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  <title>Openpolis - Argomento: emissioni</title>
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  <updated>2010-12-07T00:00:00Z</updated>
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  <title>Angelo BONELLI: Cancun: la speranza</title>
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  <updated>2010-12-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548724</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lazio (Lista di elezione: Verdi) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Nell’indifferenza più totale dei media italiani che all’appuntamento della Cop16 di Cancoon stanno dedicando, al contrario di quelli esteri, pochissimo spazio, si sta aprendo in queste ore qualche novità. La Cina, infatti, grande oppositore fino a qualche ora fa di qualsiasi accordo ha lanciato una nuova dichiarazione di impegno volontario vincolante per i target delle emissioni dei gas serra. La Cina ritiene possibile la possibilità di una risoluzione da parte dell’Onu e ipotizza un sistema simile alle quote di emissione.

&lt;p&gt;
 

Nel frattempo gli Stati Uniti hanno ribadito la volontà di mettere in atto il piano di riduzione delle emissioni lanciato lo scorso anno a Copenaghen (-17% al 2005 pari al 4% rispetto al '90. Anche i delegati dell’India, altro Paese responsabile di enormi quantità di emissioni di gas serra, sono passati dalla chiusura totale a un’apertura relativa, anche se entrambi i colossi asiatici hanno dichiarato, gelando l’Europa, che saranno disponibili a ridurre le emissioni solo dopo il 2020. 
&lt;p&gt;Per l’Europa, se non si taglieranno le emissioni dal 2010 l’incremento medio delle temperature potrebbe arrivare entro il 2100 a 3° C con un aumento, secondo Greenpeace delle morti causate dai cambiamenti climatici del 9%. Da registrare, infine, la totale assenza dell’Italia all’interno del dibattito sul clima che si sta svolgendo a Cancun, cosa che la pone anche ai margini dell’Europa. Il nostro Governo in realtà da tempo “galleggia” tergiversando sulle politiche climatiche tentando di favorire, con una prospettiva di breve periodo, le lobby delle emissioni.
&lt;p&gt;

Ora i negoziatori stanno mettendo a punto i due testi per i ministri sugli impegni a lungo termine e l'altro su Kyoto. Si tratta, secondo alcuni osservatori delle Ong, di testi ancora troppo aperti mentre una serie di nodi importanti le foreste, i fondi per i paesi in via di sviluppo, sembrano, il condizionale è d’obbligo, essere sulla buona strada, con l’incognita però, del conteggio nell’ambito dei crediti d’emissione. È chiaro, comunque, che è necessario, per scongiurare la catastrofe climatica che necessario migliorare il Protocollo di Kyoto, prorogandolo oltre il 2012. Un fatto dal quale siamo ancora distanti.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.verdi.it/angelo-bonelli/29889-cancun-la-speranza.html?tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=http://www.verdi.it/angelo-bonelli/29889-cancun-la-speranza.html?tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&quot;&gt;Blog di Angelo Bonelli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pierantonio BELCARO: Col sistema 'cold ironing', l'alimentazione delle navi in sosta tramite connessione a terra con energia fotovoltaica,  siamo all’avanguardia fra tutta le citta’ portuali del Mediterraneo per quanto riguarda la green economy</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/02/02/pierantonio-belcaro/col-sistema-cold-ironing-lalimentazione-delle-navi-in-sosta-tramite-connessione-a-terra-con-energia-fotovoltaica-siamo-all%E2%80%99avanguardia-fra-tutta-le-citta%E2%80%99-portuali-del-mediterran/477831"></link>
  <updated>2010-02-02T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>477831</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Venezia (VE) (Partito: SDI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Banchine elettrificate e fotovoltaico. Firmato il 2 febbraio a Roma dai presidenti delle due Autorita’ Portuali un protocollo d'intesa con l'Enel diretto a ridurre le emissioni inquinanti. Tra le principali iniziative l'adozione del sistema del cold ironing per l'alimentazione delle navi in sosta, che permette una cospicua riduzione dell'inquinamento e l'eliminazione del rumore.

&lt;p&gt;
ROMA - Banchine 'elettrificate' con il sistema 'cold ironing', che permette l'alimentazione delle navi durante la sosta nel porto attraverso la connessione con il sistema da terra, e lo spegnimento dei motori ausiliari di bordo: la prima sta per arrivare a Civitavecchia, il progetto e’ stato appena consegnato dall'Enel, ma presto altre verranno realizzate per i porti di Venezia e La Spezia. &lt;br /&gt;
I presidenti delle Autorita’ Portuali di Venezia e La Spezia hanno firmato infatti oggi a Roma con l'amministratore dell'Enel Fulvio Conti &quot;protocolli di intesa finalizzati a ridurre le emissioni&quot;.

&lt;p&gt;
Un'iniziativa importante considerato che si tratta di strutture che accolgono un gran numero di navi da crociera, ma anche per il trasporto di merci. Venezia in particolare nel 2009 e’ diventato il primo Home Port del Mediterraneo per il numero di 'passeggeri croceristi movimentati' (i passeggeri in transito l'anno scorso sono stati infatti 1,9 milioni).

&lt;p&gt;
L'Italia avra’ dunque a breve tre 'porti verdi', con forti riduzioni delle emissioni ma anche del rumore. Le banchine elettrificate, spiegano infatti gli esperti dell'Enel, sono gia’ operative in Nord America nei porti di Los Angeles, Seattle, Juneau e Vancouver, e in Europa a Goteborg, Lubecca, Zeebrugge (Belgio), oltre che in tre porti finlandesi. Il sistema del 'cold ironing', grazie alla maggiore efficienza e ai sistemi di abbattimento delle emissioni presenti nelle centrali elettriche, permette, rispetto ai tradizionali generatori di bordo, &quot;una riduzione di oltre il 30 per cento delle emissioni di CO2, di piu’ del 95 per cento per gli ossidi di azoto e il particolato e l'azzeramento dell'inquinamento acustico&quot;.

&lt;p&gt;
Cosa succede per esempio se una nave da crociera viene alimentata con il cold ironing, anziche’ con i generatori di bordo? In dieci ore di sosta le emissioni si riducono da 72,20 a 50,16 tonnellate di anidride carbonica, da 1,47 a 0,04 tonnellate di ossido di azoto e da 1,23 a 0,04 tonnellate di ossido di zolfo.

&lt;p&gt;
Se il tipo di alimentazione nelle banchine e’ la principale caratteristica dei porti verdi, ci sono pero’ altre iniziative che verranno prese per ridurre le emissioni inquinanti. Infatti i protocolli d'intesa firmati oggi a Roma prevedono anche lo studio di sistemi di mobilita’ elettrica all'interno del porto, lo sviluppo di fonti rinnovabili come il solare e l'eolico, l'adozione di sistemi di illuminazione a led basso consumo, iniziative di 'illuminazione artistica' e, in generale, il miglioramento dell'efficienza dei sistemi energetici dei porti.

&lt;p&gt;
Nel porto di Civitavecchia e’ stato gia’ realizzato un impianto fotovoltaico, e un analogo progetto verra’ studiato per Venezia e per La Spezia. Inoltre agli armatori verra’ imposto l'uso di combustibili &quot;con tenore di zolfo allo 0,1 per cento durante la sosta in porto&quot;, pena un incremento di costo per la maggiore onerosita’ del combustibile e per la necessita’ di predisporre una doppia cisterna.

&lt;p&gt;
Soddisfazione espressa dall’Assessore all’Ambiente del Comune di Venezia Pierantonio Belcaro che afferma: “Dopo i positivi risultati sulle emissioni dei fumi, grazie all’accordo con le grandi compagnie di navigazione sull’utilizzo di combustibili con minore presenza di zolfo, la realizzazione di questo progetto permettera’ di migliorare ancora di piu’ la qualita’ dell’aria, ponendo Venezia all’avanguardia fra tutta le citta’ portuali del Mediterraneo per quanto riguarda la green economy”.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.letterasocialista.it/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=322&amp;mode=&amp;order=0&amp;thold=0&quot;&gt;la Repubblica.it/letterasocialista.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto MUSACCHIO: Emissioni di impianti industriali ed energetici: &quot;L'europa rafforza controlli e abbattimento inquinamenti&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/03/10/roberto-musacchio/emissioni-di-impianti-industriali-ed-energetici-leuropa-rafforza-controlli-e-abbattimento-inquinamenti/390601"></link>
  <updated>2009-03-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>390601</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo confederale della sinistra unitaria europea / Sinistra verde nordica) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Strasburgo,&lt;br /&gt;

&quot;Approvata in Parlamento un'importante direttiva che impone l'uso delle migliori tecnologie per tutti gli impianti industriali ed energetici a grande impatto ambientale.Prevista anche la possibilità per le regioni d'indicare livelli ancora più bassi per diossine e furani. &lt;br /&gt;

Previste inoltre bonifiche per i suoli contaminati. E' un successo per l'ambiente ma anche per la qualità di nuove politiche industriali, cui ho attivamente contribuito come relatore ombra per il mio gruppo del provvedimento&quot;.&lt;br /&gt;
 
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.robertomusacchio.eu&quot;&gt;official web site robertomusacchio&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Andrea RONCHI: Pacchetto clima: accordo raggiunto, tutelato l'interesse nazionale; posti di lavoro e industria manifatturiera tutelati.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/12/andrea-ronchi/pacchetto-clima-accordo-raggiunto-tutelato-linteresse-nazionale-posti-di-lavoro-e-industria-manifatturiera-tutelati/382993"></link>
  <updated>2008-12-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>382993</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) -  Ministro  Politiche comunitarie (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L'accordo che i leader dei Ventisette hanno trovato oggi sul pacchetto clima-energia è motivo di grande soddisfazione per tutti noi.&lt;br /&gt;

Si tratta di un grande successo per l'Europa e per il governo italiano che, fin dall'inizio, si è battuto puntando sul gioco di squadra e su un'azione compatta e coordinata dei suoi ministri. C'è un punto molto importante che oggi tengo a sottolineare: grazie all'accordo raggiunto a Bruxelles nessun posto di lavoro italiano verrà messo a repentaglio e l'industria manifatturiera verrà pienamente tutelata.&lt;br /&gt;


Quando a settembre iniziammo a occuparci del pacchetto clima-energia ci eravamo dati il compito di proteggere l'ambiente, riducendo al contempo gli oneri, decisamente sproporzionati, a carico delle imprese italiane. Le pressioni per farci recedere dalle nostre convinzioni sono state forti ma ci siamo rifiutati di accettare la logica di coloro che avrebbero voluto farci pagare di più, a fronte di emissioni inferiori rispetto agli altri. Alla fine la nostra volontà di tutelare l'interesse nazionale si è rivelata vincente e oggi riteniamo che gli obiettivi che ci eravamo prefissati siano stati pienamente raggiunti e che sia stato trovato il giusto equilibrio tra una politica ambiziosa a tutela dell'ambiente e la salvaguardia della competitività dell'industria, soprattutto in un momento difficilissimo per l'economia internazionale.&lt;br /&gt;


In questo senso un risultato particolarmente importante è l'inserimento della clausola di revisione al marzo 2010 che consentirà di valutare se i partner internazionali prenderanno alla Conferenza di Copenaghen di fine 2009 impegni comparabili a quelli dell’Europa. In questa giornata desidero ringraziare di cuore il presidente Berlusconi per lo straordinario impegno che ha profuso in queste ore e l'intero governo che in questi mesi ha lavorato con grande intensità e coerenza. Ringrazio, infine, la presidenza francese per il ruolo equilibrato e dinamico che ha consentito di concludere una trattativa complessa con un risultato soddisfacente.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.politichecomunitarie.it/comunicazione/16306/clima-ronchi-grazie-allaccordo-tutelati-posti-di-lavoro-italiani&quot;&gt;Sito del Dipartimento delle Politiche Comunitarie&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Andrea RONCHI: Pacchetto clima: settori del cemento, acciaio, ceramica vetro e carta esentati; no al fondo di solidarietà per i nuovi membri; rinunciare al nucleare è stata un'idea folle.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/11/andrea-ronchi/pacchetto-clima-settori-del-cemento-acciaio-ceramica-vetro-e-carta-esentati-no-al-fondo-di-solidariet%C3%A0-per-i-nuovi-membri-rinunciare-al-nucleare-%C3%A8-stata-unidea-folle/383002"></link>
  <updated>2008-12-11T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>383002</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) -  Ministro  Politiche comunitarie (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;b&gt;Qual è l'obiettivo prioritario?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Dobbiamo salvaguardare il settore manifatturiero italiano, a partire dai settori &quot;energivori&quot; e quindi più esposti. Oltre a cemento e acciaio, anche ceramica, vetro e carta dovranno entrare tra i settori esentati al 100% dal pagamento delle quote per l'emissione di CO2. Non possiamo accettare rischi di delocalizzazione in comparti industriali che complessivamente occupano 170mila persone e che già sono in evidente difficoltà. Le cito a titolo di esempio solo i numeri della ceramica: in un anno 18 imprese hanno chiuso i battenti, con un calo di 900 addetti su 28.000 complessivi. Ma non basta, perché chiediamo maggiori tutele anche per i settori moderatamente esposti che dovrebbero beneficiare dell'80% dei permessi gratuiti e del 20% ad asta senza incrementi progressivi a partire dal 2013. Bisogna riflettere: la produzione industriale e gli investimenti vanno a picco. Le attuali regole per giunta andrebbero a colpire un tessuto fatto anche di tante piccole e medie imprese. Come si fa a aumentarne gli oneri nel bel mezzo di una crisi economica senza precedenti?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Basterebbe un'apertura su questo tema per il via libera italiano?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Non sarà sufficiente, c'è almeno un altro argomento decisivo. Non possiamo dire sì all'incremento del Fondo di solidarietà per i maggiori oneri di riconversione dei nuovi membri della Ue, strumento su cui spingono i Paesi dell'Est. Se si calcolasse sulla base dei risultati raggiunti dal 1990 ad oggi, a pagare sarebbero Italia e Spagna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;L'Italia ne risulterebbe penalizzata, ma questo è dovuto anche al ritardo rispetto alla maggior parte dei Paesi europei.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Chiediamo solo un accordo equo. I dati su costi e benefici delle misure della Ue sono molto chiari: sull'Italia ci sarebbe un impatto che va dallo 0,51 allo 0,66% del Pil. In assoluto il costo più alto in Europa, non giustificato se guardiamo al confronto in termini di consumi energetici per abitante e di altri parametri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ieri intanto il Rapporto di German Watch e Legambiente sulla riduzione dei gas serra ha relegato l'Italia al 44esimo posto su 57 della classifica mondiale.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Sono dati vecchi e conosciuti. Risultato in buona parte di scelte sbagliate del passato. Paghiamo una folle politica ambientale che ci ha imposto la rinuncia al nucleare e ci ha portato alla piena dipendenza per l'approvvigionamento energetico dalle fonti responsabili dell'inquinamento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Sulle modifiche al pacchetto clima-energia la voce italiana è apparsa a lungo fuori dal coro. Che cosa è cambiato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Vorrei ripercorrere brevemente le tappe recenti. Ci è stata presentata una scatola chiusa frutto per alcuni aspetti di un'inaccettabile logica antindustriale. A settembre su incarico di Gianni Letta ho avuto una serie di incontri nelle capitali europee per sensibilizzare sui rischi di misure troppo rigide proprio mentre si manifestava la crisi internazionale. Tutto il sistema industriale europeo si è accodato alla nostra linea e sia sulle salvaguardie per l'auto sia sullo sviluppo delle fonti rinnovabili abbiamo già ottenuto buoni risultati. In sintesi, sono stati fatti dei passi avanti ma non basta. Ora c'è in gioco il futuro delle imprese manifatturiere. Oggi ho sentito Gilles Briatta (consigliere per l'Europa del primo ministro francese) e ho colto segnali di disponibilità della Francia a chiudere sotto la sua presidenza di turno un accordo che recepisca anche le nostre istanze.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.carriera24.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/12/ronchi-industria.shtml?uuid=6d326a44-c765-11dd-9b35-0552e13c14c8&amp;DocRulesView=Libero&quot;&gt;Il Sole 24 Ore&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Andrea RONCHI: Escludere l'industria manifatturiera dal pacchetto UE sul clima</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/05/andrea-ronchi/escludere-lindustria-manifatturiera-dal-pacchetto-ue-sul-clima/382997"></link>
  <updated>2008-12-05T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) -  Ministro  Politiche comunitarie (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Questa mattina alla presidenza francese di turno dell’Ue abbiamo ribadito tutte le nostre preoccupazioni per le pesanti ricadute che il Pacchetto Clima per la riduzione delle emissioni di gas-serra puo’ avere sul sistema industriale italiano e sui consumatori. Abbiamo chiesto con forza che dal pacchetto sia escluso il sistema manifatturiero per salvaguardare le imprese e il potere d’acquisto dei cittadini. Stiamo lavorando. Ci sono le condizioni per un accordo, ma noi abbiamo ribadito con forza la nostra posizione, la posizione del governo italiano&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.industriale-oggi.it/archives/00018793.html&quot;&gt;AGI&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Andrea RONCHI: Soddisfatto, sul pacchetto clima non siamo soli.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/01/andrea-ronchi/soddisfatto-sul-pacchetto-clima-non-siamo-soli/382974"></link>
  <updated>2008-12-01T00:00:00Z</updated>
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  <id>382974</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) -  Ministro  Politiche comunitarie (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ci sono passi avanti verso un accordo piú equo. Ci siamo trovati perfettamente d'accordo sugli sforzi che stiamo compiendo rispetto alle necessarie modulazioni per il pacchetto clima e per la questione parallela delle emissioni di CO2 auto. A 12 giorni dal Consiglio europeo noto con profonda soddisfazione che non siamo isolati e che sulle nostre posizioni c'è il sistema produttivo europeo.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.irispress.it/Iris/page.asp?VisImg=S&amp;Art=12071&amp;Cat=1&amp;I=null&amp;IdTipo=0&amp;TitoloBlocco=Economia&quot;&gt;Iris Press&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Andrea RONCHI: Pacchetto clima: rischio collasso del paese; paghino tutti allo stesso modo.</title>
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  <updated>2008-11-25T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) -  Ministro  Politiche comunitarie (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Se il pacchetto fosse applicato nella formulazione attuale”, ha ribadito Ronchi prima di entrare all’incontro con la commissione industria del parlamento spagnolo, “e contestualmente alla profonda crisi finanziaria che sta cambiando il volto all’economia mondiale, il primo assetto sarebbe il collasso dell’industria del sistema paese. E la Spagna e’ sulla stessa nostra posizione per quel che riguarda il rischio della delocalizzazione: le nostre riflessioni quindi partiranno da qui”. Il ministro, che si e’ detto “determinato” a continuare il suo tour diplomatico nelle capitali europee per sensibilizzare i governi “al costo del pacchetto non solo per l’industria italiana ma per quella europea”, ha ribadito che cio’ che l’Italia chiede “e’ un accordo equo e flessibile”. Dove l’equita’ si misura nel “non potere accettare che l’Italia paghi il 40% del costo totale del pacchetto ambiente all’Europa”. Per il ministro si tratta di “un’impresa da portare avanti a tutti i costi, anche se la trattativa e’ complicata”, ha affermato ribadendo comunque che l’Italia “non chiede di rinunciare all’accordo ma di pagare tutti allo stesso modo”.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.industriale-oggi.it/archives/00018535.html&quot;&gt;AGI&lt;/a&gt;</summary>
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