<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xml:lang="en">
  <title>Openpolis - Argomento: Chiesa Cattolica</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/"></link>
  <link rel="self" href="http://politici.openpolis.it/feed/tagDeclarations/3669"></link>
  <id>http://www.openpolis.it/</id>
  <updated>2012-03-05T00:00:00Z</updated>
<entry>
  <title>Mario BORGHEZIO: Volontariato, moda cattocomunista e radical chic</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/05/mario-borghezio/volontariato-moda-cattocomunista-e-radical-chic/625480"></link>
  <updated>2012-03-05T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>625480</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;(IRIS) ROMA 5 MAR – “Il volontariato? Una moda cattocomunista e radical chic spesso poco trasparente. Ovviamente, in questo momento, a prevalere su tutto è la speranza che la notizia della liberazione venga confermata al più presto ai familiari, e la più netta condanna per come Rossella Urru sia ingiustamente trattata.

Ma questo non ci esenta da una riflessione netta su cosa sia il fenomeno del volontariato. Ovvero, rappresenta una moda radical chic, inventata da un certo catto-comunismo, dall’ipocrisia di una parte del mondo cattolico che ama flagellarsi sulle colpe dell’Occidente, senza rendersi conto che nel Terzo Mondo l’Occidente ha qualche colpa ma anche dei meriti giganteschi”.

La cruda analisi è stata consegnata a Klaus Davi dall’europarlamentare leghista Mario Borghezio durante l’ultima puntata di KlausCondicio, il salotto tv in onda su You Tube&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.irispress.it/224780/urru-borghezio-volontariato-moda-cattocomunista-e-radical-chic&quot;&gt;Iris Press&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>ACHILLE VARIATI: «Coppie di fatto atto doveroso»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/24/achille-variati/%C2%ABcoppie-di-fatto-atto-doveroso%C2%BB/625067"></link>
  <updated>2012-02-24T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>625067</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Vicenza (VI) (Partito: PD) - Consigliere  Consiglio Comunale Vicenza (VI) (Lista di elezione: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Dopo lo stop imposto dal vescovo Beniamino Pizziol, il sindaco va avanti.
&lt;p&gt;«Il sindaco ha il dovere di applicare le leggi esistenti e di fare quanto possibile per estendere i diritti dei vicentini, offrendo loro più opportunità e più tutele. Ma guai a considerare questa mia apertura come un attacco alla famiglia».
&lt;p&gt; &lt;i&gt;È di sabato scorso la decisione del Comitato Dir. Vi di lanciare una raccolta firma per chiedere al Comune il rilascio da parte dell'anagrafe dell'“attestato di costituzione di famiglia anagrafica su vincoli affettivi”.&lt;/i&gt;

&lt;p&gt;«Lo Stato non discrimina tra coppie non sposate eterosessuali e omosessuali, ma tiene distinta l'idea della famiglia anagrafica da quella della famiglia basata sul matrimonio. Non si tratta di equiparare o sovvertire un bel niente: solo di garantire dei diritti elementari a persone che vivono una relazione stabile e che non vogliono o non possono sposarsi. E per la maggior parte sono eterosessuali. La famiglia tradizionale resta il cuore della nostra società. Anzi, dovremmo lavorare di più per trovare formule nuove per sostenerle». 
&lt;p&gt; «Estendere i diritti laddove non vengano lesi i diritti di altri o altre forme di diritto, credo sia sempre giusto e doveroso per un'amministrazione pubblica, tanto più in presenza di una legge esistente che chiede solo di essere concretizzata». 
&lt;p&gt; «La posizione della Diocesi? Da cattolico non posso che rispettarla. La Chiesa fa bene a sostenere l'idea di una famiglia basata sul matrimonio che per i credenti non è meramente funzionale all'ottenimento di vantaggi economici, ma è sacro e indissolubile. È giusto. Ma da sindaco ho il preciso dovere di applicare le leggi esistenti e di fare quanto è possibile per estendere i diritti dei miei concittadini, offrendo loro più opportunità e più tutele».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/dalla_home/336560_il_sindaco_variati_va_avanti_coppie_di_fatto_atto_doveroso/&quot;&gt;Il Giornale di Vicenza - Cristina Giacomuzzo &lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Antonio DI PIETRO: Vaticano segrete stanze? Un film di omertà e doppi fondi  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/16/antonio-di-pietro/vaticano-segrete-stanze-un-film-di-omert%C3%A0-e-doppi-fondi-intervista/624422"></link>
  <updated>2012-02-16T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>624422</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Onorevole, una parte della gerarchia ecclesiastica ritiene che lo Ior possa legittimamente rifiutarsi di collaborare con le autorità italiane, almeno fino alla data di entrata in vigore della legge vaticana antiriciclaggio. Ma davvero la Chiesa può ancora permettersi di fare a meno della trasparenza?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“In tutti questi anni, compresi quelli in cui da sostituto procuratore della Repubblica di Milano ho avuto rapporti istituzionali con le autorità giudiziarie del Vaticano, ho capito che ci sono due Chiese. C’è la chiesa di popolo, di servizio, di fede e c’è la Chiesa degli affari, degli intrighi e soprattutto dell’omertà. In fondo lo aveva già detto Gesù Cristo, no? ‘Fuori i mercanti dal tempio’ non vuol dire questo?”. 
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Così il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, nel corso di un’intervista a il Fatto quotidiano&lt;/i&gt;.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E non esisteva nemmeno lo Ior…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Già, quello è un problema nostro. Io l’ho sperimentato e posso dirlo senza timore di essere smentito perché carta canta: nell’inchiesta Mani Pulite la banca vaticana era un canale preferenziale, anzi, il luogo di occultamento finale preferito per molto denaro frutto di corruzione. La stessa tangente Enimont, in parte, è finita in Vaticano, come altre”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Che tipo di collaborazione avete avuto dalle autorità d’Oltretevere?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Ricevevamo risposte incredibili. Tra le centinaia di rogatorie che abbiamo fatto in tutto il mondo, le risposte più insufficienti, anzi, le più ipocrite le abbiamo ricevute dal Vaticano. Non che ci raccontassero menzogne. Semplicemente non raccontavano. Il modello di comunicazione era: ‘Prendiamo atto della vostra inchiesta nei confronti di Tizio e Caio, diteci cosa avete scoperto e noi vi diremo se è vero’. Ma io la prova che i soldi – facciamo un esempio – erano transitati da San Marino al Vaticano già ce l’avevo! Che te lo chiedo a fare? Ecco, ti davano la prova solo se già ce l’avevi. Diciamo che le risposte non erano esattamente nell’ottica della collaborazione e dell’assistenza”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L’argomento trasparenza in Vaticano non sembra appassionare più di tanto…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“L’informazione, la grande informazione, è da sempre legata a una sorta di rispetto succube. Non c’è niente da fare”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Eppure ci sono battaglie popolarissime, come quella sull’Ici…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“E anche qui la Chiesa ha detto di essere disposta a collaborare. Di nuovo lo stesso meccanismo, grandi proclami, grande rispetto per le istituzioni, ma poi? La sostanza? Sia chiaro, sono d’accordissimo sul fatto che determinate attività legate al culto siano esentate dall’Ici, ma questo – va da sé – non può valere per le attività commerciali”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Proprio quello che dice Monti. Il governo ha annunciato un emendamento per riservare l’esenzione ai soli immobili in cui si svolge in modo esclusivo attività non commerciale…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Monti è un tuttologo che dice sì a tutti, promette tutto a tutti perché sa bene di poter iniziare tutto senza bisogno di finire nulla, tanto la sua legislatura è a termine. Anche ieri, per esempio, il governo ha prorogato il superamento del sistema delle province dal marzo 2012 al marzo 2013. Ha fatto bella figura dicendo di aver eliminato un pesante fardello per l’amministrazione dello Stato, ma dopo la legge s’è fatto la pandetta per posticipare l’impegno…”
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quindi non crede che sull’Ici alla Chiesa si faccia sul serio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Vedremo. Comunque è un errore pensare che Monti sia soltanto un tecnico. O meglio, un tecnico lo è, ma soprattutto della comunicazione”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma davvero pensa che il governo Monti, che della trasparenza ha fatto un totem, possa predicare bene e razzolare male se di mezzo c’è il Vaticano?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Vedremo. Intanto stiamo preparando una mozione per invitare il governo a chiarire come intenda rapportarsi con la Chiesa, se in rapporto di parità o di subalternità. Il rispetto di due Stati sovrani è una cosa, la sudditanza di uno Stato all’altro è un’altra. E parlo da cattolico, ma si può essere un buon cattolico soltanto se si vive in uno Stato laico”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1ATOLP&quot;&gt;il Fatto Quotidiano - Stefano Caselli&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>RICCARDO NENCINI: «Silvio a casa e voto anticipato»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/05/riccardo-nencini/%C2%ABsilvio-a-casa-e-voto-anticipato%C2%BB-intervista/608073"></link>
  <updated>2011-09-05T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>608073</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Regione Toscana&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Riccardo Nencini, segretario del Psi (la festa del partito è in corso a Bologna) boccia la manovra del governo e chiede a Silvio Berlusconi di passare la mano.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quale il giudizio sulla manovra?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«È sbagliata. Non tornano i saldi, una volta eliminato il contributo di solidarietà, e non migliora la nostra credibilità sui mercati finanziari. Soprattutto, dimostra che la differenza tra destra e sinistra c'è eccome».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In che senso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La sinistra avrebbe fatto questo: contributo di solidarietà sopra i 150 mila euro l'anno; tassazione delle rendite finanziarie e dei grandi patrimoni immobiliari; far pagare l'Ici alla Chiesa sulle strutture commerciali».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sui costi della politica il Psi cosa dice?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Abbiamo lanciato quattro proposte d'iniziativa popolare su cui stiamo raccogliendo le firme. La prima propone il livellamento delle indennità di consiglieri e assessori regionali al livello più basso, che poi è quello della mia regione, la Toscana. Io, da assessore, prendo 6200 euro mensili, il mio presidente più di 7 mila contro il doppio (15 mila) del presidente della Puglia».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Poi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La cancellazione dei troppi enti superflui tra Stato e cittadino: erano tre (governo centrale, province, comuni) alla nascita dell'Italia, oggi sono oltre 14. L'abolizione del Senato, trasformandolo in Senato delle Autonomie con la metà dei senatori. Concedere il finanziamento pubblico solo ai partiti i cui segretari risultano democraticamente eletti. Ad oggi solo Pd, Udc, Psi. Tutti gli altri, dal Pdl alla Lega, i loro segretari li eleggono per acclamazione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Si discute di cambiare la legge elettorale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Bisogna restituire ai cittadini la possibilità di scegliersi i propri rappresentanti. Il Porcellum va abrogato e anche per questo obiettivo abbiamo raccolto le firme, ben 90 mila, ma noi credevamo nel referendum Passigli e non nel ritorno del Mattarellum».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Meglio un governissimo o le elezioni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Berlusconi si deve dimettere, poi elezioni anticipate. E la sinistra riformista unita».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=13W4LR&quot;&gt;Il Messaggero&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Rosy BINDI: «Contraria all'Ici sui beni vaticani»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/20/rosy-bindi/%C2%ABcontraria-allici-sui-beni-vaticani%C2%BB/607878"></link>
  <updated>2011-08-20T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>607878</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) - Vicepres. Camera  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L'esenzione fiscale di cui gode il Vaticano per i suoi immobili non si tocca. Rosy Bindi che, d'accordo con Pierferdinando Casini, ha ribadito il suo no all'introduzione di Ici e Ires anche per i beni ecclesiastici.
&lt;p&gt;
Bindi ha chiarito che il Pd non appoggerà gli emendamenti dei Radicali alla manovra, in cui si chiede la fine delle esenzioni fiscali per la Chiesa. «No», ha detto, «io credo come Casini che la Chiesa sia una grande ricchezza per la società italiana, le opere di carità sono ancora più importanti per la crisi economica che sta mordendo le famiglie, il lavoro, i giovani».
&lt;p&gt;
La deputata democratica aggiunge poi che l'esenzione dal pagamento dell'Ici per gli immobili della Chiesa «è collegato alle finalità per cui sono destinati. Questo è il criterio che bisogna continuare ad applicare».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lettera43.it/politica/23858/la-presidente-pd-la-chiesa-grande-ricchezza-per-la-societa_breve.htm&quot;&gt;lettera43.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Patrizia TOIA: Si rispettino Cardinali e Sacerdoti</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/24/patrizia-toia/si-rispettino-cardinali-e-sacerdoti/572822"></link>
  <updated>2011-05-24T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>572822</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“L’editoriale di ieri di un personaggio come Sallusti sul cardinal Tettamanzi non meriterebbe risposta per le bassezze e le ignobili volgarità che contiene.
Tuttavia, perché non si scambi il silenzio con la debolezza, va ribadito che una buona regola da rispettare da parte di tutti, politici, giornalisti e opinionisti, sarebbe quella di fermarsi con rispetto sulla soglia del Magistero, sia che si vogliano ascoltare le parole dei Sacerdoti, sia che le si vogliano ignorare”. Ad affermarlo è &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;, parlamentare europea del Partito Democratico.
&lt;p&gt;

“La seconda buona regola sarebbe quella di non confondere parole che traggono dal Vangelo la loro ispirazione con le “faccende” della politica. – prosegue &lt;b&gt;Toia&lt;/b&gt; - In particolare nella Diocesi Ambrosiana abbiamo avuto la “fortuna” o il dono di Pastori particolarmente illuminati e di elevato livello: dal Cardinal Martini al Cardinal Tettamanzi, per citare solo gli ultimi due. Le loro parole sono rivolte alle coscienze di tutti, credenti e non, e hanno contributo a formare la tempra forte di tanti cattolici ambrosiani”.
&lt;p&gt;

“Strumentalizzare le parole alte del Cardinal Tettamanzi e il suo insegnamento per esprimere, con inaudito servilismo, un appoggio a Berlusconi e alla Moratti qualifica già di per sé, e non certo benevolmente, il livello deontologico e umano di un uomo come Sallusti”, continua ancora &lt;b&gt;Toia&lt;/b&gt;. 

“Personalmente come cattolica milanese, uno di quei cattolici cui pretenderebbe di rivolgersi Sallusti, non vorrei affidare i miei valori e le mie idee a questi laici devoti che parlano di Presepi, Crocifissi e radici cristiane come simboli quasi formali sotto i quali si tollerano e si giustificano poi condotte spregiudicate e assai poco rispondenti ai valori sostanziali del cattolicesimo. Sul piano della “battaglia politica”, ancora, si inventa un programma che non c’è, fatto di matrimoni gay, droga, ateismo e amenità varie e si attribuisce a Pisapia quest’insieme di proposte, con le ennesime bugie e falsificazioni. Sarà così per fortuna ancora per pochi giorni. Bugiardi e recidivi”, è il commento conclusivo di &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.it&quot;&gt;patriziatoia.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Emma BONINO: Biotestamento. Una legge contro la libertà.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/01/emma-bonino/biotestamento-una-legge-contro-la-libert%C3%A0/559568"></link>
  <updated>2011-04-01T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>559568</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Doveva essere una legge sul testamento biologico per anticipare la propria volontà sui trattamenti sanitari in caso di coma profondo. È divenuta una legge contro il testamento biologico, dove la volontà dell’interessato non è tenuta in alcun conto. A decidere per lui non sarà neppure il medico, cui comunque la legge trasferisce il potere di decisione, perché nella maggior parte dei casi avrà già deciso la lettera della legge che stabilisce di non considerare terapie ma «sostegni vitali» (e quindi di fatto rendendoli obbligatori) gli interventi d’idratazione e alimentazione artificiali. È una scelta legislativa che aggira formalmente, ma in realtà stravolge, la lettera e lo spirito dell’articolo 32 della Costituzione («Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge», ma subito l’articolo aggiunge: «La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti al rispetto della persona umana»). Alla stessa maniera la legge viola il «consenso informato» richiesto per qualsiasi trattamento sanitario dalla Convenzione di Oviedo (Consiglio d’Europa, 1997, ndr), firmata dall’Italia e vincolante per il nostro paese.

&lt;p&gt;
Noi continuiamo a ritenere – e continueremo con tutti i mezzi praticabili a batterci – che questa scelta spetti esclusivamente all’individuo, alla sua libertà di coscienza e di autodeterminazione. Chiamare in causa Dio e la religione costituisce un’autentica bestemmia oltre che un’offesa alla pietas e alla carità. L’agenzia di stampa Nev (della Federazione delle chiese evangeliche in Italia) ha documentato la diversa posizione della Chiesa cattolica tedesca, che sul testamento biologico ha assunto una posizione che ciascuno di noi potrebbe sottoscrivere. Perché ciò che è giuridicamente ammissibile e lecito per un cattolico tedesco diventa invece inammissibile e illecito per la Chiesa italiana, e quindi per tutti gli italiani, cattolici e non? Nessuno può sostituirsi alla persona, decidendo per essa: non la Chiesa, non la legge, non i familiari, non il medico.
&lt;p&gt;

Siamo stati accusati da una campagna clericale di voler imporre una cultura di morte volta all’eliminazione delle persone in coma profondo definite, come lo fu Eluana, «disabili gravi». È vero il contrario. Noi ci siamo battuti e ci battiamo per la libertà di scelta della persona sempre e comunque, e quindi per il rispetto in primo luogo della scelta di coloro che decidono di continuare a vivere in coma profondo con mezzi artificiali. E con l’Associazione Luca Coscioni ci siamo battuti perché tutti i malati in queste condizioni, coscienti o in coma, e le loro famiglie siano assistiti dallo Stato con mezzi adeguati. Per i malati di Sla e per malattie analoghe a lungo siamo stati gli unici a chiedere che fossero messi a loro disposizione i mezzi tecnologici necessari, nella fase avanzata della malattia, per assicurare possibilità di comunicazione, incontrando spesso l’insensibilità e la resistenza delle istituzioni.
&lt;p&gt;

Anche il tabù dell’eutanasia è stato evocato in questa campagna clericale: il testamento biologico provocherebbe infatti una deriva inarrestabile verso la legalizzazione dell’eutanasia. Non c’è naturalmente alcun rapporto di causa ed effetto tra il primo e la seconda, e lo dice proprio chi, come noi, sostiene anche la legittimità del riconoscimento del diritto all’eutanasia attiva. Ma anche qui si è ricorsi senza alcuno scrupolo alla menzogna, scomodando il nazismo e falsificando i dati sulle leggi che l’hanno legalizzata in alcuni paesi. Chi conosce le leggi in Olanda, Svizzera o Belgio sa quali limiti rigorosi siano posti e quali accertamenti siano richiesti per il riconoscimento di tale diritto. Nessuno si preoccupa invece dell’eutanasia clandestina, che avviene nel chiuso degli ospedali, sulla quale, dopo un sondaggio effettuato su un campione di medici ospedalieri, abbiamo inutilmente sollecitato un’indagine parlamentare. E nessuno si preoccupa dell’alta percentuale di suicidi che si verifica fra coloro che sanno di essere stati colpiti da una malattia che non lascia speranze e che prevede solo una lunga sofferenza.

&lt;p&gt;
Ma lo scandalo più grande è costituito dal silenzio assordante che ha circondato e circonda il dibattito parlamentare intorno a una legge che incide profondamente su un diritto fondamentale dei cittadini: quello di disporre di se stessi e della propria vita, perché la morte fa parte della vita. Non uno dei tanti talk show urlati e rissosi è stato dedicato a questo argomento, i telegiornali vi hanno dedicato poca e scarna comunicazione burocratica. In forma rigidamente monopolistica il diritto di parola è stato riservato a una sola voce, quella dei vertici della Chiesa cattolica. E tuttavia i sondaggi dicono che la grande maggioranza degli italiani è schierata a favore del rispetto delle volontà espresse nel testamento biologico. Se si accendesse il dibattito, se si consentisse all’opinione pubblica di esprimersi, forse la legge, anche nell’attuale situazione parlamentare, incontrerebbe serie difficoltà ad essere approvata. E perfino la sconfitta avrebbe minore importanza perché, nel fisiologico funzionamento della legalità democratica (aspirazione purtroppo sempre delusa nella nostra Repubblica), la sconfitta di oggi sarebbe la premessa della vittoria di domani.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://notizie.radicali.it/print/1373&quot;&gt;Notizie Radicali | Confronti&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Giorgio NAPOLITANO: &quot;Reggeremo alle prove che ci attendono a condizione che operi nuovamente un forte cemento unitario. Le celebrazioni del 150° valgano a diffondere il senso della missione e dell'unità nazionale&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/17/giorgio-napolitano/reggeremo-alle-prove-che-ci-attendono-a-condizione-che-operi-nuovamente-un-forte-cemento-unitario-le-celebrazioni-del-150%C2%B0-valgano-a-diffondere-il-senso-della-missione-e-dellunit%C3%A0-naziona/559135"></link>
  <updated>2011-03-17T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>559135</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Sento di dover rivolgere un riconoscente saluto ai tanti cittadini che ho incontrato o che mi hanno indirizzato messaggi, esprimendo sentimenti e pensieri sinceri, e a tutti i soggetti pubblici e privati che hanno promosso iniziative sempre più numerose in tutto il Paese. Istituzioni rappresentative e Amministrazioni pubbliche: Regioni e Provincie, e innanzitutto municipalità, Sindaci anche e in particolare di piccoli Comuni, a conferma che quella è la nostra istituzione di più antica e radicata tradizione storica, il fulcro dell'autogoverno democratico e di ogni assetto autonomistico&quot;. Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha aperto il suo discorso celebrativo della fondazione dello Stato unitario davanti alle Camere riunite in seduta comune.

&lt;p&gt;
&quot;Si è dunque - ha aggiunto il Presidente Napolitano - largamente compresa e condivisa la convinzione che ci muoveva e che così formulerò: la memoria degli eventi che condussero alla nascita dello Stato nazionale unitario e la riflessione sul lungo percorso successivamente compiuto, possono risultare preziose nella difficile fase che l'Italia sta attraversando, in un'epoca di profondo e incessante cambiamento della realtà mondiale. Possono risultare preziose per suscitare le risposte collettive di cui c'è più bisogno : orgoglio e fiducia ; coscienza critica dei problemi rimasti irrisolti e delle nuove sfide da affrontare ; senso della missione e dell'unità nazionale. E' in questo spirito che abbiamo concepito le celebrazioni del Centocinquantenario&quot;.

&lt;p&gt;
Il Presidente Napolitano ha invitato a non lasciarsi &quot;paralizzare dall'orrore della retorica : per evitarla è sufficiente affidarsi alla luminosa evidenza dei fatti. L'unificazione italiana ha rappresentato un'impresa storica straordinaria, per le condizioni in cui si svolse, per i caratteri e la portata che assunse, per il successo che la coronò superando le previsioni di molti e premiando le speranze più audaci&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Nell'avvicinarsi del Centocinquantenario - ha aggiunto il Presidente - si è riacceso in Italia il dibattito sia attorno ai limiti e ai condizionamenti che pesarono sul processo unitario sia attorno alle più controverse scelte successive al conseguimento dell'Unità. Sorvolare su tali questioni, rimuovere le criticità e negatività del percorso seguito prima e dopo al 1860-61, sarebbe davvero un cedere alla tentazione di racconti storici edulcorati e alle insidie della retorica. Sono però fuorvianti certi clamorosi semplicismi : come quello dell'immaginare un possibile arrestarsi del movimento per l'Unità poco oltre il limite di un Regno dell'Alta Italia : di contro a quella visione più ampiamente inclusiva dell'Italia unita, che rispondeva all'ideale del movimento nazionale (come Cavour ben comprese, ci ha insegnato Rosario Romeo) - visione e scelta che l'impresa garibaldina, la Spedizione dei Mille rese irresistibile&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Con la Costituzione approvata nel dicembre 1947 - ha sottolineato il Presidente Napolitano - prese finalmente corpo un nuovo disegno statuale, fondato su un sistema di principi e di garanzie da cui l'ordinamento della Repubblica, pur nella sua prevedibile e praticabile evoluzione, non potesse prescindere. Come venne esplicitamente indicato nella relazione Ruini sul progetto di Costituzione, 'l'innovazione più profonda' consisteva nel poggiare l'ordinamento dello Stato su basi di autonomia, secondo il principio fondamentale dell'articolo 5 che legò l'unità e indivisibilità della Repubblica al riconoscimento e alla promozione delle autonomie locali, riferite, nella seconda parte della Carta, a Regioni, Provincie e Comuni. E altrettanto esplicitamente, nella relazione Ruini, si presentò tale innovazione come correttiva dell'accentramento prevalso all'atto dell'unificazione nazionale. La successiva pluridecennale esperienza delle lentezze, insufficienze e distorsioni registratesi nell'attuazione di quel principio e di quelle norme costituzionali, ha condotto dieci anni fa alla revisione del Titolo V della Carta. E non è un caso - ha affermato - che sia quella l'unica rilevante riforma della Costituzione che finora il Parlamento abbia approvato, il corpo elettorale abbia confermato e governi di diverso orientamento politico si siano impegnati ad applicare concretamente. E' stata in definitiva recuperata l'ispirazione federalista che si presentò in varie forme ma non ebbe fortuna nello sviluppo e a conclusione del moto unitario. All'indomani dell'unificazione, anche i progetti moderatamente autonomistici che erano stati predisposti in seno al governo, cedettero il passo ai timori e agli imperativi dominanti, già nel breve tempo che a Cavour fu ancora dato di vivere e nonostante la sua ribadita posizione di principio ostile all'accentramento benché non favorevole al federalismo. E oggi dell'unificazione celebriamo l'anniversario vedendo l'attenzione pubblica rivolta a verificare le condizioni alle quali un'evoluzione in senso federalistico - e non solo nel campo finanziario - potrà garantire maggiore autonomia e responsabilità alle istituzioni regionali e locali rinnovando e rafforzando le basi dell'unità nazionale. E' tale rafforzamento, e non il suo contrario, l'autentico fine da perseguire. D'altronde, nella nostra storia e nella nostra visione, la parola unità si sposa con altre : pluralità, diversità, solidarietà, sussidiarietà&quot;.

&lt;p&gt;
La Costituzione &quot;rappresenta -ha affermato il Presidente Napolitano - tuttora la valida base del nostro vivere comune, offrendo - insieme con un ordinamento riformabile attraverso sforzi condivisi - un corpo di principii e di valori in cui tutti possono riconoscersi perché essi rendono tangibile e feconda, aprendola al futuro, l'idea di patria e segnano il grande quadro regolatore delle libere battaglie e competizioni politiche, sociali e civili&quot;.
&lt;p&gt;

Il Presidente Napolitano ha individuato tra le incompiutezze dell'unificazione perpetuatesi fino ai nostri giorni &quot;il divario tra Nord e Sud, è la condizione del Mezzogiorno che si colloca al centro delle nostre preoccupazioni e responsabilità nazionali. Ed è rispetto a questa questione che più tardano a venire risposte adeguate. Pesa certamente l'esperienza dei tentativi e degli sforzi portati avanti a più riprese nei decenni dell'Italia repubblicana e rimasti non senza frutti ma senza risultati risolutivi ; pesa altresì l'oscurarsi della consapevolezza delle potenzialità che il Mezzogiorno offre per un nuovo sviluppo complessivo del paese e che sarebbe fatale per tutti non saper valorizzare&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Proprio guardando a questa cruciale questione - ha sottolineto il Capo dello Stato -, vale il richiamo a fare del Centocinquantenario dell'Unità d'Italia l'occasione per una profonda riflessione critica, per quello che ho chiamato 'un esame di coscienza collettivo'. Un esame cui in nessuna parte del paese ci si può sottrarre, e a cui è essenziale il contributo di una severa riflessione sui propri comportamenti da parte delle classi dirigenti e dei cittadini dello stesso Mezzogiorno&quot;.

&lt;p&gt;
Quanto al rapporto tra lo Stato e la Chiesa, il Presidente Napolitano ha detto che questo &quot;si manifesta oggi come uno dei punti di forza su cui possiamo far leva per il consolidamento della coesione e unità nazionale&quot;. &quot;Ce ne ha dato la più alta testimonianza - ha aggiunto - il messaggio augurale indirizzatomi per l'odierno anniversario - e lo ringrazio - dal Papa Benedetto XVI. Un messaggio che sapientemente richiama il contributo fondamentale del Cristianesimo alla formazione, nei secoli, dell'identità italiana, così come il coinvolgimento di esponenti del mondo cattolico nella costruzione dello Stato unitario, fino all'incancellabile apporto dei cattolici e della loro scuola di pensiero alla elaborazione della Costituzione repubblicana, e al loro successivo affermarsi nella vita politica, sociale e civile nazionale&quot;.
&lt;p&gt;

Successivamente il Capo dello Stato ha parlato dell'Europa: &quot;La nostra collocazione convinta, senza riserve, assertiva e propulsiva nell'Europa unita, resta la chance più grande di cui disponiamo per portarci all'altezza delle sfide, delle opportunità e delle problematicità della globalizzazione&quot;. E &quot;in un'Europa senza frontiere - ha aggiunto il Presidente Napolitano - in un'Europa di pace e cooperazione&quot;, &quot;nessun impaccio è giustificabile, nessun impaccio può trattenerci dal manifestare - lo dobbiamo anche a quanti con la bandiera tricolore operano e rischiano la vita nelle missioni internazionali - la nostra fierezza nazionale, il nostro attaccamento alla patria italiana, per tutto quel che di nobile e vitale la nostra nazione ha espresso nel corso della sua lunga storia. E potremo tanto meglio manifestare la nostra fierezza nazionale, quanto più ciascuno di noi saprà mostrare umiltà nell'assolvere i propri doveri pubblici, nel servire ad ogni livello lo Stato e i cittadini&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Reggeremo - ha concluso il Capo dello Stato - in questo gran mare aperto - alle prove che ci attendono, come abbiamo fatto in momenti cruciali del passato, perché disponiamo anche oggi di grandi riserve di risorse umane e morali. Ma ci riusciremo ad una condizione : che operi nuovamente un forte cemento nazionale unitario, non eroso e dissolto da cieche partigianerie, da perdite diffuse del senso del limite e della responsabilità. Non so quando e come ciò accadrà ; confido che accada ; convinciamoci tutti, nel profondo, che questa è ormai la condizione della salvezza comune, del comune progresso&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&amp;key=15331&quot;&gt;Il Quirinale.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Marco BELTRANDI: Rai. Beltrandi: dopo Pio XII, fiction su Paolo III Farnese</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/04/10/marco-beltrandi/rai-beltrandi-dopo-pio-xii-fiction-su-paolo-iii-farnese/496893"></link>
  <updated>2010-04-10T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>496893</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Vorrei dare un suggerimento ai responsabili delle fiction Rai: dal momento che ormai sta diventando sempre più difficile trovare altri illustri esponenti della Chiesa Cattolica a cui dedicare fiction, credo sia infine arrivato il momento per farne una su papa Paolo III Farnese, il cui esempio mi appare particolarmente significativo ed emblematico, dato il contesto odierno.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=155658&quot;&gt;www.radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Barbara POLLASTRINI: «Yascha Mounk ha detto: dietro ogni zero può esserci un Nerone. Si riferiva al crepuscolo del berlusconismo»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/12/09/barbara-pollastrini/%C2%AByascha-mounk-ha-detto-dietro-ogni-zero-pu%C3%B2-esserci-un-nerone-si-riferiva-al-crepuscolo-del-berlusconismo%C2%BB/474368"></link>
  <updated>2009-12-09T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>474368</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Di recente il politologo americano Yascha Mounk ha spiegato benissimo come «dietro ogni zero può esserci un Nerone». Si riferiva al crepuscolo del berlusconismo e ai rischi di un “dopo” dove nulla è scontato salvo la regressione civile prodotta dalla destra. L’immagine era forse troppo dura e non teneva conto delle mille risorse esistenti, io ho fiducia. Ma la sintesi torna in mente dopo l’aggressione di Calderoli (un ministro della repubblica) al cardinale Tettamanzi.
&lt;p&gt;
Un attacco violento che dice molto del drammatico falò di valori e principi costituzionali in atto e dell’urgenza di un’alternativa credibile.
&lt;p&gt;
La colpa dell’arcivescovo di Milano? Esprimersi su questioni di civiltà, dai diritti umani alla legalità, dalla povertà alla sicurezza. Il giorno dopo molte critiche ma anche il silenzio imbarazzante della sindaca Moratti e nessuna posizione ufficiale dal governo di scusa e di richiamo al ministro. Ma non sono le uniche ragioni per non fare chiudere il caso. Perché dietro la sortita della Lega c’è altro. 
&lt;p&gt;Da tempo siamo innanzi a strappi politici e culturali.&lt;br /&gt;

La Lega insegue il trono “longobardo” e, con l’ampolla pagana o il crocifisso cristiano, scommette su un suo primato nel ripristinare una immaginaria e felice identità perduta. Qualcosa di inedito che si mischia agli altri ingredienti del nostro panorama martoriato: il tentativo di rendere normali sbreghi nei principi, nei toni e nell’uso delle istituzioni e delle leggi.
&lt;p&gt;
La follia è non capire che così l’intero paese va a rotoli e può passare l’idea di sentimenti da maneggiare per dividere la nazione e le persone, anziché unire l’una agli altri. &lt;br /&gt;
È questo il senso di un’irresponsabilità costituzionale che può produrre la rottura dell’Italia, almeno per come l’abbiamo conosciuta fin qui.
&lt;p&gt;
Non a caso nella mia città, la narrazione della Lega è fondata su un revisionismo storico necessario a chi persegue l’antico esercizio del “sovversivismo dall’alto”.&lt;br /&gt;

Lo ricordo perché le vicende e i miti di Milano sono carichi di umanità e drammi, di bianco e di nero. Ma alla fine quali sarebbero le t r a - d i - z i o - n i , e v o - c a t e c o n tanta r o z - zezza, che dovrebbero richiamare il cardinale a una maggiore adesione verso la Chiesa romana?&lt;br /&gt;
 A sentirsi straniero in Lombardia perché si appella alla carità?... Milano ha spesso anticipato gli orientamenti di fondo del paese, nella rinascita come nel peggio. Basta una fotografia a cogliere quelle tracce.
&lt;p&gt;
Nel raggio di poche centinaia di metri c’è la piccola chiesa dove si dice che Ambrogio, lo straniero Ambrogio, battezzò Agostino, migrante africano. Non sono distanti la casa del don Lisander della Colonna infame e del perdono cristiano, o del Beccaria dei Delitti e delle pene. Tutto a due passi dalla camera del lavoro, dalla piazza dei 25 aprile. Più in là la banca dell’impegno dell’avvocato Ambrosoli, piazza Fontana e la reazione civile e popolare agli anni più bui, la forza dei movimenti, la generosità del volontariato.
Immagini come quelle di piazza San Sepolcro dei primi fasci o dei predicatori più intransigenti.
&lt;p&gt;
Fotografie lontane nel tempo ma che tessono un filo e si congiungono idealmente ai migranti costretti a vendere oggi le proprie braccia per quindici euro al giorno, agli studenti che reclamano onestà e meriti, alle donne che non vorrebbero rinunciare a essere madri e lavoratrici insieme.
&lt;p&gt;
Scandagliare la realtà significa vedere tutto questo, l’altro da sé. E capire che Milano non può ridursi a una Expo chiamata in causa sempre più per i rischi di infiltrazioni mafiose. Né ignorare che troppe élites impigrite e protette alimentano opac i t à  e  t o l - g o - no il fiato a energie e capacità. Insomma, come non vedere che la diseguaglianza condanna una metropoli a smarrire il buono di sé e il fascino di quella storia che la Lega vorrebbe riscrivere? Allora bisogna scegliere da che parte stare. Culturalmente prima che politicamente.
&lt;p&gt; Dalla parte della storia migliore, del cosmopolitismo, di uno sguardo laico e umano o dalla parte della separatezza, della controriforma, della reazione alla modernità contro un mondo che cambia comunque? La Lega ha scelto. 
&lt;p&gt;Le destre, con uno stanco Formigoni, le offrono, nei fatti, condivisione a copertura di un liberismo miope e predatore del futuro. Avviene sulla scienza, sull’immagine delle donne, sui diritti civili, sulla giustizia, sullo sfruttamento nel lavoro e sulla sicurezza.&lt;br /&gt;

E lo fanno sovente con l’uso sconcio delle religioni, con inchini formali al Vaticano, brandendo il crocefisso come una clava e creando allarme sui minareti.
Ma quella loro isteria non è un’assoluzione per noi, né l’autostrada aperta per un nuovo centrosinistra.
&lt;p&gt;
Dobbiamo guadagnarci tutto e prima di ogni cosa quella parola magica che è il prestigio del Pd e della politica. Col congresso siamo ripartiti. Adesso la prova più difficile è quella culturale.&lt;br /&gt;

La semina sarà lunga perché la distruzione è stata pesante e questo chiama in causa l’identità, le idee di fondo e sopratutto le coerenze del nostro modo di essere. Possiamo avanzare se sarà più esplicita la nostra visione del paese. Se sapremo unire l’indignazione morale, la disperazione sociale e la voglia di farcela. Se investiremo nel valore della persona, nella sua responsabilità, nei suoi loro diritti, nel senso di una comunità e di un’etica pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=OO6RF&quot;&gt;Europa&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Pier Ferdinando CASINI: «Dalla Lega attacchi odiosi alla Chiesa e i lumbard dettano legge al governo»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/12/09/pier-ferdinando-casini/%C2%ABdalla-lega-attacchi-odiosi-alla-chiesa-e-i-lumbard-dettano-legge-al-governo%C2%BB-intervista/474367"></link>
  <updated>2009-12-09T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>474367</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Devono rinunciare al processo breve.
&lt;p&gt;
«L’attacco della Lega al cardinale Tettamanzi è doppiamente odioso. Per le inaccettabili volgarità rivolte ad un pastore che tanto bene ha fatto alla sua diocesi e alla Chiesa italiana. E per quel malizioso tentativo di dividere la Cei tra buoni e cattivi: la politica non deve permetterselo, figuriamoci se può farlo un partito esperto del rito delle ampolle». 
&lt;p&gt;Pier Ferdinando Casini comincia dalla Lega. Anche perché è convinto del ruolo ormai dominante nel governo. E vede Berlusconi sia sempre più debole nei confronti di Bossi. Per questo il leader Udc avverte: «Alle regionali non potremo fare alleanze laddove le coalizioni sono imperniate sulla Lega e sulla sua cultura».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Non siete stati anche voi in passato alleati della Lega?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ho sempre sostenuto che l’integrazione della Lega nell’area di governo avesse aspetti positivi e non ho cambiato idea. Berlusconi è riuscito a depotenziare alcune spinte separatiste. Ma ora è cambiato il segno del suo rapporto con Bossi. Oggi il peso della Lega è preponderante. Quando l’Udc era nella coalizione di governo, eravamo noi il bilanciamento. Adesso Bossi ha le chiavi del governo e il Pdl è costretto a pagarla concedendole l’appalto esclusivo del Nord».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Insomma, è una questione di potere di coalizione.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non solo. È una grande questione politico-culturale. La Lega sta sviluppando con coerenza la propria strategia. Attacca il cardinale di Milano, propone la Cassa integrazione dimezzata per gli immigrati, si fa portabandiera delle ronde, tenta persino di strumentalizzare il crocifisso in una campagna semi-razzista: ma in realtà il suo scopo non è ottenere risultati concreti. La Lega vuole distillare paura nella società. Paura e divisioni viscerali. Per proporsi poi come demiurgo, come soluzione finale».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ha descritto il paradigma del populismo. Ma qual è la risposta? Lei, Fini e Pisanu siete d’accordo, ad esempio, su nuove regole per la cittadinanza. La maggioranza di governo però mi pare chiusa ad ipotesi di riforma.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La verità è che ormai parole come destra, centro, sinistra sono casacche logore. Siamo davanti ad un bivio di portata storica: la nostra società può rinascere oppure disgregarsi. La politica seria dovrebbe cambiare agenda. L’immigrazione è un fenomeno epocale. Se non costruiremo insieme un nuovo modello di cittadinanza, se non emergerà un senso di Patria condivisa, l’Italia avrà meno sicurezza e meno ricchezza. Non è una questione ideologica: è in gioco il bene comune. Si discutano senza pregiudizi le idee migliori: per quanto mi riguarda, l’idea della cittadinanza a punti del ministro Sacconi mi pare interessante».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Rutelli ha proposto a Fini di rompere con il Pdl e partecipare alla costruzione del nuovo Centro.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non bisogna bruciare i tempi. Sono convinto che ognuno debba tessere la propria tela, poi chi avrà più filo prevarrà. Il nostro compito non è approfondire le contraddizioni tra Berlusconi e Fini, ma proporre con forza ed equilibrio i temi di un’Italia più moderna, più unita, più solidale, più efficiente. Coltivare l’illusione della caduta del governo per un colpo di mano è un’idiozia. Così come è stupido rifugiarsi nell’antiberlusconismo: dopo la piazza viola di sabato scorso e la deposizione di Spatuzza credo che Berlusconi sia più forte, non più debole».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sembra un paradosso il suo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Ma non lo è. La spallata è solo una fuga dalla realtà. Mentre invece la crisi di Berlusconi si manifesta quotidianamente nell’incapacità di governare i processi reali. Guardiamo la legge finanziaria: non c’è nulla per le piccole e medie imprese (salvo la conferma degli ammortizzatori sociali), non c’è nulla di quanto promesso alle famiglie. Tutti i Paesi aggrediscono la crisi. Noi tiriamo a campare sperando che la tempesti passi da sola. Compito di un’opposizione responsabile ed efficace è mostrare al Paese queste contraddizioni e indicare vie diverse. È l’opposizione che fa più male al governo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma qual è il destino dell’Udc? Una formazione inedita, con personalità di provenienza diversa, sul modello del Kadima israeliano oppure un Centro di ispirazione cristiana?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«L’ho già detto: non vorrei più usare la parola Centro... &lt;br /&gt;
È il momento per ciascuno di noi di liberarci del retaggio ideologico del ventesimo secolo. E di sfidarci sui contenuti nuovi, senza nostalgie. Per questo ho parlato del nostro progetto come di un Partito della Nazione».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Si chiamerà così?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Forse il nome sarà diverso. Ma spero di aver chiarito il senso: politica per noi oggi è ridare slancio un Paese in difficoltà, suscitare un nuovo orgoglio di essere italiani, premiare merito, giovani, innovazione, ricerca, declinare in chiave di modernità l’interesse nazionale. Si può fare questo solo dando una nuova rappresentanza all’Italia moderna e moderata. Fermo restando che alcuni valori di riferimento della nostra identità cristiana restano pilastri sui quali possono riconoscersi credenti e non credenti».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Che giudizio si è fatto della deposizione di Gaspare Spatuzza?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Da cittadino non mi ha convinto. Da politico, ovviamente, penso che i magistrati debbano valutare con serietà e rigore. I pentiti sono delinquenti, non monaci. Ma le loro deposizioni hanno dato frutti importanti nella lotta alle mafie: dunque, toglierei la legge sui pentiti dall’elenco delle riforme prioritarie».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Fin dove arriva la disponibilità dell’Udc sulle recenti proposte di Berlusconi in tema di giustizia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Prima la giustizia smetterà di essere terreno di scontro, meglio sarà per il Paese. Noi con coraggio, visto che siamo all’opposizione, abbiamo cercato di dare una mano per evitare che nello scontro si sfasci anche l’intero sistema».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Avete proposto una mediazione sul legittimo impedimento, che Berlusconi ha in buona parte modificato. E nel frattempo ha tenuto in campo il suo progetto sul processo breve.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Dopo il ddl sul processo breve, un progetto che produrrebbe disastri per il nostro ordinamento, abbiamo fatte proposte per ridurre il danno. In politica a volte il meglio è nemico del bene. Resta la nostra contrarietà ad applicare ai processi in corso le norme-tagliola che vuole Berlusconi. Tuttavia siamo disposti ad affrontare il tema della tutela del premier nello svolgimento del suo mandato: ovviamente non nella nuova formulazione, ma in quella proposta da Vietti. Naturalmente, la disponibilità dell’Udc vale solo se la legge sul processo breve viene abbandonata dalla maggioranza».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sta dicendo che se Berlusconi continuasse nel doppio binario, si interromperebbe il dialogo con l’Udc?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Chi sta in Parlamento non smette di dialogare. Ma, se Berlusconi insisterà sul processo breve, vorrà dire che farà tutto da solo. Noi ci opporremo. E, secondo me, finirà di nuovo in un vicolo cieco».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cosa farete invece sul lodo Alfano in versione legge costituzionale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ci astenemmo già sul lodo Alfano. Di fronte ad un ddl costituzionale sulla temporanea tutela delle alte cariche dello Stato non potremmo che discuterne».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei crede che il confronto bipartisan sulle riforme, avviato in questi giorni in Senato, darà finalmente quei frutti che sono mancati nei quindici anni passati?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«In Senato speravo che si arrivasse ad una vera convergenza, sia pure su documenti di indirizzo. Invece la montagna ha partorito di nuovo un topolino. Per noi dare una mano alle riforme resta un imperativo morale. E non verremo meno all’impegno, sempreché non torni nel Pdl e nel Pd la tentazione di costruire un sistema che tagli fuori gli altri competitori».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Onorevole Casini, cosa pensa delle prime settimane di Bersani come segretario del Pd?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Bersani è una persona seria e per bene. Se fossero tutti Bersani, sarebbe facile un accordo con il Pd. Invece quel partito ha nel suo codice genetico un assemblaggio di idee e di umori così diversi da paralizzarne spesso l’azione. Per questo il Pd si trova ora in balia di Di Pietro, ora della piazza viola, ora delle spinte massimaliste della sinistra. E non sempre riesce ad esprimersi in autonomia».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Intanto, dopo l’iniziativa di Rutelli, avete accolto nelle vostre file anche Dorina Bianchi, proveniente dal Pd.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Rispetto il travaglio dei partiti. Ma non posso certo fermare chi in questi giorni sceglie di venire da noi. Non c’è nulla di ostile: è il bipartitismo che sta andando definitivamente in crisi».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sono ancora possibili alleanze Pd-Udc in qualche Regione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Da forza di opposizione quale siamo, abbiamo dato disponibilità ad alleanze periferiche con la sinistra. Ma siccome non siamo un partito trasformista chiediamo alcune discontinuità, sui programmi e sugli uomini. L’alleanza con l’Udc è possibile a fronte di chiare innovazioni. Vedo che Bersani ha difficoltà, che ci sono personalismi che bloccano il Pd. A noi però nessuno può chiederci di fare numero per battere Berlusconi. Peraltro è lo stesso argomento che Berlusconi usa con noi: venite con noi per battere la sinistra. La nostra politica invece è uscire dallo schema duale Berlusconi-antiBerlusconi».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sulla finanziaria però la vostra opposizione al governo è piena.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E ci mancherebbe altro. Il governo ha persino impedito il confronto sugli emendamenti in commissione perché ha paura dei contrasti in seno alla maggioranza. Al Pd però chiedo ora di ridurre gli emendamenti in aula all’essenziale per non dare alibi al governo sulla fiducia e sfidarli in votazioni che Pdl e Lega mostrano di temere».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=OO6XG&quot;&gt;Il Messaggero - Claudio Sardo&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Roberto CALDEROLI: «Il no alle moschee ci porta voti da sinistra»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/12/09/roberto-calderoli/%C2%ABil-no-alle-moschee-ci-porta-voti-da-sinistra%C2%BB-intervista/474366"></link>
  <updated>2009-12-09T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>474366</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: Lega) -  Ministro  Semplificazione Normativa (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Non arretra di un millimetro, il ministro leghista Roberto Calderoli. Dopo le critiche al vescovo di Milano Dionigi Tettamanzi, che per le sue parole su immigrazione e accoglienza è stato definito «imam» da la Padania, il Carroccio è nella bufera. Ma il titolare della Semplificazione, che del porporato brianzolo aveva detto «non c`entra con Milano, è come mettere in Sicilia un sacerdote mafioso», fa spallucce: «Aumenteremo i voti».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ministro, le vostre posizioni su Tettamanzi hanno scatenato un putiferio. Sono scesi in campo anche l`Avvenire, Giorgio Napolitano e il Segretario di Stato Tarcisio Bertone.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Basta polemiche. Ho già detto tutto».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il presidente della Repubblica ha affermato che la Chiesa è essenziale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Sono d`accordo. Comunque sia, nel giorno di Sant`Ambrogio avrei gradito che qualcuno parlasse dei milanesi, dei nostri Santi e dei nostri poveretti, non vedo perché pensare sempre a quelli che vengono da fuori».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;A proposito di chi viene da fuori. Il finiano Carmelo Briguglio dice che bisognerebbe creare un ministero ad hoc per l`immigrazione, sfilandola dalle competenze del Viminale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«L`immigrazione va bene dove sta».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lo ripeta ai finiani...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Significa che aumenteremo ancora i voti. Ha visto il sondaggio sui minareti? Anche nell`elettorato di sinistra c`è la maggioranza che non li vuole.


Noi ringraziamo».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ringraziate anche Emma Bonino, che ha proposto uno sciopero degli immigrati?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Nel nostro Paese ci sono delle regole. Può restare in Italia chi viene per lavorare. Chi è irregolare deve andare via».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Dica la verità: vi piace da matti essere soli contro tutti e sollevare polveroni.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ma no! Noi stiamo portando avanti le nostre idee. Da sempre facciamo così. Magari sono altri che le cambiano, le idee. Ma la gente tiene alle proprie tradizioni e ci premia.


La coerenza paga».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ce l`ha con Gianfranco Fini?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Basta Fini! Non me ne frega, niente. Noi facciamo le nostre proposte e ci impegnamo a, realizzare il programma concordato con il PdL e non solo.

Siamo coerenti. Non cambiamo idea in corso d`opera e aumentiamo i voti».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
A proposito di voto. Quando lei aveva parlato di minareti e referendum svizzero...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«...alt. Dico subito che non ho mai detto che volevamo un referendum sui minareti.

Anche perché è una cosa che non c`è».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Appunto. Nel Nord c`è solo un minareto, nella &quot;berlusconiana&quot; Segnate.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non è un problema di minareto.

E molto importante avere la possibilità di un referendum consultivo o propositivo, come in Svizzera, per dare la possibilità ai cittadini, su temi importanti e che coinvolgono anche la coscienza, di dare un indirizzo al Parlamento».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Si può dire che la Lega vuole dei referendum propositivi per arginare l`islam?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Il referendum consultivo o propositivo c`è già in ambito comunale o regionale. Noi chiediamo che, quando si deve decidere se realizzare una moschea, ci sia il coinvolgimento dei cittadini».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;A proposito di gente che dice la sua. Miccichè ha affermato:&lt;br /&gt;


&quot;Forse Spatuzza è pagato dai magistrati o da terzi&quot;.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ho già detto che le parole di Spatuzza valgono come un peto. Non voglio attribuirgli nulla di più. E gente a cui torna la memoria dopo più di dieci anni...».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ministro, sempre a proposito di pentimenti: davvero non ha rimorsi per le parole su Tettamanzi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Se fossi pentito avrei chiesto scusa. Io ho il massimo rispetto per il cardinal Tettamanzi ma non condivido il suo pensiero politico. Punto».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=OO6OG&quot;&gt;Libero - Matteo Pandini&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Massimo Cacciari: «La Lega non sa di cosa parla. I leghisti ignorano il cristianesimo e sono un pericolo per l'Italia»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/12/07/massimo-cacciari/%C2%ABla-lega-non-sa-di-cosa-parla-i-leghisti-ignorano-il-cristianesimo-e-sono-un-pericolo-per-litalia%C2%BB-intervista/473261"></link>
  <updated>2009-12-07T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>473261</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Venezia (VE) (Partito: DL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L´amore per il prossimo è la solidarietà. Devo dire che solo la Chiesa svolge un ruolo essenziale per il futuro.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Massimo Cacciari, per la Lega il cardinale Tettamanzi tralascia le questioni della Chiesa e fa politica.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Su questa, come su altre questioni, la Lega non sa di cosa parla, c´è una totale ignoranza sui fondamenti del Cristianesimo: è davvero difficile interloquire con chi non sa che l´amore per il prossimo, come racconta la parabola del buon samaritano, è quella solidarietà di cui il cardinale parla. I leghisti non solo non lo capiscono, ma non sono neanche interessati a farlo. Sono solo alla disperata ricerca di una &quot;religio civili&quot;, una predica vagamente moralistica, fatta per tenere buone le persone. L´esatto contrario di quello che è la religione cristiana».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;L´accusa rivolta al cardinale Tettamanzi è di fare demagogia sui bambini rom.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Pensare di trattare lo straniero come nemico è un´aberrazione frutto, ripeto, della colossale ignoranza di questa gente. Con buona pace loro, è proprio compito della Chiesa denunciare dal suo pulpito la mancanza di quelle pratiche di carità. Compito che viene svolto allo stesso modo, sottolineo, di tutta la Chiesa, perché su questi temi non credo esista una via milanese, o romana, o veneziana».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Se capitasse a lei, come sindaco di Venezia, di essere ripreso su questi temi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Questi discorsi, forse anche più netti, io li ho sentiti fare al cardinale Scola, a Venezia. E certo non mi offendo se mi vengono rivolte critiche di questo genere, perché le considero doverose e costruttive. Se poi si parla di campi nomadi, io ne ho appena chiuso uno: ma la differenza è il progetto per il dopo, il cercare di sistemare questa gente tenendo conto dei loro costumi, ricorrendo anche a villaggi più decenti come fase di passaggio. Per i leghisti lo straniero non dovrebbe esistere e i preti si dovrebbero limitare a fare patronato e a far giocare i bimbi all´oratorio».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Altra accusa: non si capisce se Tettamanzi sia un cardinale o un imam.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ci rendiamo conto? Per loro, in un´epoca di società multietnica, dire imam è un insulto. Queste persone possono provocare danni pazzeschi, e mi sembra che questo Paese non capisca il rischio che stiamo correndo con forze politiche di questo genere al governo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei ha conosciuto l´ex arcivescovo di Milano, il cardinale Martini. Che differenze ci sono con Tettamanzi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ad essere diversa era la situazione di Milano e del Paese. Le cose sono peggiorate, c´è un imbarbarimento pericoloso ed è giusto che la Chiesa continui a fare critiche che sono molto costruttive, perché denunciano un pericolo reale».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma la Chiesa è sola, davanti a questo compito?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Con realismo devo dire che c´è solo la Chiesa, che svolge un ruolo essenziale per il nostro futuro. I laici di buona volontà fanno analisi, ma non indicano strade pratiche da percorrere per evitare che si allarghino le brecce dovute alle politiche anche, ma non solo, della Lega».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=ON1YJ&quot;&gt;La Repubblica - Oriana Liso&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>LORENZO DELLAI: Sul crocefisso la sceneggiata della Lega Nord in Consiglio Regionale.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/10/lorenzo-dellai/sul-crocefisso-la-sceneggiata-della-lega-nord-in-consiglio-regionale/418824"></link>
  <updated>2009-11-10T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>418824</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Provincia Trento- Consigliere Provincia Trento (Lista di elezione: Upt) - Consigliere Regione Trentino Alto Adige (Lista di elezione: Upt) - Vicepres. Regione Trentino Alto Adige&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;La sceneggiata messa in campo dalla Lega Nord in Consiglio Regionale è la cartina al tornasole di quanto ho avuto modo di commentare a proposito della sentenza europea in tema di crocefisso nelle scuole. Osservavo che quella sentenza, contrariamente a quanto avevano commentato alcune anime candide, non avrebbe affatto favorito in Europa un clima di sereno confronto e reciproco rispetto tra diverse confessioni religiose, ma avrebbe messo in moto una serie di effetti a catena destinati a rinvigorire le componenti più radicali e fondamentaliste.
&lt;p&gt;
Sono stato facile profeta nel dire che, dopo questa sentenza totalmente priva di riferimento al buon senso, il crocefisso si sarebbe trasformato in una sorta di 'clava' in mano ai nuovi 'atei devoti', strumento a difesa di una civiltà che si presume minacciata dai processi demografici e dalla globalizzazione. Benzina su un fuoco, quello del presunto scontro di civiltà, che a fatica persone, intellettuali, autorità politiche e religiose più responsabili sono riuscite fino ad ora a controllare e a mantenere nell’ambito della ragionevolezza. Usare simboli religiosi in questo modo, come avvenuto oggi in aula, è sintomo, sul piano civile, di una assoluta irresponsabilità istituzionale; sul piano religioso è indice di un atteggiamento che rasenta la profanazione ed il sacrilegio.
&lt;p&gt;
Sarà bene che tutti, nel nostro piccolo e a livello generale, apriamo una seria riflessione per impedire che il rapporto vitale e fecondo fra istanza civile e istanza religiosa che per molti secoli ha costituito uno dei pilastri dell’identità dei nostri territori alpini, venga travolto da una micidiale manovra a tenaglia messa in campo per un verso dai novelli fondamentalisti e, per altro verso, dai laicisti, propugnatori di una dimensione meramente privatistica dell’istanza religiosa.
&lt;p&gt;
Forse il sano principio degasperiano della laicità nella politica, unitamente alle tradizioni di apertura e di sensibilità culturale della nostra Chiesa, possono aiutarci nell’evitare queste due derive.&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.uffstampa.provincia.tn.it/CSW/c_stampa.nsf/ComunicatiperStampa/E9E61FF9F4D8FD53C125766A00574F65?Opendocument&quot;&gt;Regione Autonoma Trentino-Alto Adige - Uff. Stampa&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Umberto BOSSI: «Nell'agenda delle riforme anche una revisione di Concordato e Patti Lateranensi»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/08/27/umberto-bossi/%C2%ABnellagenda-delle-riforme-anche-una-revisione-di-concordato-e-patti-lateranensi%C2%BB/402793"></link>
  <updated>2009-08-27T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>402793</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) -  Ministro  Riforme per il Federalismo (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Se i rapporti fra lo Stato e la Chiesa andranno avanti lungo questa deriva, ossia le gerarchie ecclesiastiche proseguiranno in questa politica marcatamente interventista nei confronti delle decisioni e degli orientamenti della politica e delle istituzioni al di là di ogni ragionevole confine di neutralità delle rispettive sfere di intervento, bisognerà inserire nell'agenda delle riforme anche una revisione di Concordato e Patti Lateranensi. &lt;br /&gt;
Non ci pare il caso».

&lt;p&gt;
È il passaggio cruciale dell'editoriale di ieri della Padania - tono e stile, quasi cavourriano, o liberal-risorgimentale - dal significativo titolo &quot;Strane ingerenze ideologiche in uno Stato laico&quot;.

&lt;p&gt;
In breve: tra Lega Nord e Chiesa cattolica, ormai è guerra aperta, e in questa occasione, è il caso di dire, le parole sono pietre. Dopo gli insulti tra il ministro Calderoli e Monsignor Vigliò, dopo l'ultima sortita di Bossi (che ha definito &quot;senza senso&quot; le parole del Vaticano sui migranti lasciati morire in mare e ha invitato il medesimo ad aprire le sue porte ai &quot;clandestini&quot;), ora la minaccia della Lega è, nientemeno, che la revisione (o la denuncia?) del Concordato. Non andrà avanti, si suppone, ma un certo effetto lo fa.
&lt;p&gt; Il tutto accade - si badi bene - alla vigilia dell'incontro tra Berlusconi e il cardinal Bertone alla Festa aquilana della Perdonanza (storica istituzione di Celestino V), con il Cavaliere impegnato da vari mesi a recuperare un buon rapporto con le gerarchie ecclesiastiche, che non gli risparmiano nulla sul suo &quot;stile di vita&quot;. &lt;br /&gt;
Infatti per il centrodestra ci ha pensato Maurizio Lupi a chiedere a Bossi di &quot;abbassare i toni&quot; e di smetterla di indossare i panni dell'anticlericalismo da giovane Pannella. 
&lt;p&gt;Insomma, dalle parti del centro-destra devono essere alquanto preoccupati. Il fatto è che questa Lega &quot;di lotta e di Governo&quot; va dritta per la sua strada: è tutta l'estate che occupa la scena, certo approfittando anche dell'appannamento politico del premier, s'inventa una battaglia o una proposta al giorno, semina idee e cultura. &lt;br /&gt;
A suo modo, s'intende, cioè sulla base di posizioni quasi sempre, nel merito, pessime o anche devastanti, ma dimostrando nei fatti di essere l'unica forza che, in questo paese, fa politica con determinazione e, ahimé, crescente successo.

&lt;p&gt;
In questa ultimissima circostanza, siamo poi al massimo della furbizia: nello scontro con la Chiesa, la Lega &quot;coniuga&quot; una causa pessima, come l'odio per i migranti, con una causa di sinistra, la rivendicazione della laicità dello Stato. Con tanto di robusto invito al Vaticano di smetterla di impicciarsi della cose, insomma della politica italiana - quante volte, noi di sinistra, l'abbiamo gridato, proposto, agitato?

 
&lt;p&gt;

Nella fattispecie, non c'è dubbio dove stia il torto: sta tutto dalla parte della Lega, che della crociata, anche ideologica, contro l'&quot;invasione dei clandestini&quot;, ha fatto una delle sue autentiche bandiere - forse la sua bandiera principale. &lt;br /&gt;
Di più: di fronte ai settanta eritrei morti in mare, per colpa delle loro leggi, hanno davvero dato prova, i leghisti, di cinismo e anche di un po' di crudeltà. &lt;br /&gt;
(La &quot;realpolitik&quot; e anche la &quot;sicurezza&quot; non c'entrano quasi niente se è vero, come ben sa il ministro Maroni, che stiamo parlando di una percentuale molto bassa dell'immigrazione clandestina, quella via mare, che arriva sì e no al 15 per cento di quella totale). 
&lt;p&gt;La sola forza che si è opposta con vigore e vera passione a questa politica (e a questa ideologia) è stata la Chiesa cattolica: un caso di benedetta ingerenza, anche di fronte alla tiepidezza della reazione della sinistra e del mondo democratico, se mai ancora sussiste. Oltretutto, quando interviene sulle questioni dell'immigrazione e chiama in causa i valori dell'accoglienza, della carità e della pietà, la Chiesa non fa altro che esercitare onestamente il suo mestiere - adempie alla sua funzione, per così dire, &quot;naturale&quot;.

&lt;p&gt;
E quindi come la mettiamo, noi di sinistra, noi laici? Come facciamo a dire &quot;brava&quot; alla Lega, che minaccia di fare una cosa giusta - la denuncia del regime concordatario che dà alla Chiesa cattolica inauditi privilegi economici e culturali - brandendo una ragione odiosa come il razzismo e la persecuzione dei clandestini? Forse, c'è qui una perfetta metafora della nostra sconfitta e delle nostre impotenze attuali.

&lt;p&gt;
Da una parte, c'è la crisi della Chiesa cattolica - ma è una crisi che si consuma &quot;da destra&quot;, non certo da sinistra (e nemmeno dal centro), dall'altra la montante aggressività di una destra intelligente, la Lega, che non ha paura dellle proprie cause e le porta avanti, a &quot;dispetto di Dio e dei santi&quot;, è il caso di dire. &lt;br /&gt;
E che è perfino capace, con un classico procedimento gramsciano di &quot;rivoluzione passiva&quot;, di appropriarsi là dove e serve, anche a sinistra, di idee e posizioni. In altre parole, la Lega di Bossi pratica la propria autonomia politica anche attraverso un incessante revisionismo politico-ideologico: ciò che le consente di essere non solo il motore più attivo del centro-destra, ma la vera &quot;testa d'uovo&quot; della maggioranza attuale.

&lt;p&gt;
Del resto, non ci ha &quot;rubato&quot; da un bel pezzo i voti degli operai del Nord? Non passa con disinvoltura dall'antiislamismo fanatico all'anticlericarismo ottocentesco? Non riscopre le bellezze della comunità territoriale, dialetti compresi, di cui anche noi tante volte abbiamo parlato con ammirata trepidazione? Forse, urge una riflessione di fondo, prima che sia troppo tardi. Dall'altra parte, c'è la Chiesa cattolica: la quale, più diventa un soggetto minoritario e una forza spiritualmente in declino, più accresce le sue pretese, chiamiamole così, &quot;materiali&quot;.

&lt;p&gt;
La Chiesa dell'assistenza e della carità cristiana, la Chiesa pro-lavoro e pro-migranti convive oggi, vale a dire, con un forte spirito &quot;neotemporalistico&quot; e una rilevante smania di potere. Qui sta una parte sostanziosa del problema: le alte gerarchie ecclesiastiche (anche loro approfittando dello scarso appeal del Papa) non rinunciano a fare politica. E lo fanno a tutto campo: vorrebbero dallo Stato (dal Parlamento e dalle istituzioni) una vera e propria delega all'amministrazione dei problemi così detti etici. Ennesima prova della pericolosità di questa dimensione: nei problemi così detti etici, c'è tutto, dall'aborto alla finevita, dalla libertà di orientamento sessuale all'imposizione della dottrina cattolica nelle scuole, dalla scienza all'immigrazione.

&lt;p&gt;
E anche per questo il Vaticano è destinato a cadere in contraddizioni flagranti: appoggia il Cavaliere, per scoprire che &quot;non è un santo&quot; e corrompe le giovani generazioni; appoggia di fatto la Lega, nella campagna omofoba, per poi scoprire che la Lega nutre &quot;disprezzo&quot; nei confronti di tutte le diversità; appoggia tutti i governi possibili, a patto che sgancino soldi e consentano quella vera e propria truffa legalizzata che è l'otto per mille. 
&lt;p&gt;Davvero, tra una destra politicamente sempre più forte e una Chiesa così conciata, siamo proprio presi in trappola. Dubbio finale: che tutto questo accada perché, in questo paese, non c'è proprio più traccia di ciò che chiamiamo sinistra?&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://altronline.it/print/769&quot;&gt;L'Altro - Rina Gagliardi&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Mario BORGHEZIO: «Rivedere il Concordato non è una posizione della Lega» </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/08/26/mario-borghezio/%C2%ABrivedere-il-concordato-non-%C3%A8-una-posizione-della-lega%C2%BB/402747"></link>
  <updated>2009-08-26T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>402747</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L'eurodeputato prende le distanze dall'editoriale dell'organo di partito: «Legittimo, ma non ufficiale»
&lt;p&gt; La Lega prende le distanze da un editoriale pubblicato mercoledì dalla Padania, organo ufficiale della Lega Nord.&lt;br /&gt;
 A firma Stefano B. Galli, l'articolo affermava che davanti ai continui attacchi del Vaticano al Carroccio è il caso di iniziare a pensare a rimettere in discussione i Trattati lateranensi che regolano, per Costituzione, i rapporti fra Italia e Vaticano. «È un'opinione legittima dell'autore dell'articolo, ma non esprime la posizione ufficiale della Lega», dice Borghezio, che è anche presidente dell'Associazione Padania cristiana. 
&lt;p&gt;«Nel movimento leghista si avverte qualche malessere per alcune uscite di esponenti della Chiesa, ma da qui alla revisione del Concordato ne passa. Abbiamo totale fiducia nel magistero di Papa Ratzinger, ma ricordiamo anche le parole 'Libera Chiesa in libero Stato' pronunciate da Cavour. La Chiesa ha diritto di indicare la dottrina, ma lo Stato ha uguale diritto di andare avanti nelle sue scelte. &lt;br /&gt;
Nella Lega non tutti gli interventi della Chiesa sono andati giù. In particolare, l'editoriale durissimo di Famiglia Cristiana sul giochino dei barconi. Sembra che ogni occasione sia buona per attacchi severi e ingiustificati contro le opinioni espresse dai ministri della Lega. La politica della Lega sull'immigrazione è giusta per il bene della nostra gente, ma anche per gli immigrati che non devono essere trasportati come animali da gente senza scrupolo». «La Lega non ha alcuna intenzione di modificare il Concordato che così com'è va bene» hanno poi affermato in una nota congiunta Fabrizio Bricolo, presidente dei senatori della Lega, e Roberto Cota, presidente dei deputati del Carroccio: «L'articolo è stato scritto da un editorialista esterno ed esprime le sue opinioni personali».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;La Padania&lt;/b&gt; - L'avvertimento della Padania, dal titolo «Strane ingerenze ideologiche in uno Stato laico», definisce le parole di mons. Vegliò all’indirizzo del ministro leghista Calderoli come «l’ultimo episodio di una lunga serie di ingerenze ideologiche e squisitamente politiche da parte di uomini delle gerarchie ecclesiastiche nelle faccende di uno Stato che, fino a prova contraria, è laico. 
&lt;p&gt;Se i rapporti fra lo Stato e la Chiesa andranno avanti lungo questa deriva, ossia le gerarchie ecclesiastiche proseguiranno in questa politica marcatamente interventista nei confronti delle decisioni e degli orientamenti della politica e delle istituzioni al di là di ogni ragionevole confine di neutralità delle rispettive sfere di intervento, bisognerà inserire nell’agenda delle riforme anche una revisione di Concordato e Patti Lateranensi. Non ci pare il caso».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Famiglia Cristiana&lt;/b&gt; - Risponde indirettamente Famiglia Cristiana, che accusa la Lega Nord e Umberto Bossi di atteggiamento «sprezzante nei confronti degli appelli umanitari della Chiesa».&lt;br /&gt;
 Il settimanale cattolico elogia il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per la sua richiesta di chiarimenti sulla vicenda dei naufraghi eritrei, osservando che «invece di sollecitare un'inchiesta sui mancati soccorsi, l'atteggiamento del governo, in mano a un Bossi sprezzante nei confronti degli appelli umanitari della Chiesa, è passato da un iniziale scetticismo misto a insofferenza al rimpallo delle responsabilità, che pure sono gravissime, della Marina maltese. &lt;br /&gt;
Abbiamo trasformato il 'mare nostrum' in un 'mare mostrum', in un clima di quasi totale e disarmante conformismo mediatico e politico».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/09_agosto_26/padania_monito_vaticano_df55ed86-9234-11de-bb1e-00144f02aabc_print.html&quot;&gt;Corriere della Sera.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Gianfranco FINI: Monito sull'immigrazione: «L'approccio emotivo è miope»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/08/26/gianfranco-fini/monito-sullimmigrazione-%C2%ABlapproccio-emotivo-%C3%A8-miope%C2%BB/402746"></link>
  <updated>2009-08-26T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>402746</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Camera   (Lista di elezione: PdL) - Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
 Intervento alla Festa del Pd: «No a politiche vagamente razziste»
&lt;p&gt;Il tema dell'immigrazione non deve essere piegato alla «propaganda quotidiana».&lt;br /&gt;
 Gianfranco Fini interviene alla Festa del Pd di Genova e lancia quello che appare come un monito dopo le polemiche degli ultimi giorni (non ultima lo scontro tra Lega e Vaticano). «Affrontare un tema così grande, con un'ottica riduttiva, che qualche esponente politico sembra avere - afferma il presidente della Camera - rischia di non portarci da nessun parte. L'approccio emotivo e fondato soltanto sulla questione della sicurezza dei cittadini italiani è miope e sbagliato». Non solo. Secondo Fini, i diritti fondamentali dell'uomo sono «universali e non possono essere negati.&lt;br /&gt;
 Di fronte a ciò, e alla portata biblica delle migrazioni, le risposte devono essere quanto più globali possibile, innanzitutto dalla parte ricca del pianeta nei confronti del Sud del mondo. Il problema delle migrazioni non lo risolvi quando il migrante è sul tuo uscio di casa».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;No a politiche razziste&lt;/b&gt; - «Spogliandosi dei panni del presidente della Camera», e tornando a vestire quelli di «uno dei fondatori del Pdl», Fini rimarca le differenze rispetto all'approccio leghista proprio sul tema dell'immigrazione: «Ho l'impressione che il Carroccio continui a guardare con lo specchietto retrovisore, o se volete guarda al quotidiano. Mi auguro che il Pdl comprenda che se si limita a produrre una fotocopia della politica dell'originale, dove per originale si intende la Lega Nord, è naturale che l'originale sia sempre più gradito.&lt;br /&gt;
 Per questo è necessario che il Pdl affini l'approccio alla materia». «Chi arriva in Italia è una persona - ribadisce poi. - La distinzione tra regolare e clandestino non può essere la cartina al tornasole per orientare una politica». 
&lt;p&gt;Fini sintetizza il suo pensiero con una formula: «Estremo rigore nel rispetto delle regole fondamentali per l'ingresso e la permanenza sul territorio nazionale, ma censura nei confronti di qualsiasi politica che sia vagamente discriminatoria, xenofoba, razzista». E poi aggiunge: «Alcune politiche fatte in Italia non dovevano essere inserite in un provvedimento normativo e sono lieto che il Parlamento abbia detto di no». Il presidente della Camera fa un esempio: «La norma che prevedeva che se un clandestino si presenta in ospedale non ha diritto di essere curato». Fini lancia però un avvertimento. «Attenzione a non cadere nell'eccesso contrario, nel pensare cioè che tutti coloro che arrivano in Italia abbiano la possibilità di farlo».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lega e Chiesa&lt;/b&gt; - Il presidente della Camera accoglie comunque positivamente il chiarimento del Carroccio dopo l'articolo della &quot;. «È positivo che la Lega nord abbia detto 'non se ne discute, il Concordato non c'entra nulla'. &lt;br /&gt;
E ci mancherebbe». «La Chiesa - aggiunge - lancia un messaggio di carattere universale: come si può pensare che abbia un'ottica nazionale? Non si può piegare la Chiesa alla propaganda quotidiana, come se fosse un perenne comizio di periferia quello che viene da una fonte così autorevole».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Biotestamento&lt;/b&gt; - Fini affronta anche la questione &quot;biotestamento&quot; e promette che farà «il possibile per correggere il testo alla Camera». «Non credo che si tratti di favorire la morte - spiega - ma di prendere atto della impossibilità di impedirla, affidando all'affetto dei familiari e alla scienza dei medici la decisione». 
&lt;p&gt;«Non voglio fare nessuna crociata contro i cattolici, per i quali ho il massimo rispetto - afferma - ma chi dice che su queste questioni decide la Chiesa e non il Parlamento per me è un clericale. Io dico di no, spetta al Parlamento decidere». «Ogni cittadino e ogni parlamentare - ribadisce - deve rispondere alla sua personale coscienza.&lt;br /&gt;
 Su questioni relative alla vita e alla morte non ci può essere un vincolo di maggioranza o di partito». Ma per l'Udc Fini sbaglia perché «un presidente della Camera non è chiamato a correggere, ma ad agire nel rispetto del suo ruolo istituzionale e a farsi garante della volontà del Parlamento».&lt;br /&gt;
 Luisa Capitanio Santolini aggiunge anche che «ci aspettiamo che la Camera possa lavorare tranquillamente e senza alcuna interferenza sul testo uscito dal Senato, nel quale stata trovata la giusta mediazione tra le posizioni per fare una buona legge sul fine vita».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Gabbie salariali&lt;/b&gt;- «Un modo antinazionale», così Fini descrive le gabbia salariali. Un problema che c'è perchè bisogna «cominciare a collegare la produttività alla consistenza dello stipendio». Fini ha ripetuto «di non trovare nulla di disdicevole se c’è una differenza tra il salario di un metalmeccanico a Lamezia e a Savona», ma poi anche per il metalmeccanico di Lamezia «si deve collegare salario a produttività».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Camere&lt;/b&gt;- « Non dall’inizio di questa legislatura ma da tempo c’è un rischio di cortocircuito tra il diritto dell’esecutivo di governare e il diritto del Parlamento che deve controllare, indirizzare, discutere», spiega il presidente della Camera che aggiunge: « serve una approfondita discussione su come rendere la democrazia governante, è una discussione che andrà fatta».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;G8 di Genova&lt;/b&gt;- «Come italiano sono stato felice che la Corte Europea abbia detto in modo inequivocabile che Placanica abbia agito per legittima difesa. Mi fa piacere che applaudiate perchè ci ricordiamo quante polemiche ci furono». È il commento di Fini sulla sentenza che ha assolto il carabiniere che uccise Carlo Giuliani durante il G8 nel 2001. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/09_agosto_26/fini_festa_pd_camera_654d8850-925c-11de-bb1e-00144f02aabc_print.html&quot;&gt;Corriere della Sera.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Renato BRUNETTA: &quot;Checchè ne dica la Cei e il presidente Bagnasco, in Italia non c’è crisi sociale”</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/27/renato-brunetta/checch%C3%A8-ne-dica-la-cei-e-il-presidente-bagnasco-in-italia-non-c%E2%80%99%C3%A8-crisi-sociale%E2%80%9D/391728"></link>
  <updated>2009-06-27T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391728</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  PA e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;L’economia è una cosa e la Chiesa è un’altra cosa&quot;
&lt;p&gt;Concordia (MO) - &quot;Checchè ne dica la Conferenza episcopale italiana e il presidente Bagnasco, in Italia non c’è crisi sociale”. 
&lt;p&gt;Il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, risponde così alle dichiarazioni della Cei, intervenendo all'assemblea di bilancio della Cooperativa 'Cpl Concordia', nel modenese.

&lt;p&gt;
 

&quot;In Italia - spiega Brunetta - non si percepisce crisi sociale, checchè ne dica la Cei e Bagnasco. &lt;br /&gt;
L’economia è una cosa e la Chiesa è un’altra cosa. Loro possono avere una percezione di tante aree di sofferenza che magari proiettano all’universo; va tutto il mio rispetto per questa loro percezione però non è una percezione proiettabile all’universo”.

 
&lt;p&gt;

&quot;In Italia - continua - non c’è crisi sociale perchè il sistema regge e tiene, perchè i 15 milioni di lavoratori dipendenti al momento tengono, il loro potere di acquisto o è mantenuto o è incrementato”.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://quotidianonet.ilsole24ore.com/politica/2009/06/20/194462-brunetta_replica_bagnasco.shtml&quot;&gt;Quotidiano.net&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Eugenia Maria ROCCELLA: «Il presidente Fini dice cose non vere»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/05/19/eugenia-maria-roccella/%C2%ABil-presidente-fini-dice-cose-non-vere%C2%BB-intervista/391280"></link>
  <updated>2009-05-19T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391280</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Sottosegretario  Lavoro Salute e Politiche sociali (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Dove le vede Fini in Italia leggi orientate a precetti religiosi? Non ci sono».&lt;br /&gt;
 Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare, ha guidato nel governo la battaglia cattolica sul testamento biologico e ha la delega alle questioni bioetiche. 
Al presidente della Camera, che aveva proprio sulla legge di fine vita lanciato l`allarme sul rischio di Stato confessionale, dà l`alt.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quindi Fini sbaglia, sottosegretario Roccella?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Semplicemente dice una cosa non vera, nel senso che non ci sono norme orientate dalla fede, ma dal massimo di ragionevolezza e di condivisione.

Inoltre è il Parlamento che decide e la nostra democrazia ha tutti i meccanismi di garanzia».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In che senso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Chi non è d`accordo può chiedere il referendum. Gli elettori ad esempio, hanno punito i partiti che hanno avuto posizioni in cui il popolo italiano evidentemente non si è riconosciuto, come Rifondazione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;A lei non sembra che la legge 40 sulla fecondazione assistita o la discussione sul testamento biologico in Parlamento siano state modellate sui diktat del Vaticano?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Se avessimo fatto una legge sulla procreazione assistita orientata in base alla fede, semplicemente avremmo dovuto vietarla perché questa è la posizione della Chiesa cattolica.


Mentre quella legge si rivela lungimirante».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il ddl sul testamento biologico obbliga all`idratazione e alla nutrizione artificiale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non è un obbligo; non c`è la possibilità di rifiutare. D`altra parte non tutte le libertà possono declinarsi in un diritto. Si è liberi di suicidarsi ma non c`è un diritto al suicidio. Se sono temi in cui il dubbio deve prevalere sulle certezze allora bisogna ricorrere al principio di precauzione».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=M1Q66&quot;&gt;La Repubblica - (g.c.) &lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Giorgio NAPOLITANO: «Sento aria di razzismo. C’è troppa retorica xenofoba».</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/05/15/giorgio-napolitano/%C2%ABsento-aria-di-razzismo-c%E2%80%99%C3%A8-troppa-retorica-xenofoba%C2%BB/391254"></link>
  <updated>2009-05-15T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391254</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Anche in Italia c'è rischio che possa prevalere una tendenza all’intolleranza o alla xenofobia a causa del diffondersi di una «retorica pubblica» che finisce per orientare l’opinione pubblica in questa direzione: il monito, duro e preoccupato, viene dal Capo dello Stato proprio mentre la Camera vara il disegno di legge sulla sicurezza.
&lt;p&gt; Ma Silvio Berlusconi fa mostra di non ritenere che le parole di Giorgio Napolitano possano essere indirizzate al suo governo: «Noi siamo contro la xenofobia», proclama assicurando l'impegno dell'esecutivo contro qualsiasi forma di razzismo. Il premier esclude, inoltre, che dalla Cei - che ha sottolineato come, trasformando la clandestinità in un reato, diventerebbe impossibile per le madri clandestine riconoscere i propri figli - sia arrivata una bacchettata al governo: «Non ho conoscenza di queste critiche», afferma.&lt;br /&gt;
 Mentre per il ministro dell’Interno Maroni le critiche dei vescovi italiani «sono infondate: bisogna leggere il testo e allora tanti pregiudizi cadranno».
&lt;p&gt;
      Napolitano, nel denunciare il diffondersi e l'aggravarsi della povertà e delle diseguaglianze a seguito della crisi economica, ha chiesto nuovi interventi a favore di «coloro che si trovano in fondo alla scala sociale perché non rimangano confinati in quella posizione. Questo è tanto più importante nei nostri Paesi, dove le differenze in termini di origini etniche, religiose e culturali sono aumentate. &lt;br /&gt;
Qui - ha affermato - il rischio che queste differenze si traducano in un fattore di esclusione è sempre presente ed è aggravato dal diffondersi di una retorica pubblica che non esita ad incorporare accenti di intolleranza o xenofobia».
&lt;p&gt;
      Berlusconi, tuttavia, non fa una piega. I respingimenti, sostiene, «sono in linea con le direttive europee e sono necessari come deterrenza» di fronte ai continui sbarchi di immigrati, «altrimenti l'Italia diventa l'approdo di troppe persone. &lt;br /&gt;
Per la sinistra - dice - le porte sono spalancate per tutti. Noi, invece, teniamo le porte chiuse e le socchiudiamo solo per chi viene a lavorare ed integrarsi».&lt;br /&gt;
 A confortare il Cavaliere nelle sue convinzioni, come sempre, i sondaggi: «Il 76 per cento degli italiani condivide l'operato del governo», assicura. Il testo sulla sicurezza, insiste il premier, è assolutamente necessario: «Non possiamo lasciare che la situazione sia quella che c'era con la sinistra che incentivava l'immigrazione clandestina». Con la nuova legge, sostiene, è stato dato «un messaggio alle organizzazioni criminali: quello che noi non possiamo accogliere immigrati che non hanno né arte né parte e che quindi non possono entrare nel sistema produttivo e che vanno a finire nelle organizzazioni criminali».
&lt;p&gt;
      Il monito del Capo dello Stato impressiona ancora meno Umberto Bossi: «Napolitano? Io ascolto la gente. Non come Franceschini: il suo intervento in aula sembrava un suicidio in diretta. Non ascolta la gente». E per il ministro Maroni, le critiche della Cei nascono da «pregiudizi infondati».
&lt;p&gt;
      Resa più forte dalle parole del Capo dello Stato e dalle prese di posizione della Chiesa, l’opposizione, intanto, moltiplica i suoi attacchi. Il leader del Pd, Dario Franceschini, insiste sulla questione dei «bambini invisibili», ricordando che questa espressione è stata usata da «tutte le organizzazioni internazionali e la Chiesa cattolica. Molti - dice - ci consigliano di guardare i sondaggi e dicono che forse non ci conviene dire queste cose. Tante volte, nella storia, i moderati hanno voltato la testa dall'altra parte. Ma noi non gireremo la testa dall'altra parte». Il rischio -xenofobia, denunciato dal Presidente della Repubblica, è «una preoccupazione giusta», dice a sua volta Massimo D'Alema, che parla di una legge «poco civile e inutile».&lt;br /&gt;
 Duro l’affondo del leader dell'Udc. Pier Ferdinando Casini, a parere del quale questo governo «fa solo demagogia». &lt;br /&gt;
E il leader dell’Idv Antonio Di Pietro, secondo il suo costume, mena ruvidi fendenti contro questo governo che «vuole trasformare l'Italia in un Paese intollerante, fascista, xenofobo e piduista».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://carta.ilgazzettino.it/MostraOggetto.php?TokenOggetto=551144&amp;Data=20090515&amp;CodSigla=PG&quot;&gt; Gazzettino.it - Claudia Giannini&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
</feed>
