt; l'aggressione israeliana contro la nave di pacifisti diretta a Gaza rappresenta un atto criminale verso il quale è necessaria l'immediata condanna delle istituzioni e delle forze democratiche del nostro Paese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Tenuto conto che&lt;/b&gt; l’atto, rischia di innescare una spirale di guerra;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ritenuto doveroso&lt;/b&gt; far sentire  la voce di protesta contro tale stato di cose e farsi promotori in Umbria, in Italia ed in Europa di un'azione di ferma condanna verso Israele, riaffermando il diritto di Gaza, e di tutta la Palestina, di vivere senza embargo in uno Stato libero e democratico;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; 
&lt;b&gt;Giudicato opportuno&lt;/b&gt; assumere iniziative perché  Terni e l’Umbria,  operando in sintonia, sollecitino  il governo italiano ad uscire dal guscio dell’attendismo e chiedere all'Ue di intraprendere un atto forte e determinato nei confronti del governo di Israele. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Il gruppo consiliare di Rifondazione Comunista- Comunisti Italiani chiede al Sindaco e alla Giunta comunale:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
• di mobilitarsi perché la Regione, da sempre terra di pace, svolga un utile ruolo, nell'ambito della Conferenza delle Regioni, ove coordina la commissione speciale “Attività di cooperazione e iniziative per il dialogo e la pace in Medio Oriente'”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
• di esprimere il cordoglio per le vittime del “brutale massacro”;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
• di far sentire il pieno sostegno e appoggio alle azioni del movimento pacifista e di solidarietà internazionale, come il “free gaza movement”, che attraverso l'invio di navi aveva ed ha l'obiettivo di denunciare al mondo l'immorale e infame assedio a cui è sottoposta la popolazione civile di Gaza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Terni,7.06.2010&lt;br /&gt;
RC/CI Talamonti Giocondo, Luzzi Luzio, Nannini Mauro
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://talamontigiocondo.blogspot.com/2010/06/comune-di-terni-ordine-del-giorno.html&quot;&gt;Il Blog Personale di Giocondo Talamonti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Matteo MECACCI: Il governo riferisca in Parlamento sulla strage nella nave per Gaza. Occorre un'inchiesta internazionale.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/06/01/matteo-mecacci/il-governo-riferisca-in-parlamento-sulla-strage-nella-nave-per-gaza-occorre-uninchiesta-internazionale/500922"></link>
  <updated>2010-06-01T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>500922</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La gravità di quanto si apprende essere avvenuto stanotte con l'intervento israeliano per fermare le navi di attivisti che intendevano forzare il blocco navale a Gaza, merita un'analisi attenta e una risposta immediata anche da parte del Governo italiano.

&lt;p&gt;
Già molti paesi europei hanno espresso forte preoccupazione e chiesto un'inchiesta internazionale per accertare i fatti che, a quanto si apprende, hanno provocato la morte di quasi 20 attivisti pro palestinesi, e il ferimento di soldati israeliani.

&lt;p&gt;
La sicurezza dello Stato di Israele non si garantisce chiudendo gli occhi o ignorando le violazioni dei diritti umani che anche i paesi democratici, o meglio di democrazia reale, compiono sempre più spesso, ma attraverso la loro integrazione e il rafforzamento delle giurisdizioni internazionali in materia di diritti umani.

&lt;p&gt;
Chiedo quindi che il Governo venga immediatamente a riferire in aula e si unisca a coloro che hanno già chiesto lo svolgimento di un'inchiesta internazionale indipendente su quanto accaduto, e che chieda al Governo Israeliano di accettare questa proposta.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/newsletter/view.php?id=157769&amp;numero=13796&amp;title=NOTIZIE%20RADICALI&quot;&gt;Notizie Radicali&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Franco Frattini: Sulla strage di pacifisti da parte di Israele: &quot;&quot;E' indispensabile che un'inchiesta accerti la verita' dei fatti, che ancora non sono chiari&quot;.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/31/franco-frattini/sulla-strage-di-pacifisti-da-parte-di-israele-e-indispensabile-che-uninchiesta-accerti-la-verita-dei-fatti-che-ancora-non-sono-chiari/501049"></link>
  <updated>2010-05-31T00:00:00Z</updated>
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  <id>501049</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Affari Esteri (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Franco Frattini deplora &quot;in modo assoluto l'uccisione di civili&quot; e chiede l'apertura di un'inchiesta per capire cosa sia accaduto durante l'assalto israeliano alle navi di aiuti umanitari dirette a Gaza.
  Frattini dice di aver appreso &quot;con grande sconcerto di questa azione militare&quot; che considera &quot;inaccettabile e grave in senso assoluto, indipendentemente dalle motivazioni della flottiglia: Quando si uccidono dei civili e' sempre un atto grave e ingiustificabile&quot;.
  &quot;E' indispensabile&quot; ha aggiunto, &quot;che un'inchiesta accerti la verita' dei fatti, che ancora non sono chiari&quot;. Secondo il capo della Farnesina &quot;questo fatto non deve, pur nella sua assoluta gravita', pregiudicare l'andamento dei negoziati di pace e la soluzione finale per il Medio Oriente.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agi.it/cronaca-2010/notizie/201005311326-cro-rt10139-frattini_deplora_uccisione_civili_serve_inchiesta&quot;&gt;www.agi.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Fiamma NIRENSTEIN: Sulla strage di pacifisti: &quot;Purtroppo la provocazione, portata a Israele da un gruppo che con un’organizzazione pacifista ha poco ha che fare, ha raggiunto lo scopo di creare una grave crisi&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/31/fiamma-nirenstein/sulla-strage-di-pacifisti-purtroppo-la-provocazione-portata-a-israele-da-un-gruppo-che-con-un%E2%80%99organizzazione-pacifista-ha-poco-ha-che-fare-ha-raggiunto-lo-scopo-di-creare-una-grave-crisi/500849"></link>
  <updated>2010-05-31T00:00:00Z</updated>
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  <id>500849</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) - Assessore  Comune Salemi (TP)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Esprimo dispiacere per i morti e i feriti. Purtroppo la provocazione, portata a Israele da un gruppo che con un’organizzazione pacifista ha poco ha che fare, ha raggiunto lo scopo di creare una grave crisi. Quello che e’ accaduto e’ il tragico risultato di un’azione di disturbo nei rapporti internazionali da parte di gruppi simpatizzanti di Hamas&quot;. Cosi’ si e’ espressa la parlamentare del PdL Fiamma Nirenstein, vicepresidente della commissione Esteri della Camera, in una dichiarazione all’ADNKRONOS sull’assalto della marina militare israeliana alla nave della Freedom Flotilla diretta verso la Striscia di Gaza.

&quot;Israele aveva offerto a questi gruppi di ispezionare le loro navi, in modo da assicurarsi che ad Hamas non venissero portate armi o esplosivi e si era offerta poi di consegnare i doni che dicevano di portare ai destinatari. Ma loro hanno rifiutato. Quando gli israeliani hanno raggiunto la prima nave della pattuglia turca, dove era concentrata la leadership movimentista formata da persone che sarebbe molto difficile definire attivisti di pace, e’ cominciata l’aggressione fisica nei confronti dei militari israeliani.


Secondo le cronache israeliane ci sarebbero stati anche dei tentativi di linciaggio ai danni dei soldati di Gerusalemme, portati con coltelli, gas e spranghe di ferro e si sono registrai spari da parte dei naviganti, tanto che due soldati israeliani versano in questo momento in gravi condizioni. A quel punto, i soldati israeliani hanno risposto. Quello che e’ accaduto e’ increscioso ma dipende da un micidiale estremismo internazionale. Andare a portare aiuti a Gaza, che in questo momento e’ uno staterello guidato da un’organizzazione terroristica che vuole distruggere Israele ed e’ contraria anche ai suoi fratelli palestinesi di Fatah, e’ un gesto irresponsabile da parte del governo turco che ha aiutato le organizzazioni della flottiglia. Ora si attendono i risultati di un’inchiesta gia’ avviata da israele&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.votaberlusconi.it/notizie/arc_18194.htm&quot;&gt;www.votaberlusconi.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: Strage navi pacifisti: Il governo di Israele si macchia di sangue innocente. E’ il momento di costruire una mobilitazione internazionale.</title>
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  <updated>2010-05-31T00:00:00Z</updated>
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  <id>500846</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Una dichiarazione del presidente Nichi Vendola a poche ore dalla strage, compiuta nella notte, da parte di Israele ai danni della flotta di navi dei pacifisti.

&lt;p&gt;
“Si tratta di un’aggressione inedita. E’ la più grave strage compiuta contro chi, da volontario, ha il compito di essere operatore di pace. È un atto di barbarie senza precedenti che dovrebbe determinare indignazione e condanna unanime da parte di tutto il mondo civile. E’ in atto una vera e propria guerra.

&lt;p&gt;
Il governo di Israele si macchia di sangue innocente e determina l’insopportabilità della permanenza dell’azione di occupazione militare di Gaza, della negazione al popolo palestinese della propria terra e del proprio destino. E’ giunto il momento di costruire una mobilitazione internazionale che rappresenti, a fronte delle mille codardie e delle ipocrisie diplomatiche della comunità degli Stati, la leva per produrre cambiamento laddove imperversa invece la logica del muro, la provocazione delle colonie e la violenza di un vero e proprio apartheid etnico.

&lt;p&gt;
Spero che siano i giovani i protagonisti principali di una scossa della coscienza dell’intero mappamondo”. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.sudnews.it/notizia/35868.html&quot;&gt;www.sudnews.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Piero FASSINO: Su strage navi pacifiste: Da Israele attacco ingiustificato e gravissimo</title>
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  <updated>2010-05-31T00:00:00Z</updated>
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  <id>500845</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Un attacco ingiustificato, un episodio luttuoso gravissimo che rischia di innescare una nuova spirale di violenza e sofferenza in Medio Oriente e di rendere vani gli sforzi profusi in questi mesi dalla comunità internazionale per riaprire la strada ai negoziati di pace&quot;. Così, a nome del Pd, Piero Fassino ha stigmatizzato l'assalto israeliano alla flottiglia pacifista diretta a Gaza, esprimendo dolore per le vittime e solidarietà alle loro famiglie.

&lt;p&gt;
&quot;E' sempre più evidente - ha aggiunto Fassino - che il tempo non lavora per la pace e che ogni dilazione innesca soltanto nuovi conflitti. Per questo è tempo che il governo Netanyahu abbandoni ambiguità e reticenze e accetti di negoziare davvero una pace che sia soddisfacente e sicura per palestinesi e israeliani&quot;. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2010/05_maggio/31/m_o_fassino_da_israele_attacco_ingiustificato_e_gravissimo,24545334.html&quot;&gt;notizie.virgilio.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pietro MARCENARO: Attacco israeliano [alle navi dei pacifisti] una follia,ora chiarimenti</title>
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  <updated>2010-05-31T00:00:00Z</updated>
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  <id>500844</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Il massacro compiuto al largo del porto di Ashdod è una follia. Il governo israeliano dovrà risponderne&quot;. E' quanto ha dichiarato il senatore del Pd Pietro Marcenaro, presidente della Commissione parlamentare per i Diritti Umani di Palazzo Madama, intervenendo alla trasmissione &quot;Omnibus&quot; di La7.

&lt;p&gt;
&quot;Non è solo un'evidente iniziativa contro la volontà di pace della comunità internazionale, ma anche contro la democrazia israeliana e contro tutti quelli che in Israele rifiutano le scelte rovinose dell'attuale esecutivo&quot;. &quot;Di fronte a fatti così gravi - ha concluso Marcenaro - è necessario che il governo italiano riferisca immediatamente in Parlamento&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://notizie.virgilio.it/notizie/esteri/2010/05_maggio/31/m_o_marcenaro_pd_attacco_israeliano_una_follia_ora_chiarimenti,24546010.html&quot;&gt;notizie.virgilio.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Stefano PEDICA: Frattini riferisca alle Camere su attacco di Israele alle navi pacifiste</title>
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  <updated>2010-05-31T00:00:00Z</updated>
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  <id>500843</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Italia dei valori chiede al ministro degli Esteri di riferire in Parlamento, già nel pomeriggio, sull'&quot;attacco israeliano&quot; contro la flotta con aiuti umanitari per i palestinesi di Gaza. &quot;Stando alle notizie sinora emerse - dice il capogruppo dipietrista in commissione Esteri al Senato, Stefano Pedica - l'attacco israeliano di questa notte, in acque internazionali e contro civili, appare non soltanto contrario al diritto internazionale ma anche ai principi umanitari, e soprattutto rischia di compromettere per sempre il già difficilissimo processo di pace fra Israele e la Palestina&quot;.

&quot;Il ministro Frattini - chiede Pedica - venga a riferire nella seduta della commissione Esteri al Senato, già convocata questo pomeriggio, circa quanto avvenuto e sulle condizioni dei cinque italiani a bordo delle navi pacifiste che ancora non è chiaro dove si trovino. Credo sia necessario anche che il Parlamento approvi quanto prima la mozione sul Medio Oriente rimasta arenata in Commissione. Urge immediata chiarezza su quanto avvenuto e, mai quanto oggi, è necessario che il Parlamento esprima una ferma posizione dell'Italia sulla questione, al fine di poter contribuire fattivamente alla risoluzione di un conflitto che da sessanta anni provoca morte e instabilità&quot;. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2010/5_maggio/31/mo_idv_frattini_riferisca_alle_camere_su_attacco_di_israele,24545933.html&quot;&gt;notizie.virgilio.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Alfredo MANTICA: La spedizione della flotta pacifista &quot;Free Gaza&quot; era una voluta provocazione e la reazione israeliana era inevitabile</title>
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  <updated>2010-05-31T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) -  Sottosegretario  Affari Esteri (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Per il sottosegretario agli Esteri, Alfredo Mantica, la spedizione della flotta pacifista &quot;Free Gaza&quot; era &quot;una voluta provocazione&quot; e la reazione israeliana era inevitabile. &quot;Non ho ancora elementi sufficienti per capire cosa sia successo ma la questione era nota da giorni&quot;, ha dichiarato a CNRmedia, &quot;questa vicenda si puo' classificare come una voluta provocazione: aveva un fine preciso, politico&quot;.
  Il sottosegretario agli Esteri ha detto di non avere &quot;elementi per dare giudizi&quot; sul raid israeliano, ma ha osservato che era &quot;un'illusione&quot; pensare che Israele non reagisse, visto che &quot;il principio della rappresaglia israeliana e' un principio conosciuto nel mondo&quot; Per Mantica si puo' &quot;discutere sulla reazione israeliana ma pensare che tutto avvenisse senza una reazione di una qualche natura era una dilettantesca interpretazione di chi ha provocato questa vicenda&quot;. &quot;Azioni spettacolari&quot; come il tentativo di forzare il blocco navale attorno a Gaza, ha sottolineato, &quot;servono solo a peggiorare la situazione e a rendere ancora piu' impraticabile la strada del dialogo&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agi.it/cronaca-2010/notizie/201005311103-cro-rt10071-m_o_mantica_provocazione_voluta_e_reazione_inevitabile&quot;&gt;www.agi.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Franco Frattini: Su strage pacifisti da parte di Israele: DEPLORO ASSOLUTAMENTE UCCISIONE CIVILI FATTO GRAVE</title>
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  <updated>2010-05-31T00:00:00Z</updated>
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  <id>500841</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Affari Esteri (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;''Deploro in modo assoluto l'uccisione di civili. E' un fatto certamente grave''. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, in una conferenza stampa alla Farnesina, riguardo all'attacco perpetrato dall'esercito israeliano contro una flottiglia di aiuti umanitari diretta a Gaza, costato la vita a una quindicina di persone.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-M_O___FRATTINI__DEPLORO_ASSOLUTAMENTE_UCCISIONE_CIVILI__FATTO_GRAVE-920206-ORA-.html&quot;&gt;www.asca.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Umberto RANIERI: Iran. «Ora per l’Occidente il negoziato sarà più difficile»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2009-06-15T00:00:00Z</updated>
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  <id>391529</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
«L’apertura di credito ad Ahmadinejad non è stata un errore. Il verdetto elettorale iraniano, tuttavia, rischia di far saltare i più ambiziosi progetti del presidente americano Obama, che attraverso il dialogo e il negoziato puntava a scongiurare che la teocrazia di Teheran si dotasse della bomba atomica». La strada è più difficile ma non va abbandonata, dice Umberto Ranieri, dirigente del Pd e già sottosegretario agli Esteri.
&lt;p&gt; &lt;b&gt;La riconferma del presidente iraniano non costringe a cambiare i piani?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Li complica. L’Occidente sperava nella vittoria di una personalità più moderata e non così oltranzista come Ahmadinejad, che nega l’Olocausto e inneggia alla distruzione di Israele. Ora la speranza sembra svanita».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Era credibile che dalle urne potesse uscire un risultato diverso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Sì, le possibilità dell’affermazione di una figura più moderata erano reali, non a caso oggi in Iran si grida ai brogli e alle manipolazioni. Per evitare che la protesta si estenda sono scese in campo le squadre speciali, gli uomini vestiti di nero in sella a potenti moto».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Il moderato Mousavi chiede l’annullamento delle elezioni. Può accadere o è solo il tentativo di coinvolgere maggiormente l’Occidente?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «È piuttosto un grido d’allarme, un grido disperato perché Ahmadinejad si è impadronito del potere con un colpo di mano. Ha proclamato una vittoria che è parsa subito sospetta: mentre i risultati venivano resi noti solo il giorno dopo, in questa occasione ben cinque milioni di schede sarebbero state scrutinate nell’arco di un’ora dall’apertura delle urne».
&lt;p&gt;&lt;b&gt; A decidere dell’annullamento del voto può essere solo una autorità interna?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Escludo che ciò accada e ritengo molto difficile che la guida spirituale dell’Iran, Khamenei, possa accogliere la richiesta di verificare la legittimità della consultazione. Siamo di fronte a un regime teocratico e a un forte controllo da parte dei servizi segreti».
&lt;p&gt;&lt;b&gt; Che cosa cambia in quell’area del pianeta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «La riconferma di Ahmadinejad, anche se dobbiamo tenere presente che nel sistema iraniano l’ultima parola spetta a Khamenei, rende più difficile percorrere la via del dialogo intrapresa da Obama e complica i rapporti con Egitto e Arabia Saudita. La corsa al nucleare, perseguita dal presidente iraniano, può spingere altri Paesi a dotarsi della bomba atomica».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Ha vinto Israele, contrario a ogni negoziato con l’Iran?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Il governo israeliano ha considerato sempre con scetticismo il dialogo con Ahmadinejad, convinto che il suo non fosse un programma per un impiego civile del nucleare ma la copertura di ambiziosi progetti militari. E Israele ha sempre sostenuto che a essere in pericolo non è una sola nazione ma il mondo intero».
&lt;p&gt;&lt;b&gt; L’affermazione di Ahmadinejad corrisponde al Paese reale, che ha mostrato una grande voglia di cambiamento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «È indubbio che il distacco tra la popolazione e il regime si accresce. È fondamentale che l’Occidente, a cominciare dall’Italia, dia un segno tangibile di solidarietà agli iraniani e ai giovani soprattutto, per evitare che si ripeta un’altra Tien-Ammen».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=MMBTW&quot;&gt;Il Mattino - Maria Paola Milanesio&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo GUZZANTI: USA. «Dialogo o no? Ecco che cosa farà l’America»  [Link:Israele]</title>
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  <updated>2009-06-15T00:00:00Z</updated>
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  <id>391527</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PT già IR) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Tutti si chiedono adesso che cosa farà Obama, dopo aver incassato due apparenti sconfitte dalla rielezione di Mahmud Ahmadinejad a Teheran e dal nuovo test nucleare nella Corea del Nord di Kim Jong. &lt;br /&gt;
La prima risposta che viene da dare è che Obama non incassa alcuna sconfitta, ma si limita a disporre sulla tavola la tabella ordinata degli elementi della sua politica estera.&lt;br /&gt;

Il presidente americano si comporta come un empirista inglese, più che un pragmatico americano. Il suo approccio ai problemi del pianeta è costante e radicale: &lt;br /&gt;
partire da zero e, dopo aver azzerato tutto, aprire il dialogo e vedere dove si arriva. Se e quando la carta del dialogo non produce effetti, o ne produce meno veloci e intensi del desiderato, sa di dover passare ad “altre opzioni”.
&lt;p&gt;
 Tutti capiscono che, quando in America si usa l’espressione “other options”, si intende includere nel loro bouquet proprio quella che fino a quel momento era stata ideologicamente esclusa, e cioè l’opzione militare. L’avanzamento di questa tabella è ben visibile nel caso coreano, avendo il capo della diplomazia Hillary Clinton già parlato della necessità di «difendere i nostri alleati dalla provocazione».
&lt;p&gt;
E probabile che i coreani abbiano voluto con il loro test nucleare testare il nuovo presidente americano per fargli mettere le carte in tavola, ed è dunque empiricamente certo che la prima carta in tavola che viene calata a Washington è quella di una possibile risposta militare, dopo l’esaurimento delle altre opzioni, per dimostrare non soltanto ai coreani che esiste una linea di confine fra ideologia e pragmatismo e in definitiva fra pace e guerra.
&lt;p&gt;
La questione iraniana è più bruciante, in un certo senso, della già bruciante bomba nucleare coreana, accompagnata quest’ultima dal lancio di missili a medio raggio che mandano in bestia Cina e Giappone. Come se non bastasse, elementi di intelligence assicurano che esiste un patto operativo fra Iran e Corea per un reciproco sostegno tecnico, militare e politico. 
&lt;p&gt;A Teheran il rieletto Ahmadinejad ha subito dichiarato “chiusa” la questione dello sviluppo nucleare a scopi pacifici, ma facilmente convertibile in militare perché sottratto al controllo delle Nazioni Unite, affermando quindi la propria indisponibilità a trattare di nuovo l’argomento. &lt;br /&gt;
Con l’Iran l’approccio è stato quello che sappiamo: azzerare, ripartire da capo con un “fresh start”, dare tutta la colpa del deterioramento alle amministrazioni repubblicane guerrafondaie e sedere allo stesso tavolo parlando lo stesso linguaggio. Ma gli sciiti iraniani non si sono impressionati e anzi hanno masticato fiele per l’enorme apertura di credito al mondo sunnita avvenuta al Cairo la settimana scorsa.&lt;br /&gt;

Ciò ha condotto a un potenziale rimescolamento di carte dalle conseguenze incalcolabili e, nell’incalcolabile, anche ipoteticamente catastrofiche. 
&lt;p&gt;Gli israeliani, ad esempio, sentendosi pugnalati alla schiena dalla prima amministrazione americana che sbatte loro pubblicamente in faccia le proprie divergenze su questioni di vita o di morte come insediamenti e Stato palestinese, hanno aperto un giro di tavolo con Putin quando il ministro degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman è andato a San Pietroburgo per discutere di aerei automatici senza pilota, gli stessi che hanno massacrato gli aerei con pilota russi durante l’invasione della Georgia.
&lt;p&gt;
I russi, incapaci come sempre di produrre tecnologia, hanno chiesto di comperarne alcuni esemplari e Israele tratta, sapendo di lanciare così un segnale ostile allo stesso Obama che ha lanciato un segnale ostile a Gerusalemme e che sa di dover dipendere dalla Russia in Afghanistan.&lt;br /&gt;

Ciò pone il presidente americano in una situazione delicata, ma calcolata. Che gli iraniani rispondessero picche era previsto; che &lt;a href=&quot;http://carta.ilgazzettino.it/MostraOggetto.php?TokenOggetto=620660&amp;Data=20090615&amp;CodSigla=PG&quot;&gt;&lt;b&gt;Israele&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; avrebbe emesso contro-segnali di risposta adeguati era previsto; che Pyongyang se ne sarebbe infischiata dei moniti del potente think tank governativo Center for New American Security, uno strumento di analisi voluto da Bush e usato ora da Obama, era scontato.
&lt;p&gt;
Se dovessimo descrivere il presidente americano allo stato attuale in una scena di teatro, lo immagineremmo davanti a un mappamondo con aria pensosa, ma non disperata né sorpresa: le cose per lui vanno tanto male quanto i suoi consiglieri gli avevano già prefigurato. 
&lt;p&gt;Ma l’«obamismo», se non prendiamo un granchio, consiste proprio in questo: nel dedicare tutto il tempo possibile a eliminare qualsiasi futura condanna dell’operato americano, dimostrando fin da oggi che si sta facendo, si è fatto e si farà tutto quel che è umanamente possibile per trattare una situazione ad alto rischio con strumenti diplomatici, multilaterali e politici, fino tanto che i rischi lo permettono.
&lt;p&gt;
E qui veniamo al punto. L’Iran ha di fronte a sé una sua “dead line”, un punto di non ritorno oltre il quale non si può andare ed è collocato dagli esperti a dicembre: se l’Iran seguiterà a procedere come ha fatto finora nella sua produzione atomica, a dicembre sarà avvenuto l’irreversibile. La bomba sarà una realtà e l’America dovrà essere pronta ad affrontare una situazione militare che non dipenderà solo da lei ma da anche da Gerusalemme, che si sente nel mirino del dittatore iraniano.&lt;br /&gt;

Lo stesso sta accadendo con la Corea dove però sono le Nazioni Unite a dettare l’agenda e gli ultimatum che quasi certamente Pyongyang ignorerà e che dunque prima o poi potrebbero produrre conseguenze.&lt;br /&gt;
 L’ultima volta che le Nazioni Unite provocarono conseguenze in Corea fu nel 1950 quando Kim Il Sung ordinò l’invasione della Corea del Sud separata sulla linea del 38° parallelo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 Il peso della guerra dell’Onu contro la Corea fu quasi interamente sostenuto dall’esercito americano che combatté un conflitto sanguinoso e altalenante fino al 1953, quando si tornò in pratica alle posizioni di partenza.&lt;br /&gt;

Come se non bastasse, l’opinione pubblica americana è indignata con il governo di Pyongyang per la condanna a 12 anni di lavori forzati inflitti a due giornaliste americane, entrambe reporter di Current Tv. La loro condanna è da giorni la prima notizia sulla Cnn e delle altri maggiori catene americane e dunque Obama non può permettersi un’eccessiva morbidezza con i coreani.
&lt;p&gt;
Si può concludere dunque che per l’amministrazione Obama tutti i nodi stanno venendo al pettine in maniera precipitosa e congestionata, con l’accavallarsi di altri problemi concomitanti e altri ancora di natura nuova come i possibili sviluppi del rapporto che si sta sviluppando (presumibilmente a spese della Georgia, che aveva appaltato l’addestramento militare a Israele) fra Mosca e Gerusalemme.&lt;br /&gt;

Di sicuro a Washington la diplomazia non mostra visibili segni di ansia, ma è altrettanto certo che il Pentagono è entrato automaticamente nella nuova fase delle possibili “opzioni” su entrambi i teatri, sia coreano che iraniano.&lt;br /&gt;
 Naturalmente l’amministrazione Obama vede l’eventualità di un qualsiasi possibile intervento armato o anche di forte pressione diplomatica agitando quella militare, come il fumo negli occhi per motivi sia politici generali che economici.
&lt;p&gt; Con &lt;b&gt;una crisi che negli Usa non si considera affatto finita e forse nemmeno realmente cominciata&lt;/b&gt; (Forbes prevedeva l’arrivo “della vera crisi” più o meno fra un paio d’anni), l’eventualità di aumentare la spesa militare è vista malissimo anche per un problema di immagine:&lt;br /&gt;
 se Obama dovesse riconoscere che in fondo, malgrado tutte le buone intenzioni e le aperture verbali, alla fine occorre ricorrere comunque al fucile e alle cannoniere, per lui sarebbe una sconfitta politica che permetterebbe ai repubblicani di gridare non a torto «noi l’abbiamo sempre detto».
&lt;p&gt;
Ma Obama non è un ingenuo ed è circondato dai migliori cervelli, tecnici, diplomatici, esperti dei diversi teatri ed è inoltre abbastanza giovane e immacolato da potersi permettere gesti inattesi. La sua abilità è del resto quella di affascinare attraverso una forma di discorso morale fondato sui principi: quel genere di discorso cui gli americani sono in genere molto sensibili.
&lt;p&gt;
Dunque oggi possiamo dire che Obama si trova di fronte al primo vero banco di prova su cui si deciderà se quella militare è una possibile “other options”. Il tempo non gli consente di trastullarsi più di tanto. Più probabilmente saranno i temi a dettare la sua agenda e ciò che conta per Obama è non farsi trovare sorpreso né impreparato.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=358894&amp;PRINT=S&quot;&gt;Il Giornale.it - Paolo Guzzanti&lt;/a&gt;</summary>
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