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  <title>Openpolis - Argomento: ambiente</title>
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  <updated>2012-05-23T00:00:00Z</updated>
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  <title>Lorenzo Ornaghi: &quot;Rimango contrarissimo a una discarica a Corcolle-Villa Adriana&quot;</title>
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  <updated>2012-05-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>640362</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Beni culturali&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Rimango contrarissimo. Come ho già ribadito più volte sia in sede di consiglio dei ministri sia in sede pubblica, i vincoli paesaggistici e archeologici che insistono su quell'area non sono derogabili per nessun motivo&quot;. 
&lt;p&gt;Lo ha affermato il ministro dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, dopo aver letto le notizie di stampa a proposito di una nota della presidenza del Consiglio in merito a Corcolle-Villa Adriana quale sede idonea per una discarica.
&lt;p&gt; &quot;Non possiamo permetterci un'ondata di legittime critiche internazionali. Per il bene del Paese, Villa Adriana e il suo ambiente storico-naturalistico non possono essere sfregiati&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201205232021-ipp-rt10303-rifiuti_roma_governo_diviso_ornaghi_no_a_discarica_corcolle&quot;&gt;AGI&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Rinnovabili: modificare i decreti e dare stabilità al quadro normativo</title>
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  <updated>2012-05-07T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>627179</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;L'Italia si trova oggi al quarto posto nei G20 per investimenti in energia pulita, prima nella crescita degli investimenti degli ultimi 5 anni e sesta come energia pulita installata. Mentre gli altri Paesi hanno significativamente ridimensionato gli incentivi, il nostro Paese li ha protetti con risultati più che soddisfacenti. L'Italia deve continuare su questa strada dando stabilità al quadro normativo ed evitando di cambiare le regole ogni sei mesi, come successo negli ultimi anni.  Perchè solo stabilizzando il sistema possiamo dare certezza agli investitori e agli operatori del settore delle energie rinnovabili che hanno costituito e costituiscono una delle poche fonti di introito per i Comuni, oggi in grande difficoltà per aver subito tagli significativi e un patto di stabilità eccessivo. Per queste ragioni i decreti del cosidetto 'V Conto energia' vanno profondamente modificati garantendo in ogni caso gli investimenti in corso, con l'obiettivo di favorire lo sviluppo delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica. E' paradossale, infatti, che si rischi di affossare uno dei pochi settori trainanti dell'economia italiana. Perchè puntare su un sistema di energia distribuita aiuta alla liberalizzazione di un mercato, quello energetico, che è ancora pesantemente condizionato dai grandi produttori di energia elettrica&quot;.
&lt;p&gt;

Lo afferma in una nota il capogruppo del Pd alla Camera &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=7200&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Carla Rey: &quot;Opportunità dal carcere&quot;</title>
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  <updated>2012-04-17T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626812</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Venezia (VE) (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Le realtà produttive carcerarie, sono un valore aggiunto per il nostro territorio in quanto svolgono una funzione sociale importante per i detenuti, dando loro la dignità attraverso il lavoro e garantendo una professionalità e un'occupazione futura e, allo stesso tempo, rappresentano un'importante attività artigianale veneziana&quot;.
&lt;p&gt;&quot;Vengono realizzati borse con materiale riciclato, vestiti, prodotti di pelletteria, magliette di pregio, una  linea di cosmesi ricavata da coltivazioni naturali locali, ma anche una lavanderia industriale dotata di un impianto di riciclaggio, in grado di abbattere gli inquinanti che sversano in Laguna. Sono produzioni che ben si sposano con l'idea di urbanità sostenibile, qualità della vita e difesa dell'ambiente. Concetti forti che si stanno diffondendo in tutta Europa, soprattutto tra le pubbliche Amministrazioni, che oggi più che mai sono chiamate a dare servizi pubblici efficienti.&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/54542/UT/systemPrint&quot;&gt;Uff. Stampa - Comune di Venezia&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>FRANCO MIRABELLI: Regione Lombardia negli ultimi 10 anni abbia consumato suolo 7 volte di più della media nazionale</title>
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  <updated>2012-04-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626653</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lombardia (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;b&gt;Franco Mirabelli&lt;/b&gt;, consigliere regionale Pd della Lombardia, intervenendo in un convegno sul consumo di suolo, ha raccontato come Regione Lombardia negli ultimi 10 anni abbia consumato suolo 7 volte di più della media nazionale e sottratto 600 mila ettari di terreno all’ agricoltura: “Se i PGT dei comuni lombardi fossero tutti realizzati nei prossimi anni ci ritroveremmo 10 milioni di abitanti in più. Del resto la giunta Moratti prevedeva un PGT con 400 mila nuovi abitanti i (1/3 in più)”.
&lt;p&gt;

“La cultura della destra formigoniana è curiosa: - ha evidenziato il consigliere - in tutte le ultime leggi il principio del consumo di suolo è sancito solennemente e poi è solennemente disatteso dalla concretezza degli effetti delle stesse leggi. Nelle ultime due leggi licenziate dal Pirellone (sulla casa e quella sulla crescita e sviluppo della Lombardia) non c’è nessun incentivo sul riuso e le sostituzioni edilizie ma ci sono deroghe sui parchi e inviti a costruire ancora sugli assi stradali”.
&lt;p&gt;

Il Partito Democratico presenterà un progetto di legge regionale sul consumo di suolo che obblighi i comuni, al momento della redazione dei PGT, a produrre anche un 4° documento (la carta del suolo), che impedisca di usare gli oneri per la spesa corrente, che dia incentivi al riuso e alla riqualificazione delle aree dismesse, che defiscalizzi i costi delle bonifiche, che faccia costare di più costruire su aree agricole. &lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt; ha concluso, quindi, il suo intervento invitando i comuni a prendersi degli impegni politici concreti sul tema del consumo di suolo. Anche in campagna elettorale. 
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.areadem.info/adon.pl?act=doc&amp;doc=12939&quot;&gt;AreaDem&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Il Governo: non penalizzi le rinnovabili</title>
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  <updated>2012-04-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626494</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Le energie rinnovabili in Italia sono in grande crescita e costituiscono un'eccellenza del sistema industriale del Paese. E' opportuno quindi, nella rivisitazione degli incentivi da parte del governo, non solo sottolineare i costi delle rinnovabili ma anche esaltarne i vantaggi&quot;. Così &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, presidente dei deputati PD, intervenendo sulla querelle di questi giorni legata alla revisione degli incentivi alle fonti pulite.
&lt;p&gt;
&quot;Nel solo 2011 il settore fotovoltaico ha generato 40 miliardi di euro di investimenti, per lo più privati, mentre il gettito Iva ha raggiunto i 4 miliardi. Negli ultimi 5 anni il fotovoltaico ha creato 100 mila posti di lavoro dei quali 20 mila addetti diretti e con età media inferiore ai 35 anni&quot;. L'obiettivo delle maggiori economie mondiali è la decarbonizzazione degli approvvigionamenti energetici, e &quot;solo promuovendo nuove tecnologie energetiche e infrastrutture di rete innovative si generano investimenti, si creano posti di lavoro, competitività ed indipendenza energetica dalle instabilità geopolitiche. E' necessario invece ripulire le bollette elettriche da oneri impropri&quot;.
&lt;p&gt;
Le famiglie italiane &quot;continuano a pagare per le fonti assimilate e per il nucleare: questi oneri non generano né innovazione né, tantomeno, competitività. L'Italia, soprattutto in questo momento di crisi, deve sempre di più puntare sulle proprie potenzialità e il mondo delle rinnovabili costituisce un'eccellenza da difendere&quot;. Innovazione tecnologica, ricerca, ricadute occupazionali e sviluppo di piccole e medie imprese &quot;sono il vero core business del Paese - conclude &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; -. Le rinnovabili quindi vanno potenziate non penalizzate. Se è giusto razionalizzare gli incentivi accompagnando il loro pieno ingresso nel mercato, sarebbe gravissimo ferire un settore che può rappresentare una delle strade principali per affrontare la crisi&quot;.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=7056&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo DONADI: FESSERIE DEL GOVERNO SULLE RINNOVABILI</title>
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  <updated>2012-04-02T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626442</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Anche i cosiddetti ‘tecnici’ dicono fesserie. L’ultima è quella del governo sul taglio degli incentivi alle energie rinnovabili. Roba da medioevo ideologico, che nemmeno nei paesi in via di sviluppo prendono in considerazione. Il costo dell’energia in Italia è alto proprio perché il ricorso alle energie rinnovabili è stato molto limitato, perché è mancato un piano energetico nazionale e perché è eccessivo il ricorso ai combustibili fossili, peraltro molto inquinanti.

&lt;p&gt;
Il settore delle energie rinnovabili, grazie anche agli incentivi dell’ultimo governo Prodi, è uno dei pochi settori economici italiani in continua crescita. Le rinnovabili creano non solo energia, ma anche nuova e buona occupazione. Ed hanno un impatto sui bilanci dello Stato perché, riducendo le emissioni, riducono anche le multe che l’Italia dovrà pagare in base al Trattato di Kyoto. Pensare allo stop delle rinnovabili è pura follia dal punto di vista politico, economico, energetico ed ambientale.

&lt;p&gt;
Siamo rimasti francamente sorpresi dalle parole del ministro Passera, che non può non essere al corrente di queste cose. Persino i grandi produttori mondiali di petrolio, dal Golfo Persico degli emiri al Venezuela di Chavez (quindi non proprio governi illuminati...), stanno investendo sulle fonti sicure, pulite e rinnovabili per superare la dipendenza dal petrolio. E noi cosa si fa? Si torna indietro di un secolo?

&lt;p&gt;
Ridurre i costi delle bollette elettriche si può, intervenendo su altre voci, a partire dal Cip 6, che equipara fonti altamente inquinanti, come residui di raffinazione ed inceneritori, alle energie rinnovabili. Le chiamano assimilate e costituiscono una delle più grandi truffe ai danni dei cittadini. Non vogliamo credere che le parole di Passera siano state frutto di pressioni lobbistiche né che rispondano ad interessi ‘altri’ rispetto a quelli dei cittadini e dello Stato. Pensiamo che siano solo parole fuggite e che si sia trattato di un equivoco. Perché il problema del ricorso alle rinnovabili in Italia è che è ancora troppo limitato.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.massimodonadi.it/blog/fesserie-del-governo-sulle-rinnovabili#comments&quot;&gt;massimodonadi.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio POLITO: Il costo reale di tanti ritardi</title>
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  <updated>2012-03-16T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625746</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Corrado Clini, è stato direttore generale del ministero dell'Ambiente dal 1990 - avete capito bene: da 22 anni - forse poteva segnalarcelo prima.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Scusate il ritardo.&lt;/b&gt; Dieci anni dopo l'assassinio di Marco Biagi, forse si riforma il sistema di ammortizzatori sociali; che poi in Europa si chiama Welfare , perché da noi serve ad ammorbidire le cadute e lì a rimettere in piedi chi cade. Dieci anni fa il governo Berlusconi non trovò i soldi per finanziare la riforma, si prese la flessibilità e buttò la protezione: rimase una « flex » senza « security ». Il governo di adesso dice che invece troverà i soldi: si vede che i tempi sono migliori. Ma non stretti però, visto che si partirà, pare, dal 2017.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Scusate il ritardo.&lt;/b&gt; Dieci anni dopo l'assassinio di Marco Biagi, personalmente attaccato dal segretario della Cgil del tempo, Sergio Cofferati, il segretario di oggi, Susanna Camusso, ammette: «La Cgil può avere fatto errori di personalizzazione, la personalizzazione è sempre sbagliata... credo possa aver confuso lo studioso con il governo...». Non una vera autocritica, ma sempre meglio di niente. Anzi, da parte dei nemici di allora è in corso una rivalutazione un po' truffaldina di Biagi, quasi come se fosse sempre stato un oppositore della «legge Biagi».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Scusate il ritardo.&lt;/b&gt; Quarantadue anni dopo lo Statuto dei lavoratori, forse si riforma un articolo di quella legge: il celebre, sacro, intoccabile 18. Pare che nel frattempo il mercato del lavoro sia infatti un po' cambiato: allora non c'erano la globalizzazione, gli immigrati, il computer, il cellulare, i voli low cost , l'euro, eccetera eccetera. Infatti Gran Bretagna e Spagna con le loro riforme hanno fatto in tempo in questi dieci anni ad avere un boom e uno sboom dell'occupazione, e la Germania addirittura un boom, uno sboom e poi un ri-boom. Noi ci stiamo pensando. C'è pure chi è in ritardo sul ritardo: quelli che stavano nel Pci si astennero anche sullo Statuto, nel '70. La legge voluta dal socialista Brodolini e scritta dal socialista Giugni parve a loro troppo moderata, non citava i diritti politici oltre quelli sindacali. Giugni rispose che leggere il giornale è un diritto politico, ma leggerlo in fabbrica durante il lavoro, forse no.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Scusate il ritardo.&lt;/b&gt; Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini dice che il rifiuto italiano degli Ogm è un «grave danno perché da sempre compromette la ricerca sull'ingegneria genetica applicata all'agricoltura, alla farmaceutica e anche a importanti questioni energetiche». Giusto. Peccato che negli ultimi dieci anni tutti i ministri dell'Agricoltura che si sono succeduti, da Pecoraro Scanio ad Alemanno, abbiano deliberatamente arrecato questo danno all'Italia. E Corrado Clini, che è stato direttore generale del ministero dell'Ambiente dal 1990 - avete capito bene: da 22 anni - forse poteva segnalarcelo prima, questo grave danno.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Scusate il ritardo.&lt;/b&gt; Tredici anni dopo il moto no global di Seattle, e undici anni dopo il moto e il morto di Genova, tutto in nome dei poveri del mondo, la Banca Mondiale ha accertato che la globalizzazione ha ridotto la povertà assoluta (cioè chi vive con meno di 1,25 dollari al giorno) in ogni parte della Terra. È la prima volta che accade. Abbiamo raggiunto l'obiettivo dell'Onu di dimezzare la povertà cinque anni prima del previsto: oggi è infatti la metà che nel 1990. Non c'è niente da festeggiare, perché sopra 1,25 dollari ma sotto i 2 dollari al giorno c'è più di un miliardo di esseri umani. Però, forse, con più globalizzazione si raggiungerà anche loro. È dunque certo che un altro mondo è possibile; ma non si capisce perché Bertinotti e Vendola volevano tenerne fuori i contadini dell'Asia.

&lt;p&gt;
Intendiamoci: come dice il detto, meglio tardi che mai. Non ho dubbi, per esempio, che tra una decina d'anni si riconosceranno anche i vantaggi dell'Alta velocità, come oggi del resto già accade a chi viaggia tra Roma e Milano, anche se nel tratto Firenze-Bologna - ha calcolato Salvatore Settis - essa «ha provocato la morte di 81 torrenti, 37 sorgenti, 30 pozzi e 5 acquedotti». Però per allora i treni potrebbero non viaggiare più su rotaie, come già accade a Shanghai. E sono sicuro che tra dieci anni si riconoscerà anche l'utilità dei rigassificatori e forse perfino degli inceneritori di immondizia. Bisogna solo vedere nel frattempo quanto ci costeranno il gas importato dalla Russia e la monnezza spedita in Olanda. D'altra parte, arrivare in ritardo è un lusso, signori si nasce. E noi, avrebbe detto Totò, modestamente lo nacquimo .&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1C8IO0&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: L'agricoltura italiana deve puntare sulla qualità e l'eccellenza e non sugli ogm</title>
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  <updated>2012-03-15T00:00:00Z</updated>
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  <id>625734</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Solo un'opinione personale di Clini. L'agricoltura italiana deve puntare sulla qualità e l'eccellenza e non sugli ogm. E sarà così&quot;.
&lt;p&gt;
Con queste parole &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt; ha preso le distanze dall'apertura agli ogm fatta del ministro dell'Ambiente Corrado Clini dalle colonne del Corriere della Sera.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6983&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario ROMANO: Stoccaggio di CO2 nel sottosuolo di Senigallia, la Regione Marche si sveglia</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/13/dario-romano/stoccaggio-di-co2-nel-sottosuolo-di-senigallia-la-regione-marche-si-sveglia/626704"></link>
  <updated>2012-03-13T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626704</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Senigallia (AN) (Lista di elezione: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
In riferimento all’interrogazione sui depositi di stoccaggio di CO2 presentata dal consigliere Cardogna alla Giunta regionale, sono soddisfatto che finalmente anche la Regione Marche abbia recepito le preoccupazioni del Comune di Senigallia, già da tempo sollevate nell’assise comunale.
&lt;p&gt;

In data 26 febbraio, infatti, ho presentato un’interrogazione scritta urgente al Sindaco Maurizio Mangialardi, dopo aver letto il bollettino del Ministero dello Sviluppo Economico. Ho espresso le mie preoccupazioni in merito alla richiesta di una licenza di esplorazione del sottosuolo al largo delle coste senigalliesi da parte della società Independent Energy Solutions.
&lt;p&gt;

Mi rammarica, purtroppo, apprendere che il consigliere Cardogna, così attento alle questioni ambientali, non si sia opportunamente informato sugli atti formali predisposti dal nostro Comune e abbia fatto propria una situazione che era già stata resa pubblica quasi due settimane fa. Difatti, in seguito all’interrogazione presentata dal sottoscritto durante l’ultimo consiglio comunale, il Sindaco Maurizio Mangialardi ha inviato una lettera all’assessore regionale Donati lo stesso giorno per chiedere approfondimenti sulla questione.
&lt;p&gt;

Il 1 marzo, inoltre, il consigliere regionale Dino Latini (unico tra tutti i consiglieri) mi ha comunicato tramite missiva la propria solidarietà e la piena disponibilità a collaborare su questo argomento. L’atteggiamento del consigliere Latini è stato leale ed encomiabile dal punto di vista umano e politico, e pertanto lo ringrazio per la proposta che certamente non lascerò cadere nel vuoto.
Concludo dicendo che saremo felicissimi di collaborare con chiunque abbia più a cuore la salute e la sicurezza dei cittadini senigalliesi e marchigiani piuttosto che un pugno di voti in più alle prossime elezioni.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.senigallianotizie.it/1327313389/stoccaggio-di-co2-nel-sottosuolo-di-senigallia-la-regione-marche-si-sveglia&quot;&gt;Senigallianotizie.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario ROMANO: Depositi di stoccaggio di CO2 in mare. Soddisfatto dell'interrogazione di Cardogna</title>
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  <updated>2012-03-12T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626705</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Senigallia (AN) (Lista di elezione: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
In riferimento all’interrogazione sui depositi di stoccaggio di CO2 presentata dal consigliere Cardogna alla Giunta regionale, sono soddisfatto che finalmente anche la Regione Marche abbia recepito le preoccupazioni del Comune di Senigallia, già da tempo sollevate nell’assise comunale.
&lt;p&gt;

In data 26 febbraio, infatti, ho presentato un’interrogazione scritta urgente al Sindaco Maurizio Mangialardi, dopo aver letto il bollettino del Ministero dello Sviluppo Economico. Ho espresso le mie preoccupazioni in merito alla richiesta di una licenza di esplorazione del sottosuolo al largo delle coste senigalliesi da parte della società Independent Energy Solutions.
&lt;p&gt;

Mi rammarica, purtroppo, apprendere che il consigliere Cardogna, così attento alle questioni ambientali, non si sia opportunamente informato sugli atti formali predisposti dal nostro Comune e abbia fatto propria una situazione che era già stata resa pubblica quasi due settimane fa. &lt;br /&gt;
Difatti, in seguito all’interrogazione presentata dal sottoscritto durante l’ultimo consiglio comunale, il Sindaco Maurizio Mangialardi ha inviato una lettera all’assessore regionale Donati lo stesso giorno per chiedere approfondimenti sulla questione. 
&lt;p&gt;Il 1 marzo, inoltre, il consigliere regionale Dino Latini (unico tra tutti i consiglieri) mi ha comunicato tramite missiva la propria solidarietà e la piena disponibilità a collaborare su questo argomento. L’atteggiamento del consigliere Latini è stato leale ed encomiabile dal punto di vista umano e politico, e pertanto lo ringrazio per la proposta che certamente non lascerò cadere nel vuoto.

&lt;p&gt;
Concludo dicendo che saremo felicissimi di collaborare con chiunque abbia più a cuore la salute e la sicurezza dei cittadini senigalliesi e marchigiani piuttosto che un pugno di voti in più alle prossime elezioni.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.viveresenigallia.it/index.php?page=articolo&amp;articolo_id=341132&quot;&gt;Vivere Senigallia&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Angelo BONELLI: “Mi candido a Taranto per l’aria pulita. Se sarò eletto, mi dimetterò da consigliere in Lazio&quot;  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-03-08T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>625564</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lazio (Lista di elezione: Verdi) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Se sarò eletto, mi dimetterò da consigliere in Lazio e da presidente dei Verdi&quot;.
&lt;p&gt;“Mi candido a sindaco di Taranto per farne una grande questione nazionale”. 
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, lo ha annunciato ufficialmente.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt; “Ci ho pensato molto in questi giorni e alla fine ho deciso di accettare. Sono consapevole della lacerazione che questo causerà nel centrosinistra, ma ritengo che sia una lacerazione necessaria per fare chiarezza: per me il modello economico dell’acciaio e della diossina è inaccettabile”.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Prima cosa: che c’entra lei con Taranto, Bonelli? Vive a Ostia.&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

Già, e non è un mistero. La richiesta di candidarmi mi è arrivata da ‘Aria Pulita’, cartello di associazioni civiche e ambientaliste, seguita da pressioni molto forti perché accettassi. Sono persone straordinarie e visto cosa sta accadendo ho accettato. Sa che c’è scritto nella perizia epidemiologica su Taranto? Che la città ‘produce inquinamento e morte’.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;D’accordo, ma lei che ne sa di Taranto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

E’ una città che frequento e conosco da anni. Sono l’unico leader nazionale che ha sempre partecipato alle battaglie ambientaliste e sociali della città: per questo mi hanno chiesto di candidarmi.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Non lo fa solo per farsi pubblicità?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Ma per favore. Questa è stata una scelta difficile proprio per i motivi contrari: in questa sfida ho tutto da perdere. Tra un anno ci sono le politiche e sarei potuto andarmene in Parlamento. Per di più, se il risultato sarà negativo, so bene che ne pagherò le conseguenze, soprattutto nel partito.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E allora?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Ho deciso di correre in una città difficile e senza un profilo nazionale forte per contrastare sul territorio un modello politico ed economico inaccettabile: quello che continua a mettere in conflitto lavoro e salute, un modello trasversale agli schieramenti politici del Novecento. Le persone hanno diritto a lavorare per prendere uno stipendio, non per beccarsi un tumore.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei è già consigliere regionale nel Lazio. Prenderà un doppio stipendio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 

Se sarò eletto farò solo il sindaco: mi dimetterò non solo da consigliere, ma anche da presidente dei Verdi. Insisto: ho tutto da perdere.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Vuole fare delle comunali un referendum sull’Ilva?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

No, sarà un referendum su un’economia diversa. Non c’è solo l’Ilva, c’è l’Enichem, il quarto inceneritore pugliese che Vendola ha autorizzato proprio a Taranto, come se mancassero emissioni nocive.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Come si crea questa economia diversa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Fosse per me io chiuderei subito le cokerie a caldo, come d’altronde avevano chiesto anche i carabinieri, per arrivare ad una dismissione programmata che dia il tempo alla città di rilanciarsi in ambiti più sostenibili: pesca e miticoltura, turismo e attività portuali.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Migliaia di posti di lavoro persi e lei propone le cozze e il turismo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Faccio un esempio. Pittsburgh è stata per decenni la capitale dell’acciaio, James Parton nel XIX secolo la definì “un inferno scoperchiato”. Bene, ha chiuso il suo polo siderurgico vent’anni fa e nel 2007 la rivista Forbes l’ha giudicata la città più pulita d’America. E non solo: ha avuto anche un incredibile sviluppo economico puntando sull’educazione, le tecnologie verdi, la robotica, la sanità. Si può rinnovare solo con una proiezione verso il futuro, l’avanguardia.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Torniamo al centrosinistra: lei si candida contro i suoi alleati.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Vero, ma mi è stato chiesto di candidarmi a Taranto dalla maggior parte del movimento che in questi anni ha dato una speranza alla città. Il sindaco Stefàno, invece, non le ha indicato nessuna alternativa e sull’Ilva ha pure firmato – dopo Vendola, comunque – l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) che prevede di raddoppiare la produzione di acciaio e allenta i controlli ambientali.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ora l’Aia la contesta pure Vendola.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Bizzarro. Quando lo attaccai su questa cosa mi dissero che volevo solo speculare. Meglio tardi che mai, però non ho dimenticato che due giorni prima di quella firma i carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico, ndr) avevano già consegnato il verbale dei loro accertamenti nell’Ilva e chiedevano il sequestro degli impianti.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Vuole dare la colpa dell’Ilva a Vendola?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

Ma che c’entra? Dico che finora dalle istituzioni cittadine e regionali c’è stata una certa tolleranza rispetto ai grandi colossi industriali: è il conflitto tra salute e lavoro di cui parlavo. E poi è stato un pessimo segnale farsi surrogare dalla magistratura: erano anni che chiedevamo le perizie chimica ed epidemiologica, ma Regione e comune niente. Ci ha dovuto pensare il Gip. Intanto la gente ha continuato ad ammalarsi.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Come sarà la sua campagna elettorale?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

L’alleanza civica che stiamo costruendo, che includerà anche una lista ‘Mamme per Taranto’, chiederà il voto a tutti. Voglio ricordare uno striscione di ragazzi di Taranto che vidi in una manifestazione già nel 2009: “Né destra, né sinistra, vogliamo aria pulita”.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/08/angelo-bonelli-candido-sindaco-taranto-laria-pulita-anche-contro-miei-alleati/196300/&quot;&gt;il Fatto Quotidiano -  Marco Palombi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Benedetto Fabio GRANATA: &quot;Tav: La grande ipocrisia di Monti. Solidarietà ai cittadini della Val di Susa&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/03/benedetto-fabio-granata/tav-la-grande-ipocrisia-di-monti-solidariet%C3%A0-ai-cittadini-della-val-di-susa/625430"></link>
  <updated>2012-03-03T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625430</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Sulla Tav una grande ipocrisia di Monti: discutere vuol dire mettere in discussione non decidere comunque. Solidarietà ai cittadini della Val di Susa''. 
&lt;p&gt;''Dopo il Ponte sullo Stretto, per fortuna definitivamente archiviato, la Tav è il nuovo dogma italiano: non può essere messo in discussione, nonostante risulti oggettiva la sua inutilità e del tutto fuori dalla realtà la spesa che lo Stato dovrà sostenere''.

&lt;p&gt;
&lt;i&gt;Lo scrive nel suo blog l'on Fabio Granata, V.Presidente Commissione nazionale Antimafia, il quale aggiunge:&lt;/i&gt;
&lt;p&gt; ''Ferma restando la condanna verso metodi violenti di protesta, la risposta di Monti è apparsa, al di là dei soliti toni distaccati e sobri, come una provocazione e una minaccia.

Infatti,se si apre un dialogo, si deve voler approfondire le questioni e, appunto, metterle in discussione: Monti invece ha già deciso e finge di voler dialogare ma solo per lanciare avvertimenti ai manifestanti''.
&lt;p&gt;

''Sarò certamente espressione di una minoranza, anche nel mio partito, ma questa maggioranza trasversale e conformista che parla per slogan e che non vuole discutere il dogma delle magnifiche sorti e progressive della Tav non è degna della tradizione italiana di dialogo per il bene comune. Per quanto mi riguarda piena solidarietà agli irriducibili cittadini della Val di Susa che difendono territorio, paesaggio, qualità della vita e dignità ''.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-Tav__Granata(Fli)__la_grande_ipocrisia_di_Monti-1130870-POL.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario ROMANO: Senigallia nel mirino dei depositi di stoccaggio di CO2</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/29/dario-romano/senigallia-nel-mirino-dei-depositi-di-stoccaggio-di-co2/626702"></link>
  <updated>2012-02-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626702</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Senigallia (AN) (Lista di elezione: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Una società ha chiesto di esplorare il sottosuolo della costa a largo di Senigallia con l’intento di compiere accertamenti per la fattibilità del deposito e stoccaggio di CO2 nel Mare Adriatico. L’argomento è stato oggetto di un’interrogazione proposta da Dario Romano durante il Consiglio Comunale di lunedì 27 febbraio.
&lt;p&gt;

Preoccuparsi dell’ambiente è ormai pratica consueta, persino per le più grandi società mondiali, che spesso cercano di bypassare le amministrazioni locali per evitare spiacevoli intoppi burocratici, ma durante il Consiglio Comunale di Senigallia è stato sollevato, dal consigliere Dario Romano, un argomento che non è passato inosservato perché può rappresentare una questione molto importante, in chiave futura, per le coste marchigiane e per tutto il Mare Adriatico.
&lt;p&gt;

Secondo l’ultimo numero del “Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse“, pubblicato dal Ministero dello Sviluppo Economico, la società “Independent Energy Solutions” ha fatto istanza per ottenere una licenza di esplorazione al fine di stoccare il biossido di carbonio a largo delle coste di Senigallia. “Qualche giorno fa ho avuto modo di apprendere questa novità quantomeno inaspettata, e di primo acchito certamente non positiva. È stata mia premura informare il Sindaco e presentare in Consiglio Comunale un’interrogazione in merito”, ha commentato Romano.

&lt;p&gt;
Nel dettaglio, la direttiva 2009/31/CE, tradotta in Italia con il d.l. 162/2011, prevede il rilascio provvisorio di licenze per esplorare il suolo ai fini dello stoccaggio geologico del biossido di carbonio. Tali provvedimenti, assunti dal Ministero dello Sviluppo Economico, però, prevedono che “le amministrazioni locali competenti, laddove previsto, siano sentite”. Inoltre, il principio europeo prevede che i depositi di stoccaggio possano essere installati a patto che la pratica si mostri come una “tecnologia ambientalmente sicura”: ciò, in un territorio a rischio sismico medio-alto, appare difficile.
&lt;p&gt;

Lo stoccaggio di anidride carbonica è una di quelle azioni promosse dall’Unione Europea per ridurre le emissioni di CO2 del 20% entro il 2020. Il proposito di diminuire i livelli di anidride carbonica è sicuramente lodevole, e pertanto sostengo con forza l’azione dell’UE. “Purtroppo non mi trovo d’accordo sulle modalità: il concetto di nascondere la polvere sotto lo zerbino, ahimè, è valido solo per il breve periodo e le soluzioni-ponte non godono della progettualità di cui necessitano le politiche macroeconomiche continentali” ha affermato Dario Romano, consigliere per la lista civica Vivi Senigallia.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.viveresenigallia.it/index.php?page=articolo&amp;articolo_id=339291&quot;&gt;Senigallianotizie.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario ROMANO: 'Senigallia nel mirino dei depositi di stoccaggio di CO2'</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/29/dario-romano/senigallia-nel-mirino-dei-depositi-di-stoccaggio-di-co2/626701"></link>
  <updated>2012-02-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626701</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Senigallia (AN) (Lista di elezione: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Preoccuparsi dell’ambiente è ormai pratica consueta, persino per le più grandi società mondiali, che spesso cercano di bypassare le amministrazioni locali per evitare spiacevoli intoppi burocratici, ma durante il Consiglio Comunale di Senigallia riunitosi ieri (27 febbraio ndr), è stato sollevato dal consigliere Dario Romano, un argomento che non è passato inosservato perché può rappresentare una questione molto importante, in chiave futura, per le coste marchigiane e per tutto il Mare Adriatico.
&lt;p&gt;
Secondo l’ultimo numero del “Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse”, pubblicato dal Ministero dello Sviluppo Economico, la società “Independent Energy Solutions” ha fatto istanza per ottenere una licenza di esplorazione al fine di stoccare il biossido di carbonio al largo delle coste di Senigallia. “Qualche giorno fa ho avuto modo di apprendere questa novità quantomeno inaspettata, e di primo acchito certamente non positiva. 
&lt;p&gt;È stata mia premura informare il Sindaco e presentare in Consilgio Comunale un’interrogazione in merito”, ha commentato Romano. Nel dettaglio, la direttiva 2009/31/CE, tradotta in Italia con il d.l. 162/2011, prevede il rilascio provvisorio di licenze per esplorare il suolo ai fini dello stoccaggio geologico del biossido di carbonio.
&lt;p&gt; Tali provvedimenti, assunti dal Ministero dello Sviluppo Economico, però, prevedono che “le amministrazioni locali competenti, laddove previsto, siano sentite”. Inoltre, il principio europeo prevede che i depositi di stoccaggio possano essere installati a patto che la pratica si mostri come una “tecnologia ambientalmente sicura”: ciò, in un territorio a rischio sismico medio-alto, appare difficile. 
&lt;p&gt;Lo stoccaggio di anidride carbonica è una di quelle azioni promosse dall’Unione Europea per ridurre le emissioni di CO2 del 20% entro il 2020. Il proposito di diminuire i livelli di anidride carbonica è sicuramente lodevole, e pertanto sostengo con forza l’azione dell’UE.

&lt;p&gt;
“Purtroppo non mi trovo d’accordo sulle modalità: il concetto di nascondere la polvere sotto lo zerbino, ahimè, è valido solo per il breve periodo e le soluzioni-ponte non godono della progettualità di cui necessitano le politiche macroeconomiche continentali”. 
&lt;p&gt;&lt;i&gt;La costa marchigiana, al largo della quale è anche prevista la costruzione di un rigassificatore (a Falconara Marittima - AN), sarebbe oggetto dell’ennesima richiesta di utilizzo a fini industriali di un bene fondamentale, qualora nei prossimi anni l’iter della pratica procedesse.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt; “Pertanto, io e l’intera amministrazione comunale di Senigallia saremo vigili e attenti su ogni singolo passo di questa istanza, perché non vogliamo in alcun modo che il nostro territorio “possa correre il rischio di essere deturpato e aggredito da soggetti e interessi che non ci appartengono””, come sottolineato dal Sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi nella lettera inviata all’Assessore Sandro Donati per chiedere alla Regione Marche di prendere una posizione decisa in merito. “Non siamo contrari allo sviluppo, tutt’altro, ma teniamo di più alla sicurezza e alla salute dei nostri abitanti, e faremo tutto ciò che è in nostro potere per difendere fino in fondo i diritti dei cittadini marchigiani e senigalliesi”, ha concluso Romano.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.viveresenigallia.it/index.php?page=articolo&amp;articolo_id=339291&quot;&gt;Vivere Senigallia&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Elisabetta ZAMPARUTTI: Nord Adriatico. Approfondire le analisi sulle schiume nelle vicinanze del rigassificatore di Porto Viro. Interrogazione </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/20/elisabetta-zamparutti/nord-adriatico-approfondire-le-analisi-sulle-schiume-nelle-vicinanze-del-rigassificatore-di-porto-viro-interrogazione/625655"></link>
  <updated>2012-02-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625655</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il fenomeno delle schiume, legato con molta probabilità all'attività del rigassificatore di Porto Viro, si ripete. Gli ultimi due episodi si sono verificati tra gennaio e febbraio di quest'anno in cui una coltre vischiosa ghiacciata ha raggiunto la spiaggia delle acque polesane e veneziane di Bocassette e dell'Isola Verde. Nella primavera del 2010 venne segnalata una imponente presenza di schiuma giallognola in mare attorno al terminal gasiero che arrivava anche a lambire la costa. Maria Grazia Lucchiari, della direzione di Veneto Radicale e del Comitato nazionale Radicali Italiani ha sollecitato l'intervento della deputata Radicale e membro della commissione Ambiente, Elisabetta Zamparutti che ha presentato un'interrogazione con la quale chiede al Ministro dello Sviluppo economico, dell'Ambiente e dell'Agricoltura e della pesca &quot;quali azioni urgenti si intendano assumere per chiarire la natura della schiuma per approfondire e documentare con maggior precisione il tipo di danni ambientali prodotti, in particolare per quanto riguarda i cloroderivati organici e gli alo-derivati in genere&quot;. Il rigassificatore di Porto Viro si configura &quot;a ciclo aperto&quot;, si preleva acqua di mare per sottrarle il calore che serve a riportare allo stato gassoso il Gnl, gas naturale arrivato via nave sotto forma liquida a 162°C. L'acqua viene restituita al mare più fredda e clorata. Questo comporta una sterilizzazione quasi totale della massa d'acqua adoperata a causa degli shock meccanico e termico e l'impiego di cloro implica il rilascio di sostanze tossiche.
&lt;p&gt; &quot;Il rischio è che venga seriamente danneggiato l'ecosistema marino con relativi danni all'economia costiera&quot;. L'esponente Radicale ricorda che dal 2000, con decreto del Ministero dell'Ambiente, la Regione Veneto ha ottenuto il divieto dell'utilizzo del cloro come &quot;agente antifouling&quot; nei circuiti industriali che scaricano in laguna di Venezia, in considerazione dei problemi che questa sostanza causa alle biocenosi di un habitat tanto delicato. &quot;L'Adriatico è un mare semi-chiuso, considerato sotto più aspetti quale zona ecologicamente sensibile – afferma ancora Zamparutti – ed è opportuno valutare di estendere la limitazione in vigore in laguna di Venezia a tutti gli impianti di questa voracità lungo l'Adriatico, attivandosi anche per creare una governance comune con gli altri Paesi che si affacciano su questo mare. Gli impianti proposti, che in questi tempi procedono nel loro iter autorizzativi – aggiunge la deputata - consumano notevoli quantità d'acqua di mare, &quot;senza che siano adeguatamente valutate le alternative tecnologiche percorribili, il cosiddetto &quot;ciclo chiuso&quot;. Il vecchio rigassificatore di Panigaglia, che è in funzione dal 1971, lavora unicamente in modalità a ciclo chiuso. Ecco quindi la richiesta di Zamparutti ai Ministri &quot;rafforzare nelle procedure autorizzative la presa in considerazione delle alternative tecnologiche percorribili a quanto proposto dal gestore, nel caso in questione il cosiddetto &quot;ciclo chiuso&quot;, anche se si dimostrano economicamente meno convenienti per il gestore dell'impianto, ed in particolare considerare la possibilità di riconvertire il rigassificatore di Porto Viro da ciclo aperto a &quot;ciclo chiuso&quot;. 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Il testo dell'interrogazione&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Al Ministro dello Sviluppo economico&lt;br /&gt;

Al Ministro dell'Ambiente&lt;br /&gt;

Al Ministro dell'Agricoltura e della pesca
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;
Premesso che:&lt;/b&gt;

&lt;p&gt;
il rigassificazione offshore di Porto Viro, entrato in regime di esercizio provvisorio da settembre 2009, ha registrato le prime due ricadute ambientali: nella primavera del 2010 quando venne segnalata una imponente presenza di schiuma giallognola in mare attorno al terminal gasiero che arrivava anche a lambire la costa, e la seconda, segnalata nel gennaio 2012, in cui sulla spiaggia di Boccassette di Porto Tolle (RO) si poteva osservare uno spesso strato di piccoli cristalli di ghiaccio per una profondità verso mare di 10, 20 metri che accompagnava tutta la lunghezza della battigia;
&lt;p&gt;
tra la notte di venerdì 17 e sabato 18 febbraio, dopo la spiaggia di Boccasette, la schiuma è arrivata anche a Isola Verde, completamente ghiacciata dalle rigide temperature della notte;
&lt;p&gt;
a seguito del primo episodio la Procura della Repubblica di Rovigo ha indagato per danneggiamento aggravato due dirigenti di Adriatic Lng, la società che gestisce il rigassificatore. Una perizia della Procura dimostra che a produrre queste schiume sono le lavorazioni sul rigassificatore per trasformare il metano da liquido a gas, che poi viene immesso nelle condotte e convogliato nella rete nazionale di distributore. Le conseguenze sull'ecosistema sono di alterazione della clorofilla e del fitoplancton marino;
&lt;p&gt;
il fenomeno della &quot;schiuma&quot; è stato analizzato dall'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) il quale ha concluso che: &quot;E' una matrice di origine naturale (…) in quanto miscela polifasica principalmente caratterizzata da un elevato contenuto organico (…). La formazione di schiume pertanto non sembra dovuta ad immissione nell'impianto di sostanze esogene all'ambiente marino quanto piuttosto all'azione meccanica dello stesso&quot;. &quot;..la presenza di composti cloro organici è, con molta probabilità, dovuta all'impiego di cloro attivo, utilizzato come biocida nelle acque di scambio termico dell'impianto (…)&quot;. &quot;…La particolare composizione di tutti i componenti costituenti la miscela (fino ad ora individuati) è tale da indurre effetti biologici avversi riscontrabili anche ad elevate diluizioni riproducibili in laboratorio&quot;;
&lt;p&gt;
il rigassificatore di Porto Viro si configura &quot;a ciclo aperto&quot;: si preleva acqua di mare per sottrarle il calore che serve a riportare allo stato gassoso il Gnl (arrivato via nave sotto forma liquida, a -162°C) restituendola poi al mare più fredda e clorata. Questo comporta una sterilizzazione quasi totale della massa d'acqua adoperata a causa degli shock meccanico e termico (a questi sono da imputare il fenomeno delle schiume); a causa dell'impiego di cloro che implica il rilascio di sostanze tossiche (i cloro-derivati organici), ed infine per la perdita dei servizi ecosistemici forniti dall'habitat marino (autodepurazione, assorbimento di CO2, habitat di specie ittiche);
&lt;p&gt;
secondo quanto riferito da Carlo Franzosini, biologo dell'Area Marina Protetta di Miramare,a seguito della reazione della Sostanza Organica Disciolta in acqua di mare (&quot;DOM&quot;) ed il cloro attivo immesso nel circuito si formano dei composti: i cloro-derivati organici che sono tossici, persistenti e mutageni (trialometani, clorammine, ecc.). Una prima quantificazione di questi prodotti parte dal tenore di DOM in acque costiere non eutrofiche, che in Adriatico è indicativamente di 2 mg/litro. Il funzionamento di un rigassificatore comporterebbe l'immissione di quantità dell'ordine di 32,8 chili per ora di cloro-derivati, qualcosa più di 280 tonnellate all'anno. Gli effetti del cloro e dei cloro-derivati (ad esempio: a seguito di disinfezione) sono studiati da oltre 40 anni, tanto che già nel 1972 in USA (US Federal Water Pollution Control Act) era obbligatorio l'abbattimento del tenore di cloro nelle acque di scarico e la riduzione chimica dei sottoprodotti alogenati. Questi composti, stabili e non facilmente degradabili, si accumulano nelle acque, da qui entrano nella catena alimentare, si depositano nei tessuti grassi degli organismi marini e possono finire sulle nostre tavole. Nell'uomo, alcuni effetti tossici noti sono la possibile azione mutagenica e /o cancerogenica. L'esposizione cronica comporta una possibile relazione con cancro del retto e del colon e della prostata (IARC International Agency for Research on Cancer);
&lt;p&gt;
nei documenti di VIA questo aspetto non è considerato perché ci si limita a valutare i soli effetti del cloro attivo in uscita dall'impianto: questo viene limitato a non più di 0,2 mg/litro, paragonabile a quello dell'acqua di acquedotto conforme a norma di legge. Quindi questo procedimento è apparentemente innocuo &quot;come bere un bicchier d'acqua&quot;. Ma il cloro, utilizzato in quantità massiccia (all'interno dell'impianto si hanno tenori di 2 mg/litro), viene abbattuto prima di restituire l'acqua al mare, neutralizzandolo con bisolfito (reazione: si forma solfato), al fine di rientrare nei parametri di legge (max 0,2 mg/litro);
&lt;p&gt;
inoltre, poiché è il proponente dell'opera a redigere gli studi di impatto ambientale, non sempre vi è l'interesse ad illustrare alternative di progetto in fase di VIA migliori dal punto di vista ambientale anche se meno convenienti economicamente e non sempre i funzionari che devono valutare questi studi sono adeguatamente attrezzati e tecnicamente supportati dagli enti preposti
l'acqua di mare è ricca di sostanza organica da neutralizzare, contrariamente all'acqua di acquedotto che possiamo bere a volontà ed in cui il cloro è aggiunto solo per un'azione preventiva antibatterica. La differenza tra le 2 acque – pur con lo stesso tenore di cloro attivo – è che l'acqua in uscita dall'impianto è carica di sostanza organica degradata combinata chimicamente al cloro;
&lt;p&gt;
questo vale in particolare per quanto riguarda l'acqua di mare di Porto Viro in considerazione della produttività primaria dell'Adriatico (parametro collegato alla concentrazione di cellule fitoplanctoniche per unita' di volume dell'acqua di mare) e della posizione collocata di fronte alla foce di uno dei maggiori fiumi del Mediterraneo;
&lt;p&gt;
Adriatic Lng prima che iniziassero i lavori di realizzazione del terminal aveva valutato il tenore del disturbo ambientale che l'impianto andava a causare al territorio circostante, arrivando nel febbraio 2008 ad un accordo con gli Enti locali &quot;per la compensazione territoriale destinata al Polesine e legata all'insediamento del terminal&quot;. Si tratta in tutto di 12,1 milioni di euro di cui 2,45 per il comparto della pesca professionale, che si è visto imporre una nuova zona di interdizione dell'attività;
già alcuni mesi dopo l'avvio dell'attività del rigassificatore di Porto Viro le associazioni dei pescatori avevano osservato con preoccupazione la presenza di schiume attorno all'impianto e la morìa di fasolari e vongole di mare nelle acque veneziane e polesane. Fenomeni insoliti e inspiegabili alla luce della loro esperienza;
&lt;p&gt;

l'area dell'alto Adriatico è attualmente interessata da 3 progetti di rigassificatori: uno in Slovenia, uno on-shore (Zaule), uno off-shore (al largo di Grado). Per il rigassificatore proposto da &quot;Gas Natural&quot;, l'intero volume d'acqua della Baia di Muggia (circa 100 milioni di m3) verrebbe fatto fluire attraverso l'impianto per oltre due volte all'anno. In un anno circa il 4-5% dell'acqua dell'intero bacino del golfo di Trieste (8.800 milioni di m3) verrebbe a circolare attraverso l'impianto, una quantità di gran lunga superiore a quella utilizzata da tutti gli stabilimenti industriali attualmente in esercizio sulle sponde del golfo.
E stiamo parlando di 1 dei 3 rigassificatori proposti;
&lt;p&gt;
il rigassificatore di Capodistria è l'unico, della decina di progetti che interessano tutto l'Adriatico, che funzionerebbe &quot;a ciclo chiuso&quot;: i progettisti, consci dei problemi ambientali di questo litorale, non ricorrerebbero all'impiego di acqua di mare ma ricaverebbero il calore utile alla rigassificazione da altre fonti. Ad esempio la combustione di un'aliquota marginale del gas conferito in impianto (ne basta l' 1,3%) è sufficiente per riportare il metano dalla fase liquida a quella gassosa. L'aliquota che andrebbe bruciata corrisponde a quanto viene spontaneamente perso durante il trasporto (per via del cosiddetto &quot;boil-off&quot;) ed immesso in atmosfera (il metano è tra i più potenti gas-serra, 25 volte più della CO2). Gli impianti sono inoltre dotati di &quot;torce&quot; che, per questioni di sicurezza, bruciano o immettono direttamente in atmosfera il gas in sovrapressione che si sviluppa nel processo di rigassificazione;
&lt;p&gt;
dal 2000, con decreto del Ministero dell'Ambiente, la Regione Veneto ha ottenuto il divieto dell'utilizzo del cloro come &quot;agente antifouling&quot; nei circuiti industriali che scaricano in laguna di Venezia, in considerazione dei problemi che questa sostanza causa alle biocenosi di un habitat tanto delicato;
&lt;p&gt;
l'Adriatico è un mare semi-chiuso, considerato sotto più aspetti quale &quot;zona ecologicamente sensibile&quot; e gli impianti proposti, che in questi tempi procedono nel loro iter autorizzativo, consumano notevoli quantità d'acqua di mare, senza che, a giudizio degli interroganti, siano adeguatamente valutate le  alternative tecnologiche percorribili (il cosiddetto &quot;ciclo chiuso&quot;), anche se si dimostrano economicamente meno convenienti per il gestore dell'impianto;
&lt;p&gt;
al Veneto e al Polesine non sono state riconosciute quelle royalties sui ricavi previste dalla legge nel caso della presenza di impianti come il rigassificatore, circostanza per cui è pendente un ricorso della Regione verso il governo&quot;;
se per eccesso di offerta i rigassificatori rimanessero fermi, ai gestori è comunque sempre assicurato l'introito del 71% delle royalties calcolate sulla capacità nominale di rigassificazione, per tutta la durata di vita dell'impianto. Sono gli effetti delle delibere dell'Autorità per Energia Elettrica e Gas n. 178 del 2005 e n. 92 del 2008, che andranno a prelevare gli importi da girare ai gestori dalle nostre bollette del gas;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;si chiede di sapere:&lt;/b&gt;

&lt;p&gt;
quali azioni urgenti si intendano assumere per chiarire la natura della schiuma;
quali analisi abbia fatto finora Ispra e se non si ritenga debbano essere approfondite per documentare con maggior precisione eventuali danni ambientali prodotti, in particolare per quanto riguarda i cloroderivati organici e gli alo-derivati in genere;
&lt;p&gt;
se non si ritenga di valutare l'estensione della limitazione in vigore in laguna di Venezia a tutti i gli impianti di questa voracità lungo l'Adriatico, attivandosi anche per creare una governace comune con gli altri Paesi che si affacciano su questo mare anche attraverso una ratifica più stringente dei protocolli &quot;Dumping&quot; o &quot;Land-Based Sources of pollution&quot;,
se e come si intenda rafforzare nelle procedure autorizzative la presa in considerazione delle alternative tecnologiche percorribili a quanto proposto dal gestore, (nel caso in questione il cosiddetto &quot;ciclo chiuso&quot;), anche se si dimostrano economicamente meno convenienti per il gestore dell'impianto, ed in particolare se non si ritenga di considerare la possibilità di riconvertire il rigassificatore di Porto Viro da ciclo aperto a &quot;ciclo chiuso&quot;;
in alternativa, se in vista della predisposizione di un piano energetico nazionale, si intenda rivedere la soglia del 71% comunque garantita ai gestori dei rigassificatori in modo che la remuneratività sia legata all'adozione da parte dei gestori di tecnologie che tutelino maggiormente l'ambientale.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://venetoradicale.blogspot.com/2012/02/approfondire-le-analisi-sulle-schiume.html&quot;&gt;venetoradicale.blogspot.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gianfranco BETTIN: Reddito di cittadinanza e riconversione ecologica come risposta alternativa alla crisi</title>
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  <updated>2012-02-09T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>624415</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Venezia (VE) (Partito: Lista Civica - Cen-Sin) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Il reddito di cittadinanza è uno strumento nuovo che può offrire sicurezza alle persone e alle comunità, abbandonate all’angoscia di fronte alla crisi. &lt;br /&gt;
Allo stesso modo è necessaria la governance politico-istituzionale della trasformazione di aree e distretti industriali in direzione di un vero risanamento ambientale, con strumenti e risorse che devono essere estremamente concreti. E urgenti».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://selvenezia.wordpress.com/2012/02/10/veneto-reddito-di-cittadinanza-e-riconversione-ecologica/&quot;&gt;http://selvenezia.wordpress.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>FRANCESCO MIAZZI: Reddito di cittadinanza e riconversione ecologica come risposta alternativa alla crisi</title>
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  <updated>2012-02-09T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>624414</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Monselice (PD) (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«La proposta crea per la prima volta un percorso istituzionale che, coinvolgendo imprese e sindacato, associazioni ambientaliste ed enti locali, incentivi nella pratica la riconversione di industrie e cicli produttivi obsoleti, pericolosi e nocivi, in nuove attività ecologicamente sostenibili. Un vero stimolo alla green economy di cui tutti si riempiono la bocca, garantendo occupazione pulita per tutti».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://selvenezia.wordpress.com/2012/02/10/veneto-reddito-di-cittadinanza-e-riconversione-ecologica/&quot;&gt;http://selvenezia.wordpress.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe CACCIA: Reddito di cittadinanza e riconversione ecologica come risposta alternativa alla crisi</title>
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  <updated>2012-02-09T00:00:00Z</updated>
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  <id>624412</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Venezia (VE) (Lista di elezione: Lista Civica - Cen-Sin) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Due progetti di legge d’iniziativa popolare a livello regionale: «Si tratta di due proposte innovative che insieme offrono una risposta alternativa ad una crisi dai pesantissimi effetti sociali anche qui in Veneto, una crisi che è innanzitutto crisi irreversibile di un modello di sviluppo che si è mangiato territorio e ambiente, ed ha schiacciato la vita delle persone».
&lt;p&gt;
&lt;i&gt;I due progetti sono stati presentato alla stampa al Municipio di Mestre.&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://selvenezia.wordpress.com/2012/02/10/veneto-reddito-di-cittadinanza-e-riconversione-ecologica/&quot;&gt;http://selvenezia.wordpress.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Michele BOATO: Cronaca delle prime due votazioni del PAT. Incredibilmente bocciati i No ai cambi d'uso turistici.</title>
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  <updated>2012-01-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625538</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Finalmente con quattro ore di ritardo, con centinaia di persone in sala sempre più arrabbiate, inizia il consiglio comunale di Venezia sul Pat – Piano di Assetto (o Assassinio, o Allagamento ?) del Territorio.
&lt;p&gt;
Si inizia dagli emendamenti presentati dai 4 consiglieri della Lega.  
Il primo, ben scritto e condivisibile, inserisce nel Pat il divieto di autorizzare in Venezia insulare, ulteriori cambi d’uso degli immobili, da residenza ad alberghi o B&amp;B; questo per impedire ulteriore spopolamento della città.
&lt;p&gt;
Intervengono a favore  i consiglieri Gavagnin (5stelle), Boraso (ex PdL), Zuin (PdL); parlano contro altri, tra cui Caccia (In Comune, ex Verdi) e Pagan del PD.
&lt;p&gt;
Viene incredibilmente bocciato; 13 votano a favore: Bazzaro, Giusto, Sottana e Vianello della Lega, Centenaro, Costalonga, Lavini, Locatelli e Zuin del PdL, Funari del Gruppo Misto, Gavagnin di 5 Stelle e A.Scarpa di Impegno per Venezia e Mestre). Ma sono battuti dai 21 No di Baratello, Belcaro, Borghello, Capogrosso, Conte, Lazzaro, Mognato, Molina, Pagan, Rosteghin, Scaramuzza, Tagliapietra, Ticozzi , Trabucco e Turetta, tutti del PD, Caccia In Comune, Giordani PSI, Lastrucci e Renesto IDV, Venturini e Zuanich UDC. Si astengono Bonzio Fed.Sinistra e Camilla Seibezzi di In Comune.  
&lt;p&gt;   
I veneziani debbono sapere chi ha bocciato e chi ha sostenuto il blocco dei cambi d’uso, da noi sempre richiesto per cercare di frenare la trasformazione della loro città in un unico albergo.
&lt;p&gt;
 
Si passa al secondo emendamento della Lega, che viene motivato dal presentatore Giusto “per impedire la Sub-lagunare”. L’emendamento dice:” Il collegamento tra Tessera, Murano e Venezia-Fondamente Nuove va attuato con mezzi acquei veloci di superficie, rispettosi dell’ambiente”, e cita come esempio gli overkraft (imbarcazioni piatte con grande elica a vento, che viaggiano su un cuscinetto d’aria – ndr).  Gli viene chiesto di togliere il termine “veloci” e il riferimento agli overkraft. Il presentatore accetta. Resta in votazione la dizione “con mezzi acquei di superficie”.
&lt;p&gt;
Dal pubblico si grida a tutti i consiglieri contrari alla Sublagunare (in teoria, la maggioranza) di votarlo: avremmo messo una pesantissima pietra tombale sopra questo incredibile progetto.
Invece ecco che si esprimono a favore dell’emendamento solo Gavagnin di 5 Stelle e Costalonga del PdL.
Bonzio di Rifondazione dice che andrebbe bene, ma sarebbe meglio il collegamento via terra, con la Metropolitana SFMR, e annuncia “mi asterrò”,  Caccia di In Comune, dice che il Piano della Mobilità ha praticamente bocciato la Sublagunare, ma non dice se voterà l’emendamento; Franco Conte PD dice che il Consiglio non ha mai discusso di Sublagunare, lui è contrario, ma dichiara che “si astiene”.
&lt;p&gt; L’assessore alla mobilità, Ugo Bergamo, smentendo una precedente apertura del collega di urbanistica Micelli, sostiene che la Sub Lagunare è un progetto da valutare con molta attenzione, che potrebbe arrivare anche fino al Lido, che dovrà essere discusso in tutta la città; e perciò dichiara che la Giunta è contraria all’emendamento.  L’assessore all’ambiente Bettin non dice nulla.
&lt;p&gt;
Si vota; solo 11 sono a favore dell’emendamento: i 4 della Lega, Bonzio FdS (che nell’intervallo si era confrontato col pubblico e giustamente ha cambiato voto), Caccia e Seibezzi di In Comune, Costalonga e Marta Locatelli del PdL, Gavagnin 5 Stelle e Giordani PSI.
In 4 si astengono: (non Bonzio, ma neppure Franco Conte), sono Molina del PD (pubblicamente contrarissimo alla Sublagunare), Toso e Trabucco del PD e Lastrucci di IDV.
In 16 bocciano l’emendamento anti Sub Lagunare: Baratello, Belcaro, Borghello, Capogrosso, Lazzaro, Mognato, Pagan, Rosteghin, Scaramuzza, Tagliapietra, Turetta e F.Conte (non doveva astenersi, come mai addirittura contro?); inoltre Venturini e Zuanich dell’UDC di Ugo Bergamo e Giacomo Guzzo e Andrea Renesto di IdV (nonostante che il presidente del Comitato del Referendum comunale sulla Sub Lagunare sia Davide Livieri, del loro stesso partito).
&lt;p&gt;
Risultano “assenti” 16 consiglieri, alcuni mai arrivati in aula, altri andati via da un po’ di tempo (tra cui Fortuna UDC, Funari e Renzo Scarpa del Gruppo Misto);  ma ben 4 risultano presenti subito dopo, nella terza votazione, avvenuta dopo solo 4 minuti: sono usciti proprio al momento del voto: Boraso ex PdL, Nico Ticozzi PD, Lavini e Zuin PdL.
&lt;p&gt;
Così vanno le cose in Consiglio Comunale; così è stata sprecata una preziosa occasione di togliere dal Pat, cioè dal futuro di Venezia il tubo per pantegane sub lagunari.
Cosa diceva Manzoni di don Abbondio? Amen.
&lt;p&gt;

Michele Boato&lt;br /&gt;

(allibito e indignato, nonostante tutto)&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ecoistituto-italia.org/cms-4/index.php?q=node/693&quot;&gt;ecoistituto-italia.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: «Altro che `quarto polo`. Non molliamo Pd e Idv»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/20/nichi-vendola/%C2%ABaltro-che-quarto-polo-non-molliamo-pd-e-idv%C2%BB-intervista/623402"></link>
  <updated>2012-01-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623402</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;«Legge elettorale? Queste camere non moralmente all`altezza».&lt;br /&gt;

«Bersani vigili bene. Se nei decreti si cancella il voto dei referendum, mandi sotto il Governo».
&lt;p&gt; «Innanzitutto: altro che &quot;quarto polo&quot;. Ambisco a costruire il &quot;primo polo&quot;, per vincere le elezioni e portare il paese a sinistra».
&lt;p&gt;

&lt;i&gt;Nichi Vendola risponde così alla domanda se vuole costruire un polo alternativo Sel-ldv, se i rapporti con il Pd dovessero precipitare.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma nel Pd in molti spingono per rompere con voi e allearsi con il centro.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«C`è da compiere l`opera immane della deberlusconizzazione del paese.

Il berlusconismo non era una condizione di costume, un`idea di società. Ora, con il governo tecnico, c`è una messa in stand by della contesa fra programmi e valori alternativi. Ma quella di una grande sinistra di governo che rimescoli culture, radicale senza estremismi né tentazioni minoritarie, riformista e non genuflessa al mercato, non è esigenza di un ceto politico».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Si può deberlusconizzare insieme al Pd che oggi vota con Berlusconi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Il nostro riferimento è il popolo del centrosinistra e la sua ben orientata domanda di cambiamento, che si è espressa nelle amministrative e nei referendum che hanno colpito al cuore le culture liberiste ovunque collocate.

Mettevano al centro un`idea alternativa al modello berlusconiano: la pratica dei beni comuni. Il Pd ha subito queste vittorie. Ma io resto alle parole di Bersani, alla battaglia tentata per marcare con contenuti sociali il governo.

Generosa, ma con scarsi risultati. In queste ore c`è una seria compromissione della credibilità dei tecnici sul terreno della sostenibilità ambientale, nominata ma poi violata nel concreto».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il decreto liberalizzazioni dà il via libera alla trivellazione delle coste. Il ministro Clini smentisce, ma così c`era scritto sul testo, fino a ieri.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Per noi pugliesi il vero petrolio è il mare, la bellezza, i valori d`uso di un paesaggio incantato. Se servirà, daremo battaglia fino alle estreme conseguenze.

Non è la prima volta che il governo fa girare notizie e poi smentisce, per vedere l`effetto. Se è vero quello che dice il ministro, vuol dire che la mobilitazione immediata ha pagato».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il Pd è un fan delle liberalizzazioni.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Tutti i parlamentari pugliesi hanno aderito alla manifestazione di sabato contro le trivelle. Chiediamo coerenza».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Chiedereste di non votarlo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Chiederemmo di mandare sotto il governo. E ugualmente sulle privatizzazioni, se ci fosse un aggiramento dei referendum sull`acqua. Torno alle trivelle: se fosse, sarebbe in sintonia con la liberalizzazione della trivellazione dei fondali dei mari per la ricerca di greggio che vuole la Commissione europea.

L`Europa che c`è oggi è schifosa, senz`anima, corrotta. E' la piccola meschina Europa di Merkel e Sarkozy».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
E ora anche di Monti.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Monti è una variante colta e illuminata.

Ma fa difficoltà a capire che non esiste crescita che non assuma l`ambiente come contenuto anziché limite.

È inadeguato, a prescindere dai meriti dei singoli, dentro un europeismo che salva l`euro e uccide l`Europa. Abbiamo chiamato l`assemblea di domenica a Roma `per la giustizia sociale, una nuova sinistra per salvare l`Italia e l`Europa`.

Oggi la sinistra deve prendere la bandiera degli Stati uniti d`Europa, rinnovando quel patto con i cittadini che ha fatto di noi dopo il nazi-fascismo il continente del progresso e dei diritti».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sta pensando a portare Sel fra i socialisti europei, dov`è il Pd?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Apro una riflessione esplicita e senza sotterfugi sulla necessità di rimescolare le famiglie europee di ispirazione progressista. Se potessi, prenderei tre tessere in Europa: quella della Sinistra, che ho contribuito a costruire, quella del socialismo che oggi gioca una partita rilevante - in Francia e in Germania - per cambiare il segno al continente, e dei Verdi che su alcune questioni hanno colto in anticipo i nodi di fondo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Napolitano chiede ai partiti la legge elettorale. Bocciato il referendum, voi quale sistema proponete?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Se devo essere sincero, penso che le camere che hanno salvato Cosentino non abbia la legittimazione morale per fare una nuova legge elettorale.

Meglio le elezioni anticipate».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma tutto il paese chiede di cambiare li Porcellum. E i partiti così vorrebbero dar un segno di `autoriforma`.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«A qualunque parlamento si può chiedere una buona legge elettorale.

Ma stiamo parlando di questo parlamento.

Di un percorso che deve passare per il consenso di Berlusconi e delle sue truppe. Per lui - l`ha detto - il Porcellum è il miglior sistema possibile. Chi può pensare che questo parlamento faccia una buona legge?» 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Nel caso, quale sistema preferisce?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Una buona legge deve salvaguardare il pluralismo e le coalizioni».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Domenica a Roma, insomma non nascerà il Quarto Polo. Allora perché alla vostra assemblea nazionale avete invitato Emiliano, Borsellino, De Magistris, Zedda e Landini?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Un`alternativa di governo non può che essere la costruzione di una rete di relazioni fra politica e società. Un`alternativa solo movimentista o solo politicista nascerebbe con la vocazione alla sconfitta. La sinistra non può rinascere per rese dei conti ideologiche ma come capacità di ricostruire un disegno per l`Italia e per l`Europa».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Per D`Alema le alleanze si fonderanno sul giudizio positivo su Monti.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Ma ne è sicuro? Persino gli apologeti di Monti cominciano a ridimensionarsi. Certo, non c`è paragone con Berlusconi che in Europa faceva cucù e le corna. Ma siamo sicuri che questo governo ci porterà fuori dalla crisi? &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=19N66A&quot;&gt;Il Manifesto - Daniela Preziosi&lt;/a&gt;</summary>
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