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  <title>Openpolis - Argomento: primarie</title>
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  <updated>2012-03-24T00:00:00Z</updated>
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  <title>Leoluca ORLANDO: «C'è bisogno di un leader che non sia legato a Raffaele Lombardo»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-03-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Il suo studio è in via Piersanti Mattarella, strada di Palermo intitolata allo storico esponente della Dc, «ucciso nel 1980 dalla mafia e dalla politica, e di cui sono stato consigliere giuridico». In città, il via alla campagna elettorale sembra averlo dato proprio la scesa in campo del professore di diritto pubblico regionale, già tre volte sindaco (1985, '93,'97) del capoluogo siciliano.
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Sono passati 27 anni da quando ha indossato per la prima volta la fascia tricolore.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Nel 1980 sono stato eletto consigliere comunale nella lista della Dc e fino all'85 ho fatto opposizione nell'area dorotea-mattarelliana. Poi nell'84 l'implosione della Dc, l'arresto di Ciancimino, la nomina di Sergio Mattarella a commissario del partito e quella mia a vice commissario. Nell'87 il mio attacco ai voti mafiosi e al Partito socialista, quindi la rottura con il Psi, e da qui la giunta anomala con gli indipendenti di sinistra e poi con il Pc. Primo sindaco democristiano a fare una giunta con i comunisti. È il periodo della &quot;Primavera siciliana&quot;. Venivo boicottato dai vertici del mio stesso partito. Andreotti arrivò a dire: &quot;Io a Palermo voterei Dc, ma dal numero 2 in poi&quot;. Era il 1990 quando da capolista fui eletto al consiglio comunale. Da qui è nata &quot;La Rete&quot;. E potremmo andare avanti...».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Oggi scommette per la quarta volta. Entrata a gamba tesa o mossa da vecchio democristiano?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Ho sempre detto che Palermo aveva bisogno di un candidato a sindaco del centrosinistra che non avesse alcun rapporto con il governatore Lombardo, che voglio ricordare essere un candidato a presidente di Regione avverso a quello del centrosinistra, indagato per mafia e che il Pd tiene in vita con i suoi voti determinanti. E ho sempre voluto che si facessero delle primarie libere. Purtroppo non si è realizzata nessuna di queste condizioni».
&lt;p&gt;&lt;b&gt; Per Walter Veltroni la sua candidatura è &quot;uno sbaglio&quot;, mentre Sel appoggerà Ferrandelli, il vincitore delle primarie e candidato del Pd. E la foto di Vasto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Non si venga a parlare della foto di Vasto, dove non era previsto che chi partecipava a questa coalizione avrebbe sostenuto presidenti di Regione indagati per mafia, e non era neanche previsto che fosse normale inquinare le primarie, comprare e vendere i voti, e meno che mai che fosse eticamente normale la raccolta di certificati elettorali per controllare il voto. Veltroni farebbe bene a non occuparsi di quello che accade a Palermo. E, comunque, se vuole occuparsene, dovrebbe denunciare l'inquinamento delle primarie. Il fatto è che c'è un Pd che non sa cosa farà da grande e che si dimentica di essere il partito di maggioranza di centrosinistra. E così ondeggia continuamente dall'art. 18 alla questione morale, finendo con l'essere travolto dalle sue stesse contraddizioni. In merito a Sel, vorrei ricordare che dal giorno delle primarie fino a ieri, l'intero partito di Vendola ha parlato di inquinamento delle primarie sottoscrivendo, con noi, relativi documenti. Poi, questa mattina (ieri, ndr), è arrivato un ordine da Roma che dice che bisogna chiudere gli occhi sulle primarie inquinate. Non sono coerente perché non ho rispettato il responso delle urne? Che coerenza c'è nel parlare di primarie inquinate».
&lt;p&gt;&lt;b&gt; La prima cosa che farebbe qualora dovesse varcare per la quarta volta la soglia di Palazzo delle Aquile?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Chiudermi in una stanza con i documenti contabili per capire esattamente qual è la situazione di questa città in default».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1CMVIJ&quot;&gt;Il Tempo - Gaetano Mineo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Luigi BERSANI: Bersani: Se resta il «porcellum» faremo le primarie </title>
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  <updated>2012-03-13T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625723</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;«Nella demenziale e distruttiva ipotesi che ci sia ancora il Porcellum, certo non mi limiterei a nominare i parlamentari, su questo si può star sicuri». Lo ha detto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, conversando con i giornalisti al termine della sua visita alla sede di Google Italia a Milano. A chi gli ha chiesto se il Pd, nel caso non verrà cambiata l'attuale legge elettorale, sceglierà i propri candidati alle politiche con «primarie di collegio», Bersani ha replicato: lo faremo con «forme di partecipazione, primarie, che diano il segno che noi siamo diversi. Detto questo - ha aggiunto - non è con noi diversi che l'Italia si salva. L'Italia si salva se si fan diverse le regole». Quindi, «la nostra priorità assoluta è una nuova legge elettorale. Dopodiché in quel caso - ha precisato Bersani - a seconda della legge, vedremo i nostri meccanismi di partecipazione».«Ma sento troppe sirene - ha fatto notare - che cominciano a dire non ci sono le condizioni».

Bersani: Mi viene il dubbio che non la si voglia fare - Il dialogo sulla legge elettorale dal punto di vista tecnico è a buon punto, ma «mi viene il dubbio che non la si voglia fare». E' il segretario Pd Pier Luigi Bersani a lanciare l'allarme, durante la presentazione dell'ultimo libro di Federico Rampini: «Sul merito, non siamo lontanissimi. Ci sono problemi da risolvere, ma non siamo lontanissimi. Cos'è che non mi quadra? Questa cosa di tenere tutto assieme: legge elettorale, legge costituzionale... Noi abbiamo detto priorità alla legge elettorale, con le connessioni costituzionali che servono alla legge elettorale: numero dei parlamentari, sfiducia costruttiva».
Invece, «uno che fino a ieri ha dormito, adesso dice già che ci siamo cambiamo tutto il mondo. Mi viene il dubbio che alla fine non la si voglia fare. Se la si vuol fare, noi abbiamo la nostra proposta e siamo flessibili. Se invece si va a 'battere la palla' per poi all'ultimo momento dire che non ci sono le condizioni, è una questione molto seria. Già c'è un distacco micidiale con i cittadini».&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lapoliticaitaliana.it/Articolo/?d=20120312&amp;id=54790&quot;&gt;www.lapoliticaitaliana.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Pd: dobbiamo riprenderci la sinistra </title>
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  <updated>2012-03-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625510</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Penso che il Pd debba riappropriarsi del non poco spazio
che sta alla sua sinistra&quot;. E per il dopo Monti, &quot;nessuna Grande Coalizione, dovremo offrire al Paese un'alleanza tra progressisti e moderati&quot;. Lo dichiara in &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6945&quot;&gt;un'intervista alla &lt;i&gt;Repubblica&lt;/i&gt;&lt;/a&gt; l'esponente del Pd &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, mandando un messaggio ai colleghi che attaccano Bersani dopo
l'esito delle primarie del Pd di Palermo. Secondo Franceschini il Governo Monti &quot;e' un'esperienza temporanea e noi dobbiamo usare l'anno che ci rimane per parlare anche a chi non vota Pd. E poi ci sara' un ritorno alla
normalita', con il confronto fisiologico destra/sinistra,
conservatori/progressisti&quot;. In merito ad un'eventualita' che Monti resti il premier, &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; sottolinea che &quot;Monti non fara' mai il candidato di una delle due parti&quot;.
&lt;p&gt;

&quot;Il leader del Pd - conclude &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; - c'e' ed e' Pier Luigi Bersani fino al prossimo congresso, che si terra' nell'autunno 2013, cioe' dopo le polemiche&quot;.
&lt;p&gt; &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6945&quot;&gt;&lt;b&gt;Intervista a Dario Franceschini - La Repubblica&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6945&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: Solidarietà a Rita Borsellino</title>
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  <updated>2012-03-02T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625577</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
 ''Le minacce di violenza sono un fatto preoccupante sempre, ma diventano allarmanti quando a pochi giorni dalle primarie sono rivolte, come nel caso di Rita Borsellino, ad una donna simbolo della legalità impegnata in una importante battaglia di rinnovamento civico e morale per la città di Palermo&quot;. 
&lt;p&gt;Lo afferma il capogruppo del Pd al Parlamento europeo &lt;b&gt;David Sassoli&lt;/b&gt;.
&lt;p&gt;

&quot;Siamo certi che le forze dell'ordine faranno al più presto piena luce sull'accaduto, così come siamo sicuri che Rita, una donna forte e coraggiosa che abbiamo apprezzato in due anni di lavoro a Bruxelles, non si lascerà intimidire dai vili tentativi di far ripiombare Palermo in un clima di paura. A lei va la solidarietà degli europarlamentari del Pd''.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.liberoquotidiano.it/news/948700/Palermo-Sassoli-da-eurodeputati-Pd-solidarieta--a-Borsellino.html&quot;&gt;Adnkronos&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Leoluca ORLANDO: Palermo. Se Vince Ferrandelli io sono sempre candidato? &quot;Smentisco ufficialmente&quot;</title>
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  <updated>2012-02-26T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625079</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Nel rispetto delle regole delle primarie, nella convinzione che Rita Borsellino sarà la vincitrice delle primarie e successivamente della corsa elettorale per la poltrona a sindaco di Palermo, ma sopratutto nel rispetto di tutta la coalizione che si sta spendendo senza risparmiarsi, affinché ciò avvenga, smentisco categoricamente quanto riportato arbitrariamente da alcuni giornali e agenzie di stampa che mi hanno voluto ritagliare una frase fuori da qualunque contesto in cui avrei affermato che io mi candiderò a sindaco in caso perdesse Rita Borsellino. Il mio impegno per la Borsellino e tutta la coalizione continua senza sosta&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.palermoreport.it/notizie/qse-vince-ferrandelli-io-sono-sempre-candidatoq-arriva-la-smentita-di-leoluca-orlando#comment-790&quot;&gt;www.palermoreport.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: Primarie Genova, terremoto nel Pd si dimettono i due segretari </title>
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  <updated>2012-02-13T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; &quot;Non ha vinto un partito, bensì una domanda di rinnovamento. Doria è il risultato della sobrietà, del rigore intellettuale, della capacità di ascolto, della civiltà del dialogo, dell'investigazione sociale. Non è un giudizio negativo su Marta Vincenzi e Roberta Pinotti, ma Genova chiede un ricambio: la gente guarda a chi vuol cimentarsi con i suoi problemi e le sue angosce, con chi è pronto a tutelare i diritti e non si ferma davanti agli 'altrimenti': altrimenti Bruxelles, altrimenti le Borse, altrimenti gli industriali. E Basta!&quot;.

&quot;Non coltivo l'obiettivo di sottrarre consensi al Pd - sottolinea ancora Vendola -. La nostra aspirazione è costruire il cantiere dell'alternativa: bisogna rimescolare le carte del riformismo e del radicalismo per dare vita a una gara delle idee e non dei pregiudizi, ponendo al centro dell'attenzione il lavoro e portando la sinistra a cercare un compromesso con i moderati, non suicidandosi ma facendo valere le proprie ragioni. A Genova - conclude Vendola -  ha vinto il popolo del centrosinistra e ora, tutti insieme, dobbiamo costruire il futuro della città e poi, del Paese&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/politica/2012/02/13/news/vendola_genova-29794995/&quot;&gt;www.repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Enrico LETTA: «E' necessario cambiare il Porcellum altrimenti il Pd farà primarie a ogni livello»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-01-20T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;«Siamo ormai al disprezzo dei cittadini per la politica e uno dei fattori scatenanti è il Parlamento dei nominati»

&lt;p&gt;Il paletto principale del Pd è fissato: «I partiti non nominano più i parlamentari, devono essere i cittadini ad eleggerli», dice il vicesegretario democratico Enrico Letta alla vigilia dell'assemblea nazionale del partito. «Tutto il resto si può mettere sul piatto. Sapendo che l'assetto bipolare è nel nostro atto di nascita come in quello del Pdl». Anche lo sconvolgimento dell'alleanza &quot;naturale&quot; con Idv e Sel «che dipenderà da come Vendola e Di Pietro si muoveranno rispetto ai temi dell'economia, dell'Europa e della società, non certo dal sistema di voto». Un altro punto fermo sulla legge elettorale e le riforme, per Letta è la lealtà alla coalizione di governo: «Se il Pdl pensa di poter fare un accordo con noi senza il Terzo polo significa che non vuole cambiare il Porcellum. La nostra risposta è no».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E se il confronto fallisce e rimane il Porcellum?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

«In questo caso il Pd la sua scelta l'ha fatta da tempo. Nel documento dell'ultima assemblea nazionale è scritto chiaramente che noi faremo le primarie per le liste elettorali. E se le parole non bastano, il Pd organizza già le primarie per le elezioni regionali della Toscana dove sono in vigore le liste bloccate. Ma il messaggio che deve passare è un altro: è indispensabile cambiare il Porcellum. Stiamo attenti non dare per scontato che non ce la faremo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma è possibile.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Chi vuole cambiare la legge ha dalla sua parte il capo dello Stato che gioca un ruolo molto importante e la forza dell'opinione pubblica. E il Pd è in grado di esercitare una forte pressione per arrivare al risultato».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Una volta sepolto il referendum non è tutto più difficile?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

«Abbiamo superato da tempo il livello del discredito. Siamo ormai al disprezzo dei cittadini per la politica e uno dei fattori scatenanti è il Parlamento dei nominati. Basta vedere la differenza di legittimazione di cui gode un sindaco eletto direttamente e quella dei parlamentari scelti dai partiti. Chi ha a cuore il ruolo della politica non può non tenere conto di questo disprezzo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Belle parole. Poi ci sono le alleanze, gli interessi particolari. Il Pd si fida del Pdl, al quale il Porcellum fa così comodo?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

«Penso che il Pdl non possa tirarsi fuori. Per convenienza, se non altro. L'idea inerziale di poter ricostruire un' asse con la Lega è destinata a scontrarsi con la politica di tutti i giorni. Il governo Monti scaverà un fossato tra Bossi e Berlusconi perché il sostegno all'esecutivo non è compatibile con l'opposizione furibonda e incredibile della Lega».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Un'intesa a tre chiuderà la vostra alleanza con Idv e Sel?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

«Quell'intesa non dipende dalla legge elettorale. Ma dagli atteggiamenti verso i problemi reali. Dopo il governo Monti nulla sarà come prima. Chi pensa che, finita quell'esperienza, si ricomincia come prima fa male i suoi conti. A destra come a sinistra».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=19N3W5&quot;&gt;La Repubblica - Goffredo De Marchis&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: Primarie ma di programma e poi subito alle urne. Per uscire a sinistra dalla crisi  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-11-09T00:00:00Z</updated>
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  <id>618003</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&quot;Il governo se ne andrà e per questo stasera brindiamo&quot;, esordisce Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista mentre i tg di prima serata danno conto di quanto avvenuto al Colle - l'ostinazione di Berlusconi ha demolito la credibilità non solo del governo ma più complessivamente della politica, della stessa democrazia. Sembra di assistere ad una Weimar al rallentatore, c'è una crisi palese del regime, della seconda repubblica.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;C'è anche un recentissimo sondaggio che conforta questa osservazione: due terzi degli intervistati ritiene che, per uscire dalla crisi economica la prima misura sia abbattere i costi della politica, solo un terzo crede che sia più utile una patrimoniale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

L'antipolitica - intesa come sfiducia radicale nella politica - ha ormai una dimensione di massa. In realtà noi abbiamo dinnanzi due ipotesi, che si alimentano a vicenda, di uscita a destra dalla crisi del governo e della democrazia. Da un lato il governo tecnico che sarebbe un governo tecnocratico, cioè il governo della Bce e non del popolo italiano. Pensa alla Grecia che non ha nemmeno potuto decidere di fare un referendum sulle sue politiche. Dall'altra l'ipotesi populista che ancora non ha dato il peggio di sè. Pensa se Berlusconi potesse uscire da questa situazione gridando al ribaltone. E pensa alla Lega che, finora, è rimasta imbrigliata nel governo e ha dovuto stare al gioco. Se l'esito dovesse essere il governo tecnico la Lega già ha detto che ne resterà fuori, possiamo immaginarci che tipo di campagna di nazionalismo secessionista e razzista potrebbe fare. Esiste il rischio di un'uscita ancora più a destra dalla crisi.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E' addirittura un passo indietro rispetto al quadro angusto dato dal bipolarismo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Infatti, la dialettica rischia di essere tra tecnocrati e populismo di destra. Per questo siamo contrarissimi ad un governo tecnico e proponiamo la via maestra delle elezioni. Di fronte ad una crisi politica occorre ridare la parola al popolo.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L'obiezione più gettonata è che questo sistema elettorale è improponibile.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Nessuna controindicazione, compreso il voto con il Porcellum è maggiore della controindicazione della ricostruzione di un governo di destra o del governo tecnocratico guidato da Monti o similari con il corollario di una opposizione razzista allo stesso. Occorre andare a votare il prima possibile per uscire dalla palude.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Viene molto utilizzata la suggestione della transizione di vent'anni fa tra prima e seconda repubblica. Si fa perfino il nome di Amato.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Beh, quella transizione è stata un disastro di cui ancora paghiamo le conseguenze e a cui Rifondazione comunista si è opposta con tutte le sue forze. Oggi sarebbe anche peggio perchè la crisi macina molto di più e perchè la crisi delle istituzioni è assai maggiore.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E come affrontare le urne in queste condizioni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Noi proponiamo un fronte democratico per battere le destre che veda l'alleanza della sinistra con il centrosinistra, senza i centristi. Pur non vedendo le condizioni per governare insieme al Pd, siamo interessati alla maggiore discontinuità possibile sia sul piano democratico che sociale. Nella realtà e nella percezione della nostra gente c'è la necessità di cacciare Berlusconi. Visto che il sistema elettorale è maggioritario noi dobbiamo stare in sintonia con questa necessità e questo sentimento e contribuire alla cacciata di Berlusconi. Parallelamente poniamo al centrosinistra il tema della democrazia e della partecipazione: per questo proponiamo le primarie di programma, per far decidere al popolo dell'opposizione non solo chi dovrà governare ma per fare cosa. Al rischio di uscita a destra dalla crisi - nelle sue varianti tecnocratiche e populiste - noi dobbiamo proporre una uscita da sinistra. Nel popolo del centrosinistra non la pensano tutti come Renzi: dobbiamo costruire una sponda politica per quei contenuti e attivare delle forme di partecipazione diffusa.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma così come si declina un'altra necessità, quella dell'autonomia politica della sinistra dal quadro dato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Allargando la sfera della democrazia. Ho detto delle primarie di programma. Dobbiamo costruire un referendum sui vincoli europei, anche in forma autogestita. Così come stiamo predisponendo con altre forze una campagna referendaria su cui raccogliere le firme a partire da gennaio. Esiste già un fronte ampio contro l'articolo 8. Stiamo discutendo anche sulla legge 30 e su quesiti che consentano di ripristinare il proporzionale. Se raccogliamo le firme a gennaio si voterebbe qui referendum un anno dopo le elezioni e questo sarebbe un modo assai efficace per intervenire dentro la politica da parte della società.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quindi con le elezioni determinare il quadro politico migliore possibile e poi nella società cambiare i rapporti di forza?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

E' chiaro che cacciare Berlusconi non risolverà il problema dell'alternativa, dunque le primarie, i referendum, l'azione dei movimenti determinerebbero la possibilità di interagire col quadro politico con una forza esterna. La dialettica parlamentare non può esaurire la ricerca della costruzione dell'alternativa, perciò dobbiamo costruire la forza nella società. Ma c'è anche una ragione di fondo nella ricerca di forme di democrazia diretta: dentro questa crisi economica c'è la crisi della democrazia rappresentativa. Nel neoliberismo, attraverso le politiche fatte dagli stati c'è stato un passaggio di poteri dagli stati alla finanza, dai parlamenti ai governi e da questi al direttorio Bce/Germania.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Anche da questo si percepisce come gli spazi per la politica siano strettissimi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

La politica, applicando politiche neoliberiste, ha scelto di non contare lasciando fare ai potentati economici. Da un lato c'è una crisi fortissima di legittimità, dall'altro, però, c'è una fortissima domanda di democrazia spesso deviata dai mass media in termini &quot;anti-casta&quot;. Noi invece dobbiamo saper riconoscere la domanda sociale come domanda di potere: in Molise, alle recenti regionali ha votato meno gente che ai referendum di giugno che hanno incarnato questa domanda sociale di partecipazione. Della stessa cosa ci parlano le esperienze della Val di Susa, della Fiom, del 15 ottobre che, al di là di tutto è stata in Italia la più grande piazza di quel giorno. Ma tutto ciò non ha uno sbocco politico. Che siano su Vendola, o sulla variante più di destra Renzi, le primarie sono una sussunzione di quella voglia di partecipazione dentro un meccanismo di iperdelega al leader carismatico. Dalla delega al partito alla delega al leader. Pensa che solo la Fds e il Pd non hanno il nome del capo sul simbolo elettorale. Le primarie di programma sono utili a individuare dei nodi - no alla guerra e alle spese militari, no alla precarietà, sì ai beni comuni e alle ripubblicizzazioni - da indicare al centrosinistra perchè si scelga non solo chi ma che cosa fare.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma come è possibile ricostruire spazi di democrazia partecipata ed efficace? Esiste il problema di &quot;un nuovo che non nasce&quot;?.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

I problemi sono tanti, occorre lavorarci in direzione della socializzazione della democrazia. Oggi i referendum non hanno più la sola valenza di fotografare lo scarto tra paese reale e paese formale. Oggi possono avere una valenza costituente di soggettività. Per questo seguiamo l'esperienza dei movimenti per l'acqua (parteciperemo alla manifestazione nazionale del 26 novembre e stiamo dentro a tutte le sperimentazioni di costruzione della soggettività della società civile con interessi antagonisti alla grande finanza. Ma per questo serve che si trovino forme persistenti di autorganizzazione, di contropotere dal basso. Penso che in tutta Italia si debba agire come si agisce in Val di Susa. E poi la politica va riconnessa al fare. &lt;br /&gt;
Ecco perchè siamo l'unico partito a spalare fango a Genova, l'unico a intervenire nel terremoto, a fare i Gap. Le condizioni per l'alternativa nascono nella densità sociale che si contribuisce a ricostruire.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma chi potrebbero essere gli interlocutori di questa ricerca?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Coloro che hanno fatto l'opposizione sociale in questi anni. A differenza di altre fasi storiche, l'elemento democratico è costituente. Nella sua crisi, il capitalismo cerca di restringere la partecipazione per restituire, come nell'Ottocento, il potere ai padroni e ai banchieri riducendo il conflitto sociale a problema di ordine pubblico. Noi, al contrario, dobbiamo favorire l'irruzione delle masse nello spazio pubblico. Noi vogliamo aggregare la sinistra di alternativa a partire dalla ricostruzione della soggettività, la sinistra che opera per rompere il senso di impotenza, che &quot;aiuta&quot; - come diceva Vittorio Foa - la gente a governarsi da sé. Per tutto questo la sinistra d'alternativa deve essere in grado di non subire, di non farsi sovradeterminare, dal falso movimento del bipolarismo che ci vorrebbe o marginali o allineati.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2011/11/9/17244-primarie-ma-di-programma-e-poi-subito-alle-urne-per-uscire/&quot;&gt;Liberazione - Checchino Antonini&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Maurizio SAIA: &quot;UNA LEGGE PER VARARE LE PRIMARIE&quot; - MINI INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-11-06T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>622436</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: CN) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Senatore Maurizio Saia,, ma. si è iscritto anche lei al Pdl? &lt;b&gt;«No, io non ho preso la tessera. Faccio parte di quell’area di ex che hanno evidenziato una serie di difetti del partito e che ha lasciato il Pdl. Da quando sono uscito mi pare che la situazione sia pure peggiorata&lt;/b&gt;«. Come vede questo momento politico? «&lt;b&gt;E’ u momento drammatico, non solo per il Paese. Dopo 38 anni che faccio politico mi ritrovo senza partito. Insieme ad altri colleghi abbiamo immaginato un percorso verso il Partito Popolare Europeo. Ma non si vede la fine del viaggio»&lt;/b&gt;. Che ne pensa di questo boom di iscrizioni al Pdl? &lt;b&gt;«Ho visto con i miei occhi le iscrizioni raccolte nel Lazio dal sottosegretario Augello. Lui è un leader che ha messo insieme 26 mia iscrizioni. Ecco, diciamo che nel nostro territorio ci sono casi un po’ meno nobili»&lt;/b&gt;. E allora lei che fa? &lt;b&gt;«Il 26 novembre la mia associazione Fare Padova terrà un convegno in cui sarà presentato il disegno di legge, che sto scrivendo con Augello, sulle Primarie obbligatorie, all’americana»&lt;/b&gt;. Insomma, pur senza partito lei si sta dando da fare... &lt;b&gt;«Sto incontrando consiglieri di quartieri, chi dentro il Pdl, chi fuori, chi nel Fli, per riorganizzare il centrodestra padovano. Il tragitto verso le amministrative si propone di offrire ai cittadini la possibilità di scegliere le candidature dal basso».&lt;/b&gt; Il governo tiene? &lt;b&gt;«Se ci fanno discutere la manovra in Parlamento, sì. Altrimenti è dura«&lt;/b&gt;.(c.bac.) 
06 novembre 2011 —   pagina 17   sezione: Nazionale 

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://ricerca.gelocal.it/mattinopadova/archivio/mattinodipadova/2011/11/06/NZ_17_01.html?ref=search&quot;&gt;ricerca.gelocal.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ENRICO ROSSI: «Alla Leopolda ho visto la sinistra conservatrice»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/11/02/enrico-rossi/%C2%ABalla-leopolda-ho-visto-la-sinistra-conservatrice%C2%BB-intervista/617905"></link>
  <updated>2011-11-02T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>617905</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Toscana (Partito: PD) - Consigliere Regione Toscana (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Presidente Rossi che ne pensa della Leopolda post-ideologica del sindaco Renzi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Chi ha detto che non c’era ideologia? La sinistra conservatrice, le pensioni che tolgono risorse ai giovani, più dinamismo economico, più mercato per avere più giustizia sociale: questo è il Blair del ’99».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
E perciò lei la stronca.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La Caritas ha detto che i poveri in Italia sono 8.3 milioni, con un aumento del 7% rispetto al 2010 e soprattutto tra i giovani. Ecco il risultato del liberismo. Il Collegio pontificio della giustizia e della pace sostiene che è responsabilità di quel liberismo senza regole e controlli se le diseguaglianze sociali sono cresciute. Alla Leopolda si è riproposto quello che è all’origine della crisi, in un mondo profondamente cambiato. Sul banco degli imputati non può finire la sinistra ma i cedimenti che ha avuto verso quel liberismo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non negherà che alla Leopolda c’era del fermento.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Facebook, Twitter, 5 minuti per parlare di Europa, il WikiPd, il frigo sul palco, la libreria finta. Per carità, va tutto bene, ho visto molto impegno. Però c’era un’estetica del potere iniziata in forme diverse con il Panseca di Craxi e proseguita con Berlusconi. Il potere ha bisogno di sobrietà e semplicità».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Però oltre 500mila utenti hanno seguito la diretta streaming.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«In questo Matteo è bravissimo, sa interpretare il bisogno di partecipazione a cui il Pd non ha saputo dare risposte. Ma in politica non può bastare un post, non si può sostituire un partito: servono organizzazione e approfondimento».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Eppure ne sono uscite 100 idee che dovrebbero diventare un programma.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ma si elude il nodo fondamentale di questo momento. Il Paese affonda: lo spread è al 4,59, gli interessi sui Btp al 6,20, non siano così lontani dal default. &lt;br /&gt;
Lì c’era un clima inconsapevole del dramma. I conti col berlusconismo vanno fatti fino in fondo e oggi può vincere chi riesce a indicare il modo più giusto per aggredire il debito pubblico ricreando prospettive di sviluppo e chiedendo sacrifici equamente distribuiti. Bisogna bonificare gli sprechi, introdurre una patrimoniale e tasse progressive se vogliamo tutelare i più deboli. E in questo contesto si può anche parlare di pensioni. Populismo e riformismo sono inconciliabili, e qui si vuol piacere a troppi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cosa l’ha convinta di meno del Big Bang?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«L’amnistia condizionata per i politici accusati di corruzione. Somiglia a un colpo di spugna per salvare i corrotti».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma qualcosa che l’ha convinta ci sarà pure?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Si è parlato molto di precariato. Anche se non ho visto proposte adeguate».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Presidente, il Pd non ha niente da rimproverarsi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il Pd deve avere una posizione più critica verso lo sviluppo che si è avuto in questi anni».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E non sarebbe utile una nuova classe dirigente?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Sì, purché venga fuori dal dibattito politico: Renzi sta perdendo un’occasione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Farà così per accattivarsi elettori. Secondo lei dove pesca?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Tra i moderati di centrodestra. Invece bisogna saper parlare anche a sinistra e fare proposte per uscire dalla crisi che siano chiare a tutto il Paese».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei è favorevole alle primarie?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Vanno fatte quanto prima, anche per i parlamentari. Devono essere aperte, magari in due turni. Ma il Pd deve avere il diritto di indicare un “suo” candidato. E chi lo sfida deve sapere che rischia di indebolire quella candidatura. Renzi abbia il coraggio di decidere se candidarsi o no».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=16C20F&quot;&gt;la Repubblica - Sandro Bertuccelli &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIUSEPPE CIVATI: Leopolda 2011: ''Mi sento ancora a casa mia''</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/10/29/giuseppe-civati/leopolda-2011-mi-sento-ancora-a-casa-mia/617811"></link>
  <updated>2011-10-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>617811</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lombardia (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;&quot;Quando Vendola faceva cadere Prodi, ero all'università&quot;.
&lt;p&gt;

''Do un consiglio a chi ci guida: dobbiamo essere dappertutto: qui, a Bologna, all'Aquila. Bisogna dare un messaggio unitario. Io e Matteo siamo nati nel 1975 e quelli che litigavano allora sono gli stessi che litigano ancora oggi''.
&lt;p&gt;&quot;Dobbiamo dare un messaggio diverso, di dialogo, di confronto e di collaborazione reciproca. Portiamo a Palazzo Chigi una nuova generazione, facciamolo tutti insieme nel rispetto di tutti, con le nostre posizioni e facciamolo con il Partito democratico. Ma pretendiamo alcune cose: i parlamentari siano scelti con le primarie, ci sia un confronto trasparente, lasciando perdere un po' di personalismi. Abbiamo sfide più grandi di noi e le battaglie dei Gormiti le lasciamo ai bambini: noi abbiamo da fare. Speriamo che questo sia l'inizio di una nuova stagione politica''.

&lt;p&gt;
&quot;E' &quot;un errore&quot; che il segretario del Pd Pier Luigi Bersani non sia venuto al 'Big'. &lt;br /&gt;
&quot;Questa è la mia casa, lo è stata l'anno scorso, forse non sono stato trattato benissimo qualche tempo fa, ma ora non è il momento di fare l'offeso. Sono venuto a portare un messaggio di disponibilità e di confronto sulle cose da fare e a dare l'idea di un centrosinistra unito&quot;. 
&lt;p&gt;E a chi gli chiede se Bersani avrebbe dovuto essere alla Leopolda: &quot;Ma certo, Bersani lo abbiamo aspettato in piazza a Bologna sotto il tendone finché non hanno smontato. E' un errore. Lui dice che non vuole mettere il cappello. Bisogna
dargli una fornitura di cappelli perché c'è bisogno di metterli su tante sfide e tante questioni&quot;. 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Il segretario ha paura forse?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; &quot;Non esiste la paura degli avversari interni, esiste il confronto che deve essere fatto in ogni luogo&quot;. 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Primarie:&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; &quot;Sono necessarie le primarie anche per i candidati al parlamento&quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lanazione.it/firenze/politica/2011/10/29/610213-renzi_scontro.shtml&quot;&gt;La Nazione&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>SERGIO CHIAMPARINO: Intervento al Big Bang 2011 alla Stazione Leopolda.   [Video]</title>
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  <updated>2011-10-29T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>617810</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&quot;Se mi permettete lo ringrazio (Matteo Renzi &lt;i&gt;ndr&lt;/i&gt;) perché mi ha invitato - come molti altri - senza chiedere giuramenti di fedeltà né ad una corrente né ad un capo-corrente...&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=3iBLzSmM9ic&amp;feature=player_embedded#!&quot;&gt;youtube.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ENRICO ROSSI: Nel Pd chi ha ruoli di direzione politica dagli anni '90, lasci</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/10/17/enrico-rossi/nel-pd-chi-ha-ruoli-di-direzione-politica-dagli-anni-90-lasci/617787"></link>
  <updated>2011-10-17T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>617787</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Toscana (Partito: PD) - Consigliere Regione Toscana (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Chi ha svolto ruoli di direzione politica nazionale, a partire dagli anni '90 in poi, ha esaurito il proprio ciclo e deve lasciare gli impegni di prima linea per ritagliarsi un ruolo utile di 'padre nobile' che sono certo verrà ascoltato e apprezzato''.
&lt;p&gt;

&lt;i&gt;Lo afferma Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, in una nota postata sul suo profilo Facebook.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;

''Quindi gli organi dirigenti del Pd, che mi auguro vengano rafforzati e rinnovati, dovranno essere composti da una nuova classe dirigente proveniente dal territorio e selezionata in base alle prove di capacità e competenza. Nello specifico penso che la segreteria, già rinnovata, debba essere rafforzata, mentre la direzione nazionale deve essere fortemente ridotta in modo da potersi riunire velocemente e discutere davvero le scelte politiche.

&lt;p&gt;
Allo stesso modo ritengo che se dovessimo conquistare la maggioranza e governare il Paese non ci potremmo certo presentare con gli stessi ministri e sottosegretari degli ultimi governi di centrosinistra''.
&lt;p&gt; ''E' bene non presentarsi agli elettori con le stesse persone che hanno già ricoperto più volte ruoli di governo soprattutto quando quella squadra è stata battuta alle elezioni, com'è avvenuto nel 2008. Anche alla guida del Paese dove presto - mi auguro - torneremo c'è bisogno di rinnovare la nostra presenza con donne e uomini nuovi e competenti''.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Per quanto riguarda le candidature al Parlamento:&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; ''Il discorso è diverso; come lo è in realtà in tutte le democrazie occidentali. In generale va bene il limite di due mandati, preferibile per me a quello di tre, ma possono esserci eccezioni, purchè tutti si sottopongano alle primarie e abbiano dai nostri elettori fiducia e consenso''.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/regioni-PD__ROSSI_%28TOSCANA%29__CHI_HA_RUOLI_DIREZIONE_DA_ANNI__90_LASCI-643278--17.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Andrea AUGELLO: PROPOSTA PRIMARIE</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/06/andrea-augello/proposta-primarie/609232"></link>
  <updated>2011-09-06T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609232</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) -  Sottosegretario  Pubblica amministrazione e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;ASCA) - Roma, 6 set - &lt;b&gt;''Facciamo le primarie per legge, e non si dica che sono anti-Cavaliere'&lt;/b&gt;'. Lo dice il sottosegretario alla funzione pubblica Andrea Augello (Pdl), in un' intervista al Secolo d'Italia in cui spiega la sua proposta per restituire la parola ai cittadini: un election day per il nome del premier un anno prima del voto.
Augello ha formalizzato quella proposta con una lettera al segretario del partito Angelino Alfano. In polemica con lui?&lt;b&gt; ''Affatto - risponde Augello -, cosi' pensiamo anche al partito''.&lt;/b&gt;
&lt;b&gt;''Rispetto alle proposte presentate all'interno del Pdl e, nel Pd, da Veltroni - continua Augello - la differenza sostanziale e' che le primarie non vengono organizzate dai partiti, ma si svolgono come normali elezioni nell'election day dell'anno prima della scadenza della legislatura o della consiliatura nel caso del sindaco''.&lt;/b&gt;

http://www.asca.it/news-PDL__AUGELLO__FORMALIZZATA_PROPOSTA_AD_ALFANO_SU_PRIMARIE_PER_LEGGE-1047123-POL-1.html
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-PDL__AUGELLO__FORMALIZZATA_PROPOSTA_AD_ALFANO_SU_PRIMARIE_PER_LEGGE-1047123-POL-1.html&quot;&gt;www.asca.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gianfranco MICCICHE': «Stop allo strapotere della Lega, il Sud merita più attenzione»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/05/gianfranco-micciche/%C2%ABstop-allo-strapotere-della-lega-il-sud-merita-pi%C3%B9-attenzione%C2%BB-intervista/608074"></link>
  <updated>2011-09-05T00:00:00Z</updated>
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  <id>608074</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) -  Sottosegretario  Presidenza del Consiglio delega al CIPE (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Sono favorevolissimo al laboratorio per il Sud proposto dal presidente del Senato Renato Schifani. Anzi, ci vorrebbero più occasioni di confronto come questa. Dichiaro fin da adesso la mia disponibilità», dice il sottosegretario Gianfranco Micciché, leader del Grande Sud. Perché è questo, da oggi, il nome nuovo di Forza Sud, partito nato per fare da contraltare «allo strapotere della Lega».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;Sottosegretario, come mai tanto entusiasmo, visto che proprio lei è stato spesso molto critico verso la sua stessa maggioranza, definita perlomeno disattenta verso il Mezzogiorno?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Questa è una proposta che arriva da una carica istituzionale e non ha il marchio di alcun partito. Il Grande Sud, che punta a una rappresentanza sul territorio, non può che approvare iniziative di questo genere che servono anche a bilanciare il peso della Lega, che ha sempre condizionato questo centrodestra. Comunque, la scarsa attenzione per il Sud è una caratteristica di tutti i governi».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;Che cosa c’è per il rilancio del Sud in questa manovra?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ma è un provvedimento che impone sacrifici, non ci possono essere elementi di rilancio».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;Rilancio, crescita, è questo che chiede l’Europa per tutto il Paese. Va bene risparmiare, tagliare, ma senza crescita non si va da nessuna parte.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Questa manovra è stata fatta per un problema di bilancio, perciò è più semplice immaginare di ridurre le spese. Vedremo nei fatti come avranno trattato il Sud: se i sacrifici saranno distribuiti in modo equilibrato allora capiremo che non si vuole penalizzare il Mezzogiorno. Il rilancio è iniziato con il piano per il Sud e lo sblocco dei Fas regionali, un segnale importante. Resta da vedere se è una tendenza strutturale, anche se abbiamo qualche dubbio visto che hanno tentato di intervenire sulle pensioni – il riscatto degli anni di laurea e del servizio militare – che avrebbero penalizzato soprattutto chi vive in regioni dove il precariato e la disoccupazione raggiungono percentuali molto alte».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;I fondi Fas sono salvi, ma se non vengono spesi che si fa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Lo chieda alle Regioni. Mica sono come Tremonti e la Lega, che pensano sia inutile dare soldi che poi non verranno utilizzati. Noi siamo invece convinti che verranno spesi bene, come già è avvenuto».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;La metamorfosi della manovra è continua. Che ne pensa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«È stata l’Europa a chiederci questa manovra e noi non ci opponiamo. Il mio partito ha presentato i suoi emendamenti e ha avuto le sue vittorie. Mi chiedo solo che senso abbia restare in Europa a queste condizioni…».
&lt;p&gt;

 
&lt;b&gt;
Niente primarie, Berlusconi ancora candidato premier per il 2013. D’accordo con Angelino Alfano?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non mi interessano le primarie, se il Pdl vuole che se le faccia. Personalmente le considero la negazione della politica, che dovrebbe avere la capacità di scegliere la persona più adatta da candidare alla guida del Paese. Fare le primarie mi sa tanto di Ponzio Pilato: me ne lavo le mani, che decidano gli altri».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;Dunque, riconfermare Berlusconi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Mi sembra abbastanza logico. Finora il premier è stato costretto più che altro a mediare tra i territori, sotto il perenne ricatto della Lega. Con il Grande Sud l’equilibrio sarà già raggiunto all’interno della maggioranza».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=13W6O8&quot;&gt;Il Mattino - Maria Paola Milanesio&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: &quot;Primarie? Facciamole nel 2011 e io sono pronto&quot;  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/03/nichi-vendola/primarie-facciamole-nel-2011-e-io-sono-pronto-intervista/608050"></link>
  <updated>2011-09-03T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>608050</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Certo, Nichi Vendola non si è mai nascosto dietro le perifrasi, ma ora si dice pronto alla sfida. L’indimenticabile agosto, che ha fiaccato il governo senza rafforzare il Pd ed ha acceso un diffuso sentimento anti-casta, è come se avesse reso inevitabile il bagno di popolo rappresentato dalle Primarie: “Sì, penso che le Primarie siano il punto in cui tutti riusciamo a staccare la spina da un quadro torbido, un processo di ri-politicizzazione non passiva della società”.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il Pd finora ha fatto orecchie da mercante, ma con questo “clima” come si farà a dire: il capo ce lo scegliamo in quattro stanze di partito…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Sono tranquillo: le Primarie non sono mai state veramente in discussione. Anche perché mai come oggi la politica si mostra debole, senza pensieri”.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Per renderlo competitivo, il candidato del centrosinistra entro quando dovrebbe essere incoronato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Prima si fanno le Primarie e meglio è. La cosa migliore sarebbe farle entro la fine di quest’anno”.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;I malevoli dicono: Vendola alla fine si contenterà di fare il capo della sinistra radicale. Lo dica chiaramente: lei punta a rappresentare tutti i progressisti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Ad un certo punto ho avuto davvero la tentazione del monaco, perché la mia richiesta sembrava una civetteria, una sindrome leaderistica. Però voglio fare la mia parte per riscattare la politica dalla sua condizione di degrado morale, di chiacchiericcio inascoltabile, rimettendola in connessione con la vita, riscattandola dallo stallo nella quale l’hanno portata i maestri della realpolitik”.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Dopo tanto tatticismo, inconsueto nel personaggio, Renzi ora ammette: farò le Primarie. E la punzecchia sul suo sinistrismo…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Sono contento se Renzi si candida. Gli faccio notare che non è la Fiom ad aver chiuso Termini Imerese”.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma se lei continua a ripetere che la Fiom ha sempre ragione, che i padroni sono quasi tutti affamatori di operai e i magistrati sono infallibili, come farà a parlare a tutto il Paese?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“E infatti io non ho mai detto quel che lei mi attribuisce, non ho una visione manichea della realtà. Io voglio parlare con l’impresa e lo faccio da sette anni. Per esempio: nell’edilizia bisogna continuare a gonfiare di anabolizzanti le periferie o fare molto più edilizia del recupero? Io non mi voglio impiccare sull’albero delle ideologie, ma discutere di merito. Ognuno di noi non può essere soltanto quello di ieri”.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Da anticonformista se la sente di ammettere che le drastiche misure anti-evasione non sono così male?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Non deve depistare questa controversia barocca. Il teorema vero del centrodestra resta lo stesso: blindatura della ricchezza criminalizzazione della povertà. Mi scusi, ma un governo che si è comportato come un Al Capone istituzionale, che credibilità può avere nell’invocare giustizia divina contro gli evasori fiscali? La galera per i i tre milioni in su è una nuova “tremontata”&quot;.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Come si fa a dirlo, a prescindere di qualsiasi verifica?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“La modalità comunicativa di Tremonti oramai è abbastanza leggibile. Anzitutto c’è un grande annuncio che serve a drogare i i titoli dei giornali e a depistare l’opinione pubblica dall’essenza della sua politica: macelleria sociale, senza intaccare i privilegi della casta finanziaria, ma uccidendo il Welfare e portando ad un violento impoverimento del ceto medio”.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Un violento impoverimento per opera di Tremonti: non esagera?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Scusi ma come dovrei esprimermi quando il governo, tagliando su scuola e ricerca, intacca il principale capitale sociale del ceto medio? La certezza di poter investire sui propri figli. Dove è la crescita? La crescita eco-sostenibile entro un nuovo modello di sviluppo non è retorica domenicale, ma non ne ne parla”.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il Pd ha anticipato e poi dato ragione al governo sulla costituzionalizzazione del pareggio di bilancio. D’accordo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“La proposta è irricevibile. Non si fa prima a cancellare gli articoli 1 e 3 della Costituzione? La verità è che si va disfacendo questa Europa, ostaggio di tecnocrazie che parlano da luoghi invisibili, come oracoli. Le stesse tecnocrazie che hanno contribuito alla catastrofe. Ma se la politica è l’ombra del mercato, vivrà come un mercatino”.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=13UAPQ&quot;&gt;La Stampa - Fabio Martini&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: «Per ricostruire questo Paese serve un'alleanza larga»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/01/dario-franceschini/%C2%ABper-ricostruire-questo-paese-serve-unalleanza-larga%C2%BB-intervista/590646"></link>
  <updated>2011-08-01T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>590646</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;«E' un'operazione titanica ed avremo bisogno di tutti per gestire una legislatura di transizione. E' pericoloso pensare di avere già vinto. Potremmo ritrovarci con Berlusconi al Quirinale».
&lt;p&gt;  
L'esperienza di Area democratica, partita con le primarie, sta dimostrando che si può evitare la distorsione del fenomeno correntizio, che provoca soltanto danni quando le componenti sono legate a persone e diventano strumenti di lotta interni, e che si può invece accettare l'idea che un grande partito non identitario come il nostro non deve temere la vivacità di idee e contenuti». Dario Franceschini ha appena chiuso i quattro giorni di convegno organizzati ad Amalfi da Area democratica. Il capogruppo del Pd alla Camera è soddisfatto, di questa iniziativa e del contributo dato al partito. «Con Areadem abbiamo anche dimostrato che ci può essere gestione unitaria senza rinunciare ad offrire idee al partito».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Avete offerto alle altre forze di opposizione l’ipotesi di un'ampia alleanza, ma la risposta è stata no...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il dibattito con Vendola ha dimostrato che se un grande partito ha la responsabilità di proporre una strategia per il futuro non si ferma di fronte a un no tattico ma prosegue nella linea che giudica utile al Paese, e lavora per superare tutte le resistenze».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La resistenza, le ha detto Vendola, dipende dal fatto che la vostra proposta rischia di “rendere torbido” il quadro.&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Chiariamo. L’esigenza di un’alleanza tra le forze che oggi sono all’opposizione ha due ragioni. La prima, avere la certezza di vincere, perché purtroppo è probabile che nonostante tutto quello che potremo fare per cambiare la legge elettorale, la maggioranza continui a difendere il Porcellum e si vada a votare con l'attuale sistema».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;I sondaggi però vi danno in testa anche se alleati alle sole Sel e Idv.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Dobbiamo fare molta attenzione, vedo serpeggiare pericolosamente l'idea che abbiamo già vinto. Non è così, non dobbiamo già pensare al dopo. C’è il rischio che il centrodestra, con o senza Berlusconi, possa vincere le elezioni, avere una maggioranza in Parlamento di eletti con liste bloccate il cui primo atto sarà eleggere il Presidente della Repubblica. Mi pare che questo rischio da solo già giustifichi l'esigenza di un’alleanza larga tra forze che hanno storie diverse e anche idee per il futuro diverse, ma unite da un’idea di ricostruzione democratica del nostro Paese. Ed ecco la seconda ragione a cui facevo riferimento. Potremmo anche vincere con un’allenza Pd-Sel-Idv, come è probabile, ma possiamo immaginare di gestire un’operazione titanica com’è quella di far fronte a una crisi economica, a un crescente disagio sociale, alla necessità di ricostruire le regole, il rispetto per lo Stato, l’unità nazionale, senza una maggioranza che abbia un larghissimo consenso nel Paese?&lt;br /&gt;
 Avremo bisogno di industriali e operai, giovani e anziani, cittadini del nord e del sud per gestire una legislatura di transizione e riconsegnare il Paese ricostruito a una normale dialettica».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Però in base a questo ragionamento dovreste aprire anche a Pdl e Lega.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«No, perché non si può ricostruire con i responsabili di questo disastro. In tre anni non hanno fatto nulla per affrontare la crisi, che hanno occultato, e oggi hanno perso credibilità. Ora bisogna voltare pagina».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Finché avranno la maggioranza in Parlamento sarà difficile...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«A parte che hanno la maggioranza degli italiani contro, come ha dimostrato il referendum. Ma poi abbiamo visto che non hanno neanche più la maggioranza in Parlamento, che la ottengono solo quando c’è un voto di fiducia, per garantirsi la sopravvivenza. Questo dovrebbe far riflettere tutti su un punto: è opportuno fornir loro uno strumento per far vedere che hanno la maggioranza in Parlamento, anche quando non è così?».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Si riferisce alla mozione di sfiducia presentata da Di Pietro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Noi abbiamo un metodo diverso, prima di lanciare un'iniziativa lavoriamo con tutte le forze di opposizione. Non informare gli altri gruppi e non valutare le controindicazioni di ogni mossa è un modo di fare che non ci appartiene».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E allora voi cosa proponete?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Intanto, insieme ad Anna Finocchiaro abbiamo scritto una lettera ai presidenti di Camera e Senato per chiedere al presidente del Consiglio di venire a riferire in Aula sulla crisi. Berlusconi deve dire in Parlamento cosa intenda fare per il suo Paese».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Non lo ha mai fatto, difficile che si decida ora alla vigilia della pausa estiva...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Immaginare che il Parlamento chiuda come se non fossimo nel pieno di una grave crisi è terribile. Se Berlusconi si rifiuterà di venire, sarà l'ennesima dimostrazione che a lui interessa solo restare al suo posto, che questo comporta un crescente costo per l'Italia, per ogni singolo italiano, e che questo governo deve dimettersi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Dopodiché?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Potrebbe esserci un governo guidato da una personalità di grande credibilità internazionale che cambi la legge elettorale, affronti le emergenze economiche e porti subito al voto».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Fini tra le possibilità mette anche un governo di centrodestra a diversa guida.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Sarebbe comunque meglio di come stiamo ora, se a guidare questo governo ci fosse una persona che non sia screditata e incapace di operare come è Berlusconi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Fini dice che il Terzo polo a quel punto non farebbe mancare il proprio contributo. E il Pd?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il Pd starebbe ovviamente all'opposizione. Ma potrebbe diventare più facile avere in Parlamento un rapporto di opposizione costruttiva».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ha ragione Berlusconi a dire che con lui sapete dire solo no?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «È Berlusconi che rende impossibile il confronto, sono i suoi atti. Basti pensare che nel pieno del disastro economico, con le parti sociali che per la prima volta firmano un appello congiunto per chiedere discontinuità e misure per la crescita, con il capo dello Stato che rinvia le vacanze per seguire da vicino la situazione, Berlusconi si è preoccupato soltanto di mettere la fiducia sul processo lungo. È una vergogna».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Bersani e Casini hanno annunciato un incontro con le parti sociali. È una sfida al governo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il governo non c’è più, di Berlusconi si sono perse le tracce. È quindi assolutamente giusto che l’opposizione, responsabilmente, si faccia carico di portare in Parlamento le istanze delle parti sociali per una volta unite».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Teme che le inchieste che coinvolgono personalità del Pd peseranno sulla credibilità dell'opposizione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«È in corso un tentativo mediatico, alimentato dalla destra ma non solo, di far apparire i politici come tutti uguali, ma basta guardare ai nostri comportamenti per capire la differenza. Il Pd ha votato a favore dell'arresto di Tedesco, Penati si è dimesso, Bersani ha detto parole chiarissime sul ruolo della magistratura.&lt;br /&gt;
 Dall'altra parte hanno votato contro l'arresto di Papa e hanno votato il processo lungo, l'ennesima norma pensata per impedire i processi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Basta questo per mettere al sicuro il Pd?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Noi abbiamo il dovere, al di là di queste vicende, di introdurre nuove norme di trasparenza. Però rifiuto l'idea insopportabile che saremmo tutti uguali. È un'offesa a migliaia di persone che lavorano nel Pd, anche come volontari. E poi quando si fa di ogni erba un fascio si apre la porta al populismo. E il populismo chiama sempre risposte di destra, mai progressiste».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=12Q30M&quot;&gt;l'Unità - Simone Collini&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Andrea AUGELLO: «Sì alle primarie,  c’è spazio per la destra»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/16/andrea-augello/%C2%ABs%C3%AC-alle-primarie-c%E2%80%99%C3%A8-spazio-per-la-destra%C2%BB/590202"></link>
  <updated>2011-07-16T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590202</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) -  Sottosegretario  Pubblica amministrazione e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;b&gt;Quale prevede che sarà l’iter politico verso un Partito popolare europeo in salsa italiana?&lt;/b&gt;
Per fare una costituente del Ppe in Italia è chiaro che bisogna rimuovere alcuni macigni, rappresentai da una parte dei centristi del Pdl. E ha ragione Alfano: non è un telequiz e non serviva una risposta immediata da parte dell’Udc. Con questa battuta intendeva dire, evidentemente, che occorrono dei tempi e anche dei gesti concreti. Stiamo a vedere come Alfano intenderà affrontare questa situazione.
&lt;b&gt;L’ultimo numero di Charta minuta, bimestrale della Fondazione Farefuturo, ha invitato i quattro leader storici del centrodestra (Berlusconi, Fini, Bossi e Casini) a fare un passo indietro. Che ne pensa?&lt;/b&gt;
In realtà questa proposta mi sembra prevalentemente rivolta a Casini, perché gli altri leader storici, chi per motivi biologici e per propria dichiarazione di intenti come Berlusconi, chi per motivi politici per un evidente distacco dal blocco sociale del centrodestra come Fini, sono già scarsamente proponibili come leader nei prossimi dieci anni. Il problema è che a Casini non basta rivolgere un invito di questo genere. Io credo che bisogna costruire un centrodestra capace di creare rispetto reciproco , senza annettere le forze che convergono sul Pdl. È necessario creare un sistema che attualmente non c’è: a partire da un controllo democratico della leadership, un sistema che è ancora da inventare, per cui se questi meccanismi di riforma non entrano in ballo, continueremo a non avere un bipolarismo virtuoso  ma un bipartitismo malato.
&lt;b&gt;Che ne pensa delle primarie? E come le immagina?&lt;/b&gt;
Sono d’accordissimo con le primarie, già da molto tempo. Le primarie in Italia si possono organizzare soltanto per legge, a scrutinio segreto e a suffragio universale, perché altrimenti se noi affidiamo il meccanismo delle primarie a regolamentazioni di derivazione anglosassone, credo che rendere pubbliche le iscrizioni ai partiti per votare alle primarie del proprio partito sia un’operazione assai complessa da gestire, poco trasparente e nelle zone più controllate dalla malavita è ovvio che questo tipo di votazione toglierebbe al voto segreto quel provvidenziale riparo da ingerenze indebite che c’è sulla consultazione elettorale. La segretezza del voto dà la certezza della trasparenza. C’è un parterre relativamente ampio di candidati nel centrodestra, persone  come Formigoni, ma anche Tremonti e Maroni.
&lt;b&gt;Come immagina il centrodestra del futuro? Nuovo partito unico o federazione di partiti?&lt;/b&gt;
Dovrebbe essere una federazione, ma è chiaro che questo meccanismo sarebbe fortemente rafforzato da una riforma elettorale.
&lt;b&gt;Cosa non va in questo centrodestra? E cosa bisogna fare per non ripetere gli stessi errori?&lt;/b&gt;
Quello che non va riguarda sia il centrodestra che il centrosinistra, perché si sono unite con una fusione a freddo forze che in un meccanismo  di democrazia cooptata da una legge elettorale malata hanno finito col perdere il contatto con il Paese, pagando al loro interno le contraddizioni. E alla fine, essendo il tutto accaduto in una fase di transizione durata 15 anni, ha fortemente messo alla prova la credibilità del sistema politico in Italia.
&lt;b&gt;La destra è destinata a scomparire?&lt;/b&gt;
Bisogna stabilire con quali gambe devono camminare le idee  della destra. Non c’è dubbio che la diaspora di  Fini ha fortemente minato la credibilità di questa forza che avrebbe dovuto trascinare il Pdl su un punto di vista vicino a quello che era tipico di Alleanza Nazionale. Ciò non toglie che obiettivamente tutto abbiamo avuto in questa avventura del Pdl salvo che il problema di affermare i valori della destra. La nostra storia, al di là di tutto, è ancora tutta da raccontare. Al momento la cosa  fondamentale è mettere al primo  posto la tenuta del sistema paese. Se noi non riusciamo a legare il Paese e a dargli stabilità, è chiaro che verremmo meno al primo impegno della destra, in ogni tempo e in ogni epoca in cui al destra si è manifestata, ovvero quello di difendere la dignità e la sovranità nazionale aggiunta alla capacità di competere con le altre nazioni. C’è bisogno di una nuova legge elettorale che garantisca la stabilità dei governi .&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.fareitalia.com/409_s_alle_primarie__c__spazio_per_la_destra_&quot;&gt;www.fareitalia.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARIO MAZZETTI: Si alle primarie all'Aquila e Avezzano</title>
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  <updated>2011-07-13T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Carsoli (AQ) (Partito: LISTA CIVICA) - Consigliere  Consiglio Comunale Carsoli (AQ) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il prossimo anno siamo attesi da due importanti appuntamenti elettorali, ad Avezzano e all’Aquila. Organizzeremo le primarie per la scelta del candidato sindaco. Entro fine agosto sarà pronto il regolamento che detterà gli indirizzi per lo svolgimento delle consultazioni&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.abruzzoweb.it/contenuti/laquila-cialente-bis-non-e-scontato-mazzetti-pd-si-faranno-le-primarie/31479-268/&quot;&gt;www.abruzzoweb.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ENRICO GASBARRA: «Primarie anche sui parlamentari»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/27/enrico-gasbarra/%C2%ABprimarie-anche-sui-parlamentari%C2%BB/586780"></link>
  <updated>2011-06-27T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>586780</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Le primarie  non sono la salvezza ma l'esempio giusto da offrire ai cittadini, anche per eleggere i parlamentari. Riaffidiamo quindi ai cittadini la scelta e rilanciamoci in un'azione di guida, poi mettiamo delle regole, come quella del secondo mandato, quasi mai rispettato».  
&lt;p&gt;Così la pensa Enrico Gasbarra, il parlamentare pd che ha partecipato ieri a un dibattito alla Festa democratica a Latina scalo. Gasbarra ha parlato di «un vento che è cambiato nel Paese», ma anche di una partita non ancora vinta con il governo di centrodestra.
&lt;p&gt; «Questo Paese - ha detto -  è stato permeato dalla cultura del berlusconismo».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=11J33K&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
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