<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xml:lang="en">
  <title>Openpolis - Argomento: legge 40</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/"></link>
  <link rel="self" href="http://politici.openpolis.it/feed/tagDeclarations/398"></link>
  <id>http://www.openpolis.it/</id>
  <updated>2010-12-16T00:00:00Z</updated>
<entry>
  <title>Marco CAPPATO: Eutanasia e alternativa. L’essere altro Radicale</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/12/16/marco-cappato/eutanasia-e-alternativa-l%E2%80%99essere-altro-radicale/548869"></link>
  <updated>2010-12-16T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>548869</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Per un attimo il silenzio sul tabù dell’eutanasia è saltato. La parola, che per il teologo Jacques Pohier significa “morte opportuna”, era rimasta relegata ai margini della politica, tutt’al più agitata come un fantasma per impedire ogni discussione.

&lt;p&gt;
Per un attimo il silenzio sul tabù dell’eutanasia è saltato.&lt;br /&gt;
 La parola, che per il teologo Jacques Pohier significa “morte opportuna”, era rimasta relegata ai margini della politica, tutt’al più agitata come un fantasma per impedire ogni discussione. Solo di testamento biologico si poteva parlare, per meglio accompagnare l’imbroglio della legge in preparazione “contro” il testamento biologico. Poi sono accaduti alcuni fatti, molto diversi tra loro: prima lo spot australiano per la legalizzazione dell’eutanasia, presentato in Italia dall’associazione Luca Coscioni e dal Partito Radicale. Poi Saviano che ha raccontato a 10 milioni di persone la storia d’amore e di vita di Piero e Mina Welby, e anche quella di Beppino Englaro.

 
&lt;p&gt;

I falsari di Rai/Mediaset hanno subito messo in scena il gioco sporco di presentare i “malati-che-vogliono-vivere” in contrapposizione ai “malati-che-vogliono-morire”, come se noi volessimo far morire chi vuole vivere. &lt;br /&gt;
Infine, il suicidio di Mario Monicelli, avvenuto con motivazioni che nessuno può conoscere, ma realizzato in una modalità atroce e, almeno quella sì, evitabile.

 
&lt;p&gt;

In poche settimane abbiamo avuto un esempio di cosa accade quando una delle questioni che solleviamo entra in contatto con l’opinione pubblica. Nonostante la grande confusione di termini e situazioni, l’effetto è esplosivo: la riflessione entra nelle conversazioni quotidiane, scatena la reazione scomposta dei potenti contro ciò che i cittadini possono pensare quando non addomesticati dalla tv delle risse e dell’indottrinamento.

 
&lt;p&gt;

Nel suo nuovo numero, Agenda Coscioni vi propone di rileggere l’anno radicale così, guardando a una serie di fatti e di obiettivi, e a fare uno sforzo di fantasia: cosa accadrebbe se su quei temi la gente davvero fosse informata, se fosse coinvolta nel dibattito pubblico, se davvero potesse scegliere? Rispondere serve per il futuro. 
&lt;p&gt;Nello sfascio delle istituzioni e nell’abuso di potere che si fa regola, la violenza investe i corpi: quelli della morte nella sofferenza, della malattia senza assistenza, della fecondazione assistita impedita, della tortura penitenziaria, del fascismo proibizionista, delle speranze negate ai malati nel nome dell’embrione-feticcio.

 
&lt;p&gt;

Se non perdiamo fiducia nel nostro essere “altro” rispetto al bla bla politicante, possiamo costruire l’alternativa con la disobbedienza civile, la resistenza giudiziaria, la nonviolenza: quella di Welby, Englaro e Nuvoli; &lt;br /&gt;
dei malati di Sla e di Maria Antonietta Farina Coscioni che chiedono i Livelli Essenziali di Assistenza; &lt;br /&gt;
dei portatori di malattie geneticamente trasmissibili che con noi demoliscono la legge 40; &lt;br /&gt;
dei ricercatori che sfidano il divieto alla finanziabilità della ricerca sulle staminali embrionali; &lt;br /&gt;
dei disabili che abbattono barriere architettoniche.

 
&lt;p&gt;

Diverse persone chiamano l’Associazione per chiedere l’eutanasia, e noi cerchiamo di aiutarli. Ci sono laboratori di ricerca internazionali pronti a ricevere gli embrioni che marciscono nei centri di fecondazione, e noi li stiamo inviando. Sono aperti molti fronti - dalla cannabis terapeutica alla “vita indipendente”- e devono stare aperti tutti insieme, perché non sappiamo quale sarà la nostra prossima incursione, cioè quale dei nostri obiettivi raggiungerà la gente. 
&lt;p&gt;Dobbiamo restare pronti, cercando di iscrivere anche solo una persona in più per il 2011, perché da lì arrivano le risorse minime indispensabili. Ed è importante fare tesoro di queste pagine clandestine, rappresentazione unica in Italia delle nuove libertà possibili.

 

 
&lt;p&gt;

*&lt;i&gt;Questo editoriale apparirà sul numero di dicembre dell'agenda Coscioni&lt;/i&gt;
 &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.terranews.it/print/18300&quot;&gt;Terra - Marco Cappato&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Maurizio SACCONI:  «Soldi agli sposi con figli»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/11/09/maurizio-sacconi/%C2%ABsoldi-agli-sposi-con-figli%C2%BB/547773"></link>
  <updated>2010-11-09T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>547773</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) -  Ministro  Lavoro Salute e Politiche sociali (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Nell'Italia reale crescono le separazioni e i divorzi e aumentano le coppie di fatto e i single. Si torna a fare figli ma le forme familiari sono sempre più variegate: etero, omosessuali, monoparentali. La maggioranza delle famiglie è composta al massimo da due componenti. Eppure, malgrado la fotografia scattata in un dossier dell'Istat, e il parere di molti esperti che parlano di procreazione basata sempre più sulla scelta personale e meno su questioni economiche, la Conferenza nazionale della famiglia si è aperta ieri a Milano all'insegna della solita Italia da barzelletta. Malgrado l'assenza di Silvio Berlusconi, non gradito per manifesto «imbarazzo» dal Forum delle associazioni familiari dopo gli ultimi scandali a luci rosse, i toni dell'apertura dei lavori affidati al sottosegretario Carlo Giovanardi e al ministro del Welfare Maurizio Sacconi non hanno tradito le più nere aspettative. Ha cominciato il senatore modenese che, a testa bassa, ha ritirato fuori la storia del «far west della provetta» per difendere oltre ogni limite (e contro ogni sentenza della Corte costituzionale) la legge 40 sulla fecondazione artificiale: «Una delle emergenze della famiglia». E ha continuato il ministro del Family day che ha voluto scavalcare a destra l'assemblea futurista riproponendo un welfare da Ventennio dove «il primato pubblico» spetta alla «famiglia naturale fondata sul matrimonio e orientata alla procreazione». 
&lt;p&gt;
Una dichiarazione che, siccome perfino nell'Italia papalina è riuscita a creare scompiglio e sdegno, è stata subito dopo corretta dallo stesso autore: «Non sono un nazista - aggiusta il tiro Sacconi - le politiche pubbliche si occupano della famiglia naturale basata sul matrimonio e della natalità più in generale, anche di quella fuori dal matrimonio». «Senza nulla togliere al rispetto che meritano tutte le relazioni affettive che però riguardano una dimensione privatistica - continua il ministro cercando di marcare la distanza da certe affermazioni dei finiani - le politiche pubbliche che si realizzano con benefici fiscali sono tarate sulla famiglia naturale fondata sul matrimonio e orientata alla procreazione». Crisi economica? Scarse risorse dello Stato? «Una stronzata», risponde lapidario Sacconi. Le famiglie già usufruiscono di «agevolazioni e detrazioni fiscali», spiega il titola del Welfare che fa l'esempio dei contributi per i non autosufficienti, «pari complessivamente a 18 miliardi di euro». Il problema dunque non è trovare risorse, ma «riallocarle» in modo giusto. Come? «In proporzione - sostiene - alla composizione familiare e in riferimento ai soggetti deboli, con una specifica attenzione alla natalità». Aiuto ai figli della Patria, dunque. Da qualsiasi legame vengano. Tranne che dagli omosessuali. «Un esempio classico è quello della pensione di reversibilità - insiste Sacconi - si dà al sopravvissuto di una relazione omosessuale? Le politiche pubbliche si occupano della famiglia, quindi gli omosessuali non hanno pensione di reversibilità». Ecco perché la provetta, secondo Giovanardi, è il pericolo numero uno, quello che potrebbe farci «irrimediabilmente» perdere «il concetto costituzionale di famiglia».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?view=article&amp;catid=40&amp;id=9334&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&amp;option=com_content&amp;Itemid=68&quot;&gt;Il Manifesto - Eleonora Martini&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Emma BONINO: La legge Tarzia banco di prova per la controriforma nazionale</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/15/emma-bonino/la-legge-tarzia-banco-di-prova-per-la-controriforma-nazionale/547020"></link>
  <updated>2010-10-15T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>547020</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La proposta di legge Tarzia è stata assunta come testo base per la riforma dei consultori dalla Commissione lavoro e politiche sociali della Regione Lazio. &lt;br /&gt;
La mossa è in contrasto con l'articolo 61 del regolamento del Consiglio regionale, secondo il quale il testo avrebbe dovuto essere preso in esame insieme a quello presentato da Giulia Rodano.&lt;br /&gt;

In sostanza: c'est la guerre! E dal fronte dell'opposizione Emma Bonino avverte dei rischi che la proposta del centrodestra rappresenta per le donne e gli uomini di tutto il paese.
&lt;p&gt; «Alla luce del convegno di luglio organizzato da Polverini, Formigoni e Gota, è chiaro che se passerà la proposta di legge Tarzia, la regione Lazio sarà il terreno di prova di ciò che avverrà a livello nazionale. La proposta ha infatti già un precedente nel progetto Nasko, che prevede per le donne residenti in Lombardia un compenso economico in cambio della rinuncia ad abortire».
&lt;p&gt;
Nel dettaglio il progetto Nasko, approvato dalla giunta regionale presieduta da Formigoni il 31 maggio scorso, parte dal presupposto che la crisi economica pesi su: &lt;br /&gt;
«Le donne e le famiglie che, in condizioni di incertezza e precarietà lavorativa ed economica, scelgono di procrastinare la maternità anche attraverso il ricorso all'interruzione di gravidanza, come risulta dai dati in possesso dell'Osservatorio regionale sull'esclusione sociale». 
&lt;p&gt;Anche per Formigoni, come per Olimpia Tarzia, non esistono donne che scelgono di non essere madri. &lt;br /&gt;
Il più che ci viene concesso è &quot;procrastinare&quot; la maternità. Il citato Osservatorio, istituito anche questo per delibera regionale, sembrerebbe schierato dalla parte della chiesa cattolica; conta infatti, tra gli enti membri del comitato scientifico, diverse Caritas, confraternite e società confessionali varie, accanto alla Lega coop Lombardia.
&lt;p&gt;
Poco più avanti, nel testo della delibera leggiamo che si ritiene «opportuno istituire un elenco regionale dei servizi, denominati Centri di Aiuto alla Vita, che abbiano i requisiti di cui all'allegato b» dove, tra le condizioni sine qua non per accedere all'elenco troviamo: &quot;Presenza nello statuto della finalità di tutela della vita fin dal concepimento&quot;. 
&lt;br /&gt;
E infatti in un altro documento della giunta lombarda leggiamo l'esclusione di un'associazione il cui statuto non prevede tale finalità.
&lt;p&gt;
Più avanti ancora, alla voce &quot;Criteri di erogazione&quot;, viene specificato: «Beneficiari del fondo Nasko sono le madri che, in presenza di una proposta di progetto personalizzato di aiuti economici e sociali, recedono dalla scelta di interrompere volontariamente la gravidanza». Giuro che non ci sono altri beneficiari.
&lt;p&gt; Questo vuol dire che a una donna in difficoltà economiche rimasta incinta, anche qualora non abbia alcuna intenzione di abortire, conviene iniziare la pratica di interruzione di gravidanza per poi ripensarci e tentare così di ottenere la miseria, perché di miseria si tratta, di 250 curo mensili. &lt;br /&gt;
I miei complimenti alla giunta lombarda
&lt;p&gt;

Accadeva in Lombardia nel lontano maggio 2010 . Oggi nel Lazio potrebbe passare una proposta ispirata ai principi di quel progetto. Questo vuol dire che l'attacco ai consultori e alla legge che nel 1978 depenalizzò l'aborto, cioè al principio di autodeterminazione delle donne, è stato affidato alle singole regioni di volta in volta amministrate dalla destra. 
&lt;p&gt;«La proposta Tarzia continua Emma Bonino introdurrebbe la tutela del figlio concepito che, oltre a essere in conflitto con la legge 194, è materia che non può rientrare nelle competenze legislative regionali. Si creerebbe inevitabilmente un conflitto tra istituzioni diverse».
&lt;p&gt;
Se la proposta Tarzia e il progetto Nasko sono in evidente contrasto con interi pezzi della Costituzione e delle leggi italiane, sembrano invece appoggiarsi a un'altra legge, la 40, sulla procreazione medicalmente assistita. &lt;br /&gt;
«E infatti - prosegue la senatrice - la legge 40 è già stata dichiarata incostituzionale dalla Corte italiana.
&lt;p&gt; A dimostrazione della sua incostituzionalità c'è inoltre una sentenza della Corte europea contro l'Austria proprio in materia di fecondazione eterologa. 
&lt;p&gt;Se, nonostante tutto, la legge passerà, non resterà che l'arma dei ricorsi, la quale però può essere impugnata solo dalle singole persone». 
&lt;p&gt;I criteri del ricorso prevedono infatti che qualsiasi giudice possa obiettare la costituzionalità di una legge solo nel momento in cui si trovi ad affrontare una causa che lo pone di fronte al problema di quella stessa legge.
&lt;p&gt;
E a proposito di ricorsi, di questi giorni è il secondo alla Corte Costituzionale italiana in merito alla legge 40. &lt;br /&gt;
Il primo portò all'abolizione delle norme che limitavano a tre la produzione di embrioni per ogni ciclo di fecondazione, che obbligavano a impiantarli tutti insieme e che vietavano il congelamento degli embrioni in soprannumero. 
&lt;p&gt;Questo secondo ricorso riguarda invece il divieto di eterologa, tecnica che, secondo gli esponenti del governo e della chiesa, solleva il problema del mercato degli ovociti. &lt;br /&gt;
Come dire: non possiamo emanare leggi che regolino il mercato (vizio diffuso nella destra di governo) quindi ne vietiamo i presupposti in terra nazionale per rimandarli all'estero.
&lt;p&gt;
In questa bagarre arriva la notizia del premio Nobel a Robert Edwards, il padre della fecondazione assistita. &lt;br /&gt;
E giù nuove polemiche e strali come in una vera guerra, con due nemici e due campi contrapposti: progresso e chiesa, laicità e religione, ragionevolezza e autoritarismo. &lt;br /&gt;
Forse l'unica risposta a tutti i dubbi e le domande che ci poniamo, e che continueremo a porci, si trova nel pensiero e nelle parole delle donne.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=UNH02&quot;&gt;Gli Altri /Monica Micheli&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Ignazio Roberto Maria MARINO: «Si riapra la discussione sulla legge 40»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/05/ignazio-roberto-maria-marino/%C2%ABsi-riapra-la-discussione-sulla-legge-40%C2%BB/546552"></link>
  <updated>2010-10-05T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>546552</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Merci da Sophie, felicidades da Diego, congratulations da Yuan e Xinwen. Anche dall'Italia: «Grazie Mr. Edwards, se abbiamo ancora una piccola speranza di diventare genitori è solo grazie a lei». Firmato: «Una coppia infertile». 
&lt;p&gt;La scelta svedese di premiare lo scienziato inglese Robert Edwards, padre putativo di oltre 4 milioni di bambini nati grazie alla fecondazione in vetro negli ultimi trent'anni, suscita entusiasmo. Non nel Vaticano. E nel nostro Paese è perplessa parte del mondo cattolico, dall'Associazione Scienza &amp; Vita al sottosegretario Roccella. 
&lt;p&gt;Così, l'attribuzione del Premio Nobel riapre il dibattito sulla Legge 40 che regola la fecondazione assistita. Forse, un segno del destino.
&lt;p&gt;
Nel 1968, quando il progetto partì a Cambridge, si parlò di scandalo e atto contro natura, si predisse un fallimento, si faticò a reperire i finanziamenti. Oggi, lo si definisce all'unanimità progresso. 
&lt;p&gt;In Italia la Legge 40, è stata approvata dopo un braccio di ferro politico nel 2004 ed è sopravvissuta a un referendum che vide in prima linea la Cei allora guidata da Ruini. E una delle più controverse e restrittive nel settore. Vieta la fecondazione eterologa, la donazione di ovociti, il ricorso da parte di single e gay.
&lt;p&gt; Circa 10mila coppie all'anno hanno scelto il «turismo riproduttivo» rivolgendosi ad accoglienti strutture svizzere, spagnole, belghe, slovacche. 
&lt;p&gt;Come previsto da molti medici, la Legge 40 è già stata sconfessata in sede giudiziaria. Nel 2009 la Corte Costituzionale ha bocciato il divieto di crioconservazione dell'embrione e abolito il correlato limite di tre embrioni da impiantare insieme.
&lt;p&gt;
Norma pericolosa, hanno ritenuto i giudici, per la salute della donna e del feto. Maggiore potere decisionale spetta ai medici, spesso impegnati a seguire gravidanze multiple, a rischio, in età non giovanissima. 
&lt;p&gt;Irrisolta la cruciale questione della diagnosi preimpianto che consente di individuare malattie genetiche o ereditarie: il divieto è stato bocciato da Tar e tribunali di merito, ma servono nuove linee guida. 
&lt;p&gt;Ieri è stato Ignazio Marino, presidente della commissione parlamentare d'inchiesta su Ssn a riaprire le danze: &lt;br /&gt;
«Se sono normali i controlli prima di una gravidanza per individuare eventuali malattie, perché in uno Stato laico non dovrebbe essere normale, con lo stesso obiettivo, la diagnosi preimpianto? Interveniamo prima dei tribunali».
&lt;p&gt; La Radicale Donatella Poretti invita «moralisti e bigotti» a riflettere su una scienza che «amplia la libertà di scelta delle persone». 
&lt;p&gt;E Rita Levi Montalcini plaude a «un premio ben meritato per un lavoro scientifico di fondamentale importanza per il progresso della biomedicina».

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=UETFX&quot;&gt;L'Unità - Federica Fantozzi &lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Maria Antonietta FARINA COSCIONI: Luca Coscioni: il Maratoneta che molti hanno voluto imprigionare.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/04/26/maria-antonietta-farina-coscioni/luca-coscioni-il-maratoneta-che-molti-hanno-voluto-imprigionare/498804"></link>
  <updated>2010-04-26T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>498804</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;
&lt;br /&gt;
Questo che segue è l’intervento di Maria Antonietta Farina Coscioni  alla conferenza stampa ad Orvieto il 26 aprile 2010,  letto da Giulia Simi vicesegretaria dell'Ass. Luca Coscioni, per la presentazione dell'evento del 1°maggio: il 1° Memorial Luca Coscioni. Meeting Nazionale di Atletica Leggera.

&lt;p&gt;
 

Questo è un Paese dove di solito le celebrazioni e ricorrenze servono soprattutto a cancellare e falsificare le storie individuali e collettive; in certa misura, in questi quattro anni è accaduto anche a Luca: perché quello che rappresenta, quello che ha fatto,quello che ci chiedeva di fare e che stiamo cercando di fare, è pericoloso, insopportabile, letteralmente eversivo in un paese come questo pieno dileggi che puniscono come reati quelli che secondo alcuni sono peccati; e viceversa considera peccati quelli che sono veri e propri reati.

 
&lt;p&gt;

La ‘pericolosità’ di Luca è tutta in quello slogan ‘dal corpo del malato al cuore della politica’. Luca era, è stato, un dirigente politico a tutto tondo; ha avuto la forza, ha saputo imporre all’agenda politica, e anche ai radicali a che lo hanno scoperto attraverso lui, la questione della libertà della ricerca. Ora questi temi sono ben presenti nel dibattito politico, questioni imprescindibili, questioni come testamento biologico, fine vita, eutanasia, cellule staminali, libertà della ricerca, della dignità della vita, sono temi su cui si dibatte, ci si confronta e scontra; ed è giusto che sia così, perché sono le questioni che riguardano tutti noi, la nostra vita quotidiana. Un tempo erano tabù, si diceva che erano cose troppo difficili e complicate perché la gente potesse capire. Abbiamo visto che è il contrario e tutti i risultati dei sondaggi demoscopici rivelano come gli italiani sanno, comprendono, ed hanno ben chiaro cosa vogliono. Mi piace ricordare quello che disse il Nobel per la letteratura Josè Saramago quando ci comunicò la sua adesione e il suo sostegno alla candidatura di Luca al Parlamento: ‘Attendevamo da molto tempo che si facesse giorno, eravamo sfiancati dall’attesa, ma ad un tratto il coraggio di un uomo reso muto da una malattia terribile ci ha restituito una nuova forza. Grazie per questo’.

 
&lt;br /&gt;


Luca è stato questa luce, è stato il catalizzatore di una forza che molti vorrebbero imprigionare.

 

&lt;p&gt;
Una delle grandi passioni di Luca era lo sport, la maratona; è giusto dunque che siano degli atleti a ricordarlo, e mi fa piacere che così sia ricordato. Luca si stava allenando per partecipare alla maratona di New York quando venne colpito dalla sclerosi laterale amiotrofica. Da allora è cominciata un’altra maratona. Con la stessa determinazione che metteva e aveva nel suo lavoro e nelle competizioni sportive, si è candidato alle elezioni on-line per il rinnovo del Comitato Nazionale dei Radicali Italiani, promovendo una campagna contro il proibizionismo sulla ricerca scientifica. Qualcuno ha detto che i radicali lo hanno strumentalizzato. Semmai è accaduto il contrario, visto che ha imposto ai radicali la battaglia per la libertà di ricerca sulle cellule staminali il tema centrale della loro campagna per le elezioni politiche del 2001. Bisogna dare atto a Marco Pannella di aver subito compreso l’importanza e la portata della cosa. Quella battaglia non è finita, e quell’impegno non è venuto meno.

 
&lt;p&gt;

Quando Marco Pannella ha dato la notizia che Luca se n’era andato, dai microfoni di ‘Radio Radicale’ ha detto parole che mi sono segnata e che desidero ricordare ‘Luca era un leader perché era in prima linea. Era in prima linea ed è caduto. Direi che è stato ammazzato anche dalla qualità di questo paese, della sua oligarchia, che lo corrompe e lo distrugge’.

 
&lt;p&gt;

Parole dure, ma – credo, necessarie, opportune. Che cosa ha fatto questo paese per Luca? Che cosa fa questo paese per i tanti ignoti e ignorati Luca? Qualche mese fa ho sostenuto, con altri malati di SLA, un lungo sciopero della fame, perché ancora oggi il nomenclatore non è stato aggiornato, e questi malati non hanno quell’assistenza di cui pure hanno diritto.

 
&lt;p&gt;

Luca venne escluso dal Comitato nazionale di bioetica voluta dal governo Berlusconi, e la cosa lo ferì. Non eravamo solo noi a volerlo. Fu escluso nonostante fosse riuscito a muovere e commuovere tante persone: scienziati, ricercatori, professori. Aveva l’appoggio di 100 premi Nobel, c’era un appello firmato da mille tra professori e scienziati, e decine di migliaia di persone lo hanno sostenuto con parole, denaro, opere, idee e speranze. Venne escluso e per lui fu un dolore, perché era convinto di dare un contributo importante.

 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E’ stato censurato a livello politico. Non gli hanno permesso di intervenire nella vita politica italiana.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Non a queste, ma alle precedenti elezioni regionali, il centrosinistra bloccò un accordo elettorale perché le liste radicali portavano il suo nome. Questi continui ‘rifiuti’ da una parte forse lo rafforzavano, dall’altra lo avranno senz’altro indebolito, colpito. Aveva deciso di fare da cavia, a Torino sperimentò l’autotrapianto di cellule staminali. Continuò a mettere tutto se stesso per la lotta di libertà di cura attiva e passiva e per la ricerca scientifica. Si è battuto per il referendum che doveva abolire la legge 40.

 

&lt;p&gt;
Ricordo tutto questo non per recriminare, piuttosto perché quello che è accaduto non deve accadere più. Ed è questo il mio, il nostro impegno. Per Luca, con Luca”.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/newsletter/view.php?id=156336&amp;numero=13572&amp;title=NOTIZIE%20RADICALI&quot;&gt;Notizie Radicali&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Eugenia Maria ROCCELLA: «Il presidente Fini dice cose non vere»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/05/19/eugenia-maria-roccella/%C2%ABil-presidente-fini-dice-cose-non-vere%C2%BB-intervista/391280"></link>
  <updated>2009-05-19T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391280</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Sottosegretario  Lavoro Salute e Politiche sociali (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Dove le vede Fini in Italia leggi orientate a precetti religiosi? Non ci sono».&lt;br /&gt;
 Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare, ha guidato nel governo la battaglia cattolica sul testamento biologico e ha la delega alle questioni bioetiche. 
Al presidente della Camera, che aveva proprio sulla legge di fine vita lanciato l`allarme sul rischio di Stato confessionale, dà l`alt.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quindi Fini sbaglia, sottosegretario Roccella?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Semplicemente dice una cosa non vera, nel senso che non ci sono norme orientate dalla fede, ma dal massimo di ragionevolezza e di condivisione.

Inoltre è il Parlamento che decide e la nostra democrazia ha tutti i meccanismi di garanzia».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In che senso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Chi non è d`accordo può chiedere il referendum. Gli elettori ad esempio, hanno punito i partiti che hanno avuto posizioni in cui il popolo italiano evidentemente non si è riconosciuto, come Rifondazione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;A lei non sembra che la legge 40 sulla fecondazione assistita o la discussione sul testamento biologico in Parlamento siano state modellate sui diktat del Vaticano?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Se avessimo fatto una legge sulla procreazione assistita orientata in base alla fede, semplicemente avremmo dovuto vietarla perché questa è la posizione della Chiesa cattolica.


Mentre quella legge si rivela lungimirante».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il ddl sul testamento biologico obbliga all`idratazione e alla nutrizione artificiale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non è un obbligo; non c`è la possibilità di rifiutare. D`altra parte non tutte le libertà possono declinarsi in un diritto. Si è liberi di suicidarsi ma non c`è un diritto al suicidio. Se sono temi in cui il dubbio deve prevalere sulle certezze allora bisogna ricorrere al principio di precauzione».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=M1Q66&quot;&gt;La Repubblica - (g.c.) &lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Ignazio Roberto Maria MARINO:  «L'arroganza della politica è una brutta malattia»  -  INTERVISTA [Antonio Guglielmino, Adriana Turriziani e Maurizio Marceca*]</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/04/29/ignazio-roberto-maria-marino/%C2%ABlarroganza-della-politica-%C3%A8-una-brutta-malattia%C2%BB-intervista-antonio-guglielmino-adriana-turriziani-e-maurizio-marceca/391101"></link>
  <updated>2009-04-29T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391101</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
I rapporti tra una politica considerata troppo invasiva e i temi etici resi cruciali dalla velocità del progresso scientifico. Le difficoltà della professione sanitaria oggi in una società multirazziale, piena di paure, che una parte della politica cavalca per imporre nuove figure. Come il medico-spia, obbligato a denunciare i clandestini, o addirittura il &quot;medico- assassino&quot;, colui che, varato il ddl Calabrò, deciderà di staccare il sondino a un malato terminale. La scarsità, la disomogeneità territoriale e l`assenza di fondi per gli hospice in un Paese come l`Italia che pure punta a protrarre artificialmente la vita finché possibile. All`Unità ne abbiamo discusso con Ignazio Marino, senatore del Pd e chirurgo; Antonino Guglielmino, ginecologo esperto in riproduzione assistita; Adriana Turriziani, radioterapista oncologa ed esponente della Società Cure Palliatine; Maurizio Marceca, medico epidemiologo e della Sanità pubblica.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;L`analisi di quattro tematiche - il biotestamento, la Legge 40, l`obbligo di denuncia dei clandestini per i medici, lo stato delle cure palliative - evidenzia un rapporto difficile tra politica e medicina. È davvero così?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

MARINO, «Esiste, ma non è un problema solo italiano. È oggettivo, legato allo sviluppo della scienza più rapido che nei secoli passati. Abbiamo impiegato centinaia di anni per definire la morte come cessazione del respiro, altri secoli per stabilire che invece è lo stop del battito cardiaco. Adesso si è morti con la cessazione irreversibile delle attività cerebrali. Ma è un dato molto recente, acquisito nel 1968. Il punto è che l`articolo 32 della Costituzione, che vieta trattamenti sanitari obbligatori, è stato scritto nel 1947 quando per il legislatore era scontato che le persone potessero a voce accettare o rifiutare una terapia. Basta considerare che il primo respiratore artificiale è arrivato solo nel `52 e i primi esperimenti sulla nutrizione artificiale sono degli anni `60. La velocità del progresso scientifico è superiore a quella di adeguamento del Parlamento e, forse, della società».

&lt;p&gt;
MARCECA: «Il tema dell`immigrazione è importante perché diventa cartina tornasole di come il sistema sanitario reagisce ai mutamenti sociali e si configura in grado di reagire ai bisogni diffusi. L`approccio della politica è enfatico, allarmistico, parcellizzato. Per i cittadini è difficile agire sul processo decisionale influenzato dalle lobby. Ancor più lo è per la comunità di immigrati, che in realtà ne comprende diverse centinaia. A mio avviso la politica guarda alla salute come a uno spazio di potere, un mercato. I temi nascono dal nulla e scompaiono nel nulla. Adesso c`è l`allarme per la febbre suina che durerà qualche giorno, mentre dimentichiamo la scarsità di organi per i trapianti, la carenza di emoderivati, l`assistenza domiciliare negata da molte regioni. Da epidemiologo mi preoccupo di comunicare i problemi della salute secondo il loro peso specifico.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;L`Italia nel modo in cui affronta questi temi può essere considerata un`anomalia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

MARINO: «Certi Paesi come l`Italia sono più lenti. Negli Usa il testamento biologico è stato affrontato in tempi diversi. La California ha scritto la prima normativa nel 1976, un terzo di secolo fa. Da noi non è così. Uno strumento come il respiratore artificiale è positivo perché può consentire a chi ha un trauma cranico di essere operato e tornare al- la vita di prima. A volte però il paziente finisce in un limbo senza possibilità di recupero e la legge non sa come intervenire. I medici lo saprebbero ma non possono perché un magistrato sarebbe obbligato a indagarli per omicidio volontario.

&lt;p&gt;
GUGLIELMINO: «In questi ultimi anni le bio-tecnologie hanno fatto enormi passi in avanti, velocemente: in Italia l`approccio che la politica ha nei confronti delle tematiche legate al progresso scientifico è di grande invadenza. Il nostro paese è arrivato al dibattito - che prima era re- legato alla sfera privata degli individui e che ora ha assunto contorni di carattere pubblico - in modo non adeguato. Non è un caso che in questi ultimi anni il tema della laicità dello Stato - che non è certo di oggi - sia tornato di attualità. Il punto è che non c`è un approccio laico».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Qual è il paese che da questo punto di vista è più attento quando si tratta di legiferare sui temi di inizio e fine vita?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

MARCECA : «È un paradosso che si debba guardare ad altri paesi. Alla fine degli anni Novanta è stata proprio l`Italia, con la legge Turco-Napolitano sull`immigrazione, ad essere un punto di riferimento per gli altri, equiparando gli stranieri residenti nel nostro Paese agli italiani.
&lt;p&gt;

TURRIZIANI: «L`Inghilterra e gli Stati Uniti hanno avuto una grande intuizione: investire nella formazione. Qui da noi ancora oggi tutto il personale impiegato negli hospice ha come unica formazione quella che deriva dal proprio curriculum personale. Non esistono corsi ad hoc e non c`è una distribuzione uniforme su tutto il territorio rendendo così effettiva una diseguaglianza».

&lt;p&gt;
MARINO: «Basta un esempio. Gli hospice sono 120: 103 sono al Nord, 17 al Sud. In Lombardia ce ne sono 50, in Sicilia, con una popolazione di 5 milioni di persone, ce ne sono 5. Il diritto alla salute sancito dalla Costituzione è evidentemente violato».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Come deve orientarsi il legislatore quando scrive una legge sui temi cosiddetti &quot;eticamente sensibili&quot;?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

GUGLIELMINO: «Sulla legge 40 come sul testamento biologico la politica dovrebbe avere un approccio &quot;leggero&quot;, dettare linee generali, non scrivere leggi ideologiche. Il testo sulla fecondazione assistita, che prevede l`obbligo di trattamento sanitario, è stata dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale. E evidente che il punto di partenza era sbagliato.

&lt;p&gt;
MARINO: «Credo sia giusto emanare leggi con poche norme chiare, ma dobbiamo tener presente che oggi, mentre parliamo, i reparti di terapia intensiva dei nostri ospedali sono pieni di pazienti non più in grado di decidere se continuare o meno le terapie. E già in questo momento un medico che decide di staccare il respiratore o interrompere l`alimentazione e l`idratazione artificiale ad un paziente in fin di vita, con metastasi diffuse in tutto il corpo, sedato per non farlo soffrire troppo, infrange la legge. Invece la legge dovrebbe dare la possibilità ad ognuno di noi di decidere cosa fare della propria vita in casi simili. Una normativa giusta deve permettere a chiunque quando è nel pieno delle proprie facoltà intellettive di potersi esprimere sul fine vita avendo la certezza che le sue volontà saranno rispettate».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Spesso si dice &quot;fare all`italiana&quot;: vale a dire interrompere l`alimentazione artificiale senza pubblicizzarlo. Quello che, in sostanza, è stato rimproverato al padre di Eluana Englaro: &quot;perché non se l`è portata a casa invece di creare questo putiferio?&quot;. Succede così anche negli hospice? Si fa ma non si dice?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;


TURRIZIANI: «Bisogna capire che chi arriva negli hospice è un paziente la cui evoluzione della malattia non possiamo contrastare. La morte arriverà: si tratta di mettere in campo un team in grado di attuare le scelte condivise tra medico e famiglia. La nutrizione viene adeguata e graduata rispetto al decorso della malattia. L`idratazione non viene sospesa anche  per veicolare i farmaci. Il problema per noi è che la politica non ci offre luoghi di formazione: non esiste un esame universitario per le cure palliative, non ci sono infermieri specializzati».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;È corretto dire che la desistenza terapeutica configura omicidio volontario?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

MARINO, «Il punto è che bisognerebbe avere un Parlamento che lavora in parallelo con il progresso della scienza. Il vero salto è stato quando con le tecnologie si è potuta protrarre l`esistenza in modo artificiale. Sospendere le terapie non è uccidere ma lasciare che il processo di morte naturale riprenda il suo corso. Sono decisioni da assumere in una vera alleanza con il paziente e, se non può esprimersi, con la famiglia. Non si può procedere come accade oggi nell`illegalità o facendo, appunto, le cose all`italiana».

&lt;p&gt;
TURRIZIANI: «Per noi una cartella clinica ben redatta è uno strumento di bordo. Ed è multidisciplinare. Io ci scrivo tutto quello che è utile per quel paziente».

&lt;p&gt;
MARINO: «Se il disegno di legge Calabrò verrà approvato, però, o la desistenza terapeutica non viene scritta in cartella o si verrà indagati per omicidio. Non colposo, volontario: come se si sparasse in testa a un cittadino».

&lt;p&gt;
GUGLIELMINO: «La vera stranezza del ddl Calabrò è che né il medico né il paziente potranno più intervenire su alcune aree. C`è un aspetto che va chiarito: nutrizione e idratazione artificiali sono terapie o no? Se lo sono non si possono somministrare contro la volontà del destinatario perché si viola la Costituzione. E a mio avviso lo sono: non si può pensare che un buco nello stomaco, praticato da un chirurgo per inserire un sondino, necessario per sopravvivere, non sia una forma di cura».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Arriviamo ai medici &quot;spia&quot;: non c`è  una contraddizione tra la paura di non riuscire a individuare malattie contagiose e, dall`altra parte, una norma che spinge alla clandestinità sanitaria?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

MARCECA: «La norma che impone la denuncia dei clandestini mostra come si mette in discussione il ruolo degli operatori della salute. Ai medici si chiede di denunciare persone che, dall`oggi al domani, diventano criminali. E assurdo creare dei &quot;clandestini sanitari&quot;. Solo l`effetto annuncio ha già prodotto ansia, paura, allontanamento dai servizi. Nessuno dice che in 13 anni questo sistema ha funzionato benissimo, e neppure la Bossi-Fini ha toccato norme che rispondono a esigenze di sanità pubblica. Anche se mi preoccupa l`approccio &quot;dagli all`untore&quot;. Le malattie non conoscono confini: riguardano la mobilità umana, non degli immigrati. Ricordo le sofferenze della comunità cinese ai tempi dell`aviaria: la nazionalità diventava elemento di discriminazione per persone che non tornavano in Oriente da anni. Temo che l`enfasi mediatica non aiuti il ragionamento bensì lo complichi».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;È in Parlamento la legge sulle cure palliative e la regolamentazione degli hospice a livello nazionale. C`è un`attenzione reale della politica in un paese dove l`obiettivo sembra essere l`allungamento della vita ad ogni costo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

TURRIZIANI: «Sarebbe auspicabile ascoltare chi ogni giorno piega la schiena sui pazienti. L`hospice non deve essere ultimo a livello di preparazione e formazione. Seguire malati terminali richiede grande competenza. Ed è enorme il significato sociale di queste strutture che assistono intere famiglie. Si va a morire, è vero, ma si vive fino alla fine. Bisogna promuovere un clima positivo, sostenerli culturalmente, evitare che  diventino solo dei letti. Mi auguro che il lavoro svolto in questi anni negli hospice attraverso l`ascolto dei pazienti e dei familiari, venga tenuto nella debita considerazione dal legislatore che dovrà scrivere delle norme al riguardo».

&lt;p&gt;
MARINO: «La competenza è cruciale. E stato un errore smembrare in due tronconi gli hospice e il biotestamento che per formazione e ricerca dovrebbero stare insieme. Poi, la Commissione Sanità non ha neppure audito gli oncologi».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;La politica riuscirà a dialogare e trovare un punto di sintesi che rappresenti la società civile sul testamento biologico? E il Partito Democratico raggiungerà infine una posizione chiara sui temi etici?».&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

MARINO: «Credo che serva un passo indietro rispetto all`arroganza attuale con cui si affrontano questi temi. Quanto al Pd: se non riesce a risolvere queste questioni con spirito maggioritario, discutendo al suo interno e votando sulla posizione da prendere, non avrà speranze. Scomparirà, fallirà: non può non dare risposte sui temi che scuotono le coscienze. Purtroppo oggi c`è una classe dirigente che fa riferimento ai due maggiori partiti che c`erano prima, che ragiona per quote e sta sempre a contarsi. Delle due l`una: o tutti costoro verranno spazzati via e si formerà un partito riformista, moderno, oppure sarà il Pd stesso ad essere spazzato via».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;In Senato, durante il dibattito sul testamento biologico, il Pdl ha applaudito Marcello Pera, intervenuto contro la legge. Poi, però, ha votato compatto per il si, malgrado dai sondaggi risulti che l`opinione pubblica vuole un testamento biologico vincolante. Perché la politica pensa di non dover rispondere di ciò che fa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

MARINO: «Questo è il problema centrale: ormai si viene eletti per indicazione del leader e non per le proprie convinzioni. Il 25 febbraio del 2009 la Commissione Giustizia del Senato ha inviato un parere alla Commissione Sanità in cui affermava che il testamento biologico deve essere giuridicamente vincolante. La Commissione Sanità ha dovuto prenderne atto, ma in aula è cambiato tutto. Gli stessi membri della Commissione hanno votato contro il valore vincolante del testamento. Di fatto non hanno espresso un convincimento personale ma hanno risposto ad un ordine di partito. Siamo di fronte alla corruzione della politica, messa sotto ricatto da chi decide le candidature dei singoli».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Alla luce di queste nuove leggi, la professione del medico sta diventando un mestiere pericoloso nel nostro Paese? Sta nascendo la figura del &quot;medico disobbediente&quot;?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

MARCECA: «Il nostro è da sempre un mestiere complesso, ma nel caso della denuncia degli immigrati si sono scatenati degli anticorpi che sembravano sopiti. La Federazione degli Ordini dei medici, gli psicologi e gli infermieri hanno reagito compatti per far cambiare una norma che va contro tutti i nostri principi deontologici. Credo sia necessario, però, che si crei una forte alleanza tra medico e società e che i medici ricomincino a rendere conto di quello che fanno in modo trasparente perché ormai la sanità sembra preda di una deriva economicistica».

&lt;p&gt;
GUGLIELMINO: «Quella del medico disobbediente è una posizione scomoda. I medici non possono essere costretti a compiere ogni giorno atti di &quot;microcriminalità&quot; perché la legge impedisce loro di fare il proprio mestiere secondo scienza e coscienza. È fondamentale alleggerire le norme garantendo la possibilità di fare questo mestiere senza essere costretti a scegliere tra il codice deontologico e la legge dello Stato».

&lt;p&gt;
_____________
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

NOTE&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


*rispettivamente, ginecologo esperto in riproduzione assistita, radioterapista oncologa ed esponente della Società Cure Palliative, medico epidemiologo.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=141108&quot;&gt;L’Unità  - Federica Fantozzi e Marzia Zegarelli&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Antonio POLITO: Bravo Fini, ma che si fa degli embrioni?</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/04/03/antonio-polito/bravo-fini-ma-che-si-fa-degli-embrioni/390858"></link>
  <updated>2009-04-03T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>390858</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Gianfranco Fini non ha perso l`occasione. Nella sua scalata alla leadership dell`opposizione si è preso ieri in un colpo solo la rivincita su fecondazione artificiale e bio-testamento. &lt;br /&gt;
Era cominciata proprio con la legge 40 la sua lunga marcia di allontanamento dalle posizioni della destra tradizionalista, sconcertando molti dei suoi stessi seguaci. &lt;br /&gt;
«La sentenza della Consulta - rileva ora - rende giustizia alle donne italiane». 
&lt;p&gt;Ma l`uscita del presidente della Camera non è solo retrospettiva: rilancia anche la sua battaglia laica di oggi, quella che l`ha portato a definire il biotestamento approvato al Senato come «una legge da Stato etico». Fini infatti aggiunge: «Mi sembra fin d`ora evidente che quando una legge si basa su dogmi di tipo etico-religioso, è sempre suscettibile di censure di costituzionalità, in ragione della laicità delle nostre istituzioni».&lt;br /&gt;
 E qui non è più alla legge 40 che si riferisce, ma a quella in cottura alla Camera sul testamento biologico: se è «evidente fin d`ora» che la Consulta la boccerà, meglio cambiarla. E curioso notare la differenza di toni tra il capo vero dell`opposizione, Fini, e il capo virtuale, Franceschini. &lt;br /&gt;
Mentre il primo può rivendicare una coerenza sulla fecondazione, il secondo invece votò quella legge, partecipando alla fronda cattolica nel centrosinistra. Ma mentre il mondo politico italiano si contende la Consulta, il dilemma centrale che la sentenza apre - per i medici, per le coppie, per la legge - e al quale solo il legislatore può dare risposta, resta senza risposte. Ci dispiace rompere le uova nel paniere, ma il problema è che si fa degli embrioni in più che la Corte consente ora di creare nel processo di fecondazione artificiale.
&lt;p&gt; Ricapitoliamo: la Consulta dice che si possono creare più di tre embrioni, presumibilmente per non creare disparità di trattamento tra le donne che ricorrono alla fecondazione in vitro, costringendone alcune a ripetuti trattamenti di stimolazione ormonale. Lo si deduce anche dalla norma che la Consulta ha aggiunto, lì dove ha stabilito che il reimpianto deve avvenire senza pregiudizi per la salute della donna.  &lt;br /&gt;
Bene: la norma era illogica e punitiva. Per tre ragioni: la prima è che quando il medico feconda degli ovociti non sa se e quanti di essi si feconderanno. La seconda è che se il primo tentativo fallisce, dovrà ricorrere a nuove stimolazioni che sarebbero invece evitabili. La terza è che la prescrizione di impiantare tutti gli ovociti fecondati accresce il rischio di gravidanze multiple, già alto in Italia. Ma se si producono più di tre embrioni, se ne deduce che il surplus - se ci passate l`orrendo termine - va o distrutto o crioconservato per un eventuale e successivo tentativo. Dalla ratio della sentenza si capisce che la Consulta propenda per la seconda soluzione: la crio-conservazione. Ma questa è vietata espressamente in altra parte della legge 40, parte sulla quale la Consulta non si è espressa perché non rilevante, cioè perché non attinente al processo nel corso del quale è stata sollevata l`eccezione di incostituzionalità. &lt;br /&gt;
Dunque abbiamo un classico «taglia e cuci» : la Consulta annulla degli articoli ma non ricostruisce una coerenza interna alla legge modificandone altri. A dimostrazione del fatto che non si può chiedere alla Corte costituzionale, e se è per questo neanche ai referendum, di sistemare leggi che solo il Parlamento può fare in modo organico e ragionevole. Da questo punto di vista, il difetto di coerenza è stavolta nel fronte cattolico. &lt;br /&gt;
La Chiesa, infatti, è contraria alla fecondazione artificiale in sé, e ha accettato la legge - influenzandone i contenuti - soltanto con la logica della limitazione del danno. Ma se si crede - come ha scritto ieri Giuliano Ferrara - che ogni figlio in provetta è «un atto tecnico di fabbricazione amorale della vita umana», è difficile poi discutere con lui e con chi la pensa come lui del «quantum di vita» amorale (sempre Ferrara), che va reimpiantato nella donna. 
&lt;p&gt;Molto più accorto è stato il commento dell`Osservatore Romano che, confermando una linea di prudenza fin qui dimostrata dalle gerarchie, si limita a osservare che “da selezione a scopo eugenetico degli embrioni e dei gameti”, e dunque qualsiasi «sperimentazione sull`embrione», restano vietati. &lt;br /&gt;
D`altra parte il fronte laico, e innanzitutto chi come Fini oggi lo guida, non può limitarsi a festeggiare la Consulta, ma ha il dovere di dire come adeguare la legge a quella sentenza senza toccare i punti che sembrano acquisiti in entrambi i campi, estremisti a parte. Soprattutto come farlo lasciando al medico, nel suo rapporto con la paziente, la decisione su singole scelte tecniche, come il numero degli embrioni, che non si possono determinare per legge. Più di usare la sentenza sulla legge 40 per combattere una battaglia sul bio-testamento, riproponendo lo schema di uno scellerato bipolarismo etico, sarebbe dunque più utile porre rimedio al problema che la Consulta ha aperto.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=LA20R&quot;&gt;Il Riformista - Antonio Polito&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Eugenia Maria ROCCELLA: «La legge 40 è salda. Basta propaganda»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/04/03/eugenia-maria-roccella/%C2%ABla-legge-40-%C3%A8-salda-basta-propaganda%C2%BB-intervista/390857"></link>
  <updated>2009-04-03T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>390857</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Sottosegretario  Lavoro Salute e Politiche sociali (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La sentenza della Consulta non smantella i principi della legge 40. E gli accenti di trionfo del suoi avversari sono una evidente forzatura. Si afferma che è stato eliminato il limite alla produzione degli embrioni. Ma, dal momento che - osserva all`indomani della sentenza della Consulta, il sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella – rimangono  in vigore gli altri punti della legge che ne vietano la crioconservazione e la soppressione, così come resta il divieto di ogni pratica eugenetica, e vige la prescrizione di produrre il numero di embrioni strettamente necessario, mi chiedo che cosa concretamente dovrebbe cambiare, da oggi, nella fecondazione assistita in Italia».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ma la Consulta ha pure affermato la incostituzionalità del limite dei tre embrioni.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


La sentenza va interpretata per quel che dice, alla lettera. E cioè si è detto che lo stabilire quanti embrioni produrre, è cosa che spetta al medico e non al legislatore; e che tutto va fatto nell`interesse della salute della donna. Dal momento però che come ho detto gli embrioni non possono essere né crioconservati né soppressi né selezionati, nella pratica non si comprende cosa venga modificato. Anche se capisco che la lettura che di questa sentenza è stata data, una lettura fortemente ideologizzata, può creare incertezza e confusione.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;C`è qualcosa che il ministero intende fare adesso?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza. Nel frattempo la legge 40 resta quella che è, e i centri devono continuare ad applicarla nella sua lettera e con prudenza. Ricordo che ad oggi restano in vigore le linee guida dell`ex ministro Turco, che contengono l`esplicito divieto di diagnosi prenatale sull`embrione.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Intanto state lavorando alle nuove linee guida.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


E’ ancora prematuro parlarne. E noto però che le linee guida dovranno attuare il decreto 151, cioè la direttiva europea che riguarda la pratica dei centri che conservano cellule e tessuti umani. Poiché ora anche i gameti rientrano fra i &quot;tessuti&quot; contemplati in questo testo, dovremo mettere in atto nuovi e maggiori controlli delle procedure.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Secondo lei in Italia è necessario un maggiore controllo dei centri che applicano la legge 40?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Più che di controllo parlerei di verifica. La direttiva europea comporterà criteri omogenei e validi per tutti da fare rispettare. Occorrerà stabilire anche elementi di tracciabilità statistica di ogni trattamento di fecondazione. Mi auguro che questo porterà a una maggiore trasparenza dei risultati, perché si possa dare alle donne informazioni precise su cosa ogni centro fa, e con quali percentuali di successo. Risulta infatti dalla Relazione sulla legge, appena presentata in Parlamento, che la pratica clinica fra i centri è molto difforme, se in alcuni la percentuale di gravidanze trigemellari è dello 0 per cento e in altri addirittura del 13. Occorre che le donne siano a conoscenza dei risultati degli istituti cui si rivolgono.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Sul tasso di gravidanze trigemine, più alto che in Europa, la legge è stata attaccata.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Bisogna leggere bene i dati e confrontarli. In Spagna, dove la percentuale dei parti plurimi appare più bassa, è elevatissimo il numero di aborti selettivi, cioè gli embrioni di troppo vengono soppressi. Invece, e pochi lo hanno segnalato, il tasso di sindrome di iperstimolazione ovarica in Italia è la metà di quello europeo. E questo è dovuto proprio al nostro limite della produzione di tre embrioni. In Gran Bretagna ci sono pazienti che producono anche 120 ovociti per ovulazione: ha idea di che quantità di ormoni occorra per questi risultati, e con quali ricadute sulla loro futura salute?&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Il coro degli attacchi non è venuto solo dai radicali o dalla sinistra. Anche il presidente della Camera Gianfranco Fini ha detto che la legge 40 è basata su dogmi di natura religiosa, e che «questa sentenza rende giustizia alle donne».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Temo che il presidente Fini sia caduto nello stesso equivoco in cui ieri sono caduti in molti. Intanto, perché la sentenza non ha introdotto alcuna modifica sostanziale alla legge. Poi, perché non è affatto in gioco la laicità, anche visto che la 40 non è una legge cattolica. E una legge invece contro cui c`è un attacco ideologico concentrico, e una propaganda massiccia. E questo anche dopo un referendum che ha visto il tasso di astensione più alto della storia della Repubblica. L`astensione, per un referendum, è peggio della sconfitta: significa che la domanda posta è stata ritenuta inutile dagli elettori. Pure, dal 2005 continua la battaglia, e i ricorsi: il fatto è che dietro questa legge stanno molti interessi economici. Credo insomma che Fini sia stato vittima di questa propaganda. Una «sentenza che rende giustizia alle donne»? Ma se la legge ha impedito quel commercio che oggi mette a rischio la salute delle giovani &quot;donatrici&quot; di ovociti. Che nell`Est, e non solo, vengono riempite di ormoni per una manciata di euro. La salute delle donne non si tutela permettendo tutto. Né obbedendo a quel desiderio di maternità a ogni costo che le rende esposte ai rischi di una medicina senza scrupoli.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=LA212&quot;&gt;Avvenire - Marina Corradi&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Gaetano Quagliariello: «Questa non è teocrazia. Gianfranco impari da Sarkò»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/04/03/gaetano-quagliariello/%C2%ABquesta-non-%C3%A8-teocrazia-gianfranco-impari-da-sark%C3%B2%C2%BB-intervista/390856"></link>
  <updated>2009-04-03T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>390856</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Fini impari la lezione di Sarkozy», dice Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo dei senatori del Pdl al Senato, di professione storico, convinto teocon, protagonista del dibattito parlamentare sul testamento biologico e fautore dell`astensione al referendum abrogativo della legge 40, proposto dai radicali.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E’ la seconda volta in una settimana che Fini attacca chi nel Pdl sarebbe responsabile di una posizione culturale e legislativa che, secondo lui, porterebbe allo Stato etico. Lei che risponde?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Che Fini ha un piccolo problema teorico».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E cioè?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Ieri sera sono stato a cena con lui presso la sua fondazione &quot;Fare futuro&quot; e gli ho regalato un libro».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Quale?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Libertà e cristianesimo&quot; di Alexis di Tocqueville. Chi conosce la storia del liberalismo e di come si è affermata l`idea stessa di democrazia, sa che entrambi sono nati come sviluppi del sentimento religioso. Che dei liberi legislatori tengano conto del sentimento religioso della popolazione e anche delle opinioni pubblicamente espresse dalle varie Chiese su temi di interesse pubblico, non vuol dire affatto trasformare la democrazia in teocrazia. Anzi, è vero il contrario basta leggere le pagine di Halevj sul liberalismo in Inghilterra».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E Fini che le ha detto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Che leggerà senz`altro quel libro e che poi ne discuteremo» .&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Alla fine dell`anno scorso la segreteria di Stato vaticana aveva ribattuto all`attacco di Fini contro «il silenzio» di Pio XII sulle leggi razziali,sottolineando che la responsabilità primaria fu del fascismo. Ieri il leader Udc Casini ha contestato Fini, ricordandogli che l`unica prova pratica di stato etico in Italia l`abbiamo avuta durante il regime fascista. Lo fa anche lei?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Casini ha usato una punta polemica di troppo. Io allargo il discorso e dico che il sentimento religioso è il sale della democrazia e dove, nel corso del XX secolo, non si è tenuto conto di questo, in quegli stessi paesi hanno attecchito regimi totalitari basati su una vera e propria religione dello Stato. Quelli sì che sono stati stati Stati etici, compreso il fascismo, naturalmente, come hanno dimostrato gli studi di Emilio Gentile».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ma a parte la lezione della storia, lei pensa che il sentimento religioso debba avere una positiva influenza anche oggi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Certamente; anzi questa influenza è tanto Più necessaria in una società multireligiosa, proprio per evitare la deriva di possibili guerre di religione. Lo ha chiaramente inteso il presidente francese Sarkozy che pure è l`erede della tradizione dello stato laico d`Oltralpe. Nell`importante discorso tenuto a Roma al Laterano, Sarkozy ha chiaramente indicato la necessità dell`apporto della visione religiosa alla costruzione dello spazio pubblico e quindi anche dello spazio legislativo».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Insomma, il discorso di Fini, sembra guardare al futuro, ma in realtà è un po` datato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Guardi in Francia i problemi di una società multietnica e multireligiosa li conoscono bene e proprio per questo hanno capito che il loro vecchio modello di laicità statalista non funziona più. Secondo me Fini deve ripassare la lezione di Sarkozy».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=LA2TO&quot;&gt;Corriere della Sera - Maria Antonietta Calabrò&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Emma BONINO: «E adesso va rivisto anche il biotestamento».</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/04/02/emma-bonino/%C2%ABe-adesso-va-rivisto-anche-il-biotestamento%C2%BB/390851"></link>
  <updated>2009-04-02T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>390851</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Me lo aspettavo? Bè, in questi anni la Corte costituzionale ci ha abituato a tutto, basti ricordare il giudizio sull`inammissibilità di alcuni referendum. Diciamo che ci speravo. Evidentemente c`è un giudice non solo a Berlino ma anche a Roma». &lt;br /&gt;
Nella dichiarazione alle agenzie Emma Bonino si è detta «molto soddisfatta» della pronuncia della Corte costituzionale. Ma quando risponde al telefono dal suo ufficio di vice presidente del Senato, parte da un altro punto.&lt;br /&gt;
 Dai «disastri che in cinque anni ha fatto questa legge», uno su tutti: «Aver favorito il turismo sanitario, costringendo le coppie che non potevano avere figli ad andare all`estero, naturalmente con la solita discriminazione tra i ricchi che possono e poveri che se lo sognano».
&lt;p&gt; Ma c`è anche un altro «guaio» creato dalla legge che adesso la Corte ha dichiarato in parte illegittima: «Visto l`obbligo di impiantare tutti e tre gli embrioni abbiamo assistito ad un grande aumento dei parti trigemellari, che non sono proprio semplici da gestire. Ecco, bene la Consulta ma queste cose ce le potevamo risparmiare».&lt;br /&gt;
 Durante la telefonata arriva l`annuncio del sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella, che parla di nuove linee guida in materia. «Già ripartono alla carica. No, io credo che la legge stia in piedi così com`è, sono solo state eliminate le parti più insostenibili come in questi anni ha spiegato anche la comunità scientifica. Non c`è alcun vuoto legislativo, visto che questa formula ormai viene usata per giustificare di tutto». Il riferimento, ovvio, è al testamento biologico.
&lt;p&gt; «Spero che la pronuncia della Corte costituzionale sulla legge 40 suggerisca una lettura più sobria del disegno di legge Calabrò. Finora ci siamo ridotti alla solita schermaglia parlamentare a prescindere dal merito». Dice la Bonino che, in sostanza, la questione è la stessa. E che gli articoli della Costituzione violati, secondo la Consulta, dalla legge sulla fecondazione sono gli stessi che, secondo i radicali, sarebbero calpestati dal disegno di legge sul testamento biologico. Il 2, il 13 e il 32 per gli esperti del ramo. &lt;br /&gt;
E cioè la libertà individuale e la tutela della salute come diritti inviolabili. &lt;br /&gt;
«Perché qui non parliamo di sanità o di scienza. Ma di libertà e quindi della possibilità di utilizzare o no le tecniche più  moderne». Sulla legge per la fecondazione assistita i Radicali promossero un referendum abrogativo che poi non raggiunse il quorum: «Avrebbe risparmiato a tante persone questi cinque annidi sofferenze. E ce l`avremmo fatta senza l`interventismo massiccio e organizzato della Chiesa, senza la scelta politica del cardinal Ruini che decise di puntare sull`astensionismo, contando sul fatto che il 25 per cento degli italiani comunque non va a votare». Tenterebbe la strada del referendum anche per la legge sul testamento biologico, se dovesse essere approvata?&lt;br /&gt;
 «Figuriamoci se da Radicale posso dirmi contraria al referendum. Ma in queste condizioni no, perché sarebbe una gara truccata. Anzi, per essere chiari, sarebbe una trappola». Cosa intende, Emma Bonino, per «queste condizioni»? «Deve essere restaurato un minimo di legalità negli spazi del dibattito, visto che quelli a disposizione delle critiche sono limitati. E poi i laici si  devono far sentire, devono organizzare una vera campagna di mobilitazione che coinvolga tutto il Paese. Per il momento, anche nel Pd, non ho sentito nessuno parlare di Piazza san Giovanni o di Circo Massimo. Eppure non parliamo di una sciocchezza qualsiasi ma, che diamine, della libertà personale». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=L9N3H&quot;&gt;Corriere della Sera - Lorenzo Salvia&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>DANIELA SBROLLINI: Fecondazione assistita. Torniamo ad essere un Paese Normale</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/04/02/daniela-sbrollini/fecondazione-assistita-torniamo-ad-essere-un-paese-normale/390850"></link>
  <updated>2009-04-02T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>390850</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La Corte Costituzionale ha bocciato in parte la legge 40 sulla fecondazione assistita approvata dal Governo Berlusconi e sottoposta a Referendum nelle giornate del 12 e 13 giugno 2005.

&lt;p&gt;
I giudici costituzionali hanno dichiarato l'illegittimità dell'articolo 14, comma 2 della norma, nel punto in cui prevede “un unico e contemporaneo impianto di embrioni” sino al limite dei tre.

&lt;p&gt;
L'on. Daniela Sbrollini, sensibile da tempo sul tema, non nasconde la sua soddisfazione per la decisione assunta dalla Corte: “la sentenza rende giustizia alle tante donne, alle coppie e alle associazioni che con molti di noi si erano battuti per difendere la laicità dello Stato, la libertà di scelta individuale e la libertà della donna di adottare decisioni delicate che riguardano il proprio corpo e la propria salute”.

&lt;p&gt;
Con questa decisione, continua la parlamentare vicentina del PD, “si ripristina il rispetto dei diritti della persona!”&lt;br /&gt;


“Finalmente possiamo tornare a sperare che si ponga fine ai troppi viaggi di turismo sanitario intrapresi in questi anni da molte coppie che trovavano in Paesi vicini speranze e cure adeguate”.

&lt;p&gt;
Questa sentenza a detta dell'On. Sbrollini, “dovrebbe far riflettere tutti, ed aiutare a comprendere la necessità di giungere ad un testo condiviso ed equilibrato su un tema che si presenta oggi nell'agenda politica italiana; faccio riferimento al testamento biologico! Mi auguro che questo aiuti tutti a riconsiderare decisioni assunte e di poter quindi modificare l'orribile testo licenziato dal Senato della Repubblica.”&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=774&quot;&gt;official web site - Partito Democratico Veneto&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Maria Antonietta FARINA COSCIONI: Fecondazione assistita. «Ora finiranno i viaggi della speranza all'estero»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/04/02/maria-antonietta-farina-coscioni/fecondazione-assistita-%C2%ABora-finiranno-i-viaggi-della-speranza-allestero%C2%BB-intervista/390849"></link>
  <updated>2009-04-02T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>390849</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Maria Antonietta Farina Coscioni, deputato Pd, come ha accolto la decisione della Consulta?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Il mio primo pensiero è andato a quelle coppie che già di per sé sono davanti a una scelta difficile nel ricorrere a una tecnica di fecondazione artificiale e che, dopo l’entrata in vigore della legge 40, invece di essere aiutate sono state punite e colpevolizzate. E, laddove è stato possibile, sono dovute emigrare all’estero per realizzare il loro sogno».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Lei crede che, dopo la decisione della Corte Costituzionale, si ridurrà il cosiddetto turismo della cicogna?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Non solo. Una conseguenza gravissima di questa legge è stato l’aumento notevole delle gravidanze e dei parti trigemini e quindi il pronunciamento sulla parte della legge che riguarda il numero di embrioni è molto importante e andrà a incidere su questi numeri».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Che cosa ha comportato tale aumento?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Sofferenze e stress fisici notevoli, prima di tutto. Con questa legge, l’aspirante madre era costretta a sottoporsi a numerosi tentativi, quindi a bombardamenti ormonali pesantissimi, con grave rischio per la sua salute. I pericoli, poi, crescevano durante la gravidanza perché avere in grembo più feti comporta maggiori problemi. Non ultime, conseguenze anche dal punto di vista della sostenibilità economica di tre figli quando se ne aspetta uno: e in tempi come questi, non è cosa da poco...».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Anche la fecondazione artificiale all’estero è piuttosto cara.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Infatti, la Fondazione Coscioni aveva messo in atto un’azione di soccorso civile proprio allo scopo di sostenere le coppie che dovevano affrontare tecniche costose».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Adesso, che cosa sarà della legge 40?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«E’ importante mettere mano a questa serie di norme, a una legge punitiva difesa in maniera acritica dal governo. Bisognerà farlo, tant’è vero che anche esponenti della maggioranza, come il presidente della Commissione Affari Sociali della Camera, Palumbo che, per inciso è medico ginecologo, dichiarano che non si può andare avanti così, perché i rischi per la salute delle donne sono gravi».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=L9MZI&quot;&gt;La Stampa  - D.Dan.&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Marco CAPPATO: Fecondazione assistita. Ora riforma della Legge 40. Il referendum del 2004 non e’ un ostacolo. Continueremo con i ricorsi giudiziari</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/04/02/marco-cappato/fecondazione-assistita-ora-riforma-della-legge-40-il-referendum-del-2004-non-e%E2%80%99-un-ostacolo-continueremo-con-i-ricorsi-giudiziari/390848"></link>
  <updated>2009-04-02T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>390848</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ora al Governo non resta che adeguarsi alla sentenza della Corte costituzionale, modificando radicalmente le linee guida al fine di togliere ogni incertezza giuridica per le donne che scelgono di affrontare i trattamenti di fecondazione assistita e per i medici che le assistono.

 
&lt;p&gt;

Oltre alle linee guida, è necessaria la riforma della legge 40, in particolare affinché la si smetta di lasciare marcire gli embrioni sovrannumerari nei congelatori e si rispetti pienamente la libera e responsabile scelta delle donne nell’accedere alle cure migliori e alla diagnosi pre-impianto. Il referendum del 2004 non è minimamente d’ostacolo alla riforma, avendo il Vaticano e il fronte clericale scelto di sottrarsi al confronto delle urne attraverso il sabotaggio dei referendum.

&lt;p&gt;
 

Come Radicali dell’Associazione Luca Coscioni proseguiremo e rafforzeremo la strada dei ricorsi giudiziari per difendere il diritto alla salute dei singoli e ulteriormente svuotare di efficacia pratica i dispositivi anticostituzionali della legge 40.

 &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=140068&quot;&gt;official web site - Radicali Italiani&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Anna FINOCCHIARO: Legge sul testamento biologico. «Consegnano il nostro corpo al potere dello Stato»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/03/27/anna-finocchiaro/legge-sul-testamento-biologico-%C2%ABconsegnano-il-nostro-corpo-al-potere-dello-stato%C2%BB-intervista/390811"></link>
  <updated>2009-03-27T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>390811</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Emma Bonino entra nella sua stanza subito dopo il voto finale. I complimenti perle dichiarazioni in Aula e un ringraziamento reciproco per la lealtà con cui è stata condotta questa battaglia. Anna Finocchiaro saluta e poi si dirige verso l`aeroporto di Fiumicino per tornare a Catania. «E stata una settimana faticosa». Non solo per il dibattito in aula con una maggioranza chiusa a riccio. Anche per le fibrillazioni nel Pd, tra gli ex popolari e tra i cattolici e i laici. «Questa sì è una battaglia che abbiamo vinto tutti: il confronto ci ha fatto fare un passo avanti, il Pd ha fatto un passo avanti». Il ddl, invece, «è un imbroglio».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Partiamo dal ddl: perché è un tradimento?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Perché tradisce prima di tutto il suo stesso titolo, &quot;disposizioni in materia di dichiarazioni di volontà anticipate&quot;. In realtà la volontà dei soggetti in ordine ai trattamenti sanitari che verranno praticati sul loro corpo, nel momento in cui non saranno più in grado di intendere e volere, non avrà alcun valore vincolante e potrà essere disattesa.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Che cosa ha indotto il Pdl a chiudere ogni possibilità di dialogo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Non credo che avessero mai avuto intenzione di dialogare con noi. Ciò che si è scontrato non è una diversa opinione su alimentazione e idratazione, per intenderci. Si sono scontrate due diverse concezioni del rapporto tra l`autorità dello Stato e la libertà degli individui. Quando Aldo Moro scrisse l`articolo 32 della Costituzione, &quot;nessuno può essere sottoposto a trattamento sanitario contro la propria volontà&quot; aveva ben presente - uscendo da un regime totalitario e temendo quello che stava accadendo in altre parti del mondo - che il rapporto tra libertà dell`individuo e l`inviolabilità del proprio corpo da parte dello Stato andava tutelato a tutti i costi. Il Ddl Calabrò va nella direzione opposta: il corpo viene travolto dal potere dello Stato e c`è in questo una straordinaria violenza.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Secondo alcuni cattolici del Pd, il Pdl si vuole accreditare Oltretevere come unico interlocutore politico. Ipotesi fondata?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Probabilmente sì, ma lo ritengo un tentativo imperfetto perché è grossolano e strumentale.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ma è evidente che il dibattito sul testamento ha creato fibrillazioni anche nei cattolici Pd. Sanno che la maggioranza userà strumentalmente il loro voto contrario.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Questa è stata una delle prove più impegnative per il Pd in questo ultimo anno e mezzo. A parte il voto favorevole di due senatori che sin dall`inizio avevano annunciato la loro posizione, il Pd ha espresso un &quot;no&quot; compatto al Ddl. Ci siamo arrivati perché abbiamo avuto la capacità di incontraci in una discussione vera, anche molto aspra.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Come le due ultime riunioni del gruppo al Senato dove c`è stata una frattura con alcuni ex popolari?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Mi riferisco a due annidi discussioni durante i quali io per prima ho imparato una cosa importantissima: mi sono imbattuta nel dubbio, l`unico alleato che può avere chi fa il nostro mestiere e si occupa di queste materie.  Noi ci siamo dati un obiettivo: difendere la libertà degli individui dall`invasione dello Stato, abbiamo voluto garantire la libertà di disporre se essere accompagnati alla morte fino all`ultimo momento con il supporto di tutti i presidi medici oppure di poter morire naturalmente.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Secondo Tonini il Pd dovrebbe difendere di più i cattolici per il lavoro che hanno svolto.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


I cattolici sono il Pd con lo stesso titolo e la stessa dignità degli altri, non hanno bisogno di essere difesi.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Allora perché ci sono state tensioni?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Sono tre anni che ci sono tensioni, tra i cattolici come tra i laici, ammesso che questa possa essere una distinzione che ha un senso. Non ci porta da nessuna parte fare polemiche di questo tipo. E inevitabile se si affrontano temi etici avere posizioni di partenza anche diverse.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;L&quot;`orientamento prevalente&quot; è stato più sopportato che accettato. Non teme conseguenze?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Noi oggi abbiamo raggiunto un punto di massima soddisfazione per tutti, ne sono convinta. Un pezzo dell`identità politica del Pd si è compiuta perché c`eravamo tutti, eravamo tutti li. Chi ci avrebbe scommesso qualche tempo fa?&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Lei oggi in Aula ha fatto un riferimento alla Legge 40, un`altra legge in difesa della vita, come la definì il centrodestra. Come si concilia con il Ddl Calabrò?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Non si concilia, è di segno opposto. In quella legge hanno stabilito che la vita non può essere manipolata per evitare malattie o malformazioni e oggi vogliono manipolare la morte. Qual è il senso?&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Se lo aspettava l`intervento di Marcello Pera?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Sapevo che era contrario a legiferare in questa materia, non mi aspettavo però un suo intervento. Ha anche spiegato a Calabrò perché quel testo è incostituzionale. È stato il discorso di un uomo cha fatto lo sforzo di andare al fondo delle cose. Che bellezza.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Maurizio Gasparri vi ha accusato di andare verso una deriva eutanasica.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


In Aula l`ho detto con molta chiarezza: il Pd è contro l`eutanasia. Gasparri fa propaganda politica, che possiamo farci? Non si può far sparire con la bacchetta magica, ce lo dobbiamo tenere.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Emma Bonino invita alla disobbedienza civile. Lei è d`accordo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Le forme di iniziativa politica dei radicali non sempre coincidono con le nostre, ma devo dire che in questa battaglia sono stati compagni leali e affidabili, ciascuno nel proprio campo, ma uniti da un grande rispetto per la Costituzione, la libertà e la dignità umana.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Torna in auge la moratoria sul testamento?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Oggi la invoco a maggior ragione. Questo è un pessimo testo di legge.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Secondo lei Berlusconi accetterebbe uno stop dopo la pedalata senza sosta al Senato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


In questi giorni, dalla stessa maggioranza, sono venuti gli inviti a riflettere. Lo stesso Quagliariello non mi sembrava molto soddisfatto del lavoro fatto.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=L7GB4&quot;&gt;l'Unità - Maria Zegarelli&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Paola BINETTI: «Se vince la linea di Marino la convivenza nel Pd diventa impossibile»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/02/17/paola-binetti/%C2%ABse-vince-la-linea-di-marino-la-convivenza-nel-pd-diventa-impossibile%C2%BB-intervista/388789"></link>
  <updated>2009-02-17T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388789</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Quell`ovazione a Ignazio Marino al convegno organizzato da Radio radicale, quella singolare convergenza tra il senatore del Pd e gli sponsor della posizione più spinta verso l`eutanasia, ecco, non fa che confermare tutta una serie di preoccupazioni».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Quali, onorevole Paola Binetti, paladina dei teodem?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«La sensazione è che l`evoluzione del pensiero di Marino costituisca un`apertura reale proprio all`eutanasia».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Non sarà un`esagerazione? Ha solo annunciato il referendum se diventerà legge il ddl del centrodestra sul testamento biologico.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


 «Quella proposta di legge è perfettibile, ma io come altri democratici del Pd la sosterremo perché sancisce il principio di indisponibilità della vita, esprime un no tondo all`eutanasia in tutte le sue forme, qualifica l`interruzione dell`alimentazione come causa di morte». &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Voterete sì, insomma?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Sarà approvata dalla maggioranza del Parlamento e anche solo per questo merita il suo spazio e il suo tempo di sperimentazione. Minacciare il referendum vuol dire essere indisponibili al dialogo. Del resto, l`esperienza dimostra che col quorum in Italia non si va lontano. Sconsiglierei al collega di imbarcarsi in una nuova campagna referendaria. Ricordi come andò nel 2005 con la legge 40, in difesa della quale mi sono spesa in prima persona per l`astensione. La verità è che siamo ancora scossi dall`accelerazione volontaria della morte di Eluana».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Pensa anche lei che sia stata una morte indotta?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


 «Con la somministrazione di sedativi per ridurre una sofferenza che c`era, hanno di fatto anticipato intenzionalmente la morte. Si è trattato di una forma di suicidio assistito».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Condivide l`accusa lanciata in aula da Quagliarello?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«No, lui ha dichiarato che Eluana è stata ammazzata. Io parlo di suicidio assistito. E molti di noi, in linea con la tradizione cristiana, abbiamo diritto di gridare il nostro no a tutto questo».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Eravate pronti a votare il ddl Berlusconi per l`alimentazione?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


 «Lo avremmo votato, certo. Siamo arrivati troppo tardi, purtroppo».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
E la sostituzione di Marino con Dorina Bianchi capogruppo Pd in commissione Sanità al Senato come l`ha giudicata?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Due pesi e due misure, in questo Pd. Sorprende che si sia pretesa una dichiarazione di equidistanza da Dorina che pure non è firmataria di alcun ddl, che si è espressa più volte in favore della vita, che è stata relatrice della legge 40. Mentre al senatore Marino, che pure ha portato avanti a spada tratta una proposta di parte, non è mai stata chiesta alcuna garanzia di imparzialità. Dispiace, quasi ci sia una certa diffidenza nei nostri confronti».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Onorevole, ma anche Ignazio Marino è un cattolico.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Questo lo saprà solo il Signore. Contano i fatti. E conta la rappresentazione culturale di una posizione. Noi diciamo che la vita costituisce un bene non disponibile».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
 Anche lui, da medico, si schiera in difesa della dignità della vita e chiede che il paziente sia libero di scegliere.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


 «Parla da chirurgo. Io, da psichiatra, so per certo che il paziente chiede solo di essere aiutato a misurarsi col dolore. La sua volontà poi è mutevole a seconda della situazione».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ma voi e laici come Marino potete ancora convivere nel Pd?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Tutti sapevamo che il Pd nasceva da culture, anime diverse. Stiamo provando a resistere con la maggiore lealtà e schiettezza possibile, lo faremo fin dove si potrà arrivare. Laddove non dovesse essere più possibile, se i dirigenti riconosceranno che non ci saranno più spazi per la convivenza, allora ognuno andrà per la propria strada».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E’ un messaggio al segretario Veltroni?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


 «A lui chiediamo, fin tanto che sarà il leader, pari dignità. Che il Pd sappia garantire davvero, non solo la sacrosanta libertà di voto, ma il rispetto delle diverse posizioni culturali. Tengano in debito conto il fatto che un giovane come Matteo Renzi, vicino a valori cristiani e moderati, abbia vinto le primarie del Pd nella rossa Firenze».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KSTNX&quot;&gt;La Repubblica - Carmelo Lopapa&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Ignazio Roberto Maria MARINO:  Testamento biologico. «Ma io resto ancora in trincea. Occorrerà parlare negli ospedali».  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/02/13/ignazio-roberto-maria-marino/testamento-biologico-%C2%ABma-io-resto-ancora-in-trincea-occorrer%C3%A0-parlare-negli-ospedali%C2%BB-intervista/388742"></link>
  <updated>2009-02-13T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388742</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Professore tenga duro», «vada avanti così», «noi siamo con lei». I piazza Santi Apostoli, vicino al palco del Pd, è tutto uno stringersi intorno a Ignazio Marino. Due sacerdoti e alcune suore si fanno avanti per ringraziarlo «del suo impegno». In serata l'ultimo grazie arriva via mail da una monaca del Veneto. La giornata è trascorsa tutta così, telefonate, mail e strette di mano, dopo che &quot;Repubblica&quot; ha dato notizia dell'avvicendamento in commissione Sanità.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Senatore Marino, i laici del Pd ora temono che la sua sostituzione possa modificare la linea sul fine vita.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«In questo momento è importante mettere da parte le polemiche. Mobilitiamoci, creiamo un grande movimento popolare, scuotiamo i cittadini italiani, avvertiamoli del rischio enorme che stanno correndo con il ddl del centrodestra sul testamento biologico che porta alla burocratizzazione della morte. E' su questo che mi attendo un grande sostegno dal Pd, sensibilizziamo circoli, piazze, ospedali in tutta Italia. Diversamente, medici e pazienti si troveranno di fronte a un disastro compiuto. Questa è davvero la missione di un partito che ha l'ambizione di essere riformista e di governo».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;A sentire il segretario Veltroni la linea resterà quella laica.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

 «Mi sento molto garantito. Dalla lettera del segretario, ancora prima lo ero dal sostegno del capigruppo Finocchiaro, che già nel 2006 era dalla mia parte quando presentai per la prima volta il ddl sul testamento bilogico, ripresentato nel 2008 e firmato da un terzo dell'intero Senato. La leadership del partito l'ho sempre sentita vicina».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Lei è considerato da molti suoi colleghi senatori e medici e da molti cittadini un paladino della libertà di scelta sul fine vita. Che ne sarà adesso delle sue battaglie?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Conta il lavoro fatto finora e quello che porterò avanti con gli emendamenti correttivi al testo della maggioranza, per i quali mi batterò senza risparmio. Ci sono troppi aspetti inaccettabili in quella legge. Resto in commissione, anche se non da capogruppo, e svolgerò un lavoro intellettuale e meno burocratico. Da ottobre guido anche la commissione di inchiesta sul Servizio sanitario, non potevo conciliare i due impegni».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;D'accordo, ma Dorina Bianchi, che prende il suo posto, ha votato in commissione il ddl Berlusconi su Eluana, ha manifestato un certo apprezzamento per la proposta del Pdl ed è stata relatrice della legge 40. Sui blog, compreso il suo, piovono lettere di protesta.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Ne ho parlato a lungo con la capogruppo Finocchiaro, sono convinto che la linea sarà quella che ci ha contraddistinto in questi due anni e mezzo. Il resto sono logiche interne, da vecchio partito».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Lei è un cattolico. Come giudica il ruolo svolto dalla Chiesa in questi delicati passaggi, dalla vicinanza al governo su Eluana alla &quot;benedizione&quot; del ddl della maggioranza sul fine vita?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«La Chiesa ha preso una posizione molto netta, critiche al capo dello Stato, apprezzamenti al premier. I vescovi hanno un compito assai gravoso, quello di illuminare e formare le coscienze dei credenti. Ma chi lavora per uno Stato laico deve preoccuparsi di tutti i cittadini, credenti e non credenti».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KRFU5&quot;&gt;La Repubblica - Carmelo Lopapa&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Emma BONINO: Testamento biologico. &quot;Il Pd ha scelto di non scegliere. E ha perso&quot;  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/02/12/emma-bonino/testamento-biologico-il-pd-ha-scelto-di-non-scegliere-e-ha-perso-intervista/388725"></link>
  <updated>2009-02-12T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388725</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Mentre il Pdl scatena l`ambaradam mediatico imboccando la via della «prevaricazione tra individui imposta per forza di legge», il Pd che fa? «Sceglie di non scegliere» e si perde nell`«orientamento prevalente». Emma Bonino, leader radicale e vicepresidente del Senato riflette su quanto accaduto e muove una critica molto dura anche al suo partito. &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;La mozione del Pdl approvata in Senato sembrerebbe chiudere Il dibattito, peraltro già viziato, sulla prossima legge sul testamento biologico. È così o i margini di manovra per fare una buona legge ci sono ancora?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


La mozione del Pdl è un pessimo viatico per una legge per il testamento biologico mentre è utile per una legge contro. In questo sono d`accordo con il Professor Veronesi: meglio nessuna legge che una &quot;cattiva&quot; legge, vale a dire una legge che è anticostituzionale perché toglie la libertà di scelta alle persone. &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Anche la mozione dei Pd, come quella maggioranza, partiva da un assunto che per molti scienziati è un falso ideologico e cioè che la nutrizione e l`idratazione artificiali non siano terapie mediche. Il Pd Inoltre aveva anche deciso di non fare ostruzionismo per evitare, dicono, la &quot;contrapposizione frontale&quot; tra le due opposte posizioni. Perché il Pd ha scelto di schiacciarsi sulla linea dei cattolici oltranzisti e perché la voce dei radicali non trova orecchie dentro il partito?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


Penso che un partito politico deve assumere delle posizioni chiare per rispetto, tra l`altro, dei propri elettori, ovviamente consentendo sempre il dissenso che impropriamente viene denominato la libertà di coscienza, come se la coscienza ce l`avesse solo chi dissente. Il problema è che il Pd ha scelto di non scegliere fino all`ultimo, demandando ai gruppi parlamentari di individuare l`«orientamento prevalente». Che questo approccio fosse poco lungimirante abbiamo cercato di dirlo da mesi, chiedendo non solo che si votasse all`interno del gruppo, ma che se ne facesse una grande campagna nel Paese, magari convocando un Circo Massimo per la libertà e la laicità. Invece, il  Pd si è trovato impreparato e frastornato dall`iniziativa dirompente di Berlusconi. Eppure, viste le iniziative dei gruppi parlamentari Pdl sin da luglio ricordate quando vollero che Camera e Senato sollevassero un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato? -, poi quelle del ministro Sacconi e di Eugenia Roccella, poi le dichiarazioni sempre più invadenti e pressanti delle gerarchie ecclesiastiche e infine una discesa in campo di Berlusconi con l`ambaradam mediatico che ne è conseguito: tutto ampiamente prevedibile. Perché non ci hanno ascoltati? Buona domanda da rivolgere a Veltroni.&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Nelle prime formulazioni dei ddl sul testamento biologico Il Pdl era stato meno schiacciato sulle posizioni Vaticane. Nelle ultime settimane tutto è cambiato, perché?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


 Infatti la &quot;proposta Tommasini&quot; era diversa, e molto. Da tempo alcuni preparavano il terreno, ma tutto è davvero cambiato quando è intervenuto Berlusconi che però della faccenda non si è mai occupato sul serio. Non sono brava nelle dietrologie, anche se dubito che il Presidente del Consiglio sia dettato da profondissima convinzione. C`è chi parla dell`uso del corpo di Eluana per ridisegnare un nuovo equilibrio dei poteri nel nostro paese. Inoltre se fosse passato il ddl avrebbe dimostrato che poteva fare approvare qualsiasi legge in quattro giorni. &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;I radicali pongono giustamente il problema di disciplinare l`eutanasia, ma come se non fossero in Italia e in questo contesto politico. E qualcuno, da sinistra, critica anche l`eccessivo accento che voi ponete sulla libertà individuale dei cittadini senza invece soffermarsi di più sul vincoli di relazione tra individui e su quelli terapeutici. Cosa risponde a queste critiche.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

Che sono campate in aria. Se io decido di non volere il sondino naso-gastrico, in che cosa porrei l`accento eccessivo sulla libertà individuale? Mentre mi sembra che dire «tu non potrai mai togliertelo» sia una prevaricazione insopportabile tra individui, appunto. Una prevaricazione, poi, imposta per forza di legge, il che inevitabilmente íntroduce elementi di uno Stato etico e non laico. Quanto all`eutanasia, ci è capitato spesso di sostenere e promuovere diritti civili in grande sintonia con l`opinione pubblica, ma quasi sempre considerati  dalla classe politica «fuori tempo o contesto». Capitò lo stesso per il divorzio e la lotta contro l`aborto clandestino... &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Fecondazione artificiale, ricerca sulle staminali, e ora l`attacco alle libertà di cura e terapia. La destra si muove sempre più nell`ambito della bio-pontificia e ormai si fa sempre più possibile un nuovo, e stavolta vincente, attacco alla legge sull`aborto. Lei cosa ne pensa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


 Penso che se con i radicali non si ricrea d`urgenza nel paese una grande determinazione e mobilitazione &quot;laica&quot;, ma tutto si lascia alle schermaglie parlamentari, beh, i numeri avranno la meglio, ovviamente. Appunto come accaduto per la legge 40 e come rischia di accadere per il testamento biologico... &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Come ha vissuto dal Senato l`attacco di Silvio Berlusconi al Capo dello Stato e il brutto spettacolo che l`Aula ha offerto all`Italia la sera in cui è morta Eluana Englaro? Pensa che la crisi istituzionale sia superata o siamo solo all`inizio?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


Beh, sentire in Aula, nell`ambito delle dichiarazioni di voto, la frase finale pronunciata dal vicepresidente dei senatori PdI Quagliarello, è stata una cosa da non credersi, da rimanere gelati. Per fortuna Anna Finocchiaro ha avuto la capacità di interpretare lo sdegno un po` di tutti. Poi, quando si è riconvocata l`assemblea, dopo l`interruzione, l`imbarazzo mi sembrava palpabile anche a destra. E stato il tentativo di creare un precedente in base al quale l`esecutivo può fare a meno dei pesi e contrappesi previsti dallo Stato di diritto scavalcando altri poteri autonomi dello Stato. Un colpo ulteriore ad un sistema italiano lontano dallo stato di diritto, compiutamente partitocratrico da tempo, troppo tempo. &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Sabato prossimo lei sarà presente al convegno organizzato dai radicali per riflettere su questi ultimi giorni e sul testamento biologico. Quale lezione bisogna trarre dalle ultime vicende?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


In questi anni - mi riferisco anche ai casi di Luca Coscioni, Piergiorgio Welby e Giovanni Nuvoli - siamo stati investiti da una manipolazione politicamediatica incredibile dove, appunto, la politica manipola i media e viceversa, Parlo di mistificazioni estreme, da Berlusconi quando dice che Eluana avrebbe potuto partorire, a quelle più sottotraccia, con falsi scoop, falsi miracoli, falsi pentiti a reti unificate. Ma, in previsione dei dibattiti e del voto alla Camera e al Senato, credo fondamentale che si capisca chiaramente una cosa: che l`informazione lottizzata e manipolata è una peste per ogni paese democratico; che l`opinione libera dei cittadini si forma con il contraddittorio, e la si affossa con il &quot;lavaggio del cervello&quot; a senso unico del monopartito Raiset. Per questo con esperti della comunicazione, scienziati, medici, cercheremo di analizzare «verità e menzogne, sotto il dominio violento della partitocrazia». 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KR0O3&quot;&gt;Il Manifesto - Eleonora Martini&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Marco CAPPATO: Se Sacconi vuole occuparsi di disabili, liberi la ricerca sulle embrionali invece di accanirsi contro il corpo Eluana</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/24/marco-cappato/se-sacconi-vuole-occuparsi-di-disabili-liberi-la-ricerca-sulle-embrionali-invece-di-accanirsi-contro-il-corpo-eluana/388399"></link>
  <updated>2009-01-24T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388399</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il monopolio Rai-Mediaset ci aveva raccontato che la ricerca sulle cellule staminali embrionali era ormai inutile e superata. La Food and Drug Administration degli Stati Uniti invece ha dato il via alla sperimentazione su dieci persone paraplegiche proprio con l’utilizzo di staminali embrionali.

 
&lt;p&gt;

Ogni giorno che passa nel nostro Paese senza che si investa su questo tipo di ricerca è un giorno di ritardo nella strada lunga e difficile per la scoperta di cure.

 
&lt;p&gt;

Il Ministro Sacconi, che da settimane invoca abusivamente i diritti delle persone disabili per meglio negare a Eluana Englaro il diritto costituzionale a interrompere le cure, e il Premier Berlusconi, che dice di volere l’allungamento della vita (si spera anche di quella degli altri), farebbero bene a prendere a modello ciò che accade negli USA e le decisioni di Obama.

 

&lt;p&gt;
In particolare, la ricerca sulle staminali sarebbe possibile anche in Italia, visto che la legge 40 vieta sì la distruzione di embrioni a fini di ricerca, ma non la ricerca su linee cellulari embrionali già estratte all’estero. Purtroppo, questa ricerca in Italia è bloccata sul piano dei finanziamenti a causa del boicottaggio messo in atto dal fondamentalismo Vaticano e dal regime clericale trasversale che ad esso obbedisce.

 
&lt;p&gt;
Basterebbe un Ministro della Salute laico per liberare la ricerca anche in Italia. Per questo abbiamo invitato Sacconi a partecipare al Congresso Mondiale per la libertà di ricerca, che si terrà dal 5 al 7 marzo a Bruxelles. Ministro Sacconi: se si vuole occupare di disabili, liberi la ricerca invece di accanirsi contro il corpo di Eluana e di minacciare chi vuole rispettarne i diritti.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=135890&quot;&gt;radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Donatella PORETTI: Pasticcio embrioni abbandonati: la ricerca scientifica secondo i Governi Berlusconi; dal 2004 ad oggi, l'involuzione continua?</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/12/donatella-poretti/pasticcio-embrioni-abbandonati-la-ricerca-scientifica-secondo-i-governi-berlusconi-dal-2004-ad-oggi-linvoluzione-continua/388140"></link>
  <updated>2009-01-12T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388140</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Nel 2004 pochi mesi dopo l'approvazione della legge 40 in materia di procreazione medicalmente assistita, il Governo Berlusconi emanava un decreto che &quot;considerata la necessita' di attivare studi e ricerche sulle tecniche di crioconservazione&quot; stabiliva come gli embrioni prodotti prima della sua entrata in vigore venivano giuridicamente riconosciuti come abbandonati per esplicita autorizzazione della donna o della coppia o per impossibilita' da parte del centro di fecondazione di contattare la donna o la coppia. Questi, dopo un censimento realizzato dall'Istituto Superiore della Sanita', dovevano essere inviati all'Ospedale Maggiore di Milano perche' fossero crioconservati e destinati alla ricerca.

&lt;p&gt;
Oggi, a distanza di 5 anni e con un nuovo Governo Berlusconi, si sta prefigurando un nuovo destino per questi embrioni?

&lt;p&gt;
Di sicuro c'e' un decreto non applicato se non nello sperpero di denaro pubblico, e ci sono annunci del sottosegretario all'Etica Eugenia Roccella di non voler tener conto del decreto in vigore, schierandosi per una soluzione alternativa come quella della possibile loro adottabilita'. E la ricerca scientifica?


&lt;p&gt;
Attualmente la neccesita' della ricerca e' passata in secondo piano e il decreto ha avuto applicazione solo per elargire i finanziamenti previsti. 50 mila euro ricevuti dall'Istituto Superiore della Sanita' per realizzare il censimento di 2.527 embrioni abbandonati e 400 mila euro a favore dell'Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico &quot;Ospedale Maggiore&quot; di Milano, cosi' rendicontati nel 2005: 230 mila per la creazione dell’area di criobiologia, 96 mila per spese di materiale e software e 74 mila per spese di personale.


&lt;p&gt;
Ecco perche' con il senatore Marco Perduca abbiamo depositato una nuova interrogazione parlamentare al ministro del Lavoro Salute e Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, per sapere:

&lt;p&gt;
- quali provvedimenti intenda prendere nei confronti del sottosegretario Eugenia Roccella, che dichiara di non tenere conto del Decreto del 4 Agosto 2004, che prevede un consenso scritto o tacito per l'abbandono degli embrioni da parte della coppia, ed inoltre ne configura giuridicamente l’utilizzo, e che preannuncia la volonta' di non voler dar seguito al decreto stesso;

&lt;p&gt;
- come mai in violazione di legge non e' stato attuato il trasferimento presso l’Ospedale Maggiore di Milano, degli embrioni prodotti prima del 2004, per cui risulta conclusa la fase del censimento;

&lt;p&gt;
- per quali motivi non viene emanato il provvedimento tecnico che definisca le modalita' di trasferimento degli embrioni abbandonati presso il centro di Raccolta di Milano;

&lt;p&gt;
- il materiale acquistato e il personale assunto con denaro pubblico nel rispetto e applicazione di legge dall'Ospedale Maggiore di Milano, se attualmente non viene utilizzato per i fini previsti dal decreto, per quali altri compiti e' utilizzato, e con che tipo di contratto il personale sia stato assunto nel 2004, con quali soldi venga retribuito e quali mansioni svolga attualmente;

&lt;p&gt;
- se il Governo e' consapevole che da oltre 4 anni gli embrioni abbandonati sono crioconservati presso i centri di procreazione a spese dei centri medesimi, e se intenda prevedere un rimborso;

&lt;p&gt;
- gli embrioni abbandonati destinati per decreto del 4 agosto 2004 all’attivazione di &quot;studi e ricerche sulle tecniche di crioconservazione&quot;, da quale data potranno essere disponibili e se si prevede anche l’utilizzo su richiesta di laboratori al di fuori dell’Ospedale Maggiore di Milano.

&lt;p&gt;

A questo link il testo integrale dell'interrogazione: http://blog.donatellaporetti.it/?p=422&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;



A questo link la prima interrogazione a cui ha gia' risposto il sottosegretario Fazio:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


http://blog.donatellaporetti.it/?p=334 &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=134985&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
</feed>
