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  <title>Openpolis - Argomento: istruzione</title>
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  <updated>2012-01-17T00:00:00Z</updated>
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  <title>MARINA STACCIOLI: Difendiamo le eccellenze toscane</title>
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  <updated>2012-01-17T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623411</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Toscana (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Diamo un segnale forte di sostegno alla Selex Galileo, non lasciamo da sola l’azienda”. La consigliera regionale Marina Staccioli (Gruppo Misto) ribadisce l’impegno preso in Aula e in Terza Commissione: sostenere l’eccellenza della Selex in ambito nazionale e internazionale, a seguito dell’esclusione dal bando di gara per una commessa da 15 milioni (che potrebbero diventare 200) in ambito di ingegneria spaziale.

Esclusione che adesso potrebbe essere rivista, in seguito all’interessamento dello stesso ministro a Istruzione e Ricerca Francesco Profumo. “Giudico molto positivo l’intervento del ministro – sottolinea Staccioli – che ha deciso di convocare il presidente Rossi e i vertici di Finmeccanica e Asi. Auspichiamo che l’eccellenza dell’industria toscana venga finalmente riconosciuta e valorizzata”.

“La Regione avrebbe dovuto agire prima – attacca la consigliera – seguendo l’azienda nel periodo precedente la partecipazione al bando. Invece la Galileo è stata lasciata sola e adesso a Presidente e Giunta non resta che piangere sul latte versato”.

“La Toscana non può permettersi di perdere una partita del genere – conclude Staccioli – in cui sono in ballo 200 milioni di euro. Mi auguro che il governatore faccia valere gli impegni presi dal Consiglio e dalla Commissione”.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.consiglio.regione.toscana.it/politica/comunicati-stampa-dei-gruppi-politici/&quot;&gt;Consiglio Regionale della Toscana&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOVANNA PENTENERO: PIANO TRIENNALE DELL’ISTRUZIONE. UNA DICHIARAZIONE DI GIANNA PENTENERO </title>
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  <updated>2011-12-30T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Casalborgone (TO) (Gruppo: Altro) - Consigliere Regione Piemonte (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;E’ francamente sconcertante il modo con cui la Giunta regionale da una parte, alzando il tetto ISEE per i fruitori, aumenta la platea dei piemontesi che avrebbero diritto al contributo per le spese scolastiche, senza definire le risorse necessarie, e dall’altra taglia i fondi della direzione competente (nel 2012, 86 milioni di euro in meno rispetto a quello che è stato speso nel 2011).

E’ ora di smettere con la brutta abitudine di promettere mari e monti e poi non mantenere le promesse sulla base dei gravissimi problemi finanziari dell’ente. Non si può  chiedere l’esercizio della responsabilità all’opposizione se poi i primi a non esercitarlo sono gli uomini della maggioranza.
In questo modo l’approvazione del piano triennale disattende la legge 28 che prevede l’approvazione da parte del Consiglio delle linee di sviluppo del sistema scolastico e la definizione delle risorse disponibili. Il piano presentato è una fotocopia del piano triennale precedente, privo però dello strumento principale, quello finanziario. Nonostante questo, è stato bocciato il nostro ordine del giorno che impegnava la Giunta a dare risorse certe al sistema.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.pdpiemonte.it/2011/12/piano-triennale-dell%e2%80%99istruzione-una-dichiarazione-di-gianna-pentenero/&quot;&gt;www.pdpiemonte.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOVANNA PENTENERO: Consiglio Regionale </title>
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  <updated>2011-12-29T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Casalborgone (TO) (Gruppo: Altro) - Consigliere Regione Piemonte (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; “Questo provvedimento è soltanto una presa in giro perché indica tante cose da fare ma non i soldi per farle. La legge 28 del 2007 prevede che vengano indicate chiaramente le risorse economiche per far fronte”&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.cr.piemonte.it/cms/comunicati/2011/dicembre/552-piano-triennale-per-listruzione.html&quot;&gt;www.cr.piemonte.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIAMPIERO LEO: Consiglio Regionale </title>
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  <updated>2011-12-29T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Piemonte (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“un provvedimento che favorisce le famiglie con i redditi più bassi che devono essere privilegiate. Inoltre viene superato il sistema di riferimento alla spesa storica e sono introdotti nuovi criteri che garantiscono una maggiore equità nell’erogazione dei contributi”&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.cr.piemonte.it/cms/comunicati/2011/dicembre/552-piano-triennale-per-listruzione.html&quot;&gt;www.cr.piemonte.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>STEFANO LEPRI: Bilancio 2012, no a forzature e scorciatoie </title>
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  <updated>2011-12-28T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>622786</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Piemonte (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il PD è consapevole della difficilissima situazione economica e non intende strumentalizzarla. Ci sono tuttavia questioni di metodo e di merito.

Quanto al metodo, non sono accettabili forzature come quelle tentate anche oggi, per cui si sarebbe voluto approvare il bilancio 2012 in due giorni senza neanche aver assestato i conti del 2011. Alcuni emendamenti presentati da una parte della maggioranza, che prevedono la alienazione di importanti società partecipate, puntavano a forzare decisioni che meritano una approfondita discussione. Non ci piacciono le lungaggini, ma neanche le scorciatoie.

Quanto al merito: non c’é una vera strategia tesa ad affrontare strutturalmente i nodi della spesa pubblica, i tagli sembrano più frutto degli equilibri tra i partiti e tra gli assessori. Ad esempio, l’anno scorso ci fu bocciata la proposta di istituire il fondo immobiliare per la vendita e la valorizzazione del patrimonio regionale. Ora, dopo un anno perso, la proposta è stata finalmente ripresa dalla maggioranza.

Se si vuole sostenere lo sviluppo non si possono ridurre così pesantemente le opere pubbliche (-30%), l’innovazione, la ricerca e l’università (-22%) l’istruzione e la formazione (-24%).

E’ poi incredibile il dimezzamento dei fondi per le politiche sociali, cioè per gli anziani, i disabili, le famiglie in difficoltà, nonostante le finte rassicurazioni sentite fino ad oggi. E’ una vergogna che pagheranno duramente i soggetti più deboli. Su questo certo non cederemo.

L’unico incremento che sembra esserci è quello dei trasporti, ma in realtà c’é un recupero solo parziale del taglio di oltre 200 milioni che é stato fatto slittare sul bilancio 2012.

Siamo disponibili a un confronto franco e che sappiamo difficile, purché si cambino stile e priorità.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.stefanolepri.it/?p=2015&quot;&gt;www.stefanolepri.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo Fraschini: PDL LISSONE - In arrivo i corsi di formazione e per il tempo libero </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/16/massimo-fraschini/pdl-lissone-in-arrivo-i-corsi-di-formazione-e-per-il-tempo-libero/609476"></link>
  <updated>2011-09-16T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Lissone (MB) (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;In arrivo i corsi di formazione e per il tempo libero del Centro per l’Apprendimento Permanente di Lissone.

 Proposte ricche, interessanti e al passo con le esigenze formative dei cittadini.

Partiranno nel mese di ottobre, i primi corsi del nostro “Centro di forma­zione e apprendimento permanente”, con un ventaglio di percorsi  formativi in grado di andare incontro alle esigenze di gran parte della popolazione lissonese.

Il programma dei corsi, che vanno dall’in­segnamento delle lingue straniere (inglese e spagnolo) ai corsi di informatica (di base ed avanzati), dalla storia filosofica alla cul­tura artistica, dall’insegnamento dell’ita­liano per stranieri ai corsi di arti manuali, anche per questa edizione viene meglio calibrato con il contributo dei cittadini, tramite i questionari d’interesse per la raccolta dei bisogni formativi,  collocati all’ingresso del Palazzo comunale, della Biblioteca civica, dell’Ufficio Istruzione,  pubblicati sul sito web del Comune e allegato a questo numero di Lissone Informa, permettendo così  una maggiore at­tenzione sui contenuti, gli orari e le modalità di realizzazione dei Corsi.
 
L’Amministrazione offre ai cittadini adulti corsi formativi utili anche nel campo dell’aggiorna­mento professionale e lavorativo, oltre che personale, creando inoltre la possibilità di un’esperienza culturale alta accessibile a tutti.

Creatività e praticità caratterizzano invece gli appun­tamenti dedicati alle arti manuali, tra cui il giardinaggio, il disegno, l’acquarello, il decoupage e il taglio e cucito possibili da diverso tempo, anche gra­zie alla collaborazione di alcune associazioni locali lissonesi che li promuovono e li realizzano.
Chiudono il panora­ma le attività ludi­che con gli incontri di burraco (utilissi­mo per mantenere la mente allenata e passare qualche ora in compagnia) ed il corso di fotografia dove gli appassionati possono perfezionare la loro tecnica di ripresa, confrontarsi con le novità tecnologiche che offre il mer­cato ed imparare a fotografare attraver­so esercitazioni pratiche.

Il tema della “formazio­ne degli adulti” è strutturalmente  fondamentale per una società in continua trasformazione, per questo, rimane un im­pegno prioritario imprescindibile del lavoro del Settore Istruzione Superiore, nel qua­le continuare ad investire e a dedicare energie.

ISCRITTI
2009/2010
ISCRITTI
2010/2011
472
612
 Le iscrizioni, anche quest’anno, verranno aperte a metà settembre , mentre le lezioni avranno inizio dalla metà del mese di ottobre.

Riferimenti organizzativi:
Settore Istruzione, Politiche Giovanili e per l’Infanzia
Via Gramsci 21 (3° piano)
Tel. 039 7397.257
Fax 039 7397384
E-mail: poltichescolastiche@comune.lissone.mb.it
Lunedì, martedì, giovedì e venerdì: 8.30-13.30
Mercoledì: 8.30-13.00 e 15.00-18.00                            

Massimo Fraschini
Assessore all’Istruzione Superiore, rapporti con l’Università, Educazione degli adulti
Comune di Lissone&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://pdllissone.blogspot.com/&quot;&gt;pdllissone.blogspot.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Gelmini difende il premier, non la scuola pubblica</title>
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  <updated>2011-03-09T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>558968</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Il ministro Gelmini, rispondendo oggi alla nostra interrogazione, ancora una volta ha superato se stessa nel suo dovere istituzionale di difendere sempre e comunque il Presidente del Consiglio, qualsiasi cosa dica o faccia&quot;. Lo ha detto alla Camera durante il question time il presidente dei Deputati Democratici, &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;.
&lt;p&gt;

''Le frasi intollerabili di Berlusconi contro la scuola pubblica, insieme agli otto miliardi e mezzo di tagli, - ha aggiunto &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; - dimostrano quale sia l'idea del governo del settore sul quale noi dovremmo investire di piu', per rispetto dei nostri ragazzi e, soprattutto, per investire sull'unica risorsa che l'Italia ha per reggere nel mondo globale, cioe' i cervelli, l'intelligenza, la creatività''.
&lt;p&gt;

''Per questo, dopo la manifestazione delle donne del 13 febbraio, - ha concluso &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; - le piazze torneranno a riempirsi sabato prossimo per difendere insieme la scuola e la Costituzione, che sono due facce della stessa medaglia, due aspetti della stessa battaglia civile. Quelle piazze dimostreranno che vi e' un'Italia che ha voglia di voltare pagina''.
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=Ml52Wjlg-E4&quot;&gt;&lt;b&gt;Video dell'interrogazione del Pd al Ministro dell'Istruzione, con l'intervento di Dario Franceschini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;
&lt;p&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=4804&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pompeo Camero: Banchi sponsorizzata«La scuola dovrebbe restare scevra da contaminazioni lesive? Solo affermazioni di principio»</title>
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  <updated>2011-01-13T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Provincia Barletta-Andria-Trani&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«In questi ultimi mesi, da che la Provincia di Barletta Andria Trani ha varato, su mia proposta, l'avviso pubblico per raccoglier danaro di privati attraverso le sponsorizzazioni, per l'integrazione degli stanziamenti di bilancio destinati all'acquisto di banchi e sedie negli Istituti Pubblici di Istruzione secondaria di secondo grado, sono stato trasformato nell'oggetto dello sport più praticato dai locali &quot;pasdaran&quot; di una certa sinistra oltranzista: il tiro al bersaglio. Una sorta di &quot;dagli all'untore&quot; fatto di commenti sarcastici come &quot;svendita dell'indipendenza conoscitiva&quot;, elucubrazioni dogmatiche senza costrutto &quot;gli oppositori sembrano realizzare argini troppo deboli per porre i beni pubblici al riparo dalla marea speculativa&quot;, invettive giornalistiche come l'affermazione di un inesistente &quot;flop degli sponsor&quot; accuse di violazione della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e persino una Deputata che trae conforto dal ricorso presentato, deducendone fondatezza giuridica in ordine alla &quot;dubbia&quot; legittimità del bando, quasi una riesumazione del tribunale del popolo di infausta memoria. Tutta ermeneutica priva poi, si badi bene, di qualsivoglia sforzo di farsi carico delle ragioni dell'Assessore Provinciale alle politiche scolastiche alla ricerca spasmodica di risorse per gli istituti superiori, le cui strutture e suppellettili, ereditate da due Amministrazioni Provinciali di Centro-Sinistra sino al 2009 (Bari e Foggia), versavano, come noto, in avanzato stato di degrado ed in molti casi ai limiti dell'indecenza, come constatato ad esempio nella sezione dell'odontotecnico Staffa di Trinitapoli, sottoposto per questo tempestivamente ad interventi di somma urgenza».
&lt;p&gt;


«Fatta eccezione per le affermate sacrosante rivendicazioni dei liceali del Nuzzi di Andria, delle restanti inaccettabili &quot;rovine&quot; scolastiche, che pur restavano inesorabilmente sotto gli occhi di tutti, i ricorrenti avversi al bando pubblico citato, FLC-CGIL, Coordinamento Genitori Democratici di Puglia e Rete degli Studenti Medi – BAT, tutti preesistenti alla nascita della VI Provincia, sembrano non essersene mai accorti, a giudicare dal fatto che son venuti allo scoperto soltanto per pronunciare il loro &quot;niet&quot; alle sponsorizzazioni, come strenui difensori della scuola intesa come un &quot;enclave&quot; che per loro definizione dovrebbe restare scevra da contaminazioni lesive di tante libertà legate ai luoghi dell'apprendimento ma non un sol cenno di riprovazione avverso al decadimento delle suppellettili e degli edifici dove ordinariamente i lavoratori della conoscenza e gli studenti in ruoli diversi interagiscono. Nessuna affermazione di principio riuscirà mai a demolire il divario della nostra scuola rispetto alle altre, che, in maniera impietosa, l'Istituto Nazionale per la Valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione denuncia da anni. Fino a prova contraria la BAT, con le rimesse dei privati, ha inteso soltanto integrare fondi pubblici per potenziare la scuola pubblica».

&lt;p&gt;
«Come se tutto ciò non bastasse, scorgo che ci si è affrettati a liquidare la miliare sentenza del TAR Puglia, nel cui rito sono intervenuto &quot;ad opponendum&quot; come cittadino e come assessore, rendendo pubblica la sola dichiarazione di inammissibilità e, salvo poche eccezioni, sorvolando invece sulle valutazioni di merito, alle quali va invece resa giustizia. Intanto il giudice amministrativo senza tentennamenti ha dichiarato la legittimità del bando, tutto incentrato sulle sponsorizzazioni introdotte nel nostro ordinamento dall'art. 43 della Legge n. 449/1997 (finanziaria del Governo Prodi) e riprese dall'art. 119 del Decreto Legislativo n. 267/2000 (Governo Amato), scorgendo nella condotta della Provincia persino un apprezzato atteggiamento prudenziale, nell'introduzione di clausole di salvaguardia come ad esempio il veto di propaganda di natura politica e sindacale, all'opposto largamente praticato da altri!»

&lt;p&gt;
«In ultimo, a quanti hanno voluto a tutti i costi scorgere nelle sponsorizzazioni una deriva pubblicistica, aggravata dalla posizione geografica della BAT, dico di giudicare noi amministratori fuori da preconcette censure politiche ed in funzione della capacità delle istituzioni di rispondere o meno ai bisogni reali della collettività amministrata. Le nostre scuole nelle condizioni attuali ledono il futuro delle giovani generazioni ed è questa l'incombente disfatta contro cui innalzare argini».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.barlettalife.it/magazine/notizie/la-scuola-dovrebbe-restare-scevra-da-contaminazioni-lesive-solo-affermazioni-di-principio/&quot;&gt;www.barlettalife.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio NAPOLITANO: «Si ricerchi un costruttivo confronto sulla complessa fase attuativa della legge per l’Università»</title>
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  <updated>2010-12-30T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;«Criticità, riscontrabili in particolare negli articoli 4, 23 e 26».
&lt;p&gt;
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ai sensi dell'art. 87 della Costituzione, ha promulgato la legge 'Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l'efficienza del sistema universitario' non avendo ravvisato nel testo &quot;motivi evidenti e gravi per chiedere una nuova deliberazione alle Camere, correttiva della legge approvata a conclusione di un lungo e faticoso iter parlamentare&quot;.

&lt;p&gt;
Il Capo dello Stato ha contestualmente indirizzato una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri nella quale si rileva che: &quot;l'attuazione della legge è del resto demandata a un elevato numero di provvedimenti, a mezzo di delega legislativa, di regolamenti governativi e di decreti ministeriali; quel che sta per avviarsi è dunque un processo di riforma, nel corso del quale saranno concretamente definiti gli indirizzi indicati nel testo legislativo e potranno essere anche affrontate talune criticità, riscontrabili in particolare negli articoli 4, 23 e 26&quot;.

&lt;p&gt;
Al di là del possibile superamento - nel corso del processo di attuazione della legge - delle criticità relative agli articoli menzionati, per il Presidente &quot;resta importante l'iniziativa che spetta al governo in esecuzione degli ordini del giorno Valditara e altri G 28.100, Rusconi ed altri G24.301, accolti nella seduta del 21 dicembre in Senato, contenenti precise indicazioni anche integrative - sul piano dei contenuti e delle risorse - delle scelte compiute con la legge successivamente approvata dall'Assemblea&quot;.
&lt;p&gt;

Il Capo dello Stato ha auspicato che &quot;su tutti gli impegni assunti con l'accoglimento degli ordini del giorno e sugli sviluppi della complessa fase attuativa del provvedimento, il governo ricerchi un costruttivo confronto con tutte le parti interessate&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&amp;key=13025&quot;&gt;Il Quirinale.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>SIMONE GUERRA: “Gli studenti avvertono il problema del futuro del Paese”</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/11/30/simone-guerra/%E2%80%9Cgli-studenti-avvertono-il-problema-del-futuro-del-paese%E2%80%9D/548953"></link>
  <updated>2010-11-30T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548953</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Terni (TR) (Partito: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Sono vicino agli studenti e ai ragazzi che anche oggi hanno manifestato il loro dissenso nei confronti della riforma del sistema formativo avanzato dal governo e in particolare dal ministro Gelmini.  
&lt;p&gt;E’ importante che i ragazzi diano luogo a una protesta che, in un contesto sempre improntato al rifiuto di qualsivoglia forma di violenza,  esprima preoccupazione per il loro domani, faccia emergere il dissenso civile e democratico nei confronti di una riforma che impoverisce ulteriormente la scuola e l’università pubblica, che considera la formazione come qualcosa di delegabile da parte dello Stato, che non la ritenga piuttosto momento fondante delle nuove generazioni nel loro complesso e del sistema culturale e produttivo del Paese. 
&lt;p&gt;Ci troviamo di fronte  a prese di posizione che vedono la scuola come luogo di tagli e di risparmio generalizzato, penalizzando oltremodo un sistema formativo che è già, per risorse, tra gli ultimi d’Europa. 
&lt;p&gt;Oggi i ragazzi scendono in piazza perché avvertono che senza scuola pubblica, senza possibilità di istruzione per i meritevoli, andremo sempre di più  verso una società priva di mobilità sociale, andremo incontro a una società di tipo oligarchico, che non tiene conto delle possibilità intellettuali dei singoli ma solo delle loro possibilità economiche. 
&lt;p&gt;Un modello pericoloso, che mortifica gli enunciati della nostra carta costituzionale, che rischia oltremodo di penalizzare il sistema produttivo, soprattutto quello delle tante imprese che competono negli scenari internazionali, che hanno bisogno di risorse umane di qualità, capaci di aumentare il loro tasso di competitività e creatività. 
&lt;p&gt;Colgo l’occasione per ribadire, come già avuto modo di dire il sindaco Di Girolamo, che l’Amministrazione Comunale di Terni continuerà ad impegnarsi in maniera forte e responsabile nelle proprie competenze scolastiche e non farà venire meno il suo impegno anche sul versante universitario per tutelare e potenziare, insieme alle altre istituzioni pubbliche, la realtà del Polo didatticco Ternano. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.comune.terni.it/comunicato_stampa.php?id=36100&amp;pagina=9&quot;&gt;Comune di Terni&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Luigi BERSANI: «Questo governo uccide il futuro, toglie opportunità ai giovani e li rende meno liberi»</title>
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  <updated>2010-10-20T00:00:00Z</updated>
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  <id>547208</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ecco il decalogo sulla scuola mentre il governo abbassa l'obbligo
&lt;p&gt;Proprio nel giorno in cui il governo &quot;con un colpo di mano&quot; abbassa a 15 anni l'obbligo scolastico, il Pd attacca la Gelmini e lancia la proposta per &quot;la scuola del futuro&quot;.
&lt;p&gt; &quot;La nostra è una proposta concreta - spiega Pierluigi Bersani - da fare già domani, possibile e lungimirante perché sappiamo che solo una scuola di qualità può garantire crescita al nostro Paese&quot;. Questo, continua il segretario del Pd, &quot;è un governo che non solo smantella il presente, ma uccide il futuro, toglie opportunità ai giovani e li rende meno liberi&quot;.
&lt;p&gt;

L'approvazione definitiva da parte del Senato del collegato sul Lavoro viene bollato dal Pd come &quot;pagina nera&quot;, in contrasto con uno dei principali obiettivi del decalogo stilato dal Partito democratico nei giorni scorsi a Varese, che è quello di combattere la dispersione scolastica, una lotta da portare avanti con investimenti sull'autonomia scolastica, sulla ricerca e l'innovazione didattica.
&lt;p&gt; Insieme ad altri obiettivi che mirano a garantire a tutti i bambini da zero a sei anni un posto all'asilo nido, prima, e alla materna, dopo. 
&lt;p&gt;Generalizzare il tempo pieno e il modulo a 30 ore nella scuola elementare, assicurare la continuità didattica alla media e al superiore. Predisporre organici stabili nelle scuole e un piano per assumere i precari. Stilare un piano straordinario per rendere sicure tutti gli edifici scolastici del paese e scuole aperte tutto il giorno.

&lt;p&gt;
&quot;Guardiamo al futuro: dieci proposte per la scuola di domani&quot; è il titolo abbastanza eloquente del documento scaturito dall'assemblea nazionale a Varese, che getta le basi per una scuola diversa da quella declinata in due anni e mezzo dal governo Berlusconi. 
&lt;p&gt;Il decalogo rappresenta la posizione ufficiale del Partito democratico su uno degli temi più complessi e controversi di questa legislatura. &quot;La scuola, per garantire uguaglianza e libertà, come ci chiede la nostra Costituzione. La scuola, unico vero ascensore sociale, per ridare slancio a una società bloccata&quot;, spiegano dal Pd.

&lt;p&gt;
Il primo passo è quello di garantire a tutti i bambini italiani un posto all'asilo nido. Oggi, secondo le ultime stime dell'Istat, i piccoli di età inferiore ai due anni che trovano posto nei nidi comunali sono ancora pochissimi: appena 10 su cento. Per tutti gli altri, le famiglie devono arrangiarsi: o mobilitano i nonni oppure sono costrette a pagare un costoso asilo privato. Anche la scuola materna (ora dell'infanzia) per il 40 per cento metà è appaltata ai privati. E i genitori che non possono permettersi di pagare una retta devono mettersi in lista d'attesa. Il Pd avanza la proposta di &quot;trasformare l'asilo nido da servizio a domanda individuale a diritto educativo di ogni bambino e bambina&quot; e di &quot;assicurare a tutti i bambini del Paese un posto nella scuola dell'Infanzia&quot;.

&lt;p&gt;
Per la scuola primaria l'idea è quella di estendere il tempo pieno a livello nazionale, oggi è aperto a poco più di un quarto dei bambini, e di assicurare almeno 30 ore di lezione a tutti. Niente, quindi, maestro unico con orari di 24, 27 e 30 ore, come previsto dalla riforma Gelmini. Ma anche &quot;dare certezza di funzionamento alle scuole autonome&quot; con l'organico funzionale. 
&lt;p&gt;&quot;Ogni scuola deve poter contare su risorse economiche e umane certe per un triennio di programmazione&quot;. Si tratterebbe, in buona sostanza, di assegnare a ogni scuola un organico (funzionale) &quot;che includa personale stabile per le supplenze brevi e professionalità specializzate a supporto dei ragazzi con bisogni speciali (autismo, dislessia, discalculia, etc.) dando continuità all'insegnamento.

&lt;p&gt;
Tra i tanti vantaggi, a parità di spesa, si supererebbe il precariato scolastico. Ma non solo: le scuole potrebbero contare su risorse certe e, in piena autonomia, potrebbero organizzare &quot;la didattica per raggiungere l'obiettivo del successo scolastico dei ragazzi e delle ragazze&quot;. 
&lt;p&gt;Il Pd propone anche di dare attuazione alla modifica del titolo V della Costituzione anche per quanto riguarda la scuola, attraverso un federalismo che preveda il livelli essenziali delle competenze, anziché i livelli essenziali delle prestazioni.

&lt;p&gt;
Per i 220 mila precari in crisi per effetto dei tagli agli organici &quot;serve una terapia d'urgenza, immettendo in ruolo su tutti i posti vacanti&quot;. E chi è già di ruolo deve &quot;restare in servizio per non meno di 3 anni nella stessa scuola per garantire la continuità didattica&quot;. 
&lt;p&gt;Niente chiamata diretta da parte dei presidi e introduzione della &quot;formazione in servizio obbligatoria e certificata&quot; per aumentare la qualità dell'insegnamento. 
&lt;p&gt;La lotta alla dispersione scolastica passa attraverso il raccordo &quot;tra medie e biennio delle superiori&quot;.&lt;br /&gt;
 Un biennio che deve essere &quot;unitario per aiutare i ragazzi a fare scelte più consapevoli&quot; e con obbligo di istruzione fino a 16 anni (contrariamente a quanto approvato oggi dal Senato). Occorre, inoltre, &quot;realizzare in tutta Italia le anagrafi regionali degli studenti, presenti oggi in 11 regioni su 20&quot;.
&lt;p&gt;

Per rilanciare ed equilibrare l'intero sistema di istruzione occorre anche &quot;investire sull'istruzione tecnica e professionale di qualità&quot; eliminando il &quot;divario territoriale esistente oggi&quot;. 
&lt;p&gt;E per assicurare ad alunni e insegnanti una permanenza sicura a scuola occorre lanciare un piano straordinario per l'edilizia scolastica, attraverso &quot;una razionalizzazione e un rinnovamento radicale delle strutture scolastiche destinando a questo scopo, nelle aree sotto utilizzate, i fondi Fas&quot;. 
&lt;p&gt;E siccome la scuola deve rappresentare un &quot;luogo fondante di comunità, dove oltre ai necessari insegnamenti curricolari ci si può fermare il pomeriggio per studiare, fare sport, suonare, recitare, imparare le lingue&quot;, occorre &quot;ristrutturare i luoghi e i tempi della scuola, oggi fissati rigidamente&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/scuola/2010/10/20/news/scuola_pd-8271119/?rss&quot;&gt;la Repubblica.it - Salvo Intravaia&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LEONARDO RAITO: Un'istruzione inclusiva e di qualità</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/16/leonardo-raito/unistruzione-inclusiva-e-di-qualit%C3%A0/547016"></link>
  <updated>2010-10-16T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>547016</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Provincia Rovigo (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L’assessore provinciale alla pubblica istruzione Leonardo Raito ha partecipato, giovedì scorso a Modena, al convegno internazionale “Un’istruzione inclusiva e di qualità per una crescita europea efficace e sostenibile”, organizzato dall’alleanza progressista del Parlamento Europeo con alcuni dei massimi esperti europei in tema di istruzione e rappresentanti politici italiani ed europei, di Confindustria, di Banchitalia, dei sindacati.
&lt;p&gt; Un’occasione importante per ascoltare le tendenze internazionali in termini di crescita e sviluppo. “è stata veramente un’occasione importante e di crescita – sottolinea Raito – e mi ha fatto un grande piacere essere invitato dal nostro parlamentare europeo Luigi Berlinguer, perché gli interventi programmatici sono stati di grande qualità e perché mi è stato possibile gettare uno sguardo sulle tendenze europee e le sperimentazioni degli altri paesi”. 
&lt;p&gt;Il cuore del convegno è stato la presentazione delle buone prassi sperimentate in Italia e in Europa, e finalizzate a costruire un modello di scuola come processo di crescita intellettuale e come motore di integrazione.
&lt;p&gt; “Ho potuto conoscere molte esperienze straordinarie realizzate in Italia, dove, checché ne dica la Gelmini, la scuola presenta già dei tratti di grande qualità. Oggi comincia a passare il concetto di una scuola che deve essere aperta al territorio e alle sue istanze, una scuola da vivere tutto il giorno e tutto l’anno e che si apre alla cultura, allo sport, al volontariato, all’educazione degli adulti, alle comunità”. 
&lt;p&gt;Belle le esperienze europee: “ho apprezzato molto – continua Raito – il sistema dell’istruzione liceale finlandese, un sistema che prevede l’obbligatorietà di alcuni insegnamenti ma ampia discrezionalità alle competenze dei ragazzi, che possono scegliere diverse discipline opzionali del proprio percorso. &lt;br /&gt;
È un sistema simile alla nostra università, ma più innovativo nelle forme di insegnamento, nello sviluppo delle competenze e delle capacità, anche dei docenti, con un sistema di mobilità europeo più marcato”. 
&lt;p&gt;Il convegno ha toccato anche il ruolo dei docenti: “lo ribadisco spesso: una scuola di qualità lo fanno le persone di qualità. Allora, in base all’autonomia scolastica, molti dirigenti europei hanno la possibilità di scegliere i docenti in base alle competenze e alle esperienze, studiando i curriculum, i titoli (molti docenti hanno il dottorato) e valutandoli. &lt;br /&gt;
Non è come da noi, dove esistono graduatorie rigide. In questo modo, in Europa vince la competenza e chi ha qualità può usufruire di maggiori opportunità. &lt;br /&gt;
È quello che si chiama merito, ma applicato sul serio. &lt;br /&gt;
Ed è il percorso che rende il ruolo di docente molto ambito”. 
&lt;p&gt;Infine, l’assessore provinciale non manca di sottolineare alcuni preziosi spunti avuti a Modena: “il nostro sistema scolastico va ripensato nel profondo, deve tornare a essere un modello di riferimento per costruire cittadini consapevoli e capaci di capacità critica. 
&lt;p&gt;I governi che attuano tagli indiscriminati alle risorse non hanno a cuore il futuro del paese. Bisogna ritornare alla qualità, costruendo le condizioni per cui tutte le persone che ruotano intorno al sistema siano valorizzate in base alle competenze”. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://openpolis.it&quot;&gt;Nota stampa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LEONARDO RAITO: Scuola ammortizzatore sociale? L'ennesima bugia!</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/01/leonardo-raito/scuola-ammortizzatore-sociale-lennesima-bugia/507377"></link>
  <updated>2010-10-01T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>507377</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Provincia Rovigo (Partito: PD) - Consigliere  Consiglio Comunale Polesella (RO) (Lista di elezione: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Mi sono sentito francamente offeso dalle affermazioni del presidente del consiglio sul sistema istruzione, che la sinistra avrebbe, a parer suo, trasformato in un enorme ammortizzatore sociale. Il giudizio del premier è fortemente scorretto nei confronti di tutti gli operatori che quotidianamente prestano un’opera meritoria e dalle chiare finalità sociali, pur in condizioni sempre più difficili. 
&lt;p&gt;Se gli insegnanti sono, per Berlusconi, dei soggetti sociali quasi parassitari nel contesto del sistema Italia, occorre chiedere al premier se conosce il sacrificio dei tanti docenti precari che ogni giorno impegnano anima e corpo nello svolgimento di un compito che è quasi una missione, con stipendi che sono tra i più bassi d’Europa, sotto il giogo di contratti a termine che non trasmettono stabilità e stimolo. L’azione del governo, finalizzata alla forte riduzione della spesa nel settore scuola, sta minando le fondamenta stesse della nostra democrazia: non investire sui giovani significa non investire sul futuro del paese, sulla possibilità di costruire nuove classi dirigenti, sull’ampiezza di un dibattito culturale e intellettuale; significa minare in profondità un principio egualitario secondo cui tutti hanno diritto alle stesse opportunità. 
&lt;p&gt;Che cosa dirà il premier, alle insegnanti rimaste senza contratto e che non hanno la possibilità di sposare suo figlio o il figlio di un ricco (come aveva suggerito qualche tempo fa a una giovane disoccupata)? Come giustificherà alle famiglie di lavoratori l’impossibilità di avere una scuola nel proprio paese, il tempo pieno, gli insegnanti di sostegno, le mense, i trasporti, e di costringere ragazzi e genitori a mirabolanti peripezie in termini di spostamenti e supporti? 
&lt;p&gt;È vero che nella scuola esistono ampi margini di miglioramento, e che anche il ruolo del docente va ripensato nella logica di un reclutamento serio, di un sistema meritocratico, ma mi è sembrata una brutta caduta di stile la considerazione di un sistema dove pare che gli operatori siano solo degli unti dal signore che rubano lo stipendio. 
&lt;p&gt;Un nuovo anno scolastico è cominciato e le situazioni che, anche a livello provinciale, sono balzate agli occhi, sono molteplici. Ci sono bambini diversamente abili gravi che non hanno insegnanti di sostegno, pochi fondi per l’integrazione degli studenti stranieri. Ci sono classi con 32 studenti, edifici che meriterebbero finanziamenti per ristrutturazioni complessive. Di queste cose però, il premier non parla e non parla nemmeno il ministro Gelmini, che pare paralizzata di fronte alla luce del re sole. 
&lt;p&gt;Da parte mia, penso che servano forti segnali di protesta e discontinuità. Ora che anche la speranza di veder cadere il governo si è affievolita, non si può che lavorare in una direzione: restituire al premier e alla ministra il lume della ragione.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://openpolis.it&quot;&gt;Leonardo Raito - Openpolis.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ROCCO BERARDO: Le borse di studio della Polverini: povere e screditate</title>
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  <updated>2010-09-13T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>505960</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lazio (Lista di elezione: Lista Bonino - Pannella) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Considerato che la Regione, con i pochi fondi messi a disposizione per il nuovo anno scolastico per gli studenti più meritevoli e svantaggiati (che si iscriveranno al primo o al terzo anno delle scuole superiori), ha previsto di assegnare Borse di studio di importo pari a € 500, per chi abbia conseguito una votazione almeno pari a 8/10 e con reddito annuo non superiore a € 15.000, parificando insensatamente studenti di scuole pubbliche e private come aventi diritto a concorrere per tali borse, appare evidente quanto la scelta della Giunta regionale del Lazio sia ideologica e irrazionale. Per due ragioni: primo perché le famiglie più svantaggiate non usano iscrivere i figli a scuole private, secondo perché le scuole private tendono più facilmente a votazioni più alte.&lt;br /&gt;

Per tali ragioni, durante i lavori della Commissione Scuola, ho espresso il voto contrario a borse di studio &quot;povere&quot; e “scriteriate”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://roccoberardo.blogspot.com/2010/09/le-borse-di-studio-della-polverini.html&quot;&gt;Rocco Berardo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOCONDO TALAMONTI: Non mancano né scuole né docenti…</title>
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  <updated>2010-08-17T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>504517</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Terni (TR) (Gruppo: Federazione della Sinistra) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La trasmissione di principi sociali nella scuola, quali ad esempio i diritti umani, l’integrazione sociale, la tolleranza interetnica, è momento di delicata costruzione delle coscienze dei giovani. Non sempre i testimoni di tali esperienze sono in grado di farsi intendere dai ragazzi e, non a caso, esiste una scienza, la pedagogia, per consentire il miglior trasferimento di conoscenze e di valori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
L’iniziativa dell’assessorato comunale alla cultura (vedi nota Scuola e Servizi Educativi del Comune di Terni prot.115073 del 29.06.2010) che vorrebbe coinvolgere una società privata, sostenendola finanziariamente, per divulgare nelle scuole concetti di solidarietà umana, di diritti civili, di pacifica convivenza all’interno di una comunità, rischia di essere inefficace e, quindi, inopportuna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Già in precedenza, era stata avanzata al Comune, tramite interrogazione al Sindaco, perplessità circa l’indicazione di tale specifica Cooperativa per dialogare su temi di rilevanza sociale con l’ausilio di esperti, senza minimamente coordinare l’iniziativa con le scuole interessate. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Nel condannare e scoraggiare tale proposizione e nel suggerire che non mancano né scuole, né docenti in grado di svolgere un compito così delicato (fra l’altro abbondantemente presente nei piani dell’offerta formativa di ogni Istituto scolastico), ci si augura che l’utilizzo di risorse esterne avvenga con modalità che coinvolgano la scuola, i docenti e le istituzioni nell’interesse delle famiglie e dei valori che si intendono trasmettere&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Il consigliere&lt;br /&gt;
Giocondo Talamonti
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://talamontigiocondo.blogspot.com/2010/08/non-mancano-ne-scuole-ne-docenti.html&quot;&gt;Il Blog Personale di Giocondo Talamonti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LEONARDO RAITO: Il futuro dell'istruzione musicale in Polesine</title>
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  <updated>2010-07-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Provincia Rovigo (Partito: PD) - Consigliere  Consiglio Comunale Polesella (RO) (Lista di elezione: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Negli ultimi tempi ha creato particolare fermento l'atteggiamento del ministro Gelmini nei confronti dell'istruzione musicale italiana. A tal proposito, per evitare ogni ragionamento frutto di condizionamenti e di prese di posizioni a priori, occorre dire che per capire dove andrà a parare l'istruzione musicale italiana, dipenderà dalla posizione certa che il governo prenderà nei confronti della stessa e in particolare dalla capacità di definire una scelta, tratteggiata da tempo, che vorrebbe l'equiparazione dei conservatori alle università. Nel caso la Gelmini definisse questa scelta, si capisce come in difficoltà andrebbe il sistema delle scuole medie annesse ai conservatori, venendo a mancare la continuità didattica tra un percorso di scuola secondaria di primo grado e di percorso accademico. In questo caso, l'istituzione dei licei musicali mi pare sia significativo della volontà di seguire questo percorso, per creare il livello intermedio tra scuola secondaria di primo grado e università. Per il territorio polesano si tratterebbe di una scelta di certo sofferta, essendo la nostra provincia interessata dalla presenza di due antichi conservatori, e non essendo al momento giunto, nonostante una richiesta certificata dalle commissioni d'ambito, l'ok all'istituzione del liceo musicale. Su questa scelta, pare importante una considerazione: la delusione della provincia di Rovigo va al pari di quella di Venezia dove, nonostante la presenza di un'istituzione come “La Fenice”, pur con lo sconcerto del mio collega assessore veneziano alla pubblica istruzione, non è stato concesso il liceo musicale. Questa scelta ha invece premiato Verona, Treviso e Castelfranco Veneto, penalizzando, anche in chiave di distribuzione territoriale, altre province. È vero che come primo anno il ministero intendeva autorizzare al massimo 40 licei in tutta Italia, ma c'è da chiedersi se le scelte siano state dettate da logiche di bacino d'utenza e vocazione territoriale o esclusivamente a questioni politiche. La nostra provincia era pronta, ma per ora non è stata accontentata.  
Per tornare al Polesine, si tratta di cogliere la risposta a una domanda di fondo: permetterà il ministero, una volta giunta la trasformazione dei conservatori in università, l'esistenza di due atenei alla distanza di 25 chilometri l'uno dall'altro? Perché anche in questo caso, solo dalla chiarezza delle scelte sarà possibile, a ricaduta, creare le sinergie per ottimizzare le risorse, evitando di creare false aspettative o problematiche non risolvibili. Probabilmente non si tratta di una risposta che giungerà a breve, ma siamo comunque chiamati alla responsabilità di pensare alle conseguenze di una strada che pare tracciata e che deve mettere il nostro territorio nelle condizioni di guardare al futuro con serenità e intelligenza, scegliendo la strada di percorsi formativi di qualità e in grado di costruire bagagli culturali importanti.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.rovigooggi.it/articolo/2010-07-22/due-atenei-in-provincia/&quot;&gt;Rovigooggi.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LEONARDO RAITO: Tempo pieno e riduzione della settimana scolastica</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/06/18/leonardo-raito/tempo-pieno-e-riduzione-della-settimana-scolastica/503991"></link>
  <updated>2010-06-18T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Provincia Rovigo (Partito: PD) - Consigliere  Consiglio Comunale Polesella (RO) (Lista di elezione: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La proposta: “tempo pieno e riduzione della settimana scolastica”.
Nell’ampio dibattito sul sistema scolastico italiano, il Partito Democratico non deve rinunciare a proporre idee concrete che possano rispondere al preoccupante vuoto di indirizzo che proviene da un’azione governativa più votata al risparmio che a una reale razionalizzazione dell’esistente. Discutendo nei giorni scorsi con un gruppo di amici del partito, ho potuto cogliere quanto potrebbe essere interessante ridisegnare il sistema scolastico italiano incardinandolo su alcuni punti fermi che potrebbero essere di stimolo, oltre che a un serio dibattito, anche all’obiettivo di inserire la scuola nel più ampio contesto dei bisogni sociali di un tessuto famigliare sempre più stravolto. Perché allora non pensare a una scuola incardinata sul tempo pieno, su una maggiore integrazione con le discipline sportive e che possa fornire dei tempi di riposo più ampi? Penso a scuole primarie e secondarie di primo grado (ma perché no, anche le superiori?) che impegnino i ragazzi dal lunedì al venerdì sia di mattino che di pomeriggio, lasciando nel contempo liberi, per studenti e famiglie, il sabato e la domenica. Si tratterebbe di una “rivoluzione” positiva che non avrebbe ripercussioni sugli orari di lezione (potrebbero essere ampliati), sull’impegno dei docenti; offrirebbe nel contempo la possibilità di integrare ancora maggiormente la scuola con il tessuto locale (penso all’associazionismo sportivo), di permettere ai ragazzi di studiare con profitto, aumentando l’interazione, le ore di recupero, lo sviluppo di interessi e di predisposizioni di studio e allo scambio di esperienze. Parallelamente, permetterebbe ai comuni di razionalizzare le spese (ad esempio di riscaldamento) e gli impieghi di risorse, di avere aule impegnate per maggior tempo, fornendo nel contempo alle famiglie e ai genitori occupati al lavoro, di vedere i propri figli accolti in strutture adeguate e impegnati in attività positive. Il sabato e la domenica liberi in toto, offrirebbero maggiori spazi (divenuti oggi sempre più concentrati) a una vita famigliare, su cui molti sociologi puntano l’indice come causa di problematiche per i giovani d’oggi. Due giorni completi per migliorare l’ascolto e il dialogo, per stare di più insieme, per condividere esperienze senza l’assillo di dover incastrare tempi e impegni, di lanciarsi in affannose rincorse all’appuntamento, per considerare finalmente la scuola non esclusivamente come parcheggio per i ragazzi. Credo che un partito che ha a cuore il tessuto sociale italiano come il nostro, abbia il dovere di pensare a queste soluzioni, ponendosi come alternativa programmatica a un governo che guarda la scuola con la famelica voglia di affondarvi un’accetta demolitrice e, almeno stando a sentire Tremonti, purificante. Immagino che si tratti di una proposta che può sollevare dibattito e polemiche, ma credo che sia questo lo scopo di una politica alta intesa come servizio ai cittadini e ricerca di soluzioni.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.rovigooggi.it/articolo/2010-06-18/riduciamo-la-settimana-scolastica/&quot;&gt;Comunicato diffuso dalla stampa locale (Resto del Carlino, La Voce di Rovigo, Il Gazzettno)&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo DONADI: SCUOLA: CON GELMINI E' PROPRIO UN 'GOVERNO BALNEARE'</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/24/massimo-donadi/scuola-con-gelmini-e-proprio-un-governo-balneare/500909"></link>
  <updated>2010-05-24T00:00:00Z</updated>
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  <id>500909</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;(ASCA) - Roma, 24 mag - ''Scuole chiuse fino a ottobre per stimolare il turismo? La Gelmini ci toglie ogni dubbio: questo e' un governo balneare''. Lo afferma in una nota il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi.

''Balneare - spiega Donadi - per due motivi, il primo piu' strettamente legato all'attualita', perche' il ministro Gelmini pensa che le famiglie possano permettersi piu' vacanze dimenticando che la pesante crisi economica. Il secondo perche', come i governi balneari della prima repubblica, nonostante sia in carica da due anni, questo esecutivo non e' in grado di fare molto di piu' dell'ordinaria amministrazione, a parte gli tutelare gli affari privati del premier. Non e' un governo adatto a fare le vere riforme di cui ha bisogno il Paese''.

''Il governo - aggiunge Donadi - sta massacrando la scuola pubblica e pensa di poter nascondere la verita' con proposte fantasiose. L'Istruzione e' un pilastro delle societa' moderne, perche' forma le future generazioni e le nuove classi dirigenti. Tagliare sulla scuola significa compromettere il futuro dell'intero Paese''.

res-map/mcc/ss&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-SCUOLA__DONADI_(IDV)__CON_GELMINI_E__PROPRIO_UN__GOVERNO_BALNEARE_-918662-ORA-.html&quot;&gt;Asca S.p.A.&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Mariastella GELMINI: &quot;Ora di religione nel credito&quot; Gelmini esulta per la sentenza </title>
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  <updated>2010-05-11T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Istruzione Università e Ricerca (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;LA Religione contribuirà alla determinazione del credito scolastico. Ne dà notizia lo stesso ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, che dichiara: il &quot;Consiglio di Stato accoglie le nostre posizioni&quot;. Il ministro &quot;accoglie con soddisfazione la notizia&quot;, in quanto i giudici amministrativi ribaltano la sentenza del Tar Lazio che la scorsa estate bloccò le ordinanze emanate dall'ex ministro, Giuseppe Fioroni, nelle quali si afferma che anche la Religione cattolica contribuisce alla dote in punti che i ragazzi raccolgono nell'ultimo triennio in vista della maturità. 

Il Consiglio di stato &quot;ha riconosciuto la legittimità  -  continua viale Trastevere  -  delle ordinanze nelle quali si stabiliva che ai fini dell'attribuzione del credito scolastico, determinato dalla media dei voti riportata dall'alunno, occorreva tener conto anche del giudizio espresso dal docente di religione&quot;. Il perché è presto detto. &quot;Il Consiglio di Stato infatti ha stabilito che, nel caso l'alunno scelga di avvalersi di questo insegnamento, la materia diventa per lo studente obbligatoria e concorre quindi all'attribuzione del credito scolastico&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/scuola/2010/05/10/news/ora_di_religione_nel_credito_gelmini_esulta_per_la_sentenza-3972199/&quot;&gt;www.repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LEONARDO RAITO: Riforma Gelmini o Massacro Tremonti?</title>
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  <updated>2010-05-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Provincia Rovigo (Partito: PD) - Consigliere  Consiglio Comunale Polesella (RO) (Lista di elezione: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Dietro il tanto auspicato riordino della scuola, il ministro Gelmini, o chi per lei (molti pensano che la riforma l’abbia scritta Tremonti) si nasconde in realtà une delle più pericolose sforbiciate al sistema della pubblica istruzione mai vista in sessantacinque anni di storia repubblicana. La scuola pubblica, che i padri dell’unità d’Italia prima e della repubblica poi, avevano pensato come il grande strumento di costruzione di intelligenze e coscienze civiche, viene ora svuotata nei suoi punti di forza, perdendo di vista gli obiettivi finali: elevata qualità della preparazione degli studenti, efficacia e qualità della didattica, possibilità di sperimentare percorsi integrativi extracurriculari. Riduzione degli orari di lezione, classi con troppi elementi non supportate da adeguata edilizia scolastica (vale la pena ricordare che l’ultima circolare ministeriale al proposito, fissava a 25 il numero ideale per la costruzione delle aule), difficoltà dell’accesso all’insegnamento, pongono sul tappeto troppi problemi che non si possono ignorare. Alcune discipline verranno inopinatamente cancellate, il che già di per se rende difficile, in chiave pedagogica, la piena acquisizione di competenze per il percorso individuale; molti docenti perderanno il proprio lavoro (1630 in tutto il Veneto). Il ritorno al maestro unico, checché ne dica qualche nostalgico della vecchia scuola genti liana, toglie ai ragazzi diverse opportunità: il confronto con più persone, la possibilità di avere maggiori opportunità di riscatto, docenti in grado di impiegare competenze specifiche. I tagli non risparmieranno i docenti di sostegno, complicando in questo modo l’approccio di ragazzi diversamente abili o con problematiche complesse. Le famiglie perderanno, con l’impossibilità del tempo pieno, anche l’opportunità di coniugare necessità sociali ed esigenze di lavoro, senza contare che molte amministrazioni rischiano di vedere vanificati investimenti nelle proprie strutture scolastiche che rischiano concretamente di non prevedere continuità di servizio. Dietro tutto questo, non è stata prevista una giustificazione per i cittadini italiani. La tanto sbandierata “razionalizzazione” prevede la cancellazione di plessi nelle frazioni e in piccoli comuni che perderanno, con la scuola, una delle principali credenziali del proprio tessuto sociale. Lo scenario apocalittico si concretizzerà, probabilmente, entro la fine del 2011, quando si chiuderà il percorso triennale di tagli alla spesa pubblica. Così, per un agognato risparmio senza il quale, ci dicono, l’Italia non ha speranza di salvezza, tagliamo alle radici le nostre piante migliori, quei giovani su cui si dovrebbe investire e che si vedranno privati di importanti possibilità.


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.rovigooggi.it/articolo/2010-05-10/riordino-scolastico-o-massacro-tremonti/&quot;&gt;varia stampa locale&lt;/a&gt;</summary>
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