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  <title>Openpolis - Argomento: ordine pubblico</title>
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  <updated>2012-03-22T00:00:00Z</updated>
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  <title>Maurizio SAIA: 698a Seduta - Tessera del tifoso</title>
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  <updated>2012-03-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626065</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: CN) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Il Senato,
premesso che:
con la sostituzione della tessera del tifoso con le fidelity card è stato accolto il parere espresso dal Consiglio di Stato che aveva esaminato nel mese di dicembre 2011 un ricorso del Coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori (Codacons) e della Federsupporter, associazione senza fini di lucro, costituita nella previsione degli articoli 36, 37 e 38 del codice civile, che riunisce soggetti interessati alla vita associativa sportiva nella duplice veste di piccoli azionisti o di sostenitori di società sportive, quotate e non, e di associazioni sportive, parere secondo il quale il rilascio della card del tifoso abbinato a una carta di credito si configura come una pratica commerciale non corretta;
non vengono meno con le fidelity card, ma al contrario sono potenziate, le caratteristiche fondamentali della tessera del tifoso (ne sono state rilasciate 1.014.371: di queste, 839.368 per la serie A, 127.525, per la serie B e 47.478 per la lega Pro), a cominciare dalla necessità del suo possesso per le trasferte e gli abbonamenti ai tornei di calcio;
gli operatori del settore ritengono che non sia tuttavia sufficiente una sostituzione del nome della tessera per giungere ad una soluzione dei problemi relativi alla sicurezza e all'agibilità degli stadi e a prevenire che parti di questi divengano luogo di reclutamento e di raduno di tifosi violenti;
è opportuno considerare non solo la necessità ma anche l'opportunità di realizzare nuovi stadi, cioè strutture moderne che siano in grado di garantire nel tempo la fruibilità ed il godimento delle manifestazioni, soprattutto calcistiche, in un quadro di totale sicurezza e di sviluppo non solamente economico ma anche sociale delle attività sportive,
impegna il Governo a valutare l'opportunità, al fine di una crescita sana delle attività sportive in Italia, di convocare degli Stati generali del calcio per una riflessione complessiva sul mondo del calcio in Italia, al fine di realizzare un progetto articolato e fattibile di sviluppo del settore sportivo.
(1-00590)
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&amp;leg=16&amp;id=650257&quot;&gt;www.senato.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Luigi de MAGISTRIS: Ecco il piano autoritario del Governo</title>
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  <updated>2010-12-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548972</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Quale sarà la prossima mossa del Governo per accelerare la realizzazione del piano di rinascita autoritario che sta consolidando nel Paese? A che cosa stanno pensando – su mandato di Silvio Berlusconi e dei poteri occulti e meno occulti dei quali è espressione e garante – i ministri degli interni, della difesa e della giustizia con il supporto dell’esecutivo e di pezzi delle istituzioni?

&lt;p&gt;
In primo luogo, devono scongiurare che importanti indagini della magistratura in svolgimento individuino la rete piduista che governa, di fatto, parte del Paese. Il popolo non deve sapere che cricche corrotte e in parte mafiose stanno governando e mortificando le istituzioni. La conoscenza dei fatti produce pensiero libero che potrebbe divenire critico e, quindi, dissenso.

&lt;p&gt;
In secondo luogo, devono fare in modo che ogni questione democratica diventi questione di ordine pubblico. L’ansia di insicurezza sociale – radicalizzata dai media controllati dal regime – per considerare l’immigrazione come questione che attiene alla sicurezza nazionale e all’ordine pubblico. Questo serve per acquisire consenso sociale presso quella parte del Paese che ha paura e che si piega su posizioni egoiste.

&lt;p&gt;
La questione del lavoro e del rapporto con il capitale, il conflitto sociale e la lotta di classe degli operai, va inquadrata come preludio di infiltrazioni estremistiche tra i lavoratori. La manifestazione della FIOM e le posizioni della CGIL come radicalizzazione del conflitto che genera mostri e, quindi, presentare la piazza come luogo pericoloso.

&lt;p&gt;
Le lotte del popolo abruzzese e dei cittadini campani – distrutti dalle pratiche emergenziali con le quali le cricche gestiscono le calamità naturali e le emergenze ambientali – devono essere represse con i manganelli. Le manifestazioni degli artisti e del mondo della cultura colpite con la repressione. L’arresto della cultura che viene anche uccisa con la privazione di risorse. La cultura è pericolosa per il piano piduista, la gente non deve pensare, si deve omologare, deve essere conformista e seguire la strada del pensiero unico.

&lt;p&gt;
Le lotte degli studenti – anche di professori e ricercatori – devono essere fermate, oggi come a Napoli e Genova nel 2001. Alle forze dell’ordine si ordina di sgomberare scuole e università. Arresti e fermi di giovani in vorticoso aumento. Devono scongiurare la crescita del movimento studentesco e magari la sua saldatura con le lotte dei lavoratori, operai in primis. Il raccordo con i precari e i disoccupati, la contaminazione tra coloro che hanno capito e si vogliono ribellare a un regime classista che sta uccidendo la democrazia.
&lt;p&gt;

Il regime sta pensando di passare a un’altra fase. Non è più sufficiente l’utilizzo del solo potere disciplinare per piegare chi si oppone legittimamente agli abusi del potere; non basta più l’utilizzo illegale delle norme per piegare servitori dello Stato e dissidenti. Non basta più la violenza morale e della carta da bollo.

&lt;p&gt;
Stiamo passando alla strategia della tensione, seppur in una fase ancora embrionale. Devono dimostrare che il dissenso è esercitato in forme criminali e che le lotte sono condotte in modo violento, da parte di sovversivi. L’obiettivo è quello di ribaltare la verità – della normale devianza – nascondere che i veri eversori dell’ordine costituzionale sono proprio i governanti.
&lt;p&gt;

Stanno preparando il terreno per presentare provvedimenti normativi di urgenza che diano poteri speciali, consolidino lo stato di eccezione già sperimentato a L’Aquila, sospendano diritti costituzionali insopprimibili in modo democratico. Bisogna tenere gli occhi spalancati; conosciamo la tenuta democratica della stragrande maggioranza delle forze dell’ordine che eviteranno di essere utilizzate quale strumento per abbattere la democrazia.
&lt;p&gt;

Ma non basta. Stanno lavorando per costruire uno stato d’eccezione, consegnare poteri speciali alle forze dell’ordine e agli apparati di sicurezza, sospendere diritti, limitare il diritto di associarsi e manifestare. Utilizzano il pretesto della violenza che mette a rischio il Paese. Hanno paura, vogliono solo difendere il loro potere istituzionale, politico ed economico.

&lt;p&gt;
Stiamo entrando nella fase più pericolosa, tenuto conto anche dell’instabilità del quadro politico. Chi lotta per i diritti, per la Costituzione e per la democrazia possiede la ragione delle idee e il plusvalore della passione. Si deve isolare ogni forma di violenza fisica per evitare che venga utilizzata dal Governo per approvare decreti legge – sui quali stanno ragionando - che sospendano diritti democratici, si deve vigilare sulle infiltrazioni di pezzi deviati delle istituzioni e realizzare l’unità del centro-sinistra e manifestazioni di massa che tengano lontani gli strateghi della tensione che lavorano per dividere il fronte democratico, consolidare la borghesia mafiosa e narcotizzare il popolo.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=W8KJ2&quot;&gt;Il Manifesto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Federico BRICOLO: Proporremo un emendamento al ddl sicurezza volto ad estendere la misura del Daspo anche alle manifestazioni di piazza per prevenire la violenza</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/12/20/federico-bricolo/proporremo-un-emendamento-al-ddl-sicurezza-volto-ad-estendere-la-misura-del-daspo-anche-alle-manifestazioni-di-piazza-per-prevenire-la-violenza/548921"></link>
  <updated>2010-12-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548921</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Proporremo un emendamento al ddl sicurezza volto ad estendere la misura del Daspo anche alle manifestazioni di piazza per prevenire la violenza”. Lo afferma in aula al Senato il Presidente dei senatori leghisti, Federico Bricolo.
&lt;p&gt;
“Abbiamo troppi magistrati buonisti - prosegue Bricolo - che in molte occasioni non applicano le norme esistenti. Basta vedere quanto accaduto la settimana scorsa a Roma: sono stati commessi danni per 20 milioni di euro nel corso della manifestazione, tantissimi poliziotti sono stati feriti, ma non vi e’ alcun colpevole. Le persone arrestate, con fatica, dalle forze dell’ordine sno state rilasciate il giorno dopo dal magistrato buonista di turno. Ha fatto bene, dunque, il ministro Alfano ad inviare gli ispettori”&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.stato-oggi.it/archives/000115528.html&quot;&gt;www.stato-oggi.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Alfredo MANTOVANO: Estendere alle manifestazioni pubbliche, con tutti gli adattamenti del caso, un istituto che sta dando ottima prova di sé per le manifestazioni sportive: il cosiddetto daspo</title>
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  <updated>2010-12-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548922</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Sottosegretario  Interni (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Al di là dei doverosi accertamenti disposti dal ministro della Giustizia - ha spiegato Mantovano - sulla puntale applicazione delle norme in vigore, le decisioni dell'autorità giudiziaria sugli scontri di martedì inducono a una riflessione di sistema. 
&lt;p&gt;I giudici di Roma hanno convalidato gli arresti, e con ciò hanno riconosciuto la correttezza dell'operato delle forze di polizia e, allo stato, la responsabilità degli arrestati per i reati loro contestati. Dunque, non è in discussione che, salvi gli accertamenti successivi, a carico dei 23 fermati esistono i gravi indizi di colpevolezza&quot;. 
&lt;p&gt;&quot;Rimettendoli in libertà, i giudici hanno negato l'esistenza delle esigenze cautelari - ha aggiunto - e su questo si è incentrato il dibattito. E' noto che le esigenze cautelari rispondono a un duplice criterio di prevenzione: nel processo, per la parte che chiama in causa il rischio di inquinamento della prova e il pericolo di fuga; fuori dal processo, per la parte riguardante il rischio di reiterazione dei reati. Per quest'ultimo aspetto, l'immediata liberazione degli arrestati crea un deficit di prevenzione&quot;. 
&lt;p&gt;&quot;Dire questo - ha aggiunto - non significa invadere le autonome valutazioni della magistratura; significa porsi il problema di come evitare che gli scarcerati tornino a usare violenza alla prossima manifestazione, e, più in generale, che altri, prendendo spunto dal tratto giudiziario permissivo, siano indotti a fare altrettanto. Una parte della magistratura è responsabile di questo deficit e viene avallata politicamente dall'Anm: ma il problema in sé resta in piedi, ed è grosso come una casa&quot;. 
&lt;p&gt;&quot;Una ipotesi di lavoro per colmare questa obiettiva lacuna - ha sottolineato ancora il sottosegretario all'Interno - è quella di estendere alle manifestazioni pubbliche, con tutti gli adattamenti del caso, un istituto che sta dando ottima prova di sé per le manifestazioni sportive: il cosiddetto daspo. 
&lt;p&gt;La sua applicazione nel corso degli anni ha permesso di ridurre fortemente l'ingresso negli stadi di centinaia di violenti, e quindi di circoscrivere, come attestano i dati, gli incidenti in occasione delle gare&quot;. 
&lt;p&gt;&quot;L'estensione del Daspo alle manifestazioni di piazza - ha concluso - permette da un lato di contare su uno strumento in più sul piano della prevenzione quando il processo si è risolto in una presa in giro; quindi di avere un di più sul piano della repressione, allorché si accerti il daspo è stato violato; in generale, permette di conoscere preventivamente, e non sulla base di mere informative, i soggetti da tenere distanti dalla piazza, nell'interesse stesso dei manifestanti con intenzioni pacifiche&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.guidasicilia.it/arresto-preventivo/news/42662&quot;&gt;www.guidasicilia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto MARONI: Rischio infiltrazioni al corteo FIOM</title>
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  <updated>2010-10-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>547006</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) -  Ministro  Interni (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Per il ministro il rischio di infiltrazioni &quot;è elevato, come hanno detto anche le analisi dei nostri servizi&quot; ma, precisa, &quot;la nostra attenzione sarà massima&quot;. Il rischio secondo Maroni è &quot;che alcuni gruppetti, non certo le 20 o 40mila persone che sfileranno pacificamente, staccandosi vadano a spaccare vetri. L'occasione è ghiotta perché si infiltrino anche gruppetti stranieri&quot;. Il ministro invita inoltre a non sottovalutare alcuni episodi recenti paragonati a &quot;ragazzate&quot;: &quot;Ieri a Padova alcuni esponenti di un centro sociale, tra l'altro invitati alla manifestazione di sabato, hanno occupato la sede di Confindustria imbrattando i muri. Dobbiamo tutti prendere le distanze da episodi come questo. C'è un clima non buono che interessa anche esponenti della sinistra riformatrice, che sono nel mirino di gruppi violenti&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/politica/2010/10/14/news/maroni_fiom-8053853/&quot;&gt;www.repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Italo BOCCHINO: Perseguire penalmente chi brucia bandiera Israele</title>
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  <updated>2009-01-04T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>383825</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: FLI) - Vicepres. Camera VICE PRESIDENTE GRUPPO DEPUTATI POPOLO DELLA LIBERTA'  (Gruppo: AN) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;In Italia, anche a causa di una forte presenza di immigrazione araba filopalestinese, rischia di riproporsi un clima di ostilità verso Israele che giunge a mettere addirittura in discussione l'esistenza dello Stato più maturo democraticamente in quell'area&quot;. Lo afferma in una nota il vice presidente del gruppo Pdl alla Camera, Italo Bocchino.

&lt;p&gt;
&quot;Sarebbe opportuno - aggiunge - che tutta la sinistra condannasse seccamente tali manifestazioni e che si proceda a perseguire penalmente con durezza chi arriva a bruciare e calpestare in piazza la bandiera di Israele&quot;. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://notizie.alice.it/notizie/politica/2009/01_gennaio/04/gaza_bocchino_perseguire_penalmente_chi_brucia_bandiera_israele,17437472.html&quot;&gt;alice&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Anna FINOCCHIARO: « L’Italia cade a pezzi, il Sud metafora del Paese » - Intervista -</title>
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  <updated>2008-09-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>359555</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Intervista di Natalia Lombardo, l'Unità &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Questo paese cade a pezzi», commenta amara Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato, dopo aver partecipato alla Festa democratica a Napoli. Per lei «i mali del Sud sono la tragica metafora di quelli italiani», ma teme che «si rimuova il problema. Ci sono difficoltà vere che non vengono rappresentate come tali e, secondo me, neanche affrontate così. Non voglio essere catastrofista, ho il dovere della speranza, ma prima devo capire com’è ridotto il Paese, non posso far finta di non vedere quello che succede».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Viminale invierà nel casertano 400 poliziotti «qualificati». Crede che sia la risposta giusta?&lt;br /&gt;
«È una primissima risposta. Come gruppo del Pd al Senato abbiamo chiesto che il ministro dell’Interno venga a riferire dell’accaduto. Maroni verrà mercoledì mattina a Palazzo Madama».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cosa chiederete al ministro?&lt;br /&gt;
«Qui non si tratta solo di ordine pubblico: lo sappiamo che 400 uomini servono per l’emergenza, ma chiederemo al governo quali altre iniziative adotterà. Un piano per la sicurezza nel casertano c’era, ma non credo sia stato attuato, lo chiederemo al ministro. La situazione va affrontata con grande serietà e a fondo».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;continuazione -----&gt;&gt; CLICCA su &quot;Via alla pagina&quot;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=59494&quot;&gt;Sito web del Partito Democratico&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>BENIAMINO IACOVO: Ordine Pubblico a Cetraro: Le proposte di Sinistra Democratica</title>
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  <updated>2008-02-15T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Cetraro (CS) (Lista di elezione: DS) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Sinistra Democratica
  Circolo di Cetraro 
Al Presidente del Consiglio Comunale di Cetraro
Prof. Rudy Angelica

Ai Consiglieri Comunali
Presso le loro sedi

alle Forze Sociali e Politiche di Cetraro
presso le loro sedi
Oggetto: Ordine pubblico: le nostre proposte.
Da ormai troppo tempo, a Cetraro si registrano numerosi episodi di aggressione, danneggiamento, imbrattamento e simili, che preludono a ben altre imprese criminali ed a ben altro clima, turbando la serenità di troppi cittadini inermi. 
Invero, è ormai un fatto notorio, sono molte le persone perbene che in questa nostra comunità hanno subito e subiscono da qualche tempo intollerabili episodi di violenza alle proprie cose e financo 
alla propria persona.
Perché questo fenomeno possa essere estirpato è necessario che ciascuno faccia la propria parte e così mentre alle Forze dell’Ordine e alla Magistratura chiediamo di intervenire sul fenomeno attraverso le azioni più idonee di prevenzione, repressione e controllo del territorio, alle forze sociali e politiche chiediamo di adoperarsi perché siano fortificate le parti sane del corpo sociale attraverso un’opera di sensibilizzazione delle coscienze, di stigmatizzazione di modelli di comportamento incivili e di promozione di modelli e stili di vita civili. 
In particolare, all’Amministrazione comunale ed al Consiglio comunale di Cetraro chiediamo, di promuovere, nell’ambito delle competenze istituzionali comunali, la sottoscrizione e l’attuazione di un Contratto locale di sicurezza, ossia di uno strumento concertato tra i diversi attori istituzionali e sociali finalizzato all’elaborazione ed all’attuazione di progetti concreti di sicurezza locale.  I contratti locali di sicurezza sono considerati idonei strumenti atti a promuove politiche locali ed integrate di sicurezza finalizzate al contrasto della criminalità, e azioni di prevenzione e recupero di fenomeni di devianza. 
In particolare, a Cetraro, al fine di concretamente incidere su un fenomeno, qui più pericoloso che altrove data la presenza di una forte e radicata ndrina, un Contratto locale di sicurezza, a nostro parere, dovrebbe prevedere almeno i seguenti interventi: 1) investimenti per accrescere la vivibilità di aree degradate, in particolare quelle urbane o dove è più alto il rischio per la sicurezza dei cittadini anche attraverso il potenziamento degli strumenti di polizia locale per favorire il controllo del territorio; 2) iniziative di prevenzione rivolte alla popolazione anziana, ai bambini e ai giovani; 3) assistenza e aiuto alle vittime dei reati anche attraverso iniziative atte a ridurre il danno subito; 4) iniziative volte alla prevenzione dello spaccio di sostanze stupefacenti e di ogni altra attività illegale; 5) iniziative rivolte alla diffusione ed alla affermazione della cultura della legalità anche attraverso attività di formazione congiunta tra operatori degli Enti locali, della polizia locale e delle organizzazioni del terzo settore; 6) iniziative di carattere sociale attraverso lo studio, osservazione, ricerca e documentazione sulle tematiche concernenti la sicurezza delle città e delle sue comunità.
La promozione e l’attuazione di un simile contratto locale di sicurezza, già previsto sia da leggi nazionali, sia, in particolare, da leggi regionali, unitamente alla costituzione di un Osservatorio sul fenomeno della microcriminalità e delle devianze giovanili, a nostro parere potrebbe essere un ottimo strumento per ridimensionare un fenomeno che negli ultimi anni sta aumentando esponenzialmente con grave detrimento della sicurezza dei cittadini. 
Nell’immediato, nell’attesa che siano studiate le migliori e più efficienti azioni di contrasto da attuarsi nel medio/lungo periodo, noi chiediamo che si convochi un vertice sulla sicurezza locale da tenersi proprio qui a Cetraro alla presenza del Prefetto, del Questore e dei responsabili delle forze dell’ordine locali oltre che naturalmente alla presenza dei rappresentanti istituzionali, sociali e politici operanti nella nostra cittadina. Tale vertice, a nostro parere si rende necessario non solo per fare il punto sull’attuale situazione di emergenza e assicurare un maggior coordinamento dell’azione di repressione, ma anche per valutare la sottoscrizione di un Patto per la sicurezza sulla falsariga di quello sottoscritto tra il Ministero dell’Interno e l’ANCI. Invero, noi riteniamo che il bene pubblico della sicurezza dei cittadini può essere maggiormente garantito nello sviluppo di politiche integrate e partecipate di sicurezza, nella sinergia tra attività delle strutture dello Stato preposte alla pubblica sicurezza ed i diversi livelli delle autonomie territoriali, fermo restando, naturalmente, il rispetto dei diversi ambiti di competenza. 
Alle forze sociali, alle numerose Associazioni operanti nel nostro territorio e a quanti sono impegnati a favorire la crescita sociale e civile cetrarese, cui con la presente ci rivolgiamo, chiediamo di svolgere una seria ed attenta analisi del fenomeno della microcriminalità e un parere circa le nostre proposte concernenti il Contratto locale di sicurezza e il Patto per la sicurezza, ed ogni possibile suggerimento atto ad assicurare un possibile e auspicabile ridimensionamento di una illegalità sempre più drammaticamente diffusa. Siamo infatti convinti che dall’esperienza e dal contributo di ciascuno possano nascere le proposte più idonee a garantire la sicurezza locale e la serenità dei cittadini, così come siamo convinti che solo unendo le migliori forze sociali operanti nel nostro Paese possa contribuirsi ad arginare il fenomeno dell’illegalità e delle devianze giovanili.
Nel ringraziarvi per l’attenzione, in attesa di ricevere le osservazioni e le proposte di quanti hanno avuto la bontà di leggerci, auguriamo a tutti un proficuo lavoro nell’interesse della nostra Città. 

Il coordinatore di  
Sinistra Democratica
                                                                                                                                Circolo di Cetraro
Avv. Beniamino Iacovo
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://calabriaora.it&quot;&gt;Calabria Ora, La provincia Cosentina, La Gazzetta del Sud, Il Quotidiano&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Mauro Favilla: Dichiarazione in merito all'istituzione del tavolo permanente contro la violenza</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/02/04/mauro-favilla/dichiarazione-in-merito-allistituzione-del-tavolo-permanente-contro-la-violenza/328413"></link>
  <updated>2008-02-04T00:00:00Z</updated>
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  <id>328413</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Lucca (LU) (Partito: CEN-DES(LS.CIVICHE)) - Consigliere  Consiglio Comunale Lucca (LU) (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il tavolo di coordinamento degli enti è un passo importante, ma è solo una prima risposta che viene concretizzata di fronte alle istanze del territorio. Purtroppo, la violenza a donne e minori è un fenomeno sommerso e spetta agli enti agire per farlo emergere e fornire così risposte concrete a chi è in difficoltà.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.loschermo.it/articolo.php?idart=4700&quot;&gt;Lo Schermo Lucca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Mauro Favilla: Gravi le scritte a sostegno dei brigatisti rossi detenuti apparse nella Chiesa della Misericordia</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2007/11/05/mauro-favilla/gravi-le-scritte-a-sostegno-dei-brigatisti-rossi-detenuti-apparse-nella-chiesa-della-misericordia/328513"></link>
  <updated>2007-11-05T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Lucca (LU) (Partito: CEN-DES(LS.CIVICHE)) - Consigliere  Consiglio Comunale Lucca (LU) (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;E’ possibile anche questo. Dobbiamo trovare un sistema per eliminare sul nascere queste scritte non appena vengono apposte. Sono, purtroppo, cose che capitano. Certo che, comunque la si metta, si tratta di un episodio grave. Peraltro mi risulta che scritte analoghe in vernice nera spray e sempre inneggianti alla stella a cinque punte, siano state fatte anche in altre zone del centro storico.

Gente venuta da fuori? Non vorrei dare la sensazione che si voglia attribuire la colpa agli altri. Però è strano. Lucca mi sembra non essere una città con particolari simpatie verso le Brigate Rosse. Io credo che si tratti di una ragazzata, però è brutto non solo per la chiesa [della Misericordia] dove sono state fatte le scritte, ma perché la nostra è una città pulita nel più ampio senso del termine.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://lanazione.quotidiano.net/lucca/2007/11/09/45557-scritte_nella_chiesa_della_misericordia.shtml&quot;&gt;La Nazione&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Mauro Favilla: Dichiarata l'inagibilità dei locali di Villa di brancoli ed il divieto di accesso a tutta l'area</title>
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  <updated>2007-10-31T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Lucca (LU) (Partito: CEN-DES(LS.CIVICHE)) - Consigliere  Consiglio Comunale Lucca (LU) (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;I tecnici comunali hanno verificato l’inagibilità dei locali [della villa di Brancoli di proprietà del Comune di Viareggio, intenzionato a trasferirvi una comunità rom dal suo territorio] per l’esistenza di situazioni di pericolo per la presenza, fra l’altro di cisterne d’acqua e di altri rischi. A questo punto, dietro segnalazione specifica dei tecnici, ho dovuto disporre, per motivi di sicurezza, un’ordinanza per il divieto di accesso a tutta l’area, dopo aver comunque inviato adeguata comunicazione al Comune di Viareggio sull’esistenza dei fattori di rischio e di pericolo e sulla necessità di eliminarli.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.loschermo.it/articolo.php?idart=2752&quot;&gt;Lo Schermo Lucca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Mauro Favilla: Impegno a non permettere nessun nuovo insendiamento rom nel territorio comunale</title>
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  <updated>2007-10-29T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Lucca (LU) (Partito: CEN-DES(LS.CIVICHE)) - Consigliere  Consiglio Comunale Lucca (LU) (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Voglio tranquillizzare i cittadini perché l’amministrazione non permetterà alcun nuovo insediamento di famiglie Rom sul territorio comunale.
Mi sono interessato della questione insieme agli assessori competenti, in via cautelare e preventiva è stato disposto, con la Polizia municipale un controllo delle strade di accesso alla zona e, parallelamente, è stata disposta una verifica tecnica sullo stato dell’immobile. Ho inoltre contattato personalmente il Prefetto e il Questore di Lucca, ricevendo ampie assicurazioni. Assai rilevante è stato poi il colloquio telefonico che ho avuto, nel corso della mattinata, con il sindaco Marco Marcucci, il quale mi ha assicurato che, avendo dato soluzione ai casi di Viareggio, al momento, non c’è intenzione da parte della sua amministrazione di inviare sul nostro territorio le famiglie Rom.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.loschermo.it/articolo.php?idart=2703&quot;&gt;Lo Schermo Lucca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Claudio SCAJOLA: Al G8 detti l'ordine di sparare</title>
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  <updated>2002-02-17T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Min. Interno (Partito: FI) - Deputato&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;«Durante il G8, la notte in cui c'è stato il morto, ho dovuto dare l'ordine di sparare se avessero sfondato la zona rossa. A Genova, in quei giorni si giocava una partita seria, lo hanno capito tutti dopo l'11 settembre». A rivelare il particolare è il ministro dell'Interno Claudio Scajola , che conversando con i giornalisti di ritorno dal vertice europeo di Santiago de Compostela, torna a parlare del clima di tensione e dell'allarme che hanno accompagnato di giorni 'caldi' del G8. Una tensione altissima, alimentata da segnali e informative arrivate dall'intelligence di tutto il mondo e che dopo l'11 settembre si sono rivelati fondati. «A Genova - ricorda Scajola- c'erano Bush e tutti i capi di Stato stranieri, ma anche 36mila persone ... ricordiamo le polemiche sulle posizioni antimissili a Genova. Mubarak ci aveva messo sull'avviso. Poi c'è stato l'attentato alle Torri Gemelle. Presto, forse, sapremo -conclude il ministro dell'Interno- quali disposizioni qualcuno aveva avuto...».&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2002/02_Febbraio/15/scajola.shtml&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
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