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  <title>Openpolis - Argomento: Letta Gianni</title>
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  <updated>2011-05-24T00:00:00Z</updated>
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  <title>Marta VINCENZI: Fincantieri: Chiesto incontro urgente con Gianni Letta</title>
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  <updated>2011-05-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>572830</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Genova (GE) (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere  Consiglio Comunale Genova (GE) (Lista di elezione: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La sindaca esprime la sua preoccupazione per le tensioni in città. E scrive al sottosegretario per un meeting urgente. Solidarietà ai lavoratori.
&lt;p&gt;Dopo essere venuta a conoscenza della chiusura dello stabilimento di Sestri Ponente, chiesto un incontro urgente con il sottosegretario Gianni Letta:&lt;br /&gt;
 «Consideriamo irricevibili queste proposte; già oggi i lavoratori, operai e impiegati, hanno dato luogo a manifestazioni sindacali che hanno acuito la tensione in città. Chiediamo pertanto un incontro, da lei promosso nei tempi più brevi, per discutere sulla situazione che si è determinata».
&lt;p&gt;Paolo Odone, Presidente della Camera di Commercio di Genova ha dichiarato: «La situazione in cui si trova Fincantieri ci preoccupa. Siamo solidali con i lavoratori, che rischiano di perdere il posto di lavoro».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://genova.mentelocale.it/contenuti/popup_stampa_articolo/?id_contenuti=31561&quot;&gt;genova.mentelocale.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Umberto BOSSI:  Se il Pdl non vota la nostra mozione, salta il governo</title>
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  <updated>2011-05-01T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>560202</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) -  Ministro  Riforme per il Federalismo (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il bombardamento Nato sul quartier generale di Gheddafi, con l'uccisione del figlio minore e di tre nipoti, ha contribuito a rafforzare la convinzione della Lega Nord che la propria mozione sia l'ultima mediazione possibile sul 'caso' Libia. Per la verità da subito il documento in sei punti,che chiede di stabilire una data certa per la fine del conflitto, di non ricorrere &quot;mai&quot; ad un'operazione di terra, e di non aumentare la pressione tributaria per finanziare la missione era apparso come un 'prendere o lasciare'.
&lt;p&gt; Oggi Umberto Bossi ha rincarato la dose sostenendo che se la mozione del Carroccio non sarà votata anche dal Pdl ci andrà di mezzo il governo. (Se non la votano &quot;vuol dire che vogliono far saltare il governo&quot;, ha detto il leader leghista a margine di una manifestazione del Sin.Pa). 'Minaccia' di fronte alla quale il Pdl sembra aver preso tempo. Almeno fino a domani. Domattina a Palazzo Chigi è infatti previsto un 'mini' vertice tra il sottosegretario Gianni Letta e i capigruppo del partito a Camera e Senato Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri insieme ai vice Massimo Corsaro e Gaetano Quagliariello. Pare esclusa, al momento, la partecipazione del premier Silvio Berlusconi che oggi si è tenuto alla larga dai giornalisti.
&lt;p&gt;
 Ma tutti hanno visto, in diretta tv, il colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, seduto accanto a lui, prima dell'inizio della beatificazione, in piazza San Pietro, di Giovanni Paolo II.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/20110501_181427.shtml&quot;&gt;TMNews&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MANUELA DAL LAGO: Serve un centro di protezione civile</title>
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  <updated>2011-02-27T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>558885</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) - Consigliere  Consiglio Comunale Vicenza (VI) (Gruppo: Lega) - Pres. commissione Camera X - Attività Produttive, Commercio e Turismo   (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L'ho scritto nei mesi scorsi al commissario Costa, su sua sollecitazione. E lo ribadirò al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, al quale ho già anticipato la mia posizione al telefono qualche giorno fa. Ai vicentini non serve un parco da 165 mila metri quadrati. Serve un luogo dove far sorgere un maxi centro di protezione civile. 
&lt;p&gt;
È un'assurdità tutto quello spazio dedicato a verde. Il difficile sarà poi mantenerlo curato e decoroso: avrà costi di gestione importanti. Per non parlare del rischio di non riuscire a controllare quella zona. O del possibile trasferimento dei &quot;No Dal Molin&quot;, un capitolo nero dell'amministrazione vicentina, una grossa mancanza perché questa presenza è e resta scorretta.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://mobile.ilgiornaledivicenza.it/stories/Cronaca/230431__ma_qui_serve_un_centro_di_protezione_civile/&quot;&gt;Il Giornale di Vicenza&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco PANNELLA: Dopo l’incontro con Berlusconi</title>
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  <updated>2011-01-31T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>557679</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Quello che segue è il comunicato diffuso da Marco Pannella il 28 gennaio, pochi minuti dopo la conclusione dell’incontro con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il sottosegretario Gianni Letta e il ministro della Giustizia Angelino Alfano. Un incontro che al pari del precedente del 14 dicembre, ha visto un fiorire di illazioni,congetture fantasiose, pio-pio, bau-bau, bla-bla.&lt;br /&gt;
 Il suggerimento, almeno per i radicali, è quello di leggere Pannella e tenersi alla “letteralità” del suo dire, che è chiarissimo e inequivoco, a patto, evidentemente, di saper e voler leggere. &lt;br /&gt;
Pannella inoltre, è intervenuto domenica 30 gennaio a “Radio Radicale”, e lunedì ha ulteriormente chiarito e descritto i termini della questione, con una lunga intervista sempre trasmessa da “Radio Radicale”.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;

Nel corso dell’ultimo incontro nella prima decade di dicembre, con il Presidente Silvio Berlusconi, avevamo opportunamente preso atto del dialogo, che come Radicali abbiamo sempre ritenuto importante e urgente nei suoi riguardi, sia nella sua veste istituzionale che in quella di leader dello schieramento politico maggioritario. In quella occasione comunicai a Silvio Berlusconi, Gianni Letta e Angelino Alfano che non eravamo interessati a discutere con loro gli eventi che sarebbero maturati in vista del famigerato 14 dicembre, evento sul quale il nostro orientamento era quello che si è poi verificato, ma a un dialogo di ampio respiro a partire dalle situazioni e dalle prospettive attuali e comunque successive  al 16 dicembre.

&lt;p&gt;
Oggi, in un colloquio di circa due ore abbiamo continuato a chiarire le rispettive posizioni e trovare risposte adeguate e strategiche alle isolate e desolanti urgenze nelle quali sprofonda quello che, per noi Radicali, costituisce il punto ormai terminale di un disastroso sessantennio partitocratico, tale per le responsabilità delle sue componenti di sinistra, estrema o “riformista”, e della destra, impotentemente, autoritaria e antidemocratica o di quella che continua a dichiarare di richiamarsi a quella liberaldemocratica, tutte insieme determinando la disastrosa connotazione del sessantennale Regime.

&lt;p&gt;
Un regime proprio oggi evocato dal primo presidente Ernesto Lupo, che pertinentemente ha fatto proprio, citandolo alla lettera (mentre la “politica” e i media l' hanno reso assolutamente clandestino)  il richiamo del Comitato dei ministri del consiglio d’Europa,  nella quale si afferma esplicitamente che il regime italiano deve ritenersi ormai estraneo ai patti costitutivi, in particolare alla Convenzione europea sui diritti dell’uomo.

&lt;p&gt;
Nell'incontro abbiamo, in particolare, evocato le urgenze oggettive di grandi riforme istituzionali, a cominciare da quelle sulla giustizia e quelle caratterizzanti l’infamante Regime – per noi Radicali, come è noto – costituito da entrambe le parti &quot;opposte&quot;, unite in un sostanziale monopartitismo &quot;pluralistico&quot;, erede di quello del ventennio mussoliniano.

&lt;p&gt;
Ritengo che sia, da parte Radicale e Berlusconiana, molto utile continuare seriamente a dialogare. Aggiungo che, come è noto da anni e anni stiamo tentando di convincere la “opposizione“ di centrosinistra del regime a fare quantomeno altrettanto. Sembra modesta aspirazione e richiesta, ma niente affatto tale se si considera in modo intellettualmente e politicamente onesto il viscerale e vecchio riflesso anti-liberaldemocratico, anti-“internazionalista” di coloro che un tempo comprensibilmente si entusiasmavano cantando – e non solo – l’Internazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://notizie.radicali.it/print/875&quot;&gt;Notizie Radicali&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: Su scelta siti ci sarà da ridere...</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/20/silvio-berlusconi/su-scelta-siti-ci-sar%C3%A0-da-ridere/547271"></link>
  <updated>2010-10-20T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>547271</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; &lt;br /&gt;
Quando si dovranno scegliere i siti per le centrali nucleari &quot;ci sarà da ridere...&quot;. 
&lt;p&gt;Lo dice il premier Silvio Berlusconi, parlando alle parti sociali nell'incontro sulla riforma del fisco in corso al Tesoro. &quot;Sull'energia abbiamo iniziato a fare progetti&quot;, dice in riferimento al rilancio del nucleare, &quot;ci sarà da ridere quando dovremo decidere dove metterle...&quot;. 
&lt;p&gt;E sul tema, rivela ridendo il presidente del Consiglio, &quot;io avevo fatto una battuta, ma ho promesso a Letta di non dirla. Peccato - si rammarica il premier - perchè era bella...&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.apcom.net/newspolitica/20101020_193713_4d98492_100585.html&quot;&gt;www.apcom.net&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo CIALENTE: Esprimo viva soddisfazione nell’apprendere la notizia che il Governo sarà rappresentato dall’onorevole Gianni Letta e lo ringrazio per aver accolto il nostro invito</title>
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  <updated>2010-08-26T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune L'Aquila (AQ)- Consigliere  Consiglio Comunale L'Aquila (AQ)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Sarà l’onorevole Gianni Letta, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, a rappresentare il Governo in occasione del corteo storico della Perdonanza celestiniana, che si terrà sabato 28 agosto per accompagnare la Bolla del Perdono, attraverso il centro storico, fino alla basilica di Collemaggio.

&lt;p&gt;
“Esprimo viva soddisfazione nell’apprendere la notizia che il Governo sarà rappresentato dall’onorevole Gianni Letta e lo ringrazio per aver accolto il nostro invito&quot; ha commentato il sindaco Massimo Cialente. &quot;So che gli aquilani saranno felici di avere un loro conterraneo come massimo rappresentante delle istituzioni in quella che è la giornata centrale della manifestazione più cara alla loro storia e alla loro spiritualità - ha aggiunto Cialente - Tanto più saranno lieti per la partecipazione di chi, più di tutti, si è speso e si spende per aiutare l’area del cratere e le istituzioni locali&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Colgo dunque l’occasione – ha proseguito Cialente – per ringraziare l’onorevole Letta per l’impegno che sta profondendo. Ritengo infatti, con ottime prospettive di successo, che si stia profondendo ogni sforzo affinché il Parlamento faccia chiarezza, attraverso una norma interpretativa inserita in un decreto, sulla natura di indennizzi, e non di contributi, dei finanziamenti destinati alla ricostruzione. Tutti sappiamo bene come questo sia un nodo centrale per accelerare i tempi nella riparazione degli edifici più danneggiati, vale a dire quelli classificati in categoria E oppure situati nel centro storico, ivi comprese le sei aree oggetto di riperimetrazione. Una battaglia per la quale mi sto spendendo da mesi attraverso contatti continui proprio con l’onorevole Letta che, da parte sua, sta seguendo l’iter parlamentare della norma e la sua stesura definitiva”. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilcapoluogo.com/site/News2/Attualita/Corteo-della-Perdonanza-Letta-rappresentera-il-Governo&quot;&gt;www.ilcapoluogo.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Carlo Azeglio CIAMPI: «Sarebbe da valutare se il premier è pienamente padrone di sé».</title>
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  <updated>2009-12-11T00:00:00Z</updated>
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  <id>474428</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore a vita&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Faccio fatica a commentare sortite così inqualificabili, che riflettono tempi molto tristi. Certo, ognuno è responsabile di ciò che dice e che fa e, nel caso di un politico, sta ai cittadini esprimere un giudizio. Ma stavolta ci sarebbe quasi da valutare anche se chi lancia questo genere di accuse sia davvero 'compos sui', vale a dire pienamente padrone di sé». 
&lt;p&gt;Lo dice l'ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, in una intervista al &lt;i&gt;Corriere della Sera&lt;/i&gt;, parlando dell'intervento del premier Silvio Berlusconi al congresso del Ppe a Bonn.

&lt;p&gt;
«Per quanto mi riguarda - prosegue Ciampi - mi verrebbe voglia di chiedere al premier perché mai venne nel mio studio, il pomeriggio del 3 maggio 2006, accompagnato da Gianni Letta, a implorarmi di accettare il rinnovo del mandato da capo dello Stato? Perché lo fece se mi considerava un uomo di sinistra?».

&lt;p&gt;
«C'è da essere scoraggiati - conclude - abbiamo tanti problemi da risolvere eppure dissipiamo le nostre energie in un conflitto permanente. Bisognerebbe che tutti si impegnassero a unire gli italiani. Oggi più che mai per smontare queste nuove mistificazioni ciò che conta è solo raccontare la verità».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/12/ciampi-premier-padrone-se_PRN.shtml&quot;&gt;Il Sole 24 Ore&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: «Solo la prescrizione breve mi tutela».</title>
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  <updated>2009-11-10T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il pressing dura l´intera giornata, forte come Fini non aveva mai avvertito, pur in tanti anni di rapporti inquieti con Berlusconi. Fatto di telefonate, messaggi, richieste d´incontro. Tutte per convincerlo che il Cavaliere va salvato dai suoi processi con assoluta garanzia, «questa volta», di vittoria definitiva sulle toghe di Milano.
&lt;p&gt; Dicono così gli emissari del premier, «la leggina lo deve garantire al cento per cento». Per questo a Fini viene chiesto di «ammorbidirsi», di «fare marcia indietro» e ingoiare un rospo, la riduzione di un quarto della prescrizione, che l´ex leader di An ha bocciato pubblicamente in tv, a Chetempochefa di Fabio Fazio, appena 24 ore prima.
&lt;p&gt;
Niccolò Ghedini, ancora avvocato di Berlusconi in questo finale di partita sui lodi per sfilargli di dosso i processi, butta sul piatto l´ultima sorpresa, che riesce a stupire perfino la finiana Giulia Bongiorno, che pure lo conosce bene.
&lt;p&gt; Un gioco di scatole cinesi, una prescrizione dentro l´altra, quella del reato (ridotta di un quarto) in quella del processo (massima durata sei anni). È l´ultimo colpo di mano su cui si gioca la giornata più difficile di Fini in vista dell´incontro di stamattina. E sul quale fino a sera lui assicura: «Non c´è niente da fare, io non perdo la faccia, quella prescrizione che si risolverebbe in un´amnistia mascherata, che i cittadini non capirebbero, che li deluderebbe, io non la sottoscriverò mai. Voglio un accordo dignitoso».
&lt;p&gt;
Montecitorio, primo piano, quello nobile dove ci sono gli uffici del presidente della Camera. Fini ci passa la giornata, interrotta da un incontro a palazzo Chigi con Gianni Letta. Nel quale, ovviamente, si parla di prescrizioni, di immunità, ma anche di un´altra norma che fa parte del puzzle su cui Fini dovrebbe cedere. La transazione del 5% per tutti i processi tributari che, in primo e in secondo grado, si sono conclusi con una sentenza favorevole all´imputato. 
&lt;p&gt;Di mezzo c´è la Mondadori, un contenzioso del ´91, tasse non pagate per 400 miliardi di vecchie lire. Berlusconi ci tiene moltissimo. Fini l´ha già stoppata una prima volta al Senato e non ne vuole più sentir parlare. Sa che il Quirinale, come sulla prescrizione breve, è nettamente contrario. Ma il premier la vuole a tutti i costi, vuole vederla votata già al Senato dove stanno lavorando per un nuovo emendamento in aula dopo quello fermato in commissione grazie allo stop del relatore finiano Maurizio Saia. Una versione che, per i processi vecchi di dieci anni, apre la strada al &quot;saldo&quot; del 5 per cento.
&lt;p&gt;
Due lodi in un colpo solo, per i suoi processi e per quello di una delle sue aziende. Fini resiste. Anche se gli stessi aennini lo pressano: «Stai attento, così rischi di far cadere il governo. Non ne vale la pena, Silvio è vittima di una persecuzione giudiziaria, hanno cominciato a colpirlo quando è sceso in politico. Ha diritto a uno scudo». Il presidente della Camera incontra la Bongiorno per un lungo colloquio e a Milano Ghedini vede Berlusconi. Che lo rassicura: «Vedrai, passerà l´intero pacchetto, processo breve e prescrizione breve, e poi la transazione tributaria».
Gli ripete quello che a più riprese ha spiegato alla stessa Bongiorno e che la collega avvocato ha ripetutamente bocciato perché un´amnistia che arriva a coprire dieci anni non s´è mai vista nella storia italiana. Soprattutto se comprende anche il reato di corruzione, quello di cui Berlusconi è imputato, che da sempre invece è esclusa proprio dalla lista dei reati che mettono i paletti agli indulti e alle amnistie. Invece, sia per il processo che per la prescrizione breve, si escludono i delitti gravi e di allarme sociale, ma la corruzione, almeno nei desiderata di Ghedini, è dentro. L´avvocato di Padova non si dà per inteso. Dice al suo assistito e leader: «Devi convincere Fini. Lui deve dire di sì. Per chiudere definitivamente i tuoi processi quelle norme mi servono tutte e due». Solo con la prescrizione breve il processo Mills non riprenderebbe affatto, i giudici dovrebbero dichiararlo prescritto. 
&lt;p&gt;Peccato che a Milano, con quelli del Cavaliere, cadranno anche i processi di aggiotaggio Parmalat, Antonveneta, Bnl.
 Sono questi, i cittadini risparmiatori, che preoccupano Fini e per i quali, su questo, dirà no a Berlusconi.&lt;br /&gt;

La giornata si chiude com´era cominciata. Fini è disponibile solo a dare il via libera a un meccanismo che accorci i tempi del processo, ma esige in cambio garanzie sulle risorse. L´ha scritto la Bongiorno in una lettera al Corriere della Sera. Fini si appresta a chiedere ad Alfano e Tremonti i fondi necessari postati nella Finanziaria. Ma prescrizione breve e transazione del 5% dovranno restare fuori.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.libertaegiustizia.it/rassegna/rs_leggi_articolo.php?id_articolo=4257&quot;&gt;Libertà e Giustizia da Repubblica - Liana Milella &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: &quot;Non ho mai pensato di candidarmi alla presidenza della Repubblica. E non avuto alcuna relazione con la signorina Noemi.&quot;</title>
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  <updated>2009-11-05T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>418723</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
 Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non ha mai pensato di candidarsi alla presidenza della Repubblica né ha mai avuto una relazione con Noemi Letizia.

&lt;p&gt;
Lo si legge nell'ultima anticipazione del libro &quot;Donne di cuori&quot;, che contiene un'intervista in cui il premier affronta molti altri argomenti.

&lt;p&gt;
&quot;Non ho mai pensato di candidarmi alla presidenza della Repubblica. Come molti ricorderanno, ho ripetutamente indicato, a titolo di suggerimento affinché dal Parlamento possa essere compiuta la scelta migliore, un candidato che ritengo sia il migliore in assoluto&quot;, cioè Gianni Letta, come annota Vespa, ha detto Berlusconi.

&lt;p&gt;
Nella stessa intervista, Berlusconi ha detto anche di non aver mai avuto una relazione con Noemi Letizia alla cui festa di compleanno partecipò in primavera e dalla cui vicenda scaturì prima la lettera della moglie Veronica Lario poi la richiesta di divorzio. E ancora, Patrizia D'Addario accompagnava Gianpaolo Tarantini infilatosi all'ultimo minuto in una cena con molti invitati; mentre non esiste che abbia candidato al Parlamento europeo ragazze avvenenti ma dal modesto curriculum.

&lt;p&gt;
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si difende dalle accuse sulle polemiche su escort e veline e affronta alcune delle questioni per le quali è stato oggetto delle attenzioni dei media negli ultimi mesi.

&lt;p&gt;
Sulla diciottenne di Casoria il premier dice: &quot;Non avuto alcuna relazione con la signorina Noemi. A riguardo si sono dette e scritte soltanto calunnie&quot;. Nel suo libro il giornalista ricostruisce le quattro occasioni in cui il presidente del Consiglio ha detto di aver visto la ragazza napoletana, sempre in presenza di altre persone.

&lt;p&gt;
A proposito della escort di Bari Patrizia D'Addario dice: &quot;Debbo ribadire che c'era una cena con molte persone organizzata dalle militanti di dei club `Forza Silvio' e `Meno male che Silvio c'è'. All'ultimo momento ci si infilò anche Tarantini con due sue ospiti&quot;.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
&quot;CANDIDATE-VELINE&quot;&lt;/b&gt;

&lt;p&gt;
Quanto alle cosiddette &quot;candidate-veline&quot;, Berlusconi risponde a Vespa che gli chiede delle contestazioni &quot;come comportamento grave la proposta di candidature alle elezioni europee a ragazze avvenenti con un curriculum modesto&quot;: &quot;Non posso trovare grave ciò che non esiste. Ho proposto incarichi di responsabilità soltanto a donne con un profilo morale, intellettuale, culturale e professionale di alto livello&quot;, risponde il premier.

&lt;p&gt;
Il presidente del Consiglio poi ha detto di non aver mai pensato di usare impropriamente i servizi di sicurezza contro testimoni, magistrati e giornalisti, ma piuttosto che solo &quot;menti distorte&quot; possono pensare una cosa simile.

&lt;p&gt;
&quot;I violenti attacchi contro di me, sempre avulsi da ogni attinenza alla realtà e frutto solo di preconcetta ostilità, sono sotto gli occhi di tutti. Ma non ho certo mai pensato di impiegare queste risorse contro alcuno&quot;, ha risposto Berlusconi a Vespa che gli chiedeva se avesse mai pensato, come qualcuno lo ha accusato, di utilizzare i servizi di sicurezza contro testimoni, magistrati e giornalisti.

&lt;p&gt;
&quot;Solo menti distorte e disoneste possono pormi una simile domanda, immaginandosi comportamenti che probabilmente sarebbero i loro se si trovassero al mio posto&quot;, ha aggiunto Berlusconi.
&lt;p&gt;
___________________

&lt;p&gt;

&lt;i&gt;I giornalisti Reuters sono soggetti al Manuale redazionale di Reuters, che prevede una presentazione e divulgazione corretta degli interessi pertinenti.
&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://it.reuters.com/articlePrint?articleId=ITMIE5A40A420091105&quot;&gt;Reuters&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giulio TREMONTI: a Berlusconi: &quot;Io le dimissioni le ho presentate. Adesso nominami Vicepremier&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/10/24/giulio-tremonti/a-berlusconi-io-le-dimissioni-le-ho-presentate-adesso-nominami-vicepremier/418473"></link>
  <updated>2009-10-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>418473</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Economia e Finanze (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Io le dimissioni le ho presentate. Stanno sulla tua scrivania di Palazzo Chigi. Tocca a te decidere. Ma per quanto mi riguarda, un modo per arrivare al chiarimento c'è. Nominami vicepresidente del consiglio con deleghe piene&quot;. &quot;Vicepremier? Non esiste. E poi cosa dico a quelli di An?&lt;br /&gt;
 Stai esagerando. Con te non ce la faccio più&quot;. La linea tra Roma e San Pietroburgo è rovente. Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti sono ai ferri corti.

&lt;p&gt;
I colloqui tra i due sono tesissimi. A tratti scorbutici. Chi ha assistito alle due telefonate intercorse sulla direttrice Italia- Russia, le definisce drammatiche. &lt;br /&gt;
Con un elemento che mai era emerso in passato: il deterioramento dei rapporti personali.&lt;br /&gt;

E a poco è servita la mediazione di Gianni Letta. &lt;br /&gt;
Le incomprensioni restano. Il capo di Via XX Settembre vuole &quot;un chiarimento definitivo&quot; e ai suoi ha confidato:&lt;br /&gt;
 &quot;Non so se la prossima settimana sarò ancora ministro&quot;.
&lt;p&gt; Così, la rabbia del Cavaliere è arrivata al punto di dover inventare una scusa meteorologica (la neve in Russia) pur di non partecipare al consiglio dei ministri di ieri mattina e di non incontrare &quot;l'amico Giulio&quot;. &quot;Se vado adesso - ha spiegato a Letta - succede il finimondo. Parleremo a freddo.&lt;br /&gt;
 Ma il Chiarimento, a questo punto, lo pretendo io&quot;. Oggi dovrebbe esserci un faccia a faccia nella villa di Arcore.&lt;br /&gt;
 Ma l'appuntamento, secondo l'inquilino di Via del Plebiscito, deve avere una condizione: avvenire senza la &quot;scorta&quot; leghista. &lt;br /&gt;
Senza, insomma, la difesa di Umberto Bossi.

&lt;p&gt;
Le parole lanciate dalla dacia di Putin verso la Capitale, sono durissime. &quot;Ormai - si è lasciato andare con un ministro - Giulio assomiglia sempre più a Padoa-Schioppa.&lt;br /&gt;
 Non ce la faccio più. Sembra quasi che stia remando contro.&lt;br /&gt;
 Se potessi, lo manderei via subito&quot;. Ecco, il punto di svolta. L'ipotesi di un &quot;licenziamento&quot; non è più esclusa. Una sacrificio da consumare sull'altare di quello che ormai viene chiamato il &quot;Predellino fiscale&quot;. &lt;br /&gt;
Ma quel &quot;se potessi&quot;, fa capire che la scelta non è per niente facile. Una &quot;voglia&quot; mai manifestata nemmeno nei momenti più bui, quelli del 2005. Eppure qualche nome, per la successione, già circola dalle parti di Palazzo Chigi. Quello di Renato Brunetta, ad esempio. Per ammansire la Lega e separarne il destino da quello di Tremonti, un altro candidato è stato suggerito al Cavaliere: Giancarlo Giorgetti, il presidente lumbard della commissione Bilancio della Camera.

&lt;p&gt;
Un pressing, insomma, che ha trasformato il &quot;chiarimento&quot; in un passaggio &quot;imprescindibile&quot; per il capo dell'Economia. &quot;Il Pdl organizza la fronda contro di me. Molti ministri tramano alle mie spalle. E soprattutto si prospetta una politica economica ben diversa da quella sostenuta in questi mesi. Diversa da quella &quot;sostenibile&quot;&quot;.&lt;br /&gt;
 Il riferimento è all'intenzione di tagliare l'Irap. Prima annunciato dal ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, e poi confermato dal sottosegretario Letta. Un intervento non concordato. &lt;br /&gt;
Tant'è che ieri arrivavano i report delle agenzie di rating con un comune denominatore: giudizio negativo sul taglio delle tasse. Non è un caso che per rasserenarlo, Letta - davanti alla Conferenza Stato-Regioni - abbia definito &quot;impossibile&quot; la soppressione di quell'imposta.

&lt;p&gt;
La mediazione del sottosegretario, però, è un'iniziativa autonoma. Per il Cavaliere, invece, non è affatto &quot;impossibile&quot;. Non solo. Il premier si è fatto scappare un progetto che ha letteralmente terrorizzato l'Economia: la riduzione dell'Irpef. L'imposta sulle persone fisiche. &lt;br /&gt;
E già, perché Berlusconi si sente in un angolo. In vista delle regionali - che considera un voto sull'esecutivo - spinge per una sorta di &quot;Predellino fiscale&quot;. Una svolta maturata dopo le elezioni in Germania. Quando il Cancelliere Merkel, una volta formata l'alleanza con i liberali, ha annunciato il taglio delle aliquote. Da sempre, del resto, il Cavaliere vagheggia una sistema con due solo aliquote: al 23% e al 33%.

&lt;p&gt;
Il titolare del Tesoro, allora, si sente sempre più isolato.&lt;br /&gt;
 Con tanti ministri del Pdl infastiditi dall'atteggiamento del &quot;collega&quot;, con Gianfranco Fini irritato per la scarsa propensione a alimentare i consumi, con la Confindustria decisa a sostenere le proprie ragioni &quot;fiscali&quot; e con il mondo delle banche pronto al regolamento dei conti. La mossa di ieri, poi, di mettere sul tavolo delle Regioni ben 3 miliardi per la spesa sanitaria ha colto di sorpresa un po' tutto l'esecutivo. &lt;br /&gt;
&quot;Fino a ieri non c'era una lira - si lamenta un ministro Pdl - e ora spuntano tre miliardi. Non è che c'è un tesoretto nascosto che Giulio vuole usare per il futuro? Per il suo futuro politico?&quot;. Un dubbio che avvolge pure Berlusconi:&lt;br /&gt;
 &quot;Se qualcuno pensa di farmi fuori, la risposta saranno le elezioni anticipate&quot;. Forse il vero obiettivo del premier.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=NRVJH&quot;&gt;La Repubblica - Claudio Tito&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: L'imposta IRAP sarà ridotta fino alla sua completa soppressione.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/10/22/silvio-berlusconi/limposta-irap-sar%C3%A0-ridotta-fino-alla-sua-completa-soppressione/418455"></link>
  <updated>2009-10-22T00:00:00Z</updated>
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  <id>418455</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il governo ha allo studio misure per la riduzione della pressione fiscale e, in particolare, dell'Irap, l'imposta che grava sulle imprese sugli artigiani e sui professionisti. &lt;br /&gt;

L'idea è di un taglio graduale fino ad arrivare alla completa soppressione. 
&lt;p&gt;Lo ha annunciato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in un messaggio inviato all’assemblea della Cna, la confederazione nazionale dell'artigianato, e letto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_22/berlusconi-taglio-irap-annuncio-artigiani_1d6a0eac-bef1-11de-8c44-00144f02aabc_print.html&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: Referendum elettorale. «Si voterà il 21 giugno. Presto Brambilla ministro e tre vice».</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/04/30/silvio-berlusconi/referendum-elettorale-%C2%ABsi-voter%C3%A0-il-21-giugno-presto-brambilla-ministro-e-tre-vice%C2%BB/391113"></link>
  <updated>2009-04-30T00:00:00Z</updated>
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  <id>391113</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Confermata la data per la consultazione sulla legge elettorale&lt;br /&gt;

I nuovi viceministri saranno Castelli, Urso e Romani
&lt;p&gt;
Referendum sulla legge elettorale il 21 giugno, un nuovo ministro, tre nuovi viceministri e un sottosegretario. Sono le decisioni del Consiglio dei ministri di questa mattina che, però, hanno rischiato un piccolo incidente &quot;diplomatico&quot; col Quirinale. Evidentemente, il premier non aveva formalmente avvertito il presidente della Repubblica della decisione di affidare a Michela Brambilla la responsabilità del turismo e di portare Castelli, Urso e Romani alla carica di viceministri. La &quot;gaffe&quot; istituzionale si è concretizzata nelle anticipazioni alla stampa dei ministri della Difesa, Ignazio La Russa e della semplificazione, Roberto Calderoli.

&lt;p&gt;
Poco dopo, con qualche prudenza in più, il premier ha confermato: &quot;Nei prossimi giorni procederemo alla nomina di un ministro e tre viceministri. Tutti sapete di chi si sta parlando&quot;, ma Calderoli aveva già fatto anche i nomi dei tre sottosegretari promossi a viceministro: Urso (Sviluppo economico), Romani (Sviluppo economico) e Castelli (Infrastrutture). Stefano Saglia (Pdl, provenienza An) diventa sottosegretario all'economia.

&lt;p&gt;
La cosa deve essere stata notata dal Colle. A Napolitano, infatti, secondo la Costituzione, spetta la nomina dei ministri su proposta del presidente del Consiglio. Immediatamente, le diplomazie si sono messe al lavoro per chiudere la questione. Come sempre, il compito di metterci una pezza, è toccato a Gianni Letta: &quot;Berlusconi oggi non ha fatto alcun nome di nuovi ministri in Cdm&quot; ha detto. E poi: &quot;Il premier chiederà un appuntamento a Napolitano per parlare con lui della struttura di Governo&quot;. Insomma, in Cdm non si è parlato di nuove cariche governative perché il premier avrebbe dovuto parlarne prima con il capo dello Stato. In un prossimo incontro, la lacuna verrà colmata.
&lt;br /&gt;
 &quot;Il presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi incontrerà il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per valutare l'eventualità di nominare nuovi ministri e sottosegretari&quot; ha detto Letta. E così sarà.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/politica/elezioni-2009-1/data-referendum/data-referendum.html&quot;&gt;La Repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: Costituzione. «Quelle parole erano rivolte a me, però adesso non voglio scontri»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/04/23/silvio-berlusconi/costituzione-%C2%ABquelle-parole-erano-rivolte-a-me-per%C3%B2-adesso-non-voglio-scontri%C2%BB/391033"></link>
  <updated>2009-04-23T00:00:00Z</updated>
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  <id>391033</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Berlusconi da più di un mese non sale al Quirinale ed evita la polemica col Presidente Napolitano&lt;br /&gt;Sono tentato dal dialogo sulle riforme: &quot;Ma guido io&quot;
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&quot;So bene che quelle parole erano rivolte a me. Ma non voglio aprire un fronte con il Quirinale. Non è il momento di un conflitto istituzionale&quot;. A Silvio Berlusconi non è certo piaciuto &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/napolitano/napolitano-costituzione/napolitano-costituzione.html&quot;&gt;il discorso pronunciato da Giorgio Napolitano a Torino.&lt;/a&gt; Il richiamo al rispetto della Costituzione e la citazione di Norberto Bobbio che associava la &quot;denuncia dell'ingovernabilità&quot; a &quot;soluzioni autoritarie&quot; hanno in qualche modo indispettito il presidente del consiglio. Eppure non intende rispondere.

&lt;p&gt;
Il Cavaliere è convinto che in questa fase sia indispensabile mantenere un rapporto dialogante con il Colle. &quot;Non subire - è la sua sintesi - ma nemmeno attaccare&quot;. Una linea che ieri è stata trasmessa a tutti i &quot;big&quot; del Pdl come una vera e propria parola d'ordine. Un ragionamento fatto anche ai tre coordinatori del Popolo delle libertà convocati ieri sera a Palazzo Grazioli.

&lt;p&gt;
A Palazzo Chigi, quindi, preferiscono cogliere esclusivamente gli aspetti considerati positivi. &quot;Alla fine - ha spiegato il premier a tutti i suoi interlocutori - è stato un discorso equilibrato. Anche il capo dello Stato non nega la necessità delle riforme, né l'esigenza di garantire una maggiore governabilità&quot;. Non per niente Sandro Bondi, in qualità di coordinatore del Pdl, ha diramato un comunicato per definire &quot;saggio&quot; e &quot;corretto&quot; l'appello di Napolitano. Una nota concordata per filo e per segno con il capo del governo.

&lt;p&gt;
Rispetto all'inizio della legislatura, però, qualcosa si è rotto tra il Quirinale e Palazzo Chigi. Dopo lo scontro durissimo sul caso &quot;Eluana&quot; e quello sull'uso dei decreti legge, i rapporti sono stati sempre più formali. Basti pensare che è ormai più di un mese che i due non parlano faccia a faccia. L'ultimo incontro risale al 17 marzo. E si è trattato di un vertice allargato a numerosi ministri per discutere delle scadenze europee. Per non parlare poi della lettera spedita una settimana dopo, il 24 marzo, in cui l'inquilino del Colle metteva nero su bianco le sue osservazioni sull'eventuale &quot;piano casa&quot; varato per decreto. Insomma, il &quot;patto&quot; che era stato sottoscritto tra presidente della Repubblica e presidente del consiglio nella prima riunione dopo la formazione del governo, sembra venuto meno.

&lt;p&gt;
Nonostante tutto, però, il premier ha spiegato ai fedelissimi, e ha confermato al sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta, di considerare &quot;inopportuno&quot; uno scontro con Napolitano. &quot;La mia popolarità è ai massimi, alle europee avremo un risultato straordinario - sottolinea - non c'è bisogno di aprire un contenzioso&quot;. Soprattutto in questa fase - dopo il terremoto in Abruzzo - in cui si è persuaso della convenienza di un confronto con l'opposizione. &quot;Anche sulle riforme - ripete in tutte le riunioni del centrodestra -. Ma ad una condizione: il dialogo non mi deve essere imposto. Non voglio subire la mediazione della Lega sul federalismo o di An sul resto. Si fa tutto in Parlamento e il dialogo lo guido io&quot;. Il riferimento è diretto pure alla sintonia che sistematicamente unisce il capo dello Stato e il presidente della Camera, Gianfranco Fini. Il quale ieri ha fatto sapere di aver apprezzato l'intervento della più alta carica dello Stato. Fini, fanno notare i suoi uomini, &quot;sottolinea costantemente la centralità del Parlamento&quot;. Sulle eventuali modifiche alla Costituzione, allora, il Cavaliere ha in mente un metodo ben preciso. L'esempio che ormai si è fatto strada nello staff di Palazzo Grazioli fa perno sui criteri adottati per la data del referendum: concordata tra i gruppi parlamentari con la regia del governo. Su questa scia, allora, non è escluso che alla fine Berlusconi contatti Napolitano nei prossimi giorni. Magari per il 25 aprile.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=LHKZ1&quot;&gt;La Repubblica - Claudio Tito&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gianfranco FINI: Fini. Attacco al Governo sulla fiducia. «Vieta ai deputati di pronunciarsi»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/14/gianfranco-fini/fini-attacco-al-governo-sulla-fiducia-%C2%ABvieta-ai-deputati-di-pronunciarsi%C2%BB/388191"></link>
  <updated>2009-01-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>388191</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Camera   (Lista di elezione: PdL) - Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
 Lo sfogo del presidente della Camera: quanno ce vò ce vò. Scelta indispensabile? Sì ma per problemi interni al Pdl &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sta in una frase che magari voleva essere conciliante, quella del ministro Elio Vito che in Aula giustifica la richiesta di fiducia sul disegno di legge anticrisi come «un omaggio alla centralità del Parlamento», la miccia che innesca la durissima protesta di Gianfranco Fini, l`applauso e il plauso dell`opposizione al presidente della Camera, l`arrabbiatura di forzisti e leghisti, e soprattutto l`ennesimo scontro tra il leader di An e Silvio Berlusconi, suggello ad un rapporto che si fa ogni giorno più difficile.

&lt;p&gt;
Succede infatti che Fini, che già nei giorni scorsi aveva fatto sapere ai suoi interlocutori nella maggioranza che era meglio non abusare della fiducia su provvedimenti delicati, dopo le parole di Vito sbotti con evidente fastidio: «Negli anni scandisce in Aula - ho ascoltato molteplici ragioni per giustificare la fiducia, ma è la prima volta che sento che essa venga posta in onore del lavoro della commissione e, così, in omaggio alla centralità del Parlamento».&lt;br /&gt;



Perché non c`è alcun omaggio se si impedisce «ai deputati di pronunciarsi in Aula su un testo».

&lt;p&gt;
Parole durissime, ancora di censura al governo per l`abuso della fiducia, che fanno esultare il Pd, che sono «ineccepibili» per il leader udc Casini, e che lo stesso Fini più tardi commenterà con un «quanno ce vò, ce vò...», anche se a Tremonti incontrato alla buvette ha voluto spiegare che «non c`è nulla di personale contro di te».

&lt;p&gt;
Ma il «quanno ce vò» lo sostiene in pratica anche Berlusconi, che interpellato sul tema è lapidario: «Abbiamo giudicato che la fiducia fosse indispensabile», e che si tappa la bocca per non parlare quando gli chiedono se a spingere Fini sia stato il suo ruolo istituzionale.&lt;br /&gt;


Insomma, nel centrodestra più che lo sconcerto prevale l`irritazione.

&lt;p&gt;
Ma da Fini, tutto arriva tranne una marcia indietro: anzi, la replica ufficiosa è che sì, la fiducia è «certamente indispensabile», ma «per problemi connessi al dibattito interno nella maggioranza», perché il presidente della Camera ha colto tutte le preoccupazioni di parecchi parlamentari per lo «sbilanciamento» del dl a favore del Nord e a detrimento del Sud, rilievo che al ministro dell`Economia sarebbe stato mosso anche da Gianni Letta.

&lt;p&gt;
Lo scontro è tale da non potersi giustificare solo con il fastidio per parole di Vito (che chiude l`incidente considerando «normale» che il presidente della Camera si lamenti del ricorso alla fiducia). E infatti, se da una parte raccontano dell`arrabbiatura di Berlusconi per «le mosse veramente incomprensibili di Fini, ma perché creare problemi alla maggioranza adesso che la sinistra è messa così male...», dall`altra spiegano che Fini - che da tempo non ha contatti col premier - non condivide una certa gestione della maggioranza da parte di Berlusconi, con il ruolo predominante della Lega, le decisioni sempre più in autonomia di Tremonti, e la forma che sta prendendo il Pdl.

&lt;p&gt;
Si perché in An il malumore per una presenza che si fa sempre più sbiadita è palpabile, e Fini sente la necessità di riprendere a svolgere un ruolo politico, come dimostra anche l`uscita dura sulla tassa sui permessi di soggiorno, che un ministro suo fedelissimo come Andrea Ronchi non voterà ritenendo che «della questione di debba occupare il Consiglio dei ministri...».

&lt;p&gt;
Mosse che dall`entourage di Fini smentiscono abbiano a che fare con ipotetiche scalate al Quirinale o alla successione a Berlusconi, ma che scuotono il centrodestra: Fini esercita «un ruolo politico» dice il pri Nucara - il premier dovrebbe convocare «una riunione di maggioranza dove vengono chiariti i rispettivi ruoli istituzionali».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KFZ45&quot;&gt;Corriere della Sera - Paola Di Caro&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: Rifiuti : «Ora dico NO a Berlusconi»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/29/nichi-vendola/rifiuti-%C2%ABora-dico-no-a-berlusconi%C2%BB/383297"></link>
  <updated>2008-12-29T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>383297</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Gruppo: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
BARI – &lt;b&gt;«Questa volta a Berlusconi dico no, la Puglia non accoglierà altre 40.000 tonnellate di rifiuti dalla Campania».&lt;/b&gt; Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, nella conferenza stampa di fine d’anno, rendendo nota la richiesta appena giunta dal governo.&lt;br /&gt; 
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;
«E' una richiesta inaccoglibile – ha detto Vendola – perché cozza con quello che ho sentito in televisione: ho sentito rivendicare dal presidente del Consiglio, da diversi esponenti del governo, dal ministro Tremonti il miracolo della soluzione del problema della 'monnezza' in Campania da parte del presidente del Consiglio. Siccome il problema della 'monnezza' Berlusconi lo ha risolto, non capisco perchè ci debbano chiedere di accogliere altre 40.000 tonnellate di rifiuti». «Visti i favolosi risultati del governo Berlusconi – ha proseguito Vendola – penso che si tratti di una richiesta infondata».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt; 
«E poi – ha continuato – la Puglia non ha motivo più di essere solidale con un governo che con noi ha fatto promesse che non ha mantenuto». «Prodi – ha spiegato al riguardo Vendola – ci aveva dato cinque milioni di euro per sostenere il bacino 'Lecce 2' che era un bacino nel quale vi erano stati problemi sull'impiantistica dei rifiuti, Berlusconi ci aveva promesso 5 milioni di euro che avremmo avuti, ci ha detto, senza problemi. Bertolaso, il sottosegretario Gianni Letta hanno scritto a Tremonti ma questi 5 milioni di euro, evidentemente perché il ministro Tremonti può più del presidente del Consiglio, non possono più essere dati alla Puglia».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;«Non mi devo quindi disobbligare nei confronti del governo Berlusconi perché ha promesso e non ha mantenuto, non devo aiutare la Campania perché ho sentito dire da Berlusconi che non c'è più emergenza rifiuti: quindi – ha concluso Vendola – la letterina che mi è giunta di richiesta per accogliere questi rifiuti io la rispedisco al mittente».&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_interni_NOTIZIA_01.php?IDNotizia=219033&amp;IDCategoria=1&quot;&gt;La Gazzetta del Mezzogiorno&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Andrea RONCHI: Sdegno per le contestazioni a Gianni Letta messe in atto da settori dell'estrema sinistra.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/09/andrea-ronchi/sdegno-per-le-contestazioni-a-gianni-letta-messe-in-atto-da-settori-dellestrema-sinistra/382998"></link>
  <updated>2008-12-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) -  Ministro  Politiche comunitarie (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La contestazione a Gianni Letta, avvenuta ieri all’Università di Siena, non può che suscitare il più profondo sdegno in tutti noi. La violenza messa in campo da alcuni settori dell`estrema sinistra va ad indirizzarsi verso una persona che rappresenta una risorsa per il Paese, oltre che un insostituibile punto di riferimento per il governo e per tutta la politica italiana. Al sottosegretario Letta va tutta la mia solidarietà e amicizia&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.votaberlusconi.it/notizie/arc_14583.htm&quot;&gt;Sito del Popolo delle Libertà&lt;/a&gt;</summary>
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