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  <title>Openpolis - Argomento: turismo</title>
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  <updated>2012-04-27T00:00:00Z</updated>
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  <title>GIUSEPPE TASSONE: Turismo: La vera sfida</title>
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  <updated>2012-04-27T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres.  Consiglio Comunale Cuneo (CN) (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
In un Paese che sta cambiando, il turismo non può restare al palo: a dire il vero, i segnali ci sono e vanno nel verso giusto.
Certo occorre tanta forza, tanta volontà ed anche un profondo amore per l’Italia per non lasciarsi prendere dallo sconforto e alzare bandiera bianca.
I difensori delle rendite di posizione, di quei capisaldi che hanno ingessato il settore ed impediscono la sua crescita sono forti e non si danno per vinti. 
Oltre la collina, però, si apre una prateria fatta di persone che comprendono come turismo ed agricoltura d’eccellenza rappresentino due settori che sono in grado di aiutare il Paese in uno dei momenti più drammatici e pesanti per la vita dei propri cittadini.
&lt;p&gt;
Il rischio è di non farsi trovare preparati quando finalmente si rivedrà, in Europa, la ripresa.
In quel momento il turismo rappresenterà uno dei settori economici di riferimento per una Nazione, come la nostra, che ha nel proprio territorio e nel suo patrimonio la propria maggiore ricchezza.
&lt;p&gt;
Investire in turismo, in cultura, nella difesa delle tradizioni, in una parola dare credito alla “terra”, rappresenta la chiave di volta per il nostro futuro.
Non vi sono dubbi su questo, né vi sono alternative: viviamo un momento di forte deindustrializzazione e un’eventuale inversione di tendenza non sarà comunque immediata, né ipotizzabile per molto tempo.
&lt;p&gt;
Il territorio, invece, almeno la sua parte meno compromessa, è pronto ed é immediatamente fruibile: basta saperci fare, con amore, passione ed impegno, superando gli ostacoli con la convinzione che la ripresa economica ed anche la creazione di posti di lavoro trovino risposte proprio in questi settori.
Tutti possiamo dare il nostro contributo: lottando perché le località dove viviamo restino a misura d’uomo e di donna, perché non si perdano le tradizioni, perché l’enogastronomia veda riconosciuto il proprio ruolo, perché si smetta di ragionare a comparti e ci si apra ad un orizzonte completo, nel quale l’integrazione delle offerte costituisca un valore aggiunto.
Non è facile da realizzarsi, soprattutto per le resistenze che ancora esistono, ma è l’unica strada che si può percorrere sapendo di mirare ad un obiettivo raggiungibile e positivo.
&lt;p&gt;
Il turismo, in Italia, e bisogna esserne orgogliosi, non ha mai alzato bandiera bianca, anzi ha saputo sempre imporsi grazie alle proprie enormi potenzialità e ad un territorio impareggiabile ed insuperabile.
Ora deve rigenerarsi, saper cogliere le ragioni del rinnovamento utilizzando al meglio le proprie risorse ed aprendosi al futuro, come occorre fare ogni qual volta una rivoluzione sociale modifica rapporti e relazioni tra le persone.
Gli usi e i comportamenti delle persone si stanno radicalmente modificando: stiamo assistendo, non solo in Italia, a cambiamenti epocali e il mondo del tempo libero non può dirsi estraneo a tutto questo, anzi saper cogliere le modifiche sociologiche ed essere in grado di renderne conseguente l’offerta, rappresenta il caposaldo nei comportamenti d’ogni imprenditore.
&lt;p&gt;
E’ giusto dunque richiamarsi alle capacità imprenditoriali, dare spazio ad azioni di svecchiamento, superare le rendite di posizione e liberalizzare il settore.
La strada giusta è questa: il turismo costituisce un’enorme ricchezza ed un’insostituibile opportunità per il nostro Paese e deve avere il coraggio di traghettarsi verso il futuro.
Il costo da pagare può risultare salato per qualcuno, ma il settore ne ricaverà indubbi vantaggi che, per molto tempo, assicureranno positive ricadute.&lt;p&gt;


Beppe Tassone&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.beppetassone.it&quot;&gt;beppetassone.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIUSEPPE TASSONE:  “Turismo nel Cuneese, un sistema integrato col territorio per esaltarne le potenzialità”</title>
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  <updated>2012-03-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres.  Consiglio Comunale Cuneo (CN) (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt; 
Si avvicina la Pasqua, periodo nel quale si programmano vacanze e si definiscono i programmi estivi.
Su questo argomento è intervenuto Beppe Tassone, Presidente del Consiglio Comunale:
&lt;p&gt; “Cuneo, ha da sempre una forte vocazione turistica sia per la sua felice collocazione geografica, sia per la capacità di non privilegiare, nelle presenze, una stagione rispetto all’altra grazie alla propria capacità di offrire spunti di forte interesse tutti i mesi dell’anno.

E’ necessario, ora, operare un ulteriore salto di qualità realizzando un sistema turistico integrato che coinvolga tutti i settori dell’economia, dall’agricoltura d’eccellenza, all’artigianato, al commercio, esaltando le potenzialità di Cuneo, del suo hinterland e delle vallate.
Le manifestazioni che vengono proposte nel cuneese, nei mesi estivi ed autunnali, sono spesso realizzate grazie al lavoro di tanti volontari, di gruppi spontanei o delle pro loco che rappresentano un patrimonio di ricerca, di conservazione delle tradizioni e di proposte culturali, enogastronomiche e folcloristiche di notevole rilievo.  
Di qui la necessità di attivare un sistema turistico integrato che consenta al cuneese di esaltare tutte le proprie potenzialità ed al turismo di integrarsi al meglio con gli altri settori, così da proporre non attività slegate tra loro, ma un territorio nella sua interezza, in grado di richiamare flussi turistici e, soprattutto, di allungare le giornate di presenza.  
I rapporti sempre più stretti con le vallate del versante francese, con la Costa Azzurra e con le Province del Ponente ligure, possono, costituire un ulteriore valore aggiunto in grado di realizzare un’auspicabile sinergia tra mare, montagna e vallate alpine che, per quanto riguarda il cuneese, raggiungono, nel campo dell’offerta turistica, livelli molto alti relativamente a proposte differenziate, tutte di forte interesse.
&lt;p&gt;
Turismo religioso, culturale, enogastronomico, ecologico costituiscono solo alcuni dei segmenti di un settore che ormai è giunto ad alte specializzazioni, ma che, per crescere, non può fare a meno del territorio.
Ormai il turismo virtuale ha lasciato posto a quello reale delle piazze, dei sapori, dei dialetti e della “realtà” delle offerte: in questo il cuneese da sempre è in prima linea in grado di soddisfare le esigenze più differenziate.     
Per questo è necessario unire le diverse potenzialità coinvolgendo cultura, folklore e lavoro in un sistema integrato che abbia il territorio quale primo elemento di riferimento.
Da questo salto di qualità il cuneese potrà trarre enormi benefici ed anche rispettare quelli che sono gli indirizzi europei che prevedono la realizzazioni di reti turistiche in grado di coinvolgere realtà contigue anche transfrontaliere: il lavoro che si sta facendo, che deve essere potenziato, con Nizza, Imperia e Savona, va dunque nella direzione giusta.
Dalla realizzazione di questi programmi dipenderà la crescita economica ed occupazionale di Cuneo e del suo hinterland”. &lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.beppetassone.it/index.php?id=10683&amp;tx_ttnews[tt_news]=78693&amp;tx_ttnews[backPid]=10336&amp;cHash=421de1b829&quot;&gt;sito web personale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIUSEPPE TASSONE: Turismo: Impegno e passione la ricetta per crescere</title>
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  <updated>2012-03-25T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626053</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres.  Consiglio Comunale Cuneo (CN) (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“La passione tinge dei propri colori tutto ciò che tocca”, questo il pensiero del filosofo spagnolo Baltasar Gracián.
E’ sotto gli occhi di tutte come le questioni, affrontate con impegno e passione, non solo appaiono più chiare agli occhi delle persone, ma anche ottengano risultati eccellenti.
Lo scrivo con convinzione, in una stagione non facile, nella quale il turismo deve essere messo nelle condizioni di dispiegare al meglio le proprie enormi potenzialità.
Si sono affrontate, nei mesi appena trascorsi, le questioni delle liberalizzazioni ed il settore turistico ne è tanta parte: in molti casi stiamo vivendo situazioni che si trascinano da quasi cento anni, transitando di padre in figlio, immutate nel tempo. E’ il caso della gestione d’alcune spiagge o, a partire da tempi più recenti, ma superiori anche ai cinquant’anni, dei campeggi.
Così l’imprenditoria, soprattutto quella giovanile, con tanta capacità di innovare e di aprirsi alle novità resta al palo ed un turismo come quello di movimento, che ha modificato i mezzi, la loro capacità di spostamento e la loro dimensioni si trova ancora a dover far fronte a realtà strutturate per situazioni che sono invece superate nelle cose o sono diventare estremamente diverse rispetto all’origine.
E’ il caso dei campeggi stanziali, nati per ospitare piccole caravan che poi anche erano destinate allo spostamento e, anno dopo anno, si sono trasformati in una sorta di villaggi estivi, nei quali la capacità di spostamento dei veicoli é pressoché nulla.
&lt;p&gt;
Preingressi che sono vere e proprie casette, impianti elettrici che, almeno si spera in termini di sicurezza, dovrebbero fare invidia alle abitazioni, elettrodomestici come nelle ville al mare.
Per carità, ci sta tutto e ci sta anche questo: ma l’altro turismo, quello fatto con veicoli che si spostano, destinati a fermarsi pochi giorni nel medesimo luogo, quali strutture ha come riferimento?
E’ immaginabile un Paese, come il nostro, che è la vera culla dell’abitar viaggiando, che si trova a dover far fronte a situazioni d’estremo disagio in termini di sosta e d’ospitalità?
&lt;p&gt;
Credo che le liberalizzazioni possano, anche nel nostro settore, giocare un ruolo d’estrema importante, di svecchiamento delle strutture e della gestione e d’adeguamento alle nuove e modificate esigenze.
Del resto, occorre incidere su un tessuto connettivo che non vuole abbandonare il vecchio e che trae profitti anche notevoli dal mantenimento dello status qui.
A quale prezzo? Un costo altissimo, fatto di mancata innovazione, di chiusura alle giovani generazioni, d’incapacità di imboccare una strada che altre Nazioni, egualmente turistiche, ma con potenzialità minori rispetto al nostro Paese, hanno imboccato da tempo.
&lt;p&gt;
Di qui la necessità di agire con impegno e passione nel settore: studiando programmi, ma anche mettendo nelle condizioni l’imprenditoria più attenta, soprattutto quella giovanile e femminile, di poter incidere e di riuscire ad essere parte della partita.
Un’impresa non facile, ma dalla quale dipende per buona parte il futuro di un settore che è strategico per l’occupazione e per l’economia del nostro Paese.
Occorre agire senza molti riguardi, anche se con coscienza e lucidità. Guardando al risultato finale e sapendo che da questo dipende buona parte del nostro futuro e di quello di una Nazione che ha nel turismo una delle proprie più importanti industrie. 
Scrisse il poeta e saggista inglese Samuel Johnson: ”Ciò che è stato scritto senza passione, verrà letto senza piacere”, teniamone conto perché, in ogni caso, stiamo ragionando sul futuro nostro e dei nostri figli.
&lt;p&gt;

Beppe Tassone&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.beppetassone.it&quot;&gt;sito web personale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIUSEPPE TASSONE: Turismo e rendite di posizione: &quot;Meglio tardi che mai&quot;</title>
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  <updated>2012-02-25T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625057</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres.  Consiglio Comunale Cuneo (CN) (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Potius sero quam numquam”, ovvero “Meglio tardi che mai” come scrisse lo storico romano Livio nel suo “Ad urbe condita”.
&lt;p&gt;
L’ho pensato leggendo le intelligenti dichiarazioni rilasciate dal ministro del Turismo Piero Gnudi che, analizzando lo stato del turismo in Italia, ha messo il dito nella piaga affermando che: “L’azione promozionale del nostro Paese è al momento frammentata in molteplici iniziative locali che non riescono a realizzare utili sinergie. Solo facendo squadra, e concentrando le energie su azioni mirate, il turismo potrà contribuire da qui al 2020 al 18% del Pil, vale a dire al 5% in più rispetto alla cifra attuale, dando lavoro a circa 1,6 milioni di persone”.
Vero punto dolente le Regioni, cui è stata trasferita la competenza e che, anche in momenti più favorevoli, hanno trattato il settore con sufficienza, limitandosi a sfruttarlo come spot elettorale, mai incidendo realmente e gettando così al vento enormi potenzialità, economiche ed occupazionali.
Da quanto tempo lo sosteniamo? 
&lt;p&gt;Da quanto tempo quanti non hanno ceduto ai voli pindarici del “turismo da bere”, poggiato sul posticcio e sul virtuale indicavano la strada vera da percorrere, quella della ricerca d’elementi che lo caratterizzassero davvero, che sapessero proporlo come elemento trainante per l’economia di un Paese in fase di deindustrializzazione, ma in grado di offrire se stesso, trasformandosi veramente in un’unica, grande proposta turistica?
&lt;p&gt;
Non era difficile capire che il tentativo di sostituire il turismo delle realtà territoriali con quello delle proposte “mordi e fuggi” e del distacco dalla realtà locale a lungo avrebbe fallito.
Così come non era difficile comprendere che senza una vera, profonda liberalizzazione nel settore era impossibile proseguire sulla strada maestra della crescita, anzi si stava imboccando una strada in profonda controtendenza.
Stabilimenti balneari, immutati nel tempo, che passano di mano di padre in figlio ormai da cinque o più generazioni, campeggi che non si ammodernano, hotel incapaci di uscire dai propri confini per proporre iniziative esterne in sinergia col territorio, promozioni limitate ad aree troppo piccole: quante volte sono state sottolineate queste pericolose e nocive realtà?
&lt;p&gt;
Ora, nel mezzo di una crisi della quale non s’intravede ancora la via d’uscita, forse s’inizia a ragionare in termini di modernità e di capacità di rigenerazione.
Certo è difficile farlo, combattuti tra rendite di posizione che non vogliono cedere nemmeno un metro e difficoltà economiche che impediscono nuovi investimenti.
Ma il turismo costituisce la nostra vera, grande risorsa: lo strumento indispensabile per uscire dal tunnel e disegnare una nuova Italia.
Nuova anche nell’approccio ai problemi ed in grado di offrire ai giovani speranze di futuro e non solo qualche occupazione mal pagata e di problematica durata.
Le difficoltà ci sono, è inutile nasconderselo, ma non possiamo permetterci il lusso di abbandonare l’unica strada che veramente può farci uscire dai terreni paludosi: una strada fatta di sinergia col territorio, d’uscita dal localismo delle promozioni fine a se stesse, della realizzazione, vera e reale, di un sistema d’informazione in grado di offrire e rendere fruibile tutto il Paese.
Una proposta che coinvolga gli ottomila e passa comuni che formano l’Italia, esaltandone le peculiarità, ma in grado di “fare sistema” e di rendersi attuale con le esigenze di un mercato che è fatto di mobilità ed ormai fatica ad accettare le staticità sulle quale da anni è invece poggiata la nostra offerta.
Ci riusciremo?
&lt;p&gt;
E’ difficile dirlo perché se a parole tutti sono d’accordo, all’atto pratico, quando si va ad incidere sugli interessi specifici, iniziano a manifestarsi resistenze forti e lobbie agguerrite.
Occorre, comunque, imboccare questa strada con decisione, dandosi da fare, con impegno e passione: il futuro delle nuove generazioni poggia per tanta parte sul turismo e sulla sua capacità di fare sinergia con le realtà economiche del Paese, soprattutto con quelle d’eccellenza e sono tante!
Crederci vuol dire aver già vinto una grande battaglia!
&lt;p&gt;

Beppe Tassone&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.beppetassone.it&quot;&gt;sito web personale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>FRANCESCA ZACCARIOTTO: Inaugurazione dell’anno portuale</title>
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  <updated>2012-02-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>624410</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune San Donà di Piave (VE) (Partito: Lega) - Pres. Giunta Provincia Venezia (Partito: Lega) - Consigliere Provincia Venezia (Lista di elezione: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; &lt;br /&gt;
«Il Porto di Venezia è nodo cruciale dell'economia turistica, prima economia del Veneto, in grado di favorire un’occupazione qualificata».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/economia/2012/14-febbraio-2012/porto-zaia-lancia-costa-bis-sfida-marghera-off-shore-1903273647295.shtml&quot;&gt;Corrieredelveneto.it - Francesco Bottazzo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIUSEPPE TASSONE: Il &quot;nuovo&quot; turismo alla prova del Carnevale</title>
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  <updated>2012-01-27T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623666</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres.  Consiglio Comunale Cuneo (CN) (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Viva i coriandoli di Carnevale,
bombe di carta che non fan male!
Van per le strade in gaia compagnia
i guerrieri dell'allegria”.
&lt;p&gt;
Così Gianni Rodari canta in poesia il “suo” carnevale, perché, sia pure tra crisi, preoccupazioni, difficoltà, paure, ansie siamo arrivati al mese più pazzo dell’anno ed è giusto scriverne.
&lt;p&gt;
Un carnevale diverso, quello che ci apprestiamo a vivere, ma anche molto più consapevole della realtà delle cose e della necessità di essere un tantino più seri anche nel momento delle burle e delle maschere.
&lt;p&gt;
Il turismo ha bisogno del carnevale, non solo per le tante manifestazioni che mette in campo, per i sapori e gli odori che offre, per la moltitudine di persone che sa muovere, ma anche, o forse soprattutto, perché questa è la festa della diversità del nostro Paese, della sua capacità di coinvolgere la gente ed anche di creare i presupposti per sinergie vere che fanno molto bene all’industria del tempo libero e quindi all’economia italiana.
&lt;p&gt;
E’ sufficiente recarsi nel borghi, anche nei più piccoli, per vedere una moltitudine di volontari all’opera, che si danno da fare per ricreare antiche tradizioni, ma anche per innovarsi e per proporle, con qualche novità, ai turisti ed alla popolazione.
&lt;p&gt;
Perché il carnevale rappresenta una “festa vera” nella quale usi, costumi, tradizioni, momenti di vita, di cultura si uniscono in una grande festa di popolo.
Rappresenta, questa festa, l’esaltazione della capacità di trasformarsi per offrire una realtà diversa, ma non posticcia delle nostre città.
&lt;p&gt;
Non mi riferisco solo ai “grandi carnevali” quelli che occupano pagine dei giornali e spazi in televisione, ma anche a quelli piccoli, egualmente interessanti, identicamente importanti per il loro intrinseco valore e per la capacità di saper creare sinergia con il mondo produttivo e con quello culturale d’ogni località, anche della più piccola.
&lt;p&gt;
Così enogastronomia, arte, ricordi, tradizioni si sposano e formano un insieme in grado di coinvolgere le persone, di appassionarle, di far rinascere quella voglia di “turismo genuino” che anni di posticcio e di virtuale avevano cercato, invano, di cancellare.
&lt;p&gt;
Certo, la crisi batte e le preoccupazioni sono forti: ma chi ha detto che il carnevale è solo allegria? E’ anche presa di coscienza, capacità di mettersi in discussione, elemento d’approfondimento sociologico e culturale per una comunità.
&lt;p&gt;
Il turismo all’aria aperta di questo è assolutamente conscio e é per questo che da sempre ha nel carnevale il proprio momento d’avvio e di ripresa dopo le feste di fine anno. Tra le mimose che fioriscono e le maschere che impazzano, i veicoli ricreazionali si muovono in spazi nuovi, alla ricerca delle novità, ma anche del riconoscimento pieno della funzione che svolgono: un valore aggiunto per l’economia nazionale in grado di aiutare il settore a riprendersi su basi nuove, più concrete, assolutamente meno posticce. Allora il carnevale non è solo il “carpe diem” d’Orazio che invita a godere “del giorno che passa, confidando meno che puoi nel domani”, ma diviene un elemento per costruire quel “nuovo turismo” che poi altro non è che il riconoscimento della funzione del territorio in tutte le sue stagioni, in tutti i suoi momenti reali di vita.
&lt;p&gt;
&lt;i&gt;Beppe Tassone&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.beppetassone.it&quot;&gt;Sito web personale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Michele BOATO: Digiuno perché ho fame e sete di verità sul PAT</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/19/michele-boato/digiuno-perch%C3%A9-ho-fame-e-sete-di-verit%C3%A0-sul-pat/625539"></link>
  <updated>2012-01-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>625539</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Diciottesimo giorno in cui non mangio e bevo solo acqua, per mettere la Giunta (proposta unanime) e il Consiglio Comunale (che &lt;a href=&quot;http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/23/michele-boato/cronaca-delle-prime-due-votazioni-del-pat-incredibilmente-bocciati-i-no-ai-cambi-duso-turistici/625538&quot;&gt;vota il 23 gennaio&lt;/a&gt;) di Venezia di fronte alle sue responsabilità:
&lt;p&gt;

fare un &lt;b&gt;Piano di assetto del Territorio&lt;/b&gt; che, dichiarando in premessa che vuole ridurre al minimo il consumo di suolo, moltiplica urbanizzazioni ed edificazioni, prevedendo 60.000 nuovi abitanti, mentre da 24 anni stiamo diminuendo di 2.000 all'anno (46.000 in meno dal 1987 al 2011); per cui identifica oltre 480 ettari da cementificare, quando la legge ne permetterebbe al massimo 60.&lt;br /&gt;
 
(Il condizionale indica che la legge sarebbe uguale per tutti).
&lt;p&gt;

Di questi, 105 ettari sono in aperta campagna, a nordest dell'aeroporto di Tessera (Tessera City), in terreno a grave rischio idrogeologico (1,75 m sotto il livello del mare, allagati ad ogni pioggia un po' intensa, e per ciò, per legge regionale, avrebbero il divieto di nuova edificazione).
&lt;p&gt;
Sono terreni comprati in questi anni, a prezzo agricolo, dalla società Save dell'aeroporto, d'accordo con Galan e Cacciari, principali sponsor di una variante che voleva renderli edificabili due anni fa, e che con una denuncia e un ricorso al Tar, abbiamo fatto annullare. Se il Pat li rendesse edificabili, si perfezionerebbe una speculazione immobiliare colossale, il loro valore passerebbe da 10 a 200 milioni di euro...
&lt;p&gt;

E per completare il favore alla Save, il Pat valorizza Tessera City e l'aeroporto con tre altri regali pazzeschi:
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;1.&lt;/b&gt; portare la stazione della Tav, che arriva da Milano e Roma a Mestre, invece che ai margini ovest di Mestre, all'aeroporto, con una galleria di 9 Km sotto la città, in gronda lagunare; in un luogo scomodissimo per gli abitanti Mestre e ancor più di Venezia, e totalmente inutile a chi arriva o parte in aereo.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;2.&lt;/b&gt; portare il tram fino all'aeroporto, passando per 6 Km in mezzo alla campagna, invece che collegare i quartieri più popolosi (Chirignago e Zelarino col nuovo Ospedale) a ovest di Mestre.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;3.&lt;/b&gt; inventarsi un pazzesco trenino Sub-lagunare, per collegare l'aeroporto (ancora lui!) con Venezia, con un costo altissimo (assolutamente non corrispondente a future entrate dei viaggiattori), pericolosissimo, ambientalmente distruttivo del fondo lagunare e totalmente inutile perchè i turisti a Venezia non vogliono arrivarci sotto terra, come le pantegane (ratti) ma via laguna, con semplicissime linee di vaporetti o motonavi.
&lt;p&gt;
Video con la presentazione dei motivi del digiuno, fatta lunedì 2 gennaio, sotto il municipio di Mestre all'indirizzo:
&lt;p&gt; &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=0PGTrI9ZtSA&amp;feature=endscreen&quot;&gt;http://www.youtube.com/watch?v=0PGTrI9ZtSA&amp;feature=endscreen&lt;/a&gt;
&lt;p&gt;

Video di martedì 17 gennaio, sedicesimo giorno di digiuno, all'indomani del primo consiglio comunale sul Pat
&lt;p&gt;
 
&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=pIOH174tWD4&quot;&gt;http://www.youtube.com/watch?v=pIOH174tWD4&lt;/a&gt;
 

&lt;p&gt;
Mercoledì 18 è scaduto il termine per gli emendamenti, sembra che qualcosa si sia mosso; vedremo il 23 e 24 in consiglio comunale...&lt;br /&gt;

il digiuno continua  (pressione e esami del sangue in regola, peso meno 9 kg)&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ecoistituto-italia.org/cms-4/index.php?q=node/686&quot;&gt;ecoistituto-italia.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto Sergio Ravello: Nuovi fondi per i sentieri cuneesi </title>
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  <updated>2012-01-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623436</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Regione Piemonte (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“In un momento di grave congiuntura economica queste risorse costituiscono un importante aiuto all’economia locale delle aree montane e collinari. Alla fase di realizzazione sentieristica seguirà l’utilizzo a fini turistici di una risorsa ambientale e paesaggistica che è universalmente riconosciuta al nostro Piemonte. Mi auguro di poter proseguire su questa strada anche per il futuro periodo di programmazione dei fondi europei 2014-2020”&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.regione.piemonte.it/notizie/piemonteinforma/diario/nuovi-fondi-per-i-sentieri-cuneesi.html&quot;&gt;www.regione.piemonte.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARINA STACCIOLI: TOSCANA PROMOZIONE “DIMENTICA” LA TOSCANA </title>
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  <updated>2012-01-19T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Toscana (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Una settimana fa si è tenuta la conferenza stampa durante la quale l’assessore regionale al turismo Cristina Scaletti insieme a Toscana Promozione hanno presentato i risultati dell’anno 2011 le strategie da portare avanti nel 2012 per il settore turistico. In un momento di crisi come questo, il turismo sembra essere uno dei pochissimi settori in grado di risollevare l’economia della terra Toscana e sul quale è quindi necessario puntare. La consigliera regionale Marina Staccioli, cogliendo l’occasione delle critiche dell’Assessore al turismo di Lucca Moreno Bruni, il quale osserva come Toscana Promozione non sia riuscita a valorizzare i singoli territori e capirne le specifiche politiche di promozione, lamenta che già da tempo aveva formulato incertezze, e si domanda: “Toscana Promozione, l`agenzia nata con il solo scopo di valorizzare e promuovere la competitività dell`economia e del territorio toscano sui diversi mercati del mondo, è realmente in grado di svolgere un tale compito e soprattutto è in grado di farlo in modo imparziale per tutto il territorio toscano tenendo bene presenti anche le esigenze delle zone turistiche periferiche. Che non siano Firenze, insomma?” Pare proprio, insomma, che Toscana Promozione sia poco attenta alle eccellenze di zone turistiche e territori che non siano Firenze e la sua Provincia. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.consiglio.regione.toscana.it/politica/comunicati-stampa-dei-gruppi-politici/comunicato/testo_comunicato.asp?id=8838&amp;filtro=&quot;&gt;Consiglio Regionale della Toscana&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DELIA MURER: Navi a San Marco, riflettiamo </title>
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  <updated>2012-01-19T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La tragedia della Costa Concordia ha riattivato un vecchio dibattito, mai risolto.&lt;br /&gt;
 Quello che riguarda l’eccessivo avvicinamento delle grosse navi da crociera alle isole e, anche, al bacino di San Marco a Venezia. 
&lt;p&gt;Dopo il drammatico incidente del Giglio, cresce la consapevolezza dei pericoli legati al passaggio di questi grossi transatlantici, e si deve fare una riflessione anche su Venezia e sul bacino di San Marco. L’occasione può essere la discussione in corso sulla Legge speciale, che può consentire di trovare un sistema che garantisca da un lato la sicurezza e dall’altra anche le indubbie esigenze legate alle attività turistiche. 
&lt;p&gt;Il fronte del divieto di passaggio, intanto, si ingrossa. Non solo i comitati ambientalisti, da sempre schierato per il no, ma anche alcuni livelli istituzionali. Molti, ovviamente, gli interessi in gioco. Lo “sguardo dal ponte” su piazza San Marco e la riva degli Schiavoni, per un crocerista, e per le compagnia di navigazione, ha un valore enorme, ed è spesso l’incentivo a far partire le crociere da Venezia. 
&lt;p&gt;Ma possono bastare gli interessi economici degli armatori e il colpo d’occhio per i clienti a giustificare i rischi? Che danni può procurare ad una città così esposta e così fragile il passaggio di una nave di così grandi dimensioni?

&lt;p&gt;
Credo sia giusto porsi il problema. Non per demonizzare nessuno ma per individuare soluzioni compatibili con le esigenze di tutti.
&lt;p&gt;
I favorevoli al passaggio ricordano che i fondali della laguna non sono scogliosi, come quelli del Giglio, ma sabbiosi. I danni, però, possono anche essere nascosti, e si chiamano vibrazioni ed erosioni. Oltre ai possibili incidenti per altre cause, come quello del 2004, quando la nave da crociera “Mona Lisa”, a causa di una fitta nebbia, finì per incagliarsi a pochi metri da piazza San Marco.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.deliamurer.it/cms/it.html?view=article&amp;catid=7%3Ageneraliste&amp;id=366%3Anavi-a-san-marco-riflettiamo&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&quot;&gt;deliamurer.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Davide BONO: Riconvertiamo le montagne </title>
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  <updated>2012-01-16T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Piemonte (Lista di elezione: Movimento 5 stelle) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Mentre Casini, Schifani e Rutelli erano in vacanza alle Maldive, io mi recavo in treno e in bus qualche giorno a Ceresole Reale, nell'Alta Valle Orco, ai piedi del Parco Nazionale del Gran Paradiso, comune recentemente entrato a far parte delle Perle Alpine, insieme a Limone Piemonte e a Pragelato. Le Perle Alpine sono un'associazione di Comuni che puntano a &quot;un nuovo tipo di vacanza, che vi permette di spostarvi senza l'utilizzo dell'auto... Una vacanza ecosostenibile, rispettosa del territorio e del clima, della qualità della vita e della natura...grazie al concetto di mobilità dolce, offrono rilassanti vacanze senza stress. Basta auto, riscoprite la bellezza del viaggio in treno o in autobus, che vi porteranno direttamente a destinazione! Nella vostra località di vacanza vi aspettano poi escursioni, trekking, arrampicate, passeggiate a cavallo, gite con le ciaspole, sci da fondo, offerte gastronomiche e culturali...&quot;.

Ovviamente, essendo appena entrata nelle Perle Alpine, è stato ancora complesso muoversi coi mezzi pubblici della GTT a Ceresole Reale. D'estate l'iniziativa &quot;A piedi tra le Nuvole&quot; limita l'accesso delle auto al colle del Nivolet, spettacolare altopiano che si estende per sei chilometri con una vista mozzafiato sul Gran Paradiso e sulle Levanne e che costituisce il cuore del parco ed è riconosciuto come uno dei siti naturalistici più belli d'Europa.
Le giornate di limitazione sono accompagnate da un ricco programma di appuntamenti e proposte sia per gli amanti dell'escursionismo, sia per chi vuole assaporare i prodotti locali, ma anche attività ludiche per le famiglie e culturali.

Ad Arosa in Svizzera addirittura calcolano le emissioni di C02 e misurano i consumi in kwh dei turisti e li compensano. Altrove, si fanno sconti a chi arriva con i mezzi pubblici (un po' come lo sconto sul giornaliero a Bardonecchia per chi arriva in treno).

D'altronde la situazione è critica. Le temperature del pianeta negli ultimi 100 anni si sono alzate in media di 0,74 gradi, in Italia di 1,3 gradi centigradi, con un incremento negli ultimi 30 anni (0,27 °C a decennio), e l'aumento è più forte proprio sulle Alpi, dove a causa dello scioglimento dei ghiacciai e della diminuzione della durata del manto nevoso, la riflessione della luce solare ridotta ha portato ad un aumento della temperatura doppia. Con conseguenze notevoli.

L'altezza della neve caduta nelle principali stazioni montane si è pressochè dimezzata negli ultimi 20 anni, con un record a Torino di -62%, rendendo necessario il ricorso ai cannoni sparaneve. I ghiacciai si sono ridotti del 55% dal 1850 ad oggi.

Quest'inverno sinora è stato disastroso: temperature spesso primaverili, pioggia in quota, forte vento di Phon a sciogliere la neve precedente. Le stazioni sciistiche hanno richiesto lo stato di calamità: ben vengano (se ci sono) i fondi per l'emergenza di quest'anno, ma che vengano utilizzati per iniziare il percorso di riconversione delle stazioni sciistiche ad offerte turistiche non vincolate dalla presenza della neve.

Come ha detto l'Organizzazione Mondiale del Turismo con la Dichiarazione di Davos (2007), è necessario quanto prima iniziare a rendere il settore turistico montano più adatto ai nuovi scenari ambientali, convertendo l'offerta turistica stagionale verso soluzioni più poliedriche, quindi non solamente legate allo sci d'inverno, nonchè potenziare l'offerta turistica nelle altre stagioni, soprattutto quella estiva, per sfuggire al caldo torrido delle pianure. Ci potranno essere ancora stagioni nevose come quella del 2008-2009, ma la tendenza è purtroppo chiara. Con una popolazione in vertiginoso aumento e un aumento delle emissioni climalteranti planetarie del 45%, le aspettative in questo secolo sono per un aumento delle temperature tra 1 e 4 gradi a seconda degli scenari, scomparsa di quasi tutti i ghiacciai alpini, eccezion fatta per quelli superiori ai 4000 metri di altezza, riduzioni ulteriori delle precipitazioni nevose sotto i 2000 metri.

Per cui bisognerà rendere attraenti le stazioni sciistiche anche per altri sport/attività ed in altri periodi dell'anno. Sci di fondo quando nevica, d'estate nordic walking parks, piste per biciclette, percorsi per mountain bike, tutto l'anno prodotti e tradizioni locali, fattorie didattiche e turismo naturalistico.

Le riconversioni devono però essere credibili e sostenibili. Non tale mi sembrano la proposta del sindaco del Sestriere che vuole trasformare la nota località sciistica in un centro termale, facendo trasportare acque e fanghi da Acqui Terme, nè la proposta dei proprietari degli impianti di Lurisia di costruire 400 mini alloggi in cima al Monte Pigna cementificando un totale di 160 mila metri quadrati.

Altre sono le strade da seguire per riconvertire e garantire la sopravvivenza della montagna. Banda larga inclusa. Ci batteremo per questo.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/piemonte/2012/01/riconvertiamo-le-montagne.html&quot;&gt;www.beppegrillo.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ALBERTO CIRIO: Neve: tavolo di crisi </title>
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  <updated>2012-01-10T00:00:00Z</updated>
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  <id>622952</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Provincia Cuneo (Lista di elezione: PdL) - Assessore Regione Piemonte (Partito: PdL) - Consigliere Regione Piemonte (Lista di elezione: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“La Regione si è attivata dopo Natale, incontrando vari rappresentanti del comparto invernale piemontese. È emersa subito la gravità della situazione a causa di una condizione metereologica, a cui si è aggiunta la dura concorrenza francese e valdostana, uniche aree limitrofe dove le nevicate sono state abbondanti. A fronte di questo ho ritenuto indispensabile convocare un tavolo crisi con tutti i protagonisti del settore, per individuare strumenti di sostegno al comparto invernale. Sebbene la legge italiana non preveda per questo caso lo stato di calamità naturale, a differenza di quanto avviene in altre situazioni, stiamo verificando se esistono precedenti specifici in questo senso e la procedura più corretta per chiedere un aiuto straordinario allo Stato. E' necessario coinvolgere attivamente il mondo bancario, chiedendo particolare attenzione e disponiblità nei confronti delle prossime scadenze a carico degli operatori di questo settore. Inoltre ho chiesto di accelerare la procedura di assegnazione dei fondi regionali, alla luce della riforma delle Legge 2. Sarà un primo aiuto importante per il sistema neve, in questo momento di grave difficoltà”&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.regione.piemonte.it/notizie/piemonteinforma/in-breve/neve-tavolo-di-crisi.html&quot;&gt;www.regione.piemonte.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Riccardo Giordano: Le parole di Bosio e le dimissioni di Greco testimoniano maggioranza allo sfascio</title>
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  <updated>2011-12-03T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Provincia Imperia (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Le parole pronunciate nell’ultimo consiglio provinciale dal consigliere Giovanni Bosio, in occasione della discussione sull’assestamento del bilancio di previsione 2011, danno un segnale tangibile del malcontento che serpeggia nei banchi della maggioranza&quot;. Lo dichiara il gruppo del Partito Democratico, in consiglio provinciale, in una nota ufficiale in cui critica l'Amministrazione Provinciale. 

&quot;I comunicati  propagandistici che seguono ogni seduta del consiglio provinciale provano a dare  un’immagine dell’attività della giunta Sappa che non risponde a quella reale  sottolineando con una certa enfasi provvedimenti che, quando va bene, sono di ordinaria amministrazione o altrimenti, come nel caso della liquidazione della società Alpi Liguri srl, costituiscono esempi fulgidi  di sperpero di denaro pubblico. Che la Giunta  Sappa sia affetta da grave immobilismo ormai lo riconoscono gli stessi consiglieri del PDL sempre più a disagio nel sostenere un’amministrazione che dà  segnali sempre più evidenti di inadeguatezza&quot;.&quot;Se da una parte le dimissioni del consigliere Marco Greco testimoniano difficoltà di natura più squisitamente politica dall’altra le parole di Giovanni Bosio testimoniano il malcontento presente in maggioranza. Sottolineando l’apatia dell’amministrazione e la modestia degli argomenti trattati in Consiglio,  Bosio ha dichiarato: “non valiamo neanche quello che prendiamo con il gettone di presenza con un’amministrazione del genere, come quella che stiamo facendo”.

E’ effettivamente difficile per tutti, anche per quelli più convinti,  giustificare l’atteggiamento della Giunta Sappa di fronte a questioni di grande portata come i tagli e i conseguenti  pesanti  riflessi sul trasporto pubblico locale, la crisi dei settori economici (a partire dal turismo e di seguito), la disoccupazione dei nostri giovani, lo stato di attuazione delle grandi opere infrastrutturali, la raccolta differenziata,  la messa in sicurezza degli edifici scolastici e altro ancora. E’ effettivamente difficile far credere che sia un grande successo  liquidare Alpi Liguri srl, togliendo dalle casse della Provincia oltre 2 milioni di euro che avrebbero potuto finanziare molto più opportunamente  interventi sulle scuole o sulla viabilità o sulla messa in sicurezza del territorio&quot;.

&quot;La verità è che la Giunta Sappa si muove nel solco delle precedenti amministrazioni di centrodestra incapace di affrontare e risolvere i problemi che interessano nello specifico la cittadinanza ed il territorio  svolgendo un ruolo  invece che è funzionale solo  alla sopravvivenza di un apparato amministrativo che di fatto rappresenta il vero governo dell’ente. L’agenda e le priorità delle pratiche da discutere in Consiglio Provinciale  vengono  stabilite dagli uffici e questa è la dimostrazione della debolezza e dell’incapacità di questa maggioranza ad interpretare il ruolo di cui sono stati investiti con il voto del Marzo 2010&quot;.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.sanremonews.it/2011/12/02/leggi-notizia/argomenti/politica-1/articolo/imperia-pd-le-dimisisoni-di-greco-e-le-parole-di-bosio-testimoniano-malcontento-in-maggioranza.html&quot;&gt;Sanremonews&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Alessandro Lanteri: Sanremo: maxi finanziamento per il Forte di Santa Tecla. Lanteri (Pd) “Spazi dedicati alla musica e a Pepi Morgia” </title>
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  <updated>2011-11-10T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Provincia Imperia (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;E' necessario recuperare e restituire alla città il forte, presidio storico importante e situato in una posizione spettacolare, per un suo utilizzo sociale per la città”.

“Si tratta di investimento di oltre 4 milioni della Sovrintendenza con partecipazione da parte del Comune di Sanremo di 200 mila euro – prosegue Lanteri – L'idea è quella di creare all'interno del Forte uno spazio dedicato alla musica, per una giusta celebrazione del passato musicale di Sanremo, con mostre dedicate al Festival e al Tenco di Amilcare Rambaldi&quot;.

&quot;Sarebbe bello avere anche uno spazio dedicato a Pepi Morgia e alle associazioni musicali già esistenti che contribuiscono a mantenere Sanremo viva come città della musica. Non bisogna farsi scappare quest'occasione – conclude il consigliere provinciale del Pd – perchè finanziamenti della Sovrintendenza di questa entità non sono molto frequenti”&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.sanremonews.it/leggi-notizia/argomenti/politica-1/articolo/sanremo-maxi-finanziamento-per-il-recupero-di-santa-tecla-lanteri-pd-spazi-dedicati-alla-musi.html&quot;&gt;www.sanremonews.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIUSEPPE TASSONE: Comuni piccoli...ma non per il turismo</title>
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  <updated>2011-10-27T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres.  Consiglio Comunale Cuneo (CN) (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il premio Nobel per la letteratura Thomas Stearns Eliot nella sua opera: ”Tradizione e talento individuale” sosteneva, a ragione, che “la tradizione non si può ereditare e chi la vuole deve conquistarla con gran fatica”. 
Lo scrivo mentre ho sotto gli occhi i provvedimenti legislativi che stanno per limitare l’azione dei comuni, soprattutto di quelli più piccoli, col rischio che, entro pochi anni, siano destinati ad accorparsi e poi a sparire…anche dalla memoria.
&lt;p&gt;
L’Italia è composta di piccoli comuni, non si tratta solo di pochi borghi, di qualche campanile, di piccoli scorci, ma di un patrimonio di cultura, di tradizioni, di gastronomia, di dialetti, d’usanze che contraddistinguono località anche minime, distanti l’una dall’altra pochi chilometri.
Queste località hanno fatto la storia d’Italia, ma soprattutto l’hanno caratterizzata agli occhi del mondo.
Un Paese dove le differenze uniscono: gli stessi sapori, vero fulcro attorno al quale ruotano mille e mille sagre di paese, sembrano quasi marcare il territorio, elevarlo ad eccellenza, a sottolineare quanto genuina sia l’aria che si respira o quanto viene proposto nel piatto o nel bicchiere.
&lt;p&gt;
Questi mille borghi dalle proporzioni minime sono altrettante locomotive che potrebbero trainare un turismo nuovo e diverso, fatto di rispetto per l’ambiente, di ricerca della novità, d’apprezzamento per il “bel vivere”.
Invece rischiano la rottamazione, superati dalla volontà di accorpare senza porsi il problema di cosa potrebbe avvenire dopo.
&lt;p&gt;
Il turismo di massa, certo, non è attirato da queste località, ma il turismo dei grandi numeri è in forte sofferenza, mentre resiste l’altro, quello più limitato (nelle spese, nei costi, nelle esigenze), un turismo che “bussa alla porta e non la sfonda”, che sa ancora chiedere permesso e rispetta le individualità.
&lt;p&gt;
Quante volte mi è capitato di giungere in piccole località e di trovarmi, nel bar della piazza, a parlare con uno sconosciuto e sentirmi illustrare, con dovizia di particolari e di aneddoti,  storia, vita, passato della sua località! E poi le pro loco, vera grande fucina d’idee e bagaglio di tradizioni! Non vorrei che anche per loro stesse per suonare l’ultimo rintocco della campana: costituiscono una ricchezza immensa, fatta di volontariato, d’impegno gratuito, d’entusiasmo, di passione.
&lt;p&gt;
Accorpare i comuni potrebbe chiudere queste pagine e consegnarci un’Italia “forse” (ma ne dubito) amministrativamente più efficiente, sicuramente meno appetibile sotto il profilo turistico.
&lt;p&gt;
Piccoli borghi abbarbicati sulle colline o incastonati fra i mondi, decine di sindaci che gratuitamente li difendono e lottano per abbellirli: sono convinto che il turismo post crisi debba partire da lì… a patto che esistano ancora.
&lt;p&gt;
Per questo, consentitemi, questo inno al piccolo comune, al suo dialetto, al piatto che lo contraddistingue, alla sua storia di paese, a quel prete che si accalora tramandandone le tradizioni: non voglio che chiudano!&lt;br /&gt;

Penso vi siano sistemi per preservarli senza danneggiare l’economia: cerchiamo con ogni strumento di aiutarli a sopravvivere. Costituiscono il nostro investimento per il futuro: il turismo responsabile, quello che praticano quanto viaggiano in camper come quanti rifuggono la massificazione, parte proprio da lì, da quel tintinnio di campana che richiama alla chiesetta in centro al borgo, o dalla danza popolare o dal racconto tramandato oralmente di padre in figlio.
&lt;p&gt;
Crederci vuol dire scommettere sul nostro futuro, su quell’Italia di ottomila e passa comuni che merita di uscire dalla crisi e di ritornare ad essere grande e rispettata e della quale il turismo non può che costituire uno degli elementi economici ed occupazionali più rilevanti.
&lt;p&gt;

&lt;i&gt;Beppe Tassone&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.beppetassone.it&quot;&gt;beppetassone.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIUSEPPE TASSONE: Il saluto in occasione della Fiera Nazionale del Marrone</title>
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  <updated>2011-10-09T00:00:00Z</updated>
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  <id>609793</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres.  Consiglio Comunale Cuneo (CN) (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Giovedì 13 ottobre s’inaugura a Cuneo la Fiera Nazionale del Marrone: per quattro giorni la città si trasformerà in un’unica grande sala espositiva delle produzioni d’eccellenza del Cuneese.
&lt;p&gt;
Si tratta di un’opportunità davvero importante per il territorio che, in un momento di grave crisi, di deindustrializzazione e di calo dell’occupazione, si apre a due settori che rappresentano altrettante opportunità di ripresa.
Il settore delle produzioni agricole d’eccellenza e quello del turismo integrato con il mondo economico e produttivo.
&lt;p&gt;
La 13^ edizione della Fiera Nazionale del Marrone rappresenta, per la nostra città e per tutto il cuneese, una grande opportunità per farsi conoscere, apprezzare e per aprire al grosso pubblico dell’economia e del lavoro una finestra su una realtà assolutamente interessante ed in grado di imporsi per le proprie produzioni d’eccellenza.
&lt;p&gt;
I visitatori avranno l’opportunità di confrontarsi con una realtà spesso non pienamente conosciuta che è integrata sotto i profili economico, culturale e folkloristico con un territorio che non è secondo a nessuno per bellezze, opportunità enogastronomiche e capacità di relazione con le altre aree del versante ligure e francese.
&lt;p&gt;
Sfruttare al meglio queste opportunità, già esaltate dalla Grande Fiera d’Estate, vuol dire saper individuare strade in grado di esaltare il territorio e nel contempo di indicare vie d’uscita dalla crisi attraverso le sue produzioni più interessanti e di alta qualità.
&lt;p&gt;
Il “benvenuto” alla Fiera, agli espositori, a quanti “lavorano” nelle aziende ed ai visitatori, rappresenta dunque non solo un doveroso gesto di cortesia, ma anche la piena comprensione dell’importanza del settore agro alimentare e del ruolo che sta ricoprendo per aiutare l’economia del cuneese ad imporsi sempre di più con prodotti d’eccellenza frutto di un territorio che sa trarne il giusto profitto e che sa esaltare produzioni di nicchia, ma dall’alto valore. 
&lt;p&gt;

&lt;i&gt;Beppe Tassone&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.beppetassone.it&quot;&gt;sito web personale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario ROMANO: 'L’accorpamento delle festività, duro colpo per l’economia turistica senigalliese'</title>
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  <updated>2011-08-19T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Senigallia (AN) (Lista di elezione: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
In merito alle dichiarazioni del sindaco Mangialardi e del consigliere Rimini sulle festività abolite, è giusto intervenire per far capire meglio la portata di questo provvedimento ideato dal governo.
&lt;p&gt;

L’idea di accorpare le festività laiche, differendole in prossimità del weekend o facendole coincidere con la domenica, ha il sapore di una medicina molto amara per l’economia italiana. Infatti, sebbene il recupero di alcuni giorni festivi possa risultare in un aumento della produttività e del PIL, dall’altra parte infligge un duro colpo alle economie basate sul turismo: basti pensare al 1 maggio 2012, che capita di martedì. Probabilmente quel periodo sarebbe potuto essere interessante, per una città come Senigallia, per richiamare i primi bagnanti e turisti in generale, vista la possibilità di un “ponte” dal 28 aprile al 1 maggio, appunto.
&lt;p&gt;

Non condivido questo genere di manovre, e non tanto per la natura del provvedimento, che era necessario nonostante per anni i nostri governanti ci hanno nascosto lo stato in cui versa il Paese: ci troviamo, però, nella situazione di dover calmare per l’ennesima volta un paziente che è malato da troppo tempo. In questa situazione, dare un contentino a questo o quel gruppo di interesse economico può risultare fuorviante nei confronti dei cittadini che si aspettano riforme serie per un paese che è bloccato da anni, ormai. Al consigliere Rimini, che stimo e rispetto come collega e amico, mi sento però di dire che l’accorpamento delle festività non religiose si tradurrà in un mancato guadagno per le attività turistiche senigalliesi, che si vedranno tolte ingiustamente i potenziali guadagni del “ponte” del 1 maggio, nel 2012. 
&lt;p&gt;Questo significa parlare di cose serie, poiché l’economia di Senigallia vive anche e soprattutto di turismo: i bar, i ristoranti, gli alberghi, gli stabilimenti balneari e tutto l’indotto saranno indubbiamente danneggiati dal mancato “ponte” di maggio, e questo solamente nel 2012. E’ per questo che, a volte, al di là dei colori politici di ognuno di noi, è più giusto difendere le prerogative dei cittadini e dei lavoratori dipendenti, e non sempre dei soliti gruppi di pressione economici.
&lt;p&gt;

Inoltre a tutto ciò va aggiunto, per ultimo ma non per importanza, che l’accorpamento delle feste non religiose è un duro colpo ai nostri simboli, che in questo modo saranno bistrattati in nome di una norma che difficilmente otterrà gli effetti sperati da Tremonti. La storia di un paese non può essere cancellata con un colpo di spugna: mancheremmo di rispetto ai valori fondanti della nostra democrazia, nonché a tutti i lavoratori che sono la base su cui si fonda l’intero sistema italiano.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.viveresenigallia.it/index.php?page=articolo&amp;articolo_id=310196&quot;&gt;Vivere Senigallia&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIUSEPPE TASSONE: Articolo pubblicato sulla rubrica 'Sotto la veranda' dalla rivista 'Il Campeggio italiano' </title>
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  <updated>2011-08-11T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>590892</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres.  Consiglio Comunale Cuneo (CN) (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;


Edward Bulwer-Lytton scrittore, drammaturgo e politico britannico dell’Ottocento, molto popolare nel suo tempo, oltre a coniare alcune espressioni che sono rimaste nell'uso comune, come &quot;la penna è più potente della spada&quot; e il celeberrimo &quot;era una notte buia e tempestosa&quot;, sosteneva che “la vita sarebbe abbastanza divertente se non fosse per i suoi divertimenti”.
&lt;p&gt;
Frase questa che mi pare assolutamente in linea con la stagione che stiamo vivendo: l’estate rappresenta il momento clou dell’anno, quello nel quale, per le vacanze e per la temperatura, si vanno a cercare luoghi di svago, tra questi sagre e feste di paese appaiono tra i più gettonati. 
&lt;p&gt;
Le feste di paese, che consentono d’inserirsi in ambienti territoriali diversi, costituiscono momenti di forte richiamo, anche ad alta valenza turistica.
Sarebbe forse giusto usare il condizionale, perché, in troppi casi, per una malcelata ricerca della novità o di un modernismo mal riposto, troppe tradizioni sono state messe affettatamente da parte per far spazio ad improbabili ed improponibili “nuove proposte” che hanno allontanato molte persone più che richiamarne delle altre.
&lt;p&gt;
Scrivo questo, proprio pensando all’affermazione di Edward Bulwer-Lytton che mette, è il caso di dirlo, il dito nella piaga.&lt;br /&gt;

La tradizione, nelle feste di paese, rappresenta il valore aggiunto, la capacità di coniugare il passato con la sua storia ed i suoi valori ad un presente che, per fortuna, è in continua mutazione.
Ma chi non ha memoria del passato, non ha futuro, questo occorrere tenere ben presente.
&lt;p&gt;
Andar per sagre costituisce una delle peculiarità per il turismo italiano: consente un’immersione in realtà diverse, la possibilità di frequentare persone, di udire dialetti dissimili, di gustare piatti e bevande che non si conoscono.
Un sistema turistico che mette tutto il territorio a disposizione, coniugando il presente delle attività economiche e culturali col passato delle tradizioni folcloristiche ed enogastronomiche: valorizzare il lavoro di tanti volontari, che agiscono in associazioni e comitati, significa dare una mano al turismo anche in località ai margini dai grossi flussi ed escluse dai tour organizzati.
A patto che si sappiano proporre momenti di genuinità e di vera tradizione: il rischio che si corre, altrimenti, è quello di scopiazzare dalle grandi città e dai loro “mega eventi” e le scopiazzature, lo si sa, sono sempre peggiori degli originali, se non altro perché non si posseggono altrettanti mezzi economici.
&lt;p&gt;
I mesi estivi sono davanti a noi e le feste di paese si prolungheranno fino all’autunno avanzato: nel raggio di poche decine di chilometri, qualunque sia la nostra residenza, si alterneranno manifestazioni, feste, divertimenti: frequentarli farà bene allo spirito e darà anche una mano a quanti lavorano per un turismo sostenibile e diverso in grado di aiutare gli ottomila comuni italiani che non saranno a “grande vocazione turistica”, ma che, per le loro bellezze storiche, paesaggistiche ed architettoniche, o per alcune peculiarità enogastronomiche sono in grado di rispondere positivamente alle attese della gente ed aprire il proprio territorio ad un turismo attento e non devastante.
&lt;p&gt;
Andiamo dunque per sagre, con un occhio attento ai programmi ed alle proposte: non si tratta di un turismo di seconda serie, anzi può rappresentare il futuro per tante località e per tante attività artigianali e commerciali che danno lustro al nostro Paese e meritano di essere conosciute.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Beppe Tassone&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.beppetassone.it&quot;&gt;sito web personale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Michela Vittoria BRAMBILLA: TURISMO MAI COSI' IMPORTANTE</title>
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  <updated>2011-06-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Turismo (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;b&gt;''Mai come in questo momento il turismo e' stato cosi' importante&lt;/b&gt; - ha sottolineato Brambilla -. &lt;b&gt;In un periodo di crisi globale e' il settore che ha mostrato le flessioni minori e sotto il profilo della pura 'performance' rappresenta la prima attivita' produttiva nel mondo. I lavori dell'Organizzazione mondiale sono un'occasione per fissare le linee guida per il futuro'&lt;/b&gt;'. Le prospettive di crescita dell'intero settore sono incoraggianti, il 6% in piu' di turisti l'anno a livello mondiale. &lt;b&gt;''Bisogna guidare lo sviluppo, per riuscire a garantire opportunita' di crescita a tutti'',&lt;/b&gt; ha sottolineato il ministro, soffermandosi sulla necessita' di trasformare l'Omt in ''uno strumento utile a tutti i governi. E' arrivato il momento per fare un passo ulteriore e farla diventare il primo interlocutore mondiale anche nei fatti, in modo che possa effettivamente essere il 'faro' per lo sviluppo del settore
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ansa.it/web/notizie/canali/inviaggio/news/2011/06/20/visualizza_new.html_815569673.html&quot;&gt;www.ansa.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Michela Vittoria BRAMBILLA: Brambilla: i Distretti Turistici determinanti per lo sviluppo del settore</title>
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  <updated>2011-05-30T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Turismo (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Brambilla: i Distretti Turistici determinanti per lo sviluppo del settore

&lt;b&gt;&quot;Considero l'istituzione dei distretti turistici un provvedimento determinante per lo sviluppo del settore più strategico della nostra economia. Permetterà alle imprese di competere con nuovi ed efficaci strumenti  e di riqualificare l'offerta turistica, sia a livello nazionale che internazionale&quot;&lt;/b&gt;. Così il ministro del Turismo, on. Michela Vittoria Brambilla, interviene al &quot;Tourism day&quot; di
 Roccaraso, in Abruzzo, commentando l'istituzione dei distretti turistico-alberghieri contenuta nel decreto sviluppo, presentato dal governo pochi giorni fa. &quot;&lt;b&gt;Per i distretti - spiega il ministro - prevediamo l'applicazione di importanti norme di semplificazione, di natura organizzativa, fiscale e previdenziale. In particolare, secondo la medesima ottica già adottata dal codice del turismo, si prosegue sulla strada della semplificazione amministrativa, introducendo il regime di “burocrazia zero&quot; ed estendendo le agevolazioni fiscali e finanziarie già previste per i distretti produttivi. Infine, sono attivati sportelli unici di coordinamento delle attività  fiscali e previdenziali, ai quali le imprese del distretto si rivolgeranno per svolgere tutte le pratiche&quot;&lt;/b&gt;.
http://travelling.travelsearch.it/2011/05/30/brambilla-i-distretti-turistici-determinanti-per-lo-sviluppo-del-settore/34982
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://travelling.travelsearch.it/2011/05/30/brambilla-i-distretti-turistici-determinanti-per-lo-sviluppo-del-settore/34982&quot;&gt;travelling.travelsearch.it&lt;/a&gt;</summary>
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